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	<title>Marten de Roon &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Le pagelle a Cagliari &#8211; Da De Roon a De Ketelaere, una marea di delusioni</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 19:21:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le valutazioni dei singoli dell&#8217;Atalanta che affonda a Cagliari quasi rinunciando alla rincorsa al quinto o al sesto posto, preda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5d0c1fac-4b6e-4554-affa-707e53e43e3c.jpeg"><p>Le <strong>valutazioni</strong> dei singoli dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che affonda a <strong>Cagliari</strong> quasi rinunciando alla rincorsa al quinto o al sesto posto, preda del Como di Fabregas e della Roma dell&#8217;ex <strong>Gasperini</strong> (61 a 54) a quattro giornate dalla fine, risentono ovviamente del livello tecnico ben inferiore dei killer di turno. Ma pure degli errori in serie in cui sono incappati i giocatori più rappresentativi. Il tutto nonostante la buona vena di Gianluca <strong>Scamacca</strong>, ovvero se gliela metti in area un attaccante di razza tende a segnare.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: ci arriva solo su Deiola nell&#8217;azione del raddoppio e in uscita su Belotti, ma sul tris cagliaritano non è in vena di miracoli. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 5,5: meriti non indifferenti nella rimonta e segnatamente sul 2-2, ma dietro viene meno sul primo gol, si fa sorpassare in sombrero da Folorunsho sul terzo e rischia anche di far prendere il quarto scivolando davanti al Gallo.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: considerando che la prima punta altrui ne fa un paio in nemmeno otto lancette, la sufficienza non può prenderla perché le pezze non ce le mette. 331 volte atalantino come Bonacina, chapeau. Sabato sera col Genoa lo supera.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: l&#8217;unico a tentare davvero di fare il mastino andando di recupero e d&#8217;anticipo (28’ st <strong>Kossounou</strong> 6: non osa, ma appoggia, avanza, ci prova). </p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5,5: partecipa allo schema da dai e vai con Scalvini per il pari, ma per il resto ne azzecca poche, anche nell&#8217;intesa in catena (11’ st <strong>Krstovic</strong> 5: ce ne ha una e se la fa intercettare).<br />
<strong>De Roon</strong> 4,5: leggerezza insostenibile sul 2-0 sardo, rincorsa nemmeno abbozzata sul matchball. Se non è all&#8217;altezza, o lo si cambia o non lo si schiera. Ha già dato più di tutto alla causa, niente e nessuno obbliga a schierarlo (28’ st <strong>Ederson</strong> 6: prova a dare alla manovra una direzione verticale).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: ci prova pure in acrobazia, mai domo, da mediano semovente. Non ha però la lucidità per fare trentuno dopo aver fatto trenta.<br />
<strong>Zappacosta 6</strong>: costretto a giocare a piede invertito perché evidentemente del mancino Bakker come vice Bernasconi non ci si può fidare, subisce una carica netta all&#8217;inzio dell&#8217;azione subitanea dell&#8217;uno a zero, ma fa sempre il suo (11’ st <strong>Zalewski</strong> 6: quarto di sinistra o ala aggiunta, appoggia e sbuffa, senza creare davvero). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5: senza sangue agli occhi, l&#8217;insufficienza è perfino troppo generosa. Non sono partite da giocare di fino e a 45 metri dalla porta (32’ st <strong>Samardzic</strong> 6: sforna a ripetizione, ma se sta così largo di suo non può incidere).<br />
<strong>Raspadori</strong> 6,5: impegno e sudore ai massimi livelli, però non riesce a tirare che nel finale, una conclusione poco aperta e pulita, perché deve dannarsi al servizio del collettivo. Non ha l&#8217;uno contro uno di Lookman ed è nei duelli che la Dea è scesa dall&#8217;Olimpo. </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: almeno sbuffa, sgomita con un Mina che avrebbe spazientito anche Nostro Signore, appoggia e prende (bene) la mira. Doppia cifra secca in campionato, sesto gol in carriera al Cagliari, che è la squadra da lui più perforata, e quattordicesimo in stagione. Il problema è che nessuno o quasi lo mette in condizione di ferire.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: la remuntada finale è fallita. Non sarà colpa sua, ma è bell&#8217;e volata alle quaglie. Cambia senza rimediare a una certa confusione e alla tendenza ad arruffare davanti. Forse è troppo signore per un collettivo in cui comandano le vecchie volpi che non sono sempre all&#8217;altezza. Ma non è certo un difetto. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Palladino: &#8220;Non è un&#8217;occasione sciupata, la partita più importante è con la Lazio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità di Raffaele Palladino, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua Atalanta, riassunte in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5a4b5f5a-daeb-4b2f-b170-3ce0ee93cee8.jpeg"><p>Le grandi verità di <strong>Raffaele Palladino</strong>, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua <strong>Atalanta</strong>, riassunte in due frasette: <em>&#8220;La semifinale di <strong>Coppa Italia</strong> con la <strong>Lazio</strong> per noi è la partita più importante dell’anno. Ce la giocheremo al meglio. Ma stasera non è che non abbiamo sfruttato l’occasione&#8221;</em>. Il pari e patta con la <strong>Roma</strong>, insomma, non è un dramma, anche se dal <strong>settimo</strong> posto con sole cinque giornate da giocare il sogno Champions rimarrà tale a meno di miracoli: <em>&#8220;Io ho visto due squa<span style="font-weight: 400;">dre con qualità, intensità e coraggio che hanno dato vita a una bella partita. A</span>bbiamo giocato con personalità e grande spirito, la partita è stata aperta sui due fronti e avremmo potuto raddoppiare. Ci prendiamo il punto che è il risultato giusto&#8221;</em>, la sentenza dell&#8217;uomo in panchina.</p>
<p>Niente bicchiere mezzo vuoto, nonostante il mero punticino nei due barrage per l&#8217;Europa: <em>&#8220;</em><span style="font-weight: 400;"><em>Non direi che abbiamo sciupato l&#8217;occasione, la distanza dalla <strong>Roma</strong> è invariata e abbiamo recuperato un punto al <strong>Como</strong>. Anche con la <strong>Juve</strong> era stata una grande prestazione, sono soddisfatto del nostro percorso e a fine partita ho ringraziato i miei giocatori&#8221;</em>, rimarca il mister. Qualche alibi sembra affiorare dal discorso a <em><strong>Sky Sport</strong></em> a bocce ferme: <em>&#8220;</em></span><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> ha preso un colpo all’anca ed era in ritardo sulle uscite, <strong>Kolasinac</strong> ha patito un leggero fastidio. Ho preferito sostituirli perché non voglio arrivare con infortunati al 22 aprile, le loro difficoltà sono state solo sul piano fisico.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>De Ketelaere</strong> veniva da due-tre giorni con un po’ d’influenza e non aveva la sua solita energia. Ho messo gente fresca e siamo stati più brillanti e propositivi nel secondo tempo, che è stato comunque equilibrato&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Soddisfazione per il mancato uomo-partita, che dopo aver aperto il punteggio non ha fatto granché: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong> ha alzato il livello anche di score personale, oggi mi serviva uno come lui perché doveva tenere a bada Ndicka. La Roma veniva a prenderci alti. <strong>Scamacca</strong> è uno che viene più incontro. Ma da qui alla fine ci saranno possibilità per entrambi, anche in coppia: dipende dalla situazione&#8221;</em>.&nbsp;</span></p>
<p><strong>Dalla pancia dell&#8217;Olimpico</strong> &#8211;</p>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo dimostrato quanto questa sfida fosse importante per noi. Ci sono state occasioni da una parte e dall&#8217;altro, <strong>Ederson</strong> avrebbe potuto fare due a zero, in genere in questi due sabati abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. La strada sarebbe quella sbagliata se si giocasse male, ma non è il nostro caso.<br />
La <strong>Roma</strong> ci ha accerchiato un po&#8217; facendosi abbassare nella nostra area coi nostri terzi in difficoltà, poi abbiamo fatto meglio nel secondo tempo. Proveremo a prenderne qualcuna davanti, ce la giocheremo fino alla fine: sono 4 punti sia dalla Roma che dal Como. Domenica abbiamo i nostri tifosi allo stadio per iniziare a preparare il match con la Lazio: una carica che ci serve, un affetto che ci aspettiamo.<br />
Il modello Atalanta è replicabile? Cura il settore giovanile, è attenta a tutti i dettagli e i particolari. Sono felice di lavorare qui, ma non so come si lavori nelle altre piazze.<br />
Siamo partiti ad handicap, le stagioni nascono anche così. Se fosse andata bene a Ivan Juric, oggi come oggi io non sarei qui. Abbiamo fatto una scalata, quando perdi con la Juve come hai perso ti crolla un po&#8217; il mondo addosso. La scalata continua fino alla fine, è una squadra che dà tutto fin dagli allenamenti e lo farà fino all&#8217;ultimo secondo&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong> dalla sala conferenze dell&#8217;Olimpico).</p></blockquote>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>I giocatori</strong> &#8211; Marco <strong>Carnesecchi</strong> è rammaricato per i due punti in più che servivano senza essere arrivati, ma ancor di più per quella saponetta costata i tre punti andati a Boga e alla Juventus sabato scorso: <em>&#8220;Non ho dormito per una settimana. Mi sento di aver deluso i miei compagni, sono stato veramente male. Per fortuna c&#8217;è stata quest&#8217;altra partita, più che per il premio di miglior giocatore&#8221;</em>, la premessa a bordocampo del portiere nerazzurro. <em>&#8220;Per me è stata una grandissima partita, p</em></span><em>otevano essere tre punti, peccato per il gol preso allo scadere del primo tempo. La svolta alla stagione può essere mercoledì. Siamo in corsa anche dal campionato: abbiamo un calendario forse più difficile delle altre. La via più breve all’Europa League è la Coppa Italia, visto che siamo un po’ indietro in campionato&#8221;</em>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;autocritica, in mezzo a tanti peana per una prova non al massimo se vista dal di fuori, è di <strong>Marten de Roon</strong>: <em>&#8220;E&#8217; mancata qualità in transizione e nell&#8217;ultimo passaggio, soprattutto nel primo tempo. Il secondo è stato molto equilibrato, la partita è stata di grande intensità&#8221;</em>. Di qui il suggerimento per la semifinale del trofeo nazionale contro l&#8217;altra capitolina: <em>&#8220;Con più qualità nel palleggio possiamo fare una grande partita mercoledì&#8221;</em>. C&#8217;è pure il compagno del quale assumere la difesa d&#8217;ufficio, da capitano: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Marco è stato il migliore, il nostro punto di forza. Non oggi, sempre. Non se la deve prendere con se stesso, è stato il protagonista della nostra stagione&#8221;</em>. Dulcis in fundo, i buoni propositi galleggianti sul mare di realismo: <em>&#8220;Quelle davanti sono lontane, ma bisogna crederci fino all’ultima giornata. Nella semifinale di Coppa Italia sarà tosta, abbiamo visto la Lazio col Napoli, ma è ovviamente un obiettivo che in questi anni abbiamo sempre coltivato&#8221;</em>.</span></p>
