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	<title>Matteo Politano &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Nella sfida scudetto a rincorsa Lukaku fa calare (forse) il sipario sui sogni: Napoli a più 7</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 21:42:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[21a serie A &#8211; Bergamo, Gewiss Stadium, sabato 18 gennaio (ore 20.45) Atalanta &#8211; Napoli 2-3 (1-2) ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/01/e3845484-ee36-45dc-9b18-6d7c64683fff.jpeg"><p>21a serie A &#8211; Bergamo, Gewiss Stadium, sabato 18 gennaio (ore 20.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Napoli 2-3 (1-2)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Carnesecchi 5,5; Djimsiti 5,5, Hien 6, Scalvini 5,5 (38&#8242; st Brescianini sv); Bellanova 6,5, De Roon (cap.) 6, Ederson 5,5, Ruggeri 6,5 (22&#8242; st Zappacosta 6); Samardzic 6 (32&#8242; st Pasalic sv); Retegui 7 (23&#8242; st De Ketelaere 6), Lookman 7 (32&#8242; st Zaniolo sv). A disp.: 28 Rui Patricio, 31 Rossi; 2 Toloi, 27 Palestra, 6 Sulemana. All.: Gian Piero Gasperini 6,5.<br />
<strong>NAPOLI (4-3-3):</strong> Meret 7; Di Lorenzo (cap.) 5,5, Rrahmani 6, Juan Jesus 6, Olivera 6; Anguissa 8, Lobotka 6,5, McTominay 7; Politano 6,5 (36&#8242; st Mazzocchi sv), Lukaku 6,5 (39&#8242; st Simeone sv), Neres 7 (28&#8242; st Spinazzola 6). A disp.: 14 Contini, 96 Scuffet; 16 Rafa Marin, 6 Gilmour, 15 Billing, 29 Hasa, 26 Ngonge, 81 Raspadori. All.: Antonio Conte 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Colombo di Como 6,5 (Alassio di Imperia, Peretti di Verona; IV Giua di Olbia. V.A.R. Di Paolo di Avezzano, A.V.A.R. Di Bello di Brindisi).<br />
<strong>RETI:</strong> 16&#8242; pt Retegui (A), 26&#8242; pt Politano (N), 40&#8242; pt McTominay (N), 10&#8242; st Lookman (A), 33&#8242; st Lukaku (N).<br />
<strong>Note:</strong> serata fredda e serena, spettatori 22.874 per un incasso di 712.821,63 euro. Ammoniti Neres, Djimsiti, Ruggeri, Scalvini, Hien per gioco scorretto, Conte (all. N.) per proteste, McTominay per comportamento non regolamentare. Tiri totali 15-6, nello specchio 6-3, parati 4-0, respinti/deviati 2-1. Var: 1. Corner 3-1, recupero 1&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Tra <strong>Atalanta</strong> e <strong>Napoli</strong> la decide il centravanti sbagliato, quello degli avversari, bravo a dire la sua dopo non aver combinato granché, anzi nulla, per il resto della supersfida che fa calare temporaneamente o virtualmente il sipario sui sogni <strong>scudetto</strong> della Bergamo del pallone. A <strong>Retegui</strong>, che ne mette una seconda (16 totali, 14 in campionato) sotto la sbarra orizzontale di sinistro dopo aver raddrizzato la baracca martedì con la Juve al rientro, rispondono nel primo tempo il gol del weekend di <strong>Politano</strong> e il ribaltamento di <strong>McTominay</strong>. E a nulla vale l&#8217;acciuffo di <strong>Lookman</strong>, perché <strong>Lukaku</strong> si sveglia nel finale da un lungo torpore per la zuccata del più 7 della capoclasse su chi chiude da terza il ventunesimo turno. I bergamaschi pagano&nbsp;una fase difensiva distratta anche e soprattutto nel momento decisivo, con <strong>Anguissa</strong> e il belga, prima sempre guardato a vista, ad approfittare del doppio buco <strong>Scalvini-Hien</strong>, scambiatosi le marcature non si sa perché,&nbsp; con Big Roma a battere di testa Carnesecchi che pareva inizialmente intenzionato a uscire.</p>
