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	<title>Kevin Lasagna &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Zapata e Muriel, l&#8217;Atalanta dei colombiani sbanca Udine e non si ferma più</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2020 19:20:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Udinese – Atalanta 2-3 (1-1) UDINESE (3-5-2): Musso 7; Troost-Ekong 5,5 (21&#8242; st Becao 5), Nuytinck 6,5, Samir 6,5; Stryger [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/07/DuvanZapataUdineseCalciovFCTorinoSerie8Sc5MD49omHl.jpg"><p><strong>Udinese – Atalanta 2-3 (1-1)</strong><br />
<strong>UDINESE (3-5-2):</strong> Musso 7; Troost-Ekong 5,5 (21&#8242; st Becao 5), Nuytinck 6,5, Samir 6,5; Stryger Larsen 6 (36&#8242; st Ter Avest sv), Walace 6, Jajalo 6 (36&#8242; st Nestorovski sv), Fofana 7, Sema 6,5 (21&#8242; st Zeegelaar 6); Teodorczyk 5,5 (26&#8242; st Okaka 5), Lasagna 6,5. A disp.: 27 Perisan, 88 Nicolas, 63 Mazzolo, 87 De Maio, 61 Ballarini, 64 Palumbo. All.: Gotti 6,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Gollini 6; Toloi 6, Caldara 6, Djimsiti 5,5 (1&#8242; st Palomino 6); Hateboer 5,5 (14&#8242; st Gosens 6), Pasalic 6 (14&#8242; st De Roon 6,5), Freuler 6,5, Castagne 6; Malinovskyi 6 (7&#8242; st Muriel 8), Gomez 7 (35&#8242; st Ilicic sv); D. Zapata 7. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Sutalo, 7 Czyborra, 22 Bellanova, 5 Tameze, 90 Colley. All.: Gasperini 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Di Bello di Brindisi 6 (Di Vuolo di Castellammare di Stabia, Di Iorio del Verbano-Cusio-Ossola; IV Aureliano di Bologna. Var Chiffi di Padova, AVar Tolfo di Pordenone).<br />
<strong>RETI:</strong> 8&#8242; D. Zapata (A), 31&#8242; pt Lasagna (U), 25&#8242; e 34&#8242; st Muriel (A), 42&#8242; st Lasagna (U).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Malinovskyi, Becao, Caldara e Zeegelaar per gioco scorretto. Occasioni 8-12, nello specchio 4-11. Var: 3. Corner 0-10, recupero 0&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Udine</strong> – Quando <strong>Zapata</strong> e un doppio <strong>Muriel</strong> (punizione fantastica e bomba da fuori euclidea) vedono bianconero, addio. La spietata legge degli <strong>ex</strong>, stavolta, è stata più forte di tecnica, tattica e corsa, con buona pace degli zemaniani stupiti che a Bergamo e dintorni si continui soltanto a stantuffare da maratoneti. Innanzitutto, diamo i numeri. <strong>80</strong> gol tondi tondi in A: altro record superato, ma quelli ormai non si contano più. Un <strong>turnover</strong> mirato, un avvio un po&#8217; così e il ritorno del primo tempo del nemico alla Dacia Arena non hanno comunque il potere di frenare la marcia dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, salita sull&#8217;ottovolante dei bottini pieni consecutivi (Champions compresa; mai successo in 113 anni di storia) di cui un bel sestetto in serie in campionato. Una minima fase di studio, un mini pericolo scampato allo start e anche l&#8217;Udinese deve inchinarsi nonostante il pareggio temporaneamente raggiunto oltre la mezzora e il ritorno di fiamma nel finale (3-2).<br />
