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	<title>mercato &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Il ds Obbedio apre il 2026 dell&#8217;AlbinoLeffe: &#8220;Equilibrio e continuità a partire dalla Dolomiti Bellunesi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 09:08:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; Il primo auto-intervistato dell&#8217;AlbinoLeffe dal sito ufficiale nell&#8217;anno nuovo, in vista della prima giornata di ritorno del girone A [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/AL-Conferenza-Inizio-Stagione-4.jpg"><p>&nbsp;</p>
<p>Il primo auto-intervistato dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> dal sito ufficiale nell&#8217;anno nuovo, in vista della prima giornata di ritorno del girone A di serie C domenica 4 gennaio alle 17.30 a Fontanafredda (Pordenone) contro le <strong>Dolomiti Bellunesi</strong>, è il direttore sportivo <strong>Antonio Obbedio</strong>. L&#8217;uomo-mercato della dirigenza fa subito chiarezza sulla finestra di riparazione: <em>La volontà è quella di intervenire in alcuni <strong>ruoli</strong> in cui, soprattutto per motivazioni legate agli infortuni, siamo chiamati a dare maggior <strong>profondità</strong> e consistenza alle opzioni a disposizione dello staff tecnico</em><em>. Ad ogni modo, andremo ad innestare solamente elementi in linea con i nostri parametri, sia sul piano tecnico sia su quello economico”.</em></p>
<p>La <em><strong>Bluceleste</strong></em>, quattordicesima a 21 punti e per ora fuori di un soffio dalla zona <strong>playout</strong> in cui però alla stessa quota sarebbe invischiato il blasonato <strong>Novara</strong>, affronta subito un&#8217;altra pari classifica dopo aver chiuso il 2025 due weekend fa battendo all&#8217;inglese l&#8217;<strong>Alcione Milano</strong> in piena area playoff. <em>&#8220;La</em> <em><strong>Dolomiti Bellunesi</strong> è una squadra forte, con una rosa ricca di giocatori navigati in questa categoria, la quale con il nuovo allenatore <strong>Andrea Bonatti</strong> ha trovato ottimo ritmo e risalito una classifica che, punti alla mano, ci dice che si tratterà di uno scontro diretto. Una partita, dunque, già di per sé non semplice, resa ancora più complessa dalle insidie classiche della prima gara post sosta. Il nostro gruppo, nel quale è rientrato anche Lorenzo Sorrentino </em>(ancora assenti invece <strong>Boloca, Gusu e Lupinetti</strong>, ndr),<em> è tornato bene dalla pausa del campionato, completando una buona settimana di lavoro in vista di un appuntamento subito di grande importanza&#8221;.</em></p>
<p>All&#8217;andata, il 23 agosto, allo Stadium di Zanica, una gara a rincorsa aperta dal rigore di Sviderscoschi e ribaltata nel finale di primo tempo da Toci e Agosti per essere riacciuffata sul 2-2 da Lombardi verso la mezzora della ripresa, quando sulla panchina della squadra ospitante di turno sedeva ancora l&#8217;ex atalantino Nicola Zanini. <strong>Obbedio</strong> parla della squadra di <strong>Giovanni Lopez</strong> quasi in termini di cantiere aperto coi lavori da portare a termine: <em>“Se nei primi mesi della stagione caratterizzati da alti e bassi, anche fisiologici quando si apre un nuovo ciclo, è servito del tempo per settare un nuovo <strong>equilibrio</strong> complessivo, con l’inizio del <strong>girone di ritorno</strong> dobbiamo immediatamente trovare <strong>continuità di risultati</strong>. Sin da Fontanafredda, sarà fondamentale ripartire dall’atteggiamento visto contro l’Alcione: un aspetto non negoziabile, che dovrà essere un nostro tratto distintivo in ogni circostanza”. <strong>RECEffe</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Verso la prima amichevole internazionale a suon di doppi: Scamacca a posto</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 17:29:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La preparazione precampionato dell&#8217;Atalanta ha appena inaugurato la sua terza settimana al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia con la rituale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250717-WA0061.jpg"><p>La preparazione precampionato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha appena inaugurato la sua terza settimana al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia con la rituale sessione di allenamento al mattino e al pomeriggio. Nessuna controindicazione, dopo le indicazioni tra le righe dello stesso allenatore Ivan <strong>Juric</strong> a margine del test contro l&#8217;Under 23 risolto sabato da Charles De Ketelaere a Clusone, alla partecipazione di Gianluca <strong>Scamacca</strong> alla prima delle due amichevoli internazionali calendarizzate in Germania, sabato 2 agosto alle tre pomeridiane sul campo del <strong>RasenBallsport Leipzig</strong> a Lipsia.</p>
<p>Il centravanti romano, reduce dalla lesione alla giunzione muscolo-tendinea del retto femorale destro all&#8217;inizio dello scorso febbraio, allorché era rientrato contro il Torino a Bergamo dalla convalescenza al crociato sinistro rottosi a Parma nell&#8217;agosto precedente sempre in un friendly match prestagionale, del resto è ormai all&#8217;ottavo giorno pieno insieme al resto del gruppo. Per Sead <strong>Kolasinac</strong>, che il crociato se l&#8217;è rotto in casa col Bologna il 12 aprile, prosegue il lavoro di riabilitazione. Ademola <strong>Lookman</strong>, con la squadra solo il giorno del raduno e quello dopo, continua da par suo, in attesa dell&#8217;esito degli abboccamenti dirigenziali con l&#8217;Inter, le terapie per il piccolo stiramento al polpaccio denunciato due giovedì or sono.</p>
<p>Non era ovviamente presente Mitchel <strong>Bakker</strong>, sottoposto stamane a intervento artroscopico da parte del professor Ezio Adriani presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma in seguito alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro avvenuta giovedì 25 luglio e constatata il giorno successivo. Martedì, altra doppia seduta dei nerazzurri in sede. Sul fronte calciomercato, indiscrezioni dall&#8217;Inghilterra danno Federico <strong>Chiesa</strong> in ballottaggio col Napoli e un possibile ritorno a sorpresa di Rasmus <strong>Hojlund</strong>, 10 gol in 52 match nell&#8217;ultima annata al Manchester United che non ne pare affatto convinto: si aprirebbe addirittura la strada a un prestito con opzione riscalabile a obbligo secondo target personali e di squadra.</p>
<p>Il danese appena ventiduenne è stata ed è tuttora la più grande plusvalenza atalantina: preso ad agosto 2022 pagando 17 milioni allo Sturm Graz e rivenduto a distanza di un&#8217;estate ai Red Devils a 74 più due tranches di bonus da 5 ciascuna. Visto il rientro a febbraio dell&#8217;esterno mancino olandese, si continua a seguire l&#8217;omologo belga-portoghese Diego <strong>Moreira</strong>, 2004 dello Strasburgo ma controllato dal Chelsea come la società alsaziana. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Attacco: via Lookman, l&#8217;Atalanta oltre a Nico e Chiesa punta un altro nigeriano</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 17:56:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo Nico Gonzalez, il mancino della Juventus, e Federico Chiesa, in declino secco da un paio di stagioni tanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/Arokodare.jpeg"><article class="text-token-text-primary w-full" dir="auto" data-testid="conversation-turn-64" data-scroll-anchor="true">
