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	<title>Lazar Samardzic &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Sarri, mister ottimismo: &#8220;Predominio territoriale, non sono preccupato&#8221;. Samardzic: &#8220;Se tiri 22 volte devi vincere&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 22:27:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non si quando l&#8217;Atalanta di Maurizio Sarri potrà dire di essere davvero quella della rivoluzione a 4-3-3 ormai predigerito, eppure [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-14-at-21.07.50-1.jpeg"><p>Non si quando <strong>l&#8217;Atalanta</strong> di <strong>Maurizio Sarri</strong> potrà dire di essere davvero quella della rivoluzione a 4-3-3 ormai predigerito, eppure l&#8217;1-2 interno col <strong>Cagliari</strong> ha acceso la lampadina all&#8217;uomo sulla tolda di comando. <em>&#8220;Nelle partite precedenti avevo l&#8217;impressione di dover cominciare le cose che stavolta ho la convinzione di dover solo limare&#8221;</em>, l&#8217;ipse dixit del quarto turno di campionato. <em>&#8220;Ho trovato cose diverse dalle mie, qui, e molto radicate. Non so quali tempi saranno necessari perché sia davvero la squadra di <strong>Sarri</strong>. Non sono uno che si preoccupa, più che altro quando mi girano sono io il primo a non sopportarmi. Sono decisamente più dispiaciuto: per i ragazzi, per la società e per il pubblico</em> &#8211; ragiona l&#8217;allenatore di Figline -. <em>C&#8217;è mancato qualcosa rispetto alle 105 palle giocate in area avversaria: se la supremazia territoriale sta 85 a 15, ciò doveva portare a creare e a segnare di più. Nel finale c&#8217;era un muro al limite dell&#8217;area. Ma in queste condizioni di predominio agli avversari bisogna far male&#8221;</em>.</p>
<p>Seconda volta in croce che i cambi non incidono, seconda sconfitta di fila. <em>&#8220;A Roma ho visto sprazzi, anche perché era una partita che potevamo anche vincere, anche se non era davvero quella l&#8217;Atalanta di <strong>Sarri</strong>. Ora, invece, comincio a vedere un po&#8217; di luce in fondo al tunnel</em> &#8211; continua il tecnico nerazzurro -. <strong>E poi ci sono difficoltà oggettive per gli ultimi due arrivati. <strong>Kessie</strong> era fermo praticamente dai Mondiali, <strong>Rowe</strong> aveva giocato poco prima di venire qui. La squadra, però, ha mostrato grande aggressività, intensità e supremazia territoriale. La squadra cercava e cerca di fare le cose nuove che le vengono chieste, a prezzo di perdere qualità e precisione: la mia richiesta col Cagliari era sparare la partita senza retropensieri. Oggi è stata un&#8217;Atalanta da Sarri: sono meno preoccupato stasera rispetto alle partite precedenti&#8221;</strong>.</p>
<p>Ci sono le sostituzioni da giustificare, almeno perché a Sarri viene richiesto e lui non ci gira intorno: &#8220;<strong>Samardzic</strong> è uscito perché abbiamo deciso di sparare <strong>quattro attaccanti</strong> nell&#8217;ultimo quarto d&#8217;ora. Erano più adatti Kessie ed Ederson a stare da soli in mezzo al campo. Kolasinac ha esperienza e personalità, la sua voce conta in campo. Ma non mi sono scordato di <strong>Bernasconi</strong>.<br />
Rowe ha fatto tutta la partita che non aveva nelle gambe: può aver sbagliato tanto, ma ha fatto la sua parte da giocatore vivo. Kessie è esperto e s&#8217;inserisce molto più facilmente&#8221;.</p>
<p>Ancora, lungo la catena di destra, dall&#8217;attacco alla retroguardia: <em>&#8220;<strong>De Ketelaere</strong> non ha inciso, ma il suo atteggiamento intenso m&#8217;è piaciuto, ha partecipato alla pressione offensiva. Vista la classe che ha, se rimane acceso può fare la differenza. <strong>Bellanova</strong> ha una velocità di base impressionante e tempi di inserimento, più arriva da dietro e più fa male, in fase difensiva migliora. Meglio a quattro che a cinque, è in rampa di lancio&#8221;</em>, ragiona il mister. Che comunque gli errori li vede: <em>&#8220;Possiamo pressare anche sulla riga di fondo, ma rimanendo lucidi nelle letture. Ho visto fughe all&#8217;indietro fatte in ritardo da almeno tre giocatori, come sul primo gol. Abbiamo accusato il colpo del primo svantaggio per un quarto d&#8217;ora. Ma tutto si deve tradurre in più pericolosità offensiva</em> &#8211; conclude il protagonista del dopopartita -. <em>I cambi sono avvenuti nella fase più complicata della partita. Sarebbe fondamentale avere sempre cinque diavoli scatenati pronti dalla panchina. Spero sia stata più una difficoltà materiale che mentale&#8221;</em>.</p>
<p>Nemmeno <strong>Lazar Samardzic</strong>, a un amen almeno dal punticino con quel 2-2 di mezza punta del piede prediletto fuori di poco, sembra assillato. <em>&#8220;La fiducia cresce, anche in Sarri e nel suo gioco, ma è chiaro che avendo tirato ventidue volte c&#8217;è mancato davvero il centimetro. Magari nel finale potevamo essere più precisi nell&#8217;ultimo passaggio come in fase di finalizzazione&#8221;</em>, il commento tra salottino tv e sala conferenze della mezzala serba. <em>&#8220;Io di solito poi quei gol li faccio, invece ho sbagliato. Ma siamo soddisfatti per aver giocato all&#8217;attacco e in modo spensierato, invece di esitare a pensare e a pressare alti</em> &#8211; continua, anzi chiude Laki -. <em>Dobbiamo crescere e lavorare. Sono un giocatore che vuole essere offensivo e fare tanti passaggi avanti, mi piace aiutare la squadra. Mi trovo bene da mezzala a piede invertito come all&#8217;Udinese, il mio compito è dare palloni alle punte. Sarri ci aveva raccomandato di non pensare troppo e di giocare a calcio&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Bologna &#8211; Carnesecchi sempre il top, Samardzic anche fortunato</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 22:24:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ha risolta Lazar Samardzic dopo la blindatura di Marco Carnesecchi. Nell&#8217;Atalanta che stenta ma vince lo stesso col Bologna, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/dc600c07-6f9a-45b7-9c64-b73db3e09f11.jpeg"><p>L&#8217;ha risolta <strong>Lazar Samardzic</strong> dopo la blindatura di <strong>Marco Carnesecchi</strong>. Nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che stenta ma vince lo stesso col <strong>Bologna</strong>, la palma del migliore è sempre del portiere. Una sfida giocata maluccio, pur credendoci sempre, a solidità ribadita soprattutto per merito di chi prende anche le mosche.&nbsp;</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: inutile ribadire le sue prodezze, quando non lo aiuta il palo, stavolta preso da Cambiaghi, a cui ne para un paio come a Bernardeschi, una per tempo, senza il suo movimento di guanto. Il migliore, perché l&#8217;adeguamento faticosissimo al Nuovo Verbo è indenne solo grazie a lui e alle prodezze individuali dei panchinari, che a oggi l&#8217;hanno risolta tre volte su tre al netto del pari interno cogli israeliani. Ah, anche a Ferguson, che non era in offside, l&#8217;aveva presa.</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: gli tocca giocare in corso d&#8217;opera a piede invertito causa uscita per sfinimento del bosniaco a sinistra, ma la verve gli s&#8217;è esaurita all&#8217;intervallo. Buone iniziative in corridoio, dietro chiude così così.<br />
<strong>Kossounou</strong> 6: un liscio che Cambiaghi avrebbe potuto punire, ma poi non fa più errori marchiani. Del resto gioca sempre e comunque.<br />
<strong>Scalvini</strong> 6: l&#8217;occasione vanificata dalla sbandierata a muzzo su Ferguson, che sarebbe stata buona in caso di gol perché il Var avrebbe corretto la terna disattenta, è originata da un suo errore in uscita. Non ne fa altri, ma&#8230;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: soffre sempre, comunque e con chiunque, pur stringendo i denti da grande campione che per giocare lì avrebbe bisogno di gamba e polmoni dei bei tempi andati (33’ st <strong>Bellanova</strong> 6,5: chiude ottimamente sul pericolo doppio di Dovbyk e scende, nello scontro con Cambiaghi che l&#8217;arbitro non sanziona per la regola del vantaggio, per l&#8217;azione decisiva).</p>
<p><strong>Pasalic</strong> 6,5: il migliore nel casino disorganizzato in mezzo, dove il centrocampo bolognese fa quel che gli pare e piace. Dà una dimensione verticale a una manovra lenta e involuta, s&#8217;inserisce anche a costo di anticipare il pallone, fa le due fasi, lotta e si sbatte.<br />
<strong>Gaetano</strong> 6: regista basso che s&#8217;alza piuttosto di rado, non essendo Pirlo nessuno gli darebbe la palla quando raddoppiato. Rincula discretamente, ma se avanza non sempre detta i ritmi o sgancia infilate.<br />
<strong>Ederson</strong> 5,5: capitano senza leadership ferma e reale, non si segnala né di distingue nel bene e nel male. Che ci avrebbe fatto al Manchester United, al livello cui è attualmente, non è dato saperlo (23’ st <strong>Samardzic</strong> 7: una magia, benché assecondata dal goffo e colpevole intervento a metà di Skorupski, che vale il bottino pieno più insperato dell&#8217;ultimo decennio. Fa pari con la legnata di Marsiglia che aveva salvato per una partita ancora la panchina di Ivan Juric).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: è tornato la prima settimana di agosto, si vede e si sente. Inserimento in squadra e negli schemi ancora da rodare, qualche spunto isolato non basta (10’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: veni, vidi, vici, anche con l&#8217;assist che nessuno sperava sarebbe stato tale).<br />
<strong>Scamacca</strong> 5,5: smistamento per Raspadori e destrone non angolato dettatogli da Pasalic, uguale zero gol e calo inevitabile per una condizione tutt&#8217;altro che da minutaggio pieno (23’ st <strong>Krstovic</strong> 6: fa poco ma non male, aiutando la squadra nell&#8217;assaltino finale non granché convinto).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: non basta tirare due volte e impegnarne una il portiere altrui per dire di essere entrato in partita e nel sistema di gioco (11’ st <strong>Elmas</strong> 6: fa il suo senza rompere, in tutti i sensi, guadagnandosi la pagnotta. Col pari avrebbe preso cinque e mezzo).</p>
