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	<title>lettera &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>La lettera dell&#8217;Atalanta a Gasperini: &#8220;Riconoscenza, stima e affetto eterni per una storia meravigliosa&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 15:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
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					<description><![CDATA[Un &#8220;Grazie mister&#8221; in copertina a caratteri cubitali e &#8220;il saluto del club&#8221; dandogli un signorile &#8220;lei&#8221;. Ma è tutt&#8217;altro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240522-WA0115.jpg"><p>Un &#8220;Grazie mister&#8221; in copertina a caratteri cubitali e &#8220;il saluto del club&#8221; dandogli un signorile &#8220;lei&#8221;. Ma è tutt&#8217;altro che razionale distacco.&nbsp;&nbsp;<strong>L&#8217;Atalanta</strong> ha ringraziato l&#8217;allenatore Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, ormai accasatosi alla Roma, con una lettera-comunicato sul sito ufficiale. Un contenuto senza troppi orpelli, denso di sentimenti vivissimi quanto i ricordi delle imprese mano nella mano.&nbsp;</p>
<blockquote><p>Carissimo Mister,</p>
<p>la nostra è stata una storia meravigliosa, più unica che rara nel mondo del calcio.</p>
<p>Nove anni eccezionali e intensi nei quali abbiamo raggiunto risultati straordinari in Italia e in Europa.</p>
<p>Una pagina, anzi un grandissimo capitolo che rimarrà indelebile nella storia dell’Atalanta, così come il rapporto di affetto (profondo) e di stima (sincera) che ci ha legato e che ci legherà ancora, a prescindere dal fatto che le rispettive strade professionali ora si dividano.</p>
<p>Non potremo mai ringraziarla abbastanza per le emozioni che ci ha regalato e per le gioie che insieme siamo riusciti a regalare a Bergamo e ai nostri tifosi, andando oltre l’immaginabile.</p>
<p>Dopo tanti anni trascorsi insieme abbiamo ritenuto doveroso rispettare la sua volontà di ricercare nuovi stimoli, ben sapendo che il nostro rapporto non si interromperà mai e che la reciproca stima non verrà mai meno.</p>
<p>Ancora e per sempre GRAZIE, Mister!!!</p>
<p><strong>Tutta la famiglia Atalanta</strong></p></blockquote>
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		<title>La lettera del Bocia che solo Jacobelli pubblica (su Fb): &#8220;Contro di me non accanimento, ma annientamento&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 17:20:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Galimberti]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere dello Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[Xavier Jacobelli]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Non accanimento, ma annientamento&#8221;. Tutto il dolore di un ex capo tifoso che ad Atalanta-Inter non se l&#8217;è potuta cucire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/04/Percassi-e-Bocia.jpg"><div class="html-div xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd">
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<div dir="auto"><em>&#8220;Non accanimento, ma annientamento&#8221;</em>. Tutto il dolore di un ex capo tifoso che ad Atalanta-Inter non se l&#8217;è potuta cucire ago &amp; filo nel sottopelle perché sottoposto a una serie trentennale di Daspo in continuazione.&nbsp;<strong>Xavier Jacobelli</strong> porta alla luce sul proprio canale Facebook una lettera al <em><strong>Corriere dello Sport</strong></em>, diretto da Ivan Zazzaroni, ma presumibilmente spedita a più testate. Ne è autore <strong>Claudio Galimberti</strong>, noto come <em><strong>Bòcia</strong></em>, leader spirituale ma anche organizzativo della <strong>Curva Nord</strong> dello stadio di Bergamo. Oltre a lamentare di essere l&#8217;ultimo reietto del calcio, l&#8217;ultrà bergamasco protesta di essere stato <strong>lasciato anche privo dei mezzi di sostentamento</strong> dopo la chiusura del barcone-ristorante a Marina di Marotta sull&#8217;Adriatico pesarese, luogo del suo &#8220;esilio&#8221;. Ne riportiamo integralmente la missiva.</div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<blockquote>
<div dir="auto">Caro Direttore,</div>
<div dir="auto">questo non è più accanimento, io lo chiamo annientamento. Ho raggiunto i trent&#8217;anni di daspo e, pur vivendo lontano dalla mia città da ben sette anni (ormai sono quasi otto), questo non è servito perchè si capisse di lasciarmi vivere la mia vita! Anche se sono lontano, patisco la stessa, troppa repressione e l&#8217;umiliazione di non avere l&#8217;indipendenza, di essere autonomo nel lavoro sta prendendo il sopravvento. Una patente negata da già ben otto anni per mancanza di requisiti morali. Un&#8217;attività lavorativa alla quale prestavo la mia opera e grazie alla quale, in sei anni sono rinato, chiusa per farmi ancora del male. Me la stavo godendo troppo, secondo loro&#8230; Nel frattempo, in questi anni un arresto assurdo a Terni e due processi inventati, fortunatamente e giustamente chiusi con l&#8217;assoluzione piena a Bergamo. Troppa invidia, troppa vigliaccheria, troppa slealtà. E sì che lo sbirro Mazinga, al secolo Elio Carminati, mi regalò il suo libro con tanto di dedica: quanto mancano questi uomini. Non finisce mai questa storia, non ha scadenza. Finirà, ne sono pienamente convinto, quando io sarò sfinito in età anziana. Mia sorella Paola, 64 anni, a mia insaputa è andata in Questura più volte nel corso di questi ultimi anni. Colloqui con il questore in persona al, quale, mia sorella Paola chiedeva uno sguardo lungo, uno spiraglio di luce per suo fratello, perché a tutto c&#8217;è un limite, con la paura di perdere forza, scoraggiarsi di fronte a un percorso solo repressivo: &#8220;A mio fratello non è mai stata data una possibilità&#8221;. Non è il questore il problema, è il contorno che non va bene, con un giornale che, come disse Don Sergio Colombo, nei miei confronti è stato poco cristiano, ha sempre buttato fango sulla mia persona, sul mio cognome, screditandomi e annientandomi senza se e senza ma e, di conseguenza, anche su tutta la mia famiglia.</div>
</blockquote>
</div>
<blockquote>
