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	<title>morto &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Sia lieve la terra a Rocco Commisso, un avversario di valore, un visionario del calcio</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 09:39:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I destini della Fiorentina, per ragioni di blasone e ambizioni europee, si sono incrociati spesso anche in Coppa Italia con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Commisso-Fiorentina.jpg"><p>I destini della <strong>Fiorentina</strong>, per ragioni di blasone e ambizioni europee, si sono incrociati spesso anche in Coppa Italia con quelli dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. A volte, anche le tragedie, come quella di <strong>Joe Barone</strong> che il 17 marzo di due anni fa spostò lo scontro diretto di Bergamo alla Feata della Repubblica. Ora se n&#8217;è andato a raccogliere il premio dei giusti, dopo aver tanto sofferto, il presidente-proprietario viola, <strong>Rocco Commisso</strong>, il calabrese di Marina di Gioiosa Ionica, dov&#8217;era nato il 25 novembre 1949, protagonista del sogno americano dell&#8217;emigrante rimpatriato ricco per farne vivere uno sportivo a una città dalle insigni tradizioni.</p>
<p>Lo ricorda nella nota di cordoglio l&#8217;Atalanta Bergamasca Calcio.</p>
<blockquote>
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<p>Il Presidente Antonio Percassi, il Co-Chairman Stephen Pagliuca e tutta l&#8217;Atalanta esprimono il proprio profondo cordoglio per la scomparsa del Presidente della Fiorentina Rocco B. Commisso.</p>
<p>L&#8217;Atalanta BC si stringe con commozione e partecipazione ai familiari e all’ACF Fiorentina</p></blockquote>
<p>.</p>
</div>
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</div>
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</div>
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<div class="text-secondary text-body-4 lg:text-sm flex flex-wrap gap-2 mx-4 mb-8 lg:mb-0 lg:mx-0 undefined">Malato da tempo, se ne va l&#8217;italoamericano protagonista anche di qualche scontro dialettico a distanza, al sale e al miele, con Gian Piero Gasperini, che non vale nemmeno la pena di riportare. Gli uomini di sport non sono perfetti e ognuno rivendica come può il posto al sole che altri magari tentano di ombreggiargli. A capo di <strong>Mediacom</strong>, colosso della comunicazione in America, rilevò nel <strong>2019</strong> la proprietà del club gigliato dalla famiglia Della Valle. Il <strong>Viola Park</strong>, la sua eredità più pesante, è la Zingonia fiorentina, a Bagno a Ripoli, un centro sportivo ultramoderno alle porte della capitale italiana dell&#8217;arte e della cultura rinascimentale. Sognava anche lo stadio nuovo, di proprietà, combattendo contro le pastoie burocratiche delle Istituzioni.</div>
</div>
<div class="ArticleTitle_article__title__dC_Bs article__title">
<p>Nei sette anni di presidenza, due finali di Conference League e una di Coppa Italia. Adesso si apre la partita della successione societaria, con la moglie <strong>Catherine</strong> erede universale.&nbsp;Fondatore e proprietario di Mediacom, Commisso dal 2017 era socio di maggioranza dei New York Cosmos. Secondo Forbes, il suo patrimonio ammontava a 5,9 miliardi di dollari. Al calcio italiano, l&#8217;ex ragazzo emigrato in Pennsylvania per costruire il sogno di chi non aveva nulla ha dato molto. Un grande avversario che merita di essere onorato, pianto e pure rimpianto. Gli sia lieve la terra. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
</div>
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		<title>&#8220;Morto il padre di Pasalic&#8221;, cena di Natale annullata. Il club: &#8220;Stretti intorno a Mario&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 08:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[In attesa di conferme dalla società nerazzurra, il Corriere di Bergamo ha riportato stamani la notizia della morte di Ivan [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/998c198f-f63e-41ab-9329-50a6afedf0a7.jpeg"><p>In attesa di conferme dalla società nerazzurra, il <em><strong>Corriere di Bergamo</strong></em> ha riportato stamani la notizia della morte di <strong>Ivan Pasalic</strong>, papà di Mario, jolly dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Per questa ragione, anche se intorno al dolore del giocare croato vige un cordone sanitario improntato al più stretto riserbo, la cena di Natale della squadra prevista per ieri sera è stata annullata. Al giocatore le condoglianze di Bergamo &amp; Sport.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
<blockquote><p>La famiglia Percassi, quella Pagliuca, la dirigenza, mister Raffaele Palladino e il suo staff, i compagni di squadra, i dipendenti e collaboratori tutti di Atalanta BC si stringono affettuosamente attorno a Mario Pašalić per la scomparsa dell&#8217;adorato papà, trasferendo a Mario i sensi della più profonda vicinanza e del più caloroso affetto in questo momento di profondo dolore, estendendo le condoglianze alla famiglia Pašalić, a parenti e amici tutti.</p></blockquote>
