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	<title>Mino Favini &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>L&#8217;Atalanta, delusa e a riposo, ricorda Favini. A Cagliari con un arbitro dal buon record</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:40:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Osserva il fatidico giorno libero prima di rituffarsi in campionato, l&#8217;Atalanta, nel tentativo di smaltire la delusione per il mancato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2013/06/favini.jpg"><p>Osserva il fatidico giorno libero prima di rituffarsi in campionato, l&#8217;<strong>Atalanta</strong>, nel tentativo di smaltire la delusione per il mancato accesso alla settima finale di <strong>Coppa Italia</strong> della propria storia. Dopo la netta percezione di scippo della semifinale di ritorno con la <strong>Lazio</strong> per l&#8217;annullamento del gol a <strong>Ederson</strong> oltre l&#8217;ora di gioco per un&#8217;inesistente contesa della palla di Krstovic al portiere Motta, che poi ha parato quattro rigori ai nerazzurri sull&#8217;onda lunga del botta e risposta Romagnoli-Pasalic e dell&#8217;accompagnamento sulla traversa dello stacco di Scamacca per portarla ai supplementari, la preparazione alla quint&#8217;ultima di serie A lunedì a Cagliari inizia ufficialmente <strong>la mattina di venerdì 23 aprile</strong>.</p>
<p>Oggi, intanto, ricorre il settimo anniversario dalla scomparsa di Fermo &#8220;Mino&#8221; Favini, per 24 stagioni responsabile del vivaio di Zingonia, ricordato ieri allo stadio prima della partita e anche oggi sui canali ufficiali del club.</p>
<blockquote><p>Ricorre oggi, giovedì 23 aprile, il settimo anniversario della scomparsa di Mino Favini, figura indimenticata e indimenticabile, esempio autentico di passione e valori. Per Favini il calcio è sempre stato molto più di uno sport: una vocazione vissuta con dedizione assoluta, soprattutto nell’ambito del settore giovanile, dove ha scoperto, formato e lanciato numerosi talenti. I suoi insegnamenti, insieme alla sua gentilezza e al suo sorriso, continuano a vivere ogni giorno, dentro e fuori dal campo. L’Atalanta ricorda Mino Favini con profonda gratitudine e immutato affetto, custodendone con orgoglio l’eredità umana e sportiva.</p></blockquote>
<p>Per ironia della sorte, l&#8217;arbitro designato per le 18.30 del 27 aprile all&#8217;Unipol Domus ha arbitrato recentemente i bergamaschi proprio in casa della <strong>Lazio</strong> a San Valentino, un 2-0 firmato da Ederson su rigore al 41&#8242; del primo tempo e da Zalewski all&#8217;ora di gioco. Dopo Andrea Colombo, alla Dea capita <strong>Juan Luca Sacchi</strong>. Un fischietto dal bilancio favorevole. In stagione, anche il poker casalingo al <strong>Parma</strong> il 25 gennaio: rigore di Scamacca e De Roon nel primo tempo, Raspadori e Krstovic nel secondo. Nel bilancio di otto vinte, due perse e altrettanti pareggi, anche una prima volta coi ducali, un tris sempre interno il 6 gennaio di cinque anni fa, Muriel-Zapata-Gosens.&nbsp;</p>
<p data-start="1251" data-end="1313">Con lo psicologo della sezione di Macerata, nativo di Treia, 41 anni compiuti lo scorso 13 ottobre, anche uno spettacolare 3-2 sempre a Bergamo con la <strong>Fiorentina</strong>, il 15 settembre 2024, con Retegui, De Ketelaere e Lookman a sparigliare le carte temporaneamente scombinate da Martinez Quarta e Kean, tutto nel primo tempo. Coi viola, stesso risultato a Firenze, l&#8217;11 aprile 2021:&nbsp;timbro doppio di&nbsp;<strong data-start="2064" data-end="2080">Duvan Zapata</strong>, al 13′ e al 40′, con risposta a stampo di&nbsp;<strong data-start="2143" data-end="2161">Dusan Vlahovic</strong>&nbsp;(56′ e 66′) e il&nbsp;<strong data-start="2243" data-end="2278">rigore decisivo di Josip Ilicic</strong> al 70′. Se il primo incontro diretto da Sacchi è l&#8217;1-1 veronese in casa del Chievo il 24 maggio <strong>2015</strong>, con Edy Reja in panchina, botta e risposta Gomez-Pellissier, l&#8217;altro incrocio da 1 punto è il <strong>2-2 interno con l&#8217;Hellas Verona</strong> il 15 aprile 2021,&nbsp;con gol per i nerazzurri di&nbsp;<strong data-start="2442" data-end="2463">Gianluca Scamacca</strong>&nbsp;(13′) e&nbsp;<strong data-start="2472" data-end="2483">Ederson</strong> (18′) e rimonta ospite con <strong data-start="2525" data-end="2536">Lazovic</strong>&nbsp;(56′) e&nbsp;<strong data-start="2545" data-end="2555">Noslin</strong> (60′), curiosamente avversario anche ieri sera in maglia biancoceleste.&nbsp;</p>
<p data-start="2640" data-end="3108">Tra i successi, quelli dal medesimo score contro il <strong data-start="2853" data-end="2865">Sassuolo</strong>&nbsp;(2-1, 10 aprile 2022: doppietta di Hamed Traoré e Muriel) e il&nbsp;<strong data-start="2893" data-end="2906">Frosinone</strong> (2-1, 26 agosto 2023: Harroui, Monterisi e Zapata). Quindi, il 2-1 al Verona stesso il 12 dicembre 2021 (Simeone, Miranchuk e Koopmeiners) e il 2-0 di <strong data-start="3074" data-end="3083">Monza</strong> (5 settembre 2022: Hojlund e autorete di Marlon su tiro di Lookman). Ultimo bottino pieno da citare, contro il&nbsp;<strong data-start="3198" data-end="3208">Torino</strong>&nbsp;(2-1, 29 aprile 2023), con i gol di&nbsp;<strong data-start="3245" data-end="3259">Zappacosta</strong>&nbsp;(14′) e Zapata (61′) per l’Atalanta e&nbsp;<strong data-start="3283" data-end="3295">Sanabria</strong>&nbsp;(41′) per i granata.</p>
<p data-start="2640" data-end="3108">Insieme al fischietto ​maceratese sono stati scelti dal designatore arbitrale Gianluca Rocchi i due assistenti <strong>Valerio Vecchi&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Davide Moro&nbsp;</strong>delle sezioni di Lamezia Terme e Schio, e il quarto ufficiale&nbsp;<strong>Davide Di Marco&nbsp;</strong>di Ciampino, mentre per la sala di Lissone ci sono il VAR <strong>Valerio Marini&nbsp;</strong>della sezione di Roma 1 e l&#8217;AVAR <b>Michael Fabbri&nbsp;</b>di Ravenna. Sono&nbsp;<strong>otto le gare arbitrate da Sacchi&nbsp;</strong>dei rossoblù con quattro vittorie, due pareggi e due sconfitte. La prima volta risale al 2015/2016 col 4-0 casalingo al Crotone alla prima giornata cadetta. Nella stessa stagione metà degli zero punti, uno 0-2 interno col Perugia, e un 3-0 alla Salernitana. Due i precedenti nel 18/19 entrambi con il Bologna, successo casalingo per 3-2 e pari al Dall’Ara 1-1. In 4 di queste 5 gare c&#8217;era in campo da difensore l&#8217;attuale allenatore dei sardi, Fabio Pisacane. Nella passata stagione Sacchi ha diretto la gara casalinga contro il Lecce, con il 4-1 in rimonta della squadra allora allenata da Nicola. In questa stagione, oltre a Lazio-Cagliari 2-0, anche la sfida di Coppa Italia contro il <strong>Napoli</strong> del 3 dicembre 2025, con l’eliminazione ai rigori dei rossoblù dopo l’1-1 dei tempi regolamentari.&nbsp;<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Dal Mito a un highlander: nel sesto anniversario di Favini, la roccia Djimsiti torna in campo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 11:13:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le chiamano coincidenze, ma la forza e l&#8217;anima invincibile di un Mito inossidabile, l&#8217;esempio degli esempi non solo per le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/08/Zingonia-da-Accademia-Favini.jpg"><p>Le chiamano coincidenze, ma la forza e l&#8217;anima invincibile di un Mito inossidabile, l&#8217;esempio degli esempi non solo per le giovani leve, non possono non aver influito sul recupero di una roccia. Nel sesto anniversario della scomparsa di <strong>Mino Favini</strong>, dedicatario dell&#8217;Academy dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a Zingonia, <strong>Berat Djimsiti</strong> è tornato ad allenarsi quantomeno da solo al Centro Sportivo Bortolotti all&#8217;indomani della ripresa del lavoro verso il <strong>Lecce</strong> trascorsa sotto terapie.</p>
