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	<title>Mattia Caldara &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Mattia Caldara si ritira: &#8220;Ho ripreso in mano la mia vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 13:56:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/12/Mattia-Caldara-Panathlon-1024x968.jpg"><p>&#8220;Un foglio bianco, una penna. Chiudo gli occhi, butto fuori l’aria. Li riapro, è arrivato il momento [&#8230;]. Ho ripreso in mano la mia vita&#8221;. <strong>Mattia Caldara</strong> s&#8217;è ritirato. Il centrale difensivo efficacissimo e di bello stile lanciato già da <strong>Stefano Colantuono</strong> prima del prestito trapanese e cesenate con ritorno alla base ed esplosione sotto <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, il ragazzo di Scanzorosciate che il 5 maggio ha compiuto solo 31 anni, ha affidato l&#8217;addio a una <a href="https://gianlucadimarzio.com/caldara-ritiro-calcio-lettera-consapevolezza/">lettera a se stesso, più che ai tifosi, pubblicata da <em><strong>gianlucadimarzio.com</strong></em>.</a> Un congedo di cui riportiamo alcuni passi. Quelli dei primissimi nel calcio dei grandi e soprattutto quelli degli infortuni.</p>
<p>Cominciamo dalla fine: <em>&#8220;A fine agosto ho fatto delle iniezioni di testosterone.</em> &#8216;Mattia l’ago non passa, non c’è spazio tra la tibia e il piede. Decidi tu, ma se continui così dovrò metterti la protesi&#8217;. <em>In quel momento l’ho deciso</em>.&nbsp;<em><strong>Era il momento di dire basta. Basta al calcio giocato e, soprattutto, alla sofferenza e al vuoto che da anni mi accompagnavano. Anni in cui mi sono nascosto da me stesso. Ho ripreso in mano la mia vita.</strong> Sto recuperando quello che ho perso&#8221;</em>.</p>
<p><strong><em>&#8220;Caro calcio, io ti saluto. Ho deciso di smettere&#8221;</em></strong><em>,</em> s&#8217;intitola il primo capitoletto o capoverso, chiamatelo come più vi aggrada. <em>&#8220;Tutto è nato a luglio dopo una visita da uno specialista: &#8216;Mattia non hai più la cartilagine della caviglia. Se continui tra qualche anno dovremo metterti una protesi'&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<div id="quads-ad4" class="quads-location quads-ad4">Tutto cominciato, in realtà, <em>&#8220;quando <strong>il mio ginocchio si è rotto</strong>. Ricordo ancora il primo passo dopo il contrasto: ho sentito la terra cedere sotto il mio piede. Sono crollato. Prima fisicamente, poi mentalmente. Ero nel punto più alto della mia carriera, poi in pochi secondi è cambiato tutto.&nbsp;</em><strong><em>Con il tempo sono stato meglio, ma non sono mai stato bene&#8221;</em></strong><em>,</em> puntualizza Caldara, sposato con <strong>Nicole Nessi</strong> e padre di due <strong>maschietti</strong>, Alessandro, venuto alla luce al ritorno a Bergamo dal Milan, il 9 giugno 2020, e Ludovico, venuto alla luce da &#8220;spezzino&#8221; allo start di agosto di tre anni fa. <em>&#8220;Non sono più riuscito a tornare a essere quel Caldara. Ci ho provato, ma non era più possibile. Questa rincorsa a un’illusione mi ha logorato&#8221;</em>.</div>
<p>Spazio al pallone, compagno inseparabile da salutare. <em>&#8220;<span style="font-size: 16px;">Ricordo il mio primo allenamento. Mi aveva accompagnato il nonno. Ero arrivato e mi ero ritrovato davanti a questo campo immenso pieno di bambini. Non sapevo, forse, che sarebbe diventato la mia casa. Una casa che mi ha reso la persona che sono. La mia mente torna alle partitelle in oratorio con gli amici, ai tornei con&nbsp;</span><a style="font-size: 16px;" href="https://gianlucadimarzio.com/atalanta-palladino-allenatore-comunicato-ufficiale-news/">l’Atalanta</a></em><span style="font-size: 16px;"><em>, ai viaggi in moto con papà e alla pasta preparata da mamma prima di andare a giocare. Anche se ho rischiato di non diventare un calciatore. Avevo 17 anni, il tendine rotuleo si era lesionato&#8221;</em>. </span></p>
<p><strong>Quindi, quell&#8217;Atalanta-Napoli risolta da Andrea Petagna che cambiò il corso della storia atalantina e di Gian Piero Gasperini, ma anche ovviamente il suo. <em>&#8220;Il 2 ottobre 2016 ho capito di poter diventare Mattia Caldara.</em></strong><em> La mia prima da titolare contro il Napoli. Venivo da anni di prestiti in B. Avevo il timore che anche quell’estate mi potessero mandare ancora via. Alla fine sono rimasto, vivendo momenti fino a poco tempo prima inimmaginabili. Da non essere conosciuto da nessuno, mi sono ritrovato a fare interviste tutti i giorni&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Tante squadre si erano interessate a me in quei mesi. A dicembre sono stato preso dalla Juve. E in quel periodo la Juve era una realtà a parte, inavvicinabile. In bianconero, però, non ci ho mai giocato. Sono rimasto in prestito a Bergamo. A Torino poi ci sono arrivato nel 2018, senza però fermarmi. Venivo da stagioni in cui ero abituato a giocare e lì avevo davanti Chiellini, Bonucci, Barzagli.&nbsp;<strong>Quando ho saputo dell’interesse del Milan ho accettato. </strong>Guardando indietro sarebbe stato meglio rimanere lì. Sono stato debole di testa. Mi avrebbe fatto bene rimanere in un mondo come quello della Juve, imparare da quei campioni. <strong>È il più grande rimpianto che ho&#8221;</strong></em>. Poi, la sequela dell&#8217;infermeria: <em>&#8220;Ottobre, un allenamento come tanti altri. Stavo correndo, all’improvviso come se qualcuno mi avesse sparato sul tendine. A marzo ero pronto per scendere in campo. Sono rientrato in Coppa Italia contro la Lazio.&nbsp;Sarei tornato a giocare in Serie A, finalmente. Tutto finito in pochi secondi. Ho quell’immagine davanti a me. Borini mi cade sul ginocchio.&nbsp;Nel mezzo un tendine rotuleo rotto e il problema alla cartilagine della caviglia che mi ha costretto a smettere. Ma tutto è cambiato con quell’infortunio al ginocchio. In quell’allenamento una parte di me è morta per sempre&#8221;</em>.</p>