<p>A una fase di studio piuttosto stucchevole dove a pressare più alti sono gli ospiti fa seguito il primo tentativo di break sull&#8217;asse McTominay-Di Lorenzo con <strong>Politano</strong> a convergere da destra col mancino appena a lato del primo palo. Siamo al dodicesimo e la risposta di <strong>Ederson</strong> non si fa attendere che un paio di giri di lancetta, ma è ben sopra la traversa il destro riprendendo la percussione di Lookman, servito da <strong>Samardzic</strong>, preferito a Pasalic tra le linee. Un mancato rinvio del capitano ospite sul filtrante del brasiliano innesca l&#8217;apripista, che scollinato il quarto d&#8217;ora, al culmine dell&#8217;azione partita dallo stesso serbo con <strong>De Roon</strong> a scaricare dal lato corto di destra. Al ventesimo <strong>Bellanova</strong> scivola rientrando sul sinistro e non può certo raddoppiare, mentre <strong>Neres</strong> dopo essere sfuggito al pasticcione Djimsiti con De Roon a chiuderlo tre corsette cronometriche più tardi può mettere il mancino dell&#8217;attacco dell&#8217;ex Conte nelle condizioni di sfondare la porta all&#8217;altezza dell&#8217;incrocio opposto, proprio perché la deviazione dell&#8217;albanese sul passaggio non trova compagni pronti a spazzare.</p>
<p>Scivolando verso <strong>l&#8217;intervallo</strong>, Olivera e Lookman (33&#8242;) non trovano la mira da fuori, il secondo sul contropiede dettato da Retegui a ruota del salvataggio in gioco aereo di <strong>Hien</strong>, saltato tra Anguissa e McTominay nel gioco delle torri. Calma semipiatta finché <strong>Ederson</strong> non si fa sorprendere dal francese, il suo avversario diretto, lungo la linea laterale, e a ringraziare è lo scozzese che insacca sotto la traversa l&#8217;assist al bacio della sua mezzala, servita di tacco dall&#8217;assistman sporco del pari. La <strong>ripresa</strong> non decolla subito, quando <em>El Chapita</em> viene ripescato da Samardzic (8&#8242;) per un destro in curva da posizione defilata, ma lo fa col <strong>pari</strong> sul due del <strong>nigeriano</strong> che tra una sterzata e l&#8217;altra trova l&#8217;angolino opposto di sinistro in mezzo alle gambe di Rrahmani dopo aver saltato in primis il capitano altrui. Dea ora in gas e <strong>Meret</strong> deve difendere il palo dall&#8217;assalto di <strong>Samardzic</strong> in scia all&#8217;autore del pari.</p>
<p>Entra <strong>De Ketelaere</strong> per Retegui e subito impegna il portiere friulano dei campani schiacciando di fronte il pallone dalla destra di Bellanova al 25&#8242;, ma l&#8217;agguato del secondo ko casalingo dopo quello col Como del 25 settembre scorso, curiosamente con lo stesso score, è dietro l&#8217;angolo. Anzi, il lato destro della difesa che si perde i protagonisti del nuovo nasino avanti a 12&#8242; dal 90&#8242;. Per soprammercato, lo svedese spreca su Simeone, sostituto del match winner, il giallo numero 5 che gli farà saltare la trasferta proprio sulla sponda del Lario. La serie positiva in campionato, a causa del quarto ko, si chiude quindi a 15 e i punti nelle ultime 4 partite ammontano ad appena tre. Sotto a chi tocca per Sturm Graz, Como e Barcellona il 21, 25 e 29 prossimi.</p>
