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	<title>Nikola Krstovic &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Le pagelle di Dortmund &#8211; A difesa e in mezzo manca attenzione, ma davanti punge solo Krstovic</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 22:59:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta a Dortmund risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon Kossounou, fregato da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/cbd791c3-0efb-464f-9d25-ed1f45958ec4.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Dortmund</strong> risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon <strong>Kossounou</strong>, fregato da Guirassy anche in versione assistman, e Marten de Roon che lascia Nmecha libero di scambiare con l&#8217;apripista nell&#8217;azione del raddoppio. Tra chi si salva spicca Nikola <strong>Krstovic</strong>, cambio all&#8217;intervallo dell&#8217;abulico Gianluca Scamacca: suo uno dei due tiri in porta atalantini nella seconda metà.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 6: incolpevole com&#8217;è, trovandosi uno scolapasta su due terzi della linea difensiva, non gli si potevano chiedere i soliti miracoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Kossounou</strong> 5: si fa sovrastare e lasciare sul posto da Guirassy nelle azioni decisive per compromettere la qualificazione. Ma non s&#8217;è scelto da solo al posto di Scalvini. E il voto è la media tra il 3 del primo tempo e il 7 del secondo, dove gioca con autorevolezza sostenendo l&#8217;azione.&nbsp;<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: niente pezze in una retroguardia cambiata di nuovo senza un perché (1’ st <strong>Hien</strong> 6,5: a suo agio contro un centravanti che pure svaria molto, quindi teoricamente inadatto a lui. Invece è la zip che ci voleva per incernierare la patta). <strong>Kolasinac</strong> 6: non ce la fa a chiudere la diagonale sulla sbavatura doppia del due a zero, ma più di tutto, pur senza colpe specifiche, finisce sulle ginocchia. Generoso e solido, di grande levatura ed esperienza internazionale, ma anche segnato dagli acciacchi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 6: Svensson quando attacca lo mette in ambasce per modo di dire, perché sono i raddoppi impossibili su Guirassy a distogliere la sua attenzione. Davanti crossa per la prima conclusione nello specchio (27’ st <strong>Bellanova</strong> 6: praticamente ridotto a una fase sola, non trova linee di passaggio pulite ma solo lo scavalco della difesa per un ariete che non si trova).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: Nmecha lo lascia costantemente sul posto ed è libero di tessere la trama del bis (18’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: a destra non rende, ma non era una sfida da contropiede, soprattutto per come s&#8217;era messa nel primo tempo).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: il fratellino di Bellingham è quello che incide meno. Ci crede sempre, rincula bene e spesso, ma nemmeno lui sembra al meglio.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: Ryerson punge un tempo per poi partecipare alle barricate contro l&#8217;assedio atalantino comunque sterile nella ripresa.</p>
<p><strong>Pasalic</strong> 6: grande grinta e tigna, con ricerca delle verticalizzazioni un po&#8217; da predicatore nel deserto, ma la squadra migliora con lui nel motore anziché davanti. Capitano di riserva, fa meglio del titolare della fascia.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6; se nella prima metà cercano (quasi) solo lui qualcosa vorrà pur dire. Avrebbe dovuto puntare Reggiani di più dopo averlo indotto al fallo da giallo, ma i tedeschi raddoppiano anche coi laterali. Un tiro respinto nella ripresa e anche una (sola) palla persa (37’ st <strong>Samardzic</strong> 6: si dà da fare a linee di passaggio ormai ostruite trovando la terza e ultima palla verso la porta).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scamacca</strong> 5: non si sa se balli ancora l&#8217;anca come nel warm-up con la Cremonese, ma gli manca ancora la condizione. La voglia? Lasciamo perdere (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: maestro nel gegenpressing e nell&#8217;attacco alla profondità, trova il secondo dei tre tiri in porta nerazzurri, ma troppo da lontano. Combatte e trova muraglie. Se non altro tiene tutti sul pezzo, compresi i suoi).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: a conti, pardon, errori fatti, tre scelte sbagliate. Ma se Scalvini e Krstovic parevano i titolari naturali, c&#8217;è un De Roon che non ha retto il colpo del tour de force. Non dovrebbero esistere gerarchie di alcun genere. <em><strong>Effe</strong></em></span></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Krstovic e Zalewski: &#8220;Guardiamo avanti&#8221;. Palladino: &#8220;Siamo cinici, restiamo umili&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 19:54:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell&#8217;entusiasmo tocca a Raffaele Palladino: &#8220;Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/d339b5f4-418e-42ad-853d-db53a79ec33f.jpeg"><p>Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell&#8217;entusiasmo tocca a <strong>Raffaele Palladino</strong>: <em>&#8220;Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno parlato, anche se l&#8217;ambizione mi piace&#8221;</em>. Ma che avevano detto di tanto azzardato gli intervistati da DAZN a ruota della vittoria all&#8217;inglese dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa della <strong>Lazio</strong>? <em>&#8220;Non ci accontentiamo del sesto posto, vogliamo guardare avanti. Siamo a meno 4 dalla Champions, sperando che vincano il Napoli e l’Inter. C’è un grande spirito, siamo un gruppo fenomenale. Volevamo scavalcare il Como e adesso vediamocela in Champions a Dortmund. Oggi non ho fatto gol, ma l’importante erano i tre punti. Non punto a fare la corsa su Lautaro per chi segna di più nell&#8217;anno nuovo. Abbiamo retto con un giocatore di meno negli ultimi dieci minuti: abbiamo due giorni per recuperare, ma martedì vogliamo andare a vincere&#8221;</em>, le parole raggianti di <strong>Nikola Krstovic</strong>.</p>
<p>Quanto all&#8217;autore del bis, <strong>Nicola Zalewski</strong>, non c&#8217;è nemmeno bisogno dell&#8217;idrante: <em>“Si guarda soprattutto avanti e abbiamo dato un messaggio importante con una grande vittoria di squadra. Per me tornare all&#8217;Olimpico, un campo complicato in cui vincere, è stato bello, ho la famiglia qui. Il campionato è lungo, ci propone partite importanti e difficili che però hanno anche tanti punti in palio. Il gol? E’ stato importante e anche bello, so di avere il destro a giro e sono riuscito ad aprirlo molto bene: mi ricorda un gol al Torino in maglia Inter”</em>.</p>
<p>Il tecnico nerazzurro, ovviamente, tira le orecchie, ma col sorrisetto sullo sfondo. <em>“Sono felice che i miei giocatori siano ambiziosi, ma bisogna restare umili. Non era facile venire a vincere a casa di una squadra forte e in salute. Nella prima fase, in una sfida a viso aperto, la <strong>Lazio</strong> ha fatto meglio di noi, che poi ci siamo riorganizzati, abbiamo trovato le forze e anche saputo metterci il cinismo necessario&#8221;</em>, la premessa di <strong>Palladino</strong>. Sulla partita, poche parole: <em>&#8220;Il dna e i principi di gioco dell’Atalanta sono di andare a recuperare alti la palla, essere coraggiosi e accettare i duelli. La Lazio gioca a due tocchi attaccando la profondità grazie a Daniel Maldini che ha fatto un’ottima partita, a Isaksen e a Noslin. In tante occasioni coi recuperi alti, anche nel primo tempo, potevamo farle male. Ora bisogna recuperare le energie, fra meno di ottanta ore si gioca in Champions”</em>.</p>
<p><em>&#8220;Partite come questa servono ad aumentare autostima e consapevolezza. Il nostro percorso non inizia certo da oggi con una posizione in classifica in più, ma è in corso da tre mesi, una scalata dal tredicesimo al sesto posto. Non credo nel turnover né faccio le scelte di formazione o sui cambi per quello, ho disposizione venti giocatori di movimento perché De Ketelaere è fuori. Ho sostituito <strong>Ahanor</strong> non per demerito perché ammonito e il ragazzo ha capito, stesso discorso all’intervallo per Scalvini&#8221;</em>, ha proseguito il tecnico nerazzurro.</p>
<p>Ancora, sui singoli: <em>&#8220;<strong>Raspadori</strong> arriva da un periodo in cui non ha giocato e ha bisogno di farlo con continuità. Per noi è importante, perché giovane, italiano, di grande mentalità e umiltà. Un vincente, anche, perché in carriera ha già vinto tanto. Purtroppo dobbiamo valutare il piccolo problema muscolare: per il resto, dobbiamo metterlo nelle condizioni di potersi esprimere al meglio. Ederson? Ho scherzato a fine partita. Con lo staff scegliamo tre rigoristi, i primi due sono Scamacca e De Ketelaere. Uno era in panchina, l&#8217;altro infortunato. Gli ho detto che per farlo segnare ho dovuto farlo fare rigorista…&#8221;</em>. Infine, sugli orizzonti nuovi che sembrano dischiudersi anche sul fronte interno: <em>&#8220;Non guardiamo alla corsa Champions o altro, ma solo a noi stessi. L’obiettivo è risalire continuando la scalata, con fame e consapevolezza dei nostri mezzi. Siamo molto felici, abbiamo tre competizioni. Dobbiamo recuperare le energie perché si gioca tanto&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dal dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Prova di maturità&#8221;. E tre attaccanti esultano: &#8220;Vogliamo la Champions&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
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					<description><![CDATA[Il febbraio dell&#8217;Atalanta non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/c80c65e4-bd48-4740-b1a6-eaaa12093b15.jpeg"><p>Il febbraio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il Borussia Dortmund per andare avanti in Champions fino agli ottavi contro le ingiocabili Arsenal o Bayern. C&#8217;è stata anche la <strong>Cremonese</strong> appena battuta, ci saranno a cavallo della coppa dalle grandi orecchie anche la Lazio e in casa il Napoli: <em>&#8220;Per noi è una maratona che richiede molta resistenza. Abbiamo scalato posizioni rosicchiando punti a chi sta davanti e vogliamo continuare a scalare. La squadra sta crescendo. Abbiamo un febbraio intenso e bisogna spingere continuando a sudare la maglia&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo essere più cinici in zona gol, perché lasciare le partite sul due a zero significa tenerle aperte. Bisogna fare la scelta giusta negli ultimi metri, anche se gli attaccanti hanno fatto pressing e alla fine erano anche frenati dalla pioggia e dal campo allentato</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>De Ketelaere ha tirato nel riscaldamento sentendo qualcosina al ginocchio destro, vediamo domani con la risonanza. Non dovrebbe essere niente di grave&#8221;</em>. L&#8217;uomo in panchina è soddisfatto di aver rotto il tabù con le neopromosse, ovvero 0 punti col Sassuolo costati l&#8217;esonero al predecessore <strong>Ivan Juric</strong>, 2 col Pisa di cui solo uno suo e l&#8217;1-1 all&#8217;andata a Cremona: <em>&#8220;Avevo un po&#8217; di timore dopo la vittoria importante in Coppa Italia contro la Juventus. Il pericolo era sottovalutare l&#8217;avversario. La Cremonese veniva in casa nostra per fare punti. Ma ho elogiato i ragazzi nello spogliatoio per la maturità, per la qualità della grande partita anche in non possesso e nelle preventive nel primo tempo. mentre nel secondo è stata una partita sporca con molte palle lunghe. Un risultato che ci dà morale e autostima&#8221;</em>.</p>