<p><em>“Mercoledì c’è il momento in cui ci si gioca tutto. Dal punto di vista del’atteggiamento abbiamo fatto una buona partita, ma con errore tecnico. Siamo mancate in alcune scelte finali </em>&#8211; l&#8217;ammissione, infine, di <strong>Giacomo Raspadori</strong> -.<em> Giocare qui non è mai facile. Davanti ai nostri tifosi, invece, ci giochiamo una fetta di un obiettivi importante. In campionato non è chiuso niente, se si aprirà uno spiraglio dovremo fiondarci. Stavolta c&#8217;era da anteporre il lavoro per la squadra ed è quello che ho fatto rispettando le consegne dell&#8217;allenatore. Se sono utile anche in fase difensiva, sono contento. Ma bisogna sempre lavorare per </em><em>fare il passo in più”. </em><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>De Roon spegne 35 candeline. E De Ketelaere segna nell&#8217;antipasto dei Mondiali</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 06:45:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spegne 35 candeline oggi, domenica 29 marzo, Marten de Roon, recordman dell&#8217;Atalanta quanto a presenze con la numero 436 conquistata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/708c77e2-5c04-421b-aaab-ee0a8a3b0177.jpeg"><p>Spegne <strong>35</strong> candeline oggi, domenica 29 marzo, <strong>Marten de Roon</strong>, recordman dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> quanto a <strong>presenze</strong> con la numero <strong>436</strong> conquistata contro l<strong>&#8216;Hellas Verona</strong> nella vittoria di misura a Bergamo alle soglie dell&#8217;ultima pausa per le Nazionali. Nato a <strong>Zwijndrecht</strong>, Olanda del Sud, nell&#8217;isola di IJsselmonde, il 29 marzo 1991, cresciuto tra ASWH (Altijd Sterker Worden, &#8220;Diventando sempre più forte&#8221;) di Hendrik-Ido-Ambacht, Feyenoord e Sparta Rotterdam, passato dall&#8217;Heerenveen allenato da Marco van Basten e nel 2016-2017 dal Middlesbrough, in nerazzurro conta <strong>332 partite in serie A</strong> e 43 in Champions League, altri due primati societari. 20 gol e 24 assist li ha fatti nel massimo campionato nazionale, 3 e 2 nelle 29 di Coppa Italia con tre finali all&#8217;attivo (Lazio 2019, Juventus 2021 e 2024), 4 assist in Champions, 1 in 25 di Europa League vinta nel 2024, 0 in 5 playoff di qualificazione EL, idem in 1 gara ciascuna in Supercoppa UEFA e Italiana in una carriera da 646, 37 e 39 più 42 e 1 nella Nazionale dei Paesi Bassi e 3 e 1 in Under 19.</p>
<p>Proprio l&#8217;ultimo dei nazionali nerazzurri scesi in campo nella prima delle due gare in calendario lungo la sosta, <strong>Charles De Ketelaere</strong>, è stato fin qui l&#8217;unico a segno, su calcio di <strong>rigore</strong> al 14&#8242; della ripresa nel 5-2 del <strong>Belgio</strong> agli Stati Uniti ad Atlanta per un mani di Ream su colpo di testa di Meunier dopo una parata del portiere di casa su Doku. Il gol del 3-1 temporaneo, dopo essersi visto annullare a 8&#8242; dall&#8217;intervallo per fuorigioco l&#8217;appoggio in tap-in dopo l&#8217;ennesima iniziativa del compagno in una partita iniziata con una conclusione da centro area respinta dopo appena due minuti su cross di Meunier e un paio di assist sprecati da Saelemaekers e Doku, uno per tempo, prima di uscire al 62&#8242; a favore di Lois Openda. A segno lo juventino McKennie di testa da calcio d&#8217;angolo in apertura di punteggio (39&#8242;), quindi anche Debast (45&#8242;), Onana (53&#8242;), Lukebakio con la doppietta (68&#8242; e 82&#8242;) e Agyemang (87&#8242;).&nbsp;</p>
<p>Il fiammingo replica a fine mese, a Chicago, alle 20, quando in Italia saranno le 3 del mattino del primo aprile, a Chicago contro il Messico, altro organizzatore insieme al Canada della rassegna iridata della prossima estate. Se sabato Odilon <strong>Kossounou</strong> non ha visto il campo nel poker della Costa d&#8217;Avorio (4-0 alla Corea) a Londra, con la prospettiva di replicare la campagna d&#8217;Inghilterra martedì 31 a Liverpool con la Scozia (ore 19.30 locale, 20.30 in Italia), l&#8217;altro assaggio di mondiale è appartenuto a<strong> Mario Pasalic</strong>, partito largo a destra nel tridente della Croazia che ha sconfitto 2-1 la Colombia sabato notte a Orlando (2&#8242; Arias su azione iniziata dall&#8217;ex atalantino Johan Mojica, 6&#8242; Vuskovic, 42&#8242; Matanovic) e autore dell&#8217;assist, su schema dalla bandierina del quasi omonimo Marco, per il gol del pari temporaneo, un sinistro carambolato su difensore e palo interno. Sempre nello stesso stadio, martedì, alle 20, le 2 del Pesce d&#8217;Aprile sul fuso di Roma, per Super Mario c&#8217;è il Brasile.&nbsp;</p>
<p>Nella giornata di venerdì, poca roba per i nerazzurri nelle altre amichevoli. <strong>Kamaldeen Sulemana</strong> è sceso in campo solo al minuto 86 a Vienna nel Ghana sconfitto 5-1 dall&#8217;Austria, con la prospettiva di riprovarci lunedì 30 a Stoccarda con la Germania. Nikola <strong>Krstovic</strong>, che i Mondiali li vedrà dal divano, non era nemmeno in panchina nel 2-0 del Montenegro a Podgorica con Andorra e, da unico centravanti atalantino sano visto lo strappettino di <strong>Gianluca Scamacca</strong>, sarebbe meglio non giocasse nemmeno a fine mese con la Slovenia. Lazar <strong>Samardzic</strong>, di suo, è sceso in campo all&#8217;ora di gioco nel 3-0 subìto dalla Serbia a Villarreal per mano della Spagna e potrebbe fare il titolare martedì a Backa Topola contro l&#8217;Arabia Saudita.</p>
<p>Per il resto, lo stesso 31 sono in calendario le due finali playoff per i Mondiali 2026 che interessano cinque atalantini, al netto anche di <strong>Isak Hien</strong> che è rientrato ieri sera dopo il risentimento alla coscia sinistra accusato giovedì al 37&#8242; con l&#8217;Ucraina a Siviglia. A Solna la Svezia avrà di fronte la Polonia di <strong>Nicola Zalewski</strong>, squalificato nella semifinale di Varsavia con l&#8217;Albania di Berat Djimsiti. A Zenica, infine, <strong>Sead Kolasinac</strong> e la sua Bosnia ed Erzegovina attendono, insieme all&#8217;Italia, vittoriosa a Bergamo per 2-0 sull&#8217;Irlanda del Nord con spiccioli finali per <strong>Giacomo Raspadori,</strong> anche Marco Carnesecchi e Giorgio Scalvini, nelle gerarchie del ct Rino Gattuso tutt&#8217;altro che titolari. Martedì, al Centro Sportivo Bortolotti, si ricomincerà senza di loro e cogli altri al rientro alla spicciolata, per preparare la ripresa di campionato a Lecce di Pasquetta.</p>
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<p><iframe title="USMNT Defense Concedes Five In A Row | USMNT 2-5 Belgium | Official Highlights" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/45MdamYonhk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe title="Colombia vs Croatia 1-2 Highlights Today | Resumen Del Hoy | Melhores momentos | friendly Match 2026" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/DmwEl6DGM-A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; De Roon: &#8220;Mi sento legato dal quel 16 agosto 2015&#8221;. Palladino: &#8220;Champions lontana&#8221;</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/voci-dalla-new-balance-arena-de-roon-mi-sento-legato-dal-quel-16-agosto-2015-palladino-champions-lontana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=voci-dalla-new-balance-arena-de-roon-mi-sento-legato-dal-quel-16-agosto-2015-palladino-champions-lontana</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 18:02:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutte le verità della e sull&#8217;Atalanta, stavolta, ora e per sempre, sono di Marten de Roon a fior di labbra. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/708c77e2-5c04-421b-aaab-ee0a8a3b0177.jpeg"><p>Tutte le verità della e sull&#8217;<strong>Atalanta</strong>, stavolta, ora e per sempre, sono di <strong>Marten de Roon</strong> a fior di labbra. <em>&#8220;Siamo una squadra piccola ma una grande famiglia, con la società e il presidente sempre presenti al campo. Come fui accolto io da <strong>Gianpaolo Bellini</strong>, che oggi ho voluto in campo ed è la vera bandiera avendo giocato qui tutta la vita, cerco di accogliere e integrare i <strong>Bernasconi</strong>, gli Ahanor e gli Scalvini, anche se Giorgio ormai fa il titolare da anni. Mi sono sentito legato fin da quella prima volta, il 16 agosto 2015, segnando in Coppa Italia al Cittadella&#8221;</em>.</p>
<p>Il dopopartita a pelo d&#8217;erba con l&#8217;<strong>Hellas Verona</strong> è tutto per il capitano. <em>&#8220;Una giornata piena di emozioni fin dal primo minuto con la coreografia della Curva Sud. Un traguardo bello e importante&#8221;</em>. E vuoi mettere la Nord? &#8216;Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità /<br />
436 volte grazie Marten!&#8217;, mentre la Sud prima dell&#8217;incontro ha esposto un suo disegno in mezzo alle scritte &#8216;Prima uomini&#8217; e &#8216;Poi campioni&#8217;. <em>&#8220;Nella &#8216;lettera&#8217; su Instagram ho detto che il viaggio non è ancora finito. Mi sento ancora bene: l&#8217;età sta arrivando, ma sono in gran forma e giocherò finché potrò essere protagonista&#8221;</em>.</p>
<p><strong>De Roon</strong>, dalla stagione 2015-2016 a dal 2017 a oggi, ha totalizzato anche 23 gol e 31 assist, da primatista atalantino in serie A con 332 partite e in Champions League con 43, ma ha voluto rendere omaggio al precedente recordman, sceso in campo con lui sotto i tifosi. <em>&#8220;Con Gianpaolo Bellini ci siamo sentiti ieri, è un signore, molto umile e timido, il mio primo capitano, è lui la bandiera dell&#8217;Atalanta perché ha giocato qui tutta la vita</em> &#8211; spiega il capitano nerazzurro, definito dallo speaker dello stadio di Bergamo simbolo di &#8216;grinta, leadership e senso di appartenenza&#8217; -. <em>L&#8217;Atalanta è una grande famiglia. Quello che lui, Migliaccio e Cigarini fecero con me, ovvero farmi sentire subito a casa, io cerco di farlo con Bernasconi, Ahanor e Scalvini, anche se Giorgio gioca da anni in prima squadra. Mi rende orgoglioso che la gente mi venga a dire che sono un esempio per i figli. Ringrazio la mia famiglia per essere sempre stata al mio fianco, come i tifosi. Sono contento che Bergamo mi abbia sempre apprezzato come uomo&#8221;</em>.</p>
<p>E ancora: <em>&#8220;La giornata e la serata più significativa è stata la vittoria di Liverpool nel quarto di Europa League, a parte Dublino dove rimpiango ancora di non aver potuto giocare. Ma è stato un percorso straordinario. L&#8217;Atalanta l&#8217;ho vista sempre con una famiglia, dove i ragazzini che arrivano si sentono subito accolti. C&#8217;erano, con me, Bellini, Cristian Raimondi, Migliaccio e Cigarini, che mi dettava le posizioni in campo invitandomi a far correre di più la palla. Ora penso a Bernasconi, Ahanor e Scalvini&#8221;</em>. </p>
