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	<title>Marten de Roon &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>De Roon si giustifica in videomessaggio: &#8220;Anni da favola, fa male anche a voi ma voglio smettere giocando&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 11:05:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine le parole di commiato, pardon di arrivederci, promesse a suo tempo, sono arrivate. Marten de Roon, passato dall&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/de8c1a7a-54bf-427c-8698-bb39299dade1.jpeg"><p>Alla fine le parole di commiato, pardon di arrivederci, promesse a suo tempo, sono arrivate. <strong>Marten de Roon</strong>, passato dall&#8217;<strong>Atalanta</strong> alla <strong>Roma</strong> lasciando di stucco tutta <strong>Bergamo</strong>, ha usato lo strumento del videomessaggio a mo&#8217; di auto-giustificazione. Al cronista l&#8217;onere di sbobinarselo, ai sostenitori nerazzurri l&#8217;onore di leggerlo e, se vogliono, anche di ascoltarlo. Lo embeddiamo a piè d&#8217;articolo.</p>
<p><strong>Il bergamasco olandese</strong></p>
<blockquote><p>Solo un arrivederci, Bergamo.</p>
<p>Cari atalantini, mai, nemmeno per un istante, avrei pensato che potesse finire in questo modo. E&#8217; difficile? Sì, lo è, anche per voi, che mi avete sostenuto dal primo giorno fino all&#8217;ultimo. Voi che mi avete dato amore, emozioni, unità e senso di appartenenza che porterò sempre con me.</p>
<p>Perché questo non è qualcosa che cambia da un giorno all&#8217;altro, non per me, perché è proprio dentro di me, inciso dentro di me. Per sempre mi definisco un bergamasco olandese.</p>
<p>A Bergamo ho costruito una vita e ho vissuto i miei anni più belli insieme a voi. Bergamo sarà sempre casa mia. Voglio ringraziarvi per il vostro sostegno incondizionato, allo stadio ma anche fuori dallo stadio, per le feste, per le foto, per il rispetto, per le conversazioni, le chiacchierate settimanali fuori da Zingonia.</p>
<p>Sono stati dieci anni indimenticabili, dieci anni con più momenti geniali che fantastici, con ricordi che porterò con me per il resto della mia vita. Ringrazio di cuore tutte le persone di questo club, di questa famiglia, tutti coloro che lavorano dietro le quinte, che non si vedono ma sono tanto importanti. Ringrazio anche tutti i miei compagni che con me hanno vissuto tante belle epiche battaglie in campo. Poi il ricordo di quella prima partita allo stadio, con il Cittadella, con quelle vecchie curve cosi piene di voci e di vita. La Tribuna Creberg, il ricordo del mio primo incontro con il Presidente, appassionato, emotivo, pieno di entusiasmo. Il ricordo della Festa della Dea e di quel bacio, sapete tutti di chi sto parlando. Il ricordo della nascita della mia seconda figlia, 2015, Bergamo, appena arrivato. Una città che dal quel momento è diventata per sempre ancora più parte di me.</p></blockquote>
<p><strong>De Roon nella Bergamo che si rialza</strong></p>
<blockquote><p>Ma il ricordo anche del periodo terribile e doloroso che ha colpito Bergamo, di quanto questa città abbia sofferto e soprattutto di come Bergamo insieme all&#8217;Atalanta sia riuscita a rialzarsi. Unita, città, club, risultati, appartenenza. E naturalmente il ricordo di quella serata magica, di quella notte magica a Dublino, qualcosa d&#8217;indimenticabile e che un tempo sembrava impensabile, alzare il primo trofeo europeo. E forse ancora più indimenticabile la festa in città una settimana dopo, indescrivibile: le sensazioni, le emozioni, la gente, la città, così tanti ricordi.</p></blockquote>
<p><strong>&#8220;Ho scelto la Roma perché volevo chiudere giocando&#8221;</strong></p>
<blockquote><p>Ho accettato un cambio di società perché voglio chiudere giocando. Sento di avere ancora tanto da dare ad alto livello e purtroppo sono rimasto fuori dal nuovo progetto dell&#8217;Atalanta. E poi ho scelto chi mi ha cambiato la vita calcistica. Però soprattutto voglio ringraziarvi perché mi avete permesso di vivere per dieci anni dentro una favola, una favola nella quale ho avuto il privilegio di essere uno tra i protagonisti. E se dopo questi dieci anni c&#8217;è una cosa che posso dire senza alcun dubbio è che ho cercato di rispettare ogni giorno lo slogan scritto nel colletto dalla maglia, &#8216;la maglia sudata sempre&#8217;. Un motto che identifica il senso del sacrificio e del lavoro del popolo bergamasco e di me come uomo. Ho rappresentato ciò che questo club significa, ho portato fuori dal campo i valori dell&#8217;Atalanta, di dimostrare affetto per il club, per la città e soprattutto per voi. Ho cercato di essere un esempio per i miei compagni, per i tifosi, per tutti quei bambini che giocano a calcio e sognano, per le mie figlie, mai cercando di essere qualcun altro, ma cercando sempre di essere semplicemente me stesso.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/Dcx_MHCsfqx/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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</blockquote>
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		<title>Atalanta, dieci anni di Marten de Roon riassunti in sei righe: &#8220;Contributo straordinario&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 21:05:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta congeda ufficialmente Marten de Roon con il &#8220;Grazie di tutto&#8221; di prammatica sui profili social e un comunicato di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/01/192f5fbf-8ffc-4cf0-bc84-085948b5a7e8.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> congeda ufficialmente <strong>Marten de Roon</strong> con il &#8220;Grazie di tutto&#8221; di prammatica sui profili social e un comunicato di sei righe scarse. L&#8217;essenziale e basta, senza concessione alle emozioni, per ricordarne il <strong>decennio</strong> coinciso con la trasformazione di club e squadra da provinciale a big di rango.</p>
<p>Nato a <strong>Zwijndrecht</strong>, municipalità dell&#8217;isola fluviale IJsselmonde tra Reno, Mosa e Schelda, cresciuto tra Altijd Sterker Worden Hendrik-Ido-Ambacht, Feyenoord di cui è tifoso e Sparta Rotterdam, a livello professionistico ha giocato anche nell&#8217;Heerenveen in Frisia prima di approdare a Bergamo nell&#8217;estate 2015 e nel Middlesbrough nella stagione 2016-2017, la prima di <strong>Gian Piero Gasperini</strong>.</p>
<p>Primatista assoluto di presenze con la maglia nerazzurra, sopravanzando di una decina la bandiera Gianpaolo <strong>Bellini</strong>, Fra Martino, ultimamente capitano non giocatore non essendo andato a referto nelle prime tre partite ufficiali della stagione, da Edy <strong>Reja</strong> fino a Ivan Juric e Raffaele Palladino ha anche segnato 23 reti distribuendo 32 assist-gol. Con lui la Dea ha partecipato otto anni su dieci alle competizioni UEFA, tra cui cinque volte la Champions League, tranne la prima e nel 2021-2022 concluso all&#8217;ottavo posto, vincendo il 22 maggio 2024 a Dublino <strong>l&#8217;Europa League</strong> (3-0 al Bayer Leverkusen), anche se il nazionale oranje era infortunato dopo un allungo da stiramento contro Dusan Vlahovic nella finale di Coppa Italia persa di misura la settimana prima a Roma contro la Juventus.</p>
<blockquote><p>Atalanta BC comunica di aver ceduto a titolo definitivo ad AS Roma il diritto alle prestazioni sportive di Marten de Roon.</p>
<p>Il 35enne centrocampista olandese lascia l’Atalanta dopo aver indossato per 445 volte la maglia nerazzurra, accompagnando la squadra nella sua crescita fino ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo, con il raggiungimento di traguardi che resteranno per sempre nella storia del Club.</p>
<p>La famiglia Percassi, la famiglia Pagliuca e tutto il Club nerazzurro ringraziano sentitamente Marten per il suo straordinario contributo, per l’impegno e la dedizione dimostrati in questi anni, augurandogli le migliori fortune per il suo futuro.</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DcrXJmXOxVn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
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<p></a></p>
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		<title>De Roon si serve un Gasp a tavola: &#8220;Ho un peso sul cuore, tifosi vi voglio bene</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2026 11:03:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La chiosa con promessa di vuotare il sacco dei sentimenti, Marten de Roon, la mette ormai a destinazione Roma-Gasp, nelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/de8c1a7a-54bf-427c-8698-bb39299dade1.jpeg"><p dir="ltr">La chiosa con promessa di vuotare il sacco dei sentimenti, <strong>Marten de Roon</strong>, la mette ormai a destinazione <strong>Roma-Gasp</strong>, nelle stories di Instagram: <em>&#8220;Cari Atalantini, ad unirci ci saranno sempre 10 indimenticabili anni. Ci sono molte cose che voglio dirvi e presto ci sarà modo. Vi voglio bene. Marten&#8221;</em>. La fuga da Zingonia a Milano Linate, per imbarcarsi per la Capitale via Fiumicino, sarebbe passata in sordina all&#8217;ora del brunch se non fosse stato per i microfoni spianati dell&#8217;amico <strong>Andrea Riscassi</strong> di<em><strong> Rai Sport</strong></em>.</p>
