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	<title>Marten de Roon &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</div>
</div>
</div>
</div>
</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Il migliore? Chi preferite tra Zappacosta e Pasalic?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:36:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è Davide Zappacosta premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e Mario Pasalic che dopo aver fatto illudere della qualificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/57b29757-aea6-475e-a0e4-94c8633035e2.jpeg"><p>C&#8217;è <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e <strong>Mario Pasalic</strong> che dopo aver fatto illudere della qualificazione precoce agli ottavi alzando la testa intercetta la palla in uscita di Kobel, un mancato rinvio dalla trequarti a difesa tagliata fuori, per il crossetto del fattaccio rivisto al Var. <strong>Nikola Krstovic</strong> ci rimette la testa, fasciata da un turbante, <strong>Lazar Samardzic</strong> si prende la gloria.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: fa il suo per difendere il minimo vantaggio da Brandt e da Guirassy il massimo raggiunto una prima volta.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: Beier è un cliente difficile ma vale anche il contrario, tant&#8217;è vero che il palo lo prende dalla parte di Kolasinac. Un leone quando sale a sostegno (32’ st <strong>Djimsiti</strong> 7: propizia il primo matchball sprecato da Samardzic).<br />
<strong>Hien</strong> 8: esce palla al piede che nemmeno Franco Baresi, senza fissarsi su Guirassy a onta dell&#8217;abitudine inveterata al duello col centravanti nemico. E nel finale, nel momento più difficile, presidia l&#8217;area come fosse l&#8217;ultimo compito della sua vita.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 7,5 (27’ st <strong>Ahanor</strong> 6: non acciuffa una sola volta Adeyemi e a quest&#8217;ultimo basta per sognare i supplementari).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 8: premiato dall&#8217;UEFA come mvp, regala due fasi pressoché prefette mettendoci a metà del guado il guizzo delle certezza quantomeno di poterci provare.<br />
<strong>De Roon</strong> 8: recupera una marea di palloni, oppure vi si avventa. Assist al contagiri per il tris di Pasalic, ma fa tutto bene, compreso un recupero nel finale più da thrilling di sempre della storia societaria.<br />
<strong>Pasalic</strong> 8: la mette ancora. A quota 66 in 328 allacciate di scarpe, è il quarto più presente e il quarto marcatore di sempre del club che l&#8217;ha adottato. Più lampi di genio e di lucidità che guizzi, ma alla fine recupera la palla decisiva. Da mediano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 8: l&#8217;intensità di questo ragazzo, che prima di assaggiare con abbondanza il paradiso del pallone aveva fatto solo la serie C e qualche amichevole estiva, è davvero di un altro mondo. Il primo tempo è da nove senza discussioni. Poi segna un po&#8217; il passo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 7: dalle imprecazioni alla gioia in tredici giri di lancetta, da titolare deve dimostrare forse troppo per fare sempre la scelta più razionale. Non occupa l&#8217;area come col Napoli, ma non ci gira lontanissimo. Un diesel che esce alla distanza e la fa da match winner per la seconda volte in tre giorni.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: meritava almeno un gol sulle tre occasioni nel primo tempo, ma di più gioca di squadra accompagnando le sovrapposizioni o aprendo le ripartenze (40’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: fa il suo tenendo sul chi vive una difesa molto malfunzionante per un buon terzo).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: la botta e via, ma non essendo un centravanti d&#8217;area tiene alta la palla e la squadra concedendo uno scarico perfetto per frazione (27’ st <strong>Krstovic</strong> 7: un destro alto, un liscio senza saltare e il rigore procurato rischiando la commozione cerebrale sul colpo dello scorpione di Bensebaini).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 8: alla luce dei fatti non sbaglia le scelte, anche se a voler fare i preziosi Kolasinac non avrebbe mai fatto passare Adeyemi.<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dal Westfalenstadion &#8211; Palladino: &#8220;Errori sui gol, ma ci crediamo lo stesso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 23:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità dalla pancia del Westfalenstadion: &#8220;La nostra bravura deve essere di archiviare subito la partita, perché la sfida [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Le grandi verità dalla pancia del Westfalenstadion: <em>&#8220;La nostra bravura deve essere di archiviare subito la partita, perché la sfida col <strong>Napoli</strong> è fondamentale e bisogna buttarcisi subito. Vanno recuperare le energie fisiche e mentali per affrontare la partita di domenica alla grande. Il campionato è troppo importante&#8221;</em>. Parola di <strong>Raffaele Palladino</strong>, che chiude così: <em>&#8220;Se il <strong>Borussia Dortmund</strong> si dimostrerà migliore di noi anche al ritorno, stringeremo loro la mano&#8221;</em>.</p>
<p>A <em><strong>Sky Sport</strong></em>, due giocatori che minimizzano, più che fare autocritica, consapevoli che il Muro Giallo era invalicabile o quasi. <em>&#8220;Abbiamo avuto forse due occasioni anche nel primo tempo, è un peccato aver preso il secondo gol nel finale. Ma dobbiamo crederci sempre e comunque. Nei primi dieci minuti ci hanno schiacciato, anche io sono andato in difficoltà con Nmecha</em>&nbsp;&#8211; il commento di <strong>Marten de Roon</strong> -. <em>La ripresa ci dà la fiducia di poter fare loro del male, ma è vero che attaccano gli spazi molto velocemente. All&#8217;intervallo abbiamo chiuso la porta degli spogliatoi dicendoci che siamo forti. Non siamo stati brillanti, ma siamo stati bravi almeno a non prendere il terzo gol. Rispetto a otto anni fa, è cambiato tanto. Innanzitutto che stavolta il confronto era in Champions, quindi il livello s&#8217;è alzato. Ho visto un Borussia Dortmund molto forte che ci ha fatto male nel primo tempo, molto fisico. Dobbiamo dare qualcosa di più al ritorno, ma possiamo farcela&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Prendere gol dopo 3 minuti ha indirizzato la gara, abbiamo avuto buone occasioni senza sfruttarli. Non dovevamo prendere il secondo gol nel finale del primo tempo. Siamo consapevoli dei nostri mezzi: sappiamo come far male, ce la giochiamo al ritorno, ma dobbiamo saper approfittare dei loro punti deboli</em> &#8211; gli fa eco <strong>Nicola Zalewski</strong> -. <em>La prestazione tutto sommato è stata buona. Senza De Ketelaere e Raspadori, giocatori fondamentali, facciamo un po&#8217; di fatica a chiudere l&#8217;azione. Qualificazione già in pugno prima delle sconfitte con Bilbao e Union Saint-Gilloise? Questo è il calcio. Siamo una squadra forte che se la giocherà fino all&#8217;ultimo in tutte le competizioni&#8221;</em>.</p>
<p>La chiosa dallo spogliatoio di <strong>Isak Hien</strong> a <em><strong>Bergamo Tv</strong></em> rappresenta il punto di vista della difesa, sicuramente registrata a dovere dal suo subentro a Berat Djimsiti (ammonito, più che colpevole): <em>&#8220;Loro hanno giocato molto bene, velocemente e con tanta qualità mettendoci subito in difficoltà. Però manca il ritorno e abbiamo tanta fiducia. <strong>Dortmund</strong> è un ambiente duro, ma non ha inciso sulla partita. Nella ripresa abbiamo fatto un po&#8217; meglio e credo nel passaggio del turno.</em><br />
<em>Difficile giocare contro attaccanti che possono fare tutto, dare e prendere la palla in profondità. Il secondo tempo rappresenta tutto ciò che abbiamo fatto in stagione ed è il punto di partenza per mercoledì prossimo&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Lasciamo stare chi manca, gli infortunati sono infortunati. Soffermiamoci su chi c&#8217;è stato stasera. E&#8217; un peccato essere partiti già dall&#8217;uno a zero. Ma abbiamo ancora il secondo tempo a casa nostra, la squadra ci crede&#8221;</em>. Ancora Palladino non vuole alibi tra il dopogara a Sky Sport e la conferenza stampa &#8220;press&#8221; dai recessi del Signal Iduna Park.&nbsp; <em>&#8220;Abbiamo subito il primo gol su un attacco alla profondità concedendo poi il cross laterale sul due a zero. Nel primo tempo non siamo stati bravi e ordinati, nella ripresa abbiamo trovato più linee di passaggio e abbiamo giocato meglio tecnicamente&#8221;</em>, sottolinea il tecnico nerazzurro. <em>&#8220;Avevo la sensazione che potessimo fare di più in fase offensiva, ma c&#8217;è mancato qualcosa negli ultimi metri, nell&#8217;ultimo passaggio</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>Nel primo tempo eravamo lenti nella manovra, dovevamo essere bravi ad alternare le giocate tra il gioco dentro e quello fuori, dovevamo attirare meglio la pressione. Ma se il Borussia è a sei punti dal Bayern in Germania significa che è forte: nel primo tempo è stato cinico, due gol con due tiri in porta&#8221;</em>.</p>
<p>La mancata stretta di mano con Niko Kovac, allenatore dei gialloneri di Vestfalia, è sembrato un gesto inedito per un gentleman come il napoletano: <em>&#8220;La panchina di casa protestava sempre per ogni cosa e a me non piace come atteggiamento. A Kovac ho detto che bisogna lasciare più tranquilli gli arbitri&#8221;</em>. La conclusione lascia spazio all&#8217;ottimismo in vista del ritorno: <em>&#8220;Dobbiamo avere coraggio. Sono partite che servono per misurare la nostra forza: non sarà facile rimontare, ma io ci credo e i ragazzi ci credono, sarà una bolgia anche a casa nostra&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;<strong>Scamacca</strong> può fare di più, lo sa, ne è consapevole. Spero riesca a dare quello che la sua qualità può darci. In una partita di duelli fisici sa che fa fatica e deve lavorarci su&#8221;</em>, il giudizio sulla prestazione del centravanti romano, al rientro dopo due partite in panchina tra Cremonese e Lazio per un fastidio all&#8217;anca destra nel riscaldamento coi grigiorossi. <em>&#8220;La partita non s&#8217;è messa sul binario che volevamo. Loro sono stati cinici, cattivi e bravi a sfruttare le poche cose che abbiamo concesse. Sui gol non abbiamo marcato in area e lateralmente con l&#8217;infilata del due a zero. Noi marchiamo a uomo e non siamo stati bravi e puntuali a farlo</em> &#8211; ha rimarcato Palladino -. <em>Non mi attacco alle assenze di De Ketelaere e Raspadori, che sappiamo quanto possano essere fondamentali nell&#8217;ultimo passaggio, nella costruzione del gioco, nel primo pressing e nella finalizzazione. Penso ai sostituti, agli altri, da Zalewski a Sulemana passando per Samardzic e Pasalic. Serve il meglio da tutti se vogliamo passare il turno&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