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		<title>Addio a Eugenio Perico, da ragazzo del dottor Brolis a fratello maggiore di Donadoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 18:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[scudetti Giovanissimi Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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					<description><![CDATA[Verso fine carriera, intorno alla metà degli anni ottanta, oltre a chiuderla in campo da terzino o mediano al compimento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/Eugenio-Perico-e1765994482433.jpeg"><p>Verso fine carriera, intorno alla metà degli anni ottanta, oltre a chiuderla in campo da terzino o mediano al compimento della doppia promozione in tre anni col ritorno in A dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> dopo l&#8217;inferno della serie C1, <strong>Eugenio Perico</strong> fece pure da autista, accompagnatore e fratello maggiore all&#8217;astro nascente <strong>Roberto Donadoni</strong>. Da casa agli allenamenti. Oggi è salito a ricevere il premio dei giusti, l&#8217;ex giocatore e allenatore di <strong>Curno, 74 anni</strong> compiuti lo scorso 15 ottobre.</p>
<p>Perico ha indossato la fascia da capitano. Da testimone di eventi storici come lo scudetto dell&#8217;Hellas Verona vinto matematicamente con l&#8217;1-1 a Bergamo firmato proprio da lui di testa e da Elkjaer il 12 maggio &#8217;85 al vecchio Comunale, nonché vincitore da mister di <strong>quattro titoli nei Giovanissimi Nazionali nerazzurri</strong> nel 2002, 2004, 2005 e 2008, aveva voluto tornare alla base nel 1981 scendendo di due categorie pur giocando ancora nel massimo campionato.&nbsp;</p>
<p>Perico, che da tempo s&#8217;era ritirato dalla scena pubblica, è stato una bandiera sia dei bergamaschi che dell&#8217;<strong>Ascoli</strong>, oltre ad aver giocato con Spezia e Cremonese nel terzo campionato professionistico nazionale. A Bergamo, nel 1970-1971, da &#8220;ragazzo del dottor Peppino Brolis&#8221;, il responsabile del settore giovanile, e poi dal 1981 al 1987, 173 partite e 2 reti; nel Picchio, col record di 236 presenze tra A e B, 271 e 9. Il figlio Gabriele, anche lui atalantino di formazione, è stato calciatore professionista e vice allenatore di diverse squadre del vivaio di Zingonia. <em><strong>Esse</strong></em></p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p lang="it" dir="ltr">Compagno di squadra e di reparto tra i migliori che ho avuto al mio fianco.</p>
<p>Addio Genio, ￼per sempre il mio capitano. ❤️</p>
<p> Le mie più sentite condoglianze alla famiglia.<a href="https://twitter.com/hashtag/EugenioPerico?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#EugenioPerico</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Atalanta?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Atalanta</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Bergamo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Bergamo</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/tuttoatalanta?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#tuttoatalanta</a> <a href="https://t.co/SpsOP8aJ8r">pic.twitter.com/SpsOP8aJ8r</a></p>
<p>&mdash; Enrico Vella (@VellaEnrico) <a href="https://twitter.com/VellaEnrico/status/2001370125115564265?ref_src=twsrc%5Etfw">December 17, 2025</a></p></blockquote>
<p> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p lang="it" dir="ltr">Atalanta BC esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Eugenio Perico. <br />Cresciuto nel settore giovanile nerazzurro, ha vestito la maglia della prima squadra dal 1981 al 1986/1987 ed è poi tornato nel settore giovanile bergamasco a fine carriera come allenatore, vincendo 4…</p>
<p>&mdash; Atalanta B.C. (@Atalanta_BC) <a href="https://twitter.com/Atalanta_BC/status/2001385743269212387?ref_src=twsrc%5Etfw">December 17, 2025</a></p></blockquote>
<p> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
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		<title>Tragedia per il Liverpool: morto Diogo Jota, l&#8217;uomo della tripletta al Gewiss Stadium</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 08:47:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era il 3 novembre 2020, una lezione indimenticabile a porte chiuse per il Covid-19, un modo esemplare per imparare a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/Diogo-Jota.jpg"><p>Era il 3 novembre <strong>2020</strong>, una lezione indimenticabile a porte chiuse per il Covid-19, un modo esemplare per imparare a stare a certi livelli in Europa e segnatamente in <strong>Champions League</strong>. Una <strong>tripletta</strong> da leggenda nello schiaffo a cinque dita all<strong>&#8216;Atalanta</strong>, a Bergamo. Una lezione di calcio da parte di <strong>Diogo Jota</strong> e del <strong>Liverpool</strong>. Ma record, primati e numeri se li porta via il vento. Sotto forma del tragico destino che s&#8217;è portato via l&#8217;ala portoghese, un grande campione, dal gioco astuto, tecnicamente raffinato, rapido negli ultimi venti metri di campo, gran colpitore in area ma anche dalla lunetta, da 136 gol nella carriera di club, compresi Pacos de Ferreira, Atletico Madrid, Porto e Wolverhampton, più 14 in Nazionale. A nemmeno 29 anni. Li avrebbe compiuti il prossimo 4 dicembre.</p>
<p>Lascia tre figli e la moglie, sposata il 22 giugno scorso. Gli è stato fatale l&#8217;incidente stradale avvenuto nottetempo, poco dopo l&#8217;una, nel tratto della A-52 vicino a Palacios de Sanabria, in provincia di Zamora, Spagna. Un rogo fatale. Il calciatore viaggiava insieme al fratello André, anch’egli calciatore professionista. La ricostruzione dei Vigili del Fuoco locali racconta che il veicolo è finito fuori strada e prendendo fuoco.&nbsp;</p>
<p>Jota, vero nome Diogo Luis Teixeira da Silva, era nato a Massarelos, ex frazione di Oporto, il 4 dicembre 1996. Coi Reds, 2 Coppe di Lega, 1 FA Cup e l&#8217;ultima Premiership sotto la gestione di Arne Slot. Allora, agli ordini di Jurgen <strong>Klopp</strong>, la lezione epocale di cui si diceva in premessa, la tripletta nella cinquina. Sinistro e destro per aprirla e, a ruota di Salah e Mané a inizio ripresa, al minuto 54 ecco il pallone portato a casa da trofeo. Gli sia lieve la terra: chi ha fatto la storia all&#8217;ombra della Maresana non può essere dimenticato.<br />