<p dir="ltr">Un milanese che a Bergamo ha il cuore e la casa, oltre la professione. Fra Martino risponde solo a lui:&nbsp;<em>&#8220;Mi ha chiamato ieri Gasperini, mi ha fortemente voluto. Per com&#8217;era la situazione qui era la cosa più giusta da fare, ma non sono felice&#8221;</em>, il succo del messaggio. <em>&#8220;E&#8217; stato un blitz ed è stato difficile discuterne con la mia famiglia e con la società, pensando anche a come l&#8217;avrebbero presa i tifosi. Per il legame che ho con loro e con la città provo molte emozioni, sento un peso sul cuore&#8221;</em>, ha spiegato il nazionale olandese, recordman di presenze assolute nel club bergamasco con 445.</p>
<p dir="ltr">Nella premessa, le ragioni vere di tutto. Il nuovo verbo e il nuovo profeta significavano solo panchina, un ruolo da spettatore non pagante e ancor meno protagonista. <em>&#8220;Tutto quest&#8217;ultimo mese è stato difficile, è dal mio ritorno dai Mondiali che ho il mal di pancia. Non stavo giocando</em> &#8211; ha aggiunto De Roon, alludendo al suo difficile inserimento nel 4-3-3 del nuovo allenatore Maurizio Sarri -. <em>Non è stato per niente facile. Dovrei essere contento per la scelta, perché sono stato chiamato da Gasperini, ma non riesco a esserlo&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
<p dir="ltr"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-12.51.27.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-180735 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-12.51.27.jpeg" alt="" width="423" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-12.51.27.jpeg 423w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-12.51.27-174x300.jpeg 174w" sizes="(max-width: 423px) 100vw, 423px" /></a></p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DcqL5ynKPon/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/DcqL5ynKPon/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da RaiSport (@raisport)</a></p>
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		<title>Sì, è proprio vero: De Roon ha chiesto la cessione. Ma va dal Gasp</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2026 22:37:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto il giorno inquadrato da contropartita parziale, 40 milioni a parte, per l&#8217;ala inglese del Bologna classe 2003, Jonathan Rowe, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/bb123d4a-341d-419a-aa23-cecabf9c0dbc.jpeg"><p>Tutto il giorno inquadrato da <strong>contropartita</strong> parziale, 40 milioni a parte, per l&#8217;ala inglese del <strong>Bologna</strong> classe 2003, <strong>Jonathan Rowe</strong>, e invece <strong>Marten de Roon</strong> va alla Roma di sua spontanea volontà. Come non fidarsi di una fonte privilegiata come Gianluca Di Marzio e della sua parola su Sky Sport?</p>
<p>Il centrocampista olandese, recordman di presenze assolute del club bergamasco a quota 445, dopo le panchine in gare ufficiali con <strong>Maurizio Sarri</strong> ha chiesto di andare a giocare, accolto dal suo mentore (non il primo a Bergamo, quello fu Edy Reja, 2015-2016; col Gasp e per il Gasp tornrò dal Middlesbrough nel 2017) <strong>Gian Piero Gasperini</strong>.</p>
<p>Un gentlemen&#8217;s agreement da un milioncino, cifra simbolica per uno che in dieci stagione piene, le prime due non consecutive, alla maglia nerazzurra ha dato più di tutto, da bergamasco non solo onorario quale si sente. E pazienza se i suoi nuovi tifosi, memori dei suoi meme su IG, gliene stanno scrivendo di tutti i colori. Con buona pace di quelli della Dea e del loro striscione pieno d&#8217;amore e nient&#8217;altro.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
<p><em><strong><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/2e6dc476-1312-4f1b-80a4-12752ee79a22.jpeg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-180732 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/2e6dc476-1312-4f1b-80a4-12752ee79a22.jpeg" alt="" width="410" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/2e6dc476-1312-4f1b-80a4-12752ee79a22.jpeg 410w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/2e6dc476-1312-4f1b-80a4-12752ee79a22-169x300.jpeg 169w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /></a><br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-29-at-21.21.53.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-180731 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-29-at-21.21.53.jpeg" alt="" width="970" height="547" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-29-at-21.21.53.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-29-at-21.21.53-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-29-at-21.21.53-768x433.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a><br />
</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>In 6.700 allo stadio per l&#8217;Atalanta: &#8220;Ma riportatela in mezzo alla sua gente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 19:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Berat Djimsiti a parte, Daniel Maldini niente sgambate con la palla tra i piedi col Cagliari alle viste, Marten de [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-20.15.14.jpeg"><p>Berat <strong>Djimsiti</strong> a parte, Daniel <strong>Maldini</strong> niente sgambate con la palla tra i piedi col <strong>Cagliari</strong> alle viste, <strong>Marten de Roon</strong> scosciato a sinistra dopo la prima partitella a campo allungato dalla trequarti. Ma l&#8217;importante, alla <strong>New Balance Arena</strong>, era ed è l&#8217;abbraccio tra l&#8217;Atalanta e il suo pubblico, accorso in massa, 6.700 nel solo settore aperto, la <strong>Curva Nord</strong>, che un paio di striscioni per strigliare il club li ha pure tirati fuori.</p>
<p>Prima, tra ripetute e partitelle a metà campo, a sostegno di <strong>Cristian Raimondi</strong>, ex giocatore che per la prima volta dal 2017 non figura nello staff tecnico tra i collaboratori: <em>&#8220;CR77, serietà, esperienza, atalantinità&#8230;Ti rivogliamo con la squadra sotto la curva della tua città&#8221;</em>, sottolineato dal coro contestuale. Nel finale, con la squadra a salutare i sostenitori, un probabile accenno ai divieti di trasferta, sabato a Gelsenkirchen contro lo Schalke 04 come domenica scorsa a Rotterdam dal Feyenoord, e alle amichevoli a porte chiuse a Zingonia delle scorse settimane contro Mantova e Arezzo: <em>&#8220;Una tifoseria che se chiamata in causa ha sempre risposto presente. Riportate l&#8217;Atalanta in mezzo alla sua gente&#8221;</em>.</p>
<p>Per il resto, settanta minuti a pelo d&#8217;erba e poco importa per gli esiti, con <strong>Federico Cassa</strong> subentrato al capitano olandese anche perché <strong>El Bilal Touré</strong> ormai è del <strong>Parma</strong>. Contestualmente, Nicola Zalewski s&#8217;è rispostato di nuovo, in un percorso inverso rispetto alla De Kuip Cup, dall&#8217;ala alla mezzala. Ai giocatori di <strong>Maurizio Sarri</strong> s&#8217;è unito per la prima volta <strong>Charles De Ketelaere</strong>, l&#8217;ultimo degli otto nazionali che ha partecipato ai Mondiali a rientrare dalle ferie, ieri, per i test al Centro Sportivo Bortolotti. Il belga, giocate a parte, ha anche colto una clamorosa traversa quasi all&#8217;altezza dell&#8217;incrocio.</p>
<p>Presenti <strong>Antonio e Luca Percassi</strong>, presidente e amministratore delegato, più il direttore sportivo Cristiano <strong>Giuntoli</strong>, il nuovo direttore della Comunicazione Area Corporate, Sportiva e Area Istituzionale Jacopo <strong>Gismondi</strong> (ex Sassuolo, al Napoli con Giuntoli dopo gli esordi al Frosinone), i direttori generali Andrea Fabris (Corporate) e Umberto Marino (Istituzionale) più l&#8217;ufficio stampa e lo staff comunicazione e organizzativo al completo, i giocatori in campo si sono dati battaglia il giusto.</p>
<p>Ripetute, all&#8217;inizio, dopo il riscaldamento a ostacoli collettivo, per i vari Krstovic, Scalvini, Djimsiti, Bernasconi, Ahanor, Zappacosta, Scamacca, Maldini e i bisognosi di più movimento. Ai portieri Marco Carnesecchi, Marco Sportiello e Paolo Vismara s&#8217;è alternato il 2009 <strong>Mattia Sonzogni</strong>. Nelle prime due partitelle, Bianchi in gol con Sead Kolasinac e nerazzurri con Ederson e Pasalic. Quindi il paio con la porta alternata sulla trequarti in cui <strong>Krstovic</strong>, pareggiatore temporaneo a Rotterdam, per i Nerazzurri con controllo e seccata mancina; pari di Gianluca Scamacca tenendo la palla bassa in asse con Super Mario, uno di quelli che cambia casacca in corso d&#8217;opera; <strong>Ibrahim Sulemana</strong>, la mezzala, mentre Kamaldeen la vede pochino, ne sfiora un paio e alla fine il montenegrino, decisamente il più in forma del lotto, usa stavolta il destro per tramutare nell&#8217;oro della doppietta personale il suggerimento zappacostiano.<br />
<em><strong>SF</strong></em><br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180162" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1.jpeg" alt="" width="970" height="546" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1-768x432.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180163" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48.jpeg" alt="" width="970" height="546" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-768x432.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180164" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28.jpeg" alt="" width="970" height="546" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28-768x432.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
