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	<title>Onis &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Over 40: quando il vertice è una lotta a quattro</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2023 09:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[4 squadre in altrettanti punti. Emozioni di fine stagione che solo il campionato provinciale Over 40 targato Bergamo Tornei può [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Onis-2.jpg"><p><strong>4</strong> squadre in altrettanti punti. Emozioni di fine stagione che solo il campionato provinciale <strong>Over 40</strong> targato <strong>Bergamo Tornei</strong> può regalare. Il controsorpasso in vetta alla <strong>Onis (44 punti)</strong>, anzi &#8220;retrocessa&#8221; a terza perché i <strong>Giardiniinerbasintetica.it</strong> (45) hanno approfittato dello scontro diretto battendo di corto muso l&#8217;<strong>Olfez</strong> grazie al lussuoso mancino Davide <strong>Manzoni</strong>, consente alla Nembrese (46) di un Rolando <strong>Bianchi</strong> in formato triplo di tirare la volata di fine stagione regolare col vento in poppa. Ma attenzione nonostante nella prossima sfida, venerdì prossimo ad Azzano San Paolo con la <strong>Nicogesteam</strong>. Squadra temibilissima, che gioca un bel calcio con tanti petali nella margherita da sfogliare (il recente triplettista Ciglioni, Cerea, Andrea Finazzi, Maffeis, Valli) e soprattutto ha la migliore difesa del lotto, appena 23.&nbsp;</p>
<p>Gli azzurrogranata, nel girone d&#8217;andata, non erano andato oltre il 2-2 cogli i arancioni guidati da Oscar <strong>Plebani</strong>, che a questo punto potrebbero tentare il colpaccio senza accontentarsi di scalare i playoff e quindi la strada della finale guardando il podio dal basso verso l&#8217;alto.&nbsp; Se gli Zenoni (Davide &amp; Emanuele)&#8217;s Boys all&#8217;ultima avranno i <strong>Randagi</strong>, sconfitti a poker proprio dai prossimi avversari e reduci da un settebello di scivoloni, tra le altre contendenti sono i <strong>neroverdi</strong> quelli indiziati di un cammino in discesa verso la meta, avendo Azzanese e Destinazione Sole da incontrare.</p>
<p>I fluo <em>(nella foto)</em> capitanati da Pier Carminati, invece, hanno, nell&#8217;ordine, il <strong>Comun Nuovo </strong>(avrà Onis e Nicogesteam)&nbsp;dei Cingarlini (5-2 ai <strong>Tarac</strong>) che deve proteggere la quinta posizione (l&#8217;ultima buona per i playoff) dall&#8217;<strong>Eurostick</strong> (2-1 all&#8217;Azzanese, ventiduesima contro la <strong>Over 35 Urgnano</strong>) da cui è separato da 2 lunghezze appena (38 a 36), e gli stessi Gatti-boys, appena sconfitti (5-1) dai succitati albinesi affiliati all&#8217;oratorio. Prepariamoci alla battaglia campale delle ultime due settimane.&nbsp;</p>
<h3><a href="https://bergamoesport-ita.newsmemory.com/?fbclid=IwAR2MoK-ZEEs0OTKSG8sggAr1J92qGBsC7KXmITbftYQItqOXGKa8_RzFmx4"><em>Lunedì su Bergamo &amp; Sport, dal tuo giornalaio di fiducia oppure cliccando qui per ottenere la tua copia digitale, i servizi completi sulla&nbsp; di Bergamo &amp; Sport cliccando su questa caption</em></a></h3>
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		<title>Over 40, martedì il match-verità per la vetta. Ma occhio ai Giardini</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Mar 2023 11:55:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Martedì 21 marzo: equinozio di primavera, anche per il campionato provinciale Over 40 al rush finale. Ad Azzano San Paolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Giardiniinerbasintetica.it_.jpg"><p><strong>Martedì 21</strong> marzo: equinozio di primavera, anche per il campionato provinciale <strong>Over 40</strong> al rush finale. Ad Azzano San Paolo potrebbe sbocciare la vetta per la <strong>Nembrese</strong> nello scontro diretto con la <strong>Onis</strong>, sopra di 1 sola lunghezza a quattro giornate dal termine. La classifica recita <strong>44 a 43</strong> per la rotazione sempre piuttosto poco profonda capitanata da Pierangelo <strong>Carminati</strong>, tra l&#8217;altro vincitrice all&#8217;andata, lo scorso 21 novembre sul campo di Stezzano, grazie all&#8217;ennesimo exploit del bomber Simone <strong>Cavadini</strong>, quella sera autore di una fragorosa tripletta, aiutato dal superdifensore Scognamiglio, a fronte degli sforzi vani del duo Galbiati-Palazzi per i basso-seriani normalmente trascinati da Rolando <strong>Bianchi</strong> e Pippo <strong>Carobbio</strong>.</p>
<p>Ma i giallo fluo, 4 espulsioni rimediate in 3 turni filati, mentre i due ex professionisti hanno imbracciato una doppietta ciascuno nel 6-1 ai <strong>Tarac</strong> venerdì sera, hanno dimostrato di saper tener saldissima la testa sulle spalle anche nelle difficoltà. Lunedì, al centro sportivo di via Isonzo nel paesone delle dimore patrizie e dei Conti Morini, in apertura di programma, sotto su rigore di Paderni e di lì a pochi minuti di un giocatore per la doccia anzitempo da ultimo uomo del <strong>portiere</strong> Merati, hanno avuto la forza di lavorare ai fianchi con pazienza i <strong>Randagi Celadina</strong> fino a rimontarli sul 4-1 grazie all&#8217;uno-due di un Giordano <strong>Colleoni</strong> in grande spolvero, alla palla all&#8217;incrocio di un Bruletti a due fasi e alla primizia a piede invertito del mancino Alessandro <strong>Gamba</strong>.</p>
<p>Ma attenzione ai <strong>Giardiniinerbasintetica.it</strong>, sul podio a quota 42, sbarazzatisi col tris del Comun Nuovo e dal rush finale non impossibile tra <strong>Olfez</strong>, sconfitta 6-2 dall&#8217;<strong>Eurostick</strong> anch&#8217;essa rimasta in 10, <strong>Azzanese</strong> e <strong>Destinazione Sole</strong>, con gli albinesi ad aver calato la cinquina sporca sui giallorossi.&nbsp;La <strong>Nicogesteam</strong> quarta (39), di suo, prosegue la propria stagione all&#8217;insegna della solidità (23 gol subìti in 19 turni) regolando di corto muso l&#8217;Over 35 Urgnano. Chi se la sente di escludere colpi di scena dallo spezzatino feriale cucinato da <strong>Bergamo Tornei</strong>?</p>
