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	<title>Ivan Juric &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Palladino si presenta e fa il Gasperini: &#8220;Dna bergamasco, intensità e sfrontatezza da recuperare&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 19:15:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino non ha Ivan Juric come termine di paragone, ma solo come sostituito con una punta amarognola di dispiacere: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/42f6e086-ce78-432a-8886-ce2cd8dfd25d.jpeg"><p>Raffaele <strong>Palladino</strong> non ha Ivan <strong>Juric</strong> come termine di paragone, ma solo come sostituito con una punta amarognola di dispiacere: <em>&#8220;Siamo stati compagni al Genoa e lui mi ha poi allenato anche al Crotone. Lo ringrazio per avermi fatto trovare un gruppo in <strong>ottima condizione fisica</strong> e capace di dedizione&#8221;</em>. Sullo sfondo, la pietra angolare su cui ricostruire la casa dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> è sempre una soltanto, benché il neo mister lo neghi: <em>&#8220;Bisogna guardare avanti, non al passato, anche se <strong>Gian Piero Gasperini</strong> lo considero il mio maestro perché mi ha insegnato tanto. Ha fatto qualcosa di indelebile. Bisogna riportare la squadra e la società dove merita e dove le compete, visto che frequenta meritatamente l&#8217;Europa da tanti anni. Le risposte le dà sempre la partita: a Napoli, perché da lì si ricomincia sabato sera, voglio un&#8217;Atalanta intensa, battagliera e sfrontata. Anche e a maggior ragione contro i Campioni d&#8217;Italia&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><strong>Luca Percassi</strong>, l&#8217;amministratore delegato, ha voluto fare da cappello alla presentazione allo stadio dell&#8217;allenatore subentrato. <em>&#8220;Siamo con lui, gli siamo vicini e sono convinto che tutti i bergamaschi gli faranno sentire affetto e sostegno&#8221;</em>. E ancora: <em>&#8220;Porto a Raffaele i saluti di tutta la società Atalanta, del presidente Antonio Percassi e del co-chairman Stephen Pagliuca, porgendo al mister un grande ed enorme benvenuto. Posso garantire, vedendolo lavorare tutti i giorni, la sua grande attenzione e la grande responsabilità che s&#8217;è assunto e sta dimostrando. E&#8217; il primo ad arrivare e l&#8217;ultimo ad andare via&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p><strong>IL PALLADINO DEL LAVORO &#8211;</strong> <em>&#8220;Sono felice, possono sembrare parole banali ma è quello che sento. Sono in una grande società, il mio staff e io faremo di tutto per dare il massimo. Ringrazio la famiglia Percassi, Pagliuca e il direttore sportivo D&#8217;Amico. Coi ragazzi ho toccato pochi tasti ma chiari, ho battuto sul dna dell&#8217;Atalanta, l&#8217;intensità, la filosofia del lavoro, la concretezza e il sacrificio. Voglio far ritrovare quello che forse s&#8217;era un po&#8217; perso. C&#8217;è poco tempo da cui ottenere il massimo, col rientro dei nazionali ho ritrovato un gruppo dai grandi valori umani e tecnici su cui lavorare&#8221;</em>.</p>
<p><strong>IL SABBA D&#8217;ALBIONE &#8211; </strong><em>&#8220;Restare fermo qualche mese, per mia volontà, è stata un&#8217;opportunità di crescita. Ho imparato l&#8217;inglese, ho studiato nuovi campionati, Aspettavo l&#8217;Atalanta, per me è un top club: ho avuto tante chiamate in questi mesi, ma quando ho ricevuto questa siamo partiti subito capendo che eravamo sulla stessa lunghezza d&#8217;onda. Vogliamo essere competitivi e battagliare su tutti i fronti. In Inghilterra ho imparato la lingua, ho visto diversi club e squadre all&#8217;opera, soprattutto Arsenal e Chelsea. Guardiola è Guardiola, ma il mio preferito è Arteta. Anche in Italia ci sono allenatori preparati, ci mancherebbe&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><strong>PALLADINO E JURIC &#8211;</strong> <em>&#8220;Ogni allenatore ha le sue idee, ci tengo a salutare Ivan Juric, abbiamo condiviso lo spogliatoio da compagni e l&#8217;ho avuto come allenatore. E&#8217; stato fatto un buon lavoro da cui ripartire, ho trovato giocatori in ottima condizione fisica e un gruppo con grande dedizione e voglia di lavorare. Vorrei anche la voglia di rivalsa, l&#8217;Atalanta non merita questa posizione in classifica ma vogliamo dimostrarlo. I concetti di gioco: metterò qualcosa di mio che ritengo giusto per la squadra, il dogma è provare a comandare le partite. Voglio una squadra coraggiosa e intensa&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><strong>LA PIETRA DI PARAGONE &#8211;</strong> <em>&#8220;Il mio telefono è scoppiato, ho messaggi arretrati ma non ho avuto l&#8217;opportunità di sentire Gasperini con cui ho un buon rapporto. Per me è stato un maestro e lo ringrazio per ciò che mi ha dato. Bisogna guardare avanti, lui ha fatto qualcosa di indelebile&#8221;</em>.</p>
<p><strong>LO PSICOLOGO E LA CERNITA &#8211;</strong> <em>&#8220;Ho cercato di conoscere la società e i ragazzi, alla spicciolata abbiamo integrato il gruppo coi nazionali. Per adesso m&#8217;interessa la prima partita, quella di Napoli, ma la rosa è ampia e competitiva per tutte le competizioni. Non esistono titolari e riserve, ogni giorno per i giocatori è bene sappiano che un test. <strong>Scamacca</strong> è rientrato dalla Nazionale con grande voglia, credo tanto in lui come in Krstovic che è il suo antagonista. Gianluca ha grandi potenzialità e caratteristiche specifiche: deve capire che negli allenamenti bisogna andare forte, le sue qualità verranno fuori.&nbsp; Credo tanto in <strong>Lookman</strong>, è forte e può fare la differenza. Ho telefonato a lui e agli altri nazionali, s&#8217;è presentato bene al rientro. Valuterò il suo impegno in base agli allenamenti e a quello che mi dirà il campo. <strong>Daniel Maldini</strong>? Punto su tutti, ho 22 giocatori di movimento più tre portieri. Non posso permettermi di perdere alcun giocatore. Maldini sa cosa voglio è che nel suo ruolo ci sono Sulemana e Lookman. Ognuno sa che chances può giocarsi. Non guardo in faccia a nessuno&#8221;</em>.</p>
<p><strong>OBIETTIVO EUROPA &#8211;</strong> <em>&#8220;Questa società con grande merito è sempre stata abituata a stare in Europa facendo qualcosa di straordinario. L&#8217;obiettivo è riportare l&#8217;Atalanta a quei livelli, perché la rosa è forte e deve e può fare di più. Testa bassa e pedalare. La cosa che mi ha sorpreso di più è la presenza quotidiana della società. Ci sono sempre Luca, D&#8217;Amico e il presidente. Mi porto dietro un bagaglio tecnico e d&#8217;esperienza importante, il biennio a Monza e l&#8217;anno a Firenze sono stati molto formativi. L&#8217;Atalanta è un orgoglio e un motivo di soddisfazione. Dobbiamo portare i nostri tifosi ad avere grande entusiasmo, la piazza lo merita. Lo spirito della quadra deve rispecchiare quello dei bergamaschi, lottare e andare forte&#8221;</em>.</p>
<p><strong>MISTER EMPATIA &#8211;&nbsp;</strong><em>&#8220;Cerco di essere molto empatico coi calciatori, poche chiacchiere e si va a ottenere i fatti. Senza 14 nazionali avevamo 9 giocatori di movimento, ma ho iniziato a stabilire relazioni. Questa settimana abbiamo messo concetti e princìpi. Mi piace spingere i ragazzi e recepiscono bene. Non sono un integralista, sono aperto alle caratteristiche dei giocatori e li metto in condizione di esprimersi al meglio. Cerco il vestito giusto per la squadra in base a questo. La squadra è stata costruita nel 3-4-2-1 che mi piace di più, o in alternativa il trequartista. Un sistema di gioco che&nbsp; la squadra conosce bene&#8221;</em>.</p>
<p><strong>LA DURA LEGGE DEL GOL &#8211;</strong> <em>&#8220;Non giudico il lavoro fatto in passato, mi baso sulle caratteristiche individuali e di squadra. Il potenziale offensivo è incredibile, non solo in attacco. Voglio che i quinti chiudano più l&#8217;azione, voglio gol anche dalle altre zone di campo, voglio che si vada a riempire di più l&#8217;area. Sono io a dover mettere la squadra in condizione di fare più gol, però&#8221;</em>.</p>
<p><strong>IL CAVALLO DI RITORNO &#8211;</strong> <em>&#8220;<strong>Federico Peluso</strong> era strafelice perché conosce il mondo Atalanta per averci giocato. Ha dato tanto al club, mi ha spiegato come si lavora qui e aveva ragione. Mi piace conoscere il cuore della città e spesso andrò in giro per conoscere le persone. La squadra deve rispecchiare il dna dei bergamaschi&#8221;</em>.</p>
<p><strong>GIOVANI E FISICO &#8211;</strong> <em>&#8220;Ci sono calciatori giovani di grande prospettiva. Si può fare un grande lavoro. Devo farli crescere individualmente: dare valori ai singoli. Sono molto esigente negli allenamenti, nell&#8217;aspetto fisico, mentale e tecnico. Il miglioramento singolo alla fine è il miglioramento della squadra. Ho esperienza su dove ricercare l&#8217;intensità necessaria avendo affrontato una competizione europea come la Conference League. Al meno tre dalla partita si può lavorare anche di fisico. I calciatori più lavorano meglio si sentono in campo&#8221;</em>.</p>
<p><strong>PALLADINO AL MERCATO &#8211; </strong><em>&#8220;E&#8217; presto per il mercato di gennaio, poi ci ragioneremo. Non posso che dare una risposta diplomatica. Adesso devo concentrarmi al cento per cento sui giocatori, per conoscerli. Quando c&#8217;è un cambio di allenatore il morale tende ad andare giù. Ma bisogna reagire subito, ho cercato di toccare i tasti giusti. A darti le risposte è la partita. E a Napoli la voglio sfrontata&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Perché Palladino: Luca Percassi, &#8220;Nell&#8217;ultimo mese di Juric non era l&#8217;Atalanta che vogliamo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 11:12:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il cuore della svolta nerazzurra parte dal nome di Raffaele Palladino, individuato da tempo come uno dei candidati ideali per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/03/Atalanta-una-vita-da-Dea-3_ATAL6914-©Atalanta-BC.jpg"><p data-start="615" data-end="1433">Il cuore della svolta nerazzurra parte dal nome di <strong data-start="666" data-end="688">Raffaele Palladino</strong>, individuato da tempo come uno dei candidati ideali per aprire un nuovo ciclo. <strong>Luca Percassi</strong>, a <em><strong>L&#8217;Eco di Bergamo</strong></em>, ha ricordato come il tecnico fosse già stato fortemente valutato in estate: il club lo aveva inserito nel ballottaggio finale prima di optare per <strong>Ivan Juric</strong>, ritenendo allora opportuno procedere nella <em>&#8220;continuità&#8221;</em> tecnico-filosofica dopo i nove anni di Gasperini: <em>&#8220;Esonerarlo è stato umanamente difficile, perché è un professionista molto serio e non se l&#8217;aspettava. Ma le prestazioni dell&#8217;ultimo mese, da Cremona al Sassuolo passando da Udine, ci hanno indotto a riflessioni&#8221;</em>.<br />
