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	<title>Nikola Krstovic &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Sarri: &#8220;Difendiamo troppo bassi e passivi, meglio sugli esterni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 22:19:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Faticaccia, ma anche sorrisi. Dopo tutto Laurienté ne ha sbagliati almeno un paio e l&#8217;Atalanta ne ha centrati altrettanti, contro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/f095f60d-151f-4408-afc7-af8eaa11105f.jpeg"><p>Faticaccia, ma anche sorrisi. Dopo tutto Laurienté ne ha sbagliati almeno un paio e <strong>l&#8217;Atalanta</strong> ne ha centrati altrettanti, contro l&#8217;uno solo del <strong>Sassuolo</strong>: <em>“Abbiamo preso tre punti, e nei primi 25-30 minuti siamo stati meno pensanti che con l&#8217;Hapoel, creando ai ritmi giusti. Ma è stata una partita di sofferenza sulla fase difensiva medio-alta. Siamo diventati troppo passivi quando Matic ha preso in mano il Sassuolo”</em>. </p>
<p>Il cappello di <strong>Maurizio Sarri</strong> alla prestazione all&#8217;esordio in campionato del suo 4-3-3 è in testa a una disamina molto articolata, in cui c&#8217;è il bello come il brutto: <em>“Bisogna integrare i nuovi e quelli tornati tardi dai Mondiali. Kristensen che ha problemi alla caviglia, De Ketelaere è con noi dal 3 agosto ed Elmas ha giocato nel finale nonostante mezzo allenamento sabato. Eljif è appena arrivato, l’abbiamo visto nel pomeriggio senza test massimali altrimenti non avrebbe potuto giocare. Da lunedì ci sarà un quadro più chiaro</em> &#8211; spiega il tecnico valdanese -. <em>Dobbiamo migliorare nell’essere rapidi e pericolosi, ma l’aspetto preoccupante è l’esserci abbassati. Difendere bassi e passivi è un problema. La capacità di rialzarci è un altro: se ci mettono nelle nostra area ci restiamo dei minuti e fatichiamo a uscire”</em>.</p>
<p>Reparto per reparto, qualcosa di meglio dal giovedì alla domenica il nuovo profeta l&#8217;ha visto: <em>“Il centrocampo per mezzora è stato di alto livello, poi ha sofferto la passività della squadra quando gli ospiti hanno cominciato a salire e premere. La staffetta <strong>Scamacca-Krstovic</strong> è dovuta al recupero dalle difficoltà delle ultime due stagioni con non pochi infortuni che limitano il minutaggio di Gianluca. Nikola ha ingressi dirompenti e la scelta è dovuta a quello. Mi ha convinto la prestazione di entrambi. Gli esterni d’attacco li ho visti meglio e con più iniziative di giovedì in Conference League. Ci hanno dato una grossa mano, Zalewski e Raspadori sono in crescita. Giacomo ha compiti difensivi superiori rispetto al passato ma i gol ce li può garantire dopo tanta fatica in precampionato: la sua fase difensiva, gol a parte, è stata di livello”</em>.</p>
<p>La battuta, per un toscano, è d&#8217;obbligo: <em>“La rimessa lunga di Carnesecchi la proviamo sempre, ma lo sviluppo con l’appoggio di testa all’indietro del difensore non potevamo certo studiarla. Non amo le palle lunghe, ma se ci si abbassa bisogna andare anche lunghi lottando sulle seconde palle, cosa che Samardzic ha fatto benissimo da subentrato”</em>. Ancora, sulle novità regolamentari: <em>“L’arbitro sulla regola dei 5 secondi sui rinvii ci ha messo davvero tanta pressione. E’ un adeguamento da fare. Giovedì 62 minuti di tempo effettivo, anche stasera dev’essere stato elevato. Eppure in Italia abbiamo il più basso in Europa”</em>. Infine, su chi è tornato titolare nel mini turnover (vedi Zappacosta per Bellanova) per massimizzare i carichi in vista di Miskolc (&#8220;Godiamoci i tre punti almeno fino alla ripresa degli allenamenti, poi penseremo ai playoff&#8221;: <em>“Pasalic incarna la cultura del lavoro tipica dell’Atalanta. Il gruppo a livello di professionalità è irreprensibile: Mario lo conoscevo ai tempi del Chelsea quando poi finì in prestito proprio a Bergamo, ha una carriera importante e lui a maggior ragione può esserlo per noi”</em>.</p>
<p><strong>LO SPOGLIATOIO CHE ESULTA</strong> &#8211; <strong>Super Mario</strong>, di suo, incassa i complimenti senza tirarsi indietro. <em>&#8220;Mister Sarri e io ci siamo conosciuti nell&#8217;estate del 2018 durante la preparazione al Chelsea, poco prima di venire a Bergamo dove abbiamo scritto la storia in tutti questi anni</em> &#8211; la premessa del jolly croato -. <em>In precedenza cambiavo squadra a ogni giro di corsa e desideravo una stabilità che ho potuto trovare soltanto qui. E&#8217; il mio ambiente ideale, e poi torno a fare la mezzala che è il mio ruolo d&#8217;origine. Nell&#8217;adeguamento al nuovo sistema di gioco dovremmo essere tutti più rapidi senza abbassarci così tanto quando attaccati, ma i miglioramenti si vedono&#8221;</em>. Sulla partita, poche parole e ben distese, come i passi del vatreno a pelo d&#8217;erba: <em>&#8220;Potevamo chiuderla in anticipo, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per segnare il 2-0 prima e il 3-1 poi. Sull&#8217;uno a zero siamo stati troppo passivi, però non ci siamo disuniti e soffrendo siamo arrivati al 2-1</em> &#8211; l&#8217;analisi -. <em>Il pari l&#8217;abbiamo regalato noi abbassandoci troppo e finendo col regalare spazi che ci sono costati cari, anche se da palla inattiva. Sono comunque passi avanti rispetto a giovedì scorso: è cambiato sì il modulo, ma complessivamente niente, perché la disponibilità ad aiutare l&#8217;allenatore entrando nei suoi meccanismi non è in discussione&#8221;</em>.</p>
<p>Parola, da <em><strong>DAZN</strong></em>, ai due marcatori, perché se non segni manco vinci. <strong>Giacomo Raspadori</strong>: <em>&#8220;Partire bene è importante e l&#8217;abbiamo dimostrato. La prima di campionato davanti ai nostri tifosi, che ringrazio per il sostegno e per l&#8217;affetto che mi hanno tributato anche personalmente, non sarebbe potuto andare meglio di così. Ora sotto con giovedì, perché per l&#8217;Europa è un dentro o fuori&#8221;</em>. Un vantaggio subitaneo spaccando la porta con la grinta dell&#8217;ex: <em>&#8220;C&#8217;è ancora molto da lavorare e abbiamo ampi margini di miglioramento. Come esterno d&#8217;attacco a tre, anche se magari non è la mia posizione preferita, posso essere determinante pure ritagliandomi compiti di contenimento. La mentalità e la voglia della squadra sono anche le mie: io per raggiungere i risultati ho sempre lavorato duro&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Nikola Krstovic</strong>: <em>&#8220;Non importa chi inizia da prima punta tra Scamacca e me, conta solo vincere e riuscire a dare il mio aiuto alla squadra. Io ho sempre fame, anche di segnare, come stavolta. E sono contento di esserci riuscito per dare tre punti sofferti ma importanti all&#8217;Atalanta alla prima di campionato&#8221;</em>. E ancora, giusto per provare a spiegare l&#8217;essenza di una testa dura come il montenegrino che sa cambiare il volto agonistico a una partita non appena s&#8217;alza dalla panca: <em>&#8220;Io vado a duemila e do tutto ai compagni perché i compagni danno tutto per me</em> &#8211; chiosa -. <em>Per me è stato un inizio di serie A perfetto: abbiamo attaccato, creato e vinto giocando il nostro calcio dopo il calo alla metà del primo tempo e un inizio del secondo così così. Giovedi dall&#8217;Hapoel Tel Aviv andiamo per vincere e qualificarci alla League Phase di Conference League&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Sassuolo &#8211; Raspadori, Krstovic e il solito Carnesecchi sugli scudi</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 21:20:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi ne evita, specie nel primo tempo, e chi segna. Nell&#8217;Atalanta in rodaggio che può accontentarsi del 2-1 al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/b4c71439-a426-44ce-9049-5e59ef32a9db.jpeg"><p>C&#8217;è chi ne evita, specie nel primo tempo, e chi segna. Nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in rodaggio che può accontentarsi del 2-1 al <strong>Sassuolo</strong> alla prima di campionato il trono delle pagelle è una poltrona per tre: <strong>Marco Carnesecchi</strong>, <strong>Giacomo Raspadori</strong> e <strong>Nikola Krstovic</strong>.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: cede soltanto al gioco delle torri del compagno davanti con Odenthal sull&#8217;1-1, prima e dopo aver tenuto i guantoni saldi specie su Laurienté, Adzic e Volpato.</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6,5: primo tempo sugli scudi anche davanti, con quel sibilo a fil di traversa, finché arretramento netto di baricentro non ci separi.<br />
<strong>Kossounou</strong> 6: regala il pari lungo una prestazione piuttosto attenta e applicata, ma certo guai ad affidargli anche solo l&#8217;ipotesi di una palla in uscita.<br />
<strong>Scalvini</strong> 6: la caviglia a sinistra nel finale sembra tornargli a dolere. Compitino portato a termine a fatica.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 5,5: soffre abbestia l&#8217;asse e il corridoio di destra altrui senza sganciarsi granché (26’ st <strong>Kolasinac</strong> 6: di mestiere e d&#8217;esperienza).</p>
<p><strong>Pasalic</strong> 5,5: gli inserimenti, che sono da sempre il suo forte, non trovano i tempi giusti e in fase difendente (15’ st <strong>Samardzic</strong> 6: bene sulle seconde palle, dice il mister a bocce ferme, e poi, vuoi mettere, sfiora anche il gol appena entrato).<br />
<strong>Gaetano</strong> 6,5: offre l&#8217;assist per poi segnalarsi in contenimento rinculando a ridosso dell&#8217;area, da libero aggiunto. Non farà saltare sulla sedia anima viva per creatività, ma è di quelli che fanno polpa.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: un tiretto per tempo, come dire che per migliorare la fase offensiva bisogna osare. La seconda volta stava per andargli meglio. Ma in copertura stasera era tremebondo al pari degli altri.</p>
<p><strong>Zalewski</strong> 5,5: ha un&#8217;occasione di platino e non incrocia. Con la squadra tutta all&#8217;indietro non riemerge dal marasma (15’ st <strong>De Ketelaere</strong> 5,5: tiene bene il possesso, ma quando si tratta di darla via è troppo veloce di piede e di pensiero per compagni sotto ritmo).<br />
<strong>Scamacca</strong> 6: due intuizioni-due per i compagni alle ali (15’ st <strong>Krstovic</strong> 7: veni, vidi, vici. E se non l&#8217;imbraccia la doppietta è per la consueta foga, utile a sparigliare le carte ma non per piazzare l&#8217;asso una volta di più).<br />
<strong>Raspadori</strong> 7: alle soglie della perfezione nel primo tempo, quando rincula spessissimo e volentieri, ha due chances e le sfrutta a metà. Quanto basta, e di prepotenza (37’ st <strong>Elmas</strong> sv: esordio con boccino tenuto lì. E che altro avrebbe potuto fare, con due orette di training in croce?).&nbsp;</p>
<p><strong>All. Sarri</strong> 6,5: la prova del cuoco è l&#8217;aver cucinato il Sassuolo facendo un errore di meno, la prova del fuoco è giovedì 27 agosto alle ore 20 al DVTK Stadion di Miskolc nel ritorno dei playoff di Conference League dall&#8217;Hapoel Tel Aviv. Fa benino con le risorse tecniche a disposizione, che presto potrebbero addizionarsi di Noa Lang alternativa ancora sottotraccia: l&#8217;agente Ali Barat, che rappresenta anche Scalvini, ha parlottato a lungo in sede alla vigilia. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Raspadori-Krstovic con intermezzo di Odenthal: 3 punti sudati per l&#8217;Atalanta col Sassuolo</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 20:50:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 23 agosto (ore 20.45) Atalanta &#8211; Sassuolo 2-1 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/6c49c0aa-d8cb-43a8-9344-d3c8edde5180.jpeg"><p>1a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 23 agosto (ore 20.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Sassuolo 2-1 (1-0)<br />
ATALANTA (4-3-3):</strong> Carnesecchi 7; Zappacosta 6,5, Kossounou 6, Scalvini 6, Bernasconi 5,5 (26’ st Kolasinac 6); Pasalic 5,5 (15’ st Samardzic 6), Gaetano 6,5, Ederson (cap.) 6; Zalewski 5,5 (15’ st  De Ketelaere 5,5), Scamacca 6 (15’ st Krstovic 7), Raspadori 7 (37’ st Elmas sv). A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara, 40 Obric, 16 Bellanova, 6 I. Sulemana, 15 De Roon, 49 Cassa. All.: Maurizio Sarri 6,5.<br />