<h3><a href="https://bergamoesport-ita.newsmemory.com/?fbclid=IwAR2MoK-ZEEs0OTKSG8sggAr1J92qGBsC7KXmITbftYQItqOXGKa8_RzFmx4"><em>Lunedì, in edicola o sulla copia digitale di Bergamo &amp; Sport disponibile dalla mattinata cliccando qui, tutti i servizi sull&#8217;ottava giornata di ritorno dell&#8217;appassionante campionato Over 40!</em></a></h3>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Onis-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-127309" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Onis-1.jpg" alt="" width="970" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Onis-1.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Onis-1-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Onis-1-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Onis-1-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Onis-1-500x375.jpg 500w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a><br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Nembrese.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-126082" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Nembrese.jpg" alt="" width="970" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Nembrese.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Nembrese-300x225.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Nembrese-768x576.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Nembrese-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Nembrese-500x375.jpg 500w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Over 40, continua il duello a distanza (di 2 punti) Onis-Nembrese. Behelhaj si avvicina a Cavadini tra i bomber</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 14:37:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se la prima della classe Onis senza il bomber dei bomber Simone Cavadini (27, ha saltato il turno) ha bisogno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/Eurostick-CPI.jpg"><p>Se la prima della classe <strong>Onis</strong> senza il bomber dei bomber Simone <strong>Cavadini</strong> (27, ha saltato il turno) ha bisogno (oltre all&#8217;eccellente mancino Flavio Sibio, vecchia volpe d&#8217;area) anche del centralone difensivo Daniele <strong>Salvi</strong> (ricordate che coppia nello Scanzo di Ferraris con Scognamigalio, che è ancora suo compagno?) per avere la meglio sul coriaceo <strong>Urgnano</strong> (a segno Diego Lodetti), i claret &amp; blue della Bassa Valseriana confidano sempre sul duo da serie A <strong>Rolly Bianchi-Pippo Carobbio</strong> (doppietta, altro gol di Pina).</p>
<p><strong>Onis</strong> e <strong>Nembrese</strong>, insomma, continuano a guardarsi a distanza e fra tre turni sono attese al rendez-vous forse decisivo per il campionato provinciale Over 40 sotto l&#8217;egida di Bergamo Tornei. Le lunghezze a favore della squadra di Consonni, Imberti e mister Paolo Novati sono sempre due, solo che il calendario è un po&#8217; più ostico per gli inseguitori dei fratelli Davide ed Emanuele <strong>Zenoni</strong>, attesi alla settima di ritorno dal big match con i <strong>Giardini Erba Sintetica</strong> del clan Sonzogni. I nembresi s&#8217;impongono 4-2 nel finale sull&#8217;ottima <strong>Eurostick</strong> di Passoni, illusasi con Ugolini e l&#8217;altro mancino d&#8217;oro Chakir <strong>Behelhaj</strong> <em>(nella foto di copertina, in mezzo alla fila dei seduti)</em>, a meno 6 in classifica marcatori del &#8217;71 pari piedi di Suisio che però non gioca da due giornate per via del precedente 3-0 a tavolino contro i <strong>Tarac</strong>, l&#8217;altra squadra tra i due megapro e la Onis nel programma.</p>
<p>I Duilio-Rota boys, senza nemmeno un panchinaro al seguito, cedono al solidissimo <strong>Nicogesteam</strong> del pokerista <strong>Andrea Finazzi</strong>, mentre <strong>l&#8217;Olfez</strong> acciuffa <strong>l&#8217;Azzanese</strong>, garibaldina ma anche molto sfortunata, nella ripresa. Chiude la settimana il 2-1 del Comun Nuovo di Ezio Cingarlini ai danni della <strong>Destinazione Sole</strong>, emanazione dell&#8217;Oratorio Albino.</p>
<h3><a href="https://bergamoesport-ita.newsmemory.com/?fbclid=IwAR2MoK-ZEEs0OTKSG8sggAr1J92qGBsC7KXmITbftYQItqOXGKa8_RzFmx4"><em>Leggi la tua copia digitale di Bergamo &amp; Sport cliccando su questa caption: lunedì 6 marzo, in edicola o sull&#8217;edicola virtuale, 2 pagine coi servizi completi sulla giornata degli Over 40</em></a></h3>
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		<title>Over 40, la Onis vince il recupero ed è campione d&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 22:01:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stezzano &#8211; La Onis sale a 26 scavalcando di 2 la Nembrese della coppia da urlo Carobbio-Bianchi. Il capocannoniere Simone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/12/Onis-vs-Destinazione-Sole-Over-40-e1671489613401.jpg"><p><strong>Stezzano</strong> &#8211; La <strong>Onis</strong> sale a 26 scavalcando di 2 la Nembrese della coppia da urlo Carobbio-Bianchi. Il capocannoniere Simone <strong>Cavadini</strong>, uno dei tre doppiettisti fluo del recupero della seconda giornata, a 18 dopo appena 11 turni. Il campionato provinciale Over 40 sotto l&#8217;egida di Bergamo Tornei ha decretato il suo campione d&#8217;inverno, consacrato sul sintetico del Centro Sportivo di Stezzano dopo il 6-1 ai danni della Destinazione Sole, in partita solo per metà gara prima di cedere al tasso tecnico del regista Mario <strong>Consonni</strong> e soci.</p>
<p>E dire che inizialmente il bomber mancino ex Dalmine anni &#8217;90, prima di dribblare anche l&#8217;ultimo baluardo per appoggiare il vantaggio su allungo del migliore per distacco <strong>Imberti</strong>, s&#8217;era fatto ipnotizzare tre volte (1&#8242;, 14&#8242; e 24&#8242;) da Mauro <strong>Birolini</strong> sul la, a turno, dello stesso ex atalantino di Coppa delle Coppe &#8217;88, di Carminati e di Albani Rocchetti. Nella ripresa, per lui, anche un incrocio interno sull&#8217;ascensore chiamatogli dal fondo da <strong>Scognamiglio</strong>. Nove minuti più taredi, il bis personale nella cruna d&#8217;ago in piena area centrando l&#8217;angolino di giustezza grazie all&#8217;apertura perfetta di Capasso. </p>