<h3>Mattia Caldara</h3>
<p>Bergamo, 5 maggio 1994<br />
Difensore centrale &#8211; 1,87 per 80 chilogrammi<br />
2000-2004 U.S. Scanzorosciate (giovanili)<br />
2004-2014 Atalanta (giovanili)<br />
225 partite, 17 gol e 6 assist da professionista: Atalanta (93 &#8211; 10 &#8211; 3; 2013; 2016-2018; 2020), Venezia (33 &#8211; 1 &#8211; 1), Cesena (29 &#8211; 3), Modena (27 &#8211; 1 &#8211; 1), Spezia (22 &#8211; 0 &#8211; 1), Trapani (22 &#8211; 2), Milan (3)<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>La tegola Toloi: anche Caldara protagonista nel finale di stagione?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2021 12:00:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con Rafael Toloi bloccato dalla lesione seppur minima al flessore della coscia destra, brutalizzato dall&#8217;ultima uscita nella tana del Sassuolo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/08/Z-ancora-Lukaku-e-Caldara_nEO_IMG.jpg"><p>Con Rafael <strong>Toloi</strong> bloccato dalla lesione seppur minima al <strong>flessore</strong> della coscia destra, brutalizzato dall&#8217;ultima uscita nella tana del <strong>Sassuolo</strong>, salgono le azioni di Mattia <strong>Caldara</strong>. Da prima delle <strong>riserve</strong> per una difesa ridotta a tre titolarissimi, con Cristian <strong>Romero</strong>, Berat <strong>Djimsiti</strong> e José <strong>Palomino</strong>, recente sostituto proprio dell&#8217;italobrasiliano dal 34&#8242; del secondo tempo al Mapei Stadium. Il centrale di Scanzorosciate, neo <strong>ventisettenne</strong>, si badi bene, non verrà riscattato tornando al <strong>Milan</strong> da dove è in prestito da quasi una stagione e mezza. Verso la trasferta di <strong>Parma</strong>, giovedì 6 maggio la seconda sessione mattutina di fila al <strong>Centro Sportivo Bortolotti</strong> di Zingonia, seguita poi da due pomeridiani.</p>
<p>Quanto al terzetto difensivo e alle posizioni in campo, l&#8217;enfant-du-pays avrebbe a maggior ragione più spazio ove <em><strong>El Cuti</strong></em> virasse sul centrodestra in impostazione al posto dell&#8217;infortunato, che rischia di non rientrare più o di ridursi agli spiccioli nelle 5 partite che mancano, finalissima di <em><strong>Coppa Italia</strong></em> compresa. Detto che tale soluzione farebbe del regista difensivo classe 1998 il <strong>vice Toloi</strong> per le qualità in impostazione a supporto della manovra, il perno preferenziale sarebbe comunque il Tucumano. Ma con una calendario appesantito dall&#8217;infrasettimanale ospitando il Benevento il 12 maggio e dal Genoa a meno 4 dal trofeo della coccarda, da contendere alla Juventus mercoledì 19 maggio, il &#8217;94 bergamaschissimo e nerazzurro fino al midollo potrebbe quantomeno impinguare un ruolino stagionale di sole <strong>9 apparizioni</strong> per 132 minuti complessivi.</p>
<p>La società, intanto, ha ufficializzato l&#8217;accordo con <strong>LeoVegas.news</strong>, magazine di infotainment online dedicato al calcio che sarà Digital Content Partner fino alla fine del campionato. Sul portale è già attiva una sezione dedicata alla squadra nerazzurra e ai suoi giocatori,dai contenuti condivisi col club e creati in sinergia con il medesimo. Il neonato LeoVegas.news offre approfondimenti esclusivi sulle squadre protagoniste del calcio di Serie A, highlights sulle partite di Campionato e le ultime novità del calciomercato. </p>
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		<title>Per il Sassuolo Diallo, che il Gasp vuole tenersi, non c&#8217;è. Il gran ritorno di Caldara</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 17:15:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ultimo minuto propone sempre qualcosa di diverso dalla conferenza stampa della vigilia del dopo pranzo. E così Amad Diallo, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/08/Lukaku-e-Caldara-affiancati_nEO_IMG.jpg"><p>L&#8217;ultimo minuto propone sempre qualcosa di diverso dalla conferenza stampa della vigilia del dopo pranzo. E così <strong>Amad Diallo</strong>, la stellina che vuole diventare una supernova al <strong>Manchester United</strong>, anche se l&#8217;allenatore Gian Piero <strong>Gasperini</strong> vorrebbe coccolarselo in prestito fino al termine della stagione, in attesa di news non compare tra i <strong>22 convocati</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> per la ripresa del campionato di domenica 3 gennaio (ore 15) contro il <strong>Sassuolo</strong> al Gewiss Stadium. Scontato: prima le due società devono definirne l&#8217;eventuale permanenza, benché il tecnico dei Red Devisl Ole Solskjaer si sia detto pronto ad accoglierlo subito. Rispetto alle ultime occasioni, al netto dell&#8217;indisponibilità del <strong>Papu</strong> Gomez ormai al passo d&#8217;addio (manca la contropartita tecnica, più eventuale conguaglio, dall&#8217;Inter), non c&#8217;è nemmeno l&#8217;aggregato di turno dalla <strong>Primavera</strong> &#8211; con cui l&#8217;argentino si sta allenando, a orari differenziati rispetto alla prima squadra -, nel caso Manu <strong>Gyabuaa</strong>.</p>
<p>Ecco la probabile <strong>formazione</strong> nerazzurra contro i neroverdi: la lista dei 22 del Gasp si completa tra campo e panchina. Mancano anche Rafael <strong>Toloi</strong> (elongazione al bicipite femorale sinistro, torna all&#8217;Epifania col Parma) e Mario Pasalic, operato di ernioplastica il 15 dicembre ma anch&#8217;egli sulla via del recupero. Il centrale difensivo di Scanzo, che ha dovuto farsi ripulire il ginocchio sinistro l&#8217;8 ottobre 2019 a Pavia per la lesione a losanga del tendine rotuleo, nella corrente stagione ha disputato un tempo col Torino il 26 settembre per accomodarsi poi in panchina con la Lazio 4 giorni più tardi.<br />