<strong>SASSUOLO (4-3-3):</strong> Muric 7; Cinquegrano 6, Odenthal 6,5, Macchioni 5 (29’ st Leysen 6), Doig 6,5; Adzic 6 (19’ st Thorstvedt 6,5), Matic (cap.) 6,5 (29’ st Dominguez 6), Bakola 6,5; Volpato 7 (43’ st Ciervo sv), Bowie 5,5 (43’ st Kulla sv), Laurienté 6,5. A disp.: 80 Turati, 21 Idzes, 23 Di Bitonto, 2 Missori, 33 Obrador, 8 Ghion, 35 Lipani, 44 Iannoni, 30 Nuamah, 77 Pierini. All.: Alberto Aquilani 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Crezzini di Siena 7 (Meli di Parma, Fontemurato di Roma 2; IV Pairetto di Nichelino. V.A.R. Giua di Olbia. A.V.A.R. Maggioni di Lecco).<br />
<strong>RETI:</strong> 6’ pt Raspadori (A), 10’ st Odenthal (S), 20’ st Krstovic (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata serena e vieppiù tiepida, spettatori 20.828 per un incasso di 445.877,60 euro. Partita interrotta dal 21’ al 22’ st per lancio di fumogeni e torce dalla Curva Nord. Tiri totali 14-22, nello specchio 7-8, parati 5-7, respinti/deviati 3-5. Corner 4-4, recupero 1’ e 5’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Le reti bianche del 20 agosto e la faticaccia supplementare in vista nell’altro giovedì di Conference League con l’<strong>Hapoel Tel Aviv</strong> a Miskolc nel playoff di ritorno? Non che <strong>l’Atalanta</strong> all’esordio in campionato col <strong>Sassuolo</strong> sia proprio tutta un’altra camminata, considerata la flessione da metà primo tempo. <strong>Raspadori</strong> la apre scheggiando la traversa a faccia sotto per il vantaggione, poi il 2000 tra i legni deve dire la sua un bel po’ di volte pur senza sostanziali miracoli e <strong>Kossounou</strong> regala il pari a <strong>Odenthal</strong>, tanto che una Dea spesso sotto pressione e raccogliticcia deve ricevere il presente di Macchioni per i tre punti firmati <strong>Nikola Krstovic</strong> di rimbalzo con deviazione del difensore sassuolese Cinquegrano nel tentativo di diagonale senza essere Gianpaolo Bellini. </p>
<p>Al terzo Bakola scatena da lontano la combinazione verso destra Laurienté-Volpato-Cinquegrano, costringendo Kossounou a spazzare in scivolata. A orologio bissato, il sinistro che spacca la porta di Jack sul la di Gaetano, bravo a vincere il duello con Laurienté rinculatissimo a ruota del pallone da destra di Zappacosta finito a mezza via tra la testa dello stesso attaccante e quella di Cinquegrano, fatto secco al dunque. Occhio a Bowie che al decimo a rimorchio di Doig alza il sinistro in corsa e in mischia. Poco più tardi, sul ribaltamento, Zalewski su smistamento di Scamacca costringe Muric a chiuderlo in angolo. A lancette triplicate, invece, l’aperturista sbatte su Odenthal in contropiede e Pasalic non controlla fra tronco e capo l’ammollo di Zappacosta, mentre il destro di Ederson da lungi è telefonato grazie anche alla smorzata di fianco di Matic.</p>
<p>Al 25’ Bakola fa vedere che i neroverdi non sono morti e gira il sinistro dritto e a lato dall’intersezione destra della lunetta su invito da destra di Volpato, ma è ancora la Dea a sfiorare il bis con Zappacosta che irrompe scheggiando la traversa. Alla mezzora la prima conclusione nello specchio sassuolese è di Laurienté che a giro impegna Carnesecchi nella sbracciata oltre il montante. Il portiere nerazzurro ci prende gusto fermando anche Adzic su palla del precedente, mentre lo stacco del terminale di Aquilani sull’angolo conseguente (32’) è a lato del secondo legno e pretenzioso. Raspa-Scamacca sgasano al 38’, non assecondati dall’inserimento macchinoso di Super Mario, schierato al posto di Samardzic nel turnover rispetto alla coppa. Lo juventino in prestito alla mezzala destra ne ha ancora una buona e dietro la Dea scende un po’ troppo dall’Olimpo, essendo l’interessato (40’) libero di sganciare la mozzarella caseificatagli dalla sua ala destra. Volpato è un altro che ci prova gusto e per via del suo slalom il guantato di Rimini stavolta deve impegnarsi di più (43’). Gaetano, di controbalzo, dalla lunga non può ferire.</p>
<p>In avvio di ripresa Muric e Cinquegrano la tolgono in qualche modo dai piedi del firmatario dell’uno a zero su radente del sorano (3’). Botta e risposta tra Laurienté, che spreca in Curva Sud il lavoro dal destra di Volpato e Adzic alzando incredibilmente, ed Ederson che conquista il terzo tiro dalla bandierina impegnando Muric nella deviazione bassa prima del limite. Al decimo, il patatrac dell’ivoriano che su rimessa laterale di Doig fa da torre per Odenthal che spizza nell’angolino opposto. Poco oltre l’ora di gioco, dentro Samardzic-De Ketelaere-Krstovic per Pasalic-Zalewski-Scamacca, ma è Laurienté a mangiarsi il sorpasso davanti all’ultimo ostacolo dopo la discesa a ostacoli dalla corsia alta. Il francese serve a Volpato una loffia centrale e la legge del contrappasso parla montenegrino: il 90 insacca di controbalzo al ventesimo sul rinvio di Carnesecchi corretto di testa all’indietro da Macchioni che lo smarca.</p>
<p>Di lì, fino al 71’, Thorstvedt centrale, Samardzic largo di poco e ancora il norvegese respinto. Due corsette cronometriche e Laurienté da azione d’angolo non la angola. Non riesce la doppietta al centravanti di casa subentrato che prova a dire trentatré di sinistro. L’esordio di Elmas per la standing ovation a Raspadori disturba forse Krstovic che incrocia male lanciandosi in profondità facendosi intercettare il diagonale dal guantìpede avversario (37’). Al 3’ di recupero, tra un malinteso da misura lunghetta di De Ketelaere e l’altro (uno a Zappacosta, due a Krstovic), l&#8217;ultimo brivido è di Cinquegrano che manda al volo sull&#8217;esterno della rete il possibile 2-2 su cross di Doig non rinviato dalla difesa atalantina.<br />
<strong>Simone Fornoni</strong></p>
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		<title>Scamacca-Samardzic-Krstovic, l&#8217;Atalanta cala il tris dallo Schalke 04</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 17:16:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Amichevole &#8211; Gelsenkirchen, VELTINS-Arena &#8211; sabato 8 agosto (ore 17) Schalke 04 &#8211; Atalanta 0-3 (0-2) SCHALKE 04 (4-2-3-1): Karius [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-19.15.31.png"><p>Amichevole &#8211; Gelsenkirchen, VELTINS-Arena &#8211; sabato 8 agosto (ore 17)<br />
<strong>Schalke 04 &#8211; Atalanta 0-3 (0-2)<br />
SCHALKE 04 (4-2-3-1):</strong> Karius 6; T. Becker 6 (25’ st Katic 6), Ayhan 5,5, Kurucay 5,5, V. Becker 5,5 (33’ st Vozar sv); El Faouzi 7, Tanaka 5,5 (27’ st Schallenberg 6); Dina Ebimbe 6 (1’ st Ljubicic 6), Adamu 6 (35’ st Gomis sv), Aouchiche 6,5; Karaman (cap.) 6,5 (17’ st Sylla 5,5). A disp.: 22 Müller, 3 Leonard, 14 Bachmann, 27 Porath, 42 Rösner. All.: Miron Muslic 5,5.<br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Carnesecchi 7; Bellanova 6 (1’ st Zappacosta 6,5), Kossounou 6,5 (16’ st Kolasinac 6,5), Scalvini 7 (45’ st Obric sv), Ahanor 6,5 (1’ st Bernasconi 6,5); Samardzic 7 (1’ st Pasalic 6,5), Gaetano 7 (17’ st De Roon 6), Ederson (cap.) 6 (17’ st I. Sulemana 6); De Ketelaere 6,5 (1’ st K. Sulemana sv, 11’ st Zalewski 6), Scamacca 7 (1’ st Krstovic 6,5), Raspadori 6 (25’ st Cassa 6). A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara; 41 Idele, 53 Plaia. All.: Maurizio Sarri 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Storks 6 (Siewer, Bandurski).<br />
<strong>RETI:</strong> 30’ pt Scamacca, 39’ pt Samardzic, 42’ st Krstovic.<br />
<strong>Note:</strong> 58.587 spettatori con divieto di trasferta (settore ospiti chiuso). Ammoniti Zalewski e Scalvini per gioco scorretto. Tiri totali 18-6, nello specchio 4-3, parati 4-0, respinti/deviati 8-1, legni 1-1. Corner 10-1. </p>
<p><strong>Gelsenkirchen</strong> &#8211; L&#8217;ex Robin Gosens non c&#8217;era, perché infortunato, ma l&#8217;altro volto noto nella Ruhr, Sead <strong>Kolasinac</strong>, cresciuto in pratica qui, sì. Il passo avanti dell’<strong>Atalanta</strong>, che quando palleggia tranne nella costruzione dal basso è veloce di idee e di esecuzione, è evidente. La regia c’è, anche se si vede poco. E lo <strong>Schalke 04</strong>, oltre a essere meno forte del Feyenoord domenica scorsa, è anche meno preparato a sfide ad alto livello. I flash delle marcature nel tris calato alla <strong>Veltins Arena di Gelsenkirchen</strong> mandano bagliori accecanti. <strong>Scamacca</strong> dietro input di due terzi del centrocampo col regista nuovo di trinca a rifinire splendidamente, <strong>Samardzic</strong> in assolo dopo cinquanta metri di corsa e, ciliegina sulla torta, <strong>Krstovic</strong> che lavora di suola sul filo del fuorigioco per mandare Katic per le terre infilando il tris in diagonale a piattone aperto in linea con <strong>Pasalic</strong> e <strong>Cassa</strong>. Unica nota negativa, il trauma distorsivo al ginocchio sinistro per <strong>Kamaldeen Sulemana</strong> per un contrasto con Aouchiche.</p>
<p>In attesa dell’azione insistita con coinvolgimento delle mezze ali, del centravanti e di De Ketelaere verso il trentesimo, con il mancino ex Udinese ad appoggiare per Gaetano e di qui l’imbucata per il diagonale del romano sull’uscita di Karius, un po’ di rituale fatica sui palloni in uscita col gioco da far ripartire secco e senza fronzoli. Il botta e risposta iniziale, a squadre non proprio cortissime, si dipana tra palla inattiva e azione. Prima <strong>Scalvini</strong> corregge in gioco aereo sul secondo <strong>palo</strong> alto l’angolo dalla destra di Samardzic, quindi un recupero alto sulla trequarti innesca Adamu e Dina Ebimbe che crossa per la frustata alta in elevazione di Karaman. Due giretti oltre il ventesimo il borseggio del centravanti blu a Ederson apre il destro incrociato da fuori all’impreciso Adamu. La bella trama Ederson-Raspadori-Laki, al 27’, non funziona perché sullo sposta &#038; tira del serbo Tanaka s’immola in scivolata a poco più d’un metro dalla lunetta. Occhio alla punizione dalla sinistra dello specialista Aouchiche, schiaffeggiata in angolo da Carnesecchi. Impotente sul terzo tempo di Karaman fermato dalla traversa sul corner per poi scendere pericolosamente dal palo alla sinistra del riminese, ma in uscita il serbo, sulle prime costretto a rinviare davanti alla linea, contrasta il tentativo da lontano di Vitalie Becker e riparte per un gol-capolavoro di destro, il piede debole, in doppio dribbling sul rinculante El Faouzi e l’ultimo ostacolo.</p>
<p>Se nel finale di <strong>primo tempo</strong> El Faouzi di seconda non trova l’angolino alla sinistra del portiere nerazzurro, da destra a sinistra, in avvio di ripresa <strong>Raspadori</strong> alza dal vertice dopo la bella combinazione Pasalic-Ederson di tacco-Krstovic (2’). El Faouzi ritrova l’attrezzo con scarico per Karaman senza affanni per il tuffetto carnesecchiano (4’), mentre al 9’ in coda al sesto tiro dalla bandierina di fila Aouchiche apre per la fronte ingrata nuovamente della sottopunta Adamu che la offre ai guantoni sicuri del romagnolo. La ripetizione su azione pura (11’), mentre <strong>Kamaldeen</strong> si fa male nel contrasto con l&#8217;esterno alto nemico a sinistra e <strong>Zalewski</strong> deve subentrargli, porta all’alzata al volo dell’estrema locale. La Dea si limita alla gestione in attesa di addizionarsi dell’ossigeno di altri cambi. Al 19’ Adamu si ritrova ancora a tu per tu con <strong>Carnesecchi</strong> che gli sbarra il passo sul campanile di El Faouzi. </p>
