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	<title>moralez &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, esame Udinese. Colantuono pensa alla conferma di Baselli</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Feb 2014 14:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo &#8211; Le solite parole in vista della trasferta di Udine. Bisogna cambiare passo, più cattiveria e determinazione.  E&#8217;  da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/AtalaPr-1024x732.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Le solite parole in vista della trasferta di Udine. Bisogna cambiare passo, più cattiveria e determinazione.  E&#8217;  da parecchi mesi che si sentono queste dichiarazioni, poi sul campo non cambia niente. Sconfitte ma soprattutto prestazioni incolori se non negative.  Per fortuna la classifica non è preoccupante ma il popolo atalantino non vuole essere preso in giro perché i risultati non sono adeguati . E non cominciamo con alibi di arbitraggi mediocri o punitivi. Che ci sono stati ma non solo per l&#8217;Atalanta. Udinese-Atalanta è un&#8217;altra partita complicata. I friulani hanno risolto, a suon di gol e di risultati, la loro crisi che li stava portando nei bassifondi, adesso fanno punti e segnano. Certo non è più l&#8217;Udinese della passate stagioni perché i miracoli non sono all&#8217;ordine del giorno nemmeno dalle parti della famiglia Pozzo ma Guidolin è riuscito a raddrizzare la rotta. Cosa che non è riuscita a Colantuono per quanto riguarda le partita giocate lontano da Bergamo: solo tante promesse ma pochi fatti.  Il tecnico si è dichiarato soddisfatto, 0-4 a parte, della partita col Parma. Beato lui. Resta il fatto che le ultime due partite non sono state particolarmente soddisfacenti del punto di vista tattico e tecnico. Vedremo che formazione manderà in campo al Friuli. Sono possibili cambiamenti. A cominciare dalla conferma di Baselli. Il giovane centrocampista atalantino, che è appetito dai grandi club, Juve e Fiorentina in particolare, partirà quasi certamente da titolare a fianco di Carmona, coppia di centrocampisti che si è salvata degnamente dal naufragio col Parma. Cigarini, quindi, può sedersi in panca anche perché sta attraversando un periodo non proprio brillante e fatica ad essere il leader di una squadra che, invece, ha bisogno come il pane di trascinatori. Vale anche per Denis ma lui non ha sostituti. Per la verità ci sarebbe Livaja ma il giovanotto continua a deludere.  E per ora solo Bonaventura e Moralez sono in grado di creare problemi agli avversari. Un po&#8217; poco.  In difesa scalpitano Lucchini e Del Grosso che potrebbero avvicendare Yepes e Brivio. Nell&#8217;Udinese ballottaggio in vista tra Nico Lopez e Bruno Fernandes  per affiancare Di Natale. Entrambi svelti e veloci. E la nostra difesa non è certo formata da fulmini di guerra.  Insomma un&#8217;altra partita con tante sofferenze da sopportare.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Stadio Friuli, domenica ore 15.00</strong></span><br />
<strong>Udinese (3-5-1-1):</strong> Scuffet; Naldo, Danilo, Domizzi; Widmer, Allan, Yebda, Lazzari, Basta; Nico Lopez; Di Natale. A disposizione: Kelava, Brkic, Douglas, Pinzi, Badu, Fernandes, Mlinar, Maicosuel, Zielinski, Muriel. All. Guidolin<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Raimondi, Baselli, Carmona, Bonaventura; Moralez; Denis. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Giorgi, Yepes, Cigarini, Brivio, Migliaccio, Estigarribia, Kone, Livaja, De Luca, Bentancourt. All. Colantuono.</p>
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		<title>Atalanta molle e sfiduciata, con l&#8217;Udinese servirà tutt&#8217;altro spirito</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 16:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Carlo K. Capitanio Cosa abbiamo visto domenica? Abbiamo visto una squadra sciatta, arruffata, senza idee. Doveva essere una partita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg2schelgol-1024x732.jpg"><p><strong>di Carlo K. Capitanio</strong><br />
Cosa abbiamo visto domenica? Abbiamo visto una squadra sciatta, arruffata, senza idee.<br />
Doveva essere una partita arrembante contro un avversario alla nostra portata, potevano (e dovevano) essere quei 3 punti che ci avrebbero consentito di ambire a essere la “prima in classifica della parte destra del tabellone” o addirittura “finire nella parte sinistra”, come auspicato dal mister di Anzio nelle interviste degli ultimi giorni.<br />
