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	<title>Marassi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci da Marassi &#8211; Brescianini, Maldini, Sulemana e il Gasp: &#8220;Genoa e Atalanta i miei due grandi amori&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2025 22:05:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando Gian Piero Gasperini prende la parola e sente domande che non gli suonano intonate all&#8217;orecchio, mica la manda a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/05/f53e2d33-5ed5-4d92-862c-95a04ba5f2e2.jpeg"><p>Quando Gian Piero <strong>Gasperini</strong> prende la parola e sente domande che non gli suonano intonate all&#8217;orecchio, mica la manda a dire: <em>&#8220;Per dire che avremmo potuto fare meglio, che la quinta partecipazione garantita alla Champions League in sette anni fosse nei programmi della società, insomma per affermare il falso, bisogna avere presunzione e arroganza. In campo noi non l&#8217;abbiamo avuta&#8221;</em>. E guai a chiedergli del rinnovo o comunque del tavolo col club:&nbsp;<em>&#8220;Tutte le volte &#8216;sta domanda&#8230; Stavolta siamo stati i soli a giocare in serie A, non ci sono più pressione di classifica: era impossibile arrivare secondi o quarti. Nel prossimo weekend dobbiamo fare una bella festa. Siamo per la quinta volta in Champions League in sette anni, siamo stati noni in Europa giocando partite di grandissimo livello e in campionato abbiamo centrato questo traguardo che non era normale, né scontato, né programmato&#8221;</em>, ribadisce nella pancia di Marassi il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>.&nbsp;</p>
<p><strong>GASP A DAZN: CONTENTI</strong> &#8211; <em>&#8220;Non fatemi quella domanda perché stasera non è il momento giusto. Siamo molto determinati a chiudere bene e festeggiare questa stagione davanti al nostro pubblico col Parma. Purtroppo in casa non abbiamo avuto gli stessi risultati che in trasferta nonostante il pieno sostegno della nostra tifoseria. Dobbiamo essere felici e contenti di quello che abbiamo fatto&#8221;</em>, il Gasp-pensiero ai microfoni di DAZN.&nbsp;</p>
<p><strong>I DUE GRANDI AMORI</strong> &#8211; <em>&#8220;Andato via da <strong>Genova</strong>, pensavo fosse molto difficile ritrovare un ambiente capace di darmi quelle soddisfazioni e quelle emozioni. Invece a <strong>Bergamo</strong> ci sono stati risultati ancora migliori e grazie a società, ambiente e giocatori sono stato ancora più a lungo. Se in rossoblù fossimo riusciti ad avere più continuità, chissà&#8230; Nella vita possono esserci due grandi amori, io ne sono la prova&#8221;</em>.</p>
<p><strong>L&#8217;EPISODIO CONTESTATO</strong> &#8211; <em>&#8220;Chi ha giocato a calcio e la gente può vedere e può giudicare, c&#8217;è un passaggio di <strong>Thorsby</strong> che non s&#8217;era accorto nemmeno lui dei problemi di <strong>De Winter</strong>. Avrei preferito che <strong>Retegui</strong> non facesse gol in questa situazione, ma i suoi gol sono stati molto pesanti e di occasioni se ne procura sempre tante. Destro, sinistro, testa, è stato ed è fondamentale, ne segna di bellissimi. Mateo, comunque, deve pagarci a tutti una bella cena&#8230;&#8221;</em>, ha proseguito Gasperini.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ci aspettavamo di meglio da questa stagione? Era molto più facile fare peggio di così. Al meglio non c&#8217;è limite, ma nemmeno al peggio: bisogna guardare la classifica, abbiamo potuto giocare liberi di mente a due giornate dalla fine mettendo in fila dietro di noi grandi squadre e grandi piazze che fanno tantissimo sforzi per essere dove invece ci siamo noi.&nbsp;</p>