<p>A otto dal novantesimo, con i Sarri-boys a difendersi e poco più, Kurucay spreca il dimezzamento spizzando largo il pallone dall’out di Katic davvero col contagiri. Il croato e il 2006 Federico <strong>Cassa</strong> la lucidano al montenegrino che mette a sedere Katic, arrivato fin lì dalla destra, per suolarla anche nel sacco dove Karius non può nemmeno intuirla. Non un partitone, ma a sprazzi abbondanti prima dell’intervallo s’è visto il collettivo che vuole il profeta del nuovo corso. In forma smagliante Marco Carnesecchi: il portierone ha respinto anche una quarta chance locale, prima del fischio finale, negando a Ljubicic la gioia di accorciare. Venerdì prossimo spazio al Trofeo Bortolotti contro l&#8217;Athletic Bilbao. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>In 6.700 allo stadio per l&#8217;Atalanta: &#8220;Ma riportatela in mezzo alla sua gente&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 19:01:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Berat Djimsiti a parte, Daniel Maldini niente sgambate con la palla tra i piedi col Cagliari alle viste, Marten de [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-20.15.14.jpeg"><p>Berat <strong>Djimsiti</strong> a parte, Daniel <strong>Maldini</strong> niente sgambate con la palla tra i piedi col <strong>Cagliari</strong> alle viste, <strong>Marten de Roon</strong> scosciato a sinistra dopo la prima partitella a campo allungato dalla trequarti. Ma l&#8217;importante, alla <strong>New Balance Arena</strong>, era ed è l&#8217;abbraccio tra l&#8217;Atalanta e il suo pubblico, accorso in massa, 6.700 nel solo settore aperto, la <strong>Curva Nord</strong>, che un paio di striscioni per strigliare il club li ha pure tirati fuori.</p>
<p>Prima, tra ripetute e partitelle a metà campo, a sostegno di <strong>Cristian Raimondi</strong>, ex giocatore che per la prima volta dal 2017 non figura nello staff tecnico tra i collaboratori: <em>&#8220;CR77, serietà, esperienza, atalantinità&#8230;Ti rivogliamo con la squadra sotto la curva della tua città&#8221;</em>, sottolineato dal coro contestuale. Nel finale, con la squadra a salutare i sostenitori, un probabile accenno ai divieti di trasferta, sabato a Gelsenkirchen contro lo Schalke 04 come domenica scorsa a Rotterdam dal Feyenoord, e alle amichevoli a porte chiuse a Zingonia delle scorse settimane contro Mantova e Arezzo: <em>&#8220;Una tifoseria che se chiamata in causa ha sempre risposto presente. Riportate l&#8217;Atalanta in mezzo alla sua gente&#8221;</em>.</p>
<p>Per il resto, settanta minuti a pelo d&#8217;erba e poco importa per gli esiti, con <strong>Federico Cassa</strong> subentrato al capitano olandese anche perché <strong>El Bilal Touré</strong> ormai è del <strong>Parma</strong>. Contestualmente, Nicola Zalewski s&#8217;è rispostato di nuovo, in un percorso inverso rispetto alla De Kuip Cup, dall&#8217;ala alla mezzala. Ai giocatori di <strong>Maurizio Sarri</strong> s&#8217;è unito per la prima volta <strong>Charles De Ketelaere</strong>, l&#8217;ultimo degli otto nazionali che ha partecipato ai Mondiali a rientrare dalle ferie, ieri, per i test al Centro Sportivo Bortolotti. Il belga, giocate a parte, ha anche colto una clamorosa traversa quasi all&#8217;altezza dell&#8217;incrocio.</p>
<p>Presenti <strong>Antonio e Luca Percassi</strong>, presidente e amministratore delegato, più il direttore sportivo Cristiano <strong>Giuntoli</strong>, il nuovo direttore della Comunicazione Area Corporate, Sportiva e Area Istituzionale Jacopo <strong>Gismondi</strong> (ex Sassuolo, al Napoli con Giuntoli dopo gli esordi al Frosinone), i direttori generali Andrea Fabris (Corporate) e Umberto Marino (Istituzionale) più l&#8217;ufficio stampa e lo staff comunicazione e organizzativo al completo, i giocatori in campo si sono dati battaglia il giusto.</p>
<p>Ripetute, all&#8217;inizio, dopo il riscaldamento a ostacoli collettivo, per i vari Krstovic, Scalvini, Djimsiti, Bernasconi, Ahanor, Zappacosta, Scamacca, Maldini e i bisognosi di più movimento. Ai portieri Marco Carnesecchi, Marco Sportiello e Paolo Vismara s&#8217;è alternato il 2009 <strong>Mattia Sonzogni</strong>. Nelle prime due partitelle, Bianchi in gol con Sead Kolasinac e nerazzurri con Ederson e Pasalic. Quindi il paio con la porta alternata sulla trequarti in cui <strong>Krstovic</strong>, pareggiatore temporaneo a Rotterdam, per i Nerazzurri con controllo e seccata mancina; pari di Gianluca Scamacca tenendo la palla bassa in asse con Super Mario, uno di quelli che cambia casacca in corso d&#8217;opera; <strong>Ibrahim Sulemana</strong>, la mezzala, mentre Kamaldeen la vede pochino, ne sfiora un paio e alla fine il montenegrino, decisamente il più in forma del lotto, usa stavolta il destro per tramutare nell&#8217;oro della doppietta personale il suggerimento zappacostiano.<br />
<em><strong>SF</strong></em><br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180162" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1.jpeg" alt="" width="970" height="546" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-1-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180163" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48.jpeg" alt="" width="970" height="546" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.00.48-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180164" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28.jpeg" alt="" width="970" height="546" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.01.28-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
<p><em><strong>Foto Mor</strong></em><br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-180165" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49.jpeg" alt="" width="970" height="697" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49-300x216.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-04-at-19.42.49-768x552.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Non avrai altro Krstovic all&#8217;infuori di me: uscito lui, una discreta Atalanta cede al Feyenoord</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 15:51:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rotterdam]]></category>
		<category><![CDATA[sconfitta]]></category>
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					<description><![CDATA[Amichevole/De Kuip Cup &#8211; Rotterdam, De Kuip-Feijenoord Stadion &#8211; domenica 3 agosto (ore 15) Feyenoord &#8211; Atalanta 2-1 (1-1) FEYENOORD [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-02-18.50.33.png"><p>Amichevole/De Kuip Cup &#8211; Rotterdam, De Kuip-Feijenoord Stadion &#8211; domenica 3 agosto (ore 15)<br />
<strong>Feyenoord &#8211; Atalanta 2-1 (1-1)<br />
FEYENOORD (4-2-3-1):</strong> Ernst 6,5 (1’ ts Bossin 6,5); Read 6 (28’ st Lotomba 7), Watanabe (5’ pt Kraaijeveld 6,5, 1’ ts Ahmedhodzic 6,5), St. Juste 7 (1’ ts Kasanwirjo 6), Marmol 6,5 (1’ ts Wessels 6,5); Zechiel 6,5 (28’ st Steijn 6,5), Vanhoutte 7 (1’ st Targhalline 7); Hadj Moussa (cap.) 6,5 (28’ st S. van Persie 7,5), Valente 7 (1’ ts Van den Elshout 7), Diarra 6,5 (28’ st Zinhagel 6,5); Ueda 6,5 (17’ st Ferri 6,5). A disp.: 37 Berger; 11 Borges, 17 Tengstedt, 20 Deijl, 32 Sliti, 33 Ivanusec. All.: Giovanni van Bronckhorst 7.<br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Carnesecchi 6 (14’ st Sportiello 5, 7’ ts Vismara 6,5); Zappacosta 6 (14’ st Bellanova 5,5), Scalvini 7 (26’ st Kossounou 6), Djimsiti (cap.) 6 (14’ st Kolasinac 6, 7’ ts Obric 6), Ahanor 6,5 (14’ st Bernasconi 6,5); Samardzic 6 (26’ st I. Sulemana 5,5), Gaetano 6 (26’ st De Roon 5,5), Ederson 6 (1’ st Pasalic 5,5, 7’ ts Cassa 5,5); Kamaldeen Sulemana 5,5 (1’ st Zalewski 6), Krstovic 7,5 (14’ st Scamacca 6,5), Raspadori 5,5 (14’ st Maldini 6,5). All.: Maurizio Sarri 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Hensgens 5,5 (Osseweijer, Westhof; IV Smit). Supplementari: Blank 5,5 (Frijn, Van Marrewijk; IV Smit).<br />
<strong>RETI:</strong> 11’ pt rig. Ueda (F), 45’+6’ pt Krstovic (A), 36’ st S. van Persie (F).<br />
<strong>Note:</strong> 47.500 spettatori con sold out e divieto di trasferta (settore ospiti chiuso). Come da tradizione nella partita d’apertura, presenti le Legends del Feyenoord col ricordo di quelle decedute, i De Feijenoorder. Esposto in una delle curve un telo gigante con tutti i loro nomi (2.332). Minuto di silenzio in loro memoria e, dietro richiesta dell’Atalanta, anche per Franco Baresi. Ammoniti Kraaijeveld, Ahanor e Zinhagel per gioco scorretto, Kolasinac per proteste. Tiri totali 13-9, nello specchio 4-4, parati 3-3, respinti/deviati 2-2, legni 1-1. Corner 3-3, recupero 9’ e 0’; 0&#8242;. Disputato un tempo supplementare unico da mezzora secondo la formula prevista.</p>
<p><strong>Rotterdam</strong> &#8211; Se lo svantaggio è di rigore, il pari è gladiatorio e il gol del ko un patatrac tutto sommato immeritato. Perché il <strong>Feyenoord</strong> è ben più avanti nella preparazione, a una settimana dall’esordio in Eredivisie con lo Sparta nel derby cittadino. La <strong>De Kuip Cup</strong> alla sua prima edizione, il primo dei tre test match internazionali con seguito in casa dello Schalke 04 (sabato 8, ore 17) e a Bergamo nel Trofeo Bortolotti con l’Athletic Bilbao (venerdì 14, 20.45), riserva comunque all’<strong>Atalanta</strong> di <strong>Maurizio Sarri</strong> una discreta prestazione nel segno dell’evoluzione all’adattamento al 4-3-3.</p>
<p>Partenza a razzo dei bergamaschi, che al 3’ prendono il palo interno con un destro da fuori in corsa di <strong>Krstovic</strong>, l&#8217;uomo della speranza, che gioca benissimo arretrando, svariando e spalle alla porta, una volta fatto fuori <strong>Watanabe</strong>, e alzano il tap-in mancino con Ederson sul ritorno della difesa. Oltre il decimo, <strong>Scalvini</strong> arretra le mani dietro la schiena ma è penaly lo stesso sull’incursione di Vanhoutte rifinita da Valente da rimessa laterale sinistra: <strong>Ueda</strong> calcia di potenza sotto la traversa. Si rifarà al 51’ sempre della prima frazione spondando di piede dal secondo palo lo schema Samardzic-Raspasori con cross a rientrare da destra del serbo, col risultato di agevolare il volo d’angelo dell’ex Lecce da zero metri. A quarto d’ora scollinato, col gioco molto spezzettato, l’alzata del convergente Diarra.</p>
<p>Trenta secondi e Kamaldeen, agli esordi sul campo come <strong>Kolasinac</strong> e Pasalic dal suo rientro dalle ferie post Mondiali, sbatte su St. Juste dopo la sponda del montenegrino. Al 24’, dopo il taglio al sostituto dello spallato difensore giapponese provocato dallo scontro fortuito col centravanti nerazzurro, Ederson telefona dalla distanza su allungo di Scalvini che la sottopunta di casa non riesce a controllare. Un poker cronometrico e si pareggia il conto dei legni con Valente che coglie la traversa, quasi all’incrocio, a rimorchio di Diarra. Poco più tardi, proprio l’esterno alto a sinistra incrocia male di tempia il passante dal partner di linea dall’altra parte.</p>
<p>Se al 43’ <strong>Moussa</strong> ci prova addirittura dalla sua metà campo alzando e allargando la traiettoria con Carnesecchi effettivamente fuori posizione, allo start del recupero chilometrico prima dell’intervallo, tra ritmi compassati, squadra non troppo corta e pressing sfuggente, trova il muro Diarra in coda a un recupero alto di Zechiel con la stessa alta destra e l’apripista a liberarne il taglio col sinistro. Al 48’, <strong>Vanhoutte</strong>, quello del rigore furbescamente procurato, liberato dal tacco di Ueda nella combinazione con <strong>Valente</strong>, spiazza l’ultimo ostacolo appoggiando però a lato del primo palo.</p>
<p>La <strong>ripresa</strong> si apre col destraccio alle stelle di Read (6’) imbeccato nella corsa da Zechiel e prosegue con la schiacciata di Scamacca al ventesimo accompagnato da Bernasconi per la parata in corner del portiere di casa. Al 33’, a Dea ormai rivoltata come un calzino, gran diagonale in chiusura di Kossounou per evitare guai dall’asse lungo tra Van Persie (Shaqueel, figlio di Robin, tecnico esonerato) e Ferri. A 9’ dal 90’, il patatrac in uscita di <strong>Sportiello</strong>, viziato comunque dalla spinta di <strong>Zinhagel</strong> a <strong>Bellanova</strong> affossatissimo, sul cross da destra di Lotomba con spalla-gol del figlio d’arte di casa.</p>