E invece eccoci di nuovo in una mediocrità imbarazzante e a tratti preoccupante.<br />
Sia chiaro, la posizione in classifica non è in discussione (nonostante i 6 punti raccolti nelle ultime 5 gare), ma probabilmente solo perché ci sono delle squadre che giocano un calcio peggiore.<br />
Eppure le quattro sberle del Parma ieri hanno fatto parecchio male, anche perché sono andate a minare la base dei punti fatti fino ad ora: il ruolino di marcia della Dea è altalenante, tanto arrendevole in trasferta (solo 4 punti) quanto gagliarda e garibaldina fra le mura amiche (23 punti, mica pochi)&#8230; se iniziamo a perdere di schianto le partite contro una squadra che si può considerare al nostro stesso livello qualcosa non va.<br />
Domenica abbiamo visto un&#8217;Atalanta schierata come sempre, pronta a fare il compitino: davanti a Consigli due centrali esperti ma lenti, un centrale riciclato come terzino destro (Benalouane), un terzino sinistro. E poi un giovane regista dal futuro radioso (Baselli), un cagnaccio di centrocampo (Carlito Carmona), un umile faticatore della fascia (CR77), un trequartista esiliato sull&#8217;out sinistro (Giacomino Bonaventura). Davanti, un fantasista dal fisico minuto e dalle tante pause a supporto di un bisonte delle praterie argentine, pronto a fare a sportellate con i difensori avversari e fare molto più lavoro di quello che si vede.<br />
Solito schema, ordinato ma un po&#8217; quadrato e prevedibile.<br />
Il Parma non ha fatto niente di che per fare saltare il banco, ha giocato la sua partita senza particolare furore ma ha portato a casa 3 punti che lo proiettano al 6° posto in classifica e che puniscono in maniera esagerata l&#8217;Atalanta: fino al tragicomico autogol di Benalouane (impacciatissimo come non mai domenica, mai pericoloso in avanti e distratto in fase difensiva, forse per l&#8217;emozione di giocare contro la propria ex squadra) i nerazzurri avevano giocato al pallone, seppur con poche idee.<br />
Non era servito il gol a freddo di Molinaro (che indovina un tiro a voragine che sfiorando Stendardo batte un Consigli non piazzatissimo) ad abbattere la Dea, che aveva provato a rimontare, seppur a giri ridotti, ma l&#8217;appoggio di petto errato del numero 29 neroazzurro ha spento una luce che era comunque fioca.<br />
A iniziare da Sant&#8217;Andrea Consigli non al massimo della forma, passando per una retroguardia sofferente sulle folate di Biabany e di un Cassani particolarmente pimpante, neanche il centrocampo e l&#8217;attacco si sono dimostrati in palla: se Baselli pur giocando semplice qualche idea con la palla ce l&#8217;aveva e Bonaventura faceva con diligenza il tornante di sinistra, le geometrie sono mancate.<br />
Qualche cross dalla trequarti, un po&#8217; di palloni buttati nel mezzo del campo e poco insieme: Maxi Moralez dopo un paio di tentativi si è scoraggiato e ha iniziato a trotterellare per il campo, mangiandosi anche una buona occasione fornita da Denis.<br />
Dopo l&#8217;autogol, un&#8217;Atalanta demotivata cincischia per il campo, riducendo ancora di più le idee e le azioni: sembravano gli ultimi giorni di lavoro in una fabbrica che deve chiudere, con quel peso addosso di chi sa già che non c&#8217;è nulla da fare.<br />
Mestizia e facce lunghe, a nulla sono serviti gli innesti di Livaja e Di Luca a ravvivare la manovra: il Parma conquista una punizione in posizione decentrata, sulla sinistra e Cassano – fino a quel momento niente di che, di sicuro meglio del suo compagno d&#8217;attacco Palladino – trafigge Consigli per il 3 a 0.<br />
Come se non bastasse un fischiatissimo Schelotto segna il 4 a 0, giusto per ammazzare l&#8217;umore dei tifosi atalantini.<br />
Risultato squillante che non rispecchia però i valori in campo: se da una parte c&#8217;era una squadra – quella ducale – ben organizzata da Donadoni e di sicuro attenta, senza brillare comunque per gioco offensivo, in maglia neroazzurra c&#8217;era una squadra sicuramente molle e rassegnata al risultato ma che non gioca una partita così oscena da giustificare i 4 gol, cui forse è pesata particolarmente l&#8217;assenza di Cigarini a dettare i tempi in mezzo al campo.</p>
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		<title>Atalanta, l&#8217;imbarazzante cappella di Tagliavento e la misteriosa esclusione di Denis e Moralez</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 17:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregio direttore Matteo Bonfanti questo non è un articolo ma semplici punti di vista intorno all&#8217;Atalanta. La sconfitta di Torino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/bg1cola-1024x700.jpg"><p><strong>Egregio direttore Matteo Bonfanti</strong><br />