<strong>Atalanta (3-4-1-2):</strong> 95 Gollini; 19 Djimsiti, 17 Romero, 6 Palomino; 33 Hateboer, 15 De Roon, 11 Freuler, 8 Gosens; 32 Pessina; 72 Ilicic, 91 D. Zapata. In panchina: 31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Sutalo, 13 Caldara, 26 Mojica, 27 Depaoli, 40 Ruggeri, 18 Malinovskyi, 59 Miranchuk, 7 Lammers, 9 Muriel. All.: Gasperini. Squalificati: nessuno. Diffidati: Djimsiti, Romero, Toloi. Indisponibili: Pasalic, Toloi.</p>
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		<title>Toloi resta in dubbio, Caldara verso la panchina</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 17:01:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rafael Toloi resta in forte dubbio per il Sassuolo. L&#8217;elongazione al flessore sinistro del difensore italobrasiliano ha costretto l&#8217;interessato al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/Toloi-si-dispera.jpg"><p><strong>Rafael Toloi</strong> resta in forte dubbio per il <strong>Sassuolo</strong>. L&#8217;elongazione al <strong>flessore</strong> sinistro del difensore italobrasiliano ha costretto l&#8217;interessato al secondo giorno pieno di allenamenti a <strong>Zingonia</strong> a margine del gruppo, insieme al convalescente (sport-ernia, operato il 15 dicembre) Mario Pasalic: il rientro si allontana un po&#8217; più in là, a meno di miglioramenti da qui a sabato. Nel caso, pronta la già sperimentata linea a tre in difesa <strong>Djimsiti-Romero-Palomino</strong>, mentre Mattia <strong>Caldara</strong> potrebbe teoricamente essere convocato per un posto in panchina. Dopo la doppia sessione di mercoledì, che ha confermato la disponibilità del neo acquisto <strong>Joakim Maehle</strong>, non convocabile prima del <strong>4 gennaio</strong> (apertura del mercato invernale), il giovedì, ultimo giorno del 2020, <strong>l&#8217;Atalanta</strong> saluterà un tribolato anno solare col lavoro pomeridiano. Sempre da solo il <strong>Papu Gomez</strong>.</p>
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		<title>Verso il Sassuolo: Ruggeri recuperato, Caldara quasi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 17:52:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per un Papu Gomez ormai più che separato in casa con un&#8217;Atalanta che pare non volerne più sapere di lui, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/Ruggeri-lancia.jpg"><p>Per un <strong>Papu Gomez</strong> ormai più che separato in casa con un&#8217;<strong>Atalanta</strong> che pare non volerne più sapere di lui, tanto da essere costretto a lavorare da solo, un paio di recuperati illustri in vista del <strong>Sassuolo</strong>. La ripresa al <strong>Centro Sportivo Bortolotti</strong> di Zingonia martedì pomeriggio ha visto il rientro in gruppo in parte di <strong>Mattia Caldara</strong>, che non si vedeva insieme ai compagni dall&#8217;operazione al tendine rotuleo sinistro dell&#8217;8 ottobre scorso al San Matteo di Pavia, e <strong>Matteo Ruggeri</strong>, ormai recuperato al 100 per cento dopo 4 partite saltate. </p>
<p>L&#8217;esterno sinistro è convocabile, il perno di Scanzorosciate forse lo sarà col <strong>Parma</strong> all&#8217;Epifania, nella seconda gara casalinga consecutiva allo start di gennaio: coi neroverdi, in campo alle 15 del <strong>3 gennaio</strong> sull&#8217;erba amica del Gewiss Stadium. Mario <strong>Pasalic</strong> e Rafael <strong>Toloi</strong>, infine, hanno seguito percorsi individuali: il primo, operato si sport-ernia a Milano il 15 scorso, rientrerà alla fine del mese prossimo; il brasiliano, uscito acciaccato al flessore sinistro (ricaduta) a Bologna nell&#8217;ultima partita dell&#8217;anno (23 dicembre), non sembra invece in condizioni irrecuperabili per la sfida alle porte. </p>
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		<title>Zingonia: quattro infortunati su dodici (portieri compresi)</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 18:16:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mattia Caldara, Marten de Roon, José Palomino e Cristiano Piccini: sui 12 giocatori della prima squadra a disposizione, Gian Piero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/07/740-gasperini2.jpg"><p>Mattia <strong>Caldara</strong>, Marten <strong>de Roon</strong>, José <strong>Palomino</strong> e Cristiano Piccini: sui <strong>12 giocatori</strong> della prima squadra a disposizione, Gian Piero <strong>Gasperini</strong> alla ripresa a <strong>Zingonia</strong> ha dovuto far allenare il gruppo rigorosamente a porte chiuse senza ben 4 infortunati. Hanno dovuto lavorare a parte i due lungodegenti, il difensore di Scanzo (operato al tendine rotuleo sinistro l&#8217;8 ottobre) e il centrocampista olandese (lesione all&#8217;adduttore sinistro, fuori da 4 match), più il difensore argentino (noie all&#8217;adduttore sinistro) e l&#8217;esterno in prestito dal Valencia mai impiegato in gare ufficiali perché fuori condizione (rotula fratturata nell&#8217;agosto di 1 anno fa).</p>
<p>In pratica si sono allenati a pieno regime, con la prospettiva di proseguire giovedì in fascia mattutina sempre al Centro Sportivo Bortolotti, Pierluigi Gollini, Francesco Rossi e Boris Radunovic (portieri), Cristian Romero e Rafael Toloi (difensori), Fabio Depaoli e Matteo Ruggeri (esterni), Amad Diallo e Sam Lammers (attaccanti). La <strong>preparazione</strong> all&#8217;anticipo di sabato 21 (ore 18) a Cesena con lo <strong>Spezia</strong> per l&#8217;ottava giornata del campionato di serie A dovrà fare a meno fino al prossimo giovedì 19 dei 15 nazionali. </p>
