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	<title>Kvicha Kvaratskhelia &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>PSG ingiocabile, ma Juric e l&#8217;Atalanta ne azzeccano davvero poche: esordio in Champions col poker</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 21:06:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, 1a Phase League &#8211; Parigi, Parc des Princes &#8211; mercoledì 17 settembre (ore 21) Paris Saint-Germain &#8211; Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Foto-PSG-e1758143121576.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">Champions League, 1a Phase League &#8211; Parigi, Parc des Princes &#8211; mercoledì 17 settembre (ore 21)</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><strong>Paris Saint-Germain &#8211; Atalanta 4-0 (2-0)<br />
</strong><span style="font-weight: 400;"><strong>PSG (4-3-3):</strong> Chevalier 6; Hakimi 7, Marquinhos 8, Pacho 6,5, Nuno Mendes 7 (30’ st Zabarnyi sv); João Neves 6 (13’ st Gonçalo Ramos 6,5), Vitinha 7, Fabián Ruiz 7,5 (10’ st Zaire-Emery 7); Kvaratskhelia 8 (30’ st Mbaye 6,5), Mayulu 6,5 (10’ st Kang-in 6,5), Barcola 7. A disp.: 39 Safonov, 89 Marin; 21 L. Hernandez. All.: Luis Enrique 8.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Carnesecchi 7; Kossounou 6, Hien 5,5, Djimsiti 5 (30’ st Scalvini sv, 40’ st Ahanor sv); Bellanova 5, De Roon (cap.) 5, Musah 5,5 (30’ st Brescianini 6), Bernasconi 5; Pasalic 6; De Ketelaere 5,5 (1’ st Samardžić 5,5), Maldini 4 (1’ st Krstović 6). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 40 Obrić, 59 Zalewski, 77 Zappacosta, 7 K. Sulemana, 41 Camara. All.: Ivan Juric 5.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Arbitro:</strong> Schärer 7 (Svizzera &#8211; De Almeida, Erni; Tschudi. V.A.R. Dankert &#8211; Germania, A.V.A.R. San &#8211; Svizzera).&nbsp;<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>RETI:</strong> 3’ pt Marquinhos (P), 39’ pt Kvaratskhelia (P), 5’ st Nuno Mendes (P), 46’ st Ramos (P).<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Note:</strong> Carnesecchi para il rigore a Barcola al 44’ pt. Invasione di campo di un solitario tifoso del PSG al 26’ st. Serata fresca ma umida, spettatori 48 mila circa di cui 1.184 atalantini nel settore ospiti. Ammonito Musah per gioco scorretto. Tiri totali 23-8, nello specchio 14-2, parati 10-2, respinti/deviati 5-2, legni 1-0. Var: 2 (check offside Barcola su gol annullato, possibile rigore Musah-Marquinhos con review) . Corner 6-2. Recupero 2’ e 3’.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Parigi</strong> &#8211; Due tiri in porta su otto totali contro quattordici su ventitré? Esito scontato a tabellino. <strong>Marquinhos</strong>, il pareggiatore della rimonta a due con Choupo-Moting nel quarto di Lisbona del 12 agosto di cinque anni fa, la schioda subito. Kvaratskhelia, coi suoi a giocare tranquilli di rimessa, porta a spasso Djimsiti e tra De Roon e Hien la scaraventa sotto il sette. <strong>L’Atalanta</strong> dell’esordiente <strong>Juric</strong>, che getta nella mischia per la prima volta il fresco esordiente in A Lorenzo <strong>Bernasconi</strong> al posto del pupillo Zalewski, tiene botta per modo di dire tra un gol e l’altro nel primo tempo di un <strong>Paris Saint-Germain</strong> (foto profilo X) ingiocabile, viene salvata dal tris precoce da <strong>Carnesecchi</strong> senza evitare quello vero da Mendes in avvio di secondo tempo né il sigillo di Ramos su patatrac in proprio. Metà bottino in saccoccia assolutamente evitabile, ma tra le big va così. Amarcord: sei anni fa a Zagabria il cammino nella regina delle coppe, la prima volta, finì allo stesso modo col Gasp in panca.