<em><strong>S.F.</strong></em></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/uwR4plw3kjs?si=oX4Aq01qjKSwT1Ql" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p lang="it" dir="ltr">Atalanta BC esprime il proprio profondo cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa di Diogo Jota e del fratello André Silva.</p>
<p>Il Club si stringe con solidarietà e rispetto alle famiglie colpite, al <a href="https://twitter.com/LFC?ref_src=twsrc%5Etfw">@LFC</a> e al Penafiel FC.</p>
<p>&mdash; Atalanta B.C. (@Atalanta_BC) <a href="https://twitter.com/Atalanta_BC/status/1940704340731482615?ref_src=twsrc%5Etfw">July 3, 2025</a></p></blockquote>
<p> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
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		<title>Oliviero Garlini, Gas, Oliviero Bomber Vero: piangiamo l&#8217;eroe di Coppe dell&#8217;ottantotto</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2025 17:31:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Oliviero Garlini]]></category>
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					<description><![CDATA[La foto è una cartolina sbiadita, ma il ricordo rimarrà nitidissimo in eterno nel cervello e nel cuore. Aveva compiuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/10/garlinicoppe.jpg"><p>La foto è una cartolina sbiadita, ma il ricordo rimarrà nitidissimo in eterno nel cervello e nel cuore. Aveva compiuto 68 anni lo scorso 4 marzo, ma era malato da tempo e una forza più grande di tutti noi se l&#8217;è portato via alla Fondazione Caccia Del Negro di Gandino. <strong>Oliviero Garlini</strong>, l&#8217;eroe di Coppa delle Coppe segnando al Merthyr Tydfil, all&#8217;OFI Creta e al <strong>Malines</strong> in semifinale di ritorno il 20 aprile 1988 prima della rimonta ospite, non è più. Lascia la moglie Maura e due figli, Davide e Tommaso.&nbsp;</p>
<p><span data-offset-key="2lmlg-0-0">Bergamasco di <strong>Stezzano</strong>, fu nerazzurro relativamente per poco tempo senza crescerci. Formato nelle giovanili della Stezzanese, giocò con Como, Empoli, Nocerina, Fano, Cesena, Lazio, Inter, Atalanta, Ancona, Ascoli, Ravenna e Corbetta ritirandosi nel 1992. All&#8217;Atalanta giocò nella stagione <strong>1987-1988</strong> con la squadra di Emiliano Mondonico che pur in serie B, in virtù della finale di Coppa Italia persa col Napoli scudettato di Bianchi e Maradona, partecipò alla Coppa delle Coppe giungendo fino alle semifinali col Malines. Proprio un suo rigore, il 20 aprile 1988, aveva fatto sperare nella finale contro l&#8217;Ajax prima dei due gol dei belgi. In nerazzurro rimase fino alle prime partite dell&#8217;annata successiva segnando 27 gol in 55 partite.</span></p>
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<div class="public-DraftStyleDefault-block public-DraftStyleDefault-ltr" data-offset-key="2og7n-0-0">
<p><span data-offset-key="2og7n-0-0"><span data-offset-key="2og7n-0-0"><em>&#8220;Il Presidente Antonio Percassi, il co-Chairman Stephen Pagliuca e tutta la famiglia nerazzurra sono vicini alla moglie e ai figli ai quali sono rivolte le più sincere e commosse condoglianze&#8221;</em>, si legge nella nota ufficiale di cordoglio sul sito atalantino. </span></span>La famiglia ha voluto sottolineare in una nota la <em>“la grande professionalità, umanità e amore con cui si sono presi cura del nostro Oliviero e della nostra famiglia in questo momento. Auguriamo a tutti in caso di bisogno di trovare una struttura così”</em>. Negli ultimi giorni si erano rincorse voci sulla sua fine, dopo l’estrema unzione impartita da <strong>don Giovanni Mongodi</strong>, vicario dell’Unità Pastorale di Gandino. Le notti magiche e tutto il calcio bergamasco, dove fu allenatore e dirigente tra le giovanili del Dalmine, il Longuelo e la prima squadra dell&#8217;Azzano Fiorente Grassobbio, ultimo suo incarico ufficiale, piangono la scomparsa di un grande professionista e di un amico sincero.</p>
<p><iframe title="Semifinale di Coppa delle Coppe 1988: Atalanta vs Malines" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/3BUG4xLJtOI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe title="1987-88 Coppa delle Coppe Atalanta Malines 1 2 (Garlini)" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/84PsC6uxYHQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Il calcio piange Sven-Göran Eriksson, allenatore e persona perbene. Atalanta: &#8220;Uomo di classe&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 11:46:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sven-Göran Eriksson ha perso l&#8217;ultima partita. Il calcio, non solo quello italiano, è in lutto per un signore della panchina [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/08/Eriksson.jpg"><p><strong>Sven-Göran Eriksson</strong> ha perso l&#8217;ultima partita. Il calcio, non solo quello italiano, è in lutto per un signore della panchina precursore in Italia della zona in un ambiente ancora legato a doppio filo alle marcature a uomo e a un mood tattico sparagnino, da difesa e contropiede e basta. Dei suoi anni nel Belpaese l&#8217;apice è stato alla <strong>Lazio</strong>, facendole rivincere lo scudetto, per la seconda e finora ultima volta nella sua storia, nel 2000 a 26 anni dalla prima.</p>