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		<title>2020 finito per Caldara: si opera alla rotula</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 14:17:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tegola per la difesa dell&#8217;Atalanta, che sarà costretta al giro di boa con l&#8217;anno nuovo senza Mattia Caldara. Da sei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/08/Mattia-Caldara-e-Romelu-Lukaku_nEO_IMG.jpg"><p>Tegola per la difesa dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, che sarà costretta al giro di boa con l&#8217;anno nuovo senza <strong>Mattia Caldara</strong>. Da sei effettivi, tutti potenzialmente titolari, a cinque: già fuori dalle convocazioni contro il Cagliari, per un infortunio di cui di ha notizia da venerdì scorso, il centrale scanzese ha riportato una lesione al <strong>ginocchio</strong> <strong>sinistro</strong> già interessato dalla rottura del <strong>crociato</strong> il 2 maggio dell&#8217;anno scorso in allenamento col <strong>Milan</strong>.</p>
<p>Il prestito rossonero, che dovrebbe essere riscattato a fine stagione per 15 milioni, si è procurato una lesione a losanga del tendine rotuleo sinistro. Entro mercoledì, fra l&#8217;altro il giorno della ripresa degli allenamenti a <strong>Zingonia</strong>, sarà il giocatore stesso a decidere dove e quando farsi operare. </p>
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		<title>Giua, un arbitro sardo per Atalanta-Sampdoria</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 09:54:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le prime volte capitano a tutti. Anche in campo e col fischietto. L&#8217;arbitro Antonio Giua della sezione di Olbia incrocia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/07/gettyimages-1179077577-630x415-1.jpg"><p>Le prime volte capitano a tutti. Anche in campo e col <strong>fischietto</strong>. L&#8217;arbitro Antonio <strong>Giua</strong> della sezione di Olbia incrocia <strong>l&#8217;Atalanta</strong> senza averla mai diretta prima d&#8217;ora se non a livello <strong>Primavera</strong>. Uno solo, invece, il precedente con la <strong>Sampdoria</strong>, avversaria dei nerazzurri mercoledì (21.45) al Gewiss Stadium di Bergamo per la dodicesima giornata di ritorno del campionato di serie A: il 26 dicembre 2018 nel 2-0 casalingo al Chievo.</p>
<p>Bilancio a zero, dunque, con l&#8217;ingegnere di <strong>Calangianus</strong>, nato a Sassari l&#8217;11 marzo 1988, promosso in Can A soltanto da pochissimo, il 3 luglio, e avendoci diretto soltanto 32 gare. Ovvio, per uno insignito il 22 febbraio 2018 del Premio Luca Colosimo come miglior arbitro della Lega Pro 2016-2017 per essere chiamato in massima serie due giorni dopo per Bologna-Genoa. Il <strong>primo sardo ad arbitrare in A</strong> sarà coadiuvato dagli assistenti Daniele Bindoni di Venezia e Tarcisio Villa di Rimini. Quarto ufficiale Lorenzo Maggioni di Lecco, mentre a capo della Var c&#8217;è Luigi Nasca di Bari assistito da Mauro Galetto di Rovigo.</p>
<p>Fino alla laurea a <strong>Pisa</strong>, Giua ha appartenuto a tale sezione. Remoti i precedenti con la Primavera nerazzurra (1 anche con l&#8217;Under 19 blucerchiata), quando la allenava Valter Bonacina, tutti fra 2013 e 2016, tutti vittoriosi e tutti in trasferta: 2-1 a Gavirate col Varese il 14 dicembre 2013, 2-0 a Perugia il 22 novembre 2015 e 3-1 ad Asseminello col Cagliari il 5 marzo 2016. Curiosità: nella prima occasione era schierato da titolare Mattia <strong>Caldara</strong>.</p>
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		<title>Fiocco azzurro in casa Caldara-Nessi: è nato Alessandro</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2020 12:44:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fiocco azzurro in casa Caldara-Nessi. E&#8217; nato Alessandro, figlio di Mattia e Nicole. Il loro, un grande amore mai sbandierato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/06/Cattura-11.jpg"><p>Fiocco azzurro in casa <strong>Caldara-Nessi</strong>. E&#8217; nato Alessandro, figlio di Mattia e Nicole. Il loro, un grande amore mai sbandierato e men che meno &#8220;da rivista&#8221;. Quando Nicole si è laureata, Mattia le ha dedicato delle parole bellissime. Un ringraziamento per tutta la forza che lei gli ha trasmesso durante i mesi difficili del dopo infortunio: <em>&#8220;Hai dovuto fare la tesi in una camera d&#8217;hotel a Roma per non lasciarmi mai da solo dopo l&#8217;infortunio, mi hai dato la forza di andare avanti in momenti che se non ci fossi stata tu avrei mollato, hai passato molti momenti difficili e di crisi ma li hai superati tutti perché sei speciale. Sono fortunato ad averti al mio fianco e di condividere la mia vita con te. Sono fiero di te amore, dottoressa per la seconda volta. Ti amo&#8221;.</em><br />
Un amore forte e responsabile, oggi coronato dalla nascita di Alessandro.<br />
Auguriamo ai neo genitori e al piccolo una vita serena.<br />
<strong>Luciana Rota</strong></p>
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		<title>Caldara: &#8220;Punto a Euro 2021&#8221;. L&#8217;Atalanta lo aiuterà?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 11:40:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Punto a meritarmi l&#8217;Europeo del 2021, devo conquistare la fiducia del ct Roberto Mancini&#8220;. Mattia Caldara ha affidato alla Gazzetta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2017/03/caldarabella-1024x701.jpg"><p><em>&#8220;Punto a meritarmi l&#8217;<strong>Europeo</strong> del 2021, devo conquistare la fiducia del ct Roberto <strong>Mancini</strong>&#8220;</em>. <strong>Mattia Caldara</strong> ha affidato alla <em><strong>Gazzetta dello Sport</strong></em> la sua voglia di riscatto ad altissimi livelli: <em>&#8220;Non sono stato in grado anche per problemi fisici di ripagare la fiducia del Milan in una stagione e mezzo, mi dispiace e me ne assumo le responsabilità</em> &#8211; ha sottolineato il centrale difensivo di Scanzorosciate -. <em>Voglio farlo con l&#8217;<strong>Italia</strong> e con l&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Ma per recuperare posizioni e guadagnarmi la convocazione devo correre più forte degli altri&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Caldara</strong> ha rimarcato l&#8217;importanza del ritorno in nerazzurro nella finestra invernale del calciomercato come secondo possibile trampolino di lancio della propria <strong>carriera</strong>: <em>&#8220;Per riuscire nel mio intento ed esserci a Euro 2021 devo osare, caratteristica propria del gioco di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. Contro il <strong>Valencia</strong>, in Champions League, a Milano, sono passato in 5 minuti dalla panchina al campo</em> (per l&#8217;infortunio di Berat Djimsiti, NdR)<em>: la sera del 19 febbraio ero felice, ora è il momento del secondo salto di qualità&#8221;</em>.</p>