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<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Intanto, il film &#8220;A guardia di una fede&#8221; che racconta la mia storia e la storia della Curva Nord atalantina, ha partecipato al Torino Film Festival e merita di essere visto. Non tanto per me, ma per il regista bergamasco Andrea Zambelli che, con un grande lavoro, ha letteralmente conquistando l&#8217;interesse e la curiosità del tifo europeo, registrando pienoni in molte sale cinematografiche. Io amo l&#8217;Atalanta, ho vissuto e creduto che con lei crescessi anch&#8217;io, crescessero il nostro popolo, il senso di appartenenza, la passione, il cuore. L&#8217;Atalanta nel bene e nel male. Mio padre, storico romantico di quell&#8217;Atalanta che vinse il titolo di campione d&#8217;Italia Primavera nel &#8217;48-&#8217;49, allo stadio Flaminio, contro la Lazio, allenatore il cavalier Ciatto, con TItta Rota, mio padre e gli altri nove, tutti bergamaschi in campo. Mia madre che, in fin di vita mi disse, con voce bassa e faticosa: &#8220;Claudio, ti ho messo ago e filo nel cassetto del comodino perché, se io non ce la faccio, lo scudetto sulla maglia te lo cuce la zia Rosanna&#8221;. Io penso siano le persone a fare la qualità, la differenza: nel lavoro, nella vita, nella famiglia, in qualsiasi campo, Proverò anch&#8217;io a fare la differenza e continuerò a mettermi al servizio della mia Atalanta, della Curva, della nostra storia. So bene che andrò incontro molto probabilmente a un prezzo alto da pagare. So anche bene, però, che questo atto d&#8217;amore è l&#8217;unica pace interiore capace di darmi una grande forza, per resistere e non affliggermi fino alla depressione e alla morte. Voglio lottare, non morire e, se Dio vorrà, smuovere uomini, coscienze di tante e troppe persone che pensano solo a stare sul carro dei più forti e non capiscono come la libertà rimanga la più grande partita da vincere. L&#8217;Atalanta è arrivata dov&#8217;è arrivata non per caso, ma grazie all&#8217;anima, al cuore e alla sensibilità di un popolo nei suoi confronti.</div>
</div>
</blockquote>
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<blockquote>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Nell&#8217;anno dello scudetto &#8211; perché io ci credo, eccome &#8211; questo è l&#8217;anno giusto di un percorso societario straordinario, guidato da un tecnico unico che fa la differenza. Quella differenza che, vent&#8217;anni fa, ha reso grandi anche noi della Curva nel credere alla salvezza con Delio Rossi, malgrado la squadra fosse scarsa e alla fine retrocesse in Serie B. Oggi più che bisogna mai stare vicino alla squadra, senza dimenticare da dove veniamo e che cosa eravamo, senza essere distruttivi dopo un risultato negativo. Penso a Ivan, Pelé e Giorgio, i miei più grandi amici di sempre che non sono più fianco a me, a noi. Mi ripeto sempre: che cosa potevo fare di più, che cosa potevamo fare di più per loro. Dovevamo capirli. Oggi capite anche me, basta ipocrisia.</div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
</blockquote>
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		<title>&#8220;Grazie Bergamo&#8221;: il presidente Percassi si commuove dopo il posticipo con la Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Apr 2023 19:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[#tifosi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Percassi]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Grazie tifosi, grazie Bergamo&#8221;. Con la formula della lettera dai canali ufficiali, ecco l&#8217;inno al pubblico del presidente dell&#8217;Atalanta Antonio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/09/percassi-gasperini.png"><p><em>&#8220;Grazie tifosi, grazie Bergamo&#8221;</em>. Con la formula della lettera dai canali ufficiali, ecco l&#8217;inno al pubblico del presidente dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> Antonio <strong>Percassi</strong> all&#8217;indomani del trionfo nel posticipo della trentunesima giornata ai danni della Roma: <em>&#8220;Non riesco a non emozionarmi ogniqualvolta l’Atalanta scende in campo, sensazioni sempre molto forti perché l’Atalanta ce l’ho nel cuore essendo prima di tutto un tifoso. Quella di ieri al Gewiss Stadium è stata a dir poco una serata speciale: la squadra, superando la Roma, ha vinto una partita davvero importante ed ha regalato a tutti un’immensa soddisfazione</em> &#8211; si legge -. <em>Ciò che ha reso però unico questo successo è stato il calore e la passione di tutti voi tifosi atalantini, che mai peraltro avete fatto mancare il vostro sostegno. Ieri sera abbiamo sofferto, abbiamo gioito, abbiamo esultato, tutti insieme, sempre e più che mai uniti da quei due colori che ci piacciono così tanto, il nero e l’azzurro. Grazie tifosi atalantini, di vero cuore. Grazie Bergamo, è sempre un orgoglio rappresentare la nostra città&#8221;</em>. </p>
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		<title>Azzano, il commiato di Domenico Moro: &#8220;Percorso concluso, lascio un settore giovanile florido&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2023 11:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Domenico Moro]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenico Moro non è più il Responsabile Tecnico del Settore Giovanile &#8211; Attività di Base dell&#8217;Azzano Calcio. Al suo posto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/Moro-Domenico.jpg"><p><strong>Domenico Moro</strong> non è più il Responsabile Tecnico del Settore Giovanile &#8211; Attività di Base dell&#8217;<strong>Azzano Calcio</strong>. Al suo posto il club ha optato per la soluzione interna scegliendo Paolo <strong>Palazzi</strong>, già referato alla Scuola Calcio. L&#8217;ex professionista, tra i protagonisti sul campo della doppia promozione dell&#8217;Atalanta dalla C1 nel periodo 1981-1984, in possesso di patentino da allenatore Uefa A e dirigente di attività di base Grassroots &#8211; livello E (Entry Level), è stato sollevato dall&#8217;incarico durante la pausa per le festività.</p>
<p>Riportiamo la lettera di congedo del Moretto, che ha compiuto 61 anni lo scorso 2 gennaio.<br />
<em>&#8220;Dopo anni meravigliosi si conclude il mio percorso con <strong>Afg Azzano</strong>. Sono orgoglioso di aver fatto parte di questa famiglia e aver portato a compimento diversi traguardi importanti, tra i quali aver acquisito e consolidato la qualifica di <strong>Scuola Calcio Elite</strong>, qualifica che ho inseguito personalmente un paio di anni fa e che poche società Lombarde possono annoverare nel proprio palmares. Di aver valorizzato e formato tantissimi ragazzi sia dal punto di vista tecnico e soprattutto dal punto di vista educativo.<br />
Sono sicuramente dispiaciuto e amareggiato di come ho appreso la notizia del mio esonero, ma non voglio screditare una società dove io stesso ho contribuito a costruire un settore giovanile florido, ad una buona strutturazione e ad un elevato livello di qualità.<br />