<p>Dopo una lunga malattia, annunciano i suoi cari in una nota stampa, il settantaseienne allenatore svedese è morto durante la mattinata a casa sua, circondata dalla famiglia. Le persone in lutto più vicine sono la figlia Lina; il figlio Johan con la moglie Amana e la nipote Sky; padre Sven; la fidanzata Yanisette con il figlio Alcides; il fratello Lars-Erik con la moglie Jumnong. La famiglia chiede rispetto per la propria volontà di piangere in privato e di non essere contattata. Condoglianze e saluti possono essere lasciati sul sito <a href="http://Sven Göran Eriksson 1948 Lina Eriksson 1987 figlia SGE Johan Eriksson 1979 figlio della SGE Amana Melome Ridomi Woode Eriksson 1974 Moglie di Johan nipote di Sky Eriksson SGE; Figlia di Johans o Amanas Yaniseth del Carmen Bravo Mendoza fidanzata del 1968 Joven Alcides David Howard Bravo 2003 figlio di Yaniseth Sven Eriksson 1929 Padre SGE Lars-Erik Eriksson 1956 fratello SGE Jumnong Eriksson 1980 Moglie di LEE">www.svengoraneriksson.com</a>.</p>
<p>Nato a Sunne il 5 febbraio 1948, difensore da giovane con Torsby, Sifhälla, Karlskoga e Västra Frölunda fino al ritiro ventisettenne, nei suoi oltre quarant&#8217;anni di carriera da tecnico è divenuto l&#8217;unico ad aver centrato il double in tre paesi diversi: Svezia, Portogallo e Italia. Qui, cinque campionati tra cui lo scudetto laziale nel 2000 e dieci tra coppe e supercoppe nazionali. Vincitore quattro volte della Coppa Italia (Roma, Sampdoria e due con la Lazio), in Europa ha guidato la Lazio alla vittoria in Coppa delle Coppe e Supercoppa UEFA (perdendo anche una finale di Coppa UEFA con l&#8217;Inter), e l&#8217;IFK Göteborg al successo in Coppa UEFA. Col Benfica ha disputato una finale di Coppa UEFA e una di Coppa dei Campioni, persa di misura contro il Milan di Arrigo Sacchi. È l&#8217;allenatore con il maggior numero di presenze nelle competizioni internazionali sulla panchina della Lazio (43).</p>
<p>Nel 2001 è diventato commissario tecnico della nazionale inglese, ruolo che ha ricoperto fino al 2006, guidando la squadra fino ai quarti nei Mondiali 2002 e 2006 e agli Europei 2004. Dopo una breve esperienza nel campionato inglese, e una sulla panchina della Nazionale messicana, ha guidato la Costa d&#8217;Avorio ai Mondiali 2010, per poi tornare ad allenare in Inghilterra nel campionato di seconda divisione. Nella parte finale della carriera ha guidato alcuni club del campionato cinese e per un breve periodo anche la Nazionale filippina nella Coppa d&#8217;Asia 2019. Anche a Bergamo gli sportivi si stringono in un abbraccio alla famiglia: Svennis, o Svengo, era un grande uomo di sport e anche nella vita.</p>
<p>Anche l&#8217;Atalanta partecipa al cordoglio.</p>
<blockquote><p>Atalanta BC si unisce al dolore dei familiari per la scomparsa di Sven-Göran Eriksson, non solo grande allenatore, ma anche uomo di classe ed eleganza.</p>
<p>Anche nella malattia che lo ha colpito, Eriksson è stato d&#8217;esempio e d&#8217;insegnamento.</p>
<p>Da oggi il mondo dello sport, del calcio in particolare, è più povero.</p></blockquote>
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		<title>Addio a Francesco Pizzi, il mediano-stopper di Borgo Santa Caterina che sbancò la Juventus</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jul 2024 10:40:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Francesco Pizzi]]></category>
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					<description><![CDATA[Torino, &#8220;Comunale&#8221;, 28 febbraio 1960. A segnare, all&#8217;8&#8242; della ripresa, ci pensò Gianni Zavaglio. Lui, da par suo, aiutò Bengt [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Francesco_Pizzi.jpg"><p>Torino, &#8220;Comunale&#8221;, 28 febbraio 1960. A segnare, all&#8217;8&#8242; della ripresa, ci pensò <strong>Gianni Zavaglio</strong>. Lui, da par suo, aiutò <strong>Bengt Gustavsson</strong>, più dedito in quella partita all&#8217;impostazione, a tenere a bada in gioco aereo <strong>John Charles</strong>, il gallese che quando saltava sfiorava il cielo. Come lui, del resto, mediano ma spesso stopper. Era nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che violò per la prima volta nella sua storia il campo della <strong>Juventus</strong> e tanto basta a ricordarlo, <strong>Francesco Pizzi</strong>, figlio delle case popolari di <strong>Borgo Santa Caterina</strong>, dirigente industriale in pensione &#8220;milanesizzato&#8221;, andatosene a raccogliere il premio dei giusti a 86 anni ancora da compiere.</p>
<p>Era nato, infatti, il <strong>17 dicembre 1938</strong>. Dall&#8217;esordio a Taranto in B il 1° marzo 1959 fino all&#8217;ultima partita in A col Venezia il 3 settembre 1961, dopo la quale dovette abbandonare il calcio per una nefrite, Pizzi fece in tempo a giocare <strong>21 partite</strong> con la maglia nerazzurra. Cresciuto nell&#8217;Excelsior, a seguito del ritiro allenò anche la Gandinese per poi lasciare quel mondo. Ebbe due soli allenatori, Karl Adamek in cadetteria e Ferruccio <strong>Valcareggi</strong>, futuro ct azzurro campione d&#8217;Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970. In quella partita iscritta a caratteri d&#8217;oro nella memoria collettiva degli sportivi bergamaschi, tra l&#8217;altro, salvò di testa sulla linea un tiro di Giampiero Boniperti. Gli sia lieve la terra.</p>
<h4>Il tabellino della storica vittoria</h4>
<p>Torino, stadio &#8220;Comunale&#8221;, 28 febbraio 1960 &#8211; 4a giornata di ritorno<br />
<strong>Juventus &#8211; Atalanta 0-1 (53&#8242; Zavaglio)</strong><br />
<strong>JUVENTUS:</strong> Vavassori; Garzena, B. Sarti; Emoli, Cervato, U. Colombo; Lojodice, Boniperti (cap.), Charles, Sivori, Stacchini. All.: Carlo Parola.<br />
<strong>ATALANTA:</strong> Cometti; Cattozzo, Roncoli (cap.); Pizzi, Gustavsson, Marchesi; Olivieri, Maschio, Zavaglio, Ronzon, Longoni. All.: Ferruccio Valcareggi.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Leita di Udine.<br />
