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	<title>pagelle &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Le pagelle col Bayern &#8211; Insufficienze a pioggia, si salvano in pochissimi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 22:29:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Inutile affondare il coltello nella piaga, ma l&#8217;Atalanta non ha funzionato né col 4-4-2 iperoffensivo ammirato nella rimonta all&#8217;Udinese di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/c488392e-02c0-4e34-986b-86e000b305e7.jpeg"><p>Inutile affondare il coltello nella piaga, ma l&#8217;<strong>Atalanta</strong> non ha funzionato né col <strong>4-4-2</strong> iperoffensivo ammirato nella rimonta all&#8217;<strong>Udinese</strong> di sabato scorso ferma al punticino né nella contro-virata al modulo prediletto. Col <strong>Bayern Monaco</strong>, nell&#8217;andata degli ottavi di finale di <strong>Champions League</strong>, c&#8217;è stata partita forse per otto minuti su novantaquattro lordi. E <strong>Mario Pasalic</strong> si salva dalle insufficienze a pioggia solo per averci creduto fino in fondo, regalando una gioia effimera alla Curva Nord Pisani.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: a momenti manco le vede partire, ma sul raddoppio di Olise lascia la sensazione di poter fare di più. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: uno dei pochissimi a ribaltare il fronte e a lavorare in catena, cosa non riuscita a sinistra (22’ st <strong>Bellanova</strong> 6: due discese e alla seconda si salva almeno l&#8217;onore), <strong>Hien</strong> 5: siamo alle solite, perché abituato com&#8217;è a seguire il centravanti nemico fino alla ritirata finisce per farsene sballottare qua e là a spasso per il campo. Non può funzionare a questi livelli.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5: ne azzecca pochine, con tutto il rispetto (10’ st <strong>Ahanor</strong> 5,5: gettato in pasto agli squali, del tipo che annuserebbero il sangue anche quando non c&#8217;è, ma è così che ci si forma il carattere).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 5: fa troppo bene il quinto a piede forte a sinistra per poter riuscire sempre da quarto. Basta un&#8217;ala che sia un attaccante da impostazione, gol e assist e cala immediatamente la tenebra.<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 5,5: le tenta di ogni nella prima metà per gabbare Leimer, ma o si limita a farlo ammonire oppure viene chiuso prima di guadagnare l&#8217;area oppure il fondo. (28’ st <strong>Samardzic</strong> 5,5: l&#8217;unico atalantino fischiato dal nocciolo duro dei tifosi. Una fuga da 1-6 precoce buttata alle ortiche, un sinistro sul muro).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: vede sfrecciargli davanti i pari reparto, in particolare ovviamente il dirimpoettaio Pavlovic, senza beccarlo mai.<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: solo per aver salvato l&#8217;onore, vedi premessa e pagelle precedenti. L&#8217;oroglio è salvo, contro Kimmich la guerra è stato un cumulo di blitz da si salvi chi può. E davanti spazi chiusi.<br />
<strong>Zalewski</strong> 5: non protegge la catena, che avendo due anelli non può permettersene di deboli. Palle perse dietro, palle buttate davanti (10’ st <strong>Musah</strong> 5,5: squalificato perché reclamava una rimessa in gioco celere da Kimmich a Champions già salutata). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: stavolta la testa la fa rischiare all&#8217;avversario nel finalino, il portiere Urbig. Ci crede sempre, arruffando conclusioni e spunti.<br />
<strong>Scamacca</strong> 5: se in assenza di De Ketelaere e Raspadori fa mancare anche la sua tecnica limpidissima, mancando la porta nell&#8217;unica chance, allora sono dolori (1’ st <strong>Djimsiti</strong> 5,5: una svettata alta, di quello che &#8211; non &#8211; combina in tamponamento meglio non parlare). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: la rischia e la sbaglia. Sa benissimo che il Bayern non è l&#8217;Udinese, ma evidentemente non se l&#8217;è sentita di rischiare l&#8217;uno contro uno. La ripresa dimostra che non ce ne sarebbe stato comunque. Pazienza, senza due attaccanti fondamentali il Borussia Dortmund s&#8217;è rivelato battibile e il Bayern no. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle con l&#8217;Udinese &#8211; In difesa si balla. Okappa i cambi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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					<description><![CDATA[Male il castello difensivo e le preventive, bene dalla cintola in su nonostante la poca concretezza globale. Le pagelle dell&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/9c8adede-ef93-45a9-b1ac-f5ea0deca7e1.jpeg"><p>Male il castello difensivo e le preventive, bene dalla cintola in su nonostante la poca concretezza globale. Le <strong>pagelle</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> contro <strong>l&#8217;Udinese</strong> risentono in positivo della capacità di reazione dimostrata dalla rotazione di <strong>Raffaele Palladino</strong>, più ampia di quanto ci si possa immaginare a onta della quadruplice defezione Scalvini-Ederson-De Ketelaere-Raspadori. In negativo, invece, per le amnesie dalla cintola in giù.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: come rivela il mister a bocce ferme, gli expected goals si contano sulle falangi d&#8217;un dito solo e a lui stavolta non tocca metterci alcuna pezza delle sue.</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: se non usa il fisico e il fondo atletico, è dal ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa che non sa come fare. Kristensen lo usa da materasso. Non si può consentire a chicchessia di passare dalla sua zolla come sul raddoppio friulano (12’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: largo nel 4-2-4 sostanziale o presunto di Palladino da rimontone, centra la palla giusta per riaprirla).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: da fermo denuncia qualche battuta a vuoto, come si vede sulla stantuffata-rompighiaccio di Kristensen. Davis, complessivamente, se lo porta a spasso una volta. Che è di troppo.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: guerriero indomabile, sullo 0-2 è l&#8217;unico che si salvi della fase difensiva ipoteticamente intesa. Mancava solo che infilasse la testa da solo nella ghigliottina. Nella metà campo nemica, invece, tanta foga non viene mai ripagata (43’ st <strong>Djimsiti</strong> sv).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5: timido, incerto, indeciso. Un sovrappiù che sta soffrendo un cambio che va per i trentaquattro e gira al doppio (12’ st <strong>Zappacosta</strong> 6,5: altra musica con lui a fare il terzino, pardon il quarto, d&#8217;ala, anche se a spezzare la catena devono pensarci altri).<br />
<strong>Musah</strong> 5,5: merita sicuramente una prova d&#8217;appello dopo averne segnati due di fila al Sassuolo e alla Lazio, ma c&#8217;è il sospetto che abbia bisogno di mordere il freno per rendere (1’ st <strong>De Roon</strong> 6,5: non ne fa giuste tantissime, ma il tocco per Krstovic nell&#8217;azione del pari sul 2 vale mezza partita).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6,5: non è che ci capisca molto neanche lui, che però come col Borussia Dortmund recupera un rinviaccio del portiere per dare il la a qualcosa di buono. Grande palla, poco prima dello 0-2, per Scamacca, fermo al palo.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: discesa libera più che slalom, si trova bene in catena e, anche se alla fin fine non decide alcunché, si conferma uno degli elementi più applicati e pure impermeabili alle variazioni al copione.&nbsp;</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5,5: con la qualità che si ritrova, ogni remo tirato in barca fa veramente incazzare. Non basta pennellare da fermo o pescare Scamacca una volta in croce per garantirsi il minutaggio da intoccabile in assenza di De Ketelaere (12’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: lavora come nessuno, come pochi quando sale la temperatura non la metterebbe nel lago d&#8217;Endine. Però entra nell&#8217;azione del punto e pure in quella che ne avrebbe potuti strappare un altro paio).<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 6: fa un gran rebelotto, con tutto il rispetto, perché mira a parte (e non è poco) si agita come un diavolo in un aspersorio senza troppo costrutto per la squadra e se stesso. Se non altro, tiene indaffarato chiunque gli si pari davanti.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 8: il legno interno prima di subire il raddoppio non lo scoraggia, ma il merito è anche dell&#8217;inserimento del doppio centravanti. Col montenegrino sono rose e fiori. Le spine se le conficca da solo chi dei due ha meno mira. Il profumo di doppietta e di 2-2, invece, il ragazzone ipertatuato di Fidene, grande giocatore in attesa di diventare un centravanti vero alla Harry Kane. Arrivederci alla sfida del 10 marzo.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: ruota bene gli uomini soprattutto alla luce del cambio di strategia, un po&#8217; come il martelletto per rompere il vetro sui mezzi pubblici in caso di mal parata. Temerario perché accetta la sfida quasi da mission impossible per come s&#8217;era messa, razionale e lucido perché una terza via comunque non esisteva. Se non cambi, scivoli, diceva il suo predecessore. Il profeta del novennio prima dell&#8217;interregno di Ivan Juric, s&#8217;intende.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Lopez: &#8220;L&#8217;uno a zero mi pompa&#8221;. Sali: &#8220;Do il meglio perché ho trovato il meglio&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 22:43:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Sali]]></category>