<p><strong>IL PREPARTITA: &#8220;INACIO SCIPPATO&#8221;</strong> &#8211; Burrascoso prepartita a <strong>Dortmund</strong>, e non solo per l&#8217;assurdo ritardo del Borussia nel raggiungere lo stadio di casa. <strong>Luca Percassi</strong>, amministratore delegato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, ha tirato le orecchie al club ospitante, <em>&#8220;quotato in borsa e colpevole di essersela presa con una realtà piccola anche se degna di rispetto come la nostra&#8221;</em>, per il trattamento del trasferimento di <strong>Samuele Inacio</strong> nell&#8217;estate del 2024 dal vivaio nerazzurro. <em>&#8220;Hanno agito scorrettamente, ci sono tempistiche precise in cui intervenire e loro le hanno anticipate. Non me la prendo con la famiglia né col ragazzo, ma con una società importante a livello internazionale che s&#8217;è sempre rifiutata di sedersi al tavolo per discutere con noi della questione. La Federcalcio, dopo il caso di due-tre giocatori andati in Germania, anche al Bayern Monaco, all&#8217;epoca era anche intervenuta per evitare ulteriori abusi. Io in ogni caso ho incontrato sia l&#8217;amministratore delegato che il direttore sportivo del Borussia. Vediamo se hanno intenzione si sedersi e affrontare questa cosa: un società con grandi ricavi non può comportarsi così&#8221;.</em></p>
<p>Momento fair-play saltato, dunque: <em>&#8220;Non siamo andati al pranzo prepartita dell&#8217;UEFA, un mezzo per conoscersi e approfondire le relazioni, per un grave mancanza di rispetto per la nostra società e la nostra squadra. C&#8217;è il caso di un tesserato del nostro settore giovanile, figlio di un giocatore portato all&#8217;Atalanta dalla nostra prima presidenza</em> (Inacio Pià, NdR), <em>ed è grave che da parte del Borussia non ci sia stata ancora la volontà di parlare di una vertenza che abbiamo portato in FIFA&#8221;</em>. <em>&#8220;Da un punto di vista morale lascio giudicare a ciascuno, ma è una ferita aperta. Legalmente abbiamo ragione noi. Siamo affezionati ai ragazzi che cresciamo, Inacio è dall&#8217;età di 7-8 anni che era nel nostro settore giovanile. Noi un 2008 come Honest Ahanor l&#8217;abbiamo trattato a un tavolo col Genoa soddisfacendone le richieste com&#8217;era giusto che fosse. L&#8217;abbiamo pagato per quello che doveva essere pagato&#8221;</em>. Una polemica che non ha comunque nascosto la soddisfazione per un&#8217;ulteriore pagina di storia da sfogliare: <em>&#8220;E&#8217; una bellissima sensazione tornare qui dopo otto anni, uno stadio fantastico con un grande pubblico. E&#8217; difficile seguirci sempre, ringraziamo chi è qui a sostenerci, ma da casa c&#8217;è tutto il popolo bergamasco che ci segue ed è come se ci fossero&#8221;</em>.&nbsp;</p>
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		<title>Errori di Kossounou e De Roon, l&#8217;Atalanta a Dortmund compromette la qualificazione in un tempo solo</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 22:21:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 1 (andata) playoff/knockout round &#8211; Dortmund, Westfalenstadion/Signal Iduna Park &#8211; martedì 17 febbraio Borussia Dortmund &#8211; Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/d5927fb2-8777-41ae-8245-7e66a224b91f.jpeg"><p>Champions League, gara 1 (andata) playoff/knockout round &#8211; Dortmund, Westfalenstadion/Signal Iduna Park &#8211; martedì 17 febbraio<br />
<strong>Borussia Dortmund &#8211; Atalanta 2-0 (2-0)</strong><br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 6; Reggiani 6, Anton 6,5, Bensebaini 6,5; Ryerson 7, Jobe Bellingham 6,5, Nmecha 7,5 (38’ st Sabitzer sv), Svensson 6,5; Brandt (cap.) 6,5 (25’ st Chukwuemeka 6), Beier 7 (25’ st Adeyemi 6); Guirassy 7,5 (38’ st Fabio Silva sv). A disp.: 31 Orstrzinski, 33 Meyer; 47 Benkara, 42 Kabar, 2 Yan Couto, 6 Ozcan, 45 Krevsun, 40 Inacio. All.: Niko Kovac 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6, Kossounou 5, Djimsiti 5,5 (1’ st Hien 6,5), Kolasinac 6; Zappacosta 6 (27’ st Bellanova 6), De Roon (cap.) 5 (18’ st K. Sulemana 5,5), Ederson 6, Bernasconi 6; Pasalic 6, Zalewski 6 (37’ st Samardzic 6); Scamacca 5 (1’ st Krstovic 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 42 Scalvini, 69 Ahanor, 5 Bakker, 6 Musah, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Gözübüyük 6 (Paesi Bassi &#8211; Inia-Honig, IV Manschot. V.A.R. Van Boekel, A.V.A.R Van Driessche &#8211; Belgio).<br />
<strong>RETI:</strong> 3’ pt Guirassy (B), 42’ pt Beier (B).<br />
<strong>Note:</strong> serata rigida e umida, spettatori 77 mila circa di cui 1.442 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Reggiani, Kossounou, Scamacca e Anton per gioco scorretto, Djimsiti per proteste. Tiri totali 9-6, nello specchio 2-3, parati -3, respinti/deviati 3-2. Corner 3-2, recupero 2’ e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Dortmund</strong> &#8211; Ryerson la offre subito alla fronte di <strong>Guirassy</strong> dopo una manovra sola, ma avvolgente, da un lato all’altro, col rompighiaccio poi a mandare in porta <strong>Beier</strong> nel finale di un primo tempo senza che <strong>l’Atalanta</strong> si raccapezzi di fronte a un <strong>Borussia Dortmund</strong> in ritardo di 15’ nel suo stesso stadio e boicottata nel pranzo UEFA per lo scippo due estati fa di Samuele Inacio (Pià). L’andata dei playoff di Champions League non lascia presagire nulla di buono in vista del ritorno di mercoledì 25 a Bergamo, in cui mancheranno ancora sia <strong>De Ketelaere</strong> che Raspadori. Iniziare senza punte al netto del centravanti non ha pagato.</p>
<p>Pronti via, bergamaschi contratti con <strong>Kossounou</strong>, preferito a Scalvini, letteralmente sovrastato sulla zuccata che sblocca lo score. Scollinato il quarto d’ora, senza che i Palladino-boys ci capiscano granché, Beier manca la mira e il girello sull’onda lunghissima di uno schema da lungi di Bensebaini. A un tiretto dal ventesimo, tutto bene in verticale fino alla punizione guadagnata da Zalewski per la carica dell’ammonito Reggiani, ma la battuta di Bernasconi è soltanto spizzata da Pasalic in un gioco aereo imperfetto. Oltre, è Svensson ad anticipare in scivolata Scamacca sulla palla dal fondo del nazionale polacco diretta però a Pasalic. A ventuno dalla pausa l’intercetto in uscita di Kolasinac finisce ancora al solito noto, col centravanti romano ancora in ritardo. Un giretto e mezzo oltre la mezzora, con la De abbastanza in controllo, Nmecha, dirimpettaio di un De Roon che non lo piglia manco per scherzo, svaria a sinistra appoggiando per il destro di Svensson respinto da Kossounou. Alla fin fine le conclusioni in porta, a pericolosità variabile, si pareggiano a una dozzina scarsa dal tè caldo, se è vero che Ederson riesce ad arrampicarsi sulla scodellata di Zappacosta chiamando il portiere di casa alla presa alta sotto l’incrocio di competenza.</p>
<p>Al quarantesimo, la fotografia del nervosismo bergamasco, con Odilon a farsi ammonire nella diagonale ritardata sull’apripista e Djimsiti a imitarlo per il malvezzo di protestare: Anton stacca alto sulla punizione dalla destra di Ryerson, ma il castello difensivo rischiava di crollare. Lo fa su azione quando Guirassy, appoggiato da Nmecha nella sua metà campo, corre a sinistra lasciando l’ex Bayer sul posto per pescare facilmente il taglio di Beier sottoporta.<br />
In avvio di ripresa, dentro Hien per Djimsiti e Krstovic per Scamacca, ma il primo squillo è ancora del franco-guineano terminale locale, che contrastato da Kossounou si butta platealmente a terra nella verticale di Brandt . Al 3’ il montenegrino si gira mettendo in trappola-ammonizione Anton e a cronometro triplicato una sua riaggressione sforna un radente dai venti metri o più preda del tuffetto di Kobel. Nemmeno due lancette e Anton sulla palla dentro di Zappacosta lo sbraccia per le terre senza che l’arbitro si degni di intervenire.</p>
<p>All’ora di gioco si ridesta il Muro Giallo, fin lì impegnato nella placida gestione delle operazioni, risvegliando anche quello Nerazzurro, nella fattispecie Ederson che ferma il fratellino del madridista Bellingham su filtrante basso di Brandt, il regista effettivo, il CDK dei prussiani della Vestfalia. Se Pasalic è sfortunato nel rimpallo con Bensebaini, Palladino mette Kamaldeen per De Roon arretrando in mediana proprio il croato. Rischia Carnesecchi al 22&#8242; respingendo l&#8217;angolo da sinistra di Ryerson sui piedi di Brandt che alza dall&#8217;area il possibile 3-0. Krstovic viene murato da Ryerson lungo il gioco tra quinti seguito al secondo corner a favore (23’), stessa sorte per Zalewski con Reggiani sulla palla dentro lo spigolo sinistro di Ederson. Bellingham simula senza prendersi il cartellino (33’) sul contropiede regalato dal polacco ad Adeyemi. Samardzic trova il tiro dalla distanza al 43’, ma a Kobel non servono nemmeno due tempi. Qualificazione agli ottavi compromessa. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Palladino e De Roon alla vigilia di Dortmund: &#8220;Giochiamocela e mettiamo in difficoltà il Borussia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 19:33:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le parole più sentite e significative della vigilia dell&#8217;Atalanta a Dortmund, dove martedì sera si gioca l&#8217;andata dei playoff di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/791c2229-889d-4322-b2ec-70707da797df.jpeg"><p>Le parole più sentite e significative della vigilia dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Dortmund</strong>, dove martedì sera si gioca l&#8217;andata dei playoff di <strong>Champions League</strong>, le sottolinea <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, a 9 presenze dal record societario di 435 detenuto da Gianpaolo Bellini. <em>&#8220;Otto anni fa, nei <strong>sedicesimi di Europa League</strong>, perdemmo 3-2 ma fu una festa, visto che portammo qui mezza Bergamo</em> (più di cinquemila nel settore ospiti, stavolta 1.442, NdR). <em>Giocavo in mezzo con Freuler, con cui ho tuttora un legame speciale, ma ho vinto e conquistato grandi traguardi anche con Ederson. A ripensare allo stesso trofeo vinto due anni fa mi viene la pelle d&#8217;oca. Nel frattempo la squadra ha alzato molto il livello, ci sono giocatori esperti in campo internazionale e non alle prime armi come allora. Mi viene la pelle d&#8217;oca anche a ripensare al mio percorso personale, cinque edizioni della Champions, un europeo e un mondiale con l&#8217;Olanda. Il Marten di otto anni fa direbbe a quello di oggi: goditi questi momenti e giocatela&#8221;</em>.</p>