<p>Il prossimo ventiseienne (candeline il 5 maggio) cresciuto nel vivaio atalantino mette a fuoco gli obiettivi personali di squadra con la dovuta prudenza:<em> &#8220;Questa quarantena ci sta facendo apprezzare ciò che avevamo prima ed eravamo abituati a dare per scontato. Per la ripresa ci saranno vari step finché non si sarà trovato il vaccino contro il Coronavirus</em> &#8211; il suo pensiero -. <em>Per me, nessun problema a giocare anche tutta l&#8217;estate: siamo ai quarti di Champions, anche la formula in gara secca andrebbe bene. Ma in Italia niente playoff: o si va avanti fino alla fine o si chiude&#8221;</em>.</p>
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		<title>L&#8217;appello di Mattia Caldara, atalantino e bergamasco, ai tempi del Coronavirus: &#8220;Comportiamoci tutti da grande squadra e stiamo a casa&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 16:33:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Comportiamoci tutti da grande squadra e stiamo a casa&#8221;. Il senso e le metafora dell&#8217;appello social di Mattia Caldara sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/12/Caldara-Panathlon-1024x767.jpeg"><p><em>&#8220;Comportiamoci tutti da grande squadra e stiamo a casa&#8221;</em>. Il senso e le metafora dell&#8217;appello social di M<strong>attia Caldara</strong> sono un tutt&#8217;uno. L&#8217;<strong>Atalanta</strong> ai tempi del <strong>Coronavirus</strong> aderisce di fatto alla serrata spontanea dell&#8217;economia locale, anche oltre i dispositivi istituzionali per contenere il contagio, mandando avanti un bergamasco per mandare il messaggio ai tifosi, alla gente, alla società civile chiamata a fermarsi.</p>
<p><em>&#8220;Dare un calcio al Coronavirus e metterlo fuorigioco si può</em> &#8211; afferma il difensore di Scanzorosciate nel video sui profili ufficiali del club nerazzurro -. <em>Come? Stando a casa, mantenendo la distanza di un metro e uscire solo se strettamente necessario&#8221;</em>. Un appello che si conclude, appunto, con l&#8217;invito a seguire all&#8217;esempio atalantino, leggi allenamenti in programma subito <strong>rinviati</strong> a dopo lunedì 16 marzo: <em>&#8220;Per farlo dobbiamo essere tutti una grande squadra</em> &#8211; osserva <strong>Caldara</strong> -. <em>E nelle grandi squadre ognuno gioca nel proprio ruolo con grande senso di responsabilità. Mi raccomando, stiamo tutti a casa&#8221;</em>. </p>
<p>https://twitter.com/Atalanta_BC/status/1238128601419124736?s=20</p>
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		<title>News da Zingonia: preoccupa solo Toloi. Il virus e il nuovo calendario no</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 15:37:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In casa Atalanta si teme molto di più per il flessore destro di Rafael Toloi che non per il virus [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/01/Fiesta-Toloi_nEO_IMG-667x1024.jpg"><p>In casa <strong>Atalanta</strong> si teme molto di più per il flessore destro di <strong>Rafael Toloi</strong> che non per il virus Covid-19 da porte chiuse per 30 giorni, provvedimento esteso a ogni manifestazione sportiva &#8220;pubblica e privata&#8221;. Il decreto del governo sta conoscendo il via libera proprio dopo il rompete le righe della squadra di Gian Piero Gasperini a <strong>Zingonia</strong>. Resta fermo anche il divieto di trasferta, anche per la Champions League in Spagna il prossimo 10 marzo al &#8220;Mestalla&#8221;, rivolto ai tifosi provenienti dalla zona gialla, quindi anche la Bergamasca.</p>
<p>Dalla sessione mattutina, poche news ma buone al netto delle condizioni del brasiliano, costretto al lavoro a parte: le noie a ginocchio e caviglia di Papu Gomez e Mattia <strong>Caldara</strong>, figlie di botte sul campo domenica scorsa a Lecce, sono state riassorbite e i due si stanno allenando regolarmente. Il programma verso <strong>Valencia</strong> procede sempre a cancelli sigillati &#8211; anche giovedì prima di pranzo &#8211; secondo disposizioni delle Autorità. Nessun panico nemmeno per la scarsissima distanza del Gewiss Stadium dalla zona rossa instituenda fino alla bassa Valseriana per contenere meglio il contagio.&nbsp;</p>
<p>Ora non resta che attendere l&#8217;ufficialità del calendario del campionato ridisegnato con la formula dello slittamento di un turno, dopo i recuperi nel weekend lungo delle partite non disputate nella settima giornata di ritorno, con ripresa per i nerazzurri contro la <strong>Lazio</strong> in casa il 15 marzo salvo rettifiche. Poi ci sarà il primo dei due infrasettimanali introdotti per riportare in pari il nuovo calendario col programma della massima serie, comunque già ampiamente stravolto dalla profilassi sanitaria: mercoledì 18, sempre a Bergamo, contro il Sassuolo. L&#8217;altro sarà il 13 maggio, data in cui il club di Zingonia preferirebbe recuperare (a porte aperte, dunque) coi biancocelesti che ovviamente non sono d&#8217;accordo.</p>