<p><strong>Palestra</strong> è molto giovane, un 2005. Sta migliorando in fase difensiva e in quella finale, dove ha molti spunti e deve essere più qualitativo e concreto. Ma ha caratteristiche molto interessanti e un grande avvenire.&nbsp;</p>
<p><strong>Brescianini</strong> come ruolo non è il centrocampista alla Ederson o alla De Roon, né una punta alla De Ketelaere. Ha anche dato una gran palla a Maldini. In prospettiva futura lui e <strong>Samardzic</strong> sono giocatori assolutamente importanti, duttili e disponibili come confermato col Genoa&#8221; (<strong>Gian Piero Gasperini</strong>).&nbsp;</p>
<p>&#8220;Dalla panchina pensavamo che De Winter fosse scivolato, che fosse un problema così grave. Poteva intervenire l&#8217;arbitro se fosse stato gioco pericoloso, ma il giocatore è rientrato in campo dopo qualche minuto. Abbiamo sfruttato l&#8217;occasione, abbiamo provato ad affrontare la partita in modo serio.<br />
Cerco sempre di mettermi a disposizione, sono sempre stato abbastanza duttile e cerco di svolgere i compiti assegnatimi. Sono gratificato dalle richieste del mister di giocare molto in avanti, ciò porta molti vantaggi perché si trovano tante soluzioni da gol. Ho imparato molto dallo staff e dai compagni, venivo da una realtà molto diversa e ho sempre cercato di mettermi in mostra cercando di farmi trovare sempre pronto.<br />
Mateo non ci ha ancora offerto la cena, ci teneva a entrare nella storia dell&#8217;Atalanta col nuovo record di gol in A. Gliela faremo pagare, in qualche modo&#8230; Un premio meritato alla persona e al giocatore che è, è fondamentale per questa squadra. Altri record come i punti in trasferta? Siamo professionisti, non ci pensiamo&#8221; (<strong>Marco Brescianini</strong>).</p>
<p>&#8220;Sicuramente posso crescere tanto, questo per me è solo l&#8217;inizio. Siamo partiti così così, ma poi siamo stati bravi a riprende la partita vincendo. Speriamo di portare a casa la prossima e finire bene il campionato, questa è la cosa più importante&#8221; (<strong>Daniel Maldini</strong>).</p>
<p>&#8220;Un altro gol dopo quello con la Roma, ancora più bello. Ormai ci ho preso gusto: ho aspettato questo momento da tanto tempo e sono contento. Siamo una squadra forte che lavora ogni giorno per raggiungere gli obiettivi&#8221; (<strong>Ibrahim Sulemana</strong>).</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le pagelle col Genoa: Retegui da record, bene Kossounou e Palestra</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2025 21:46:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La palma del migliore va al recordman Mateo Retegui, ma il record non è solo il suo col 3-2 in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/05/4832aa44-0bfe-4187-a733-dee581242f9c.jpeg"><p>La palma del migliore va al recordman Mateo <strong>Retegui</strong>, ma il record non è solo il suo col 3-2 in casa del Genoa.<strong> 13 vittorie e 42 punti (su 74) lontano da Bergamo</strong> sono qualcosa mai visto in precedenza, che forse fa rimpiangere all&#8217;<strong>Atalanta</strong> certe scene mute tra le mura amiche nell&#8217;anno nuovo, dove soltanto Sturm Graz in Champions, Cesena in Coppa Italia, Bologna e Roma in campionato sono cadute. A Marassi, un gran bel Marco <strong>Palestra</strong>, out dal 24 marzo per la lesione al retto femorale sinistro, fasciale e di secondo grado, quindi non uno scherzo. Corse a perdifiato e sfornate da pasticcere provetto, ma non è che abbia sfigurato nemmeno Odilon <strong>Kossounou</strong> tra recuperi, anticipi, porte sbarrate e il pressing su Thorsby decisivo per il bottino pieno.</p>