<p>Il match winner <strong>Davide Zappacosta</strong>, a <em><strong>DAZN</strong></em>, s&#8217;è detto soddisfatto per la squadra e per sé, sottolineando a penna rossa il traguardo su cui tutti sperano all&#8217;ombra della Maresana: <em>&#8220;Noi cerchiamo sempre di esserci per la qualificazione alla Champions League. Come in questa partita, non facile dopo un periodo in cui abbiamo affrontato ottavi e quarti più la semifinale d&#8217;andata di Coppa Italia, stiamo dando il massimo anche stavolta per arrivare più in alto possibile. Lo spirito è continuare a farlo fino all&#8217;ultima partita&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico Raffaele Palladino, nel commentare la prova coi gialloblù ultimi in serie A e la prospettive stagionali, è netto, quasi tranchant: <em>&#8220;Sappiamo di voler entrare in Europa e di voler andare avanti in Coppa Italia, ma anche che la zona Champions League è lontana. In quasi quattro mesi abbiamo fatto una grande rimonta in classifica, da tredicesimi alle soglie delle posizioni che contano, dove come s&#8217;è visto c&#8217;è qualcuno che perde punti. Per questo ringrazio anche il personale di Zingonia che lavora dietro le quinte, oltre ai ragazzi per la prova difficile superata anche prima della sosta&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Era una partita che temevo, perché so che soffriamo le squadre che ci aspettano e ci prendono in transizione ripartendo veloci. Non a caso all&#8217;andata avevamo perso</em> &#8211; spiega l&#8217;allenatore nerazzurro -. <em>Il primo tempo è stato approcciato bene con le giuste mentalità, intensità e qualità. potevamo raddoppiare se fossimo stati più puliti negli ultimi metri. Nel secondo tempo qualche occasione l&#8217;abbiamo avuta, ma abbiamo tenuto in bilico il risultato rischiando qualcosina quando l&#8217;inerzia è passata dalla parte degli ospiti. Il calo fisico ci stava, ora c&#8217;è la pausa. Vanno recuperate le energie fisiche e mentali, perché gli ultimi due mesi sono decisivi: abbiamo fatto una grande scalata in campionato da continuare, abbiamo la semifinale di ritorno di Coppa Italia, ci sono otto finali tra cui gli scontri diretti con Juventus, Roma e Bologna&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Incrociamo le dita sperando non succeda nulla ai convocati in Nazionale. Era giusto far scendere in campo chi ha avuto meno minutaggio per infortuni in questo periodo, Ederson e De Ketelaere, che ne hanno ancora bisogno. Ede ne aveva ancora, Raspadori va in azzurro e speriamo che torni ancora meglio. Per De Roon è stato emozionannte l&#8217;abbraccio di squadra e tifosi, ha fatto la storia di questa società ed è l&#8217;allenatore in campo. Ha dato tanto a squadra e società, i tifosi hanno dato tanto a lui. Un cerchio perfetto&#8221;</em>, continua Palladino.</p>
<p><em>&#8220;Non ci dobbiamo porre limiti né obiettivi. Abbiamo otto finali e la semifinale di Coppa Italia. Davanti qualcuno perde dei punti, sappiamo che la Champions è lontana: dobbiamo spingere ancora tanto, se arriviamo bene agli ultimi due mesi con la mentalità giusta possiamo ambire a qualcosa d&#8217;importante</em> &#8211; chiude il mugnanese -. <em>Qualcosa in più di quanto stiamo facendo oggi, onestamente, sarebbe stato chiedere quasi l&#8217;impossibile. Di base voglio vincerle tutte, ma so che non può essere così. In campionato siamo lì, abbiamo riaperto tutto. C&#8217;è grande entusiasmo, il rammarico è aver perso dei punti in casa del Sassuolo. L&#8217;obiettivo è cercare di entrare in Europa. Sono felice di non aver preso gol, ultimamente ne avevamo preso qualcuno di troppo. Avevo timore della partita prima della sosta, vemivamo dalla trasferta in Champions con energie fisiche e mentali spese. Noi potevamo temere una squadra che ci aspetta e riparte in transizione&#8221;</em>.</p>
<p>Ancora, sulla semifinale palyoff di giovedì 26 marzo proprio a Bergamo con l&#8217;Irlanda del Nord: <em>&#8220;Dobbiamo essere più positivi verso noi stessi, nelle difficoltà ci si stringe forte e bisogna trasmettere energia positiva. Alla Nazionale si dà sostegno, se si vuole andare tutti quanti ai Mondiali, compresi quelli che tifano da casa. Credo che i bergamaschi la sosterranno con grande affetto e grande grinta. Io lo farò dallo stadio&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Potevamo evitare i rischi e qualche brivido, soprattutto nel finale di gara. Le partite in serie A non sono mai facili: prova ne sia che il Verona, anche se è ultimo in classifica, non è andato lontano dal pareggiare dopo aver cercato di segnarci in tutti i modo. Forse abbiamo pagato la stanchezza di mercoledì a Monaco di Baviera, ma sono settimane e settimane che avevamo una partita di Champions o Coppa Italia a metà settimana&#8221; (<strong>Giorgio Scalvini</strong> a DAZN).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DWL3QhqDG6I/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
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<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DWL3QhqDG6I/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Marten de Roon (@martenderoon15)</a></p>
</div>
</blockquote>
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		<title>Zappacosta da 3 punti, ma che fatica per l&#8217;Atalanta col Verona nella festa di De Roon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 16:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[1-0]]></category>
		<category><![CDATA[436 presenze]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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					<description><![CDATA[30a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 marzo (ore 15) Atalanta &#8211; Hellas Verona 1-0 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/988d65e1-c84b-4bf9-b43e-7e8f5f59cd65.jpeg"><p>30a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 marzo (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Hellas Verona 1-0 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (31’ st Hien 6); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6 (43’ st Samardzic sv), Ederson 6,5 (18’ st Pasalic 6), Bernasconi 6; De Ketelaere 6,5 (31’ st Musah 6), Zalewski 6 (18’ st Raspadori 5,5); Krstovic 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 6.<br />
<strong>HELLAS VERONA (3-5-2):</strong> Montipò (cap.) 6; Nelsson 6, Edmundsson 6,5, Valentini 6,5; Belghali 6,5, J.-D. Akpa Akpro 6,5 (40’ st Bernede sv), Gagliardini 6 (21’ st Al-Musrati 6,5), Harroui 5,5 (21’ st Suslov 6,5), Frese 5,5 (1’ st Oyegoke 6); Bowie 5,5 (33’ st Sarr 6), Orban 5,5. A disp.: 34 Perilli, 94 Toniolo; 19 Slotsager, 70 Fallou, 14 Lirola, 36 Niasse, 25 Mosquera, 41 Isaac. All.: Paolo Sammarco 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Ayroldi di Molfetta 7 (Bercigli di Firenze, Fontani di Siena; IV Crezzini di Siena. V.A.R. Maggioni di Lecco, A.V.A.R. La Penna di Roma 1).<br />
<strong>RETE:</strong> 37’ pt Zappacosta (A).<br />
<strong>Note:</strong> premiato Isak Hien per le cento presenze atalantine raggiunte con l’Udinese (ora sono 103-4). Presenza numero 436 per Marten de Roon, che scavalca Gianpaolo Bellini come recordman societario. Pomeriggio coperto, uggioso e tardo invernale, spettatori 22.087 per un incasso di 480.975,46 euro. Ammoniti Edmundsson, Valentini, Gagliardini e Hien per gioco scorretto. Tiri totali 13-10, nello specchio 3-2, parati 1-2, respinti/deviati 4-4, legni 1-0. Corner 2-4, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Nel giorno della presenza-record numero 436 di <strong>Marten de Roon</strong>, contro il fanalino di coda Hellas <strong>Verona</strong>, pericolosissimo nella ripresa specie con l’omonimo del premier ungherese, l’Atalanta viaggia su un tappeto di spine nonostante il ricamo di Davide <strong>Zappacosta</strong> nel finale di primo tempo e incamera il bottino per non perdere il contatto con la zona coppe. Cinquantesimo punto: dopo la sosta, Lecce il 6 aprile, Juventus l’11, Roma il 18 all’Olimpico e il 22 la semifinale di ritorno casalinga di Coppa Italia con la Lazio.</p>
<p>Il festeggiato speciale si allarga sovrapponendosi a De Ketelaere al 3’ telefonando in bocca a Montipò, Krstovic invece apre troppo il sinistro apertogli da Kolasinac e Zalewski al settebello. Alla sporca dozzina Orban mastica parecchio dalla lunga il piatto apparecchiatogli dall’ex Gagliardini: palla dritta e a lato. A cavallo del quarto d’ora, Krstovic incorna il cross da destra di Zappacosta sullo schema del capitano e quindi prolunga per Zappacosta l’appoggio di testa da metà campo del fiammingo: Zalewski taglia bene con effetto velo, ma di fatto è Frese che prolunga la traiettoria per Ederson, stoppato in angolo da Akpa Akpro davanti al secondo palo. Al 24’ Djimsiti stoppa Orban nella combinazione con da Bowie dopo un tiro alto di seconda di Scalvini; un paio di lancette prima, provvidenziale diagonale di Valentini a spezzare l’asse tra il polacco e il montenegrino. A nove dalla pausa, l’acuto decisivo, quando CDK smista per Nikola che a sua a volta la offre per lo sposta &#038; tira di sinistro in caduta di Scalvini ed Edmundsson respinge stavolta a tiro del sinistro di Zappacosta, lesto a rientrare dallo spigolo destro, aperto nell’angolino lontano.</p>
<p>Un tris cronometrico più tardi, il conato di Akpa-Akpro ottiene solo di pareggiare a quota due il conto dei tiri dalla bandierina. Al rientro dal tunnel, occhio all’ex Hibernian che riceve dal fondo da Belghali, virato a mancina dall’ingresso di Oyegoke, trovando però sulla sua strada un muro chiamato Sead. Sempre lo scozzese si ritrova davanti a Carnesecchi sbucciando clamorosamente la palla a rientrare ancora di Belghali con balzo del riminese in corner. Siamo al quarto minuto. Al pari fallito fa riscontro, all’undicesimo, l’errore di mira di Krstovic che supera l’ultimo ostacolo il pallonetto sul lancio di Charlesone scheggiando la traversa alta. </p>
<p>All’ora di gioco break di Zappacosta che la ritenta, nell’uno contro uno con l’algerino, ma chiude in eccesso sul primo palo. Succede poco, ma con giropalla insistito ospite, e al 27’ la new entry Al-Musrati per fortuna stiracchia soltanto il destro scaricatogli da Bowie su imbeccata di di Belghali. Il britannico lo rifà di testa, all’indietro, dall’altro lato, prolungando verso Orban il traversone di Oyegoke: un altro 1-1 gettato alle ortiche. Idem all’ottantesimo, quando sull’asse Suslove-Sarr-Belghali con l’ennesimo scarichino è nuovamente il nigeriano a mancare il bersaglio, complice la grande risposta di Carnesecchi che gliela intercetta a mezz’altezza alla propria sinistra. Al 1’ di recupero, Hien ci mette la gambona su Belghali trovato da Orban. Alla fine, la grande festa di Martino, &#8220;grinta, leadership e senso di appartenenza&#8221;, cogli striscioni della Curva Nord e della Sud a campeggiare: Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità / 436 volte grazie Marten! e<br />