<br data-start="1038" data-end="1041">Palladino, scartato in estate, non ha mai chiuso la porta all&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Anzi, secondo Percassi avrebbe <em>“aspettato il club”</em>, mostrando grande convinzione nel progetto sin dai primi colloqui. Il dialogo, racconta l&#8217;amministratore delegato, è stato immediato: <em>“Siamo quasi coetanei e il confronto è stato semplice e diretto. La sua idea di calcio e la fiducia che ha nel nostro percorso hanno pesato moltissimo nella decisione”</em>.</p>
<p data-start="1496" data-end="2137">La scelta di Palladino rappresenta per la società l’avvio di una fase in cui innovazione e identità dovranno convivere. Percassi ha illustrato l’obiettivo di costruire una squadra che torni a esprimere l’atteggiamento e la mentalità riconoscibili dell’Atalanta, pur affrontando un momento di transizione complesso: <em>“Dobbiamo tornare a lottare partita dopo partita, mantenendo i valori che ci hanno portati fin qui”</em>.<br data-start="1911" data-end="1914">All’orizzonte ci sono impegni impegnativi, tra cui Napoli e doppio confronto con l’Eintracht Francoforte, ma il club si aspetta una reazione immediata: <em>“Voglio vedere un’Atalanta che non abbia paura di affrontare le sfide”</em>, l&#8217;appello del CEO dalle colonne del quotidiano cittadino.</p>
<p data-start="2193" data-end="2875">Tracciata la strada futura, <strong>Percassi</strong> entra nel merito della separazione da Juric, definita <em>“una delle decisioni più difficili in 16 anni da dirigente”</em>. L’amministratore delegato ha sottolineato come il croato fosse un professionista serio, ma la squadra, dopo le prime settimane, avesse mostrato segnali preoccupanti.<br data-start="2525" data-end="2528">Dalla trasferta di Cremona, passando per Udine, fino alla gara con il Sassuolo, il rendimento è stato ritenuto insufficiente. La sfida casalinga contro i neroverdi, in particolare, ha rappresentato un punto di non ritorno: l’assenza di reazione davanti al pubblico di casa è stata interpretata come un campanello d’allarme impossibile da ignorare. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, insomma.</p>
<p data-start="2932" data-end="3466">Il CEO ha voluto ribadire più volte un concetto chiaro: la squadra, secondo la dirigenza, non ha colpe. <em>“La responsabilità non è dei giocatori, ma solo della società”</em>, ha puntualizzato, spiegando come il cambio di allenatore sia avvenuto senza un confronto con la squadra dopo la gara col Sassuolo.<br data-start="3244" data-end="3247">La società si è assunta interamente la decisione, consapevole di aver scelto Juric <em>&#8220;in un momento di forte incertezza seguito all’addio improvviso di Gasperini, reso noto solo il martedì dopo la fine del campionato&#8221;</em>. Ora questa fase si chiude, lasciando spazio al nuovo corso.</p>
<p data-start="3533" data-end="4013">Percassi ha voluto anche soffermarsi sulla tifoseria, che ha manifestato <em>&#8220;disappunto solo a gara finita, continuando comunque a sostenere la squadra fino all’ultimo minuto&#8221;</em>: un atteggiamento che la società dice di apprezzare profondamente.<br data-start="3770" data-end="3773">Il CEO ha sottolineato che il rapporto con i tifosi rimane fondamentale, soprattutto in una fase di cambiamento radicale: <em>“Ci serve il supporto della nostra gente. Anche nei momenti difficili il pubblico è sempre stato vicino all’Atalanta”</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Palladino, adesso è ufficiale. Con uno staff metà suo e metà di Juric</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 14:06:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Metà staff di fiducia, col gran ritorno di una figura amatissima dai tifosi come Federico Peluso, mancino della difesa tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Percassi-Palladino.jpeg"><p>Metà staff di fiducia, col gran ritorno di una figura amatissima dai tifosi come <strong>Federico Peluso</strong>, mancino della difesa tra le sessioni invernali dal 2009 quando arrivò dall&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> fino al 2013, e metà dei superstiti della gestione di <strong>Ivan Juric</strong> durata solo 156 giorni. <strong>Raffaele Palladino</strong>, che allena dal 2019 allorché cominciò dall&#8217;Under 15 del Monza per poi arrivare in prima squadra nel 2022 dopo l&#8217;interregno in Primavera a seguito dell&#8217;esonero di Giovanni Stroppa per due salvezze, dimessosi dalla <strong>Fiorentina</strong> dopo l&#8217;annata da semifinali col Betis in Conference League e il sesto posto rivalso la qualificazione alla medesima, è ufficialmente il nuovo uomo in panchina dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> <strong>fino al 30 giugno 2027</strong>.</p>
<p><em>&#8220;La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club rivolgono un caloroso benvenuto nella famiglia nerazzurra a mister Raffaele Palladino e ai suoi collaboratori&#8221;</em>, recita il comunicato sul sito ufficiale nerazzurro. Palladino si porta con sé il suo team di collaboratori. Il vice Stefano <strong>Citterio</strong>, il collaboratore tecnico Federico <strong>Peluso</strong> già giocatore del club con 115 partite, 4 gol e 7 assist, il preparatore atletico Fabio <strong>Corabi</strong> insieme al collaboratore Nicola <strong>Riva</strong>, e infine i match analyst Andrea <strong>Ramponi</strong> e Mattia <strong>Casella</strong>. Della precedente gestione, invece, rimangono il collaboratore tecnico Cristian Raimondi già nello staff di Gian Piero Gasperini, i preparatori dei portieri Marco Savorani e Sabino Oliva, Marcello Iaia Fedon come specialist analyst of performance, il match analyst Stefano Brambilla e il collaboratore per la preparazione atletica Andrea Vigni. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p><em><strong>Credit photo atalanta.it</strong></em></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Palladino-Percassi.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-172461 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Palladino-Percassi.jpeg" alt="" width="561" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Palladino-Percassi.jpeg 561w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/Palladino-Percassi-231x300.jpeg 231w" sizes="(max-width: 561px) 100vw, 561px" /></a></p>
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		<title>Ufficiale: Ivan Juric esonerato insieme al suo staff</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 16:08:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con uno scarno comunicato, l&#8217;Atalanta ha sollevato Ivan Juric dall&#8217;incarico di allenatore della prima squadra. Fatale la seconda sconfitta in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/89cae8de-6f9b-4798-a59e-9947d5c183b2.jpeg"><p>Con uno scarno comunicato, l&#8217;Atalanta ha sollevato Ivan Juric dall&#8217;incarico di allenatore della prima squadra. Fatale la seconda sconfitta in campionato col Sassuolo domenica a Bergamo a ruota della prima a Udine. La vittoria in Champions League a Marsiglia non è stata sufficiente a salvargli la panchina.</p>
<blockquote><p>Atalanta BC comunica che Ivan Jurić è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Matteo Paro, Miguel Veloso, Paolo Barbero, Stjepan Ostojić e Michele Orecchio.</p>
<p>Atalanta BC ringrazia Ivan Jurić e il suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro.</p></blockquote>
<p><strong>SF</strong></p>
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		<title>Il fiato sul collo di Juric si chiama Palladino: lunedì cambia il manico?</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 21:41:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antonio e Luca Percassi, secondo molte fonti, si sarebbero decisi al grande passo. Mentre Gianluca Di Marzio parla di ore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/09/Atalanta-Monza-Gasperini-Palladino.jpg"><p>Antonio e Luca <strong>Percassi</strong>, secondo molte fonti, si sarebbero decisi al grande passo. Mentre <em><strong>Gianluca Di Marzio</strong></em> parla di ore decisive per il destino di <strong>Ivan Juric</strong>, la maggior parte dei rumors suggerisce un accordo già pronto per la successione con <strong>Raffaele Palladino</strong>. Il tecnico croato pagherebbe così per tutti lo scarso rendimento dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in campionato, dopo occupa una posizione medio-bassa dopo le ultime due sconfitte a Udine e oggi in casa col <strong>Sassuolo</strong>. Il tempo per l&#8217;ex allievo del maestro, passato alla Roma non senza creare malumori profondi nella piazza bergamasca, sembra in esaurimento.&nbsp;</p>