<p><em><strong>Foto Mor</strong></em><br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180165" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49.jpeg" alt="" width="970" height="697" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49-300x216.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49-768x552.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Mondiali, De Roon esordisce ma torna subito a casa. Fuori anche i tedeschi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 06:09:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Doppia sorpresaccia ai tiri di rigore nei sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. A tornare a casa sono prima la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/d5927fb2-8777-41ae-8245-7e66a224b91f.jpeg"><p>Doppia sorpresaccia ai tiri di rigore nei sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. A tornare a casa sono prima la Germania col Paraguay e quindi <strong>l&#8217;Olanda</strong> di <strong>Marten de Roon</strong>, contro il<strong> Marocco</strong> finalmente all&#8217;esordio nella competizione, rilevando al 5&#8242; del secondo tempo supplementare Frenkie de Jong da play basso ma senza poter nemmeno aiutare i suoi dal dischetto. I Leoni dell&#8217;Atlante si giocano dunque l&#8217;accesso ai quarti sabato col Canada, uno dei tre Paesi organizzatori, ma in campo &#8220;neutro&#8221; a Houston.</p>
<p>Diop, su imbeccata di Talbi, già avversario dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in Champions nei playoff persi dai bergamaschi due edizioni fa, oltre il novantesimo riacciuffa l&#8217;aspirante fuggitivo Gakpò (72&#8242;, assist di Summerville) e dagli 11 metri la sequenza è la seguente: l&#8217;ex nerazzurro Koopmeiners fa quel che non riesce ad El Ayanoui, Kluivert il contrario con Rahimi, pari e patta fra Weghorst e Talbi, errori di Timber e Hakimi, Summerville sbaglia ma Saibari no.</p>
<p>Stasera alle 19 ad Arlington-Dallas la&nbsp;<strong>Costa d’Avorio di Odilon Kossounou</strong> si gioca con la Norvegia di Erling Haaland l&#8217;accesso all&#8217;ottavo contro il <strong>Brasile</strong> di Carlo Ancelotti, che attende la sfidante a East Rutherford nel New Jersey alle 22 (16 locali) domenica 5 luglio.</p>
<h3>Il tabellone sedicesimi-ottavi di finale</h3>
<p>Lunedì 29 giugno ore 22.30 Germania (1E)-Paraguay (3D) 4-5 rig. (1-1, 42&#8242; Enciso, 54&#8242; Havertz), Foxborough<br />
Martedì 30 giugno ore 23 Francia (1I)-Svezia (3F), East Rutherford<br />
<strong>Agli ottavi:</strong> Paraguay-?, sabato 4 luglio ore 23, Philadelphia<br />
Domenica 28 giugno ore 21 Sudafrica (2A)-Canada (2B) 0-1 (92′ Eustaqio), Inglewood<br />
<em><strong>Martedì 30 giugno</strong></em>&nbsp;ore 3&nbsp;<em><strong>Paesi Bassi (De Roon, 11&#8242;, 1F)</strong></em>-Marocco (2C) 3-4 rig. (1-1, 72&#8242; Gakpò, 91&#8242; Diop), Monterrey<br />
<strong>Agli ottavi:</strong> Canada-Marocco, sabato 4 luglio ore 19, Houston</p>
<p><em><strong>Venerdì 3 luglio</strong></em>&nbsp;ore 1 Portogallo (2K)-<em><strong>Croazia (Pasalic, 2L)</strong></em>, Toronto<br />
Giovedì 2 luglio ore 19 Spagna (1H)-Austria (2J), Inglewood<br />
<strong>Agli ottavi:</strong>&nbsp;lunedì 6 luglio ore 21, Arlington<br />
<em><strong>Giovedì 2 luglio</strong></em>&nbsp;ore 2 Stati Uniti d’America (1D)-<em><strong>Bosnia ed Erzegovina (Kolasinac, 2B)</strong></em>, Santa Clara<br />
<em><strong>Mercoledì 1 luglio</strong></em>&nbsp;ore 22&nbsp;<em><strong>Belgio (De Ketelaere, 1G)</strong></em>-Senegal (3I), Seattle<br />
<strong>Agli ottavi:</strong>&nbsp;martedì 7 luglio ore 2, Seattle&nbsp;</p>
<p><em><strong>Lunedì 29 giugno</strong></em>&nbsp;ore 19&nbsp;<em><strong>Brasile (Ederson, 0′, 1C )</strong></em>-Giappone (2F) 2-1 (29′ Sano, 56′ Casemiro, 96′ Gabriel Martinelli), Houston<br />
<em><strong>Martedì 30 giugno</strong></em>&nbsp;ore 19&nbsp;<em><strong>Costa d’Avorio (Kossounou, 2E)</strong></em>-Norvegia (2I), Arlington<br />
<strong>Agli ottavi:</strong>&nbsp;Brasile-?, domenica 5 luglio ore 22, East Rutherford<br />
Mercoledì 1 luglio ore 3 Messico (1A)-Ecuador (3E), Città del Messico<br />
Mercoledì 1 luglio ore 18 Inghilterra (1L)-Repubblica Democratica del Congo (3K), Atlanta<br />
<strong>Agli ottavi:</strong>&nbsp;lunedì 6 luglio ore 2, Città del Messico</p>
<p>Venerdì 3 luglio ore 24 Argentina (1J)-Capo Verde (2H), Miami Gardens<br />
Venerdì 3 luglio ore 20 Australia (2D)-Egitto (2G), Arlington<br />
<strong>Agli ottavi:</strong>&nbsp;martedì 7 luglio ore 18, Atlanta<br />
Venerdì 3 luglio ore 5 Svizzera (1B)-Algeria (3J), Vancouver<br />
<em><strong>Sabato 4 luglio</strong></em>&nbsp;ore 3.30 Colombia (1k)-<em><strong>Ghana (Kamaldeen, 3L)</strong></em>, Kansas City<br />
<strong>Agli ottavi:</strong>&nbsp;martedì 7 luglio ore 22, Vancouver<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em><br />
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		<title>Atalantini ai Mondiali: avanzano anche De Roon (senza giocare) e Hien (infortunato)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 02:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[infortunato]]></category>
		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda-Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[Sedicesimi di finale]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Olanda di Marten de Roon, anzi senza il capitano dell&#8217;Atalanta, in panchina fisso anche nel 3-1 alla Tunisia a Kansas [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/25fbb753-d2bb-4260-abdd-4cd3c437a883.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Olanda</strong> di <strong>Marten de Roon</strong>, anzi senza il capitano dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, in panchina fisso anche nel 3-1 alla Tunisia a Kansas City, è approdata da prima del Girone F ai <strong>sedicesimi</strong> di finale dei <strong>Mondiali</strong> americani. L&#8217;accoppiamento è col <strong>Marocco</strong>, secondo nel Gruppo C dietro il Brasile, martedì 30 giugno alle ore 3, a Monterrey. In caso di successo, l&#8217;ottavo di finale sarebbe&nbsp;sabato 4 luglio alle 19, a Houston, contro la vincente di Sudafrica-Canada. Ancora in attesa del ranking delle terze e degli altri raggruppamenti, invece, la <strong>Svezia</strong> di <strong>Isak Hien</strong>, ammonito al 32&#8242; per lo strattone a Ueda e uscito cinque minuti più tardi per un guaio muscolare al retrocoscia sinistro dopo aver lisciato in allungo innaturale il pallone dalla destra di Sugawara ad Arlington/Dallas nell&#8217;1-1 col Giappone, che passando da secondo trova i verdeoro di Carlo Ancelotti.</p>
<p>Per gli oranje vantaggio immediato con autorete di Skhiri su tiro di Dumfries (3&#8242;), bis di Brobbey (7&#8242;) grazie a uno schema con sponda di Van Dijk, dimezzamento dello score tunisino con Mastouri di testa al 9&#8242; della ripresa su angolo di Mejbri e tris sporco di Van Hecke spizzando otto lancette più tardi il corner di Reijnders. Per i nordici, invece, dentro Bergvall per il nerazzurro stiratosi, al rientro dal tunnel a rispondere a Maeda lungo la triangolazione di Doan con l&#8217;ex avversario diretto di Hien (11&#8242;) ci pensa Elanga in capo a sei corsette cronometriche beffando Suzuki. <em><strong>Effe</strong></em></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Giappone - Svezia 1-1: Highlights | Mondiali di Calcio FIFA 2026" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/HOpr7G5zNqQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mondiali: De Roon stravince con Hien senza nemmeno giocare</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 19:03:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A volte si vince e si è in testa al girone, l&#8217;Effe per la precisione, anche facendo lo spettatore non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/d5927fb2-8777-41ae-8245-7e66a224b91f.jpeg"><p>A volte si vince e si è in testa al <strong>girone</strong>, l&#8217;Effe per la precisione, anche facendo lo spettatore non pagante in <strong>panchina</strong>. Il destino di <strong>Marten de Roon</strong>, che strabatte per <strong>5-1</strong> il compagno nerazzurro <strong>Isak Hien</strong>, supertitolare in mezzo a una difesa a tre della <strong>Svezia</strong> che ne vede poche prendendone ancora meno. Stesso scorso dei nordici contro la Tunisia alla prima giornata, ma stavolta sul gobbone. <strong>L&#8217;Olanda</strong>, pardon i Paesi Bassi, dopo il 2-2 col Giappone mostra di cosa è capace. I <strong>Mondiali</strong>, a Houston, hanno forse scoperto un&#8217;aspirante al titolo. In mezzo subentra anche l&#8217;ex Teun Koopmeiners al posto del regista Frenkie de Jong, per il capitano della Dea niente da fare.</p>