<p>Avanti gli altri, citando comunque, oltre al pareggiatore temporaneo <strong>Diallo</strong> in proiezione offensiva accompagnata da <strong>Dentella</strong>, il mancato autore del vantaggio ospite (16&#8242;) <strong>Maccari</strong>, che su scarico di <strong>Persico</strong> trova la pezza miracolosa di <strong>Merati</strong>. <strong>Insinna</strong> sfrutta un rinvio corto da killer ripetendosi dopo l&#8217;intervallo per chiudere lo score su imbucata di <strong>Brugali</strong>, <strong>Imberti</strong> sigilla alla perfezione un triangolo col precedente (sterzata e palla di ritorno) per poi infilare una maledetta da calcio di punizione da oltre 20 metri. Da segnalare, sempre a metà campo invertite, gli interventi puntuali del portiere in giallo per dire di no al lob di Persico (5&#8242;) e al controllo e tiro mancino di Dentella, entrato da destra sullo scavino di <strong>Servalli</strong>. Sul 5-1 (minuto 68) Birolini nega l&#8217;incornata vincente a Insinna sul cross di Cavadini, spostato all&#8217;ala sinistra.</p>
<p><strong>Onis &#8211; Destinazione Sole 6-1 (3-1)</strong><br />
<strong>ONIS (4-3-1-2):</strong> Merati; Carminati (cap., 1&#8242; st L. Rossi), Scognamiglio, Varone, Viganò; Isacchi (1&#8242; st Bruletti), Consonni, Albani Rocchetti (24&#8242; st Insinna); Imberti; Consonni, Insinna (4&#8242; st Capasso). Cambio: D. Salvi. All.: Novati.<br />
<strong>DESTINAZIONE SOLE (4-4-1-1):</strong> M. Birolini (cap); Martinelli, S. Rossi (26&#8242; st Grisafi), Pagnoncelli, Grisafi (1&#8242; st Guerra); Persico (20&#8242; st Dentella), Capitanio (1&#8242; st F. Salvi), Servalli, Dentella (11&#8242; st Petronio); Diallo (15&#8242; st Capitanio); Maccari. All.: Moioli e Ghezzi.<br />
<strong>RETI:</strong> 21&#8242; pt e 19&#8242; st Cavadini (O), 22&#8242; pt Diallo (DS), 31&#8242; pt e 36&#8242; st Insinna (O), 36&#8242; pt e 21&#8242; st Imberti (O).<br />
<strong>Note:</strong> ammonito Diallo per comportamento non regolamentare. Corner 3-0.</p>
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		<title>La Onis lotta per Filippo, la Carbosint trionfa per Nicola: &#8220;Over 35 nel nome della Rinascita&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2021 08:31:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Azzano San Paolo &#8211; &#8220;Un torneo sentito, partecipato, con voglia di rimettersi in gioco ed entusiasmo palpabili. Intitolarlo alla Rinascita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/07/Over-35-Uisp-Carbosint-vs-Onis.jpg"><p><strong>Azzano San Paolo</strong> &#8211; <em>&#8220;Un torneo sentito, partecipato, con voglia di rimettersi in gioco ed entusiasmo palpabili. Intitolarlo alla <strong>Rinascita</strong> ha significato creare i presupposti per il suo successo, in nome di chi non c&#8217;è più ma anche per gettare le basi di una crescita continua del nostro movimento&#8221;</em>. Parola di presidente della <strong>Uisp</strong> di Bergamo, <strong>Francesca Vedrietti</strong>. L&#8217;ovvia soddisfazione per l&#8217;organizzazione esemplare di una kermesse compressa, col titolo <strong>Over 35</strong> del pallone arrivato all&#8217;ottava settimana di competizione, a pelo d&#8217;erba artificiale ha lasciato il posto alla commemorazione dei due numi tutelari delle contendenti, gli spiriti guida che dall&#8217;alto hanno gettato una luce di sereno in una nottata uggiosa quanto infuocata dalla contesa senza esclusione di colpi. <strong><em>&#8220;Ciao <strong>Nicky</strong>&#8220;</em></strong>, la dedica campeggiante sulle maglie di chi ha iscritto il proprio nome sull&#8217;albo d&#8217;oro dopo un anno e mezzo di stop per il maledetto virus. Sì, perché la <strong>Carbosint</strong> ha trionfato per <strong>Nicola Brambati</strong>, una delle vittime dei tempi bui che si spera siano ormai alle spalle, così come la <strong>Onis</strong>, <strong><em>&#8220;Pippo nel cuore&#8221;</em></strong> stampigliato sul petto, favorita alla vigilia, ha lottato in nome di <strong>Filippo Spinosa</strong>: <em>&#8220;Che dovessero essere le due finaliste l&#8217;ha voluto il destino&#8221;</em>, il commento del membro del comitato provinciale <strong>Fabio Spaterna</strong>. Per i i boys in orange è stato il bello della prima volta dopo tanti vani assalti al titolo. In mezzo alla pioggerella stile fumo di Londra del venerdì sera azzanese, ecco il lampo di <strong>Michele Maffeis</strong>, un lob perfetto a scendere sotto la traversa, al 6&#8242; della ripresa. </p>
<p>Il tesseramento in extremis del superbomber del calcio nostrano, <strong>Michele Ravasio</strong>, tenuto a bada dal duo-muraglia Zorzi-Pargoletti capace di recuperi prodigiosi, ha garantito grazie ai raddoppi di marcatura qualche autostrada di troppo aperta ai cursori nel primo tempo lungo la navata difensiva dei vincitori, bravi a resistere all&#8217;assedio al fortino nella prima mezzora. <strong>Zanotti</strong> alza sopra il montante la punizione mancina dall&#8217;out destro di Monzani (4&#8242;), rintuzzando poi a guantoni serrati il tentativo del capitano <strong>Albani Rocchetti</strong> a cronometro bissato, da posizione troppo defilata per pungere. La conclusione in porta per chi non sa ancora che metterà il naso avanti si lascia aspettare parecchio, leggi <strong>Pauzzi</strong> di seconda a tiro del ventesimo, mentre un ottovolante di lancette più tardi <strong>Cerea</strong>, il capitano originale secondo distinta, autore di aperture illuminanti quanto fraintese dai partner di linea che cederà le insegne del comando al veterano <strong>Oscar Plebani</strong>, uno capace di esultare nascondendo le lacrime per prorompere in quel <em>&#8220;Nicola è qui con noi e sempre ci sarà, il cammino l&#8217;abbiamo iniziato con lui&#8221;</em> alle premiazioni, con la moglie <strong>Antonella</strong> Migliorati a porgergli il trofeo e la targa commemorativa, ritirata dal player-manager <strong>Pierangelo Carminati</strong> per gli amici di Pippo. </p>
