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	<title>Nikola Krstovic &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, la tua dimensione è la Conference: pari con Gasperini, obiettivo da centrare battendo la Lazio</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 20:45:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[33ª (14ª R) serie A &#8211; Roma, Stadio Olimpico &#8211; domenica 19 aprile (ore 20.45) Roma &#8211; Atalanta 1-1 (1-1) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/4095a687-4c9f-4216-a3e0-b458608f9a19.jpeg"><p>33ª (14ª R) serie A &#8211; Roma, Stadio Olimpico &#8211; domenica 19 aprile (ore 20.45)<br />
<strong>Roma &#8211; Atalanta 1-1 (1-1)</strong><br />
<strong>ROMA (3-4-2-1):</strong> Svilar 6,5; Mancini 6,5 (15’ st Ghilardi 6,5), Ndicka 7, Mario Hermoso 6; Celik 7, El Aynaoui 5,5 (15’ st Pisilli 6), Cristante (cap.) 6, Rensch 7 (32’ st Tsimikas 6,5); Soulé 7 (27’ st Robinio Vaz 6), El Shaarawy 6,5 (15’ st Venturino 6,5); Malen 6,5. A disp.: 70 De Marzi, 95 Gollini; 24 Ziolkowski, 3 Angelino, 97 Zaragoza. All.: Gian Piero Gasperini 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 5,5 (1’ st Kossounou 6,5), Djimsiti 6, Kolasinac 6 (1’ st Ahanor 6,5); Bellanova 5,5 (9’ st Bernasconi 7), Ederson 6 (35’ st Pasalic 6), De Roon (cap.) 6, Zappacosta 6; De Ketelaere 5 (1’ st Zalewski 6), Raspadori 5,5; Krstovic 6. A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 40 Obric, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Marcenaro di Genova 7 (Baccini di Conegliano, C. Rossi di La Spezia; IV Sacchi di Macerata. V.A.R. Guida di Torre Annunziata, A.V.A.R. Sozza di Seregno).<br />
<strong>RETE:</strong> 12’ pt Krstovic (A), 45’ pt Hermoso (R).<br />
<strong>Note:</strong> serata serena e quasi estiva, spettatori 61.474 di cui 126 nel settore ospiti per un incasso di euro. Ammoniti Ederson, Pisilli e Djimsiti per gioco scorretto. Tiri totali 17-8, nello specchio 9-2, parati 8-1, respinti/deviati 5-2, legni 1-0. Var: 1 (check 0-1). Corner 7-6, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Roma</strong> &#8211; <strong>Krstrovic</strong> la apre vicino all’intersezione destra della lunetta, la mezza rovesciata di <strong>Hermoso</strong> l’acciuffa nel finale della prima metà e il sogno <strong>Champions</strong> sfuma più per <strong>l’Atalanta</strong> che per la <strong>Roma</strong> del grande ex Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. Quarto punto su sei strappatogli dall’allievo Raffaele Palladino, che però per via delle polveri bagnate davanti rimane <strong>settimo</strong> a meno 4 dai padroni di casa di turno: prestazione poco brillante, a sprazzi, e <strong>Conference League</strong> come primo obiettivo, risultato che sarebbe aritmetico battendo la <strong>Lazio</strong> mercoledì 22 a Bergamo nella semifinale di ritorno di <strong>Coppa Italia</strong>. Non sfruttato il ko del Como (58 punti come la Roma a 54) dal Sassuolo in chiave Europa League. Squadra stanca e non continua, ma ci sta.</p>
<p>Sullo slancio di testa a vuoto di Bellanova, oltre il quinto, il primo sussultino di El Shaarawy che incoccia di spalla il cross di El Aynaoui, ma è a cronometro bissato che lo score si sblocca in scia al recupero di De Roon, che sul pari si perderà lo spondista, su Hermoso all’altezza della trequarti destra per il gran destro incrociato del montenegrino a meno di mezz’altezza e a scendere. Al quarto d’ora brivido per la deviazione di testa di Djmsiti che fa impennare il sinistro a rientrare di Soulé, poi autore del secondo tentativo figlio della catena di destra e rintuzzato da Carnesecchi nel secondo angolo da cui sale in cielo vanamente il firmatario dell’erroraccio da rompighiaccio in disimpegno. Prima di metà frazione, ecco sbucare la fronte innocua perché troppo lontana di Ndicka sull’ennesima sfornata del turco a piede invertito, ma è proprio Carnesecchi, impaperatosi nel ko con la Juve settimana scorsa, a salvare il minimo scarto uscendo all’impazzata addosso a Malen, sfuggito a Djimsiti per la prima volta dietro imbucata di El Shaarawy (24’).<br />
Ma la sofferenza è evidente. Vedi imbucata di El Aynaoui per Malen, disturbato nella visuale dal ripiegamento di Ederson e chiuso dal portiere riminese sul palo di competenza. Proprio il brasiliano induce Svilar al primo miracolo per chiudere lo specchio cogli arti inferiori senza dire trentatré. Grande caracollata, allargandosi a destra in asse con Bellanova per poi penetrare dallo spigolo destro, inseguito invano dal mediano a due insieme all’ex Cristante. A un settebello dalla pausa, ecco Celik di destro per la telefonata di cortesia ricevendo dall’argentino ex bianconero, da posizione defilata ma mica poi troppo. Vantaggio comunque immeritato e non mantenuto, perché i giallorossi la fanno girare come in porta chi aveva sulla coscienza il ko in avvio, approfittando della sponda di Rensch quasi dal fondo a sinistra sul pallone morbido di Celik: palla sotto la traversa, benché non angolatissima, e pari sull’uno.<br />
Del tris di cambi della ripresa (anche Kossounou per Scalvini, in ambasce contro il Faraone, e Ahanor per Kolasinac), è Zalewski il primo a farsi vedere convergendo dal centrosinistra per la botta secca a lato dalla distanza in capo a un paio di lancette. Sempre meglio dello zero al quoto di De Ketelaere. Raspadori si sposta a destra a ruota del primo tempo di sacrificio difensivo da suggeritore delle ripartenze, mai sfruttate davvero. Occhio a Malen e alla sua palla sporca per Mancini che si rialza alzandola dallo spigolo dell’area piccola (5’), ma è in offside. Sul portiere di casa il traversone a rientrare del polacco-tiburtino (8’) sprecando la manna di Zappacosta, è ancora lui a riprovarci assistito dal fin lì (e per sempre) unico marcatore atalantino alle soglie del cambio sulla fascia con Bernasconi sul piede forte con sequela del sorano a destra. Dietro si dorme sempre un po’: minuto 13 scarso, El Shaarawy arpiona dal fondo l’ammollo dell’altro volto noto, il terzo di destra dietro, e il riminese se la porta oltre la linea, fortunatamente non della porta.<br />
Non che la Lupa giochi meglio, ma appare quantomeno più affamata di chances, come quella offerta in lungolinea da Soulé a Malen che rincorso dal perno dei bergamaschi (quota 250 nerazzurre in A) impegna Carnesecchi nella sbracciata prima che l’attrezzo possa raggiungere il sette opposto (19’). Due minutini e De Roon deve deviare in fallo di fondo il tracciante del turco a destra nel dai e vai scaricato col terminale unico romanista. In asse con Venturino c’è il blocco carnesecchiano per impedire al braccetto sinistro locale di imbracciare la doppietta (22’) con un bell’ascensore sugli sviluppi del sesto tiro d’angolo per i suoi. Idem direttamente su azione (24’) con lo stesso ex Primavera del Genoa ad alzare di fronte l’infornata del suo fantasista mancino. Non trova lo specchio nella medesima specialità nemmeno Krstovic (26’) sul quarto tiro dalla bandierina, by Bernasconi da destra; Celik-Vaz-Venturino, sinistro da destra alzato sopra la traversa da Bernasconi; mezzora, ancora da situazione inattiva, quella conseguente, traversa alta di Hermoso su distrazione del 2000 tra i legni.<br />
Finalino. Krstovic e Raspadori la aprono alla new entry Pasalic all’ottantesimo, con Ndicka a respingere il tap-in mancino di Zappacosta dalla lunetta a immagine e somiglianza di Tsimikas. Hermoso sbatte contro la muraglia di Djimsiti da fuori, Ndicka stoppa bene e pulito Zalewski (41’). Ahanor in catena con Bernasconi ottiene il corner da Pisilli nei pressi dell’extra time, Djimsiti spende la diffida per fermare Robinio in fuga a destra. Non bene, non male, non basta. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Lecce &#8211; Ederson a tuttocampo, ok CDK-Scalvini-Krstovic</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 16:22:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[José Ederson Lourenco dos Santos è il migliore dell&#8217;Atalanta a Lecce. Magistrali i recuperi con ribaltamento di fronte, ivi compreso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/7c9419f4-67e9-42ac-a078-5399988bfbaa.jpeg"><p>José <strong>Ederson</strong> Lourenco dos Santos è il migliore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Lecce</strong>. Magistrali i recuperi con ribaltamento di fronte, ivi compreso il tre contro tre condotto per raddoppiare nella ripresa. Menzione d&#8217;onore per l&#8217;apripista <strong>Giorgio Scalvini</strong>, per il raddoppiatore Nikola <strong>Krstovic</strong> che sportella con chiunque e per il raffinato regista offensivo <strong>Charles De Ketelaere</strong> che consente di aprire lo score.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> sv: Gandelman lo salverebbe dalla Pasquetta da disoccupato, se non fosse in fuorigioco.  </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7,5: autorevole dietro e autoritario per sbloccarla, ha inciso sulla corteccia la tacca decisiva per prendersi la sua brava leadership sul campo e sullo spogliatoio. Pensa un po&#8217;, l&#8217;aveva aperta anche a campi invertiti.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: spende il giallo su Cheddira senza accorgersene, anche perché forse nemmeno lo sfiora se non col pensiero, ma per il resto lo tiene abbastanza alla larga (25’ st <strong>Kossounou</strong> 6,5: per una volta, entra e non si deconcentra).<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: solido come una quercia, sulla scia del mezzo servizio in Nazionale per mangiarsi comunque i playoff a danno dell&#8217;Italia cala nella seconda metà quando evita di sganciarsi. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: il trentaquattrenne e forse forse il pendolino più forte che ci sia. Applicazione costante, salvo imprecisioni allo start, e vice assistman per l&#8217;uno a zero (25’ st <strong>Bellanova</strong> 6: due fasi senza far spellare le mani dagli applausi).<br />
<strong>De Roon</strong> 7: le seconde palle continuano a essere il suo regno esclusivo e assoluto (18’ st <strong>Pasalic</strong> 7: riceve lo scettro e scarica per il tris di Jack).<br />
<strong>Ederson</strong> 8: padrone della scena da subito, tra rinculi difensivi, recuperi, ribaltamenti, conduzione e qualche volta inserimenti non deve farsela spiegare da anima viva. Il gol l&#8217;avrebbe meritato e c&#8217;era sicuramente un rigore a favore, ma vabbè, pazienza.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: al solito impegno per assecondare sovrapposizioni e tagli, pur non trovando il traversone al bacio, aggiunge le diagonali difensive di stampo belliniano.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7,5: vede la porta una sola volta, quando Falcone riesce a chiudergli l&#8217;angolo, ma insieme al gioco la spalanca letteralmente ai compagni. Con un Ederson cinque centimetri più indietro avrebbe fatto triplo assist. Sontuoso quando carica la palla e la difesa altrui a testa bassa.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: abnegazione in copertura e lavoro infame, ma mai sottotraccia. Non è più la sottopunta vera che era fino alla trasformazione mourinhiana in esterno, eppure se la cavicchia (18’ st <strong>Raspadori</strong> 7: veni, vidi, vici. Lotta, suggerisce, ispira, la sgancia pesantissima, imbecca Krstovic). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7,5: abbisogna di un bel po&#8217; di tempo e materiale utile per trasformarlo in oro, ma come sgomita, fa reparto e si fa trovare, nessuno (35’ st <strong>K. Sulemana</strong> sv). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7,5: interpretazione della gara perfetta, idem il riempimento delle caselle. Ora Juve e Roma, dopo aver dosato sapientemente il minutaggio dei punti fermi. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Tris dell&#8217;Atalanta a Lecce: la Roma del Gasp dista appena un punto</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:59:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[31ª (12ª R) serie A &#8211; Lecce, Stadio Via del Mare-Ettore Giardiniero &#8211; lunedì 6 aprile (ore 15) Lecce &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/12af62da-8a14-4683-8531-26069c313a6f.jpeg"><p>31ª (12ª R) serie A &#8211; Lecce, Stadio Via del Mare-Ettore Giardiniero &#8211; lunedì 6 aprile (ore 15)<br />