<p><strong>Rui Patricio</strong> 6: sesto gol preso in sei presenze, col Parma sarà settebello e poi tanti saluti con molta più gloria alle spalle.</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 7: decisivo per vincere col pressing su Thorsby che poi protesta e strepita, ma come diceva il vercellese Guido Ara il calcio non è sport da signorine. Eccezionale un suo anticipo di tacco su Vitinha.<br />
<strong>Hien</strong> 5: sbaglia tutto sul secondo di Pinamonti, ma non è che gli sia mai andato così appresso da bruciarlo in uscita.<br />
<strong>De Roon</strong> 6: ha il merito di dare il via all&#8217;azione del pari sul 2 che sblocca il figlio d&#8217;arte là davanti. In precedenza, cross dentro all&#8217;origine del primo pari. Dietro, prestazione classica da riciclato, rinunciando infine a farsi portare a spasso da Norton-Cuffy.</p>
<p><strong>Palestra</strong> 7: fa trenta ma non trentuno? Fosse stato per lui, <em>El Chapita</em> avrebbe battuto il record di Superpippo già in avvio. Un martello che al rientro dopo due mesi e mezzo ha fatto dimenticare la palla persa di Brugge nel finale (29&#8242; st <strong>Zappacosta</strong> 6,5: quasi quasi la metteva da ex).<br />
<strong>Sulemana</strong> 6,5: prestazione semi anonima, poi ecco il colpo di genio. Tiratore micidiale a cui per giocare con continuità nella formula Gasp servirebbe più fisicità. Ma non ce l&#8217;ha (36&#8242; st <strong>Ederson</strong> sv).<br />
<strong>Brescianini</strong> 5,5: la dà benone in verticale a Maldini nel primo tempo, poi cozza con Hien contribuendo al patatrac che richiede la rimontina (29&#8242; st <strong>Pasalic</strong> 6: scrive trecento nei maggiori campionati europei comprese le permanenze in Monaco ed Elche).<br />
<strong>Ruggeri</strong> 6: maluccio in disimpegno, si fa freddare sul primo vantaggio genoano rimediando con lo smistamento di fronte piena per il 2-2 (12&#8242; st Bellanova 6: non incide granché).</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6,5: bei movimenti, non è lucidissimo se si tratta di concludere ma accompagna sempre bene le discese di un Palestra davvero in serata. Suo il mancato assist per il pari mangiato dal milanese.<br />
<strong>Maldini</strong> 6,5: alterna cose buone tipo l&#8217;appoggio allo sprecone Retegui a errori senza un perché come quando solo davanti a Leali opta per il tocco sotto in lungolinea sbagliando mira. Alla fine, però, ce la fa. Se ne avesse messo qualcuno in tutti questi mesi, forse la squadra avrebbe potuto restare lassù più a lungo (29&#8242; st <strong>De Ketelaere</strong> 6,5: ha lo scatto per l&#8217;assist da bottino pieno, non gli occhi nel didietro per valutare se De Winter fosse a rischio di vita o simili).</p>
<p><strong>Retegui</strong> 7,5: apre spazi agli altri con la stessa maglia, combatte, arretra se necessario a prendersi palla facendo salire chiunque e alla terza pulita che gli arriva nei pressi la schiaffa dentro. 25 in A e 28 in stagione, Superpippo superato dopo 28 primavere e Zapatone eguagliato dopo sei, doppia-doppia ovvero in doppia cifra con ambo i piedi, secondo a farcela dopo Alessandro Del Piero. E dire che ad agosto s&#8217;era affacciato (pare) solo per via del crociato saltato a Scamacca.</p>
<p>All. <strong>Gasperini</strong> 7: tra esperimenti e vetrina concessa alle riserve, alla fine spunta un risultato utile a spianarsi il vialetto per una degna chiusura del cancellone. Al club, invece, lascerà aperto solo uno spiraglio o tutto il portone?</p>
