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	<title>Marco Carnesecchi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Rifarei il 4-4-2&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Bayern scioccante&#8221;. Pasalic: &#8220;Ingiocabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:41:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Niente musi lunghi in casa Atalanta dopo il ko tennistico col Bayern Monaco che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4b861d38-df3a-4f47-b9d1-aedf0533a7dd.jpeg"><p>Niente musi lunghi in casa <strong>Atalanta</strong> dopo il ko tennistico col <strong>Bayern Monaco</strong> che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione precoce dagli ottavi di <strong>Champions League</strong> già nella partita d&#8217;andata. Orgoglio salvo, e non solo per il gol della bandiera di <strong>Mario Pasalic</strong>, nelle dichiarazioni del dopogara: <em>&#8220;L&#8217;avversario è davvero di un altro livello. Superiore non soltanto a noi stavolta, ma alla gran parte della concorrenza in Europa. Abbiamo provato a sorprenderlo con un atteggiamento propositivo, ma non è andata come speravamo perché non siamo riusciti a scombinarne i piani</em> &#8211; afferma a Sky Sport il jolly croato -. <strong>Per aver raggiunto <strong>Muriel</strong> al terzo posto dei marcatori atalantini all time a 68 gol sono contento, ma non è servito a niente. Da professionisti dobbiamo accettare il verdetto del campo. E non sono così presuntuoso da dire che se fossimo partiti col 3-4-2-1 il risultato sarebbe stato diverso. Avevamo di fronte giocatori ingiocabili, è stata una batosta figlia di una superiorità indiscutibile davanti alla quale però possiamo solo toglierci il cappello. Non credo che subiremo alcun contraccolpo&#8221;</strong>.</p>
<p>Tema tattico, orgoglio e accettazione del verdetto trovano pienamente concorde l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. <em>&#8220;Col senno di poi riproporrei il 4-4-2 che in corso d&#8217;opera sabato scorso ci ha consentito di recuperare l&#8217;Udinese almeno sul 2-2. La doppia punta, l&#8217;avere questi riferimenti. La realtà è che il Bayern a tratti è stato ingiocabile e la differenza non l&#8217;hanno fatta le scelte di modulo, ma i valori in campo. Contro il 4-2-3-1 difendere a blocco basso avrebbe significato portarseli in casa, ma ad andarli a prendere alti poi ti attaccano la profondità. Questa è una squadra che alle difficoltà sa reagire e lo farà fin da sabato in casa dell&#8217;Inter: tra De Ketelaere, Scalvini, Ederson e Raspasori possiamo recuperare qualcuno, Giorgio di sicuro perché stasera non c&#8217;era solo perché squalificato&#8221;</em>, la premessa in sala conferenze.  </p>
<p><em>&#8220;Il risultato ci fa male, sarà una notte pesante dopo sei gol presi. Ma questa è una squadra  che reagisce: ai giocatori a fine partita ho detto, tiriamo su la testa, recuperiamo le energie e ributtiamoci in campionato. Mica avevamo la presunzione di arrivare in finale di Champions League: i nostri obiettivi sono campionato e Coppa Italia, le competizioni più importanti</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>I migliori in campo sono stati i tifosi che ci hanno applaudito dall&#8217;inizio alla fine. Una grande dimostrazione d&#8217;amore verso di noi: cercheremo subito di reagire, non dev&#8217;esserci un contraccolpo. Amore e sportività, dal nostro pubblico: non penso che altrove avrebbero applaudito il quinto gol avversario, come sul secondo di Olise&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Col senno di poi riproporrei questo 4-4-2 con queste due punte di peso. Una scelta fatta anche in funzione delle assenze, siamo corti davanti a causa della defezione prolungata di De Ketelaere e Raspadori, oltre a Ederson e Scalvini. Rimettendo il nostro sistema di gioco nel secondo tempo non è cambiato niente, dimostrazione palese che la differenza è stata di valori</em> &#8211; osserva Palladino -. <em>Giocare contro giocatori così forti individualmente ti alza il livello, perché gli altri avversari sono inferiori al Bayern. O si vince o si impara e da una grandissima squadra che andrà probabilmente fino alla fine di questa competizione noi abbiamo imparato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Con queste squadre bisogna stare attenti ai dettagli: sul calcio piazzato doveva esserci attenzione e più comunicazione. Alla squadra, che ha dato tutto sudando la maglia, non rimprovero nulla, anche sotto di sei sporcavamo le loro giocate e andavamo in transizione&#8221;</em>, la chiosa del tecnico. a fine partita ci hanno applaudito, qualcosa di impagabile.</p>
<p><em>&#8220;Il <strong>Bayern</strong> è qualcosa di scioccante, di incredibile, che ci ha messo in difficoltà in ogni fase del gioco con qualità nel passaggio finale, nell’assist e nel tiro. Per l&#8217;Atalanta è stata una serata veramente molto difficile, ma abbiamo avuto un pubblico che è un qualcosa di inspiegabile, perché non ha mollato un secondo</em> &#8211; conferma <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>E dire che comunque ai nostri avversari mancava uno che segna poco</em> (ride, NdR). <em>Avversari davvero incredibili, a cui possiamo solo dire bravi&#8221;</em>. <em>&#8220;Il pubblico è stato speciale, questa è una serata che ci deve unire ancora di più</em> &#8211; la tesi di <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano -. <em>Il Bayern era semplicemente troppo forte, ma il nostro <strong>pubblico</strong> vale il doppio. L&#8217;abbraccio sotto la Curva Nord è stato qualcosa di toccante, un affetto sconfinato che ormai conosco da undici anni. L&#8217;errore nostro, probabilmente, è di aver continuato a cercare di prendere alti gli avversari, mentre probabilmente ci sarebbe convenuto aspettarli più bassi per ripartire in contropiede. Per descrivere la superiorità del Bayern e le nostre difficoltà non si trovano parole adatte: la scelta di un approccio offensivo non ha pagato. Ora rifacciamoci in campionato a cominciare dall&#8217;Inter&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino chiama Bergamo a raccolta: &#8220;Col Borussia giochiamo in 23 mila&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Sull&#8217;1-0 al 90&#8242; vado in area&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 19:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di Raffaele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1f139cf5-c5a1-475f-b4a4-bfc778d1a9c1.jpeg"><p>Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di <strong>Raffaele Palladino</strong>: &#8220;<em>Voglio uscire dal campo senza rimpianti. L&#8217;impresa è difficile, perché rimontare due gol al Borussia Dortmund è una grande impresa. Ma ci crediamo tutti, dai giocatori alla città. Non giochiamo in 23, ma in 23 più 23 mila. Voglio tutto dal primo al centesimo minuto, voglio partite forte subito e non prendere gol al primo minuto come all&#8217;andata&#8221;</em>. Dal tecnico a <strong>Marco Carnesecchi</strong> è un attimo: <em>&#8220;Se siamo avanti uno a zero al novantesimo sul calcio d&#8217;angolo salgo in area a saltare di testa, ma prima magari chiedo consigli a qualcuno&#8230; Se serve, tiro anche il rigore, non come quinto ma come decimo&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">La vigilia del <strong>ritorno dei playoff di Champions League</strong> è una lunga preparazione alla mission impossibile in poche parole ma nettissime e categoriche:&nbsp;<em>&#8220;La partita col Napoli ci dà autostima, energia positiva e consapevolezza, perché abbiamo battuto una squadra di grande livello. Il <strong>Dortmund</strong> è di livello importante, sarà un&#8217;impresa non facile ma ci crediamo tutti, tra staff, giocatori, dirigenti e città. Godiamoci la serata senza pressioni, andiamo in campo in 23 più 23 mila&#8221;</em>, la sottolineatura del tecnico.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Abbiamo analizzato l&#8217;andata, dobbiamo fare meglio anche l&#8217;approccio. Non possiamo prendere gol al primo minuto, ce ne sono a disposizione cento. Dovremo stare attenti a tutto, dai dettagli ai piazzati. <strong>Kolasinac</strong> ed Ederson stanno bene entrambi, Sead è uscito col Napoli per un po&#8217; di fatica ed Ede non ha giocato per affaticamento.&nbsp;Se alleni bene la squadra puoi sopperire agli impegni su tre fronti. Più giochi, più cresci e hai possibilità di far giocare più giocatori gestendo le forze. Ho giocatori che fanno recupero e vita sana, sono bravi professionisti. Stiamo tutti bene e chiunque giochi si esprime al cento per cento. Le vittorie aiutano a cavalcare l&#8217;entusiasmo&#8221;</em>, ha proseguito Palladino.</p>
<blockquote><p>&#8220;In palio c&#8217;è un sogno che vorremmo si realizzare. Non è semplice rimontare due gol a una squadra di grande livello. Sono partite che ti fanno crescere come squadra e gruppo sotto tutti i punti di vista. Prendiamocela come grande esperienza. Se dovesse andar male ci concentreremo sulle altre due competizioni che sono altrettanto importanti per noi.<br />
Zappacosta può giocare a piede invertito, con l&#8217;infortunio di Bellanova ha giocato stabilmente a destra. Ha iniziato a chiudere di più l&#8217;azione, come io chiedo ai quinti. Può crescere sotto il profilo degli assist e dei gol, degli esterni sono soddisfatto.</p>
<p dir="ltr">Al mio arrivo non guardavo classifica e obiettivi, mi sono concentrato sul ridare autostima a giocatori forti. Il percorso è straordinario e dobbiamo continuare a farlo, perché il bello viene adesso. Le sconfitte con Napoli, Verona e Inter più il pareggio di Pisa sono state lezioni per farci crescere. La classifica è molto importante, questa partita di Champions arriva in un bel momento con tanta energie e voglio giocarmela senza rimpianti.</p>
<p dir="ltr">Il calcio italiano in Europa è sottovalutato. Le sconfitte in Champions hanno attirato commenti troppo negativi verso il nostro calcio, che dobbiamo tutelare. All&#8217;estero, invece, siamo molto rispettati. Possiamo ancora crescere . Il senso di rivalsa è dimostrare che quanto è stato detto e scritto è sbagliato.<br />
E&#8217; una partita aperta, ma dobbiamo partire forte e uscire dal campo senza rimpianti. Può succedere qualsiasi cosa.<br />
A prescindere da numeri e sistemi, cui non credo molto, credo nelle caratteristiche dei giocatori. Doppia punta e trequartista, o due trequartisti dietro, tra Sulemana, Pasalic, Samardzic e Zalewski. Dipende dal tipo di partita e dagli avversari. Sappiamo dove poter far male.<br />