<p>Lo stesso refrain, più o meno, del suo allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Uefa.com</strong></em>: <em>&#8220;Questo è uno sport e un lavoro che ti regala emozioni incredibili. Sono carico di adrenalina da due giorni mentre preparo questa partita. Anche i ragazzi non vedono l’ora di scendere in campo. Sono molto felice e carico per domani; dobbiamo tutti godercela&#8221;</em>. C&#8217;è anche il tecnico in versione più composta, ma al contempo più tassonomica, da conferenza stampa: <em>&#8220;Dobbiamo scendere in campo leggeri e sfrontati, con fame e personalità. Ho visto i ragazzi attenti al piano gara. Non ci sono <strong>De Ketelaere</strong> e Raspadori, ma <strong>Scamacca</strong> è pienamente recuperato. Lui e <strong>Krstovic</strong> dall&#8217;inizio non è una soluzione allo stato attuale, perché siamo costruiti per giocare coi trequartisti e non voglio togliere loro spazio, da Samardzic a Sulemana passando per Pasalic e anche Zalewski. Ho anche aggregato Dominic Vavassori, che è molto interessante, dall&#8217;Under 23. Giochiamo contro una squadra dalle grandi individualità, in salute, molto verticale, in grado di giocare in profondità e di attaccare dentro. Un avversario che segna tanti gol ed è secondo in Bundesliga a due vittorie dal Bayern&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Gli <strong>ottavi di finale</strong> sono un sogno da inseguire con tutte le nostre armi. Sono sicuro che metteremo il Borussia in difficoltà&#8221;</em>, le certezze dell&#8217;allenatore atalantino. <strong>Kolasinac</strong> riprende ad Ahanor il posto sul centrosinistra della difesa con Scalvini e Djimsiti, mentre Zappacosta e Bernasconi sono confermati a tutta fascia. Più delle scelte sui singoli o sulla tattica, <em>&#8220;potremmo giocare con un solo trequartista o con due trequartisti dietro una punta centrale&#8221;</em>, il tecnico subentrato a novembre a Ivan Juric punta sul carattere e l&#8217;aspetto mentale: <em>&#8220;Nell&#8217;anno nuovo siamo stati bravi a spingere sull&#8217;acceleratore dopo la sconfitta con l&#8217;Inter. Abbiamo acquisto consapevolezza e autostima, anche se in Champions abbiamo perso col Bilbao per un blackout di dieci minuti nonostante una buona prestazione e nel passo falso con l&#8217;Union Saint-Gilloise</em> &#8211; spiega Palladino -. <em>Tra il giocare bene o male c&#8217;è una linea sottile. Stiamo segnando tanto subendo pochi gol. L&#8217;importante è difendere e attaccare insieme. Oltre al risultato&#8221;</em>.</p>
<p>Parentesi piuttosto lunghette per i ricordi, dalla pancia del Westfalenstadion, denominazione autentica, da Champions, quindi non commerciale, del tempi del calcio della Vestfalia. <em>&#8220;Uno stadio e un ambiente infuocati. Ritrovo <strong>Robert Kovac</strong>, vice allenatore di Nico, con cui condivisi vent&#8217;anni fa lo spogliatoio della Juventus. Adesso sono innamorato del lavoro di allenatore e ci tengo che la mia squadra faccia bene, che sia compatta, che se la giochi con carattere. La gratificazione più bella è l&#8217;Atalanta in ripresa, coesa, compatta, che sta bene. L&#8217;unico problema è aver avuto un solo giorno per preparare la partita: il Borussia ne ha avuti due&#8230;&#8221;</em>, afferma l&#8217;uomo in panchina.</p>
<p>Prima del precedente europeo, le contendenti del 17 febbraio si sono incontrate due volte al Trofeo Bortolotti, nel triangolare con la Juventus della prima edizione con vittoria bergamasca di misura, quindi 5-3 ai rigori in gara unica il primo settembre 2001 con penalty decisivo di <strong>Inacio Pià</strong>, padre del 2008 <strong>Samuele Inacio</strong>, cresciuto nel vivaio nerazzurro e a Dortmund da due stagioni nelle giovanili. L&#8217;ultima volta senza punti in palio precede a sua volta la prima sfida ufficiale: l&#8217;amichevole estiva il primo agosto 2017 ad Altach in Austria, risolta dal gol Ilicic, che proprio al Signal Iduna Park nel 2018 segnò la doppietta prima della rimonta giallonera nel finale di Batshuayi con Schurrle apripista. Al ritorno, l&#8217;illusione di Toloi spenta da Schmelzer nel finale a mo&#8217; di cenere sulle dita.</p>
<p>C&#8217;è un capitano che indica la strada maestra: <em>&#8220;Con la Lazio siamo stati più compatti giocando di squadra e così stiamo prendendo meno gol </em>&#8211; sottolinea ancora De Roon -.<em> Il <strong>Borussia</strong> è fortissimo e fa tanti gol. Però ne subiscono non pochi. Dobbiamo fare la nostra partita giocando di squadra: compatti, intensi e consapevoli che è una partita che dura 180 minuti. In 20 col Bilbao abbiamo buttato la qualificazione diretta agli ottavi&#8221;</em>. Infine, circa un possibile erede designato:&nbsp;<em>&#8220;Scalvini ha grande talento, siamo contenti che sia tornato il vero Giorgio e che stia aiutando tanto la squadra. Lui è più difensore di me, ma Gasperini lo provava anche a centrocampo. L&#8217;importante è che dia continuità senza infortuni&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dal &#8220;Sinigaglia&#8221; &#8211; Palladino: &#8220;Ecco lo spirito nelle difficoltà&#8221;. I giocatori: &#8220;Un abbraccio a Honest, imparerà&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 19:03:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino ha un elogio collettivo da fare alla sua Atalanta, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/a42b4d84-6b6a-4cab-9a82-5c993798cd44.jpeg"><p>Raffaele <strong>Palladino</strong> ha un elogio collettivo da fare alla sua <strong>Atalanta</strong>, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a <strong>Como</strong> causa inferiorità numerica subitanea ma capace di salvare la ghirba: <em>&#8220;Stavolta abbiamo dimostrato di sapere giocare nelle difficoltà. Avrei preferito giocarmela 11 contro 11, ma è un gran risultato lo zero a zero contro chi palleggia così bene e ha individualità di spicco. Lo spirito visto oggi è il punto di partenza&#8221;</em>. </p>
<p>Il tecnico nerazzurro sa bene di quello che parla: <em>&#8220;I ragazzi si sono adeguati subito, ovviamente in dieci il piano gara era da buttare. Velocità, gamba, ripartenza, cambi: potevamo sfruttare meglio qualche contropiede</em> &#8211; prosegue -. <em>A volte mi arrabbio con Ederson, oggi ha giocato per due. Deve essere sempre così devastante. Sulemana è entrato benissimo, Bellanova ci ha aiutato a strappare, tutti hanno aiutato tutti in ogni fase. Una partita del genere ci serviva. Le qualità fisiche e tecniche sono notevoli, ma senza sacrificio non sono sufficienti. Oggi abbiamo giocato col cuore e il lunedì libero è il premio a questo atteggiamento&#8221;</em>.</p>
<p>La questione Honest è liquidata con eleganza: <em>&#8220;Quello che ho detto ad <strong>Ahanor</strong> resta tra noi, Ha 17 anni e da queste cose può prendere spunto per imparare e crescere. Rimane un potenziale campione che ha commesso una leggerezza, pienamente conscio di ciò che ha fatto. In spogliatoi è partito l&#8217;abbraccio e l&#8217;applauso colettivo&#8221;</em>. </p>
<p>Ancora, tra singoli e prospettive di classifica: <em>&#8220;<strong>Scalvini</strong> è stato sfortunato nell&#8217;episodio del rigore, ma ha disputato una prova monumentale. Da elogiare anche Krstovic quando è entrato, per De Roon, Djimsiti&#8230; tutti hanno fornito una prova di carattere e sacrificio eccezionale</em> &#8211; chiude Palladino -. <em>Il cammino continua, il campionato è aperto, vogliamo risalire in classifica ma prima vogliamo preparare bene la Coppa Italia di giovedì con la Juventus”</em>.</p>
<p><em>“Abbiamo parlato subito nello spogliatoio con Honest, l&#8217;abbiamo abbracciato e rincuorato</em> &#8211; conferma Davide <strong>Zappacosta</strong> -. <em>Abbiamo aggredito gli attaccanti del Como come ci ha chiesto il mister. Si poteva fare di meglio? Non saprei, c&#8217;è una partita ogni tre giorni ed esistono anche gli avversari. Magari dal punto di vista mentale ci sta essere un gradino sotto&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Marten de Roon</strong> ne ha per <strong>Marco Carnesecchi</strong>. <em>&#8220;Ci ha salvato per tutta la partita con grandi parate. Siamo felici come bambini, abbiamo dovuto correre contro una squadra che fa girare molto la palla. Un punto che ne vale tre, con quel rigore così nel finale, poi. Abbiamo dato tutto in campo&#8221;</em>.  Ma anche per una tiratina d&#8217;orecchi all&#8217;autore del misfatto dell&#8217;inferiorità numerica: <em>&#8220;Honest ha fatto un gesto stupido, perché non si deve mai reagire. Ora deve rialzare la testa&#8221;</em>. </p>
<p><em>“Questi momenti li sogni da bambino. Davanti a Nico Paz sul dischetto mi sono ricordato di un rigore tirato proprio alla mia destra ai tempi della Cremonese, che però non ero riuscito a prendere</em> &#8211; chiosa il portiere salva-zeroazero -. <em>Mi dispiace per Nico, un giocatore straordinario. Il premio al migliore in campo lo dedico a tutta la squadra che ha faticato tanto. Il rigore parato è veramente la ciliegina sulla torta&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Superato il contraccolpo di Champions&#8221;. Raspadori: &#8220;Amato da subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:46:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per Raffaele Palladino, allenatore di un&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/05d153e4-12c5-49b6-ada1-cbabffaf9eca.jpeg"><p>Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per <strong>Raffaele Palladino</strong>, allenatore di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> a forza quattro col <strong>Parma</strong>. <em>&#8220;La differenza è che stavolta nelle difficoltà c&#8217;è stata una reazione di squadra</em> &#8211; è la tesi dell&#8217;allenatore -. <em>Il grande passo avanti è stato arrivare bene a questa partita, i primi due giorni dopo la partita persa mercoledì sono stati difficili, quella sconfitta ci ha fatto male&#8221;</em>.</p>