Purtroppo si conclude il mio rapporto con la società Afg Azzano; penso di aver dato tanto e ricevuto altrettanto, nonostante l’epilogo a tutt’oggi ancora inspiegato se non con un modulo di Esonero. Ora qualche giorno di riposo e poi mi metto a disposizione per chiunque volesse contattarmi per una nuova avventura sportiva. Nella certezza di ritrovarsi sui campi da calcio, l’occasione mi è gradita per augurare nuovamente un felice e sereno 2023&#8243;</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Perelli (Allenatori Dilettanti Associati) a Ulivieri: &#8220;Corsi allenatori senza discriminare i dilettanti, Scuole di Formazione anche ai privati&#8221;</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/perelli-allenatori-dilettanti-associati-a-ulivieri-corsi-allenatori-senza-discriminare-i-dilettanti-scuole-di-formazione-anche-ai-privati/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=perelli-allenatori-dilettanti-associati-a-ulivieri-corsi-allenatori-senza-discriminare-i-dilettanti-scuole-di-formazione-anche-ai-privati</link>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 16:24:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Renzo Ulivieri]]></category>
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					<description><![CDATA[Da Bergamo c&#8217;è chi pare intenzionato a rompere il monopolio di Coverciano, fronte scuola allenatori, per liberalizzare e rendere accessibile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/06/Federico-Perelli.jpg"><p>Da <strong>Bergamo</strong> c&#8217;è chi pare intenzionato a rompere il <strong>monopolio</strong> di Coverciano, fronte scuola allenatori, per liberalizzare e rendere accessibile a tutti, senza discriminazioni per chi non ha fatto il calciatore professionista, la carriera al di là della riga di gesso. La querelle dei giorni scorsi tra Arrigo <strong>Sacchi</strong> e Renzo <strong>Ulivieri</strong>, presidente dell&#8217;Associazione Italiana Allenatori di Calcio, sulla <strong>formazione</strong> dei tecnici e sulle difficoltà di accesso &#8211; sottolineate dall&#8217;ex guru del Milan &#8211; ai <strong>corsi</strong> e alle vette della professione di chi non ha alle spalle una carriera da calciatore professionista sono l&#8217;oggetto di una <strong>lettera</strong> aperta del presidente dell&#8217;Allenatori Dilettanti Associati (<strong>ADA</strong>) Federico <strong>Perelli</strong>. Il neo mister della <strong>Calcinatese</strong>, pisano di nascita ma bergamasco come longevità in panchina dopo aver chiuso la carriera da centravanti nella Bassa, rimarca la necessità di aprire a più soggetti possibile, <strong>privati</strong> soprattutto, la possibilità di istituire Scuole di Formazione per garantire l&#8217;accesso alla professione allo scopo di migliorare la qualità dell&#8217;offerta e <em>&#8220;consentire a chiunque, in egual misura, l&#8217;accesso ai corsi&#8221;</em>.</p>
<p><strong>LA LETTERA DELL&#8217;ADA DI PERELLI AL PRESIDENTE AIAC ULIVIERI E AL PRESIDENTE DEL SETTORE TECNICO FEDERALE ALBERTINI</strong><br />
Ogg: Lettera aperta al Dr. Demetrio Albertini Presidente del Settore Tecnico FIGC ed al Prof. Renzo Ulivieri<br />
Presidente della Scuola Allenatori nonché dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio AIAC</p>
<p><em>Carissimi tutti,<br />
in qualità di Presidente di <strong>ADA</strong>, Allenatori Dilettanti Associati, associazione che sta per compiere il suo primo anno di<br />
vita, interprete di numerosi allenatori <strong>dilettanti</strong>, non posso che esprimere <strong>sdegno</strong> in merito alle dichiarazioni fornite ai media dal signor Renzo <strong>Ulivieri</strong>, Presidente di AIAC, che considero a dir poco fuorvianti per come viene trattata la materia formazione/abilitazione/corsi ed irrispettose nei riguardi dei tecnici del mondo dilettantistico, che, visti i numeri più volte citati proprio dallo stesso Ulivieri in varie occasioni, costituisce il vero fulcro che tiene in piedi la sua stessa associazione.<br />
Lo sdegno e, aggiungerei, l&#8217;imbarazzo derivano dalla querelle sorta a seguito delle dichiarazioni del signor Arrigo Sacchi e del signor Alberto Zaccheroni, a ruota commentate dal Presidente del Settore Tecnico Demetrio Albertini, nonché dal Presidente di AIAC e Direttore della Scuola Allenatori, il signor Renzo <strong>Ulivieri</strong>.<br />
Ritengo che, mentre le dichiarazioni del signor Arrigo Sacchi e del signor Zaccheroni siano chiaramente riferibili al mondo dei professionisti, tutto ciò che ne è seguito è espressione di soggetti che, oggettivamente, rappresentano (o dovrebbero rappresentare) un intero movimento, quello dei tecnici, anche e soprattutto dei tecnici dilettanti.</em></p>
<p><em>Nel ricordare che i dilettanti, numeri alla mano, sono la maggioranza degli iscritti del ST che rappresenta, faccio presente che quando afferma che &#8220;la <strong>Meritocrazia</strong> nello sport vince sempre&#8221; &#8211; parole sue &#8211; probabilmente avrebbe dovuto dire &#8220;dovrebbe vincere sempre&#8221;, perché nel nostro ambito, purtroppo non è così. Per esempio, pensando alle norme che disciplinano <strong>l&#8217;accesso ai corsi del ST</strong>, oggetto della diatriba Sacchi-Ulivieri degli ultimi giorni, soffermandosi sulle modalità previste in materia di formazione continua obbligatoria, sull&#8217;iter di accesso ai corsi, sulle <strong>licenze Uefa</strong> (e non) rilasciate in misura ridotta rispetto alla richiesta vien da chiedersi dove stia di casa la meritocrazia sopramenzionata.</em><br />
<em>Senza poi attenzionarsi sulla tipologia e sulla qualità di alcuni formatori, spesso improvvisati membri delle delegazioni provinciali che si sostituiscono ai docenti o, addirittura, nell&#8217;occasione sono qualificati come tali, cui si aggiunge la totale inadeguatezza degli esami, rammentando che, come sottolineato dal signor Ulivieri, la valutazione è un elemento importante, al termine di un percorso dispendioso in termini di tempo e pure danaro.</em><br />
<em>Gli <strong>allenatori dilettanti</strong> non provengono tutti dal <strong>professionismo</strong>, il tempo ed il denaro da investire sono in funzione di molteplici fattori, ed infine i punteggi richiesti che permettono di rientrare nei famigerati <strong>40 corsisti</strong> che di volta in volta vengono ammessi, non rappresentano un mezzo per garantire la meritocrazia, bensì vengono percepiti, giustamente, come lo strumento per rinforzare e tutelare una lobby.</em><br />