<p><strong>All. Sarri</strong> 6: Raspadori è l&#8217;unico titolare finora a segno. Krstovic, Scamacca e adesso Samardzic sono tutti subentrati, e questa è la prima vittoria al fotofinish. Laddove non c&#8217;è ancora la brillantezza, meglio azzeccare i cambi e soprattutto il momento in cui farli. Però bisogna cominciare a correre anche col pensiero, altrimenti ciccia. Rowe basterà a dare più imprevedibilità a un collettivo da fatica boia? <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Atalanta bruttina, ma chi se ne frega: magia di Samardzic al 96&#8242; e nuova vittoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 20:48:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[2a giornata serie A &#8211; Begamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 31 agosto (ore 20.45) Atalanta &#8211; Bologna 1-0 (0-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/82d0331c-a2dc-454f-800f-aee9d0b4ad14.jpeg"><p>2a giornata serie A &#8211; Begamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 31 agosto (ore 20.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Bologna 1-0 (0-0)<br />
ATALANTA (4-3-3):</strong> Carnesecchi 7; Zappacosta 6, Kossounou 6, Scalvini 6, Kolasinac 5,5 (33’ st Bellanova 6,5); Pasalic 6,5, Gaetano 6, Ederson (cap.) 5,5 (23’ st Samardzic 7); De Ketelaere 5,5 (10’ st Zalewski 6,5), Scamacca 5,5 (23’ st Krstovic 6), Raspadori 5,5 (11’ st Elmas 6). A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara; 40 Obric, 47 Bernasconi, 6 I. Sulemana, 49 Cassa. All.: Maurizio Sarri 6.<br />
<strong>BOLOGNA (4-3-3):</strong> Skorupski 5,5; Holm 6 (27’ st Zortea 6), Heggem 6, Helland 6, Alhassane 6,5; Odgaard 6 (15’ st Orsolini sv, 35’ st Moro sv), Ferguson (cap.) 6,5, Pobega 6,5 (27’ st Amondarain 6); Bernardeschi 7, Piccoli 5,5 (15’ st Dovbyk 5,5), Cambiaghi 7. A disp.: 25 Mas. Pessina, 72 Happonen; 16 Casale, 41 Vitik, 6 Theate, 29 De Silvestri, 33 Miranda, 18 Libra. All.: Domenico Tedesco 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Doveri di Roma-1 6,5 (Peretti di Verona, Perrotti di Campobasso; IV Calzavara di Varese. V.A.R. Dionisi di L’Aquila, A.V.A.R. Marini di Roma-1).<br />
<strong>RETE:</strong> 45’+6’ st Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata serena e calda, spettatori 21.586 per un incasso di 464.501,35 euro. Ammoniti Tedesco (all. B., 13&#8242; st) per proteste e Krstovic per gioco scorretto. Tiri totali 5-16, nello specchio 3-6, parati 2-6, respinti/deviati 1-4, legni 0-1. Corner 1-2, recupero 1’ e 4’+2.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Tocco di <strong>Zalewski</strong>, <strong>Samardzic</strong> da 25 metri prende la mira, Skorupski s’ingobbisce verso il palo alla sua destra ed è seconda vittoria su due in campionato. <strong>L’Atalanta</strong> al 4-3-3 ancora non si adegua, gioca bassa e lenta, il <strong>Bologna</strong> la palleggia portandosi a spasso tutti i reparti, eppure basta il colpo di genio baciato dalla distrazione altrui. Finora, curiosità, tra i titolari nelle 4 gari ufficiali col solo pari casalingo contro l&#8217;Hapoel Tel Aviv, ha segnato solo Raspadori: tra Krstovic e Samardzic in campionato e Scamacca in Conference League, decisive le riserve. La Dea Bendata s&#8217;è appalesata, stavolta, sotto forma del palo pieno a mezz&#8217;altezza di un ex del vivaio a inizio ripresa alla sinistra di Carnesecchi, ottimo nel blindare almeno il pari, e dello scontro Cambiaghi-Bellanova su cui i felsinei sono rimasti fermi agevolando la zampatona da 27 metri circa per un altro bottino pieno.</p>
<p>Dopo nove minuti Cambiaghi brucia Kossounou senza incrociare il sinistro abbastanza da impensierire Carnesecchi, ma l’ex ci ritenta col tiro-cross quasi dal fondo una cinquina più tardi costringendo l’ultimo ostacolo alla smanacciata. Tutto partito dall’impostazione con lancio di Ferguson rifinita dallo smistamento di Piccoli, nonché concluso malaccio da Ferguson dalla distanza. Al 18’ tocca invece all’altra ala ospite, Bernardeschi, il sui sinistro dietro smistamento di Pobega costringe il riminese tra i legni al volo salvifico. Per un tiro di casa verso lo specchio serve aspettare 28 lancette o giù di lì, quando un’azione comunque non troppo convinta della catena di centrodestra produce l’infornata di De Ketelaere per il sinistro al volo alto di Raspadori da posizione defilata.</p>
<p>Al 36’, piano piano, pure il primo nello specchio, sempre dello stesso autore, rientrando sul destro da palla di Scamacca, ma Skorupski non ha difficoltà a chiudere il palo di competenza. Carburazione lenta e difficoltà a trovare l’angolo giusto, si direbbe, visto il rasoterra dai venti metri chiamato Scamacca da Pasalic in lungolinea al 42’. Non vale, invece, il miracolo di piede di Carnesecchi su Ferguson, servito davanti al secondo palo dal lancio di Bernardeschi virato sul centrosinistra, per un fuorigioco che Doveri fischia ma probabilmente non c’era. Il Var, in caso di gol, l’avrebbe convalidato. Qui Scalvini da matita rossa nell’impostazione errata e Zappacosta in ritardo.</p>
<p>Un rischio certamente non corso sul sinistro prevedibile di Odgaard dritto per dritto a meno di un metro dal limite che apre la danza delle mezze occasioncelle della seconda metà. Cambiaghi, cresciuto nel vivaio di Zingonia, ci tiene a farsi considerare l’erede di Rowe, non confermato dal ds Giuntoli nel prepartita su DAZN, ma il 2000 a difesa della porta è sostituito dal palo che sventa la minaccia (7’). Poi, il nulla. A dieci dal novantesimo si fa male Orsolini, a sei Carnesecchi deve uscire da libero davanti alla difesa. A quattro e mezzo, Dovbyk raggiunto da Bernardeschi si fa stoppare da Bellanova per poi sparare alle stelle dall’area. Né ha più fortuna la discesa di Amondarain (43’) che alalrga tantissimo il destro dal lato contestuale sempre negli undici sedici metri. Bernardeschi converge verso il centro al 44’ e dalla lunetta impegna Carnesecchi. Così va il calcio: pur tirando ed essendo pericolosa più di tre volte tanto, La Dotta si inchina anche al prolungamento del recupero per le cure e il rientro del suo capitano scozzese. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>La modestia di Samardzic: &#8220;Non era difficile far gol, è bastato usare la suola&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 18:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Schalke 04]]></category>
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					<description><![CDATA[Si scrive Lazar Samardzic, si legge la modestia incarnata calciatore. &#8220;Segnare fa sempre piacere, anche se si tratta di amichevoli. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-20.31.41.png"><p>Si scrive <strong>Lazar Samardzic</strong>, si legge la modestia incarnata calciatore. <em>&#8220;Segnare fa sempre piacere, anche se si tratta di amichevoli. Il primo appuntamento da dentro e fuori saranno i playoff di Conference League. Comunque ho fatto una finta sul giocatore che rientrava e quando ho visto il portiere ho usato la suola, non era difficile far gol&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p>La mezzala serba s&#8217;è soffermata sulla sua prodezza tra il vantaggio di Gianluca <strong>Scamacca</strong> e il sigillo di Nikola <strong>Krstovic</strong> a Gelsenkirchen nel 3-0 dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> sullo <strong>Schalke 04</strong>. <span data-offset-key="422jv-0-0"><em>&#8220;Quando ho recuperato palla ho visto che ero lontano dalla porta, mi sono detto &#8216;adesso devi sprintare&#8217;</em> &#8211; racconta la mezzala mancina al canale ufficiale YouTube del club nerazzurro -. <em>Un avversario è venuto sempre più vicino a me, ho fatto una finta, la palla è un po&#8217; rimasta lì ma poi ho visto che stava arrivando anche il portiere e ho usato la suola&#8221;</em>.</span></p>
<div class=" unstyled__block" data-block="true" data-editor="17g60" data-offset-key="cvc85-0-0">
<div class="public-DraftStyleDefault-block public-DraftStyleDefault-ltr" data-offset-key="cvc85-0-0"><em>&#8220;Abbiamo fatto una buona partita, di intensità e qualità, tutti quanti. Dobbiamo migliorare, ma abbiamo fatto vedere cosa possiamo fare</em> &#8211; il commento del serbo -.<em> Tutta la squadra sta lavorando bene, dobbiamo ancora lavorare tanto ma siamo sulla strada giusta. L&#8217;obiettivo adesso è superare i playoff di Conference League, anche il mister dice che è da dentro o fuori. Dobbiamo fare subito la partita giusta in casa all&#8217;andata&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></div>
</div>
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		<title>Scamacca-Samardzic-Krstovic, l&#8217;Atalanta cala il tris dallo Schalke 04</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 17:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[3-0]]></category>
		<category><![CDATA[amichevole]]></category>
		<category><![CDATA[Gelsenkirchen]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[Schalke 04]]></category>
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					<description><![CDATA[Amichevole &#8211; Gelsenkirchen, VELTINS-Arena &#8211; sabato 8 agosto (ore 17) Schalke 04 &#8211; Atalanta 0-3 (0-2) SCHALKE 04 (4-2-3-1): Karius [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-19.15.31.png"><p>Amichevole &#8211; Gelsenkirchen, VELTINS-Arena &#8211; sabato 8 agosto (ore 17)<br />
<strong>Schalke 04 &#8211; Atalanta 0-3 (0-2)<br />
SCHALKE 04 (4-2-3-1):</strong> Karius 6; T. Becker 6 (25’ st Katic 6), Ayhan 5,5, Kurucay 5,5, V. Becker 5,5 (33’ st Vozar sv); El Faouzi 7, Tanaka 5,5 (27’ st Schallenberg 6); Dina Ebimbe 6 (1’ st Ljubicic 6), Adamu 6 (35’ st Gomis sv), Aouchiche 6,5; Karaman (cap.) 6,5 (17’ st Sylla 5,5). A disp.: 22 Müller, 3 Leonard, 14 Bachmann, 27 Porath, 42 Rösner. All.: Miron Muslic 5,5.<br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Carnesecchi 7; Bellanova 6 (1’ st Zappacosta 6,5), Kossounou 6,5 (16’ st Kolasinac 6,5), Scalvini 7 (45’ st Obric sv), Ahanor 6,5 (1’ st Bernasconi 6,5); Samardzic 7 (1’ st Pasalic 6,5), Gaetano 7 (17’ st De Roon 6), Ederson (cap.) 6 (17’ st I. Sulemana 6); De Ketelaere 6,5 (1’ st K. Sulemana sv, 11’ st Zalewski 6), Scamacca 7 (1’ st Krstovic 6,5), Raspadori 6 (25’ st Cassa 6). A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara; 41 Idele, 53 Plaia. All.: Maurizio Sarri 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Storks 6 (Siewer, Bandurski).<br />
<strong>RETI:</strong> 30’ pt Scamacca, 39’ pt Samardzic, 42’ st Krstovic.<br />
<strong>Note:</strong> 58.587 spettatori con divieto di trasferta (settore ospiti chiuso). Ammoniti Zalewski e Scalvini per gioco scorretto. Tiri totali 18-6, nello specchio 4-3, parati 4-0, respinti/deviati 8-1, legni 1-1. Corner 10-1. </p>
