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	<title>Marco Carnesecchi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Le pagelle con la Roma &#8211; Carnesecchi e Bellanova top, ma la squadra (quasi) non c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 21:12:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se il migliore continua a restare il portiere, significa che l&#8217;adeguamento al 4-3-3 ancora non c&#8217;è. L&#8217;Atalanta perde in casa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/09/53d0384e-c8f9-4854-8ca7-c5dd34fc0988.jpeg"><p>Se il migliore continua a restare il portiere, significa che l&#8217;adeguamento al 4-3-3 ancora non c&#8217;è. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> perde in casa della <strong>Roma</strong> del grande ex Gian Piero <strong>Gasperini</strong> una partita in realtà esistita solo a sprazzi nel primo spicchio del secondo tempo rimanendo incartata anche nel binomio difesa-contropiede. Per una volta la panchina non incide, di fatto. Nikola <strong>Krstovic</strong> avrà sì impattato meglio di Gianluca <strong>Scamacca</strong>, ma poi ha sbagliato il raddoppio e buonanotte. Giocare schiacciati e con la paura alla lunga porta a sconfitte che questo 2-1 in rimonta è una carezza. Bene Raoul <strong>Bellanova</strong> che ha impedito a Malen di pungere.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: prende il matchball sul palo di competenza, ma sulla craniata di Hermoso è lo stesso a tradirlo. Quante saracinesche aveva abbassato, prima?</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 7: stringe in raddoppio su Malen, ma ci sono anche gli altri. Alla fin fine che colpa ne ha?<br />
<strong>Kossounou</strong> 6: vedi sopra, chiude e copre per un tempo e nel finale si fa prendere dal tremore generale.<br />
<strong>Scalvini</strong> 5,5: dovrebbe fare il regista della retroguardia, eppure non ce la fa.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: fatica finché si vuole, però finché rimane in campo si vince (28’ st <strong>Zappacosta</strong> 5,5: responsabilità chiare sul colpo del ko).</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: sbaglia anche lui la palla del possibile 2-0, senza demeritare (21’ st <strong>Pasalic</strong> 6: anche se prova a fare da filtro, la squadra intera a un certo punto gioca a una sola fase).<br />
<strong>Gaetano</strong> 5,5: non copre né propone a sufficienza. Più che altro la continuità non è (stata) cosa sua.<br />
<strong>Ederson</strong> 7: tempismo, intelligenza, forza e leadership. E che lo togli a fare (34’ st <strong>Kessié</strong> 5,5: &#8220;falli uscire, falli uscire!&#8221;. Niente da fare&#8230; Pare fermo)?. </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6,5: sulla ginocchia nel finale, ma è bastata la sveglia robusta al rientro dal tunnel per ridare linfa a un attacco asfittico anche per le scelte iniziali discutibili a ragion veduta.<br />
<strong>Scamacca</strong> 6: minutaggio a comando, ma nel primo tempo andava solo lui incontro a quell&#8217;attrezzo di cuoio cui agli altri dalla stessa maglia proprio non riesce di dare del tu (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6: benissimo nel primo quarto d&#8217;ora, sbaglia il gol che avrebbe significato la resa di Gasperini, vanifica un paio di transizioni e non combina più alcunché di utile).<br />
<strong>Elmas</strong> 5: in traiettoria sull&#8217;azione dell&#8217;illusorio vantaggio, ma non copre, non inventa, non la tiene (21’ st <strong>Zalewski</strong> 5: si perde tutti e di più, dopo aver osato uno sprint infranto fra Ghilardi e Cristante). </p>
<p><strong>All. Sarri</strong> 5,5: i cambi non sono serviti se non a far rifiatare titolari comunque poco adusi a far viaggiare un 4-3-3 che richiederebbe fraseggio, palleggio, velocità di pensiero ed esecuzione, decisione, linee alte. Se la squadra non lo sa fare se non per poco, per poi evaporare dal campo quando si tratta di stringere i denti, allora o la si chiude dentro Zingonia finché non ci arriva o si abbandona il progetto riconoscendolo come utopia. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Bologna &#8211; Carnesecchi sempre il top, Samardzic anche fortunato</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 22:24:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ha risolta Lazar Samardzic dopo la blindatura di Marco Carnesecchi. Nell&#8217;Atalanta che stenta ma vince lo stesso col Bologna, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/dc600c07-6f9a-45b7-9c64-b73db3e09f11.jpeg"><p>L&#8217;ha risolta <strong>Lazar Samardzic</strong> dopo la blindatura di <strong>Marco Carnesecchi</strong>. Nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che stenta ma vince lo stesso col <strong>Bologna</strong>, la palma del migliore è sempre del portiere. Una sfida giocata maluccio, pur credendoci sempre, a solidità ribadita soprattutto per merito di chi prende anche le mosche.&nbsp;</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: inutile ribadire le sue prodezze, quando non lo aiuta il palo, stavolta preso da Cambiaghi, a cui ne para un paio come a Bernardeschi, una per tempo, senza il suo movimento di guanto. Il migliore, perché l&#8217;adeguamento faticosissimo al Nuovo Verbo è indenne solo grazie a lui e alle prodezze individuali dei panchinari, che a oggi l&#8217;hanno risolta tre volte su tre al netto del pari interno cogli israeliani. Ah, anche a Ferguson, che non era in offside, l&#8217;aveva presa.</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: gli tocca giocare in corso d&#8217;opera a piede invertito causa uscita per sfinimento del bosniaco a sinistra, ma la verve gli s&#8217;è esaurita all&#8217;intervallo. Buone iniziative in corridoio, dietro chiude così così.<br />
<strong>Kossounou</strong> 6: un liscio che Cambiaghi avrebbe potuto punire, ma poi non fa più errori marchiani. Del resto gioca sempre e comunque.<br />
<strong>Scalvini</strong> 6: l&#8217;occasione vanificata dalla sbandierata a muzzo su Ferguson, che sarebbe stata buona in caso di gol perché il Var avrebbe corretto la terna disattenta, è originata da un suo errore in uscita. Non ne fa altri, ma&#8230;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: soffre sempre, comunque e con chiunque, pur stringendo i denti da grande campione che per giocare lì avrebbe bisogno di gamba e polmoni dei bei tempi andati (33’ st <strong>Bellanova</strong> 6,5: chiude ottimamente sul pericolo doppio di Dovbyk e scende, nello scontro con Cambiaghi che l&#8217;arbitro non sanziona per la regola del vantaggio, per l&#8217;azione decisiva).</p>
<p><strong>Pasalic</strong> 6,5: il migliore nel casino disorganizzato in mezzo, dove il centrocampo bolognese fa quel che gli pare e piace. Dà una dimensione verticale a una manovra lenta e involuta, s&#8217;inserisce anche a costo di anticipare il pallone, fa le due fasi, lotta e si sbatte.<br />
<strong>Gaetano</strong> 6: regista basso che s&#8217;alza piuttosto di rado, non essendo Pirlo nessuno gli darebbe la palla quando raddoppiato. Rincula discretamente, ma se avanza non sempre detta i ritmi o sgancia infilate.<br />
<strong>Ederson</strong> 5,5: capitano senza leadership ferma e reale, non si segnala né di distingue nel bene e nel male. Che ci avrebbe fatto al Manchester United, al livello cui è attualmente, non è dato saperlo (23’ st <strong>Samardzic</strong> 7: una magia, benché assecondata dal goffo e colpevole intervento a metà di Skorupski, che vale il bottino pieno più insperato dell&#8217;ultimo decennio. Fa pari con la legnata di Marsiglia che aveva salvato per una partita ancora la panchina di Ivan Juric).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: è tornato la prima settimana di agosto, si vede e si sente. Inserimento in squadra e negli schemi ancora da rodare, qualche spunto isolato non basta (10’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: veni, vidi, vici, anche con l&#8217;assist che nessuno sperava sarebbe stato tale).<br />
<strong>Scamacca</strong> 5,5: smistamento per Raspadori e destrone non angolato dettatogli da Pasalic, uguale zero gol e calo inevitabile per una condizione tutt&#8217;altro che da minutaggio pieno (23’ st <strong>Krstovic</strong> 6: fa poco ma non male, aiutando la squadra nell&#8217;assaltino finale non granché convinto).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: non basta tirare due volte e impegnarne una il portiere altrui per dire di essere entrato in partita e nel sistema di gioco (11’ st <strong>Elmas</strong> 6: fa il suo senza rompere, in tutti i sensi, guadagnandosi la pagnotta. Col pari avrebbe preso cinque e mezzo).</p>
<p><strong>All. Sarri</strong> 6: Raspadori è l&#8217;unico titolare finora a segno. Krstovic, Scamacca e adesso Samardzic sono tutti subentrati, e questa è la prima vittoria al fotofinish. Laddove non c&#8217;è ancora la brillantezza, meglio azzeccare i cambi e soprattutto il momento in cui farli. Però bisogna cominciare a correre anche col pensiero, altrimenti ciccia. Rowe basterà a dare più imprevedibilità a un collettivo da fatica boia? <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci da Miskolc &#8211; Sarri: &#8220;Qualificazione sottovalutata&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Belli o brutti non c&#8217;interessa&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 21:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit da consegnare alla generazione coeva e alla posterità, dal DVTK Stadion di Miskolc, lo recapita direttamente alla storia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-14-at-21.07.50-1.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit da consegnare alla generazione coeva e alla posterità, dal DVTK Stadion di Miskolc, lo recapita direttamente alla storia <strong>Marco Carnesecchi</strong>, la saracinesca umana di Rimini, l&#8217;uomo che vola meglio sull&#8217;erba che sulla sabbia o nel mare: <em>&#8220;Belli o brutti in questo momento non c&#8217;interessa, ci giochiamo una coppa europea&#8221;</em>. Il ritorno vittorioso del playoff contro l&#8217;<strong>Hapoel Tel Aviv</strong> di <strong>UEFA Conference League</strong> ha scatenato la vena dichiarazionistica dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, un&#8217;esondazione sopra le teste delle solite banalità.</p>
<p>Comincia <strong>Maurizio Sarri</strong>, il condottiero che vede ancora un collettivo troppo pensante: <em>&#8220;Dobbiamo velocizzare l&#8217;impostazione, non dobbiamo perdere palla tra le linee, ma questo passaggio del turno secondo me è sottovalutato. Chiunque contro questo avversario avrebbe rischiato di andare fuori”</em>. Il tecnico nerazzurro si regala subito la battutona: <em>“Ora io il giovedì vado a fare le partite, a casa ci resta mia moglie a vedersi i film…”</em>.</p>