<p>Al rientro dal tunnel, subito l&#8217;occasionissima del punto di svolta. Se <strong>Grigorescu</strong> è bravissimo a calare la saracinesca sul tiro dal limite della punta di diamante altrui, <strong>Artina</strong>, il secondo del dai e vai, alza la mira in spaccata da due passi. Il vantaggio fende la partita da spartiacque, innalzandone il tono agonistico fino ai due <strong>rossi</strong> comminati dall&#8217;arbitro Cortesi ad Albani Rocchetti (15&#8242;), colpevole di avergli abbassato la mano dopo un giallo insieme a Pauzzi per reciproche scorrettezze e al lama Cocchiararo (altro mastino maiuscolo) a una sporca dozzina dal gong per una scorrettezza da nervi tesi a Carminati: <em>&#8220;Sul piano tecnico, atletico e psicologico una ripartenza così compressa nel tempo non sarebbe stata facile per nessuno</em> &#8211; l&#8217;osservazione di <strong>Maurizio Casapollo</strong>, coordinatore del settore arbitrale <strong>Uisp Lombardia</strong> -. <em>Per un anno e mezzo s&#8217;è arbitrato dal divano in salotto, webinar di aggiornamento a parte. La fame di giocare s&#8217;è vista tutta: finalmente siamo tornati a divertirci con la palla tra i piedi&#8221;</em>. Una scorpacciata magari senza posate, ma a volte l&#8217;appetito combinato al dolore fa brutti scherzi. Intanto trema la traversa della Carbosint (9&#8242;) sul sinistro di <strong>Boattino</strong>, deviata dalla mano dell&#8217;uomo tra i pali e forse da qualcuno più in su e ci sono i colpi di coda nerazzurri su cui s&#8217;abbatte la scure dell&#8217;imprecisione, vedi il bolide dell&#8217;avanzante Scognamiglio (21&#8242;), lo spreco di Isacchi (27&#8242;) sullo scarico dell&#8217;eterno ragazzo di Bergamo Alta e l&#8217;esterno collo in corsa di <strong>Insinna</strong> su la di <strong>Daniele Salvi</strong> (28&#8242;), fino al doppio tentativo di Cerea di metterla in cassaforte allo scadere, punizione respinta e tap-in alle stelle. Da quelle Nicky e Pippo hanno guardato giù: <em>&#8220;E&#8217; stato davvero il Torneo della Rinascita, sentito, vissuto e partecipato</em> &#8211; chiosa la Presidentessa bergamasca -. <em>Dal cambio della guardia dello scorso autunno abbiamo affrontato mesi di rodaggio all&#8217;interno di un organismo complesso come il nostro. Ma quando si torna all&#8217;undici contro undici diventa tutto più facile. Grazie anche all&#8217;encomiabile lavoro di Fabio, che in poco tempo ha organizzato 7 giornate di campionato e le fasi finali. Insieme alla comunità torniamo a vivere e respirare anche noi dell&#8217;Unione Italiana Sport per Tutti&#8221;</em>. Per il bomber della manifestazione Giuseppe <strong>Currò</strong>, ben 11 nel sacco a &#8216;sto giro, ha ritirato la scarpa d&#8217;argento mister Ezio <strong>Cingarlini</strong> per i <strong>Vecchi Amici Comun Nuovo</strong>.</p>
<p><strong>Onis &#8211; Carbosint Gesteam 0-1 (0-0)</strong><br />
ONIS (4-4-2): Felix Grigorescu; Giuseppe Viganò, Alberto Scognamiglio, Mirco Monzani, Daniele Salvi; Tommaso Albani Rocchetti (cap.), Michele Isacchi, Giorgio Bruletti, Diego Locatelli; Michele Ravasio, Giuseppe Insinna. Cambi: Enrico Belotti, Alessandro Imberti, Pierangelo Carminati (allenatore), Ivan Roattino.<br />
CARBOSINT (4-4-2): Angiolino Zanotti; Luca Ciglioni, Sergio Zorzi, Giuseppe Pargoletti, Fabrizio Cocchiararo; Paolo Bonati, Luigi Plebani, Roberto Pauzzi, Raffaele Artina; Giovanni Magri, Fabiano Cerea (cap.). Cambi: Massimiliano Vescovi, Dario Curnis, Michele Maffeis, Luigi Pezzotta, Oscar Plebani, Roberto Belotti, Alberto Serughetti. Staff: Sandro Pietta (dirigente), Dario Chiodini e Michele Finazzi.<br />
Arbitro: Cortesi (Vavassori e Scotti).<br />
RETE: 6&#8242; st Maffeis (C).<br />
Note: ammoniti Albani Rocchetti e Pauzzi per reciproche scorrettezze, Pargoletti per gioco scorretto. Espulsi Albani Rocchetti al 15&#8242; st e Cocchiararo al 25&#8242; st per comportamento non regolamentare. Tiri totali 10-8, nello specchio 4-2, respinti/deviati 3-2, parati 4-2, legni 1-0. Corner 4-1, recupero 1&#8242; e 7&#8242;.</p>
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		<title>Serse Pedretti festeggia mezzo secolo. E ci parla della Onis, dell&#8217;Atalanta, della sua Monica, di Dio e dei suoi sogni nel cassetto</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2014 00:01:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo1-1024x768.jpg"><p><strong><a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3.jpg" class="cbox cbox"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-9234 alignleft" alt="bg16fo3" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3.jpg" width="265" height="199" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3.jpg 2048w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3-300x224.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3-1024x765.jpg 1024w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3-768x574.jpg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3-1536x1148.jpg 1536w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3-200x150.jpg 200w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg16fo3-500x375.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a>di Matteo Bonfanti</strong><br />
Cinquant’anni vissuti col sorriso sulle labbra e nella convinzione che il meglio debba ancora venire. <strong>Serse Pedretti,</strong> o, se preferite Sersao Rovesciatao, Serge, Zerzen, Alcaselzer, Seppia, Asabeso, Sersone, Seltz, Sersinho, lo Scet del Bresa, compie gli anni aprendoci due cassetti: quello grande legato ai suoi ricordi e quello più piccolo e intimo, dei sogni e dei desideri. Tra le righe sempre o quasi la sua Onis, l’azienda che veste gran parte delle squadre del nostro calcio provinciale, e il suo grande amore, Monica Cereda, la Ghesty. E poi tantissimo pallone: l’Atalanta di cui è tifoso da sempre, le squadre della Serie A svizzera di cui è fornitore, i campioni come Garlini, Carrera, Doni o Gattuso che, negli anni, da semplici conoscenti sono diventati amici fraterni. L’impressione, quando si ha di fronte Sersao, è quella di parlare con uno spirito libero, dall’impressionante creatività, incapace di restare fermo anche solo per cinque minuti. A riprova la sua vita tra Spirano e la Svizzera, i migliaia di chilometri in macchina ogni settimana e i viaggi di lavoro dall’altra parte del mondo (l’ultimo in Cina) più o meno ogni due mesi.<br />
<strong>Serse, partiamo dal tuo momento: la soddisfazione più grande.</strong> «Sono i dipendenti della Onis, venticinque persone divise tra la nostra sede di Spirano e quella in Svizzera. Sono tutti in gamba: lavorano bene, seriamente, anche divertendosi. Tra loro ci sono le Onis Angels, quattro splendide ragazze: mia moglie Monica, Marisa, Laura e Alice, colonne della nostra azienda con cui è bello confrontarsi e dare vita ai nostri progetti. Posso dire di essere un beato tra le donne anche se gli uomini della Onis sono altrettanto forti, citarli tutti è un casino ma due parole di stima per Dimitri Gamba gliele dedico col cuore. Questi ragazzi lavorano come se fossero i proprietari della Onis. Io non li stresso, controllo, delego e così siamo in controtendenza».<br />