<p>Il perno dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> esce altissimo sul primo marcatore <strong>Brobbey</strong>, fin lì annullato ma vabbè, solo 5 lancette, e sbaglia, perché nel prosieguo del rinvio di Verbruggen l&#8217;ex milanista Reijnders appoggia a Gakpò che da sinistra offre il comodo rimorchio al centravanti oranje. Idem al 17&#8242;, quando Dumfries, che <strong>Marco Palestra</strong> salvo ripensamenti da Zingonia sosituirà all&#8217;Inter, innesca la spaccata del doppiettista che il buon Isacco non riesce a tenere.</p>
<p>Al 27&#8242; lo stesso <strong>Hien</strong> sponda di nuca una rimessa laterale da destra per Karlstrom, ma il capitano dell&#8217;Udinese colpisce Lindelof in faccia. Un&#8217;altra doppia cifra d&#8217;orologio ed è Isak, inteso come Alexander l&#8217;attaccante, a rifinire una manovra conclusa da <strong>Gyokeres</strong> a giro sui guantoni dell&#8217;ultimo ostacolo. Se prima del recupero a Lagerbielke viene annullata la capocciata in anticipo su Verbruggen da calcio franco di Nygren dalla trequarti sinistra, al rientro in campo bastano due minutini alla new entry Summerville (al posto del romanista Malen) a servire all&#8217;attuale pendolino interista la palla buona che <strong>Gakpò</strong> deve solo tramutare nel tris. Al nono la seconda doppietta della giornata, appunto di quest&#8217;ultimo, chiudendo in uno contro uno la ripartenza provocata dalla palla persa di Isak con Summerville a servire l&#8217;assist: <strong>Hien</strong> non fa in tempo a raddoppiare e prova vanamente a far muro, ma l&#8217;attrezzo s&#8217;infila tra palo e portiere.</p>
<p>Al 14&#8242; Isak rifinisce il contropiede per il nuovo entrato Elanga che sorprende alle spalle la difesa olandese per il sinistro radente della bandiera. Depay, avversario diretto di Isak dal minuto 72, all&#8217;89 tocca per il 5-1 di Summerville dalla lunetta.<br />
Alle 22 a Toronto la <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong> di <strong>Odilon Kossounou</strong> è al cospetto della Germania nella mission impossibile del Girone E. Domenica alle 21 il Belgio di Charles De Ketelaere nel gruppo G contro l&#8217;Iran a Los Angeles. <em><strong>Esse</strong></em></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Netherlands Vs Sweden 5-1 FIFA World Cup Goals Full Highlights 2026 | All Epic Goals Highlights" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/-EK0YDxNtfY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ahanor, esordio azzurro. De Roon oranje dopo più di due anni: i nazionali</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 02:29:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono teoricamente dodici, anche se Lazar Samardzic è in viaggio di nozze, col tredicesimo, Dominic Vavassori, solo aggregato alla Nazionale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/84ef83fa-9ab2-405a-bf5c-1400d8fa35f1.jpeg"><p>Sono teoricamente dodici, anche se <strong>Lazar Samardzic</strong> è in viaggio di nozze, col tredicesimo, <strong>Dominic Vavassori</strong>, solo aggregato alla Nazionale Italiana di calcio per gli allenamenti di preparazione. Mercoledì, nell&#8217;<strong>Olanda</strong> contro l&#8217;Algeria, <strong>Marten de Roon</strong> è tornato a comandare la fila di <strong>nazionali</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a due anni e poco più di due mesi dall&#8217;ultima apparizione: dentro dal 69&#8242; per Tijjani Reijnders, quindi schierato basso nel 4-3-3 come potrebbe utilizzarlo anche <strong>Maurizio Sarri</strong> (<strong>Raffaele Palladino</strong> deve rescindere), non ha evitato il ko dei suoi, firmato Moussa a 4&#8242; dal 90&#8242;. Presenza numero 44 per il capitano nerazzurro: la precedente risaliva al 26 marzo 2024, curiosamente da sostituto di Jerdy Schouten che col crociato rotto ad aprile gli ha riaperto le porte degli Oranje di Rambo Koeman e dei <strong>Mondiali</strong>.</p>
<p>Ieri, nel successo risicato in Lussumbergo, a 3&#8242; dal 90&#8242; al porto del milanista Bartesaghi, quarto di sinistra nel 4-3-3 del ct &#8220;sperimentale&#8221; <strong>Daniele Baldini</strong>, ha fatto esordio da senior nell&#8217;Italia il braccetto mancino <strong>Honest Ahanor</strong>, alla prima convocazione utile avendo acquisito la cittadinanza italiana soltanto al compimento del diciottesimo anno lo scorso 23 febbraio. Match winner Pio Esposito al 4&#8242; della ripresa. <strong>Marco Palestra</strong>, compagno di qui a non molto se l&#8217;Inter o il Newcastle non se lo prenderanno prima del ritiro, non è più nemmeno nel ritiro di Coverciano per problemi agli adduttori.</p>
<p>Risale a <strong>martedì 29 maggio</strong>, senza però <strong>Sead Kolasinac</strong>, perché in panchina nella Bosnia ed Erzegovina (killer degli azzurri ai playoff) da occhiali a Sarajevo con la Macedonia del Nord, il via del giro di <strong>amichevoli</strong> di stampo nerazzurro. Premondiale con Panama sabato 6 giugno a Saint Louis, Missouri, alle 14 ora locale, le 21 sul fuso di Roma, per il bosgnacco di padre montenegrino.</p>
<p>C&#8217;è chi ovviamente la kermesse americana (Canada, Messico, USA), come il neo azzurro, la vedrà dal divano. <strong>Nicola Zalewski</strong> a fine maggio ha perso nella Polonia contro l’Ucraina a Breslavia, schierato quinto di sinistra per 58 minuti prima di essere sostituito da Filip Rozga. In gol Yaremchuk e Yarmolenko su assist di Tsingankov. Mercoledì 3, a Varsavia, 2-2&nbsp; contro la Nigeria orfana di <strong>Ademola Lookman</strong>, compagno per un semestre, escluso dalla lista con Osimhen: assist per il primo pari al 45&#8242; di Potulski (23&#8242; Moffi, 77&#8242; Onuachi su rigore) e uscita all&#8217;89&#8217; per Pietuszewski prima del pari di Wisniewski al 95&#8242;. <strong>Berat Djimsiti</strong>, nell’Albania, a Tirana ha perso ieri di misura (73&#8242; Gloukh) contro Israele giocando da capitano tutto il match e si appresta a sfidare il Lussemburgo il 6. <strong>Nikola Krstovic</strong>, Montenegro, lunedì primo giugno in Bulgaria ha vinto (68&#8242; Sekulic) senza nemmeno andare in panchina: prossimo match prima del rompete le righe, venerdì 5 giugno in Slovacchia a Kosice. <strong>Ahanor</strong>, prima di concedersi le ferie, ha ancora l&#8217;impegno domenica 7 a Creta con la Grecia.</p>
<p>Martedì 2 giugno c&#8217;è stata pure una stra-Atalanta, il derby Croazia-Belgio con <strong>Mario Pasalic</strong> contro <strong>Charles De Ketelaere</strong> a Fiume, vinto da quest&#8217;ultimo, ma i due si sono incrociati un quarto d&#8217;ora. Dal 58&#8242; dell&#8217;ingresso del padrone di casa, sullo 0-1 firmato Tielemans al 38&#8242;, al 73&#8242; della staffetta del fiammingo, partito titolare, con Lukaku, autore del bis al 6&#8242; di recupero. Vatreni poi impegnati il 7 a Varadzin con la Slovenia, Diavoli Rossi il giorno prima a Bruxelles con la Tunisia. <strong>Isak Hien</strong>, <strong>Svezia</strong>, ha perso contro Norvegia all&#8217;inizio del mese a Oslo per 3-1 giocando fino all&#8217;intervallo (Svanberg il subentrato) a tris locale già consumato grazie alla doppietta di Larsen e alla rete di Nusa, con gol della bandiera di Isak nella ripresa. Oggi, giovedì 4 giugno, è di scena a Solna contro la Grecia. Proprio stasera, <strong>Odilon Kossounou, Costa d’Avorio</strong>, ha la Francia a Nantes per poi sfidare la Corea del Sud venerdì 12 a Londra. <em>Aggiornamento</em>: il secondo non ha giocato nella vittoria per 2-1 degli Elefanti (45&#8242; Cherki, 53&#8242; Doué, 84&#8242; l&#8217;ex atalantino Amad Diallo), il primo 64 minuti prima della staffetta con Starfelt nel 2-2 a rincorsa (10&#8242; Tsimikas, 53&#8242; Gyokeres, 69&#8242; Nilsson, 95&#8242; Masouras).<br />
<strong>Kamaldeen Sulemana</strong>, nello scomodo status del preconvocato non certo dei Mondiali fino a tre giorni fa, ha affrontato il Galles martedì 2 a Cardiff: 1-1 (Yirenkyi 66&#8242;, Koumas 94&#8242;), un&#8217;ora per l&#8217;ala ex Southampton, rimpiazzato da Bonsu Baah, compagno di Mateo Retegui all&#8217;Al-Qadisiya).</p>
<p><strong>Due incroci atalantini ai Mondiali: De Roon vs Hien, Pasalic vs Kamaldeen</strong><br />
Dal 12 giugno CDK sarà ai Mondiali contro Egitto, Iran e Nuova Zelanda. Stessa data per Kolasinac contro i padroni di casa del Canada, Svizzera e Qatar. Due giorni e sarà la volta di <strong>De Roon, contro Giappone, la Svezia di Hien</strong> e la Tunisia contro la quale invece comincia il compagno della difesa. Dal 15 giugno l’ivoriano Kossounou affronta Ecuador, Germania e Curaçao; dal 17, Super Mario ha Inghilterra, Panama e il Ghana di un Kamaldeen ancora da confermare nella lista, chiamato ad affrontare prima Panama.<br />