<strong>Lecce &#8211; Atalanta 0-3 (0-1)</strong><br />
<strong>LECCE (4-2-3-1):</strong> Falcone (cap.) 6,5; Veiga 6 (23’ st N’Dri 6), Siebert 6, Tiago Gabriel 5,5, Ndaba 5,5; Ramadani 6 (23’ st Coulibaly 6), Ngom 6; Pierotti 6, S. Fofana 5,5 (1’ st Gandelman 5,5), Banda 6,5; Cheddira 6 (33’ st Stulic 5,5). A disp.: 1 Früchtl, 32 Samooja; 13 Perez, 18 Jean, 6 Sala, 14 Helgason, 28 Gorter, 36 Marchwinski. All.: Eusebio Di Francesco 5,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi sv; Scalvini 7,5, Djimsiti 6,5 (25’ st Kossounou 6,5), Kolasinac 6,5; Zappacosta 7 (25’ st Bellanova 6), De Roon (cap.) 7 (18’ st Pasalic 7), Ederson 8, Bernasconi 6,5; De Ketelaere 7,5, Zalewski 6,5 (18’ st Raspadori 7); Krstovic 7,5 (35’ st K. Sulemana sv). A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 49 Navarro, 69 Ahanor, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic. All.: Raffaele Palladino 7,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> La Penna di Roma-1 6,5 (Fontemurato di Roma-2, Barone di Roma-1; IV Rapuano di Rimini. V.A.R. Marini di Roma-1, A.V.A.R. Maggioni di Lecco).<br />
<strong>RETI:</strong> 29’ pt Scalvini (A), 14’ st Krstovic (A), 28’ st Raspadori (A)<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio soleggiato e caldo, spettatori 24.884 (22.319 abbonati) di cui 77 atalantini nel settore ospiti per un incasso totale di 374.883 euro. Ammoniti Djimsiti e Zappacosta per gioco scorretto. Tiri totali 7-16, nello specchio -6, parati 0-3, respinti/deviati 3-4. VAR: 1 (5’ st, check fuorigioco Ederson sul 2-0 annullato). Corner 2-5, recupero 2’ e 3’.</p>
<p><strong>Lecce</strong> &#8211; Il capolavoro di Giorgio <strong>Scalvini</strong>, taglio di 40 metri per finta col sinistro, dribbling su Ndaba e destro incrociato potente da centravanti più che da braccetto, spiana la strada all’<strong>Atalanta</strong> a <strong>Lecce</strong>. Il raddoppio del grande ex Nikola <strong>Krstovic</strong>, che versa lacrime amare sulla fotocopia alla lontana tenendola bassa, precede il tris della sicurezza di Raspadori, di strapotenza, sotto la traversa: meno 1 dalla Roma sesta (54 a 53 giallorosso) del Gasp a una Juve di distanza dallo scontro diretto. Una ripresa di campionato bella e squillante, dominata in lungo e in largo salvo sprazzi iniziali e a cavallo dei gol per metterla in ghiaccio.</p>
<p>Per andare avanti ce n’è voluto. Bella la ripartenza De Ketelaere-Ederson-Zappacosta con scarico del belga dalla destra dell’area per l’accorrente difensore, ma prima si deve penare il giusto. Scollinato il decimo insieme al pericolo portato da Ramadani, svernicatore di De Ketelaere per poi essere chiamato sul fondo da Banda a favore del destro ingratamente alto di Fofana, il grande ex di turno Krstovic non può azzeccare il tredici del vantaggio fra mira imperfetta a rimorchio e fuorigioco di partenza del tagliante Zalewski sul lancio di De Roon. Al quarto d’ora, invece, è Zappacosta in scia al fiammingo a non intendersi sui tempi col montenegrino allungandogliela troppo di esterno. A un giretto dal ventesimo, invece, Falcone ci mette il guanto sinistro per proteggere il legno di competenza dall’assalto di CDK sullo scambio con la prima punta dettato dalla rimessa laterale lunga conquistata da Scalvini grazie ad anticipo e rimpallo sull’esterno alto a sinistra di casa. Ed è proprio il palazzolese a cavare dal cilindro il coniglio impazzito dell’inserimento nel mezzo corridoio di destra per sparigliare le carte alle soglie della mezzora.</p>
<p>A un ottovolante scarso dalla pausa, il volto noto ai giallorossi stacca accompagnato dall’asse Zalewski-Bernasconi: palla sopra la traversa. A un poker, il bis mancato da Krstovic, che ci va leggerino sul rilancio dell’apripista agganciato a mo’ di rimorchio dal primo assistman di giornata: Falcone si distende alla propria destra rifugiandosi in angolo. Prima d’imboccare il tunnel, invece, Ederson forse anticipa in eccesso il piattone destro in caduta, disturbato dalla marcatura di Siebert, sulla nuova infornata scalviniana corretta dal laterale di Sora.</p>
<p>In avvio di ripresa ancora Nikola, in asse col polacco, sbatte addosso all’ostacolo Siebert, poi Ederson è davanti alla linea dell’ultimo difendente sul raddoppio annullato al 4’ su allungo del belga al culmine di un’azione piuttosto elaborata sulla palla rimessa dentro da lontano dallo stesso Zalewski con Zappacosta sempre di mezzo. Al 6’ l’estremo locale esce provvidenzialmente per ghermire dai piedi taglio e pallone di Charlesone. Tra Gandelman, new entry all’intervallo, Pierotti e Banda, due angoli conquistati e rimpalli sfavorevoli ai salentini, mentre il colpo successivo è finalmente affondato da chi al Via del Mare ha lasciato il cuore, grazie soprattutto al tre contro tre magistralmente condotto da Ederson per la sterzata di un De Ketelaere geniale nel filtrante per la girata della quasi sicurezza da dentro l’area sul filo dell’offside. Il brasiliano, servito dal neo entrato Raspadori, la lifta di mezzo esterno per la nuova svettata del firmatario del due a zero (19’) senza esito positivo.</p>
<p>Verso metà frazione al netto del recupero, Gandelman alza il mancino ricevendo dal vertice destro da Cheddira, ma l’inerzia ormai ha da tempo una sola padrona. E così Pasalic può darla a Ederson per l’ennesima pezza falconiana, ma De Ketelaere da destra e lo stesso croato su scarico offrono all’attaccante di Castel Bolognese il tap-in prepotente. Banda fa la giravolta su se stesso senza mira, oltre la mezzora Krstovic pretende d’imbracciare la doppietta rovesciando il suggerimento del firmatario del tre a zero. A nove dal novantesimo, è Ederson a colpire il piede del rientrante Pierotti in asse con De Ketelaere, che se non vede la porta è un faro multiplo puntato anche sulle zone d’ombra del gioco, e un Super Mario entrato piuttosto carico. A cinque scarsi dall’inizio dell’extra time, lo schema Banda-Ngom respinto di schiena da Pierotti prima della posizione irregolare del nazionale israeliano, annullando quindi il primissimo incomodo carnesecchiano del pomeriggio pugliese, sulla ribattuta dello stesso mediano leccese. Thiago Gabriel (88’) chiude in corner Raspadori, che quindi la tenta di controbalzo sulla palla morta resuscitata da Pasalic senza incrociare né infilare l’angolo alto del primo palo.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Voci da San Siro &#8211; Palladino: &#8220;Il gruppo tira la carretta da 4 mesi&#8221;. I giocatori: &#8220;Grande spirito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:22:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il segreto dell&#8217;Atalanta che non molla mai? &#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3675b940-f29e-4cbb-bf42-a55ad5227e3b.jpeg"><p>Il segreto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non molla mai? <em>&#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. Sudano la maglia, hanno gamba, cuore, coraggio. Però preferirei non dover sempre rincorrere: dobbiamo segnare prima, un aspetto da migliorare&#8221;</em>. Tra il solito peana allo spogliatoio e osservazioni da incontentabile, et voilà, <strong>Raffaele Palladino</strong> a commentare il pari e patta a San Siro dalla capolista.</p>
<p><em>“Tra <strong>Bayern</strong> e <strong>Inter</strong> era una settimana difficile contro due corazzate. M’è piaciuta la risposta della squadra soprattutto dal punto di vista mentale: non ci sono stati strascichi psicologici della pesante sconfitta di martedì, si sono rialzati tutti mettendoci intensità nonostante le scorie fisiche della partita di Champions, di martedì, spirito e grande energia. Chi è entrato ha migliorato il rendimento della squadra. Un gruppo che tira la carretta dando tutto&#8221;</em>, il concetto-base, ribadito a <em><strong>DAZN</strong></em>.</p>
<p>Sulla spinta <strong>Sulemana-Dumfries</strong> per pareggiarla e il presunto aggancio di piedi Scalvini-Frattesi per tenere almeno il punto, ecco la versione diplomatica dell&#8217;allenatore nerazzurro: <em>&#8220;Non ho visto gli episodi, non parlo mai degli arbitri. Marelli, molto bravo e tecnico, dice che non c’era nessuno dei due: noi ci fidiamo di lui&#8221;</em>. Lo sguardo è già proiettato a mercoledì prossimo: <em>&#8220;A Monaco andiamo col risultato compromesso, è una montagna da scalare contro una squadra di una forza e una tecnica impressionanti. L’obiettivo è essere competitivi dando spazio a chi ne ha avuto poco nella partita di andata. Faremo la nostra prestazione e vedremo, ma non è facile pensare di poter rimontare anche questa&#8221;</em>.</p>
<p>Dalla pancia del Meazza, ecco la giustificazione di un certo timore reverenziale nel primo tempo: <em>“L’Inter si sta giocando lo scudetto e il piano gara è stato fatto pensando a quello che loro hanno visto contro il Bayern Monaco. Quindi, blocco basso</em> &#8211; rimarca il mugnanese -. <em>Nel secondo tempo abbiamo alzato baricentro e pressione. Il resto l’hanno fatto i cambi. Il punto è meritato e a un certo punto la sfida si poteva vincere o perdere. Qualcosa di borderline, ma noi non rinunciamo alla nostra essenza. Dopo la partita siamo tutti a bravi a dire che si sarebbe potuta fare diversamente, tipo quando la perdi col Bayern. Lì volevamo giocarcela con coraggio, ma il livello ha fatto la differenza. Stavolta mi aspettavo scorie, invece i ragazzi si sono rialzati da grandi giocatori e da grande squadra, come se quattro giorni fa non fosse successo niente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i rientri decisivi da commentare: <em>&#8220;A me mancano tutti quando stanno fuori. <strong>Ederson</strong> e De Ketelaere ci sono mancati tanto. <strong>Pasalic</strong> e De Roon con Musah hanno tirato la carretta, adesso abbiamo un big in più lì in mezzo. Domenica aggiungiamo anche Raspadori</em> &#8211; sottolinea il tecnico dei bergamaschi -. <em>Siamo felici di aver recuperato Charles. I complimenti vanno rivolti allo staff medico, tra medici e fisioterapisti. A Jack mercoledì darò minutaggio, ove possibile. Bisogna stare attenti a centellinarlo, spero che anche la Nazionale possa essere felice che rientri&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa squadra non molla mai fino alla fine e rispecchia il mio carattere. Ma mi piacerebbe segnare prima, perché non è facile riprendere sempre le partite. Se stiamo bene fisicamente, possiamo giocarcela cercando di cambiare le cose. Mi gratifica che chi subentra dà il cento per cento&#8221;</em>, la chiosa palladiniana in tema elogio del dna atalantino.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Il primo tempo è stato tosto, poi chi entra deve e vuole sempre aiutare la squadra con lo spirito giusto. Abbiamo voluto il pareggio fortemente. Non vogliamo perdere le nostre caratteristiche, tra cui giocare con molto coraggio. Col Bayern è andata male, qui meglio&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ho preso palla, la mira, ho tirato e ho fatto gol. Non ho pensato a niente se non a segnare. E volevo, volevamo vincere. Abbiamo anche sbagliato l’ultima occasione perché volevamo fare il secondo gol. Per questa squadra io metto la testa in tutto per tutto, perché è un onore indossare questa maglia. Il primo tempo è stato tosto, ma il secondo bellissimo, siamo stati tutti bravi. Devo ringraziare il mister e i compagni, la loro fiducia mi dà molta felicità (<strong>Nikola Krstovic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Siamo umani anche noi, tenere alto il livello ogni tre giorni è faticoso. In tanti vorrebbero giocare le partite che dobbiamo affrontare noi: è la cosa più bella dell&#8217;essere calciatore. In allenamento ci prepariamo a dare il meglio di noi stessi nelle grandi occasioni come queste. Siamo un grande gruppo dove chi entra dà una grande mano. Tatticamente le scelte sono state dettate dal risultato col Bayern, quindi abbiamo lavorato, all&#8217;opposto, su letture difensive e comunicazione in campo. Infatti abbiamo parlato di più e ce la siamo passata meglio nei momenti giusti&#8221; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Pagelle a San Siro &#8211; Ederson torna e riaccende la luce, Krstovic molto meglio di Scamacca</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Ederson]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Le valutazioni individuali, di fronte a una reazione di rabbia, orgoglio e anche tecnica, dovrebbero lasciare il tempo che trovano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e3121709-6bb8-474c-87b7-f1b15c644c93.jpeg"><p>Le valutazioni individuali, di fronte a una reazione di rabbia, orgoglio e anche tecnica, dovrebbero lasciare il tempo che trovano. Ma nel pari e patta dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa dell&#8217;<strong>Inter</strong> capolista, benché impantani al settimo posto a ruota del solo punto nelle ultime due partite tra Sassuolo e Udinese, chi è entrato spesso ha fatto la differenza. Bene il ritorno di Ederson e De Ketelaere: il primo migliore in campo.