<strong>Serse e l’amore.</strong> «La famiglia è fondamentale, condividiamo lavoro e vacanze, siamo molto uniti. L&#8217;amore vero è la Ghesty che è la mia Monica, una dolcissima SS. Siamo entrambi dell&#8217;acquario, ma io sono quello un po’ in aria. Lei mi aiuta, controllandomi su tutto, anche economicamente, dandomi la mancetta settimanale, anche se poi mi ha consegnato una serie di carte di credito, eh eh&#8230; E’ una donna bellissima e un partner lavorativo incredibilmente efficiente, è lei la vera capa della Onis. Io sono la parte creativa, il fantasista, il casinista, quello che apre i mercati mentre lei è quella amministrativa e gestionale. Ci troviamo bene, formando un connubio che dura dal primo giorno che ci siamo conosciuti. Non lo sai ma siamo andati a convivere già dopo una settimana. Io la trovo affascinante, molto sexy, intelligente, che vuoi di più? Chiaro che ho attenzioni solo per lei, anche se poi non mi ricordo i compleanni, gli anniversari, San Valentino, la festa della donna. Ma Monica non ci fa più nemmeno caso, in effetti per noi ogni giorno è buono per mandarsi a cagare o per coccolarsi. Penso di essere un uomo fortunato, innamorato come i primi giorni, la mia Ghesty non potrei cambiarla con nessun’altra donna al mondo (anche perché non è una figurina). Sono un romantico, come te, l&#8217;Evro’o, il Gabbiaden e tutti quelli del BST».<br />
<strong>Serse e il rettangolo di gioco.</strong> «Mi sarebbe piaciuto fare il giocatore professionista, ma il mio calcio è un po’ limitato: so fare la rovesciata volante, è un gesto tecnico che mi viene naturale, spesso però finisco per farmi male alla schiena, come nella sfida tra noi del Berghem Soccer Team e la Ropeca a Villa d’Almè. Ho il piede bonito ma sono una schiappa nell&#8217;interdizione. Da piccolo sono stato un bravissimo raccatapalle all&#8217;Albinese, quasi un professionista del ruolo. A riprova gli attestati di stima dei grandi calciatori di Albino, il mio paese natale. Parlo di fenomeni del calibro di Piero Lussana, Mario Paletò, il Genio e il Picio (Mario Astolfi, attuale allenatore del Ciserano, ndr)».<br />
<strong>Serse e il calcio. Con relativa Top 11.</strong> «Il mio lavoro mi ha portato a conoscere tantissimi calciatori. E con molti di loro siamo diventati amici. E’ bello conoscerli dal punto di vista personale, rendendosi conto che sono ragazzi come tutti noi, con i loro problemi e i loro sogni. Poi c’è il Berghem Soccer Team, la mia squadra, un gruppo di amici (quasi quattrocento persone tra cui chi scrive, ndr)  che gira la provincia divertendosi. Lì il pallone è un pretesto per raccogliere fondi per chi sta male. Noi lo facciamo ridendo, facendo casino e spesso prendendo incredibili batoste calcistiche. Il mio personale top 11 arriva da lì, dal BST, dove ci sono Gabbiaden, Evro, Rudexxa, Bonfanten, Gigi Foppa, Mark Urbans, i due Genii, ma anche Ivan, Tissone, Doni, Zampagna, Gigi Del Neri, Gattuso, Caniggia, De Bellis, Garlini e Massimo Carrera. In porta Peter Barcella che manca a tutti, tanto. Qualcuno storcerà il naso nel leggere il nome di Cristiano Doni, ma nella mia Top 11 il capitano non può mancare&#8230;».<br />
<strong>Serse e l’Atalanta.</strong>  «Amo la Dea da sempre. Sono stato militante dei WKA e delle BNA, sono tutt’ora un ultrà, non praticante ma solidale con la Curva Nord 1907. Appena nato, sul tavolo della cucina di mia nonna, ad Albino, ho sentito che i colori nerazzurri mi avrebbero reso strafelice, ma anche tristissimo. Perché l’Atalanta è così: una fede che non ti fa mai stare tranquillo. A riprova come devo vedere la partita, concentrandomi sulla squadra, restando sempre sul pezzo, spingendola alla vittoria utilizzando la telepatia per motivare i ragazzi in campo. Dell&#8217;Atalanta, che una volta era la Bergamasca Calcio, rimpiango la presidenza della famiglia Ruggeri: Ivan era un po’ burbero, ma dal cuore grande e sensibile, Alessandro un giovane che farà parlare di sé in positivo. La Dea di oggi? Non commento, preferisco i ricordi».<br />
<strong>Serse e Dio. </strong> «Intanto sto attraversando un periodo in cui mi sento immortale e mi sembra pure di somigliare a Christopher Lambert in Highlander (due gocce d’acqua, ndr). Devo preoccuparmene? Poi con la religione cattolica ho qualche piccolo problema. Pur essendo stato un ottimo chierichetto, anche qui col piglio del professionista, sia ad Albino che in Sant’Alessandro, ho saltato la cresima. Ho promesso di prendere il sacramento quando mi sono sposato in chiesa, ma poi mi sono dimenticato di farlo. Lo farò entro due anni quando si cresimerà mio nipote Leo».<br />
<strong>Serse in viaggio.</strong> «Sono uno zingaro da sempre, fin da adolescente. Conoscere un posto lontano, la lingua, le persone mi è sempre piaciuto tantissimo. Da ragazzo ho fatto il lavapiatti a Vienna, poi il barista in Sardegna, ora lavoro  (tanto, ndr) in Svizzera. E poi viaggio: ho visto il Sudamerica, la Cina, l’Africa. Per lavoro ho visitato quaranta nazioni, per piacere altrettante. Ed è sempre affascinante, qualcosa che mi arricchisce e mi stimola. Oltre la metà della mia vita l&#8217;ho passata all&#8217;estero, in questo periodo vivo a Sion dal giovedì al sabato mentre sono a Zanica da domenica a mercoledì. A fine mese sarò a Istanbul per una notte e sarà la trentacinquesima volta che atterrerò all&#8217;Ataturk. E anche lì mi sembra di essere a casa».<br />
<strong>Serse e la politica.</strong>  «Quando vedo come i nostri onorevoli hanno sperperato i soldi pubblici, penso che i ragazzi dovrebbero fare una rivoluzione. Oggi in Italia un giovane ha pochissime possibilità di emergere e penso che dipenda tanto da chi ha amministrato male il nostro Paese negli ultimi anni. Secondo me il problema in Italia è principalmente la classe politica attuale, nessuno escluso, sembra non si siano resi conto che non c&#8217;è più niente da rubare e che oramai siamo sul lastrico. Proporrei un partito unico, un solo leader come nelle aziende, senza opposizione. In meno di dieci anni sistemeremmo il nostro Paese, daremmo lustro a mare, laghi, montagne, città storiche e culturali. Metterei dazi maggiori a tutte le merci d&#8217;importazione escluse quelle che non siamo in grado di produrre. Perché se non creiamo occupazione, la nostra economia ha una breve durata. Per farla semplice potrei chiedere al governo il mandato per vendere l&#8217;Italia agli Svizzeri. Staremmo da dio».<br />