<p>A proposito: stamani consiglio della Lega Calcio presso il Coni a Roma, l&#8217;assemblea è saltata per mancato raggiungimento del quorum. Presenti, con l&#8217;Atalanta, le milanesi, le romane, Udinese, Sassuolo, Fiorentina e Juventus. Due terzi non raggiunti. Sul posto, a mezzogiorno, nella sessione che avrebbe dovuto decidere sui turni di campionato, quattro consiglieri di Lega (Alessandro Antonello per l’Inter, Stefano Campoccia per l’Udinese, Luca Percassi per l’Atalanta e Paolo Scaroni per il Milan), i consiglieri federali (Claudio Lotito per la Lazio e Giuseppe Marotta per l’Inter) e i dirigenti della Juventus Fabio Paratici (ds), per la Fiorentina Daniele Pradè (ds) accompagnato da Joe Barone, il vicepresidente della Roma Mauro Baldissoni e l’ad del Sassuolo Giovanni Carnevali.</p>
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		<title>Verso la Coppa Italia tra Caldara e il ginocchio di Castagne</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 19:43:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mattia Caldara si allena regolarmente ma senza avere ancora un numero di maglia assegnato, ma per quello i problemi non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/08/Castagne.jpg"><p><strong>Mattia Caldara</strong> si allena regolarmente ma senza avere ancora un numero di maglia assegnato, ma per quello i problemi non esistono: in casa <strong>Atalanta </strong>c&#8217;è tempo per comunicarlo alla Lega Calcio di Serie A (finora la 13 preferita dal cavallo di ritorno, salvo cessione, appartiene al fuori rosa Guilherme Arana), con la <strong>Fiorentina</strong> si gioca <strong>mercoledì alle 15</strong>. In occasione dell&#8217;ottavo secco di Coppa Italia, piuttosto, esiste il rischio che manchi all&#8217;appello <strong>Timothy Castagne</strong>, riserva nelle ultime due partite di campionato con Parma e Inter (cambio di Robin Gosens al novantesimo scaduto): l&#8217;esterno belga lamenta noie al ginocchio sinistro. Inutile sottolineare che sulla destra Hans Hateboer è comunque abile e arruolato, vista la sua assenza per squalifica in regular season.</p>
<p>In attesa di saperne di più dalla rifinitura a porte chiuse martedì pomeriggio al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, si può ipotizzare un <strong>turnover mirato</strong> anche alla luce dell&#8217;impegno casalingo con la Spal di lunedì prossimo (20.45) valido per la prima giornata di ritorno. Il centrale difensivo di Scanzorosciate non è comunque in grado di giocare subito, quand&#8217;anche fosse convocato come sembra. Probabile che davanti <strong>Luis Muriel </strong>parta titolare in una sfida al contrario rispetto alle due semifinali della competizione dell&#8217;anno scorso, quando andò a segno proprio contro la sua attuale squadra sia nel 3-3 a Firenze del 27 febbraio siglando il pari definitivo che nel 2-1 atalantino in rimonta di Bergamo. <strong>Ruslan Malinovskyi</strong> è un altro in predicato di calcare il campo del &#8220;Franchi&#8221; insieme a <strong>Remo Freuler</strong>, relegato in panchina sabato sera a favore di Mario Pasalic. Che a questo punto potrebbe sedere tra i rincalzi come Duvan Zapata.</p>
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		<title>Bentornato, Mattia Caldara! Da domani di nuovo atalantino</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 18:39:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;avventura di Mattia Caldara al Milan si chiude con le visite mediche all&#8217;Atalanta, da figliol prodigo, fissate per venerdì 10 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2017/01/caldara.jpg"><p>L&#8217;avventura di Mattia <strong>Caldara</strong> al <strong>Milan</strong> si chiude con le <strong>visite mediche all&#8217;Atalanta</strong>, da figliol prodigo, fissate per <strong>venerdì</strong> 10 gennaio. La vigilia della sfida all&#8217;Inter, l&#8217;altra sponda del pallone dei Navigli, per ironia della sorte. Il rinforzo del mercato invernale torna dunque nella sua Bergamo dopo una stagione e mezzo con sole due partite ufficiali all&#8217;attivo, dopo essere stato usato come merce di scambio dalla Juventus per riavere Leonardo <strong>Bonucci</strong>. A fine estate del 2018 in Europa League col Dudelange e il 24 aprile dell&#8217;anno scorso nella semifinale di ritorno con la Lazio.</p>
<p>Tra una mini tranche e l&#8217;altra, il tendine d&#8217;Achille e il crociato. Un calvario concluso tra l&#8217;indifferenza della sua nuova società, che poi non è quella che l&#8217;aveva scelto nella sessione di riparazione del 2017 per lasciarlo alla base fino alla primavera del 2018. Nel dorato mondo delle big Mattia da <strong>Scanzorosciate</strong>, ragazzo semplice che aspetta il primogenito dalla dolce metà Nicole Nessi, non ha sfondato. Anche perché non ha avuto chances. E non ha potuto né voluto evitare l&#8217;operazione nostalgia alla Marten de Roon, con conseguente riduzione dell&#8217;ingaggio.</p>
<p>Nessuna recompra per il Diavolo, che al massimo avrà una percentuale sulla futura rivendita. Caldara ha scelto il ritorno a casa, quella casa dove può sentirsi un re. Le cifre raccontano che in nerazzurro è sempre stato un califfo.&nbsp; <strong>66 presenze e 10 reti</strong> tra 2013-2014, 2016-2017 e 2017-2018. La formula concordata per il difensore classe &#8217;94 (candeline il 5 maggio) è il prestito di 18 mesi con obbligo di riscatto a 15 milioni.</p>
<p>Nel settore giovanile di Zingonia fin dai Pulcini insieme a Conti e Gagliardini dopo i primi calci nel piccolo club del paese, l&#8217;esordio in A in prima squadra nel secondo tempo di Catania il 18 maggio 1994. Allora allenava Stefano Colantuono. Dopo le due annate a titolo temporaneo in B a Trapani e Cesena, il paio a Bergamo col Gasp. E la scalata alla gloria culminata nel ripensamento che sta già mandando in visibilio i tifosi. Perché è di nuovo lì uno di loro, uno di noi.</p>