<p>Potere delle dichiarazioni della vigilia, con quel &#8220;stare a guardare sul divano a metà settimana mi rompe&#8221;. <em>“Stasera la sofferenza è stata di un quarto d’ora, la fase di impostazione comincia ad avere le idee chiare e possiamo migliorare nella velocità oltre che negli ultimi quindici-venti metri. Ma la gara s’è riequilibrata in fretta e abbiamo battuto l’avversario più forte uscito dai sorteggi”</em>, prosegue l&#8217;uomo in panchina. <em>“L’Hapoel ha perso una volta sola in questo inizio di stagione, in campo ha una forza superiore alla nostra. Non siamo rimasti sorpresi dalle difficoltà che ci ha proposto</em> &#8211; l&#8217;analisi e la riflessione -. <em>Non m’è piaciuto aver perso quattro palloni in maniera banale nel primo quarto d’ora. La pressione alta manca d’intensità per essere efficace, ma non è mancato l’aspetto caratteriale che ora come ora ha la meglio su tutto il resto”</em>.</p>
<p><em>“L’avversario ha valori tecnici abbastanza elavati, un alto grado di organizzazione, vigore fisico&#8221;</em>, l&#8217;ovvio e il già detto nuovamente ribaditi come da costume sarriano. E i singoli? Tra i legni, vedi quello preso da Buskila all&#8217;ottantaduesimo, e la linea di fuoco, i giudizi non mancano: <em>“<strong>Carnesecchi</strong> dopo una partita di ordinaria amministrazione ha fatto un mezzo miracolo verso l’ottantacinquesimo. Un giocatore fondamentale per noi, un fenomeno. Quando in panchina ti giri e hai qualcuno di qualità, è facile passare per bravo a fare le sostituzioni. I segnali di miglioramento di <strong>Scamacca</strong> erano evidenti anche nell’ora contro il Sassuolo, quando del resto era stato decisivo <strong>Krstovic</strong> dopo essergli subentrato”</em>.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scamacca, Carnesecchi e Bellanova</strong><br />
Tra Sky Sport e zona mista condivisa, prima del portiere salva-uno a zero e del terzino sprint che ha ritrovato il posto dopo l&#8217;esordio in campionato, c&#8217;è il match winner <strong>Gianluca Scamacca</strong>: <em>&#8220;A me i colpi brutti di solito non riescono, solo quelli belli. Oggi però m&#8217;è venuto brutto&#8230; Un gol importante, conta solo quello&#8221;</em>, scherza. <em>“È stata una partita difficile contro una squadra tosta, che ha ritmo. Siamo andati in Europa ed è l&#8217;unica cosa che importa. La Conference League l&#8217;ho vinta al West Ham </em>(nel 2023, senza giocare neanche finale con la Fiorentina per lesione al menisco destro, NdR),<em> è una competizione molto combattuta ed è un trofeo che è giusto puntare a vincere. Noi ci tentiamo&#8221;</em>.</p>
<p>Il numero uno, invece, pardon il 29? Pronti, via: <em>“Portare alto il nome di Bergamo nelle coppe europee è la cosa più importante. Siamo in rodaggio: belli o brutti, andiamo nella League Phase. In questo momento la bellezza ci interessa zero”</em>, la premessa di Marco Carnesecchi, o forse la frase è in medias res, chi se ne importa. <em>&#8220;Gli avversari erano molto aggressivi, nel primo tempo ci hanno tolto il fraseggio ma le nostre qualità sono uscite alla distanza. Io ci ho messo una pezza e ho esultato, c’era tensione come giusto che fosse. <strong>Kossounou e Scalvini</strong> hanno bisogno di una voce e di una mano anche loro, perché sono giovani e non sono dei grandi comunicatori in campo. I portieri devono essere pessimisti e richiamare l&#8217;attenzione di chi hanno davanti: stimolare la loro concentrazione mi viene spontaneo, io coi compagni ci parlo volentieri, è il mio dovere&#8221;</em>. L&#8217;excipit è anch&#8217;esso un carico da novanta, non per l&#8217;originalità, bensì per quel carattere come base per una metamorfosi tattica completa come va predicando il mister: <em>&#8220;L’aspetto fondamentale in questa fase iniziale della stagione è cercare la migliore dimensione di noi stessi, senza sgonfiarci alle prime difficoltà. Non ci siamo disuniti e alla fine abbiamo saputo superare l&#8217;ostacolo&#8221;</em>.</p>
<p>Per <strong>Raoul Bellanova</strong>, ceduta la zolla domenica scorsa a Bergamo col Sassuolo a Davide Zappacosta, il ritorno da titolare dopo la prima di campionato da spettatore non pagante è stato da sudore e lacrmine. <em>&#8220;Abbiamo fatto davvero tanta fatica, ma del resto siamo alla terza partita in una settimana e fisicamente non è facile reggere. Ci siamo tolti un peso, l&#8217;importante era solo vincere. L&#8217;Europa rimane la cosa più importante per l&#8217;Atalanta e per Bergamo&#8221;</em>, il commento del quarto di destra di Parabiago. <em>&#8220;Per me questa è una grande squadra di grandi uomini che si aiutano tra loro. Abbiamo saputo soffrire tutti insieme, è uno dei nostri punti di forza</em> &#8211; la chiosa -. <em>L&#8217;Hapoel comunque ci ha messo in difficoltà perché ha qualità palla al piede, come s&#8217;era visto già all&#8217;andata. Con la difesa a quattro mi trovo a mio agio, anche se ovviamente devo badare tanto a difendere. Da quinto si hanno le spalle coperte, da quarto ha di più la palla e trovi più spazio partendo da dietro. Il 4-3-3 ci sta mettendo tutti alla prova. Quanto a me, voglio lasciarmi alle spalle l&#8217;annata difficile tra un infortunio e l&#8217;altro. Ora voglio giocare quanto posso in un ruolo in cui c&#8217;è tuttora un grandissimo giocatore&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle della qualificazione &#8211; Bernasconi e Scamacca creano, Carnesecchi conserva</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 20:55:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;eroe del giorno è Lorenzo Bernasconi, uno che si guadagna l&#8217;angolo a freddo e a freddo raccoglie la ribattuta di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Carnesecchi-ritiro.jpeg"><p>L&#8217;eroe del giorno è <strong>Lorenzo Bernasconi</strong>, uno che si guadagna l&#8217;angolo a freddo e a freddo raccoglie la ribattuta di pugno all&#8217;angolo a rientrare di <strong>Nicola Zalewski</strong>, certo non tra i migliori ma tra i più volenterosi sì. Strada spianata al guizzo di <strong>Gianluca Scamacca</strong> in una partita da X fisso sul piano meritocratico e, conseguentemente, alla nuova <strong>Atalanta</strong> di <strong>Maurizio Sarri</strong> che è poi quella vecchia con un altro abito, non ancora da misure sartoriali. La fase campionato di <strong>Conference League</strong> è agguantata: sorteggio venerdì all&#8217;una pomeridiana a Nyon.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: attento ai minimi dettagli, le pezze si misurano in unità doppia, su <strong>Alkukin</strong> e poi Buskila nel giro di due minuti. Vantaggio difeso a colpi di saracinesca ed ennesimo voto positivo. </p>
<p><strong>Bellanova</strong> 6: ripromosso titolare dopo l&#8217;estemporanea di campionato da titolare regalata a Zappacosta, si regala una prestazione da montagne russe con la fase difensiva certamente più senterella delle sovrapposizioni offensive a sgroppata continua.<br />
<strong>Kossounou</strong> 6,5: non si difende a uomo, ma con Boateng mica è zona. A volte si fa sorprendere, spesso abbassa la sbarra anche davanti agli altri.<br />
<strong>Scalvini</strong> 6,5: la prima impostazione gli spetta per superiorità tecnica, mentre in chiusura si fa preferire il compagno di linea. Se arriva Romagnoli, centrale sinistro di piede mancino, il centrodestra è suo. Kossounou? Hien? Mai avere la rosa corta, c&#8217;è Sarri, mica Gasperini o i suoi emuli Juric-Palladino.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: costringe Owusu ad abbassarsi per impostare e lanciare, mentre al di sopra della linea di mezzo denuncia il fiato corto (26’ st <strong>Bernasconi</strong> 7,5: a freddo la decide più lui che il match winner, tra angolo conquistato di forza ai danni del dirimpettaio e tiro sporco che vale il più luminoso degli assist. S&#8217;accende e accende, impatto mostruoso dopo due match tra Europa e serie A più no che sì). </p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6; costretto a giocare, inventare e concludere quasi da solo per tutto il primo tempo, alla lunga smarrisce le geometrie. Qualche palla persa (15’ st <strong>Pasalic</strong> 6: con lui la squadra e il reparto sono più equilibrati, ma lui oltre l&#8217;ordine, il compitino e uno stacco loffio non riesce a metterci).<br />
<strong>Gaetano</strong> 6: stavolta si tiene l&#8217;assist in canna, se la ritrova sui piedi in zolle iper-affollate e risulta meno lucido nello smistamento. Rincula come sempre, non oltrepassa la sufficienza.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: vagamente casinista, la fase offensiva scànsati proprio, quasi non la fa nemmeno. Però ha il carattere e la continuità fisico-atletica, la base per migliorare il resto. </p>
<p><strong>Zalewski</strong> 6: intermittente nel puntare l&#8217;uno contro uno in prima persona, tira due volte, ma addosso agli avversari. Meglio da fermo, anche se sul matchball non ha chissà quali meriti dalla bandierina sinistra, o in accompagnamento alle sovrapposizioni di Bellanova, sufficiente al suo pari (39’ st <strong>Cassa</strong> sv: se non arriva Rowe o chi per lui, Venezia resterà un miraggio. Ne ha già giocate due di più per questo&#8230;).<br />
<strong>Krstovic</strong> 5,5: se le linee strettissime anzi intasate gli tagliano la via della ritirata e della profondità, non gli resta che l&#8217;istinto che talora lo toglie dalla partita (26’ st <strong>Scamacca</strong> 7: veni, vidi, vici. Tocca pochissimi palloni, ma spalle alla porta, da uomo di dialogo di reparto e nell&#8217;ultima zampata trova subito il feeling a pelle).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: benino la fase difensiva, in avanti lasciamo perdere. Facciamoci bastare, per adesso, la sveglia subitanea contro il Sassuolo da ex. Magari, da bolognese di provincia (Castel Maggiore), renderà al top anche col Bologna nel Monday Night (15’ st <strong>De Ketelaere</strong> 6: è un grattacapo in più per la fase difendente, ma deve ancora aggiustare il tiro e la misura. Varia la manovra di quel quid per renderla meno monotona, aprendo il gioco alla bisogna). </p>