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		<title>L&#8217;Atalanta compromette tutto nel primo tempo, il Napoli vuole lo scudetto: 3-1</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 15:00:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta &#8211; Napoli 1-3 (0-2) ATALANTA (3-4-1-2): Musso 5,5; Scalvini 6, Palomino 5,5, Djimsiti 6 (18&#8242; st Maehle 6); Hateboer [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/04/Atalanta-Napoli-De-Roon-2.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Napoli 1-3 (0-2)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Musso 5,5; Scalvini 6, Palomino 5,5, Djimsiti 6 (18&#8242; st Maehle 6); Hateboer 6 (1&#8242; st Boga 6), De Roon 6,5, Freuler (cap.) 6 (38&#8242; st Pasalic sv), Zappacosta 6; Koopmeiners 6; Malinovskyi 6 (1&#8242; st Miranchuk 6,5), Muriel 5,5 (38&#8242; st Cisse sv). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 46 Cittadini, 13 Pezzella, 32 Pessina, 20 Mihaila, 91 Zapata. All.: Gian Piero Gasperini 5,5.<br />
<strong>NAPOLI (4-2-3-1):</strong> Ospina 7; Zanoli 7, Koulibaly 6, Juan Jesus 6, Mario Rui 6,5; Anguissa 6, Lobotka 6,5; Politano 6 (14&#8242; st Elmas 6,5), Zielinski 6 (25&#8242; st Fabian Ruiz 6), Insigne (cap.) 6 (24&#8242; st Lozano 6,5); Mertens 7 (43&#8242; st Malcuit sv). A disp.: 12 Marfella, 16 Idasiak, 3 Tuanzebe, 31 Ghoulam, 4 Demme, 70 Ambrosino di Bruttopilo. All.: Luciano Spalletti 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Di Bello di Brindisi 5,5 (Alassio di Imperia, Del Giovane di Albano Laziale; IV Massa di Imperia. V.A.R. Aureliano di Bologna, A.V.A.R. S. Longo di Paola).<br />
<strong>RETI:</strong> 14&#8242; pt rig. Insigne (N), 37&#8242; pt Politano (N), 13&#8242; st De Roon (A), 36&#8242; st Elmas (N).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio soleggiato, spettatori 17.709 per un incasso di 438.045,55 euro. Ammoniti Palomino, Juan Jesus, Anguissa e De Roon per gioco scorretto, Ospina per proteste. Tiri totali 13-6, nello specchio 3-5, respinti/deviati 2-0, parati 2-2. Var: 1. Corner 9-2, recupero 2&#8242; e 5&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> – La corsa al quarto posto è finita, adesso comincia la rincorsa al quinto o al sesto. Se la doccia fredda in casa per <strong>l&#8217;Atalanta</strong> è di rigore, la girata di <strong>Politano</strong> sul piazzato a scavino di Insigne è una sentenza che compromette il resto di un big match nato male e riaperto solo parzialmente da <strong>De Roon</strong> staccando imperiosamente con la fronte accarezzata da Miranchuk per un 13 azzeccato al rientro dal tunnel. <strong>Elmas</strong> ci mette il sigillo di ceralacca in contropiede e i Ciucci possono ancora sognare lo scudetto, sciorinando un&#8217;organizzazione comunque degna di nota.<br />
La partenza sparata dei nerazzurri produce entro la cinquina cronometrica la punizione murata e la stoccata da fuori alta e larga di <strong>Muriel</strong>, figlie rispettivamente di un fallo su Malinovskyi di un Koulibaly non a suo agio da centrale destro (Rrahmani è squalificato) e di un&#8217;apertura bassa di Hateboer. Un altro paio di corsette d&#8217;orologio e <strong>l&#8217;ucraino</strong>, schiacciando davanti all&#8217;area piccola la pallonessa mancina di Zappacosta, non vola lungo le rotte del vantaggio soltanto per il tuffo provvidenziale di Ospina. Ma all&#8217;11&#8217;, praticamente alla prima sortita, <strong>Mertens</strong> si guadagna il penalty facendosi travolgere da Musso in uscita sull&#8217;allungo di esterno di Zanoli: Di Bello si vede il replay a