<p>Al 6’ dell’unico extra time il secondo marcatore locale impegna in due tempi Sportiello con una staffilata bassa figlia del lavoro di Ferri, sette lancette e Zinhagel non stringe abbastanza sul primo palo assecondato da Van den Elshout a sinistra. Al quarto d’ora preciso Maldini lavora di dribbling e di punta senza inquadrare la porta. Al 19&#8242; Bossin, invece, deve respingere di pugno il tiro da fuori servito a <strong>Scamacca</strong> da <strong>Zalewski</strong>, usato finalmente per lo più da ala destra prima di tornare mezzosinistro come nel resto della preparazione. Un’altra accelerata di Daniel a sedici dal gong produce ancora l’esterno della rete. Al 26’ Van den Elshout impegna Vismara in linea con Targhallin e Ferri: tiro in caduta dalla sinistra dell’area e solo angolo. Non malaccio, vah. Detto di El Bilal Touré vicinissimo al Parma in diritto pronto a tramutarsi in obbligo, anche Mitchel Bakker non è stato della spedizione, mentre martedì all&#8217;allanamento a porte aperte allo stadio è atteso l&#8217;ultimo dei nazionali ancora in ferie, Charles De Ketelaere. <em><strong>SF</strong></em><br />
<strong>foto atalanta.it</strong></p>
<p>Ecco l&#8217;amarcord di <strong>Marten de Roon</strong> da Under 14 del Feijenoord, nel cui settore giovanile ha militato dai 9 ai 15 anni.</p>
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<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/Dbi4dSbDMj9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Marten de Roon (@martenderoon15)</a></p>
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		<title>L&#8217;Arezzo spaventa la Dea, Sulemana-Ederson-Krstovic (neo papà per la seconda volta) lo ribaltano</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 19:54:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.56.jpeg"><p>Amichevole &#8211; Zingonia-Ciserano, Centro Sportivo Bortolotti &#8211; domenica 26 luglio (ore 20)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Arezzo 3-2 (0-2)</strong><br />
<strong>ATALANTA</strong> (4-3-3): Carnesecchi (1’ st Sportiello, 29’ st Vismara); Bellanova (1’ st Zappacosta), Scalvini (17’ st Kossounou), Djimsiti (cap., 17’ st Obric), Bernasconi (1’ st Ahanor); Samardzic (17’ st Ederson), Gaetano (17’ st De Roon), Zalewski (40’ pt I. Sulemana); Cassa (1’ st Vavassori), Scamacca (1’ st Krstovic), Raspadori (17’ st Maldini).<br />
A disp.: 51 M. Sonzogni; 23 Kolasinac, 25 E.B. Touré, 43 Puljic, 44 Steffanoni, 46 Levak, 52 Manzoni, 53 Plaia.<br />
All.: Maurizio Sarri.<br />
<strong>AREZZO</strong> (4-3-3): Seculin (16’ st Trombini); Renzi (16’ st Martinez Mena), Gilli (16’ st De Col), Illanes (16’ st Casarosa), Righetti (16’ st Coccia); Sala (16’ st Mawuli), Viviani (16’ st Manes), Ionita (cap., 16’ st Chierico); Arena (16’ st Cortesi), Cerri (16’ st Cianci), Tavernelli (16’ st Varela Djamanca).<br />
A disp.: 12 Serban; 15 Cipriani, 28 Capello, 29 Ravasio, 30 Sussi.<br />
All.: Cristian Bucchi.<br />
<strong>Arbitro</strong>: Cisternini di Bergamo (Huete Valdivia di Milano, Malerba di Cinisello Balsamo).<br />
<strong>RETI</strong>: 1’ pt Arena (Ar), 7’ pt Illanes (Ar), 4’ st I. Sulemana, 19’ st Ederson, 26’ st Krstovic. Note: ammonito Mawuli per gioco pericoloso. Corner 9-4, recupero 0’ e 2’.</p>
<p><strong>Zingonia</strong> &#8211; <strong>L’Atalanta</strong> sarriana non ammaina mai bandiera. Sotto di due all’intervallo, <strong>Ederson</strong> cura la sbornia da delusioni mondiali rientrando in campo insieme a Kossounou e De Roon e insaccando la rete di mezzo nella remuntada a tre con Ibrahim <strong>Sulemana</strong> e <strong>Krstovic</strong>, neo papà per la seconda volta di un’altra bimba, Nika, con la sua Anja. Osticissimo <strong>l’Arezzo</strong> di Bucchi neopromosso in B. Kolasinac è rimasto a guardare, Pasalic è tornato domenica mattina: dei reduci di Canada-Messico-USA mancano all’appello Kamaldeen e De Ketelaere.</p>
<p>L’uno-due terribile allo start zavorra i bergamaschi, anche perché Bernasconi sbaglia il controllo con disimpegno a favore di Sala e il primissimo contropiede provoca il patatrac. Prima Arena, giunto al limite dell’area, batte Carnesecchi a giro con pallone a scendere, quindi Illanes bruciando Scalvini centra l’incrocio svettando sul corner dalla destra, il secondo di fila, di Tavernelli. Il primo squillo di casa è di Raspadori in caduta in asse con Zalewski (12’), ma Seculin risponde. I toscani non mollano e appoggiato sempre dalla stessa corsia è il play basso Viviani a provarci di mancino sollecitando il tuffetto in presa dell’estremo difensore nerazzurro. La fotocopia con l’altro piede al 19’ a quasi un metro dalla lunetta Al 27’ l’angolo da sinistra conquistato dalla punta di Castel Bolognese richiede i pugni in mischia del portiere avversario. A sette dalla pausa, Cerri imbeccato tra le linee dall’assistman del vantaggio allarga la palombella. Tre lancette scarse e Sala all’altezza del secondo palo arriva tardi sul terzo corner amaranto controcrossato da Ionita. La prima metà si chiude ancora col terminale ospite impreciso sul tocco di Arena, dopo l’ennesimo borseggio in mezzo di Viviani.</p>
<p>Accorcia a inizio ripresa Ibrahim Sulemana, cambio al 40’ del bocciato Zalewski, s’inserisce lungo l’asse tra Ahanor e il tacco di Krstovic: la palla sull’esterno destro sbatte sul palo e s’insacca. Due minutini e Samardzic asseconda l’entrata a destra di Vavassori chiuso sul primo palo da Seculin. Tra 13’ e 16’, botta e risposta tra il sinistro dell’italobrasilianpolacco e Tavernelli con l’altro piede che non inquadra lo specchio col radente. Maldini scambia di tacco con l’ex genoano ed Ederson può fiondarsi per il pareggio. Al 22’ Vavassori serve a rimorchio il sinistro in lungolinea di Krstovic con parata bassa di Trombini. Al 24’ rischio su Cortesi che si gira di seconda da posizione defilata quanto piuttosto ravvicinata, a otto corsette cronometriche dal cambio totale di formazione da parte di Bucchi.</p>
<p>Un finale indiavolato col montenegrino, neo papà (per la seconda volta) di Nika a servire il brasiliano, contrato in fallo di fondo a Casarosa, e proprio il sostituto di Scamacca stacca sulla battuta da sinistra del figlio d’arte nonché dirigente della Nazionale schiacciando il sorpasso. Al minuto 78 Mawuli sforbicia la faccia di Obric e non il pallone di Coccia. Poi Daniel in corsa apre il destro all’accesso sempre su assist di Ederson per servire Krstovic per il mancato poker sporco. Al 44’ Ciaci sfiora il 3-3 in gioco aereo accompagnato da Coccia dalla bandierina sinistra. Il montenegrino ritrova per la terza volta l’ultimo ostacolo in asse con Sulemana e Vavassori. Si riprende il lavoro mercoledì. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.55.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-179949" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.55.jpeg" alt="" width="970" height="646" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.55.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.55-300x200.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.55-768x511.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.53.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-179950" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.53.jpeg" alt="" width="970" height="646" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.53.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.53-300x200.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.53-768x511.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.52.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-179951" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.52.jpeg" alt="" width="970" height="646" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.52.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.52-300x200.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.52-768x511.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.50.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-179952" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.50.jpeg" alt="" width="970" height="646" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.50.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.50-300x200.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-26-at-21.39.50-768x511.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Atalanta, la tua dimensione è la Conference: pari con Gasperini, obiettivo da centrare battendo la Lazio</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 20:45:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[33ª (14ª R) serie A &#8211; Roma, Stadio Olimpico &#8211; domenica 19 aprile (ore 20.45) Roma &#8211; Atalanta 1-1 (1-1) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/4095a687-4c9f-4216-a3e0-b458608f9a19.jpeg"><p>33ª (14ª R) serie A &#8211; Roma, Stadio Olimpico &#8211; domenica 19 aprile (ore 20.45)<br />
<strong>Roma &#8211; Atalanta 1-1 (1-1)</strong><br />
<strong>ROMA (3-4-2-1):</strong> Svilar 6,5; Mancini 6,5 (15’ st Ghilardi 6,5), Ndicka 7, Mario Hermoso 6; Celik 7, El Aynaoui 5,5 (15’ st Pisilli 6), Cristante (cap.) 6, Rensch 7 (32’ st Tsimikas 6,5); Soulé 7 (27’ st Robinio Vaz 6), El Shaarawy 6,5 (15’ st Venturino 6,5); Malen 6,5. A disp.: 70 De Marzi, 95 Gollini; 24 Ziolkowski, 3 Angelino, 97 Zaragoza. All.: Gian Piero Gasperini 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 5,5 (1’ st Kossounou 6,5), Djimsiti 6, Kolasinac 6 (1’ st Ahanor 6,5); Bellanova 5,5 (9’ st Bernasconi 7), Ederson 6 (35’ st Pasalic 6), De Roon (cap.) 6, Zappacosta 6; De Ketelaere 5 (1’ st Zalewski 6), Raspadori 5,5; Krstovic 6. A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 40 Obric, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Marcenaro di Genova 7 (Baccini di Conegliano, C. Rossi di La Spezia; IV Sacchi di Macerata. V.A.R. Guida di Torre Annunziata, A.V.A.R. Sozza di Seregno).<br />
<strong>RETE:</strong> 12’ pt Krstovic (A), 45’ pt Hermoso (R).<br />
<strong>Note:</strong> serata serena e quasi estiva, spettatori 61.474 di cui 126 nel settore ospiti per un incasso di euro. Ammoniti Ederson, Pisilli e Djimsiti per gioco scorretto. Tiri totali 17-8, nello specchio 9-2, parati 8-1, respinti/deviati 5-2, legni 1-0. Var: 1 (check 0-1). Corner 7-6, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Roma</strong> &#8211; <strong>Krstrovic</strong> la apre vicino all’intersezione destra della lunetta, la mezza rovesciata di <strong>Hermoso</strong> l’acciuffa nel finale della prima metà e il sogno <strong>Champions</strong> sfuma più per <strong>l’Atalanta</strong> che per la <strong>Roma</strong> del grande ex Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. Quarto punto su sei strappatogli dall’allievo Raffaele Palladino, che però per via delle polveri bagnate davanti rimane <strong>settimo</strong> a meno 4 dai padroni di casa di turno: prestazione poco brillante, a sprazzi, e <strong>Conference League</strong> come primo obiettivo, risultato che sarebbe aritmetico battendo la <strong>Lazio</strong> mercoledì 22 a Bergamo nella semifinale di ritorno di <strong>Coppa Italia</strong>. Non sfruttato il ko del Como (58 punti come la Roma a 54) dal Sassuolo in chiave Europa League. Squadra stanca e non continua, ma ci sta.</p>
<p>Sullo slancio di testa a vuoto di Bellanova, oltre il quinto, il primo sussultino di El Shaarawy che incoccia di spalla il cross di El Aynaoui, ma è a cronometro bissato che lo score si sblocca in scia al recupero di De Roon, che sul pari si perderà lo spondista, su Hermoso all’altezza della trequarti destra per il gran destro incrociato del montenegrino a meno di mezz’altezza e a scendere. Al quarto d’ora brivido per la deviazione di testa di Djmsiti che fa impennare il sinistro a rientrare di Soulé, poi autore del secondo tentativo figlio della catena di destra e rintuzzato da Carnesecchi nel secondo angolo da cui sale in cielo vanamente il firmatario dell’erroraccio da rompighiaccio in disimpegno. Prima di metà frazione, ecco sbucare la fronte innocua perché troppo lontana di Ndicka sull’ennesima sfornata del turco a piede invertito, ma è proprio Carnesecchi, impaperatosi nel ko con la Juve settimana scorsa, a salvare il minimo scarto uscendo all’impazzata addosso a Malen, sfuggito a Djimsiti per la prima volta dietro imbucata di El Shaarawy (24’).<br />