Tra i nerazzurri, rispetto al big match vinto in rimonta con la <strong>Lazio</strong>, fuori due reduci da gol pesanti come Palomino e Gosens più De Roon e nuovamente Ilicic per confermare Malinovskyi; dentro Caldara, Pasalic al rientro dalla squalifica (come il Gasp) e Castagne. Di qua niente Okaka, illusorio apripista bianconero del settebello sporco sulla gobba il 27 ottobre scorso al Gewiss Stadium. <strong>Fofana</strong> al 6&#8242; dà la sveglia al match e agli ospiti involandosi sugli sviluppi della giocata di Samir per impegnare Gollini da posizione abbastanza defilata; nel giro di lancetta successivo il collega Musso deve abbassare la saracinesca sulla stoccata improvvisa dell&#8217;ucraino e quindi alzare in corner un altro mancino, quello del <strong>Papu</strong>, appoggiato da <strong>Zapata</strong>. Altri sessanta secondi e a parti invertite, leggi scavetto dalla trequarti del capitano argentino con stop e radente del colombiano evitando il ritorno di Troost-Ekong, ed è vantaggio. I bergamaschi in maglia verde fanno giropalla senza fretta contro le barricate altrui rischiando al 26&#8242;, ma la botta dritta di Lasagna, imbeccato da Teodorczyk in asse con Walace dopo una palla persa di Pasalic, è in offside. C&#8217;è tempo per lo scambio di posizioni sulla trequarti e pure per l&#8217;infilata di corridoio di Ruslan per Freuler anticipato secco dall&#8217;uscita dell&#8217;oriundo avversario, chiamato al tuffo basso (Nuytinck allontana) al 29&#8242; dal tutto-sinistro ex Genk che ci riprova dalla lunga. Due minutini ed ecco la beffa del pari, con <strong>Lasagna</strong> a spuntare alle spalle di Djimsiti sul lancio dalla trequarti difensiva sinistra di <strong>Fofana</strong>: il rasoterra non dà scampo al portiere atalantino.<br />
A dieci dalla pausa ancora Malinovskyi si fa dire di no da Musso con la bomba a scendere e il pallino sembra tornato dalla parte giusta, eppure la strizza rimane: il botta e risposta al 39&#8242; è aperto dall&#8217;assolo dell&#8217;assistman dell&#8217;1-1 per il pallonetto mancino dell&#8217;autore del pari alto di poco, mentre di là il tiro di Gomez è sporcato da Nuytinck e deviato dall&#8217;uomo in guanti per il terzo corner. <strong>Malinovskyi</strong>, diffidato, becca il giallo per una scivolata proprio su Lasagna. Al 41&#8242; il silent check nega la carica di Samir su Duvan (braccia sulla schiena nette). Nella ripresa c&#8217;è <strong>Palomino</strong> per Djimsiti. Al 4&#8242; una mezza chance per fronte: Malinovsky dal fondo chiama l&#8217;inserimento di Pasalic smorzato dalla difesa, Fofana calcia alto sull&#8217;onda lunga di un piazzato dall&#8217;out sinistro di Sema. Che al 6&#8242; coglie Walace entro il lato destro dell&#8217;area: conclusione di prima violenta ma larga. Tocca a Muriel per Malinovskyi, ma che fifa blu sull&#8217;uomo di prima, favorito nel radente (blocca il Gollo) dal suo laterale sinistro velato da Lasagna con Hateboer a viole. Al 13&#8242; mancino di Freuler centrale su sponda di Castagne, servito da destra da Duvan dopo uno scambio con Pasalic; quindi Gasperini cambia tutto il centrodestra a tiro della virata sul lato in difesa di Caldara e Toloi con sequela del tucumano da perno. Al 24&#8242; Musso risponde a <strong>Muriel</strong>, anche se è questione di poco, con la maledetta a giro alla Pirlo per punire il fallo di Becao sul Papu. La barriera dell&#8217;Udin è scavalcata, quella della divisione della posta in palio idem. E il match winner per poco non dice trentatré di controbalzo, perché l&#8217;ultimo baluardo gliela toglie dal sette, ma basta un altro giro di lancetta con apertura di Gomez e il <strong>piattone</strong> dai venticinque metri nell&#8217;angoletto è cosa fatta. L&#8217;ex carpigiano firma di fronte piena il 2-3 della bandiera incocciando splendidamente il traversone di <strong>Zeegelaar</strong>, tanto per regalare un minimo di trhilling. Insomma, alla fin fine il problema è sempre dietro, dove le amnesie si sprecano. Giovedì alle 19.30 l&#8217;ospite è il Napoli, alzi la mano a chi fa paura. Più 9 sulla Roma quinta; è ora di guardare al podio e all&#8217;Inter&#8230;<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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