<p>Poi, i soliti nomi da tenere in palmo di mano. <em>&#8220;Chiunque giochi si esprime al cento per cento. <strong>Pasalic</strong> ha fatto una grande partita, Kolasinac idem, Samardzic pure senza sapere che avrebbe giocato fino a dieci minuti prima. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore che gioca con grande spirito. Ma si parla poco di Djimsiti, Ederson e Zappacosta</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>Di Scalvini ero innamorato quando lo vedevo in tv, ora che lo alleno ancora di più: ha la faccia da bravo ragazzo con grandi doti tecniche e fisiche. Sta giocando di qualità, ha un presente e un futuro incredibile. Può crescere tanto, perché non è al top della forma&#8221;</em>. E il buco di Kossounou sul gol ospite? <em>&#8220;Non parlo di errori, sono contento che Odilon stia trovando anche da cambio in corsa una certa continuità dopo il ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa&#8221;</em>.</p>
<p>Parola al primo assistman, <strong>Giacomo Raspadori</strong>, che non è riuscito a replicare la prodezza finora singola col Parma: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong>, cui dovevo l&#8217;assist che mi aveva mandato in porta, è stato bravissimo a trovarla dopo una bella azione. Ma l&#8217;importante è aver sempre spinto tanto, la mentalità. Oggi è stata fatta una grande partita, nell&#8217;approccio e nell&#8217;atteggiamento. Peccato aver preso il gol alla fine, potevamo finalizzare molte più occasioni&#8221;</em>. Niente rammarico, insomma, per non averla messa: <em>&#8220;In qualche situazione avrei potuto fare meglio, ma è andata così. A volte basta una palla come col Parma per segnare, a volte non ne bastano mai. Sono contento per la squadra, per lo staff, per tutti, perché comunque sappiamo quanto ci prepariamo lavorando duro per giocare partite del genere&#8221;</em>.</p>
<p>Il sostituto inatteso, <strong>Lazar Samardzic</strong>, ha anche retroscena da svelare: <em>&#8220;Ho rischiato di andare via nel mercato invernale, ma il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al cento per cento. Non spetta a me, ma alla società e al mio agente. Non ho mai pensato di andarmene né lo volevo: sono contento di essere ancora all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. Con le ombre di Lazio e soprattutto Fiorentina, giocare in scioltezza non dev&#8217;essere agevolissimo: <em>“Non dovevo giocare nemmeno stavolta, poi De Ketelaere si è fatto male. Ho preso la traversa, ho avuto almeno altre due possibilità di fare gol, ma sono felice anche se non l&#8217;abbiamo chiusa prima&#8221;</em>. Ancora, sui pericolo del lunedì sera: <em>&#8220;Djuric è forte di testa e abbiamo rischiato. Vogliamo stare sempre più in alto. In avanti possiamo giocare tutti con tutti, perché siamo forti. Decide il mister, le riserve quando entrano aiutano l&#8217;Atalanta come i titolari&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, l&#8217;apripista <strong>Nikola Krstovic</strong>. <em>&#8220;Ho giocato al posto di Scamacca che comunque domenica in allenamento stava bene. Sono pronto al duecento per cento. Vogliamo qualificarci alla Champions League oltre a giocarla: questa è stata una vittoria fondamentale</em> &#8211; ragiona il montenegrino -. <em>Ho fatto 5 gol su 7 in campionato solo a gennaio, come Lautaro? L&#8217;importante è che la squadra vinca facendo belle cose. I baci che ho mandato per esultare sono per moglie e figlia&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle con la Cremonese &#8211; In cinque per il sette, Carnesecchi para ancora</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Cremonese]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/df64f1b9-4593-4b62-9168-5a36d029a2a2.jpeg"><p>Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto le vittorie, <strong>Marco Carnesecchi</strong> ha cucito un altro miracolo dei suoi alla divisa di una stagione fin qui perfetta prima di capitolare al 94&#8242;. La parata con cui ha tolto l&#8217;incornata di Djuric da dentro il palo ha qualcosa di magico. Era il secondo di tre tiri nella sua porta di una <strong>Cremonese</strong> che ha tirato meno di un terzo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Per il resto, altri quattro si meritano il sette, a cominciare dal primo assistman Jack <strong>Raspadori</strong>, cui è mancato soprattutto il gol, Nicola Zalewski che ha spinto da ossesso e dulcis in fundo i marcatori di giornata, Nikola <strong>Krstovic</strong> e Davide Zappacosta.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: sul pezzo nonostante la semi disoccupazione. Il marchio dei grandi. Come abbia fatto a non far passare quel pallone non è dato saperlo.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: autorevolezza, anche troppa, nell&#8217;uscire palla al piede, con qualche riserva quando gli avversari si fiondano in area in sovrannumero.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: salva su Pajero, si vede negare la gioia del tris dall&#8217;offside di Kamaldeen rilevato al Var e poi non può mettere una pezza sul gol.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: finché c&#8217;è lui si rischia poco, anche se quella fasciatura sotto il ginocchio fa venire i brividi da sola e il nemico non ha certo dei maghi lì davanti (14’ st <strong>Kossounou</strong> 6: gran palla per Sulemana, sprecata, partecipazione al possibile tris negato dall&#8217;offside dello stesso ex Southampton e quello spiovente di Luperto un po&#8217; sulla coscienza).</p>
<p><strong> Zappacosta</strong> 7: battezza col primo acuto stagionale una prova sull&#8217;attenti nelle due fasi (13’ st <strong>Bellanova</strong> 6: accarezza invano la fronte a Super Mario senza fare molto di più).<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: l&#8217;uomo dei record, quarto per presenze totali e per gol nella storia societaria al lordo dei 5 gol del 1943/44 non riconosciuti (da chi?) a Cominelli, comanda le operazioni in scioltezza in un primo tempo da 8 con tanto di smazzata bassa e lunghetta per il 2-0. Poi, forse, palesa un po&#8217; di stanchezza al dunque.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: sempre nel vivo del gioco, estrae dal cilindro un paio di conclusioni dalla distanza che non fanno male. Passettino indietro dalla prova con la Juve nel quarto di Coppa Italia, ma è anche vero che non ha un backup.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: moto perpetuo, praticamente la fa da quarta punta con licenza di inserirsi spesso sulle seconde palle oltre che crossare e duettare. Dietro, ma non troppo, perde un pallone in croce (25’ st <strong>Bernasconi</strong> 6,5: gran contropiede, aperto e poi rifinito di tacco, in una delle innumerevoli chances atalantine per chiudere la pratica. Krstovic ed Ederson lo seguono, Samardzic sbaglia ancora mira).</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: di pura stima, perché se la qualità gli va riconosciuta, nondimeno continua a sbagliare troppo. Traversa o no, non ha il killer instinct d&#8217;area per poter fare da backup a CDK, già di suo tendente a stare poco nei 16 metri decisivi&nbsp; (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: la solita foga, solo senza la ciliegina sulla torta del gol come nel trofeo della coccarda il giovedì prima). <strong>Raspadori</strong> 7: il non-Lookman che fa il Lookman, più per lo scompiglio e la capacità di trovarsi coi compagni che nell&#8217;uno contro uno, arrischiato il giusto. Che pallonesse, e non solo per aprire il punteggio come una scatoletta di tonno (33’ st <strong>Musah</strong> 6: utilità multiruolo rivedibile).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7: sempre più convincente, stavolta appaga il palato anche da titolare. La mira non è infallibile, ma ci prova quando può, di testa o di piede, senza neanche esagerare. Nove al quoto (ma uno l&#8217;ha fatto in Coppa Italia col Lecce) come Scamacca, stavolta un po&#8217; acciaccatiello, ma il capocannoniere interno in campionato è lui col settebello.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: sistema sempre per benino i giocatori nei reparti e i reparti medesimi, convincendosi di non avere gerarchie prefissate anche se le palesa a ogni piè sospinto. Se De Roon e Ahanor non fossero stati dietro la lavagna del giudice sportivo, avremmo visto un&#8217;altra formazione. A Raspadori la fiducia è d&#8217;obbligo, perché lui sa farlo giocare per la squadra facendogli dimenticare di essere anche un po&#8217; solista. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta viaggia troppo sul velluto, ma la Cremonese arriva tardi: 2-1</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 19:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[24a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 9 febbraio Atalanta &#8211; Cremonese 2-1 (2-0) ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/cafd09f1-6c59-49ac-912e-60cbd3762ad6.jpeg"><p>24a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 9 febbraio<br />
<strong>Atalanta &#8211; Cremonese 2-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6,5, Kolasinac 6,5 (14’ st Kossounou 6); Zappacosta 7 (13’ st Bellanova 6), Pasalic (cap.) 7, Ederson 6, Zalewski 7 (25’ st Bernasconi 6,5); Samardzic 6 (25’ st K. Sulemana 6), Raspadori 7 (33’ st Musah 6); Krstovic 7. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 5 Bakker, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>CREMONESE (3-5-2):</strong> Audero 5,5; Ceccherini 5 (39’ pt Terracciano 6,5), Baschirotto (cap.) 6,5, Luperto 6,5; Barbieri 6 (39’ st Zerbin 6), Thorsby 7, Grassi 6 (17’ st Payero 6,5), Maleh 5,5, Pezzella 6,5; Bonazzoli 5,5 (1’ st Djuric 6), Vardy 5,5 (18’ st Sanabria 5,5). A disp.: 16 Silvestri, 69 Nava; 25 Pavesi, 55 Folino, 22 Floriani Mussolini, 14 Moumbagna. All.: Davide Nicola 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Piccinini di Forlì 6 (Fontani di Siena, Giuggioli di Grosseto; IV Arena di Torre Annunziata. V.A.R. Aureliano di Bologna, A.V.A.R. Del Giovane di Albano Laziale).<br />
<strong>RETI:</strong> 13’ pt Krstovic (A), 25’ pt Zappacosta (A), 49’ st Thorsby (C)<br />
<strong>Note:</strong> ricordati Federico Pisani, dedicatario della Curva Nord, e Alessandra Midali a tre giorni dal ventinovesimo anniversario dalla scomparsa, oltre a Emiliano Mondonico che giocò e allenò entrambe le squadre. Serata uggiosa con pioggia verso fine primo tempo, spettatori 21.796 per un incasso di 433.416,46 euro. Ammoniti Kolasinac e Kossounou per gioco scorretto. Tiri totali 29-12, nello specchio 9-3, parati 7-2, respinti/deviati 11-4, legni 1-0. Var: 1. Corner 13-2, recupero 1’ e 6’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Krstovic</strong> si gira in caduta e col sinistro tramuta in oro il pallone a rientrare dalla destra di <strong>Raspadori</strong>, <strong>Zappacosta</strong> rientra sul medesimo piede lanciato basso da Pasalic per cogliere l’angolino opposto e Djimsiti si vede negare per fuorigioco di Sulemana la carambola con Pasalic e Kossoun sull’angolo finale il possibile tris per la seconda volta in mezzo alle gambe del portiere altrui. Tabù neopromosse sfatato, ma che strizza per non averla mai chiusa davvero subendo il dimezzamento dello score da <strong>Thorsby</strong>, l&#8217;esordiente in grigiorosso, controllo-spostamento-tiro di sinistro sull’ammollo di Luperto al <strong>94’</strong>. <strong>L’Atalanta</strong> batte la <strong>Cremonese</strong> e va a meno due dal Como sesto in attesa del recupero col Milan.</p>