Scamacca è carico, motivato e voglioso di dimostrare il suo valore con lo spirito e l&#8217;atteggiamento giusto. Ha bisogno di credere tanto in se stesso, è straordinario. Il piccolo infortunio prima della Cremonese l&#8217;ha rallentato un po&#8217;&#8221;.</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&nbsp;&#8220;Serve che lo stadio ci trascini con passione e grande forza, mentre noi non dobbiamo farci prendere dalla foga e dalla frenesia. Devo segnare per forza? Sull&#8217;uno a zero al novantesimo andrei volentieri a saltare. Preso dalla foga potrei farlo ma ascolterei i consigli&#8230; Per l&#8217;eventuale rigore? Se me la sentirò, non saprei, magari non come quinto.</p>
<p dir="ltr">Dipende se vogliamo lasciare il segno o vogliamo solo accontentarci. Dipenderà tutto da noi. Bisogna far rimangiare troppe parole a quelli che se la prendono con le italiane in Champions dicendo che il nostro calcio è di basso livello.</p>
<p dir="ltr">A Cremona era stato uno sfogo e poteva essere male interpretato. Ne siamo usciti con la forza del gruppo e col lavoro del mister: acqua passata, siamo in pista su tre fronti e vogliamo cavarne il massimo.</p>
<p dir="ltr">Kobel è un grandissimo portiere, gioca con la Nazionale svizzera e ha avuto una crescita esponenziale. Ha tutte le caratteristiche di mantenersi ad altissimi livelli.</p>
<p dir="ltr">La fascia da capitano è un sogno ma ho colossi bergamaschi davanti&#8230;<br />
Giochiamo anche per un senso di rivalsa, abbiamo letto tante cose che ci hanno dato fastidio. Ci sono troppe polemiche sulle italiane che sarebbero indietro, è una grandissima bugia perché un&#8217;italiana è andata in finale in Champions l&#8217;anno scorso.<br />
Sono felice anche perché m&#8217;è appena nata una bimba che mi dato grandissima forza. Mi sento bene, fresco, lucido nelle scelte, pieno di benessere. Alla Nazionale spero di poter dare anche solo l&#8217;un per cento di contributo, l&#8217;importante è il bene generale, a Bergamo il 26 marzo c&#8217;è una Nazione da difendere, non una squadra.<br />
In Champions con un&#8217;occasione ti fanno gol, in Italia c&#8217;è più tattica e ne servono di più. In Europa la qualità si alza.<br />
Buffon si rivede in me? Mi prendete in controtempo, non l&#8217;avevo letto. Gigi è idolo mio e di tanti ragazzi. Un esempio, vederlo in Nazionale è un orgoglio. Gli faccio una testa così con mille domande. Non vedo l&#8217;ora di ringraziarlo con un abbraccio&#8221; (<strong>Marco Carnesecchi</strong>).</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parole Giallonere alla vigilia</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo contenti del recupero di Emre Can e Schlotterbeck, faremo le nostre riflessioni ma sono a bordo sulla barca. Per una partita che si preannuncia intensa, dal 1&#8242; o in corso, ci daranno una mano. Avremo un sostegno enorme, è un peccato che qualche tifoso sia stato escluso. Avremo il sostegno necessario per una partita complicata.</p>
<p dir="ltr">Le chance per il passaggio del turno rimangono 50 e 50. Domani, come a Dortmund, dovremo mostrare il nostro calcio. Abbiamo visto come ha fatto l&#8217;Atalanta col Napoli. Dovremo essere bravi, di qualità e superare i nostri limiti. Non siamo venuti qui per tenere il risultato, non porterebbe a nulla. Bisogna amministrare il gioco per avere più chance di passare il turno. Bisogna giocare veloci e di qualità.</p>
<p dir="ltr">Samuele Inacio? Non ho percepito nulla. E&#8217; diligente e molto determinato, è una situazione particolare perché a Bergamo, a casa sua. E&#8217; abbastanza maturo e grandicello per pensare alla partita e non al resto.<br />
Samuele è stato con noi al Mondiale per club, ha grandissimo talento ed è satto educato benissimo e dipende sia dai genitori che dall&#8217;ambiente dell&#8217;Atalanta in cui è cresciuto. Ne conosciamo le qualità: so della tristezza a Bergamo per aver perso un giocatore del genere&#8221; (<strong>Niko Kovac, allenatore BVB</strong>).</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Il Borussia Dortmund è uno step in avanti per la mia carriera e ne sono felice. Fisicamente sono migliorato molto, arrivare a questo livello mi sta portando ancora più in alto, dal punto di vista tecnico mi sono adeguato al passo di questa squadra grazie allo staff e ai compagni. Ho un buon rapporto con tutti i compagni, Nmecha mi dà una mano perché parla anche inglese. Faccio affidamento su di lui come su tutti gli altri&#8221; (Jobe Bellingham, BVB).</p></blockquote>
<p> <em><strong>SF</strong></em></p>
<p><strong>Probabili formazioni</strong><br />
Atalanta (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 4 Hien, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 8 Pasalic, 7 K. Sulemana, 45 Vavassori, 90 Krstovic). All.: Palladino.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Musah, Scamacca.<br />
Indisponibili: De Ketelaere, Raspadori.</p>
<p>Borussia Dortmund (3-4-2-1): 1 Kobel; 23 Emre Can, 3 Anton, 5 Bensebaini; 26 Ryerson, 7 Jobe Bellingham, 8 Nmecha, 24 Svensson; 14 Beier, 10 Brandt; 9 Guirassy. (31 Ostrzinski, 33 Meyer, 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 2 Yan Couto, 6 Özcan, 17 Chukwuemeka, 20 Sabitzer, 21 Fabio Silva, 40 Inacio, 27 Adeyemi). All: N. Kovac.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: Adeyemi, Anton, Bensebaini.<br />
Indisponibili: Mane, Süle. </p>
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		<title>Le pagelle col Napoli &#8211; Pasalic e Samardzic la coppia d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:26:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Non più di sette per un primo tempo così così, poi a Marco Carnesecchi che evita lo 0-2 si aggiungono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/66eedca4-c122-497b-a4d4-ca5507724079.jpeg"><p>Non più di <strong>sette</strong> per un primo tempo così così, poi a <strong>Marco Carnesecchi</strong> che evita lo 0-2 si aggiungono i goleador di giornata <strong>Mario Pasalic</strong> e <strong>Lazar Samardzic</strong>. Nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che ribalta il <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: Alisson e Vergara a fil d&#8217;intervallo non passano. Chi se ne frega del clean sheet, in un modo o nell&#8217;altro il riminese riesce sempre a essere decisivo. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: soffre Alisson il giusto, ma è davanti, a sostegno della manovra, che s&#8217;accende la luce verde (24’ st <strong>Djimsiti</strong> 6,5: spazzino senza affanno nel finale).<br />
<strong>Hien</strong> 6: il castello difensivo che crolla alla prima palla inattiva lo vede in ritardo. Poi se la cavicchia.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: un guerriero, dice Palladino. Duro a morire, si sfianca su chiunque gli capiti a tiro (39’ st <strong>Ahanor</strong> sv).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5,5: soffre Gutierrez ed è poco convinto negli inserimenti in gioco aereo, tanto che Milinkovic-Savic a momenti lo ringrazia (12’ st <strong>Bernasconi</strong> 7: crossa per il sorpasso puntando sempre l&#8217;uomo. Idolo).<br />
<strong>De Roon</strong> (cap.) 6,5: reuccio dei recuperi e delle seconde palle, a differenza di Dortmund non perde né il boccino né l&#8217;uomo.<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: aggancia Severo Cominelli sul podio a quota 65, al netto del bottino della mezzala nostrana nei campionati di guerra. Gol nel sangue o no, ci prova anche di piede, risultando una fonte di equilibrio nel gioco e nella manovra.<br />
<strong>Zappacosta</strong> 6: soffre a sinistra a piede invertito, ma giocando sempre non può avere il fiato delle mille rincorse. Una bella palla dentro per lo scarico di Scamacca a Super Mario. </p>
<p><strong>K. Sulemana</strong> 6: le occasioni bisogna anche essere bravi a procurarsele o a farsele dare sui piedi. Dovrebbe tenere meglio e di più quell&#8217;attrezzo di cuoio, ma fa il suo (1’ st <strong>Samardzic</strong> 7: ogni tanto gli esce il colpo di genio. A un metro e ottantaquattro, quando si salta, si possono fare danni anche se non si è centravanti).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: assist-gol dalla bandierina per pareggiarla e non poche ripartenze aperte.  <strong>Krstovic</strong> 5,5: ne azzecca poche, forse solo l&#8217;appoggio a Kamaldeen sulla paratona in angolo di zio Vanja (12’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: lotta, tiene alta la palla e la squadra, ci prova girandosi. Paradossalmente, però, occupa l&#8217;area meno della mezzala serba che risolve il match). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a cinque rispetto alla Champions League per far rifiatare anche Ederson, colpito da affaticamento muscolare, ma alla fine azzecca le contromosse. Non foss&#8217;altro perché Kamaldeen non la mette due volte su due e perde qualche pallone, mentre Samardzic senza far niente di che prima serve Scamacca in contropiede e poi s&#8217;incarica di chiuderla.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle dell&#8217;Olimpico &#8211; Carnesecchi e Zalewski i migliori</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 20:24:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
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					<description><![CDATA[Col solo neo della prestazione affannata e affannosa del primo sostituito Honest Ahanor, ritenuto evidentemente a rischio di rosso e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e96cc2af-3661-4a88-a989-42262c45674b.jpeg"><p>Col solo neo della prestazione affannata e affannosa del primo sostituito Honest <strong>Ahanor</strong>, ritenuto evidentemente a rischio di rosso e in difficoltà eccessiva contro Isaksen, <strong>l&#8217;Atalanta</strong> esce dall&#8217;Olimpico tarpando le ali all&#8217;Aquila laziale grazie a una prova di maturità volando alta solo quando serviva. <strong>Marco Carnesecchi</strong> ha blindato la porta, <strong>Nicola Zalewski</strong> ha fatto la parte del leone in un attacco francamente spuntato. I migliori sono proprio loro due.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7,5: il palo lo aiuta su Taylor nel primo tempo, poi soprattutto su Noslin, mettendoci anche Maldini sul doppio vantaggio, deve aiutarsi da sé. E come sempre fa per tre. Gli avversari hanno una paura folle di lui, che ha due mani come calamite per ogni pallone.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: meno in affanno rispetto al collega braccetto sostituito dopo mezzo tempo, si rimette in riga in un prosieguo comunque senza miracoli  (1’ st <strong>Kossounou</strong> 6,5: determinato e attento, quando è così vale due muri).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: messo un po&#8217; in crisi specie nel primo tempo dall&#8217;atipicità di Maldini, su azione comunque non gli concede davvero granché.<br />