bordocampo, <strong>Insigne</strong> insacca a mezz&#8217;altezza di potenza. Il quartetto d&#8217;archi azzurro in away kit rosso non stona più e nemmeno <strong>Freuler</strong> riesce a bucarlo, non chiudendo bene al ventesimo la rasoiata dall&#8217;area del possibile pareggio sul cross di Hateboer spondato all&#8217;indietro dal colombiano. Alza invece decisamente troppo il mirino il Colonnello sullo scambio al 27&#8242; con l&#8217;unica punta pura in campo. Oltre la mezzora Mario <strong>Rui</strong> dai 25 metri sul passaggio in orizzontale di Anguissa chiama il portiere argentino al tuffo alto in presa (34&#8242;).<br />
Consumato il raddoppio per il fallo di <strong>Palomino</strong> di Lobotka, al 42&#8242; ancora il mancino là davanti superato Juan Jesus in asse col colombiano sbatte addosso alla diagonale del terzino portoghese e <strong>Scalvini</strong>, in campo per il risentimento alla regione laterale della coscia sinistra di Demiral, sale in cielo anche troppo sul corner susseguente di Koopmeiners ripetendosi poi verso la pausa; a 2&#8242; dalla medesima, il tucumano s&#8217;impapera su <strong>Koulibaly</strong>, il cui sinistro però è in bocca a Musso. Nella ripresa a trazione super-anteriore Boga, inizialmente largo a destra, indirizza dritto in elevazione (4&#8242;) sull&#8217;ammollo del laterale di Sora e in Curva Nord rientrando sul piede debole (6&#8242;) fino al caso da moviola nemmeno considerato dal direttore di gara, la collisione tra Anguissa e il Ronaldito (11&#8242;) con fischiata invertita. All&#8217;1-2 della diga di Zwindrecht (diffidato, il cartellino speso su Lobotka nel finale gli farà saltare il Sassuolo) fa seguito il guaio alla clavicola sinistra di <strong>Djimsiti</strong> che porta dentro Maehle. Di là centrocampo a tre con Ruiz, di qua inserimento del marcatore su la dell&#8217;assistman russo con sganciata ai piccioni alla mezzora. Serve, al contrario, un colpo di reni all&#8217;arquero cafetero nemico per staccare dall&#8217;incrocio il destro a giro dell&#8217;ivoriano ex Sassuolo dopo una respinta in gioco aereo (pallone dall&#8217;out di Muriel) del centrale camerunense (32&#8242;). Che apre il contropiede su cui Lozano, dall&#8217;estrema destra, accompagna l&#8217;imbucata del macedone dalla parte opposta. Ad astra per aspera, dicevano gli antichi: appuntamento a giovedì a Lipsia per (ri)prendersi una fetta d&#8217;Europa.</p>
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		<title>Tra sogni e programmazione, il braccino. Atalanta, basta col mercato triste</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 14:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni&#160; Mario Mandzukic? Una suggestione di fine autunno: svincolatosi dalla Juve ma bramoso di uno stipendio che non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2017/03/caldarabella-1024x701.jpg"><p>di <em><strong>Simone Fornoni&nbsp;</strong></em></p>
<p>Mario <strong>Mandzukic</strong>? Una suggestione di fine autunno: svincolatosi dalla Juve ma bramoso di uno stipendio che non fosse da meno (sei lordi?), alla fine si è accontentato dei <strong>petrodollari</strong>. Mattia <strong>Caldara</strong>? Operazione figliol prodigo bis, dopo Marten de Roon nell&#8217;estate del 2017. Però il cartellino è costato 25 milioni al Milan, che gli garantisce un ingaggio di 3 senza farlo giocare. Tra i sogni <strong>Champions</strong> e la realtà dell&#8217;agognato rafforzamento di