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<p data-start="0" data-end="79">Non solo Nico <strong>Gonzalez</strong>, il mancino della Juventus, e Federico <strong>Chiesa</strong>, in declino secco da un paio di stagioni tanto che il Liverpool pur di disfarsene è disposto ad accollarsi parte degli assurdi sette milioni e mezzo annui di ingaggio. Forse convinta che avere già in casa l&#8217;erede di Ademola <strong>Lookman</strong>, per il quale l&#8217;Inter continua a tergiversare senza venire al dunque cioè i 50 milioni cash richiesti, nel ghanese Kamaldeen <strong>Sulemana</strong>, l&#8217;Atalanta in realtà si sta orientando verso un altro nigeriano, però successore di Mateo <strong>Retegui</strong> perché centravanti. E capocannoniere uscente della Jupiler League belga.&nbsp;</p>
<p data-start="323" data-end="787">I nerazzurri, infatti, potrebbero presto dare il benvenuto a un nuova punta d&#8217;area,&nbsp; <strong data-start="406" data-end="424">Tolu Arokodare</strong>. Il calciatore, attualmente in forza al <strong data-start="465" data-end="480">Racing Genk</strong>, classe <strong data-start="611" data-end="619">2000</strong>, con i suoi <strong data-start="632" data-end="646">197 centimetri</strong> di statura si presenta come un centrattacco di peso, pronto a portare il suo fisico e le sue qualità in un campionato come quello italiano.</p>
<p data-start="855" data-end="1329"><strong data-start="855" data-end="873">Arokodare</strong> è nato il <strong data-start="884" data-end="904">23 novembre 2000</strong> a <strong data-start="907" data-end="917">Festac</strong>, in Nigeria. Ha mosso i primi passi nel calcio del Vecchio Continente con il <strong data-start="980" data-end="992">Valmiera</strong>, club lettone che lo ha portato in Europa quando aveva ancora meno di 19 anni, acquistandolo dal <strong data-start="1090" data-end="1101">Box2Box</strong> in Nigeria. Successivamente, il giovane attaccante ha girato per l&#8217;Europa, con prestiti al <strong data-start="1193" data-end="1204">Colonia</strong> in <strong data-start="1208" data-end="1220">Germania</strong> e all&#8217;<strong data-start="1227" data-end="1237">Amiens</strong> in <strong data-start="1241" data-end="1252">Francia</strong>, prima di approdare definitivamente al <strong data-start="1292" data-end="1307">Racing Genk</strong> nel gennaio <strong data-start="1320" data-end="1328">2023</strong>.</p>
<p data-start="1385" data-end="1919">In carriera, Arokodare ha disputato un totale di <strong data-start="1434" data-end="1449">213 partite</strong> segnando <strong data-start="1459" data-end="1469">83 gol</strong> e fornendo <strong data-start="1481" data-end="1494">20 assist</strong>, un rendimento che ne evidenzia le doti da attaccante prolifico. Con il <strong data-start="1567" data-end="1575">Genk</strong>, ha messo a segno 40 gol e 12 assist in tutte le competizioni, incluso il <strong data-start="1650" data-end="1670">campionato belga</strong>. Ha anche avuto l’opportunità di giocare in competizioni europee, segnando due gol nelle qualificazioni di <strong data-start="1778" data-end="1798">Champions League</strong>. Le sue performance da capocannoniere nel massimo campionato belga, a quota 21 palloni in porta, sono un chiaro segnale delle sue capacità in attacco.</p>
<p data-start="1990" data-end="2464">Arokodare occuperebbe lo slot di extracomunitario finora lasciato libero. La curiosità è che col Racing Genk, suo club d&#8217;appartenenza, a Zingonia esistono rapporti molto cordiali da tempo. Da acquirente assiduo a venditore, da Timothy <strong>Castagne</strong> fino a Joakim Maehle passando per Ruslan <strong>Malinovskyi</strong>. Erano i tempi di Giovanni <strong>Sartori</strong> responsabile dell&#8217;area tecnica. Un&#8217;epoca cominciata già sotto Edy Reja che vedeva privilegiare il mercato del Benelux, vedi Marten de Roon, oggi capitano, e Hans Hateboer. Tony D&#8217;Amico è pronto a inserirsi nella scia del suo predecessore? Intanto, al Centro Sportivo Bortolotti, dopo il singolo di stamani è in programma il ritorno alla doppia sessione giovedì 24 luglio. Ademola Lookman è sempre sotto terapie per il lieve stiramento al polpaccio sinistro riscontrato giovedì scorso. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Ginocchio destro ko per Lookman, ma non è un semplice trauma</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 10:14:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Semplice distorsione? No, tutt&#8217;altro. Ademola Lookman, sottoposto a esami diagnostici stamattina, è fermo per un trauma distrattivo al ginocchio destro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/01/58a42ff6-fb57-4289-8e64-155ebac10998.jpeg"><p>Semplice distorsione? No, tutt&#8217;altro. <strong>Ademola Lookman</strong>, sottoposto a esami diagnostici stamattina, è fermo per un <strong>trauma distrattivo al ginocchio destro</strong> con interessamento del compartimento articolare laterale.</p>
<p>Il problema dell&#8217;attaccante dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> è più complesso di quel che sembrava, ma l&#8217;articolazione non è nemmeno la sinistra come pareva in un primo momento.</p>
<p>Niente Barcellona domani sera per giocarsi l&#8217;accesso diretto agli ottavi di finale di Champions League, ma al netto delle contingenze si fa sempre più viva la certezza di dover stringere per l&#8217;ormai famigerato e sospirato innesto nel reparto offensivo.</p>
<p>Il 2000 del Napoli Giacomo <strong>Raspadori</strong> è il profilo che più assomiglia al nigeriano. Si può chiudere col prestito con opzione od obbligo con saldo a 20, ma prima Antonio Conte vuole Garnacho o chi per lui dopo aver perso anche Kvaratskhelia.</p>
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		<title>Luca Percassi spegne le 117 candeline all&#8217;Atalanta: &#8220;Una società sana che sa investire, vedi i 130 milioni in estate&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 13:05:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Una società sana non preclude investimenti, anzi. L&#8217;input, anche dei Pagliuca, è rafforzare la squadra mantenendo gli equilibri societari per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/Antonio-e-Luca-Percassi-1024x746.jpg"><p><em>&#8220;Una società sana non preclude <strong>investimenti</strong>, anzi. L&#8217;input, anche dei <strong>Pagliuca</strong>, è rafforzare la squadra mantenendo gli equilibri societari per garantirle un futuro. Perso un centravanti della Nazionale, il diesse <strong>Tony D&#8217;Amico</strong> ha preso subito l&#8217;altro. E in tutto abbiamo speso più di <strong>130 milioni</strong>&#8220;</em>. <strong>Luca Percassi</strong> ha festeggiato a modo suo, con una serie di ricordi, di rivendicazioni e di dichiarazioni d&#8217;intenti, il compleanno numero 117 dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <em>&#8220;Un momento di gioia e riflessione, in cui siamo considerati un modello di riferimento per le realtà medio-piccole come la nostra, perché cade nell&#8217;anno solare del risultato sportivo più importante di tutta la storia&#8221;</em>, il pensiero dell&#8217;amministratore delegato nerazzurro a <em><strong>Radio Serie A</strong></em>-RDS-App DAZN nella nuova trasmissione GoAl Economy di Marco Bellinazzo.</p>
<p><em>&#8220;Quando si ottengono i risultati, è legittimo che creino aspettative</em> &#8211; spiega il dirigente nerazzurro, riferendosi all&#8217;Europa League vinta il 22 maggio scorso -. <em>Ma dobbiamo ricordare sempre chi siamo e che cosa facciamo, la nostra dimensione. I tifosi ci capiscono, anzi ci invitano loro per primi a tenere i piedi per terra e a lavorare. Il lavoro, lavoro bergamasco, è quello che c&#8217;è dietro il club e la ristrutturazione dello stadio, evocativa della capacità tutta nostrana di progredire demolendo e ricostruendo&#8221;</em>.</p>