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un avvio da incubo affossa la Dea, quando <strong>Maldini</strong> perde la boccia sulla trequarti difensiva e chi andrà a segnare gliela soffia per poi finalizzare sorprendendo anche De Roon, andato sul suo assistman, sull’asse Barcola-Ruiz solo soletto per spingerla nel sacco. Tra 6’ e 8’, tocca a Carnesecchi difendere il minimo svantaggio su Nuno Mendes, a difesa scavalcata dal lancio del regista di casa, e dallo stesso Barcola a rimorchio di Hakimi, Poco oltre il decimo, un’altra pezza sul tacco dell’ex mezzala del Napoli dal fondo a favore dell’ex esterno destro interista servito dall’altro ex Ciuccio. Se sull’ala sinistra è un blocco in due tempi, in quest’ultima occasione c’è anche una scheggia di legno amica. Parigini fin lì ingiocabili, con tre sortite meno che episodiche dei bergamaschi oltre la metà campo in diciotto minuti. Alla quarta, la mega chance cannata dal borseggiatore e iniziatore della manovra <strong>Kossounou</strong>, con Bellanova a centrare dal fondo per il doppio appoggio del figlio d’arte e De Ketelaere ad aprire il destraccio alle stelle del braccetto ivoriano.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre il ventesimo <strong>Ruiz</strong> telefona al portiere riminese, due minuti e il passaggio rimpallato a <strong>Pasalic</strong>, che non riesce comunque a tenere Vitinha, spalanca il corridoio alla mezzala spagnola che lancia Barcola in porta, in posizione per fortuna irregolare. A una ventina dalla pausa, i passaggi dicono 180-60 col 92 cento di precisione a fronte del 75. Nondimeno, al 27’, la riaggressione sulla trequarti dei locali porta CDK e a liberare al traversone il pendolino di Parabiago per l’anticipo del jolly croato, schierato alle spalle delle due punte, soluzione inedita per l’allenatore del nuovo corso, nel gioco delle torri con Pacho alzando la mira di non troppo per reclamare invano l’angolo. Poi al primo lampo personale palla al piede il georgiano entra in navata e fa secco Carnesecchi quasi all’ingresso in area. Entro due corsette cronometriche, <strong>Musah</strong> correndo verso il rompighiaccio sul terzo corner rossoblù lo pesta e la review consegna il penalty a Barcola, che calcia senza rincorsa alla Beppe Signori, ma tenendola bassa, poco angolata e di destro: il 2000 tra i legni salva i suoi dalla debacle anticipata in presa tuffata alla propria destra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella <strong>ripresa</strong> l’allenatore atalantino sconfessa le scelte iniziali con <strong>Samardzic</strong> e <strong>Krstovic</strong> dentro per la coppia d’attacco, ma è tutto inutile se è vero che entro la cinquina cronometrica Mendes i sovrappone alla sua ala sinistra, finta il capitano nerazzurro mandandolo ad assaggiare la cotica erbosa e sul ritorno di <strong>Bellanova</strong> infila il punto della sicurezza. Una gran sterzata, mentre la reazione insistita ospite, con Joao Neves a stoppare <strong>Pasalic</strong> facendosi pure male, sbatte addosso l’ombrello dell’imprecisione o della poca forza e direzione messa dal vatreno sull’ammollo di Bellanova (11’). C’era forse il fuorigioco dello stesso Super Mario sul cross per la volée mancina altissima di Bellanova a un tocchetto dall’ora di (non) gioco. Alle soglie del minuto venti, il sinistro di collo piedo dalla lunetta di Krstovic, dettato corto da Kossounou, viene parato in due tempi da Chevalier. La noia di un prosieguo pro forma è spezzata dall’invasore solitario, inseguito da tre steward. Al 32’ altra uscita di Carnesecchi sulla new entry Ramos sul retropassaggio di Hien, mentre Zaire-Emery spreca calciando la botta dritta e alta alla Raducioiu il la di Kang-in Lee. All’ottantatreesimo Brescianini ha il corpo sbilanciato all’indietro e Mbaye impegna l’ultimo ostacolo, occhio all’inguine di Scalvini che innesca l’esordio assoluto di Honest Ahanor con la nuova maglia. Verso il novantesimo l’asse tra Brescianini e il montenegrino ex Lecce viene stoppato da Zabarnyi e dove non arriva il passaggio chiave francese arriva quello di Bellanova che di esterno destro proietta Ramos al tocco sotto del poker levando il bonus a Zaire-Emery che poi imbecca inutilmente un Barcola multiutility con poca mira.1<br />