<p>Ederson, Raspadori che la gira dentro quasi in lunetta e Krstovic, contrato in angolo, confezionano la prima chance poco oltre il 3’. Stessa sorte di seconda per Zalewski a cronometro raddoppiato dopo una manovra avvolgente con cross di Zappacosta respinto. Stessa situazione al 9’, quando però in coda al secondo angolo di casa è Raspadori di mancino, dalla destra dell’area, a obbligare alla sbracciata sopra il montante Audero, che infilato in mezzo alle gambe in controtempo devierà di tacco (sinistro, of course) la non irresistibile zampata da uno a zero disturbato nella visuale dal semi immobile Ceccherini. Ancora angolo, di nuovo la smanacciata salvifica in mischia nel gioco delle torri tra Djimsiti e chi la sblocca entro breve approfittando del cross morbido del compagno di reparto. Al ventesimo il possibile bis di Samardzic, sostituto dal warm-up di De Ketelaere che ha accusato noie al ginocchio destro, s’infrange sulla traversa nei pressi dell’incrocio, uno splendido taglio oltre il limite con tiro mancino a rimorchio di Zalewski. Input al polacco, sempre dell’assistman del rompighiaccio. Se la fronte del montenegrino non imprime potenza e direzione a ruota, due lancette e la diagonale di Kolasinac fa calare il sipario sulle velleità di Vardy. Un altro paio ed ecco che, con la partecipazione di Scalvini, il capitano di turno mette il pendolino di Sora a tu per tu con Luperto, altro esordiente tra gli ospiti, che rimane sul posto spianandogli la ricerca dello spiraglio sul legno lontano. Dalla destra dell’area piccola, per uno che fa il laterale di professione fin dall’Isola Liri, è uno scherzo.</p>
<p>Il solito problema di chiuderla persiste e, a tiro del destro dalla distanza ancora di Jack da presa in tuffetto per il portiere altrui, ecco il sinistro oltre il sette opposto dell’esterno destro Barbieri al 36’. Un minuto più tardi, invece, quello di Thorsby è un appoggio di testa senza rischi per Carnesecchi sul cross di Pezzella, ex al pari di Grassi. In avvio di ripresa, Baschirotto fa impennare in corner il conato di Juric rientrando dal vertice sinistro. Ad Audero sfugge anche la battuta dalla bandierina destra di Raspadori, ma in qualche modo Terracciano tiene a bada Djimsiti. Alla sporca dozzina Zalewski riprende un tiro respinto al firmatario del minimo vantaggio facendo la barba al palo dal limite. Poco dopo, sale in cielo nuovamente Thorsby per incrociare con la fronte bozzuta l’ammollo dalla trequarti sinistra di Pezzella senza mira. All’ora di gioco Krstovic, imbeccato da Pasalic, spara dritto col sinistro sulla scivolata di Terracciano.</p>
<p>L’occasionissima per riaprirla è al ventesimo sullo schema da destra di Payero: ancora il norvegese prolunga in gioco aereo, Luperto sbuccia il pallone a lato del palo alla destra di Carnesecchi. Ederson in coda al nono corner chiama al blocco a terra l’ex juventino nella porta altrui, Laki prima del cambio con Kamaldeen irrompe sull&#8217;invito dal fondo di Zalweski allargando il rasoterra a incrociare (22’). Raspadori da sinistra s’accentra e sgancia un radente non difficile per Audero (26’). Il ghanese ex Southampton riceve da Kossounou, si allarga e forse volendo crossare l’ammolla al pubblico; Super Mario, dal canto suo, stacca imperfettamente alla mezzora su cross di Bellanova. La stupenda risalita del campo Bernasconi-Krstovic-Ederson con tacco del primo per il servizio del brasilano dentro i sedici metri sfocia nel tiro a giro alto della punta di Castel Maggiore, che esce per fare spazio a Musah (33’). Se Djimsiti stoppa in corner Payero su sponda di Djuric, Baschirotto fa diga sull’ex Salernitana sceso in navata. Sulemana la ritenta di sinistro dalla destra impegnando l’ultimo ostacolo sul primo palo (40’), il girello di Nikola è sul fondo, L’ultimo entrato dei padani, Zerbin, fa lo scavino per l’incornata di Djuric che Carnesecchi toglie dalla porta (44’). <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>La vigilia di Palladino: &#8220;Leggerezza e determinazione per centrare un sogno&#8221;. Krstovic: &#8220;Ha acceso un clic&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 19:27:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[League Phase]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal vae victis dei romani al guai a pensarsi vincitori di Raffaele Palladino. Dall&#8217;Union Saint-Gilloise, mercoledì sera al Lotto Park/Stade [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/791c2229-889d-4322-b2ec-70707da797df.jpeg"><p>Dal vae victis dei romani al guai a pensarsi vincitori di <strong>Raffaele Palladino</strong>. Dall&#8217;<strong>Union Saint-Gilloise</strong>, mercoledì sera al Lotto Park/Stade Constant Vanden Stock di Bruxelles-Anderlecht, il tecnico si aspetta lo step in più dalla sua <strong>Atalanta</strong> sempre un po&#8217; altalenante. In palio, le residue speranze di centrare la qualificazione diretta agli ottavi di finale a dispetto del crollo nella classifica a 36 della Champions League dal quinto al tredicesimo posto per via della rimonta subìta una settimana da dall&#8217;Athletic Bilbao a Bergamo: <em>&#8220;Niente cali di attenzione, non possiamo pensare che le cose siano già fatte. Abbiamo visto cos&#8217;è successo, per dirne due, a <strong>Verona</strong> e a <strong>Pisa</strong>. Ci vuole leggerezza, sì, perché vogliamo giocarci fino all&#8217;ultimo un sogno che è lì, anche se non era il nostro obiettivo. Non superficialità: il confine è sottile. Se diamo qualcosa per scontato, succede quel che è successo anche col <strong>Bilbao</strong>. Non possiamo più permettercelo, tanto più in una fase cruciale della stagione dove entra nel vivo anche la Coppa Italia&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Se si abbassa la guardia s&#8217;incappa in situazioni delicate e difficili. Leggerezza sì, ma anche determinazione.&nbsp;Non bisogna fare calcoli andando in campo con la mentalità giusta per provare a vincere la partita. In Champions abbassare l&#8217;attenzione si paga caro&#8221;</em>, il mantra ripetuto dal mister alla vigilia dell&#8217;ottava e ultima giornata della League Phase. Sarebbe bastato anche solo un pari coi baschi per poter centrare comodamente la Top Eight vincendo nella capitale belga. Adesso, invece, bisogna affidarsi allo stellone e soprattutto ai <strong>calcoli</strong>, perché delle otto concorrenti a quota 13 punti, con <strong>PSG, Newcastle e Chelsea</strong> a occupare gli ultimi tre posti utili a evitare le forche caudine dei playoff, i bergamaschi hanno la differenza reti peggiore, appena +1.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Un confronto senza vincitori tra i parigini e le Magpies al Parco dei Principi sarebbe più foriero di speranze. Se le due migliori cogli stessi punti si dividessero la posta in palo, il bottino pieno al Lotto Park qualificherebbe agli ottavi di finale diretti in almeno <strong>tre</strong> di questi casi: sconfitte di Real Madrid e Liverpool, non vittorie di Tottenham, Chelsea, Atletico Madrid, Barcellona, Sporting Lisbona e Manchester City. Se vincesse una delle due, al contrario, servirebbero quattro di queste combinazioni: sconfitte di Real Madrid e Liverpool, non vittorie di Tottenham, Chelsea, Atletico Madrid, Barcellona, Sporting Lisbona e Manchester City.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;L&#8217;importante è fare la nostra parte fino in fondo, sapendo che non dipende solo da noi. La prestazione conta. Si tratta di una prova importante contro una squadra che vuole fare punti perché ha ancora possibilità di qualificarsi</em> &#8211; aggiunge l&#8217;uomo in panchina -. <em>Abbiamo studiato tanto <strong>l&#8217;USG</strong>. Ha assenze, ma pure ottimi elementi, individualità importanti, giocatori di gamba che attaccano la profondità, sanno giocare dentro e verticale, sono fisici. Dipende dalla nostra voglia e dalla nostra mentalità&#8221;</em>. Quindi, lo spot che non t&#8217;aspetti: <em>&#8220;Non importa chi gioca dall&#8217;inizio, ma contano lo spirito e l&#8217;atteggiamento, tra cui rientra l&#8217;essere pronti a subentrare. La gestione dei ragazzi non è difficile, sono straordinari. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore: entra e trascina la squadra, perché è sempre vivo e ha il fuoco dentro&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il <strong>montenegrino</strong>, con l&#8217;aria di chi sente la partita, non sembra dare peso eccessivo al momento, leggi tre palloni nel sacco di fila per un totale di sei in campionato, sette compreso il gol della bandiera coi Leoni di Biscaglia, otto in stagione perché la prima vittima era stata la Juve Stabia in Coppa Italia in maglia Lecce e cinque nelle ultime cinque partite. Inversione delle gerarchie in vista? <em>&#8220;Nei primi sei mesi è cambiata tutta la mia vita e non era facile, negli ultimi mi è stata data fiducia. Ma sono felice sia che giochi 90 minuti che 5. Spero di vincere mercoledì e nei primi otto posti</em> &#8211; taglia corto <strong>Nikola</strong> l&#8217;ex salentino -.&nbsp;<em><strong>Scamacca</strong> e io abbiamo segnato due gol entrambi nelle ultime due partite: se la squadra vince e fa punti, fa lo stesso. Giocare 30, 60 e 90 minuti non cambia niente. A Bergamo non è come a Lecce, ci sono tanti giocatori forti davanti. All&#8217;Atalanta ci sono ventitré fenomeni. Sono felice sia con 5 minuti che con 90&#8243;</em>.</p>
<p dir="ltr">Tornando a Palladino, ecco gli accenni ai singoli e alle ricette per non devastarsi lo stomaco da un brutto imprevisto. <em>&#8220;<strong>Lookman</strong> è rientrato bene da 40 giorni in Coppa d&#8217;Africa. C&#8217;è bisogno di un po&#8217; di tempo per&nbsp; riprendere i ritmi nel lavoro e negli allenamenti, ma è a disposizione per scendere in campo dal primo minuto come tutti gli altri. Dopo il 4-0 al Parma ho scritto su Instagram &#8216;mentalità, spirito e squadra&#8217;. Lo spirito conta domani, se devo sceglierne una. Andare forte, avere l&#8217;atteggiamento giusto, fare le pressioni giuste, difendere e attaccare da squadra: appena manchiamo in quello, caliamo. E&#8217; un momento importante della stagione, dobbiamo stare con le antenne dritte. Servono freschezza, dinamismo e velocità dietro contro avversari molto verticali. Ho sei difensori molto forti che si completano alla perfezione tra esperienza, gioventù e qualità di gioco.&nbsp;Ho giocatori forti tecnicamente, fisicamente e caratterialmente. La crescita che mi aspetto è nella testa: lo step in più in determinati momenti della gara&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">La superstella attuale è chiamata a rimpinguare il bottino personale e di squadra. <em>&#8220;<strong>De Ketelaere</strong> è&nbsp; importantissimo, si sta esprimendo a livelli incredibili. Può dare ancora di più sotto il profilo del gol, riempire di più l&#8217;area. E&#8217; lo step finale che gli manca: è già incredibile e completo anche in fase di non possesso. Devo essere bravo io a portarlo a fare qualche gol e riempire di più l&#8217;area ragionando di più da attaccante&#8221;</em>. Infine, sulla gloria da appena ex quarantenne: <em>&#8220;Io come Mancini che alla mia età era in Champions League da allenatore? Vivo molto il presente. Se guardo ai miei 31 anni era già due che seguivo i corsi da allenatore. Ho iniziato 5 anni prima del&nbsp;ritiro da giocatore. A 41 è un motivo d&#8217;orgoglio rappresentare l&#8217;Atalanta in Champions League. E&#8217; un lavoro che amo e faccio con grande passione. Ma non chiedetemi dove sarò tra altri dieci, non faccio programmi così a lungo termine&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il centravanti-backup che per mesi è rimasto fermo alla doppietta in casa del Torino il 21 settembre e non la metteva più fino al risveglio nell&#8217;anno nuovo, infine, merita la chiosa tutta per sé. <em>&#8220;Ma non parlate di me, parlate della squadra&#8230;&#8221;</em>, si schermisce. <em>&#8220;L&#8217;Atalanta è una squadra fortissima, mister <strong>Palladino</strong> ha acceso un clic e giochiamo sempre per vincere. Ci mancava solo un po&#8217; di fiducia. Ho segnato in Champions, ma non è che la mia carriera finisca qui. Chi fa l&#8217;attaccante è anche il primo difensore, nel calcio di oggi si deve correre tanto&#8221;</em>. Infine, tra umanità varia e rapporto coi pari ruolo: <em>&#8220;L&#8217;esultanza dopo aver segnato la ripeto perché è in onore di mia figlia, che me la chiede sempre</em> (mani aperte sulle tempie e linguaccia, NdR).&nbsp;<em>Appena arrivato <strong>Raspadori</strong> ho fatto subito gol. Un giocatore bravo, lo aspettiamo in Champions. Fargli un assist, come farlo a un compagno di reparto o di squadra, mi rende felice come quando a segnare sono io. Quando ho mandato Jack in porta col Parma ho esultato come se il gol l&#8217;avessi fatto io. Poi l&#8217;ho fatto davvero.&nbsp;Fare gol è il mio lavoro, è normale. Ma Non parlate sempre di me. Non firmo per 12 gol..&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Superato il contraccolpo di Champions&#8221;. Raspadori: &#8220;Amato da subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:46:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per Raffaele Palladino, allenatore di un&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/05d153e4-12c5-49b6-ada1-cbabffaf9eca.jpeg"><p>Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per <strong>Raffaele Palladino</strong>, allenatore di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> a forza quattro col <strong>Parma</strong>. <em>&#8220;La differenza è che stavolta nelle difficoltà c&#8217;è stata una reazione di squadra</em> &#8211; è la tesi dell&#8217;allenatore -. <em>Il grande passo avanti è stato arrivare bene a questa partita, i primi due giorni dopo la partita persa mercoledì sono stati difficili, quella sconfitta ci ha fatto male&#8221;</em>.</p>