<p>Il segreto, dunque, per il manico è una scopa sempre sul pezzo: <em>&#8220;Siamo stati dentro la partita dal primo minuto all&#8217;ultimo. Nei momenti di difficoltà abbiamo reagito di squadra, mentre in Champions il problema è stato quello</em> &#8211; spiega -. <em>Avevo chiesto di metterci lo spirito mancato a Pisa, anche per non stare lì a ridire che perdiamo punti con le piccole. Ho solo visto un po&#8217; di leggerezza a fine primo tempo, non voglio personalismi e supercifialità. Nel secondo tempo m&#8217;è piaciuta la mentalità di chi entrato, da Pasalic e Krstovic, abbiamo messa tanta qualità davanti per fare quattro gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa era una partita difficile per il contraccolpo psicologico di coppa, invece ho visto una squadra con grande voglia, aggressiva. Siamo maturati e cresciuti. Bisogna recuperare bene le energie, tra quattro giorni c&#8217;è un&#8217;altra partita di Champions League e può succedere di tutto, anche nelle scelte dei giocatori</em> &#8211; continua <strong>Palladino</strong> -. <em><strong>Carnesecchi</strong> sta facendo cose straordinarie, è diventato un leader in spogliatoio, è uno dei migliori portieri della serie A. M&#8217;è piaciuto Krstovic quand&#8217;è entrato, anche De Roon ed Ederson che ha alzato il livello, Scalvini che ha fatto tutta la partita, Raspadori&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è anche l&#8217;elogio alla diga olandese, a quota 23 palloni nel sacco come Stromberg, benché in 422 partite anziché 273: <em>&#8220;<strong>De Roon</strong> è il capitano e il cervello che vede gioco, dopo 5 minuti mi ha proposto un&#8217;uscita diversa di squadra e l&#8217;abbiamo fatta. Non so se farà l&#8217;allenatore, più gioca e più fa bene. Il nostro capitano ce lo teniamo&#8221;</em>. E sul super attacco? <em>&#8220;Non si cono musi lunghi per le scelte di formazione. Negli ultimi metri possiamo essere più cinici e più bravi nell&#8217;ultimo passaggio. Sono felice di avere l&#8217;imbarazzo della scelta&#8221;</em>.</p>
<p><strong>I giocatori: Raspadori, De Roon e Krstovic</strong><br />
<em>&#8220;Le sensazioni sono super positive, ho ritrovato un compagno e un amico come Scamacca. Sono stato accolto alla grande da tutti, ho ricevuto molto entusiasmo, provando il piacere di abbracciare anche i compagni nuovi. La prima da titolare in casa segnando in un a vittoria così importante? Difficile sognare di meglio&#8221;</em>. <strong>Giacomo Raspadori</strong> esulta per essere riuscito a metterla alla seconda presenza dopo il battesimo del fuoco atalantino alla Cetilar Arena: <em>&#8220;Questo tipo di approccio c&#8217;era stato chiesto dopo due partite in discontinuità. Non potevamo sbagliare, per ottenere prestazioni e risultati così è fondamentale. Mi fa piacere che la mia voglia si sia vista. La società mi ha dimostrato grande fiducia e il suo essere super ambiziosa aderisce al mio modo di essere. Mi hanno voluto bene da subito convincendomi che il progetto è quello giusto&#8221;</em>. Sul reparto, poche parole: <em>&#8220;C&#8217;è tanta qualità, ci sono tante soluzioni non solo nel reparto offensivo. Tra attaccanti abbiamo caratteristiche diverse ma proprio per questo complementari. Krstovic mi ha messo una palla solo da spingere in rete: è importante trovarsi in un gioco di squadra&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Era importante reagire. Sono felice per aver segnato ma di più per la squadra. La sconfitta con il Bilbao ci ha fatto soffrire</em> &#8211; aggiunge <strong>Marten de Roon</strong> da bordocampo -. <em>Ci siamo ripresi con l&#8217;avvicinarsi della partita col Parma, mettendoci grinta e spirito. Non sono mancati momenti di sofferenza, soprattutto nel secondo tempo, ma l&#8217;importante era rimanere compatti. Per il gol sono contento, per quello di Krstović di più“</em>. Chiosa ovvia, sempre a DAZN, di Nikola che segna quanto il titolare, 6 in campionato e 8 in tutto: <em>“Non mi importa chi parte dall&#8217;inizio o chi entra, lavoriamo bene tutti i giorni per farci trovare pronti all&#8217;appuntamento. Ora pensiamo all&#8217;Union Saint-Gilloise mercoledì. Adesso sto segnando</em> (5 nelle ultime 5, tre di fila compreso il Bilbao, ndr)<em>, nei primi mesi per me era tutto nuovo ma di problemi non ne ho mai avuti&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Parma &#8211; Krstovic entra e chiude con assist e gol</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. Nikola Krstovic, assist [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/836e7bf8-3d86-4e90-803e-e04df161fa75.jpeg"><p>Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. <strong>Nikola Krstovic</strong>, assist per la prima da nerazzurro di <strong>Giacomo Raspadori</strong> e tap-in per calare il poker sul <strong>Parma</strong>, è l&#8217;uomo-più di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> che prima di chiuderla ha vissuto qualche attimo di esitazione.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: salvifico per tenere gli occhiali inforcati a nove sinfonie scarse dal vantaggio, salvifico sul possibile dimezzamento. Benedyczak e Pellegrino ne hanno trovato uno forte. Il più forte, anche in prospettiva azzurra.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: lucido e sul pezzo fino a centrare l&#8217;ultimo pallone utile per rimpinguare il bottino. Turnover con vista coppa o no, in questo momento non esiste che faccia la riserva di Kossounou.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: preferito al suo sostituto di giornata in assenza di un centravanti classico, anche se il contraccolpo per la partita coi baschi non pare essere del tutto alle spalle (1’ st <strong>Hien</strong> 6: non sarà colpa sua, ma Pellegrino gli scappa una volta. Soffre a trovare il ritmo da cambio in corsa, di grossa cilindrata com&#8217;è, e le sue uscite palla al piede prendono in contropiede i compagni).<br />
<strong>Ahanor</strong> 7: ci mette lo zampino sia nell&#8217;azione del raddoppio che nella quaterna finale. Ribaltamenti di fronte fulminei, grande personalità. Al compimento dei diciott&#8217;anni, ovvero tra 28 giorni, potremmo ritrovarcelo pure in azzurro&#8230; se la cittadinanza italiana non gli allungherà l&#8217;attesa. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: la partita giusta per rifiatare restando sempre dentro la partita. Essere sul pezzo non significa essere per forza decisivi.<br />
<strong>De Roon</strong> 7: col capolavoro a rimorchio eguaglia i 23 gol di un altro famoso capitano, Glenn Stromberg, ma con parecchie partite in più (422 contro 273). Riscatta lo svarione costato il terzo gol dei Leoni della Biscaglia. Essere sul pezzo o essere nella storia? Va bene lo stesso. Chiude pure la visuale a Oristanio da libero aggiunto (34’ st <strong>Lookman 6</strong>: un pallone che il montenegrino non sfrutta e un disimpegno in orizzontale dall&#8217;area piccola. Mai banale).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: di stima, per il risultato alza-media di chi s&#8217;è visto di meno e perché gli avversari sono quello che sono. Commette l&#8217;errore di perdere sulla pressione di Troilo nella chance di Pellegrino la palla appena conquistata, poi sbuca dal limite sul piede dell&#8217;avversario e per questione di centimetri non era rigore.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: torna quinto dopo cinque match da mezzapunta sinistra e si guadagna il rigore. Stavolta non batte gli angoli così bene, ma va bene lo stesso (16’ st <strong>Bernasconi</strong> 6: i polmoni di riserva in una fase in cui serviva il quinto difensivo). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: sterzata da campionissimo per il bis e giocate grandeggianti anche di suola, ma a parte un tiro di personale e individualista non offre un tubo. Grande leadership e che segnino pure gli altri (28’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: che un Mister Utilità come lui debba aspettare il suo turno può apparire un controsenso. Invece è la misura della profondità attuale della rosa).<br />
<strong>Raspadori</strong> 7: teniamoci bassi non per essere stringati, ma per non farci scappare di aver scoperto il nuovo fenomeno. Grande punta lo è da sempre. Scambia col nazionale polacco per il penalty che la sblocca, ci prova quattro volte compresi due muri in corner e alla fine raccoglie il premio a tanti sforzi.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: ha un backup da 6 su 8 totali in campionato come lui, è freddo dal dischetto e partecipa alla manovra. La continuità nell&#8217;arco della partita, però, non chiediamogliela sempre (16’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: assist per il tris e poker in proprio, anche se non se l&#8217;è costruito certo da solo. Lanciato in profondità e colto nella corsa è imprendibile). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a tre rispetto alla ferita ancora aperta dell&#8217;Athletic Bilbao e Zalewski tornato a tutta fascia, ma la squadra gira meglio e al riparo da amnesie. Sembra aver trovato la quadra. Un&#8217;altra Pisa poteva essere dietro l&#8217;angolo, invece il manico non perde mai contatto con la saggina. E gli avversari sono spazzati via. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta a forza quattro sul Parma: smaltite rabbia e delusione per il Pisa e l&#8217;Athletic Bilbao</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:02:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cac3c450-b731-4a9c-b6d6-13ed31345614.jpeg"><p>22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7, Djimsiti 6 (1’ st Hien 6), Ahanor 7; Zappacosta 6, De Roon (cap.) 7 (34’ st Lookman 6), Ederson 6, Zalewski 6,5 (16’ st Bernasconi 6); De Ketelaere 7 (28’ st Pasalic 6,5), Raspadori 7; Scamacca 6,5 (16’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>PARMA (3-5-2):</strong> Corvi 6,5; Circati 5,5 (1’ st Valeri 6), Troilo 5,5, Valenti 5,5; Britschgi 5,5, Keita 6 (40’ st Ordonez sv), Estevez 6 (1’ st Oristanio 5,5), Sorensen 6 (19’ st Ondrejka 5,5), Delprato 6; Bernabé 6,5, Benedyczak 6 (1’ st Pellegrino 6,5). A disp.: 66 Rinaldi, 67 Casentini, 61 Drobnic, 25 Cremaschi, 11 Almqvist, 30 Djuric, 76 Mikolajewski. All.: Carlos Cuesta 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata 7 (Peretti di Verona, Bianchini di Perugia; IV Massimi di Termoli. V.A.R. Nasca di Bari, A.V.A.R. Marini di Roma 1).<br />
<strong>RETI:</strong> 15’ pt Scamacca (A), 24’ pt De Roon (A), 28’ st Raspadori (A), 47’ st Krstovic (A).<br />
Note: pomeriggio nuvoloso e freddo ma non troppo, spettatori 21.815 per un incasso di 477.645,18 euro. Ammonito Scamacca per gioco scorretto. Tiri totali 21-15, nello specchio 9-2, parati 5-2, respinti/deviati 9-6. Corner 6-9, recupero 1’ e 4’.</p>