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					<description><![CDATA[Una fuga per la vittoria da centrocampo fin dentro l&#8217;area e la seconda del girone A di serie C è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/ALBBRE-25.jpg"><p>Una fuga per la vittoria da centrocampo fin dentro l&#8217;area e la seconda del girone A di serie C è abbattuta. <em>&#8220;L&#8217;uno a zero mi pompa. Non voglio prendere gol e quelle più sofferte sono le più belle. Uno a zero e mi difendo&#8221;</em>.&nbsp; <strong>Giovanni Lopez</strong> esulta per la vittoria di corto muso del suo <strong>AlbinoLeffe</strong> sull&#8217;<strong>Union Brescia</strong> inseguitore (anche se un po&#8217; da lontano) del Vicenza:<em> &#8220;Abbiamo fatto la stessa partita vista sabato scorso con la capolista, poi <strong>Sali</strong>, un ragazzo straordinario, ha fatto una cosa straordinaria. Doveva fare la quinta punta ed è diventata la prima&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;attaccante-match winner raccoglie i complimenti del suo allenatore e rilancia: <em>&#8220;Non cambia le prospettive, ma questa vittoria aiuta molto. L&#8217;obiettivo della salvezza passa dal raggiungimento di una posizione comoda il primo possibile ed è primario</em> &#8211; commenta <strong>Giacomo, l&#8217;11, ex Varesina in D</strong>, alla prima stagione da professionista -. <em>All&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> è scontato dire che mi trovo bene, ci sono i mezzi e le persone per rendere al meglio, dal mister allo staff fino alla società. Ho trovato il meglio per dare il meglio: il mio obiettivo personale viene dopo quello di squadra. Per trovarmi a otto gol a questo punto avrei fatto la firma in estate. Contro <strong>Sorensen</strong> non è stato facile: Lopez mi invita a fare movimenti nello stretto e a non cercare il contatto con l&#8217;uomo, casomai posso prendere spazio e vantaggio nei primi metri&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il tecnico bluceleste esalta lo spirito di sacrificio dei suoi: <em>&#8220;Siamo stati dentro la sofferenza più nel secondo tempo che nel primo. Era quello che dovevamo fare contro una squadra moto forte con cui non potevamo competere sul piano fisico. Dovevamo concederci qualche ripartenza e qualche uscita. Ci trasciniamo problemi dall&#8217;inizio della stagione, a gennaio sono andate via due punte senza che siano state sostituite. Lanci non ne possiamo fare, di testa la prendiamo poco, siamo poco fisici soprattutto davanti. Siamo costretti a fare un gioco di manovra e di contropiede&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">&nbsp;4 punti in più rispetto all&#8217;andata, ovvero gli occhiali di Lecco e il bottino pieno con le ex Rondinelle, 16 a 12, ma a Zanica si vola rasoterra lo stesso: <em>&#8220;Le prospettive cambiano solo quando si raggiungono gli obiettivi primari, quelli minimi</em> &#8211; ribadisce Lopez in chiusura -. <em>Alla fin fine mancano due punti ai playoff, anche l&#8217;anno scorso a salvezza acquista abbiamo cambiato orizzonti. Non ci precludiamo nulla&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><strong>PAGELLE</strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Baldi 6:</strong> pressoché inoperoso.</p>
<p dir="ltr"><strong>Sciacca 6,5:</strong> bene a sostegno uscendo dalla trincea (16&#8242; st <strong>Baroni 6,5:</strong> minuti e applicazione nelle gambe). <strong>Potop 6,5:</strong> vince il duello con un Crespi che gli gira abbastanza alla larga. <strong>Sottini 7:</strong> imperioso dietro, ficcante da palla inattiva.</p>
<p dir="ltr"><strong>Garattoni 6,5:</strong> stringe bene al centro in copertura e da corner crea grattacapi (17&#8242; st <strong>Barba 6:</strong> mette minutaggio, brillantezza lontana). <strong>Astrologo 6,5:</strong> ordine e disciplina con traiettorie insidiose dalla bandierina (45&#8242; st <strong>Agostinelli sv</strong>). <strong>Mandelli 7:</strong> rincula a protezione, se ne guadagna qualcuna e rilancia in modo azzeccato sulla fuga per la vittoria di quel fenomeno davanti. <strong>Parlati 6,5:</strong> meglio nella fase arretrata, anche perché distendersi palla al piede sarebbe stata duretta. Quel raddoppio andava messo. <strong>Ambrosini 6,5:</strong> corse a perdifiato nel primo tempo, remi in barca nel secondo.</p>