questo non è un articolo ma semplici punti di vista intorno all&#8217;Atalanta. La sconfitta di Torino è un furto con scasso perpetrato dall&#8217;arbitro internazionale Tagliavento, per la verità non nuovo a simili malefatte. Senza tornare alle famose &#8220;manette&#8221; di Mourinho, basta ricordare che cosa ha combinato in una partita di Champions tra Basilea e Schalke 04 convalidando un gol ai tedeschi con ben quattro giocatori in fuorigioco con gli svizzeri increduli e basiti.  Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport è stato mal consigliato da Gavilucci, l&#8217;arbitro d&#8217;area, che ha &#8220;visto&#8221; il fallo di Consigli.  Capisco le difficoltà sui fuorigioco, capisco gli scontri e i contatti fra giocatori in area ma lo scontro tra Consigli e Cerci non dava adito al minimo dubbio: punizione a favore del portiere, in azione difensiva (respinta di pugni in tuffo e soprattutto in anticipo) . E&#8217; vero che in un campionato gli errori arbitrali si compensano ma il rigore di ieri è fuori da ogni logica delle regole del gioco del calcio. Nicchi, un altro della casta dei dirigenti intoccabili nonché capo degli arbitri, che cosa dice?   Si discuterà a lungo su questa enorme &#8220;cappellata&#8221;.  L&#8217;Atalanta all&#8217;Olimpico ha perso la sua nona partita in trasferta e questo è un dato di fatto. E allora chiediamo a Colantuono il perché della formazione scesa in campo dal primo minuto: fuori Denis e Moralez, dentro Livaja e Brienza.  I due argentini relegati in panchina hanno fatto scatenare blog, siti, giornali on line, facebook  e cinguettiì con fantasmagoriche (e magari veritiere)  supposizioni: un castigo societario per nottate non proprio da atleti, una richiesta degli stessi al tecnico per un turno di riposo dopo aver tirato a lunga la carretta atalantina, le scelte di mercato che coinvolgono il croato e l&#8217;ex-palermitano, le decisioni tattiche del mister.  Certo è che il primo tempo di Torino-Atalanta è stato imbarazzante, soporifero e quasi scandaloso, colpa di entrambe le formazioni.  Va bene che un pari all&#8217;Olimpico sarebbe stato un buon risultato. Ma se punti subito allo zero a zero devi mettere in conto l&#8217;imponderabilità del caso. Proprio quello che è successo all&#8217;Atalanta sul prato dell&#8217;Olimpico di Torino. Seneca ci ha lasciato questo motto: &#8220;Fortuna fortes metuit, ignavos premit&#8221; che  significa, più o meno &#8220;la fortuna ha paura dei forti e invece schiaccia i deboli&#8221;.<br />
<em><strong>Il tuo collaboratore più &#8220;anziano&#8221; Giacomo Mayer</strong> </em></p>
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		<title>Torino-Atalanta, la presentazione di Mayer: c&#8217;è da capire se i nerazzurri sono guariti anche lontano da Bergamo</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jan 2014 15:16:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Mayer L&#8217;Atalanta è a un passo dalla zona sinistra della classifica, dove si sta meglio e anche rilassati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_5442-1024x732.jpg"><p><strong>di Giacomo Mayer</strong><br />
L&#8217;Atalanta è a un passo dalla zona sinistra della classifica, dove si sta meglio e anche rilassati perché vuol dire che dietro ci sono altre dieci squadre. I sei punti conquistati con Catania e Cagliari, lottando e soffrendo, sono un viatico più che lusinghiero in vista del confronto col Torino che è avanti di cinque punti. All&#8217;Olimpico non si va a cuor leggero ma, almeno, senza streghe e fantasmi dietro le spalle. E proprio col Toro si capirà se i nerazzurri sono guariti o, perlomeno, convalescenti dal mal di trasferta. Per la verità sul campo dei granata l&#8217;Atalanta non vince dal 1° marzo 2011, gol di Bonaventura all&#8217;ultimo secondo, ma era serie B. Nella scorsa stagione, ritorno in serie A del Toro, Birsa realizza il gol del successo torinista al termine di una partita stradominata dalla squadra di Ventura mentre gli atalantini, tanto per cambiare, sono stati protagonisti della peggior partita stagionale. Ancora, e sempre, in trasferta. Insomma sembra un male congenito a questa rosa di giocatori.  Probabilmente  stavolta, più che mai, saranno i duelli a decidere la gara. Farà una certa impressione vedere Immobile e Cerci contro Stendardo e Yepes: due giocatori veloci ed agili come gli attaccanti granata contro due difensori granitici e lenti come i nerazzurri.  