<strong>Note:</strong> espulsi Roncoli e Sivori al 63&#8242; per reciproche scorrettezze.</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-at-Juventus.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-153290" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-at-Juventus.jpeg" alt="" width="970" height="622" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-at-Juventus.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-at-Juventus-300x192.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-at-Juventus-768x492.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-titolo-testata.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-153292" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-titolo-testata.jpeg" alt="" width="970" height="382" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-titolo-testata.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-titolo-testata-300x118.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Pizzi-titolo-testata-768x302.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Muore Angelo Paina, aveva giocato (e segnato) nell&#8217;Atalanta di Rota</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 20:11:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Serie D]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Paina]]></category>
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					<description><![CDATA[7 gol in 43 partite, di cui 3 in 5 nella Coppa d&#8217;Estate 1978. Se n&#8217;è andato stamani, alla casa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/06/paina2.jpg"><p>7 gol in 43 partite, di cui 3 in 5 nella Coppa d&#8217;Estate 1978. Se n&#8217;è andato stamani, alla casa di riposo &#8220;don Stefano Palla&#8221; di Piazza Brembana, <strong>Angelo Paina</strong>, 75 anni, attaccante dell&#8217;Atalanta dal 1977 al 1979 agli ordini del compianto <strong>Titta Rota</strong>, compagno di squadra dei vari Scala, Festa, Ezio Bertuzzo, Hubert Pircher e Salvatore Garritano.</p>
<p>Soffriva di Alzheimer ed era ospite della struttura da 7 anni. Nato il 19 aprile 1949 a Senna Lodigiana, aveva giocato anche con le maglie di Padova, Milan, Taranto, Spal e Triestina, quest&#8217;ultima ultima tappa della carriera da professionista dopo Bergamo. Ma era rimasto a vivere qui, facendo tra l&#8217;altro il dirigente anche all&#8217;<strong>Alzano Virescit</strong> fino alla serie B.</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/06/Paina-dedica.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-151822 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/06/Paina-dedica.jpeg" alt="" width="585" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/06/Paina-dedica.jpeg 585w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/06/Paina-dedica-241x300.jpeg 241w" sizes="auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px" /></a></p>
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		<title>Calcio provinciale in lutto: è morto Vittorio Lena</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 18:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Prima]]></category>
		<category><![CDATA[Promozione]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda]]></category>
		<category><![CDATA[83 anni]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittorio Lena]]></category>
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					<description><![CDATA[Lutto per il calcio bergamasco. È morto l&#8217;alzanese Vittorio Lena, 83 anni, figura storica come calciatore prima, allenatore e dirigente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/Vittorio-Lena.webp"><p>Lutto per il calcio bergamasco. È morto l&#8217;alzanese <strong>Vittorio Lena</strong>, 83 anni, figura storica come calciatore prima, allenatore e dirigente dopo. <strong>Portiere</strong> tra le altre di Leffe e Stezzanese, nel suo percorso s&#8217;è fermato in non poche stazioni del movimento di casa nostra: Alzano 1909, Dalmine, La Torre e <strong>Scanzorosciate</strong> da responsabile del settore giovanile, oltre l&#8217;Atalanta come osservatore.</p>
<p>Lena aveva un&#8217;autofficina. Lascia la moglie Maria e i figli Emiliano e Giovanni con le rispettive famiglie. Sabato 3 febbraio alle 14.30 nella basilica di San Martino Vescovo di Alzano Lombardo la cerimonia funebre. La salma è composta nella casa del commiato in via Dante 21 a Seriate.</p>
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		<title>Morto Giuliano Musiello, 67 volte atalantino</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 14:18:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[1972-1973]]></category>
		<category><![CDATA[1974-1976]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Musiello]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>
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					<description><![CDATA[67 presenze e 9 gol tra il 1972-1973 della retrocessione in B (25 e 2, più 4 e 1 in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/01/Giuliano_Musiello_-_Atalanta_BC-e1706019424789.jpg"><p><strong>67 presenze e 9 gol</strong> tra il 1972-1973 della retrocessione in B (25 e 2, più 4 e 1 in Coppa Italia) e, in cadetteria, tornato dalla quota 0 in A (ma 1 rete in 5 partite di Coppa Italia) alla Juventus di Cestmir Vycpalek, zio di Zdenek Zeman, dall&#8217;estate del &#8217;74 alle liste autunnali del &#8217;75 in direzione Avellino. Lutto anche nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> per <strong>Giuliano Musiello</strong>, suo centravanti di sfondamento sotto <strong>Giulio Corsini</strong>, Heriberto Herrera e Angelo Piccioli.</p>