<p><strong>Gelsenkirchen</strong> &#8211; L&#8217;ex Robin Gosens non c&#8217;era, perché infortunato, ma l&#8217;altro volto noto nella Ruhr, Sead <strong>Kolasinac</strong>, cresciuto in pratica qui, sì. Il passo avanti dell’<strong>Atalanta</strong>, che quando palleggia tranne nella costruzione dal basso è veloce di idee e di esecuzione, è evidente. La regia c’è, anche se si vede poco. E lo <strong>Schalke 04</strong>, oltre a essere meno forte del Feyenoord domenica scorsa, è anche meno preparato a sfide ad alto livello. I flash delle marcature nel tris calato alla <strong>Veltins Arena di Gelsenkirchen</strong> mandano bagliori accecanti. <strong>Scamacca</strong> dietro input di due terzi del centrocampo col regista nuovo di trinca a rifinire splendidamente, <strong>Samardzic</strong> in assolo dopo cinquanta metri di corsa e, ciliegina sulla torta, <strong>Krstovic</strong> che lavora di suola sul filo del fuorigioco per mandare Katic per le terre infilando il tris in diagonale a piattone aperto in linea con <strong>Pasalic</strong> e <strong>Cassa</strong>. Unica nota negativa, il trauma distorsivo al ginocchio sinistro per <strong>Kamaldeen Sulemana</strong> per un contrasto con Aouchiche.</p>
<p>In attesa dell’azione insistita con coinvolgimento delle mezze ali, del centravanti e di De Ketelaere verso il trentesimo, con il mancino ex Udinese ad appoggiare per Gaetano e di qui l’imbucata per il diagonale del romano sull’uscita di Karius, un po’ di rituale fatica sui palloni in uscita col gioco da far ripartire secco e senza fronzoli. Il botta e risposta iniziale, a squadre non proprio cortissime, si dipana tra palla inattiva e azione. Prima <strong>Scalvini</strong> corregge in gioco aereo sul secondo <strong>palo</strong> alto l’angolo dalla destra di Samardzic, quindi un recupero alto sulla trequarti innesca Adamu e Dina Ebimbe che crossa per la frustata alta in elevazione di Karaman. Due giretti oltre il ventesimo il borseggio del centravanti blu a Ederson apre il destro incrociato da fuori all’impreciso Adamu. La bella trama Ederson-Raspadori-Laki, al 27’, non funziona perché sullo sposta &#038; tira del serbo Tanaka s’immola in scivolata a poco più d’un metro dalla lunetta. Occhio alla punizione dalla sinistra dello specialista Aouchiche, schiaffeggiata in angolo da Carnesecchi. Impotente sul terzo tempo di Karaman fermato dalla traversa sul corner per poi scendere pericolosamente dal palo alla sinistra del riminese, ma in uscita il serbo, sulle prime costretto a rinviare davanti alla linea, contrasta il tentativo da lontano di Vitalie Becker e riparte per un gol-capolavoro di destro, il piede debole, in doppio dribbling sul rinculante El Faouzi e l’ultimo ostacolo.</p>
<p>Se nel finale di <strong>primo tempo</strong> El Faouzi di seconda non trova l’angolino alla sinistra del portiere nerazzurro, da destra a sinistra, in avvio di ripresa <strong>Raspadori</strong> alza dal vertice dopo la bella combinazione Pasalic-Ederson di tacco-Krstovic (2’). El Faouzi ritrova l’attrezzo con scarico per Karaman senza affanni per il tuffetto carnesecchiano (4’), mentre al 9’ in coda al sesto tiro dalla bandierina di fila Aouchiche apre per la fronte ingrata nuovamente della sottopunta Adamu che la offre ai guantoni sicuri del romagnolo. La ripetizione su azione pura (11’), mentre <strong>Kamaldeen</strong> si fa male nel contrasto con l&#8217;esterno alto nemico a sinistra e <strong>Zalewski</strong> deve subentrargli, porta all’alzata al volo dell’estrema locale. La Dea si limita alla gestione in attesa di addizionarsi dell’ossigeno di altri cambi. Al 19’ Adamu si ritrova ancora a tu per tu con <strong>Carnesecchi</strong> che gli sbarra il passo sul campanile di El Faouzi. </p>
<p>A otto dal novantesimo, con i Sarri-boys a difendersi e poco più, Kurucay spreca il dimezzamento spizzando largo il pallone dall’out di Katic davvero col contagiri. Il croato e il 2006 Federico <strong>Cassa</strong> la lucidano al montenegrino che mette a sedere Katic, arrivato fin lì dalla destra, per suolarla anche nel sacco dove Karius non può nemmeno intuirla. Non un partitone, ma a sprazzi abbondanti prima dell’intervallo s’è visto il collettivo che vuole il profeta del nuovo corso. In forma smagliante Marco Carnesecchi: il portierone ha respinto anche una quarta chance locale, prima del fischio finale, negando a Ljubicic la gioia di accorciare. Venerdì prossimo spazio al Trofeo Bortolotti contro l&#8217;Athletic Bilbao. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, col Mantova di Modesto non basta Samardzic: 1-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 19:56:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[1-1]]></category>
		<category><![CDATA[amichevole]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Mantova]]></category>
		<category><![CDATA[Mattia Sonzogni]]></category>
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					<description><![CDATA[Amichevole &#8211; Centro Sportivo Bortolotti, Zingonia-Ciserano &#8211; mercoledì 22 luglio (ore 20) Atalanta &#8211; Mantova 1-1 (1-0) ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/be652cdf-a339-4bf3-b4a4-44743a6fbad4.jpeg"><p>Amichevole &#8211; Centro Sportivo Bortolotti, Zingonia-Ciserano &#8211; mercoledì 22 luglio (ore 20)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Mantova 1-1 (1-0)<br />
ATALANTA (4-3-3):</strong> Carnesecchi (1&#8242; st Sportiello, 30&#8242; st M. Sonzogni); Bellanova (1&#8242; st Zappacosta), Scalvini (cap., 15&#8242; st Plaia), Obrić (1&#8242; st Puljic), Bernasconi (1&#8242; st Ahanor); Samardžić (1&#8242; st Steffanoni, 38&#8242; st Manzoni), Gaetano (1&#8242; st Levak), Zalewski (15&#8242; st I. Sulemana); Cassa (1&#8242; st Vavassori), Krstović (1&#8242; st Scamacca), Raspadori (1&#8242; st Maldini). A disp.: 95 Vismara; 5 Bakker, 25 E.B. Touré. All.: Maurizio Sarri.<br />
<strong>MANTOVA (3-4-2-1):</strong> Bardi (1&#8242; st Gemello); Tomasevic (34&#8242; st Maggioni), Cella, Castellini; Maggioni (1&#8242; st Silva Pertinhes), Trimboli (cap., 35&#8242; st Chinetti), Ignacchiti (20&#8242; st Keita), Benaissa (1&#8242; st Vesentini); Bragantini (1&#8242; st Wieser), Chinetti (1&#8242; st Cajazzo); Gliozzi (1&#8242; st Bayou). A disp.: 12 Bencini; 31 Banna, 33 Marai. All.: Francesco Modesto.<br />
<strong>Arbitro: </strong>Faye di Brescia (Cattaneo di Monza, Darwish di Milano).<br />
<strong>RETI:</strong> 15&#8242; pt Samardzic (A), 10&#8242; st Cajazzo (M).<br />
<strong>Note:</strong> minuto di silenzio per la scomparsa l&#8217;altro ieri di Amerigo Sarri, padre di Maurizio, tecnico dell&#8217;Atalanta. Ammonito Tomasevic. Presenti in tribuna Antonio, Luca e Stefano Percassi, Cristiano Giuntoli, Giuseppe Pompilio e il diesse dell&#8217;Under 23 Fabio Gatti, oltre ai giocatori della seconda squadra e della Primavera. Corner 3-3, recupero 0&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Zingonia</strong> &#8211; Lazar <strong>Samardzic</strong> apre anche le speranze di aver progredito nella transizione al nuovo modulo, Ismael <strong>Cajazzo</strong> le spegne dopo un legno del <strong>Mantova</strong> dell&#8217;ex mister dell&#8217;Under 23 Francesco <strong>Modesto</strong> che fa il figurone di fronte a un&#8217;<strong>Atalanta</strong> ancora imballata. Esordio nel finale per il portiere del 2009 <strong>Mattia Sonzogni</strong>, ma <strong>Maurizio Sarri</strong> dei suoi non può ancora essere contento al ruota del 2-1 in rimonta sabato scorso a Clusone con la Seconda Squadra. Domenica, sempre alle otto di sera e sempre in sede, salvo rettifica, c&#8217;è <strong>l&#8217;Arezzo</strong>, altro sparring partner cadetto, ma neopromosso, in ritiro a Rovetta e prossimo anche all&#8217;impegno con l&#8217;AlbinoLeffe mercoledì prossimo a Clusone.</p>
<p>Solo lavoro di scarico per Djimsiti. Dei nazionali reduci dai Mondiali De Roon, presente a bordocampo, e Kossounou tornano ad allenarsi giovedì, mentre Hien è rientrato oggi iniziando la riabilitazione dalla lesione al tendine del semimembranoso della coscia sinistra. Prossimi al rientro Kolasinac, Ederson, Pasalic, Kamaldeen Sulemana e De Ketelaere.</p>
<p>Al settimo Raspadori da fuori a giro sull&#8217;accelerazione di Cassa ottiene solo il primo di due angoli di fila. Consumatasi sul fondo in caduta la mezza chance di Krstovic, al quarto d&#8217;ora a rompere il ghiaccio è Samardzic su punizione autoprocurata in lunetta in asse orizzontale con la punta di Castel Bolognese. Palla che rimbalza due volte sotto la traversa e varca la linea. La mancata risposta a giro a mezz&#8217;altezza dell&#8217;ex veronese Bragantini in capo a una coppia cronometrica anticipa la spettacolare rovesciata di Gliozzi sullo schema d&#8217;angolo da sinistra del compagno succitato con sponda di Maggioni, al ventesimo.</p>
<p>Otto lancette più tardi, il duetto Samardzic-Raspadori, asse preferenziale del primo tempo, viene concluso dall&#8217;attaccante addosso a Cella, mentre a un settebello dall&#8217;intervallo Bardi vola a intercettare la possibile doppietta per il serbo, stavolta su azione. Al 39&#8242; Obric svetta a campanile sulla punizione da sinistra di Bernasconi ottenuta da Zalewski; due minuti e Bragantini, scambiato con Gliozzi, elude il ritorno di Bernasconi che però lo infastidisce un minimo nel radente sinistro fermato da Carnesecchi. Che rischio! Come a inizio al ripresa, al 4&#8242;, quando la new entry altrui Wieser coglie la traversa dal limite nella triangolazione con Bayou.</p>
<p>Al decimo, invece, è 1-1, con Cajazzo abile ma anche lasciato solo nel taglio di sinistro davanti al secondo palo imbeccato da Silva Pertinhes dalla destra. Un minuto dopo Sportiello stacca dall&#8217;incrocio la punizione di Wieser a due con Trimboli. I cambi non agevolano l&#8217;innalzamento dei ritmi né la fluidità della manovra; a un tocchettino dal ventesimo, Ahanor, che Sarri vede come quarto di sinistra, batte il corner a rientrare dalla destra imboccando la presa alta di Gemello. Al 32&#8242; sbuca la testa di Plaia a salvare capra e cavoli sul tiro-cross a rientrare da mancina di Vesentini, al 36&#8242; Maldini non apre il piattone a sufficienza. <em><strong>Effe</strong></em><br />