<p><strong>All. Sarri</strong> 6,5: il processo di crescita sembra sempre allo stesso punto. Al jolly Elmas deve aggiungere un&#8217;ala pura alla Rowe, il buco di Ahanor va colmato con Romagnoli relegando Kolasinac a mero terzino sinistro.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Sassuolo &#8211; Raspadori, Krstovic e il solito Carnesecchi sugli scudi</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 21:20:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi ne evita, specie nel primo tempo, e chi segna. Nell&#8217;Atalanta in rodaggio che può accontentarsi del 2-1 al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/b4c71439-a426-44ce-9049-5e59ef32a9db.jpeg"><p>C&#8217;è chi ne evita, specie nel primo tempo, e chi segna. Nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in rodaggio che può accontentarsi del 2-1 al <strong>Sassuolo</strong> alla prima di campionato il trono delle pagelle è una poltrona per tre: <strong>Marco Carnesecchi</strong>, <strong>Giacomo Raspadori</strong> e <strong>Nikola Krstovic</strong>.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: cede soltanto al gioco delle torri del compagno davanti con Odenthal sull&#8217;1-1, prima e dopo aver tenuto i guantoni saldi specie su Laurienté, Adzic e Volpato.</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6,5: primo tempo sugli scudi anche davanti, con quel sibilo a fil di traversa, finché arretramento netto di baricentro non ci separi.<br />
<strong>Kossounou</strong> 6: regala il pari lungo una prestazione piuttosto attenta e applicata, ma certo guai ad affidargli anche solo l&#8217;ipotesi di una palla in uscita.<br />
<strong>Scalvini</strong> 6: la caviglia a sinistra nel finale sembra tornargli a dolere. Compitino portato a termine a fatica.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 5,5: soffre abbestia l&#8217;asse e il corridoio di destra altrui senza sganciarsi granché (26’ st <strong>Kolasinac</strong> 6: di mestiere e d&#8217;esperienza).</p>
<p><strong>Pasalic</strong> 5,5: gli inserimenti, che sono da sempre il suo forte, non trovano i tempi giusti e in fase difendente (15’ st <strong>Samardzic</strong> 6: bene sulle seconde palle, dice il mister a bocce ferme, e poi, vuoi mettere, sfiora anche il gol appena entrato).<br />
<strong>Gaetano</strong> 6,5: offre l&#8217;assist per poi segnalarsi in contenimento rinculando a ridosso dell&#8217;area, da libero aggiunto. Non farà saltare sulla sedia anima viva per creatività, ma è di quelli che fanno polpa.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: un tiretto per tempo, come dire che per migliorare la fase offensiva bisogna osare. La seconda volta stava per andargli meglio. Ma in copertura stasera era tremebondo al pari degli altri.</p>
<p><strong>Zalewski</strong> 5,5: ha un&#8217;occasione di platino e non incrocia. Con la squadra tutta all&#8217;indietro non riemerge dal marasma (15’ st <strong>De Ketelaere</strong> 5,5: tiene bene il possesso, ma quando si tratta di darla via è troppo veloce di piede e di pensiero per compagni sotto ritmo).<br />
<strong>Scamacca</strong> 6: due intuizioni-due per i compagni alle ali (15’ st <strong>Krstovic</strong> 7: veni, vidi, vici. E se non l&#8217;imbraccia la doppietta è per la consueta foga, utile a sparigliare le carte ma non per piazzare l&#8217;asso una volta di più).<br />
<strong>Raspadori</strong> 7: alle soglie della perfezione nel primo tempo, quando rincula spessissimo e volentieri, ha due chances e le sfrutta a metà. Quanto basta, e di prepotenza (37’ st <strong>Elmas</strong> sv: esordio con boccino tenuto lì. E che altro avrebbe potuto fare, con due orette di training in croce?).&nbsp;</p>
<p><strong>All. Sarri</strong> 6,5: la prova del cuoco è l&#8217;aver cucinato il Sassuolo facendo un errore di meno, la prova del fuoco è giovedì 27 agosto alle ore 20 al DVTK Stadion di Miskolc nel ritorno dei playoff di Conference League dall&#8217;Hapoel Tel Aviv. Fa benino con le risorse tecniche a disposizione, che presto potrebbero addizionarsi di Noa Lang alternativa ancora sottotraccia: l&#8217;agente Ali Barat, che rappresenta anche Scalvini, ha parlottato a lungo in sede alla vigilia. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Bologna &#8211; Squadra e prestazione mediocri: si salvano in pochi</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2026 19:17:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ritmi balneari, sangue agli occhi non pervenuto. L&#8217;ultima Atalanta formato casalingo del 2025-2026 si qualifica alla Conference League col minimo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/d951f413-6ee1-41e1-932d-cf6ebd96d5bb.jpeg"><p>Ritmi balneari, sangue agli occhi non pervenuto. L&#8217;ultima <strong>Atalanta</strong> formato casalingo del 2025-2026 si qualifica alla <strong>Conference League</strong> col minimo sforzo beccando gol dal Bologna sotto forma dell&#8217;ex Riccardo Orsolini e arrivederci al 20 e 27 agosto per il terzo turno di qualificazione: sorteggio il 3.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: l&#8217;unico a fare compiutamente il suo dovere fino in fondo, salva su Rowe e Castro ma di più non poteva umanamente fare.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 5,5: il lampo di Orsolini lo coglie in ritardo e stavolta nemmeno imposta con diligenza come al solito. Non si salva dalla mediocrità neanche lui, dopo essersi salvato dal fine stagione precoce per quella misteriosa distrazione alla caviglia a San Siro.</p>
<p><strong>Djimsiti</strong> 5,5: Castro non fa quasi niente, ma lui riesce quasi a perderselo sulla seconda occasionissima nel finale di primo tempo. La tendinite lo lascia stare, la disattenzione lo attanaglia.&nbsp;<br />
<strong>Ahanor</strong> 5,5: generoso nelle avanzante, comunque improduttive, quanto privo di misura in disimpegno. Pobega lo borseggia ed ecco la prima chance sull&#8217;asse Bernardeschi-Rowe.</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: dargli l&#8217;insufficienza dopo l&#8217;annata vissuta da protagonista sarebbe davvero da carogne. Non fa saltare sulla sedia né fa spellare le mani a nessuno, ma questo è un altro paio di maniche. Si lagna spesso con CDK: ruggine in catena? (43’ st <strong>Kolasinac</strong> sv).<br />
<strong>De Roon</strong> 5,5: il suo uomo sarebbe Pobega, il suo mestiere sarebbero le dighe e le seconde palle. Ebbene: è sfiatato e non da Europa (18’ st <strong>Pasalic</strong> 5,5: immobile davanti alla seccata volante dell&#8217;Orso, a momenti si salva col filtrante a quel montenegrino ingrato là davanti).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: palloni in profondità, in avanti e in area ne mette, anche se di suo non si eleva per brillantezza (18’ st Musah 5,5: riciclato a esterno sinistro senza un perché. O forse perché Bellanova stava spegnendo le 26 candeline una a una).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: s&#8217;impegna, ma senza sangue agli occhi. Il problema vero è che, dovendo portare palla nove volte su dieci perché altrimenti nessuno lo farebbe, in area non lo si vede manco col binocolo (37’ st <strong>Bakker</strong> sv: bentornato).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: si agita molto, non sempre con costrutto. L&#8217;incisività sotto porta dovrebbe essere il ripasso estivo personalizzato (18’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: Ederson gliela tocca e Zappacosta gliela pennella, lui dimostra di esserci. La mira? Alla prossima occasione).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: ha un biondo davanti che lo ostacola nelle rincorse a perdifiato alla profondità perduta, però quando si ha la chance buona si va dritti e non ci si allarga dove Joao Mario può indurti a tirare di fretta. Skorupski, comunque, bravissimo. Nikola un (bel) po&#8217; meno.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: cambi giustificati con l&#8217;emergenza anche in campo, non soltanto in settimana per i postumi pesantucci (Kossounou ko, Djimsiti ancora infiammato, Kolasinac contuso) di San Siro. Il che non può impedirci di dichiarare fuori progetto, ove il mugnanese rimanesse, Bellanova e Samardzic, cui vengono preferiti Musah su un lato semisconosciuto e Bakker fuori posizione. Tutti stanchi alla meta, tra gambe, articolazioni, muscoli e pure idee: mettiamola così. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino vuole restare: &#8220;Il destino non è nelle mie mani&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Ha grandi meriti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 22:04:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
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		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/ad0a1fbd-5383-4059-9a38-6f730356c08e.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto su <strong>Thiago Motta</strong> in panchina e Vincenzo Italiano come alternativa, si stanno facendo quasi grida assordanti. Di più: <strong>Raffaele Palladino</strong> parla al popolo nerazzurro e dice da che parte vuole stare. Senza usare il 3-2 pirotecnico al <strong>Milan</strong> come argomento a favore, anche se l&#8217;elogio e l&#8217;auto-elogio ci sta: “Non era scontata una prestazione perfetta contro una big che voleva fare punti. Il rammarico è di averne persi noi con squadre di medio-bassa classifica, ma non dimentichiamoci del tredicesimo posto da cui eravamo partiti al mio arrivo. Competiamo comunque per una posizione europea. Spero di essere apprezzato dalla società, ma il destino non è nelle mie mani”.</p>
<p>Dalla pancia di San Siro, il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a cui tanti vedono le valigie già in mano mantiene il consueto aplomb britannico:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“Abbiamo giocato di squadra in entrambe le fasi e di questo devo ringraziare chi va in campo. Imparo tutti i giorni dai giocatori, con cui c’è grande sintonia. Insieme abbiamo fatto un grande lavoro. Spero di continuare con loro, perché mi hanno dato tanto”</em>. Sui singoli, la difesa a spada tratta di un acquisto voluto da lui:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Raspadori</strong> è stato straordinario anche in fase di non possesso marcando Ricci. L’abbiamo messo apposto sul play per poi lasciarlo libero di attaccare nelle zone che gli piacciono di più”</em>. Un piano gara che piace alla gente che piace ai tifosi, visti i cori dedicati al mugnanese: <em>&#8220;Il loro apprezzamento mi emoziona. </em></span><em><span style="font-weight: 400;">Abbiamo applicato quanto preparato: siamo stati bravi ad avere pazienza nell’andare da un lato all’altro per poi bucare centralmente, sapevamo che ci sarebbe stato spazio sulla trequarti col 5-3-2 difensivo del Milan molto basso. Un avversario&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>fortissimo in transizione che non a caso ci ha messo in difficoltà nel finale&#8221;</em>. A venti scarsi dalla mezzanotte, una dichiarazione d&#8217;amore interessata e, perché no, sfrontata: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Il destino non è tutto nelle nostre mani, mercoledì prossimo il nostro tifo penderà dalla parte dell’Inter. Il settimo posto ci pensiamo noi a difenderlo&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><strong>Il Palladino-pensiero</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Non penso al futuro, penso a finire bene la stagione. Ho dato tutto per questi colori, credo di essere apprezzato da giocatori e tifosi, spero di esserlo anche dalla società a cui toccano le valutazioni a fine stagione. E’ l’Atalanta che merita attenzione, non Palladino.