<p>Le memorie, anche quelle meno vicine nel tempo, reclamano la loro parte, perché l&#8217;Atalanta attuale e la Famiglia Percassi sono una cosa sola. <em>&#8220;Mio padre Antonio fu chiamato alla guida della società da Achille Bortolotti, cui era mancato il figlio Cesare, nel 1990. Nel 1994 dovette lasciare molto a malincuore perché impegnato in sfide imprenditoriali cruciali. Poi tornammo nel 2010, quando c&#8217;era bisogno di una mano, con la squadra appena retrocessa in serie B: per papà la presidenza, lui cresciuto nel settore giovanile e arrivato da Clusone come ragazzo del vivaio negli anni sessanta, fino a divenire capitano della prima squadra, è sempre stato il primo dei sogni. Me lo dice, ce lo dice ogni giorni con gli occhi&#8221;</em>.</p>
<p>Da allora, gli investimenti, ed ecco la rivendicazione, non sono mai mancati. <em>&#8220;I due obiettivi primari, 14 anni fa, erano tornare a far risplendere il <strong>Centro Sportivo Bortolotti</strong>, dando risalto al settore giovanile di cui anch&#8217;io ho avuto l&#8217;onore di essere parte, e giocare almeno dieci anni di fila in A dopo esserci tornati. Siamo andati molto oltre, diventando proprietari dello stadio il giorno del centodecimo compleanno del club</em> &#8211; ha continuato il CEO atalantino -. <em>Sono stati investiti 100 milioni per la ricostruzione: il Gewiss Stadium rappresenta al meglio la città e il suo tessuto imprenditoriale, è fatto del cemento della cementeria di Calusco d&#8217;Adda, è figlio del lavoro bergamasco, è perfetto per la tifoseria e il nostro progetto&#8221;</em>. </p>
<p>Infine, il legame col territorio: <em>&#8220;Mio padre è il primo a ricordarci il senso di appartenenza ripetendo che &#8216;l&#8217;Atalanta è Bergamo e Bergamo è l&#8217;Atalanta&#8217;</em> &#8211; chiude Luca Percassi -. <em>Appena arrivati in società nel 2010, alla Festa della Dea davanti ai tifosi, ebbe l&#8217;idea di regalare la magliettina a tutti i neonati. Il segnale di unicità del rapporto è che a Bergamo ormai nascono solo atalantini. A casa nostra, come in tutte le famiglie, seguire l&#8217;Atalanta e sostenerla è una raccomandazione che parte dalle nonne e si trasmette da padre in figlio&#8221;</em>.</p>
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		<title>Gasperini non cerca alibi: &#8220;Le vicissitudini ci hanno intaccati nel morale, ma Bergamo è anche emozioni e attaccamento al territorio&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 21:40:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Anche sui due gol presi all&#8217;inizio di entrambi i tempi ho avuto l&#8217;impressione che la squadra sia intaccata nel morale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/08/IMG-20240830-WA0038.jpg"><p><em>&#8220;Anche sui due gol presi all&#8217;inizio di entrambi i tempi ho avuto l&#8217;impressione che la squadra sia intaccata nel <strong>morale</strong> dalle ultime vicissitudini&#8221;</em>. Pur senza cercare alibi, <strong>Gian Piero Gasperini</strong> ha le chiavi per interpretare il momento no della sua <strong>Atalanta</strong>: <em>&#8220;I nuovi non hanno ancora avuto il tempo di vivere Bergamo, che non è solo euro e dollari, ma soprattutto emozioni e attaccamento al territorio. Dopo la sosta inizia un&#8217;altra stagione, con l&#8217;<strong>organico finalmente al completo</strong> tranne Scalvini e Scamacca che è inutile continuare a mettere tra gli assenti perché lo saranno a lungo e la prima davanti al nostro pubblico con la Fiorentina a stadio finalmente terminato&#8221;</em>, il pensiero del tecnico.</p>
<p>La Dea versione cantiere è un&#8217;altra spiegazione di un cedimento netto al cospetto dell&#8217;Inter campione d&#8217;Italia: <em>&#8220;In vita mia ho sempre dovuto rifare le squadre. Di sicuro in primavera non c&#8217;era intenzione di cambiare 10-11 elementi, poi 6 o 7 sono arrivati nelle ultime settimane. La sosta non favorisce di certo l&#8217;inserimento di questi giocatori: con l&#8217;organico al completo non ci sarà bisogno di adattamenti come stasera&#8221;</em>, precisa Gasperini.</p>
<p>L&#8217;analisi del match non lascia spazio a rimpianti: <em>&#8220;L&#8217;approccio all&#8217;inizio dei due tempi è stato devastante e determinante. Abbiamo almeno avuto modo di vedere i nuovi. I due gol nel secondo tempo sono stati presi in modo orribile. Ma abbiamo anche cercato di costruire qualcosa e abbiamo avuto la possibilità almeno di riaprirla. La velocità, la tecnica e la capacità di tiro dell&#8217;Inter ci danno sempre fastidio&#8221;</em>.</p>
<p>Le ragioni principali della sonora sconfitta sono lì sul piatto: <em>&#8220;I primi dieci minuti hanno determinato umore e risultato. Dopo la sosta potremo contare su tutti gli effetti, stavolta eravamo molto in difficoltà in difesa dal punto di vista numerico. Mentalmente abbiamo tenuto, ma siamo una squadra raffazzonata da ricostruire</em> &#8211; insiste il Gasp -.&nbsp;<em>Pur nel risultato fortemente negativo, ho visto ragazzi che hanno cercato di tenere il campo fino alla fine. Nel primo tempo abbiamo cercato il gol e potevamo anche fare qualcosa di più. Il punto è ripartire da un organico più al completo&#8221;</em>.</p>
<p>A finestra estiva ormai chiusa, il giudizio dell&#8217;allenatore è interlocutorio: <em>&#8220;Ci sono state plusvalenze e con esse la disponibilità per investire, anche se buona parte dei giocatori sono arrivati nelle ultime due settimane. Abbiamo incassato molto e perso, in un caso definitivamente, giocatori che valevano tanto. Gente come Scamacca, Scalvini, Lookman che è appena rientrato in gruppo e <strong>Koopmeiners</strong></em> &#8211; prosegue -.&nbsp;<em>In rosa ci sono dieci-undici nuovi da studiare. Dobbiamo sperimentare in campionato quello che non siamo riusciti a fare in 50 giorni di preparazione estiva finora. La Champions per la quarta volta in sei anni ci darà ulteriori stimoli, è un traguardo straordinario e le affronteremo al meglio&#8221;</em>.</p>
<p>Non manca il giudizio sui singoli: <em>&#8220;<strong>Ederson</strong> ha bisogno di trovare la condizione, è stato fermo tanto per la Copa America in cui del resto ha giocato pochissimo ed è pure tornato tardi. <strong>De Ketelaere</strong> era in panchina ed è normale che entrasse, l&#8217;altro attaccante era Lookman che però s&#8217;è aggregato solo da pochissimo</em> &#8211; chiude Gasperini -.&nbsp;<em>Mi attacco alle cose positive, vedi la tenuta mentale di <strong>Retegui</strong> sui 90 minuti, ma mi sono piaciuti anche ragazzi come <strong>Samardzic</strong> e Brescianini. Non ho rimproveri da fare, De Roon e Pasalic, per dire, hanno dato il massimo. Finalmente a metà del mese prossimo con la Fiorentina riavremo finalmente il nostro stadio finito: è un peccato non aver avuto alcun contatto vero coi tifosi a Zingonia. Su Zaniolo difficile fare previsioni. Oggi è rientrato Toloi, dopo la sosta tornano Kolasinac e vediamo il nuovo <strong>Kossounou</strong>. E&#8217; arrivato Cuadrado, c&#8217;è ancora Godfrey che magari avrà il suo momento per essere valutato. Palestra fa parte della rosa e ne va verificata la crescita&#8221;</em>.</p>
<p>Chiosa per Raoul <strong>Bellanova</strong>: <em>&#8220;A San Siro se prendi il primo gol facendotelo da solo e il secondo entro i primi dieci minuti non è facile. C&#8217;è da rimboccarsi le maniche, siamo tanti giocatori nuovi e l&#8217;Inter è la squadra più forte in Italia. Dopo la sosta va data una svolta alla classifica&#8221;</em>, dichiara l&#8217;esterno-cavallo di ritorno. <em>&#8220;Il periodo di ambientamento per capire i sistemi dalla squadra e integrarmi coi compagni l&#8217;avevo dovuto scontare anche l&#8217;estate scorsa al Torino</em> &#8211; termina il ventiquattrenne di Parabiago -. <em>L&#8217;Inter trova le punte benissimo ed esce cogli uno-due anche nello stretto: quando spunta, non hai il tempo di trovare le giocate. Non sono per niente contento nemmeno della mia prestazione personale, devo e posso solo migliorare&#8221;</em>.</p>