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: la media tra la papera per andare sotto e la prodezza abituale per evitare il secondo gol contro.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: su Esposito poteva accorciare, però apre le transizioni che altri non sfruttano, lotta, sale a sostegno. Nella ripresa rischia tutto su Frattesi.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 7: la diga dietro il blocco basso, senza macchia né paura. Anche quando si sposta sul lato.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: carica sospetta da Dumfries, ma il check del Var dà e toglie. Dà l&#8217;idea, in ogni caso, di essere sulle ginocchia (20’ st <strong>Hien</strong> 7: Thuram, se la vede, lo fa solo per caso). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: classe 1992 e sul lato dà la paga a generazioni di pendolini. Figurarsi se l&#8217;azione del pari non parte dai suoi piedi. Magari fatica ad andare sempre su e giù, ma è il miglior laterale puro in Italia, il più bravo, il più continuo.<br />
<strong>De Roon</strong> 5,5: il frame della sua partita è l&#8217;autostrada aperta a Sucic. Non ne è scaturito alcunché? Non c&#8217;entra: il fatto è che da capitano arranca nel presidiare il territorio (31’ st <strong>De Ketelaere</strong> 6,5: prolunga con la magia la traiettoria per Sulemana nella manovrina da 1-1. Bentornato, stare senza per otto partite forse ha compromesso la rincorsa in campionato demolendo fisicamente i sostituti).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: doveva e poteva spezzare la trama, quando la capolista ha provato a mettere subito la freccia. Perde pure palla sulla chance di Thuram al rientro dal tunnel, ma poi getta il cuore oltre l&#8217;ostacolo, avanzando per poi arretrare tra un lotto di cambi e l&#8217;altro.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: l&#8217;uno contro uno con Dumfries non può premiarlo sempre e difatti non lo fa quasi mai, eppure la stava segnando</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5,5: non convince quasi mai da titolare. L&#8217;immagine della sua ennesima prova negativa da intoccabile è il contropiede a due con Zappacosta nella prima metà: lo apre di tacco e lo chiude con un cross destro privo di qualunque significato (7’ st <strong>Ederson</strong> 7,5: domina il reparto e la partita senza troppi fronzoli. Questo nonostante Bisseck all&#8217;inizio gli abbia dato il benvenuto facendogli assaggiare l&#8217;erba in uno dei tanti spintoni che l&#8217;arbitro Manganiello non ha mai pensato lontanamente di fischiare).<br />
<strong>Zalewski</strong> 5,5: stracco morto, come diceva al Perozzi il sor Antonio, il fornaio cornificato. Allora perché non fargli assaggiare un po&#8217; di panca? Non lega i reparti e non è che Zielinski con lui a marcarlo sia granché limitato neo movimenti (19’ st <strong>K. Sulemana</strong> 7: furbata totale, era fallo perché sbilancia Dumfries &#8211; il contatto di gambe, se c&#8217;è, è involontario e non provocato da lui &#8211; con quella manina. Però non sta a lui fischiarseli da solo. La voglia e l&#8217;apporto al punto sono da applausi). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5,5: ci prova due volte allo start, poi tende a scomparire un po&#8217;. Perché? (6’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: di questi tempi non succede che cicchi due mancini di fila. Uno se lo mangia, più che masticarlo. Con l&#8217;altro fa fuori il piatto di portata, ma a bocce ferme dice che è un peccato non aver potuto sbranare anche il secondo. Mentalità e presenza ai massimi livelli). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: stavolta, senza rinunciare al tema tattico, si limita, eufemismo, ad alzare il baricentro coi cambi e a tavolino. Dice di non rimpiangere nemmeno il 4-2-4 col Bayern nonostante l&#8217;imbarcata. Del resto gli mancavano tre big e domenica aggiunge Raspadori. Forse con l&#8217;organico al completo non ci sarebbe bisogno di essere coraggiosi.<br />
<strong>Esseffe</strong></p>
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		<title>Atalanta, che pareggione a San Siro tra le proteste dell&#8217;Inter: Krstovic acciuffa Esposito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 16:05:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[1-1]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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					<description><![CDATA[29a serie A &#8211; Milano, Stadio Giuseppe Meazza-San Siro &#8211; sabato 14 marzo (ore 15) Inter &#8211; Atalanta 1-1 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e3deb5bd-6150-4563-b0a4-71ae78621f56.jpeg"><p>29a serie A &#8211; Milano, Stadio Giuseppe Meazza-San Siro &#8211; sabato 14 marzo (ore 15)<br />
<strong>Inter &#8211; Atalanta 1-1 (1-0)<br />
INTER (3-5-2):</strong> Sommer 6; Bisseck 7, Akanji 6,5 (35’ st De Vrij sv), Carlos Augusto 6,5; Dumfries 6, Barella 6,5 (31’ st Frattesi 6), Zielinski 7, Sucic 6 (1’ st Mkhitaryan 7), Dimarco 6,5 (20’ st Luis Henrique 6); M. Thuram 5,5, P. Esposito 7 (20’ st Bonny 5,5). A disp.: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez; 15 Acerbi, 95 Bastoni, 36 Darmian, 17 Diouf, 57 Kaczmarski, 53 Lavelli. All.: Cristian Chivu 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 5,5; Scalvini 6,5, Djimsiti 7, Kolasinac 5,5 (20’ st Hien 7); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 5,5 (31’ st De Ketelaere 6,5), Pasalic 6, Bernasconi 7; Samardzic 5,5 (7’ st Ederson 7,5), Zalewski 5,5 (19’ st K. Sulemana 7); Scamacca 5,5 (6’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Manganiello di Pinerolo 5 (Passeri di Gubbio, L. Rossi di Rovigo; IV Collu di Cagliari. V.A.R. Gariglio di Pinerolo, A.V.A.R. Chiffi di Padova).<br />
<strong>RETI:</strong> 26’ pt P. Esposito (A), 38’ st Krstovic (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio piovoso, spettatori 73.464 di cui 512 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Sucic, Kolasinac, Carlos Augusto  per gioco scorretto, Olise per ritardata rimessa in gioco (da settimo angolo), Musah per comportamento non regolamentare, Chivu (all. I., 38’ st) per proteste, De Ketelaere per comportamento non regolamentare. Espulso Chivu (all. I.) al 40’ st per somma di ammonizioni (proteste). Tiri totali 13-7, nello specchio 3-3, parati 2-2, respinti/deviati 3-1. Var: 2 (check gol su Dumfries, check gol Sulemana). Corner 2-3, recupero 1’ e 6’.</p>
<p><strong>Milano</strong> &#8211; <strong>La mano di Kamaldeen sulla spalla di Dumfries</strong> farà discutere all&#8217;infinito (e a buon diritto) il mondo <strong>Inter</strong>, ma intanto <strong>Krstovic</strong> impatta a San Siro al rientro della coppia di big <strong>Ederson-De Ketelaere</strong> e <strong>l’Atalanta</strong> la sfanga anche benone sul campo della capolista. Sotto per un sinistro di Pio <strong>Esposito</strong> su cui Carnesecchi s’impapera, la rotazione di Raffaele <strong>Palladino</strong> trae linfa vitale dai cambi pareggiando meritatamente a dispetto della valutazione poco comprensibile del caso da moviola. Idem sul temporaneo vantaggio di casa, però, solo che i bergamaschi si sono lamentati a voce più basso. Purtroppo la rincorsa alla zona coppe resta impantanata, a onta dell&#8217;enorme valore morale di un punto del genere. </p>
<p>Scollinato il botta e risposta intorno al quinto tra Scamacca, che prova a punire l’errore in disimpegno di Sucic e a sorprendere un Sommer un po’ fuori posizione da oltre la ventina di metri alzando la mira, e Dimarco, sganciata al volo a largo dell’intersezione su cross di Barella figlio dell’asse a destra Bisseck-Esposito, c’è il portiere svizzero pronto a spazzare i pugno il cross di Bernasconi alle soglie della doppia cifra d’orologio. Non azzecca il tredici l’attaccante romano, forse egoista o forse no, proiettato alla botta radente sempre da fuori in ripartenza con parata affannosa in tre tempi dell’ultimo ostacolo, sempre lontano dalla riga di porta. Cinque lancette e l’esterno alto di Barella non poteva avere molte pretese, dato il rallentamento dell’azione da parte del braccetto destro di casa sul gioco a due tra il cagliaritano e la punta napoletana: Zielinski, tenuto ordinariamente da Zalewski ma stavolta pochino, centra per lo scarico in lunetta e in taglio di Dumfries, accomodamento comunque sul filo di lana. </p>
<p>Oltre il ventesimo, ottimo spunto di Zappacosta per il polacco e la girata dentro di Bernasconi, ma il ‘99 di Fidene è anticipato netto da Akanji. Kolasinac, che ha noie alla caviglia sinistra, spende il giallo su Bisseck in uscita, per poi subire carica da Dumfries, che forse controlla di mano, nell’azione del vantaggio di casa: bello il tacco di Thuram, quindi l’assist barelliano per il sinistro in realtà non incrociatissimo del giovane azzurro, perché è il riminese a buttarsela destro col palmo sinistro a fil di primo palo facendo impennare quanto basta la palla dall’erba. Lungo l’azione, Pasalic ci mette la gamba senza però spezzare la trama negli ultimi due passaggi, mentre Scalvini non accorcia sul tiratore.</p>
<p>Bergamaschi un po’ nel pallone per un gol senza troppe avvisaglie, tanto che l’autore del rompighiaccio da sinistra prolunga per l’inserimento di Dimarco due minuti più tardi: sinistro molto largo. La Dea fa trenta e non trentuno, vedi ripartenza taccata a due Samardzic-Zappacosta conclusa malamente dal cross a piede debole del serbo. E’ lo stesso trentaduesimo quando De Roon, fuori posizione, spalanca terreno al regista locale per la manovra Dimarco-Dumfries-Zielinski che trova la deviazione per il primo angolo, battuto dal laterale mancino dalla destra per lo stacco loffio di Akanji. Mega possesso interista fino al 39’ scarso, senza che Thuram riesca a chiudere dopo una serie di rimpalli a favore di Bisseck (sinistro quasi in fallo laterale dall’altra parte) ed Esposito. Ancora il terzo di destra cambia fronte dandola all’unico marcatore fin lì, sul cui tentativo di girarsi è Djimsiti a doversi spendere. </p>
<p>Che i veterani siano stanchi lo testimonia la perdita di mezzo tempo di gioco di Kolasinac nella combinazione dell’intera catena di sinistra al 3’ della ripresa: sul fondo ci arriva solo l’attrezzo, lui no. A ruota, Super Mario perde ancora il boccino e Thuram appena da fuori fa la barba al primo incrocio. Carlos Augusto, invece, brucia il compassato Scamacca, pure servito bene dal retropassaggio dello stesso bosniaco lanciato in area da Zalewski. Palladino getta nella mischia Ederson, al rientro dopo 6 partite (l’ultima il 17 febbraio a Dortmund), e Krstovic, al posto di Samardzic e proprio del terminale unico. Niente da fare ancora. Bisseck-Esposito-Dumfries, col primo a tagliare a sinistra dopo aver buttato giù il brasiliano, per fortuna due terzi della retroguardia fanno muro all’olandese provocandone l’incespicata (13’). Scollinato il quarto d’ora, chi ha sbagliato sull’uno a zero evita il raddoppio di Thuram uscendogli incontro sul filtrante di Mkhitaryan. A tiro del ventesimo, il taglio profondissimo del laterale dei Paesi Bassi di Chivu s’esaurisce nel sinistro in alto in spaccata dettato ancora dall’armeno. </p>