<strong>Serse e il sogno nel cassetto.</strong> «Tra cinque anni aprirò un bed and breakfast ai tropici, penso sulle spiagge della Repubblica Dominicana, mi ci vedo a Las Terrenas con un bel sigaro in bocca, un catamarano, la Ghesty, i miei cani Aldo e Pinny. Non so ancora se mio figlio umano, Andrea, mi seguirà. Lì darò vita alla Onis Football School, completamente gratuita per i bambini del posto. Certo, prima di farlo inviterò i miei amici a seguirmi. Sarebbe bello scappare tutti insieme dall’Italia per andare a vivere al caldo e sul mare. Insomma una bella fuga di massa, formeremmo il Dominican Football Team».<br />
<strong>Posso venire?</strong> «Certo. Si parte tutti insieme. Io, te, il Giggifoppa, il Gabbia, Evro, il Frizzi (e Serse parte con una lunga lista di altri cento amici, ndr).  Facciamo quattro-cinque cento pullman…».</p>
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		<title>La Cina del mitico Sersao: la spassosissima cronaca di un bergamasco alle prese con l&#8217;Oriente</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 17:07:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma quanto tempo è passato da quando ho scritto l’ultimo articolo per Bergamo &#38; Sport? Forse due mesi, non che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2013/11/hkdallacollina-768x1024.jpg"><p>Ma quanto tempo è passato da quando ho scritto l’ultimo articolo per Bergamo &amp; Sport? Forse due mesi, non che ci fossero problemi con la direzione, anzi mi hanno assegnato compiti speciali e mi hanno regalato un viaggio premio in Oriente, tutto pagato, tutto in prima classe, grazie MMM (Matteo, Monica e Marco), grazie, mi piace un casino che mi mandate in giro per il mondo.<br />
Nel settore della produzione dell’abbigliamento sportivo, novembre è un mese particolare, si viaggia per visitare le fiere internazionali e si valuta cosa proporre tra dieci mesi al mercato nazionale. Vi sembreranno tempi lunghi ma se chiedete al vostro negoziante sportivo di fiducia (se è la ONIS andate sul sicuro e mi fate contento) vi confermerà che ad esempio le scarpe da calcio dei grandi marchi che producono in Oriente, che trovate in negozio a luglio, sono state ordinate sette mesi prima.<br />
La partenza è come al solito incasinata: abito a Zanica, lavoro in 4 sedi diverse: alla Onis a Spirano, alla Onis Swiss nel Canton Grigioni a Grono in Svizzera, alla Onis Martigny nel Canton Wallis, sempre in Svizzera, e nella nuova filiale della Onis Istanbul in Turchia. Prima di partire devo fare il giro degli uffici e magari dare anche un bacio a mia moglie Monica, salutare mio figlio umano Andrea e i miei due figli adottivi pelosi: Aldo e Pinny (home labrador).<br />
L’aereo per Hong Kong via Istanbul parte domenica mattina ma io esco di casa il mercoledì, faccio il giro dei tre uffici tra Bergamo e la Svizzera e domenica mattina sono pronto: prima tappa Istanbul.<br />
Quando viaggio con la famiglia per le vacanze (siamo in 9 persone) non ci penso un attimo: economy class, poi tanto ci si fa un paio di settimane di pieno relax, invece quando viaggio per lavoro non mi faccio mancare niente: business class, hotel a 5 stelle, taxi e via dicendo.<br />
Il viaggio di lavoro è frenetico, stressante, ti manca sempre il tempo e, se poi viaggi solo come faccio io, ti girano le balle che non puoi nemmeno condividere le emozioni della giornata con nessuno, certo puoi socializzare con i locali ma «laga pert che l’è mei».<br />
Il volo Milano-Istanbul dura circa tre ore, partendo alle 8 e calcolando l’ora di fuso si arriva nella vecchia Costantinopoli alle 12. Colgo l’occasione per incontrare i miei collaboratori e verificare a che punto sono le nostre produzioni. Alle 16 ho già definito il tutto e sono libero per circa otto ore, mi faccio accompagnare in centro a Sultanhamet e passeggio per la vecchia città. Ho bisogno di radermi e tagliare i capelli, mi infilo nella prima traversa e subito trovo un barbiere. Il servizio è impeccabile, è un viaggio nel tempo, rasoio affilato, pettine e forbici ma prima di tutto il rito della pulizia dei peli del naso e delle orecchie. Murat Alagoz Yakin Abdullah Mahhallesi (il mio parrucchiere di fiducia) imbeve dei coton fioc nella benzina e me li infila nello stesso tempo nel naso e nelle orecchie e gli dà fuoco. Poi procede al taglio di barba e capelli. Massaggio del viso, creme e oli bizantini e sono pronto per tornare in aeroporto.<br />
Sono le 20 di domenica sera, il mio volo per Hong Kong parte alle 24 nella Business Lodge della Turkish Airlines. Prenoto un massaggio (gratuito), mi doccio e ceno. E senza accorgermi è arrivata l’ora dell’imbarco.</p>
<p><strong>La Cina è vicina</strong><br />
Il volo dura dodici ore ma la poltrona letto ha fatto il suo dovere, arrivo a Hong Kong che sono le 16 del pomeriggio ora locale (7 ore avanti all’Italia), fresco e riposato. Mi devo ambientare, in taxi raggiungo il mio hotel in pieno centro e subito mi accorgo che la città è fantastica e caotica. Ho già visitato grandi città in oltre 30 nazioni ma ogni volta che arrivo in un posto nuovo provo un’emozione particolare. Poi mentre conosci la città ti accorgi che ha tante caratteristiche in comune con altre località a migliaia di chilometri, sotto certi aspetti Hong Kong è simile a Rio De Janeiro, a Mosca o a Buenos Aires. Ti accorgi che Bergamo è paragonabile a un piccolo quartiere, ti rendi conto di quanto sia bella e intima Bergamo ma di quanto ti possa offrire e far crescere mentalmente una metropoli, beh è un bel casino.<br />
Arrivo in hotel ed è una piacevole sorpresa, la camera è al 49° piano con una bellissima vista sulla città, misura oltre 40 metri quadri e il bagno dotato di vasca idromassaggio ha una vetrata verso l’interno della camera e una verso la città, forse ci hanno girato qualche film porno ma che spettacolo. Il prezzo poi non è assolutamente paragonabile alle topaie che ci rifilano in certe località italiane, ho pagato l’equivalente di 80 euro colazione compresa.<br />
La prima sera cerco subito di capire come raggiungere le sedi dei miei appuntamenti del giorno dopo: la fiera del merchandising e la sede delle due fabbriche che devo visitare. Individuato e definito il percorso per l’indomani organizzo il tempo libero e mi informo sugli orari di apertura di quello che mi piace più di tutto quando viaggio: i mercati di strada.<br />