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		<title>Gazzetta, conti in tasca all&#8217;Atalanta: 50,5 milioni in cassa. Le spese al mercato non sono un delitto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Dec 2019 15:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[50,5 milioni in cassa o quasi, divisi tra le voci polifoniche di un menù che ha decisamente il piatto forte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/Antonio-e-Luca-Percassi-1024x746.jpg"><p><strong>50,5 milioni in cassa</strong> o quasi, divisi tra le voci polifoniche di un menù che ha decisamente il piatto forte nei ricavi in quota <strong>Champions League</strong>. I conti in tasca all&#8217;<strong>Atalanta</strong> li fanno tutti, specialmente quando si guarda al <strong>mercato</strong> di riparazione a gennaio (2-31 prossimi, giovedì via alle danze) come all&#8217;opportunità di irrobustirsi nel presente per le sfide su tre fronti (a metà del mese venturo comincia la Coppa Italia, dall&#8217;ottavo di Firenze) guardando al contempo anche al futuro. Stavolta a usare la lente d&#8217;ingrandimento sul portafoglio nerazzurro, bello pienotto come non lo è stato mai, è la<em><strong> Gazzetta dello Sport</strong></em> con un magazine di San Silvestro ad hoc. Risorse da investire ce ne sono, a prescindere dall&#8217;ultima plusvalenza sicura, quella legata al passaggio di cartellino alla Juventus di <b>Dejan Kulusevski</b>, destinato a quanto sembra a rimanere in prestito al Parma fino al termine dell&#8217;annata.</p>
<p><strong>35 più 10 di bonus</strong>, nella fattispecie, ma non sono soldini pronti all&#8217;uso. Come non lo sarebbero i 15 dell&#8217;eventuale riscatto a giugno di <strong>Musa Barrow</strong>, prestito quasi certo al Bologna salvo contrordine. Le abitudini di casa parlano di entrate in quota giocatori <strong>spalmate su più esercizi</strong>, e a Zingonia il bilancio si chiude il 31 dicembre. I dindi ci sono comunque, vedi sopra. Adesso entriamo più nel dettaglio, usando la Rosea come fonte limpida a cui possano abbeverarsi anche i tifosi, sempre scettici quando si ragiona di ambizioni da corroborare coi saldi di mezza stagione. <strong>Mattia Caldara</strong> (25 di cartellino, 3 di stipendio, ma lì si tratta) può benissimo tornare alla base con qualunque formula, anche perché il <strong>Milan</strong> ha le mani sul &#8217;99 Jean-Clair Todibo, il difensore del futuro, esplosivo e piccante come il pepe della Cayenna, suo luogo natìo in Guyana francese.&nbsp;</p>
<p>La qualificazione agli ottavi nella regina delle coppe continentali è valsa da sola <strong>15,3</strong> milioncini, i risultati 6,8. Il turno eliminatorio raggiunto l&#8217;11 dicembre a Kharkiv contro lo Shakhtar, da solo, ha fruttato 9,5, il ranking storico 3,3, il market pool considerando il valore &#8220;televisivo&#8221; di tutte le italiane in lizza 5,6 (minimo garantito grazie agli ottavi centrati). Poi c&#8217;è il market pool del campionato, 5,1 anche lì e come rinunciarci? Gli incassi da stadio (San Siro, nella fattispecie), ammontano invece a 4,9 teorici, perché la Gazzetta prende in considerazione la stima del milione e mezzo incassabile dalla partita d&#8217;andata col Valencia. Da sfregarsi le mani per la soddisfazione, col segno degli euro impresso nelle pupille e all&#8217;orizzonte di un modello che funziona benissimo a pelo d&#8217;erba e vende anche meglio fuori, mentre le dita dei giocatori si ricoprono coi guanti per difendersi dal freddo delle ultime due sessioni al Centro Sportivo Bortolotti: dopo lunedì pomeriggio, un martedì mattina a porte aperte e ci si ritrova giovedì 2 gennaio per un doppio in vista del Parma (lunedì 6, ore 15, Gewiss Stadium) in cui ci sarà l&#8217;ex di turno sulla bocca di tutti.&nbsp;</p>
<p>Il totale supera il mezzo centinaio di milioni, vedi premessa. Con queste cifre, i lettori più critici ci (mi) perdoneranno, pensare alla finestra invernale sporgendo il braccino e basta, limitandosi ad affari di secondo o terzo piano, sarebbe un delitto. Fine della predica. Un <strong>Caldara</strong>, visto l&#8217;effetto domino di Todibo, vista la corte spietata che i Percassi gli stanno facendo seppur con molta discrezione, va afferrato presto senza pensarci su due volte. Quanto al vice di Josip Ilicic reclamato dall&#8217;allenatore Gian Piero Gasperini, non rifaremo con insistenza il nome di Dani Olmo, che fuori mercato non è affatto come dimostrano i numeretti di cui sopra (il monte stipendi e il tetto agli ingaggi sono una pizza, con tutto il rispetto: al massimo si ritoccano quelli dei top) o quello di Matteo Politano, della serie a Bergamo non viene anima viva per fare da backup allo sloveno.&nbsp;</p>
<p>Nello speciale del primo quotidiano sportivo nazionale, il bastone dal pomello d&#8217;avorio a ogni tesi più traballante, il Gasp stesso ha recitato il mantra del calciomercato come chance, la programmazione del prossimo futuro inserendo elementi di prospettiva, e non come obbligo. <em>&#8220;Può anche non arrivare nessuno&#8221;</em>, dice il comandante in capo, fiero degli equilibri raggiunti e della turnazione al minimo di una rosa che perdendo <strong>Roger Ibañez, Musa Barrow, Simon Kjaer</strong> (separato in casa ma ancora al Centro Sportivo Bortolotti negli ultimi due allenamenti dell&#8217;anno) e Guilherme Arana di qualche toppa ha sicuramente bisogno. Da 14-15 titolari da alternare a 16-17 il passo non è poi così lungo. Sai quante paia di scarpe e di suole ci compri, con 50 milioni e mezzo in cassa?<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Tra sogni e programmazione, il braccino. Atalanta, basta col mercato triste</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 14:22:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni&#160; Mario Mandzukic? Una suggestione di fine autunno: svincolatosi dalla Juve ma bramoso di uno stipendio che non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2017/03/caldarabella-1024x701.jpg"><p>di <em><strong>Simone Fornoni&nbsp;</strong></em></p>