gennaio, come sempre, ci sono di mezzo i soldi. Destino di una provinciale come <strong>l&#8217;Atalanta</strong>, anche quando i fatti dicono che di big aggiunta si tratta. E allora l&#8217;ultimo nome per la finestra invernale, snocciolato da Tuttosport, è Mohamed <strong>Simakan</strong>, difensore del 2000, franco-guineano di Marsiglia, in forza allo Strasburgo, terzino o centrale, una sorta di nuovo Andrea Masiello quando il vecchio (si fa per dire, saranno 34 il prossimo 5 febbraio) è ancora abile e arruolato.</p>
<p>La cifra, appunto, di quello che Gian Piero <strong>Gasperini</strong> chiamerebbe un mercato triste, per parafrasare la sua stessa espressione utilizzata durante il ritiro del 2018 e dintorni, con la squadra alle prese coi turni di qualificazione ai gironi di Europa League poi sfumati. Chissà perché, da quando c&#8217;è il mister delle meraviglie l&#8217;asticella si può alzare solo sul campo e quando si ragiona di obiettivi, di ambizioni, di traguardi sempre nuovi. Al tavolo delle trattative, all&#8217;opposto, vai di calcolatrice e bilancino, niente aste, niente voli pindarici. E non è che l&#8217;uomo di Grugliasco possa sempre sperare di trasformare in campionissimi da corsa tris quanti solo pochi anni prima passavano per ronzini, o in esterni goleador anche da Europa ex terzinacci come Robin <strong>Gosens</strong> che in riva al Reno alle soglie dei diciott&#8217;anni si facevano il torneo del sabato. Si legge da fonti autorevoli che sarebbe troppo non già Dani <strong>Olmo</strong>, costo fissato dallo Dinamo Zagabria 35 milioni, roba che con gli avanzi di bilancio dell&#8217;ultimo triennio se ne potrebbero prendere due o tre, bensì perfino Matteo <strong>Politano</strong>, valutazione 20 ma papabile contropartita nell&#8217;affare atalantininterista legato a Dejan Kulusevski.</p>
<p>Questo no, quest&#8217;altro neppure, figurarsi quello. È tutta a una corsa al proclama da freno a mano tirato fin sopra il mento del conducente di una 500 Abarth che si pretende continui a correre come una Ferrari. Senza aggiungere cavalli e coppia al motore. Sembra di essere tornati all&#8217;epoca in cui, realizzati un colpo o due tipo <strong>Denis, Cigarini e Moralez,</strong> ci si vivacchiava per anni ricorrendo a rattoppi da braccino cortissimo con la scusa che bisogna salvarsi e poi si vedrà. I cordoni della borsa, vuoi mettere, guai ad aprirli o anche soltanto a immaginarli un po&#8217; allentati. Proprio adesso. Adesso che la regina delle provinciali è lassù nell&#8217;empireo delle Big 16 del calcio continentale, adesso che la regina di coppe è quotidianità da respirare a pieni polmoni, adesso che c&#8217;è la gara all&#8217;ultimo biglietto per <strong>Valencia</strong> senza sapere quando e a chi verrà mollato il primo, adesso che c&#8217;è il restyling dello stadio da completare per i due terzi che mancano.</p>
<p>Si sogna a occhi aperti, insomma, senza nemmeno osare socchiuderli su un <strong>bilancio</strong> che il 31 dicembre reciterà 200 milioni, quando c&#8217;è, Gasp dixit, la chance di una <strong>programmazione</strong> del futuro nel segno della continuità già dal 2 gennaio fino al 31. Va bene che siamo tra il Brembo e il Serio e, col Morla e rogge varie, in città anche i desideri hanno le sponde. Va bene non fare mai il passo più lungo della gamba. Nondimeno, Simon <strong>Kjaer</strong>, il capitano della nazionale danese ripudiato perché inadatto, va