<strong>Ahanor</strong> 5,5: errore in uscita, errore di posizione, boccino perso spalancando le praterie, giallo. Vuole spaccare il mondo, rischiava il secondo rosso pesante della stagione dopo quello di Como (25’ pt <strong>Kolasinac</strong> 7: a differenza del minorenne, le ali avversarie tendono a rimbalzargli addosso. Un killer duro ma corretto). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: più che con Nuno Tavares, che si ricava i suoi spazietti lo stesso, il duello è in raddoppio sull&#8217;attaccante esterno di riferimento. E Noslin, a parte quel colpo di mezza schiena preso chissà come da Carnesecchi, è quello che combina meno. Si procura il rigore ed è una gran cosa (38’ st <strong>Bellanova</strong> sv).<br />
<strong>De Roon</strong> 6,5: discreta gestione tra seconde palle, palle alte da fermo e ripartenze aperte. Sale di tono nella ripresa, perché Taylor nel primo tempo rischiava di far male.<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: freddissimo dal dischetto, in campo fa su e giù intervenendo anche nella paziente manovra da possesso e apertura per il due a zero.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7,5: pazzesco in propulsione, quando offre a Krstovic la palla che avrebbe potuto spianare la strada un bel po&#8217; prima, e applicatissimo sui quarti laziali che scivolano. Era la sua partita, nel senso che nessun altro in rosa ha le stesse caratteristiche, non solo difensive. L&#8217;assist per imbustare la pratica è suo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: tutto maluccio tranne il recupero su Tavares nell&#8217;azione che proietta Zappacosta a conquistarsi il rigore  (1’ st Raspadori 6,5: si danna l&#8217;anima mettendosi fuori causa per Dortmund. Generoso nel primo pressing come nell&#8217;aprire l&#8217;azione).<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: gol super anche nella costruzione, ma che palla aveva dato nel primo tempo a Bernasconi, con cui s&#8217;intende a meraviglia, sul salvataggio sulla linea? Seconda stagionale dopo il 4-1 settembrino al Lecce. Adesso bisogna aumentare la media (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: minutaggio da gestione pura, non esattamente roba sua. Ma se la cavicchia). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 6: la rende a Zappacosta lungo il contropiede del rigore conquistato, tiene alta la squadra, ma&#8230; con quasi tutta la porta davanti, perché tirare proprio solo laddove Provstgaard poteva prendergliela?</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: fa strano pensare che sia stato un gentleman come lui a ridestare lo spirito guerriero, da battaglia campale su ogni fazzoletto di terreno, dei resti spompati dell&#8217;Atalanta gasperiniana che Juric non riusciva a trasformare in manicaretto. Miracolo cui non riesce nemmeno lui, per carità, sempre più risultatista che giochista.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>“Bravo Papà 2026”, il Club Valgandino premia Carnesecchi e Zappacosta</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:47:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
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		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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					<description><![CDATA[Il premio “Bravo Papà 2026” dell’Atalanta Club Val Gandino, una tradizione portata avanti dal 1994, come l&#8217;anno scorso viene assegnato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-12-at-11.38.29.jpeg"><p>Il premio <strong>“Bravo Papà 2026”</strong> dell’<strong>Atalanta Club Val Gandino</strong>, una tradizione portata avanti dal 1994, come l&#8217;anno scorso viene assegnato in duplice copia. Il Club, guidato dal presidente <strong>Enzo Conti</strong>, ha deciso di assegnarlo a <strong>Marco Carnesecchi</strong> e <strong>Davide Zappacosta</strong>. Il portiere, insieme alla moglie Valentina, ha festeggiato il 12 gennaio scorso la nascita della figlia <strong>Bianca Regina</strong>. Il laterale originario di Sora ha invece accolto il piccolo <strong>Edoardo</strong> il 26 marzo 2025 insieme alla moglie Camilla.</p>
<p><em>«Il premio e la serata di consegna, già fissata per martedì 24 marzo</em> &#8211; evidenzia Conti &#8211; <em>sono ormai un appuntamento irrinunciabile della tradizione nerazzurra. Il nostro obiettivo è andare oltre gli aspetti tecnico-tattici o le posizioni di classifica, per ribadire come, nello sport e nella vita, la dimensione umana resti sempre centrale»</em>. Conti ricorda inoltre che due anni fa il riconoscimento era stato attribuito al presidente Antonio Percassi, mentre nel 2025 i premiati erano stati <em>José Ederson e Berat Djimsiti</em>. <em>«Quest’anno</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>abbiamo voluto riproporre il “parto gemellare”, premiando Marco Carnesecchi, “Bravo Papà” più recente, e Davide Zappacosta, che aveva vissuto la gioia della nascita del suo primo figlio proprio nei giorni della nostra festa dello scorso anno»</em>.</p>
<p>Dal 2022 il premio “Bravo Papà” è dedicato alla memoria di <strong>Franco Moioli</strong>, grande tifoso atalantino di Ponte Nossa, scomparso durante il periodo della pandemia. La <em>famiglia Moioli</em>, storicamente impegnata nell’attività orafa in Val Seriana, realizza fin dalla prima edizione l’opera che accompagna il riconoscimento: una creazione in oro e argento raffigurante uno scorcio del centro storico di <strong>Gandino</strong>.</p>
<p><strong>Marco Carnesecchi</strong>, classe 2000, è all’Atalanta dal 2017, dove nel 2019 ha vinto il campionato Primavera. Nativo di Rimini, ha giocato in questi anni anche con il Trapani in serie B e con la Cremonese, con la quale ha ottenuto la promozione in serie A. Dal 2023/2024 (anno della conquista dell’Europa League) è entrato a far parte della rosa dell’Atalanta, divenendone titolare fisso con grandi prestazioni. Ha giocato nelle diverse rappresentative nazionali, partecipato all’Europeo con la Under 21 ed è stato convocato anche con la Nazionale maggiore.</p>
<p><strong>Davide Zappacosta</strong>, classe 1992, è entrato a far parte della famiglia atalantina sin dal 2011, con successive esperienze in Avellino, Torino, Chelsea (vittoria in Europa League), Roma, Genoa. Dal 2021 è ritornato in neroazzurro, contribuendo a stagioni importanti e alla conquista dell’Europa League nel 2024.  Nel 2016 ha esordito con la maglia della Nazionale maggiore, sommando successivamente 14 partite.<br />
Nell’annunciare l’assegnazione del doppio premio il Club Valgandino ha anche confermato il festoso appuntamento del <strong>“Galà del Bravo Papà”</strong>, nel corso della quale è prevista la consegna dei riconoscimenti. Si terrà presso il <strong>ristorante Da Leone di Vertova martedì 24 marzo</strong> 2026 alle ore 19.30.  </p>
<p>Il <strong>Club Valgandino</strong> è fra i gruppi più longevi del tifo organizzato neroazzurro, in seno da sempre agli <strong>Amici dell’Atalanta</strong>. A far da “notaio” alla fondazione del 1979 fu il giornalista Elio Corbani. Conta circa 150 iscritti ed ha avviato negli anni in Val Gandino un’importante presenza sociale. Ad iniziative come “Ragazzi allo Stadio” e all’incisione nel 1984 dell’inno <strong>“Forza Atalanta” con Marino Magrin</strong>, si aggiungono progetti di solidarietà che vanno dalla costruzione di un asilo nido a Chacuela, sulle Ande boliviane, al sostegno all’Orfanotrofio di Kankao e all’asilo Happy Island nel carcere di Zomba in Malawi, all’infermeria di Llamellin in Perù. Da ricordare anche il recupero della Croce di Corno sui monti della Val Gandino a ricordo del compianto socio Lorenzo Rottigni. Il Club organizza inoltre a Gandino la storica “Corsa delle Uova” originalissima manifestazione che si svolge dal 1931, all’antivigilia della prima domenica di luglio (quest’anno 3 luglio 2026). Nel 1999 i festeggiamenti per il ventesimo di fondazione portarono a Gandino la Ferrari di Formula 1 e la realizzazione di uno speciale annullo delle Poste Italiane. Nel 1997 il Club Valgandino ha ricevuto il Premio Pino Pozzoni, riservato ai clubs neroazzurri più attivi.<br />
<em><strong>RECEffe</strong></em><br />
Foto Atalanta.it</p>
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		<title>Le pagelle con la Cremonese &#8211; In cinque per il sette, Carnesecchi para ancora</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Cremonese]]></category>
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		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/df64f1b9-4593-4b62-9168-5a36d029a2a2.jpeg"><p>Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto le vittorie, <strong>Marco Carnesecchi</strong> ha cucito un altro miracolo dei suoi alla divisa di una stagione fin qui perfetta prima di capitolare al 94&#8242;. La parata con cui ha tolto l&#8217;incornata di Djuric da dentro il palo ha qualcosa di magico. Era il secondo di tre tiri nella sua porta di una <strong>Cremonese</strong> che ha tirato meno di un terzo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Per il resto, altri quattro si meritano il sette, a cominciare dal primo assistman Jack <strong>Raspadori</strong>, cui è mancato soprattutto il gol, Nicola Zalewski che ha spinto da ossesso e dulcis in fundo i marcatori di giornata, Nikola <strong>Krstovic</strong> e Davide Zappacosta.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: sul pezzo nonostante la semi disoccupazione. Il marchio dei grandi. Come abbia fatto a non far passare quel pallone non è dato saperlo.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: autorevolezza, anche troppa, nell&#8217;uscire palla al piede, con qualche riserva quando gli avversari si fiondano in area in sovrannumero.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: salva su Pajero, si vede negare la gioia del tris dall&#8217;offside di Kamaldeen rilevato al Var e poi non può mettere una pezza sul gol.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: finché c&#8217;è lui si rischia poco, anche se quella fasciatura sotto il ginocchio fa venire i brividi da sola e il nemico non ha certo dei maghi lì davanti (14’ st <strong>Kossounou</strong> 6: gran palla per Sulemana, sprecata, partecipazione al possibile tris negato dall&#8217;offside dello stesso ex Southampton e quello spiovente di Luperto un po&#8217; sulla coscienza).</p>