<p>Al 22’ la new entry Sulemana si fa fermare da Zielinski, sempre più libero aggiunto, e Krstovic mastica il sinistro, segno che la squadra è viva. Bernasconi ad area aperta, raggiunto da Krstovic sull’idea del croato, fa qualcosa che sembra più un tiro che un assist a Ederson, e difatti la stoppata di Augusto a quello serve. Minuto 69, se non altro le conclusioni salgono a 4 contro 11. 12 col tacco di Thuram chiamato da Bonny in asse con Barella a ruota di un episodio significativo dell’andazzo orobico, Zappacosta che ostacola Scalvini sull’onda lunga dello schema regalato da Hien a Bernasconi dalla trequarti con spizzata all’indietro di Djimsiti non colta dal montenegrino. </p>
<p>Torna anche CDK, assente dal warm-up da smeniscato con la Cremonese, ma è Ederson a dover scongiurare possibili guai dallo slalomista Bonny (33’). E siamo all’episodio chiave, quando il fiammingo prolunga di tacco per Sulemana il tracciante dal lato di Zappacosta e, sulla parata di Sommer, il tap-in di prima intenzione di Nikola è solare, a differenza del contatto braccia-tronco posteriore ai danni di un Dumfries che comunque casca come abbattuto da un drone. Lamentele locali anche per l’anticipo palla-Frattesi by Scalvini al 42’ su palla dentro di Luis Henrique spondata dal francese a centro area. Nel finale Carnesecchi smanaccia il traversone di Zielinski e l’eroe dell’uno a uno, in offside sul la di Pasalic al terzo di recupero, al sesto sull’ultimo angolo fortemente voluto alza in gioco aereo la traiettoria a rientrare di Bernasconi.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Dortmund &#8211; A difesa e in mezzo manca attenzione, ma davanti punge solo Krstovic</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 22:59:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta a Dortmund risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon Kossounou, fregato da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/cbd791c3-0efb-464f-9d25-ed1f45958ec4.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Dortmund</strong> risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon <strong>Kossounou</strong>, fregato da Guirassy anche in versione assistman, e Marten de Roon che lascia Nmecha libero di scambiare con l&#8217;apripista nell&#8217;azione del raddoppio. Tra chi si salva spicca Nikola <strong>Krstovic</strong>, cambio all&#8217;intervallo dell&#8217;abulico Gianluca Scamacca: suo uno dei due tiri in porta atalantini nella seconda metà.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 6: incolpevole com&#8217;è, trovandosi uno scolapasta su due terzi della linea difensiva, non gli si potevano chiedere i soliti miracoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Kossounou</strong> 5: si fa sovrastare e lasciare sul posto da Guirassy nelle azioni decisive per compromettere la qualificazione. Ma non s&#8217;è scelto da solo al posto di Scalvini. E il voto è la media tra il 3 del primo tempo e il 7 del secondo, dove gioca con autorevolezza sostenendo l&#8217;azione.&nbsp;<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: niente pezze in una retroguardia cambiata di nuovo senza un perché (1’ st <strong>Hien</strong> 6,5: a suo agio contro un centravanti che pure svaria molto, quindi teoricamente inadatto a lui. Invece è la zip che ci voleva per incernierare la patta). <strong>Kolasinac</strong> 6: non ce la fa a chiudere la diagonale sulla sbavatura doppia del due a zero, ma più di tutto, pur senza colpe specifiche, finisce sulle ginocchia. Generoso e solido, di grande levatura ed esperienza internazionale, ma anche segnato dagli acciacchi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 6: Svensson quando attacca lo mette in ambasce per modo di dire, perché sono i raddoppi impossibili su Guirassy a distogliere la sua attenzione. Davanti crossa per la prima conclusione nello specchio (27’ st <strong>Bellanova</strong> 6: praticamente ridotto a una fase sola, non trova linee di passaggio pulite ma solo lo scavalco della difesa per un ariete che non si trova).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: Nmecha lo lascia costantemente sul posto ed è libero di tessere la trama del bis (18’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: a destra non rende, ma non era una sfida da contropiede, soprattutto per come s&#8217;era messa nel primo tempo).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: il fratellino di Bellingham è quello che incide meno. Ci crede sempre, rincula bene e spesso, ma nemmeno lui sembra al meglio.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: Ryerson punge un tempo per poi partecipare alle barricate contro l&#8217;assedio atalantino comunque sterile nella ripresa.</p>
<p><strong>Pasalic</strong> 6: grande grinta e tigna, con ricerca delle verticalizzazioni un po&#8217; da predicatore nel deserto, ma la squadra migliora con lui nel motore anziché davanti. Capitano di riserva, fa meglio del titolare della fascia.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6; se nella prima metà cercano (quasi) solo lui qualcosa vorrà pur dire. Avrebbe dovuto puntare Reggiani di più dopo averlo indotto al fallo da giallo, ma i tedeschi raddoppiano anche coi laterali. Un tiro respinto nella ripresa e anche una (sola) palla persa (37’ st <strong>Samardzic</strong> 6: si dà da fare a linee di passaggio ormai ostruite trovando la terza e ultima palla verso la porta).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scamacca</strong> 5: non si sa se balli ancora l&#8217;anca come nel warm-up con la Cremonese, ma gli manca ancora la condizione. La voglia? Lasciamo perdere (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: maestro nel gegenpressing e nell&#8217;attacco alla profondità, trova il secondo dei tre tiri in porta nerazzurri, ma troppo da lontano. Combatte e trova muraglie. Se non altro tiene tutti sul pezzo, compresi i suoi).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: a conti, pardon, errori fatti, tre scelte sbagliate. Ma se Scalvini e Krstovic parevano i titolari naturali, c&#8217;è un De Roon che non ha retto il colpo del tour de force. Non dovrebbero esistere gerarchie di alcun genere. <em><strong>Effe</strong></em></span></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Krstovic e Zalewski: &#8220;Guardiamo avanti&#8221;. Palladino: &#8220;Siamo cinici, restiamo umili&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 19:54:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell&#8217;entusiasmo tocca a Raffaele Palladino: &#8220;Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/d339b5f4-418e-42ad-853d-db53a79ec33f.jpeg"><p>Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell&#8217;entusiasmo tocca a <strong>Raffaele Palladino</strong>: <em>&#8220;Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno parlato, anche se l&#8217;ambizione mi piace&#8221;</em>. Ma che avevano detto di tanto azzardato gli intervistati da DAZN a ruota della vittoria all&#8217;inglese dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa della <strong>Lazio</strong>? <em>&#8220;Non ci accontentiamo del sesto posto, vogliamo guardare avanti. Siamo a meno 4 dalla Champions, sperando che vincano il Napoli e l’Inter. C’è un grande spirito, siamo un gruppo fenomenale. Volevamo scavalcare il Como e adesso vediamocela in Champions a Dortmund. Oggi non ho fatto gol, ma l’importante erano i tre punti. Non punto a fare la corsa su Lautaro per chi segna di più nell&#8217;anno nuovo. Abbiamo retto con un giocatore di meno negli ultimi dieci minuti: abbiamo due giorni per recuperare, ma martedì vogliamo andare a vincere&#8221;</em>, le parole raggianti di <strong>Nikola Krstovic</strong>.</p>
<p>Quanto all&#8217;autore del bis, <strong>Nicola Zalewski</strong>, non c&#8217;è nemmeno bisogno dell&#8217;idrante: <em>“Si guarda soprattutto avanti e abbiamo dato un messaggio importante con una grande vittoria di squadra. Per me tornare all&#8217;Olimpico, un campo complicato in cui vincere, è stato bello, ho la famiglia qui. Il campionato è lungo, ci propone partite importanti e difficili che però hanno anche tanti punti in palio. Il gol? E’ stato importante e anche bello, so di avere il destro a giro e sono riuscito ad aprirlo molto bene: mi ricorda un gol al Torino in maglia Inter”</em>.</p>
<p>Il tecnico nerazzurro, ovviamente, tira le orecchie, ma col sorrisetto sullo sfondo. <em>“Sono felice che i miei giocatori siano ambiziosi, ma bisogna restare umili. Non era facile venire a vincere a casa di una squadra forte e in salute. Nella prima fase, in una sfida a viso aperto, la <strong>Lazio</strong> ha fatto meglio di noi, che poi ci siamo riorganizzati, abbiamo trovato le forze e anche saputo metterci il cinismo necessario&#8221;</em>, la premessa di <strong>Palladino</strong>. Sulla partita, poche parole: <em>&#8220;Il dna e i principi di gioco dell’Atalanta sono di andare a recuperare alti la palla, essere coraggiosi e accettare i duelli. La Lazio gioca a due tocchi attaccando la profondità grazie a Daniel Maldini che ha fatto un’ottima partita, a Isaksen e a Noslin. In tante occasioni coi recuperi alti, anche nel primo tempo, potevamo farle male. Ora bisogna recuperare le energie, fra meno di ottanta ore si gioca in Champions”</em>.</p>
<p><em>&#8220;Partite come questa servono ad aumentare autostima e consapevolezza. Il nostro percorso non inizia certo da oggi con una posizione in classifica in più, ma è in corso da tre mesi, una scalata dal tredicesimo al sesto posto. Non credo nel turnover né faccio le scelte di formazione o sui cambi per quello, ho disposizione venti giocatori di movimento perché De Ketelaere è fuori. Ho sostituito <strong>Ahanor</strong> non per demerito perché ammonito e il ragazzo ha capito, stesso discorso all’intervallo per Scalvini&#8221;</em>, ha proseguito il tecnico nerazzurro.</p>
<p>Ancora, sui singoli: <em>&#8220;<strong>Raspadori</strong> arriva da un periodo in cui non ha giocato e ha bisogno di farlo con continuità. Per noi è importante, perché giovane, italiano, di grande mentalità e umiltà. Un vincente, anche, perché in carriera ha già vinto tanto. Purtroppo dobbiamo valutare il piccolo problema muscolare: per il resto, dobbiamo metterlo nelle condizioni di potersi esprimere al meglio. Ederson? Ho scherzato a fine partita. Con lo staff scegliamo tre rigoristi, i primi due sono Scamacca e De Ketelaere. Uno era in panchina, l&#8217;altro infortunato. Gli ho detto che per farlo segnare ho dovuto farlo fare rigorista…&#8221;</em>. Infine, sugli orizzonti nuovi che sembrano dischiudersi anche sul fronte interno: <em>&#8220;Non guardiamo alla corsa Champions o altro, ma solo a noi stessi. L’obiettivo è risalire continuando la scalata, con fame e consapevolezza dei nostri mezzi. Siamo molto felici, abbiamo tre competizioni. Dobbiamo recuperare le energie perché si gioca tanto&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dal dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Prova di maturità&#8221;. E tre attaccanti esultano: &#8220;Vogliamo la Champions&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il febbraio dell&#8217;Atalanta non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/c80c65e4-bd48-4740-b1a6-eaaa12093b15.jpeg"><p>Il febbraio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il Borussia Dortmund per andare avanti in Champions fino agli ottavi contro le ingiocabili Arsenal o Bayern. C&#8217;è stata anche la <strong>Cremonese</strong> appena battuta, ci saranno a cavallo della coppa dalle grandi orecchie anche la Lazio e in casa il Napoli: <em>&#8220;Per noi è una maratona che richiede molta resistenza. Abbiamo scalato posizioni rosicchiando punti a chi sta davanti e vogliamo continuare a scalare. La squadra sta crescendo. Abbiamo un febbraio intenso e bisogna spingere continuando a sudare la maglia&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo essere più cinici in zona gol, perché lasciare le partite sul due a zero significa tenerle aperte. Bisogna fare la scelta giusta negli ultimi metri, anche se gli attaccanti hanno fatto pressing e alla fine erano anche frenati dalla pioggia e dal campo allentato</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>De Ketelaere ha tirato nel riscaldamento sentendo qualcosina al ginocchio destro, vediamo domani con la risonanza. Non dovrebbe essere niente di grave&#8221;</em>. L&#8217;uomo in panchina è soddisfatto di aver rotto il tabù con le neopromosse, ovvero 0 punti col Sassuolo costati l&#8217;esonero al predecessore <strong>Ivan Juric</strong>, 2 col Pisa di cui solo uno suo e l&#8217;1-1 all&#8217;andata a Cremona: <em>&#8220;Avevo un po&#8217; di timore dopo la vittoria importante in Coppa Italia contro la Juventus. Il pericolo era sottovalutare l&#8217;avversario. La Cremonese veniva in casa nostra per fare punti. Ma ho elogiato i ragazzi nello spogliatoio per la maturità, per la qualità della grande partita anche in non possesso e nelle preventive nel primo tempo. mentre nel secondo è stata una partita sporca con molte palle lunghe. Un risultato che ci dà morale e autostima&#8221;</em>.</p>