Per cena scelgo di farmi portare in taxi al mercato del pesce, di solito i mercati alimentari sono aperti 24 ore tutti i giorni dell’anno e se selezioni un attimo i locali trovi di certo quello giusto, magari quello che ti serve un’aragosta alla griglia e una birra a canna per 2 euro.<br />
La cucina italiana? Buona ma a casa nostra, in viaggio rispetto e amo la cucina e la cultura locale, a volte mangio bene a volte male, ma ho sempre ricordi indelebili, un mix di fascino e scenografia indescrivibili.<br />
Dopo cena scelgo di fare due passi a piedi (poi si sono rivelati circa 5 km) attraverso vari quartieri e in mezzo ai grattacieli scopro diversi impianti sportivi, in pochi giocano a calcio. Mi fermo nel quartiere di Wan Chai dove si stanno affrontando a basket una decina di squadre giovanili, è suggestivo vedere il rettangolo di gioco contornato da enormi palazzi con la tribuna piena, le cheerleaders, il deejay, i banchetti che propongono ogni tipo di cibo, le famiglie intere con i rappresentanti di 4 generazioni.<br />
Posso andare a dormire, chiamata a mia moglie con Viber, Skype, What’s Up e poi a letto.<br />
Ci sono 27 gradi (a casa invece mi dicono che siamo vicini allo zero), il mio bagaglio è ridotto, un trolley da imbarco e stop, poi qui mi comprerò due mega valigioni e li riempirò di tutto un po’.<br />
Qui a Hong Kong mi fermo solo 4 giorni, la sveglia è alle 6.30, colazione che sembra un pranzo di Natale (salmone, orata, ostriche, uova, bacon, marmellate e frutta fresca, centrifughe varie) faccio schifo, lo so ma devo arrivare a sera dato che non ho tempo per la pausa di mezzogiorno, meglio infognarmi all’alba.<br />
Sono pronto ad affrontare la giornata che prevede circa dieci km a piedi tra fiera, fabbriche e tour della città.<br />
Vado in fiera, visito due fabbriche e alle 16.30 sono di ritorno in città, libero da impegni mi dedico a fare il turista.<br />
La metro la uso per i trasferimenti brevi in città, utilizzare il taxi è da suicidio, il traffico è impressionante tanto che ti può capitare di stare in macchina un’ora per percorrere 700 metri, il modo migliore per visitare la città è camminare, basta organizzarsi: bermuda, t-shirt, felpa, sneakers e un bello zainetto porta tutto.<br />
Sono indeciso se fare acquisti ad Hong kong o se aspettare qualche giorno e farli poi a Guangzhou in China, l’istinto mi dice: «Cazzo aspetti, prendi adesso, chi ti dice che poi trovi le stesse cose??».<br />
Visito tre mercati e sono attratto da tutto, alcune cose sono delle painate pazzesche (come lo scoreggiometro: è una sorta di impianto radio con diffusore di fumo per simulare scoreggie dei tuoi ospiti sul divano: una stronzata incredibile) altre invece sono delle chicche che vuoi avere assolutamente. Il mio shopping parte con una decina di chiavette USB, borse in pelle, qualche felpa, un pigiama. Per farvi capire i prezzi: compro un paio di guanti in pelle, chiedo il prezzo: 2,50 euro, me ne dia 6 paia (a qualcuno li regalerò, alla Onis siamo più di 20). Di bancarella in bancarella riempio una decina di sacchetti e non sono riuscito a spendere 100 euro, che bel campà. Si torna in hotel.<br />
Altro giorno in fiera e fabbriche, giro per la città e mercati. Vengo invitato a cena da un amico, Roberto un ragazzo italiano sposato con una polacca con due figli hongkoniani. Lui è direttore di una multinazionale con sede principale a Milano, ha l’ufficio a Hong Kong e dirige una fabbrica a Shenzhen (distante circa 40 km da HK). Immaginavo vivesse in una villetta a schiera stile americano invece il tassista mi porta in un quartiere residenziale dove ci sono una ventina di megacondomini. Salgo al 26° piano (circa a metà palazzo), i primi quattro piani sono attivi al 100%: banche, posta, negozi, palestra, scuola, centro benessere, piscina ecc.<br />
Roberto vive in un appartamento di 75mq pagato 1.200.000,00 euro. Nel palazzo vivono circa 11.000 persone. Praticamente il suo quartiere composto da venti palazzi conta oltre 200.000 abitanti. Pazzesco.<br />
La cena la ordiniamo alla reception del palazzo e ci arriva dopo circa 15 minuti, tre camerieri del ristorante sotto di 22 piani ci apparecchiano la tavola e uno di loro si ferma per il servizio. Ho offerto io, un po’ spaventato perché rapportavo il prezzo dell’appartamento al costo della cena per 5 persone, invece poi ho speso l’equivalente di 42,00 euro tutto compreso. A saperlo prima gli pagavo anche la cena della sera dopo.<br />
L’ultimo giorno a HK mi faccio portare in taxi sulla collina che domina la città, scatto qualche foto, faccio la comparsa per un film del posto (gli serviva un faccione europeo, ho il filmato che testimonia la mia presenza nel film), scendo in funicolare fino in centro, mi faccio un ultimo giro e poi mi dirigo in stazione per un viaggio in treno da HK a Guangzhou, vado da Marcello Lippi.<br />
La Cina, Guangzhou oppure Canton oppure Guangiù oppure Gangiò, sta città ognuno la chiama a modo suo è nessuno la riconosce con il nome che la chiamano gli altri, bona, ho capito che qui è un’altra storia.<br />
Il primo tassista non si scorda mai, non parla nessuna lingua, nemmeno la sua, per raggiungere l’hotel ci abbiamo messo due ore, sto sfigato mi ha anche inserito una tappa in un hotel chiuso da almeno dieci anni e abitato da abusivi.<br />
Appena arrivo in hotel (fantastico anche questo) mi organizzo subito: in reception mi faccio dare una ventina di biglietti da visita dell’hotel, su alcuni gli faccio scrivere in cinese «portami in hotel a questo indirizzo», su altri sempre in cinese gli faccio scrivere «portami al mercato di&#8230;», «portami al Pearl River» ecc. Così facendo ho risparmiato ore che sicuramente avrei perso girando a vuoto. È pomeriggio e decido di comprarmi un telefono cinese con una ricaricabile, memorizzo il numero dell’hotel per evenienze e lo uso più che altro per le guide in internet. È una bellissima giornata ma per vedere il sole devo salire all’ultimo piano dell’hotel, il 68°, in strada la mascherina è di moda, gli occhiali scuri non servono a niente. Per la cena mi faccio portare nel ristorante preferito di Lippi, me lo ha consigliato Conca, l’idolo argentino e capitano del Guangzhou Evergrande. Con due amici spagnoli conosciuti in hotel ci mettiamo circa mezz’ora per capire come funziona la cena: siamo in riva al fiume su una terrazza spettacolare, vista sui ponti che si illuminano cambiando colore ogni 30 secondi, sul fiume passano in continuazione battelli e velieri illuminati carichi di turisti da sbarco.</p>