<p>Palladino, 41 anni, s&#8217;era dimesso dalla Fiorentina dopo le brillanti prove al Genoa proprio al termine della scorsa stagione, quando era nella lista dei candidati alla successione di Gian Piero Gasperini, allenatore dell&#8217;ultimo novennato nerazzurro. Juric ha vinto in serie A, dove ha conquistato 13 punti in 11 giornate, soltanto a settembre, il 14 in casa col Lecce (4-1) e il 21 in casa del Torino (3-0) pareggiando otto partite complessivamente compreso lo 0-0 con lo Slavia Praga a Bergamo. Entro lunedì a pranzo o ci saranno novità o niente, ma tutto lascia propendere per l&#8217;esonero.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;ammissione di Ivan Juric: &#8220;La responsabilità è dell&#8217;allenatore&#8221;. Laki: &#8220;Tifosi, scusateci&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 15:15:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I rumors circa un possibile cambio della guardia, oltre che dai tifosi, dopo il tris in saccoccia dal Sassuolo sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/024293ae-dd6f-4d49-a310-e7c6285de6e0.jpeg"><p>I rumors circa un possibile cambio della guardia, oltre che dai tifosi, dopo il tris in saccoccia dal <strong>Sassuolo</strong> sono amplificati anche da una prova alle soglie dell&#8217;imbarazzante, piena di errori tecnici e tattici. E per la prima volta <strong>Ivan Juric</strong> si espone al fuoco di fila delle critiche rinunciando a ogni difesa: <em>&#8220;I tifosi ci hanno sostenuto durante la partita e quindi hanno ragione ad averci fischiato alla fine, perché è stata una prestazione da fischiare.&nbsp;E&#8217; difficile anche per me spiegare la differenza di prestazione di Marsiglia con quella contro il Sassuolo, sia di squadra che individualmente. Mercoledì è stata una botta di adrenalina, una vittoria di prestigio in un ambiente spettacolare, poi dopo due giorni in campionato non abbiamo riconosciuto bene la partita. Loro erano molto bassi e bisognava muovere molto più velocemente la palla&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p>Il dopopartita delle ammissioni riguarda anche Lazar <strong>Samardzic</strong>, arretrato a centrocampo dalla staffetta De Ketelaere-Ederson all&#8217;intervallo: <em>&#8220;Non si dirvi perché non riusciamo a fare di più in campionato, è inspiegabile. Sicuramente dobbiamo alzare il livello anche tecnico. Ci sentiamo di dover chiedere scusa ai tifosi e glielo chiediamo&#8221;</em>, la dichiarazione a bocce ferme della mezzala-trequartista, match winner al Velodrome e adesso colpevole del passaggio in orizzontale a Zappacosta all&#8217;origine del recupero di Koné e della corsa di Berardi a favore del raddoppio di Pinamonti a inizio ripresa.</p>
<p><i>“Di solito un successo come quello di mercoledì ti regala slancio e fiducia, invece sbagliavamo anche i passaggi e i duelli. Vincere in questo mondo è impossibile </i>&#8211; prosegue il fantasista serbo -.<i> Non so cosa non stia funzionando, se nella testa o no, non so proprio dirlo. Bisogna avere a cuore l&#8217;Atalanta, rialzare la testa e il livello. Conosciamo il nostro valore e abbiamo già saputo fare grandi partite”.&nbsp;</i></p>
<p>L&#8217;uomo di Spalato non sembra vivere di ansie nonostante il momentaccio e la crisi anche di gioco sul fronte interno, coi soli bottini pieni contro Lecce e Torino archiviati in un bel settembre, 14 e 21. Preistoria. La panchina scotta?&nbsp;<em>&#8220;Non sono assolutamente preoccupato. Mercoledì sera eravamo entusiasti per la vittoria di Marsiglia, c&#8217;era la sensazione di poter battagliare con chiunque. Oggi è mancata la concentrazione: abbiamo regalato il primo gol e anche il secondo. Non ho ancora parlato con nessuno della società&#8221;</em>, precisa il tecnico nerazzurro. <em>&#8220;Sia i giocatori che io riconosciamo di non essere stati all&#8217;altezza. Lungo la pausa, adesso, i cerca di allenare bene i pochi che rimangono sperando che i nazionali ritornino carichi per riprendere la strada giusta tutti insieme. Il discorso di sempre&#8221;</em>.</p>
<p>I singoli, specie là davanti, in serie A fanno una fatica dannatissima.<em> &#8220;<strong>Krstovic</strong> fa tante cose positive ma in questo momento non riesce a fare gol. Scamacca ha avuto 35 minuti tirando in porta senza trovare la mira. Quando non fai gol, diventa dura e difficile. Ederson l&#8217;ho tolto perché per la prima volta l&#8217;ho visto stanco, con Samardzic a centrocampo qualche manovra in più l&#8217;abbiamo creata&#8221;</em>. Il mea culpa è ripetuto: <em>&#8220;La responsabilità, nel bene e nel male, è sempre dell&#8217;allenatore, che non ha preparato e trasmesso quanto avrebbe dovuto. Quando vedo i giocatori che abbassano il livello, specie da una partita all&#8217;altea, mi disturba emotivamente. A campo aperto non è come con le squadre che si chiudono, bisogna essere più puliti tecnicamente e attenti: l&#8217;allenatore è sempre quello che fa bene o è colpevole&#8221;</em>. <strong><em>Esseffe</em></strong></p>
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		<title>Le pagelle col Sassuolo &#8211; Forse Juric sbaglia le scelte, ma i giocatori hanno le loro responsabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 14:53:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Juric]]></category>
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					<description><![CDATA[Nikola Krstovic e Lazar Samardzic, proprio lui, il match winner di Marsiglia, falliscono la chance senza ripagare la fiducia dell&#8217;allenatore, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/6650030a-2b06-4be3-9e2d-07d207eeb5cf.jpeg"><p>Nikola Krstovic e Lazar <strong>Samardzic</strong>, proprio lui, il match winner di <strong>Marsiglia</strong>, falliscono la chance senza ripagare la fiducia dell&#8217;allenatore, che a sua volta sbaglia una volta di più ad arretrare il secondo in mezzo al campo nella ripresa. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> e Ivan <strong>Juric</strong> in campionato non funzionano perché basta un abbassamento di ritmo, più un avversario barricadero e contropiedista, a renderle due entità distinte. I nerazzurri col Sassuolo certificano nel modo drammaticamente più plastico la loro crisi in campionato.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong> Carnesecchi</strong> 5,5: niente miracoli né pezze, uguale sotto standard, con tutto che il rigore era a quel punto inevitabile a meno di non superare l&#8217;impasse difensivo uscendo da quella dannata porta in anticipo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Kossounou</strong> 5,5: sembra una statua, ma non in senso buono. Ha lo scatto appannato perfino per una diagonalina (1’ st <strong>Djimsiti</strong> 5,5: gioca a ciapa no insieme al perno svedese con tante grazie di Pinamonti).<br />
<strong>Hien</strong> 4,5: porta il peso della responsabilità grave sul rigore che sblocca una partita altrimenti consegnata agli occhiali.<br />
<strong>Ahanor</strong> 5,5: stavolta liscia la prova quanto il pallone sull&#8217;episodio che spezza l&#8217;equilibrio. Se è sotto media perfino uno che vuole spaccare il mondo come lui, ahia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Bellanova</strong> 5,5: la palla buona perché Lookman potesse aprire la mette lui, ma non è che nel prosieguo si danni l&#8217;anima per essere sempre una spina nel fianco. Si limita ai rientri difensivi.<br />
<strong>Ederson</strong> 5,5: la brillantezza gli è rimasta nel ginocchio ripulito, direbbero i detrattori e i criticoni. Il fatto è che dopo quattro giorni ha tutto un altro passo. In negativo (1’ st <strong>De Ketelaere</strong> 5,5: gioca di fino in un clima da battaglia. A Marsiglia s&#8217;era spento dopo il rigore paratogli da Rulli, qui non è che assista impotente allo stato di cose ma non estrae il coniglio dal cilindro).<br />
<strong>Pasalic</strong> 5,5: il grande escluso di Marsiglia, facendo davvero pochino tranne sostenere le rare azioni degne di tal nome, soffre il centrocampo avversario e fa rimpiangere la fase difensiva di una diga come De Roon.<br />
<strong>Zappacosta</strong> 5,5: bravo dalla cintola in su, ma corresponsabile del raddoppio tagliagambe (38’ st <strong>Zalewski</strong> sv).</span></p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5: come non ripagare la fiducia dell&#8217;allenatore finendo vittima di un cambio di posizione azzardatissimo. Passarla in orizzontale al pendolino con un centrocampo di cursori e borseggiatori rinomati di fronti è una sfida alla sorte senza precedenti. Da matchball-eroe a capro espiatorio in campo.<br />
<strong>Lookman</strong> 5,5: evita il mister all&#8217;uscita dopo la sceneggiata marsigliese. Esce conscio di essere stato l&#8217;unico a vedere la porta, negatagli da Idzes che ci mette la faccia e nella ripresa da Muric. Non che abbia fatto molto altro, anzi. Ma chi segna? (33’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: entra e conferma l&#8217;effetto oscurante dell&#8217;ombra in cui l&#8217;ha gettato l&#8217;utilizzo obbligato dell&#8217;ex separato in casa).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 4,5: viene quasi il dubbio della casualità totale della fragorosa doppietta al Torino della seconda e ultima vittoria atalantina in campionato. Invece insistere su di lui solo perché il titolare è considerato in eterno recupero è una delle chiavi della crisi in campionato (13’ st <strong>Scamacca</strong> 6: combina poco di suo ma bene cogli altri, innescando anche il fiamminghino alla sua destra. Anche su mezza gamba si sarebbe fatto preferire al montenegrino nella versione attuale).</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>All. Juric</strong> 5: turnover a tre rispetto al Velodrome e il peso della scelta sicuramente non azzeccata dell&#8217;arretramento del mancino serbo che fa a metà con Zappacosta nel patatrac sul raddoppio subìto a inizio ripresa. E dire che mercoledì le aveva centrate tutte, ma proprio tutte. E ora?&nbsp;<br />
</span><em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Juric su Lookman e il Sassuolo: &#8220;Ragazzo particolare, passiamoci sopra. In campionato siamo in ritardo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 13:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[A]]></category>
		<category><![CDATA[Ademola Lookman]]></category>
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		<category><![CDATA[vigilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Ivan Juric alla vigilia del Sassuolo ne ha ancora un po&#8217; per Ademola Lookman. &#8220;Cose che succedono. Come con Carnesecchi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/822a355f-0410-4ed7-a14e-0ef75f443d86.jpeg"><p dir="ltr">Ivan <strong>Juric</strong> alla vigilia del <strong>Sassuolo</strong> ne ha ancora un po&#8217; per <strong>Ademola Lookman</strong>. <em>&#8220;Cose che succedono. Come con <strong>Carnesecchi</strong>, ci parli e ti confronti, ti apri e il rapporto diventa migliore di prima. Con Marco mi sono avvicinato umanamente. Con Ademola, un ragazzo particolare, si va avanti e si passa sopra&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> sa di dover recuperare terreno: <em>&#8220;Il quarto posto dista otto punti? Non ho i dubbi che cominceranno ad arrivare le vittorie. Siamo in ritardo e non possiamo rallentare più.&nbsp;I ragazzi saranno mega motivati. Ho grande stima del Sassuolo e del suo allenatore Fabio grosso. Ha grande qualità in attacco, sulle fasce con Doig vanno forte, in mezzo cambiano posizione, Bisogna essere concentrati portando gli episodi dalla nostra parte&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;In tutte le partite abbiamo avuto più possesso palla, tranne che con la Juventus. Si cercano di fare bene entrambi le fasi.</em><br />