<p dir="ltr"><strong>Simonelli 6:</strong> non sempre nel vivo della manovra, ma se non altro si sforza di tenere alte palla e squadra nella partita meno adatta (16&#8242; st <strong>De Paoli 7:</strong> punta? Un frangiflutti che si sacrifica in copertura e ribalta il fronte). <strong>Sali 7:</strong> l&#8217;erede di Momo Zoma fa il Momo Zoma, ovvero gran lavoro, appostamento e la prateria coi tre punti all&#8217;orizzonte facendola appena annusare a tutti per quasi quaranta metri di corsa, un po&#8217; meno palla al piede (39&#8242; st <strong>Sorrentino sv</strong>).</p>
<p dir="ltr"><strong>All. Lopez 7:</strong> di necessità virtù, riesce sempre a schierare un collettivo intelligente anche nell&#8217;istinto di sopravvivenza. Si finisce per concedere qualcosina solo a vantaggio calato nel sacco. Dopo due match si torna a segnare. E si sta facendo meglio dell&#8217;andata.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
<p dir="ltr"><strong>Foto Tommaso Berardi/U.C. AlbinoLeffe</strong></p>
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		<title>Le pagelle col Sassuolo &#8211; Deludono i big, che se ne lasciano scappare troppe</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[sassuolo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta perde in casa del Sassuolo a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/de34c058-92ce-4ebe-bfe5-b2830017cfee.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> perde in casa del <strong>Sassuolo</strong> a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un bel po&#8217; di <strong>insufficienze</strong> in pagella. Distratto anche Sead <strong>Kolasinac</strong> sul primo gol, dove però si fa fregare Mario <strong>Pasalic</strong>, oltre a Marco <strong>Carnesecchi</strong> apparso incerto. Da Davide Zappacosta, visibilmente stanco, la marcia in più nel secondo tempo. Bene <strong>Yunus Musah</strong> nell&#8217;assalto continuo con gol interrotto comunque da due-tre ripartenze di casa di troppo, di cui la prima finalizzata.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: coperto dallo scontro Thorstvedt-Pasalic sull&#8217;angolo della zampata di Koné, ci mette del suo sbilanciandosi da solo. Bene su un precedente colpo di testa della mezzala di casa, ma stavolta niente miracoli.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: sale a sostegno a più non posso facendosi fermare nel finale da guanto e traversa. Che jella. Ma dietro non si poteva fare di più? Laurienté, alla fine, era il suo uomo.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: il cartellino rosso gli porta via quasi subito l&#8217;avversario diretto, ma si trova a dirigere un reparto disattento nelle preventive quanto sulle palle inattive (30’ st <strong>Hien</strong> 6: incolpevole, anche perché entrato lui il Sassuolo poco ci manca se non sviene collettivamente a pelo d&#8217;erba per la faticaccia immonda).<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: avrebbe dovuto seguire Koné perché nel castello difensivo sul corner di Laurienté teoricamente, anzi in pratica, toccava a lui. Un guerriero anche nel proporsi ribaltando il fronte, non lo si può certo mettere in croce se troppi compagni ballano metaforicamente il liscio.</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 6,5: guadagna il fondo, procura e si procura occasioni, vedi quella schiacciata che Muric gli intercetta. La sostituzione alza il livello, ma è azzeccata? (1’ st <strong>Zappacosta</strong> 7: trascinatore se mai ce n&#8217;è uno, ne sforna a ripetizione, non proprio nel deserto ma in mezzo a una fittissima boscaglia neroverde).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: il migliore in campo è Thortsvedt, ovvero il suo uomo. Non nel castello difensivo sullo svantaggio nel primo tempo, ma in campo aperto sì. Come un casellante che non abbassa la sbarra. Non regge due partite di fila a livello di ritmo.<br />
<strong>Pasalic</strong> 5,5: anche se si fa fregare sull&#8217;uno a zero, prima e poi si getta all&#8217;assalto, sempre con altruismo. Ma un mancato assist sulla traversa  e inserimento a go-go non cancellano l&#8217;errore. Se Ederson non c&#8217;è, per lui sono fatiche supplementari. E col Borussia, gol a parte nel poker sporco, aveva spesso quasi tutto.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: non che non riesca a difendere, perché undici contro dieci gli si chiedeva una maggior precisione nella metà campo nemica. Dove sale spesso e volentieri, con qualche difficoltà a trovare la misura (1’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: quinto iperoffensivo, ala o attaccante aggiunto? Largo come sta, ne fa una giusta e un paio sbagliate regalando palla a quelli dalla maglia diversa).<br />