Ma la sofferenza è evidente. Vedi imbucata di El Aynaoui per Malen, disturbato nella visuale dal ripiegamento di Ederson e chiuso dal portiere riminese sul palo di competenza. Proprio il brasiliano induce Svilar al primo miracolo per chiudere lo specchio cogli arti inferiori senza dire trentatré. Grande caracollata, allargandosi a destra in asse con Bellanova per poi penetrare dallo spigolo destro, inseguito invano dal mediano a due insieme all’ex Cristante. A un settebello dalla pausa, ecco Celik di destro per la telefonata di cortesia ricevendo dall’argentino ex bianconero, da posizione defilata ma mica poi troppo. Vantaggio comunque immeritato e non mantenuto, perché i giallorossi la fanno girare come in porta chi aveva sulla coscienza il ko in avvio, approfittando della sponda di Rensch quasi dal fondo a sinistra sul pallone morbido di Celik: palla sotto la traversa, benché non angolatissima, e pari sull’uno.<br />
Del tris di cambi della ripresa (anche Kossounou per Scalvini, in ambasce contro il Faraone, e Ahanor per Kolasinac), è Zalewski il primo a farsi vedere convergendo dal centrosinistra per la botta secca a lato dalla distanza in capo a un paio di lancette. Sempre meglio dello zero al quoto di De Ketelaere. Raspadori si sposta a destra a ruota del primo tempo di sacrificio difensivo da suggeritore delle ripartenze, mai sfruttate davvero. Occhio a Malen e alla sua palla sporca per Mancini che si rialza alzandola dallo spigolo dell’area piccola (5’), ma è in offside. Sul portiere di casa il traversone a rientrare del polacco-tiburtino (8’) sprecando la manna di Zappacosta, è ancora lui a riprovarci assistito dal fin lì (e per sempre) unico marcatore atalantino alle soglie del cambio sulla fascia con Bernasconi sul piede forte con sequela del sorano a destra. Dietro si dorme sempre un po’: minuto 13 scarso, El Shaarawy arpiona dal fondo l’ammollo dell’altro volto noto, il terzo di destra dietro, e il riminese se la porta oltre la linea, fortunatamente non della porta.<br />
Non che la Lupa giochi meglio, ma appare quantomeno più affamata di chances, come quella offerta in lungolinea da Soulé a Malen che rincorso dal perno dei bergamaschi (quota 250 nerazzurre in A) impegna Carnesecchi nella sbracciata prima che l’attrezzo possa raggiungere il sette opposto (19’). Due minutini e De Roon deve deviare in fallo di fondo il tracciante del turco a destra nel dai e vai scaricato col terminale unico romanista. In asse con Venturino c’è il blocco carnesecchiano per impedire al braccetto sinistro locale di imbracciare la doppietta (22’) con un bell’ascensore sugli sviluppi del sesto tiro d’angolo per i suoi. Idem direttamente su azione (24’) con lo stesso ex Primavera del Genoa ad alzare di fronte l’infornata del suo fantasista mancino. Non trova lo specchio nella medesima specialità nemmeno Krstovic (26’) sul quarto tiro dalla bandierina, by Bernasconi da destra; Celik-Vaz-Venturino, sinistro da destra alzato sopra la traversa da Bernasconi; mezzora, ancora da situazione inattiva, quella conseguente, traversa alta di Hermoso su distrazione del 2000 tra i legni.<br />
Finalino. Krstovic e Raspadori la aprono alla new entry Pasalic all’ottantesimo, con Ndicka a respingere il tap-in mancino di Zappacosta dalla lunetta a immagine e somiglianza di Tsimikas. Hermoso sbatte contro la muraglia di Djimsiti da fuori, Ndicka stoppa bene e pulito Zalewski (41’). Ahanor in catena con Bernasconi ottiene il corner da Pisilli nei pressi dell’extra time, Djimsiti spende la diffida per fermare Robinio in fuga a destra. Non bene, non male, non basta. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Lecce &#8211; Ederson a tuttocampo, ok CDK-Scalvini-Krstovic</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 16:22:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[José Ederson Lourenco dos Santos è il migliore dell&#8217;Atalanta a Lecce. Magistrali i recuperi con ribaltamento di fronte, ivi compreso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/7c9419f4-67e9-42ac-a078-5399988bfbaa.jpeg"><p>José <strong>Ederson</strong> Lourenco dos Santos è il migliore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Lecce</strong>. Magistrali i recuperi con ribaltamento di fronte, ivi compreso il tre contro tre condotto per raddoppiare nella ripresa. Menzione d&#8217;onore per l&#8217;apripista <strong>Giorgio Scalvini</strong>, per il raddoppiatore Nikola <strong>Krstovic</strong> che sportella con chiunque e per il raffinato regista offensivo <strong>Charles De Ketelaere</strong> che consente di aprire lo score.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> sv: Gandelman lo salverebbe dalla Pasquetta da disoccupato, se non fosse in fuorigioco.  </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7,5: autorevole dietro e autoritario per sbloccarla, ha inciso sulla corteccia la tacca decisiva per prendersi la sua brava leadership sul campo e sullo spogliatoio. Pensa un po&#8217;, l&#8217;aveva aperta anche a campi invertiti.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: spende il giallo su Cheddira senza accorgersene, anche perché forse nemmeno lo sfiora se non col pensiero, ma per il resto lo tiene abbastanza alla larga (25’ st <strong>Kossounou</strong> 6,5: per una volta, entra e non si deconcentra).<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: solido come una quercia, sulla scia del mezzo servizio in Nazionale per mangiarsi comunque i playoff a danno dell&#8217;Italia cala nella seconda metà quando evita di sganciarsi. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: il trentaquattrenne e forse forse il pendolino più forte che ci sia. Applicazione costante, salvo imprecisioni allo start, e vice assistman per l&#8217;uno a zero (25’ st <strong>Bellanova</strong> 6: due fasi senza far spellare le mani dagli applausi).<br />
<strong>De Roon</strong> 7: le seconde palle continuano a essere il suo regno esclusivo e assoluto (18’ st <strong>Pasalic</strong> 7: riceve lo scettro e scarica per il tris di Jack).<br />
<strong>Ederson</strong> 8: padrone della scena da subito, tra rinculi difensivi, recuperi, ribaltamenti, conduzione e qualche volta inserimenti non deve farsela spiegare da anima viva. Il gol l&#8217;avrebbe meritato e c&#8217;era sicuramente un rigore a favore, ma vabbè, pazienza.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: al solito impegno per assecondare sovrapposizioni e tagli, pur non trovando il traversone al bacio, aggiunge le diagonali difensive di stampo belliniano.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7,5: vede la porta una sola volta, quando Falcone riesce a chiudergli l&#8217;angolo, ma insieme al gioco la spalanca letteralmente ai compagni. Con un Ederson cinque centimetri più indietro avrebbe fatto triplo assist. Sontuoso quando carica la palla e la difesa altrui a testa bassa.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: abnegazione in copertura e lavoro infame, ma mai sottotraccia. Non è più la sottopunta vera che era fino alla trasformazione mourinhiana in esterno, eppure se la cavicchia (18’ st <strong>Raspadori</strong> 7: veni, vidi, vici. Lotta, suggerisce, ispira, la sgancia pesantissima, imbecca Krstovic). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7,5: abbisogna di un bel po&#8217; di tempo e materiale utile per trasformarlo in oro, ma come sgomita, fa reparto e si fa trovare, nessuno (35’ st <strong>K. Sulemana</strong> sv). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7,5: interpretazione della gara perfetta, idem il riempimento delle caselle. Ora Juve e Roma, dopo aver dosato sapientemente il minutaggio dei punti fermi. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Tris dell&#8217;Atalanta a Lecce: la Roma del Gasp dista appena un punto</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 14:59:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[31ª (12ª R) serie A &#8211; Lecce, Stadio Via del Mare-Ettore Giardiniero &#8211; lunedì 6 aprile (ore 15) Lecce &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/12af62da-8a14-4683-8531-26069c313a6f.jpeg"><p>31ª (12ª R) serie A &#8211; Lecce, Stadio Via del Mare-Ettore Giardiniero &#8211; lunedì 6 aprile (ore 15)<br />
<strong>Lecce &#8211; Atalanta 0-3 (0-1)</strong><br />
<strong>LECCE (4-2-3-1):</strong> Falcone (cap.) 6,5; Veiga 6 (23’ st N’Dri 6), Siebert 6, Tiago Gabriel 5,5, Ndaba 5,5; Ramadani 6 (23’ st Coulibaly 6), Ngom 6; Pierotti 6, S. Fofana 5,5 (1’ st Gandelman 5,5), Banda 6,5; Cheddira 6 (33’ st Stulic 5,5). A disp.: 1 Früchtl, 32 Samooja; 13 Perez, 18 Jean, 6 Sala, 14 Helgason, 28 Gorter, 36 Marchwinski. All.: Eusebio Di Francesco 5,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi sv; Scalvini 7,5, Djimsiti 6,5 (25’ st Kossounou 6,5), Kolasinac 6,5; Zappacosta 7 (25’ st Bellanova 6), De Roon (cap.) 7 (18’ st Pasalic 7), Ederson 8, Bernasconi 6,5; De Ketelaere 7,5, Zalewski 6,5 (18’ st Raspadori 7); Krstovic 7,5 (35’ st K. Sulemana sv). A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 49 Navarro, 69 Ahanor, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic. All.: Raffaele Palladino 7,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> La Penna di Roma-1 6,5 (Fontemurato di Roma-2, Barone di Roma-1; IV Rapuano di Rimini. V.A.R. Marini di Roma-1, A.V.A.R. Maggioni di Lecco).<br />
<strong>RETI:</strong> 29’ pt Scalvini (A), 14’ st Krstovic (A), 28’ st Raspadori (A)<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio soleggiato e caldo, spettatori 24.884 (22.319 abbonati) di cui 77 atalantini nel settore ospiti per un incasso totale di 374.883 euro. Ammoniti Djimsiti e Zappacosta per gioco scorretto. Tiri totali 7-16, nello specchio -6, parati 0-3, respinti/deviati 3-4. VAR: 1 (5’ st, check fuorigioco Ederson sul 2-0 annullato). Corner 2-5, recupero 2’ e 3’.</p>
<p><strong>Lecce</strong> &#8211; Il capolavoro di Giorgio <strong>Scalvini</strong>, taglio di 40 metri per finta col sinistro, dribbling su Ndaba e destro incrociato potente da centravanti più che da braccetto, spiana la strada all’<strong>Atalanta</strong> a <strong>Lecce</strong>. Il raddoppio del grande ex Nikola <strong>Krstovic</strong>, che versa lacrime amare sulla fotocopia alla lontana tenendola bassa, precede il tris della sicurezza di Raspadori, di strapotenza, sotto la traversa: meno 1 dalla Roma sesta (54 a 53 giallorosso) del Gasp a una Juve di distanza dallo scontro diretto. Una ripresa di campionato bella e squillante, dominata in lungo e in largo salvo sprazzi iniziali e a cavallo dei gol per metterla in ghiaccio.</p>
<p>Per andare avanti ce n’è voluto. Bella la ripartenza De Ketelaere-Ederson-Zappacosta con scarico del belga dalla destra dell’area per l’accorrente difensore, ma prima si deve penare il giusto. Scollinato il decimo insieme al pericolo portato da Ramadani, svernicatore di De Ketelaere per poi essere chiamato sul fondo da Banda a favore del destro ingratamente alto di Fofana, il grande ex di turno Krstovic non può azzeccare il tredici del vantaggio fra mira imperfetta a rimorchio e fuorigioco di partenza del tagliante Zalewski sul lancio di De Roon. Al quarto d’ora, invece, è Zappacosta in scia al fiammingo a non intendersi sui tempi col montenegrino allungandogliela troppo di esterno. A un giretto dal ventesimo, invece, Falcone ci mette il guanto sinistro per proteggere il legno di competenza dall’assalto di CDK sullo scambio con la prima punta dettato dalla rimessa laterale lunga conquistata da Scalvini grazie ad anticipo e rimpallo sull’esterno alto a sinistra di casa. Ed è proprio il palazzolese a cavare dal cilindro il coniglio impazzito dell’inserimento nel mezzo corridoio di destra per sparigliare le carte alle soglie della mezzora.</p>
<p>A un ottovolante scarso dalla pausa, il volto noto ai giallorossi stacca accompagnato dall’asse Zalewski-Bernasconi: palla sopra la traversa. A un poker, il bis mancato da Krstovic, che ci va leggerino sul rilancio dell’apripista agganciato a mo’ di rimorchio dal primo assistman di giornata: Falcone si distende alla propria destra rifugiandosi in angolo. Prima d’imboccare il tunnel, invece, Ederson forse anticipa in eccesso il piattone destro in caduta, disturbato dalla marcatura di Siebert, sulla nuova infornata scalviniana corretta dal laterale di Sora.</p>