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La partita è stata preparata bene e siamo stati molto pericolosi davanti concedendo niente fino al 3-0. Questa è la risposta di un grande gruppo che rema dalla stessa parte al culmine di una settimana con qualche critica ricevuta. Ci sono grandi valori umani e tecnici: gli ultimi minuti ci dispacciono, chiuderla sul tre a zero sarebbe stato meritato ma ci sta anche vincere soffrendo contro una squadra di grandi individualità che alla fine mettendo tanti attaccanti ha segnato da palla inattiva e su rigore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi emozionano gli attestati di stima da parte dei ragazzi, io avevo preso questa squadra demotivata e con problemi. S’è creata subito magia. Loro hanno sempre dimostrato grande attaccamento e grande unione. Li ringrazio pubblicamente per la risposta sul campo. Io voglio sempre il bene loro, dell’Atalanta e dei tifosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Krstovic è un attaccante che attacca, difende, uno spirito, una voglia e una fame impressionanti. Dà il massimo fin dagli allenamenti, lotta anche quando sbaglia, si rimette a posto e vuole migliorarsi. Al mio arrivo s’è messo sotto a pedalare ed è migliorato al punto da riuscire a fare reparto da solo: può migliorare nella pulizia del gioco, nel gioco a due tocchi anche spalle alla porta.</p>
<p></span><strong>I giocatori: Carnesecchi elogia Palladino, Hien contento</strong></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">&#8220;Una prestazione incredibile che mancava da un po’. Siamo felicissimi per aver ritrovato una grande prestazione e pure dispiaciuti per aver pagato tanto in questo ultimo periodo, specialmente per il mio errore contro la Juventus in un ko che ci ha tagliato le gambe. Ma la grande vittoria di oggi corrobora il settimo posto.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Abbiamo fatto sembrare il Milan molto meno di una squadra da Champions</em> &#8211; il commento a DAZN di <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>N</em></span><em>el finale ci siamo abbassati un po’ e abbiamo sbagliato le pressioni. Era una battaglia annunciata, il Milan ci ha messi là provando a rimontare. Comunque questa vittoria è q</em><span style="font-weight: 400;"><em>ualcosa di grande. Se la meritava anche il mister, che ci ha dato una mano incredibile nella rimonta facendoci scalare tante posizioni: magari l’allenatore passa in secondo piano, ma ha i suoi grandi meriti, ci ha dato una grandissima mano&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>“Sono molto soddisfatto per essere tornato al meglio dopo un mese di infortunio, ho fatto mezzora col Genoa e sono contento di aver fatto tutta la partita stasera</em> &#8211; chiosa <strong>Isak Hien</strong> dalla sala conferenze del Meazza -. <em>Mi sentivo in forma, sono uscito bene anche su Saelemaekers. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Una vittoria che ci rende contenti, a differenza della stagione complessiva. Era importante dimostrare a tutti di essere una squadra forte: non è facile essere al top stagione dopo stagione. Questa che si sta concludendo può essere un passo indietro per farne due davanti&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le pagelle di San Siro &#8211; Carnesecchi ed Ederson sugli scudi, Palladino resiste alla morìa in difesa</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2026 21:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;otto pieno spetta a un Marco Carnesecchi paratutto a dispetto del finale da assedio e all&#8217;apripista Ederson, che poi la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/997cfa1a-22cf-4416-a359-150ca321e6ae.jpeg"><p>L&#8217;otto pieno spetta a un <strong>Marco Carnesecchi</strong> paratutto a dispetto del finale da assedio e all&#8217;apripista <strong>Ederson</strong>, che poi la sforna per il tris di <strong>Giacomo Raspadori</strong> sporcato dal ritorno di fiamma del <strong>Milan</strong>. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> risente della perdita di altri due difensori (caviglia destra di Scalvini, flessore destro di Kossounou) dopo il forfait (tendinopatria del retrocoscia sinistro), altrimenti di gol non ne avrebbe presi. Ecco le pagelle della San Siro molto più nerazzurra che rossonera.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 8: freddo su Leao e Saelemaekers, nella ripresa ne sfodera delle sue a raffica. A risultato presuntamente acquisito oppure no, non cambia: Nkunku, Fofana o chi per loro gli sbattono addosso almeno alle soglie delle follie finali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> 7: apre il corridoio per il vantaggio recuperando sempre dietro, fino a far spendere il giallo a Leao. Problemino alla caviglia destra, distorsione, e fuori (3’ st <strong>Kossounou</strong> sv, nemmeno il tempo di acclimatarsi; 18’ st <strong>Ahanor</strong> 5,5: va in confusione per dover difendere lo spigolo destro a piede invertito).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Hien</strong> 6,5: fa da ultimo baluardo davanti al portiere e ci riesce benissimo, quasi benedicendo la sindrome degli Hamstrings (tendinopatia del retrocoscia sinistro) che gli consente di riprendere il posto a Djimsiti. Enorme lo stop a Saelemaekers, poi nella rissa conclusiva perde i riferimenti e deve restare in trincea. Ammonizione assurda per fargli saltare il Bologna, che avrà mai fatto a Ricci?</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Kolasinac</strong> 6: autonomia francamente limitata dopo aver demolito Loftus-Cheek in uscita. In ambasce in una linea a tre, non salta o quasi sull’1-3 di Pavlovic.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 7: la crisi di Bellanova si spiega col suo rendimento, mostruoso per un classe ‘92 con non pochissimi pregressi medici che sa metterci lo zampino sempre e comunque. Leao lo ubriaca un attimino, ma dietro c’è comunque la scialuppa di salvataggio (10’ st <strong>Bellanova</strong> 5: un rimorchio a Krstovic che se la mangia, ma dietro non ci si raccapezza mai).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>De Roon</strong> 7: resta acquattato come un grande carnivoro e la coppia Ricci-Leao fa la fine della coppia di gazzelle sacrificali, per aprire il tre a zero firmato da Raspadori con l’apripista a rifinire. Arsenio Lupin.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Ederson</strong> 8: finalmente una fiondata laddove serve degna delle sue enormi qualità, più l’assist per metterla in ghiaccio. Era impossibile che cavasse d’impaccio quei tre dietro dopo una partita alle soglie della tenda a ossigeno.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Zalewski</strong> 7: a parte l’assolo del bis precoce sventatogli da Maignan, si distingue anche in chiusura, benché con discontinuità. Del resto è tornato a giocare sul lato per poter attaccare di fatto a quattro. Sporca a Fofana un pallone comunque pericoloso durante i sospironi nell’ultimo spicchio.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>De Ketelaere</strong> 7: stavolta arretra meno del solito per far salire gli altri, anche per via del blocco bassissimo e schiacciato di un Diavolo senza sale su coda e forcone. Non a caso per l’uno-due l’impostazione ha la sua firma. Certo, non tira, ma se ci pensa chiunque altro… (18’ st <strong>Pasalic</strong> 6: qualche buon pallone davanti a inerzia comunque virata).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Raspadori</strong> 7: si sacrifica anche in ripiegamento, mentre davanti perde un po’ le misure dopo essere stato coessenziale al vantaggio per riscoprirle in avvio di secondo tempo con quel mancino prepotente da 3-0. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Krstovic</strong> 7: sponde e gomiti alti, pare aver imparato a giocare benone dando le terga a quel rettangolo magico, ma quando è di fronte servono sempre i guantoni nemici a fermarlo. Almeno finché lui si mangia il poker, ma suvvia, ha lavorato abbestia da uomo-squadra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>All. Palladino</strong> 7,5: da un lato all’altro, aprendosi sempre il corridoio per attaccarlo a due o a tre insieme. E la miglior versione di molti, big o meno big. Il finale tremebondo è figlio della difesa scombinata perché decimata. C’è da sperare, anche solo per il galantuomo che ha ampiamente dimostrato di essere, che il ritrovamento della sua Atalanta ideale agli occhi della società non sia troppo tardivo. Dipenderà dalla Conference League, quindi da Inter-Lazio in Coppa Italia, dal presunto nuovo mago del mercato Cristiano Giuntoli, dal diesse Tony D’Amico o da chi altri? Thiago Motta e il suo blocco basso convincono davvero qualcuno? Vincenzo Italiano è meglio e più futuribile di lui? La Dea del prossimo futuro lui la vorrebbe costruire. Il desiderio vale una letterina ai Percassi sperando si travestano da Babbo Natale.&nbsp;<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></span></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Palladino: &#8220;Non è un&#8217;occasione sciupata, la partita più importante è con la Lazio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità di Raffaele Palladino, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua Atalanta, riassunte in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5a4b5f5a-daeb-4b2f-b170-3ce0ee93cee8.jpeg"><p>Le grandi verità di <strong>Raffaele Palladino</strong>, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua <strong>Atalanta</strong>, riassunte in due frasette: <em>&#8220;La semifinale di <strong>Coppa Italia</strong> con la <strong>Lazio</strong> per noi è la partita più importante dell’anno. Ce la giocheremo al meglio. Ma stasera non è che non abbiamo sfruttato l’occasione&#8221;</em>. Il pari e patta con la <strong>Roma</strong>, insomma, non è un dramma, anche se dal <strong>settimo</strong> posto con sole cinque giornate da giocare il sogno Champions rimarrà tale a meno di miracoli: <em>&#8220;Io ho visto due squa<span style="font-weight: 400;">dre con qualità, intensità e coraggio che hanno dato vita a una bella partita. A</span>bbiamo giocato con personalità e grande spirito, la partita è stata aperta sui due fronti e avremmo potuto raddoppiare. Ci prendiamo il punto che è il risultato giusto&#8221;</em>, la sentenza dell&#8217;uomo in panchina.</p>