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		<title>De Ketelaere fiacco e a rischio squalifica: da preservare per il Milan, sabato gioca Samardzic?</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 13:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Zingonia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta di Raffaele Palladino, che non vuole rassegnarsi all&#8217;attuale settimo posto, da Conference League ma solo se l&#8217;Inter vincesse la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/115b19f0-3fe1-426d-bb5f-974a35301eee.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> di <strong>Raffaele Palladino</strong>, che non vuole rassegnarsi all&#8217;attuale settimo posto, da Conference League ma solo se l&#8217;Inter vincesse la Coppa Italia a discapito della Lazio fuori dalle sette sorelle, pensa a qualche avvicendamento in formazione rispetto a Cagliari verso l&#8217;appuntamento serale di sabato 2 maggio alla New Balance Arena contro il<strong> Genoa</strong>. L&#8217;indiziato numero 1 è <strong>Charles De Ketelaere</strong>, tra i più spenti all&#8217;Unipol Arena e pure <strong>a rischio di squalifica</strong> (come Djimsiti e Hien, ma il titolare ormai è il primo e il secondo non gioca dal 26 marzo in Ucraina-Svezia) da ex in ottica <strong>Milan</strong> (domenica 10 maggio, 20.45, San Siro): per preservarne la situazione disciplinare e anche le energie fisiche, nel prefestivo della trentacinquesima di campionato <strong>Lazar Samardzic</strong> può prendere il suo posto sulla trequarti destra.</p>
<p>Nel reparto, confermato Gianluca <strong>Scamacca</strong> con la carta Nikola Krstovic in corsa ma non affiancatogli come in Sardegna in corso d&#8217;opera sotto già 3-2, peraltro, sussiste il dubbio tra Nicola <strong>Zalewski</strong> e Giacomo <strong>Raspadori</strong>, col polacco a rivolere la maglia da titolare soffiatagli dall&#8217;emiliano entrato dalla finestra invernale del calciomercato. Monta l&#8217;insoddisfazione anche per la prova opaca di <strong>Raoul Bellanova</strong>, che a destra, con Davide <strong>Zappacosta</strong> costretto agli straordinari ancora a sinistra per l&#8217;indisponibilità fino a fine stagione di Lorenzo Bernasconi, potrebbe essere sostituito da Yunus Musah. Dopo tre sessioni al mattino, intanto, Primo Maggio di vigilia al pomeriggio al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia. In recupero dalla pubalgia Francesco Rossi, ma se non si riunisce al gruppo entro sabato mattina c&#8217;è sempre Piotr Pardel. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Allianz Arena &#8211; &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi, perché il Bayern fa un altro sport&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 23:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Bayern Monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[ottavi di finale]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6f071b8c-b3da-463a-911c-923373c2fec6.jpeg"><p>Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <strong>&#8220;Il <strong>Bayern Monaco</strong> gioca proprio un altro sport. Noi siamo l&#8217;unica italiana arrivata agli ottavi di finale e ne andiamo orgogliosi&#8221;</strong>, scuote la testa, senza abbassarla, <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Sky Sport</strong></em>. Ad <em><strong>Amazon Prime</strong></em>, invece, ha chiamato in causa le scelte tattiche in primis: <em>&#8220;Non cambierei niente, se potessi rigiocare queste due partite. Bisogna accettare la supremazia dell&#8217;avversario con molta umiltà. Abbiamo solo cercato di non snaturarci&#8221;</em>. E <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, gli fa eco: <em>&#8220;Non potevano misurarci col Bayern, è la squadra più forte del mondo&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I migliori in campo in questo turno di Champions League sono stati i <strong>tifosi</strong>. Adesso abbiamo campionato e Coppa Italia. Il mio record di 435 presenze in nerazzurro eguagliando <strong>Gianpaolo Bellini</strong>? Un grande onore per me rappresentare Bergamo in Europa, voglio continuare a farlo perché non intendo ancora smettere per fare l&#8217;allenatore. Il Bayern ci ha insegnato, come calcio italiano, movimenti e velocità: da noi siamo ancora statici e tattici quando affrontiamo le competizioni Uefa. Senza Musiala, Olise e Kimmich loro sono lo stesso i più forti. Da uno come Kane possiamo imparare tutto, anche l&#8217;umiltà&#8221; (<strong>Marten de Roon</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Non è bastata <strong>l&#8217;Atalanta</strong> nemmeno oggi contro una squadra molto forte. Abbiamo dato tutto sia all&#8217;andata che al ritorno, ma anche stasera hanno giocato una partita incredibile. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, negli ultimi metri invece potevamo fare scelte migliori. Contro di loro, quando hai la palla, devi fare molto bene. C&#8217;eravamo detti di voler difendere bene, ripartire e andare a far gol. Dal rigore in poi è stato difficile, anche perché quando il Bayern ha la palla la tiene sempre. I tifosi anche in casa avevano fatto una bolgia applaudendo nonostante la sconfitta per 6-1. Grazie mille a loro anche oggi, sono stati incredibili. Siamo una squadra forte che deve guardare avanti. In campionato, se vediamo cosa succede alle altre, possiamo recuperare. E c&#8217;è la Coppa Italia. L&#8217;Allianz Arena è uno degli stadi migliori del mondo ed è bellissimo per l&#8217;atmosfera&#8221; (<strong>Lazar Samardzic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Adesso ci concentriamo sul campionato e abbiamo anche la Coppa Italia. Il calcio italiano? Andrà meglio la prossima stagione, ma la riflessione si può fare stagione per stagione. Questa in Europa, o meglio in Champions, non è andata benissimo. Forse è anche questione di periodi.<br />
Sapevamo che era un&#8217;impresa quasi impossibile. In Champions League abbiamo comunque battuto squadre molto forti come il Chelsea e il Borussia Dortmund, ci portiamo a casa un grande percorso alzando il livello tecnico e fisico.<br />
Avevo chiesto alla squadra di andare orgogliosamente sotto il settore ospiti per ringraziare i nostri tifosi che ci avevano applaudito anche all&#8217;andata nonostante il 6-1 in casa. Sono contento se siamo riusciti a dar loro qualcosa.<br />
Abbiamo dato minutaggio a Ederson, De Ketelaere e stasera anche Raspadori. Abbiamo dato spazio a chi gioca meno come Bellanova e Samardzic, dai quali come da altri ho avuto risposte positive.<br />
Prendere tanti gol in queste due partite non ci ha fatto piacere, è il lato negativo degli ottavi di finale. Stasera e all&#8217;andata abbiamo capito che il livello del Bayern è più alto. Ne prendiamo atto, siamo inferiori sulla carta e lo siamo stati sul campo. In queste partite si capiscono i propri limiti: comunque siamo orgogliosi di essere stati l&#8217;unica italiana agli ottavi di finale di Champions&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta saluta la Champions con onore, ma col Bayern non c&#8217;è mai partita: 4-1</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 22:11:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno &#8211; Monaco di Baviera, Allianz Arena &#8211; mercoledì 18 marzo (ore 21) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno &#8211; Monaco di Baviera, Allianz Arena &#8211; mercoledì 18 marzo (ore 21)<br />
<strong>Bayern Monaco &#8211; Atalanta 4-1 (1-0)<br />
BAYERN MONACO (4-2-3-1):</strong> Urbig 7; Stanisic 7 (27’ st Pavic 6), Kim 7, Tah 7, Bischof 6,5 (27’ st Gnabry 6); Goretzka 6,5, Pavlovic 7 (10’ st Ofli 6,5); Karl 7,5, Guerreiro 7,5 (38’ st Ito sv), Luis Diaz 8; Kane (cap.) 8 (27’ st Jackson). A disp.: 35 Bärtl, 37 Prescott, 2 Upamecano, 27 Laimer, 41 Manuba. All.: Vincent Kompany 7,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Sportiello 6; Kossounou 5,5, Hien 5,5, Scalvini 6,5 (38’ st Ahanor sv); Bellanova 7, Pasalic (cap.) 6,5, Ederson 6 (12’ st De Roon 6), Bernasconi 7; De Ketelaere 6 (12’ st Samardzic 6,5 ), K. Sulemana 5,5 (26’ st Raspadori 5,5); Scamacca 5,5 (26’ st Krstovic 6). A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 77 Zappacosta, 59 Zalewski. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>Arbitro: </strong>Bastien 6,5 (Francia &#8211; Zakrani, Berthomieu; IV Vernice. V.A.R. Dechepy, A.V.A.R. Garrett &#8211; Inghilterra).<br />
<strong>RETI:</strong> 26’ pt rig. e 9’ st Kane (B), 11’ st Karl (B), 25’ st Luis Diaz (B), 40’ st Samardzic (A)<br />
<strong>Note:</strong> serata fredda e invernale, spettatori 75 mila circa di cui 4 mila atalantini nel settore ospiti. Tiri totali 24-13, nello specchio 8-8, parati 4-7, respinti/deviati 8-0. Var: 3. Corner 5-3, recupero 3’ e 3’ .</p>
<p><strong>Monaco di Baviera</strong> &#8211; Il gioco delle torri Pasalic-<strong>Samardzic</strong> sull’ultimo schema buono da palla inattiva, un corner da sinistra, salva l’onore dell’<strong>Atalanta</strong>, strabattuta la seconda volta su due dal <strong>Bayern Monaco</strong> anche nel ritorno degli <strong>ottavi di finale di Champions</strong> League. Un grande Kane si procura il rigore per sbloccarla e raddoppia in avvio di ripresa, per poi lasciare spazio ai compagni Karl e Luis Diaz prima del gol della bandiera nerazzurro. 10 a 2 di computo complessivo, che riflette con esattezza la differenza di valori in campo, comunque tirando molto di più rispetto al quasi niente alla New Balance Arena. </p>
<p>Al quinto, il monologo in rosso sfocia nella spaccata di Guerreiro, terzino sinistro riciclato a sottopunta, sull’apertura di Karl rifinita da Kane: giusto un tuffetto per la presa bassa. Al nono Hien, impegnato in un bel duello col capitano di casa e della Nazionale d’Albione, alleggerisce di testa all’indietro su un allungo dello stesso portoghese finendo per favorire Luis Diaz, che però alza la mira a un passo dal palo alla destra di Sportiello. Alla sporca dozzina la prima conclusione in porta è una loffietta ancora di Guerreiro, andato a prendersi in lunetta la palla dalla catena di destra per poi provarci sullo scarico di Luis Diaz. Sportiello deve guardarsi le spalle anche dalla seccata al quarto d’ora di Pavlovic il cui sinistro è innescato da Kim ma pochissimo angolato. Due lancette e tocca a Bischof in scia a Karl, ma non è un granché. Al 22’ Scalvini, in caduta, usa il braccio sinistro per stoppare il tiro di Kane servito dal crossetto di Guerreiro: il Var porta al rigore, il guantipede di via Broseta la intercetta alla propria sinistra staccando i piedi dalla linea di porta e sulla ripetizione l’inglese lo spiazza aprendo il piattone. </p>