<p>Bergamo &#8211; Come dimenticare il <strong>Pisa</strong> e il mercoledì sera stortissimo. Se il vantaggio di <strong>Scamacca</strong> è di rigore, il bis di <strong>De Roon</strong> (23 gol come Stromberg, ma in 422 partite anziché 273) l’abito su misura per lo sforzo prodotto in un lavoro di alta sartoria, il tris di <strong>Raspadori</strong> il Jack per far saltare definitivamente il banco del <strong>Parma</strong> e il poker di <strong>Krstovic</strong> la consacrazione del vice centravanti che è pure il co-capocannoniere a quota 8. L’Atalanta di campionato dimentica le amnesie di Champions con <strong>l’Athletic Bilbao</strong> e continua a tenere botta all’inseguimento della zona coppe. Il Como, a 5 punti, è il prossimo avversario, il primo febbraio, alle 15 al Sinigaglia. Prima c&#8217;è da rendere visita all&#8217;Union Saint-Gilloise per conservare le speranze di passaggio diretto agli ottavi di finale.</p>
<p>Lo svantaggio subitaneo è sventato dal balzo prodigioso di Carnesecchi, che al 6’ scarso toglie dalla porta il colpo di nuca di Benedyczak nel gioco delle torri in mischia col grande ex Delprato innescato dallo schema lungo di Bernabé. Circati svetta invece con la sommità del capo sul secondo corner conseguente. A cronometro raddoppiato, Britschgi devia sopra l’incrocio il sinistro di Raspadori ed ecco l’episodio che spezza l’equilibrio. Il bolognese la ripassa a Zalewski dal lato corto e proprio il laterale ospite lo aggancia sulla caviglia destra senza che il centravanti di casa perdoni prendendo la rincorsa leggermente da sinistra per la seccata nell’angolino alla destra di Corvi.  </p>
<p>I ducali ci sono e Keita risponde presente dalla distanza sulla scorta del terzo angolo a favore, dato che si pareggia, ma il suo destro entro metà primo tempo si alza troppo. Il raddoppio è dietro l’angolo, anzi il rimorchio di De Ketelaere in sterzata su Valenti lungo l’azione Scamacca-Ahanor con filtrante, tutto a favore del capitano che battezza il sette opposto girando splendidamente di destro. Da lì, un altro paio di fiammate atalantine, con Ederson a sprecare il tris (27’) ciancicando il mancino portogli in corridoio dall’assistman del 2-0, stavolta spostato verso sinistra. Il fiammingo è scatenato e un rinvio di Carnesecchi lo coglie pronto a impegnare dal fondo il portiere avversario col piede debole, mentre l’arbitro Sacchi non vede la deviazione di Troilo in corner. Fotocopia di là, scollinata la mezzora, perché il piedone di Scalvini c’è eccome a far alzare a Sorensen la sfera allungatagli da Bernabé in posizione favorevole. A cavallo del 40’ l’apripista scaraventa in Curva Nord ricevendo dal solito noto, che poi telefona all’ultimo ostacolo.</p>
<p>La ripresa s’avvia con la spettacolare rovesciata di Raspadori allungata di testa da Hien per la presa alta di Corvi (4’), mentre Britschgi si fa chiudere da Hien la linea che demarca la fine del rettangolo lungo 105 metri. La diga olandese argina Oristanio che si gira sul mancino calciando alto e largo dal limite, poi i cambi anche per la Dea con Raspadori servito sul destro da Krstovic: il nemico coi guanti gliela alza sopra la traversa a un tocchettino dal ventesimo. Al settantesimo, Ederson perde la bocca a favore di Troilo che filtra per Pellegrino, ma Carnesecchi usa corpo e gamba destra per dirgli di no. Il nuovo di gennaio s’apposta davanti al secondo palo e da lì colpisce per il tris, prima volta con tale messe di gol segnati in campionato della gestione Palladino, sfruttando l’assist dalla destra del montenegrino lanciato dal rinvio di Carnesecchi addizionato della prolunga del nuovo entrato Pasalic. A nove dal novantesimo Krstovic in scivolata non arriva a deviare il tracciante di Lookman, ma si rifà calando il poker riprendendo il destro in mischia di Ahanor parato da Corvi su cross da sinistra di Scalvini spondato da Pasalic. <strong>Esseffe</strong></p>
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		<title>Le pagelle con l&#8217;Athletic Bilbao &#8211; Difesa e De Roon ko, CDK fermo al palo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 23:36:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta contro l&#8217;Athletic Bilbao risentono inevitabilmente degli errori individuali, anche plurimi, sul quarto d&#8217;ora fatale. Carnesecchi 6: non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cd8aa40e-80b3-4c95-b172-fc12cb62aa85.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> contro l&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> risentono inevitabilmente degli errori individuali, anche plurimi, sul quarto d&#8217;ora fatale.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: non ha colpe, ma se non ne deve parare nemmeno una significa che davanti a lui c&#8217;erano le statuine del presepio. </p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: Serrano gli sfreccia davanti per il sorpasso senza che lui ne intuisca nemmeno la presenza. </p>
<p><strong>Djimsiti</strong> 5: un armadio che non apre l&#8217;anta per fermare un centravanti fisicamente inferiore non di poco è un altro segnale d&#8217;allarme in mezzo al blackout. Ripresa in catalessi.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5: si fa fregare dal grande protagonista della ripresa. Come paralizzato. Non avesse sbucciato quella palla, parleremmo di ottavi diretti (31’ st <strong>Ahanor</strong> 6: per quanto in modo arruffato, almeno si dà da fare, sbuffa, ribalta il fronte e tira). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: dopo lo slalom del possibile bis frustrato dalla mancanza di angolazione, ma quantomeno a differenza delle punte lui entra e ci prova, ritarda la diagonale sul 2-1 di Serrano ammainando bandiera dopo un&#8217;ora e passa abbastanza alla grande (31’ st <strong>Samardzic</strong> 6: la palla in mezzo per il gol della vana speranza).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: come faccia uno della sua esperienza a regalare palla per la chiusura della pratica degli avversari non è dato saperlo. Non è sufficiente il lancio per Zappacosta ad alleviargli l&#8217;insufficienza. Chissà perché Juric, lasciandolo in panchina, alla fine ci ha rimesso il posto. Sta forse giocando globalmente meglio di quando in serie A la classifica languiva?<br />
<strong>Ederson</strong> 5,5: sottotono nella ripresa, ma non è che nel primo tempo, a parte farla girare nell&#8217;azione del vantaggio, avesse combinato chissà cosa. Così non serve neanche lui.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: sfiora il bis e non lo fa, sua colpa personale (37’ st <strong>K. Sulemana</strong> sv).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: si ferma al palo, nel senso che alle prime difficoltà si smonta da solo. Roba vista e rivista. Non basta rimettere la testa a posto alzandola nella manovrina del 2-3.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: il suo l&#8217;aveva fatto, assist compreso per schiodarla. Rientra, lotta, sgomita, prende una fracca di falli e di punizioni da posizioni favorevoli a schemi i più svariati. Perché togliere lui? (20’ st <strong>Lookman</strong> 6: entra nel secondo gol, ma l&#8217;uno contro uno è ancora appannato dalle fatiche marocchine). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: la apre e non può chiuderla per ragioni tuttora non chiare. C&#8217;era Boiro a tenere in gioco De Ketelaere, in fuorigioco di una scarpa? Bene spalle alla porta, un po&#8217; meno nel resto (21’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: fa il suo con caratteristiche penalizzanti in una partita dal simile svolgimento). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: non trova le contromosse alla virata tattica dei baschi con la sottopunta e Navarro a destra, che fa quel che gli pare. Era da togliere un De Ketelaere assolutamente sdraiato dal palo preso alle soglie dell&#8217;intervallo, non Zalewski. Domandona: perché insistere su De Roon ed Ederson quando ne azzeccano pochissime?<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Palladino ha l&#8217;amaro in bocca: &#8220;Gli ottavi diretti? Un sogno. Il pari una mazzata, blackout inspiegabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 23:16:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli ottavi di finale diretti? &#8220;Era un sogno, non un obiettivo. Andiamo avanti imparando la lezione. Nelle difficoltà bisogna imparare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/d1fe3eb3-b833-41aa-a446-961b5f8f43a3.jpeg"><p>Gli ottavi di finale diretti? <em>&#8220;Era un sogno, non un obiettivo. Andiamo avanti imparando la lezione. Nelle difficoltà bisogna imparare a stare dentro e giocarci facendo cose diverse. Il pari preso dopo aver sbagliato il raddoppio, anche per sfortuna, vedi il palo di <strong>De Ketelaere</strong>, ci ha dato una mazzata dando il via un quarto d&#8217;ora di blackout inspiegabile&#8221;</em>. <strong>Raffaele Palladino</strong> è il primo a non sapere cosa sia successo alla sua <strong>Atalanta</strong>, in dominio totale con l&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> per 56 minuti e capace di farsi calare il tris in un fazzoletto salutando la top eight della League Phase con una sola partita residua dall&#8217;<strong>Union Saint-Gilloise</strong>: <em>&#8220;Un primo tempo perfetto, eravamo in pieno comando: non siamo stati bravi né fortunati nel cercare il due a zero per chiuderla, tra il gol annullato a <strong>Scamacca</strong> che non ho rivisto e il palo di <strong>De Ketelaere</strong>.  Abbiamo tenuto la partita in bilico ma sul pari abbiamo subìto la mazzata. Non possiamo permetterci di perdere occasioni così&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico mugnanese commenta la rimonta basca: <em>&#8220;Abbiamo preso tre gol su tre tiri e tre mezze occasioni. Il primo su un lancio lungo con fallo su Djimsiti, il secondo da un traversone cinque contro due senza marcare in area, il terzo su una palla persa. Abbiamo preso una botta che ci ha disunito e confuso sull&#8217;1-1. Non è colpa della difesa, ma dell&#8217;atteggiamento di tutta la squadra&#8221;</em>, rimarca. <em>&#8220;Non credo sia un problema fisico, la squadra ha corso tanto. Le partite di Champions sono fisiche e anche tecniche. Se vai sotto in 4 minuti, poi è dura riprenderla. Si riparte dalle cose positive e la qualità tecnica nel primo tempo e dalle tante occasioni da gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Alla squadra a fine gara ho detto che dobbiamo stare nelle difficoltà durante la partita. Può succedere di prendere gol, non può succedere di prendere il secondo e il terzo., Va capito che ci sono momenti e momenti, bisogna fare cose diverse</em> &#8211; la chiosa -. <em>Una sconfitta che ci farà crescere, ci rialzeremo subito dalla partita in casa col Parma per riscattarci. Non mi preoccupa il secondo tempo. Non possiamo comandare per novanta minuti, ci sono anche gli avversari che su tre mezze occasioni ci fanno male segnando tre gol&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong><br />