<p>L&#8217;attaccante di Torviscosa (Udine), residente da tempo a Saluzzo (Cuneo) dove aveva aperto una scuola calcio femminile, è morto nelle prime ore del mattino a 70 anni compiuti da 12 giorni dopo una breve ma grave malattia. Ci lascia all&#8217;indomani della scomparsa del mito azzurro e del Cagliari, <strong>Gigi Riva</strong>.</p>
<p>Musiello ha militato, da calciatore, anche nel <strong>Genoa</strong>, dove prese il posto di Roberto Pruzzo, suo co-capocannoniere nel &#8217;76 in B con 18 gol, nella Roma, nel Verona, nel Foggia, nel Novara, nel Ravenna, nel Cuneo e nel Savona. Cresciuto nel <strong>Cervignano</strong>, era finito sedicenne alla <strong>Spal</strong>, allora dedita a pescare talenti nel profondo Nordest, sorte toccata anche ai futuri allenatori nerazzurri Edy Reja e Gigi Delneri. Lascia la moglie Piera Delgrosso e la figlia Elisa.</p>
<p>I canali ufficiali del club bergamasco gli riservano un ricordo molto affettuoso. <em>&#8220;Atalanta in lutto. È scomparso Giuliano Musiello.<br />
Musiello, attaccante potente, soprattutto nel gioco aereo, ha vestito la maglia atalantina nella stagione 1972/73 ed in quella 1974/75 (nella stagione 1975/76 disputò 3 incontri di Coppa Italia prima di trasferirsi all’Avellino)</em> &#8211; si legge -. <em>Sono complessivamente state 67 le sue presenze in nerazzurro, mentre sono stati 9 i gol realizzati.<br />
Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia atalantina sono vicini ai familiari ai quali sono rivolte le più sincere e commosse condoglianze&#8221;</em>.</p>
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		<title>Morto Gigi Riva, eroe azzurro e del Cagliari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2024 19:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Gigi Riva]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>
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					<description><![CDATA[Campione d&#8217;Europa con l&#8217;Italia nel 1968, campione d&#8217;Italia nell&#8217;unicum storico del Cagliari nel 1970 e vicecampione del Mondo in Messico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/01/Gigi-Riva.jpg"><p>Campione d&#8217;Europa con l&#8217;Italia nel 1968, campione d&#8217;Italia nell&#8217;unicum storico del <strong>Cagliari</strong> nel 1970 e vicecampione del Mondo in Messico lo stesso anno. Tutto il mondo del calcio piange la scomparsa all&#8217;età di 79 anni di <strong>Gigi Riva</strong>, detto &#8220;Rombo di tuono&#8221;, ancora oggi il più prolifico bomber azzurro con 35 reti in 42 partite.</p>
<p>Nato a Leggiuno (Varese) il 7 novembre 1944 ma da tempo ormai cagliaritano d&#8217;adozione, Riva è morto all&#8217;ospedale Brotzu di Cagliari dopo un infarto accusato domenica. I sardi lo avevano prelevato dal Legnano e lui s&#8217;era sempre rifiutato di abbondare la squadra e l&#8217;isola anche dopo il ritiro nel 1976.</p>
<p><em>&#8220;Tutta la Società Atalanta partecipa con profonda commozione al dolore dei familiari per la scomparsa di Gigi Riva, leggenda del nostro calcio. Riposa in pace, Rombo di Tuono&#8221;</em>, si legge sul profilo Twitter del club nerazzurro.</p>
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		<title>Calcio in lutto: morto l&#8217;ex atalantino Giovanni Pirola</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 16:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[77 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Pirola]]></category>
		<category><![CDATA[morto]]></category>
		<category><![CDATA[Vimercate]]></category>
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					<description><![CDATA[Lutto nel mondo del calcio, anche nerazzurro. Giovanni Pirola, 142 presenze e 3 reti nell&#8217;Atalanta dal 1970 al 1974, è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/09/Giovanni_Pirola_-_Atalanta_BC-e1694795337264.jpg"><p>Lutto nel mondo del calcio, anche nerazzurro. <strong>Giovanni Pirola</strong>, 142 presenze e 3 reti nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> dal 1970 al 1974, è morto oggi a <strong>Vimercate</strong>, dov&#8217;era nato il 13 febbraio 1946, all&#8217;età di 77 anni. Soprannominato &#8220;il maratoneta del centrocampo&#8221; dal grande giornalista Gianni Brera, aveva giocato anche con Bolzano, Como, Reggina e in seguito Pescara, Modena, Parma e Pergocrema.</p>
<p>Il brianzolo tutto movimento e piede pulito era famoso, a parte le prestazioni sul campo con Giulio Corsini (promozione in A nel &#8217;71) e poi Heriberto Herrera ancora in B, per un premio conferitogli dalla città di nascita. Anno 2011, per meriti sportivi, il &#8220;Pinamontino d&#8217;oro&#8221; in quanto &#8220;atleta e persona tenace e di grande combattività, nello sport come nella vita&#8221;. I funerali di Pirola sono in programma sabato 16 settembre alle ore 11, nel santuario della beata Vergine a Vimercate.</p>
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		<title>Calcio in lutto: morto l&#8217;ex atalantino Trevor Francis</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 15:14:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era già in declino e fisicamente non è che desse chissà quali garanzie, ma l&#8217;aver indossato la maglia da sudare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Trevor-Francis-e1690211723671.jpg"><p>Era già in declino e fisicamente non è che desse chissà quali garanzie, ma l&#8217;aver indossato la maglia da sudare sempre nella stagione <strong>1986-1987</strong>, l&#8217;ultima di Nedo <strong>Sonetti</strong>, chiusa con la retrocessione e la qualificazione alla Coppa delle Coppe, è sufficiente a <strong>Trevor Francis</strong> per essere rimpianto dai tifosi dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. L&#8217;ex attaccante inglese, noto per aver vinto due volta la Coppa dei Campioni al <strong>Nottingham Forest</strong>, la prima (nel 1979) grazie a un suo gol in finale al Malmoe, 57 partite e 15 palloni in porta con la Nazionale dei Tre Leoni e la partecipazione al Mundial spagnolo del 1982, è morto oggi a Marbella per un infarto fulminante.</p>