<p>In avvio di ripresa ancora Nikola, in asse col polacco, sbatte addosso all’ostacolo Siebert, poi Ederson è davanti alla linea dell’ultimo difendente sul raddoppio annullato al 4’ su allungo del belga al culmine di un’azione piuttosto elaborata sulla palla rimessa dentro da lontano dallo stesso Zalewski con Zappacosta sempre di mezzo. Al 6’ l’estremo locale esce provvidenzialmente per ghermire dai piedi taglio e pallone di Charlesone. Tra Gandelman, new entry all’intervallo, Pierotti e Banda, due angoli conquistati e rimpalli sfavorevoli ai salentini, mentre il colpo successivo è finalmente affondato da chi al Via del Mare ha lasciato il cuore, grazie soprattutto al tre contro tre magistralmente condotto da Ederson per la sterzata di un De Ketelaere geniale nel filtrante per la girata della quasi sicurezza da dentro l’area sul filo dell’offside. Il brasiliano, servito dal neo entrato Raspadori, la lifta di mezzo esterno per la nuova svettata del firmatario del due a zero (19’) senza esito positivo.</p>
<p>Verso metà frazione al netto del recupero, Gandelman alza il mancino ricevendo dal vertice destro da Cheddira, ma l’inerzia ormai ha da tempo una sola padrona. E così Pasalic può darla a Ederson per l’ennesima pezza falconiana, ma De Ketelaere da destra e lo stesso croato su scarico offrono all’attaccante di Castel Bolognese il tap-in prepotente. Banda fa la giravolta su se stesso senza mira, oltre la mezzora Krstovic pretende d’imbracciare la doppietta rovesciando il suggerimento del firmatario del tre a zero. A nove dal novantesimo, è Ederson a colpire il piede del rientrante Pierotti in asse con De Ketelaere, che se non vede la porta è un faro multiplo puntato anche sulle zone d’ombra del gioco, e un Super Mario entrato piuttosto carico. A cinque scarsi dall’inizio dell’extra time, lo schema Banda-Ngom respinto di schiena da Pierotti prima della posizione irregolare del nazionale israeliano, annullando quindi il primissimo incomodo carnesecchiano del pomeriggio pugliese, sulla ribattuta dello stesso mediano leccese. Thiago Gabriel (88’) chiude in corner Raspadori, che quindi la tenta di controbalzo sulla palla morta resuscitata da Pasalic senza incrociare né infilare l’angolo alto del primo palo.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Voci da San Siro &#8211; Palladino: &#8220;Il gruppo tira la carretta da 4 mesi&#8221;. I giocatori: &#8220;Grande spirito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Il segreto dell&#8217;Atalanta che non molla mai? &#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3675b940-f29e-4cbb-bf42-a55ad5227e3b.jpeg"><p>Il segreto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non molla mai? <em>&#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. Sudano la maglia, hanno gamba, cuore, coraggio. Però preferirei non dover sempre rincorrere: dobbiamo segnare prima, un aspetto da migliorare&#8221;</em>. Tra il solito peana allo spogliatoio e osservazioni da incontentabile, et voilà, <strong>Raffaele Palladino</strong> a commentare il pari e patta a San Siro dalla capolista.</p>
<p><em>“Tra <strong>Bayern</strong> e <strong>Inter</strong> era una settimana difficile contro due corazzate. M’è piaciuta la risposta della squadra soprattutto dal punto di vista mentale: non ci sono stati strascichi psicologici della pesante sconfitta di martedì, si sono rialzati tutti mettendoci intensità nonostante le scorie fisiche della partita di Champions, di martedì, spirito e grande energia. Chi è entrato ha migliorato il rendimento della squadra. Un gruppo che tira la carretta dando tutto&#8221;</em>, il concetto-base, ribadito a <em><strong>DAZN</strong></em>.</p>
<p>Sulla spinta <strong>Sulemana-Dumfries</strong> per pareggiarla e il presunto aggancio di piedi Scalvini-Frattesi per tenere almeno il punto, ecco la versione diplomatica dell&#8217;allenatore nerazzurro: <em>&#8220;Non ho visto gli episodi, non parlo mai degli arbitri. Marelli, molto bravo e tecnico, dice che non c’era nessuno dei due: noi ci fidiamo di lui&#8221;</em>. Lo sguardo è già proiettato a mercoledì prossimo: <em>&#8220;A Monaco andiamo col risultato compromesso, è una montagna da scalare contro una squadra di una forza e una tecnica impressionanti. L’obiettivo è essere competitivi dando spazio a chi ne ha avuto poco nella partita di andata. Faremo la nostra prestazione e vedremo, ma non è facile pensare di poter rimontare anche questa&#8221;</em>.</p>
<p>Dalla pancia del Meazza, ecco la giustificazione di un certo timore reverenziale nel primo tempo: <em>“L’Inter si sta giocando lo scudetto e il piano gara è stato fatto pensando a quello che loro hanno visto contro il Bayern Monaco. Quindi, blocco basso</em> &#8211; rimarca il mugnanese -. <em>Nel secondo tempo abbiamo alzato baricentro e pressione. Il resto l’hanno fatto i cambi. Il punto è meritato e a un certo punto la sfida si poteva vincere o perdere. Qualcosa di borderline, ma noi non rinunciamo alla nostra essenza. Dopo la partita siamo tutti a bravi a dire che si sarebbe potuta fare diversamente, tipo quando la perdi col Bayern. Lì volevamo giocarcela con coraggio, ma il livello ha fatto la differenza. Stavolta mi aspettavo scorie, invece i ragazzi si sono rialzati da grandi giocatori e da grande squadra, come se quattro giorni fa non fosse successo niente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i rientri decisivi da commentare: <em>&#8220;A me mancano tutti quando stanno fuori. <strong>Ederson</strong> e De Ketelaere ci sono mancati tanto. <strong>Pasalic</strong> e De Roon con Musah hanno tirato la carretta, adesso abbiamo un big in più lì in mezzo. Domenica aggiungiamo anche Raspadori</em> &#8211; sottolinea il tecnico dei bergamaschi -. <em>Siamo felici di aver recuperato Charles. I complimenti vanno rivolti allo staff medico, tra medici e fisioterapisti. A Jack mercoledì darò minutaggio, ove possibile. Bisogna stare attenti a centellinarlo, spero che anche la Nazionale possa essere felice che rientri&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa squadra non molla mai fino alla fine e rispecchia il mio carattere. Ma mi piacerebbe segnare prima, perché non è facile riprendere sempre le partite. Se stiamo bene fisicamente, possiamo giocarcela cercando di cambiare le cose. Mi gratifica che chi subentra dà il cento per cento&#8221;</em>, la chiosa palladiniana in tema elogio del dna atalantino.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Il primo tempo è stato tosto, poi chi entra deve e vuole sempre aiutare la squadra con lo spirito giusto. Abbiamo voluto il pareggio fortemente. Non vogliamo perdere le nostre caratteristiche, tra cui giocare con molto coraggio. Col Bayern è andata male, qui meglio&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ho preso palla, la mira, ho tirato e ho fatto gol. Non ho pensato a niente se non a segnare. E volevo, volevamo vincere. Abbiamo anche sbagliato l’ultima occasione perché volevamo fare il secondo gol. Per questa squadra io metto la testa in tutto per tutto, perché è un onore indossare questa maglia. Il primo tempo è stato tosto, ma il secondo bellissimo, siamo stati tutti bravi. Devo ringraziare il mister e i compagni, la loro fiducia mi dà molta felicità (<strong>Nikola Krstovic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Siamo umani anche noi, tenere alto il livello ogni tre giorni è faticoso. In tanti vorrebbero giocare le partite che dobbiamo affrontare noi: è la cosa più bella dell&#8217;essere calciatore. In allenamento ci prepariamo a dare il meglio di noi stessi nelle grandi occasioni come queste. Siamo un grande gruppo dove chi entra dà una grande mano. Tatticamente le scelte sono state dettate dal risultato col Bayern, quindi abbiamo lavorato, all&#8217;opposto, su letture difensive e comunicazione in campo. Infatti abbiamo parlato di più e ce la siamo passata meglio nei momenti giusti&#8221; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Pagelle a San Siro &#8211; Ederson torna e riaccende la luce, Krstovic molto meglio di Scamacca</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Ederson]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
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					<description><![CDATA[Le valutazioni individuali, di fronte a una reazione di rabbia, orgoglio e anche tecnica, dovrebbero lasciare il tempo che trovano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e3121709-6bb8-474c-87b7-f1b15c644c93.jpeg"><p>Le valutazioni individuali, di fronte a una reazione di rabbia, orgoglio e anche tecnica, dovrebbero lasciare il tempo che trovano. Ma nel pari e patta dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa dell&#8217;<strong>Inter</strong> capolista, benché impantani al settimo posto a ruota del solo punto nelle ultime due partite tra Sassuolo e Udinese, chi è entrato spesso ha fatto la differenza. Bene il ritorno di Ederson e De Ketelaere: il primo migliore in campo.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: la media tra la papera per andare sotto e la prodezza abituale per evitare il secondo gol contro.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: su Esposito poteva accorciare, però apre le transizioni che altri non sfruttano, lotta, sale a sostegno. Nella ripresa rischia tutto su Frattesi.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 7: la diga dietro il blocco basso, senza macchia né paura. Anche quando si sposta sul lato.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: carica sospetta da Dumfries, ma il check del Var dà e toglie. Dà l&#8217;idea, in ogni caso, di essere sulle ginocchia (20’ st <strong>Hien</strong> 7: Thuram, se la vede, lo fa solo per caso). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: classe 1992 e sul lato dà la paga a generazioni di pendolini. Figurarsi se l&#8217;azione del pari non parte dai suoi piedi. Magari fatica ad andare sempre su e giù, ma è il miglior laterale puro in Italia, il più bravo, il più continuo.<br />
<strong>De Roon</strong> 5,5: il frame della sua partita è l&#8217;autostrada aperta a Sucic. Non ne è scaturito alcunché? Non c&#8217;entra: il fatto è che da capitano arranca nel presidiare il territorio (31’ st <strong>De Ketelaere</strong> 6,5: prolunga con la magia la traiettoria per Sulemana nella manovrina da 1-1. Bentornato, stare senza per otto partite forse ha compromesso la rincorsa in campionato demolendo fisicamente i sostituti).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: doveva e poteva spezzare la trama, quando la capolista ha provato a mettere subito la freccia. Perde pure palla sulla chance di Thuram al rientro dal tunnel, ma poi getta il cuore oltre l&#8217;ostacolo, avanzando per poi arretrare tra un lotto di cambi e l&#8217;altro.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: l&#8217;uno contro uno con Dumfries non può premiarlo sempre e difatti non lo fa quasi mai, eppure la stava segnando</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5,5: non convince quasi mai da titolare. L&#8217;immagine della sua ennesima prova negativa da intoccabile è il contropiede a due con Zappacosta nella prima metà: lo apre di tacco e lo chiude con un cross destro privo di qualunque significato (7’ st <strong>Ederson</strong> 7,5: domina il reparto e la partita senza troppi fronzoli. Questo nonostante Bisseck all&#8217;inizio gli abbia dato il benvenuto facendogli assaggiare l&#8217;erba in uno dei tanti spintoni che l&#8217;arbitro Manganiello non ha mai pensato lontanamente di fischiare).<br />
<strong>Zalewski</strong> 5,5: stracco morto, come diceva al Perozzi il sor Antonio, il fornaio cornificato. Allora perché non fargli assaggiare un po&#8217; di panca? Non lega i reparti e non è che Zielinski con lui a marcarlo sia granché limitato neo movimenti (19’ st <strong>K. Sulemana</strong> 7: furbata totale, era fallo perché sbilancia Dumfries &#8211; il contatto di gambe, se c&#8217;è, è involontario e non provocato da lui &#8211; con quella manina. Però non sta a lui fischiarseli da solo. La voglia e l&#8217;apporto al punto sono da applausi). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5,5: ci prova due volte allo start, poi tende a scomparire un po&#8217;. Perché? (6’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: di questi tempi non succede che cicchi due mancini di fila. Uno se lo mangia, più che masticarlo. Con l&#8217;altro fa fuori il piatto di portata, ma a bocce ferme dice che è un peccato non aver potuto sbranare anche il secondo. Mentalità e presenza ai massimi livelli). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: stavolta, senza rinunciare al tema tattico, si limita, eufemismo, ad alzare il baricentro coi cambi e a tavolino. Dice di non rimpiangere nemmeno il 4-2-4 col Bayern nonostante l&#8217;imbarcata. Del resto gli mancavano tre big e domenica aggiunge Raspadori. Forse con l&#8217;organico al completo non ci sarebbe bisogno di essere coraggiosi.<br />