<p>La partita continua a esistere soltanto per ipotesi. Verso la mezzora De Ketelaere s’invola in mezzo ai due centrali difensivi locali, ma sul ribaltamento dal cerchio di Pasalic parte in posizione irregolare. E comunque riesce a non chiudere nello specchio lo stesso sul ritorno di Kim e Tah. A tredici dall’intervallo rimorchio davanti alla lunetta chiamato a Goretzka da Stanisic, con l’attrezzo a impennarsi. Karl al 38’ è al secondo tentativo personale a girello, un po’ egoista, privo di mira. Al 41’ il primo vero tiro verso la porta dei bergamaschi, da rimessa di Bernasconi spondata da Pasalic per il destro al volo svirgolatissimo di Scalvini. Va già meglio il secondo, quando lo stesso braccetto di Palazzolo sull’Oglio, a un poker dalla pausa, prolunga il cross di Bellanova verso il secondo palo, difeso da Urbig dall’assalto di Super Mario che forse avrebbe potuto fare di più che allungare il piede.</p>
<p>La ripresa d’avvia al quinto col recupero di Ederson su Guerreiro (ancora lui!) e ribalta per De Ketelare, il cui cross di piede debole viene incocciato al volo da Scamacca di mezza rovesciata: un rimbalzo di troppo sul terreno ne attutisce potenza, direzione e pericolosità. Va detto però che in capo a una coppietta d’orologio (7’) il portoghese che gioca dietro l’anglo-irlandese gira fuori col destro, non il suo piede, il suggerimento in break del difensore coreano ex Napoli. Poco più tardi Bellanova converge senza ferire col sinistro. Poi cala il sipario nel giro di poco. Colui che imbraccia la doppietta di giornata riesce a tirare da fermo appena dentro l&#8217;area verso l&#8217;incrocio opposto seppur attorniato da Hien e Sulemana, per poi dare il via all&#8217;affondo di Luis Diaz concluso da Karl per il 3-0 aprendo il piatto sinistro nell&#8217;angolino lontano. La Dea non vuole scavarsi ulteriormente la fossa e ne combina due buonissime. </p>
<p>Sulemana sugli sviluppi di una punizione di De Roon, 435 volte atalantino eguagliando il record di Bellini, si vede chiudere lo specchio da Urbig al quarto d’ora. Verso il ventesimo, Bernasconi calcia al volo nel gioco tra quinti alzando sopra la traversa. Al 24’ il jolly croato incorna centralmente il pallone di Bernasconi in asse con Scalvini. Al 25’ è poker quando Karl invita a nozze Luis Diaz, resiste al ritorno di Kossounou e supera l’ultimo ostacolo in lob. Tre minutini e il duello Bellanova-Urbig finisce sempre allo stesso modo. A dieci dal novantesimo Samardzic non la ridà a Krstovic tirando in bocca al ragazzo reduce dal trauma cranico proprio per lo scontro di otto giorni fa a Bergamo col montenegrino sul gol della bandiera di Super Mario. Si rivede Raspadori dopo lo strappetto del 15 febbraio dalla Lazio, ma forse si apprezzerà di più domenica col Verona.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Impresa pazzesca: poker sporco al Muro Giallo, Dea agli ottavi di Champions</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[4-1]]></category>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45) Atalanta &#8211; Borussia Dortmund [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5d1fe9a6-34d3-43fa-9cbe-61508ef9b79d.jpeg"><p>Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Borussia Dortmund 4-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 7), Hien 8, Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6); Zappacosta 8, De Roon (cap.) 8, Pasalic 8, Bernasconi 8; Samardzic 7, Zalewski 7,5 (40’ st K. Sulemana 6,5); Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 8.<br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 5,5; Emre Can (cap.) 5,5, Anton 6, Bensebaini 4; Ryerson 6 (25’ st Yan Couto 6), Jobe Bellingham 5,5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 6, Svensson 6; Beier 6,5 (15’ st Fabio Silva 5,5), Brandt 5,5 (15’ st Chukwuemeka 6,5); Guirassy 5,5. A disp.: 31 Ostrzinski, 33 Meyer; 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 6 Özcan, 20 Sabitzer, 40 Inacio, 27 Adeyemi. All.: Niko Kovac 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sanchez Martinez 6 (Spagna &#8211; Cabañero, Prieto; IV Martinez Munuera. V.A.R. Cuadra Fernandez, A.V.A.R. Del Cerro Grande).<br />
<strong>RETI:</strong> 5’ pt Scamacca (A), 45’ pt Zappacosta (A), 12’ st Pasalic (A), 30’ st Adeyemi (B), 53’ st rig. Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.403 per un incasso di 809.425,60 euro. Ammoniti Bensebaini ed Emre Can per gioco scorretto, Hien e Fabio Silva per reciproche scorrettezze. Espulsi Schlotterbeck e Scalvini dalla panchina al 50&#8242; st per proteste, Bensebaini per somma di ammonizioni (gioco scorretto) al 52’ st. Tiri totali 13-7, nello specchio 8-3, parati 4-2, respinti/deviati 1-2, legni 0-1. Var: 1 (check rigore al 94’ Bensebaini su Krstovic). Corner 5-1, recupero 1’ e 9’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Samardzic</strong> all’incrocio dal dischetto e saranno <strong>ottavi di finale di Champions League</strong>. Fatta giustizia dell’unica disattenzione sul 3-1 di <strong>Adeyemi</strong>. Cinque minuti per aprirla con <strong>Scamacca</strong>, <strong>Zappacosta</strong> per raddoppiarla di seconda dopo quaranta esatti con complicità della cresta iliaca spiazzante di Bensebaini e <strong>Pasalic</strong> per illudersi si averla chiusa dopo cinquantasette. Sta di fatto che <strong>l’Atalanta</strong> demolisce il <strong>Borussia Dortmund</strong> all’ultimo tuffo col poker sporco e venerdì saprà se dovrà giocare contro Arsenal o Bayern.</p>
<p>Al 4’ c’è già lo squillo di <strong>Zalewski</strong> in diagonale sinistro, suggerito da <strong>Kolasinac</strong> lungo il lancio del tuttofare croato e deviato in corner alla grande da <strong>Kobel</strong>. La seconda volta va meglio al centrattacco romano, lesto a deviare nel sacco dall’area piccola il radente aperto a Bernasconi dallo stesso polacco con la complicità della scivolata a vuoto di Bensebaini, di fatto un assist involontario. Che poi si fa giallare per la stesa di Zappacosta a cavallo di un paio di rinvii di Carnesecchi addosso a un avversario, prima Beier e poi Brandt. <strong>Hien</strong> tiene a bada il primo al quarto d’ora, sul sinistro a rientrare di <strong>Samarzdic</strong> arpionato in caduta dall’arcenese oltre il quarto d’ora invece c’è solo il secondo tiro dalla bandierina. Al 24’ la ritenta il <strong>polacco</strong> sempre con lo stesso piede, poco al di là del limite, su scarico dell’apripista raggiunto dal suo pendolino sinistro, ma l’estremo ospite è sempre sul pezzo. Un tris di lancetta ed ecco la testa di <strong>Guirassy</strong>, che devia sul fondo il cross a rientrare dettato a <strong>Beier</strong> dal lavoro di Ryerson, Jobe Bellingham e Svensson. I due marcatori del Westfalenstadion non ci prendono. Ampiezza totale, contromisure un po’ tardive. A tiro della <strong>mezzora</strong>, il primo vero acuto in giallo è di <strong>Brandt</strong>, inseritosi su filtrante del compagno di trequart lungo la conduzione di Nmecha per un sinistro in corsa che chiama il riminese alla protezione del legno di competenza.</p>
<p>Al 35’ <strong>Samardzic</strong> si fa fermare dal fratello d’arte sull’invito di Scalvini, due minutini e l’uscita prorompente di <strong>Hien</strong> carica il rientro sul destro di Zalewski che però s’impenna. Alle soglie del recupero, la smazzata di pugno di Kobel senza un perché sul piede del sorano che in lunetta calcia forte e teso di fronte a Bellingham, ma è il braccetto sinistro ospite a cogliere in controtempo l’ultimo ostacolo cadendo sulle ginocchia e facendo cambiare direzione all’attrezzo col fianco destro. Brivido dopo un poker al rientro in campo, ma San Marco da Rimini la prende comunque a Guirassy, giratosi sul destro in offside sulla palla dentro di Beier, sempre quei due. Al quinto <strong>Pasalic</strong> arriva al tiro fuori equilibrio sulla difesa del pallone scamacchiana dietro input del firmatario del bis, quindi <strong>De Roon</strong> colpisce l’estremo difensore tedesco sul la del serbo. All’ottavo, quasi come un contrappasso, il pericolo doppio <strong>Beier-Brandt</strong> col primo ad aprire il diagonale sul, anzi contro il palo lontano dopo il triangolo con <strong>Ryerson</strong> e il secondo a mancare il bersaglio col solo Scalvini davanti. Alla sporca dozzina l’azione da rimessa laterale con Bernasconi e Zalewski a sistemarla a De Roon per il traversone a rientrare deviato quanto basta di mezza tempia da Super Mario per calare il <strong>tris</strong> nei pressi del secondo palo.</p>
<p>I prussiani la riaprono lo stesso pareggiando il conto dei gol, col mancato assistman della tripla chance al 29’ a diventarlo per il sinistro verso l’incrocio di <strong>Adeyemi</strong> sull’onda lunga del primo angolo a favore. Prima, Guirassy incespica per poi impegnare Carnesecchi in <strong>uscita</strong>, Scalvini salva su Fabio Silva. A vuoto, di qua, Krstovic e soprattutto il match winner, che al 37’ non premia l’inserimento di Djimsiti dribblando Bensebaini per fare la barba al palo a sinistro aperto. Al quarto di ritorno Kobel esce sulla trequarti difensiva e serva Pasalic che crossa dentro per <strong>Krstovic</strong>: il montenegrino si tuffa di testa, Bensebaini lo colpisce con un calcio in fronte, di spalle, con la scuola dello scarpino (mica tanto ino) sinistro tanto da costringerlo a fasciatura e ricovero. Sanchez aveva dato corner, il Var lo convince del contrario e il mancinone del serbo battezza il sette.