Gianluca <strong>Scamacca</strong>, che forse un altro gol buono l&#8217;aveva pure segnato, con la posizione di Paredes considerata per l&#8217;offside di De Ketelaere ma non quella di Boiro, mastica se possibile più amaro del mister. <em>“Nel secondo tempo dopo aver preso l&#8217;1-1 non ripetevamo più le stesse giocate. Non so cosa sia successo, forse qualcosa a livello fisico. Peccato, perché l&#8217;avevamo preparata al meglio anche sui possibili cambi di sistema di gioco dell&#8217;avversario</em> &#8211; il pensiero dell&#8217;apripista atalantino -. <em>Non abbiamo nemmeno sfruttato le occasioni per raddoppiare, quindi anche noi attaccanti abbiamo le nostre colpe. Da stasera c&#8217;è solo da imparare, se perdi una partita che dovevi e potevi vincere evidentemente è perché manca lucidità&#8221;</em>. </p>
<p>Non meno tenero il capitano <strong>Marten de Roon</strong>, la cui palla persa in uscita è stata all&#8217;origine del terzo gol vizcaìno: <em>&#8220;Siamo crollati dopo aver preso il primo gol perdendo una grandissima occasione per chiudere tra le Top Eight d&#8217;Europa. Bisogna essere convinti dei propri mezzi per riuscirsi, invece qualcosa a livello psicologico è mancato&#8221;</em>. L&#8217;olandese, francamente tra i peggiori in campo, ha una spiegazione tecnica per il ko: <em>&#8220;Ho avuto l&#8217;impressione che avessimo perso i riferimenti nella pressione. L&#8217;uno a uno, così, è come se fosse valso un due a zero contro. Siamo andati nel panico andando avanti da lì in poi senza un filo logico&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino esulta: &#8220;Ora però continuiamo a martellare&#8221;. De Roon: &#8220;Con lui tutti si sentono protagonisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 20:44:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta Raffaele Palladino si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A Bologna ce n&#8217;è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/af9888a1-0813-498d-a7e3-5467e6503a84.jpeg"><p>Stavolta <strong>Raffaele Palladino</strong> si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A <strong>Bologna</strong> ce n&#8217;è una ritrovata: <em>&#8220;Per <strong>Krstovic</strong> la doppietta significa energia pura, ma io per giudicarne la prestazione guardo ad altro. Anche alla fase di non possesso. Nikola ha lottato, battagliato e fatto reparto bene con <strong>Zalewski</strong> e <strong>De Ketelaere</strong> che gli giravano sotto, ha interpretato alla grande la partita. La sua è stata una risposta da campione, anche all&#8217;assenza di <strong>Scamacca</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>Lo spottone dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> al risolutore doppio del &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221; viene proiettato presto al resto del gruppo: <em>&#8220;Ho visto una squadra che ha sudato la maglia attaccando e difendendo insieme.<br />
C&#8217;è un grande entusiasmo, sostenuto da una grande condizione fisica. Il calendario è fitto, ma ho giocatori molto forti anche di testa. Stasera bastava un pizzico di qualità in più per sbloccare il risultato. Il <strong>Bologna</strong> è una squadra dinamica e di qualità che ha proposto giocatori freschi e riposati, perché rimasti fuori contro l&#8217;Inter. Benissimo, oggi, ma bisogna continuare a martellare&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;I punti persi all&#8217;inizio sono stati tanti, ma stiamo scalando posizioni, anche se le concorrenti davanti spingono. Mi ritengo un uomo fortunato, i ragazzi si applicano e si fanno sempre trovare pronti, si sentono tutti coinvolti. Mi seguono in tutto, mi rende orgoglioso averli visti a questi livelli</em> &#8211; continua il tecnico nerazzurro -. Io, poi, sto dando fiducia a chi in questo momento merita, non ho titolari fissi, nemmeno schemi fissi, Krstovic per me può giocare anche sotto Scamacca. <strong>Non dimentichiamoci che abbiamo cinque giocatori fuori, compresi <strong>Kolasinac</strong> e Gianluca persi nelle rifiniture. <strong>Brescianini</strong> e Kamaldeen sono entrati bene, <strong>Krstovic</strong> ha fatto una grandissima partita, <strong>Ahanor</strong> che ha 17 anni addirittura meravigliosa&#8221;</strong>.</p>
<p>Il giudizio positivo a tutto tondo dell&#8217;uomo in panchina trova l&#8217;eco nella voce dello spogliatoio, anche in campo. <em>&#8220;Siamo tornati la vera Atalanta, abbiamo tolto il palleggio agli avversari. Siamo a due vittorie di fila contro avversari difficili, è già un mese che stiamo lavorando molto bene</em> &#8211; assicura <strong>Marten De Roon</strong> -. <em>Questa squadra ha qualità, quando va al massimo. La partita è stata preparata bene, nel primo tempo non abbiamo lasciato al Bologna lo spazio e il tempo per giocare, abbiamo recuperato tanti palloni.<br />
Col mister è tornata nei giocatori la voglia di essere protagonisti. Lo dimostrano le prestazioni e la determinazione di quelli che solitamente giocano meno e quando entrano sanno essere decisivi&#8221;</em>. </p>
<p>Il capitano sostiene la sua narrazione con un esempio di reparto: <em>&#8220;In difesa siamo in un momento di difficoltà. Non c&#8217;è <strong>Kossounou</strong>, ma è rientrato <strong>Scalvini</strong>. Abbiamo perso <strong>Kolasinac</strong>, ma al suo posto <strong>Ahanor</strong> ha giocato con la maturità di un ventottenne&#8221;</em>. Questione di fiducia, per la diga dei Paesi Bassi: <em>&#8220;Quella che Carnesecchi ha regalato ai difensori con la parata importante. Noi dal centrocampo in giù, quando togliamo la palla agli avversari, diamo a nostra volta fiducia agli attaccanti. Abbiamo tolto il palleggio al Bologna costringendolo alle palle lunghe, che poi abbiamo puntualmente recuperato per creare il contesto ideale per Krstovic, che ha fatto una partita straordinaria. Miranda rimaneva alto e i nostri braccetti aggredivano per creargli spazio intorno&#8221;</em>. Giudizi da allenatore in campo, ma in futuro? <em>&#8220;Palladino mi ha detto che è un mestiere impegnativo. Se mi considerano un allenatore per i compagni, è un complimento. Di sicuro quello vero ci ha riportato entusiasmo e anche una sana rivalità tra i giocatori per prendersi il posto in squadra. Guardate Krstovic&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p>Infine, il protagonista dell&#8217;ultima di andata, presentatosi solo ai microfoni di DAZN quale migliore in campo per la Lega di Serie A. <em>“Sono tre punti importantissimi dopo aver dato tutto, adesso abbiamo la partita in casa sabato. Dei miei due gol il primo è merito solo di De Ketelaere, pensavo tirasse e invece mi ha dato la palla: ringrazio Charles per il bell&#8217;assist</em> &#8211; il pensiero di <strong>Nikola Krstovic</strong> -. <em>Dedico un gol a mio figlio e l&#8217;altro al Montenegro che festeggia il Natale ortodosso. Io festeggerò a casa con la mia famiglia&#8230; e poi c&#8217;è il Torino per continuare a vincere&#8221;</em>.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Djimsiti in bilico per l&#8217;Inter, tocca ancora a De Roon?</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2025 17:14:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[ballottaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Berat Djimsiti]]></category>
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					<description><![CDATA[Berat Djimsiti, pur tornato individualmente al lavoro all&#8217;indomani della pausa natalizia, resta l&#8217;unico giocatore dell&#8217;Atalanta sul filo del rasoio della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/bc93af2a-619c-4362-95e7-b0a1a9319074.jpeg"><p>Berat <strong>Djimsiti</strong>, pur tornato individualmente al lavoro all&#8217;indomani della pausa natalizia, resta l&#8217;unico giocatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> sul filo del rasoio della convocazione in vista della supersfida domenicale con <strong>l&#8217;Inter</strong> alla New Balance Arena di Bergamo. Mancano un altro pomeridiano e il mattutino del giorno della partita al nazionale albanese per rientrare in gruppo: l&#8217;allenatore Raffaele Palladino si era detto ottimista alla vigilia del Genoa, ma se il trentaduenne braccetto non dovesse farcela sarebbe senz&#8217;altro riproposta in blocco la difesa di Marassi con <strong>Marten de Roon</strong> arretrato in terza linea insieme a Isak Hien e Sead Kolasinac.</p>
<p>Sarebbe dunque l&#8217;olandese, al cospetto del 3-5-2 di Cristian Chivu, a doversi occupare di uno tra Mkhitaryan (il più probabile) e Barella uscendo sulla mezzala. Dello svedese e del bosniaco, rispettivamente, l&#8217;onere della marcatura su Thuram e Lautaro.</p>
<p>Davanti, insieme a De Ketelaere e Scamacca, ballottaggio multiplo tra il rientrante (lutto per la morte di papà Ivica mercoledì scorso) Mario <strong>Pasalic</strong>, a meno che non faccia il trequartista unico dietro due punte in uno schieramento più prudente, Samardzic, Maldini e Kamaldeen per il posto residuo largo a sinistra ma non troppo.</p>
<p>La probabile formazione col 3-4-2-1: 29 Carnesecchi; 15 De Roon, 4 Hien, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 6 Musah, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 17 De Ketelaere; 9 Scamacca. In panchina: 31 Rossi, 57 Sportiello, 19 Djimsiti (?), 42 Scalvini, 69 Ahanor, 59 Zalewski, 8 Pasalic, 44 Brescianini, 7 K. Sulemana, 70 Maldini, 90 Krstovic. All.: Raffaele Palladino. <strong>Out sicuri:</strong> Bakker (riaterlizzazione), Bellanova (terapie da lesione al bicipite femorale destro, come Djimsiti ma di secondo grado), Kossounou (in Coppa d&#8217;Africa), Lookman (in Coppa d&#8217;Africa). <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino: &#8220;Serata magica e storica, adesso la rimonta in campionato&#8221;. CDK e Scamacca: &#8220;Svolta, vogliamo continuare a giocare queste sfide&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 23:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
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					<description><![CDATA[Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. Charles [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/71489549-cf53-4ca2-baff-6c12ac0210b0.jpeg"><p>Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. <strong>Charles De Ketelaere</strong> racconta le verità e soprattutto le volontà dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> nel dopogara col <strong>Chelsea</strong> a bordocampo, da migliore assoluto, senza discussioni, nella sesta giornata della League Phase: <em>&#8220;Dobbiamo giocare sempre così, se vogliamo continuare a giocare queste partite anche la prossima stagione. Non possiamo più essere quelli di Verona, serve continuità&#8221;</em>.</p>