<em>Dove sta la meritocrazia? Dove sta la possibilità di accesso ai corsi garantito a tutti, come più volte millantato?</em><br />
<em>Non c&#8217;è.</em><br />
<em>Si resta perplessi quando il signor Ulivieri afferma &#8220;Non c&#8217;è tutto questo squilibrio nei punteggi di ammissione tra chi ha fatto il calciatore ad alti livelli e chi invece si è messo in mostra allenando nelle categorie inferiori o i ragazzi. Oggi ne arrivano di più dal secondo gruppo, fortuna e merito contribuiscono&#8221; e non posso condividere il suo pensiero espresso in qualità di Presidente AIAC, allo stesso tempo anche <strong>Direttore della Scuola Allenatori di Coverciano</strong>.</em><br />
<em>E, strana cosa, la prima è la diretta assegnataria, se non di tutte, della stragrande maggioranza delle <strong>attività formative</strong> deliberate dal Settore Tecnico, il quale, su indicazione della Scuola Allenatori, pubblica i bandi di ogni attività delle quali stiamo denunciando carenza ed inadeguatezza.</em></p>
<p><em>Sull&#8217;efficacia della formazione si potrebbero scrivere trattati, ma non spetta a me in questa sede: sono considerazioni troppo soggettive e non entro nel merito. Di fatto, la curiosa questione dei corsi di formazione del Settore Tecnico, in cui non viene mai bocciato nessuno (tirando in ballo addirittura la scuola di pensiero di Don Milani), corsi che sono obbligatori per tutti ma che vengono scontati ai soli associati AIAC, è fatto noto e se ne potrebbe discutere.</em><br />
<em>Vogliamo dare un taglio ad un sistema che scricchiola?</em><br />
<em>Secondo la nostra associazione la soluzione c&#8217;è ed è sotto agli occhi di tutti. Offrire ad enti pubblici e/o privati, la possibilità di strutturare <strong>Scuole di Formazione</strong>, abilitate ed accreditate dal ST, così come succede per altri albi professionali, che siano in possesso di requisiti formali al fine di potere esercitare su territorio nazionale l&#8217;attività formativa, sotto la supervisione del ST e con programmi stabiliti dalla Scuola allenatori di Coverciano.</em><br />
<em>Al <strong>ST</strong> andrebbe la <strong>gestione esclusiva dell&#8217;esame e dell&#8217;Albo</strong>. Ciò garantirebbe, a nostro modo di vedere, l&#8217;aumentare dell&#8217;<strong>offerta formativa</strong>, una maggior concorrenza tra Scuole, con conseguenti benefit in termini di qualità e costo di accesso, oltre che alla creazione di un numero di posti di lavoro al momento incalcolabile.</em><br />
<em>Noi abbiamo le idee chiare sul tema ed oggi lanciamo questo messaggio, ci sembra l&#8217;occasione giusta: l&#8217;obbligo della qualifica per poter allenare è cosa buona, ma deve essere consentito a chiunque, in egual misura, l&#8217;accesso ai corsi.</em><br />
<em>Tutto il resto che ne consegue non potrà essere che la logica conseguenza di un processo migliorativo, null&#8217;altro.</em><br />
<em>Ci sarebbe da dire molto, mi auguro di poterlo fare nelle sedi più opportune, anche di fronte ad un buon caffè.</em><br />
<em>Restiamo, tutti noi di ADA, nell&#8217;interesse degli associati e dell&#8217;intero movimento, di un Vostro cortese riscontro.</em><br />
<em>Cordialità, <strong>Federico Perelli</strong></em><br />
<em>Presidente Allenatori Dilettanti Associati</em></p>
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		<title>La lettera di fuoco a Tavecchio del calcio bergamasco: &#8220;Dissenso totale verso disservizi e politiche distruttive&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 17:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Carlo Tavecchio]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato regionale lombardo]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nazionale Dilettanti]]></category>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[Una lettera destinata a innescare la miccia di una sicura deflagrazione. Con conseguenze imprevedibili. Fatto sta che la missiva a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/12/tavecchio-carlo.png"><p>Una <strong>lettera</strong> destinata a innescare la miccia di una sicura deflagrazione. Con conseguenze imprevedibili. Fatto sta che la missiva a a Carlo <strong>Tavecchio</strong>, presidente del <strong>Comitato Regionale Lombardo</strong> della Lega Nazionale Dilettanti dal 9 gennaio 2020, che le società del calcio bergamasco stanno facendo girare per raccogliere le firme, equivale alla <strong>rottura</strong> totale e al disconoscimento delle <strong>politiche</strong>, definite come distruttive e all&#8217;insegna della &#8220;tirannia&#8221; e del &#8220;disservizio&#8221;, poste in essere dall&#8217;attuale gestione della governance regionale. </p>
<p>Una comunicazione che riportiamo integralmente e che soprattutto fa seguito alle <strong>dimissioni</strong> in massa della <strong>Delegazione di Bergamo</strong> presso il CRL: <strong>giovedì</strong> 11 novembre, infatti, con un gesto senza precedenti si sono dimessi il Capo Delegato Amleto <strong>Bertoletti</strong> insieme a Giovanni Tormena, Albino Trapletti, Floriano Ruggeri, Pierangelo Vitali e Antonio Maggioni. Alla data e all&#8217;ora di pubblicazione di questo articolo hanno aggiunto la firma <strong>47 società</strong> soltanto entro i nostri confini provinciali.</p>
<p><em>&#8220;Alla c.a. del Dott. Gabriele Gravina Presidente FIGC, del Dott. Ettore Pellizzari Vice Vicario LND,<br />
del Rag. Carlo Tavecchio Presidente CRL E per conoscenza alla c.a. dei Consiglieri del CRL</p>
<p>Con la presente missiva le scriventi società bergamasche affiliate alla FIGC ed associate alla<br />
Lega Nazionale Dilettanti per il tramite del Comitato Regionale Lombardia, intendono<br />
fermamente esprimere DISSENSO e GRANDE PREOCCUPAZIONE per quanto sta accadendo<br />
nella propria Delegazione e nel calcio dilettantistico regionale.<br />
Dal 9 gennaio scorso, ovvero, all’avvenuta elezione del nuovo Consiglio Regionale guidato dal<br />
Rag. Carlo Tavecchio, tutte le società bergamasche hanno dato allo stesso la possibilità di<br />
condurre il calcio dilettantistico provinciale come ritenuto idoneo, in un clima di sportiva<br />
collaborazione.<br />
Apprendiamo con sconcerto delle dimissioni di quasi tutti i componenti della Delegazione di<br />
Bergamo.<br />
Innumerevoli sono stati gli episodi avvenuti in questi mesi che hanno creato malcontento e<br />