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Gran percorso da quel ko di Napoli, ci rialziamo sempre&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[La precisazione a DAZN in primis: &#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/8bbf69d3-6101-4de1-ae1d-ff0defb44b27.jpeg"><p>La precisazione a <em><strong>DAZN</strong></em> in primis: <em>&#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;</em>. Per il resto, <strong>Raffaele Palladino</strong> per descrivere la sua <strong>Atalanta</strong> a 5 punti dal podio del campionato, sesta a 45 a braccetto col Como e a meno 1 dalla Juventus, fa ogni raffronto col <strong>3-1 subìto dal Napoli</strong> al Maradona il 22 novembre: <em>&#8220;Abbiamo numeri importanti. Voglio sottolineare che tre mesi fa alla mia prima partita perdemmo a Napoli per fare poi un percorso incredibile, con ottime prestazioni anche nelle difficoltà. Ma ci siamo rialzati alla grande: ho un grande gruppo</em> &#8211; la premessa in sala stampa del tecnico nerazzurro -. <em>Venivamo dalla sconfitta di Dortmund e siamo andati quasi subito sotto, potevamo crollare e invece l&#8217;abbiamo ribaltata con pazienza e maturità. I cambi sono stati perfetti. Adesso siamo lì, vogliamo restarci e ce la vogliamo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo preparato la partita per stancare la difesa del Napoli. <strong>Sulemana</strong> non è riuscito a incidere ma ha fatto un grande lavoro costringendo gli avversari a corrergli dietro. Nel primo tempo siamo stati un po&#8217; sterili, poi abbiamo alzato la qualità</em> &#8211; continua il mugnanese -. <em>Mi fa piacere per <strong>Samardzic</strong> che oltre a segnare ha riempito l&#8217;area: un ragazzo straordinario nell&#8217;impegno fin dagli allenamenti, dove si schiera in qualunque posizione io gli chieda. Anche <strong>Bernasconi</strong> ha puntato l&#8217;uomo e l&#8217;area negli ultimi metri, lo chiedo sempre ai quinti. Adesso bisogna recuperare subito le energie e pensare al ritorno di Champions League col Borussia Dortmund&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;A parte questo senso di famiglia e unione, tra giardinieri e magazzinieri, chef e ufficio stampa, m&#8217;è sempre piaciuto avere la società presente al campo d&#8217;allenamento. <strong>Luca Percassi</strong> e Tony D&#8217;Amico sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Il presidente Antonio viene a tutte le rifiniture e ha sempre una parola positiva&#8221;</em>, rimarca il mister. <em>&#8220;Ho uno staff che lavora H24, ma il merito alla fine è dei ragazzi. Non l&#8217;avevamo preparata sui cross, ma sui terzi in zona d&#8217;attacco. Invece Bernasconi ha avuto qualità per puntare l&#8217;uomo ed essere intraprendente&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non mi aspettavo due gol di testa di <strong>Pasalic</strong> e Samardzic, anche perché il Napoli in gioco aereo è molto forte. Da piazzato è proprio lì che volevo la palla: Pasalic è un grande, dove lo metti sta ed è sempre affidabilissimo. Ha il gol nel sangue ed è stato perfetto anche in fase di non possesso. Il secondo, invece, su azione, è figlio della volontà di occupare l&#8217;area. Samardzic ha sofferto tanto a restare fuori: ha grandi qualità, può essere ancora più incisivo. La partita è stata vinta nei duelli difensivi, loro si appoggiavano molto a Hojlund. Con Kolasinac, uscito stremato, un guerriero, ma anche Scalvini, Hien e Djimsiti abbiamo prevalso. Nel primo tempo abbiamo preso un tiro in porta, nel secondo un paio di ripartenze&#8221;</em>, spiega Palladino. Infine, sul ritorno del playoff del 25 febbraio: <em>&#8220;Non ho ricette per vincere in casa, dove c&#8217;è un&#8217;atmosfera fantastica. Sono felice di giocare qui vivendo le sensazioni da stadio di casa. Mercoledì ci rigiochiamo, mi aspetto che il pubblico spinga ancora di più creando un clima d&#8217;inferno&#8221;</em>. </p>
<p><strong>I GIOCATORI</strong> &#8211; <em>&#8220;<strong>Hojlund</strong> mi ha trattenuto per il braccio, io ero davanti a lui e quindi è fallo&#8221;</em>. Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità di Isak Hien, tre panchine di fila in campionato e ultima da titolare il 26 gennaio dall&#8217;Union Saint-Gilloise: <em>&#8220;Quando non si gioca è sempre difficile, ma nel gruppo abbiamo la sensazione che tutti possano avere la chance di scendere in campo e quindi tutti facciamo tutto per essere pronti. Io ci ho sempre provato e così diventa più facile rientrare quando si sente che si può essere schierati e aiutare la squadra&#8221;</em>. Sul match, dalla pancia della New Balance Arena, poche parole: <em>&#8220;Il Napoli è forte, ne conosciamo la qualità. In casa loro ci avevano battuti. Nel calcio ci sono sempre episodi che cambiano le partite. Abbiamo fatto di tutto per non prendere gol: abbiamo dato il massimo</em> &#8211; chiosa il difensore svedese -. <em>La vittoria ci dà fiducia, perché abbiamo dimostrato le qualità che possediamo davanti al nostro pubblico. Per me c&#8217;è la possibilità di rimontare anche col Borussia Dortmund: voliamo bassi e diamo tutto&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Anche a Dortmund, seppure a tratti, avevamo fatto bene dimostrando che ci siamo. Come nel primo tempo stavolta, col Napoli, anche in svantaggio. Abbiamo fatto cose buone anche entro l&#8217;intervallo</em> &#8211; sottolinea <strong>Mario Pasalic</strong> -. <em>Prima di tornare in campo ci siamo parlati nello spogliatoio dicendoci che dovevamo continuare ad attaccare, perché alla fine saremmo riusciti a segnare. Sono arrivati due gol&#8230; ”</em>. Un legame solido, per il croato, con Bergamo: <em>&#8220;Il colpo di testa dell&#8217;1-1 sotto la Curva Nord è emozionante come ogni altro gol davanti al nostro pubblico. Per me è la stessa sensazione dopo otto anni. Sono orgoglioso di far parte dell&#8217;Atalanta, anche nei momenti più brutti, compresi quelli personali, i tifosi mi sono e ci sono sempre stati vicini. Me li godo, perché questa è casa mia”</em>.  </p>
<p><strong>Lazar Samardzic</strong>, dulcis in fundo: <em>&#8220;Mai fatto un gol così, di testa. Per arrivare in alto servono grandi prestazioni, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi&#8221;</em>. Il match winner col Napoli quasi non ci crede: <em>&#8220;Mario Pasalic è quello che salta sempre, serve anche fortuna. Siamo contenti di averla vinta così, in modo insolito per me. Voglio sempre aiutare la squadra con gol, assist, giocate e prestazioni”</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Napoli &#8211; Pasalic e Samardzic la coppia d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:26:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non più di sette per un primo tempo così così, poi a Marco Carnesecchi che evita lo 0-2 si aggiungono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/66eedca4-c122-497b-a4d4-ca5507724079.jpeg"><p>Non più di <strong>sette</strong> per un primo tempo così così, poi a <strong>Marco Carnesecchi</strong> che evita lo 0-2 si aggiungono i goleador di giornata <strong>Mario Pasalic</strong> e <strong>Lazar Samardzic</strong>. Nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che ribalta il <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: Alisson e Vergara a fil d&#8217;intervallo non passano. Chi se ne frega del clean sheet, in un modo o nell&#8217;altro il riminese riesce sempre a essere decisivo. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: soffre Alisson il giusto, ma è davanti, a sostegno della manovra, che s&#8217;accende la luce verde (24’ st <strong>Djimsiti</strong> 6,5: spazzino senza affanno nel finale).<br />
<strong>Hien</strong> 6: il castello difensivo che crolla alla prima palla inattiva lo vede in ritardo. Poi se la cavicchia.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: un guerriero, dice Palladino. Duro a morire, si sfianca su chiunque gli capiti a tiro (39’ st <strong>Ahanor</strong> sv).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5,5: soffre Gutierrez ed è poco convinto negli inserimenti in gioco aereo, tanto che Milinkovic-Savic a momenti lo ringrazia (12’ st <strong>Bernasconi</strong> 7: crossa per il sorpasso puntando sempre l&#8217;uomo. Idolo).<br />
<strong>De Roon</strong> (cap.) 6,5: reuccio dei recuperi e delle seconde palle, a differenza di Dortmund non perde né il boccino né l&#8217;uomo.<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: aggancia Severo Cominelli sul podio a quota 65, al netto del bottino della mezzala nostrana nei campionati di guerra. Gol nel sangue o no, ci prova anche di piede, risultando una fonte di equilibrio nel gioco e nella manovra.<br />
<strong>Zappacosta</strong> 6: soffre a sinistra a piede invertito, ma giocando sempre non può avere il fiato delle mille rincorse. Una bella palla dentro per lo scarico di Scamacca a Super Mario. </p>
<p><strong>K. Sulemana</strong> 6: le occasioni bisogna anche essere bravi a procurarsele o a farsele dare sui piedi. Dovrebbe tenere meglio e di più quell&#8217;attrezzo di cuoio, ma fa il suo (1’ st <strong>Samardzic</strong> 7: ogni tanto gli esce il colpo di genio. A un metro e ottantaquattro, quando si salta, si possono fare danni anche se non si è centravanti).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: assist-gol dalla bandierina per pareggiarla e non poche ripartenze aperte.  <strong>Krstovic</strong> 5,5: ne azzecca poche, forse solo l&#8217;appoggio a Kamaldeen sulla paratona in angolo di zio Vanja (12’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: lotta, tiene alta la palla e la squadra, ci prova girandosi. Paradossalmente, però, occupa l&#8217;area meno della mezzala serba che risolve il match). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a cinque rispetto alla Champions League per far rifiatare anche Ederson, colpito da affaticamento muscolare, ma alla fine azzecca le contromosse. Non foss&#8217;altro perché Kamaldeen non la mette due volte su due e perde qualche pallone, mentre Samardzic senza far niente di che prima serve Scamacca in contropiede e poi s&#8217;incarica di chiuderla.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Pasalic-Samardzic, la rimonta-Champions dell&#8217;Atalanta sul Napoli parla serbocroato</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 16:05:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[26a (7aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 febbraio (15.00) Atalanta &#8211; Napoli 2-1 (0-1) ATALANTA [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/7228840f-ef6c-4412-8095-bc4174817fc8.jpeg"><p>26a (7aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 febbraio (15.00)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Napoli 2-1 (0-1)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5 (24’ st Djimsiti 6,5), Hien 6, Kolasinac 6,5 (39’ st Ahanor sv); Bellanova 5,5 (12’ st Bernasconi 7), De Roon (cap.) 6,5, Pasalic 7, Zappacosta 6; K. Sulemana 6 (1’ st Samardzic 7), Zalewski 6,5; Krstovic 5,5 (12’ st Scamacca 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>NAPOLI (3-4-2-1):</strong> V. Milinkovic-Savic 7; Beukema 6,5, Juan Jesus 6,5 (25’ st Olivera 5,5), Buongiorno 6; Mazzocchi 6 (17’ st Spinazzola 5,5), Elmas 6, Lobotka (cap.) 6, Gutierrez 7 (17’ st Politano 6); Vergara 6,5 (25’ st Giovane 5), Alisson 6 (40’ st Lukaku sv); Hojlund 6,5. A disp.: 1 Meret, 14 Contini; 6 Gilmour, 95 Prisco, 98 De Chiara. All.: Antonio Conte 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Chiffi di Padova 6 (Cecconi di Empoli, Moro di Schio; IV Zufferli di Udine. V.A.R. Aureliano di Bologna, A.V.A.R Di Paolo di Avezzano).<br />