<em><strong>Effesospeso</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle a Cagliari &#8211; Da De Roon a De Ketelaere, una marea di delusioni</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 19:21:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le valutazioni dei singoli dell&#8217;Atalanta che affonda a Cagliari quasi rinunciando alla rincorsa al quinto o al sesto posto, preda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5d0c1fac-4b6e-4554-affa-707e53e43e3c.jpeg"><p>Le <strong>valutazioni</strong> dei singoli dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che affonda a <strong>Cagliari</strong> quasi rinunciando alla rincorsa al quinto o al sesto posto, preda del Como di Fabregas e della Roma dell&#8217;ex <strong>Gasperini</strong> (61 a 54) a quattro giornate dalla fine, risentono ovviamente del livello tecnico ben inferiore dei killer di turno. Ma pure degli errori in serie in cui sono incappati i giocatori più rappresentativi. Il tutto nonostante la buona vena di Gianluca <strong>Scamacca</strong>, ovvero se gliela metti in area un attaccante di razza tende a segnare.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: ci arriva solo su Deiola nell&#8217;azione del raddoppio e in uscita su Belotti, ma sul tris cagliaritano non è in vena di miracoli. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 5,5: meriti non indifferenti nella rimonta e segnatamente sul 2-2, ma dietro viene meno sul primo gol, si fa sorpassare in sombrero da Folorunsho sul terzo e rischia anche di far prendere il quarto scivolando davanti al Gallo.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: considerando che la prima punta altrui ne fa un paio in nemmeno otto lancette, la sufficienza non può prenderla perché le pezze non ce le mette. 331 volte atalantino come Bonacina, chapeau. Sabato sera col Genoa lo supera.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: l&#8217;unico a tentare davvero di fare il mastino andando di recupero e d&#8217;anticipo (28’ st <strong>Kossounou</strong> 6: non osa, ma appoggia, avanza, ci prova). </p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5,5: partecipa allo schema da dai e vai con Scalvini per il pari, ma per il resto ne azzecca poche, anche nell&#8217;intesa in catena (11’ st <strong>Krstovic</strong> 5: ce ne ha una e se la fa intercettare).<br />
<strong>De Roon</strong> 4,5: leggerezza insostenibile sul 2-0 sardo, rincorsa nemmeno abbozzata sul matchball. Se non è all&#8217;altezza, o lo si cambia o non lo si schiera. Ha già dato più di tutto alla causa, niente e nessuno obbliga a schierarlo (28’ st <strong>Ederson</strong> 6: prova a dare alla manovra una direzione verticale).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: ci prova pure in acrobazia, mai domo, da mediano semovente. Non ha però la lucidità per fare trentuno dopo aver fatto trenta.<br />
<strong>Zappacosta 6</strong>: costretto a giocare a piede invertito perché evidentemente del mancino Bakker come vice Bernasconi non ci si può fidare, subisce una carica netta all&#8217;inzio dell&#8217;azione subitanea dell&#8217;uno a zero, ma fa sempre il suo (11’ st <strong>Zalewski</strong> 6: quarto di sinistra o ala aggiunta, appoggia e sbuffa, senza creare davvero). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5: senza sangue agli occhi, l&#8217;insufficienza è perfino troppo generosa. Non sono partite da giocare di fino e a 45 metri dalla porta (32’ st <strong>Samardzic</strong> 6: sforna a ripetizione, ma se sta così largo di suo non può incidere).<br />
<strong>Raspadori</strong> 6,5: impegno e sudore ai massimi livelli, però non riesce a tirare che nel finale, una conclusione poco aperta e pulita, perché deve dannarsi al servizio del collettivo. Non ha l&#8217;uno contro uno di Lookman ed è nei duelli che la Dea è scesa dall&#8217;Olimpo. </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: almeno sbuffa, sgomita con un Mina che avrebbe spazientito anche Nostro Signore, appoggia e prende (bene) la mira. Doppia cifra secca in campionato, sesto gol in carriera al Cagliari, che è la squadra da lui più perforata, e quattordicesimo in stagione. Il problema è che nessuno o quasi lo mette in condizione di ferire.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: la remuntada finale è fallita. Non sarà colpa sua, ma è bell&#8217;e volata alle quaglie. Cambia senza rimediare a una certa confusione e alla tendenza ad arruffare davanti. Forse è troppo signore per un collettivo in cui comandano le vecchie volpi che non sono sempre all&#8217;altezza. Ma non è certo un difetto. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Palladino: &#8220;Non è un&#8217;occasione sciupata, la partita più importante è con la Lazio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità di Raffaele Palladino, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua Atalanta, riassunte in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5a4b5f5a-daeb-4b2f-b170-3ce0ee93cee8.jpeg"><p>Le grandi verità di <strong>Raffaele Palladino</strong>, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua <strong>Atalanta</strong>, riassunte in due frasette: <em>&#8220;La semifinale di <strong>Coppa Italia</strong> con la <strong>Lazio</strong> per noi è la partita più importante dell’anno. Ce la giocheremo al meglio. Ma stasera non è che non abbiamo sfruttato l’occasione&#8221;</em>. Il pari e patta con la <strong>Roma</strong>, insomma, non è un dramma, anche se dal <strong>settimo</strong> posto con sole cinque giornate da giocare il sogno Champions rimarrà tale a meno di miracoli: <em>&#8220;Io ho visto due squa<span style="font-weight: 400;">dre con qualità, intensità e coraggio che hanno dato vita a una bella partita. A</span>bbiamo giocato con personalità e grande spirito, la partita è stata aperta sui due fronti e avremmo potuto raddoppiare. Ci prendiamo il punto che è il risultato giusto&#8221;</em>, la sentenza dell&#8217;uomo in panchina.</p>
<p>Niente bicchiere mezzo vuoto, nonostante il mero punticino nei due barrage per l&#8217;Europa: <em>&#8220;</em><span style="font-weight: 400;"><em>Non direi che abbiamo sciupato l&#8217;occasione, la distanza dalla <strong>Roma</strong> è invariata e abbiamo recuperato un punto al <strong>Como</strong>. Anche con la <strong>Juve</strong> era stata una grande prestazione, sono soddisfatto del nostro percorso e a fine partita ho ringraziato i miei giocatori&#8221;</em>, rimarca il mister. Qualche alibi sembra affiorare dal discorso a <em><strong>Sky Sport</strong></em> a bocce ferme: <em>&#8220;</em></span><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> ha preso un colpo all’anca ed era in ritardo sulle uscite, <strong>Kolasinac</strong> ha patito un leggero fastidio. Ho preferito sostituirli perché non voglio arrivare con infortunati al 22 aprile, le loro difficoltà sono state solo sul piano fisico.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>De Ketelaere</strong> veniva da due-tre giorni con un po’ d’influenza e non aveva la sua solita energia. Ho messo gente fresca e siamo stati più brillanti e propositivi nel secondo tempo, che è stato comunque equilibrato&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Soddisfazione per il mancato uomo-partita, che dopo aver aperto il punteggio non ha fatto granché: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong> ha alzato il livello anche di score personale, oggi mi serviva uno come lui perché doveva tenere a bada Ndicka. La Roma veniva a prenderci alti. <strong>Scamacca</strong> è uno che viene più incontro. Ma da qui alla fine ci saranno possibilità per entrambi, anche in coppia: dipende dalla situazione&#8221;</em>.&nbsp;</span></p>
<p><strong>Dalla pancia dell&#8217;Olimpico</strong> &#8211;</p>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo dimostrato quanto questa sfida fosse importante per noi. Ci sono state occasioni da una parte e dall&#8217;altro, <strong>Ederson</strong> avrebbe potuto fare due a zero, in genere in questi due sabati abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. La strada sarebbe quella sbagliata se si giocasse male, ma non è il nostro caso.<br />
La <strong>Roma</strong> ci ha accerchiato un po&#8217; facendosi abbassare nella nostra area coi nostri terzi in difficoltà, poi abbiamo fatto meglio nel secondo tempo. Proveremo a prenderne qualcuna davanti, ce la giocheremo fino alla fine: sono 4 punti sia dalla Roma che dal Como. Domenica abbiamo i nostri tifosi allo stadio per iniziare a preparare il match con la Lazio: una carica che ci serve, un affetto che ci aspettiamo.<br />
Il modello Atalanta è replicabile? Cura il settore giovanile, è attenta a tutti i dettagli e i particolari. Sono felice di lavorare qui, ma non so come si lavori nelle altre piazze.<br />