</span><em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Ko a Napoli senza colpo ferire: l&#8217;Atalanta da Europa prolunga la media da retrocessione</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Mar 2023 18:59:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Napoli &#8211; Atalanta 2-0 (0-0) NAPOLI (4-3-3): Gollini 6,5; Di Lorenzo 6,5, Rrahmani 6,5, Kim 7 (31&#8242; st Juan Jesus [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/IMG-20230311-WA0010.jpg"><p><strong>Napoli &#8211; Atalanta 2-0 (0-0)</strong><br />
<strong>NAPOLI (4-3-3):</strong> Gollini 6,5; Di Lorenzo 6,5, Rrahmani 6,5, Kim 7 (31&#8242; st Juan Jesus 6), Olivera 6; Anguissa 7, Lobotka 6,5, Zielinski 6,5 (21&#8242; st Ndombele 6); Politano 7 (21&#8242; st Elmas 6), Osimhen 7,5 (40&#8242; st Simeone sv), Kvaratskhelia 7 (40&#8242; st Zerbin sv). A disp.: 1 Meret, 12 Marfella, 55 Ostigaard, 19 Bereszysnski, 31 Zedadka, 4 Demme, 70 Gaetano. All.: Luciano Spalletti 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Musso; Toloi (cap., 44&#8242; st Lookman), Djimsiti (44&#8242; pt Demiral), Scalvini; Maehle (23&#8242; st Zappacosta), De Roon, Ederson, Ruggeri; Pasalic (23&#8242; st Boga); Hojlund (1&#8242; st Muriel), Zapata. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 5 Okoli, 6 Palomino, 93 Soppy. All.: Gian Piero Gasperini.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Colombo di Como 6 (Berti di Prato, Colarossi di Roma 2; IV Doveri di Roma 1. V.A.R. Valeri di Roma 1, A.V.A.R. Abisso di Palermo).<br />
<strong>RETI:</strong> 15&#8242; st Kvaratskhelia (N), 32&#8242; st Rrahmani (N).<br />
<strong>Note:</strong> minuto di silenzio per le vittime del naufragio di Cutro. Mezza sera tiepida, spettatori 50.601. Ammoniti Ruggeri, Osimhen e Scalvini per gioco scorretto. Tiri totali 18-6, nello specchio 6-3, parati 4-3, respinti/deviati 5-0. Corner 10-5, recupero 3&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Napoli</strong> – Cominciamo dal gong: terza di fila al riparo da gol fatti e ottavo ko stagionale, quinto nelle ultime sette allacciate di stringhe. Sotto forma di <strong>Kvicha</strong> all&#8217;incrocio dopo la controsterzata, con deviazione involontaria di zucca del rientrante Scalvini, e <strong>Rrahmani</strong> d&#8217;incornata a palombella su angolo di Elmas. La triste e inevitabile fine del vano e poco convinto tentativo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> di giocarsi la missione impossibile nella tana del <strong>Napoli</strong>. Quattro scivoloni su sette turni nel girone di ritorno sono più che sufficienti per il rigurgito di memoria della seconda metà fallimentare della scorsa stagione, quella dei 21 punti a ruota dei 38 prima del giro di boa, mentre adesso siamo ai 7 sui 21 disponibili, un terzo esatto, col settimo posto virtuale in caso di revoca della penalizzazione alla Juventus. Più di ogni altra considerazione, i primi due tiri verso quel rettangolo magico dopo settantacinque minuti di attesa, un controsenso rispetto alla storia recente della Dea targata Gasperini.<br />