<em>Con la Lazio senza centravanti non avevamo vinto ma avevamo creato il mondo, una delle migliori da quando sono all&#8217;Atalanta. Il <strong>Sassuolo</strong> abbina il pressing alto con Berardi e le mezze ali molto pericolose al baricentro basso. Ma sarà dura, è una squadra con tutte e due le fasi di gioco&#8221;</em>, avverte ancora il mister di Spalato. <em>&#8220;Ci sono così tante partite che bisogna resettare ogni volta. E&#8217; stata una vittoria prestigiosa contro una squadra di grandi talenti in un ambiente incredibile, a Marsiglia. Bisogna metterci intensità mentale anche in serie A, a differenza di Udine&#8221;.</em></p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Per <strong>Scamacca</strong> è un cammino lungo, l&#8217;importante è che abbia un obiettivo chiaro mentalmente, migliorare giorno dopo giorno</em> &#8211; aggiunge Juric virando sui singoli -. <em>Può giocare dall&#8217;inizio come in Friuli oppure subentrando. Bellanova ha fatto belle chiusure e ha dimostrato una grande partecipazione, spero che continui a risalire dopo l&#8217;ottima partita di Marsiglia. Aveva fatto anche l&#8217;assist per il gol annullato di Lookman. <strong>Samardzic</strong> si candida eccome da titolare, ce ne sono tanti e si sceglie chi può giocare meglio perché tra Champions e campionato non c&#8217;è molto tempo per recuperare. Fare quello che ha fatto Laki è un segnale che sta bene, ci prova, dribbla e non ha paura. Mi è piaciuto il modo. Si allena dal primo giorno molto forte, lo tengo sempre in considerazione&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il cammino non soddisfa pienamente lo spalatino, che ha rimpianti anche per l&#8217;Europa: <em>&#8220;Se avessimo battuto lo Salvia Praga tirando 22 volte, la classifica sarebbe meravigliosa. In campionato siamo indietro, bisogna cominciare a vincere le partite anche se e quando non si è al cento per cento. Col Sassuolo chiudiamo questo ciclo e bisogna farlo bene&#8221;</em>. Sul primo stop entro i confini, poche parole:<em>&nbsp;&#8220;Siamo umani, cala l&#8217;intensità e dopo quattro partite di alto livello per me la flessione di Udine è scienza. La tensione non si riproduce allo stesso modo, Difficoltà se non siamo al massimo. Vorrei poter indovinare chi farà di meno o di più la partita dopo&#8221;</em>. La chiosa è a metà tra il collettivo e le difficoltà dell&#8217;attacco, specie quelle di chi non ci prende nemmeno per ipotesi:&nbsp;<em>&#8220;La squadra è dall&#8217;inizio che mi dà buonissime sensazioni, se non con qualche giocatore particolare non ho mai avuto bisogno di alzare la voce.&nbsp;Tante partite sono state fatte bene, sono stati pochi i momenti sbagliati. <strong>Krstovic</strong> a Marsiglia è stato eccellente per come s&#8217;è procurato il rigore, per come è stato presente, per come s&#8217;è sforzato di ricompattare la squadra per andare a pressare forte. Vedo una voglia estrema, è chiaro che gli manca il gol ma vuole aiutare la squadra. Se si sblocca diventa molto completo&#8221;</em>. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Marsiglia &#8211; Samardzic il migliore, tocca un pallone e ci crede. Ma Juric non è da meno</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 00:06:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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					<description><![CDATA[Non si vinceva da un mese e cinque giorni, il 30 settembre, 2-1 al Brugge in una fase campionato di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/42e1a07d-2810-4ae1-8440-73e8efab4f99.jpeg"><p>Non si vinceva da <strong>un mese e cinque giorni</strong>, il 30 settembre, 2-1 al Brugge in una fase campionato di Champions che all&#8217;<strong>Atalanta</strong> ora dice sette punti in quattro turni. I successi in coppa sono lo stesso numero del campionato, ma con sei partite di meno disputate. Marco <strong>Carnesecchi</strong> blinda il bottino pieno volando sul sinistro di Greenwood al novantasettesimo e mezzo, Lazar <strong>Samardzic</strong> ingrana la terza dopo aver segnato precedentemente proprio ai belgi e al Como e Ivan Juric, sissignori, pur col cambio conservativo Musah-Lookman che fa arrabbiare il nigeriano le indovina tutte rischiando anche senza scoprirsi. I nomi dei tre premiati dalle pagelle di Marsiglia bell&#8217;e pronti.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 7: niente pezze miracolose, anzi solo loffie, fino al mancino di Greenwood da lontano ma non troppo che lui toglie dalla porta.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Kossounou</strong> 6,5: Paixao è sotto tono, quindi gli toccano le diagonali su Greenwood e soprattutto Aubameyang, che tende a portarsi in giro per il campo il compagno che funge da perno (10’ st <strong>Hien</strong> 6,5: una muraglia umana, con lui se si entra in area si va a sbattere. Non che di fronte avesse dei mammasantissima).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: il centravanti avversario, vedi sopra, non gli lascia punti di riferimento, ma lui se la cava benissimo nel resto, ovvero nel dirigere il terzetto dietro concedendosi anche il lusso del recupero sull&#8217;azione che porta al rigore. Nel finale non si lascia scappare Vaz verso la porta.<br />
<strong>Ahanor</strong> 7: quarto migliore ex aequo, anche se è un voto di pura stima e incoraggiamento. Gran primo tempo, due legnate nella ripresa da O&#8217;Riley e Aubameyang sul ginocchio sinistro non lo mettono ko ma un po&#8217; lo intimidiscono. Tanto che non si sgancia più.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Bellanova</strong> 6,5: sbaglia un gol coordinandosi maluccio nello stacco sul pallone di Zappacosta, subito dopo ne salva una nel su Greenwood. Suo anche l&#8217;assist per il gol di &#8216;Mola annullato. Non che faccia sempre la cosa giusta, ma se atleticamente tiene può essere un fattore.<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: non la migliore versione di se stesso, forse rimasta in rimessa come il ginocchio che gli dava tormento in estate, eppure efficace a due fasi. Che strizza sull&#8217;auto-giocata piede sinistro-ulna destra prima del ribaltamento della vittoria di Samardzic&#8230; ma l&#8217;assist per il matchball è statisticamente suo!<br />
<strong>De Roon</strong> 6: traccheggia in mezzo con O&#8217;Riley a incrociarne le traiettorie. Non che si annullino a vicenda, ma&#8230; Marten non fa molto di più (1’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: interpreta con grinta, tecnica, pulizia, ritmo, attenzione e abnegazione anche lo scomodissimo ruolo di riserva in mediana. Chiaro che guarda più avanti dell&#8217;olandese).<br />
<strong>Zappacosta</strong> 6,5: pennella per Bellanova che ha la fronte storta, tampona e fa ripartire la squadra. Pur in una posizione usurante, appare sempre più saggio e fosforoso che usurato. A 33 anni è un vanto.<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>De Ketelaere</strong> 6: il rigore incrociato anche benino, ma alzato da terra quanto basta a sollecitare i riflessi di Rulli, gli spegne la luce. Non definitivamente, solo a intermittenza. E anche quando vede la porta non la spacca. Bello e fragile come una porcellana di Limoges (39’ st <strong>Samardzic</strong> 7: veni, vidi, vici. Sinistro di enorme qualità. Peccato che oltre al tiro non abbia granché d&#8217;altro. Accontentarsi significa godere).<br />
<strong>Lookman</strong> 6: assist al bacio al centravanti che non la mette mai, un tiro murato per tempo, qualche esitazione, la gioia spenta in gola come la sigaretta sul palmo della mano dal Var per un gol che sarebbe valso moltissimo. Brutta, però, la palla persa a 14&#8242; dall&#8217;intervallo che a momenti mandava in gol Hojbjerg sull&#8217;asse Murillo-Greenwood. Juric lo leva dalla mischia e lui fa il malmostoso. Come s&#8217;è visto in diretta tv, ha scelto l&#8217;allenatore sbagliato con cui prendersela&#8230; Lo step da fare è solo mentale (30’ st<strong> Musah</strong> 6: entra per coprire e correre, missione più o meno compiuta). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Krstovic</strong> 5,5: da mani nei capelli l&#8217;ennesimo errore sottoporta. Il bello è che la grande manovra era iniziata per merito suo. Rigore conquistato bene, sul resto c&#8217;è fin troppo da lavorare per limare imperfezioni e difetti di fabbrica (39’ st <strong>Scamacca</strong> sv).<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>All. Juric</strong> 7: le azzecca tutte. Strategie, tattiche, mosse e soprattutto le sostituzioni. Con buona pace del Pallone d&#8217;Oro d&#8217;Africa, comunque rimesso a posto all&#8217;istante. Chissà che sangue agli occhi, il mister, per indurre Matteo Paro e Mirco Moioli, vice e team manager, a mettersi in mezzo per aiutare ad aprire in due il Mar Rosso di un possibile caso-bis&#8230; La partita la vince soprattutto coi gufi che già pregustavano il passo farlo per farlo scivolare nella buchetta dell&#8217;esonero.&nbsp;<br />
<em><strong>SF</strong></em></span></p>
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		<title>Juric non cerca alibi: &#8220;Per la prima volta ho avuto brutte sensazioni&#8221;. Zappacosta: &#8220;Si può dare di più&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 17:14:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo il poker a Parigi il 17 settembre, Ivan Juric stavolta è alla prima battuta d&#8217;arresto in campionato. Con l&#8217;Udinese [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/0840fe3e-5098-43fd-b126-88827fbc1cd3.jpeg"><p>Dopo il poker a Parigi il 17 settembre, <strong>Ivan Juric</strong> stavolta è alla prima battuta d&#8217;arresto in campionato. Con <strong>l&#8217;Udinese</strong> la sua squadra non c&#8217;è stata: <em>&#8220;Una prestazione negativa in tutti sensi, per la prima volta da quando sono l&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ho avuto brutte sensazioni. Tecnicamente, fisicamente, per tutto. Dopo dieci-dodici partite di ottimo livello in cui si meritava di più, non c&#8217;è molta scienza nel riconoscere che questa è stata brutta e che bisogna archiviarla per ripartire&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non abbiamo fatto bene né sul piano tecnico né su quello dell’aggressività. Pochi contrasti vinti, poca intensità, troppo disordine. È stata una serata storta e dobbiamo cancellarla il prima possibile.&nbsp;<strong>L&#8217;Udinese</strong>, ma lo si sapeva, ha giocatori di forza, gambe e velocità. Nonostante i cinque cambi non siamo riusciti a mantenere un&#8217;intensità giusta. Non ho visto bene nessuno dei miei. Per <strong>Scamacca</strong> ci vuole molta pazienza e lui deve mettercela tutta per tornare quello che era dopo il primo infortunio: è passato un anno di mezzo, non è così facile&#8221;</em>, ha continuato il tecnico nerazzurro in conferenza stampa.</p>