preoccupazione e che tutte noi associate abbiamo attenzionato, vivendo tale circostanza con<br />
nobile silenzio, fino ad oggi.<br />
Oggi, intendiamo fermamente esprimere DISSENSO TOTALE nei confronti dell’operato del<br />
PRESIDENTE TAVECCHIO E DI TUTTO IL CONSIGLIO DIRETTIVO ATTUALMENTE IN CARICA che<br />
provincialmente sta creando notevoli disservizi alle società bergamasche.<br />
Mai avevamo vissuto a Bergamo un clima di tensione, disservizio, tirannia e villania che gli<br />
stessi componenti della delegazione hanno confermato nella loro lettera di dimissioni.<br />
<strong>Come mai la Delegazione di Bergamo è gestita da una persona che, non avendo i requisiti per<br />
ricoprire il ruolo ufficialmente, opera per nome e conto del Comitato Regionale Lombardia in<br />
via ufficiosa?</strong><br />
A tutti noi è ben chiaro che nella nostra Provincia si sta perorando un atteggiamento di<br />
distruzione di tutte quelle organizzazioni che per una vita hanno dato lustro al calcio<br />
bergamasco.<br />
Le dimissioni della Delegazione di Bergamo, alla quale noi società rivolgiamo il più sincero<br />
sostegno, sono l’indice chiaro del malcontento generale che in tutta la Regione si è profuso in<br />
questi mesi.<br />
Auspichiamo che le nuove nomine SIANO ASSOLUTA ESPRESSIONE DELLE ASSOCIATE<br />
BERGAMASCHE.<br />
Si intende quindi esercitare ogni più ampio diritto per tentare di porre rimedio immediato allo<br />
sgretolamento del calcio locale al quale da mesi stiamo assistendo, chiedendo di conferire con urgenza e celerità con le più importanti cariche Istituzionali competenti. Bergamo, (data) La Società (X)&#8221;.</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Una mamma, il figlio, il cuore e la maglia di Josip Ilicic: una storia bergamasca, atalantina, umana</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 10:41:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[maglia]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Casanova]]></category>
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					<description><![CDATA[di Silva Casanova Premessa redazionale: l&#8217;autrice della lettera Silvia Casanova, tra le promotrici del Club Amici dell&#8217;Atalanta di Verdellino (dove [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-2.jpg"><p><strong>di <em>Silva Casanova</em></strong></p>
<p><em>Premessa redazionale: l&#8217;autrice della lettera <strong>Silvia Casanova</strong>, tra le promotrici del <strong>Club Amici dell&#8217;Atalanta di Verdellino</strong> (dove ha abitato per 23 anni prima di trasferirsi a Colognola) intitolato a <strong>Ivan Ruggeri</strong>, ha lavorato per l&#8217;attuale presidente del Centro di Coordinamento Marino Lazzarini, imprenditore da sempre vicino all&#8217;<strong>Atalanta</strong>, collaborando anche alla Camminata Nerazzurra. In una sola settimana ha venduto 200 drappi celebrativi &#8220;An sé a mò ché &#8211; Cempion Lig&#8221;, il cui ricavato viene devoluto alla Croce Rossa di Bergamo per l&#8217;acquisto di una vettura per il trasporto dei dializzati. Il presidente del club di Boccaleone, Paolo Tintori, le ha promesso la prima trasferta pagata quando il lockdown anche per i tifosi sarà finito. Con questa <strong>lettera</strong> accorata ci spiega i significati profondi che per la sua famiglia e per lei hanno il pallone, l&#8217;Atalanta e <strong>Josip Ilicic</strong>, colpito da Coronavirus e guaritone proprio come lei. Al termine di <strong>Sassuolo-Atalanta 2-6</strong>, poco dopo Natale 2018, aveva pronosticato la qualificazione in Champions League: circostanza puntualmente verificatasi. Suo figlio aveva anche ottenuto la maglia (da bancarella!) del Papu Gomez in occasione dell 7-1 subìto dall&#8217;Inter il 12 marzo 2017, considerata un <strong>portafortuna</strong>. Non ha mai creduto alle voci estive sulle ragioni della crisi dello sloveno, autore di un grande gesto: andiamo a scoprirlo insieme.</em></p>
<p>Ciao, mi chiamo <strong>Silvia</strong> e sono un’accanita appassionata del calcio grazie a mio papà Tarcisio che fin da piccolissima mi portava al vecchio stadio “Brumana”, poi “Atleti Azzurri di Italia&#8221;, ora Gewiss Stadium, ad ammirare le partite casalinghe della magica Dea. Ricordo i mitici <strong>Pacione, Soldà, Magrin, Stromberg, Piotti, Osti, Zenoni, Doni</strong>, ma la lista sarebbe lunghissima e non me ne voglia chi non ho citato!!!</p>
<p>Sono una tifosa e persona molto strana, non una vip ma conosciuta sui nostri campi di calcio <strong>dilettantistico</strong> viste le mie società girate in ordine di tempo: la vecchia <strong>Fiorente</strong> Colognola presieduta da Renzo Maffeis, poi dal signor Pezzoni, il Comun Nuovo, poi la Pontirolese dell’allora presidente Spini, la mitica Colognese dal compianto Giacomo Cavalleri, l&#8217;ormai deceduta <strong>Verdellinese</strong> del grande pres Duilio Armani, la Pro Lurano dove ormai purtroppo esiste solo il settore giovanile e ora, dulcis in fundo, la straordinaria società, il <strong>Sabbio</strong>, del grande Jerry Benvenuto e famiglia diretta dal mitico Rux visto che mio figlio Paolo (in onore di Maldini) vi gioca e guidata dal super mister Roberto Bonati, grande intenditore e grande milanista. Il mio <strong>cuore</strong> è il mio sangue sono rossi e neri, ma nel mio grande cuore e tanto sangue c&#8217;è spazio per l&#8217;insuperabile <strong>Atalanta</strong>: il mio <strong>sogno</strong> è che in questa stra stagione il Diavolo vinca lo <strong>scudetto</strong> e la Dea arrivi seconda con la vittoria della <strong>Champions League</strong>. Sognare non costa nulla.</p>
<p>Ma ora vi spiego il vero motivo per cui vi sto scrivendo: vi racconto un <strong>aneddoto</strong> del <strong>29 dicembre del 2018</strong>, e qui viene chiamato in causa il grande uomo e il grande giocatore, <strong>Josip Ilicic</strong>. Era un sabato, non faceva molto freddo quando in mattinata io, mio figlio Matteo e il mio ora ex marito decidiamo di recarci alla volta di <strong>Reggio Emilia</strong> dove la Dea alle ore 15 avrebbe disputato l’incontro di campionato in anticipo per la partita imminente di Europa League contro la squadra casalinga del <strong>Sassuolo</strong> allenata da Roberto De Zerbi. Arrivati a destinazione e sempre con un po’ di emozione, ci accomodiamo in tribuna centrale dove finalmente alle 15 esatte ha inizio il match (con alcuni cambi effettuati dal Gasp in vista del match di EL) e dove già al minuto 19 siamo in vantaggio con un gol del grande Zapata e sul finire del primo tempo raddoppia il super Papu Gomez&#8230; ma credetemi, il bello deve ancora venire!!!!</p>