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		<title>Gasperini non si fida del Genoa: &#8220;Vogliono farci la festa, stadio difficile come San Siro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 13:12:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;ambiente che sta intorno al Genoa ha ritrovato entusiasmo e senso di appartenenza. In uno stadio difficile, come San Siro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/05/Genoa-Atalanta-Gasperini-e-Gritti.jpg"><p><em>&#8220;L&#8217;ambiente che sta intorno al <strong>Genoa</strong> ha ritrovato entusiasmo e senso di appartenenza. In uno <strong>stadio</strong> difficile, come San Siro dove dovremo andare due volte a fine mese, Firenze in Coppa Italia e quelli che ci toccheranno in Europa League, servono forza e personalità&#8221;</em>. Firmato <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, che alla vigilia della partita del cuore prova a fare le carte all&#8217;altra metà del suo cuore: <em>&#8220;La salvezza non è in discussione, la classifica dice che non c&#8217;è tanta distanza per giocare anche per l&#8217;Europa. Ci stanno preparando la festa&#8221;</em>, la sentenza del tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>.</p>
<p>A Zingonia si cercano le ultime ricette per cucinare la quarta vittoria in trasferta in campionato: <em>&#8220;Vabbè, era la coppa, ma col Milan abbiamo vinto a San Siro, mi pare&#8230; Certamente ci aspettiamo di alzare l&#8217;asticella anche fuori da Bergamo. Come deve alzarla <strong>De Ketelaere</strong> senza porsi dei limiti: oggi è sulla bocca di tutti, deve sempre aprirsi altri traguardi come tutti. Ha bisogno di tante conferme, per raggiungere uno standard affidabile non bastano poche partite&#8221;</em>, aggiunge il Gasp.</p>
<p>L&#8217;allenatore nerazzurro deve fare i conti anche in casa propria: <em>&#8220;Hien può tornare col Sassuolo, Ederson è squalificato. Koopmeiners ieri era influenzato e aspetto domani per scegliere. <strong>Muriel</strong> non c&#8217;è, ma c&#8217;è <strong>Touré</strong>. Porto tre ragazzi: <strong>Diao</strong>, Mendicino e Bonfanti&#8221;</em>. Ovvero una novità e due conferme. Una parola sul colombiano in partenza per gli <strong>Orlando City</strong> nella Mls: <em>&#8220;Dicono che non vinciamo niente, ma poi quelli come lui restano indelebilmente nella testa e nel cuore dei tifosi. Diventano quasi immortali&#8221;</em>.</p>
<p>Gasp, a prescindere da uomini e schieramento, si aspetta una prestazione di carattere. <em>&#8220;Una grande prova di maturità in uno stadio difficile. Siamo diversi dalla nostra prima qualificazione in Champions League. Il tratto comune è l&#8217;importanza della fase realizzativa e la voglia di offrire uno spettacolo godibile, come i cantanti</em> &#8211; commenta, strizzando l&#8217;occhio a Eros Ramoazzotti e al suo &#8216;quando vedo l&#8217;Atalanta mi fa godere&#8217; -.&nbsp;&nbsp;<em>Il <strong>Genoa</strong> di Gilardino fa giocare male, è difficile da superare ed è molto pericoloso sulle ripartenze e nelle palle inattive. Ha innalzato il tasso tecnico e sta facendo grandi risultati&#8221;</em>.</p>
<p>Già, ma la Dea sempre attesa allo step ulteriore? &#8220;Noi siamo cresciuti sul piano del gioco, della fiducia, dell&#8217;autostima, della realizzazione, come squadra che sa tenere bene il campo e come individualità: <strong>De Ketelaere, Miranchuk, Holm, Ruggeri, Scalvini, Carnesecchi</strong> &#8211; rimarca il mister -. <em>Vedo una rosa in un buon momento di fiducia, anche in quelli che giocano meno. <strong>Touré</strong> deve aspettare la sua occasione. E manca ancora <strong>Lookman</strong>, determinante per la Nigeria, quando le partite sono diventate decisive lo è stato anche lui, agli ottavi e ai quarti. Lo vedo favorito in finale sulla Costa d&#8217;Avorio&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è un altro record da