Prima uomini, poi campioni con il disegno dell&#8217;olandese in mezzo. Consegnata la maglia celebrativa, alla presenza di Paolo Sarnech, alias Gianpaolo Bellini, il Bello, &#8220;la vera bandiera perché lui ha passato tutta la vita con questa maglia&#8221;. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Allianz Arena &#8211; &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi, perché il Bayern fa un altro sport&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 23:10:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6f071b8c-b3da-463a-911c-923373c2fec6.jpeg"><p>Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <strong>&#8220;Il <strong>Bayern Monaco</strong> gioca proprio un altro sport. Noi siamo l&#8217;unica italiana arrivata agli ottavi di finale e ne andiamo orgogliosi&#8221;</strong>, scuote la testa, senza abbassarla, <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Sky Sport</strong></em>. Ad <em><strong>Amazon Prime</strong></em>, invece, ha chiamato in causa le scelte tattiche in primis: <em>&#8220;Non cambierei niente, se potessi rigiocare queste due partite. Bisogna accettare la supremazia dell&#8217;avversario con molta umiltà. Abbiamo solo cercato di non snaturarci&#8221;</em>. E <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, gli fa eco: <em>&#8220;Non potevano misurarci col Bayern, è la squadra più forte del mondo&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I migliori in campo in questo turno di Champions League sono stati i <strong>tifosi</strong>. Adesso abbiamo campionato e Coppa Italia. Il mio record di 435 presenze in nerazzurro eguagliando <strong>Gianpaolo Bellini</strong>? Un grande onore per me rappresentare Bergamo in Europa, voglio continuare a farlo perché non intendo ancora smettere per fare l&#8217;allenatore. Il Bayern ci ha insegnato, come calcio italiano, movimenti e velocità: da noi siamo ancora statici e tattici quando affrontiamo le competizioni Uefa. Senza Musiala, Olise e Kimmich loro sono lo stesso i più forti. Da uno come Kane possiamo imparare tutto, anche l&#8217;umiltà&#8221; (<strong>Marten de Roon</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Non è bastata <strong>l&#8217;Atalanta</strong> nemmeno oggi contro una squadra molto forte. Abbiamo dato tutto sia all&#8217;andata che al ritorno, ma anche stasera hanno giocato una partita incredibile. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, negli ultimi metri invece potevamo fare scelte migliori. Contro di loro, quando hai la palla, devi fare molto bene. C&#8217;eravamo detti di voler difendere bene, ripartire e andare a far gol. Dal rigore in poi è stato difficile, anche perché quando il Bayern ha la palla la tiene sempre. I tifosi anche in casa avevano fatto una bolgia applaudendo nonostante la sconfitta per 6-1. Grazie mille a loro anche oggi, sono stati incredibili. Siamo una squadra forte che deve guardare avanti. In campionato, se vediamo cosa succede alle altre, possiamo recuperare. E c&#8217;è la Coppa Italia. L&#8217;Allianz Arena è uno degli stadi migliori del mondo ed è bellissimo per l&#8217;atmosfera&#8221; (<strong>Lazar Samardzic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Adesso ci concentriamo sul campionato e abbiamo anche la Coppa Italia. Il calcio italiano? Andrà meglio la prossima stagione, ma la riflessione si può fare stagione per stagione. Questa in Europa, o meglio in Champions, non è andata benissimo. Forse è anche questione di periodi.<br />
Sapevamo che era un&#8217;impresa quasi impossibile. In Champions League abbiamo comunque battuto squadre molto forti come il Chelsea e il Borussia Dortmund, ci portiamo a casa un grande percorso alzando il livello tecnico e fisico.<br />
Avevo chiesto alla squadra di andare orgogliosamente sotto il settore ospiti per ringraziare i nostri tifosi che ci avevano applaudito anche all&#8217;andata nonostante il 6-1 in casa. Sono contento se siamo riusciti a dar loro qualcosa.<br />
Abbiamo dato minutaggio a Ederson, De Ketelaere e stasera anche Raspadori. Abbiamo dato spazio a chi gioca meno come Bellanova e Samardzic, dai quali come da altri ho avuto risposte positive.<br />
Prendere tanti gol in queste due partite non ci ha fatto piacere, è il lato negativo degli ottavi di finale. Stasera e all&#8217;andata abbiamo capito che il livello del Bayern è più alto. Ne prendiamo atto, siamo inferiori sulla carta e lo siamo stati sul campo. In queste partite si capiscono i propri limiti: comunque siamo orgogliosi di essere stati l&#8217;unica italiana agli ottavi di finale di Champions&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</div>
</div>
</div>
</div>
</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Il migliore? Chi preferite tra Zappacosta e Pasalic?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:36:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[playoff di ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è Davide Zappacosta premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e Mario Pasalic che dopo aver fatto illudere della qualificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/57b29757-aea6-475e-a0e4-94c8633035e2.jpeg"><p>C&#8217;è <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e <strong>Mario Pasalic</strong> che dopo aver fatto illudere della qualificazione precoce agli ottavi alzando la testa intercetta la palla in uscita di Kobel, un mancato rinvio dalla trequarti a difesa tagliata fuori, per il crossetto del fattaccio rivisto al Var. <strong>Nikola Krstovic</strong> ci rimette la testa, fasciata da un turbante, <strong>Lazar Samardzic</strong> si prende la gloria.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: fa il suo per difendere il minimo vantaggio da Brandt e da Guirassy il massimo raggiunto una prima volta.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: Beier è un cliente difficile ma vale anche il contrario, tant&#8217;è vero che il palo lo prende dalla parte di Kolasinac. Un leone quando sale a sostegno (32’ st <strong>Djimsiti</strong> 7: propizia il primo matchball sprecato da Samardzic).<br />
<strong>Hien</strong> 8: esce palla al piede che nemmeno Franco Baresi, senza fissarsi su Guirassy a onta dell&#8217;abitudine inveterata al duello col centravanti nemico. E nel finale, nel momento più difficile, presidia l&#8217;area come fosse l&#8217;ultimo compito della sua vita.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 7,5 (27’ st <strong>Ahanor</strong> 6: non acciuffa una sola volta Adeyemi e a quest&#8217;ultimo basta per sognare i supplementari).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 8: premiato dall&#8217;UEFA come mvp, regala due fasi pressoché prefette mettendoci a metà del guado il guizzo delle certezza quantomeno di poterci provare.<br />
<strong>De Roon</strong> 8: recupera una marea di palloni, oppure vi si avventa. Assist al contagiri per il tris di Pasalic, ma fa tutto bene, compreso un recupero nel finale più da thrilling di sempre della storia societaria.<br />
<strong>Pasalic</strong> 8: la mette ancora. A quota 66 in 328 allacciate di scarpe, è il quarto più presente e il quarto marcatore di sempre del club che l&#8217;ha adottato. Più lampi di genio e di lucidità che guizzi, ma alla fine recupera la palla decisiva. Da mediano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 8: l&#8217;intensità di questo ragazzo, che prima di assaggiare con abbondanza il paradiso del pallone aveva fatto solo la serie C e qualche amichevole estiva, è davvero di un altro mondo. Il primo tempo è da nove senza discussioni. Poi segna un po&#8217; il passo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 7: dalle imprecazioni alla gioia in tredici giri di lancetta, da titolare deve dimostrare forse troppo per fare sempre la scelta più razionale. Non occupa l&#8217;area come col Napoli, ma non ci gira lontanissimo. Un diesel che esce alla distanza e la fa da match winner per la seconda volte in tre giorni.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: meritava almeno un gol sulle tre occasioni nel primo tempo, ma di più gioca di squadra accompagnando le sovrapposizioni o aprendo le ripartenze (40’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: fa il suo tenendo sul chi vive una difesa molto malfunzionante per un buon terzo).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: la botta e via, ma non essendo un centravanti d&#8217;area tiene alta la palla e la squadra concedendo uno scarico perfetto per frazione (27’ st <strong>Krstovic</strong> 7: un destro alto, un liscio senza saltare e il rigore procurato rischiando la commozione cerebrale sul colpo dello scorpione di Bensebaini).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 8: alla luce dei fatti non sbaglia le scelte, anche se a voler fare i preziosi Kolasinac non avrebbe mai fatto passare Adeyemi.<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Voci dal Westfalenstadion &#8211; Palladino: &#8220;Errori sui gol, ma ci crediamo lo stesso&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 23:32:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità dalla pancia del Westfalenstadion: &#8220;La nostra bravura deve essere di archiviare subito la partita, perché la sfida [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Le grandi verità dalla pancia del Westfalenstadion: <em>&#8220;La nostra bravura deve essere di archiviare subito la partita, perché la sfida col <strong>Napoli</strong> è fondamentale e bisogna buttarcisi subito. Vanno recuperare le energie fisiche e mentali per affrontare la partita di domenica alla grande. Il campionato è troppo importante&#8221;</em>. Parola di <strong>Raffaele Palladino</strong>, che chiude così: <em>&#8220;Se il <strong>Borussia Dortmund</strong> si dimostrerà migliore di noi anche al ritorno, stringeremo loro la mano&#8221;</em>.</p>
<p>A <em><strong>Sky Sport</strong></em>, due giocatori che minimizzano, più che fare autocritica, consapevoli che il Muro Giallo era invalicabile o quasi. <em>&#8220;Abbiamo avuto forse due occasioni anche nel primo tempo, è un peccato aver preso il secondo gol nel finale. Ma dobbiamo crederci sempre e comunque. Nei primi dieci minuti ci hanno schiacciato, anche io sono andato in difficoltà con Nmecha</em>&nbsp;&#8211; il commento di <strong>Marten de Roon</strong> -. <em>La ripresa ci dà la fiducia di poter fare loro del male, ma è vero che attaccano gli spazi molto velocemente. All&#8217;intervallo abbiamo chiuso la porta degli spogliatoi dicendoci che siamo forti. Non siamo stati brillanti, ma siamo stati bravi almeno a non prendere il terzo gol. Rispetto a otto anni fa, è cambiato tanto. Innanzitutto che stavolta il confronto era in Champions, quindi il livello s&#8217;è alzato. Ho visto un Borussia Dortmund molto forte che ci ha fatto male nel primo tempo, molto fisico. Dobbiamo dare qualcosa di più al ritorno, ma possiamo farcela&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Prendere gol dopo 3 minuti ha indirizzato la gara, abbiamo avuto buone occasioni senza sfruttarli. Non dovevamo prendere il secondo gol nel finale del primo tempo. Siamo consapevoli dei nostri mezzi: sappiamo come far male, ce la giochiamo al ritorno, ma dobbiamo saper approfittare dei loro punti deboli</em> &#8211; gli fa eco <strong>Nicola Zalewski</strong> -. <em>La prestazione tutto sommato è stata buona. Senza De Ketelaere e Raspadori, giocatori fondamentali, facciamo un po&#8217; di fatica a chiudere l&#8217;azione. Qualificazione già in pugno prima delle sconfitte con Bilbao e Union Saint-Gilloise? Questo è il calcio. Siamo una squadra forte che se la giocherà fino all&#8217;ultimo in tutte le competizioni&#8221;</em>.</p>