<p>Dopo aver sofferto per poco per la doppietta di Duncan, per fortuna rintuzzata dal terzo di Mancini, mister Gasp inserisce il vero mostro nel senso buono, Josip <strong>Ilicic</strong>, che con tre invenzioni delle sue chiude definitivamente la disputa, dopo essere subentrato a Barrow, altro grande ex e mito di mio figlio Paolo. Risultato finale, 6-2 con <strong>tripletta della Nonna</strong>. Ed ecco il magic Moment: Ilicic viene giustamente premiato a fine gara da Sky come miglior giocatore e si porta a casa il pallone. A fine intervista <strong>Giuseppe</strong> si dirige sotto la nostra curva e lancia la sua <strong>maglia</strong> da gioco. Passa sotto di noi per recarsi negli <strong>spogliatoi</strong> e qui accade l’incredibile: <strong>Matteo</strong>, mio figlio, allora dieci anni, suo fan, lo chiama, anche se fermato ma inutilmente dagli steward, lui si gira sentendo una voce da bambino, Matteo gli chiede una <strong>maglietta</strong> che lui non aveva più indosso, ma, e qui arriva l’incredibile, Giuseppe gli dice di attendere un attimo. Gli steward ci redarguiscono ma a noi non importa, dicendo che devono chiudere lo stadio e che tutti i giocatori dicono che ritornano indietro e poi non lo fanno&#8230; Con incommensurabile felicità il nostro <strong>numero 72</strong>, dopo due minuti che sono sembrati interminabili, riappare tra lo stupore di tutti noi con la <strong>maglia usata nel pre riscaldamento</strong> e ancora oggi sporca di un filo di erba nonostante i lavaggi, la dona al piccolo Matteo col suo autografo.</p>
<p>Dopo nemmeno cinque minuti eravamo giustamente fuori dal Mapei Stadium con Matteo (ma a essere sincera pure io e suo padre!!!) che saltava di gioia per aver ricevuto la <strong>maglia del suo idolo</strong>, anche se Matteo ha provato a giocare a calcio ma non ama praticarlo (ama andare a vedere il Sabbio). Vi ho voluto raccontare questo episodio della mia lunga vita (ho 48 anni anche se me ne danno di meno!!!) per fare capire a me e a tutti voi quanto il SIGNOR JOSIP ILICIC abbia un immenso <strong>cuore</strong> e quanto sia una persona prima e calciatore poi super sensibile: io lo capisco in modo particolare, per essere <strong>scampata alla morte</strong> a marzo per il Covid-19 pur senza aver paura di nulla nonostante abbia superato due brutte operazioni in questi ultimi tre anni. E per significare quanto abbia <strong>sofferto</strong> lui per primo e poi i suoi cari, oltre ovviamente pure tutti noi, per non aver avuto per questo periodo calcistico e non la sua presenza accanto a noi. Gli auguro, come tutte le persone che amano o non amano il gioco del calcio, di riprendersi al mille per mille da questi mesi perduti calcisticamente parlando e di riacquistare, se non lo avesse già fatto, il tempo perduto senza essere stato vicino ai suoi familiari.</p>
<p>Da tifosa e da persona auguro al signor Giuseppe, Josip o per dirla alla Gasp <em><strong>La Nonna</strong></em>, tutto il bene possibile e auguro alla famiglia Percassi e alla grande Atalanta di raggiungere tutti gli obiettivi possibili in Italia e in Europa: il mio sogno è che il Diavolo vinca lo scudetto e la Dea arrivi seconda vincendo la Champions League. Un occhio di riguardo in più lo avrò sempre per il grande Josip Ilicic, o Giuseppe, o Nonna: chiamatelo come vi pare, basta che torni ad essere il miglior Ilicic e che coi gol suoi e dei compagni porti la Dea il più in alto possibile. Ah, dimenticavo una cosa: mio figlio Paolo, 23 anni, in forza al Sabbio, si chiama così in onore del super, fantastico, geniale, il top dei top Paolo Mandini: chissà se un giorno riuscirò a conoscerlo! Altra cosa importante: sempre io e Matteo abbiamo conosciuto il mitico mister <strong>Gian Piero Gasperini</strong> e devo smentire un articolo che ho letto in questi giorni dove risulta essere antipatico: anzi, tutt’altro visto il suo comportamento con me e Matteo, e quando lo abbiamo conosciuto era dopo qualche giorno dall’episodio di Marassi dove avrebbe dato una manata a un dirigente della Sampdoria. Buona fortuna a tutti, soprattutto in quest&#8217;anno orrendo, da Silvia, Matteo, Paolo e Gian.<br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-91374" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-1.jpg" alt="" width="546" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-1.jpg 546w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-1-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a><br />
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<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-91376" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-2.jpg" alt="" width="408" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-2.jpg 408w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/image-2-168x300.jpg 168w" sizes="(max-width: 408px) 100vw, 408px" /></a><br />
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		<title>La lettera del presidente Chiara Foglieni sul futuro: &#8220;La Virtus Ciserano Bergamo 1909 c’è e ci sarà&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2020 12:20:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Virtus Ciserano Bergamo tornerà più forte di prima, non c&#8217;è pandemia che tenga. A confermarlo la lettera pubblicata dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/05/foglieni-virtus-ciseranobg.jpg"><div class="pf50-min-md pf25">
<p>La Virtus Ciserano Bergamo tornerà più forte di prima, non c&#8217;è pandemia che tenga. A confermarlo la lettera pubblicata dal presidente <strong>Chiara Foglieni</strong> sul sito ufficiale del club che vi riportiamo in maniera integrale:</p>
<p><em>Alle comunità di Alzano Lombardo e Ciserano, allo staff, agli atleti e ai tifosi tutti.</em></p>
<p><em>Carissimi,</em></p>
<p><em>ci stiamo lasciando alle spalle un periodo estremamente delicato, il Covid-19 è entrato d’ un tratto nelle nostre vite stravolgendo la nostra quotidianità, costringendo le nostre scelte e spazzando via ogni nostra certezza sul futuro. </em><em>La nostra amata provincia è stata flagellata, i momenti bui sono stati troppi, come troppe le scomparse dei nostri cari, ma il popolo bergamasco si sta rialzando e, siamo sicuri, rinascerà ancora più forte. </em><em>Ci stiamo lentamente riprendendo le nostre vite, il nostro lavoro e la nostra socialità, ma abiteremo in un mondo sicuramente diverso, magari, almeno, migliore.</em></p>