<p>Il segreto, dunque, per il manico è una scopa sempre sul pezzo: <em>&#8220;Siamo stati dentro la partita dal primo minuto all&#8217;ultimo. Nei momenti di difficoltà abbiamo reagito di squadra, mentre in Champions il problema è stato quello</em> &#8211; spiega -. <em>Avevo chiesto di metterci lo spirito mancato a Pisa, anche per non stare lì a ridire che perdiamo punti con le piccole. Ho solo visto un po&#8217; di leggerezza a fine primo tempo, non voglio personalismi e supercifialità. Nel secondo tempo m&#8217;è piaciuta la mentalità di chi entrato, da Pasalic e Krstovic, abbiamo messa tanta qualità davanti per fare quattro gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa era una partita difficile per il contraccolpo psicologico di coppa, invece ho visto una squadra con grande voglia, aggressiva. Siamo maturati e cresciuti. Bisogna recuperare bene le energie, tra quattro giorni c&#8217;è un&#8217;altra partita di Champions League e può succedere di tutto, anche nelle scelte dei giocatori</em> &#8211; continua <strong>Palladino</strong> -. <em><strong>Carnesecchi</strong> sta facendo cose straordinarie, è diventato un leader in spogliatoio, è uno dei migliori portieri della serie A. M&#8217;è piaciuto Krstovic quand&#8217;è entrato, anche De Roon ed Ederson che ha alzato il livello, Scalvini che ha fatto tutta la partita, Raspadori&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è anche l&#8217;elogio alla diga olandese, a quota 23 palloni nel sacco come Stromberg, benché in 422 partite anziché 273: <em>&#8220;<strong>De Roon</strong> è il capitano e il cervello che vede gioco, dopo 5 minuti mi ha proposto un&#8217;uscita diversa di squadra e l&#8217;abbiamo fatta. Non so se farà l&#8217;allenatore, più gioca e più fa bene. Il nostro capitano ce lo teniamo&#8221;</em>. E sul super attacco? <em>&#8220;Non si cono musi lunghi per le scelte di formazione. Negli ultimi metri possiamo essere più cinici e più bravi nell&#8217;ultimo passaggio. Sono felice di avere l&#8217;imbarazzo della scelta&#8221;</em>.</p>
<p><strong>I giocatori: Raspadori, De Roon e Krstovic</strong><br />
<em>&#8220;Le sensazioni sono super positive, ho ritrovato un compagno e un amico come Scamacca. Sono stato accolto alla grande da tutti, ho ricevuto molto entusiasmo, provando il piacere di abbracciare anche i compagni nuovi. La prima da titolare in casa segnando in un a vittoria così importante? Difficile sognare di meglio&#8221;</em>. <strong>Giacomo Raspadori</strong> esulta per essere riuscito a metterla alla seconda presenza dopo il battesimo del fuoco atalantino alla Cetilar Arena: <em>&#8220;Questo tipo di approccio c&#8217;era stato chiesto dopo due partite in discontinuità. Non potevamo sbagliare, per ottenere prestazioni e risultati così è fondamentale. Mi fa piacere che la mia voglia si sia vista. La società mi ha dimostrato grande fiducia e il suo essere super ambiziosa aderisce al mio modo di essere. Mi hanno voluto bene da subito convincendomi che il progetto è quello giusto&#8221;</em>. Sul reparto, poche parole: <em>&#8220;C&#8217;è tanta qualità, ci sono tante soluzioni non solo nel reparto offensivo. Tra attaccanti abbiamo caratteristiche diverse ma proprio per questo complementari. Krstovic mi ha messo una palla solo da spingere in rete: è importante trovarsi in un gioco di squadra&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Era importante reagire. Sono felice per aver segnato ma di più per la squadra. La sconfitta con il Bilbao ci ha fatto soffrire</em> &#8211; aggiunge <strong>Marten de Roon</strong> da bordocampo -. <em>Ci siamo ripresi con l&#8217;avvicinarsi della partita col Parma, mettendoci grinta e spirito. Non sono mancati momenti di sofferenza, soprattutto nel secondo tempo, ma l&#8217;importante era rimanere compatti. Per il gol sono contento, per quello di Krstović di più“</em>. Chiosa ovvia, sempre a DAZN, di Nikola che segna quanto il titolare, 6 in campionato e 8 in tutto: <em>“Non mi importa chi parte dall&#8217;inizio o chi entra, lavoriamo bene tutti i giorni per farci trovare pronti all&#8217;appuntamento. Ora pensiamo all&#8217;Union Saint-Gilloise mercoledì. Adesso sto segnando</em> (5 nelle ultime 5, tre di fila compreso il Bilbao, ndr)<em>, nei primi mesi per me era tutto nuovo ma di problemi non ne ho mai avuti&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Parma &#8211; Krstovic entra e chiude con assist e gol</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. Nikola Krstovic, assist [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/836e7bf8-3d86-4e90-803e-e04df161fa75.jpeg"><p>Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. <strong>Nikola Krstovic</strong>, assist per la prima da nerazzurro di <strong>Giacomo Raspadori</strong> e tap-in per calare il poker sul <strong>Parma</strong>, è l&#8217;uomo-più di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> che prima di chiuderla ha vissuto qualche attimo di esitazione.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: salvifico per tenere gli occhiali inforcati a nove sinfonie scarse dal vantaggio, salvifico sul possibile dimezzamento. Benedyczak e Pellegrino ne hanno trovato uno forte. Il più forte, anche in prospettiva azzurra.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: lucido e sul pezzo fino a centrare l&#8217;ultimo pallone utile per rimpinguare il bottino. Turnover con vista coppa o no, in questo momento non esiste che faccia la riserva di Kossounou.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: preferito al suo sostituto di giornata in assenza di un centravanti classico, anche se il contraccolpo per la partita coi baschi non pare essere del tutto alle spalle (1’ st <strong>Hien</strong> 6: non sarà colpa sua, ma Pellegrino gli scappa una volta. Soffre a trovare il ritmo da cambio in corsa, di grossa cilindrata com&#8217;è, e le sue uscite palla al piede prendono in contropiede i compagni).<br />
<strong>Ahanor</strong> 7: ci mette lo zampino sia nell&#8217;azione del raddoppio che nella quaterna finale. Ribaltamenti di fronte fulminei, grande personalità. Al compimento dei diciott&#8217;anni, ovvero tra 28 giorni, potremmo ritrovarcelo pure in azzurro&#8230; se la cittadinanza italiana non gli allungherà l&#8217;attesa. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: la partita giusta per rifiatare restando sempre dentro la partita. Essere sul pezzo non significa essere per forza decisivi.<br />
<strong>De Roon</strong> 7: col capolavoro a rimorchio eguaglia i 23 gol di un altro famoso capitano, Glenn Stromberg, ma con parecchie partite in più (422 contro 273). Riscatta lo svarione costato il terzo gol dei Leoni della Biscaglia. Essere sul pezzo o essere nella storia? Va bene lo stesso. Chiude pure la visuale a Oristanio da libero aggiunto (34’ st <strong>Lookman 6</strong>: un pallone che il montenegrino non sfrutta e un disimpegno in orizzontale dall&#8217;area piccola. Mai banale).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: di stima, per il risultato alza-media di chi s&#8217;è visto di meno e perché gli avversari sono quello che sono. Commette l&#8217;errore di perdere sulla pressione di Troilo nella chance di Pellegrino la palla appena conquistata, poi sbuca dal limite sul piede dell&#8217;avversario e per questione di centimetri non era rigore.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: torna quinto dopo cinque match da mezzapunta sinistra e si guadagna il rigore. Stavolta non batte gli angoli così bene, ma va bene lo stesso (16’ st <strong>Bernasconi</strong> 6: i polmoni di riserva in una fase in cui serviva il quinto difensivo). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: sterzata da campionissimo per il bis e giocate grandeggianti anche di suola, ma a parte un tiro di personale e individualista non offre un tubo. Grande leadership e che segnino pure gli altri (28’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: che un Mister Utilità come lui debba aspettare il suo turno può apparire un controsenso. Invece è la misura della profondità attuale della rosa).<br />
<strong>Raspadori</strong> 7: teniamoci bassi non per essere stringati, ma per non farci scappare di aver scoperto il nuovo fenomeno. Grande punta lo è da sempre. Scambia col nazionale polacco per il penalty che la sblocca, ci prova quattro volte compresi due muri in corner e alla fine raccoglie il premio a tanti sforzi.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: ha un backup da 6 su 8 totali in campionato come lui, è freddo dal dischetto e partecipa alla manovra. La continuità nell&#8217;arco della partita, però, non chiediamogliela sempre (16’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: assist per il tris e poker in proprio, anche se non se l&#8217;è costruito certo da solo. Lanciato in profondità e colto nella corsa è imprendibile). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a tre rispetto alla ferita ancora aperta dell&#8217;Athletic Bilbao e Zalewski tornato a tutta fascia, ma la squadra gira meglio e al riparo da amnesie. Sembra aver trovato la quadra. Un&#8217;altra Pisa poteva essere dietro l&#8217;angolo, invece il manico non perde mai contatto con la saggina. E gli avversari sono spazzati via. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta a forza quattro sul Parma: smaltite rabbia e delusione per il Pisa e l&#8217;Athletic Bilbao</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:02:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15) Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cac3c450-b731-4a9c-b6d6-13ed31345614.jpeg"><p>22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7, Djimsiti 6 (1’ st Hien 6), Ahanor 7; Zappacosta 6, De Roon (cap.) 7 (34’ st Lookman 6), Ederson 6, Zalewski 6,5 (16’ st Bernasconi 6); De Ketelaere 7 (28’ st Pasalic 6,5), Raspadori 7; Scamacca 6,5 (16’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>PARMA (3-5-2):</strong> Corvi 6,5; Circati 5,5 (1’ st Valeri 6), Troilo 5,5, Valenti 5,5; Britschgi 5,5, Keita 6 (40’ st Ordonez sv), Estevez 6 (1’ st Oristanio 5,5), Sorensen 6 (19’ st Ondrejka 5,5), Delprato 6; Bernabé 6,5, Benedyczak 6 (1’ st Pellegrino 6,5). A disp.: 66 Rinaldi, 67 Casentini, 61 Drobnic, 25 Cremaschi, 11 Almqvist, 30 Djuric, 76 Mikolajewski. All.: Carlos Cuesta 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata 7 (Peretti di Verona, Bianchini di Perugia; IV Massimi di Termoli. V.A.R. Nasca di Bari, A.V.A.R. Marini di Roma 1).<br />