<strong>RETI:</strong> 18’ pt Beukema (N), 16’ st Pasalic (A), 36’ st Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> una tifosa nerazzurra ha esposto un cartoncino firmato BG, &#8216;Perdonaci Domenico, vola in cielo angioletto&#8217;, in onore al bimbo di Nola di 2 anni morto ieri mattina all&#8217;ospedale Monaldi di Napoli per il trapianto di un cuore danneggiato senza che sia stato possibile provvedere a una seconda operazione: il cuore inizialmente destinatogli ha salvato la vita a un altro bambino proprio all&#8217;ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Pomeriggio soleggiato e tiepido, spettatori 22.015 per un incasso di 572.386,46 euro col settore ospiti riempito di settori giovanili per il divieto di vendita ai residente in Campania. Ammoniti Juan Jesus per proteste, Zalewski per gioco scorretto. Tiri totali 13-10, nello specchio 8-4, parati 6-3, respinti/deviati 3-0. Var: 1 (revisione sul rigore inizialmente assegnato a Hojlund su presunto fallo di Hien). Corner 6-, recupero 3’ e 4’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Come usare la testa lasciando ai piedi gli assist. <strong>Pasalic</strong> risponde a Beukema nel gioco delle torri, una per tempo, ma c’è in agguato quella che non t’aspetti, la terza, a palombella, di Lazar <strong>Samardzic</strong> che tramuta in oro la pallonessa da sinistra di <strong>Bernasconi</strong>. <strong>L’Atalanta</strong> centra la settima vittoria del 2026 in campionato lungo la striscia positiva di nove, aggancia il Como a quota 45 al sesto posto e vede comunque la Champions non troppo lontana a meno 5 proprio dal <strong>Napoli</strong>, terzo e battuto oggi tra il tripudio dei tifosi di casa. </p>
<p>Pasalic davanti al primo palo gira alto di testa il primo tiro dalla bandierina di Zalewski dalla sinistra (3’). Una sponda innocua di Bellanova (6’) nel gioco tra quinti, ghermita in presa alta per un rinvio su cui Carnesecchi anticipa l’ex Hojlund in fallo laterale, e si arriva placidamente alla dozzina abbondante col tiro sporco e alto di Beukema su apertura a sua volta sporcata di Vergara. Il volto noto fa la torre in velo per il braccetto destro che apre lo score al 18’ su schema a rientrare dal centrodestra di Gutierrez. Hojlund, che s’è procurato la mattonella attirandosi l’uscita fallosa di Scalvini, salta dietro di lui mandando tutti in controtempo. Un poker di lancette e Alisson appoggia dopo aver dribblato Carnesecchi, ma è in fuorigioco evidente sul filtrante lungo di Vergara. Alla mezzora il portiere ospite smanaccia sopra la traversa l’insidioso tiro-cross di Sulemana dettato da Bellanova, un corner corto in movimento.</p>
<p>Due minutini e Pasalic mette nelle peste Zappacosta, con Mazzocchi a recuperare e Vergara a innescare il sinistro alto del danese in aggiramento. Altri tre e il serbo tra i pali deve distendersi in tutti i suoi 202 centimetri per salvare l’angoletto di competenza dalla seccata di Kamaldeen lungo il rilancio di Scalvini controllato da Krstovic. A sei dall’intervallo, stavolta è direttamente il braccetto palazzolese a servire al ghanese il destro incrociato che l’estremo avversario blocca in presa bassa. Al 41’ Hien sembra sbracciare Hojlund che alza inizialmente il gomito destro sull’avversario, ma con la revisione al Var Chiffi toglie al bergamasco pure il cartellino. La toglie invece dalla porta ad Alisson e Vergara, invece, sull’ultimo affondo in bianco del primo tempo, al 2’ di recupero, quel mostro sacro dei guantoni che risponde al nome di Marco Carnesecchi. Destro e colpo di testa comunque non esattamente irresistibili, specie il tap-in. </p>
<p>La ripresa comincia col terzo giallo da moviola, perché Gutierrez di destro insacca ma ancora il danesone mancino nel contrasto con Hojlund non si vede dare ragione dal direttore di gara: l’assistman mancato spinge e butta giù l’avversario tenendolo per un braccio. Al 6’ Scalvini mura Alisson e Lobotka manca lo specchio dal limite sulla ribattuta, quindi ci prova Vergara alzando di sinistro. L’immagine del pomeriggio atalantino è il tacco di Krstovic per sprecare l’allungo del terzo di destra con la stessa maglia al decimo. Bellanova impatta con la fronte la scodellata a rientrare di Super Mario (11’) senza affanno per zio Vanja, ma il successivo colpo di frusta in elevazione è del croato che corregge in porta in barba all’apripista il quarto tiro dalla bandierina, sempre da sinistra e sempre del nazionale polacco. Al ventesimo Zappacosta, rimesso a destra dall’avvicendamento tra Bernasconi e il parabiaghese con Scamacca a rilevare Krstovic, servito dal recupero di De Roon s’invola servendo a rimorchio proprio l’autore del pari, che su scarico del romano sbatte addosso a Beukema. Al 23’ proprio Gianluca riceve da Samardzic su apertura lunga di Zalewski e si gira per il destro parato in volo da Milinkovic. Al settantesimo, quella del brasiliano dei Ciucci dalla sinistra è una carezza. L’attesa non è vana, perché il mega possesso palla atalantino sforna il crossone dell’arcenese con radici paterne a Bergamo-San Paolo Apostolo per il serbo che sormonta Olivera per la craniata epica a fil di secondo palo. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Voci dal dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Prova di maturità&#8221;. E tre attaccanti esultano: &#8220;Vogliamo la Champions&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il febbraio dell&#8217;Atalanta non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/c80c65e4-bd48-4740-b1a6-eaaa12093b15.jpeg"><p>Il febbraio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il Borussia Dortmund per andare avanti in Champions fino agli ottavi contro le ingiocabili Arsenal o Bayern. C&#8217;è stata anche la <strong>Cremonese</strong> appena battuta, ci saranno a cavallo della coppa dalle grandi orecchie anche la Lazio e in casa il Napoli: <em>&#8220;Per noi è una maratona che richiede molta resistenza. Abbiamo scalato posizioni rosicchiando punti a chi sta davanti e vogliamo continuare a scalare. La squadra sta crescendo. Abbiamo un febbraio intenso e bisogna spingere continuando a sudare la maglia&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo essere più cinici in zona gol, perché lasciare le partite sul due a zero significa tenerle aperte. Bisogna fare la scelta giusta negli ultimi metri, anche se gli attaccanti hanno fatto pressing e alla fine erano anche frenati dalla pioggia e dal campo allentato</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>De Ketelaere ha tirato nel riscaldamento sentendo qualcosina al ginocchio destro, vediamo domani con la risonanza. Non dovrebbe essere niente di grave&#8221;</em>. L&#8217;uomo in panchina è soddisfatto di aver rotto il tabù con le neopromosse, ovvero 0 punti col Sassuolo costati l&#8217;esonero al predecessore <strong>Ivan Juric</strong>, 2 col Pisa di cui solo uno suo e l&#8217;1-1 all&#8217;andata a Cremona: <em>&#8220;Avevo un po&#8217; di timore dopo la vittoria importante in Coppa Italia contro la Juventus. Il pericolo era sottovalutare l&#8217;avversario. La Cremonese veniva in casa nostra per fare punti. Ma ho elogiato i ragazzi nello spogliatoio per la maturità, per la qualità della grande partita anche in non possesso e nelle preventive nel primo tempo. mentre nel secondo è stata una partita sporca con molte palle lunghe. Un risultato che ci dà morale e autostima&#8221;</em>.</p>
<p>Poi, i soliti nomi da tenere in palmo di mano. <em>&#8220;Chiunque giochi si esprime al cento per cento. <strong>Pasalic</strong> ha fatto una grande partita, Kolasinac idem, Samardzic pure senza sapere che avrebbe giocato fino a dieci minuti prima. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore che gioca con grande spirito. Ma si parla poco di Djimsiti, Ederson e Zappacosta</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>Di Scalvini ero innamorato quando lo vedevo in tv, ora che lo alleno ancora di più: ha la faccia da bravo ragazzo con grandi doti tecniche e fisiche. Sta giocando di qualità, ha un presente e un futuro incredibile. Può crescere tanto, perché non è al top della forma&#8221;</em>. E il buco di Kossounou sul gol ospite? <em>&#8220;Non parlo di errori, sono contento che Odilon stia trovando anche da cambio in corsa una certa continuità dopo il ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa&#8221;</em>.</p>
<p>Parola al primo assistman, <strong>Giacomo Raspadori</strong>, che non è riuscito a replicare la prodezza finora singola col Parma: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong>, cui dovevo l&#8217;assist che mi aveva mandato in porta, è stato bravissimo a trovarla dopo una bella azione. Ma l&#8217;importante è aver sempre spinto tanto, la mentalità. Oggi è stata fatta una grande partita, nell&#8217;approccio e nell&#8217;atteggiamento. Peccato aver preso il gol alla fine, potevamo finalizzare molte più occasioni&#8221;</em>. Niente rammarico, insomma, per non averla messa: <em>&#8220;In qualche situazione avrei potuto fare meglio, ma è andata così. A volte basta una palla come col Parma per segnare, a volte non ne bastano mai. Sono contento per la squadra, per lo staff, per tutti, perché comunque sappiamo quanto ci prepariamo lavorando duro per giocare partite del genere&#8221;</em>.</p>