<p><strong> Zappacosta</strong> 7: battezza col primo acuto stagionale una prova sull&#8217;attenti nelle due fasi (13’ st <strong>Bellanova</strong> 6: accarezza invano la fronte a Super Mario senza fare molto di più).<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: l&#8217;uomo dei record, quarto per presenze totali e per gol nella storia societaria al lordo dei 5 gol del 1943/44 non riconosciuti (da chi?) a Cominelli, comanda le operazioni in scioltezza in un primo tempo da 8 con tanto di smazzata bassa e lunghetta per il 2-0. Poi, forse, palesa un po&#8217; di stanchezza al dunque.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: sempre nel vivo del gioco, estrae dal cilindro un paio di conclusioni dalla distanza che non fanno male. Passettino indietro dalla prova con la Juve nel quarto di Coppa Italia, ma è anche vero che non ha un backup.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: moto perpetuo, praticamente la fa da quarta punta con licenza di inserirsi spesso sulle seconde palle oltre che crossare e duettare. Dietro, ma non troppo, perde un pallone in croce (25’ st <strong>Bernasconi</strong> 6,5: gran contropiede, aperto e poi rifinito di tacco, in una delle innumerevoli chances atalantine per chiudere la pratica. Krstovic ed Ederson lo seguono, Samardzic sbaglia ancora mira).</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: di pura stima, perché se la qualità gli va riconosciuta, nondimeno continua a sbagliare troppo. Traversa o no, non ha il killer instinct d&#8217;area per poter fare da backup a CDK, già di suo tendente a stare poco nei 16 metri decisivi&nbsp; (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: la solita foga, solo senza la ciliegina sulla torta del gol come nel trofeo della coccarda il giovedì prima). <strong>Raspadori</strong> 7: il non-Lookman che fa il Lookman, più per lo scompiglio e la capacità di trovarsi coi compagni che nell&#8217;uno contro uno, arrischiato il giusto. Che pallonesse, e non solo per aprire il punteggio come una scatoletta di tonno (33’ st <strong>Musah</strong> 6: utilità multiruolo rivedibile).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7: sempre più convincente, stavolta appaga il palato anche da titolare. La mira non è infallibile, ma ci prova quando può, di testa o di piede, senza neanche esagerare. Nove al quoto (ma uno l&#8217;ha fatto in Coppa Italia col Lecce) come Scamacca, stavolta un po&#8217; acciaccatiello, ma il capocannoniere interno in campionato è lui col settebello.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: sistema sempre per benino i giocatori nei reparti e i reparti medesimi, convincendosi di non avere gerarchie prefissate anche se le palesa a ogni piè sospinto. Se De Roon e Ahanor non fossero stati dietro la lavagna del giudice sportivo, avremmo visto un&#8217;altra formazione. A Raspadori la fiducia è d&#8217;obbligo, perché lui sa farlo giocare per la squadra facendogli dimenticare di essere anche un po&#8217; solista. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino e Carnesecchi alla vigilia della Juventus: &#8220;Passiamo il turno senza pressioni, ci teniamo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 13:35:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[quarto di finale]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Una vigilia di Coppa Italia vissuta ai microfoni di Sport Mediaset per l&#8217;Atalanta. Il quarto di finale con la Juventus [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/a42b4d84-6b6a-4cab-9a82-5c993798cd44.jpeg"><p>Una vigilia di <strong>Coppa Italia</strong> vissuta ai microfoni di <em><strong>Sport Mediaset</strong></em> per <strong>l&#8217;Atalanta</strong>. Il quarto di finale con la <strong>Juventus</strong> giovedì sera alla New Balance Arena di Bergamo è un crocevia importante della stagione nerazzurra vissuta finora su tre fronti.</p>
<p><em>&#8220;È una partita affascinante e difficile contro un avversario forte. Giochiamo davanti al nostro pubblico, vogliamo essere competitivi contro una squadra piena di campioni e daremo il meglio per passare il turno&#8221;</em>, l&#8217;opinione di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Affrontiamo un avversario in crescita, una grande realtà, che ha raggiunto una consapevolezza importante anche per merito del grande lavoro di Spalletti</em> &#8211; sottolinea il tecnico nerazzurro -. <em>È una competizione a cui noi teniamo molto. Le possibili assenze nella Juventus? Personalmente, per come vedo io il calcio, preferisco giocarmela coi migliori contro i migliori&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non sentiamo la pressione degli anni scorsi e delle finali anche con la Juve, perché guardiamo avanti, ma abbiamo voglia di passare il turno eliminando subito la prestazione di Como</em>&#8220;, aggiunge <strong>Marco Carnesecchi</strong>. <em>&#8220;È una partita molto importante contro una squadra fortissima. Dobbiamo subito cancellare Como per non giocare con la testa fra le nuvole&#8221;</em>, precisa il portiere.</p>
<p>Tiene ancora banco la serire di prodezze al &#8220;Sinigaglia&#8221; in campionato proprio del riminese tra i pali, compreso il rigore parato al 97&#8242; a Paz: <em>&#8220;Gli studi sugli avversari fino al giorno prima non contano, bisogna leggere il linguaggio del corpo di chi tira e aspettare l&#8217;ultimo momento. Ma sono stati importantissimi anche i due interventi su Ramon, uno per tempo, anche per dare sicurezza e fiducia ai compagni&#8221;</em>. E l&#8217;azzurro Italia?<em>&nbsp;&#8220;Gattuso è bravo nella gestione del gruppo, sta creando una grande famiglia. Dobbiamo farci trovare pronti all&#8217;appuntamento del playoff il 26 marzo con l&#8217;Irlanda del Nord a Bergamo&#8221;</em>.&nbsp; <em><strong>RECEffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dal &#8220;Sinigaglia&#8221; &#8211; Palladino: &#8220;Ecco lo spirito nelle difficoltà&#8221;. I giocatori: &#8220;Un abbraccio a Honest, imparerà&#8221;</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/voci-dal-sinigaglia-palladino-ecco-lo-spirito-nelle-difficolta-i-giocatori-un-abbraccio-a-honest-imparera/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=voci-dal-sinigaglia-palladino-ecco-lo-spirito-nelle-difficolta-i-giocatori-un-abbraccio-a-honest-imparera</link>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 19:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[spogliatoi]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino ha un elogio collettivo da fare alla sua Atalanta, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/a42b4d84-6b6a-4cab-9a82-5c993798cd44.jpeg"><p>Raffaele <strong>Palladino</strong> ha un elogio collettivo da fare alla sua <strong>Atalanta</strong>, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a <strong>Como</strong> causa inferiorità numerica subitanea ma capace di salvare la ghirba: <em>&#8220;Stavolta abbiamo dimostrato di sapere giocare nelle difficoltà. Avrei preferito giocarmela 11 contro 11, ma è un gran risultato lo zero a zero contro chi palleggia così bene e ha individualità di spicco. Lo spirito visto oggi è il punto di partenza&#8221;</em>. </p>
<p>Il tecnico nerazzurro sa bene di quello che parla: <em>&#8220;I ragazzi si sono adeguati subito, ovviamente in dieci il piano gara era da buttare. Velocità, gamba, ripartenza, cambi: potevamo sfruttare meglio qualche contropiede</em> &#8211; prosegue -. <em>A volte mi arrabbio con Ederson, oggi ha giocato per due. Deve essere sempre così devastante. Sulemana è entrato benissimo, Bellanova ci ha aiutato a strappare, tutti hanno aiutato tutti in ogni fase. Una partita del genere ci serviva. Le qualità fisiche e tecniche sono notevoli, ma senza sacrificio non sono sufficienti. Oggi abbiamo giocato col cuore e il lunedì libero è il premio a questo atteggiamento&#8221;</em>.</p>
<p>La questione Honest è liquidata con eleganza: <em>&#8220;Quello che ho detto ad <strong>Ahanor</strong> resta tra noi, Ha 17 anni e da queste cose può prendere spunto per imparare e crescere. Rimane un potenziale campione che ha commesso una leggerezza, pienamente conscio di ciò che ha fatto. In spogliatoi è partito l&#8217;abbraccio e l&#8217;applauso colettivo&#8221;</em>. </p>
<p>Ancora, tra singoli e prospettive di classifica: <em>&#8220;<strong>Scalvini</strong> è stato sfortunato nell&#8217;episodio del rigore, ma ha disputato una prova monumentale. Da elogiare anche Krstovic quando è entrato, per De Roon, Djimsiti&#8230; tutti hanno fornito una prova di carattere e sacrificio eccezionale</em> &#8211; chiude Palladino -. <em>Il cammino continua, il campionato è aperto, vogliamo risalire in classifica ma prima vogliamo preparare bene la Coppa Italia di giovedì con la Juventus”</em>.</p>
<p><em>“Abbiamo parlato subito nello spogliatoio con Honest, l&#8217;abbiamo abbracciato e rincuorato</em> &#8211; conferma Davide <strong>Zappacosta</strong> -. <em>Abbiamo aggredito gli attaccanti del Como come ci ha chiesto il mister. Si poteva fare di meglio? Non saprei, c&#8217;è una partita ogni tre giorni ed esistono anche gli avversari. Magari dal punto di vista mentale ci sta essere un gradino sotto&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Marten de Roon</strong> ne ha per <strong>Marco Carnesecchi</strong>. <em>&#8220;Ci ha salvato per tutta la partita con grandi parate. Siamo felici come bambini, abbiamo dovuto correre contro una squadra che fa girare molto la palla. Un punto che ne vale tre, con quel rigore così nel finale, poi. Abbiamo dato tutto in campo&#8221;</em>.  Ma anche per una tiratina d&#8217;orecchi all&#8217;autore del misfatto dell&#8217;inferiorità numerica: <em>&#8220;Honest ha fatto un gesto stupido, perché non si deve mai reagire. Ora deve rialzare la testa&#8221;</em>. </p>