<p><strong>Juric</strong> giudica negativamente le attuali riserve. <em>&#8220;Quando fai sette partite in ventuno giorni devi far ruotare tutti. Oggi c&#8217;è stato un turnover a cinque. Mi rincresce che <strong>Samardzic</strong> e <strong>Sulemana</strong> un mese fa facessero belle cose e adesso stiano giocando male dopo il rientro di <strong>De Ketelaere</strong> e di <strong>Lookman</strong>. Uno pensa di aver trovato le riserve giuste, bisogna farsi trovare pronti, non solo quando si gioca titolari. Con Samardžić non c’entra il fattore ex: se l’è meritato, perché aveva fatto bene in allenamento e prima di De Ketelaere aveva disputato ottime partite. Ma anche lui oggi ha reso meno delle sue possibilità. Come Zalewski; deve capire che il talento non basta, può e deve difendere meglio per poi incidere in attacco dove ha caratteristiche migliori&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non mi è piaciuto proprio niente e sono già educato a dire solo così. Finora avevamo giocato bene. Non mi piace com&#8217;è arrivata questa prima sconfitta in campionato, perché non ha funzionato nulla</em> &#8211; il j&#8217;accuse collettivo a <em><strong>DAZN</strong></em> -. <em>Non siamo mai riusciti a entrare in partita, non c’è nulla da salvare. Il giudizio è semplice: abbiamo sbagliato su tutti i fronti e non deve più ripetersi&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;Udinese ha approcciato meglio la gara per intensità e qualità, noi fisicamente e mentalmente dobbiamo dare tutti di più, perché giocando ogni tre giorni bisogna farsi trovare pronti. Davanti a una sconfitta del genere si deve rimanere equilibrati, positivi e fiduciosi, anche verso lo staff&#8221;</em>, l&#8217;eco dell&#8217;autocritica di <strong>Davide Zappacosta</strong>. <em>&#8220;Come ha detto il mister c&#8217;è poco da salvare. Non eravamo lucidi nemmeno nel finale e non siamo riusciti a creare come al nostro solito</em> &#8211; conclude il laterale -. <em>Bisogna cambiare registro perché in questi anni l&#8217;Atalanta ha sempre basato le sue fortune sulla fame e sulla voglia di vincere i duelli. Contro una squadra che s&#8217;è chiusa bene non abbiamo trova soluzioni&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Juric e la pareggite: &#8220;Dopo due giorni rosico anche io. Ieri allenamento tutto sul tiro&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2025 13:17:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutte le verità di Ivan Juric alla viglia dell&#8217;Udinese sono legate soprattutto all&#8217;ennesima mancata vittoria, quella che fa più riflettere, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/21a87308-025e-4787-b855-a32ceeca736e.jpeg"><p dir="ltr">Tutte le verità di <strong>Ivan Juric</strong> alla viglia dell&#8217;<strong>Udinese</strong> sono legate soprattutto all&#8217;ennesima mancata vittoria, quella che fa più riflettere, col Milan che gol a parte non ha più tirato in porta nemmeno per ipotesi. <em>&#8220;Va analizzata bene la partita e quello che si può fare meglio. Nelle fasi cruciali è essenziali trovare chi la butti dentro come capita. Sono convinto che siamo sulla strada giusta</em> &#8211; la premessa dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> -.&nbsp;<em>Ieri abbiamo impostato l&#8217;allenamento sulle conclusioni, sull&#8217;innalzamento dei livelli dei cross e di colpi di testa, tutti gli aspetti che ci stanno penalizzando. E&#8217; giustificato chi pensa che buttando dentro un altro attaccante si sarebbe potuto vincere martedì sera, ma tatticamente non è stata una partita sbagliata. Ricordo le occasioni nel finale con <strong>Zappacosta</strong> e Musah&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Col Milan è stata una partita ottima in tutti i sensi, c&#8217;è da essere soddisfatti. Il calcio è così, vai sotto su un rimpallo e domini però non vinci. Ovviamente c&#8217;è rammarico se non si vince. Certo, a caldo prevale l&#8217;orgoglio di aver dominato un avversario di grande livello, ma magari dopo due giorni anche io comincio a rosicare. A Cremona, invece, per la prima volta la squadra non m&#8217;è piaciuta. C&#8217;è stato un calo mentale nel primo temo, nel secondo abbiamo accelerato. Ci sono giocatori che con le partite ravvicinate rendono e altri che hanno bisogno di stacco&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">C&#8217;è l&#8217;avversario di turno da prendere con le pinze: <em>&#8220;L&#8217;Udinese ha giocatori fisicamente dotati, un ottimo allenatore e nessuna paura. Devi essere pronto, se sei un attimino sotto la paghi. Per un&#8217;ora con la Juventus ha fatto una grande partita&#8221;</em>. Sulle scelte, il tecnico croato è sul chi vive: <em>&#8220;Non so se ci sarà il tridente <strong>De Ketelaere-Scamacca-Lookman</strong>, adesso siamo a posto dopo tanti infortuni. Bisogna fare rotazioni e avere fiducia nei giocatori in rosa. Gianluca sta meglio ogni giorno e ogni minuto è importante, non so domani ma in futuro spero di avere questo tridente&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">
<blockquote><p>&#8220;Questa squadra gioca a grandissimi livelli. Analizzo le partite e vedo quanto produciamo e quanto poco concediamo. Con la Cremonese per la prima volta ho visto una squadra che non volevo e mi sono arrabbiato. Col Milan subito dopo è prevalso l&#8217;orgoglio, ma due giorni dopo magari cominci a rosicare. Accetto questo momento.</p>
<p>Credo in Krstovic anche come persona, sta giocando peggio di quanto può giocare. Ha patito il salto che ha fatto in estate, quando avrà opportunità farà bene.</p>
<p>Non devo proteggere nessuno, siamo nettamente superiori praticamente sempre. Valuto quanto la squadra sia matura, la situazione è questa e in Italia contano solo i risultati. Bisogna però avere una visione più ampia.<br />
<strong>Brescianini</strong> anche a Cremona era entrato come centrocampista, col Milan è entrato benissimo al posto di De Roon. Mi piacerebbe che diventasse un centrocampista centrale, di interdizione ma garantendo inserimenti. Vorrei farlo crescere in mediana. Dopo l&#8217;allenamento prenderemo decisioni.</p>
<p dir="ltr">Abbiamo spremuto <strong>Lookman</strong> al massimo. E&#8217; reduce da due partite intere perché volevo che si sbloccasse e acquisisse sicurezza. Può essere utili anche in corso d&#8217;opera, abbiamo tre partite importanti in una settimana.<br />
<strong>Ahanor</strong> e Bernasconi non erano favoriti sulla carta per giocare tante partite, invece hanno dimostrato concentrazione e applicazione. Brescianini, come Musah, è molto penalizzato dalla quantità di giocatori nel ruolo.</p>
<p dir="ltr">Da anni si gioca e gioco coi braccetti che avanzano. Non ho solo difensori, hanno la capacità di passare bene la palla.<br />
Va analizzata bene la partita e quello che si può fare meglio. Nelle fasi cruciali è essenziali trovare chi la butti dentro come capita. Sono convinto che siamo sulla strada giusta.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Ieri abbiamo impostato l&#8217;allenamento sulle conclusioni, sull&#8217;innalzamento dei livelli dei cross e di colpi di testa, tutti gli aspetti che ci stanno penalizzando. E&#8217; giustificato chi pensa che buttando dentro un altro attaccante si sarebbe potuto vincere col Milan, ma tatticamente non è stata una partita sbagliata. Ricordo le occasioni nel finale con Zappacosta e Musah&#8221;. <strong>SF</p></blockquote>
<p></strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Atalanta, la falsa nona del campionato: per le occasioni create e subite è terza</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 14:13:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nona più falsa che esista. L&#8217;Atalanta della pareggite occupa attualmente tale posizione, quindi fuori dalla zona coppe, nella classifica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/63d59794-7ace-49f6-a788-793595ee5463.jpeg"><p>La nona più falsa che esista. L&#8217;<strong>Atalanta</strong> della pareggite occupa attualmente tale posizione, quindi fuori dalla zona coppe, nella classifica del massimo campionato, ma per le <strong>chances</strong> create e spesso non finalizzate dovrebbe essere sul podio, sei gradini più su. Soltanto <strong>Inter</strong> e Napoli ne producono di più. Lo stesso Diavolo, che martedì non ha messo il coperchio alla pentola dopo aver acceso il fuoco ma vale a maggior ragione l&#8217;opposto, e la Roma del grande ex Gian Piero Gasperini ne subiscono invece meno. 15,46 ad allacciata di scarpe sono una media altissima, per quanto niente affatto rispecchiata dai punteggi finali.&nbsp;</p>
<p>Gli <strong>xG,</strong> per esteso expected goals (fli xGA, &#8220;against&#8221;, sono le palle gol concesse), sono una voce statistica che non lascia campo agli equivoci, nel senso che si tratta delle <strong>chiare occasioni</strong> da gol in cui la marcatura è scientificamente attesa, ma non sempre realizzata. Il vero punto di svolta, come racconta il raffronto tra la graduatoria ufficiale, sulla base cioè dei risultati conseguiti e dei punti raccolti, e le voci raccolte da <em><strong>understat.com</strong></em>, sarebbe appunto iniziare a segnare quando ce ne sono tutti i presupposti.</p>
<p>Il vero freno alla novella grandeur della squadra bergamasca, che su dodici incontri dallo start stagionale fino all&#8217;anticipo dell&#8217;infrasettimanale solo tre volte ha segnato più di una rete. Ovvero nelle due vittorie consecutive, fin qui le uniche, in serie A, il poker sporco al Lecce il 14 settembre e il tris sul campo del Torino sette giorni più tardi, e nel 2-1 al Bruges a fine settembre in Champions League.</p>