agguantare a titolo di cifra tonda:&nbsp;<em>&#8220;Meno 3 gol ai 700 da quando sono l&#8217;Atalanta? Interpreto il calcio in questo modo, conto molto sulla capacità realizzativa che fa vincere e fa classifica. Abbiamo più giocatori in grado di fare l&#8217;ultimo passaggio ed essere decisivi&#8221;</em>. Infine, sull&#8217;allargamento della rosa dei titolari:&nbsp;<em>&#8220;A <strong>Bakker</strong> per diventare un titolare aggiunto servono le prestazioni. Al valore di mercato io non ho mai badato. Altrimenti Carnesecchi e Ruggeri non avrebbero mai giocato&#8221;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marassi in 700, la Curva Nord: &#8220;Non riescono a gestire 2 mila bergamaschi? Ne abbiamo pieni i c&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 13:31:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Una presa per il c&#8230;&#8221;. &#8220;Ne abbiamo pieni i c&#8230;&#8221;. Queste solo alcune delle espressioni nel comunicato in cui la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/AT-GE-030.jpg"><p><em>&#8220;Una presa per il c&#8230;&#8221;</em>. <em>&#8220;Ne abbiamo pieni i c&#8230;&#8221;</em>. Queste solo alcune delle espressioni nel comunicato in cui la <strong>Curva Nord</strong>, il settore più caldo del tifo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, annuncia e anzi conferma la propria contrarietà alla trasferta con limitazione a <strong>700 biglietti</strong> a Marassi contro il <strong>Genoa</strong>, che vedrà così i sostenitori nerazzurri affluire in ordine sparso nel settore ospiti dell&#8217;impianto della squadra di casa del ventiquattresimo turno di campionato.</p>
<p><em>&#8220;Qui non si parla di repressione mirata, qui si parla di una decisione ridicola e irrispettosa&#8221;</em>, si legge nel comunicato diffuso tramite social e whatsapp. E ancora, sul numero chiuso di tagliandi e quindi di presenze, pur senza tessera dei tifosi in uno spicchio di stadio concepito per <strong>2.067 posti a sedere</strong>: <em>&#8220;Meritiamo di riempire il settore, senza restrizioni assurde.., prese forse perché le forze dell&#8217;ordine non si sentono in grado di gestire duemila bergamaschi?&#8221;</em>.</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/Curva-Nord-Marassi-restrizioni.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-145783 size-full" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/Curva-Nord-Marassi-restrizioni.jpg" alt="" width="515" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/Curva-Nord-Marassi-restrizioni.jpg 515w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/Curva-Nord-Marassi-restrizioni-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 515px) 100vw, 515px" /></a></p>
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		<title>Trasferta col Genoa: la &#8220;gabbia&#8221; di Marassi è a numero chiuso (500)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 13:51:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutti nel settore ospiti, ma non stipati, bensì a numero chiuso. E non altri posti nello stadio. Domenica 11 febbraio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/AT-GE-030.jpg"><p>Tutti nel <strong>settore ospiti</strong>, ma non stipati, bensì a numero chiuso. E non altri posti nello stadio. Domenica <strong>11 febbraio</strong>, kick off alle ore 18, nella &#8220;gabbia&#8221; di Marassi contro il <strong>Genoa</strong> non ci potranno essere più di <strong>500</strong> tifosi dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in uno spicchio dalla capienza pari a <strong>duemila</strong> posti a sedere. Sono gli esiti delle misure e delle restrizioni poste in essere dall&#8217;Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive-<strong>CASMS</strong> presso il Ministero dell&#8217;Interno.&nbsp;</p>