<p><strong>Una cena incredibile</strong><br />
La prassi per mangiare è questa, un mix tra self service e dalla Giuliana: ti siedi al tavolo e dopo qualche minuto arriva la cameriera vestita in stile Ming, ti consegna una lista foglio che sa di lista con delle caselle da compilare, il tutto scritto in cinese. A questo punto devi entrare nel ristorante che è grande come l’Oriocenter, ci sono circa trenta banconi con vasche di pesci, crostacei, rettili, scarafaggi, insetti ecc, un altro settore con animali vivi: polli, anatre, maialini, dei toponi mai visti, scimmie ecc. Tu giri allibito con il tuo foglio in mano e i vari commessi ti sgridano se non ti dai una mossa, devi scegliere cosa vuoi, come lo vuoi cucinato e il tutto senza aver capito quanto ti costa. Gli spagnoli sono in tilt e mi dicono: «Amigo pensaci tu, noi ordiniamo 3 cervezas», così decido io per tutti, ecco il menù che ho selezionato: un cazzone di mare cotto alla griglia e servito a fette, un set di 6 gamberoni giganti alla griglia, tre bistecchine di alligatore di Shanghai saltate in padella nel sake, una decina di scarabei fritti, capesante gratinate al forno, ostriche e tartufi di mare crudi, serpentello di risaia bollito, zuppa di tartaruga per tre. Contorno riso alla cantonese e ravioli al vapore.<br />
Che dire, abbiamo mangiato tutto e bevuto un paio di birre a testa, abbiamo speso circa 10 euro a persona. Nel rientrare in hotel, sarà stata la birra o lo scarabeo fritto, fatto sta che ho dimenticato sul taxi il mio nuovo supertelefono cinese.<br />
Non vi racconto della fiera, sarebbe palloso e non ve ne frega niente, vi racconto della serata successiva quando chiedo al tassista di turno di portarmi nel quartiere del porto, voglio vedere il mercato del pesce di Guangzhou, uno dei più grandi al mondo e quando il taxi parcheggia sono allibito: il mercato è più grande di Bergamo, ci vorrebbero 5 giorni per visitarlo tutto. Qui come in altre parti del mondo le vie commerciali sono divise per merceologie, mi capita spesso di vedere questa similitudine; via dei commercianti di ferramenta, trenta, quaranta, cinquanta negozi infilati uno vicino all’altro sui due lati della via. Nairobi, Istanbul, Buenos Aires, Mosca, Kingston, Port au Prince, Rio: tutti allo stesso modo, e la stessa cosa si ripete per le varie merceologie, dopo la via che vende articoli per merceria (bottoni e stoffe) inizia la via che vende macchine da cucire, poi quella dei pezzi di ricambio delle macchine da cucire e poi quella degli elettrodomestici ecc. ecc.<br />
Quindi, nel mio caso al mercato del pesce di Guangzhou entro dalla via che vende principalmente cazzoni di mare, crostacei e granchi di mangrovia, percorro un paio di isolati e arrivo in una via dove vendono blocchi di ghiaccio, la via successiva è raccapricciante: pinne di squalo, fresche, essicate, lavorate, sottovuoto, solo pinne di squalo e del resto dell’animale nemmeno l’ombra. Proseguo fino alla via delle tarantole e insetti vari, una dedicata ai rettili dove gli alligatori e i serpenti vengono venduti sia vivi che a tranci. Scatto un po’ di foto ma noto che non sono gradite, quindi mi incammino e stanco decido di dare una mano a una famiglia che gestisce un ingrosso per la vendita di gamberetti. Il mio lavoro consiste nel dividere i gamberetti piccoli da quelli grandi, saranno due milioni di gamberi e qui li separano uno a uno, a mano. Saluto e dopo cinque minuti chiamo Conca, è in ritiro con la squadra per la finale di Champions League asiatica, mi dice che mister Lippi è teso, facciamo appuntamento io e lui per il giorno dopo.<br />
Pranzo con Conca che mi racconta un po’ del calcio asiatico, prende una barca di soldi, abbiamo un amico in comune, Emiliano Dudar del Sion, e ha buoni ricordi di Denis, Maxi Moralez e Scaloni.<br />
Mi invita a vedere l’allenamento ma io ho un volo interno da prendere, devo andare a Hangzhou oppure Hangiò oppure Hagiù o come cazzo la chiamano, è la città delle calze, sì perché se nel mondo ci sono le vie merceologiche, in Cina ci sono le regioni merceologiche, ad esempio Ningbo è la città degli ombrelli e Jingbo è la città delle pentole, Dongguan è la città dell’elettronica e così via.<br />
Faccio due giorni a Hangzhou, anche qui visito un paio di fabbriche, mi infilo come abusivo in un matrimonio dove faccio la foto con gli sposi e la sera mi immergo nel traffico pedonale dei ristorantini di strada, qui mi faccio una scorpacciata di spiedini di granchi fritti, bevo sakè e finisco la serata con spiedini di frutta caramellata.</p>
<p><strong>Il quartiere a luci rosse</strong><br />
Mi manca la visita al quartiere a luci rosse e poi ho visto tutto, e così sia. Ultima notte di ritorno a Guangzhou, mi faccio portare nel quartiere più squallido e pericoloso della città, ho lasciato tutto in hotel tranne qualche centinaio di yuan che mi servono per pagare taxi e cena. Quando visito quartieri del genere preferisco in caso di problemi consegnare tutto quello che ho e tornare in hotel in mutande. Per come l’ho visto io è bellissimo, ho immaginato di essere l’attore di un film degli anni 60, saluto le battone inguardabili posizionate sia sul marciapiede che alle finestre dei piani alti che ti chiamano invitandoti a provare le loro specialità, ti propongono il massaggio dai piedi alle orecchie. Cerco di intravedere l’interno dei locali malfamati, mi guardo spesso le spalle, non sono preoccupato ma essendo solo ho comunque un po’ di insicurezza che cerca di prendere il sopravvento ma poi penso che sono esperienze e luoghi da vivere. Continuo a camminare per le vie, poi trovo un locale con i tavoli all’aperto, tavoli per modo di dire, sgabelli con un pianale, mi fermo qui, ceno e bevo mentre osservo la gente che passeggia e tratta il piacere a pagamento.<br />
Chissà se come premio partita per aver vinto la Champions asiatica Mister Lippi ha portato qui i suoi ragazzi, chiamerò Conca per saperne di più.<br />
<em><strong>Un abbraccio</strong></em><br />
<em><strong>Sersao Rovesciato</strong></em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong><a href="http://www.bergamoesport.it/fotogallery/?gallery=168">CLICCA QUI</a> PER VEDERE LE FOTO DEL MITICO SERSAO IN CINA</strong></em></span></p>
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