Certo dall&#8217;altra parte Denis, Moralez e Bonaventura hanno tutte le qualità per creare grattacapi a Maksimovic, Glik e Moretti.  Speriamo così che lo spettacolo sia assicurato. Per il resto non dovrebbero essere stravolgimenti negli schieramenti né da una parte né dall&#8217;altra. Ventura medita l&#8217;inserimento di El Kaddouri alle spalle degli attaccanti ma potrebbe confermare l&#8217;ex atalantino Brighi, Colantuono ritrova Benalouane e quindi può spostare in avanti Raimondi, in porta rientrerà quasi certamente Consigli mentre il ballottaggio tra Baselli e Cigarini verrà risolto, con ogni probabilità, durante il riscaldamento pre-partita.<br />
<strong>Così in campo ore 15</strong><br />
<strong>Torino (3-4-1-2):</strong> Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Darmian, Vives, Farnerud, Pasquale; El Kaddouri; Cerci, Immobile. All.: Ventura.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Moralez; Denis. All.: Colantuono.</p>
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		<title>Atalanta, iniziare a correre anche in trasferta battendo il Toro della super coppia Cerci-Immobile</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 18:14:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Matteo Bonfanti A Torino per iniziare a correre anche in trasferta. E’ questo l’obiettivo dell’Atalanta di mister Colantuono, reduce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/bg1maiok-1024x732.jpg"><p><strong>di Matteo Bonfanti</strong><br />
A Torino per iniziare a correre anche in trasferta. E’ questo l’obiettivo dell’Atalanta di mister Colantuono, reduce dalle  fondamentali vittorie a Bergamo contro Catania (2-1) e Cagliari (1-0). I sei punti conquistati negli ultimi due appuntamenti hanno rasserenato il popolo nerazzurro che, ipotecata la salvezza, ora sogna di vedere un po’ di bel gioco, il grande assente della Dea versione 2013-2014.  Ma contro i granata non sarà per niente facile. Perché il miglior Toro targato Ventura è squadra che non lascia giocare, grintosa e tignosa, che fa del pressing a tutto campo l’idea chiave per vincere le partite. E poi, in attacco, ha le due note più liete della stagione: l’ex nerazzurro Alessio Cerci, 9 reti, e Ciro Immobile, 10 gol e in stato di grazia continuo proprio per gli assist del gemello diverso che fa reparto con lui.<br />
Cerci, quindi, pericolo numero uno, talento completamente sbocciato dopo la buona annata 2012-2013, sempre alla corte di Ventura. I suoi colpi lo rendono un giocatore unico nel suo genere, quello della vecchia ala, sparita (o in via d’estinzione) in una nazione, la nostra, che ha avuto alcuni dei migliori rappresentanti del ruolo: il bergamasco Roberto Donadoni e, tornando indietro, Gigi Meroni, indiscusso idolo proprio dei granata. Sarà anche per questo che in settimana il presidente Cairo ha proposto al ragazzo cresciuto nel vivaio della Roma un contratto a vita. Nessuna risposta ad ora, ma le parole di un presidente innamorato non possono che far piacere.<br />
Cairo si coccola Cerci, ma anche Immobile (“il suo riscatto non sarà un problema, ne parleremo con la Juve al momento giusto”) e intanto il suo Toro scala la classifica e  sogna di centrare la qualificazione in Europa puntando sull’aiuto dei propri tifosi. Curve quindi a dieci o a quindici euro per l’assalto all’Atalanta che, come detto, non reciterà il ruolo di vittima sacrificale. Forte dei due successi e dopo aver salutato Canini (andato al Chievo), Colantuono presenterà una Dea quasi in formazione tipo. Tornerà Consigli tra i pali, poi il solito 4-4-1-1: Benalouane, Stendardo, Yepes e Brivio in difesa; Raimondi, Carmona, Cigarini (che sembra aver recuperato, ma Baselli resta in preallarme) e Bonaventura in mediana; Moralez tra le linee; Denis terminale offensivo.<br />
Fari puntati su Cr77 che domenica ha festeggiato le cento partite in Serie A ed ha parlato con i giornalisti in settimana, fotografando una squadra desiderosa di spiccare il volo anche lontano da Bergamo. E’ quello che è mancato, ma l’obiettivo è chiaro: “andiamo a Torino per trovare continuità”.</p>
<p><strong>Così in campo ore 15</strong><br />
<strong>Torino (3-4-1-2):</strong> Padelli; Makimovic, Glik, Moretti; Darmian, Vives, Farnerud, Pasquale; El Kaddouri; Cerci, Immobile. All.: Ventura.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Moralez; Denis. All.: Colantuono.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Tagliavento di Terni.</p>
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