<strong>RETI:</strong> 15’ pt Scamacca (A), 24’ pt De Roon (A), 28’ st Raspadori (A), 47’ st Krstovic (A).<br />
Note: pomeriggio nuvoloso e freddo ma non troppo, spettatori 21.815 per un incasso di 477.645,18 euro. Ammonito Scamacca per gioco scorretto. Tiri totali 21-15, nello specchio 9-2, parati 5-2, respinti/deviati 9-6. Corner 6-9, recupero 1’ e 4’.</p>
<p>Bergamo &#8211; Come dimenticare il <strong>Pisa</strong> e il mercoledì sera stortissimo. Se il vantaggio di <strong>Scamacca</strong> è di rigore, il bis di <strong>De Roon</strong> (23 gol come Stromberg, ma in 422 partite anziché 273) l’abito su misura per lo sforzo prodotto in un lavoro di alta sartoria, il tris di <strong>Raspadori</strong> il Jack per far saltare definitivamente il banco del <strong>Parma</strong> e il poker di <strong>Krstovic</strong> la consacrazione del vice centravanti che è pure il co-capocannoniere a quota 8. L’Atalanta di campionato dimentica le amnesie di Champions con <strong>l’Athletic Bilbao</strong> e continua a tenere botta all’inseguimento della zona coppe. Il Como, a 5 punti, è il prossimo avversario, il primo febbraio, alle 15 al Sinigaglia. Prima c&#8217;è da rendere visita all&#8217;Union Saint-Gilloise per conservare le speranze di passaggio diretto agli ottavi di finale.</p>
<p>Lo svantaggio subitaneo è sventato dal balzo prodigioso di Carnesecchi, che al 6’ scarso toglie dalla porta il colpo di nuca di Benedyczak nel gioco delle torri in mischia col grande ex Delprato innescato dallo schema lungo di Bernabé. Circati svetta invece con la sommità del capo sul secondo corner conseguente. A cronometro raddoppiato, Britschgi devia sopra l’incrocio il sinistro di Raspadori ed ecco l’episodio che spezza l’equilibrio. Il bolognese la ripassa a Zalewski dal lato corto e proprio il laterale ospite lo aggancia sulla caviglia destra senza che il centravanti di casa perdoni prendendo la rincorsa leggermente da sinistra per la seccata nell’angolino alla destra di Corvi.  </p>
<p>I ducali ci sono e Keita risponde presente dalla distanza sulla scorta del terzo angolo a favore, dato che si pareggia, ma il suo destro entro metà primo tempo si alza troppo. Il raddoppio è dietro l’angolo, anzi il rimorchio di De Ketelaere in sterzata su Valenti lungo l’azione Scamacca-Ahanor con filtrante, tutto a favore del capitano che battezza il sette opposto girando splendidamente di destro. Da lì, un altro paio di fiammate atalantine, con Ederson a sprecare il tris (27’) ciancicando il mancino portogli in corridoio dall’assistman del 2-0, stavolta spostato verso sinistra. Il fiammingo è scatenato e un rinvio di Carnesecchi lo coglie pronto a impegnare dal fondo il portiere avversario col piede debole, mentre l’arbitro Sacchi non vede la deviazione di Troilo in corner. Fotocopia di là, scollinata la mezzora, perché il piedone di Scalvini c’è eccome a far alzare a Sorensen la sfera allungatagli da Bernabé in posizione favorevole. A cavallo del 40’ l’apripista scaraventa in Curva Nord ricevendo dal solito noto, che poi telefona all’ultimo ostacolo.</p>
<p>La ripresa s’avvia con la spettacolare rovesciata di Raspadori allungata di testa da Hien per la presa alta di Corvi (4’), mentre Britschgi si fa chiudere da Hien la linea che demarca la fine del rettangolo lungo 105 metri. La diga olandese argina Oristanio che si gira sul mancino calciando alto e largo dal limite, poi i cambi anche per la Dea con Raspadori servito sul destro da Krstovic: il nemico coi guanti gliela alza sopra la traversa a un tocchettino dal ventesimo. Al settantesimo, Ederson perde la bocca a favore di Troilo che filtra per Pellegrino, ma Carnesecchi usa corpo e gamba destra per dirgli di no. Il nuovo di gennaio s’apposta davanti al secondo palo e da lì colpisce per il tris, prima volta con tale messe di gol segnati in campionato della gestione Palladino, sfruttando l’assist dalla destra del montenegrino lanciato dal rinvio di Carnesecchi addizionato della prolunga del nuovo entrato Pasalic. A nove dal novantesimo Krstovic in scivolata non arriva a deviare il tracciante di Lookman, ma si rifà calando il poker riprendendo il destro in mischia di Ahanor parato da Corvi su cross da sinistra di Scalvini spondato da Pasalic. <strong>Esseffe</strong></p>
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		<title>Atalanta, che disastro: 12&#8242; fatali nella ripresa, Athletic Bilbao molto più sul pezzo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 22:10:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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		<category><![CDATA[Athletic Bilbao]]></category>
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					<description><![CDATA[7a giornata League Phase, Champions League &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 21 gennaio (ore 21) Atalanta &#8211; Athletic [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/0fb934be-f51e-4cbd-980c-9afcb0684ce1.jpeg"><p>7a giornata League Phase, Champions League &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 21 gennaio (ore 21)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Athletic Club de Bilbao 2-3 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Kossounou 5,5, Djimsiti 5, Kolasinac 5 (31’ st Ahanor 6); Zappacosta 6 (31’ st Samardzic 6), De Roon 5, Ederson 5,5, Bernasconi 6 (37’ st K. Sulemana sv); De Ketelaere 5,5, Zalewski 7 (20’ st Lookman 6); Scamacca 6,5 (21’ st Krstovic 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 42 Scalvini, 6 Musah, 8 Pasalic, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 5,5.<br />
<strong>ATHLETIC BILBAO (3-4-2-1):</strong> Unai Simon 6,5; Lekue (cap.) 7, Dani Vivian 7, Paredes 6; Gorosabel 6,5 (36’ st Areso sv), Rego 6 (14’ st Galarreta 6,5), Jauregizar (14’ st Vesga 6), Boiro (1’ st Sancet 7); Unai Gomez 6 (23’ st Serrano 7), Navarro 8,5; Guruzeta 7. A disp.: 26 Santos, 27 Alex Padilla; 34 De Luis, 35 Ibon Sanchez, 33 Adrian Perez, 44 Selton Sanchez, 31 Asier Hierro. All.: Ernesto Valverde 7,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Makkelie 7 (Paesi Bassi – Steegstra, De Vries; IV Lindhout. V.A.R. Salisbury – Inghilterra -, A.V.A.R. Dallas – Scozia).<br />
<strong>RETI:</strong> 16’ pt Scamacca (A), 13’ st Guruzeta (A), 25’ st Serrano (A), 29’ st Navarro (A), 43’ st Krstovic (A)<br />
<strong>Note:</strong> serata fredda, spettatori 22.896 per un incasso di 902.368,65 euro. Ammoniti Dani Vivian e Juaregizar per gioco scorretto, Carnesecchi per comportamento non regolamentare. Tiri totali 11-4, nello specchio 4-3, parati 2-0, respinti/deviati 3-1, legni 1-0. Corner 5-2, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; La zuccata perentoria di Gianluca <strong>Scamacca</strong> non trova un seguito nel bis e alla prima difficoltà, ovvero l’inopinato pari ospite, <strong>l’Atalanta</strong> si scioglie come neve al sole di fronte alla remuntada dell&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> complicandosi la vita di fronte a un nemico decimato, senza i fratelli Williasms, Berenguer, Berchiche e il lungodegente nazionale Laporte. Adesso deve solo vincere in casa dell’Union Saint-Gilloise sperando in una combinazione favorevole di risultati delle concorrenti a quota 13, tra cui il Chelsea battuto la volta precedente a Bergamo. Inutile il gol nel finale di Krstovic, troppi errori davanti e dietro.</p>
<p>Se allo start Guruzeta cicca lo scarico di Navarro dalla destra dell’area e Kolasinac prolunga troppo di lato l’azione avvolgente crossata da Zappacosta, il 5-4-1 basco in fase di non possesso è battagliero in riaggressione e sulle seconde palle, ma in proposizione e ripartenza è una fisarmonica allungatissima. Il centravanti romano punisce alla primissima chance, scollinato il quarto d’ora, incornando davanti al primo palo il traversone a rientrare di Zaleswki in scia al lavoro di Ederson con apertura a Bernasconi. Uno scarichino ed è beffa a difesa altrui schierata. I ritmi sono piuttosto lenti e ragionati, né serve la sgasata di Boiro agli ospiti sull’onda lunga di uno schema di Rego per provocare guai, anche perché oltre la mezzora Kolasinac anticipa Gorosabel allungando in fallo di fondo il cross del quinto vizcaino. Di là, invece, è Vivian a togliere la sfera a Bernasconi, tagliante sul suggerimento basso del pendolino sorano lungo la ripartenza De Ketelaere-Scamacca. Al 37’ il fiammingo apre per lo stesso arcenese che se la sposta sul destro cannoneggiando verso il legno lontano senza andare lontano dal bersaglio.</p>
<p>In campo c’è una sola squadra, con possesso nei pressi dei due terzi del tempo effettivo. Al 41&#8242; Scamacca appoggia in porta sulla sgasata dalla sinistra di De Ketelaere che però è in fuorigioco: gol non valido e stessa situazione di due minuti prima con Simon a fermare comunque sia il centravanti romano che Bernasconi. Due lancette e arriva pure il palo interno di CDK in svettata sulla punizione dalla trequarti destra del nazionale polacco. All&#8217;intervallo Valverde vira a quattro dietro sostituendo il laterale sinistro Boiro con Sancet sottopunta in mezzo agli esterni alti Unai Gomez e Navarro. Il 4-2-3-1 classico dei Leoni. All’ottavo bussa Zappacosta, lanciato lungo dalle retrovie, ma il suo sinistro è troppo centrale consentendo a Simon la parata in due tempi. Due minutini e ancora il sorano si vede aprire il destro da Bernasconi, a ripresa di una sua stessa punizione rimessa fuori, e il lavoro all’indietro del belga, ma la botta incrociata dal limite è fuori specchio. Puntuale, il contrappasso, con Navarro a beffare Kolasinac su un rilancio dalle retrovie di Lekue per il comodo appoggio di Guruzeta, vincitore prima dell’imbucata del duello di testa con Djimsiti, a fil di primo palo. </p>
<p>Al 23’ la new entry Serrano confeziona il sorpasso in rimonta colpendo al volo il cross dell’assistman del pari con Kossounou e Zappacosta incapaci di chiuderli lo spazio verso l’area piccola. Buio totale e Navarro può infilarsi per il tris quando De Roon regala a Galarreta una palla sanguinosa sulla trequarti difensiva sinistra e Sancet può smarcare Navarro, piatto destro aperto da posizione accentrata e buonanotte. Ahanor ci prova di seconda al 34’ sollecitando il tuffo in presa di Unai Simon. A due dal novantesimo Krstovic irrompe sul pallone da destra di Samardzic spondato da CDK e prolungato da Lookman dalla sinistra dell’area piccola riaccendendo i fuocherelli della speranza. Ederson svirgola l’ultima conclusione di seconda, specchio di una partita stregata ma rovinata dagli erroracci dei big. In classifica si scende dal quinto al dodicesimo posto. Che disastro. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Il dopopartita &#8211; Palladino: &#8220;Il percorso continua, rischiata un&#8217;altra Verona&#8221;. Krstovic: &#8220;Felice solo del gol&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 23:02:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il turnover a quattro, obbligato per uno, il difensore fuori causa, Hien-Musah-Pasalic-Scamacca per Djimsiti-Zappacosta-Ederson-Krstovic, tutti entrati tranne ovviamente l&#8217;albanese assente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/9bd108d3-86b3-452d-b04a-bd9ea53fa204.jpeg"><p>Il <strong>turnover</strong> a quattro, obbligato per uno, il difensore fuori causa, Hien-Musah-Pasalic-Scamacca per Djimsiti-Zappacosta-Ederson-Krstovic, tutti entrati tranne ovviamente l&#8217;albanese assente, secondo <strong>Raffaele Palladino</strong> a <strong>Pisa</strong> ha un concetto in comune col mancato bottino pieno in casa dell&#8217;ultima in classifica. <em>&#8220;Abbiamo avuto meno <strong>energia</strong>. E i cambi rispetto alla partita col Torino li definirei una gestione delle energie. Dobbiamo crescere in partite come questa, gara sporche in cui sono decisivi i duelli, le palle lunghe e le seconde palle. Come a <strong>Verona</strong> un mese e mezzo fa, siamo scesi in campo senza lo spirito giusto. Ma il punto è buono per il nostro percorso, il <strong>Pisa</strong> ha giocato una grande partita. Sistemi di gioco e tattiche non c&#8217;entrano, non spiegano nulla&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che si ferma a due punti dal Como e dal sesto posto, dunque, sceglie di andare diritto al cuore della questione. Insoddisfatto della prestazione, sì, ma a metà: <em>&#8220;Siamo mancati davanti nel primo tempo anche in fase di non possesso, con poca pressione e poca intensità. Eravamo sempre un po&#8217; in ritardo, abbiamo lasciato l&#8217;inerzia al <strong>Pisa</strong>. Se voglio essere positivo verso i ragazzi, un mese e mezzo fa avremmo perso una partita del genere. L&#8217;approccio è stato lo stesso di Verona&#8221;</em>. E ancora, rincarando un po&#8217; la dose, stavolta: <em>&#8220;Sapevamo che sarebbe stata difficile contro una neopromossa che ha messo in difficoltà molte altre squadre. Ci aspettavamo tanti duelli, tante palle lunghe e tante seconde palle. E così è stato</em> &#8211; l&#8217;analisi del mister -. <em>Potevamo fare meglio, abbiamo regalato un tempo, mentre l&#8217;atteggiamento e la qualità nel secondo sono stati differenti. Siamo riusciti ad aprire il punteggio, ma purtroppo ci siamo fatti riprendere sempre in mischia. Un pareggio comunque giusto&#8221;</em>.</p>
