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	<title>Machester City &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Youth League, la Primavera batte ancora il City</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 15:10:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/11/Primavera-vs-Manchester-City-1024x614.jpg"><p><strong>Atalanta – Manchester City 1-0 (1-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Gelmi 6,5; Bergonzi 6,5, Okoli 6,5, Guth 6,5, Brogni 6; Gyabuaa 6, Da Riva 8, Sidibe 6; Traore 6, Piccoli 7, Cambiaghi (cap.) 6,5. A disp.: Dajcar, Cittadini, Milani, G. Renault, Finardi, Italeng, Ghisleni. All.: Massimo Brambilla 6,5.<br />
<strong>MANCHESTER CITY (4-3-3):</strong> Bazunu 6,5; Dionkou 6, Mcdonald 6, Harwood-Bellis (cap.) 6,5, Ogbeta 6; Bernabé 7 (29&#8242; st Palmer 6), Pozo 6, Dele-Bahisru 5; Poveda 6,5, Touaizi 5,5 (29&#8242; st Delap 6), Rogers 5. A disp.: Slicker, Burns, Fiorini, Garre, Knight. All.: Paul Harsley 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Christofi 6 (Cipro; Georgiou-Kalogirou, IV Sozza).<br />
<strong>RETE:</strong> 36&#8242; pt rig. Piccoli (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio piovoso, spettatori 450. Ammoniti Gyabuaa, Okoli, Delap e Brogni per gioco scorretto. Corner 4-12, recupero 1&#8242; e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Zingonia</strong> &#8211; Unghie lunghe per graffiare la carne viva della sfida e denti stretti per bissare il colpaccio dell&#8217;andata. La botta dal dischetto di <strong>Roberto Piccoli</strong> (quarto sigillo in coppa, come in campionato: domenica alle 10 a Roma si difende la vetta solitaria) e via. La <strong>Primavera dell&#8217;Atalanta</strong> sotto l&#8217;acquazzone indossa la cerata del cinismo per battere un <strong>Manchester City</strong> manovriero e da superiorità territoriale costante ma infruttuosa, rafforzando il <strong>secondo</strong> posto (7, City a 4, Shakhtar a 2) nel girone C di <strong>Youth</strong> <strong>League</strong>.<br />
Gli avversari, a onor del vero, erano orfani delle due colonne Garcia &amp; Doyle, divelte dall&#8217;organico di Harsley per puntellare il tempio di Guardiola a San Siro nella sfida tra big. Al 7&#8242; Poveda, il superstite delle convocazioni dei grandi, slalomeggia e si accentra per il mancino dal limite preda dei guantoni di Gelmi. Un poker cronometrico e Mcdonald devia di coscia la punizione dal centrosinistra di Bernabé, ma il portiere di casa si complica la vita col rinvio corto di piede arpionato dallo stesso spagnolo: a lato. Al 18&#8242; ecco la Baby Dea, con Guth ad anticipare di testa Bazanu sullo spiovente da fermo di Brogni da mancina, anche se lo specchio rimane una chimera. Non per Harwood-Bellis, che all&#8217;alba del ventesimo &#8211; rimasto lì dopo un altro angolo &#8211; incoccia di fronte l&#8217;ammollo della mezzala destra dei Cityzens: l&#8217;estremo di Brusaporto è aiutato dal palo, il sinistro in tap-in di Dionkou viene alzato in corner dal muro difensivo di Okoli. Come all&#8217;andata, i Blues si spengono e, a tiro del colpo di frusta del futuro risolutore (piazzato di Brogni) vanificato dall&#8217;offside (Bazunu c&#8217;era), arriva la svolta, al 35&#8242;, con la carica di Dele-Bashiru su Piccoli sugli sviluppi del primo angolo by Brogni con Sud in sulla traiettoria: dal dischetto l&#8217;ariete di Sorisole calcia spiazzante e sotto la traversa alla destra del baluardo britannico.<br />
Al 41&#8242; il contropiede solitario di Traore, spostato a sinistra, sul quinto corner altrui, viene chiuso dal recupero di Mcdonald. Se il primo tempo si conclude colla zuccata molle dell&#8217;apripista, pescato da Bergonzi, la ripresa si avvia con la palla dentro del migliore in fucsia-salmone per il centroboa, che chiama Gelmi all&#8217;uscita bassa allargandosi troppo sul fondo. Nerazzurrini sulla difensiva, ma su un campaccio pesante e lento meglio così. Anzi, quando si aprono squarci nel forcing nemico si vede la luce, come Cambiaghi e il suo sinistro improvviso al quarto d&#8217;ora da quasi 25 metri. Bazunu è pronto anche sulla svettata di Okoli al 27&#8242; accarezzata dal tiro dalla bandierina di Brogni. Al 31&#8242; l&#8217;asse Pozo-Delap-Rogers suonerebbe come una promessa di pareggio, se non ci fossero da fare i conti con l&#8217;oste Guth, diagonale ed estirada perfette. C&#8217;è da stringere i denti: al 36&#8242; Pozo la porge al piattone sinistro ciabattato di Palmer, due giri di lancetta e il tracciante di Poveda viene lisciato dai due nuovi entrati.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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