<p>Poi, i soliti nomi da tenere in palmo di mano. <em>&#8220;Chiunque giochi si esprime al cento per cento. <strong>Pasalic</strong> ha fatto una grande partita, Kolasinac idem, Samardzic pure senza sapere che avrebbe giocato fino a dieci minuti prima. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore che gioca con grande spirito. Ma si parla poco di Djimsiti, Ederson e Zappacosta</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>Di Scalvini ero innamorato quando lo vedevo in tv, ora che lo alleno ancora di più: ha la faccia da bravo ragazzo con grandi doti tecniche e fisiche. Sta giocando di qualità, ha un presente e un futuro incredibile. Può crescere tanto, perché non è al top della forma&#8221;</em>. E il buco di Kossounou sul gol ospite? <em>&#8220;Non parlo di errori, sono contento che Odilon stia trovando anche da cambio in corsa una certa continuità dopo il ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa&#8221;</em>.</p>
<p>Parola al primo assistman, <strong>Giacomo Raspadori</strong>, che non è riuscito a replicare la prodezza finora singola col Parma: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong>, cui dovevo l&#8217;assist che mi aveva mandato in porta, è stato bravissimo a trovarla dopo una bella azione. Ma l&#8217;importante è aver sempre spinto tanto, la mentalità. Oggi è stata fatta una grande partita, nell&#8217;approccio e nell&#8217;atteggiamento. Peccato aver preso il gol alla fine, potevamo finalizzare molte più occasioni&#8221;</em>. Niente rammarico, insomma, per non averla messa: <em>&#8220;In qualche situazione avrei potuto fare meglio, ma è andata così. A volte basta una palla come col Parma per segnare, a volte non ne bastano mai. Sono contento per la squadra, per lo staff, per tutti, perché comunque sappiamo quanto ci prepariamo lavorando duro per giocare partite del genere&#8221;</em>.</p>
<p>Il sostituto inatteso, <strong>Lazar Samardzic</strong>, ha anche retroscena da svelare: <em>&#8220;Ho rischiato di andare via nel mercato invernale, ma il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al cento per cento. Non spetta a me, ma alla società e al mio agente. Non ho mai pensato di andarmene né lo volevo: sono contento di essere ancora all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. Con le ombre di Lazio e soprattutto Fiorentina, giocare in scioltezza non dev&#8217;essere agevolissimo: <em>“Non dovevo giocare nemmeno stavolta, poi De Ketelaere si è fatto male. Ho preso la traversa, ho avuto almeno altre due possibilità di fare gol, ma sono felice anche se non l&#8217;abbiamo chiusa prima&#8221;</em>. Ancora, sui pericolo del lunedì sera: <em>&#8220;Djuric è forte di testa e abbiamo rischiato. Vogliamo stare sempre più in alto. In avanti possiamo giocare tutti con tutti, perché siamo forti. Decide il mister, le riserve quando entrano aiutano l&#8217;Atalanta come i titolari&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, l&#8217;apripista <strong>Nikola Krstovic</strong>. <em>&#8220;Ho giocato al posto di Scamacca che comunque domenica in allenamento stava bene. Sono pronto al duecento per cento. Vogliamo qualificarci alla Champions League oltre a giocarla: questa è stata una vittoria fondamentale</em> &#8211; ragiona il montenegrino -. <em>Ho fatto 5 gol su 7 in campionato solo a gennaio, come Lautaro? L&#8217;importante è che la squadra vinca facendo belle cose. I baci che ho mandato per esultare sono per moglie e figlia&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle con la Cremonese &#8211; In cinque per il sette, Carnesecchi para ancora</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:02:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/df64f1b9-4593-4b62-9168-5a36d029a2a2.jpeg"><p>Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto le vittorie, <strong>Marco Carnesecchi</strong> ha cucito un altro miracolo dei suoi alla divisa di una stagione fin qui perfetta prima di capitolare al 94&#8242;. La parata con cui ha tolto l&#8217;incornata di Djuric da dentro il palo ha qualcosa di magico. Era il secondo di tre tiri nella sua porta di una <strong>Cremonese</strong> che ha tirato meno di un terzo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Per il resto, altri quattro si meritano il sette, a cominciare dal primo assistman Jack <strong>Raspadori</strong>, cui è mancato soprattutto il gol, Nicola Zalewski che ha spinto da ossesso e dulcis in fundo i marcatori di giornata, Nikola <strong>Krstovic</strong> e Davide Zappacosta.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: sul pezzo nonostante la semi disoccupazione. Il marchio dei grandi. Come abbia fatto a non far passare quel pallone non è dato saperlo.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: autorevolezza, anche troppa, nell&#8217;uscire palla al piede, con qualche riserva quando gli avversari si fiondano in area in sovrannumero.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: salva su Pajero, si vede negare la gioia del tris dall&#8217;offside di Kamaldeen rilevato al Var e poi non può mettere una pezza sul gol.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: finché c&#8217;è lui si rischia poco, anche se quella fasciatura sotto il ginocchio fa venire i brividi da sola e il nemico non ha certo dei maghi lì davanti (14’ st <strong>Kossounou</strong> 6: gran palla per Sulemana, sprecata, partecipazione al possibile tris negato dall&#8217;offside dello stesso ex Southampton e quello spiovente di Luperto un po&#8217; sulla coscienza).</p>
<p><strong> Zappacosta</strong> 7: battezza col primo acuto stagionale una prova sull&#8217;attenti nelle due fasi (13’ st <strong>Bellanova</strong> 6: accarezza invano la fronte a Super Mario senza fare molto di più).<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: l&#8217;uomo dei record, quarto per presenze totali e per gol nella storia societaria al lordo dei 5 gol del 1943/44 non riconosciuti (da chi?) a Cominelli, comanda le operazioni in scioltezza in un primo tempo da 8 con tanto di smazzata bassa e lunghetta per il 2-0. Poi, forse, palesa un po&#8217; di stanchezza al dunque.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: sempre nel vivo del gioco, estrae dal cilindro un paio di conclusioni dalla distanza che non fanno male. Passettino indietro dalla prova con la Juve nel quarto di Coppa Italia, ma è anche vero che non ha un backup.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: moto perpetuo, praticamente la fa da quarta punta con licenza di inserirsi spesso sulle seconde palle oltre che crossare e duettare. Dietro, ma non troppo, perde un pallone in croce (25’ st <strong>Bernasconi</strong> 6,5: gran contropiede, aperto e poi rifinito di tacco, in una delle innumerevoli chances atalantine per chiudere la pratica. Krstovic ed Ederson lo seguono, Samardzic sbaglia ancora mira).</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: di pura stima, perché se la qualità gli va riconosciuta, nondimeno continua a sbagliare troppo. Traversa o no, non ha il killer instinct d&#8217;area per poter fare da backup a CDK, già di suo tendente a stare poco nei 16 metri decisivi&nbsp; (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: la solita foga, solo senza la ciliegina sulla torta del gol come nel trofeo della coccarda il giovedì prima). <strong>Raspadori</strong> 7: il non-Lookman che fa il Lookman, più per lo scompiglio e la capacità di trovarsi coi compagni che nell&#8217;uno contro uno, arrischiato il giusto. Che pallonesse, e non solo per aprire il punteggio come una scatoletta di tonno (33’ st <strong>Musah</strong> 6: utilità multiruolo rivedibile).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7: sempre più convincente, stavolta appaga il palato anche da titolare. La mira non è infallibile, ma ci prova quando può, di testa o di piede, senza neanche esagerare. Nove al quoto (ma uno l&#8217;ha fatto in Coppa Italia col Lecce) come Scamacca, stavolta un po&#8217; acciaccatiello, ma il capocannoniere interno in campionato è lui col settebello.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: sistema sempre per benino i giocatori nei reparti e i reparti medesimi, convincendosi di non avere gerarchie prefissate anche se le palesa a ogni piè sospinto. Se De Roon e Ahanor non fossero stati dietro la lavagna del giudice sportivo, avremmo visto un&#8217;altra formazione. A Raspadori la fiducia è d&#8217;obbligo, perché lui sa farlo giocare per la squadra facendogli dimenticare di essere anche un po&#8217; solista. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta viaggia troppo sul velluto, ma la Cremonese arriva tardi: 2-1</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 19:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[24a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 9 febbraio Atalanta &#8211; Cremonese 2-1 (2-0) ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/cafd09f1-6c59-49ac-912e-60cbd3762ad6.jpeg"><p>24a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 9 febbraio<br />
<strong>Atalanta &#8211; Cremonese 2-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6,5, Kolasinac 6,5 (14’ st Kossounou 6); Zappacosta 7 (13’ st Bellanova 6), Pasalic (cap.) 7, Ederson 6, Zalewski 7 (25’ st Bernasconi 6,5); Samardzic 6 (25’ st K. Sulemana 6), Raspadori 7 (33’ st Musah 6); Krstovic 7. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 5 Bakker, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>CREMONESE (3-5-2):</strong> Audero 5,5; Ceccherini 5 (39’ pt Terracciano 6,5), Baschirotto (cap.) 6,5, Luperto 6,5; Barbieri 6 (39’ st Zerbin 6), Thorsby 7, Grassi 6 (17’ st Payero 6,5), Maleh 5,5, Pezzella 6,5; Bonazzoli 5,5 (1’ st Djuric 6), Vardy 5,5 (18’ st Sanabria 5,5). A disp.: 16 Silvestri, 69 Nava; 25 Pavesi, 55 Folino, 22 Floriani Mussolini, 14 Moumbagna. All.: Davide Nicola 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Piccinini di Forlì 6 (Fontani di Siena, Giuggioli di Grosseto; IV Arena di Torre Annunziata. V.A.R. Aureliano di Bologna, A.V.A.R. Del Giovane di Albano Laziale).<br />
<strong>RETI:</strong> 13’ pt Krstovic (A), 25’ pt Zappacosta (A), 49’ st Thorsby (C)<br />