<p>La chiosa dallo spogliatoio di <strong>Isak Hien</strong> a <em><strong>Bergamo Tv</strong></em> rappresenta il punto di vista della difesa, sicuramente registrata a dovere dal suo subentro a Berat Djimsiti (ammonito, più che colpevole): <em>&#8220;Loro hanno giocato molto bene, velocemente e con tanta qualità mettendoci subito in difficoltà. Però manca il ritorno e abbiamo tanta fiducia. <strong>Dortmund</strong> è un ambiente duro, ma non ha inciso sulla partita. Nella ripresa abbiamo fatto un po&#8217; meglio e credo nel passaggio del turno.</em><br />
<em>Difficile giocare contro attaccanti che possono fare tutto, dare e prendere la palla in profondità. Il secondo tempo rappresenta tutto ciò che abbiamo fatto in stagione ed è il punto di partenza per mercoledì prossimo&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Lasciamo stare chi manca, gli infortunati sono infortunati. Soffermiamoci su chi c&#8217;è stato stasera. E&#8217; un peccato essere partiti già dall&#8217;uno a zero. Ma abbiamo ancora il secondo tempo a casa nostra, la squadra ci crede&#8221;</em>. Ancora Palladino non vuole alibi tra il dopogara a Sky Sport e la conferenza stampa &#8220;press&#8221; dai recessi del Signal Iduna Park.&nbsp; <em>&#8220;Abbiamo subito il primo gol su un attacco alla profondità concedendo poi il cross laterale sul due a zero. Nel primo tempo non siamo stati bravi e ordinati, nella ripresa abbiamo trovato più linee di passaggio e abbiamo giocato meglio tecnicamente&#8221;</em>, sottolinea il tecnico nerazzurro. <em>&#8220;Avevo la sensazione che potessimo fare di più in fase offensiva, ma c&#8217;è mancato qualcosa negli ultimi metri, nell&#8217;ultimo passaggio</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>Nel primo tempo eravamo lenti nella manovra, dovevamo essere bravi ad alternare le giocate tra il gioco dentro e quello fuori, dovevamo attirare meglio la pressione. Ma se il Borussia è a sei punti dal Bayern in Germania significa che è forte: nel primo tempo è stato cinico, due gol con due tiri in porta&#8221;</em>.</p>
<p>La mancata stretta di mano con Niko Kovac, allenatore dei gialloneri di Vestfalia, è sembrato un gesto inedito per un gentleman come il napoletano: <em>&#8220;La panchina di casa protestava sempre per ogni cosa e a me non piace come atteggiamento. A Kovac ho detto che bisogna lasciare più tranquilli gli arbitri&#8221;</em>. La conclusione lascia spazio all&#8217;ottimismo in vista del ritorno: <em>&#8220;Dobbiamo avere coraggio. Sono partite che servono per misurare la nostra forza: non sarà facile rimontare, ma io ci credo e i ragazzi ci credono, sarà una bolgia anche a casa nostra&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;<strong>Scamacca</strong> può fare di più, lo sa, ne è consapevole. Spero riesca a dare quello che la sua qualità può darci. In una partita di duelli fisici sa che fa fatica e deve lavorarci su&#8221;</em>, il giudizio sulla prestazione del centravanti romano, al rientro dopo due partite in panchina tra Cremonese e Lazio per un fastidio all&#8217;anca destra nel riscaldamento coi grigiorossi. <em>&#8220;La partita non s&#8217;è messa sul binario che volevamo. Loro sono stati cinici, cattivi e bravi a sfruttare le poche cose che abbiamo concesse. Sui gol non abbiamo marcato in area e lateralmente con l&#8217;infilata del due a zero. Noi marchiamo a uomo e non siamo stati bravi e puntuali a farlo</em> &#8211; ha rimarcato Palladino -. <em>Non mi attacco alle assenze di De Ketelaere e Raspadori, che sappiamo quanto possano essere fondamentali nell&#8217;ultimo passaggio, nella costruzione del gioco, nel primo pressing e nella finalizzazione. Penso ai sostituti, agli altri, da Zalewski a Sulemana passando per Samardzic e Pasalic. Serve il meglio da tutti se vogliamo passare il turno&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
<p><strong>IL PREPARTITA: &#8220;INACIO SCIPPATO&#8221;</strong> &#8211; Burrascoso prepartita a <strong>Dortmund</strong>, e non solo per l&#8217;assurdo ritardo del Borussia nel raggiungere lo stadio di casa. <strong>Luca Percassi</strong>, amministratore delegato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, ha tirato le orecchie al club ospitante, <em>&#8220;quotato in borsa e colpevole di essersela presa con una realtà piccola anche se degna di rispetto come la nostra&#8221;</em>, per il trattamento del trasferimento di <strong>Samuele Inacio</strong> nell&#8217;estate del 2024 dal vivaio nerazzurro. <em>&#8220;Hanno agito scorrettamente, ci sono tempistiche precise in cui intervenire e loro le hanno anticipate. Non me la prendo con la famiglia né col ragazzo, ma con una società importante a livello internazionale che s&#8217;è sempre rifiutata di sedersi al tavolo per discutere con noi della questione. La Federcalcio, dopo il caso di due-tre giocatori andati in Germania, anche al Bayern Monaco, all&#8217;epoca era anche intervenuta per evitare ulteriori abusi. Io in ogni caso ho incontrato sia l&#8217;amministratore delegato che il direttore sportivo del Borussia. Vediamo se hanno intenzione si sedersi e affrontare questa cosa: un società con grandi ricavi non può comportarsi così&#8221;.</em></p>
<p>Momento fair-play saltato, dunque: <em>&#8220;Non siamo andati al pranzo prepartita dell&#8217;UEFA, un mezzo per conoscersi e approfondire le relazioni, per un grave mancanza di rispetto per la nostra società e la nostra squadra. C&#8217;è il caso di un tesserato del nostro settore giovanile, figlio di un giocatore portato all&#8217;Atalanta dalla nostra prima presidenza</em> (Inacio Pià, NdR), <em>ed è grave che da parte del Borussia non ci sia stata ancora la volontà di parlare di una vertenza che abbiamo portato in FIFA&#8221;</em>. <em>&#8220;Da un punto di vista morale lascio giudicare a ciascuno, ma è una ferita aperta. Legalmente abbiamo ragione noi. Siamo affezionati ai ragazzi che cresciamo, Inacio è dall&#8217;età di 7-8 anni che era nel nostro settore giovanile. Noi un 2008 come Honest Ahanor l&#8217;abbiamo trattato a un tavolo col Genoa soddisfacendone le richieste com&#8217;era giusto che fosse. L&#8217;abbiamo pagato per quello che doveva essere pagato&#8221;</em>. Una polemica che non ha comunque nascosto la soddisfazione per un&#8217;ulteriore pagina di storia da sfogliare: <em>&#8220;E&#8217; una bellissima sensazione tornare qui dopo otto anni, uno stadio fantastico con un grande pubblico. E&#8217; difficile seguirci sempre, ringraziamo chi è qui a sostenerci, ma da casa c&#8217;è tutto il popolo bergamasco che ci segue ed è come se ci fossero&#8221;</em>.&nbsp;</p>
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		<title>Errori di Kossounou e De Roon, l&#8217;Atalanta a Dortmund compromette la qualificazione in un tempo solo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 22:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Odilon Kossounou]]></category>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 1 (andata) playoff/knockout round &#8211; Dortmund, Westfalenstadion/Signal Iduna Park &#8211; martedì 17 febbraio Borussia Dortmund &#8211; Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/d5927fb2-8777-41ae-8245-7e66a224b91f.jpeg"><p>Champions League, gara 1 (andata) playoff/knockout round &#8211; Dortmund, Westfalenstadion/Signal Iduna Park &#8211; martedì 17 febbraio<br />
<strong>Borussia Dortmund &#8211; Atalanta 2-0 (2-0)</strong><br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 6; Reggiani 6, Anton 6,5, Bensebaini 6,5; Ryerson 7, Jobe Bellingham 6,5, Nmecha 7,5 (38’ st Sabitzer sv), Svensson 6,5; Brandt (cap.) 6,5 (25’ st Chukwuemeka 6), Beier 7 (25’ st Adeyemi 6); Guirassy 7,5 (38’ st Fabio Silva sv). A disp.: 31 Orstrzinski, 33 Meyer; 47 Benkara, 42 Kabar, 2 Yan Couto, 6 Ozcan, 45 Krevsun, 40 Inacio. All.: Niko Kovac 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6, Kossounou 5, Djimsiti 5,5 (1’ st Hien 6,5), Kolasinac 6; Zappacosta 6 (27’ st Bellanova 6), De Roon (cap.) 5 (18’ st K. Sulemana 5,5), Ederson 6, Bernasconi 6; Pasalic 6, Zalewski 6 (37’ st Samardzic 6); Scamacca 5 (1’ st Krstovic 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 42 Scalvini, 69 Ahanor, 5 Bakker, 6 Musah, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Gözübüyük 6 (Paesi Bassi &#8211; Inia-Honig, IV Manschot. V.A.R. Van Boekel, A.V.A.R Van Driessche &#8211; Belgio).<br />
<strong>RETI:</strong> 3’ pt Guirassy (B), 42’ pt Beier (B).<br />
<strong>Note:</strong> serata rigida e umida, spettatori 77 mila circa di cui 1.442 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Reggiani, Kossounou, Scamacca e Anton per gioco scorretto, Djimsiti per proteste. Tiri totali 9-6, nello specchio 2-3, parati -3, respinti/deviati 3-2. Corner 3-2, recupero 2’ e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Dortmund</strong> &#8211; Ryerson la offre subito alla fronte di <strong>Guirassy</strong> dopo una manovra sola, ma avvolgente, da un lato all’altro, col rompighiaccio poi a mandare in porta <strong>Beier</strong> nel finale di un primo tempo senza che <strong>l’Atalanta</strong> si raccapezzi di fronte a un <strong>Borussia Dortmund</strong> in ritardo di 15’ nel suo stesso stadio e boicottata nel pranzo UEFA per lo scippo due estati fa di Samuele Inacio (Pià). L’andata dei playoff di Champions League non lascia presagire nulla di buono in vista del ritorno di mercoledì 25 a Bergamo, in cui mancheranno ancora sia <strong>De Ketelaere</strong> che Raspadori. Iniziare senza punte al netto del centravanti non ha pagato.</p>
<p>Pronti via, bergamaschi contratti con <strong>Kossounou</strong>, preferito a Scalvini, letteralmente sovrastato sulla zuccata che sblocca lo score. Scollinato il quarto d’ora, senza che i Palladino-boys ci capiscano granché, Beier manca la mira e il girello sull’onda lunghissima di uno schema da lungi di Bensebaini. A un tiretto dal ventesimo, tutto bene in verticale fino alla punizione guadagnata da Zalewski per la carica dell’ammonito Reggiani, ma la battuta di Bernasconi è soltanto spizzata da Pasalic in un gioco aereo imperfetto. Oltre, è Svensson ad anticipare in scivolata Scamacca sulla palla dal fondo del nazionale polacco diretta però a Pasalic. A ventuno dalla pausa l’intercetto in uscita di Kolasinac finisce ancora al solito noto, col centravanti romano ancora in ritardo. Un giretto e mezzo oltre la mezzora, con la De abbastanza in controllo, Nmecha, dirimpettaio di un De Roon che non lo piglia manco per scherzo, svaria a sinistra appoggiando per il destro di Svensson respinto da Kossounou. Alla fin fine le conclusioni in porta, a pericolosità variabile, si pareggiano a una dozzina scarsa dal tè caldo, se è vero che Ederson riesce ad arrampicarsi sulla scodellata di Zappacosta chiamando il portiere di casa alla presa alta sotto l’incrocio di competenza.</p>