<p><em>“Questi momenti li sogni da bambino. Davanti a Nico Paz sul dischetto mi sono ricordato di un rigore tirato proprio alla mia destra ai tempi della Cremonese, che però non ero riuscito a prendere</em> &#8211; chiosa il portiere salva-zeroazero -. <em>Mi dispiace per Nico, un giocatore straordinario. Il premio al migliore in campo lo dedico a tutta la squadra che ha faticato tanto. Il rigore parato è veramente la ciliegina sulla torta&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Como &#8211; Monumento a Carnesecchi subito!</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 16:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[La sciocchezza è lo schiaffo del soldato, più che del vescovo alle Cresime, di Honest Ahanor a Perrone. La prodezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e36a59ee-fa56-464b-b68a-8c12bec458f2.jpeg"><p>La sciocchezza è lo schiaffo del soldato, più che del vescovo alle Cresime, di <strong>Honest Ahanor</strong> a Perrone. La prodezza di <strong>Marco Carnesecchi</strong> sul rigore di Nico Paz verso il centesimo, invece, non è certo la prima. Specie su Ramon, una volta per tempo, ma anche sullo stesso madridista che invero dal dischetto la mastica un pochino. Ecco le <strong>pagelle</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che esce indenne da <strong>Como</strong> nonostante l&#8217;inferiorità numerica praticamente dallo start.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 9: para tutto e anche di più, segnalandosi soprattutto sulla sterzata di Ramon, una sorta di Rodri-bis che in assenza di regista puro porta palla e in assenza di un finalizzatore ci prova più di tutti tranne Douvkikas, prima ancora che sul penalty.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: il pugnetto sullo slancio dell&#8217;ultimo stacco per contendere la palla a Ramon non è un peccato d&#8217;ingenuità, ma la naturale prosecuzione del movimento. Mai dimenticarsi del no clamoroso a Perrone nel finale del primo tempo. Esce alla Franco Baresi palla al piede. Gran partita, ma alla prossima manine lungo i fianchi come uno stoccafisso, eh?<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: poco contenitivo e con la tendenza a non acchiappare Douvikas che gli sfreccia davanti lungo tutta la larghezza dell&#8217;area, tiene comunque la posizione in trincea.<br />
<strong>Ahanor</strong> 3: lo schiaffo a Perrone, che l&#8217;avrà pure provocato, va bene, è roba da castigo. Ma glielo commina già il giudice sportivo, quindi nessuno infierisca. Le lezioni esistono per essere imparate e finora lui, da nemmeno maggiorenne, ne aveva date a tutti anche alla voce professionalità e determinazione.</p>
<p>Zappacosta 7: è tra quelli che corre più di tutti e pure il primo a scardinare la difesa di casa porgendo un bel pallone, quantunque sporcato, a Zalewski. Si era in 11 contro 11, poco più tardi il patatrac che lo costringe di fatto a fare il quarto. Grande abnegazione.<br />
<strong>De Roon</strong> 6: spreca su Da Cunha l&#8217;ammonizione che gli farà saltare la Cremonese tra due lunedì. Per il resto, dighe senza far troppa diga e un recupero alto sulla chance da fuori per Ederson nella ripresa.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: utilità a scomparsa come i fari di una fuoriserie, ma anche assenza di strafalcioni che è già tanta roba di questi tempi.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: si beve la finta di Ramon prima dei botti finali, ma l&#8217;aveva precedentemente messa bene per l&#8217;ingrato Krstovic. </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6: buono in fase di possesso, ma non sono le sue partite. Troppa battaglia, palloni rarefatti. Ne sgancia lui uno buono a Kamaldeen (15’ st <strong>Krstovic</strong> 5,5: salta male sull&#8217;ammollo di Bernasconi. Non tiene la squadra alta e ci mancherebbe, impossibile, ma non si lancia che di rado in profondità).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: inizia sfiorando il vantaggio, poi la squadra rimane con 9 giocatori di movimento e serve qualcuno che chiuda la fascia (1’ st <strong>Bellanova</strong> 6,5: compito eseguito, sfornandone qualcuna; 41’ st <strong>Kossounou</strong> sv). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> sv: non si dà il voto per un tiro, anche se la sua punizione bassa e angolata non era mica male (18’ pt <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: corre a perdifiato nelle due direzione, peccando magari nell&#8217;ultimo passaggio. Al dunque trova il muro azzurro). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: fa di necessità virtù chiudendosi per sfruttare le corsie, ma anche in navata i suoi, benché debbano rinunciare al possesso e alla trazione anteriore, combinano qualcosina qua e là. Motivatore elegante. E risultatista obbligato. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Sciocchezza di Ahanor, Carnesecchi è San Marco una volta di più: l&#8217;Atalanta la scampa a Como</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 16:11:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[23a (4aR) serie A &#8211; Como, Stadio “Giuseppe Sinigaglia” &#8211; domenica 1 febbraio Como &#8211; Atalanta 0-0 COMO (4-2-3-1): Butez [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/0439e375-8b54-4e5d-a1e7-e3ced6c91ac6.jpeg"><p>23a (4aR) serie A &#8211; Como, Stadio “Giuseppe Sinigaglia” &#8211; domenica 1 febbraio<br />
<strong>Como &#8211; Atalanta 0-0<br />
COMO (4-2-3-1):</strong> Butez 6; Smolcic 6,5, Ramon 7,5, Kempf 6, Valle 6,5; Perrone 6,5 (13’ st Rodriguez 6,5), Da Cunha (cap.) 6,5 (42’ st Sergi Roberto sv); Vojvoda 6 (1’ st Addai 6,5, 35’ st Kuhn sv), Paz 6, Baturina 7; Douvikas 6 (13’ st Morata 5,5). A disp.: 21 Tornqvist, 22 Vigorito; 34 Diego Carlos, 56 De Paoli, 18 Moreno, 77 Van der Brempt, 6 Caqueret. All.: Cesc Fabregas 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 9; Scalvini 7, Djimsiti 6, Ahanor 3; Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6, Ederson 6, Bernasconi 6; De Ketelaere 6 (15’ st Krstovic 5,5), Zalewski 6,5 (1’ st Bellanova 6,5, 41’ st Kossounou sv); Scamacca sv (18’ pt K. Sulemana 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 23 Kolasinac, 6 Musah, 8 Pasalic, 10 Samardzic, 18 Raspadori. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Pairetto di Nichelino 6 (Imperiale di Genova, Ceccon di Lovere; IV Marinelli di Tivoli. V.A.R. Chiffi di Padova, A.V.A.R. Paterna di Teramo).<br />
<strong>Note:</strong> Carnesecchi para il rigore a Nico Paz al 53&#8242; st. Primo pomeriggio sereno, spettatori 11 mila circa con divieto di trasferta per i tifosi ospiti. Espulso Ahanor al 7’ pt per gioco violento. Ammoniti Perrone e Butez per comportamento non regolamentare, De Roon, Addai, Ederson e Da Cunha per gioco scorretto, Bellanova e Krstovic per comportamento non regolamentare. Tiri totali 25-7, nello specchio 9-3, parati 9-3, respinti/deviati 5-2. Var: 1 (mani di Scalvini per anticipare Ramon su cross di Baturina Corner 7-1, recupero 2’ e 4’+5’.</p>
<p><strong>Como</strong> &#8211; Quinto di recupero, la revisione al Var sul pugnetto sinistro di <strong>Scalvini</strong> che salta insieme a Ramon sul pallone a rientrare di Baturina. Rigore, Nico Paz non angola abbastanza e <strong>Carnesecchi</strong>, mezza loffia oppure no, salva il punticino a una squadra in dieci per 92 minuti. All’origine di tutto, la sciocchezza sesquipedale di <strong>Ahanor</strong> che sbatte per terra Perrone per una provocazioncella, roba da costringere <strong>l’Atalanta</strong> a farsi assediare a <strong>Como</strong> dalla diretta concorrente per la zona Europa sempre cinque punti più sopra. Possesso 79 per cento a 21, basterebbe questo. E alla fin fine c’è da innalzare l’ennesimo altarino a San Marco da Rimini, patrono delle partite tenute in piedi con lo scotch.</p>
<p>Scollinato l’allarme rosso della caduta subitanea di Douvikas dopo un minuto e mezzo sul contrasto di Ederson, l’unico tiro in porta bergamasco nel primo tempo è la punizione susseguente di <strong>Scamacca</strong>, poi sostituito dal contropiedista Sulemana, inchiodata da Butez al decimo. In precedenza, la conclusione di <strong>Zalewski</strong> in scia alla palla dal fondo di Zappacosta stoppata da Smolcic. La serie di sei parate di <strong>Carnesecchi</strong> inizia dopo gli errori di mira di Douvikas a mezza via con l’assist nel nulla (12’) lungo l’apertura Vojvoda-Baturina, dello stesso greco svettando sul cross di Valle (18’) e del centralone Ramon tra 24’ e 28’, alzando appena da fuori in conduzione per poi rifarlo in gioco aereo sul suggerimento a rientrare del mancino Da Cunha sugli sviluppi di un’azione d’angolo. Pronti, via: il terminale di casa incrocia male (34’) sulla verticale di Baturina, Paz (36’) tira in bocca al portiere atalantino lungo l’asse Perrone-centravanti che sterza su Djimsiti con Scalvini a contrastare il madridista e quindi dalla distanza (37’) quando Perrone viene frustrato nel possibile tap-in proprio dal palazzolese.</p>
<p>Non finisce qui, perché entro la pausa Vojvoda (38’) chiude centralmente la combinazione tra croato e greco sull&#8217;allungo dal fondo del capitano. Scollinato il rischio relativo della botta defilata di <strong>Kamaldeen</strong> aperta da <strong>Zappacosta</strong> e bloccata in due tempi dall’estremo di casa al quarantesimo, la teoria riprende con Ederson a deviare oltre il sette la seccata di Paz (42’) appoggiata ancora dal collega trequartista di sinistra, Ramon chiuso da Carnesecchi bravo a non togliere la mano davanti al legno nel mezzo di una carambola da biliardo Baturina-Kempf-coscia di Djimsiti in caduta subito dopo e l’incornata di <strong>Douvikas</strong>, sollecitata dall’iperattivo difensore è da presa alta.</p>
<p>Se la prima frazione si chiude col recupero straordinario di Zappacosta ai danni di Baturina lanciato da Paz, la ripresa s’avvia in modo promettente con <strong>De Ketelaere</strong> a lanciare <strong>Sulemana</strong>, per sterzata a destro smorzato da Butez a braccia serrate per il primo angolo ospite al 2’. Ramon (5’) ricomincia per i lariani mandando fuori di fronte in coda al sesto corner locale. Ed è ancora lui ad allargare il diagonale in inserimento sulla palla di ritorno del centrattacco dagli stessi colori. Al 13’ a porta aperta l’erroraccio è di Douvikas che spreca il tracciante di Addai. All’ora di gioco fuori il fiammingo e si ripunta su un ariete d’area come <strong>Krstovic</strong>, un tris abbondante ed è Addai a salire imperfettamente in cielo sull’invito dalla sinistra di Rodriguez. Al ventesimo, è Ramon a fermare invece il ghanese ex Southampton in coda al cross di <strong>Bellanova</strong> per il montenegrino anticipato in tuffo da Butez. Errore pure di Nikola che al 23’ incoccia quasi di schiena il traversone al bacio di Bernasconi.</p>
