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	<title>Lucchese-AlbinoLeffe &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Poker di Manconi a Lucca, l&#8217;AlbinoLeffe rischia l&#8217;aggancio ma vince: 5-4</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 16:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lucchese – AlbinoLeffe 4-5 (0-3) LUCCHESE (3-4-1-2): Coletta 5; Solcia 5 (34&#8242; pt Meucci 6), Benassi (cap.) 5,5, Dumancic 5; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/10/AlbinoLeffe-Manconi-vs-Pergolettese.jpg"><p><strong>Lucchese – AlbinoLeffe 4-5 (0-3)</strong><br />
<strong>LUCCHESE (3-4-1-2):</strong> Coletta 5; Solcia 5 (34&#8242; pt Meucci 6), Benassi (cap.) 5,5, Dumancic 5; Papini 5,5, Sbrissa 6 (1&#8242; st Molinaro 6,5), Cesay 5,5, Adamoli 5,5; Scalzi 6,5 (1&#8242; st Moreo sv, 14&#8242; st Lo Curto 6, 36&#8242; st Panati sv); Bianchi 6,5 Nannelli 7. A disp.: 12 Biggeri, 13 Cellamare, 14 Signori, 17 Bartolomei, 18 Convitto, 28 De Vito, 30 Caccetta. All.: Giovanni Lopez 5,5.<br />
<strong>ALBINOLEFFE (3-5-2):</strong> Savini 5,5; Canestrelli 6, Mondonico 5,5, Riva 6; Gusu 7, Piccoli 5,5, Genevier 6, Giorgione (cap.) 7, Gelli 6,5 (35&#8242; pt Ghezzi 6); Manconi 10, Galeandro 6,5. A disp.: 24 Paganessi, 31 Caruso (p), 2 Cerini, 3 Berbenni, 4 Nichetti, 10 Gabbianelli, 14 Maffi. All.: Marco Zaffaroni 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> De Tommaso di Rimini 6 (Paggiola di Legnago, De Nardi di Conegliano; IV Colaninno di Nola).<br />
<strong>RETI:</strong> 22&#8242; , 32&#8242; , 48&#8242; pt e 14&#8242; st Manconi (A), 19&#8242; st rig. Giorgione (A), 27&#8242; st Bianchi (L), 29&#8242; st Nannelli (L), 36&#8242; st Benassi (L), 46&#8242; st Meucci (L).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Benassi e Canestrelli per gioco scorretto, Mondonico per proteste. Tiri totali 11-14, nello specchio 5-6, respinti 3-4, parati 1-2. Corner 1-0, recupero 3&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Lucca</strong> – Una <strong><em>manita</em></strong> da urlo? Macché, una strizza pazzesca, per quei <strong>quattro</strong> ormeggi mollati nel finale ipoteticamente da garbage time, e invece da <strong>sofferenza</strong> prolungata. E dire che la pratica pareva imbustata dallo schiaffo sotto le gambe dal dischetto di capitan <strong>Giorgione</strong>, in una partita mai nemmeno cominciata sul serio. Si scrive <strong>Lucchese</strong>, si legge autostrada a pelo d&#8217;erba. Anche se dal settantesimo in avanti le parti si sono rovesciate Al casello, per il ritorno al successo da thrilling dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> nel <strong>recupero della nona giornata</strong> a ruota del ko col Como, <strong>Jacopo Manconi</strong> innesta quinta e sesta autostradale in un fazzoletto, per poi portarsi via il pallone del pokerino (8 totali) senza doversi preoccupare di una sbarra che il fanalino di coda del <strong>girone A di serie C</strong> non è in grado di calare. A quota 18 punti, coi playoff all&#8217;orizzonte, chiude il mese la domenica a Novara sempre alle tre del pomeriggio. Ma occhio ai cali di concentrazione, altrimenti si rischia di brutto.<br />
Dopo le schermaglie tra i quinti, solo da destra per i locali imboccando Savini, entro la cinquina cronometrica dallo start, ecco il lampo del buio di Giorgione, tra le braccia di Coletta, rientrando dal vertice mancino nell&#8217;asse lungo con Riva. Lo slalomista <strong>Gelli</strong>, saltata a piè pari la catena di competenza, stecca la nona sinfonia solo per il rinvio in estirada da spazzino del lucchetto Benassi, mentre di qua Canestrelli fa lo stesso (12&#8242;) per spezzare la cordata Bianchi-Nannelli, comunque lontana dalla porta. Al 14&#8242; anche il portiere dei bergamaschi deve scaldarsi i guantoni, arroventati dalla punizione mancina di <strong>Scalzi</strong> (conquistata da Bianchi) dritta nell&#8217;angolino. Un segnale d&#8217;incipiente insicurezza, se è vero che un tris più tardi il retropassaggio di Genevier sbattendo addosso al suo centrale di sinistra innesca ancora il tiratore scelto, per fortuna dei bianchi rimbalzato addosso al recuperante <strong>Mondonico</strong>. Niente paura, sbagliano anche gli altri e la pagano subito: verso la metà della frazione, Cesay s&#8217;impappina e infiocchetta il regalo di Natale anticipato a <strong>Galeandro</strong>, che oltre la metà campo imbecca corsetta, dribbling sull&#8217;estremo difensore di casa e appoggio sinistrorso del decisivo apripista appena dentro l&#8217;area. Nemmeno un paio di minutini e il livornese schierato largo sprinta nuovamente per allungarsi la palla di un amen di troppo, un altro ottovolante per la <strong>doppietta</strong> imbracciata stavolta di destro dal bomber di giornata e assoluto di squadra grazie al servizio delivery di <strong>Canestrelli</strong> con una sventagliata in diagonale dalla difesa: il piattone non lascia scampo all&#8217;ultimo baluardo toscano alla terza uscita del pomeriggio.<br />