<p>Aveva 69 anni, essendo nato a Plymouth il 19 aprile 1954. Nell&#8217;annata nerazzurra, in 30 partite (9 nel trofeo nazionale), 3 reti soltanto, al Palermo e alla Casertana (a Bergamo, andata degli ottavi, 25 febbraio 1987) in Coppa Italia con finale raggiunta col Napoli scudettato (di qui la storica qualificazione da retrocessi) e alla Fiorentina in campionato sempre al &#8220;Comunale&#8221; il 25 gennaio 1987. In attacco, quell&#8217;annata, c&#8217;erano l&#8217;acciaccato Aldo Cantarutti e Beppe <strong>Incocciati</strong>, oltre a un Lamberto Piovanelli da sole 4 presenze, ma alle incombenze realizzative (7 alla fine) ci pensava Marino <strong>Magrin</strong>, mezz&#8217;ala di punta.</p>
<p>Giunto in Italia dopo una parentesi al Manchester City per mano della Sampdoria nel 1982, vi vinse il trofeo della coccarda da capocannoniere della manifestazione (9 gol) ma con sole 67 presenze per i tanti infortuni. Lasciato il Belpaese, giocò in Scozia nei Rangers e quindi nei Queen&#8217;s Park Rangers per chiudere quarantenne nello Sheffield Wednesday. Già leggenda nel Birmingham City da debuttante sedicenne, ci rimase per 8 stagioni per poi raggiungere i Forest, dove da affare allora più costoso del calcio inglese (1 milione di sterline meno una) poté mietere trionfi sotto l&#8217;allenatore Brian Clough. Nel quindicennio in panchina, anche Birmingham City e Crystal Palace.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Italian Serie A Memories: Trevor Francis (Sampdoria and Atalanta 1982-1987)" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/F23WakR50Wk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe loading="lazy" title="1986/87, Serie A, Atalanta - Fiorentina 2-0 (15)" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/kfu6_yNYWgo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ci ha lasciati Bernasconi, il centromediano dell&#8217;Atalanta di Turani e Tentorio: &#8220;Il papà dei mister Aiac Bergamo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 14:55:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Guadenzio Bernasconi]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli eroi non muoiono, si dissolvono soltanto. Perché lasciano sempre tracce imponenti del loro passaggio terreno, anche quando come nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/01/Bernasconi.jpg"><p>Gli eroi non muoiono, si dissolvono soltanto. Perché lasciano sempre tracce imponenti del loro passaggio terreno, anche quando come nel nostro caso stavano in aria un tempo interminabile per colpire di testa quel pallone di cuoio che scalda i cuori come poche altre cose al mondo. Il destino di <strong>Gaudenzio Bernasconi</strong> da Ponte San Pietro, il difensore che non segnava mai, addormentatosi per il sonno eterno dopo l&#8217;ultima colazione, il congedo alla moglie Anna. Un eroe soprattutto per la <strong>Sampdoria</strong>, visto che il novantenne dell&#8217;Isola Bergamasca (era nato l&#8217;8 agosto 1932) in blucerchiato ha 365 presenze nel ricco palmarès fatto di quattro sole squadre, dalla natìa <strong>Vita Nova</strong> allo Jesi e l&#8217;Urbino per appendere le scarpe al chiodo trentottenne passando ovviamente anche dall&#8217;<strong>Atalanta</strong>, che lo svezzò nel biennio 1952-1954.</p>
<p>54 partite nella Dea del presidente Daniele <strong>Turani</strong> e del consigliere <strong>Luigi Tentorio</strong>, papà del futuro (ed ex) sindaco di Bergamo Franco, ex giocatore a sua volta e illuminato dirigente che di fatto comandava in società occupandosi in primis del calciomercato. Gli anni di Luigi Ferrero, poi rimpiazzato dalla bandiera d&#8217;antan Cesco Simonetti, in panchina, del Trio Primavera Testa-Cadè (Giuseppe, II)-Brugola da 23 gol decisivi nell&#8217;annata successiva alla mega plusvalenza Hasse Jeppson (al Napoli), preso a 35 milioni e rivenduto a 105 al Comandante Lauro, di capitan <strong>Annovazzi</strong>, di Nane <strong>Bassetto</strong>, del bomber <strong>Rasmussen</strong> e del &#8220;pastùr&#8221; <strong>Soerensen</strong>. Ma anche del giovane <strong>Bernasconi</strong>, detto l&#8217;<em>Orsacchiotto</em> per via di una notevole massa a dispetto della statura (80 chili per 1 e 72), centromediano sistemista ovvero perno di una difesa a tre, antesignano dello stopper ma anche dei centrali contemporanei.</p>
<p>Piazzato in mezzo a Titta <strong>Rota</strong> e a Luciano Gariboldi (il primo anno), Livio Roncoli o Giulio Corsini, non andava troppo per il sottile nel tenere a bada il centravanti avversario. A fine anni ottanta, tra le altre, allenò anche il <strong>Verdello </strong>e il<strong> Ponte San Pietro</strong>. Il decano degli allenatori bergamaschi, il verdellese Leonardo &#8220;Nado&#8221; Mazzoleni Bonaldi, lo ricorda così sul profilo Facebook. <em>&#8220;Mister Bernasconi ci ha lasciato. Mi ricordo che con i fratelli Cadè, Titta Rota, Giancarlo Biffi, Carlo Mauri, Luciano Magistrelli ci avete incoraggiato a costituire anche a Bergamo il gruppo Allenatori Aiac:era il 1974. Vi dobbiamo tanta riconoscenza unitamente a stima e rispetto. Buon viaggio all’amico Gaudenzio e quando ti apriranno la porta digliele&#8230; che non hai mai preso un rosso o una squalifica e che sei di Ponte San Pietro. Condoglianze a tutti i famigliari, un abbraccio a Massimo&#8221;</em>.</p>