<p>Niente bicchiere mezzo vuoto, nonostante il mero punticino nei due barrage per l&#8217;Europa: <em>&#8220;</em><span style="font-weight: 400;"><em>Non direi che abbiamo sciupato l&#8217;occasione, la distanza dalla <strong>Roma</strong> è invariata e abbiamo recuperato un punto al <strong>Como</strong>. Anche con la <strong>Juve</strong> era stata una grande prestazione, sono soddisfatto del nostro percorso e a fine partita ho ringraziato i miei giocatori&#8221;</em>, rimarca il mister. Qualche alibi sembra affiorare dal discorso a <em><strong>Sky Sport</strong></em> a bocce ferme: <em>&#8220;</em></span><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> ha preso un colpo all’anca ed era in ritardo sulle uscite, <strong>Kolasinac</strong> ha patito un leggero fastidio. Ho preferito sostituirli perché non voglio arrivare con infortunati al 22 aprile, le loro difficoltà sono state solo sul piano fisico.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>De Ketelaere</strong> veniva da due-tre giorni con un po’ d’influenza e non aveva la sua solita energia. Ho messo gente fresca e siamo stati più brillanti e propositivi nel secondo tempo, che è stato comunque equilibrato&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Soddisfazione per il mancato uomo-partita, che dopo aver aperto il punteggio non ha fatto granché: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong> ha alzato il livello anche di score personale, oggi mi serviva uno come lui perché doveva tenere a bada Ndicka. La Roma veniva a prenderci alti. <strong>Scamacca</strong> è uno che viene più incontro. Ma da qui alla fine ci saranno possibilità per entrambi, anche in coppia: dipende dalla situazione&#8221;</em>.&nbsp;</span></p>
<p><strong>Dalla pancia dell&#8217;Olimpico</strong> &#8211;</p>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo dimostrato quanto questa sfida fosse importante per noi. Ci sono state occasioni da una parte e dall&#8217;altro, <strong>Ederson</strong> avrebbe potuto fare due a zero, in genere in questi due sabati abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. La strada sarebbe quella sbagliata se si giocasse male, ma non è il nostro caso.<br />
La <strong>Roma</strong> ci ha accerchiato un po&#8217; facendosi abbassare nella nostra area coi nostri terzi in difficoltà, poi abbiamo fatto meglio nel secondo tempo. Proveremo a prenderne qualcuna davanti, ce la giocheremo fino alla fine: sono 4 punti sia dalla Roma che dal Como. Domenica abbiamo i nostri tifosi allo stadio per iniziare a preparare il match con la Lazio: una carica che ci serve, un affetto che ci aspettiamo.<br />
Il modello Atalanta è replicabile? Cura il settore giovanile, è attenta a tutti i dettagli e i particolari. Sono felice di lavorare qui, ma non so come si lavori nelle altre piazze.<br />
Siamo partiti ad handicap, le stagioni nascono anche così. Se fosse andata bene a Ivan Juric, oggi come oggi io non sarei qui. Abbiamo fatto una scalata, quando perdi con la Juve come hai perso ti crolla un po&#8217; il mondo addosso. La scalata continua fino alla fine, è una squadra che dà tutto fin dagli allenamenti e lo farà fino all&#8217;ultimo secondo&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong> dalla sala conferenze dell&#8217;Olimpico).</p></blockquote>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>I giocatori</strong> &#8211; Marco <strong>Carnesecchi</strong> è rammaricato per i due punti in più che servivano senza essere arrivati, ma ancor di più per quella saponetta costata i tre punti andati a Boga e alla Juventus sabato scorso: <em>&#8220;Non ho dormito per una settimana. Mi sento di aver deluso i miei compagni, sono stato veramente male. Per fortuna c&#8217;è stata quest&#8217;altra partita, più che per il premio di miglior giocatore&#8221;</em>, la premessa a bordocampo del portiere nerazzurro. <em>&#8220;Per me è stata una grandissima partita, p</em></span><em>otevano essere tre punti, peccato per il gol preso allo scadere del primo tempo. La svolta alla stagione può essere mercoledì. Siamo in corsa anche dal campionato: abbiamo un calendario forse più difficile delle altre. La via più breve all’Europa League è la Coppa Italia, visto che siamo un po’ indietro in campionato&#8221;</em>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;autocritica, in mezzo a tanti peana per una prova non al massimo se vista dal di fuori, è di <strong>Marten de Roon</strong>: <em>&#8220;E&#8217; mancata qualità in transizione e nell&#8217;ultimo passaggio, soprattutto nel primo tempo. Il secondo è stato molto equilibrato, la partita è stata di grande intensità&#8221;</em>. Di qui il suggerimento per la semifinale del trofeo nazionale contro l&#8217;altra capitolina: <em>&#8220;Con più qualità nel palleggio possiamo fare una grande partita mercoledì&#8221;</em>. C&#8217;è pure il compagno del quale assumere la difesa d&#8217;ufficio, da capitano: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Marco è stato il migliore, il nostro punto di forza. Non oggi, sempre. Non se la deve prendere con se stesso, è stato il protagonista della nostra stagione&#8221;</em>. Dulcis in fundo, i buoni propositi galleggianti sul mare di realismo: <em>&#8220;Quelle davanti sono lontane, ma bisogna crederci fino all’ultima giornata. Nella semifinale di Coppa Italia sarà tosta, abbiamo visto la Lazio col Napoli, ma è ovviamente un obiettivo che in questi anni abbiamo sempre coltivato&#8221;</em>.</span></p>
<p><em>“Mercoledì c’è il momento in cui ci si gioca tutto. Dal punto di vista del’atteggiamento abbiamo fatto una buona partita, ma con errore tecnico. Siamo mancate in alcune scelte finali </em>&#8211; l&#8217;ammissione, infine, di <strong>Giacomo Raspadori</strong> -.<em> Giocare qui non è mai facile. Davanti ai nostri tifosi, invece, ci giochiamo una fetta di un obiettivi importante. In campionato non è chiuso niente, se si aprirà uno spiraglio dovremo fiondarci. Stavolta c&#8217;era da anteporre il lavoro per la squadra ed è quello che ho fatto rispettando le consegne dell&#8217;allenatore. Se sono utile anche in fase difensiva, sono contento. Ma bisogna sempre lavorare per </em><em>fare il passo in più”. </em><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le pagelle a casa del Gasp &#8211; Attacco in giornata no, il riscatto di Carnesecchi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:09:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco le pagelle dell&#8217;Atalanta, dalle polveri bagnate davanti e un po&#8217; in affanno dalla cintola in giù, nell&#8217;uno pari in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/d4b8324d-f66d-453f-a3bf-c5e882dcbe87.jpeg"><p>Ecco le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, dalle polveri bagnate davanti e un po&#8217; in affanno dalla cintola in giù, nell&#8217;uno pari in casa della <strong>Roma</strong> di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. Dopo la papera costato il ko casalingo sabato scorso con la Juve, Marco <strong>Carnesecchi</strong> trova la sua consueta dimensione di para(quasi)tutto nel prefestivo serale numero due di fila</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 7: dice no a Malen in ogni fase del match, a protezione di qualunque punteggio, e anche a Soulé. La traversa alta di Hermoso lo sorprende il giusto. Papera con la Juve a favore dell&#8217;ex Boga archiviata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> 5,5: soffre El Shaarawy e non è un gran segnale. Esce, pare, per una contusione (1’ st <strong>Kossounou</strong> 6,5: meglio e pure più propositivo. Tipico di chi è sceso nelle gerarchie e ove buttato in mischia sa di non poter sbagliare).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: un atipico come Malen se lo porta un po&#8217; a spasso, ma alla fin fine tiri pulitissimi non gliene strappa o giù di lì.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: fatica immane contro la catena romanista di destra, ma nessuno s&#8217;azzardi a dargli l&#8217;insufficienza (1’ st <strong>Ahanor</strong> 6,5: vedi il compagno subentrato a centrodestra, fa meglio del titolare nelle due fasi).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Bellanova</strong> 5,5: annata storta a ruota del paio, la prima nel Toro, da doppia cifra di assist. Non regge l&#8217;urto, o meglio non sempre, e non trova la misura di tocchi e sovrapposizioni davanti (9’ st <strong>Bernasconi</strong> 7: padrone della sinistra, garantisce equilibrio).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: costretto ad andare in seconda battuta sul terminale di casa, alla lunga ci spende troppe energie per conservare la lucidtà necessaria. Trovato l&#8217;acuto ma non il gol, ne risente a livello nervoso pur non commettendo errori sostanziali (35’ st <strong>Pasalic</strong> 6: jolly buono per ogni occasione e tutti gli utilizzi, non è che possa risolvere le fasi stracche a 31 anni).<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>De Roon</strong> 6: vince il duello con Cristante ma si perde lo spondista da 1-1 Rensch, su cui non accorcia. Non basta rimanere il re delle seconde palle e di quelle sporche, dopo aver spezzato il pane dell&#8217;assist per aprire il punteggio.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 6: sul piede debole contro una catena nemica a piede debole, fa ovviamente meglio quando l&#8217;uscita di Bellanova lo restituisce al lato preferito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>De Ketelaere</strong> 5: gli alti e bassi sono il suo menù da sempre, ma in frangenti decisivi la mancanza di sangue agli occhi è un grave difetto (1’ st <strong>Zalewski</strong> 6: fare peggio del sostituito non sarebbe stato possibile, ma anche arruffarsi in soluzioni personali non depone a suo favore. Benino in palleggio, anche se era una sfida in cui andare al sodo).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: metà di sacrificio per chiudere il corridoio agli altri più che aprirlo ai compagni, metà di proposizione imperfetta. Ma come fa un attaccante a non tirare mai?&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Krstovic</strong> 6: imbrocca uno splendido uno a zero per poi soffrire la solitudine del bomber. Se il piano gara o il suo sviluppo naturale e fattuale è il contenimento, a cosa servirà mai un centravanti da profondità che gli altri dalla stessa maglia non gli regalano una volta che sia una?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>All.</strong> <strong>Palladino</strong> 6,5: non ha tutta questa ampia gamma di soluzioni, perché la sua rosa è stanca, provata da un&#8217;annata lunghissima con qualche delusione di troppo, all&#8217;inizio e adesso pure verso il gong. Sostituzioni non risolutive, ma anche lì non può farci molto. La squadra a gennaio ha perso Lookman e guadagnato Raspadori, che non sta incidendo di più. CDK andrebbe strigliato, ma il mugnanese è un signore e non è Gasperini.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></span></p>