<p>Al quarantesimo, la fotografia del nervosismo bergamasco, con Odilon a farsi ammonire nella diagonale ritardata sull’apripista e Djimsiti a imitarlo per il malvezzo di protestare: Anton stacca alto sulla punizione dalla destra di Ryerson, ma il castello difensivo rischiava di crollare. Lo fa su azione quando Guirassy, appoggiato da Nmecha nella sua metà campo, corre a sinistra lasciando l’ex Bayer sul posto per pescare facilmente il taglio di Beier sottoporta.<br />
In avvio di ripresa, dentro Hien per Djimsiti e Krstovic per Scamacca, ma il primo squillo è ancora del franco-guineano terminale locale, che contrastato da Kossounou si butta platealmente a terra nella verticale di Brandt . Al 3’ il montenegrino si gira mettendo in trappola-ammonizione Anton e a cronometro triplicato una sua riaggressione sforna un radente dai venti metri o più preda del tuffetto di Kobel. Nemmeno due lancette e Anton sulla palla dentro di Zappacosta lo sbraccia per le terre senza che l’arbitro si degni di intervenire.</p>
<p>All’ora di gioco si ridesta il Muro Giallo, fin lì impegnato nella placida gestione delle operazioni, risvegliando anche quello Nerazzurro, nella fattispecie Ederson che ferma il fratellino del madridista Bellingham su filtrante basso di Brandt, il regista effettivo, il CDK dei prussiani della Vestfalia. Se Pasalic è sfortunato nel rimpallo con Bensebaini, Palladino mette Kamaldeen per De Roon arretrando in mediana proprio il croato. Rischia Carnesecchi al 22&#8242; respingendo l&#8217;angolo da sinistra di Ryerson sui piedi di Brandt che alza dall&#8217;area il possibile 3-0. Krstovic viene murato da Ryerson lungo il gioco tra quinti seguito al secondo corner a favore (23’), stessa sorte per Zalewski con Reggiani sulla palla dentro lo spigolo sinistro di Ederson. Bellingham simula senza prendersi il cartellino (33’) sul contropiede regalato dal polacco ad Adeyemi. Samardzic trova il tiro dalla distanza al 43’, ma a Kobel non servono nemmeno due tempi. Qualificazione agli ottavi compromessa. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Palladino e De Roon alla vigilia di Dortmund: &#8220;Giochiamocela e mettiamo in difficoltà il Borussia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 19:33:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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					<description><![CDATA[Le parole più sentite e significative della vigilia dell&#8217;Atalanta a Dortmund, dove martedì sera si gioca l&#8217;andata dei playoff di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/791c2229-889d-4322-b2ec-70707da797df.jpeg"><p>Le parole più sentite e significative della vigilia dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Dortmund</strong>, dove martedì sera si gioca l&#8217;andata dei playoff di <strong>Champions League</strong>, le sottolinea <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, a 9 presenze dal record societario di 435 detenuto da Gianpaolo Bellini. <em>&#8220;Otto anni fa, nei <strong>sedicesimi di Europa League</strong>, perdemmo 3-2 ma fu una festa, visto che portammo qui mezza Bergamo</em> (più di cinquemila nel settore ospiti, stavolta 1.442, NdR). <em>Giocavo in mezzo con Freuler, con cui ho tuttora un legame speciale, ma ho vinto e conquistato grandi traguardi anche con Ederson. A ripensare allo stesso trofeo vinto due anni fa mi viene la pelle d&#8217;oca. Nel frattempo la squadra ha alzato molto il livello, ci sono giocatori esperti in campo internazionale e non alle prime armi come allora. Mi viene la pelle d&#8217;oca anche a ripensare al mio percorso personale, cinque edizioni della Champions, un europeo e un mondiale con l&#8217;Olanda. Il Marten di otto anni fa direbbe a quello di oggi: goditi questi momenti e giocatela&#8221;</em>.</p>
<p>Lo stesso refrain, più o meno, del suo allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Uefa.com</strong></em>: <em>&#8220;Questo è uno sport e un lavoro che ti regala emozioni incredibili. Sono carico di adrenalina da due giorni mentre preparo questa partita. Anche i ragazzi non vedono l’ora di scendere in campo. Sono molto felice e carico per domani; dobbiamo tutti godercela&#8221;</em>. C&#8217;è anche il tecnico in versione più composta, ma al contempo più tassonomica, da conferenza stampa: <em>&#8220;Dobbiamo scendere in campo leggeri e sfrontati, con fame e personalità. Ho visto i ragazzi attenti al piano gara. Non ci sono <strong>De Ketelaere</strong> e Raspadori, ma <strong>Scamacca</strong> è pienamente recuperato. Lui e <strong>Krstovic</strong> dall&#8217;inizio non è una soluzione allo stato attuale, perché siamo costruiti per giocare coi trequartisti e non voglio togliere loro spazio, da Samardzic a Sulemana passando per Pasalic e anche Zalewski. Ho anche aggregato Dominic Vavassori, che è molto interessante, dall&#8217;Under 23. Giochiamo contro una squadra dalle grandi individualità, in salute, molto verticale, in grado di giocare in profondità e di attaccare dentro. Un avversario che segna tanti gol ed è secondo in Bundesliga a due vittorie dal Bayern&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Gli <strong>ottavi di finale</strong> sono un sogno da inseguire con tutte le nostre armi. Sono sicuro che metteremo il Borussia in difficoltà&#8221;</em>, le certezze dell&#8217;allenatore atalantino. <strong>Kolasinac</strong> riprende ad Ahanor il posto sul centrosinistra della difesa con Scalvini e Djimsiti, mentre Zappacosta e Bernasconi sono confermati a tutta fascia. Più delle scelte sui singoli o sulla tattica, <em>&#8220;potremmo giocare con un solo trequartista o con due trequartisti dietro una punta centrale&#8221;</em>, il tecnico subentrato a novembre a Ivan Juric punta sul carattere e l&#8217;aspetto mentale: <em>&#8220;Nell&#8217;anno nuovo siamo stati bravi a spingere sull&#8217;acceleratore dopo la sconfitta con l&#8217;Inter. Abbiamo acquisto consapevolezza e autostima, anche se in Champions abbiamo perso col Bilbao per un blackout di dieci minuti nonostante una buona prestazione e nel passo falso con l&#8217;Union Saint-Gilloise</em> &#8211; spiega Palladino -. <em>Tra il giocare bene o male c&#8217;è una linea sottile. Stiamo segnando tanto subendo pochi gol. L&#8217;importante è difendere e attaccare insieme. Oltre al risultato&#8221;</em>.</p>
<p>Parentesi piuttosto lunghette per i ricordi, dalla pancia del Westfalenstadion, denominazione autentica, da Champions, quindi non commerciale, del tempi del calcio della Vestfalia. <em>&#8220;Uno stadio e un ambiente infuocati. Ritrovo <strong>Robert Kovac</strong>, vice allenatore di Nico, con cui condivisi vent&#8217;anni fa lo spogliatoio della Juventus. Adesso sono innamorato del lavoro di allenatore e ci tengo che la mia squadra faccia bene, che sia compatta, che se la giochi con carattere. La gratificazione più bella è l&#8217;Atalanta in ripresa, coesa, compatta, che sta bene. L&#8217;unico problema è aver avuto un solo giorno per preparare la partita: il Borussia ne ha avuti due&#8230;&#8221;</em>, afferma l&#8217;uomo in panchina.</p>
<p>Prima del precedente europeo, le contendenti del 17 febbraio si sono incontrate due volte al Trofeo Bortolotti, nel triangolare con la Juventus della prima edizione con vittoria bergamasca di misura, quindi 5-3 ai rigori in gara unica il primo settembre 2001 con penalty decisivo di <strong>Inacio Pià</strong>, padre del 2008 <strong>Samuele Inacio</strong>, cresciuto nel vivaio nerazzurro e a Dortmund da due stagioni nelle giovanili. L&#8217;ultima volta senza punti in palio precede a sua volta la prima sfida ufficiale: l&#8217;amichevole estiva il primo agosto 2017 ad Altach in Austria, risolta dal gol Ilicic, che proprio al Signal Iduna Park nel 2018 segnò la doppietta prima della rimonta giallonera nel finale di Batshuayi con Schurrle apripista. Al ritorno, l&#8217;illusione di Toloi spenta da Schmelzer nel finale a mo&#8217; di cenere sulle dita.</p>
<p>C&#8217;è un capitano che indica la strada maestra: <em>&#8220;Con la Lazio siamo stati più compatti giocando di squadra e così stiamo prendendo meno gol </em>&#8211; sottolinea ancora De Roon -.<em> Il <strong>Borussia</strong> è fortissimo e fa tanti gol. Però ne subiscono non pochi. Dobbiamo fare la nostra partita giocando di squadra: compatti, intensi e consapevoli che è una partita che dura 180 minuti. In 20 col Bilbao abbiamo buttato la qualificazione diretta agli ottavi&#8221;</em>. Infine, circa un possibile erede designato:&nbsp;<em>&#8220;Scalvini ha grande talento, siamo contenti che sia tornato il vero Giorgio e che stia aiutando tanto la squadra. Lui è più difensore di me, ma Gasperini lo provava anche a centrocampo. L&#8217;importante è che dia continuità senza infortuni&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dal &#8220;Sinigaglia&#8221; &#8211; Palladino: &#8220;Ecco lo spirito nelle difficoltà&#8221;. I giocatori: &#8220;Un abbraccio a Honest, imparerà&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 19:03:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino ha un elogio collettivo da fare alla sua Atalanta, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/a42b4d84-6b6a-4cab-9a82-5c993798cd44.jpeg"><p>Raffaele <strong>Palladino</strong> ha un elogio collettivo da fare alla sua <strong>Atalanta</strong>, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a <strong>Como</strong> causa inferiorità numerica subitanea ma capace di salvare la ghirba: <em>&#8220;Stavolta abbiamo dimostrato di sapere giocare nelle difficoltà. Avrei preferito giocarmela 11 contro 11, ma è un gran risultato lo zero a zero contro chi palleggia così bene e ha individualità di spicco. Lo spirito visto oggi è il punto di partenza&#8221;</em>. </p>
<p>Il tecnico nerazzurro sa bene di quello che parla: <em>&#8220;I ragazzi si sono adeguati subito, ovviamente in dieci il piano gara era da buttare. Velocità, gamba, ripartenza, cambi: potevamo sfruttare meglio qualche contropiede</em> &#8211; prosegue -. <em>A volte mi arrabbio con Ederson, oggi ha giocato per due. Deve essere sempre così devastante. Sulemana è entrato benissimo, Bellanova ci ha aiutato a strappare, tutti hanno aiutato tutti in ogni fase. Una partita del genere ci serviva. Le qualità fisiche e tecniche sono notevoli, ma senza sacrificio non sono sufficienti. Oggi abbiamo giocato col cuore e il lunedì libero è il premio a questo atteggiamento&#8221;</em>.</p>