<p>Se l’ex Lecce spreca un’uscita sfera al piede di Scalvini senza offrire rimorchi puliti (26’), oltre la mezzora Morata sovrasta Scalvini (fallo tutta la vita) senza però indirizzare di mezza tempia fuori dalla portata del riminese coi guanti. 34’, De Roon (giallo nel primo tempo sprecato su Da Cunha, con la Cremonese non ci sarà) e Kamaldeen aprono il destro di <strong>Ederson</strong> davanti alla lunetta che sfila sul fondo. 37’, il contropiedista Sulemana lancia una mina troppo larga per il terminale offensivo, ma a un presso è ancora Carnesecchi a salvare la ghirba prendendo anche il sinistro di Ramon, sterzato su Bernasconi sull’ammollo del suo capitano. Alle soglie del recupero, Kossounou strozza in fallo di fondo Rodriguez sul la di Sergi Roberto. Il finale è qualcosa di pazzesco: si resta a meno 5 dal sesto posto, si riparte da qui e dall&#8217;ormai inevitabile addio di Ademola Lookman. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Parma &#8211; Krstovic entra e chiude con assist e gol</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. Nikola Krstovic, assist [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/836e7bf8-3d86-4e90-803e-e04df161fa75.jpeg"><p>Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. <strong>Nikola Krstovic</strong>, assist per la prima da nerazzurro di <strong>Giacomo Raspadori</strong> e tap-in per calare il poker sul <strong>Parma</strong>, è l&#8217;uomo-più di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> che prima di chiuderla ha vissuto qualche attimo di esitazione.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: salvifico per tenere gli occhiali inforcati a nove sinfonie scarse dal vantaggio, salvifico sul possibile dimezzamento. Benedyczak e Pellegrino ne hanno trovato uno forte. Il più forte, anche in prospettiva azzurra.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: lucido e sul pezzo fino a centrare l&#8217;ultimo pallone utile per rimpinguare il bottino. Turnover con vista coppa o no, in questo momento non esiste che faccia la riserva di Kossounou.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: preferito al suo sostituto di giornata in assenza di un centravanti classico, anche se il contraccolpo per la partita coi baschi non pare essere del tutto alle spalle (1’ st <strong>Hien</strong> 6: non sarà colpa sua, ma Pellegrino gli scappa una volta. Soffre a trovare il ritmo da cambio in corsa, di grossa cilindrata com&#8217;è, e le sue uscite palla al piede prendono in contropiede i compagni).<br />
<strong>Ahanor</strong> 7: ci mette lo zampino sia nell&#8217;azione del raddoppio che nella quaterna finale. Ribaltamenti di fronte fulminei, grande personalità. Al compimento dei diciott&#8217;anni, ovvero tra 28 giorni, potremmo ritrovarcelo pure in azzurro&#8230; se la cittadinanza italiana non gli allungherà l&#8217;attesa. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: la partita giusta per rifiatare restando sempre dentro la partita. Essere sul pezzo non significa essere per forza decisivi.<br />
<strong>De Roon</strong> 7: col capolavoro a rimorchio eguaglia i 23 gol di un altro famoso capitano, Glenn Stromberg, ma con parecchie partite in più (422 contro 273). Riscatta lo svarione costato il terzo gol dei Leoni della Biscaglia. Essere sul pezzo o essere nella storia? Va bene lo stesso. Chiude pure la visuale a Oristanio da libero aggiunto (34’ st <strong>Lookman 6</strong>: un pallone che il montenegrino non sfrutta e un disimpegno in orizzontale dall&#8217;area piccola. Mai banale).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: di stima, per il risultato alza-media di chi s&#8217;è visto di meno e perché gli avversari sono quello che sono. Commette l&#8217;errore di perdere sulla pressione di Troilo nella chance di Pellegrino la palla appena conquistata, poi sbuca dal limite sul piede dell&#8217;avversario e per questione di centimetri non era rigore.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: torna quinto dopo cinque match da mezzapunta sinistra e si guadagna il rigore. Stavolta non batte gli angoli così bene, ma va bene lo stesso (16’ st <strong>Bernasconi</strong> 6: i polmoni di riserva in una fase in cui serviva il quinto difensivo). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: sterzata da campionissimo per il bis e giocate grandeggianti anche di suola, ma a parte un tiro di personale e individualista non offre un tubo. Grande leadership e che segnino pure gli altri (28’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: che un Mister Utilità come lui debba aspettare il suo turno può apparire un controsenso. Invece è la misura della profondità attuale della rosa).<br />
<strong>Raspadori</strong> 7: teniamoci bassi non per essere stringati, ma per non farci scappare di aver scoperto il nuovo fenomeno. Grande punta lo è da sempre. Scambia col nazionale polacco per il penalty che la sblocca, ci prova quattro volte compresi due muri in corner e alla fine raccoglie il premio a tanti sforzi.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: ha un backup da 6 su 8 totali in campionato come lui, è freddo dal dischetto e partecipa alla manovra. La continuità nell&#8217;arco della partita, però, non chiediamogliela sempre (16’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: assist per il tris e poker in proprio, anche se non se l&#8217;è costruito certo da solo. Lanciato in profondità e colto nella corsa è imprendibile). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a tre rispetto alla ferita ancora aperta dell&#8217;Athletic Bilbao e Zalewski tornato a tutta fascia, ma la squadra gira meglio e al riparo da amnesie. Sembra aver trovato la quadra. Un&#8217;altra Pisa poteva essere dietro l&#8217;angolo, invece il manico non perde mai contatto con la saggina. E gli avversari sono spazzati via. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Pisa &#8211; Carnesecchi tiene la barca a galla, dietro e in panchina mosse poco centrate</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 22:28:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Forse cambiarne quattro rispetto al Torino non ha fatto benissimo all&#8217;Atalanta, sorpresa dal Pisa per quasi tutto il primo tempo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/ac9d9574-478b-4449-96a3-1e7491a5335d.jpeg"><p>Forse cambiarne quattro rispetto al <strong>Torino</strong> non ha fatto benissimo all&#8217;<strong>Atalanta</strong>, sorpresa dal <strong>Pisa</strong> per quasi tutto il primo tempo e a tratti anche nel secondo. Marco <strong>Carnesecchi</strong> il migliore davanti all&#8217;illusorio apripista Nikola <strong>Krstovic</strong>, che fa molto meglio di Gianluca Scamacca anche a sportellate. Un quarto dei cambi, Hien per Djimsiti, era obbligato dall&#8217;infortunio di Djimsiti, ma Musah per Zappacosta, Pasalic per Ederson e proprio il romano complessivamente non hanno migliorato il rendimento di squadra. Molto meglio con la virata al 4-2-3-1 al settantesimo, ma a discapito della tenuta difensiva. S&#8217;era in casa del fanalino di coda, dopo tutto. Non dovrebbe essere questione di moduli.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7,5: Touré e Meister fermati nel primo tempo, Moreo di testa e Piccinini nel secondo. La tocca appena sull&#8217;1-1, ma se non fosse per lui altro che settimo posto a meno 2 dal Como.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: sbaglia la zampata del vantaggio precoce nella ripresa, ma dietro finché c&#8217;è lui di testa la prende solo Moreo (25’ st <strong>Krstovic</strong> 7: terzo gol nella serie positiva di quattro. Non è Scamacca, anche perché sa di doversi tenere il posticino coi denti).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: l&#8217;ultimo arrivato Durosinmi s&#8217;infila tra lui e Ahanor. Buonanotte alla quarta di fila. Con Meister bel duello, l&#8217;ultimo l&#8217;ha perso.<br />
<strong>Ahanor</strong> 5,5: vedi sopra. Non convince nemmeno negli aiuti nel primo tempo uscendo vicino a Bernasconi. Perché non rimettere Kolasinac? L&#8217;esperienza la fa padrona, in situazioni del genere.</p>
<p><strong>Musah</strong> 6: sgroppa e anticipa, ma al dunque gli mancano bilanciamento e precisione nell&#8217;ultimo passaggio (11’ st <strong>Zappacosta</strong> 6: non che faccia granché meglio, ma almeno pratica l&#8217;altra metà campo più assiduamente).<br />
<strong>De Roon</strong> 6: traccheggia in mezzo, a parte un recupero alto a favore di Zalewski non fa. Ma non ha colpe.<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: in mediana si applica sentendosi però un leone in gabbia. Non incide pur non potendo affermare che deluda (11’ st <strong>Ederson</strong> 6,5: cambio di ritmo che avrebbe potuto essere decisivo. Nell&#8217;azione del vantaggio vede tutto alla perfezione).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: fatica tanto, ma Touré è un giocatore da folate e davanti si sveglia dal 18&#8242; alla mezzora segnalandosi più che altro in copertura in attesa del centimetro concesso.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: perde palla e il pari preso non può non pesare sulla sua coscienza. Aver servito un pallone di platino a Scalvini in mezzo a tanti slalom e puntatine, senza però vedere la porta in proprio, non può salvarlo dall&#8217;insufficienza.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: gioca e stragioca, garantisce spola ed equilibrio, ci prova quando nessuno la tentava nemmeno per ipotesi ed esce pure vagamente seccato. Certo, se deve fare lui le pentole e i coperchi&#8230; (36’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: entra nell&#8217;1-0 delle grandi illusioni).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5: non la vede quasi mai tranne sulla sbucciata in allungo ricevendo l&#8217;unico pallone buono di Musah (11’ st <strong>Raspadori</strong> 6: meglio tra le linee, perché da falso nueve contro una difesa fisica non può certo fare il fenomeno).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6: scelte non proprio centratissime, ma solo alla luce dei fatti. Il turnover, una parolaccia anche per l&#8217;ispiratore principe Gasperini, poteva pure avere un senso. Ma l&#8217;uomo di Grugliasco avrebbe rischiato di perderla riversandosi nella metà campo nemica. Troppo attendismo. Troppo Juric? Alla fine pesa l&#8217;errore del singolo che doveva tenerla, quella stramaledetta palla. Poi, vabbè, in un calcio estremamente livellato ci sta che un partitone di squadra dell&#8217;ultima in classifica non consenta altro che un gol e un punto. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Torino &#8211; Perché Carnesecchi in azzurro deve fare il secondo a Donnarumma?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 23:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Nona partita stagionale senza gol presi per Marco Carnesecchi, nona vittoria su dodici partite della gestione di Raffaele Palladino. Le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/85435b3a-b46c-4382-8571-51049dee13f2-e1768088389578.jpeg"><p>Nona partita stagionale senza gol presi per <strong>Marco Carnesecchi</strong>, nona vittoria su dodici partite della gestione di <strong>Raffaele Palladino</strong>. Le pagelle partono dal primo, il migliore. All&#8217;insegna del tre, il numero perfetto, anche se il <strong>Torino</strong> dall&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha preso &#8220;solo&#8221; due gol, e dei suoi multipli.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7,5: attento e gelido nell&#8217;uno contro uno, risponde da campionissimo agli assalti di Maripan e Simeone nella ripresa. Donnarumma fino a quando dovrà fargli ombra in Nazionale? </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: maltrattato dagli avanti granata, che gli fanno ponte nella speranza che la schiena gli ceda, la tiene comunque dritta come la barra del suo rendimento (22’ st <strong>Musah</strong> 6; prende palla e cambia fronte da solo, ma contiene pochino).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: brutta ancata da Zapatone, ma niente fratture. Rischia per il muscolo obliquo Sul pezzo (44’ pt <strong>Hien</strong> 6: meno positivo e presente, contro un attacco senza una prima punta di riferimento fa sempre fatica).<br />