<p>Il trauma distorsivo alla caviglia destra riportato a San Siro col Milan la sera di Pasqua nella scivolata su Leao a deviargli un mancino senza corner assegnato dalla terna appare già nel dimenticatoio. Piuttosto, è l&#8217;austriaco Stefan <strong>Posch</strong> ad aver fatto un passo indietro nel recupero dalla sua lesione anche tendinea al bicipite femorale sinistro risalente al 6 marzo scorso.</p>
<p>In difesa mancheranno per forza Giorgio Scalvini e Sead <strong>Kolasinac</strong> che hanno terminato anzitempo la stagione, in fascia Marco Palestra. Dietro, il nazionale albanese è pronto, in caso di rientro in gruppo giovedì pomeriggio, a riprendere la zolla al suo sostituto anti rossonero all&#8217;ora di gioco Rafael <strong>Toloi</strong>. Odilon <strong>Kossounou</strong>, invece, pare certo di un utilizzo da titolare.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DIyAsb-sb_K/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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		<title>Due anni senza Mino Favini. Ma il suo esempio è immortale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 11:39:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due anni fa, questo stesso giorno, il 23 aprile, ci lasciava Mino Favini. Fermo per l&#8217;anagrafe e anche nei suoi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2013/06/favini.jpg"><p><strong>Due</strong> anni fa, questo stesso giorno, il <strong>23 aprile</strong>, ci lasciava <strong>Mino Favini</strong>. Fermo per l&#8217;anagrafe e anche nei suoi principi immarcescibili: crescere l&#8217;uomo prima ancora del <strong>calciatore</strong>. Guru del vivaio di Zingonia per quasi un quarto di secolo, dalla prima presidenza di Antonio <strong>Percassi</strong> alla seconda, quella della mietitura succulenta dopo decenni di semina, il <strong>Mago di Meda</strong> in realtà non ci ha mai abbandonato, illuminandoci del suo esempio umano e professionale. Tant&#8217;è vero che nella sede dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, società con cui il responsabile del settore giovanile dal 1991 al 2015 ha sempre tenuto un rapporto che rasentava la reciproca donazione di organi, c&#8217;è <strong>l&#8217;Accademia</strong> che porta il suo nome.</p>
<p>Oggi è tempo di ricordi, ben oltre la nota di commemorazione sul sito ufficiale. &#8220;Indimenticabile Mino Favini&#8221;, s&#8217;intitola. <em>&#8220;Mino Favini, un maestro indimenticato e indimenticabile. I suoi insegnamenti, la sua gentilezza ed il suo sorriso ci accompagnano sempre, oggi, nel secondo anniversario della sua scomparsa, in modo ancora più struggente. Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia atalantina ricordano il grande Mino con immutato affetto ed immensa gratitudine&#8221;</em>. Al &#8216;Mago di Meda&#8217;, dov&#8217;era nato il 2 febbraio 1936, è intitolata l&#8217;Accademia Favini, il plesso in sede a Zingonia al servizio del vivaio, dal 27 aprile di due anni fa, inaugurata ufficialmente il 14 novembre successivo. </p>
<p>In precedenza calciatore nerazzurro nel biennio 1960-1962 dopo esserlo stato con Meda, Como e Brescia prima di chiudere nella Reggiana, lavorò anche per il settore giovanile lariano. Tra i talenti scoperti, Fontolan, Vierchowod, Borgonovo e Simone a Como, Tacchinardi, Morfeo, i gemelli Zenoni, Zauri, Pelizzoli, Donati, Pazzini, Montolivo, Bonaventura, Caldara, Conti e Gagliardini tra i bergamaschi. E chissà, oggi, quanto sarebbe stato felice di assistere alle infornate senza posa di plusvalenze su due gambe. Che lui, come faceva con <strong>Pinardi</strong>, per lui Alex e basta, di gran lunga il suo prediletto, chiamava solo per nome. E considerava bravi ragazzi, i suoi ragazzi. Che fossero campioni o no, poco importava.</p>
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