<p>La questione Honest è liquidata con eleganza: <em>&#8220;Quello che ho detto ad <strong>Ahanor</strong> resta tra noi, Ha 17 anni e da queste cose può prendere spunto per imparare e crescere. Rimane un potenziale campione che ha commesso una leggerezza, pienamente conscio di ciò che ha fatto. In spogliatoi è partito l&#8217;abbraccio e l&#8217;applauso colettivo&#8221;</em>. </p>
<p>Ancora, tra singoli e prospettive di classifica: <em>&#8220;<strong>Scalvini</strong> è stato sfortunato nell&#8217;episodio del rigore, ma ha disputato una prova monumentale. Da elogiare anche Krstovic quando è entrato, per De Roon, Djimsiti&#8230; tutti hanno fornito una prova di carattere e sacrificio eccezionale</em> &#8211; chiude Palladino -. <em>Il cammino continua, il campionato è aperto, vogliamo risalire in classifica ma prima vogliamo preparare bene la Coppa Italia di giovedì con la Juventus”</em>.</p>
<p><em>“Abbiamo parlato subito nello spogliatoio con Honest, l&#8217;abbiamo abbracciato e rincuorato</em> &#8211; conferma Davide <strong>Zappacosta</strong> -. <em>Abbiamo aggredito gli attaccanti del Como come ci ha chiesto il mister. Si poteva fare di meglio? Non saprei, c&#8217;è una partita ogni tre giorni ed esistono anche gli avversari. Magari dal punto di vista mentale ci sta essere un gradino sotto&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Marten de Roon</strong> ne ha per <strong>Marco Carnesecchi</strong>. <em>&#8220;Ci ha salvato per tutta la partita con grandi parate. Siamo felici come bambini, abbiamo dovuto correre contro una squadra che fa girare molto la palla. Un punto che ne vale tre, con quel rigore così nel finale, poi. Abbiamo dato tutto in campo&#8221;</em>.  Ma anche per una tiratina d&#8217;orecchi all&#8217;autore del misfatto dell&#8217;inferiorità numerica: <em>&#8220;Honest ha fatto un gesto stupido, perché non si deve mai reagire. Ora deve rialzare la testa&#8221;</em>. </p>
<p><em>“Questi momenti li sogni da bambino. Davanti a Nico Paz sul dischetto mi sono ricordato di un rigore tirato proprio alla mia destra ai tempi della Cremonese, che però non ero riuscito a prendere</em> &#8211; chiosa il portiere salva-zeroazero -. <em>Mi dispiace per Nico, un giocatore straordinario. Il premio al migliore in campo lo dedico a tutta la squadra che ha faticato tanto. Il rigore parato è veramente la ciliegina sulla torta&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Superato il contraccolpo di Champions&#8221;. Raspadori: &#8220;Amato da subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:46:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per Raffaele Palladino, allenatore di un&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/05d153e4-12c5-49b6-ada1-cbabffaf9eca.jpeg"><p>Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per <strong>Raffaele Palladino</strong>, allenatore di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> a forza quattro col <strong>Parma</strong>. <em>&#8220;La differenza è che stavolta nelle difficoltà c&#8217;è stata una reazione di squadra</em> &#8211; è la tesi dell&#8217;allenatore -. <em>Il grande passo avanti è stato arrivare bene a questa partita, i primi due giorni dopo la partita persa mercoledì sono stati difficili, quella sconfitta ci ha fatto male&#8221;</em>.</p>
<p>Il segreto, dunque, per il manico è una scopa sempre sul pezzo: <em>&#8220;Siamo stati dentro la partita dal primo minuto all&#8217;ultimo. Nei momenti di difficoltà abbiamo reagito di squadra, mentre in Champions il problema è stato quello</em> &#8211; spiega -. <em>Avevo chiesto di metterci lo spirito mancato a Pisa, anche per non stare lì a ridire che perdiamo punti con le piccole. Ho solo visto un po&#8217; di leggerezza a fine primo tempo, non voglio personalismi e supercifialità. Nel secondo tempo m&#8217;è piaciuta la mentalità di chi entrato, da Pasalic e Krstovic, abbiamo messa tanta qualità davanti per fare quattro gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa era una partita difficile per il contraccolpo psicologico di coppa, invece ho visto una squadra con grande voglia, aggressiva. Siamo maturati e cresciuti. Bisogna recuperare bene le energie, tra quattro giorni c&#8217;è un&#8217;altra partita di Champions League e può succedere di tutto, anche nelle scelte dei giocatori</em> &#8211; continua <strong>Palladino</strong> -. <em><strong>Carnesecchi</strong> sta facendo cose straordinarie, è diventato un leader in spogliatoio, è uno dei migliori portieri della serie A. M&#8217;è piaciuto Krstovic quand&#8217;è entrato, anche De Roon ed Ederson che ha alzato il livello, Scalvini che ha fatto tutta la partita, Raspadori&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è anche l&#8217;elogio alla diga olandese, a quota 23 palloni nel sacco come Stromberg, benché in 422 partite anziché 273: <em>&#8220;<strong>De Roon</strong> è il capitano e il cervello che vede gioco, dopo 5 minuti mi ha proposto un&#8217;uscita diversa di squadra e l&#8217;abbiamo fatta. Non so se farà l&#8217;allenatore, più gioca e più fa bene. Il nostro capitano ce lo teniamo&#8221;</em>. E sul super attacco? <em>&#8220;Non si cono musi lunghi per le scelte di formazione. Negli ultimi metri possiamo essere più cinici e più bravi nell&#8217;ultimo passaggio. Sono felice di avere l&#8217;imbarazzo della scelta&#8221;</em>.</p>
<p><strong>I giocatori: Raspadori, De Roon e Krstovic</strong><br />
<em>&#8220;Le sensazioni sono super positive, ho ritrovato un compagno e un amico come Scamacca. Sono stato accolto alla grande da tutti, ho ricevuto molto entusiasmo, provando il piacere di abbracciare anche i compagni nuovi. La prima da titolare in casa segnando in un a vittoria così importante? Difficile sognare di meglio&#8221;</em>. <strong>Giacomo Raspadori</strong> esulta per essere riuscito a metterla alla seconda presenza dopo il battesimo del fuoco atalantino alla Cetilar Arena: <em>&#8220;Questo tipo di approccio c&#8217;era stato chiesto dopo due partite in discontinuità. Non potevamo sbagliare, per ottenere prestazioni e risultati così è fondamentale. Mi fa piacere che la mia voglia si sia vista. La società mi ha dimostrato grande fiducia e il suo essere super ambiziosa aderisce al mio modo di essere. Mi hanno voluto bene da subito convincendomi che il progetto è quello giusto&#8221;</em>. Sul reparto, poche parole: <em>&#8220;C&#8217;è tanta qualità, ci sono tante soluzioni non solo nel reparto offensivo. Tra attaccanti abbiamo caratteristiche diverse ma proprio per questo complementari. Krstovic mi ha messo una palla solo da spingere in rete: è importante trovarsi in un gioco di squadra&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Era importante reagire. Sono felice per aver segnato ma di più per la squadra. La sconfitta con il Bilbao ci ha fatto soffrire</em> &#8211; aggiunge <strong>Marten de Roon</strong> da bordocampo -. <em>Ci siamo ripresi con l&#8217;avvicinarsi della partita col Parma, mettendoci grinta e spirito. Non sono mancati momenti di sofferenza, soprattutto nel secondo tempo, ma l&#8217;importante era rimanere compatti. Per il gol sono contento, per quello di Krstović di più“</em>. Chiosa ovvia, sempre a DAZN, di Nikola che segna quanto il titolare, 6 in campionato e 8 in tutto: <em>“Non mi importa chi parte dall&#8217;inizio o chi entra, lavoriamo bene tutti i giorni per farci trovare pronti all&#8217;appuntamento. Ora pensiamo all&#8217;Union Saint-Gilloise mercoledì. Adesso sto segnando</em> (5 nelle ultime 5, tre di fila compreso il Bilbao, ndr)<em>, nei primi mesi per me era tutto nuovo ma di problemi non ne ho mai avuti&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Parma &#8211; Krstovic entra e chiude con assist e gol</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. Nikola Krstovic, assist [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/836e7bf8-3d86-4e90-803e-e04df161fa75.jpeg"><p>Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. <strong>Nikola Krstovic</strong>, assist per la prima da nerazzurro di <strong>Giacomo Raspadori</strong> e tap-in per calare il poker sul <strong>Parma</strong>, è l&#8217;uomo-più di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> che prima di chiuderla ha vissuto qualche attimo di esitazione.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: salvifico per tenere gli occhiali inforcati a nove sinfonie scarse dal vantaggio, salvifico sul possibile dimezzamento. Benedyczak e Pellegrino ne hanno trovato uno forte. Il più forte, anche in prospettiva azzurra.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: lucido e sul pezzo fino a centrare l&#8217;ultimo pallone utile per rimpinguare il bottino. Turnover con vista coppa o no, in questo momento non esiste che faccia la riserva di Kossounou.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: preferito al suo sostituto di giornata in assenza di un centravanti classico, anche se il contraccolpo per la partita coi baschi non pare essere del tutto alle spalle (1’ st <strong>Hien</strong> 6: non sarà colpa sua, ma Pellegrino gli scappa una volta. Soffre a trovare il ritmo da cambio in corsa, di grossa cilindrata com&#8217;è, e le sue uscite palla al piede prendono in contropiede i compagni).<br />
<strong>Ahanor</strong> 7: ci mette lo zampino sia nell&#8217;azione del raddoppio che nella quaterna finale. Ribaltamenti di fronte fulminei, grande personalità. Al compimento dei diciott&#8217;anni, ovvero tra 28 giorni, potremmo ritrovarcelo pure in azzurro&#8230; se la cittadinanza italiana non gli allungherà l&#8217;attesa. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: la partita giusta per rifiatare restando sempre dentro la partita. Essere sul pezzo non significa essere per forza decisivi.<br />
<strong>De Roon</strong> 7: col capolavoro a rimorchio eguaglia i 23 gol di un altro famoso capitano, Glenn Stromberg, ma con parecchie partite in più (422 contro 273). Riscatta lo svarione costato il terzo gol dei Leoni della Biscaglia. Essere sul pezzo o essere nella storia? Va bene lo stesso. Chiude pure la visuale a Oristanio da libero aggiunto (34’ st <strong>Lookman 6</strong>: un pallone che il montenegrino non sfrutta e un disimpegno in orizzontale dall&#8217;area piccola. Mai banale).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: di stima, per il risultato alza-media di chi s&#8217;è visto di meno e perché gli avversari sono quello che sono. Commette l&#8217;errore di perdere sulla pressione di Troilo nella chance di Pellegrino la palla appena conquistata, poi sbuca dal limite sul piede dell&#8217;avversario e per questione di centimetri non era rigore.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: torna quinto dopo cinque match da mezzapunta sinistra e si guadagna il rigore. Stavolta non batte gli angoli così bene, ma va bene lo stesso (16’ st <strong>Bernasconi</strong> 6: i polmoni di riserva in una fase in cui serviva il quinto difensivo). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: sterzata da campionissimo per il bis e giocate grandeggianti anche di suola, ma a parte un tiro di personale e individualista non offre un tubo. Grande leadership e che segnino pure gli altri (28’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: che un Mister Utilità come lui debba aspettare il suo turno può apparire un controsenso. Invece è la misura della profondità attuale della rosa).<br />