La corsetta temporale successiva premia il merito di Riva, schierato last minute, bravo a stoppare il solito trequartista rossonero sulla combinazione Sbrissa-Bianchi con retro-sponda della punta, prima del cambio per parte per sopraggiunti problemi fisici: ora Gelli, nel warm up <strong>Gabbianelli</strong>. Non si sorseggia il tè se non dopo un&#8217;altra certezza in saccoccia, la perla da settebello del mattatore del mercoledì nel deserto. A un poker dall&#8217;intervallo, la <em>Pantera</em> non graffia per questione di centimetri, con <strong>Bianchi</strong> a calciare a lato del palo lontano a rimorchio di Nannelli, proiettato sul fondo proprio dalla sua rifinitura sull&#8217;apertura di Adamoli, venendo ancora castigata implacabilmente, perché al <strong>capitano</strong> sannita basta avanzare tra le linee per il filtrante adatto a passettino e sinistro a incrociare dell&#8217;implacabile terminale, tanto bravo da non far patire ai suoi l&#8217;assenza della boa <strong>Cori</strong>. La ripresa s&#8217;avvia col mattatore che allarga per <strong>Piccoli</strong>, fermato da Adamoli, mentre sul prosieguo Ghezzi non fende la selva di gambe nella mischia e Canestrelli spara in curva dalla lunghissima. C&#8217;è spazio per un botta e risposta. Al 6&#8242; il prodotto del vivaio interista scappa, trovato da sinistra da Galeandro: Adamoli chiude alla Bellini; quindi la giocata Meucci-<strong>Molinaro</strong> libera al limite la seconda punta di Lopez che non fa i conti con lo stinco di Piccoli devia di stinco oltre la traversa per il corner numero uno. Al 9&#8242; l&#8217;ex Moreo ci prova dalla distanza alzando la mira su rimessa spondata da Nanelli, cento secondi e Giorgione lancia <strong>Ghezzi</strong>, avanzato ad attaccante con Galeandro esterno sinistro: Coletta gli chiude lo specchio come in seguito il perno nemico, davanti alla linea, sul ritorno di fiamma del futuro pokerista. A un Ave Maria dal <strong>quarto d&#8217;ora</strong> il legno sinistro decide di baciare la stoccata dai 18 metri del numero 22, servito benone da <strong>Gusu</strong> che a tiro della botta fuori misura del beneventano (17&#8242;) si conquista il rigore tornando dalla fine del campo sulla sfera soffiatagli da Adamoli per costringerlo alla scorrettezza. Al 22&#8242;, il sussultone dell&#8217;aspirante pentamarcatore finito in fallo laterale ancora su ispirazione del rumeno.<br />
Luce spenta, i locali si risollevano dalla fossa delle Marianne per timbrare addirittura la <strong>quaterna</strong> della bandiera, di cui la metà a stretto giro di posta. Tra 27&#8242; e 29&#8242;, tocca a quelli in prima linea: <strong>Bianchi</strong> cade e si gira sull&#8217;uno-due praticamente da terra con Molinaro per infilare Savini sul suo palo, <strong>Nannelli</strong> trova l&#8217;incrocio davanti alla destra dell&#8217;area piccola servito dal precedente al culmine di in flipper infinito Cesay-Canestrelli-Dumancic. Il falletto di Mondonico sul centravanti entro i 20 metri consente a <strong>Benassi</strong> di bucare la ragnatela alla sinistra del ragazzo in guanti di scuola torinista. Su azione, per via di un esterno a corpo sbilanciato, l&#8217;uomo dalla fascia al braccio non ce la fa a sognare la rimonta al quarantesimo, a tre dal conato centrale di <strong>Genevier</strong> da posizione defilata, giusto perché l&#8217;illusione di acciuffare un pareggio che avrebbe avuto del pazzesco spetta a <strong>Meucci</strong>, capace di inventarsi la telefonata sotto il sette appoggiato dal triangolo sinistra-centro Nannelli-Cesay-Molinaro con assist all&#8217;indietro. Cose che nemmeno nei noir.<br />
<em><strong>Simone Fornoni </strong></em></p>
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