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		<title>Le pagelle con la Juventus &#8211; Patatrac Carnesecchi, ma luce quasi spenta nella ripresa</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 21:32:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta la responsabilità grava sulle spalle di Marco Carnesecchi, di norma il miglior portiere italiano e stasera protagonista in negativo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/a4fdddd1-62fb-49d2-9300-fff95be9fe37.jpeg"><p>Stavolta la responsabilità grava sulle spalle di <strong>Marco Carnesecchi</strong>, di norma il miglior portiere italiano e stasera protagonista in negativo del flipper che estromette quasi del tutto l&#8217;Atalanta dalla corsa al quarto posto e quindi all&#8217;ennesima qualificazione alla <strong>Champions League</strong>. Ma nemmeno Berat Djimsiti e <strong>Giorgio Scalvini</strong> sono del tutto esenti da colpe. E nella ripresa qualcuno di troppo è sembrato un po&#8217; estraniarsi dalla lotta.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5: colpa sua e fine della predica. Fa una bella uscita su Boga nel finale di primo tempo per poi spalancargli la strada verso l&#8217;ultimo posticino in quota Champions. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: nell&#8217;episodio decisivo non rinvia perdendo l&#8217;equilibrio. Non è che un quasi gol come il palo del primo tempo possa fargli decollare il voto, anche se è uno dei pochi a crederci.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: a vuoto anche lui, di testa, sul fattaccio. Poi sfiora il pari, ma la manona nemica gl&#8217;impedisce il riscatto.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: farsi maltrattare da Holm non è da lui, ma non è che sul gol pesino chissà quali responsabilità in proprio (27’ st <strong>Ahanor</strong> 5,5: un suo rinvio tremebondo poteva costare lo 0-2). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6,5: non spazza sull&#8217;azione che precede il ko, ma spinge come un dannato senza poter mai godere di riposo (41’ st <strong>Bellanova</strong> sv).<br />
<strong>De Roon</strong> 6: senza infamia né lode, potrebbe alzare il livello dello scontro e invece per una volta è scolastico, da compiti a casa (27’ st <strong>Pasalic</strong> 6: se la cavicchia in un confronto che in mezzo non si gioca quasi mai)-<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: moto perpetuo, anche se il calo della ripresa ghermisce anche testa e gambe del brasiliano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: non tampona sul prodromo del gol by Conceicao, ma intendiamoci, era il portiere a non dover fare quello che ha fatto. Cala dopo un bel primo tempo.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6: quando la temperatura della contesa sale, lui s&#8217;eclissa un po&#8217;. Troppo a sprazzi, parte troppo da lontano per decidere.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: ne sbaglia una grossa subito, per poi pigiare il bottone in chiamata dell&#8217;ascensore di Scalvini. Tutto fermo al palo, ma iniziare con un non attaccante alla fine s&#8217;è pagato (10’ st <strong>Raspadori</strong> 6,5: almeno ci prova, quasi sempre in solitario, perché non c&#8217;è quasi nessuno che si butti dentro. A momenti otteneva un rigore, anche se Gatti tira indietro l&#8217;arto &#8211; abbastanza &#8211; in tempo). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: come al solito conclude non appena annusa aria di gloria, ma dopo non averla messa si smonta (27’ st <strong>Scamacca</strong> 5,5: entra in area solo per colpire di testa, senza mira. Non gli riesce la giocata o comunque non la trova. Aver saltato Verona e Lecce gli ha depositato ruggine addosso).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6: inizia con Krstovic un po&#8217; ramingo davanti, perché De Ketelaere si sforza di cucire e sta lontano dall&#8217;area la maggior parte del tempo, ma soprattutto Zalewski a vantaggio mancato si mette a giocare come uno che l&#8217;attacco non sa dove sia. Se nel primo tempo si ferma al palo giocando molto meglio della Juventus, nel secondo ai suoi basta un nonnulla per andare sotto senza essere pericolosi se non da palla inattiva. Non trova i correttivi giusti, quindi perde con una big tutt&#8217;altro che trascendentale. Ora deve puntare sulla Coppa Italia, il quarto posto è una chimera. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Il Bravo Papà a Carnesecchi e Zappacosta: festa atalantina al Club Valgandino</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Atalanta Club Valgandino]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Galà del Bravo Papà]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[I convitati di pietra hanno idealmente ricevuto il premio lo stesso, anche se uno era in giornata di riposo e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-25-at-01.24.19.jpeg"><p>I convitati di pietra hanno idealmente ricevuto il premio lo stesso, anche se uno era in giornata di riposo e l&#8217;altro in Nazionale. Martedì sera, presso Il Ristorante “Da Leone” di Vertova, è andato in scena l’annuale “Galà del Bravo Papà” organizzato dall’<strong>Atalanta Club Valgandino</strong> che ha premiato le recenti genitorialità di <strong>Davide Zappacosta</strong> e <strong>Marco Carnesecchi</strong>. Un classicissimo della sezione nerazzurra guidata dal presidente <strong>Enzo Conti</strong> fin dalla fondazione, contestuale all&#8217;inno più famoso di sempre, l&#8217;immortale &#8220;Forza Atalanta dai&#8221; di <strong>Marino Magrin</strong>, tra gli ospiti d&#8217;onore come sempre, e trascinata dal vicario <strong>Giambattista Gherardi</strong>, manager, comunicatore e giornalista di altissimi sentimenti atalantini.</p>
<p>Il sodalizio ha lo sport e la passione calcistica come epicentro, ma guarda alla società a trecentosessanta gradi. Nel recente passato il Club ha sostenuto il <strong>progetto in Bolivia</strong> di monsignor <strong>Eugenio Coter</strong>, raccogliendo oltre 4.300 euro per una <strong>scuola</strong> ai confini dell’Amazzonia ed il prossimo 3 luglio organizzerà la storica <strong>Corsa delle Uova a Gandino</strong>. <em>“Il premio Bravo Papà</em> &#8211; hanno sottolineato Conti e Gherardi &#8211; <em>nacque nel 1994 nella convinzione di dare risalto ad un rapporto il più possibile familiare con i calciatori. Quest’anno è stato assegnato a Marco Carnesecchi e Davide Zappacosta. Il portiere, insieme alla moglie Valentina, ha festeggiato il 12 gennaio scorso la nascita della figlia Bianca Regina; Il laterale originario di Sora ha invece accolto il piccolo Edoardo il 26 marzo 2025 insieme alla moglie Camilla”</em>. </p>
<p>Purtroppo, i due calciatori non hanno potuto partecipare dal vivo a una festa con oltre centoventi presenti. La società <strong>Atalanta</strong>, d’accordo con il Club Valgandino, ha promesso di organizzare un incontro in Valle in aprile per la consegna del premio, un bassorilievo d’argento del centro storico di Gandino con finiture in oro, dedicato alla memoria di <strong>Franco Moioli</strong>, ricordato dalla nipote Sofia, dal nipote Marco e dalla moglie Anna.</p>
<p>Alla Festa non sono comunque mancanti gli ospiti d’eccezione, a cominciare da <strong>Andrea Fabris</strong>, Direttore Generale area corporate di Atalanta, che ha riservato una sorpresa speciale (una visita a Zingonia) ai bambini presenti. Con lui da ricordare <strong>Aldo Bernardi</strong>, assessore del Comune di Gandino, il maresciallo <strong>Matteo Scatena</strong>, comandante la stazione Carabinieri di Gandino, <strong>don Giuseppe Merlini</strong>, parroco di Leffe e supertifoso atalantino, i diversi sponsor locali. </p>
<p>Applausi calorosi per <strong>Aldo Piceni</strong> già amministratore delegato di Atalanta B.C., <strong>Elisa Persico, Erminio Milesi, Arturo Zambaldo, Matteo De Sanctis, Ezio Pellegrini</strong> e le troupe di Antenna 2 Tv e Gandino Webtv. I ricordi di un “calcio vero e vicino alla gente” sono stati impersonati dagli ex neroazzurri <strong>Marino Magrin, Eligio Nicolini e Daniele Filisetti</strong>. </p>
<p><strong>Lucia Castelli, pedagogista</strong> nerazzurra e ideatrice de &#8220;La Scuola allo Stadio&#8221; che ogni anno propone la sfida agli istituti primari e secondari di secondo grado intorno a temi d&#8217;attualità sociale e sportiva, ha portato con sé <strong>Alessandro Anelli</strong> (classe 2008, portiere della Primavera) e <strong>Martina Frattini</strong> (classe 2010, attaccante della Under 17 femminile). Il futuro è tutto loro; quello prossimo e immediato guarda invece al rush finale di campionato e Coppa Italia che dirà se l’Atalanta potrà di nuovo giocare in Europa. In Val Gandino, nell’attesa di salutare dal vivo Carnesecchi e Zappacosta, ci credono fermamente.<br />
<em><strong>RECEffe</strong></em><br />
<a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22.jpeg" class="cbox cbox" ><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22.jpeg" alt="" width="970" height="546" class="alignnone size-full wp-image-176653" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Le pagelle col Verona &#8211; Zappacosta, il pendolino che non si ferma mai</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:33:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La palma del migliore va al match winner, Davide Zappacosta. Perché di fronte all&#8217;Hellas Verona dei giovani, magari non di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/0945c6e3-9781-4799-b7f5-37351fc99865.jpeg"><p>La palma del migliore va al match winner, <strong>Davide Zappacosta</strong>. Perché di fronte all&#8217;<strong>Hellas Verona</strong> dei giovani, magari non di primissimo pelo, pur giunto alla fine sulle ginocchia come tutta l&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha rappresentato al meglio lo spirito e il senso della squadra bergamasca: il moto perpetuo del lavoro. L&#8217;11 giugno il sorano ne farà 34, eppure dà ancora la paga a tutti bagnando il naso alla concorrenza interna che a oggi, a dire il vero, non esiste neppure.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: su Belghali-Bowie e Orban, inutile girarci intorno, la pezza salvifica la cuce ancora lui sui troppi sbreghi di un secondo tempo a fiato cortissimo.  <strong></p>