Siamo partiti ad handicap, le stagioni nascono anche così. Se fosse andata bene a Ivan Juric, oggi come oggi io non sarei qui. Abbiamo fatto una scalata, quando perdi con la Juve come hai perso ti crolla un po&#8217; il mondo addosso. La scalata continua fino alla fine, è una squadra che dà tutto fin dagli allenamenti e lo farà fino all&#8217;ultimo secondo&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong> dalla sala conferenze dell&#8217;Olimpico).</p></blockquote>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>I giocatori</strong> &#8211; Marco <strong>Carnesecchi</strong> è rammaricato per i due punti in più che servivano senza essere arrivati, ma ancor di più per quella saponetta costata i tre punti andati a Boga e alla Juventus sabato scorso: <em>&#8220;Non ho dormito per una settimana. Mi sento di aver deluso i miei compagni, sono stato veramente male. Per fortuna c&#8217;è stata quest&#8217;altra partita, più che per il premio di miglior giocatore&#8221;</em>, la premessa a bordocampo del portiere nerazzurro. <em>&#8220;Per me è stata una grandissima partita, p</em></span><em>otevano essere tre punti, peccato per il gol preso allo scadere del primo tempo. La svolta alla stagione può essere mercoledì. Siamo in corsa anche dal campionato: abbiamo un calendario forse più difficile delle altre. La via più breve all’Europa League è la Coppa Italia, visto che siamo un po’ indietro in campionato&#8221;</em>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;autocritica, in mezzo a tanti peana per una prova non al massimo se vista dal di fuori, è di <strong>Marten de Roon</strong>: <em>&#8220;E&#8217; mancata qualità in transizione e nell&#8217;ultimo passaggio, soprattutto nel primo tempo. Il secondo è stato molto equilibrato, la partita è stata di grande intensità&#8221;</em>. Di qui il suggerimento per la semifinale del trofeo nazionale contro l&#8217;altra capitolina: <em>&#8220;Con più qualità nel palleggio possiamo fare una grande partita mercoledì&#8221;</em>. C&#8217;è pure il compagno del quale assumere la difesa d&#8217;ufficio, da capitano: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Marco è stato il migliore, il nostro punto di forza. Non oggi, sempre. Non se la deve prendere con se stesso, è stato il protagonista della nostra stagione&#8221;</em>. Dulcis in fundo, i buoni propositi galleggianti sul mare di realismo: <em>&#8220;Quelle davanti sono lontane, ma bisogna crederci fino all’ultima giornata. Nella semifinale di Coppa Italia sarà tosta, abbiamo visto la Lazio col Napoli, ma è ovviamente un obiettivo che in questi anni abbiamo sempre coltivato&#8221;</em>.</span></p>
<p><em>“Mercoledì c’è il momento in cui ci si gioca tutto. Dal punto di vista del’atteggiamento abbiamo fatto una buona partita, ma con errore tecnico. Siamo mancate in alcune scelte finali </em>&#8211; l&#8217;ammissione, infine, di <strong>Giacomo Raspadori</strong> -.<em> Giocare qui non è mai facile. Davanti ai nostri tifosi, invece, ci giochiamo una fetta di un obiettivi importante. In campionato non è chiuso niente, se si aprirà uno spiraglio dovremo fiondarci. Stavolta c&#8217;era da anteporre il lavoro per la squadra ed è quello che ho fatto rispettando le consegne dell&#8217;allenatore. Se sono utile anche in fase difensiva, sono contento. Ma bisogna sempre lavorare per </em><em>fare il passo in più”. </em><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>De Roon spegne 35 candeline. E De Ketelaere segna nell&#8217;antipasto dei Mondiali</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 06:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[29 marzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Spegne 35 candeline oggi, domenica 29 marzo, Marten de Roon, recordman dell&#8217;Atalanta quanto a presenze con la numero 436 conquistata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/708c77e2-5c04-421b-aaab-ee0a8a3b0177.jpeg"><p>Spegne <strong>35</strong> candeline oggi, domenica 29 marzo, <strong>Marten de Roon</strong>, recordman dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> quanto a <strong>presenze</strong> con la numero <strong>436</strong> conquistata contro l<strong>&#8216;Hellas Verona</strong> nella vittoria di misura a Bergamo alle soglie dell&#8217;ultima pausa per le Nazionali. Nato a <strong>Zwijndrecht</strong>, Olanda del Sud, nell&#8217;isola di IJsselmonde, il 29 marzo 1991, cresciuto tra ASWH (Altijd Sterker Worden, &#8220;Diventando sempre più forte&#8221;) di Hendrik-Ido-Ambacht, Feyenoord e Sparta Rotterdam, passato dall&#8217;Heerenveen allenato da Marco van Basten e nel 2016-2017 dal Middlesbrough, in nerazzurro conta <strong>332 partite in serie A</strong> e 43 in Champions League, altri due primati societari. 20 gol e 24 assist li ha fatti nel massimo campionato nazionale, 3 e 2 nelle 29 di Coppa Italia con tre finali all&#8217;attivo (Lazio 2019, Juventus 2021 e 2024), 4 assist in Champions, 1 in 25 di Europa League vinta nel 2024, 0 in 5 playoff di qualificazione EL, idem in 1 gara ciascuna in Supercoppa UEFA e Italiana in una carriera da 646, 37 e 39 più 42 e 1 nella Nazionale dei Paesi Bassi e 3 e 1 in Under 19.</p>
<p>Proprio l&#8217;ultimo dei nazionali nerazzurri scesi in campo nella prima delle due gare in calendario lungo la sosta, <strong>Charles De Ketelaere</strong>, è stato fin qui l&#8217;unico a segno, su calcio di <strong>rigore</strong> al 14&#8242; della ripresa nel 5-2 del <strong>Belgio</strong> agli Stati Uniti ad Atlanta per un mani di Ream su colpo di testa di Meunier dopo una parata del portiere di casa su Doku. Il gol del 3-1 temporaneo, dopo essersi visto annullare a 8&#8242; dall&#8217;intervallo per fuorigioco l&#8217;appoggio in tap-in dopo l&#8217;ennesima iniziativa del compagno in una partita iniziata con una conclusione da centro area respinta dopo appena due minuti su cross di Meunier e un paio di assist sprecati da Saelemaekers e Doku, uno per tempo, prima di uscire al 62&#8242; a favore di Lois Openda. A segno lo juventino McKennie di testa da calcio d&#8217;angolo in apertura di punteggio (39&#8242;), quindi anche Debast (45&#8242;), Onana (53&#8242;), Lukebakio con la doppietta (68&#8242; e 82&#8242;) e Agyemang (87&#8242;).&nbsp;</p>
<p>Il fiammingo replica a fine mese, a Chicago, alle 20, quando in Italia saranno le 3 del mattino del primo aprile, a Chicago contro il Messico, altro organizzatore insieme al Canada della rassegna iridata della prossima estate. Se sabato Odilon <strong>Kossounou</strong> non ha visto il campo nel poker della Costa d&#8217;Avorio (4-0 alla Corea) a Londra, con la prospettiva di replicare la campagna d&#8217;Inghilterra martedì 31 a Liverpool con la Scozia (ore 19.30 locale, 20.30 in Italia), l&#8217;altro assaggio di mondiale è appartenuto a<strong> Mario Pasalic</strong>, partito largo a destra nel tridente della Croazia che ha sconfitto 2-1 la Colombia sabato notte a Orlando (2&#8242; Arias su azione iniziata dall&#8217;ex atalantino Johan Mojica, 6&#8242; Vuskovic, 42&#8242; Matanovic) e autore dell&#8217;assist, su schema dalla bandierina del quasi omonimo Marco, per il gol del pari temporaneo, un sinistro carambolato su difensore e palo interno. Sempre nello stesso stadio, martedì, alle 20, le 2 del Pesce d&#8217;Aprile sul fuso di Roma, per Super Mario c&#8217;è il Brasile.&nbsp;</p>
<p>Nella giornata di venerdì, poca roba per i nerazzurri nelle altre amichevoli. <strong>Kamaldeen Sulemana</strong> è sceso in campo solo al minuto 86 a Vienna nel Ghana sconfitto 5-1 dall&#8217;Austria, con la prospettiva di riprovarci lunedì 30 a Stoccarda con la Germania. Nikola <strong>Krstovic</strong>, che i Mondiali li vedrà dal divano, non era nemmeno in panchina nel 2-0 del Montenegro a Podgorica con Andorra e, da unico centravanti atalantino sano visto lo strappettino di <strong>Gianluca Scamacca</strong>, sarebbe meglio non giocasse nemmeno a fine mese con la Slovenia. Lazar <strong>Samardzic</strong>, di suo, è sceso in campo all&#8217;ora di gioco nel 3-0 subìto dalla Serbia a Villarreal per mano della Spagna e potrebbe fare il titolare martedì a Backa Topola contro l&#8217;Arabia Saudita.</p>
<p>Per il resto, lo stesso 31 sono in calendario le due finali playoff per i Mondiali 2026 che interessano cinque atalantini, al netto anche di <strong>Isak Hien</strong> che è rientrato ieri sera dopo il risentimento alla coscia sinistra accusato giovedì al 37&#8242; con l&#8217;Ucraina a Siviglia. A Solna la Svezia avrà di fronte la Polonia di <strong>Nicola Zalewski</strong>, squalificato nella semifinale di Varsavia con l&#8217;Albania di Berat Djimsiti. A Zenica, infine, <strong>Sead Kolasinac</strong> e la sua Bosnia ed Erzegovina attendono, insieme all&#8217;Italia, vittoriosa a Bergamo per 2-0 sull&#8217;Irlanda del Nord con spiccioli finali per <strong>Giacomo Raspadori,</strong> anche Marco Carnesecchi e Giorgio Scalvini, nelle gerarchie del ct Rino Gattuso tutt&#8217;altro che titolari. Martedì, al Centro Sportivo Bortolotti, si ricomincerà senza di loro e cogli altri al rientro alla spicciolata, per preparare la ripresa di campionato a Lecce di Pasquetta.</p>
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<p><iframe loading="lazy" title="USMNT Defense Concedes Five In A Row | USMNT 2-5 Belgium | Official Highlights" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/45MdamYonhk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Colombia vs Croatia 1-2 Highlights Today | Resumen Del Hoy | Melhores momentos | friendly Match 2026" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/DmwEl6DGM-A?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; De Roon: &#8220;Mi sento legato dal quel 16 agosto 2015&#8221;. Palladino: &#8220;Champions lontana&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 18:02:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Scalvini]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutte le verità della e sull&#8217;Atalanta, stavolta, ora e per sempre, sono di Marten de Roon a fior di labbra. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/708c77e2-5c04-421b-aaab-ee0a8a3b0177.jpeg"><p>Tutte le verità della e sull&#8217;<strong>Atalanta</strong>, stavolta, ora e per sempre, sono di <strong>Marten de Roon</strong> a fior di labbra. <em>&#8220;Siamo una squadra piccola ma una grande famiglia, con la società e il presidente sempre presenti al campo. Come fui accolto io da <strong>Gianpaolo Bellini</strong>, che oggi ho voluto in campo ed è la vera bandiera avendo giocato qui tutta la vita, cerco di accogliere e integrare i <strong>Bernasconi</strong>, gli Ahanor e gli Scalvini, anche se Giorgio ormai fa il titolare da anni. Mi sono sentito legato fin da quella prima volta, il 16 agosto 2015, segnando in Coppa Italia al Cittadella&#8221;</em>.</p>