<p>Alle <strong>15</strong> di oggi, venerdì <strong>2 febbraio</strong>, via alla vendita dei biglietti&nbsp;ai <strong>residenti in Lombardia </strong>esclusivamente per il settore ospiti. Non è necessaria la tessera del tifoso-Dea Card. Il prezzo a ingresso è di 25 euro escluse le commissioni VivaTicket (online e ricevitorie). Una decisione, quella della limitazione dei posti pari a un quarto del totale, che fa già discutere.</p>
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		<title>4-3 al Genoa: Atalanta, terza Champions di fila in attesa della Coppa Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2021 14:54:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Genoa – Atalanta 3-4 (0-3) GENOA (3-5-2): Marchetti 5,5; Onguéné 5,5, Radovanovic (cap.) 5,5, Masiello 6; Ghiglione 6 (12&#8242; st [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/04/Atalanta-Bologna-esulta-Malinovskyi-1.jpg"><p><strong>Genoa – Atalanta 3-4 (0-3)</strong><br />
<strong>GENOA (3-5-2):</strong> Marchetti 5,5; Onguéné 5,5, Radovanovic (cap.) 5,5, Masiello 6; Ghiglione 6 (12&#8242; st Portanova 6,5), Zajc 6 (1&#8242; st Caso 6), Rovella 6,5, Melegoni 5,5 (34&#8242; st Eyango sv), Cassata 5 (1&#8242; st Shomurodov 7); Destro 5 (1&#8242; st Pandev 6,5), Pjaca 5,5. A disp.: 1 Perin, 32 Paleari, 2 C. Zapata, 5 Goldaniga, 77 Zappacosta, 11 Behrami, 20 Strootman. All.: Davide Ballardini 5,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Gollini; Toloi (cap.), Romero, Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler (1&#8242; st Pessina), Gosens (31&#8242; st Palomino); Malinovskyi (12&#8242; st Lammers), Miranchuk (44&#8242; st Muriel); D. Zapata (1&#8242; st Pasalic). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Sutalo, 13 Caldara, 3 Maehle, 40 Ruggeri, 72 Ilicic. All.: Gian Piero Gasperini.<br />
Arbitro: Marinelli di Tivoli 7 (Dei Giudici di Latina, Pagnotta di Nocera Inferiore; IV Giua di Olbia. V.A.R. Banti di Livorno, A.V.A.R. Cecconi di Empoli).<br />
<strong>RETI:</strong> 9&#8242; pt D. Zapata (A), 26&#8242; pt Malinovskyi (A), 44&#8242; pt Gosens (A), 3&#8242; st Shomurodov (G), 7&#8242; st Pasalic (A), 22&#8242; st rig. Pandev (G), 39&#8242; st Shomurodov (G).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Djimsiti, Toloi e Rovella per gioco scorretto. Tiri totali 10-11, nello specchio 6-6, respinti/deviati 1-2, parati 3-2, legni 1-0. Var: 2. Corner 2-4, recupero 0&#8242; e 4&#8242; .</p>
<p><strong>Genova</strong> – Suspense quanto basta in mezzo a troppe amnesie, ma quel che conta sono i fatti e soprattutto il <strong>traguardo</strong> puntualmente tagliato. <strong>Sette gol per sei marcatori diversi</strong> e un golletto di scarto a dispetto del 40 a 60 per cento di giropalla: un calcio praticamente da spiaggia e pieno zeppo di amnesie, però godibilissimo. Contro il <strong>Genoa</strong> già salvo, nella partita del cuore del <strong>Gasp</strong>, in realtà al netto dello start è stato un pro forma. La terza <strong>qualificazione</strong> di fila dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> alla Champions League è matematica pura, il resto un contorno succulento. <strong>Zapata-Malinovskyi-Gosens-Pasalic</strong>, e pazienza per i tre acuti locali, in realtà gentilmente e generosamente concessi: in attesa della finalissima di <strong>Coppa Italia</strong>, mercoledì 19 maggio con la Juventus, per i nerazzurri in serie A c&#8217;è il <strong>secondo posto</strong> da difendere coi denti nel prossimo weekend al cospetto del <strong>Milan</strong>. Il dodicesimo assist di <strong>Malinovskyi</strong> agevola il rompighiaccio dell&#8217;ariete dell&#8217;attacco, l&#8217;ottava sinfonia personale del ventottennte di Zhytomyr in un 2020-2021 fantastico dall&#8217;equinozio di primavera in poi e l&#8217;ennesima prodezza del crucco fanno il resto. Intanto c&#8217;è già un record fra i tanti: 78 punti, eguagliati dalla stagione precedente con un match ancora da disputare.<br />