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		<title>Morto Bruno Bolchi, Maciste in campo e in panchina</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2022 08:20:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bruno Bolchi non merita di essere ricordato per quella sfortunatissima mezza annata di serie B, da allenatore, 18 partite e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/09/Bolchi.jpg"><p><strong>Bruno Bolchi</strong> non merita di essere ricordato per quella sfortunatissima mezza annata di serie B, da allenatore, 18 partite e poi avvicendato da Giulio <strong>Corsini</strong>, al termine della quale l&#8217;<strong>Atalanta</strong> sarebbe incappata nella storica <strong>retrocessione in serie C1</strong> nel 1980/81. <em><strong>Maciste</strong></em>, scomparso martedì in tarda serata a Villa Donatella a Firenze per il riacutizzarsi di un male incurabile che pareva sconfitto anni fa, dopo l&#8217;assaggio della prima Grande Inter di Helenio Herrera scudettata nel &#8217;63 era stato il mediano destro della Dea targata Ferruccio <strong>Valcareggi</strong> nel 1964/65. Una squadra molto bergamasca e dalla massiccia presenza di superstiti della Coppa Italia, lo stesso torneo che avrebbe vinto lui al Torino nel &#8217;68, guarda caso l&#8217;avversaria dei nerazzurri in quel magico pomeriggio a San Siro, il 2 giugno &#8217;63: da <strong>Pizzaballa</strong> a Nova, passando per Pesenti, Nodari, <strong>Gardoni</strong>, Colombo e Mereghetti.</p>
<p>Viveva da tempo nei pressi di Montecatini Terme, a Pieve a Nievole. Lascia la moglie Paola e i figli Alessandro e Andrea. Interista dentro e di formazione calcistica, ebbe nel Verona in B e nella Pro Patria le altre tappe della carriera in campo appendendo le scarpe al chiodo trentaduenne. Nel palmarès, 4 partite con la Nazionale azzurra con debutto a Roma in Italia-Inghilterra il 24 maggio 1961. A Bergamo, invece, quelle 26 partite a pelo d&#8217;erba condite da 2 palloni nel sacco, 15 anni prima di essere richiamato come tecnico dal neo presidente <strong>Cesare Bortolotti</strong>, appena ricevuto lo scettro da papà Achille. Lì i vari Baldizzone, Vavassori, Filisetti, Festa, Rocca, Scala e Bertuzzo non ci misero la toppa e Maciste ci rimise il posto. Anche a Verona e Busto Arsizio da giocatore, ritiratosi a 32 anni, il meglio in panchina lo visse a Bari, doppia promozione dalla C1 (1985), Cesena (1986-87), Lecce (1992-93) e Reggina (1998-99) anch&#8217;esse portate nel massimo campionato e con la Pistoiese trascinata in cadetteria. Gli sia lieve la terra. </p>
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		<title>Lo sport piange Giampiero Galeazzi, un giornalista che se ne intendeva</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 12:07:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[12 novembre 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Giampiero Galeazzi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo sportivo]]></category>
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		<category><![CDATA[Rai]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo chiamavano Bisteccone, nomignolo in realtà affibbiatogli da un collega decenni prima, ma era un grandissimo, ben oltre la rispettabile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/11/Giampiero-Galeazzi-min.jpg"><p>Lo chiamavano Bisteccone, nomignolo in realtà affibbiatogli da un collega decenni prima, ma era un grandissimo, ben oltre la rispettabile stazza. Giampiero <strong>Galeazzi</strong> è <strong>morto</strong> stamani a Roma all&#8217;età di 75 anni e noi di una certa generazione non finiremo mai di rimpiangerne la figura massiccia, impastata di simpatia genuina e di una ragguardevole scienza calcistica, tennistica e canoistica. Malato da tempo, era nato nella Capitale il 18 maggio 1946. Diventato famoso soprattutto come personaggio nazional-popolare a <em>Domenica In</em> nel pieno degli anni novanta grazie ai duetti con Mara Venier, in realtà era un <strong>giornalista</strong> d&#8217;assalto capacissimo, multidisciplinare, capace di spaziare dagli Internazionali di Roma o la Coppa Davis al calcio, in cui da inviato si rese protagonista dell&#8217;intervista a Diego <strong>Maradona</strong> e al Napoli neo scudettato chiudendo gli altri colleghi fuori dallo spogliatoio, passando per il canottaggio, di cui era stato lui stesso campione nazionale nel singolo (1967) e nel due di coppia (1968, con Giuliano Spingardi). Una parabola professionale cominciata dalle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972.</p>
<p>Alto e ponderoso, figlio d&#8217;arte (il padre aveva vinto gli Europei del 1932 nel &#8220;due senza&#8221;), andava famoso, prima ancora per i suoi passaggi sempre in mamma Rai dalla <em>Domenica Sportiva</em> a <em>Novantesimo Minuto</em>, per le sue telecronache sgolate nello sport che probabilmente amava di più. Memorabili, specie in occasione delle medaglie d&#8217;oro nel canottaggio di Giuseppe e Carmine <strong>Abbagnale</strong> alle olimpiadi di Seoul 1988 e di Antonio Rossi e Beniamino Bonomi a Sydney 2000. Non svicolava da impegni extra-sportivi: nel 1986, infatti, seguì sempre per la tv pubblica l&#8217;incontro fra Mikhail Gorbačëv e Ronald Reagan a Reykjavík, dove si trovava per l&#8217;incontro di Coppa dei Campioni fra Valur e Juventus. Tifoso della Lazio, lascia la moglie Laura e due figli, entrambi giornalisti come lui, Susanna e Gianluca. Gli sia lieve la terra.<br />
<em><strong>S.F.</strong></em></p>
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