<strong>Note:</strong> ricordati Federico Pisani, dedicatario della Curva Nord, e Alessandra Midali a tre giorni dal ventinovesimo anniversario dalla scomparsa, oltre a Emiliano Mondonico che giocò e allenò entrambe le squadre. Serata uggiosa con pioggia verso fine primo tempo, spettatori 21.796 per un incasso di 433.416,46 euro. Ammoniti Kolasinac e Kossounou per gioco scorretto. Tiri totali 29-12, nello specchio 9-3, parati 7-2, respinti/deviati 11-4, legni 1-0. Var: 1. Corner 13-2, recupero 1’ e 6’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Krstovic</strong> si gira in caduta e col sinistro tramuta in oro il pallone a rientrare dalla destra di <strong>Raspadori</strong>, <strong>Zappacosta</strong> rientra sul medesimo piede lanciato basso da Pasalic per cogliere l’angolino opposto e Djimsiti si vede negare per fuorigioco di Sulemana la carambola con Pasalic e Kossoun sull’angolo finale il possibile tris per la seconda volta in mezzo alle gambe del portiere altrui. Tabù neopromosse sfatato, ma che strizza per non averla mai chiusa davvero subendo il dimezzamento dello score da <strong>Thorsby</strong>, l&#8217;esordiente in grigiorosso, controllo-spostamento-tiro di sinistro sull’ammollo di Luperto al <strong>94’</strong>. <strong>L’Atalanta</strong> batte la <strong>Cremonese</strong> e va a meno due dal Como sesto in attesa del recupero col Milan.</p>
<p>Ederson, Raspadori che la gira dentro quasi in lunetta e Krstovic, contrato in angolo, confezionano la prima chance poco oltre il 3’. Stessa sorte di seconda per Zalewski a cronometro raddoppiato dopo una manovra avvolgente con cross di Zappacosta respinto. Stessa situazione al 9’, quando però in coda al secondo angolo di casa è Raspadori di mancino, dalla destra dell’area, a obbligare alla sbracciata sopra il montante Audero, che infilato in mezzo alle gambe in controtempo devierà di tacco (sinistro, of course) la non irresistibile zampata da uno a zero disturbato nella visuale dal semi immobile Ceccherini. Ancora angolo, di nuovo la smanacciata salvifica in mischia nel gioco delle torri tra Djimsiti e chi la sblocca entro breve approfittando del cross morbido del compagno di reparto. Al ventesimo il possibile bis di Samardzic, sostituto dal warm-up di De Ketelaere che ha accusato noie al ginocchio destro, s’infrange sulla traversa nei pressi dell’incrocio, uno splendido taglio oltre il limite con tiro mancino a rimorchio di Zalewski. Input al polacco, sempre dell’assistman del rompighiaccio. Se la fronte del montenegrino non imprime potenza e direzione a ruota, due lancette e la diagonale di Kolasinac fa calare il sipario sulle velleità di Vardy. Un altro paio ed ecco che, con la partecipazione di Scalvini, il capitano di turno mette il pendolino di Sora a tu per tu con Luperto, altro esordiente tra gli ospiti, che rimane sul posto spianandogli la ricerca dello spiraglio sul legno lontano. Dalla destra dell’area piccola, per uno che fa il laterale di professione fin dall’Isola Liri, è uno scherzo.</p>
<p>Il solito problema di chiuderla persiste e, a tiro del destro dalla distanza ancora di Jack da presa in tuffetto per il portiere altrui, ecco il sinistro oltre il sette opposto dell’esterno destro Barbieri al 36’. Un minuto più tardi, invece, quello di Thorsby è un appoggio di testa senza rischi per Carnesecchi sul cross di Pezzella, ex al pari di Grassi. In avvio di ripresa, Baschirotto fa impennare in corner il conato di Juric rientrando dal vertice sinistro. Ad Audero sfugge anche la battuta dalla bandierina destra di Raspadori, ma in qualche modo Terracciano tiene a bada Djimsiti. Alla sporca dozzina Zalewski riprende un tiro respinto al firmatario del minimo vantaggio facendo la barba al palo dal limite. Poco dopo, sale in cielo nuovamente Thorsby per incrociare con la fronte bozzuta l’ammollo dalla trequarti sinistra di Pezzella senza mira. All’ora di gioco Krstovic, imbeccato da Pasalic, spara dritto col sinistro sulla scivolata di Terracciano.</p>
<p>L’occasionissima per riaprirla è al ventesimo sullo schema da destra di Payero: ancora il norvegese prolunga in gioco aereo, Luperto sbuccia il pallone a lato del palo alla destra di Carnesecchi. Ederson in coda al nono corner chiama al blocco a terra l’ex juventino nella porta altrui, Laki prima del cambio con Kamaldeen irrompe sull&#8217;invito dal fondo di Zalweski allargando il rasoterra a incrociare (22’). Raspadori da sinistra s’accentra e sgancia un radente non difficile per Audero (26’). Il ghanese ex Southampton riceve da Kossounou, si allarga e forse volendo crossare l’ammolla al pubblico; Super Mario, dal canto suo, stacca imperfettamente alla mezzora su cross di Bellanova. La stupenda risalita del campo Bernasconi-Krstovic-Ederson con tacco del primo per il servizio del brasilano dentro i sedici metri sfocia nel tiro a giro alto della punta di Castel Maggiore, che esce per fare spazio a Musah (33’). Se Djimsiti stoppa in corner Payero su sponda di Djuric, Baschirotto fa diga sull’ex Salernitana sceso in navata. Sulemana la ritenta di sinistro dalla destra impegnando l’ultimo ostacolo sul primo palo (40’), il girello di Nikola è sul fondo, L’ultimo entrato dei padani, Zerbin, fa lo scavino per l’incornata di Djuric che Carnesecchi toglie dalla porta (44’). <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>La vigilia di Palladino: &#8220;Leggerezza e determinazione per centrare un sogno&#8221;. Krstovic: &#8220;Ha acceso un clic&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 19:27:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal vae victis dei romani al guai a pensarsi vincitori di Raffaele Palladino. Dall&#8217;Union Saint-Gilloise, mercoledì sera al Lotto Park/Stade [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/791c2229-889d-4322-b2ec-70707da797df.jpeg"><p>Dal vae victis dei romani al guai a pensarsi vincitori di <strong>Raffaele Palladino</strong>. Dall&#8217;<strong>Union Saint-Gilloise</strong>, mercoledì sera al Lotto Park/Stade Constant Vanden Stock di Bruxelles-Anderlecht, il tecnico si aspetta lo step in più dalla sua <strong>Atalanta</strong> sempre un po&#8217; altalenante. In palio, le residue speranze di centrare la qualificazione diretta agli ottavi di finale a dispetto del crollo nella classifica a 36 della Champions League dal quinto al tredicesimo posto per via della rimonta subìta una settimana da dall&#8217;Athletic Bilbao a Bergamo: <em>&#8220;Niente cali di attenzione, non possiamo pensare che le cose siano già fatte. Abbiamo visto cos&#8217;è successo, per dirne due, a <strong>Verona</strong> e a <strong>Pisa</strong>. Ci vuole leggerezza, sì, perché vogliamo giocarci fino all&#8217;ultimo un sogno che è lì, anche se non era il nostro obiettivo. Non superficialità: il confine è sottile. Se diamo qualcosa per scontato, succede quel che è successo anche col <strong>Bilbao</strong>. Non possiamo più permettercelo, tanto più in una fase cruciale della stagione dove entra nel vivo anche la Coppa Italia&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Se si abbassa la guardia s&#8217;incappa in situazioni delicate e difficili. Leggerezza sì, ma anche determinazione.&nbsp;Non bisogna fare calcoli andando in campo con la mentalità giusta per provare a vincere la partita. In Champions abbassare l&#8217;attenzione si paga caro&#8221;</em>, il mantra ripetuto dal mister alla vigilia dell&#8217;ottava e ultima giornata della League Phase. Sarebbe bastato anche solo un pari coi baschi per poter centrare comodamente la Top Eight vincendo nella capitale belga. Adesso, invece, bisogna affidarsi allo stellone e soprattutto ai <strong>calcoli</strong>, perché delle otto concorrenti a quota 13 punti, con <strong>PSG, Newcastle e Chelsea</strong> a occupare gli ultimi tre posti utili a evitare le forche caudine dei playoff, i bergamaschi hanno la differenza reti peggiore, appena +1.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Un confronto senza vincitori tra i parigini e le Magpies al Parco dei Principi sarebbe più foriero di speranze. Se le due migliori cogli stessi punti si dividessero la posta in palo, il bottino pieno al Lotto Park qualificherebbe agli ottavi di finale diretti in almeno <strong>tre</strong> di questi casi: sconfitte di Real Madrid e Liverpool, non vittorie di Tottenham, Chelsea, Atletico Madrid, Barcellona, Sporting Lisbona e Manchester City. Se vincesse una delle due, al contrario, servirebbero quattro di queste combinazioni: sconfitte di Real Madrid e Liverpool, non vittorie di Tottenham, Chelsea, Atletico Madrid, Barcellona, Sporting Lisbona e Manchester City.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;L&#8217;importante è fare la nostra parte fino in fondo, sapendo che non dipende solo da noi. La prestazione conta. Si tratta di una prova importante contro una squadra che vuole fare punti perché ha ancora possibilità di qualificarsi</em> &#8211; aggiunge l&#8217;uomo in panchina -. <em>Abbiamo studiato tanto <strong>l&#8217;USG</strong>. Ha assenze, ma pure ottimi elementi, individualità importanti, giocatori di gamba che attaccano la profondità, sanno giocare dentro e verticale, sono fisici. Dipende dalla nostra voglia e dalla nostra mentalità&#8221;</em>. Quindi, lo spot che non t&#8217;aspetti: <em>&#8220;Non importa chi gioca dall&#8217;inizio, ma contano lo spirito e l&#8217;atteggiamento, tra cui rientra l&#8217;essere pronti a subentrare. La gestione dei ragazzi non è difficile, sono straordinari. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore: entra e trascina la squadra, perché è sempre vivo e ha il fuoco dentro&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il <strong>montenegrino</strong>, con l&#8217;aria di chi sente la partita, non sembra dare peso eccessivo al momento, leggi tre palloni nel sacco di fila per un totale di sei in campionato, sette compreso il gol della bandiera coi Leoni di Biscaglia, otto in stagione perché la prima vittima era stata la Juve Stabia in Coppa Italia in maglia Lecce e cinque nelle ultime cinque partite. Inversione delle gerarchie in vista? <em>&#8220;Nei primi sei mesi è cambiata tutta la mia vita e non era facile, negli ultimi mi è stata data fiducia. Ma sono felice sia che giochi 90 minuti che 5. Spero di vincere mercoledì e nei primi otto posti</em> &#8211; taglia corto <strong>Nikola</strong> l&#8217;ex salentino -.&nbsp;<em><strong>Scamacca</strong> e io abbiamo segnato due gol entrambi nelle ultime due partite: se la squadra vince e fa punti, fa lo stesso. Giocare 30, 60 e 90 minuti non cambia niente. A Bergamo non è come a Lecce, ci sono tanti giocatori forti davanti. All&#8217;Atalanta ci sono ventitré fenomeni. Sono felice sia con 5 minuti che con 90&#8243;</em>.</p>
<p dir="ltr">Tornando a Palladino, ecco gli accenni ai singoli e alle ricette per non devastarsi lo stomaco da un brutto imprevisto. <em>&#8220;<strong>Lookman</strong> è rientrato bene da 40 giorni in Coppa d&#8217;Africa. C&#8217;è bisogno di un po&#8217; di tempo per&nbsp; riprendere i ritmi nel lavoro e negli allenamenti, ma è a disposizione per scendere in campo dal primo minuto come tutti gli altri. Dopo il 4-0 al Parma ho scritto su Instagram &#8216;mentalità, spirito e squadra&#8217;. Lo spirito conta domani, se devo sceglierne una. Andare forte, avere l&#8217;atteggiamento giusto, fare le pressioni giuste, difendere e attaccare da squadra: appena manchiamo in quello, caliamo. E&#8217; un momento importante della stagione, dobbiamo stare con le antenne dritte. Servono freschezza, dinamismo e velocità dietro contro avversari molto verticali. Ho sei difensori molto forti che si completano alla perfezione tra esperienza, gioventù e qualità di gioco.