<p>Ben sei 1-1, al netto degli occhiali con la Lazio sul fronte interno e con lo Slavia Praga sul palcoscenico europeo, stanno zavorrando il cammino della squadra di <strong>Ivan Juric</strong>. Col Pisa all&#8217;esordio e col Milan due pari acciuffati dominando, un po&#8217; meno a Parma, certamente nel secondo tempo a Cremona sabato scorso e pure col Como alle soglie della seconda sosta per le Nazionali dove al contrario s&#8217;era andati in vantaggio come con la Juventus. E ancora, in tre match non s&#8217;è segnato, compresa la sola battuta d&#8217;arresto in casa dei campioni d&#8217;Europa del Paris Saint-Germain, e altrettanti sono stati i clean sheet (Torino, Lazio, Slavia).</p>
<p>La cura, in definitiva, è l&#8217;aumento deciso della percentuale realizzativa. Come? Raggiungendo nuovi equilibri e soprattutto il top della forma in tutti i componenti il reparto offensivo. Charles De Ketelaere, Nikola Krstovic e Kamaldeen Sulemana sono a quota due in campionato e nessuno tra i bergamaschi ha segnato più di loro. Ademola <strong>Lookman</strong>, sbloccatosi coi rossoneri, ha appena raggiunto a 1 Gianluca Scamacca, il centravanti da riportare in forma-partita. Lazar Samardzic, con Marco Brescianini l&#8217;opzione più teoricamente avanzata del reparto di mezzo, è a due col rigore ai belgi, come l&#8217;eclettico Super Mario Pasalic, match winner nel finale coi belgi e mancato tale al &#8220;Tardini&#8221;. L&#8217;infortunato Giorgio Scalvini e Nicola Zalewski l&#8217;hanno messa solo sul fronte interno.</p>
<p>In definitiva, è ancora presto per parlare della solita cooperativa del gol, espressione molto sentita da queste parti da nove anni a questa parte. I giocatori a segno per adesso sono in doppia cifra totale. E i risultati non rendono onore alla fase di costruzione e creazione: 15-12 come quoziente reti complessivo e 13-7 nel solo campionato non rendono giustizia a quel 15,46 di expected goals. Si può fare di più. Anzi, una cosa sola: spararla in porta purchessia. Alla Dea, per riscalare l&#8217;Olimpo come ai bei tempi, non serve e non manca altro.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/xg-atalanta-terza.jpeg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-172044 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/xg-atalanta-terza.jpeg" alt="" width="739" height="647" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/xg-atalanta-terza.jpeg 739w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/xg-atalanta-terza-300x263.jpeg 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-30-14.56.29.png"><img decoding="async" class="size-full wp-image-172045 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-30-14.56.29.png" alt="" width="578" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-30-14.56.29.png 578w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/Screenshot-2025-10-30-14.56.29-238x300.png 238w" sizes="(max-width: 578px) 100vw, 578px" /></a></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Juric, Brescianini e Pasalic. Il tecnico: &#8220;Lookman pazzesco, recuperiamo al meglio tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 23:28:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Voci dallo spogliatoi senza dissonanze, né cognitive né dialettiche, dopo il mezzo battibecco a distanza tra Marco Carnesecchi e il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/edb7f570-1fb6-4f2c-80e8-609434131470.jpeg"><p>Voci dallo spogliatoi senza dissonanze, né cognitive né dialettiche, dopo il mezzo battibecco a distanza tra Marco Carnesecchi e il mister nel dopogara di Cremona per via di quel &#8220;diamoci una svegliata o non andremo da nessuna parte, chi è stanco alzi la mano&#8221;. <strong>Ivan Juric</strong> difende il gruppo nonostante la pareggite ormai a livelli cronici: <em>&#8220;Il pericolo più grande è pensare che non riusciamo a vincere fino ad aver paura di farlo.&nbsp;La</em><strong> <span style="font-weight: 400;"><em>maturità è quella giusta, non concedere occasioni alle avversarie ormai è una costante. Dobbiamo sbloccarci in attacco, ma sono molto soddisfatto della prestazione. Il primo tempo con la Cremonese non m&#8217;è piaciuto e finiamola lì&#8221;</em>.&nbsp;</span></strong></p>
<p>Il manico dell&#8217;Atalanta è ben saldo sul recupero del migliore in campo col <strong>Milan</strong>:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Stiamo esagerando nel proporlo sempre a ad alto minutaggio, sto forzando anch’io. <strong>Lookman</strong> ha un atteggiamento e una mentalità pazzeschi, a cominciare dagli allenamenti. Finora era stato molto sfortunato nelle occasioni delle partite precedenti. Oggi grazie a un grande controllo ha fatto un grande gol e anche dopo ha trovato grandi giocate. S’è sbloccato mentalmente, l’ho visto molto dentro la partita&#8221;</em>. Non solo Ademola:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“Per noi è fondamentale anche <strong>Ederson</strong> che ho visto a livelli molto alti. Spero di recuperare tutti, è l&#8217;obiettivo del momento. Sono tutte prestazioni di altissimo livello dove domini in ogni voce statistica e non vinci&#8221;</em>, rimarca il tecnico di Spalato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Juric giustifica le opzioni tattiche, ovvero Scamacca e Krstovic fuori per non dare riferimenti alla fase difensiva rossonera. <em>“La scelta di non schierare un centravanti mi sembra molto azzeccata. <strong>Pasalic</strong> è una garanzia assoluta in qualunque ruolo e nell’interpretazione della gara, oggi ha fatto l&#8217;assist di nuovo, calcia bene anche di sinistro. Un giocatore totale che spero continui così</em> &#8211; continua -.&nbsp;</span><em><span style="font-weight: 400;">E’ impossibile giocare cento minuti senza far passare la metà campo all’avversario. Nel secondo tempo Carnesecchi non ha toccato quasi la palla, siamo andati sotto in modo fortuito con la deviazione di Ederson senza la quale la palla non sarebbe entrata,&nbsp; Ho notato un po’ di stanchezza, ho fatto i cambi, Brescianini e Musah ci hanno dato una mano a rialzare il baricentro e creare altre occasioni. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>La risposta di Brescianini è quella tipica che mi deve dare un giocatore dalla panchina. Non ci sono gerarchie: uno entra e dà energia, dà tutto per cambiare le cose&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C&#8217;è sempre il minorenne sotto la lente d&#8217;ingrandimento: <em>“Ha inserimento, entusiasmo, grandi possibilità di migliorarsi, speriamo acquisisca la freddezza in area avversaria. Ahanor ha margini allucinanti”</em>.</span></p>
<h3 data-start="258" data-end="323">Marco Brescianini: &#8220;Ecco l&#8217;abbraccio a Lookman&#8221;</h3>
<p data-start="325" data-end="1004">Nel post partita di Atalanta-Milan, M<strong>arco Brescianini</strong> ha analizzato la sfida con una lucidità che riflette il grande impegno della squadra. <em>“È stata una gara complicata&#8221;</em>, ha dichiarato il centrocampista nerazzurro, <em>&#8220;perché il Milan chiudeva ogni varco e ci costringeva a muovere la palla con calma per trovare spiragli”</em>. Nonostante le difficoltà, la squadra ha saputo reagire, come testimoniato dal gol di Lookman. <em>“Il gruppo è solido e compatto, parliamo con uan voce sola. Per un attaccante non c&#8217;è niente di più bello e liberatorio di sbloccarsi. Una prodezza individuale dopo un&#8217;azione collettiva. Questa prestazione ci dà morale: abbiamo tenuto testa a una squadra fortissima, giocando con intensità e ordine. Avremmo voluto portare a casa la vittoria, ma dobbiamo anche riconoscere il valore dell’avversario e fare tesoro di quanto di buono abbiamo mostrato&#8221;</em>.</p>
<p data-start="1006" data-end="1632">Brescianini ha poi sottolineato come la squadra sia stata unita e solidale: <em>“Partite come questa ci danno fiducia e consapevolezza. Siamo stati solidi, abbiamo creato tanto e mostrato di poter competere con chiunque. Questo è lo spirito giusto per continuare a migliorare e fare risultati”</em>. Un aspetto importante che ha toccato è stato il suo adattamento a vari ruoli nel campo: <em>“Il mio ruolo naturale è da mezzala, ma mi trovo bene anche come centrale o in posizione più avanzata, se serve. Cerco sempre di adattarmi a quello che il mister chiede, portando corsa, equilibrio e inserimenti. L’importante è essere pronti ovunque serva”</em>.</p>
<h3 data-start="1634" data-end="1701">Mario Pasalic: &#8220;Modric a 40 anni è sempre uno spettacolo&#8221;</h3>
<p data-start="1703" data-end="2173"><strong>Mario Pasalic</strong> ha commentato la prestazione della sua squadra con un’analisi lucida. <em>“Abbiamo fatto una bella gara&#8221;</em>, ha detto, <em>&#8220;a Cremona non un gran primo tempo, ma poi abbiamo creato. Oggi abbiamo pressato alto e stavamo bene, purtroppo ci manca una vittoria che ci dia la svolta. Per vincere bisogna essere più concreti in avanti&#8221;</em>. La sfida con il Milan ha evidenziato la necessità di migliorare nella fase offensiva, ma anche la determinazione a continuare a lottare.</p>
<p data-start="2175" data-end="2691">Sul piano personale, Pasalic ha parlato della sua importanza nella squadra, riflettendo sulla preparazione tattica del mister: <em>&#8220;Conoscevamo da prima il gioco del mister, siamo abituati già dal precedente lavoro. Ci ha chiesto alcune altre cose, ci stiamo adattando e stiamo facendo bene&#8221;</em>. Inoltre, il centrocampista croato ha rivelato quanto sia stimolante confrontarsi con campioni come Modric, protagonista in campo nonostante l&#8217;età: <em>“Sempre bello giocare contro un grande così, ancora a questi livelli a 40 anni&#8221;</em>.</p>
<h3 data-start="2693" data-end="2747">Ademola Lookman: &#8220;Spero di trovare più condizione&#8221;</h3>
<p data-start="2749" data-end="3329"><strong>Ademola Lookman</strong> ha parlato a <em><strong>DAZN</strong></em> dopo la partita, evidenziando l’importanza del suo ritorno al gol. <em>“È stato importante innanzitutto tornare a disposizione della squadra&#8221;</em>, ha affermato l’attaccante, che ha regalato l’1-1 ai bergamaschi. <em>&#8220;Spero di entrare ancora di più in condizione, ci ho messo un po’ ma ora dobbiamo crescere e puntare a vincere le prossime”</em>. Per Lookman, il gol è stato un segno positivo, ma l&#8217;obiettivo resta sempre lo stesso: aiutare la squadra a ottenere il massimo. <em>“Quando sono in campo, la cosa più importante è aiutare la squadra a vincere”</em>.</p>
<h3 data-start="3331" data-end="3418">Brescianini e le mosse di Juric: &#8220;Equilibrio a centrocampo&#8221;</h3>