Entro il 2&#8242; <strong>Melegoni</strong> ci prova da ex su lancio di Rovella trovando l&#8217;opposizione di <strong>Gollini</strong>, imitato da da Masiello che di seconda sul calcio d&#8217;angolo susseguente trova solo il <strong>palo</strong> esterno alla destra del compagno di tempi non troppo remoti. Al primissimo tentativo, però, ecco il vantaggio ospite (diciannovesimo nel 2020-2021, quindicesimo in campionato) sul passaggio di ritorno del <strong>Colonnello</strong>, appaiato sulla trequarti a <strong>Miranchuk</strong>. Radovanovic, altro volto un tempo amico, sventa la chance del bis dello stesso colombiano in asse con <strong>Freuler</strong>, servito da Djimsiti: è il 17&#8242;, il sinistro del Toro di Cali viene contrato in fallo di fondo. Scollinato il ventesimo il battistrada imbecca il futuro autore del tris, chiuso in calcio d&#8217;angolo dall&#8217;ex AlbinoLeffe <strong>Marchetti</strong>; al 22&#8242; la terna non interviene sulla girata lemme di fronte di <strong>Destro</strong>, in offside piuttosto evidente, sull&#8217;ammollo di Ghiglione. Al 26&#8242; il <strong>bis</strong> inizialmente annullato a Malina sul la dal fondo del terminale unico, ma il <strong>Var</strong> fa giustizia: palla in gioco, l&#8217;ex serbo non controlla bene e la sfera resta sulla riga. La torsione in gioco aereo del centravanti sul cross da sinistra dell&#8217;autore del bis non trova lo specchio oltrepassata la mezzora, <strong>Djimsiti</strong> invece a un poker dall&#8217;intervallo manca il tris svettando sul tiro dalla bandierina destra del compagno mancino.<br />
Alle soglie del <strong>45&#8242;</strong> il gioco di sponda da quinto a <strong>quinto</strong>, innescato dal cross da mancina del raddoppiatore, agevola il 3-0 del <strong>nazionale tedesco</strong>, tornato su livelli altissimi, con un bel taglio di tempia per l&#8217;undicesima gioia stagionale in campionato, sporca dozzina in totale con l&#8217;acuto di Anfield Road nella coppa dalle grandi orecchie. Non fa male il gol della bandiera di <strong>Shomurodov</strong> (giocatore coi fiocchi) che incrocia di sinistro nell&#8217;angolino, baciato dal legno interno, su errore di Djimsiti (3&#8242;), anche perché sull&#8217;asse Malinovskyi-De Roon-Miranchuk c&#8217;è il <strong>croato</strong> (sesto d&#8217;annata) a firmare di piattone (portiere preso in controtempo) il poker sporco (7&#8242;) evitando il rientro di Onguéné. Poco prima, la telefonata dell&#8217;ucraino in asse con l&#8217;altro uomo dell&#8217;Est. Fino al 21&#8242;, leggi mano alta di <strong>Robin</strong> sul cross da destra del difensore camerunense, non succede granché: la tecnologia a bordocampo dice rigore, <strong>Pandev</strong> spiazza il Gollo (22&#8242;). Cinquina di lancette, Rovella dal centrosinistra alza la mira da fermo. A 11&#8242; dal 90&#8242; Portanova scippa Pessina e il macedone serve il facile <strong>3-4</strong>, stavolta di destro, al doppiettista uzbeko. Il play basso di casa la alza di non molto dalla mattonella da fermo al 2&#8242; di recupero, a ruota Hateboer da fuori allarga il destro sullo scarico di SuperMario.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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