Al 6&#8242; <strong>Musso</strong> deve già calare la saracinesca su <strong>Politano</strong>, due gialli provocati nel primo tempo, smarcato al limite dalla rifinitura di Zielinski, per poi trovarsi a spazzare il primo retropassaggio, mentre finisce in curva la risposta di seconda di Maehle in scia al ping-pong sul primo corner di Hojlund, unico mancino deputato a tirarne. Niente strizza, a match e soprattutto ritmi controllati difendendo regolarmente a cinque, dal campanile di testa di Rrahmani due corsette oltre il quarto d&#8217;ora sullo schema da destra del primo tiratore del prefestivo, che nondimeno provoca il giallo a Ruggeri per via di un tackle ritardato. La conversione dall&#8217;out di <strong>Kvaratskhelia</strong> al ventesimo colpisce inavvertitamente il polacco, <strong>Pasalic</strong> invece è disturbato da Di Lorenzo (22&#8242;) sulla pennellata del danese. Pausetta fino al calcio da fermo di Zielinski che Anguissa prova invano a tramutare in oro nella mini mischia appena dentro l&#8217;area un poker di lancette più tardi. Occhio, però, al georgiano che centra defilato ma da vicino l&#8217;omero destro del portiere argentino dopo aver preso il fondo a Maehle. La mira difetta anche a Ederson dalla lunga e alla fronte piena di Osimhen sull&#8217;ennesimo piazzato della sua mezzala dalla fascia destra uno spicchietto oltre la mezzora.<br />
La variante di Spalletti, temporanea per carità, è l&#8217;inversione degli esterni bassi, al contrario del Gasp che non sposta manco una virgola. L&#8217;arquero concittadino del grande Sivori a un settebello dall&#8217;intervallo mette una pezza sullo sbrego da lui stesso aperto sul radente dal fondo del centravanti di casa, che favorisce l&#8217;appoggio di Zielinski per il conato numero due dell&#8217;ala destra mancina. I muscoli di Djimsiti proiettano Demiral al centro della retroguardia.<br />
Lo start della ripresa non cambia il leitmotiv, tranne la ricomposizione della coppia d&#8217;attacco colombiana in nerazzurro: Politano semina il panico e <strong>Osimhen</strong> non ci va lontano, in semirovesciata (3&#8242;), bloccata dall&#8217;uomo di San Nicolas de los Arroyos. Lo slavo del centrocampo dei <em>Ciucci</em> e la sua ala sinistra ragliano rispettivamente addosso a <strong>De Roon</strong> e ben sopra il montante (9&#8242;), il loro terminale nel nulla bergamasco firma la tredicesima conclusione di casa (14&#8242;) correggendo male in gioco aereo la pallonessa numero enne del compagno allineato a destra. Manca un amen al capolavoro kvaratskheliano su apertura del buon Victor, ma all&#8217;origine c&#8217;è il borseggio in mezzo di Anguissa a Ederson, che non si capisce cosa c&#8217;entri col progetto-Dea costretto com&#8217;è in mediana da centrocampista a tre qual è. Perfino la chance d&#8217;esordio avversaria era piovuta dalla sua zolla mal difesa.<br />
Al 26&#8242; <strong>Muriel</strong> reclama il mani di Elmas sul cross da destra del connazionale sugli sviluppi del terzo tiro della bandierina. <em>Lucho</em> s&#8217;avvampa per l&#8217;accelerata mancina strozzata in corner dall&#8217;ex Gollini, che poi blocca con qualche difficoltà la zuccata centrale di <em>Duvan</em> sull&#8217;esecuzione da fermo dell&#8217;altro portacolori del calcio da salsa. Il tutto fra 28&#8242; e 29&#8242;. In precedenza, mai visto lo specchio. Il bis locale, infine, con tante grazie alla palla dal lato regalata da Scalvini, giunge da situazione inattiva, non proprio inaspettato. <strong>Ruggeri</strong> a rimorchio del comunque volenteroso Toro di Cali saggia una volta ancora i riflessi del rapper coi guanti dal dente avvelenato (39&#8242;). Vabbè il gap tecnico, ma approccio e atteggiamento potrebbero essere più costruttivi. Per non sbracare alle soglie dell&#8217;ultima pausa del campionato, meglio che battere l&#8217;Empoli il venerdì 17 non c&#8217;è.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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