<strong>Ahanor</strong> 6,5: un&#8217;iradiddio a due fasi che nella ripresa s&#8217;accontenta di spazzare come impone il copione, molto cambiato, troppo per fare le stesse cose. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6,5: si ferma letteralmente al palo, ma sta giocando decisamente troppo in attesa che Bellanova si rimetta in sesto.<br />
<strong>De Roon</strong> 6: senza infamia né lode, appena il livello della contesa si alza soffre un po&#8217; l&#8217;innesto di un regista puro ma dinamicissimo come Ilkhan.<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: Vlasic gli scappa via per colpa di Samardzic che perde la boccia, ma una sola volta. E nel primo tempo aveva aperto l&#8217;autostrada per il raddoppio precoce del nazionale polacco.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: quinto di contenimento perfetto, si guadagna la pagnotta dell&#8217;assist con quel sinistro rotondissimo.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: all&#8217;inizio sembra accusare noie alla coscia destra, allora decide di incornare per portarla avanti. Regista raffinato (34’ st <strong>Samardzic</strong> 5,5: prima la spara ai dirigibili, poi regala palla a Coco e meno male che Vlasic ha la mira storta).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: bene ma non benissimo, quella palla di Ederson su cui lui fa gegenpressing ai danni di Vlasic era da saccagnare in porta (34’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: gol delizioso e da opportunista. Lacrime di gioia, papà Ivica da lassù l&#8217;avrà accompagnato al 2-0). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: non ci prende, non è utile così (22’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: chi se ne frega se la Gazzetta al fantacalcio non gli darà l&#8217;assist, lui entra e c&#8217;è). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: si ritrova con la grana Djimsiti, eppure non perde la trebisonda. Motivatore di lusso, non dispone di risorse infinite tra un Brescianini accasato alla Fiorentina e un Maldini nemmeno preso in considerazione. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci nel dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Magia coi giocatori, siamo ambiziosi&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Ci facciamo un mazzo della miseria&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 23:23:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta per le dichiarazioni a bocce ferme dell&#8217;Atalanta, vittoriosa all&#8217;inglese sul Torino ma con fatica, si procede in ordine inverso. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Stavolta per le dichiarazioni a bocce ferme dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, vittoriosa all&#8217;inglese sul <strong>Torino</strong> ma con fatica, si procede in ordine inverso. Onore al merito del migliore in campo, poi tocca all&#8217;allenatore. Esattamente come la scaletta in sala conferenze alla New Balance Arena. Parola a <strong>Marco Carnesecchi</strong>, decisivo almeno due volte nel difendere il minimo scarto, la prima su Maripan, con le sue coloriture dialettiche da romagnolo d.o.c: <em>&#8220;Sono contentissimo quando vedo i miei compagni lottare duro facendosi un mazzo della miseria. Il mio rendimento e le mie parate sono anche merito loro. L&#8217;Atalanta è tornata ad alti livelli, solo a Verona la prestazione non è stata all&#8217;altezza. Per la prima volta dopo tanto tempo, per dire, siamo tornati a giocarcela con l&#8217;Inter pur avendoci perso&#8221;</em>.</p>
<p>Il portiere riminese passa in rassegna le sue paratissime, anzi no: <em>&#8220;A <strong>Simeone</strong> ho cercato di dare meno specchio possibile, ma è molto più importante che la squadra sappia difendersi come come un blocco solido. Purtroppo per le nostre caratteristiche non siamo in grado di difenderci bassi. Con questi tre clean sheet di fila sono a nove, speriamo di chiudere la stagione a venti. A parte gli scherzi, non prendere gol è merito del collettivo. Spero di vincere tante partite anche 2-1: anche se mi segnano, sempre tre punti sono&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p>La perla carnesecchiana è riservata all&#8217;uomo in panchina: <em>&#8220;Il mister ha portato tantissima serenità ed è un fenomeno nel preparare le partite. Il quarto posto è molto lontano in questo momento. Come dice Michael Jordan, però&#8230;&#8221;</em>. Ormai il classe 2000 arrivato diciassettenne dal Cesena a Zingonia è un veterano: <em>&#8220;Le cento presenze atalantine sono un grande traguardo, l&#8217;ho letto negli occhi dei miei genitori. Non so in cosa sono diverso dai miei esordi in A a Cremona. Ero più ragazzino, adesso sono un portiere più pensante ed esperto per riuscire a non mettermi nei casini. Cerco di tenere alta l&#8217;attenzione dei compagni, è qualcosa che ho imparato&#8221;</em>. <em>&#8220;<strong>Savorani</strong> al posto di Biffi è stato un cambio radicale, hanno metodi opposti ma ero felice con Massimo come lo sono adesso con Marco. Ora può aiutarmi a migliorare&#8221;</em>, la chiosa.</p>
<p>Ed eccoci al fenomeno. <em>&#8220;La partita è stata bella e ben preparata anche tatticamente, ma Marco ha esagerato. Sta facendo una stagione fantastica&#8221;</em>, sorride un <strong>Raffaele Palladino</strong> raggiante al di là delle difficoltà di una sfida più irta d&#8217;insidie del preventivato. <em>&#8220;Siamo contenti della prestazione e della bella vittoria, nel primo tempo siamo stati perfetti. Il rammarico è aver tenuto la partita aperta, serve essere più cinici davanti, perché sapevamo della forza del Torino&#8221;</em>, il primo commento dalla pancia dello stadio di casa. <em>&#8220;La risalita è importante, ma pur avendo ridotto il gap davanti non abbiamo fatto ancora nulla e le prossime partite saranno determinanti</em> &#8211; prosegue il tecnico mugnanese -. <em>S&#8217;è creata una <strong>magia</strong> unica tra di noi. I giocatori sono ragazzi incredibili, sono ricettivi e fanno quel che chiedo loro alla perfezione facendomi sentire l&#8217;allenatore più felice del mondo. Questo è un gruppo che ha sofferto molto e ora sta risalendo. I clean sheet sono importanti: i primi difensori sono gli attaccanti&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I cinque cambi ci danno energia, succede spesso che siano determinanti. Anche tatticamente è stata una partita bella e ben preparata. Ci siamo difesi benissimo e abbiamo attaccato bene. Prima della gara ho fatto un discorso agli uomini prima che ai calciatori. Stanno dando risposte da grandi uomini: abbiamo recuperato tanti punti, loro stanno dando tutto fin dagli allenamenti, si fanno in quattro per stare bene fisicamente. Ma bisogna continuare a scalare, vogliamo competere per stare là davanti, con fame e mentalità.<br />
In queste due settimane abbiamo avuto tempo in più per allenarci con continuità. Riprendiamo lunedì, bisogna mettere forza perché il calendario adesso si rifà fitto.<br />
Krstovic ha giocato meglio tecnicamente rispetto alle altre volte, abbiamo recuperato Scamacca e dobbiamo farlo con Kolasinac e Bellanova. Adesso rientra <strong>Kossounou</strong> (Costa d&#8217;Avorio ko 3-2 con l&#8217;Egitto; Lookman e la Nigeria, dopo il 2-0 all&#8217;Algeria firmato Osimhen e Admas, in semifinale col Marocco, NdR) dalla Coppa d&#8217;Africa, dietro siamo meno corti.<br />
Sono soddisfatto di Zalewski in una posizione che non era più sua, davanti abbiamo creato occasioni e devo trovare gol da altre zone di campo, anche dagli esterni Zappacosta che ha preso il palo e Bernasconi. Oggi è tornato a segnare in campionato De Ketelaere che ha fatto una grande prestazione.<br />
Non scegliamo fra tre competizioni, siamo dentro a tutte e siamo orgogliosi e determinati. Vogliamo essere ambiziosi, non deve spaventarci nulla anche se dopo quest&#8217;altra settimana si giocherà sempre. Per il mercato vogliamo migliorare la rosa, ma farlo a gennaio non è facile perché i giocatori buoni chi li ha se li tiene&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p>A bordocampo, parola a <strong>Charles De Ketelaere</strong> che ha aperto lo score.</p>
<blockquote><p>“Il mio gol è stato pesante, la continuità nei risultati e nelle prestazioni è fondamentale. Stiamo facendo un bel lavoro, tutta la squadra corre tanto e la difesa sta facendo benissimo. Se continuiamo a fare punti ci avviciniamo anche alla zona Europa. Sono queste le gare da vincere per migliorare la classifica. Sul gol Ahanor mi ha detto che avrebbe saltato dopo di me, lasciandomi la chance di colpire. Allora, nell&#8217;esultanza, gli ho detto scherzando che non voleva segnare&#8221;.</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;A rigiocare nel ruolo in cui sono cresciuto ormai ci sto provando gusto, ma per colpa mia che non ho segnato non abbiamo chiuso prima la partita. Il gol mi manca dal 4-1 al Lecce ed è fondamentale.<br />
Siamo calati nella ripresa e loro hanno alzato l’intensità. Sapevamo che sarebbe stato un secondo tempo così di questo tipo, siamo comunque molto contenti per questi tre punti fondamentali.<br />