<p data-start="3420" data-end="4025">In fase di analisi tattica, Brescianini ha parlato della gestione della partita contro il Milan e della strategia di mister Juric. <em>“Con tre centrocampisti riusciamo a coprire meglio il campo e a gestire le distanze tra i reparti. L’idea era quella di limitare il loro regista, Modric, e impedirgli di impostare con facilità”</em>. Un lavoro di squadra che ha dato i suoi frutti, con Brescianini che ha elogiato il movimento dei compagni, in particolare nelle fasi difensive. <em>“Quando Pasalic si abbassava, io ed Ederson ci muovevamo in avanti mantenendo equilibrio. È stato un buon lavoro di squadra”</em>.<br />
<strong><em>Effe</em></strong></p>
<p data-start="4682" data-end="4803" data-is-only-node="">&nbsp;</p>
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		<title>Juric se la prende con Carnesecchi: &#8220;Dobbiamo svegliarci? Parli di meno&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 21:48:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni post partita]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Juric]]></category>
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					<description><![CDATA[Zalewski: &#8220;Serve più lucidità mentale per uscire da questo momento&#8221; Intervistato ai microfoni di Sky Sport subito dopo il pareggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/88739ec4-a596-4497-b472-8da30a89ec9a.jpeg"><article class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" tabindex="-1" data-turn-id="request-WEB:63afa2fe-20a4-401f-8ce2-1c486b4d4382-0" data-testid="conversation-turn-2" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant">
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<h3 data-start="320" data-end="395"><strong data-start="324" data-end="395">Zalewski: &#8220;Serve più lucidità mentale per uscire da questo momento&#8221;</strong></h3>
<p data-start="397" data-end="814">Intervistato ai microfoni di Sky Sport subito dopo il pareggio dell’<strong data-start="465" data-end="497">Atalanta contro la Cremonese</strong>, <strong data-start="499" data-end="518">Nicola Zalewski</strong> ha sottolineato la necessità di rimanere uniti e lavorare per superare le difficoltà offensive: <em>“Dobbiamo continuare a impegnarci e migliorare ciò che in questo periodo non funziona. A volte manca un pizzico di fortuna sotto porta, ma con l’atteggiamento giusto e tanto lavoro, ne usciremo”</em>.</p>
<p data-start="816" data-end="1351">Secondo l’esterno nerazzurro, il problema attuale è soprattutto psicologico: <em>“È più una questione mentale che tecnica, e lo dimostriamo in ogni partita. Quando il gol non arriva, ti manda un po’ in tilt, perdi lucidità, le gambe diventano pesanti”</em>. Zalewski ha parlato anche del suo rendimento personale: <em>“Dal punto di vista delle statistiche mi è sempre mancato il gol, ma ci sto lavorando. Ne ho fatto uno, spero di arrivare almeno a cinque o anche più. Non per me, ma per aiutare la squadra: il gruppo viene prima di tutto”</em>.</p>
<h3 data-start="1358" data-end="1415"><strong data-start="1362" data-end="1415">Carnesecchi duro: &#8220;Serve svegliarsi, me compreso&#8221;</strong></h3>
<p data-start="1417" data-end="1734">Dichiarazioni accese quelle di <strong data-start="1448" data-end="1469">Marco Carnesecchi</strong>, portiere nerazzurro, dopo l’1-1 rimediato contro la Cremonese: <em>“Non vincere è frustrante, bisogna cambiare atteggiamento. O ci svegliamo davvero oppure diventa dura per tutti. Anche io mi ci metto in mezzo. Contro il Milan servirà tutta un’altra prestazione”</em>.</p>
<p data-start="1736" data-end="2112">Il portiere ha espresso insoddisfazione anche per la prima parte del match: <em>“Il primo tempo non mi è piaciuto per niente. Nel secondo abbiamo creato molto di più, ma ci manca quella cattiveria per fare gol e portare a casa le partite. Poi basta un contropiede e prendi gol”</em>. Il suo messaggio è chiaro: servono intensità, concentrazione e determinazione per cambiare rotta.</p>
<h3 data-start="2119" data-end="2193"><strong data-start="2123" data-end="2193">Reazione interna: &#8220;Carnesecchi? Doveva solo lavorare, non parlare&#8221;</strong></h3>
<p data-start="2195" data-end="2597">All’interno dello spogliatoio atalantino, le parole di Carnesecchi non sono passate inosservate. L&#8217;allenatore <strong>Ivan Juric</strong>, in riferimento alle sue dichiarazioni, ha commentato: <em>“Parlo ogni giorno con D’Amico e Percassi. Il ragazzo ha sbagliato completamente. Deve comportarsi da professionista, fare il suo lavoro e parlare di meno. Non è lui la persona giusta per fare certe affermazioni”.</em></p>
<p data-start="2599" data-end="2967">Il commento prosegue con un richiamo all’unità e alla serietà del lavoro quotidiano: <em>“Tutti si impegnano al massimo ogni giorno. Ci sono tante dinamiche che complicano la vittoria. Se uno ha qualcosa da dire, lo dica a viso aperto, visto che ci si vede ogni giorno”</em>. La dirigenza sembra quindi aver preso posizione con fermezza, richiamando il portiere all’ordine.</p>
<h3 data-start="2974" data-end="3038"><strong data-start="2978" data-end="3038">Juric: &#8220;Con le big bene, ma mancano i punti con le altre&#8221;</strong></h3>
<p data-start="3040" data-end="3487"><strong data-start="3040" data-end="3054">Il tecnico croato</strong>, commentando il periodo altalenante della squadra, ha evidenziato la differenza di prestazioni tra gare contro avversari di alto livello e match contro squadre meno quotate: <em>“Contro formazioni forti come Juventus e Bruges abbiamo fatto ottime partite. Ma poi ci sono partite come quelle con Lazio, Slavia Praga e oggi contro la Cremonese, in cui costruiamo tanto senza riuscire a vincere. Questo ci fa perdere punti importanti”</em>.</p>
<p data-start="3489" data-end="3780">L’analisi dell’allenatore fotografa un’Atalanta capace di alzare il livello contro squadre blasonate, ma ancora troppo discontinua nei match che, sulla carta, dovrebbero essere alla sua portata. Un dato che preoccupa in vista dei prossimi impegni e che richiede un cambio di passo immediato. <em>&#8220;Abbiamo perso troppe seconde palle, e anche se la prima metà gara non è stata bella dopo l&#8217;intervallo è stata la solita squadra che crea tanto senza però chiudere le partite. Nel primo tempo, però, eravamo brutti, lenti e prevedibili. Palleggio e costruzione vanno bene, l&#8217;intensità stavolta s&#8217;è vista a metà&#8221;</em>.</p>
<p data-start="3489" data-end="3780">Conclusioni?<em> &#8220;Fai tanto, ma non segni o segni poco, e non vinci. Ti resta l&#8217;amaro in bocca, è un copione che si ripete troppo spesso, ormai quasi sempre. Non accampiamo l&#8217;alibi della stanchezza per la sfida molto intensa e dispendiosa con lo Slavia Praga in Champions. Posso dire che i ragazzi lavorano e s&#8217;impegnano al massimo, ma devono essere sportivamente più cattivi&#8221;</em>.</p>
<h3 data-start="3489" data-end="3780">Brescianini Man of the Match: &#8220;Contento per me&#8221;</h3>
<p>Chiosa doverosa lasciata a <strong>Marco Brescianini</strong>, Man of the Match ai microfoni di DAZN. Felice solo per se stesso, o quasi: <em>&#8220;Anche per la reazione del gruppo che è stata immediata, a pareggiare ci abbiamo messo poco. Sono contento che il mio gol abbia rimesso in equilibrio la partita: la concorrenza è tanta tra i giocatori offensivi, quindi non mi resta che lavorare facendomi trovare pronto e provando a essere decisivo&#8221;</em>, le parole del jolly della Franciacorta. <em>&#8220;Si finalizza poco perché serve aumentare la lucidità nell&#8217;ultimo passaggio come nella conclusione. Alla qualità bisogna unire precisione e consapevolezza nei momenti chiave. A volte ci si attarda quel secondo in più per escogitare la soluzione migliore, ma in un periodo come questo servono punti e basta&#8221;</em>, prosegue. E col <strong>Milan</strong>, tra gli ex come Musah, De Ketelaere e il portiere di riserva Sportiello? <em>&#8220;Una partita particolare soprattutto per me che sono cresciuto nel settore giovanile rossonero, ma da vivere senza pressioni e con serenità. Va preparata bene, sarà la misura di quanto valiamo. Va interpretata con la giusta mentalità, perché l&#8217;avversario è forte, ha grandi giocatori. Sono le classiche sfide che ogni giocatore sogna di giocare&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Juric e Djimsiti: &#8220;Con lo Slavia tappa fondamentale, dobbiamo essere solidi ma anche cinici&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 19:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[League Phase]]></category>
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					<description><![CDATA[Solidi, ma più cinici. I cinque pareggi su sette giornate di serie A vanno decisamente di traverso a Ivan Juric [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/734eff12-925a-42a0-b89e-e51f3848da2e.jpeg"><p>Solidi, ma più cinici. I cinque pareggi su sette giornate di serie A vanno decisamente di traverso a <strong>Ivan Juric</strong> e a tutta <strong>l&#8217;Atalanta</strong>. Alla vigilia dello <strong>Slavia Praga</strong>, partita della fase campionato di Champions League in cui vincere è l&#8217;imperativo categorico, vanno limate le imperfezioni sotto porta e generalmente in are. Che la formula sia l&#8217;una o l&#8217;altra: <em>&#8220;<strong>Lookman</strong> m&#8217;è piaciuto al posto della prima punta col Como, mentre con la Lazio ha fatto meglio all&#8217;ingresso di <strong>Krstovic</strong>. Se gioca esterno, deve rientrare in copertura per non lasciare spazio agli attaccanti avversari, cosa che apprezzo moltissimo in chi gioca davanti. <strong>Sulemana</strong> lo sa fare benissimo. Lo spirito di sacrificio non è in discussione&#8221;</em>, una delle premesse maior del tecnico croato alla vigilia.</p>