<p>Un&#8217;eco che risuona anche dalla pancia della New Balance Arena di uno dei martedì di Champions più gloriosi di queste cinque edizioni finora affrontate: <span style="font-weight: 400;"><em>“Non mi spiego ancora la sconfitta del Bentegodi. Non possiamo essere così diversi tra campionato e Champions nel giro di tre giorni. Noi dobbiamo essere questi: il dna dell’Atalanta è la qualità e l’aggressività di gioco. Le prestazioni e lo spirito che non devono mai mancare sono quelli dimostrati contro i campioni del mondo, una squadra molto forte già a studiarla, come ho fatto in estate, e ancora più forte vista dal vivo</em> &#8211; l&#8217;appello di <strong>Raffaele Palladino</strong> a bocce ferme -. <em>La squadra ha nel dna la competitività. Più le partite sono dure, più vogliono competere. L’hanno fatto in maniera perfetta, con coraggio, contro uno degli avversari più forti che esistano. L’ho percepito, questa cosa non deve mai mancare. Ripartiamo da qui, la strada è quella giusta. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>I ragazzi hanno capito il momento della partita soffrendo uniti quando c’era da soffrire. Abbiamo accettato i duelli contro avversari molto temibili, abbiamo attaccato con qualità quando c&#8217;era da farlo, siamo andati a prenderli alti&#8221;</em>.</span></p>
<p>L&#8217;aspetto ambientale, unito a quello emozionale, hanno fatto il resto. <em>&#8220;Non sono uno che si esalta né molto emotivo, per questo per me è inconsueto essere andato a ringraziare e salutare sotto la Curva Nord. Del resto, in tre anni che alleno le prime squadre, non mi erano mai stati rivolti cori come stasera. A</em><span style="font-weight: 400;"><em>bbiamo regalato a tutta la città una notte magica, siamo molto felici ma dobbiamo pensare subito al campionato</em> &#8211; prosegue il mister -.<em>&nbsp;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Siamo stati solidi e intensi. Calcoli sull’ottavo posto nella classifica di questa fase non ne faccio, però. Preferisco far vedere alla squadra la classifica del campionato. Va presa coscienza che siamo troppo indietro e dobbiamo recuperare”</em>.</span></p>
<p>Un pensiero al Cagliari sabato sera, l&#8217;ennesimo rintocco del fastidio veronese di sabato scorso:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Se i cambi di sabato fossero stati per demerito, avrei dovuto cambiare tutta la squadra. Stasera, invece, parlare dei singoli è molto riduttivo. Tutti hanno fatto una preparazione alla partita perfetta. <strong>Bernasconi</strong> ha sfruttato l’occasione, io ne do a tutti e tutti devono stare sul pezzo. Ha fatto una grande partita, è un ragazzo serio e umile, anche in allenamento va sempre forte. Era la serata giusta per lui, gioca a sinistra ed è mancino, avevo bisogni di quinti più difensivi”</em>. E gli altri? </span><em><span style="font-weight: 400;">“<strong>Krstovic</strong> ha fatto la guerra quando serviva, c’eravamo abbassati, poi <strong>De Ketelaere</strong> ha tirato fuori dal cilindro una magia.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>Kolasinac</strong> è stato importante ritrovarlo, infiamma anche i tifosi coi suoi anticipi e coi suoi rilanci. Bisogna centellinargli il minutaggio. Posso contare anche su un altro terzo di sinistra molto bravo come Ahanor. <strong>Scamacca</strong>? Un colpo all&#8217;anca, l&#8217;ho tolto precauzionalmente. Bravo anche a lui a cercarsi chances ottenendo il pari&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Palladino nega la svolta nell&#8217;intervallo. <em>&#8220;Una buonissima gara anche prima, facendo uscire i terzini del Chelsea per andare ad attaccare dal lato opposto, ma c’è mancata la stoccata del gol. Prima di rientrare in campo abbiamo visto in tv quello che c’era da fare, le situazioni da creare, e i giocatori hanno fatto tutto loro </em>&#8211; la chiosa in sala conferenze -. </span><em><span style="font-weight: 400;">Del Chelsea, che fa tante rotazioni, ci si rende conto della forza quando lo si vede dal vivo. </span><span style="font-weight: 400;">Rispetto a Verona ho chiesto di mettere in campo quello che abbiamo sempre messo. Mi piace pensare che sia stato solo un episodio. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Non mi esalto mai, cerco di riportare i piedi per terra. Non voglio minimizzare la serata, è una vittoria che rimarrà nella storia. Godiamocela, ma pensiamo subito al campionato”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<h3>Voci dallo spogliatoio: De Roon, De Ketelaere e Scamacca</h3>
<p>Divisi tra Uefa.com e Sky Sport, ecco tre dei protagonisti in campo. Il capitano e i due marcatori. <em>&#8220;Abbiamo molta qualità, sappiamo come giocare, è stata una serata magica e adesso c&#8217;è da festeggiare</em> &#8211; esulta <strong>Marten de Roon</strong> -.&nbsp;<em>Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, ma abbiamo dato tutto ed è incredibile essere a 13 punti. La League Phase dura altre due partite, non è finita. Siamo in una buona posizione, è importante giocare sempre così&#8221;</em>. <em>&#8220;Adesso Garnacho ci ha visto una seconda volta dopo la finale dell&#8217;Europa League e avrà capito di cosa siamo capaci</em> &#8211; ironizza l&#8217;assistman e match winner <strong>Charles De Ketelaere</strong>, riferendosi allo snobismo dell&#8217;ex Manchester United alla vigilia -. <em>È una serata molto bella anche per i tifosi, ora guardiamo avanti con fiducia. Non possiamo fare prestazioni come quella dell’ultima giornata di campionato e poi vincere gare come questa: dobbiamo essere forti mentalmente, perché possiamo vincere tutte le partite”</em>.</p>
<p>Chiosa con <strong>Gianluca Scamacca</strong>. <em>&#8220;Questa può essere la svolta della nostra stagione&#8221;</em>, il proclama a bocce ferme. <em>&#8220;Una partita incredibile, non ci siamo accontentati come avremmo potuto dopo il mio gol dell&#8217;uno a uno. Abbiamo dato una grande dimostrazione di forza continuando a spingere. Sono contento della reazione che abbiamo avuto dopo la gara di sabato, la fiducia nella svolta nasce da qui&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino: &#8220;Vogliamo alzarla&#8221;. De Roon: &#8220;Bello ispirare i giovani&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 17:48:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Fuori uno, dopo il poker al Genoa: &#8220;Vederla da vicino tre volte senza alzarla fa male. Arriviamo fino in fondo&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/90d905b5-c7e1-4b7d-bff9-4c4f36cabb63.jpeg"><p>Fuori uno, dopo il poker al <strong>Genoa</strong>: <em>&#8220;Vederla da vicino tre volte senza alzarla fa male. Arriviamo fino in fondo&#8221;</em>. Fuori due: &#8220;<em>La via più semplice per vincere un trofeo: cinque partite e lo fai. Giovani? Esperti? Il mio gol? Essere d&#8217;ispirazione e d&#8217;esempio in spogliatoio è bello&#8221;</em>. Le firme, nel dopogara di Coppa Italia dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, le mettono l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> e il capitano-bomber d&#8217;occasione <strong>Marten de Roon</strong>.</p>
<p>C&#8217;è un tecnico da tre su tre dopo il ko all&#8217;esordio di Napoli che spiega l&#8217;avvicendamento di cinque undicesimi della formazione anti Fiorentina della domenica prima:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Non credo nel turnover, metto sempre in campo la formazione migliore sulla base degli allenamenti. Ho cambiato la catena di sinistra anche perché <strong>Zappacosta</strong> aveva la febbre; volevo vedere <strong>Zalewski, Kolasinac</strong> e Sulemana che però s’è fatto male e non avremo per un po’ di tempo. Volevo vedere anche Sportiello. Io vedo tutti e faccio valutazioni”</em>. La metamorfosi in poche parole: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Appena arrivato c’era un dato, eravamo ultimi per duelli vinti e recupero palla in zone alte. Era importante migliorarlo, stiamo facendo un buon lavoro ma la differenza la fa la pressione degli attaccanti. Quando lavorano bene loro, lavora bene tutta la squadra che poi li serve”</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Palladino si spende come sempre nell&#8217;elogio di organico, dirigenza e ambiente. <em>“Sono stato aiutato da tutti, da una società seria con A<strong>ntonio e Luca Percassi</strong> più Tony D’Amico quotidianamente al campo, fino a un gruppo straordinario. Tutti ragazzi seri, dai più esperti ai più giovani: anche chi è subentrato ha fatto bene. Non mi aspettavo una squadra così forte, mi sorprende sempre di più ogni giorno che ci sto dentro. Il gruppo ha nelle corde grandi qualità. Sabato sarà una bella partita a Verona contro una squadra difficile da affrontare a casa sua”</em>. Seguono i singoli, partendo dall&#8217;unico big non sostituito: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Scamacca</strong> sta mettendo l&#8217;intensità che aveva un po&#8217; perso, non giocava una partita intera da un anno e mezzo. Più mette benzina nelle gambe, meglio si sente”</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ancora, sulla punta di diamante: <em>“<strong>De Ketelaere</strong> è un leader in campo. Un ragazzo introverso e silenzioso, ma vuole la palla e fare gioco, dobbiamo dargli la palla perché sente gli spazi dove può far male agli avversari. Ha un talento incredibile, lo sta associando a una fase difensiva fantastica. Se in tre partite abbiamo fatto nove gol senza prenderne è perché gli attaccanti stanno lavorando bene”</em>. Ci sarebbe il punto dolente: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Daniel <strong>Maldini</strong> lo conosco da Monza, credo tanto in lui. Ha bisogno di minutaggio, dovrà sfruttare le occasioni. Ha un grande talento, ha bisogno della fiducia di tutti. Ha preso palo, poteva far gol, io gli chiedo qualcosina in più oltre all’intensità negli allenamenti. Non ho un focus solo sull&#8217;attacco. La mia idea di gioco ha sempre portato frutti dai quinti, dobbiamo avere gol anche da loro. Ma dalle loro zone portiamo tanti palloni in avanti”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">“Sono felice di <strong>Kolasinac</strong> per cui abbiamo stilato un programma individuale. E’ stato fantastico, è uno che sta facendo lavori integrativi di forza e di corsa, siamo felici di averlo ritrovato. Ho bisogno di recuperare <strong>Scalvini</strong>, ma io ho bisogno di tutti perché giochiamo tante partite. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Ho trovato bene <strong>Bernasconi</strong>, ragazzo serissimo di grande prospettiva, un ottimo giocatore che viaggia a duemila negli allenamenti. Ultimamente ho fatto scelte diverse dal suo lato con <strong>Zappacosta</strong>, ma altre occasioni non mancheranno”</em>, prosegue l&#8217;allenatore mugnanese. <em>“Ci tengo tanto alla Coppa Italia, è l’obiettivo comune di tutti. Qui l’hanno vinta solo nel 1963, vederla tre volte e non alzarla fa male. Vogliamo arrivare fino in fondo”</em>.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span>L&#8217;autore del bis in avvio di ripresa fa un altro spottone pro Palladino. <em>&#8220;</em><span style="font-weight: 400;"><em>Non beccare gol è importante, almeno così sei sicuro di non perdere. Hanno detto in tanti che il mister ha riportato l’entusiasmo la voglia di giocare per vincere, andando sempre in pressione e sempre avanti. Il messaggio dell’allenatore è di non avere paura di sbagliare. Anche Scamacca pressa e ruba palloni, un messaggio importante”</em>, sottolinea<strong> De Roon</strong>. Il mix generazionale sognato da Ivan Juric sta prendendo forma agli ordini del suo successore: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Stavolta hanno segnato la vecchia guardia e la nuova generazione. E’ bello ispirare la mentalità atalantina in spogliatoio. Era importante dare continuità alle prestazioni e ai risultati sotto la gestione Palladino”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Sì, ma cosa dice di così determinante il quarantunenne semi-esordiente a grandi livelli ai suoi? </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Di spingere, di continuare a mettere metri nelle gambe. Ma il mister all’intervallo ci ha spronati a continuare, perché la partita non era chiusa. La Coppa Italia è la via più semplice di alzare un trofeo: cinque partite e ce la puoi fare, noi ci abbiamo già tentato tre volte”</em>. Infine, sul turnover:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Muriel</strong>, che abbiamo visto allo stadio con la Fiorentina, è l’esempio più importante che dalla panchina si può essere comunque determinanti. Le riserve oggi hanno spinto forte, abbiamo bisogno di tutti con una partita ogni tre giorni”</em>. </span></p>
<p>Dulcis, in fundo, la prima da titolare dal 13 aprile scorso, quella del crac al crociato sinistro col Bologna, di <strong>Sead Kolasinac</strong>, reduce da due comparsate da subentrante. <em>&#8220;L&#8217;affetto e il sostegno dei tifosi fa sempre piacere. L&#8217;importante è aver dato continuità a questo buon momento della squadra. Siamo partiti forte e abbiamo dominato la partita</em> &#8211; la chiosa del braccetto bosniaco di padre montenegrino -.<em> Per me, come per chiunque resti lontano dal campo per tanto tempo, tornare a giocare da titolare è stato fondamentale. Abbiamo vinto giocando bene, dobbiamo continuare su questa strada&#8221;</em>.<br />
<span style="font-weight: 400;"><em><strong>SF</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Coppa Italia, poker al Genoa e Juventus raggiunta ai quarti: l&#8217;Atalanta non molla un centimetro</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 16:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[4-0]]></category>
		<category><![CDATA[Berat Djimsiti]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[Honest Ahanor]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[ottavo di finale]]></category>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia, ottavo di finale &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 3 dicembre (ore 15)&#160; Atalanta &#8211; Genoa 4-0 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/fe13c56d-fc38-4eea-8a60-117faf9dea8c.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">Coppa Italia, ottavo di finale &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 3 dicembre (ore 15)&nbsp;<br />
</span><strong>Atalanta &#8211; Genoa 4-0 (1-0)<br />
</strong><span style="font-weight: 400;"><strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Sportiello 6,5; Djimsiti 7,5 (15’ st Brescianini 6), Hien 6, Kolasinac 6,5 (15’ st Ahanor 7); Bellanova 6,5 (29’ st Bernasconi 7), De Roon (cap.) 7, Pasalic 7, Zalewski 7; De Ketelaere 7 (16’ st Samardzic 6), K. Sulemana sv (21’ pt Maldini 6); Scamacca 6,5. A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi; 3 Kossounou, 42 Scalvini, 6 Musah, 13 Ederson, 11 Lookman, 90 Krstovic. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>GENOA (3-5-2):</strong> Siegrist 5,5; Norton-Cuffy 5,5 (33’ st Venturino 5,5), Otoa 5, Vasquez (cap.) 5,5; Ellertsson 5,5, Masini 6, Frendrup 5,5 (26’ st J. Onana 5,5), Stanciu 6 (26’ st Cuenca 5,5), Fini 5; V. Carboni 5,5 (1’ st Marcandalli 5,5), Ekhator 6 (26’ st Ekuban 5,5). A disp.: 1 Leali, 39 Sommariva; 5 Ostigard, 3 Martin, 2 Thorsby, 10 Messias, 9 Vitinha, 29 Colombo. All.: Daniele De Rossi 5.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Arbitro:</strong> Perri di Roma 1 (Imperiale di Genova, Giuggioli di Grosseto; IV Colombo di Como. V.A.R. Prontera di Bologna, A.V.A.R. Chiffi di Padoca).&nbsp;<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>RETI:</strong> 19’ pt Djimsiti (A), 9’ st De Roon (A), 37’ st Pasalic (A), 46’ st Ahanor (A).<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Note:</strong> pomeriggio tipicamente tardo-autunnale ma secco, spettatori 11.651. Espulso Fini al 36’ pt per fallo su chiara occasione da gol. Tiri totali 21-3, nello specchio 6-2, parati 2-2, respinti/deviati 4-0, legni 2-0. Var: 3 (check su fuorigioco Scamacca, espulsione Fini per eventuale fuorigioco di Bellanova e su eventuale fallo in attacco sul 3-0). Corner 8-4, recupero 4’ e 3’ .</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Bergamo</strong> &#8211; Un poker per il tris di vittorie palladiniane di fila in scia a Francoforte e alla Fiorentina. La spizzata di <strong>Djimsiti</strong> su palla a rientrare di Zalewski apre la via che non sono nemmeno venti lancette, la seccata tremenda di <strong>Marten de Roon</strong>, il </span><a href="http://tap.in"><span style="font-weight: 400;">tap</span></a><span style="font-weight: 400;">-in da zero metri di <strong>Pasalic</strong> davanti al secondo palo. La quaterna completata di testa dal grande ex <strong>Honest Ahanor</strong> sulla ruota di un <strong>Genoa</strong> penalizzato dal rosso diretto a Fini nel finale del primo tempo premia l’ottavo di finale casalingo di Coppa Italia dell’<strong>Atalanta</strong>, che raggiunge la <strong>Juventus</strong> ai quarti dopo aver fatto polpette del Grifone.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Venti secondi e Hien perde il boccino sulla linea di fondo, ma <strong>Sportiello</strong>, titolare nella coccarda, chiude il palo di competenza all’attaccante ospite. La risposta di <strong>Sulemana</strong>, sganciatosi dalla catena di sinistra, è un improbabile tiro-cross dal lato corto che sbatte sul sostegno della porta. Al sesto Pasalic ne risolve una problematica in mezzo all’area su palla di Stanciu da sinistra. Il corner è il remedium peccatorum, non ce n’è invece per Kamaldeen che prima di cedere all’acciacco di turno al nono entra duro su Siegrist, in ambasce in scivolata per l’assurdo retropassaggio di Norton-Cuffy. A cronometro raddoppiato, la <strong>traversa</strong> dice no all’incornata da centro area del croato accompagnata dal pallone morbido di <strong>De Ketelaere</strong> dall’out sinistro sugli sviluppi del primo angolo. In coda al secondo, ecco il vantaggio, di mezza tempia destra, del centralone albanese rimasto lì per la situazione inattiva.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Verso metà frazione, il destro del fiammingo deviato in angolo dal muro Grifone sul nuovo spunto dell’italo-polacco col braccetto destro genoano a servirlo letteralmente sui piedi oltre il limite con un alleggerimento di testa da loffia pura. L’apripista svetta ancora (24’), senza equilibrio, sul quarto tiro della bandierina della serie di <strong>Zalewski</strong>. Al 29’, il girello su punizione &#8211; fallo di Vasquez su CDK &#8211; di <strong>Daniel Maldini</strong>, sostituto dell’infortunato ghanese (adduttore destro), si stampa sul primo palo. Entro il tris di lancette, Sporty la prende al defilato capitano nemico, innescato da un erroneo disimpegno di Hien sull’iniziativa di Fini, poi il figlio d’arte, lanciato da De Roon in verticale con una palla bassa mancina, spreca allargando il destro davanti al portiere altrui in uscita. A un tredici abbondante dall’intervallo Fini trattiene Bellanova lanciato verso l’area e raggiunge anzitempo la doccia. Lo schema da fermo viene vanificato dal belga col tocco in orizzontale in mischia per un Maldini che mai nella vita avrebbe potuto tirare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scamacca</strong> (43’) svetta centralmente sul piazzato da sinistra del figlio d’arte, entrato con voglia equivalente all’imprecisione nell’ultima scelta personale, cosa che in avvio di ripresa fa il rompighiaccio su due gambe, dritto per dritto, su ammollo di <strong>Kolasinac</strong> (4’). Ci prova anche Zalewski dal limite rientrando dal vertice di competenza sparacchiando il tiro (8’). Il capitano di casa timbra il bis di collo esterno su tocco di Maldini, da meno di una ventina di metri, in coda a un’apertura di De Ketelaere mal allontanata in gioco aereo dall’ex del vivaio Marcandalli. Oltre il quarto d’ora, dopo il triplica cambio di Palladino, Ekhator ci prova senza incrociare da fuori.&nbsp;&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ultimo spicchio di gara, seconda metà del secondo tempo: Brescianini su appoggio all’indietro di Samardzic, alto, largo e sbilenco (23’). Il nulla o meglio la gestione fino a un ottovolante dal novantesimo, quando <strong>Bernasconi</strong>, l’ultimo cambio, filtra per il diagonale mancino di <strong>Scamacca</strong> trasformatosi in assist per il <em><strong>Vatreno</strong></em> che la sospinge in porta in caduta davanti al secondo legno. Il sigillo del nigeriano di Cornigliano prossimo alla cittadinanza italiana è una zuccata su sponda sempre di testa del firmatario del tris sull’angolo da destra del mancino di Arcene. E pazienza se è in pratica un&#8217;autorete dell&#8217;estremo difensore che stende il braccio senza impedire alla palla, impennatasi oltre alla linea, di entrare.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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