<p>Il modulo non c&#8217;entrerà con partita e risultato, ma il cambio del medesimo si coniuga all&#8217;ultimo arrivato, gettato nella pugna senza praticamente allenarsi se non al mattino: <em>&#8220;Il 4-2-3-1 è una soluzione già adottata prima dell&#8217;arrivo di <strong>Raspadori</strong>. Si tratta di togliere un terzo e mettere un trequartista fra le linee. Non siamo riusciti a entrare centralmente nel primo tempo, mentre con quattro attaccanti abbiamo fatto meglio</em> &#8211; osserva l&#8217;allenatore mugnanese -. <em>Jack può fare la prima punta come ha fatto oggi quando è entrato per Scamacca, può agire da sottopunta come ha fatto dietro Krstovic, il trequartista di destra e sinistra, sa giocare dentro il campo, è polivalente e funzionale. Un ottimo esordio, può garantirci tante soluzioni&#8221;</em>.</p>
<p>I cambi si giustificano con la ricerca dell&#8217;ampiezza contro la più verticale delle cenerentole: <em>“Volevo aprire la difesa a cinque inserendo centralmente Raspadori, ma gli avversari sporcavano le traiettorie tra le linee. Meglio, allora, trasformare i quinti in quarti pronti ad alzarsi e mettere Jack dietro il centravanti. Il rammarico è non aver portato a casa i tre punti&#8221;</em>, la chiosa di Palladino.</p>
<p><em>&#8220;Un punto importante, ora andiamo a casa e prepariamo la Champions, poi c&#8217;è un&#8217;altra sfida impegnativa al Parma. Andiamo avanti. Ora voglio segnare a Bergamo, l&#8217;ho fatto cinque volte solo fuori casa&#8230;&#8221;</em>. <strong>Nikola Krstovic</strong> prova a metterla sul ridere, ma di sorrisi ce ne sono ben pochi: <em>&#8220;Ci sono tanti buoni giocatori, io lavoro ogni giorno al cento per cento aspettando il mio momento. Nelle ultime 5-6 partite abbiamo imboccato la strada giusta. Il Pisa ha fatto un bel gol, non siamo tanto felici di aver preso solo un pari&#8221;</em>, conferma il centravanti montenegrino. Pronto a spiegare come aveva illuso tutti: <em>&#8220;Sul gol ho visto due duelli e la palla mi è sbucata all&#8217;improvviso davanti al portiere con un difensore dietro. Per aver segnato sono felice, per i due punti in meno no. I tanti duelli persi hanno reso difficile la partita nel primo tempo, poi nel secondo siamo partiti forte e per pochi minuti abbiamo pensato di poterla vincere&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Pisa &#8211; Carnesecchi tiene la barca a galla, dietro e in panchina mosse poco centrate</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 22:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Forse cambiarne quattro rispetto al Torino non ha fatto benissimo all&#8217;Atalanta, sorpresa dal Pisa per quasi tutto il primo tempo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/ac9d9574-478b-4449-96a3-1e7491a5335d.jpeg"><p>Forse cambiarne quattro rispetto al <strong>Torino</strong> non ha fatto benissimo all&#8217;<strong>Atalanta</strong>, sorpresa dal <strong>Pisa</strong> per quasi tutto il primo tempo e a tratti anche nel secondo. Marco <strong>Carnesecchi</strong> il migliore davanti all&#8217;illusorio apripista Nikola <strong>Krstovic</strong>, che fa molto meglio di Gianluca Scamacca anche a sportellate. Un quarto dei cambi, Hien per Djimsiti, era obbligato dall&#8217;infortunio di Djimsiti, ma Musah per Zappacosta, Pasalic per Ederson e proprio il romano complessivamente non hanno migliorato il rendimento di squadra. Molto meglio con la virata al 4-2-3-1 al settantesimo, ma a discapito della tenuta difensiva. S&#8217;era in casa del fanalino di coda, dopo tutto. Non dovrebbe essere questione di moduli.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7,5: Touré e Meister fermati nel primo tempo, Moreo di testa e Piccinini nel secondo. La tocca appena sull&#8217;1-1, ma se non fosse per lui altro che settimo posto a meno 2 dal Como.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: sbaglia la zampata del vantaggio precoce nella ripresa, ma dietro finché c&#8217;è lui di testa la prende solo Moreo (25’ st <strong>Krstovic</strong> 7: terzo gol nella serie positiva di quattro. Non è Scamacca, anche perché sa di doversi tenere il posticino coi denti).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: l&#8217;ultimo arrivato Durosinmi s&#8217;infila tra lui e Ahanor. Buonanotte alla quarta di fila. Con Meister bel duello, l&#8217;ultimo l&#8217;ha perso.<br />
<strong>Ahanor</strong> 5,5: vedi sopra. Non convince nemmeno negli aiuti nel primo tempo uscendo vicino a Bernasconi. Perché non rimettere Kolasinac? L&#8217;esperienza la fa padrona, in situazioni del genere.</p>
<p><strong>Musah</strong> 6: sgroppa e anticipa, ma al dunque gli mancano bilanciamento e precisione nell&#8217;ultimo passaggio (11’ st <strong>Zappacosta</strong> 6: non che faccia granché meglio, ma almeno pratica l&#8217;altra metà campo più assiduamente).<br />
<strong>De Roon</strong> 6: traccheggia in mezzo, a parte un recupero alto a favore di Zalewski non fa. Ma non ha colpe.<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: in mediana si applica sentendosi però un leone in gabbia. Non incide pur non potendo affermare che deluda (11’ st <strong>Ederson</strong> 6,5: cambio di ritmo che avrebbe potuto essere decisivo. Nell&#8217;azione del vantaggio vede tutto alla perfezione).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: fatica tanto, ma Touré è un giocatore da folate e davanti si sveglia dal 18&#8242; alla mezzora segnalandosi più che altro in copertura in attesa del centimetro concesso.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: perde palla e il pari preso non può non pesare sulla sua coscienza. Aver servito un pallone di platino a Scalvini in mezzo a tanti slalom e puntatine, senza però vedere la porta in proprio, non può salvarlo dall&#8217;insufficienza.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: gioca e stragioca, garantisce spola ed equilibrio, ci prova quando nessuno la tentava nemmeno per ipotesi ed esce pure vagamente seccato. Certo, se deve fare lui le pentole e i coperchi&#8230; (36’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: entra nell&#8217;1-0 delle grandi illusioni).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5: non la vede quasi mai tranne sulla sbucciata in allungo ricevendo l&#8217;unico pallone buono di Musah (11’ st <strong>Raspadori</strong> 6: meglio tra le linee, perché da falso nueve contro una difesa fisica non può certo fare il fenomeno).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6: scelte non proprio centratissime, ma solo alla luce dei fatti. Il turnover, una parolaccia anche per l&#8217;ispiratore principe Gasperini, poteva pure avere un senso. Ma l&#8217;uomo di Grugliasco avrebbe rischiato di perderla riversandosi nella metà campo nemica. Troppo attendismo. Troppo Juric? Alla fine pesa l&#8217;errore del singolo che doveva tenerla, quella stramaledetta palla. Poi, vabbè, in un calcio estremamente livellato ci sta che un partitone di squadra dell&#8217;ultima in classifica non consenta altro che un gol e un punto. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, la scalata all&#8217;alta classifica s&#8217;interrompe a Pisa: Durosinmi riprende Krstovic</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 21:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[1-1]]></category>
		<category><![CDATA[21a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[21a giornata serie A &#8211; Pisa, Cetilar Arena-Stadio Romeo Anconetani &#8211; venerdì 16 gennaio (ore 20.45) Pisa &#8211; Atalanta 1-1 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/768ba8e2-afab-405f-8859-d5885f090560.jpeg"><p>21a giornata serie A &#8211; Pisa, Cetilar Arena-Stadio Romeo Anconetani &#8211; venerdì 16 gennaio (ore 20.45)<br />
<strong>Pisa &#8211; Atalanta 1-1 (0-0)<br />
PISA (3-4-2-1):</strong> Scuffet 6,5; Calabresi 6 (46’ st Bozhinov sv), Canestrelli 6,5, Coppola 7; I. Touré 7, Marin 6,5 (23’ st Leris 7), Aebischer 6,5, Angori 6,5; Moreo 6,5, M. Tramoni 6,5 (23’ st Piccinini 7); Meister 6,5 (23’ st Durosinmi 7). A disp.: 1 Semper, 12 Nicolas; 76 Mbambi, 19 Estevez, 8 Hojolt, 42 Bettazzi, 99 Lorran, 16 L.T. Buffon. All.: Alberto Gilardino 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7,5; Scalvini 6 (25’ st Krstovic 7), Hien 5,5, Ahanor 5,5; Musah 6 (11’ st Zappacosta 6), De Roon (cap.) 6, Pasalic 6 (11’ st Ederson 6,5), Bernasconi 6; De Ketelaere 5,5, Zalewski 6,5 (36’ st K. Sulemana 6); Scamacca 5 (11’ st Raspadori 6). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 10 Samardzic, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Marchetti di Ostia Lido 6,5 (Meli di Parma, Luciani di Milano; IV Marinelli di Tivoli. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. La Penna di Roma 1).<br />
<strong>RETI: </strong>38’ st Krstovic (A), 42’ st Durosinmi (P).<br />
<strong>Note:</strong> serata uggiosa, spettatori 10 mila circa di cui 264 atalantini. Ammoniti Pasalic, Scalvini e Coppola per gioco scorretto. Tiri totali 11-8, nello specchio 6-3, parati 5-2, respinti/deviati 3-1. Var: 1. Corner 10-1, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Pisa</strong> &#8211; Il Como sconfitto dal Milan è avvicinato a soli due punti, la serie d&#8217;infilate da bottino pieno si ferma al trio Roma-Bologna-Torino. Una sofferenza lunghetta nella prima metà a <strong>Pisa</strong> a squadra sfilacciata, poi ci pensa <strong>Krstovic</strong> in mischia a illudere dopo almeno quattro parate decisive di <strong>Carnesecchi</strong>. <strong>L’Atalanta</strong> comincia a pigiare a tavoletta solo dopo aver trovato la prima conclusione in porta a un tris dal sessantesimo, rischia di brutto almeno su <strong>Piccinini</strong> col portiere a salvare capra e cavoli e quindi affonda un colpo che sarebbe stato francamente immeritato col centrattacco di riserva in scia a una manovra centrata dalla destra dal nuovissimo Jack <strong>Raspadori</strong> e sostenuta di testa da Hien per Ederson e il cross da sinistra tesissimo di Kamaldeen <strong>Sulemana</strong> che trova un braccio di Angori, una possibile trattenuta su calabresi e il balcanico vice-Scamacca più pronto di chiunque. <strong>De Ketelaere</strong> perde il boccino su una rimessa altrui e Leris crossa a rientrare dalla trequarti sinistra per l’incornata di <strong>Durosinmi</strong>. Pari più o meno equo, ma la rincorsa ai piani alti rallenta perdendo il quarto punto su dei disponibili contro un’autorevole candidata al ritorno in serie B. Forse il <strong>turnover di quattro undicesimi</strong> in vista dell’Athletico Bilbao mercoledì prossimo non è stato azzeccatissimo.</p>