<p>Scalvini</strong> 6,5: autorevole senza essere autoritario, gioca con la scioltezza di un veterano, pur pagando anche lui lo scotto delle fatiche improbe di un periodo impestato di impegni.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: da braccetto fatica un po&#8217; di più, anche perché le forze fresche della prima linea gialloblù, associate a un Belghali trasformato dalla virata a sinistra, puntano e puntano e puntano&#8230;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5 (31’ st <strong>Hien</strong> 6: entra da ex vagamente incerto e spaurito, salvo opporre opportunamente il gambone all&#8217;argerino sull&#8217;ultima palla buona). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: su e giù per la fascia destra, ma il voto è la media tra l&#8217;8 fino all&#8217;intervallo, quando la fa da castigamatti, e la sufficienza pura e semplice della seconda metà. Ce ne fossero, comunque.<br />
<strong>De Roon</strong> 6: standing ovation prima della standing ovation sotto la sola Curva Nord, ma non è che abbia particolarmente brillato. La fatica esiste per tutti, il 29 saranno 35 candeline e per soffiarci sopra bisogna riprendere parecchio fiato (43’ st <strong>Samardzic</strong> sv).<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: minutaggio nelle gambe di uno che nel primo tempo qualcosina in porta avrebbe anche potuto metterla. Due fasi benino, diciamo (18’ st <strong>Pasalic</strong> 6: sta tutto rintanato o quasi, si allarga per tamponare le falle in corsia bassa, non si propone né propone. Vabbè).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: Oyegoke entra e lo costringe subito sulla difensiva. Non è che gli si possano chiedere continuamente gli straordinari. Bellanova o, meglio, Bakker, laterale sinistro sul piede forte come usa dire il mister, sono proprio così in basso nelle gerarchie e nelle garanzie di rendimento?</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6,5: ricade nel vecchio difetto di non cercare l&#8217;area da uomo di raccordo e sostanziale regista offensivo, però l&#8217;azione del gol è a innesco made in Fiandre. Serve continuità, non può ridursi a fare lo stopper sulla trequarti difensiva quando il nemico stringe d&#8217;assedio (31’ st <strong>Musah</strong> 6: senza infamia né lode).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: utile nel primo tempo a riempire l&#8217;area senza quasi vederla, è stracco anche lui e si nota (18’ st <strong>Raspadori</strong> 5,5: in una fase di contenimento prolungata non serve a granché). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: torna nella versione non-la-metterei-nel-lago-d&#8217;Iseo-manco-a-pagarmi-oro, ma è coessenziale al vantaggio che poi resta l&#8217;unico gol. Da tre punti. Sbaglia più di piede che di testa, lì è bravino Montipò per quanto si potesse indirizzarla meglio.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6: scelte conservative dopo la Champions, quando magari sarebbero serviti un Ahanor e un Kamaldeen in più. Ma del Verona, parola sua, non si fidava affatto. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Semifinale playoff Mondiali: Gattuso chiama quattro atalantini</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:07:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[25-26 marzo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Irlanda del Nord giovedì 26 marzo a Bergamo a un quarto alle nove come passaggio fondamentale, il Galles o la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Gattuso-e-Scamacca-credi-atalanta.it_.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Irlanda del Nord</strong> giovedì 26 marzo a <strong>Bergamo</strong> a un quarto alle nove come passaggio fondamentale, il Galles o la Bosnia ed Erzegovina di <strong>Sead Kolasinac</strong> come avversario in trasferta a fine mese per un posto ai<strong> Mondiali di Canada-USA-Messico</strong>. <strong>Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Giacomo Raspadori e Gianluca Scamacca</strong> sono i giocatori dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> convocati per la semifinale playoff a casa loro, cioè alla <strong>New Balance Arena</strong>.</p>
<p>Ecco la lista del commissario tecnico <strong>Gennaro Ivan Gattuso</strong>. C&#8217;è anche Marco <strong>Palestra</strong>, prestito nerazzurro al Cagliari. Le convocazioni sono valide anche per l&#8217;eventuale finale.&nbsp;</p>
<p><strong>Portieri:</strong> Elia Caprile (Cagliari), <em><strong>Marco Carnesecchi (Atalanta)</strong></em>, Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli).&nbsp;<br />
<strong>Difensori:</strong> Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), <em><strong>Giorgio Scalvini (Atalanta)</strong></em>, Leonardo Spinazzola (Napoli).<br />
<strong>Centrocampisti:</strong> Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle).&nbsp;<br />
<strong>Attaccanti:</strong> Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), <em><strong>Giacomo Raspadori (Atalanta)</strong></em>, Mateo Retegui (Al-Qadsiah), <em><strong>Gianluca Scamacca (Atalanta)</strong></em>.</p>
<p>Prenderà il via domenica sera con il raduno fissato al Centro Tecnico Federale di Coverciano la ‘missione Mondiale’ della Nazionale, impegnata giovedì 26 marzo (ore 20.45, diretta Rai 1) allo Stadio di Bergamo nella semifinale dei play-off con l’Irlanda del Nord. In caso di successo, martedì 31 marzo l’Italia si giocherebbe poi il pass per il Mondiale in trasferta con la vincente della sfida tra Galles e Bosnia ed Erzegovina. Le due semifinaliste sconfitte del percorso A dei play-off (Italia-Irlanda del Nord/Galles-Bosnia ed Erzegovina), il 31 marzo saranno invece chiamate a disputare un’amichevole. Un match che gli Azzurri giocherebbero comunque in trasferta, a Cardiff o a Zenica. Mercoledì 25 le conferenze stampa della vigilia, allo stadio di Bergamo, alle 17 per gli azzurri e alle 19.45 per i nordirlandesi, col primo quarto d&#8217;ora di sgambata dalle ore 18 aperto ai madd media.<br />
<em><strong>EffAzzurro</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Rifarei il 4-4-2&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Bayern scioccante&#8221;. Pasalic: &#8220;Ingiocabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente musi lunghi in casa Atalanta dopo il ko tennistico col Bayern Monaco che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4b861d38-df3a-4f47-b9d1-aedf0533a7dd.jpeg"><p>Niente musi lunghi in casa <strong>Atalanta</strong> dopo il ko tennistico col <strong>Bayern Monaco</strong> che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione precoce dagli ottavi di <strong>Champions League</strong> già nella partita d&#8217;andata. Orgoglio salvo, e non solo per il gol della bandiera di <strong>Mario Pasalic</strong>, nelle dichiarazioni del dopogara: <em>&#8220;L&#8217;avversario è davvero di un altro livello. Superiore non soltanto a noi stavolta, ma alla gran parte della concorrenza in Europa. Abbiamo provato a sorprenderlo con un atteggiamento propositivo, ma non è andata come speravamo perché non siamo riusciti a scombinarne i piani</em> &#8211; afferma a Sky Sport il jolly croato -. <strong>Per aver raggiunto <strong>Muriel</strong> al terzo posto dei marcatori atalantini all time a 68 gol sono contento, ma non è servito a niente. Da professionisti dobbiamo accettare il verdetto del campo. E non sono così presuntuoso da dire che se fossimo partiti col 3-4-2-1 il risultato sarebbe stato diverso. Avevamo di fronte giocatori ingiocabili, è stata una batosta figlia di una superiorità indiscutibile davanti alla quale però possiamo solo toglierci il cappello. Non credo che subiremo alcun contraccolpo&#8221;</strong>.</p>
<p>Tema tattico, orgoglio e accettazione del verdetto trovano pienamente concorde l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. <em>&#8220;Col senno di poi riproporrei il 4-4-2 che in corso d&#8217;opera sabato scorso ci ha consentito di recuperare l&#8217;Udinese almeno sul 2-2. La doppia punta, l&#8217;avere questi riferimenti. La realtà è che il Bayern a tratti è stato ingiocabile e la differenza non l&#8217;hanno fatta le scelte di modulo, ma i valori in campo. Contro il 4-2-3-1 difendere a blocco basso avrebbe significato portarseli in casa, ma ad andarli a prendere alti poi ti attaccano la profondità. Questa è una squadra che alle difficoltà sa reagire e lo farà fin da sabato in casa dell&#8217;Inter: tra De Ketelaere, Scalvini, Ederson e Raspasori possiamo recuperare qualcuno, Giorgio di sicuro perché stasera non c&#8217;era solo perché squalificato&#8221;</em>, la premessa in sala conferenze.  </p>
<p><em>&#8220;Il risultato ci fa male, sarà una notte pesante dopo sei gol presi. Ma questa è una squadra  che reagisce: ai giocatori a fine partita ho detto, tiriamo su la testa, recuperiamo le energie e ributtiamoci in campionato. Mica avevamo la presunzione di arrivare in finale di Champions League: i nostri obiettivi sono campionato e Coppa Italia, le competizioni più importanti</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>I migliori in campo sono stati i tifosi che ci hanno applaudito dall&#8217;inizio alla fine. Una grande dimostrazione d&#8217;amore verso di noi: cercheremo subito di reagire, non dev&#8217;esserci un contraccolpo. Amore e sportività, dal nostro pubblico: non penso che altrove avrebbero applaudito il quinto gol avversario, come sul secondo di Olise&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Col senno di poi riproporrei questo 4-4-2 con queste due punte di peso. Una scelta fatta anche in funzione delle assenze, siamo corti davanti a causa della defezione prolungata di De Ketelaere e Raspadori, oltre a Ederson e Scalvini. Rimettendo il nostro sistema di gioco nel secondo tempo non è cambiato niente, dimostrazione palese che la differenza è stata di valori</em> &#8211; osserva Palladino -. <em>Giocare contro giocatori così forti individualmente ti alza il livello, perché gli altri avversari sono inferiori al Bayern. O si vince o si impara e da una grandissima squadra che andrà probabilmente fino alla fine di questa competizione noi abbiamo imparato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Con queste squadre bisogna stare attenti ai dettagli: sul calcio piazzato doveva esserci attenzione e più comunicazione. Alla squadra, che ha dato tutto sudando la maglia, non rimprovero nulla, anche sotto di sei sporcavamo le loro giocate e andavamo in transizione&#8221;</em>, la chiosa del tecnico. a fine partita ci hanno applaudito, qualcosa di impagabile.</p>