<p><em>Oggi, questa nostra lettera aperta&nbsp;scritta a nome di&nbsp;<strong>tutto il CDA della Virtus Ciserano Bergamo, vuole lasciare un messaggio di speranza, positività e sicurezza nel domani. </strong></em><em><strong>La Virtus Ciserano Bergamo 1909 c’è e ci sarà.&nbsp;</strong></em><em>Davanti a momenti come questo la nostra missione si deve rafforzare, quello che ci siamo ripromessi di portare avanti al momento della fusione deve&nbsp;<strong>rimanere il cuore del nostro lavoro</strong> e, ora più di prima, sarà importante continuare ad essere un solido e cosciente punto di riferimento sportivo per tutti i nostri ragazzi e per i nostri Paesi.&nbsp;</em><em>La nostra grande passione, però, non può prescindere dall’ascoltare le difficoltà economiche che tante, troppe realtà industriali stanno vivendo e vivranno, per cui le scelte future di tutti noi saranno ancora più mirate, equilibrate e consapevoli. Con tutta la trasparenza che ci ha sempre contraddistinto vi assicuriamo che faremo del nostro meglio per portare avanti e a termine tutti i progetti programmati mantenendo, però,&nbsp;<strong>ben chiare le priorità più rilevanti e garantendo la continuità della nostra realtà sportiva, ma con un occhio alle nostre realtà imprenditoriali per rispetto dei nostri lavoratori e delle comunità locali.</strong></em></p>
<p><em>“Dobbiamo considerare le conseguenze a lungo termine delle nostre azioni. Quando scegliamo tra le alternative, dobbiamo indagare non solo il modo di superare la minaccia immediata, ma anche chiederci in quale mondo vogliamo vivere una volta passata la tempesta” (Yuval Noah Harari).</em></p>
<p><em>Per questo, la Virtus Ciserano Bergamo inizierà solo ora a prendere decisioni specifiche in merito alla prossima stagione sportiva con l’obiettivo, in primis, di salvaguardare a pieno la salute e la sicurezza dei propri atleti e collaboratori dentro e fuori dal campo nonché il lavoro di tutti per una nuova annata serena dalla prima all’ultima giornata. </em><em>Chiudiamo con un doveroso ringraziamento a tutti: sponsor, volontari, atleti, staff e collaboratori che – in questi pochi mesi insieme – hanno creduto in noi come persone e come progetto sociale e sportivo a lungo termine e chi continuerà a crederci con la sicurezza di avere alle spalle solidità e professionalità, per tornare a tifare insieme e, speriamo, anche ad abbracciarci sugli spalti senza più paura&#8221;.</em></p>
<p><em>Vi terremo aggiornati!</em></p>
<p><em>Con Stima</em></p>
<p><em>Sempre Forza Virtus Ciserano Bergamo!</em></p>
<p><em><strong>Il Presidente</strong></em></p>
<p><strong><em>Chiara Foglieni</em></strong></p>
</div>
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<div class="pull-right">&nbsp;</div>
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		<title>Gabbiadini, cuore a Bergamo: &#8220;Troppo forte per essere sconfitta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 17:21:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta&#8221;. Parola di Manolo Gabbiadini da Bolgare, maglia Sampdoria ma cresciuto nell&#8217;Atalanta, uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2013/06/gabbiadinibgsport.jpg"><p><em>&#8220;Tu, <strong>Bergamo</strong>, sei troppo forte per essere sconfitta&#8221;</em>. Parola di Manolo <strong>Gabbiadini</strong> da Bolgare, maglia <strong>Sampdoria</strong> ma cresciuto nell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, uno dei primi contagiati nel calcio di serie A, in un post sotto forma di lettera sul proprio profilo <em><strong>Instagram</strong></em>. <em>&#8220;Cara Bergamo, a dedicarti queste righe, mentre stai vivendo un momento terribile, è un bergamasco, per giunta di poche parole. Noi preferiamo i fatti, o piccoli gesti che valgono più di mille parole&#8221;</em>, l&#8217;incipit.</p>
<p>L&#8217;attaccante mancino, esordio in nerazzurro il 14 marzo 2010 a Parma (sconfitta per 1-0, allenatore Bortolo Mutti) e <strong>2 reti</strong> (al Gubbio nel 3-4 di Coppa Italia del 21 agosto 2011 e al Bologna in campionato nel 2-0 del 25 marzo 2012) sotto Stefano Colantuono in 26 presenze con la &#8220;sua&#8221; maglia, parla del dramma della pandemia: <em>&#8220;In queste settimane così strazianti, però, non riesco a non dedicarti il mio pensiero mentre guardo le scene più angoscianti che si possano immaginare. Colpi al cuore, che fanno male. Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta. Per piegarti, pensa, ci è voluto un nemico della peggior specie, mai visto prima, infido, subdolo, invisibile. Per piegarti, ma non per sconfiggerti&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Gabbiadini</strong> scrive di fatto una preghiera da emigrato del pallone:<em> &#8220;Io, Bergamo, da bergamasco che non dimentica le sue origini, ti mando il mio abbraccio e il mio incoraggiamento, esortandoti a rialzarti. Più forte di prima. Perché non ho dubbi che sarà così. Perché il tuo è un popolo di lavoratori, che lotta e suda in silenzio, che combatte le difficoltà con orgoglio, fierezza e dignità, senza lamentarsi. Con la profonda convinzione che tutto questo li ripagherà. Tu, Bergamo, continua a combattere. Mola mia, Bérghem&#8221;</em>.</p>
<p>https://www.instagram.com/p/B-UPnDwB9dZ/?utm_source=ig_web_button_share_sheet</p>
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		<title>Il Bocia a Percassi: &#8220;Ritira l&#8217;Atalanta dal campionato, la guerra è contro il virus&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 13:44:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Già il titolo della lunga lettera è significativo: &#8220;Cosa stiamo aspettando…&#8221;. Il destinatario, anche se il tramite scelto è la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/04/Percassi-e-Bocia.jpg"><p>Già il titolo della lunga lettera è significativo: <em>&#8220;Cosa stiamo aspettando…&#8221;</em>. Il destinatario, anche se il tramite scelto è la pagina Facebook <em><strong>&#8216;Sostieni la Curva&#8217;</strong></em>, voce ufficiale delle iniziative della <strong>Curva Nord</strong>, è il proprietario della <strong>Bergamo</strong> del pallone: <em>&#8220;Caro presidente <strong>Percassi</strong>, la conosco e so che lei è un uomo di fede. Una strage cittadina unica e storica merita un&#8217;altrettanto unica e storica decisione. Mi esce spontaneo pensare che sia possibile che per l&#8217;Atalanta il campionato finisca qua&#8221;</em>. Firmato, semplicemente, <strong>&#8216;Claudio&#8217;</strong>, al secolo Galimberti, detto <strong>Bocia</strong>, da Redona, professione ultrà daspato e attualmente residente nel Pesarese. Il calcio, insomma, ai tempi del Coronavirus non ha proprio ragion d&#8217;essere. Bisogna fermarsi e chiudere qui la stagione 2019-2020.</p>