<p dir="ltr">C&#8217;è chi è pronto e chi no, come spesso succede: <em>&#8220;Bellanova, <strong>Kossounou</strong> e Zalewski hanno recuperato senza forzature, coi tempi giusti. Possono pure scendere in campo dal primo minuto. <strong>Scamacca</strong>, invece ci sta dando dentro come un matto ma, sapendo quanto talento può darci dopo averlo visto per due partite di fila a inizio stagione, sa anche lui di dover ritrovare la condizione giusta per poter essere decisivo. Lo inserirò gradualmente. Maldini? Deve dare qualcosa in più per alzare il suo status: si impegna, ma può fare di più&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Solo a <strong>Parigi</strong> la difesa e la squadra hanno sofferto contro un avversario nettamente superiore, quella partita vale per se stessa e basta. Statisticamente concediamo molto poco, anche grazie agli attaccanti che ripiegano mettendosi a disposizione</em> &#8211; argomenta l&#8217;allenatore di Spalato -. <em>La sensazione è estremamente positiva per le prestazioni, ma col grande rammarico di non aver ottenuto i punti che meritavamo di ottenere. Da oggi ogni partita è una storia a sé, sperando di diventare più cinici mantenendo la solidità difensiva&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Mi piace l&#8217;approccio aggressivo, offensivo e con ritmo con cui lo <strong>Slavia Praga</strong> affronta e interpreta le partite. Con l&#8217;Inter avevano cambiato modo di giocare anche per le assenze, ma normalmente sono molto aggressivi&#8221;</em>, le parole sugli ospiti, seguiti da quasi 1.100 tifosi contro i 22.700 bergamaschi (almeno). <em>&#8220;Il pubblico bergamasco è sempre sold out e ha un entusiasmo impressionante, con la Lazio attaccando sotto la Curva Nord ci ha spinto tantissimo. Speriamo che questa unità, questa simbiosi ci faccia vincere molte partite&#8221;</em>. C&#8217;è anche il tributo al predecessore in panchina: <em>&#8220;<strong>Lookman</strong> con Gasperini è migliorato molto nel tiro, nella posizione del corpo e nell&#8217;interpretazione della partita. Se andasse in Premier League segnerebbe come ha segnato a Bergamo&#8221;</em>. In definitiva, bisogna imparare a metterla con più costanza: <em>&#8220;In certe situazioni, se prendi il palo o il portiere fa miracoli, ti dici che hai fatto il possibile. Ma nell&#8217;ultimo passaggio e nel tiro, in altre occasioni favorevoli, devi lavorare per migliorare. Mercoledì è</em>&nbsp;<em>una tappa fondamentale, perché siamo in casa dopo aver vinto col Bruges. Dobbiamo cercare a ogni costo di vincerla&#8221;</em>.</p>
<p><strong>DJIMSITI</strong> &#8211; &#8220;Sulla carta sono un veterano, ma la fame è sempre la stessa. E&#8217; importante volersi migliorare anche a 32 anni.<br />
Con lo Slavia sarebbe un big step vincere, una tappa fondamentale&#8221;. Parole e musica di Berat Djimsiti, probabilissimamente confermato nella retroguardia a tre con Isak Hien e un ragazzo di nome Honest: <em>&#8220;<strong>Ahanor</strong> gioca come un esperto, a 17 anni è una cosa impressionante. La differenza d&#8217;età cogli altri non conta e non si vede. Si nota fin dagli allenamenti che ha un grande talento, speriamo che continui così e diventi ancora più forte</em> &#8211; lo spot al compagno -. <em>In queste 295 partite con l&#8217;Atalanta tante cose sono cambiate, sono cresciuto come la squadra e insieme alla squadra. Spero di giocarne altre&nbsp; duecento. Bisogna essere pronti mentalmente a tutti, poi l&#8217;esperienza fa tanto, anche se con l&#8217;Albania è diverso dal campionato e il campionato non è come le coppe. Sono abituato a tante gare in una stagione. Resetto dopo ogni partita perché non c&#8217;è tempo per pensare&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Dall&#8217;alto dell&#8217;esperienza, Jimmy ha consigli da dispensare senza il tono di chi impartisce lezioni ex cathedra: <em>&#8220;L&#8217;attaccante dello Slavia è molto alto e molto fisico, Tomas Chory: lo conosco dalla Nazionale, dalle sfide con la Repubblica Ceca. Sarà una gara tosta contro una squadra abituata a vincere nel suo campionato&#8221;</em>. C&#8217;è un compagno da stringere in un abbraccio pieno di affetto e stima: <em>&#8220;Dispiace che <strong>Scalvini</strong> si sia fatto ancora male, è un ragazzo molto forte ma supererà l&#8217;infortunio tornando ancora più forte. Però sono tornati a disposizione altri giocatori e questo è un bene, in una stagione lunga e impegnativa servono tutti&#8221;</em>. C&#8217;è lo spirito di gruppo da difendere come una bandiera: <em>&#8220;La sensazione dalla difesa è che anche gli attaccanti difendano il risultato</em> &#8211; la chiosa -. <em>Anche la partita col PSG ci ha consentito di imparare nonostante la sconfitta per 4-0. Poi abbiamo imboccato la strada giusta: l&#8217;Europa ti dà molta fiducia per il campionato&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><strong>Le probabili formazioni &#8211; Bergamo, New Balance Arena, III giornata League Phase Champions League &#8211; mercoledì 22 ottobre (ore 21)</strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Atalanta</strong> (3-4-1-2): 29 Carnesecchi; 19 Djimsiti, 4 Hien, 69 Ahanor; 77 Zappacosta, 13 Ederson, 15 De Roon, 59 Zalewski; 8 Pasalic; 17 De Ketelaere, 11 Lookman. In panchina: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 16 Bellanova, 47 Bernasconi, 6 Musah, 44 Brescianini, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 70 Maldini, 9 Scamacca, 90 Krstovic. All.: Ivan Juric.&nbsp;<br />
Squalificato: nessuno. Diffidato: Musah. Indisponibili: Bakker (non in lista Uefa), Kolasinac, Scalvini.</p>
<p dir="ltr"><strong>Slavia Praga</strong> (3-5-2): 45 Markovic; 2 Chaloupek, 4 Zima, 27 Vlcek; 8 Hashioka, 10 Zafeiris, 19 Dorley, 23 Sadilek, 12 Mbodji; 9 Kusej, 31 Prekop. In panchina: 40 Rezek, 50 Paar, 18 Boril, 16 Moses, 47 Ogunbayi, 17 Provod, 7 Cham, 11 Sanyang, 26 Schranz, 13 Chytil, 25 Chory, 30 Toula. All.: Jindrech Trpisovsky.&nbsp;<br />
Squalificato: nessuno. Diffidato: nessuno. Indisponibili: Doudera, Holes, Oglu, Stanek.</p>
<p><strong>Arbitro</strong>: Ricardo de Burgos Bengoextea.&nbsp;Assistenti: Iker De Francisco (ESP), Alfredo Rodriguez Moreno (ESP); IV José Luis Munuera (ESP). V.A.R. Cesar Soto Grado (ESP), A.V.A.R. Carlos del Cerro Grande (ESP).<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Il dopopartita &#8211; Juric: &#8220;La vita ci ridarà indietro i punti&#8221;. Zappacosta: &#8220;Non è sfortuna&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 22:47:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è un Davide Zappacosta fermo al palo, e ancor prima alla stoppata di Tavares nel gioco tra quinti con Bernasconi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/3bbbda65-2aa9-4f4a-9e7b-0d35e1746675.jpeg"><p>C&#8217;è un <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> fermo al palo, e ancor prima alla stoppata di Tavares nel gioco tra quinti con Bernasconi nonché al lungolinea dettagli nel primo tempo da De Ketelaere per l&#8217;abbrancata di Provedel, che non è certo superstizioso né alla ricerca di alibi: <em>&#8220;Non credo nella sfortuna, se non concretizziamo le occasioni significa che manca qualità per poterlo fare&#8221;</em>. E c&#8217;è un <strong>Ivan Juric</strong> soddisfatto nonostante gli ennesimi punti persi, perché gli occhiali inforcati con la Lazio sono il quinto pareggio della sua <strong>Atalanta</strong> su sette giornate di campionato: <em>&#8220;La partita è stata eccellente sotto tutti gli aspetti. Li abbiamo messi al palo. Tante occasioni con Lookman, <strong>Zappacosta</strong> ed Ederson senza concedere nulla su coperture difensive e transizioni. La squadra meritava più punti e speriamo che la vita ci ridia indietro quelli persi&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Lookman s&#8217;è acceso completamente nel secondo tempo coprendo anche la facia in fase difensiva. Ha avuto due grosse occasioni, di testa e sul miracolo di Provedel. Abbiamo finalmente rivisto il vero Ederson</em> &#8211; prosegue il tecnico croato -.&nbsp;<em>In questo ciclo di sette partite vedremo dove potremo andare, ma ognuna ha una storia a sé. Lo Slavia Praga è molto aggressivo. Noi abbiamo le idee giuste, giochiamo bene, dobbiamo vincere&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Anche senza centravanti abbiamo creato il mondo, nei primi 25 minuti nel secondo tempo, dopo essere stati poco pericolosi nel primo. Aspettiamo che rientri <strong>Scamacca</strong> e giocheremo sempre con un attaccante puro: per adesso è una soluzione da adottare&#8221;</em>, s&#8217;è giustificato l&#8217;allenatore dei bergamaschi circa la riedizione del falso nueve col nigeriano calato nella parte come contro il Como prima della pausa.</p>
<p>Quindi, i giovani e il veterano: <em>&#8220;<strong>Bernasconi</strong> ha fatto la migliore delle sue partite difendendo su Cancellieri e Isaksen senza problemi e pure senza rinunciare ad attaccare in continuazione. <strong>Ahanor</strong> ha fatto una buona gara e secondo me può fare meglio</em> &#8211; le parole di Juric -.&nbsp;<em><strong>Zappacosta</strong> ha sofferto in ritiro, ma da tanto tempo vedo il Davide che ci aveva abituati a questi livelli. Sono stra-soddisfatto di lui, spero continui così&#8221;</em>.</p>
<p>Designato migliore in campo dalla scelta stessa del suo ufficio stampa di mandarlo davanti ai microfoni anche delle tv, <strong>Davide Zappacosta</strong> ha l&#8217;aria di chi fatto trenta non riesce a raggiungere trentuno: <em>&#8220;Non avevo urlato al gol sul palo, era una delle tre occasioni che ho avuto e avrei fatto meglio a sfruttare. Forse avrei dovuto essere più lucido, nel calcio sono cose che capitano&#8221;</em>. Richiesto di una spiegazione del perché non si sia vinta una sfida da sedici tiri a quattro di cui sette nello specchio, il sorano è netto:&nbsp;<em>&#8220;Manca un po&#8217; di qualità in più, se non si sfruttano le occasioni non posso credere nella sfortuna. La voglia di vincere c&#8217;era, nel secondo tempo abbiamo creato tanto. Continuando così vinceremo presto&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa oltre la partita, tra DAZN e Sky: <em>&#8220;Ci sono analogie tra Juric e <strong>Gasperini</strong>, ma il mister ci chiede di seguirlo nell&#8217;interpretazione delle partite. Riguardo a <strong>Lookman</strong>, posso dire che Ademola adesso è con la squadra al cento per cento. Il resto sono questioni tra la società e lui&#8221;</em>. Ancora, sulla partita e sull&#8217;abitudine di cambiare corsia alla bisogna: <em>&#8220;La Lazio corre tanto ed era compatta con dieci uomini davanti all&#8217;area di rigore. Nel secondo tempo ha mollato un pochino concedendoci più spazi ed ecco le nostre chanches. Io cerco&nbsp;solo di fare quello di cui ha bisogno la squadra, giocare a destra o a sinistra mi è indifferente, è anche questione di esperienza&#8221;</em>.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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