<p><em>&#8220;Il <strong>Bayern</strong> è qualcosa di scioccante, di incredibile, che ci ha messo in difficoltà in ogni fase del gioco con qualità nel passaggio finale, nell’assist e nel tiro. Per l&#8217;Atalanta è stata una serata veramente molto difficile, ma abbiamo avuto un pubblico che è un qualcosa di inspiegabile, perché non ha mollato un secondo</em> &#8211; conferma <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>E dire che comunque ai nostri avversari mancava uno che segna poco</em> (ride, NdR). <em>Avversari davvero incredibili, a cui possiamo solo dire bravi&#8221;</em>. <em>&#8220;Il pubblico è stato speciale, questa è una serata che ci deve unire ancora di più</em> &#8211; la tesi di <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano -. <em>Il Bayern era semplicemente troppo forte, ma il nostro <strong>pubblico</strong> vale il doppio. L&#8217;abbraccio sotto la Curva Nord è stato qualcosa di toccante, un affetto sconfinato che ormai conosco da undici anni. L&#8217;errore nostro, probabilmente, è di aver continuato a cercare di prendere alti gli avversari, mentre probabilmente ci sarebbe convenuto aspettarli più bassi per ripartire in contropiede. Per descrivere la superiorità del Bayern e le nostre difficoltà non si trovano parole adatte: la scelta di un approccio offensivo non ha pagato. Ora rifacciamoci in campionato a cominciare dall&#8217;Inter&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino chiama Bergamo a raccolta: &#8220;Col Borussia giochiamo in 23 mila&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Sull&#8217;1-0 al 90&#8242; vado in area&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 19:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di Raffaele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1f139cf5-c5a1-475f-b4a4-bfc778d1a9c1.jpeg"><p>Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di <strong>Raffaele Palladino</strong>: &#8220;<em>Voglio uscire dal campo senza rimpianti. L&#8217;impresa è difficile, perché rimontare due gol al Borussia Dortmund è una grande impresa. Ma ci crediamo tutti, dai giocatori alla città. Non giochiamo in 23, ma in 23 più 23 mila. Voglio tutto dal primo al centesimo minuto, voglio partite forte subito e non prendere gol al primo minuto come all&#8217;andata&#8221;</em>. Dal tecnico a <strong>Marco Carnesecchi</strong> è un attimo: <em>&#8220;Se siamo avanti uno a zero al novantesimo sul calcio d&#8217;angolo salgo in area a saltare di testa, ma prima magari chiedo consigli a qualcuno&#8230; Se serve, tiro anche il rigore, non come quinto ma come decimo&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">La vigilia del <strong>ritorno dei playoff di Champions League</strong> è una lunga preparazione alla mission impossibile in poche parole ma nettissime e categoriche:&nbsp;<em>&#8220;La partita col Napoli ci dà autostima, energia positiva e consapevolezza, perché abbiamo battuto una squadra di grande livello. Il <strong>Dortmund</strong> è di livello importante, sarà un&#8217;impresa non facile ma ci crediamo tutti, tra staff, giocatori, dirigenti e città. Godiamoci la serata senza pressioni, andiamo in campo in 23 più 23 mila&#8221;</em>, la sottolineatura del tecnico.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Abbiamo analizzato l&#8217;andata, dobbiamo fare meglio anche l&#8217;approccio. Non possiamo prendere gol al primo minuto, ce ne sono a disposizione cento. Dovremo stare attenti a tutto, dai dettagli ai piazzati. <strong>Kolasinac</strong> ed Ederson stanno bene entrambi, Sead è uscito col Napoli per un po&#8217; di fatica ed Ede non ha giocato per affaticamento.&nbsp;Se alleni bene la squadra puoi sopperire agli impegni su tre fronti. Più giochi, più cresci e hai possibilità di far giocare più giocatori gestendo le forze. Ho giocatori che fanno recupero e vita sana, sono bravi professionisti. Stiamo tutti bene e chiunque giochi si esprime al cento per cento. Le vittorie aiutano a cavalcare l&#8217;entusiasmo&#8221;</em>, ha proseguito Palladino.</p>
<blockquote><p>&#8220;In palio c&#8217;è un sogno che vorremmo si realizzare. Non è semplice rimontare due gol a una squadra di grande livello. Sono partite che ti fanno crescere come squadra e gruppo sotto tutti i punti di vista. Prendiamocela come grande esperienza. Se dovesse andar male ci concentreremo sulle altre due competizioni che sono altrettanto importanti per noi.<br />
Zappacosta può giocare a piede invertito, con l&#8217;infortunio di Bellanova ha giocato stabilmente a destra. Ha iniziato a chiudere di più l&#8217;azione, come io chiedo ai quinti. Può crescere sotto il profilo degli assist e dei gol, degli esterni sono soddisfatto.</p>
<p dir="ltr">Al mio arrivo non guardavo classifica e obiettivi, mi sono concentrato sul ridare autostima a giocatori forti. Il percorso è straordinario e dobbiamo continuare a farlo, perché il bello viene adesso. Le sconfitte con Napoli, Verona e Inter più il pareggio di Pisa sono state lezioni per farci crescere. La classifica è molto importante, questa partita di Champions arriva in un bel momento con tanta energie e voglio giocarmela senza rimpianti.</p>
<p dir="ltr">Il calcio italiano in Europa è sottovalutato. Le sconfitte in Champions hanno attirato commenti troppo negativi verso il nostro calcio, che dobbiamo tutelare. All&#8217;estero, invece, siamo molto rispettati. Possiamo ancora crescere . Il senso di rivalsa è dimostrare che quanto è stato detto e scritto è sbagliato.<br />
E&#8217; una partita aperta, ma dobbiamo partire forte e uscire dal campo senza rimpianti. Può succedere qualsiasi cosa.<br />
A prescindere da numeri e sistemi, cui non credo molto, credo nelle caratteristiche dei giocatori. Doppia punta e trequartista, o due trequartisti dietro, tra Sulemana, Pasalic, Samardzic e Zalewski. Dipende dal tipo di partita e dagli avversari. Sappiamo dove poter far male.<br />
Scamacca è carico, motivato e voglioso di dimostrare il suo valore con lo spirito e l&#8217;atteggiamento giusto. Ha bisogno di credere tanto in se stesso, è straordinario. Il piccolo infortunio prima della Cremonese l&#8217;ha rallentato un po&#8217;&#8221;.</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&nbsp;&#8220;Serve che lo stadio ci trascini con passione e grande forza, mentre noi non dobbiamo farci prendere dalla foga e dalla frenesia. Devo segnare per forza? Sull&#8217;uno a zero al novantesimo andrei volentieri a saltare. Preso dalla foga potrei farlo ma ascolterei i consigli&#8230; Per l&#8217;eventuale rigore? Se me la sentirò, non saprei, magari non come quinto.</p>
<p dir="ltr">Dipende se vogliamo lasciare il segno o vogliamo solo accontentarci. Dipenderà tutto da noi. Bisogna far rimangiare troppe parole a quelli che se la prendono con le italiane in Champions dicendo che il nostro calcio è di basso livello.</p>
<p dir="ltr">A Cremona era stato uno sfogo e poteva essere male interpretato. Ne siamo usciti con la forza del gruppo e col lavoro del mister: acqua passata, siamo in pista su tre fronti e vogliamo cavarne il massimo.</p>
<p dir="ltr">Kobel è un grandissimo portiere, gioca con la Nazionale svizzera e ha avuto una crescita esponenziale. Ha tutte le caratteristiche di mantenersi ad altissimi livelli.</p>
<p dir="ltr">La fascia da capitano è un sogno ma ho colossi bergamaschi davanti&#8230;<br />
Giochiamo anche per un senso di rivalsa, abbiamo letto tante cose che ci hanno dato fastidio. Ci sono troppe polemiche sulle italiane che sarebbero indietro, è una grandissima bugia perché un&#8217;italiana è andata in finale in Champions l&#8217;anno scorso.<br />
Sono felice anche perché m&#8217;è appena nata una bimba che mi dato grandissima forza. Mi sento bene, fresco, lucido nelle scelte, pieno di benessere. Alla Nazionale spero di poter dare anche solo l&#8217;un per cento di contributo, l&#8217;importante è il bene generale, a Bergamo il 26 marzo c&#8217;è una Nazione da difendere, non una squadra.<br />
In Champions con un&#8217;occasione ti fanno gol, in Italia c&#8217;è più tattica e ne servono di più. In Europa la qualità si alza.<br />
Buffon si rivede in me? Mi prendete in controtempo, non l&#8217;avevo letto. Gigi è idolo mio e di tanti ragazzi. Un esempio, vederlo in Nazionale è un orgoglio. Gli faccio una testa così con mille domande. Non vedo l&#8217;ora di ringraziarlo con un abbraccio&#8221; (<strong>Marco Carnesecchi</strong>).</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parole Giallonere alla vigilia</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo contenti del recupero di Emre Can e Schlotterbeck, faremo le nostre riflessioni ma sono a bordo sulla barca. Per una partita che si preannuncia intensa, dal 1&#8242; o in corso, ci daranno una mano. Avremo un sostegno enorme, è un peccato che qualche tifoso sia stato escluso. Avremo il sostegno necessario per una partita complicata.</p>
<p dir="ltr">Le chance per il passaggio del turno rimangono 50 e 50. Domani, come a Dortmund, dovremo mostrare il nostro calcio. Abbiamo visto come ha fatto l&#8217;Atalanta col Napoli. Dovremo essere bravi, di qualità e superare i nostri limiti. Non siamo venuti qui per tenere il risultato, non porterebbe a nulla. Bisogna amministrare il gioco per avere più chance di passare il turno. Bisogna giocare veloci e di qualità.</p>
<p dir="ltr">Samuele Inacio? Non ho percepito nulla. E&#8217; diligente e molto determinato, è una situazione particolare perché a Bergamo, a casa sua. E&#8217; abbastanza maturo e grandicello per pensare alla partita e non al resto.<br />
Samuele è stato con noi al Mondiale per club, ha grandissimo talento ed è satto educato benissimo e dipende sia dai genitori che dall&#8217;ambiente dell&#8217;Atalanta in cui è cresciuto. Ne conosciamo le qualità: so della tristezza a Bergamo per aver perso un giocatore del genere&#8221; (<strong>Niko Kovac, allenatore BVB</strong>).</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Il Borussia Dortmund è uno step in avanti per la mia carriera e ne sono felice. Fisicamente sono migliorato molto, arrivare a questo livello mi sta portando ancora più in alto, dal punto di vista tecnico mi sono adeguato al passo di questa squadra grazie allo staff e ai compagni. Ho un buon rapporto con tutti i compagni, Nmecha mi dà una mano perché parla anche inglese. Faccio affidamento su di lui come su tutti gli altri&#8221; (Jobe Bellingham, BVB).</p></blockquote>
<p> <em><strong>SF</strong></em></p>
<p><strong>Probabili formazioni</strong><br />
Atalanta (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 4 Hien, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 8 Pasalic, 7 K. Sulemana, 45 Vavassori, 90 Krstovic). All.: Palladino.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Musah, Scamacca.<br />
Indisponibili: De Ketelaere, Raspadori.</p>
<p>Borussia Dortmund (3-4-2-1): 1 Kobel; 23 Emre Can, 3 Anton, 5 Bensebaini; 26 Ryerson, 7 Jobe Bellingham, 8 Nmecha, 24 Svensson; 14 Beier, 10 Brandt; 9 Guirassy. (31 Ostrzinski, 33 Meyer, 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 2 Yan Couto, 6 Özcan, 17 Chukwuemeka, 20 Sabitzer, 21 Fabio Silva, 40 Inacio, 27 Adeyemi). All: N. Kovac.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: Adeyemi, Anton, Bensebaini.<br />
Indisponibili: Mane, Süle. </p>
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