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		<title>AlbinoLeffe, Toma in prestito in serie A albanese. Respinti gli assalti a Zoma</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 11:27:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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					<description><![CDATA[Rrok Toma (foto U.C. AlbinoLeffe &#8211; Tommaso Berardi) torna in Albania, ma per giocarci. Il ventenne attaccante nativo di Leze, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/08/Rrok-Toma.jpg"><p>Rrok<strong> Toma</strong> (foto U.C. AlbinoLeffe &#8211; Tommaso Berardi) torna in Albania, ma per giocarci. Il ventenne attaccante nativo di Leze, 5 presenze in prima squadra dopo essere arrivato nemmeno maggiorenne nel settore giovanile proveniente da quello del Torino, viene prestato per una stagione dall&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> al KF <strong>Teuta</strong>, nella massima divisione albanese.</p>
<p>Contestualmente, a Toma viene prolungato fino al 30 giugno 2026 il contratto in essere. <em>&#8220;La società bluceleste augura a Rrok una stagione piena di successi&#8221;</em>, chiude la nota sul sito ufficiale bluceleste. Per adesso, in attesa della chiusura del mercato, in avanti restano Salvatore Longo, Andrea Capelli, Mattia Mustacchio, Mattia Angeloni e il gioiello&nbsp;Mohamed Ali <strong>Zoma</strong> per il quale è stato respinto l&#8217;assalto della <strong>Triestina</strong>.</p>
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		<title>Difensore e dintorni: un nome su tutti, Dragusin costa troppo</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2023 08:30:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Radu Dragusin come innesto per la difesa al calciomercato invernale? Giammai. Il rumeno ventunenne ex Juventus, come scrive oggi la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/12/Mosquera.jpg"><p>Radu <strong>Dragusin</strong> come innesto per la <strong>difesa</strong> al calciomercato invernale? Giammai. Il rumeno ventunenne ex Juventus, come scrive oggi la <em><strong>Gazzetta dello Sport</strong></em>, costerebbe oltre la trentina di milioni sull&#8217;unghia. Il <strong>Genoa</strong> non pare disposto a scendere troppo sul prezzo per l&#8217;attuale braccetto destro, in grado però di giocare anche centrale a tre. Per questo, accanto al 2004 belga Matte <strong>Smets</strong> del Sint-Truiden, c&#8217;è il nome caldissimo di Cristhian <strong>Mosquera</strong>, suo coetaneo, che il <strong>Valencia</strong> della linea verde sarebbe disposto a cedere per più dei 3 milioni più bonus offerti in estate dal front office dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>.</p>
<p>Il diciannovenne mastino spagnolo, nato ad Alicante da genitori colombiani, è un destro naturale abituato comunque a giocare a <strong>quattro</strong>. La pedina di riserva potrebbe invece essere il più scafato (Mosquera ne farà 20 il prossimo 27 giugno) Thilo <strong>Kehrer</strong> del West Ham, anche se il ventisettenne nazionale tedesco di mamma burundina non è esattamente un profilo futuribile al pari degli altri tre. <strong>Mosquera</strong> gode di ottima reputazione, a parte le performance nei <em>Los Murcielagos</em> di Ruben Baraja: risale al 2021, infatti, l&#8217;inserimento nella lista &#8220;Next Generation&#8221; dei sessanta migliori talenti nati nel 2004, redatta dal quotidiano inglese The Guardian. In uscita, per adesso, Nadir <strong>Zortea</strong>, promesso al Frosinone: a titolo di laterali rimarrebbero comunque in cinque, da Hateboer a Ruggeri passando per Zappacosta, Holm e Bakker.</p>
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		<title>Percassi jr., l&#8217;ammissione: &#8220;Lavorare col Gasp non è facile. E se al mercato arrivano offerte irrinunciabili&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jun 2023 14:01:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Percassi]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Rasmus Hojlund]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Lo dico con affetto è stima, non è facile lavorare con Gasperini, genio e sregolatezza&#8221;. Parola di Luca Percassi, amministratore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/07/Luca-Percassi.jpg"><p><i>&#8220;Lo dico con affetto è stima, non è facile lavorare con <strong>Gasperini</strong>, genio e sregolatezza&#8221;</i>. Parola di Luca <strong>Percassi</strong>, amministratore delegato dell&#8217;<b>Atalanta</b>, alla <i><b>Gazzetta dello Sport</i></b> nello speciale Europa in edicola domenica 18 giugno: <i>&#8220;Ma con D&#8217;Amico e Congerton abbiamo creato una squadra di lavoro formidabile, non ho mai pensato a una separazione&#8221;</i>, la puntualizzazione.</p>
<p>Sul mercato, invece, le dichiarazioni del figlio del presidente Antonio non lasciano spazio a speranze, soprattutto quando si tratta di vagonate di milioni per i gioielli di famiglia, Rasmus <strong>Hojlund</strong> su tutti. <i>&#8220;Quello che mi ha sorpreso di più è <strong>Lookman</strong>, specie per la fase realizzativa. Muriel e Zapata invece sono importanti per lo spogliatoio. Vedo un mercato molto complicato: solo se arrivasse un&#8217;offerta a cui non poter dire di no, sacrificheremo qualcuno</i> &#8211; l&#8217;ammissione di Percassi jr. -. <i>Lavoriamo comunque nell&#8217;ottica del potenziamento dell&#8217;organico, un mercato delle opportunità: magari arrivasse un altro Hojlund il 25 agosto!&#8221;</i>.</p>
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		<title>Ragazzi di Zingonia di ritorno, usato sicuro e ultratrentenni a riposo: serve una rivoluzione gasperiniana anche senza Gasp</title>
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		<pubDate>Tue, 30 May 2023 13:56:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Tra Caldara-Conti-Gagliardini-Kessie-Kurtic-Petagna-Gomez a Djimsiti-Maehle (o Zappacosta, fate voi)-De Roon-Koopmeiners-Pasalic (Ederson?)-Hojlund-Lookman ci sono 7 anni e almeno un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/09/percassi-gasperini.png"><p><strong>di <em>Simone Fornoni</em></strong><br />
Tra Caldara-<strong>Conti</strong>-Gagliardini-<strong>Kessie</strong>-Kurtic-Petagna-<strong>Gomez</strong> a <strong>Djimsiti</strong>-Maehle (o Zappacosta, fate voi)-De Roon-<strong>Koopmeiners</strong>-Pasalic (Ederson?)-<strong>Hojlund</strong>-Lookman ci sono <strong>7 anni</strong> e almeno un paio di edizioni intermedie (Cristante, Castagne, Gosens) dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, a livello temporale, tecnico e in parte tattico. Nell&#8217;annata della <strong>Grande Transizione</strong> soprattutto anagrafica, i due davanti e il brasiliano, in mezzo o sulla trequarti, però, scorrendo la formazione della stagione ormai al gong la presenza degli <strong>ultratrentenni</strong>, forse privi di alternative considerate valide e pronte all&#8217;uso, sembra stridere con la necessità di svecchiamento indicata dal profeta in panchina. Bersaglio o protagonista non troppo involontario, per la seconda primavera di fila, del solito dilemma: resta o cede alle presunte lusinghe di un progetto ambizioso altrove, visto che a quanto pare qui gli avrebbero chiesto (chi? Quando? Come? Perché?) la qualificazione alla <strong>Champions League</strong> e lui, anche su questo, ha <em>&#8220;un&#8217;opinione diversa dalla società</em>&#8220;?</p>