<p>Verticalità e gioco su Touré, i rischi evocati alla vigilia da Palladino, si manifestano a cavallo del ventesimo, a botta e risposta consumato tra lo schema di Angori a rientrare dalla destra con Ahanor a disturbare la traiettoria aerea a Canestrelli (7’) e Scamacca ad anticipare il sandwich tra il perno ed Aebischer oltre il decimo senza però indirizzare di controbalzo il pallone di Musah dall’out. Due giretti dalla quota succitata e la ripartenza dello svizzero per Tramoni apre l’ampiezza per il tedesco d’ebano che chiama a Moreo la girata di sinistro stoppata da Scalvini prima di farsi recuperare da Hien. Lo spauracchio nelle indicazioni del giovedì approfitta dello scarico del trequartista alto a destra, l’unico a rimanere su insieme al suo centravanti nel 5-3-2 pisano in fase di non possesso, per slalomeggiare tra il perno svedese scivolato e Bernasconi, ma dal fondo non può impegnare Carnesecchi più che nella sbracciata per chiudergli in corner l’angolo alto di competenza. </p>
<p>E’ il 21’ e i padroni di casa prendono alta la Dea, che non esce proprio dal guscio. Dietro, tagliare le linee di passaggio sembra uno scherzo. Un minutino e Meister a rimorchio stavolta di Aebischer, che imbeccato lungo dalla giocata di Marin schiacciato a destra non tira ma la serve benone ben dentro il lato corto, trova ancora l’ultimo ostacolo, con l’ex Young Boys ad allungare il tap-in francamente defilato, forse un passaggio lunghetto per il terminale offensivo con la stessa maglia. I bergamaschi si ridestano a mezzora scollinata, quando Pasalic prolunga di testa nel duello con Coppola la palla a rientrare di Zalewsi e Bernasconi controcrossa l’invito dal fondo dell’americano di Castelfranco Veneto per la svettata dritta di De Ketelaere, fin lì semi invisibile. Comunque una chance che ha l’effetto-camomilla per i toscani e vagamente galvanizzante per i nerazzurri in bianco trasferta, se è vero che il nazionale polacco trova bene in profondità l’arcenese, bruciato di un amen dall’uscita di Scuffet col braccetto sinistro locale ad allontanare sul rimpallo. A titolo d’esempio delle difficoltà fino all’intervallo, il contropiede Musah-CDK-Scamacca con Coppola a chiudere il mezzo corridoio a doppia mandata, manco tre passaggi di fila sull’anticipo dell’USA a Meister sulla rifinitura del corso virato a destra. </p>
<p>La ripresa s’avvia col medesimo leitmotiv: Meister (3’) da terra arpiona male, con Isacco davanti, il suggerimento di Tramoni e non può che calciare fuori in caduta. Entro il sesto cronometrico, c’è bisogno del rimpallo-recupero dei due mediani atalantini oltre che dell’arcenese suo dirimpettaio per fermare l’avversario più temibile. A farlo con la schiacciata di testa di Moreo sul tracciante di Angori dalla bandierina destra deve pensarci il portiere riminese, che al minuto 52 la leva dall’angolino nonostante il rimbalzo dispettoso. Al 12’, dopo il triplo cambio dell’esordio di Raspadori per l’amico dei tempi del Sassuolo, uno Scamacca in ombra e intimidito dalla maglia strappata da Canestrelli, Zappacosta manda sul fondo il fiammingo che serve a <strong>Scalvini</strong> l’occasionissima del possibile vantaggio, ma il diagonale è strozzato agevolando la respinta di piede del friulano tra i pali altrui. Poco prima, la punizione guadagnata su Aebischer per la battuta alta e larga di uno Zalewski che forse intendeva imbeccare il terzo tempo di un compagno.</p>
<p>Gli ospiti salgono di tono anche nella riaggressione e Zalewski in asse con De Roon se la sposta per un sinistro in lungolinea davanti alla lunetta poco al di là del legno un tocchettino e mezzo dopo l’ora di gioco, a ruota di una giocata di CDK rimessa fuori dalla difesa. Il nazionale belga, però, non fa mai trentuno e al 23’ spreca con un brutto controllo a centro area, a un metro abbondante dal dischetto, il contropiede in ampiezza Bernasconi-Zalewski-Zappacosta: Calabresi fa la diagonalina e spazza. Si vira al 4-2-3-1 con Krstovic davanti all’ambidestro di Castel Maggiore. Al 26’ Carnesecchi schiaffeggia la sponda aerea di Touré da rimessa da destra per evitare guai, che invece combina l’ex Atletico Madrid facendosi fregare da Piccinini sull’intuizione deketelaeriana scaricata dal montenegrino. Intorno alla mezzora, quarta parata del riminese che stacca da sotto la traversa il sinistro di Piccinini dettato da Aebischer con deviazione dello svedese, e poco prima c’era stata la spazzata da terra di Hien sull’asse da sinistra Leris-Moreo. </p>
<p>Il pari e patta nel finale è preceduto dalla deviazione di tempia di Moreo all’ottantesimo su scavino lungo di Piccinini per il tuffetto da presa. Alle soglie del recupero, a botti consumati, è solo da presa alta la stessa specialità dell’apripista su ammollo di Ederson. Che risolve la mischia d’angolo (numero 10 contro 1, maluccio) al 2’ di extra time. Mezzo passo indietro senza discussioni nonostante buone cose nella seconda metà. Ora sotto con l&#8217;aritmetica per la qualificazioni agli ottavi Champions, ma l&#8217;amaro in bocca resta.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Palladino esulta: &#8220;Ora però continuiamo a martellare&#8221;. De Roon: &#8220;Con lui tutti si sentono protagonisti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 20:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta Raffaele Palladino si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A Bologna ce n&#8217;è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/af9888a1-0813-498d-a7e3-5467e6503a84.jpeg"><p>Stavolta <strong>Raffaele Palladino</strong> si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A <strong>Bologna</strong> ce n&#8217;è una ritrovata: <em>&#8220;Per <strong>Krstovic</strong> la doppietta significa energia pura, ma io per giudicarne la prestazione guardo ad altro. Anche alla fase di non possesso. Nikola ha lottato, battagliato e fatto reparto bene con <strong>Zalewski</strong> e <strong>De Ketelaere</strong> che gli giravano sotto, ha interpretato alla grande la partita. La sua è stata una risposta da campione, anche all&#8217;assenza di <strong>Scamacca</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>Lo spottone dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> al risolutore doppio del &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221; viene proiettato presto al resto del gruppo: <em>&#8220;Ho visto una squadra che ha sudato la maglia attaccando e difendendo insieme.<br />
C&#8217;è un grande entusiasmo, sostenuto da una grande condizione fisica. Il calendario è fitto, ma ho giocatori molto forti anche di testa. Stasera bastava un pizzico di qualità in più per sbloccare il risultato. Il <strong>Bologna</strong> è una squadra dinamica e di qualità che ha proposto giocatori freschi e riposati, perché rimasti fuori contro l&#8217;Inter. Benissimo, oggi, ma bisogna continuare a martellare&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;I punti persi all&#8217;inizio sono stati tanti, ma stiamo scalando posizioni, anche se le concorrenti davanti spingono. Mi ritengo un uomo fortunato, i ragazzi si applicano e si fanno sempre trovare pronti, si sentono tutti coinvolti. Mi seguono in tutto, mi rende orgoglioso averli visti a questi livelli</em> &#8211; continua il tecnico nerazzurro -. Io, poi, sto dando fiducia a chi in questo momento merita, non ho titolari fissi, nemmeno schemi fissi, Krstovic per me può giocare anche sotto Scamacca. <strong>Non dimentichiamoci che abbiamo cinque giocatori fuori, compresi <strong>Kolasinac</strong> e Gianluca persi nelle rifiniture. <strong>Brescianini</strong> e Kamaldeen sono entrati bene, <strong>Krstovic</strong> ha fatto una grandissima partita, <strong>Ahanor</strong> che ha 17 anni addirittura meravigliosa&#8221;</strong>.</p>
<p>Il giudizio positivo a tutto tondo dell&#8217;uomo in panchina trova l&#8217;eco nella voce dello spogliatoio, anche in campo. <em>&#8220;Siamo tornati la vera Atalanta, abbiamo tolto il palleggio agli avversari. Siamo a due vittorie di fila contro avversari difficili, è già un mese che stiamo lavorando molto bene</em> &#8211; assicura <strong>Marten De Roon</strong> -. <em>Questa squadra ha qualità, quando va al massimo. La partita è stata preparata bene, nel primo tempo non abbiamo lasciato al Bologna lo spazio e il tempo per giocare, abbiamo recuperato tanti palloni.<br />
Col mister è tornata nei giocatori la voglia di essere protagonisti. Lo dimostrano le prestazioni e la determinazione di quelli che solitamente giocano meno e quando entrano sanno essere decisivi&#8221;</em>. </p>
<p>Il capitano sostiene la sua narrazione con un esempio di reparto: <em>&#8220;In difesa siamo in un momento di difficoltà. Non c&#8217;è <strong>Kossounou</strong>, ma è rientrato <strong>Scalvini</strong>. Abbiamo perso <strong>Kolasinac</strong>, ma al suo posto <strong>Ahanor</strong> ha giocato con la maturità di un ventottenne&#8221;</em>. Questione di fiducia, per la diga dei Paesi Bassi: <em>&#8220;Quella che Carnesecchi ha regalato ai difensori con la parata importante. Noi dal centrocampo in giù, quando togliamo la palla agli avversari, diamo a nostra volta fiducia agli attaccanti. Abbiamo tolto il palleggio al Bologna costringendolo alle palle lunghe, che poi abbiamo puntualmente recuperato per creare il contesto ideale per Krstovic, che ha fatto una partita straordinaria. Miranda rimaneva alto e i nostri braccetti aggredivano per creargli spazio intorno&#8221;</em>. Giudizi da allenatore in campo, ma in futuro? <em>&#8220;Palladino mi ha detto che è un mestiere impegnativo. Se mi considerano un allenatore per i compagni, è un complimento. Di sicuro quello vero ci ha riportato entusiasmo e anche una sana rivalità tra i giocatori per prendersi il posto in squadra. Guardate Krstovic&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p>Infine, il protagonista dell&#8217;ultima di andata, presentatosi solo ai microfoni di DAZN quale migliore in campo per la Lega di Serie A. <em>“Sono tre punti importantissimi dopo aver dato tutto, adesso abbiamo la partita in casa sabato. Dei miei due gol il primo è merito solo di De Ketelaere, pensavo tirasse e invece mi ha dato la palla: ringrazio Charles per il bell&#8217;assist</em> &#8211; il pensiero di <strong>Nikola Krstovic</strong> -. <em>Dedico un gol a mio figlio e l&#8217;altro al Montenegro che festeggia il Natale ortodosso. Io festeggerò a casa con la mia famiglia&#8230; e poi c&#8217;è il Torino per continuare a vincere&#8221;</em>.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle del Dall&#8217;Ara &#8211; De Ketelaere e Krstovic su tutti, bene Zalewski e Bernasconi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 20:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[A Bologna l&#8217;Atalanta prosegue la corsetta verso la zona che conta sorpassando una diretta concorrente sulle ali delle invenzioni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/1a471fc0-3688-4059-82cf-7f9c432a3593.jpeg"><p>A <strong>Bologna</strong> l&#8217;<strong>Atalanta</strong> prosegue la corsetta verso la zona che conta sorpassando una diretta concorrente sulle ali delle invenzioni di <strong>Charles De Ketelaere</strong> e dell&#8217;istinto da killer d&#8217;area ritrovato di <strong>Nikola Krstovic</strong>.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6,5: chiude l&#8217;angolino a Rowe senza rischiare troppo, e forse fa male, sugli spioventi dalla bandierina. L&#8217;area piccola appartiene al portiere. Ma non lo si batte lo stesso. Prodezza su Ferguson resa vana dal fuorigioco.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: duello complessivamente vinto con Cambiaghi in una mezza sera meno volitiva in proposizione. Postura regale, sempre a testa alta, smorzando le giocate in aria altrui (23’ st <strong>Hien</strong> 6: pasticcia un po&#8217; sgranocchiando il pallone come una cabala misteriosa. Brutto ma efficace, anche se lascia la chance a Rowe).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: una diga umana che nella ripresa pecca una volta su Cambiaghi che ha un altro passo.<br />