<p>Il dopopartita a pelo d&#8217;erba con l&#8217;<strong>Hellas Verona</strong> è tutto per il capitano. <em>&#8220;Una giornata piena di emozioni fin dal primo minuto con la coreografia della Curva Sud. Un traguardo bello e importante&#8221;</em>. E vuoi mettere la Nord? &#8216;Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità /<br />
436 volte grazie Marten!&#8217;, mentre la Sud prima dell&#8217;incontro ha esposto un suo disegno in mezzo alle scritte &#8216;Prima uomini&#8217; e &#8216;Poi campioni&#8217;. <em>&#8220;Nella &#8216;lettera&#8217; su Instagram ho detto che il viaggio non è ancora finito. Mi sento ancora bene: l&#8217;età sta arrivando, ma sono in gran forma e giocherò finché potrò essere protagonista&#8221;</em>.</p>
<p><strong>De Roon</strong>, dalla stagione 2015-2016 a dal 2017 a oggi, ha totalizzato anche 23 gol e 31 assist, da primatista atalantino in serie A con 332 partite e in Champions League con 43, ma ha voluto rendere omaggio al precedente recordman, sceso in campo con lui sotto i tifosi. <em>&#8220;Con Gianpaolo Bellini ci siamo sentiti ieri, è un signore, molto umile e timido, il mio primo capitano, è lui la bandiera dell&#8217;Atalanta perché ha giocato qui tutta la vita</em> &#8211; spiega il capitano nerazzurro, definito dallo speaker dello stadio di Bergamo simbolo di &#8216;grinta, leadership e senso di appartenenza&#8217; -. <em>L&#8217;Atalanta è una grande famiglia. Quello che lui, Migliaccio e Cigarini fecero con me, ovvero farmi sentire subito a casa, io cerco di farlo con Bernasconi, Ahanor e Scalvini, anche se Giorgio gioca da anni in prima squadra. Mi rende orgoglioso che la gente mi venga a dire che sono un esempio per i figli. Ringrazio la mia famiglia per essere sempre stata al mio fianco, come i tifosi. Sono contento che Bergamo mi abbia sempre apprezzato come uomo&#8221;</em>.</p>
<p>E ancora: <em>&#8220;La giornata e la serata più significativa è stata la vittoria di Liverpool nel quarto di Europa League, a parte Dublino dove rimpiango ancora di non aver potuto giocare. Ma è stato un percorso straordinario. L&#8217;Atalanta l&#8217;ho vista sempre con una famiglia, dove i ragazzini che arrivano si sentono subito accolti. C&#8217;erano, con me, Bellini, Cristian Raimondi, Migliaccio e Cigarini, che mi dettava le posizioni in campo invitandomi a far correre di più la palla. Ora penso a Bernasconi, Ahanor e Scalvini&#8221;</em>. </p>
<p>Il match winner <strong>Davide Zappacosta</strong>, a <em><strong>DAZN</strong></em>, s&#8217;è detto soddisfatto per la squadra e per sé, sottolineando a penna rossa il traguardo su cui tutti sperano all&#8217;ombra della Maresana: <em>&#8220;Noi cerchiamo sempre di esserci per la qualificazione alla Champions League. Come in questa partita, non facile dopo un periodo in cui abbiamo affrontato ottavi e quarti più la semifinale d&#8217;andata di Coppa Italia, stiamo dando il massimo anche stavolta per arrivare più in alto possibile. Lo spirito è continuare a farlo fino all&#8217;ultima partita&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico Raffaele Palladino, nel commentare la prova coi gialloblù ultimi in serie A e la prospettive stagionali, è netto, quasi tranchant: <em>&#8220;Sappiamo di voler entrare in Europa e di voler andare avanti in Coppa Italia, ma anche che la zona Champions League è lontana. In quasi quattro mesi abbiamo fatto una grande rimonta in classifica, da tredicesimi alle soglie delle posizioni che contano, dove come s&#8217;è visto c&#8217;è qualcuno che perde punti. Per questo ringrazio anche il personale di Zingonia che lavora dietro le quinte, oltre ai ragazzi per la prova difficile superata anche prima della sosta&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Era una partita che temevo, perché so che soffriamo le squadre che ci aspettano e ci prendono in transizione ripartendo veloci. Non a caso all&#8217;andata avevamo perso</em> &#8211; spiega l&#8217;allenatore nerazzurro -. <em>Il primo tempo è stato approcciato bene con le giuste mentalità, intensità e qualità. potevamo raddoppiare se fossimo stati più puliti negli ultimi metri. Nel secondo tempo qualche occasione l&#8217;abbiamo avuta, ma abbiamo tenuto in bilico il risultato rischiando qualcosina quando l&#8217;inerzia è passata dalla parte degli ospiti. Il calo fisico ci stava, ora c&#8217;è la pausa. Vanno recuperate le energie fisiche e mentali, perché gli ultimi due mesi sono decisivi: abbiamo fatto una grande scalata in campionato da continuare, abbiamo la semifinale di ritorno di Coppa Italia, ci sono otto finali tra cui gli scontri diretti con Juventus, Roma e Bologna&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Incrociamo le dita sperando non succeda nulla ai convocati in Nazionale. Era giusto far scendere in campo chi ha avuto meno minutaggio per infortuni in questo periodo, Ederson e De Ketelaere, che ne hanno ancora bisogno. Ede ne aveva ancora, Raspadori va in azzurro e speriamo che torni ancora meglio. Per De Roon è stato emozionannte l&#8217;abbraccio di squadra e tifosi, ha fatto la storia di questa società ed è l&#8217;allenatore in campo. Ha dato tanto a squadra e società, i tifosi hanno dato tanto a lui. Un cerchio perfetto&#8221;</em>, continua Palladino.</p>
<p><em>&#8220;Non ci dobbiamo porre limiti né obiettivi. Abbiamo otto finali e la semifinale di Coppa Italia. Davanti qualcuno perde dei punti, sappiamo che la Champions è lontana: dobbiamo spingere ancora tanto, se arriviamo bene agli ultimi due mesi con la mentalità giusta possiamo ambire a qualcosa d&#8217;importante</em> &#8211; chiude il mugnanese -. <em>Qualcosa in più di quanto stiamo facendo oggi, onestamente, sarebbe stato chiedere quasi l&#8217;impossibile. Di base voglio vincerle tutte, ma so che non può essere così. In campionato siamo lì, abbiamo riaperto tutto. C&#8217;è grande entusiasmo, il rammarico è aver perso dei punti in casa del Sassuolo. L&#8217;obiettivo è cercare di entrare in Europa. Sono felice di non aver preso gol, ultimamente ne avevamo preso qualcuno di troppo. Avevo timore della partita prima della sosta, vemivamo dalla trasferta in Champions con energie fisiche e mentali spese. Noi potevamo temere una squadra che ci aspetta e riparte in transizione&#8221;</em>.</p>
<p>Ancora, sulla semifinale palyoff di giovedì 26 marzo proprio a Bergamo con l&#8217;Irlanda del Nord: <em>&#8220;Dobbiamo essere più positivi verso noi stessi, nelle difficoltà ci si stringe forte e bisogna trasmettere energia positiva. Alla Nazionale si dà sostegno, se si vuole andare tutti quanti ai Mondiali, compresi quelli che tifano da casa. Credo che i bergamaschi la sosterranno con grande affetto e grande grinta. Io lo farò dallo stadio&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Potevamo evitare i rischi e qualche brivido, soprattutto nel finale di gara. Le partite in serie A non sono mai facili: prova ne sia che il Verona, anche se è ultimo in classifica, non è andato lontano dal pareggiare dopo aver cercato di segnarci in tutti i modo. Forse abbiamo pagato la stanchezza di mercoledì a Monaco di Baviera, ma sono settimane e settimane che avevamo una partita di Champions o Coppa Italia a metà settimana&#8221; (<strong>Giorgio Scalvini</strong> a DAZN).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DWL3QhqDG6I/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Marten de Roon (@martenderoon15)</a></p>
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</blockquote>
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		<title>Zappacosta da 3 punti, ma che fatica per l&#8217;Atalanta col Verona nella festa di De Roon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 16:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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		<category><![CDATA[436 presenze]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Hellas Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[30a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 marzo (ore 15) Atalanta &#8211; Hellas Verona 1-0 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/988d65e1-c84b-4bf9-b43e-7e8f5f59cd65.jpeg"><p>30a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 marzo (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Hellas Verona 1-0 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (31’ st Hien 6); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6 (43’ st Samardzic sv), Ederson 6,5 (18’ st Pasalic 6), Bernasconi 6; De Ketelaere 6,5 (31’ st Musah 6), Zalewski 6 (18’ st Raspadori 5,5); Krstovic 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 6.<br />