sostituito. E Roger Ibañez verrà mandato a giocare. Quattro in rosa alla voce difesa sono dannatamente pochi per chi deve affrontare gli ottavi di Champions e un&#8217;altra corsa alla qualificazione europea dai blocchi di partenza del campionato o della Coppa Italia. Sulla fascia serve il rimpiazzo dell&#8217;altro transfuga sivigliano Guilherme Arana. Davanti, invece, un vice Ilicic. Ma Olmo e Politano, ecco il ritornello stanco, <strong>costano troppo</strong>. C&#8217;è il tetto agli ingaggi, eccetera. C&#8217;è lo spogliatoio da non destabilizzare per lo stesso motivo, altrimenti dal Papu in giù chiedono l&#8217;aumento, eccetera.&nbsp;</p>
<p>La Beneamata avrebbe Federico <strong>Dimarco</strong> per la sinistra. Il resto della chiacchiera da calciomercato rattrappito dai geloni? <strong>Igor</strong> della Spal, Aleksa Terzic della Fiorentina, Lucas Verissimo del Santos. Due mancini, mastino duttile fino a fungere da laterale ed esterno, rispettivamente, e un centralone che ha tre anni in più del &#8217;98 connazionale. Bravini, ma non ci fai la guerra su due fronti. Il posto di Musa Barrow in panca chi se lo piglia? I soliti Vittorio Parigini e Simone Edera del Torino, appioppati a chiunque da dieci giri di mercato perché non li vuole nessuno? Luca Percassi e Giovanni Sartori facciano qualcosa e corrano ai ripari. L&#8217;Atalanta da sogno non si merita il braccino di un mercato triste e l&#8217;aria chiusa di una finestra invernale dai battenti inchiodati al muro per partito preso.&nbsp;</p>
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		<title>Zapata, quota 55 o 70? Occhio all&#8217;Inter</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 09:46:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/07/DuvanZapataUdineseCalciovFCTorinoSerie8Sc5MD49omHl.jpg"><p>Constatato che dal <strong>Napoli</strong> non è mai arrivato lo straccio di un&#8217;offerta, la stampa nazionale è convinta che l&#8217;assalto a <strong>Duvan Zapata</strong> adesso possa partire solo dall&#8217;<strong>Inter</strong>. Ma tra Gazzetta dello Sport e Tuttosport è duello sulle cifre alle quali l&#8217;<strong>Atalanta</strong> sarebbe disposta a sacrificare il suo bomber: <strong>55</strong> milioni per la rosea, una <strong>settantina</strong> per il quotidiano sportivo torinese.</p>
<p>Tutto, però, si gioca sul filo sottilissimo dell&#8217;operazione relativa a Romelu <strong>Lukaku</strong>, l&#8217;obiettivo numero uno della campagna di rafforzamento meneghina del plenipotenziario Beppe <strong>Marotta</strong>, ex dirigente atalantino dell&#8217;era Ruggeri che con Zingonia ha conservato buoni rapporti, come dimostrato col prestito biennale di Leonardo Spinazzola ai tempi della Juventus.</p>
<p>Il colombiano, dunque, per il Gruppo Suning sarebbe la via di fuga all&#8217;eventuale fallimento delle trattative col <strong>Manchester United</strong> per avere il centravanti della nazionale belga. Valutato almeno 80 milioni dai Red Devils, mentre l&#8217;Inter coi bonus si fermerebbe a circa una decina di meno. Il nodo per convincere l&#8217;Atalanta, oltre a una congrua quantità di contante, potrebbe essere Matteo <strong>Politano</strong>, fattispecie di punta che interessa vivamente Gian Piero <strong>Gasperini</strong> per completare il reparto. Solo che in questo caso bisognerebbe muoversi per pescare il sostituto del Ternero.</p>
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