<strong>Ahanor</strong> 6,5: generoso all&#8217;eccesso, prende falli per spezzare il fiato e pure un sacco di botte. Un diamante da sgrezzare, ma a questi livelli può starci eccome.<br />
<strong>Zappacosta</strong> 6,5: sbuccia un paio di palloni di troppo, ma compartecipa all&#8217;azione per portarla avanti segnalandosi per la grande abnegazione nelle due fasi<br />
<strong>De Roon</strong> 7: rimette laddove andava messa la palla per raddoppiare. In generale, assomiglia a un guardiano del territorio, un sorvegliante speciale, di quelli che però non si limitano a lasciare il bigliettino sotto la serranda del negozio. Se fisicamente è al top, passano in pochi.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: comincia fortissimo sbagliando anche l&#8217;impatto per un gol altrimenti certo, poi si affievolisce (32’ st <strong>Brescianini</strong> 6: riesce a tirare in porta).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: la media tra l&#8217;8 contro Orsolini e il 6 contro Rowe, che però deve girargli al largo. Forse seguirlo un attimino non sarebbe stata una cattiva idea, ma come quinto dalle attitudini difensive il cugino di secondo grado di Oliviero Garlini è un big.<br />
<strong>De Ketelaere</strong> 8: destra o sinistra, poco importa, lui cuce il gioco e la fa da regista effettivo. Assist da mille e una notte, girello imperfetto nel secondo tempo. Giocatore delizioso a cui il gol in campionato, ma ne ha fatti due importantissimi a Francoforte e col Chelsea, manca dal 4-1 al Lecce del 14 settembre. Se ha ripreso il discorso il terminale unico di giornata, può farlo anche lui che ha il quadruplo della confidenza col pallone e col gioco (39’ st <strong>K. Sulemana</strong> sv).<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: spinge come un dannato, il che non gli impedisce di rientrare in copertura restando sempre a livelli di guardia (23’ st <strong>Musah</strong> 6: s&#8217;intruppa nella trequarti difensiva di casa salvo arretrare con l&#8217;ultima coppia di cambi). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 8: altra doppietta a ruota della precedente il 21 settembre nel 3-0 in casa del Torino. Ci voleva l&#8217;edema al flessore a Scamacca per fargli rivedere la luce. Da cambio ha sempre fatto una fatica dannata. Trasferta perfetta, usando benissimo i due piedi, la testa e il fisico. Spalle alla porta ci sta il giusto, poi si gira e parte (32’ st <strong>Samardzic</strong> 6: forse dovrebbe tenere la palla di più prima di avventarsi in servizi estremi ai compagni. Aria di cessione o no, è uno che trenta lo fa ma il trentuno quasi mai). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7,5: continua a centrare le scelte, in attesa del sipario sulla Coppa d&#8217;Africa. Kossounou non sta mancando, Lookman invece dannatamente. Zaleski è un ottimo surrogato con tutt&#8217;altre caratteristiche. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta è tornata, Krstovic pure: 2-0 a Bologna, sotto col Torino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 19:31:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[19a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[doppietta]]></category>
		<category><![CDATA[girone di andata]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[ultima]]></category>
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					<description><![CDATA[19a giornata serie A &#8211; Bologna, Stadio “Renato Dall’Ara” &#8211; mercoledì 7 gennaio (ore 18.30) Bologna &#8211; Atalanta 0-2 (0-1) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/4c9b379a-5802-4990-a4ea-75735292850e.jpeg"><p>19a giornata serie A &#8211; Bologna, Stadio “Renato Dall’Ara” &#8211; mercoledì 7 gennaio (ore 18.30)<br />
<strong>Bologna &#8211; Atalanta 0-2 (0-1)<br />
BOLOGNA (4-2-3-1):</strong> Ravaglia 6; Zortea 6, Vitik 5, Heggem 5,5, Miranda 5,5; Freuler 6 (27’ st Moro 6), Ferguson (cap.) 6,5; Orsolini 5,5 (1’ st Rowe 7), Fabbian 6 (27’ st Castro 6), Cambiaghi 6,5 (35’ st Dominguez sv); Dallinga 5,5 (15’ st Immobile 5,5). A disp.: 25 Pessina, 82 Franceschelli; 16 Casale, 26 Lucumì, 2 Holm, 22 Lykogiannis, 29 De Silvestri, 4 Pobega, 77 I. Sulemana, 21 Odgaard. All.: Vincenzo Italiano 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6,5; Scalvini 7 (23’ st Hien 6), Djimsiti 6,5, Ahanor 6,5;  Zappacosta 6,5, De Roon (cap.) 7, Ederson 6 (32’ st Brescianini 6), Bernasconi 7; De Ketelaere 8 (39’ st K. Sulemana sv), Zalewski 7 (23’ st Musah 6); Krstovic 8 (32’ st Samardzic 6). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 8 Pasalic, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 7,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Di Bello di Brindisi 7 (Passeri di Gubbio, Trinchieri di Milano; IV Ferrieri Caputi di Livorno. V.A.R. Meraviglia di Pistoia, A.V.A.R. Abisso di Palermo).<br />
<strong>RETI:</strong> 37’ pt e 15’ st Krstovic (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata rigida, spettatori 23.454. Al 43&#8242; st per comportamento non regolamentare ammonito Palladino (all. A.) ed espulso Sicignano (preparatore dei portieri B.). Tiri totali 8-10, nello specchio 2-5, parati 2-3, respinti/deviati 4-2. Corner 6-6, recupero 1’ e 5’.</p>
<p><strong>Bologna</strong> &#8211; Dopo la Roma battuta da Scalvini, anche La Dotta del calcio sulle ali del match winner che non t&#8217;aspetti. Quanto dista la <strong>doppietta</strong> nel tris al Torino, guardacaso ospite sabato a Bergamo, del 21 settembre scorso, dall’indomani dell’Epifania? Il lampo nel finale di primo tempo al &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221; di <strong>Nikola Krstovic</strong>, centravanti obbligato dell’ultima di andata, sull’invenzione di <strong>De Ketelaere</strong> in combutta con <strong>Zappacosta</strong>, spiana la strada dell’<strong>Atalanta</strong> a <strong>Bologna</strong> per poi replicarsi all’ora di gioco su un rimpallonzo in gioco aereo rimesso dentro di fronte da <strong>De Roon</strong> dalla trequarti per corsetta a sinistro aperto sul palo lontano. Una bella prestazione, più solida che ariosa, con grande tecnica dalla cintola in su e applicazione massima dietro. Quinto successo in campionato su otto partite senza pareggi nella gestione di <strong>Raffaele Palladino</strong> che nelle coppe ne ha spuntate altre tre (Eintracht e Chelsea in Champions, Genoa in Coppa Italia), e seconda esterna (Francoforte esclusa) dopo Marassi.</p>
<p>16 secondi e <strong>Krstovic</strong>, sostituto di Scamacca, fermato dall’edema fibrillare al flessore destro figlio di una botta presa contro la Roma, gira largo appena da fuori in asse con Zappacosta e De Ketelaere che abbassa la testa per agevolargli il tiro. A tre minuti e mezzo, lo strano impatto quasi di rabona, ovvero conveniva usare casomai il sinistro, impedisce a Ederson di chiudere a dovere in inserimento il triangolo con Zalewski che gliela ridà dopo un recupero del brasiliano su Freuler. Al settimo, senza che i felsinei siano ancora usciti dal guscio, il nazionale polacco di tacco prolunga l’asse da Bernasconi a Krstovic col fiammingo a lasciare la battuta all’accorrente Zappacosta, che sbatte addosso proprio all’ex svizzero. Una lancetta scarsa e il montenegrino perde il duello con Ravaglia, ma sul lancio di Scalvini è in posizione irregolare. A cavallo del diciottesimo, il botta e risposta tra CDK, murato sulla rimessa del pendolino sinistro spondata dal terminale unico di giornata, e Dallinga che sul contrasto di Djimsiti alza il piattone sottomisura servitogli da Cambiaghi nella controffensiva dei volti noti iniziata col recupero in navata di Orsolini su Zalewski. A tre tocchetti della mezzora, doppia sortita rossoblù, la prima risolta con un grande anticipo di Bernasconi su Orsolini sul filtrante lungo del suo uomo di punta dopo un rimpallo a centrocampo e la seconda dall’albanese confermato perno dallo start dopo la Roma, indaffarato a chiudere la strada a Fabbian sulla sovrapposizione di Zortea in catena destra agevolata dal tacco dell’ala ascolana.</p>
<p>A undici abbondanti dalla pausa, ecco Ahanor in terzo tempo in corsa sulla battuta di Zalewski, che aveva propiziato la presa del fondo a sinistra del belga per il taglio dell’anticipato sorano, dalla bandierina mancina: palla alta di un amen. Per fortuna il primo tiro in porta coincide col vantaggio, anche perché a destra funziona tutto benissimo e Zappacosta apre il corridoio di tacco all’iniziatore-assistman dell’azione per per metterla avanti, sfruttando il gran movimento del centrattacco a scollarsi dalla marcatura di Vitik: destro chiuso bene rasoterra sul primo palo dalla sinistra del dischetto e si può esultare. A un tris dall’intervallo, il brianzolo all’ala sinistra cresciuto a Zingonia, servito dall’omologo accentratosi dall’altro lato, punta l’area di mancino senza trovare il bersaglio. Se il braccetto sinistro nigeriano prossimo alla cittadinanza (sarà maggiorenne il 23 febbraio) non può indirizzare il secondo stacco personale della serata un po’ defilato dall’angolo da destra a rientrare di Bernasconi, giusto per la presa alta del portiere di casa, la ripresa s’avvia con la prima conclusione locale nello specchio a opera di Rowe, sostituto di un Orsolini che evidentemente come regista delle poche azioni dell’undici di Italiano non era soddisfacente. La corsa dell’esterno verso sinistra, con De Roon tra gli altri a pararglisi davanti (2’), produce un sinistro comodo per Carnesecchi a protezione del legno di competenza. Al 9’ la diagonale di Ferguson salva capra e cavoli in anticipo sull’aspirante doppiettista lungo la ripartenza rifinita da De Ketelaere a Bernasconi per la più invitante delle centrate basse dalla sinistra. </p>
<p>Prima del raddoppio del mattatore là davanti, che strizza, al netto dell’uscita precipitosa dell’ultimo ostacolo avversario per scongiurare guai dall’asse lungo Bernasconi-Krstovic. Ma i felsinei non fanno il tredici lo stesso, perché Scalvini tiene a bada Cambiaghi sull’apertura del folletto Rowe e quindi Heggem che sale al cielo sulla prima battuta dalla bandierina sinistra di casa: solo due corner, appunto. Il girello di De Ketelaere non si tramuta nel seguito a tabellino della doppietta al Lecce del 14 settembre solo perché Ravaglia è sul pezzo (18’). L’aspirante triplettista ci prova perfino da centrocampo (20’), poi Djimsiti svirgola in fallo di fondo per evitare rogne da Remo sul la di Nadir, ancora tanta Dea sull’altro fronte. Tocca però a Carnesecchi difendere il doppio vantaggio dal tentativo di dimezzamento di Rowe, servito da Cambiaghi che riesce a far secco il nazionale dell’Aquila balcanica sul lancetto di Fabbian: la new entry Hien è lì, il riminese chiude in corner da campione al settantesimo.</p>
<p>Al 32’, sfruttando una vecchia di Vitik al doppiettista del mercoledì sera che esce a ginocchio destro apparentemente contuso, dentro con Samardzic anche Brescianini che qualcuno vedrebbe già alla Lazio col panchinatissimo Maldini o alla Fiorentina. Ma è sempre CDK a inventare ricamando per il serbo che non ci arriva. A otto dal novantesimo Hien biascica in angolo la palla bassa di Immobile e Carnesecchi toglie dalla porta una taccata di Ferguson, servito dal pallone di seconda di Moro sul rinvio di testa dello svedese, ma era fuorigioco. Brescianini non angola abbastanza il possibile tris dal limite in dirittura d’arrivo. 28 punti valgono il settimo posto, ma il Como è sempre 5 punti più sopra. Un passettino per volta.</p>
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