<p>I nerazzurri non potranno barcamenarsi in eterno a sfogliare una margherita che a ogni soffio di vento da dichiarazionismo post partita pare allungarsi di un petalo, tante sono le variabili in campo. I tifosi, che adorano l&#8217;<em>hombre miraglo</em> di un ciclo frettolosamente dichiarato chiuso con l&#8217;ottavo posto dell&#8217;altr&#8217;anno e invece rivitalizzato dalla buona riuscita dell&#8217;originalissimo mix col passato in organico, se la prendono come sempre con la stampa dei &#8220;giornalai&#8221;. Eppure è Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, in prima persona singolare indeclinabile, tra un <em>&#8220;vedremo se potremo trovare un punto d&#8217;accordo&#8221;</em> e un <em>&#8220;qualcuno ci chiede la Champions, io non la penso così e per un allenatore è una situazione difficile&#8221;</em>, ad alimentare dubbi sul suo prossimo futuro. A parte che il pubblico, più che il mister, tende a ignorare che è il club ad avere in mano, oltre al proprio, quello del tecnico, contrattualizzato fino al <strong>2024</strong> con opzione per un&#8217;ulteriore stagione, a mentre fredda bisogna ragionare intorno a tre punti: l&#8217;eventuale delega di <strong>responsabilità piene</strong> a Gasp stesso, assolutamente non padrone della scena a dispetto di quanto si pensi; lo svecchiamento di una rosa che riempie sempre di più l&#8217;infermeria e ha bisogno di energie fresche; un <strong>progetto</strong> coerente con gli investimenti fatti e quelli da fare.</p>
<p>L&#8217;immissione di <strong>350 milioni</strong> nel capitale azionario alla fine dello scorso inverno del gruppo <strong>Pagliuca</strong>-Bain Capital, che ha di fatto e di diritto sostituito i Percassi nella gestione societaria pur lasciando loro quella sportiva, non è certo acqua fresca. Non lo è nemmeno l&#8217;esborso di <strong>108 milioni</strong> per gli acquisti più recenti, anche se Musso e <strong>Boga</strong> a conti fatti non hanno reso per quanto sono costati. Perché il tecnico, sulla scorta della rivoluzione all&#8217;americana, non è stato investito di poteri da <strong>manager all&#8217;inglese</strong>, quindi col controllo delle operazioni di mercato. Decide lui e la dirigenza esegue. Lo faceva la buonanima Brian <strong>Clough</strong> negli anni settanta e ottanta, al Derby County e al Nottingham Forest portato sul tetto d&#8217;Europa, l&#8217;ha fatto Alex <strong>Ferguson</strong> al Manchester United. Qualcuno gliel&#8217;ha proposto, oppure no? Domanda di riserva: il grugliaschese, che a Bergamo dice di aver sempre vissuto da dio tranne il mese e mezzo iniziale, quando i giornali gli facevano le pulci, abituati com&#8217;erano al 4-4-2 di Colantuono o al 4-2-3-1/4-3-3 di Reja, sarebbe (è) davvero disposto ad assumersi questi oneri, perché le responsabilità pesano, rinunciando a tenersi i soli onori dei risultati straordinari ottenuti fin dalla primissima annata?</p>
<p><strong>Pieni poteri</strong> significa che decide chi comprare lo stesso che prepara la squadra, la dirige e la schiera. Dall&#8217;allestimento allo spettacolo, insomma. Pieni poteri vuol dire anche fine di ogni possibile scaricabarile, delle diatribe vere o presunte e delle chiacchiere da carta stampata o web conseguenti. Da troppo, infatti, si respira la sensazione che fiducia e stima reciproca fra datore di lavoro e primo dipendente non bastino a prolungare a vita un accordo scritto nei fatti, più che nei rapporti personali, che Gasp comunque definisce umanamente a prova di bomba. In attesa di sapere se sarà lui a guidare la cabina di regia delle operazioni a tavolino insieme ai &#8220;due direttori sportivi&#8221; (parole sue) Lee <strong>Congerton</strong> e Tony <strong>D&#8217;Amico</strong>, ecco la questione del parco giocatori un po&#8217; anzianotto. Degli Over 30, Sportiello, detto di passata molto meglio dell&#8217;argentino, si svincola ed è già del Milan; <strong>Zappacosta</strong>, superati i problemi al retto femorale del girone d&#8217;andata, s&#8217;è rivelato ancora da corsa provando perfino a imitare il rimpianto Gosens in zona gol (4, mica pochi); <strong>Toloi</strong> è un grande leader e fisicamente stavolta ha retto meglio di chiunque, ma forse verso i 33 non ha più il passo dei bei tempi; dei 4 gol in due della coppia da <em>cumbia</em> <strong>Muriel-Zapata</strong>, quest&#8217;ultimo infortunatosi come gli accade dal pre covid, ci s&#8217;è già soffermato chiunque e non resta altro da aggiungere.&nbsp;</p>
<p>I giovani ci sono, ma faticano a farsi largo in mezzo agli espertissimi. All&#8217;interno del gruppo, diventato grande in tutti i sensi <strong>Scalvini</strong>, c&#8217;è un <strong>Okoli</strong> che scalpita e a buon diritto, visto che con lui titolare la difesa beccava molto poco col conseguente <strong>primato</strong> in classifica, alla quinta giornata a <strong>Monza</strong> addirittura in <strong>solitario</strong>. C&#8217;è <strong>Ruggeri</strong> che prima di fare crac non stava affatto deludendo. Certo, mancava <strong>Palomino</strong>, sospeso per il doping che non c&#8217;era fino a novembre, e il poi ripudiato perno <strong>Demiral</strong> all&#8217;inizio aveva la bua alle ginocchia che gli sarebbe tornata lungo la sosta per i Mondiali. Il ragazzo giunto quindicenne a Zingonia da Vicenza, centralone se mai ce n&#8217;è stato uno, sabato sera in casa dell&#8217;Inter ha servito da pendolino di riserva il possibile 3-3 all&#8217;imbambolato <strong>Hojlund</strong>, buono ma non buonissimo, chiuso da Dumfries nel recupero mentre forse gli risuonava sotto la volta cranica l&#8217;eterno paragone impossibile con Haaland. <strong>Soppy</strong>, insieme al berico nazionale Under 21 (mica bruscolini), è l&#8217;altro riapparso sui radar soltanto nella seconda metà di stagione, con la partitaccia di Lecce (quella dei nove undicesimi cambiati rispetto al match col Napoli) e il recupero del sorano a fare da spartiacque. Se non giochi e non hai il ritmo partita, poi finisce che ti rompi, anche se hai ventun anni. Puntuale come le tasse.</p>
<p>Che si vuol fare a <strong>Zingonia</strong>, dunque? Nella scorsa pausa tra l&#8217;esclusione dalle coppe e la programmazione del 2022-2023, il canuto sessantacinquenne torinese dalla voce soffiata e grattata più amato all&#8217;ombra delle Mura Venete aveva chiaramente esposto le sue idee: o si punta sui giovani senza pretesa di fissare obiettivi, oppure per centrarli vincendo si prendono elementi di caratura internazionale. Dalla finestra estiva sarebbe stato poi partorita la combo: Okoli, Scalvini, Soppy e Hojlund da una parte, Lookman dall&#8217;altra. Gli esiti mica sono da buttare via, tutt&#8217;altro. E se si ritornasse allo spirito e ai criteri delle origini del matrimonio Dea-Gasperini? Leggi, <strong>prestiti di ritorno</strong> cresciuti al Centro Sportivo Bortolotti o diventati qualcuno lì, assemblati con gente forte e scafata ma non in là con la carta d&#8217;identità, più qualche giovincello da rilanciare o su cui scommettere. Esattamente la lista della spesa indicata in premessa. Perché se hai in giro un portiere come <strong>Carnesecchi</strong> (Cremonese), un difensore come <strong>Cittadini</strong> (Modena), un esterno come <strong>Zortea</strong> (Sassuolo) e due attaccanti come <strong>Cambiaghi</strong> (Empoli) e <strong>Piccoli</strong> (idem, prima al Verona), richiamarli all&#8217;ovile è un dovere morale. Chiunque sarà il responsabile tecnico, una rivoluzione gasperiniana recuperandone le radici. L&#8217;accendiamo?</p>