<strong>Esseffe</strong></p>
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		<title>Atalanta, che pareggione a San Siro tra le proteste dell&#8217;Inter: Krstovic acciuffa Esposito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 16:05:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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					<description><![CDATA[29a serie A &#8211; Milano, Stadio Giuseppe Meazza-San Siro &#8211; sabato 14 marzo (ore 15) Inter &#8211; Atalanta 1-1 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e3deb5bd-6150-4563-b0a4-71ae78621f56.jpeg"><p>29a serie A &#8211; Milano, Stadio Giuseppe Meazza-San Siro &#8211; sabato 14 marzo (ore 15)<br />
<strong>Inter &#8211; Atalanta 1-1 (1-0)<br />
INTER (3-5-2):</strong> Sommer 6; Bisseck 7, Akanji 6,5 (35’ st De Vrij sv), Carlos Augusto 6,5; Dumfries 6, Barella 6,5 (31’ st Frattesi 6), Zielinski 7, Sucic 6 (1’ st Mkhitaryan 7), Dimarco 6,5 (20’ st Luis Henrique 6); M. Thuram 5,5, P. Esposito 7 (20’ st Bonny 5,5). A disp.: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez; 15 Acerbi, 95 Bastoni, 36 Darmian, 17 Diouf, 57 Kaczmarski, 53 Lavelli. All.: Cristian Chivu 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 5,5; Scalvini 6,5, Djimsiti 7, Kolasinac 5,5 (20’ st Hien 7); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 5,5 (31’ st De Ketelaere 6,5), Pasalic 6, Bernasconi 7; Samardzic 5,5 (7’ st Ederson 7,5), Zalewski 5,5 (19’ st K. Sulemana 7); Scamacca 5,5 (6’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Manganiello di Pinerolo 5 (Passeri di Gubbio, L. Rossi di Rovigo; IV Collu di Cagliari. V.A.R. Gariglio di Pinerolo, A.V.A.R. Chiffi di Padova).<br />
<strong>RETI:</strong> 26’ pt P. Esposito (A), 38’ st Krstovic (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio piovoso, spettatori 73.464 di cui 512 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Sucic, Kolasinac, Carlos Augusto  per gioco scorretto, Olise per ritardata rimessa in gioco (da settimo angolo), Musah per comportamento non regolamentare, Chivu (all. I., 38’ st) per proteste, De Ketelaere per comportamento non regolamentare. Espulso Chivu (all. I.) al 40’ st per somma di ammonizioni (proteste). Tiri totali 13-7, nello specchio 3-3, parati 2-2, respinti/deviati 3-1. Var: 2 (check gol su Dumfries, check gol Sulemana). Corner 2-3, recupero 1’ e 6’.</p>
<p><strong>Milano</strong> &#8211; <strong>La mano di Kamaldeen sulla spalla di Dumfries</strong> farà discutere all&#8217;infinito (e a buon diritto) il mondo <strong>Inter</strong>, ma intanto <strong>Krstovic</strong> impatta a San Siro al rientro della coppia di big <strong>Ederson-De Ketelaere</strong> e <strong>l’Atalanta</strong> la sfanga anche benone sul campo della capolista. Sotto per un sinistro di Pio <strong>Esposito</strong> su cui Carnesecchi s’impapera, la rotazione di Raffaele <strong>Palladino</strong> trae linfa vitale dai cambi pareggiando meritatamente a dispetto della valutazione poco comprensibile del caso da moviola. Idem sul temporaneo vantaggio di casa, però, solo che i bergamaschi si sono lamentati a voce più basso. Purtroppo la rincorsa alla zona coppe resta impantanata, a onta dell&#8217;enorme valore morale di un punto del genere. </p>
<p>Scollinato il botta e risposta intorno al quinto tra Scamacca, che prova a punire l’errore in disimpegno di Sucic e a sorprendere un Sommer un po’ fuori posizione da oltre la ventina di metri alzando la mira, e Dimarco, sganciata al volo a largo dell’intersezione su cross di Barella figlio dell’asse a destra Bisseck-Esposito, c’è il portiere svizzero pronto a spazzare i pugno il cross di Bernasconi alle soglie della doppia cifra d’orologio. Non azzecca il tredici l’attaccante romano, forse egoista o forse no, proiettato alla botta radente sempre da fuori in ripartenza con parata affannosa in tre tempi dell’ultimo ostacolo, sempre lontano dalla riga di porta. Cinque lancette e l’esterno alto di Barella non poteva avere molte pretese, dato il rallentamento dell’azione da parte del braccetto destro di casa sul gioco a due tra il cagliaritano e la punta napoletana: Zielinski, tenuto ordinariamente da Zalewski ma stavolta pochino, centra per lo scarico in lunetta e in taglio di Dumfries, accomodamento comunque sul filo di lana. </p>
<p>Oltre il ventesimo, ottimo spunto di Zappacosta per il polacco e la girata dentro di Bernasconi, ma il ‘99 di Fidene è anticipato netto da Akanji. Kolasinac, che ha noie alla caviglia sinistra, spende il giallo su Bisseck in uscita, per poi subire carica da Dumfries, che forse controlla di mano, nell’azione del vantaggio di casa: bello il tacco di Thuram, quindi l’assist barelliano per il sinistro in realtà non incrociatissimo del giovane azzurro, perché è il riminese a buttarsela destro col palmo sinistro a fil di primo palo facendo impennare quanto basta la palla dall’erba. Lungo l’azione, Pasalic ci mette la gamba senza però spezzare la trama negli ultimi due passaggi, mentre Scalvini non accorcia sul tiratore.</p>
<p>Bergamaschi un po’ nel pallone per un gol senza troppe avvisaglie, tanto che l’autore del rompighiaccio da sinistra prolunga per l’inserimento di Dimarco due minuti più tardi: sinistro molto largo. La Dea fa trenta e non trentuno, vedi ripartenza taccata a due Samardzic-Zappacosta conclusa malamente dal cross a piede debole del serbo. E’ lo stesso trentaduesimo quando De Roon, fuori posizione, spalanca terreno al regista locale per la manovra Dimarco-Dumfries-Zielinski che trova la deviazione per il primo angolo, battuto dal laterale mancino dalla destra per lo stacco loffio di Akanji. Mega possesso interista fino al 39’ scarso, senza che Thuram riesca a chiudere dopo una serie di rimpalli a favore di Bisseck (sinistro quasi in fallo laterale dall’altra parte) ed Esposito. Ancora il terzo di destra cambia fronte dandola all’unico marcatore fin lì, sul cui tentativo di girarsi è Djimsiti a doversi spendere. </p>
<p>Che i veterani siano stanchi lo testimonia la perdita di mezzo tempo di gioco di Kolasinac nella combinazione dell’intera catena di sinistra al 3’ della ripresa: sul fondo ci arriva solo l’attrezzo, lui no. A ruota, Super Mario perde ancora il boccino e Thuram appena da fuori fa la barba al primo incrocio. Carlos Augusto, invece, brucia il compassato Scamacca, pure servito bene dal retropassaggio dello stesso bosniaco lanciato in area da Zalewski. Palladino getta nella mischia Ederson, al rientro dopo 6 partite (l’ultima il 17 febbraio a Dortmund), e Krstovic, al posto di Samardzic e proprio del terminale unico. Niente da fare ancora. Bisseck-Esposito-Dumfries, col primo a tagliare a sinistra dopo aver buttato giù il brasiliano, per fortuna due terzi della retroguardia fanno muro all’olandese provocandone l’incespicata (13’). Scollinato il quarto d’ora, chi ha sbagliato sull’uno a zero evita il raddoppio di Thuram uscendogli incontro sul filtrante di Mkhitaryan. A tiro del ventesimo, il taglio profondissimo del laterale dei Paesi Bassi di Chivu s’esaurisce nel sinistro in alto in spaccata dettato ancora dall’armeno. </p>
<p>Al 22’ la new entry Sulemana si fa fermare da Zielinski, sempre più libero aggiunto, e Krstovic mastica il sinistro, segno che la squadra è viva. Bernasconi ad area aperta, raggiunto da Krstovic sull’idea del croato, fa qualcosa che sembra più un tiro che un assist a Ederson, e difatti la stoppata di Augusto a quello serve. Minuto 69, se non altro le conclusioni salgono a 4 contro 11. 12 col tacco di Thuram chiamato da Bonny in asse con Barella a ruota di un episodio significativo dell’andazzo orobico, Zappacosta che ostacola Scalvini sull’onda lunga dello schema regalato da Hien a Bernasconi dalla trequarti con spizzata all’indietro di Djimsiti non colta dal montenegrino. </p>
<p>Torna anche CDK, assente dal warm-up da smeniscato con la Cremonese, ma è Ederson a dover scongiurare possibili guai dallo slalomista Bonny (33’). E siamo all’episodio chiave, quando il fiammingo prolunga di tacco per Sulemana il tracciante dal lato di Zappacosta e, sulla parata di Sommer, il tap-in di prima intenzione di Nikola è solare, a differenza del contatto braccia-tronco posteriore ai danni di un Dumfries che comunque casca come abbattuto da un drone. Lamentele locali anche per l’anticipo palla-Frattesi by Scalvini al 42’ su palla dentro di Luis Henrique spondata dal francese a centro area. Nel finale Carnesecchi smanaccia il traversone di Zielinski e l’eroe dell’uno a uno, in offside sul la di Pasalic al terzo di recupero, al sesto sull’ultimo angolo fortemente voluto alza in gioco aereo la traiettoria a rientrare di Bernasconi.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Dortmund &#8211; A difesa e in mezzo manca attenzione, ma davanti punge solo Krstovic</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 22:59:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta a Dortmund risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon Kossounou, fregato da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/cbd791c3-0efb-464f-9d25-ed1f45958ec4.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Dortmund</strong> risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon <strong>Kossounou</strong>, fregato da Guirassy anche in versione assistman, e Marten de Roon che lascia Nmecha libero di scambiare con l&#8217;apripista nell&#8217;azione del raddoppio. Tra chi si salva spicca Nikola <strong>Krstovic</strong>, cambio all&#8217;intervallo dell&#8217;abulico Gianluca Scamacca: suo uno dei due tiri in porta atalantini nella seconda metà.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 6: incolpevole com&#8217;è, trovandosi uno scolapasta su due terzi della linea difensiva, non gli si potevano chiedere i soliti miracoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Kossounou</strong> 5: si fa sovrastare e lasciare sul posto da Guirassy nelle azioni decisive per compromettere la qualificazione. Ma non s&#8217;è scelto da solo al posto di Scalvini. E il voto è la media tra il 3 del primo tempo e il 7 del secondo, dove gioca con autorevolezza sostenendo l&#8217;azione.&nbsp;<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: niente pezze in una retroguardia cambiata di nuovo senza un perché (1’ st <strong>Hien</strong> 6,5: a suo agio contro un centravanti che pure svaria molto, quindi teoricamente inadatto a lui. Invece è la zip che ci voleva per incernierare la patta). <strong>Kolasinac</strong> 6: non ce la fa a chiudere la diagonale sulla sbavatura doppia del due a zero, ma più di tutto, pur senza colpe specifiche, finisce sulle ginocchia. Generoso e solido, di grande levatura ed esperienza internazionale, ma anche segnato dagli acciacchi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 6: Svensson quando attacca lo mette in ambasce per modo di dire, perché sono i raddoppi impossibili su Guirassy a distogliere la sua attenzione. Davanti crossa per la prima conclusione nello specchio (27’ st <strong>Bellanova</strong> 6: praticamente ridotto a una fase sola, non trova linee di passaggio pulite ma solo lo scavalco della difesa per un ariete che non si trova).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: Nmecha lo lascia costantemente sul posto ed è libero di tessere la trama del bis (18’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: a destra non rende, ma non era una sfida da contropiede, soprattutto per come s&#8217;era messa nel primo tempo).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: il fratellino di Bellingham è quello che incide meno. Ci crede sempre, rincula bene e spesso, ma nemmeno lui sembra al meglio.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: Ryerson punge un tempo per poi partecipare alle barricate contro l&#8217;assedio atalantino comunque sterile nella ripresa.</p>