<strong>HELLAS VERONA (3-5-2):</strong> Montipò (cap.) 6; Nelsson 6, Edmundsson 6,5, Valentini 6,5; Belghali 6,5, J.-D. Akpa Akpro 6,5 (40’ st Bernede sv), Gagliardini 6 (21’ st Al-Musrati 6,5), Harroui 5,5 (21’ st Suslov 6,5), Frese 5,5 (1’ st Oyegoke 6); Bowie 5,5 (33’ st Sarr 6), Orban 5,5. A disp.: 34 Perilli, 94 Toniolo; 19 Slotsager, 70 Fallou, 14 Lirola, 36 Niasse, 25 Mosquera, 41 Isaac. All.: Paolo Sammarco 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Ayroldi di Molfetta 7 (Bercigli di Firenze, Fontani di Siena; IV Crezzini di Siena. V.A.R. Maggioni di Lecco, A.V.A.R. La Penna di Roma 1).<br />
<strong>RETE:</strong> 37’ pt Zappacosta (A).<br />
<strong>Note:</strong> premiato Isak Hien per le cento presenze atalantine raggiunte con l’Udinese (ora sono 103-4). Presenza numero 436 per Marten de Roon, che scavalca Gianpaolo Bellini come recordman societario. Pomeriggio coperto, uggioso e tardo invernale, spettatori 22.087 per un incasso di 480.975,46 euro. Ammoniti Edmundsson, Valentini, Gagliardini e Hien per gioco scorretto. Tiri totali 13-10, nello specchio 3-2, parati 1-2, respinti/deviati 4-4, legni 1-0. Corner 2-4, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Nel giorno della presenza-record numero 436 di <strong>Marten de Roon</strong>, contro il fanalino di coda Hellas <strong>Verona</strong>, pericolosissimo nella ripresa specie con l’omonimo del premier ungherese, l’Atalanta viaggia su un tappeto di spine nonostante il ricamo di Davide <strong>Zappacosta</strong> nel finale di primo tempo e incamera il bottino per non perdere il contatto con la zona coppe. Cinquantesimo punto: dopo la sosta, Lecce il 6 aprile, Juventus l’11, Roma il 18 all’Olimpico e il 22 la semifinale di ritorno casalinga di Coppa Italia con la Lazio.</p>
<p>Il festeggiato speciale si allarga sovrapponendosi a De Ketelaere al 3’ telefonando in bocca a Montipò, Krstovic invece apre troppo il sinistro apertogli da Kolasinac e Zalewski al settebello. Alla sporca dozzina Orban mastica parecchio dalla lunga il piatto apparecchiatogli dall’ex Gagliardini: palla dritta e a lato. A cavallo del quarto d’ora, Krstovic incorna il cross da destra di Zappacosta sullo schema del capitano e quindi prolunga per Zappacosta l’appoggio di testa da metà campo del fiammingo: Zalewski taglia bene con effetto velo, ma di fatto è Frese che prolunga la traiettoria per Ederson, stoppato in angolo da Akpa Akpro davanti al secondo palo. Al 24’ Djimsiti stoppa Orban nella combinazione con da Bowie dopo un tiro alto di seconda di Scalvini; un paio di lancette prima, provvidenziale diagonale di Valentini a spezzare l’asse tra il polacco e il montenegrino. A nove dalla pausa, l’acuto decisivo, quando CDK smista per Nikola che a sua a volta la offre per lo sposta &#038; tira di sinistro in caduta di Scalvini ed Edmundsson respinge stavolta a tiro del sinistro di Zappacosta, lesto a rientrare dallo spigolo destro, aperto nell’angolino lontano.</p>
<p>Un tris cronometrico più tardi, il conato di Akpa-Akpro ottiene solo di pareggiare a quota due il conto dei tiri dalla bandierina. Al rientro dal tunnel, occhio all’ex Hibernian che riceve dal fondo da Belghali, virato a mancina dall’ingresso di Oyegoke, trovando però sulla sua strada un muro chiamato Sead. Sempre lo scozzese si ritrova davanti a Carnesecchi sbucciando clamorosamente la palla a rientrare ancora di Belghali con balzo del riminese in corner. Siamo al quarto minuto. Al pari fallito fa riscontro, all’undicesimo, l’errore di mira di Krstovic che supera l’ultimo ostacolo il pallonetto sul lancio di Charlesone scheggiando la traversa alta. </p>
<p>All’ora di gioco break di Zappacosta che la ritenta, nell’uno contro uno con l’algerino, ma chiude in eccesso sul primo palo. Succede poco, ma con giropalla insistito ospite, e al 27’ la new entry Al-Musrati per fortuna stiracchia soltanto il destro scaricatogli da Bowie su imbeccata di di Belghali. Il britannico lo rifà di testa, all’indietro, dall’altro lato, prolungando verso Orban il traversone di Oyegoke: un altro 1-1 gettato alle ortiche. Idem all’ottantesimo, quando sull’asse Suslove-Sarr-Belghali con l’ennesimo scarichino è nuovamente il nigeriano a mancare il bersaglio, complice la grande risposta di Carnesecchi che gliela intercetta a mezz’altezza alla propria sinistra. Al 1’ di recupero, Hien ci mette la gambona su Belghali trovato da Orban. Alla fine, la grande festa di Martino, &#8220;grinta, leadership e senso di appartenenza&#8221;, cogli striscioni della Curva Nord e della Sud a campeggiare: Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità / 436 volte grazie Marten! e<br />
Prima uomini, poi campioni con il disegno dell&#8217;olandese in mezzo. Consegnata la maglia celebrativa, alla presenza di Paolo Sarnech, alias Gianpaolo Bellini, il Bello, &#8220;la vera bandiera perché lui ha passato tutta la vita con questa maglia&#8221;. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Allianz Arena &#8211; &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi, perché il Bayern fa un altro sport&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 23:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Bayern Monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[ottavi di finale]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6f071b8c-b3da-463a-911c-923373c2fec6.jpeg"><p>Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <strong>&#8220;Il <strong>Bayern Monaco</strong> gioca proprio un altro sport. Noi siamo l&#8217;unica italiana arrivata agli ottavi di finale e ne andiamo orgogliosi&#8221;</strong>, scuote la testa, senza abbassarla, <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Sky Sport</strong></em>. Ad <em><strong>Amazon Prime</strong></em>, invece, ha chiamato in causa le scelte tattiche in primis: <em>&#8220;Non cambierei niente, se potessi rigiocare queste due partite. Bisogna accettare la supremazia dell&#8217;avversario con molta umiltà. Abbiamo solo cercato di non snaturarci&#8221;</em>. E <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, gli fa eco: <em>&#8220;Non potevano misurarci col Bayern, è la squadra più forte del mondo&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I migliori in campo in questo turno di Champions League sono stati i <strong>tifosi</strong>. Adesso abbiamo campionato e Coppa Italia. Il mio record di 435 presenze in nerazzurro eguagliando <strong>Gianpaolo Bellini</strong>? Un grande onore per me rappresentare Bergamo in Europa, voglio continuare a farlo perché non intendo ancora smettere per fare l&#8217;allenatore. Il Bayern ci ha insegnato, come calcio italiano, movimenti e velocità: da noi siamo ancora statici e tattici quando affrontiamo le competizioni Uefa. Senza Musiala, Olise e Kimmich loro sono lo stesso i più forti. Da uno come Kane possiamo imparare tutto, anche l&#8217;umiltà&#8221; (<strong>Marten de Roon</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Non è bastata <strong>l&#8217;Atalanta</strong> nemmeno oggi contro una squadra molto forte. Abbiamo dato tutto sia all&#8217;andata che al ritorno, ma anche stasera hanno giocato una partita incredibile. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, negli ultimi metri invece potevamo fare scelte migliori. Contro di loro, quando hai la palla, devi fare molto bene. C&#8217;eravamo detti di voler difendere bene, ripartire e andare a far gol. Dal rigore in poi è stato difficile, anche perché quando il Bayern ha la palla la tiene sempre. I tifosi anche in casa avevano fatto una bolgia applaudendo nonostante la sconfitta per 6-1. Grazie mille a loro anche oggi, sono stati incredibili. Siamo una squadra forte che deve guardare avanti. In campionato, se vediamo cosa succede alle altre, possiamo recuperare. E c&#8217;è la Coppa Italia. L&#8217;Allianz Arena è uno degli stadi migliori del mondo ed è bellissimo per l&#8217;atmosfera&#8221; (<strong>Lazar Samardzic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Adesso ci concentriamo sul campionato e abbiamo anche la Coppa Italia. Il calcio italiano? Andrà meglio la prossima stagione, ma la riflessione si può fare stagione per stagione. Questa in Europa, o meglio in Champions, non è andata benissimo. Forse è anche questione di periodi.<br />
Sapevamo che era un&#8217;impresa quasi impossibile. In Champions League abbiamo comunque battuto squadre molto forti come il Chelsea e il Borussia Dortmund, ci portiamo a casa un grande percorso alzando il livello tecnico e fisico.<br />
Avevo chiesto alla squadra di andare orgogliosamente sotto il settore ospiti per ringraziare i nostri tifosi che ci avevano applaudito anche all&#8217;andata nonostante il 6-1 in casa. Sono contento se siamo riusciti a dar loro qualcosa.<br />
Abbiamo dato minutaggio a Ederson, De Ketelaere e stasera anche Raspadori. Abbiamo dato spazio a chi gioca meno come Bellanova e Samardzic, dai quali come da altri ho avuto risposte positive.<br />
Prendere tanti gol in queste due partite non ci ha fatto piacere, è il lato negativo degli ottavi di finale. Stasera e all&#8217;andata abbiamo capito che il livello del Bayern è più alto. Ne prendiamo atto, siamo inferiori sulla carta e lo siamo stati sul campo. In queste partite si capiscono i propri limiti: comunque siamo orgogliosi di essere stati l&#8217;unica italiana agli ottavi di finale di Champions&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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