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		<title>Offredi, i guantoni sul cuore: &#8220;Sono bergamasco, l&#8217;AlbinoLeffe è casa mia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2023 16:00:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/daniel-offredi.jpg"><p><strong>Zanica</strong> &#8211; <em>&#8220;Per me che sono bergamasco è un ritorno a casa. La mia è stata una scelta di cuore&#8221;</em>. Daniel <strong>Offredi</strong>, pescato dal mercato degli svincolati dopo l&#8217;ultima esperienza alla Triestina, riabbraccia l&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong>, che era stato suo per 128 allacciate di scarpe a pelo d&#8217;erba dal 2009 al 2015: <em>&#8220;Avevo altre proposte, ma ho accettato quella del direttore sportivo Aladino <strong>Valoti</strong>. Torno in un ambiente sano e posso stare vicino alla famiglia&#8221;</em>, le dichiarazioni del portiere di Strozza, classe 1988, al sito ufficiale del club bluceleste.</p>
<p>Titolare durante il trasferimento della sede degli allenamenti dal centro sportivo di <strong>Verdello</strong> a quello di <strong>Zanica</strong> rilevato ai tempi dalla BCC, il guardiano dei pali valdimagnino trova uno stadio e un academy in più: <em>&#8220;Sono cambiate tante cose, ma avevo già visitato il Campus. Non tutte le società possono vantare un centro sportivo di proprietà di questo tipo, nemmeno in categorie superiori. Qui ai giocatori non fanno mancare nulla e permettono loro di pensare solo ed esclusivamente al campo&#8221;</em>, il commento di Offredi, numero 35 di maglia come gli anni che è prossimo a compiere il 26 marzo. </p>
<p>Circa il suo compito da chioccia, Daniel è netto: <em>&#8220;Metto a disposizione di un reparto molto giovane tutta la mia esperienza, per aiutare a crescere i miei pari ruolo nel giusto modo cercando al tempo stesso di creare qualcosa di importante per tutto il contesto AlbinoLeffe&#8221;</em>. Domenica la sfida alla quarta forza a sorpresa del girone A di serie C, la <strong>Pro Sesto</strong>: <em>&#8220;Da ex dico che affrontiamo una formazione tosta, con gamba, che non improvvisa nulla e contro la quale dovremo mettere in campo una grande prestazione, fatta di grinta, cuore, attenzione e determinazione per cercare di portare a casa più punti possibili e far tornare a gioire i nostri tifosi allo Stadium&#8221;</em>.</p>
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		<title>AlbinoLeffe, indovina chi fa&#8230; i guantoni a Pagno</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 11:06:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A volte ritornano. Stavolta, da svincolato della Triestina e da innesto della finestra invernale del calciomercato a parametro zero. Daniel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/01/Offredi-AlbinoLeffe-e1672830408376.jpg"><p>A volte ritornano. Stavolta, da <strong>svincolato</strong> della Triestina e da innesto della finestra invernale del calciomercato a parametro zero. Daniel <strong>Offredi</strong>, alias il Gigante di Strozza, riabbraccia l&#8217;AlbinoLeffe dopo 7 anni, memore delle ben 128 partite tra 2009 e 2015 tra serie B e Lega Pro &#8211; Prima Divisione. 35 anni da compiere il prossimo 26 marzo, prodotto del settore giovanile del Milan, il neo portiere bluceleste insidia da vicino l&#8217;attuale titolare Andrea <strong>Pagno</strong> anche per i ricorrenti guai fisici del giovane ex Empoli Leandro Pratelli. </p>
<p><em>&#8220;Sono contento di essere tornato a casa</em> &#8211; il commento del giocatore, che ha scelto la maglia numero 35 &#8211; bergamasco che fa ritorno a Zanica otto anni dopo la sua ultima apparizione -, <em>l&#8217;AlbinoLeffe è stata ed è una famiglia per me. Non vedo l&#8217;ora di mettermi a disposizione di mister e compagni per aiutare la squadra a raggiungere i propri traguardi. Forza AlbinoLeffe!&#8221;</em>, le sue prime dichiarazioni rese ai canali ufficiali del club. </p>
<p>Oltre a quella bluceleste, in carriera ha indossato le casacche di Pro Sesto, Reggiana, Avellino, Bari, Südtirol e gli alabardati, totalizzando 354 presenze tra i professionisti. <em>&#8220;A Daniel un caloroso bentornato da parte di tutta la famiglia bluceleste e un grosso in bocca al lupo per il suo futuro a Zanica&#8221;</em>, recita la nota della società.</p>
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		<title>Colpo clamoroso Real Calepina: arriva &#8220;El Tanque&#8221; German Denis</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 12:26:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un colpo clamoroso, atto a portare lustro, oltre che l’auspicato salto di qualità, sulla Real Calepina del ds Nervi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/09/FB_IMG_1662824385296-1024x563.jpg"><p>Un colpo clamoroso, atto a portare lustro, oltre che l’auspicato salto di qualità, sulla <strong>Real Calepina </strong>del ds Nervi e del dg Baretti, a caccia di un terminale di peso, dalle sportellate facili e dalla conclamata affidabilità. Ma l’operazione non può essere ricondotta al mero presente calcistico, perché con un Tanque in più tutta la Serie D, a partire da quella ricompresa nel girone B, saprà trarre sicuro giovamento, in termini di immagine e visibilità. Così il club di stanza tra Grumello, Chiuduno e Telgate festeggia l’arrivo di <strong>German Denis</strong>, icona atalantina agli albori della presidenza di Antonio Percassi. Tuttavia, lo stesso intricato marasma di derby e campanilismi, all’interno del massimo campionato dilettantistico, potrà guadagnare ulteriore brio, grazie ai numerosi dejà vu che riguarderanno gli ex atalantini. In primis, restando in ambito di Real Calepina, va in onda il ricongiungimento con Daniele Capelli, oggi mister, rimasto in nerazzurro fino al 2013, fino al passaggio al Cesena. Un biennio di gol a grappoli e grandi emozioni, in coincidenza con il ritorno in Serie A e con l’avvento alla presidenza del “Tone” da Clusone. Era il 2011, l’anno del passaggio, seppur in prestito, dall’Udinese all’Atalanta dell’attaccante argentino, subito determinante, a suon di reti, mentre “Il Muro di Grumello”, ormai nel pieno della maturità calcistica, incappava in una serie di gravi infortuni che ne minarono la titolarità, per buona pace dei colleghi di reparto di allora, quali Lucchini e Manfredini. I troppi guai fisici sancirono di fatto la chiusura del rapporto tra Capelli e la Dea, ma i buoni rapporti, le frequentazioni e la fisiologica necessità di garantirsi un futuro anche dopo il ritiro dal calcio giocato, hanno consentito di mantenere più saldo che mai il legame con El Tanque. Grazie ai buoni uffici di Dimensione Saga, realtà a capo dell’attività di base portata avanti dalla Real Calepina e della quale Denis è rimasto socio anche durante la permanenza a Reggio Calabria nello scorso triennio, si può spiegare il coinvolgimento del centravanti classe ’81: dunque in là con gli anni, ma ancor asciutto e dallo stato di forma invidiabile, come dimostrano i gol segnati in Lega Pro, con la maglia della Reggina. Ballava persino l’ipotesi di una riconferma, in un palcoscenico ancor più improbo come la Serie B, ma con le vicissitudini societarie vissute dal club del capoluogo calabrese si è infine assistito alla chiusura del rapporto. Allargando lo sguardo oltre le colline di Grumello del Monte, l’operazione richiama immediatamente quanto andato in onda al “Matteo Legler” di Ponte San Pietro nel 2014, con l’ingaggio di un altro ex atalantino, oggi alle prese con un crepuscolo di successo. Per Denis e Ferreira Pinto, di fatto, la stessa coabitazione, in nerazzurro, accaduta tra l’argentino e Capelli: fino all’addio consumato dal tornante brasiliano nel gennaio 2013, dopo l’exploit in fascia compiuto dal Galgo Schelotto. Ma l’epopea di quell’Atalanta passò anche per Riccardo Cazzola, oggi faro del centrocampo della Virtus Ciserano Bergamo. Approdato in nerazzurro nel gennaio 2012, Cazzola toccò l’apice della propria carriera a Bergamo, con tanto di esordio in Serie A, all’interno di una parabola scandita da un onesto girovagare tra Serie B, Lega Pro e, per l&#8217;appunto, Serie D. Il centrocampista originario di Verona indossò i colori della Dea fino al 2014, quando ancora Denis non aveva ancora raccontato il meglio di sé. La personalissima striscia di record, infatti, doveva ancora arrivare Nell’aprile 2015, infatti, El Tanque centrò quota 50 reti in Serie A con la maglia dell’Atalanta. Nel novembre dello stesso anno, il gol inferto alla Roma gli valse il titolo di straniero più prolifico della storia del club: il quarto, in assoluto, alle spalle di Doni, Cominelli e Bassetto. A distanza di qualche annetto, la stretta attualità assume i connotati della fatalità. Nel giorno del suo 41° compleanno, Denis ritrova le latitudini di Bergamo e del calcio orobico, con ancora tanta voglia di dimostrare e lasciare il proprio segno d’autore.<br />