&nbsp;Ho giocatori forti tecnicamente, fisicamente e caratterialmente. La crescita che mi aspetto è nella testa: lo step in più in determinati momenti della gara&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">La superstella attuale è chiamata a rimpinguare il bottino personale e di squadra. <em>&#8220;<strong>De Ketelaere</strong> è&nbsp; importantissimo, si sta esprimendo a livelli incredibili. Può dare ancora di più sotto il profilo del gol, riempire di più l&#8217;area. E&#8217; lo step finale che gli manca: è già incredibile e completo anche in fase di non possesso. Devo essere bravo io a portarlo a fare qualche gol e riempire di più l&#8217;area ragionando di più da attaccante&#8221;</em>. Infine, sulla gloria da appena ex quarantenne: <em>&#8220;Io come Mancini che alla mia età era in Champions League da allenatore? Vivo molto il presente. Se guardo ai miei 31 anni era già due che seguivo i corsi da allenatore. Ho iniziato 5 anni prima del&nbsp;ritiro da giocatore. A 41 è un motivo d&#8217;orgoglio rappresentare l&#8217;Atalanta in Champions League. E&#8217; un lavoro che amo e faccio con grande passione. Ma non chiedetemi dove sarò tra altri dieci, non faccio programmi così a lungo termine&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il centravanti-backup che per mesi è rimasto fermo alla doppietta in casa del Torino il 21 settembre e non la metteva più fino al risveglio nell&#8217;anno nuovo, infine, merita la chiosa tutta per sé. <em>&#8220;Ma non parlate di me, parlate della squadra&#8230;&#8221;</em>, si schermisce. <em>&#8220;L&#8217;Atalanta è una squadra fortissima, mister <strong>Palladino</strong> ha acceso un clic e giochiamo sempre per vincere. Ci mancava solo un po&#8217; di fiducia. Ho segnato in Champions, ma non è che la mia carriera finisca qui. Chi fa l&#8217;attaccante è anche il primo difensore, nel calcio di oggi si deve correre tanto&#8221;</em>. Infine, tra umanità varia e rapporto coi pari ruolo: <em>&#8220;L&#8217;esultanza dopo aver segnato la ripeto perché è in onore di mia figlia, che me la chiede sempre</em> (mani aperte sulle tempie e linguaccia, NdR).&nbsp;<em>Appena arrivato <strong>Raspadori</strong> ho fatto subito gol. Un giocatore bravo, lo aspettiamo in Champions. Fargli un assist, come farlo a un compagno di reparto o di squadra, mi rende felice come quando a segnare sono io. Quando ho mandato Jack in porta col Parma ho esultato come se il gol l&#8217;avessi fatto io. Poi l&#8217;ho fatto davvero.&nbsp;Fare gol è il mio lavoro, è normale. Ma Non parlate sempre di me. Non firmo per 12 gol..&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Superato il contraccolpo di Champions&#8221;. Raspadori: &#8220;Amato da subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:46:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per Raffaele Palladino, allenatore di un&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/05d153e4-12c5-49b6-ada1-cbabffaf9eca.jpeg"><p>Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per <strong>Raffaele Palladino</strong>, allenatore di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> a forza quattro col <strong>Parma</strong>. <em>&#8220;La differenza è che stavolta nelle difficoltà c&#8217;è stata una reazione di squadra</em> &#8211; è la tesi dell&#8217;allenatore -. <em>Il grande passo avanti è stato arrivare bene a questa partita, i primi due giorni dopo la partita persa mercoledì sono stati difficili, quella sconfitta ci ha fatto male&#8221;</em>.</p>
<p>Il segreto, dunque, per il manico è una scopa sempre sul pezzo: <em>&#8220;Siamo stati dentro la partita dal primo minuto all&#8217;ultimo. Nei momenti di difficoltà abbiamo reagito di squadra, mentre in Champions il problema è stato quello</em> &#8211; spiega -. <em>Avevo chiesto di metterci lo spirito mancato a Pisa, anche per non stare lì a ridire che perdiamo punti con le piccole. Ho solo visto un po&#8217; di leggerezza a fine primo tempo, non voglio personalismi e supercifialità. Nel secondo tempo m&#8217;è piaciuta la mentalità di chi entrato, da Pasalic e Krstovic, abbiamo messa tanta qualità davanti per fare quattro gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa era una partita difficile per il contraccolpo psicologico di coppa, invece ho visto una squadra con grande voglia, aggressiva. Siamo maturati e cresciuti. Bisogna recuperare bene le energie, tra quattro giorni c&#8217;è un&#8217;altra partita di Champions League e può succedere di tutto, anche nelle scelte dei giocatori</em> &#8211; continua <strong>Palladino</strong> -. <em><strong>Carnesecchi</strong> sta facendo cose straordinarie, è diventato un leader in spogliatoio, è uno dei migliori portieri della serie A. M&#8217;è piaciuto Krstovic quand&#8217;è entrato, anche De Roon ed Ederson che ha alzato il livello, Scalvini che ha fatto tutta la partita, Raspadori&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è anche l&#8217;elogio alla diga olandese, a quota 23 palloni nel sacco come Stromberg, benché in 422 partite anziché 273: <em>&#8220;<strong>De Roon</strong> è il capitano e il cervello che vede gioco, dopo 5 minuti mi ha proposto un&#8217;uscita diversa di squadra e l&#8217;abbiamo fatta. Non so se farà l&#8217;allenatore, più gioca e più fa bene. Il nostro capitano ce lo teniamo&#8221;</em>. E sul super attacco? <em>&#8220;Non si cono musi lunghi per le scelte di formazione. Negli ultimi metri possiamo essere più cinici e più bravi nell&#8217;ultimo passaggio. Sono felice di avere l&#8217;imbarazzo della scelta&#8221;</em>.</p>
<p><strong>I giocatori: Raspadori, De Roon e Krstovic</strong><br />
<em>&#8220;Le sensazioni sono super positive, ho ritrovato un compagno e un amico come Scamacca. Sono stato accolto alla grande da tutti, ho ricevuto molto entusiasmo, provando il piacere di abbracciare anche i compagni nuovi. La prima da titolare in casa segnando in un a vittoria così importante? Difficile sognare di meglio&#8221;</em>. <strong>Giacomo Raspadori</strong> esulta per essere riuscito a metterla alla seconda presenza dopo il battesimo del fuoco atalantino alla Cetilar Arena: <em>&#8220;Questo tipo di approccio c&#8217;era stato chiesto dopo due partite in discontinuità. Non potevamo sbagliare, per ottenere prestazioni e risultati così è fondamentale. Mi fa piacere che la mia voglia si sia vista. La società mi ha dimostrato grande fiducia e il suo essere super ambiziosa aderisce al mio modo di essere. Mi hanno voluto bene da subito convincendomi che il progetto è quello giusto&#8221;</em>. Sul reparto, poche parole: <em>&#8220;C&#8217;è tanta qualità, ci sono tante soluzioni non solo nel reparto offensivo. Tra attaccanti abbiamo caratteristiche diverse ma proprio per questo complementari. Krstovic mi ha messo una palla solo da spingere in rete: è importante trovarsi in un gioco di squadra&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Era importante reagire. Sono felice per aver segnato ma di più per la squadra. La sconfitta con il Bilbao ci ha fatto soffrire</em> &#8211; aggiunge <strong>Marten de Roon</strong> da bordocampo -. <em>Ci siamo ripresi con l&#8217;avvicinarsi della partita col Parma, mettendoci grinta e spirito. Non sono mancati momenti di sofferenza, soprattutto nel secondo tempo, ma l&#8217;importante era rimanere compatti. Per il gol sono contento, per quello di Krstović di più“</em>. Chiosa ovvia, sempre a DAZN, di Nikola che segna quanto il titolare, 6 in campionato e 8 in tutto: <em>“Non mi importa chi parte dall&#8217;inizio o chi entra, lavoriamo bene tutti i giorni per farci trovare pronti all&#8217;appuntamento. Ora pensiamo all&#8217;Union Saint-Gilloise mercoledì. Adesso sto segnando</em> (5 nelle ultime 5, tre di fila compreso il Bilbao, ndr)<em>, nei primi mesi per me era tutto nuovo ma di problemi non ne ho mai avuti&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Parma &#8211; Krstovic entra e chiude con assist e gol</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. Nikola Krstovic, assist [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/836e7bf8-3d86-4e90-803e-e04df161fa75.jpeg"><p>Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. <strong>Nikola Krstovic</strong>, assist per la prima da nerazzurro di <strong>Giacomo Raspadori</strong> e tap-in per calare il poker sul <strong>Parma</strong>, è l&#8217;uomo-più di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> che prima di chiuderla ha vissuto qualche attimo di esitazione.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: salvifico per tenere gli occhiali inforcati a nove sinfonie scarse dal vantaggio, salvifico sul possibile dimezzamento. Benedyczak e Pellegrino ne hanno trovato uno forte. Il più forte, anche in prospettiva azzurra.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: lucido e sul pezzo fino a centrare l&#8217;ultimo pallone utile per rimpinguare il bottino. Turnover con vista coppa o no, in questo momento non esiste che faccia la riserva di Kossounou.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: preferito al suo sostituto di giornata in assenza di un centravanti classico, anche se il contraccolpo per la partita coi baschi non pare essere del tutto alle spalle (1’ st <strong>Hien</strong> 6: non sarà colpa sua, ma Pellegrino gli scappa una volta. Soffre a trovare il ritmo da cambio in corsa, di grossa cilindrata com&#8217;è, e le sue uscite palla al piede prendono in contropiede i compagni).<br />
<strong>Ahanor</strong> 7: ci mette lo zampino sia nell&#8217;azione del raddoppio che nella quaterna finale. Ribaltamenti di fronte fulminei, grande personalità. Al compimento dei diciott&#8217;anni, ovvero tra 28 giorni, potremmo ritrovarcelo pure in azzurro&#8230; se la cittadinanza italiana non gli allungherà l&#8217;attesa. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: la partita giusta per rifiatare restando sempre dentro la partita. Essere sul pezzo non significa essere per forza decisivi.<br />
<strong>De Roon</strong> 7: col capolavoro a rimorchio eguaglia i 23 gol di un altro famoso capitano, Glenn Stromberg, ma con parecchie partite in più (422 contro 273). Riscatta lo svarione costato il terzo gol dei Leoni della Biscaglia. Essere sul pezzo o essere nella storia? Va bene lo stesso. Chiude pure la visuale a Oristanio da libero aggiunto (34’ st <strong>Lookman 6</strong>: un pallone che il montenegrino non sfrutta e un disimpegno in orizzontale dall&#8217;area piccola. Mai banale).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: di stima, per il risultato alza-media di chi s&#8217;è visto di meno e perché gli avversari sono quello che sono. Commette l&#8217;errore di perdere sulla pressione di Troilo nella chance di Pellegrino la palla appena conquistata, poi sbuca dal limite sul piede dell&#8217;avversario e per questione di centimetri non era rigore.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: torna quinto dopo cinque match da mezzapunta sinistra e si guadagna il rigore. Stavolta non batte gli angoli così bene, ma va bene lo stesso (16’ st <strong>Bernasconi</strong> 6: i polmoni di riserva in una fase in cui serviva il quinto difensivo). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: sterzata da campionissimo per il bis e giocate grandeggianti anche di suola, ma a parte un tiro di personale e individualista non offre un tubo. Grande leadership e che segnino pure gli altri (28’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: che un Mister Utilità come lui debba aspettare il suo turno può apparire un controsenso. Invece è la misura della profondità attuale della rosa).<br />
<strong>Raspadori</strong> 7: teniamoci bassi non per essere stringati, ma per non farci scappare di aver scoperto il nuovo fenomeno. Grande punta lo è da sempre. Scambia col nazionale polacco per il penalty che la sblocca, ci prova quattro volte compresi due muri in corner e alla fine raccoglie il premio a tanti sforzi.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: ha un backup da 6 su 8 totali in campionato come lui, è freddo dal dischetto e partecipa alla manovra. La continuità nell&#8217;arco della partita, però, non chiediamogliela sempre (16’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: assist per il tris e poker in proprio, anche se non se l&#8217;è costruito certo da solo. Lanciato in profondità e colto nella corsa è imprendibile). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a tre rispetto alla ferita ancora aperta dell&#8217;Athletic Bilbao e Zalewski tornato a tutta fascia, ma la squadra gira meglio e al riparo da amnesie. Sembra aver trovato la quadra. Un&#8217;altra Pisa poteva essere dietro l&#8217;angolo, invece il manico non perde mai contatto con la saggina. E gli avversari sono spazzati via. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta a forza quattro sul Parma: smaltite rabbia e delusione per il Pisa e l&#8217;Athletic Bilbao</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:02:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[22a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[4-0]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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					<description><![CDATA[22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15) Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cac3c450-b731-4a9c-b6d6-13ed31345614.jpeg"><p>22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7, Djimsiti 6 (1’ st Hien 6), Ahanor 7; Zappacosta 6, De Roon (cap.) 7 (34’ st Lookman 6), Ederson 6, Zalewski 6,5 (16’ st Bernasconi 6); De Ketelaere 7 (28’ st Pasalic 6,5), Raspadori 7; Scamacca 6,5 (16’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>PARMA (3-5-2):</strong> Corvi 6,5; Circati 5,5 (1’ st Valeri 6), Troilo 5,5, Valenti 5,5; Britschgi 5,5, Keita 6 (40’ st Ordonez sv), Estevez 6 (1’ st Oristanio 5,5), Sorensen 6 (19’ st Ondrejka 5,5), Delprato 6; Bernabé 6,5, Benedyczak 6 (1’ st Pellegrino 6,5). A disp.: 66 Rinaldi, 67 Casentini, 61 Drobnic, 25 Cremaschi, 11 Almqvist, 30 Djuric, 76 Mikolajewski. All.: Carlos Cuesta 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata 7 (Peretti di Verona, Bianchini di Perugia; IV Massimi di Termoli. V.A.R. Nasca di Bari, A.V.A.R. Marini di Roma 1).<br />