<p>Mario <strong>Mandzukic</strong>? Una suggestione di fine autunno: svincolatosi dalla Juve ma bramoso di uno stipendio che non fosse da meno (sei lordi?), alla fine si è accontentato dei <strong>petrodollari</strong>. Mattia <strong>Caldara</strong>? Operazione figliol prodigo bis, dopo Marten de Roon nell&#8217;estate del 2017. Però il cartellino è costato 25 milioni al Milan, che gli garantisce un ingaggio di 3 senza farlo giocare. Tra i sogni <strong>Champions</strong> e la realtà dell&#8217;agognato rafforzamento di gennaio, come sempre, ci sono di mezzo i soldi. Destino di una provinciale come <strong>l&#8217;Atalanta</strong>, anche quando i fatti dicono che di big aggiunta si tratta. E allora l&#8217;ultimo nome per la finestra invernale, snocciolato da Tuttosport, è Mohamed <strong>Simakan</strong>, difensore del 2000, franco-guineano di Marsiglia, in forza allo Strasburgo, terzino o centrale, una sorta di nuovo Andrea Masiello quando il vecchio (si fa per dire, saranno 34 il prossimo 5 febbraio) è ancora abile e arruolato.</p>
<p>La cifra, appunto, di quello che Gian Piero <strong>Gasperini</strong> chiamerebbe un mercato triste, per parafrasare la sua stessa espressione utilizzata durante il ritiro del 2018 e dintorni, con la squadra alle prese coi turni di qualificazione ai gironi di Europa League poi sfumati. Chissà perché, da quando c&#8217;è il mister delle meraviglie l&#8217;asticella si può alzare solo sul campo e quando si ragiona di obiettivi, di ambizioni, di traguardi sempre nuovi. Al tavolo delle trattative, all&#8217;opposto, vai di calcolatrice e bilancino, niente aste, niente voli pindarici. E non è che l&#8217;uomo di Grugliasco possa sempre sperare di trasformare in campionissimi da corsa tris quanti solo pochi anni prima passavano per ronzini, o in esterni goleador anche da Europa ex terzinacci come Robin <strong>Gosens</strong> che in riva al Reno alle soglie dei diciott&#8217;anni si facevano il torneo del sabato. Si legge da fonti autorevoli che sarebbe troppo non già Dani <strong>Olmo</strong>, costo fissato dallo Dinamo Zagabria 35 milioni, roba che con gli avanzi di bilancio dell&#8217;ultimo triennio se ne potrebbero prendere due o tre, bensì perfino Matteo <strong>Politano</strong>, valutazione 20 ma papabile contropartita nell&#8217;affare atalantininterista legato a Dejan Kulusevski.</p>
<p>Questo no, quest&#8217;altro neppure, figurarsi quello. È tutta a una corsa al proclama da freno a mano tirato fin sopra il mento del conducente di una 500 Abarth che si pretende continui a correre come una Ferrari. Senza aggiungere cavalli e coppia al motore. Sembra di essere tornati all&#8217;epoca in cui, realizzati un colpo o due tipo <strong>Denis, Cigarini e Moralez,</strong> ci si vivacchiava per anni ricorrendo a rattoppi da braccino cortissimo con la scusa che bisogna salvarsi e poi si vedrà. I cordoni della borsa, vuoi mettere, guai ad aprirli o anche soltanto a immaginarli un po&#8217; allentati. Proprio adesso. Adesso che la regina delle provinciali è lassù nell&#8217;empireo delle Big 16 del calcio continentale, adesso che la regina di coppe è quotidianità da respirare a pieni polmoni, adesso che c&#8217;è la gara all&#8217;ultimo biglietto per <strong>Valencia</strong> senza sapere quando e a chi verrà mollato il primo, adesso che c&#8217;è il restyling dello stadio da completare per i due terzi che mancano.</p>
<p>Si sogna a occhi aperti, insomma, senza nemmeno osare socchiuderli su un <strong>bilancio</strong> che il 31 dicembre reciterà 200 milioni, quando c&#8217;è, Gasp dixit, la chance di una <strong>programmazione</strong> del futuro nel segno della continuità già dal 2 gennaio fino al 31. Va bene che siamo tra il Brembo e il Serio e, col Morla e rogge varie, in città anche i desideri hanno le sponde. Va bene non fare mai il passo più lungo della gamba. Nondimeno, Simon <strong>Kjaer</strong>, il capitano della nazionale danese ripudiato perché inadatto, va sostituito. E Roger Ibañez verrà mandato a giocare. Quattro in rosa alla voce difesa sono dannatamente pochi per chi deve affrontare gli ottavi di Champions e un&#8217;altra corsa alla qualificazione europea dai blocchi di partenza del campionato o della Coppa Italia. Sulla fascia serve il rimpiazzo dell&#8217;altro transfuga sivigliano Guilherme Arana. Davanti, invece, un vice Ilicic. Ma Olmo e Politano, ecco il ritornello stanco, <strong>costano troppo</strong>. C&#8217;è il tetto agli ingaggi, eccetera. C&#8217;è lo spogliatoio da non destabilizzare per lo stesso motivo, altrimenti dal Papu in giù chiedono l&#8217;aumento, eccetera.&nbsp;</p>
<p>La Beneamata avrebbe Federico <strong>Dimarco</strong> per la sinistra. Il resto della chiacchiera da calciomercato rattrappito dai geloni? <strong>Igor</strong> della Spal, Aleksa Terzic della Fiorentina, Lucas Verissimo del Santos. Due mancini, mastino duttile fino a fungere da laterale ed esterno, rispettivamente, e un centralone che ha tre anni in più del &#8217;98 connazionale. Bravini, ma non ci fai la guerra su due fronti. Il posto di Musa Barrow in panca chi se lo piglia? I soliti Vittorio Parigini e Simone Edera del Torino, appioppati a chiunque da dieci giri di mercato perché non li vuole nessuno? Luca Percassi e Giovanni Sartori facciano qualcosa e corrano ai ripari. L&#8217;Atalanta da sogno non si merita il braccino di un mercato triste e l&#8217;aria chiusa di una finestra invernale dai battenti inchiodati al muro per partito preso.&nbsp;</p>
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