<strong>Nik</strong></p>
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		<title>Gasperini, c&#8217;è la Samp ma il mercato tiene banco: &#8220;Freuler? Niente emergenza. Il presidente ha dato input precisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 12:18:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zingonia &#8211; &#8220;Il presidente ha dato indicazioni e input molto precisi. Si tratta solo di realizzarli&#8221;. Gian Piero Gasperini, alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/07/Gasperini.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> &#8211; <em>&#8220;Il presidente ha dato indicazioni e input molto precisi. Si tratta solo di realizzarli&#8221;</em>. Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, alla vigilia della prima di campionato in casa della <strong>Sampdoria</strong>, torna sul tema scottante del calciomercato: &#8220;Non entro nel dettaglio dei ruoli o di quel che serve, ma certamente non esiste un&#8217;emergenza a centrocampo e forse nemmeno in difesa. De Roon può giocare dietro, l&#8217;uscita di <strong>Freuler</strong> per Nottingham ci vede comunque attrezzati con risorse come Koopmeiners, Scalvini da far crescere in quella posizione, Ederson che rivedremo martedì dopo il suo lieve infortunio e anche Pasalic&#8221;, taglia corto l&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>.</p>
<p><strong>GASPERINI E I SALUTI A FREULER.</strong> <em>“Freuler ha avuto un&#8217;opportunità che s&#8217;è concretizzata in poco tempo. E&#8217; andato in Premier League. Gli sono molto affezionato, lo ringrazio per quello che fatto per l&#8217;Atalanta e gli auguro ogni bene</em> &#8211; ha proseguito il mister -. <em>Ederson domani non ci sarà, lo verificheremo settimana prossima. Un problema di non grave entità, verificatosi martedì sera durante una delle partitelle allo stadio”</em>.</p>
<p><strong>LA GRANA PALOMINO.</strong> <em>“Conosciamo la moralità di Palomino, costretto a 32 anni a vivere questa situazione in cui è incappato suo malgrado. La sua involontarietà è abbastanza chiara: adesso la difesa dovrà cercare di spiegare. Per noi è importantissimo e l&#8217;abbiamo perso insieme a Demiral e Zappacosta, che però potrebbero riaggregarsi da martedì prossimo”</em>, le parole del Gasp sulla positività del tucumano alle controanalisi.  <em>“De Roon, vista anche la lunga assenza in precampionato anche di Demiral, può giocare in difesa perché ne ha le caratteristiche. Lui e Scalvini per me partono a centrocampo ma sono duttili: Giorgio ha avuto l&#8217;evoluzione contraria, ha 18 anni e il suo percorso è appena iniziato pur avendo dimostrato di essere utile alla causa”</em>.</p>
<p><strong>GASPERINI, LA SQUADRA E IL MERCATO.</strong> <em>“Ci stiamo allenando dal 4 luglio, sono passati 40 giorni, abbiamo la nostra identità. Lookman è qui da una settimana ma l&#8217;impressione è molto buona: adesso dobbiamo cercare di inserirlo e la cosa migliore per inserirsi è giocare. Il mercato sta entrando in fase movimentata per tutte le squadre dopo molte settimane di poco o nulla. Il bilancio finale prima della chiusura della sessione non si può fare di certo. C&#8217;è attesa per il campionato, si è pieni di dubbi, si sono anche giocate poche amichevoli. Ieri c&#8217;era il presidente Antonio <strong>Percassi</strong> in sede. Indicazioni e input da parte sua sono molto precisi, adesso vanno realizzati. Lo ammiro molto: al mio arrivo mi comunicò il suo desiderio di stare vicino all&#8217;Atalanta e non ha mai smesso di farlo. E&#8217; un momento importante: Ci sono due direttori sportivi e Luca Percassi che lavora notte e giorno per potenziare l&#8217;organico. Credo che qualcosa succeda: martedì sera ho detto una cosa banale su cui s&#8217;è ricamato: in 40 giorni è uscito Pessina e arrivato Ederson”</em>.</p>
<p><strong>GASPERINI E GLI ESUBERI.</strong>  <em>“<strong>Miranchuk</strong> è al Torino e mi auguro che possa fare bene lì, è un&#8217;opportunità in una piazza importante. Qui non è andata secondo le aspettative, ma è un ragazzo e un giocatore di valore. Spero per lui e per noi di non ritrovarcelo indietro. Zapata è al quarto anno, non è una novità. Malinovskyi? Le voci arrivano giornalmente finché il mercato è aperto, siamo tutti un cantiere”</em>.</p>
<p><strong>GASPERINI E LA SAMP.</strong> <em>“Il terreno di Marassi? Preoccupa tutti se non è regolare, in televisione l&#8217;abbiamo visto tutti. Va a discapito della gara. La <strong>Sampdoria</strong> è una piazza importante e riesce sempre a mettere in piedi una squadra di valore, ha sempre avuto giocatori bravi. Noi siamo fiduciosi di poter fare bene. <strong>Okoli</strong> è una bella realtà di inizio stagione, un ragazzo che conosciamo bene e ha fatto progressi notevoli. Che avesse mezzi importanti lo si sapeva da anni: è da valorizzare. La qualità migliore di Pasalic sono i tempi di inserimento per il gol. Non esistono ruoli fissi, però; quindi in mezzo non siamo in emergenza. Fino a metà novembre si giocano 15 giornate di campionato, quasi un girone interno. In tre mesi ci si gioca una larga fetta di campionato, c&#8217;è già molto in pista”</em>.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, il punto sul mercato: arrivi, cessioni e trattative</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 12:26:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[2002]]></category>
		<category><![CDATA[arrivi]]></category>
		<category><![CDATA[Ederson]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cittadini]]></category>
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		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[partenze]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Panada]]></category>
		<category><![CDATA[trattative]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuno Tavares, con l&#8217;alternativa Fabiano Parisi e non certo la scelta di ripiego di Andrea Cambiaso, resta sempre il sogno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/01/Anwar-Mediero-Alessandro-Cittadini-Giorgio-Scalvini.jpg"><p>Nuno <strong>Tavares</strong>, con l&#8217;alternativa Fabiano <strong>Parisi</strong> e non certo la scelta di ripiego di Andrea <strong>Cambiaso</strong>, resta sempre il sogno proibito. I 2002 Giorgio <strong>Cittadini</strong> (esordio il 6 gennaio a Udine, poi seconda apparizione a fine febbraio con la Samp) e Simone <strong>Panada</strong>, fuoriquota per la Primavera, sono a disposizione del <strong>Modena</strong> neopromosso in B del capitano azzanese Antonio <strong>Pergreffi</strong>. Alla vigilia del ritiro di <strong>Clusone</strong>, ecco il punto sul mercato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>.</p>
<p><strong>Trattative-obiettivi</strong><br />