<p><strong>Pasalic</strong> 6: grande grinta e tigna, con ricerca delle verticalizzazioni un po&#8217; da predicatore nel deserto, ma la squadra migliora con lui nel motore anziché davanti. Capitano di riserva, fa meglio del titolare della fascia.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6; se nella prima metà cercano (quasi) solo lui qualcosa vorrà pur dire. Avrebbe dovuto puntare Reggiani di più dopo averlo indotto al fallo da giallo, ma i tedeschi raddoppiano anche coi laterali. Un tiro respinto nella ripresa e anche una (sola) palla persa (37’ st <strong>Samardzic</strong> 6: si dà da fare a linee di passaggio ormai ostruite trovando la terza e ultima palla verso la porta).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scamacca</strong> 5: non si sa se balli ancora l&#8217;anca come nel warm-up con la Cremonese, ma gli manca ancora la condizione. La voglia? Lasciamo perdere (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: maestro nel gegenpressing e nell&#8217;attacco alla profondità, trova il secondo dei tre tiri in porta nerazzurri, ma troppo da lontano. Combatte e trova muraglie. Se non altro tiene tutti sul pezzo, compresi i suoi).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: a conti, pardon, errori fatti, tre scelte sbagliate. Ma se Scalvini e Krstovic parevano i titolari naturali, c&#8217;è un De Roon che non ha retto il colpo del tour de force. Non dovrebbero esistere gerarchie di alcun genere. <em><strong>Effe</strong></em></span></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Krstovic e Zalewski: &#8220;Guardiamo avanti&#8221;. Palladino: &#8220;Siamo cinici, restiamo umili&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 19:54:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell&#8217;entusiasmo tocca a Raffaele Palladino: &#8220;Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/d339b5f4-418e-42ad-853d-db53a79ec33f.jpeg"><p>Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell&#8217;entusiasmo tocca a <strong>Raffaele Palladino</strong>: <em>&#8220;Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno parlato, anche se l&#8217;ambizione mi piace&#8221;</em>. Ma che avevano detto di tanto azzardato gli intervistati da DAZN a ruota della vittoria all&#8217;inglese dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa della <strong>Lazio</strong>? <em>&#8220;Non ci accontentiamo del sesto posto, vogliamo guardare avanti. Siamo a meno 4 dalla Champions, sperando che vincano il Napoli e l’Inter. C’è un grande spirito, siamo un gruppo fenomenale. Volevamo scavalcare il Como e adesso vediamocela in Champions a Dortmund. Oggi non ho fatto gol, ma l’importante erano i tre punti. Non punto a fare la corsa su Lautaro per chi segna di più nell&#8217;anno nuovo. Abbiamo retto con un giocatore di meno negli ultimi dieci minuti: abbiamo due giorni per recuperare, ma martedì vogliamo andare a vincere&#8221;</em>, le parole raggianti di <strong>Nikola Krstovic</strong>.</p>
<p>Quanto all&#8217;autore del bis, <strong>Nicola Zalewski</strong>, non c&#8217;è nemmeno bisogno dell&#8217;idrante: <em>“Si guarda soprattutto avanti e abbiamo dato un messaggio importante con una grande vittoria di squadra. Per me tornare all&#8217;Olimpico, un campo complicato in cui vincere, è stato bello, ho la famiglia qui. Il campionato è lungo, ci propone partite importanti e difficili che però hanno anche tanti punti in palio. Il gol? E’ stato importante e anche bello, so di avere il destro a giro e sono riuscito ad aprirlo molto bene: mi ricorda un gol al Torino in maglia Inter”</em>.</p>
<p>Il tecnico nerazzurro, ovviamente, tira le orecchie, ma col sorrisetto sullo sfondo. <em>“Sono felice che i miei giocatori siano ambiziosi, ma bisogna restare umili. Non era facile venire a vincere a casa di una squadra forte e in salute. Nella prima fase, in una sfida a viso aperto, la <strong>Lazio</strong> ha fatto meglio di noi, che poi ci siamo riorganizzati, abbiamo trovato le forze e anche saputo metterci il cinismo necessario&#8221;</em>, la premessa di <strong>Palladino</strong>. Sulla partita, poche parole: <em>&#8220;Il dna e i principi di gioco dell’Atalanta sono di andare a recuperare alti la palla, essere coraggiosi e accettare i duelli. La Lazio gioca a due tocchi attaccando la profondità grazie a Daniel Maldini che ha fatto un’ottima partita, a Isaksen e a Noslin. In tante occasioni coi recuperi alti, anche nel primo tempo, potevamo farle male. Ora bisogna recuperare le energie, fra meno di ottanta ore si gioca in Champions”</em>.</p>
<p><em>&#8220;Partite come questa servono ad aumentare autostima e consapevolezza. Il nostro percorso non inizia certo da oggi con una posizione in classifica in più, ma è in corso da tre mesi, una scalata dal tredicesimo al sesto posto. Non credo nel turnover né faccio le scelte di formazione o sui cambi per quello, ho disposizione venti giocatori di movimento perché De Ketelaere è fuori. Ho sostituito <strong>Ahanor</strong> non per demerito perché ammonito e il ragazzo ha capito, stesso discorso all’intervallo per Scalvini&#8221;</em>, ha proseguito il tecnico nerazzurro.</p>
<p>Ancora, sui singoli: <em>&#8220;<strong>Raspadori</strong> arriva da un periodo in cui non ha giocato e ha bisogno di farlo con continuità. Per noi è importante, perché giovane, italiano, di grande mentalità e umiltà. Un vincente, anche, perché in carriera ha già vinto tanto. Purtroppo dobbiamo valutare il piccolo problema muscolare: per il resto, dobbiamo metterlo nelle condizioni di potersi esprimere al meglio. Ederson? Ho scherzato a fine partita. Con lo staff scegliamo tre rigoristi, i primi due sono Scamacca e De Ketelaere. Uno era in panchina, l&#8217;altro infortunato. Gli ho detto che per farlo segnare ho dovuto farlo fare rigorista…&#8221;</em>. Infine, sugli orizzonti nuovi che sembrano dischiudersi anche sul fronte interno: <em>&#8220;Non guardiamo alla corsa Champions o altro, ma solo a noi stessi. L’obiettivo è risalire continuando la scalata, con fame e consapevolezza dei nostri mezzi. Siamo molto felici, abbiamo tre competizioni. Dobbiamo recuperare le energie perché si gioca tanto&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dal dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Prova di maturità&#8221;. E tre attaccanti esultano: &#8220;Vogliamo la Champions&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:34:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il febbraio dell&#8217;Atalanta non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/c80c65e4-bd48-4740-b1a6-eaaa12093b15.jpeg"><p>Il febbraio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il Borussia Dortmund per andare avanti in Champions fino agli ottavi contro le ingiocabili Arsenal o Bayern. C&#8217;è stata anche la <strong>Cremonese</strong> appena battuta, ci saranno a cavallo della coppa dalle grandi orecchie anche la Lazio e in casa il Napoli: <em>&#8220;Per noi è una maratona che richiede molta resistenza. Abbiamo scalato posizioni rosicchiando punti a chi sta davanti e vogliamo continuare a scalare. La squadra sta crescendo. Abbiamo un febbraio intenso e bisogna spingere continuando a sudare la maglia&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo essere più cinici in zona gol, perché lasciare le partite sul due a zero significa tenerle aperte. Bisogna fare la scelta giusta negli ultimi metri, anche se gli attaccanti hanno fatto pressing e alla fine erano anche frenati dalla pioggia e dal campo allentato</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>De Ketelaere ha tirato nel riscaldamento sentendo qualcosina al ginocchio destro, vediamo domani con la risonanza. Non dovrebbe essere niente di grave&#8221;</em>. L&#8217;uomo in panchina è soddisfatto di aver rotto il tabù con le neopromosse, ovvero 0 punti col Sassuolo costati l&#8217;esonero al predecessore <strong>Ivan Juric</strong>, 2 col Pisa di cui solo uno suo e l&#8217;1-1 all&#8217;andata a Cremona: <em>&#8220;Avevo un po&#8217; di timore dopo la vittoria importante in Coppa Italia contro la Juventus. Il pericolo era sottovalutare l&#8217;avversario. La Cremonese veniva in casa nostra per fare punti. Ma ho elogiato i ragazzi nello spogliatoio per la maturità, per la qualità della grande partita anche in non possesso e nelle preventive nel primo tempo. mentre nel secondo è stata una partita sporca con molte palle lunghe. Un risultato che ci dà morale e autostima&#8221;</em>.</p>
<p>Poi, i soliti nomi da tenere in palmo di mano. <em>&#8220;Chiunque giochi si esprime al cento per cento. <strong>Pasalic</strong> ha fatto una grande partita, Kolasinac idem, Samardzic pure senza sapere che avrebbe giocato fino a dieci minuti prima. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore che gioca con grande spirito. Ma si parla poco di Djimsiti, Ederson e Zappacosta</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>Di Scalvini ero innamorato quando lo vedevo in tv, ora che lo alleno ancora di più: ha la faccia da bravo ragazzo con grandi doti tecniche e fisiche. Sta giocando di qualità, ha un presente e un futuro incredibile. Può crescere tanto, perché non è al top della forma&#8221;</em>. E il buco di Kossounou sul gol ospite? <em>&#8220;Non parlo di errori, sono contento che Odilon stia trovando anche da cambio in corsa una certa continuità dopo il ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa&#8221;</em>.</p>
<p>Parola al primo assistman, <strong>Giacomo Raspadori</strong>, che non è riuscito a replicare la prodezza finora singola col Parma: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong>, cui dovevo l&#8217;assist che mi aveva mandato in porta, è stato bravissimo a trovarla dopo una bella azione. Ma l&#8217;importante è aver sempre spinto tanto, la mentalità. Oggi è stata fatta una grande partita, nell&#8217;approccio e nell&#8217;atteggiamento. Peccato aver preso il gol alla fine, potevamo finalizzare molte più occasioni&#8221;</em>. Niente rammarico, insomma, per non averla messa: <em>&#8220;In qualche situazione avrei potuto fare meglio, ma è andata così. A volte basta una palla come col Parma per segnare, a volte non ne bastano mai. Sono contento per la squadra, per lo staff, per tutti, perché comunque sappiamo quanto ci prepariamo lavorando duro per giocare partite del genere&#8221;</em>.</p>
<p>Il sostituto inatteso, <strong>Lazar Samardzic</strong>, ha anche retroscena da svelare: <em>&#8220;Ho rischiato di andare via nel mercato invernale, ma il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al cento per cento. Non spetta a me, ma alla società e al mio agente. Non ho mai pensato di andarmene né lo volevo: sono contento di essere ancora all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. Con le ombre di Lazio e soprattutto Fiorentina, giocare in scioltezza non dev&#8217;essere agevolissimo: <em>“Non dovevo giocare nemmeno stavolta, poi De Ketelaere si è fatto male. Ho preso la traversa, ho avuto almeno altre due possibilità di fare gol, ma sono felice anche se non l&#8217;abbiamo chiusa prima&#8221;</em>. Ancora, sui pericolo del lunedì sera: <em>&#8220;Djuric è forte di testa e abbiamo rischiato. Vogliamo stare sempre più in alto. In avanti possiamo giocare tutti con tutti, perché siamo forti. Decide il mister, le riserve quando entrano aiutano l&#8217;Atalanta come i titolari&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, l&#8217;apripista <strong>Nikola Krstovic</strong>. <em>&#8220;Ho giocato al posto di Scamacca che comunque domenica in allenamento stava bene. Sono pronto al duecento per cento. Vogliamo qualificarci alla Champions League oltre a giocarla: questa è stata una vittoria fondamentale</em> &#8211; ragiona il montenegrino -. <em>Ho fatto 5 gol su 7 in campionato solo a gennaio, come Lautaro? L&#8217;importante è che la squadra vinca facendo belle cose. I baci che ho mandato per esultare sono per moglie e figlia&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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