<p>Un invito esplicito a <strong>ritirare</strong> dalle competizioni la squadra di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, quarta in serie A e ai quarti di finale di Champions League: <em>&#8220;Bergamo e la sua gente vengono prima della nostra squadra. Voglio pensare che la nostra Atalanta sia un esempio per tutti in questa guerra, indipendentemente da cosa decideranno i vertici del calcio</em> &#8211; si legge -. <em>Basti pensare a quanti tifosi si è portato via questo maledetto virus. Non pensiamo che tornare all&#8217;Atalanta equivalga al ritorno alla normalità, vorrebbe dire non rispettare chi non siamo riusciti a piangere e chi per Bergamo ha dato la vita. Per ritornare all&#8217;Atalanta c&#8217;è sempre tempo e un giorno vinceremo lo scudetto, ma ora esultare per un gol di <strong>Gomez</strong> non ha più senso&#8221;</em>.<br />
<a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/lettera-Galimberti-Percassi.jpg" class="cbox cbox" ><img loading="lazy" decoding="async" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/lettera-Galimberti-Percassi.jpg" alt="" width="720" height="960" class="aligncenter size-full wp-image-79983" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/lettera-Galimberti-Percassi.jpg 720w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/lettera-Galimberti-Percassi-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
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		<title>Atalanta-Juventus, lacrime e rabbia del tifoso (con famiglia) lasciato fuori per un disguido: &#8220;Non vengo più&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 12:57:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Per la mia Dea Card non si preoccupi, io lì non ci vengo più. Con rabbia e con amore&#8221;. Lacrime, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/11/20191123_145937-1024x614.jpg"><p><em>&#8220;Per la mia <strong>Dea Card</strong> non si preoccupi, io lì non ci vengo più. Con rabbia e con amore&#8221;.</em> Lacrime, soprattutto della <strong>figlioletta</strong> di 10 anni. Sconforto, anche della <strong>moglie</strong>, per l&#8217;acqua presa in testa in attesa che chi di dovere risolvesse la grana. E l&#8217;amara delusione di <strong>Alessandro</strong> <strong>Foiadelli</strong>, il capofamiglia di un simpatico quanto sfortunato terzetto rimasto fuori dal <strong>Gewiss</strong> <strong>Stadium</strong>, alias lo stadio per famiglie e bambini, senza poter assistere ad <strong>Atalanta-Juventus</strong> sabato pomeriggio. Motivo? I tre biglietti, i tre titoli validi per l&#8217;ingresso, non si erano caricati sulla Dea Card.</p>
<p>E Foiadelli, protagonista di un faccia a faccia con l&#8217;addetto al pubblico della Società, identificato con la sola iniziale del cognome &#8211; &#8220;<strong>Signor M.</strong>&#8221; &#8211; , non ha trovato altro che sfogarsi amaramente sui <strong>social</strong> per l&#8217;ingiustizia subìta per disguidi non certo dipendenti dalla sua volontà, dopo aver rifiutato ogni offerta &#8220;personale&#8221; di rimborso in quanto considerata umiliante e offensiva per un tifoso atalantino di lungo corso come lui.</p>
<p>Eccone gli estratti più significativi. <em>&#8220;Grumello del Monte. Caro signor M., </em><em>sono Alessandro Foiadelli, ho un senso di disgusto per quello che è successo a me e alla mia famiglia riguardo il mancato ingresso allo stadio per Atalanta-Juve. A casa ho verificato i passaggi della transazione: risultava conclusa, il pagamento effettuato. Poi non so cosa sia mancato e, francamente, ora non me ne importa. Comunque la banca ha stornato la quietanza. Mi è stato impedito di seguire mia moglie e mia figlia alla biglietteria perché avevo gia passato il tornello. Mia moglie non è mai entrata in uno stadio e mio malgrado sono stato costretto ad abbandonarla, insieme a mia figlia di 10 anni, in mezzo a tutta quella confusione e sotto il diluvio.</em></p>
<p><em>Sentire al di là del telefono mia figlia piangere disperata in mezzo alle proteste degli altri tifosi alle prese con problematiche più o meno simili mi ha fatto ribollire il sangue. Solo allora arriva uno steward con gillet arancio che mi aiuta e mi accompagna alla biglietteria dove ho trovato le mie signore sotto il diluvio, smarrite e impaurite, mia figlia choccata, tanto da dirmi &#8216;non vengo più&#8217;&#8230; Nel frattempo se ne era andata un&#8217;ora e per giunta al botteghino avevano anche trattenuto le tessere di mia moglie e mia figlia. Le stesse facce smarrite e impaurite le leggevo sui volti dei ragazzi dentro il botteghino, abbandonati a se stessi a sbrogliare una situazione che diventava sempre piu complicata.</em></p>
<p><em>Quando ho visto arrivare Lei, caro signor M., all&#8217;alba delle 14,55, non mi sarei mai aspettato di essere trattato come truffatore o un delinquente. </em><em>Mi sarei aspettato una persona che risolvesse un problema e magari le scuse per aver abbandonato due signore, una di 10 anni, sotto il diluvio, nello sconforto di non vedere la partita piu importante del campionato e soprattuto abbandonate e costrette a restare in quella bolgia, perché i documenti erano stati trattenuti. Mi ha sbattuto la porta in faccia signor M., e l&#8217;unica cosa che sapeva dire era che per una manata sulla porta avrebbe potuto anche vietarmi l&#8217;ingresso per sempre allo stadio.</em></p>
<p><em>E mi ha insultato dicemdomi che mi avrebbe rimborsato personalmente. Io non so quale sia il suo compito preciso, ma so che lo svolge nel peggiore dei modi. Lei non ha capito l&#8217;Atalanta. Parlo del popolo dell&#8217;Atalanta, noi che la seguiamo ovunque e sempre. Io le avrei pagato altre 85 euro per entrare. Io che dal 1976 seguo la Dea, e prima ancora sporadicamente quando mio nonno si faceva 10 km con me a cavallo del canotto di una bici, pedalando con una gamba di legno. Lei non sa cosa sia la passione di uno che si fa 1000 km in auto da solo per vedere Bari Atalanta, o che sale sulla statua del quartiere per metterle la maglia della Dea. Lei non mi ha restituito i soldi di un paio di scarpe comprate all&#8217;Orio Center, Lei ha calpestato la mia passione. Signor M. è riuscito in 2 minuti in un&#8217; impresa ben peggiore, <strong>farmi odiare l&#8217;Atalanta</strong>&#8220;.</em></p>
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