Dispiace non aver aiutato la squadra vicino alla porta. Siano però stato bravo a trovare motivazioni anche contro un avversario che non è una big: che non esistano serate facili lo abbiamo già vissuto e pagato sulla nostra pelle. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia, ora che stiamo recuperando terreno&#8221; (<strong>Nicola Zalewski</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>De Ketelaere apre, San Carnesecchi protegge il vantaggio e Pasalic in trionfo: Toro battuto, Como più vicino</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 21:56:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[19a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 10 gennaio (ore 20.45) Atalanta &#8211; Torino 2-0 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/9397fdb4-6cf0-4f45-a294-9cc8b971a490.jpeg"><p>19a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 10 gennaio (ore 20.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Torino 2-0 (1-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7,5; Scalvini 6,5 (22’ st Musah 6), Djimsiti 6,5 (44’ pt Hien 6), Ahanor 6,5; Zappacosta 6,5, De Roon (cap.) 6, Ederson 6,5, Bernasconi 7; De Ketelaere 7 (34’ st Samardzic 5,5), Zalewski 6,5 (34’ st Pasalic 6,5); Krstovic 5,5 (22’ st Scamacca 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 7 K. Sulemana, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>TORINO (3-5-2):</strong> Paleari 7; Ismajili 6,5, Maripan 6, Coco 6; Lazaro 5,5 (41’ st Biraghi sv), Vlasic 5,5, Tameze 5,5 (12’ st Ilkhan 6,5), Gineitis 6,5, Aboukhlal 6 (41’ st Njie sv); Ngonge 5,5 (12’ st Adams 5), Zapata (cap.) 5 (12’ st Simeone 5,5). A disp.: 71 Popa, 81 Israel; 15 Sazonov, 21 Dembelé, 25 Nkounkou, 32 Asllani, 94 Acquah, 14 Anjorin. All.: Marco Baroni 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Fourneau di Roma-1 6 (Bahri di Sassari, Ceolin di Treviso; IV Galipò di Firenze. V.A.R. Di Paolo di Avezzano, A.V.A.R. Mariani di Aprilia).<br />
<strong>RETI:</strong> 13’ pt De Ketelaere (A), 50’ st Pasalic (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata rigida, spettatori 20.918 per un incasso di 456.938,96 euro. Ammoniti Tameze, Ilkhan e Musah per gioco scorretto. Tiri totali 18-12, nello specchio 4-5, parati 2-5, respinti/deviati 9-3, legni 1-0. Corner 6-4, recupero 3’ e 5’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Che strizza nel secondo tempo dopo il legno di <strong>Zappacosta</strong>, ma c’è sempre <strong>San Carnesecchi</strong> quando il baricentro s’abbassa. Si guarda avanti, anche di corto muso fino al raddoppio a tempo quasi scaduto. Non segnava in campionato dal poker sporco al Lecce del 14 settembre. Ed è proprio <strong>Charles De Ketelaere</strong>, con la palombella in torsione beffarda in gioco aereo chiamata dalla bandierina destra dal tuttosinistro <strong>Bernasconi</strong>, a spianare la strada all’Atalanta contro il Torino per la terza vittoria di fila da scalata alle Ande della classifica. Chiude Pasalic di sinistro sottoporta al 95’ nel contropiede a due con <strong>Scamacca</strong>, che gliel’appoggia di testa intercettando l’ultima rimessa ospite. La pessima notizia è lo stop medio-lungo che si prospetta per <strong>Berat Djimsiti</strong>, colpito duro da Zapata: per lui, forte trauma contusivo all’osso iliaco sinistro con impegno del muscolo obliquo dell’addome.</p>
<p>Una manciatina prima del vantaggio, le prove generali sul triangolo isoscele Zalewski-Scalvini-CDK con Coco a respingere. Poi Zappacosta, in scia al recupero alto del fiammingo, crossa nel nulla e la volta dopo si guadagna la situazione da fermo per sbloccarla. Consumato il vantaggio col Toro che pare pesantemente incornato, il nazionale polacco la tenta da fuori (18’) senza che l’attrezzo si abbassi dalla Curva Sud alla porta. Scollinato il brivido al ventesimo per il sinistro alto di un amen di Gineitis dal limite su azione in verticale rifinita da Ngonge, al 23’ dalla mischia da secondo corner sbucano Scalvini e Lazaro che ne provoca un terzo. Un tris d’orologio più tardi, Zalewski pennella dalla trequarti centrale lo schema per l’incornata secca ma centrale di Krstovic a mezz’altezza.</p>
<p>Due tocchetti dopo la mezzora quello di Maripan da primo angolo torinista del mezzosinistro lituano è un passaggio di cortesia a Carnesecchi. A quattordici dall’intervallo, invece, è ancora il connazionale di Giovanni Paolo II a mancare il raddoppio facendosi ipnotizzare da Paleari lungo il contropiede lanciato da Bernasconi, rifinito di tacco dal terminale montenegrino e ripreso da Ederson per aprire il corridoio succulento. Al 41’ Djimsiti calcia alto di seconda e s’abbatte al suolo sull’ancata di Zapata. Entra Hien e il colombiano passato sull’altra sponda tre annate fa colpisce debole di tempia sul cross di Aboukhlal. Lo stesso che al 3’ della ripresa rischia l’autogol nella diagonale per chiudere il pallone da sinistra dal fondo di De Ketelaere mancato da Krstovic. Due minutini e c’è il palo di Zappacosta dalla destra dell’area, su filtrante di Zalewski, con la deviazione di Paleari, prima che il partner di linea del Toro di Cali non aggiusti la mira da fuori. Appena entrati Simeone e Adams di là combinano subito con tiro alto del secondo dal vertice destro su scarico. Al settantesimo Carnesecchi sacrifica il braccio per dire no a Maripan di rimpallo sull’angolo di Gineitis. Sempre il riminese salva il vantaggio alla mezzora chiudendo in corner il contropiedista Cholito. Stessa sorte per la loffia in gioco aereo di Ilkhan. Se Samardzic a freddo la spara alle stelle, non fa meglio Vlasic da fuori a rimorchio di Coco (43’). Spazio al decollo con tocco sotto mancino di SuperMario. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Genoa &#8211; Carnesecchi conserva, Hien risolve</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 22:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta in casa del Genoa, in occasione della sesta vittoria su otto stavolta da ex giocatore grifone di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/fd7d77c2-6a4d-46f1-a3fe-1f7ad0f06bcc.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa del <strong>Genoa</strong>, in occasione della sesta vittoria su otto stavolta da ex giocatore grifone di <strong>Raffaele Palladino</strong>, con gli inciampi delle due perse in campionato a Napoli e Verona, sono addolcite più che altro dal risultato. In precedenza, lontano da Bergamo, in serie A s&#8217;era vinto soltanto in casa del Torino il 21 settembre scorso. L&#8217;allenatore mugnanese non ha ottenuto il meglio da anima viva, ma solo quel che serviva da Marco <strong>Carnesecchi</strong>, specie nell&#8217;opposizione a Colombo a 17 minuti dal matchball, e Isak <strong>Hien</strong> che ha infilato quest&#8217;ultimo. Sotto a chi tocca.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 7: sempre attento anche nelle uscite, salva capra e cavoli su Colombo e tanto basta per alzargli la media.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>De Roon</strong> 6: meglio quando si sgancia, perché dietro tra il rinvio iniziale molto corto e il movimentismo di Vitinha non è che dormi sonni tranquilli.<br />
<strong>Hien</strong> 7: duello più o meno pari con Ekuban, che in realtà sta piuttosto larghetto, e il gol salendo in cielo che vale più oro di quanto luccichi. Anche perché il primo in serie A e il primo da quando è in Italia. In precedenza, solo altri sei da professionista.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: primo tempo fra sovrapposizioni e inserimenti, secondo senza trovare tutte queste contromisure agli sfondamenti dal suo lato (37’ st <strong>Krstovic</strong> sv: una spizzata e nessuna palla tenuta, meglio esimersi dal dargli il voto).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 6,5: tra chiusure e appoggi alle punte, leggi ammolli dall&#8217;out, è tra i migliori (24’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: il secondo quinto offensivo su due, anche se chiude alto nel 4-2-3-1, tanta verve ma anche il limite di giocarne troppo in solitario).<br />
<strong>Musah</strong> 6: tenta la fortuna nella prima metà, dove fa il borseggiatore (di Malinovsky, se capita) e il portatore d&#8217;acqua, continuando a ritmo constante pur senza far saltare sulla sedia nessuno.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: si fa vedere davanti, mentre in mezzo traccheggia all&#8217;eccesso per uno della sua reputazione (37’ st <strong>Brescianini</strong> sv).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: al rientro dal tunnel, dopo qualche buona ideuzza, patisce il dirimpettaio fino a farsi preferire un quinto più offensivo che in realtà fa il quarto (24’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: entra, ci prova e alla fine gli riesce l&#8217;assist. Non uno spezza-partite, ma è molto, molto diligente).</span></p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6: si mette come sempre a servire mezza squadra fino a sbagliare l&#8217;occasione in proprio. Cala alla distanza.<br />
<strong>Maldini</strong> 6: fa immediatamente una gran cosa percorrendo tutta la navata fino all&#8217;inevitabile rosso a Leali, ma poi nonostante la voglia matta ne combina un paio delle sue, la punizione calciata direttamente dal lato corto e un&#8217;alzata quando andava tenuta bassa (14’ st <strong>Samardzic</strong> 5,5: a dispetto degli elogi di chi lo getta nella mischia snaturandolo, non entra granché bene e cicca pure un rigorino in movimento).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5,5: la continuità non è affar suo, usare il tacco sì. Svetta, si fa per dire, un paio di volte, ma palla a terra la prende poco.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>All. Palladino</strong> 6,5: non ha certo miracolato la Dea ancora troppo plebea del primo fronte, quello interno. Azzarda di nuovo Samardzic pressoché a tutta fascia per poi virare alla retroguardia a quattro in cui il serbo, poco convincente, fa il terzino a piede invertito. Davanti, invece, insiste su uno Scamacca stanchino accostandogli Krstovic che da riserva da finalino non serve. Le idee non collimano con le possibilità attuali della rosa, almeno quando s&#8217;è costretti ad attaccare e a prendere sempre l&#8217;iniziativa. Ederson e De Roon saranno pure le colonne, ma non sono quasi mai sui loro livelli abituali.&nbsp;<em><strong> SF</strong></em><br />
</span></p>
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