Nuno Tavares (esterno sinistro, 2000) &#8211; Arsenal<br />
Fabiano Parisi (idem, 2000) &#8211; Empoli<br />
Andrea Cambiaso (ibidem, 2000) &#8211; Genoa (eventualmente in prestito dalla Juventus)<br />
Andrea Pinamonti (attaccante, 1999) &#8211; Inter (tornato dal prestito a Empoli)</p>
<p><strong>Arrivi</strong><br />
Marco Carnesecchi (p, &#8217;00) &#8211; da Cremonese (fine prestito)<br />
Caleb Okoli (d, &#8217;01) &#8211; da Cremonese (fine prestito)<br />
Merih Demiral (d, &#8217;98) &#8211; da Juventus (prestito riscattato)<br />
Pierluigi Gollini (p, &#8217;95) &#8211; da Tottenham Hotspur (fine prestito)<br />
Bosko Sutalo (d, &#8217;00) &#8211; da Hellas Verona (fine prestito) &#8211; ceduto alla Dinamo Zagabria<br />
Anton Kresic (d, &#8217;96) &#8211; da Padova (fine prestito) &#8211; ceduto al Rijeka<br />
Emmanuel Latte Lath (a, &#8217;99) &#8211; da Spal (fine prestito) &#8211; prestato al San Gallo<br />
Marco Varnier (d, &#8217;98) &#8211; da Como (fine prestito) &#8211; prestato alla Spal<br />
Nadir Zortea (d-c, &#8217;99) &#8211; da Salernitana (fine prestito)<br />
Matteo Ruggeri (d-c, &#8217;02) &#8211; da Salernitana (fine prestito)<br />
Ederson José dos Santos Lourenco da Silva (c, &#8217;99) &#8211; da Salernitana (definitivo, 12 milioni più Lovato, 10)<br />
Matteo Lovato (d, &#8217;00) &#8211; da Cagliari (fine prestito)<br />
Simone Mazzocchi (a, &#8217;98) &#8211; da Ternana (fine prestito)</p>
<p><strong>Partenze</strong><br />
Giuseppe Pezzella (d, &#8217;97) &#8211; Parma (fine prestito)<br />
Valentin Mihaila (a, &#8217;00) &#8211; Parma (fine prestito)<br />
Enrico Delprato (d-c, &#8217;99) &#8211; Parma (riscatto)<br />
Bosko Sutalo (d, &#8217;00) &#8211; Dinamo Zagabria (definitivo)<br />
Olaf Kobacki (a, &#8217;01) &#8211; Arka Gdynia (riscatto)<br />
Anton Kresic (d, &#8217;96) &#8211; Rijeka (definitivo)<br />
Roberto Piccoli (a, &#8217;01) &#8211; Hellas Verona (prestito)<br />
Emmanuel Latte Lath (a, &#8217;99) &#8211; San Gallo (prestito)<br />
Marco Varnier (d, &#8217;98) &#8211; Spal (opzione e obbligo)<br />
Pierluigi Gollini (p, &#8217;95) &#8211; Fiorentina (prestito oneroso a 0,5 con obbligo a 7,5)<br />
Matteo Lovato (d, &#8217;00) &#8211; Salernitana (definitivo)<br />
Matteo Pessina (c, &#8217;97) &#8211; Monza (prestito con obbligo di riscatto a 15 milioni in caso di salvezza)<br />
Giorgio Cittadini (d, &#8217;02) &#8211; Modena (prestito)<br />
Simone Panada (c, &#8217;02) &#8211; Modena (prestito)<br />
Simone Mazzocchi (a, &#8217;98) &#8211; Südtirol (prestito)</p>
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		<title>Ma quale Lucumì, ci si tenga stretto Okoli. I vivaisti di ritorno furono il segreto della prima Atalanta del Gasp</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 11:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[calciomercato]]></category>
		<category><![CDATA[Caleb Okoli]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Jhon Lucumì]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Nuno Tavares]]></category>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Nota a mo&#8217; di premessa: nessuno si permette di dare consigli a chi ne sa, leggi Lee [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/Caleb-Okoli-1-1024x815.jpg"><p><strong>di <em>Simone Fornoni<br />
</em></strong>Nota a mo&#8217; di premessa: nessuno si permette di dare consigli a chi ne sa, leggi Lee <strong>Congerton</strong> che magari avrà un Matty Cash (Villans) e/o un Nuno <strong>Tavares</strong> (Gunners) in canna e Tony <strong>D&#8217;Amico</strong> che da Verona può anche portarsi qualcosina d&#8217;intrigante. Sia come sia, meglio il <strong>vivaio</strong> che torna prepotentemente alla ribalta delle solite spesone per pescare l&#8217;extracomunitario di turno, manco fosse un dio in terra. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> prima maniera di Gian Piero <strong>Gasperini</strong> non era forse stata costruita, edificandovi anche le proprie fortune, sulla filastrocca gaudente <strong>Caldara-Conti-Gagliardini-Kessie</strong>, tutta gente passata da Zingonia anche se solo per sei mesi come nel caso dell&#8217;ivoriano? E il mister, di recente, non ha ricordato che una delle due strade da percorrere al mercato, oltre ad alzare l&#8217;asticella prendendo un top player, difficilino da avvicinare quando non c&#8217;è più l&#8217;Europa, è lo svecchiamento ripartendo dalla base?</p>
<p>Ebbene, a che serve allora Jhon <strong>Lucumì</strong> per blindare la retroguardia se si ha già un Caleb <strong>Okoli</strong> fatto in casa? Il rigore procurato per rompere il ghiaccio e l&#8217;assist per il tris di Pellegri nel recente 4-1 all&#8217;Irlanda sono solo le classiche ciliegine sulla torta dell&#8217;Under 21 azzurra: chi sa di chi e cosa si sta parlando avrà seguito sicuramente il ragazzo vicentino nella sua avventura da bicampione d&#8217;Italia <strong>Primavera</strong> (più altrettante supercoppe nazionali) agli ordini di Massimo Brambilla, al pari di un Nicolò <strong>Cambiaghi</strong> che non resterà al Pordenone retrocesso in C, ala o seconda punta da marcatura e assist nella stessa partita di qualificazione agli Europei di categoria. Al netto del secondo, figura che intrupperebbe ulteriormente un reparto già in sovrannumero, come non prendere in seria considerazione il primo, avvezzo a fare il centrale destro alla Toloi a immagine e somiglianza di quel Giorgio <strong>Scalvini</strong> scoperto in mezzo al campo anche dal ct dei grandi Mancini? Neopromosso con la <strong>Cremonese</strong> insieme al portiere del futuro Marco <strong>Carnesecchi</strong>, è un 2001 fisicamente prestante, atleticamente pronto alle battaglie al piano di sopra, tatticamente smaliziato e intelligente, dal piede in via di arrotondamento.&nbsp;</p>
<p>Si scrive tanto, forse troppo, di un obiettivo da sartorata, ovvero mercato del Benelux a cui attingere come in una pesca d&#8217;altura, leggi appunto il summenzionato nazionale colombiano del <strong>Genk</strong>, club amico dell&#8217;ex responsabile dell&#8217;area tecnica avendoci già preso Castagne, <strong>Malinovskyi</strong> e Maehle. Nell&#8217;ordine, una plusvalenza delle tante da sostituto del pendolino lecchese, un elemento duttile che però a 29 anni non è insostituibile o imprescindibile sempre e comunque, e infine un esterno che in maglia <strong>Danimarca</strong> è un fenomeno ma col tecnico di Grugliasco va su e giù per la sinusoide del rendimento. L&#8217;importante, dice il nume tutelare della panchina nerazzurra, è non stare fermi a guardare, perché chi sta fermo scivola. All&#8217;indietro, forse anche più indietro dell&#8217;ottavo posto della fine delle grandi illusioni. Adesso che Merih <strong>Demiral</strong> ha ricevuto il foglio di via, perché puntare su un altro forestiero? Il verde speranza ha l&#8217;azzurro sulla casacca. Di quell&#8217;epoca aurea mica erano buone solo le decine di milioni di euro su due gambe e tacchetti di Dejan <strong>Kulusevski</strong> e Amad <strong>Diallo</strong>. In difesa non serve alcunché. In fascia di sicuro, e si torna alle primissime righe, col mancino portoghese dell&#8217;Arsenal in libera (ma costosetta) uscita dalla capitale del Commonwealth. In avanti sono anni che il Gasp chiede addizioni e non gliene danno. Dai che è la volta buona. Ma se rifondazione dev&#8217;essere, si prenda la rincorsa dalle tradizioni, dal settore giovanile girato in prestito (anche la Spal, prima), dai vivaisti validi di ritorno. Anche se <strong>Okoli</strong> fino al giugno del 2015 era del Lanerossi: bisogna essere bravi a cercarli in giro, i talenti, pure in tenera età.</p>
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