<p>Il sostituto inatteso, <strong>Lazar Samardzic</strong>, ha anche retroscena da svelare: <em>&#8220;Ho rischiato di andare via nel mercato invernale, ma il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al cento per cento. Non spetta a me, ma alla società e al mio agente. Non ho mai pensato di andarmene né lo volevo: sono contento di essere ancora all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. Con le ombre di Lazio e soprattutto Fiorentina, giocare in scioltezza non dev&#8217;essere agevolissimo: <em>“Non dovevo giocare nemmeno stavolta, poi De Ketelaere si è fatto male. Ho preso la traversa, ho avuto almeno altre due possibilità di fare gol, ma sono felice anche se non l&#8217;abbiamo chiusa prima&#8221;</em>. Ancora, sui pericolo del lunedì sera: <em>&#8220;Djuric è forte di testa e abbiamo rischiato. Vogliamo stare sempre più in alto. In avanti possiamo giocare tutti con tutti, perché siamo forti. Decide il mister, le riserve quando entrano aiutano l&#8217;Atalanta come i titolari&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, l&#8217;apripista <strong>Nikola Krstovic</strong>. <em>&#8220;Ho giocato al posto di Scamacca che comunque domenica in allenamento stava bene. Sono pronto al duecento per cento. Vogliamo qualificarci alla Champions League oltre a giocarla: questa è stata una vittoria fondamentale</em> &#8211; ragiona il montenegrino -. <em>Ho fatto 5 gol su 7 in campionato solo a gennaio, come Lautaro? L&#8217;importante è che la squadra vinca facendo belle cose. I baci che ho mandato per esultare sono per moglie e figlia&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Djimsiti sbaglia dietro, Samardzic davanti: l&#8217;Atalanta s&#8217;inchina all&#8217;Inter di Lautaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 21:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[0-1]]></category>
		<category><![CDATA[17a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[4-2-3-1]]></category>
		<category><![CDATA[Berat Djimsiti]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Lautaro Martinez]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[sconfitta]]></category>
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					<description><![CDATA[17a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 28 dicembre (ore 20.45) Atalanta &#8211; Inter 0-1 (0-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/eef646f2-baf4-44e3-b919-d5f5219caf6e.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">17a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 28 dicembre (ore 20.45)<br />
</span><b>Atalanta &#8211; Inter 0-1 (0-0)<br />
</b><span style="font-weight: 400;"><strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Djimsiti 5, Hien 6,5, Kolasinac 6,5 (30’ st Samardzic 5,5); Zappacosta 6 (1’ st Musah 6), De Roon (cap.) 6, Ederson 6, Zalewski 6,5 (20’ st&nbsp; Bernasconi 6,5); De Ketelaere 5,5, Pasalic 6 (13’ st K. Sulemana 5); Scamacca 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 42 Scalvini, 43 Comi, 69 Ahanor, 47 Bernasconi, 44 Brescianini, 70 Maldini, 90 Krstovic. All.: Raffaele Palladino 6.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>INTER (3-5-2):</strong> Sommer sv; Bisseck 6, Akanji 6, Bastoni 6,5; Luis Henrique 6,5, Barella 6 (31’ st Mkhitaryan 6), Calhanoglu, Zielinski 6 (38’ st Frattesi sv), Dimarco 6,5 (31’ st Carlos Augusto 6); M. Thuram 5,5 (19’ st&nbsp; P. Esposito 6,5), Lautaro (cap.) 6,5 (38’ st Diouf sv). A disp.: 13 J. Martinez, 60 Taho; 6 De Vrij, 43 Cocchi, 50 Cinquegrano, 8 Sucic, 47 Spinaccè. All.: Cristian Chivu 6,5.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Arbitro:</strong> La Penna di Roma-1 6 (Berti di Prato, Perrotti di Campobasso; IV Rapuano di Rimini. V.A.R. Abisso di Palermo, A.V.A.R. Manganiello di Pinerolo).<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>RETE:</strong> 20’ st Lautaro (I).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Note: serata serena e non rigida, spettatori&nbsp; 23.243 per un incasso di 786.659,63 euro. Ammoniti Kolasinac, Bastoni e K. Sulemana per gioco scorretto. Tiri totali 7-15, nello specchio 0-4, parati 0-3, respinti/deviati 4-4. Var: 1 (check goal Thuram 35’, offside Lautaro). Corner 4-7, recupero 1’ e 5’.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Bergamo</strong> &#8211; Djimsiti regala l’imbucata al duo <strong>Esposito-Lautaro</strong> con un disimpegno sciagurato in orizzontale a piede invertito, <strong>Samardzic</strong> fallisce l’uno a uno nel finale. Sintesi minimale del primo ko interno dell’<strong>Atalanta</strong> nell’era <strong>Palladino</strong>, irretita dal giropalla dell’<strong>Inter</strong> capolista, cinica a sufficienza per punire l’erroraccio difensivo prima di metà ripresa. Nessun tiro in porta dei bergamaschi, che si trovano le linee di passaggio trafficatissime e non puliscono gli aspetti tecnici del gioco.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">All’ottavo <strong>Kolasinac</strong> concede solo un secondo angolo agli ospiti deviando in modo decisivo il tiro dall’area di <strong>Akanji</strong> suggerito da Dimarco direttamente dalla bandierina sinistra, mentre i bergamaschi si affacciano col destraccio di seconda di <strong>Ederson</strong> da fuori all’alba del diciassettesimo in coda a un’iniziativa di Zappacosta allontanata dalla retroguardia in bianco trasferta. La gara resta tatticamente bloccata, ma i meneghini trovano linee di passaggio leggermente meno sporche e al 22&#8242; <strong>Luis Henrique</strong> fa venire i brividi al pubblico di casa allargando il diagonale in mezzo alle gambe di Zalewski, dopo aver ripreso una chiusura difensiva a due Pasalic-De Roon sul passaggio dentro da sinistra di Thuram. Una manita cronometrica e Carnesecchi deve distendersi sul sinistro appena in area di Lautaro, servito da ???, ben più pericoloso dalla girata loffia dal limite del partner di linea una quaterna di lancette prima. In coda ai due destri respinti a Kolasinac e Zalewski, Scamacca innesca il contropiede di Zappacosta che ha troppa fretta di tirare subito a un metro dal vertice destro alzando la mira in Curva Sud.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Due minuti alla gioia per il vantaggio ricacciata in gola a <strong>Thuram</strong>, che incrocia il destro in asse con Zielinski e Lautaro, ma il check rileva il fuorigioco dell&#8217;assistman argentino. Passato il pericolo e scollinato il quarantesimo, né Scamacca né Pasalic arrivano di testa sullo scavino a piede invertito del nazionale polacco, servito dalla doppia apertura De Ketelaere-Ederson. Nella ripresa subito dentro <strong>Musah</strong> per Zappacosta, affaticato al flessore destro. Svetta <strong>Ederson</strong> (5’) su ammollo di CDK chiedendo l’angolo per un tocco di Bisseck, poi intorno al decimo chances su ambo i fronti vanificate da sbandierata e parata oltre che dalla mira storta. Al decimo Zalewski, lanciato lungo da Ederson, si fa parare il tiro coi piedi da Sommer, ma è in fuorigioco, vanificando l&#8217;appoggio in porta di De Ketelaere, poi Luis Henrique lanciato da Dimarco dribbla tutti meno il portiere atalantino che gli chiude la strada in uscita: Barella arriva in corsa sul servizio del laterale destro, ma calcia fuori sul contrasto di Kolasinac.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al 17’ scatta ancora la trappola, Scamacca è a di là di chiunque sull’esterno a mezz’altezza del fiammingo. Tre lancette al patatrac del nazionale albanese, che innesca filtrante e diagonale mancino. Al 36&#8242; il braccetto destro si ripete con un alleggerimento stavolta di testa, servendo Pio Esposito che dal limite calcia alto al volo di mancino. Incredibile l’errore di <strong>Samardzic</strong> che davanti all’area piccola apre il piatto sinistro sull’assist da destra di De Ketelaere (42’) sull’apertura scamacchiana. Il 4-2-3-1 finale funzionicchia senza pungere. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></span></p>
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		<title>Clamoroso: Lookman fuori dai Mondiali 2026. Debacle Italia, Scamacca nel finale</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 22:45:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Ademola Lookman]]></category>
		<category><![CDATA[Berat Djimsiti]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[qualificazioni mondiali]]></category>
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					<description><![CDATA[Ademola Lookman, 57 minuti giocati, ha perso alla lotteria dei rigori l&#8217;ultimo treno per i Mondiali del 2026. Gianluca Scamacca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/803c8306-6d5c-4c79-9e76-d093ddf29035.jpeg"><p>Ademola <strong>Lookman</strong>, 57 minuti giocati, ha perso alla lotteria dei rigori l&#8217;ultimo treno per i Mondiali del 2026. Gianluca <strong>Scamacca</strong> entra nel finale per lo juventino Locatelli, ma la Norvegia (4-1) ne fa un altro paio all&#8217;Italia a San Siro. L&#8217;attacco titolare dell&#8217;Atalanta, in proiezione Canada-USA-Messico, vede gli azzurri ai playoff con Marco Carnesecchi e stavolta pure Raoul Bellanova panchinari fissi, il serbo Lazar <strong>Samardzic</strong> fuori causa ma lo si sapeva già, così come Berat <strong>Djimsiti</strong> agli spareggi.</p>
<p>Ma andiamo con ordine. A Rabat si passa anche dai supplementari, ma &#8216;Mola al 12&#8242; della ripresa è già sul sedile per Ejuke. Al nigeriano Onyeka (3&#8242;) risponde Elia (32&#8217;) e i tiri dal dischetto premiano la Repubblica Democratica del Congo: Bassey e Simon sbagliano i primi due delle <em>Super Eagles</em>, come Ajayi il sesto; di là, primo e terzo di Moutoussamy e Tuanzebe idem, con Adams, Onyemaechi e il cambio di Lookman a segno da parte degli sconfitti e Sadiki (secondo), Mayele (quarto), Balikwisha e l&#8217;ex marsigliese, nonché avversario dei bergamaschi nella cavalcata all&#8217;Europa League 2024, Chancel Mbemba, a esultare. Insieme alla vincente dello spareggio asiatico, la Nuova Caledonia, la Bolivia e le due centroamericane, Kinshasa si disputerà un posto dei due previsti al sole in un <b data-testid="body-text-bold">torneo a 6 squadre in Messico</b> a marzo.</p>
<p><strong>Scamacca</strong>, dunque, subentra (79&#8242;) senza colpo ferire quando Nusa (63&#8242;) e Haaland (78&#8242;) hanno già ribaltato il vantaggio iniziale di Pio Esposito (per la vetta sarebbe stato necessario il 9-0) entra prima della doppietta del più performante dei centravanti al mondo e del poker sporco finale di Strand Larsen al 3&#8242; di recupero. &#8220;Jimmy&#8221;, invece, si arrende a Tirana al doppio Harry Kane (74&#8242; e 82&#8242;), ma un minuto prima del bis il nerazzurro avrebbe potuto pareggiare se non avesse alzato un po&#8217; troppo la mira in gioco aereo sulla punizione di Asllani. Infine, Laki: Lettonia battuta 2-1 in rimonta (12&#8242; Gutkovskis, 49&#8242; Katai, 60&#8242; Stankovic) a Leskovac, per lui secondo full time su quattro bergamaschi onorari impiegati domenica 16 novembre con all&#8217;attivo due mancini respinti (35&#8242; e, su assist di Jovic, 66&#8242;) e un corner (42&#8242;) per la testa ingrata di Grujic. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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