<strong>Raspadori</strong> 7: teniamoci bassi non per essere stringati, ma per non farci scappare di aver scoperto il nuovo fenomeno. Grande punta lo è da sempre. Scambia col nazionale polacco per il penalty che la sblocca, ci prova quattro volte compresi due muri in corner e alla fine raccoglie il premio a tanti sforzi.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: ha un backup da 6 su 8 totali in campionato come lui, è freddo dal dischetto e partecipa alla manovra. La continuità nell&#8217;arco della partita, però, non chiediamogliela sempre (16’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: assist per il tris e poker in proprio, anche se non se l&#8217;è costruito certo da solo. Lanciato in profondità e colto nella corsa è imprendibile). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a tre rispetto alla ferita ancora aperta dell&#8217;Athletic Bilbao e Zalewski tornato a tutta fascia, ma la squadra gira meglio e al riparo da amnesie. Sembra aver trovato la quadra. Un&#8217;altra Pisa poteva essere dietro l&#8217;angolo, invece il manico non perde mai contatto con la saggina. E gli avversari sono spazzati via. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta a forza quattro sul Parma: smaltite rabbia e delusione per il Pisa e l&#8217;Athletic Bilbao</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:02:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15) Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cac3c450-b731-4a9c-b6d6-13ed31345614.jpeg"><p>22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7, Djimsiti 6 (1’ st Hien 6), Ahanor 7; Zappacosta 6, De Roon (cap.) 7 (34’ st Lookman 6), Ederson 6, Zalewski 6,5 (16’ st Bernasconi 6); De Ketelaere 7 (28’ st Pasalic 6,5), Raspadori 7; Scamacca 6,5 (16’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>PARMA (3-5-2):</strong> Corvi 6,5; Circati 5,5 (1’ st Valeri 6), Troilo 5,5, Valenti 5,5; Britschgi 5,5, Keita 6 (40’ st Ordonez sv), Estevez 6 (1’ st Oristanio 5,5), Sorensen 6 (19’ st Ondrejka 5,5), Delprato 6; Bernabé 6,5, Benedyczak 6 (1’ st Pellegrino 6,5). A disp.: 66 Rinaldi, 67 Casentini, 61 Drobnic, 25 Cremaschi, 11 Almqvist, 30 Djuric, 76 Mikolajewski. All.: Carlos Cuesta 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata 7 (Peretti di Verona, Bianchini di Perugia; IV Massimi di Termoli. V.A.R. Nasca di Bari, A.V.A.R. Marini di Roma 1).<br />
<strong>RETI:</strong> 15’ pt Scamacca (A), 24’ pt De Roon (A), 28’ st Raspadori (A), 47’ st Krstovic (A).<br />
Note: pomeriggio nuvoloso e freddo ma non troppo, spettatori 21.815 per un incasso di 477.645,18 euro. Ammonito Scamacca per gioco scorretto. Tiri totali 21-15, nello specchio 9-2, parati 5-2, respinti/deviati 9-6. Corner 6-9, recupero 1’ e 4’.</p>
<p>Bergamo &#8211; Come dimenticare il <strong>Pisa</strong> e il mercoledì sera stortissimo. Se il vantaggio di <strong>Scamacca</strong> è di rigore, il bis di <strong>De Roon</strong> (23 gol come Stromberg, ma in 422 partite anziché 273) l’abito su misura per lo sforzo prodotto in un lavoro di alta sartoria, il tris di <strong>Raspadori</strong> il Jack per far saltare definitivamente il banco del <strong>Parma</strong> e il poker di <strong>Krstovic</strong> la consacrazione del vice centravanti che è pure il co-capocannoniere a quota 8. L’Atalanta di campionato dimentica le amnesie di Champions con <strong>l’Athletic Bilbao</strong> e continua a tenere botta all’inseguimento della zona coppe. Il Como, a 5 punti, è il prossimo avversario, il primo febbraio, alle 15 al Sinigaglia. Prima c&#8217;è da rendere visita all&#8217;Union Saint-Gilloise per conservare le speranze di passaggio diretto agli ottavi di finale.</p>
<p>Lo svantaggio subitaneo è sventato dal balzo prodigioso di Carnesecchi, che al 6’ scarso toglie dalla porta il colpo di nuca di Benedyczak nel gioco delle torri in mischia col grande ex Delprato innescato dallo schema lungo di Bernabé. Circati svetta invece con la sommità del capo sul secondo corner conseguente. A cronometro raddoppiato, Britschgi devia sopra l’incrocio il sinistro di Raspadori ed ecco l’episodio che spezza l’equilibrio. Il bolognese la ripassa a Zalewski dal lato corto e proprio il laterale ospite lo aggancia sulla caviglia destra senza che il centravanti di casa perdoni prendendo la rincorsa leggermente da sinistra per la seccata nell’angolino alla destra di Corvi.  </p>
<p>I ducali ci sono e Keita risponde presente dalla distanza sulla scorta del terzo angolo a favore, dato che si pareggia, ma il suo destro entro metà primo tempo si alza troppo. Il raddoppio è dietro l’angolo, anzi il rimorchio di De Ketelaere in sterzata su Valenti lungo l’azione Scamacca-Ahanor con filtrante, tutto a favore del capitano che battezza il sette opposto girando splendidamente di destro. Da lì, un altro paio di fiammate atalantine, con Ederson a sprecare il tris (27’) ciancicando il mancino portogli in corridoio dall’assistman del 2-0, stavolta spostato verso sinistra. Il fiammingo è scatenato e un rinvio di Carnesecchi lo coglie pronto a impegnare dal fondo il portiere avversario col piede debole, mentre l’arbitro Sacchi non vede la deviazione di Troilo in corner. Fotocopia di là, scollinata la mezzora, perché il piedone di Scalvini c’è eccome a far alzare a Sorensen la sfera allungatagli da Bernabé in posizione favorevole. A cavallo del 40’ l’apripista scaraventa in Curva Nord ricevendo dal solito noto, che poi telefona all’ultimo ostacolo.</p>
<p>La ripresa s’avvia con la spettacolare rovesciata di Raspadori allungata di testa da Hien per la presa alta di Corvi (4’), mentre Britschgi si fa chiudere da Hien la linea che demarca la fine del rettangolo lungo 105 metri. La diga olandese argina Oristanio che si gira sul mancino calciando alto e largo dal limite, poi i cambi anche per la Dea con Raspadori servito sul destro da Krstovic: il nemico coi guanti gliela alza sopra la traversa a un tocchettino dal ventesimo. Al settantesimo, Ederson perde la bocca a favore di Troilo che filtra per Pellegrino, ma Carnesecchi usa corpo e gamba destra per dirgli di no. Il nuovo di gennaio s’apposta davanti al secondo palo e da lì colpisce per il tris, prima volta con tale messe di gol segnati in campionato della gestione Palladino, sfruttando l’assist dalla destra del montenegrino lanciato dal rinvio di Carnesecchi addizionato della prolunga del nuovo entrato Pasalic. A nove dal novantesimo Krstovic in scivolata non arriva a deviare il tracciante di Lookman, ma si rifà calando il poker riprendendo il destro in mischia di Ahanor parato da Corvi su cross da sinistra di Scalvini spondato da Pasalic. <strong>Esseffe</strong></p>
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		<title>Le pagelle con l&#8217;Athletic Bilbao &#8211; Difesa e De Roon ko, CDK fermo al palo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 23:36:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Athletic Bilbao]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta contro l&#8217;Athletic Bilbao risentono inevitabilmente degli errori individuali, anche plurimi, sul quarto d&#8217;ora fatale. Carnesecchi 6: non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cd8aa40e-80b3-4c95-b172-fc12cb62aa85.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> contro l&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> risentono inevitabilmente degli errori individuali, anche plurimi, sul quarto d&#8217;ora fatale.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: non ha colpe, ma se non ne deve parare nemmeno una significa che davanti a lui c&#8217;erano le statuine del presepio. </p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: Serrano gli sfreccia davanti per il sorpasso senza che lui ne intuisca nemmeno la presenza. </p>
<p><strong>Djimsiti</strong> 5: un armadio che non apre l&#8217;anta per fermare un centravanti fisicamente inferiore non di poco è un altro segnale d&#8217;allarme in mezzo al blackout. Ripresa in catalessi.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5: si fa fregare dal grande protagonista della ripresa. Come paralizzato. Non avesse sbucciato quella palla, parleremmo di ottavi diretti (31’ st <strong>Ahanor</strong> 6: per quanto in modo arruffato, almeno si dà da fare, sbuffa, ribalta il fronte e tira). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: dopo lo slalom del possibile bis frustrato dalla mancanza di angolazione, ma quantomeno a differenza delle punte lui entra e ci prova, ritarda la diagonale sul 2-1 di Serrano ammainando bandiera dopo un&#8217;ora e passa abbastanza alla grande (31’ st <strong>Samardzic</strong> 6: la palla in mezzo per il gol della vana speranza).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: come faccia uno della sua esperienza a regalare palla per la chiusura della pratica degli avversari non è dato saperlo. Non è sufficiente il lancio per Zappacosta ad alleviargli l&#8217;insufficienza. Chissà perché Juric, lasciandolo in panchina, alla fine ci ha rimesso il posto. Sta forse giocando globalmente meglio di quando in serie A la classifica languiva?<br />
<strong>Ederson</strong> 5,5: sottotono nella ripresa, ma non è che nel primo tempo, a parte farla girare nell&#8217;azione del vantaggio, avesse combinato chissà cosa. Così non serve neanche lui.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: sfiora il bis e non lo fa, sua colpa personale (37’ st <strong>K. Sulemana</strong> sv).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: si ferma al palo, nel senso che alle prime difficoltà si smonta da solo. Roba vista e rivista. Non basta rimettere la testa a posto alzandola nella manovrina del 2-3.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: il suo l&#8217;aveva fatto, assist compreso per schiodarla. Rientra, lotta, sgomita, prende una fracca di falli e di punizioni da posizioni favorevoli a schemi i più svariati. Perché togliere lui? (20’ st <strong>Lookman</strong> 6: entra nel secondo gol, ma l&#8217;uno contro uno è ancora appannato dalle fatiche marocchine). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: la apre e non può chiuderla per ragioni tuttora non chiare. C&#8217;era Boiro a tenere in gioco De Ketelaere, in fuorigioco di una scarpa? Bene spalle alla porta, un po&#8217; meno nel resto (21’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: fa il suo con caratteristiche penalizzanti in una partita dal simile svolgimento). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: non trova le contromosse alla virata tattica dei baschi con la sottopunta e Navarro a destra, che fa quel che gli pare. Era da togliere un De Ketelaere assolutamente sdraiato dal palo preso alle soglie dell&#8217;intervallo, non Zalewski. Domandona: perché insistere su De Roon ed Ederson quando ne azzeccano pochissime?<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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