<strong>RETI:</strong> 15’ pt Scamacca (A), 24’ pt De Roon (A), 28’ st Raspadori (A), 47’ st Krstovic (A).<br />
Note: pomeriggio nuvoloso e freddo ma non troppo, spettatori 21.815 per un incasso di 477.645,18 euro. Ammonito Scamacca per gioco scorretto. Tiri totali 21-15, nello specchio 9-2, parati 5-2, respinti/deviati 9-6. Corner 6-9, recupero 1’ e 4’.</p>
<p>Bergamo &#8211; Come dimenticare il <strong>Pisa</strong> e il mercoledì sera stortissimo. Se il vantaggio di <strong>Scamacca</strong> è di rigore, il bis di <strong>De Roon</strong> (23 gol come Stromberg, ma in 422 partite anziché 273) l’abito su misura per lo sforzo prodotto in un lavoro di alta sartoria, il tris di <strong>Raspadori</strong> il Jack per far saltare definitivamente il banco del <strong>Parma</strong> e il poker di <strong>Krstovic</strong> la consacrazione del vice centravanti che è pure il co-capocannoniere a quota 8. L’Atalanta di campionato dimentica le amnesie di Champions con <strong>l’Athletic Bilbao</strong> e continua a tenere botta all’inseguimento della zona coppe. Il Como, a 5 punti, è il prossimo avversario, il primo febbraio, alle 15 al Sinigaglia. Prima c&#8217;è da rendere visita all&#8217;Union Saint-Gilloise per conservare le speranze di passaggio diretto agli ottavi di finale.</p>
<p>Lo svantaggio subitaneo è sventato dal balzo prodigioso di Carnesecchi, che al 6’ scarso toglie dalla porta il colpo di nuca di Benedyczak nel gioco delle torri in mischia col grande ex Delprato innescato dallo schema lungo di Bernabé. Circati svetta invece con la sommità del capo sul secondo corner conseguente. A cronometro raddoppiato, Britschgi devia sopra l’incrocio il sinistro di Raspadori ed ecco l’episodio che spezza l’equilibrio. Il bolognese la ripassa a Zalewski dal lato corto e proprio il laterale ospite lo aggancia sulla caviglia destra senza che il centravanti di casa perdoni prendendo la rincorsa leggermente da sinistra per la seccata nell’angolino alla destra di Corvi.  </p>
<p>I ducali ci sono e Keita risponde presente dalla distanza sulla scorta del terzo angolo a favore, dato che si pareggia, ma il suo destro entro metà primo tempo si alza troppo. Il raddoppio è dietro l’angolo, anzi il rimorchio di De Ketelaere in sterzata su Valenti lungo l’azione Scamacca-Ahanor con filtrante, tutto a favore del capitano che battezza il sette opposto girando splendidamente di destro. Da lì, un altro paio di fiammate atalantine, con Ederson a sprecare il tris (27’) ciancicando il mancino portogli in corridoio dall’assistman del 2-0, stavolta spostato verso sinistra. Il fiammingo è scatenato e un rinvio di Carnesecchi lo coglie pronto a impegnare dal fondo il portiere avversario col piede debole, mentre l’arbitro Sacchi non vede la deviazione di Troilo in corner. Fotocopia di là, scollinata la mezzora, perché il piedone di Scalvini c’è eccome a far alzare a Sorensen la sfera allungatagli da Bernabé in posizione favorevole. A cavallo del 40’ l’apripista scaraventa in Curva Nord ricevendo dal solito noto, che poi telefona all’ultimo ostacolo.</p>
<p>La ripresa s’avvia con la spettacolare rovesciata di Raspadori allungata di testa da Hien per la presa alta di Corvi (4’), mentre Britschgi si fa chiudere da Hien la linea che demarca la fine del rettangolo lungo 105 metri. La diga olandese argina Oristanio che si gira sul mancino calciando alto e largo dal limite, poi i cambi anche per la Dea con Raspadori servito sul destro da Krstovic: il nemico coi guanti gliela alza sopra la traversa a un tocchettino dal ventesimo. Al settantesimo, Ederson perde la bocca a favore di Troilo che filtra per Pellegrino, ma Carnesecchi usa corpo e gamba destra per dirgli di no. Il nuovo di gennaio s’apposta davanti al secondo palo e da lì colpisce per il tris, prima volta con tale messe di gol segnati in campionato della gestione Palladino, sfruttando l’assist dalla destra del montenegrino lanciato dal rinvio di Carnesecchi addizionato della prolunga del nuovo entrato Pasalic. A nove dal novantesimo Krstovic in scivolata non arriva a deviare il tracciante di Lookman, ma si rifà calando il poker riprendendo il destro in mischia di Ahanor parato da Corvi su cross da sinistra di Scalvini spondato da Pasalic. <strong>Esseffe</strong></p>
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		<title>Atalanta, che disastro: 12&#8242; fatali nella ripresa, Athletic Bilbao molto più sul pezzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 22:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[2-3]]></category>
		<category><![CDATA[7a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Athletic Bilbao]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[League Phase]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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					<description><![CDATA[7a giornata League Phase, Champions League &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 21 gennaio (ore 21) Atalanta &#8211; Athletic [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/0fb934be-f51e-4cbd-980c-9afcb0684ce1.jpeg"><p>7a giornata League Phase, Champions League &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 21 gennaio (ore 21)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Athletic Club de Bilbao 2-3 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Kossounou 5,5, Djimsiti 5, Kolasinac 5 (31’ st Ahanor 6); Zappacosta 6 (31’ st Samardzic 6), De Roon 5, Ederson 5,5, Bernasconi 6 (37’ st K. Sulemana sv); De Ketelaere 5,5, Zalewski 7 (20’ st Lookman 6); Scamacca 6,5 (21’ st Krstovic 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 42 Scalvini, 6 Musah, 8 Pasalic, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 5,5.<br />
<strong>ATHLETIC BILBAO (3-4-2-1):</strong> Unai Simon 6,5; Lekue (cap.) 7, Dani Vivian 7, Paredes 6; Gorosabel 6,5 (36’ st Areso sv), Rego 6 (14’ st Galarreta 6,5), Jauregizar (14’ st Vesga 6), Boiro (1’ st Sancet 7); Unai Gomez 6 (23’ st Serrano 7), Navarro 8,5; Guruzeta 7. A disp.: 26 Santos, 27 Alex Padilla; 34 De Luis, 35 Ibon Sanchez, 33 Adrian Perez, 44 Selton Sanchez, 31 Asier Hierro. All.: Ernesto Valverde 7,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Makkelie 7 (Paesi Bassi – Steegstra, De Vries; IV Lindhout. V.A.R. Salisbury – Inghilterra -, A.V.A.R. Dallas – Scozia).<br />
<strong>RETI:</strong> 16’ pt Scamacca (A), 13’ st Guruzeta (A), 25’ st Serrano (A), 29’ st Navarro (A), 43’ st Krstovic (A)<br />
<strong>Note:</strong> serata fredda, spettatori 22.896 per un incasso di 902.368,65 euro. Ammoniti Dani Vivian e Juaregizar per gioco scorretto, Carnesecchi per comportamento non regolamentare. Tiri totali 11-4, nello specchio 4-3, parati 2-0, respinti/deviati 3-1, legni 1-0. Corner 5-2, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; La zuccata perentoria di Gianluca <strong>Scamacca</strong> non trova un seguito nel bis e alla prima difficoltà, ovvero l’inopinato pari ospite, <strong>l’Atalanta</strong> si scioglie come neve al sole di fronte alla remuntada dell&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> complicandosi la vita di fronte a un nemico decimato, senza i fratelli Williasms, Berenguer, Berchiche e il lungodegente nazionale Laporte. Adesso deve solo vincere in casa dell’Union Saint-Gilloise sperando in una combinazione favorevole di risultati delle concorrenti a quota 13, tra cui il Chelsea battuto la volta precedente a Bergamo. Inutile il gol nel finale di Krstovic, troppi errori davanti e dietro.</p>
<p>Se allo start Guruzeta cicca lo scarico di Navarro dalla destra dell’area e Kolasinac prolunga troppo di lato l’azione avvolgente crossata da Zappacosta, il 5-4-1 basco in fase di non possesso è battagliero in riaggressione e sulle seconde palle, ma in proposizione e ripartenza è una fisarmonica allungatissima. Il centravanti romano punisce alla primissima chance, scollinato il quarto d’ora, incornando davanti al primo palo il traversone a rientrare di Zaleswki in scia al lavoro di Ederson con apertura a Bernasconi. Uno scarichino ed è beffa a difesa altrui schierata. I ritmi sono piuttosto lenti e ragionati, né serve la sgasata di Boiro agli ospiti sull’onda lunga di uno schema di Rego per provocare guai, anche perché oltre la mezzora Kolasinac anticipa Gorosabel allungando in fallo di fondo il cross del quinto vizcaino. Di là, invece, è Vivian a togliere la sfera a Bernasconi, tagliante sul suggerimento basso del pendolino sorano lungo la ripartenza De Ketelaere-Scamacca. Al 37’ il fiammingo apre per lo stesso arcenese che se la sposta sul destro cannoneggiando verso il legno lontano senza andare lontano dal bersaglio.</p>
<p>In campo c’è una sola squadra, con possesso nei pressi dei due terzi del tempo effettivo. Al 41&#8242; Scamacca appoggia in porta sulla sgasata dalla sinistra di De Ketelaere che però è in fuorigioco: gol non valido e stessa situazione di due minuti prima con Simon a fermare comunque sia il centravanti romano che Bernasconi. Due lancette e arriva pure il palo interno di CDK in svettata sulla punizione dalla trequarti destra del nazionale polacco. All&#8217;intervallo Valverde vira a quattro dietro sostituendo il laterale sinistro Boiro con Sancet sottopunta in mezzo agli esterni alti Unai Gomez e Navarro. Il 4-2-3-1 classico dei Leoni. All’ottavo bussa Zappacosta, lanciato lungo dalle retrovie, ma il suo sinistro è troppo centrale consentendo a Simon la parata in due tempi. Due minutini e ancora il sorano si vede aprire il destro da Bernasconi, a ripresa di una sua stessa punizione rimessa fuori, e il lavoro all’indietro del belga, ma la botta incrociata dal limite è fuori specchio. Puntuale, il contrappasso, con Navarro a beffare Kolasinac su un rilancio dalle retrovie di Lekue per il comodo appoggio di Guruzeta, vincitore prima dell’imbucata del duello di testa con Djimsiti, a fil di primo palo. </p>
<p>Al 23’ la new entry Serrano confeziona il sorpasso in rimonta colpendo al volo il cross dell’assistman del pari con Kossounou e Zappacosta incapaci di chiuderli lo spazio verso l’area piccola. Buio totale e Navarro può infilarsi per il tris quando De Roon regala a Galarreta una palla sanguinosa sulla trequarti difensiva sinistra e Sancet può smarcare Navarro, piatto destro aperto da posizione accentrata e buonanotte. Ahanor ci prova di seconda al 34’ sollecitando il tuffo in presa di Unai Simon. A due dal novantesimo Krstovic irrompe sul pallone da destra di Samardzic spondato da CDK e prolungato da Lookman dalla sinistra dell’area piccola riaccendendo i fuocherelli della speranza. Ederson svirgola l’ultima conclusione di seconda, specchio di una partita stregata ma rovinata dagli erroracci dei big. In classifica si scende dal quinto al dodicesimo posto. Che disastro. <em><strong>SF</strong></em></p>
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