<strong>Samardzic</strong> 5,5: fiducia, alla lunga, mal ripagata, non perché non ci creda ma per il semplice fatto oggettivo che alla squadra non è servito. Né d&#8217;accelerata, né alla conclusione, né d&#8217;ultimo passaggio.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: il boia e l&#8217;impiccato sbagliando il non lecito prima di andare sotto. All&#8217;impegno e alla foga non corrisponde la necessaria pulizia al dunque, anche se lavoricchia benino in catena (22’ st <strong>Musah</strong> 6,5: imbuca quel che altri non erano andati nemmeno vicini dal farlo. Un consiglio per il prossimo turnover?). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5: non essendo mai stato un vero centravanti d&#8217;area, nell&#8217;area affollata non trova l&#8217;attrezzo o se lo vede passare davanti, indietro e di lato. Cilecca? Ma se manco tira&#8230; (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6: la sua qualità più grande e che se c&#8217;è da tirare, lui tira. Muric gliela prende. Pazienza). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: caso Ederson a parte (ma che cos&#8217;ha?), <em>&#8220;in mano all&#8217;area medica&#8221;</em>, stavolta non ne azzecca molte. Anzi, quasi nessuna. I più stremati del mercoledì di coppa c&#8217;erano tutti dal primo minuto. L&#8217;Atalanta di oggi non può permetterselo. <em><strong>Esse</strong></em> </p>
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Il migliore? Chi preferite tra Zappacosta e Pasalic?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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		<category><![CDATA[playoff di ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è Davide Zappacosta premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e Mario Pasalic che dopo aver fatto illudere della qualificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/57b29757-aea6-475e-a0e4-94c8633035e2.jpeg"><p>C&#8217;è <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e <strong>Mario Pasalic</strong> che dopo aver fatto illudere della qualificazione precoce agli ottavi alzando la testa intercetta la palla in uscita di Kobel, un mancato rinvio dalla trequarti a difesa tagliata fuori, per il crossetto del fattaccio rivisto al Var. <strong>Nikola Krstovic</strong> ci rimette la testa, fasciata da un turbante, <strong>Lazar Samardzic</strong> si prende la gloria.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: fa il suo per difendere il minimo vantaggio da Brandt e da Guirassy il massimo raggiunto una prima volta.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: Beier è un cliente difficile ma vale anche il contrario, tant&#8217;è vero che il palo lo prende dalla parte di Kolasinac. Un leone quando sale a sostegno (32’ st <strong>Djimsiti</strong> 7: propizia il primo matchball sprecato da Samardzic).<br />
<strong>Hien</strong> 8: esce palla al piede che nemmeno Franco Baresi, senza fissarsi su Guirassy a onta dell&#8217;abitudine inveterata al duello col centravanti nemico. E nel finale, nel momento più difficile, presidia l&#8217;area come fosse l&#8217;ultimo compito della sua vita.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 7,5 (27’ st <strong>Ahanor</strong> 6: non acciuffa una sola volta Adeyemi e a quest&#8217;ultimo basta per sognare i supplementari).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 8: premiato dall&#8217;UEFA come mvp, regala due fasi pressoché prefette mettendoci a metà del guado il guizzo delle certezza quantomeno di poterci provare.<br />
<strong>De Roon</strong> 8: recupera una marea di palloni, oppure vi si avventa. Assist al contagiri per il tris di Pasalic, ma fa tutto bene, compreso un recupero nel finale più da thrilling di sempre della storia societaria.<br />
<strong>Pasalic</strong> 8: la mette ancora. A quota 66 in 328 allacciate di scarpe, è il quarto più presente e il quarto marcatore di sempre del club che l&#8217;ha adottato. Più lampi di genio e di lucidità che guizzi, ma alla fine recupera la palla decisiva. Da mediano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 8: l&#8217;intensità di questo ragazzo, che prima di assaggiare con abbondanza il paradiso del pallone aveva fatto solo la serie C e qualche amichevole estiva, è davvero di un altro mondo. Il primo tempo è da nove senza discussioni. Poi segna un po&#8217; il passo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 7: dalle imprecazioni alla gioia in tredici giri di lancetta, da titolare deve dimostrare forse troppo per fare sempre la scelta più razionale. Non occupa l&#8217;area come col Napoli, ma non ci gira lontanissimo. Un diesel che esce alla distanza e la fa da match winner per la seconda volte in tre giorni.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: meritava almeno un gol sulle tre occasioni nel primo tempo, ma di più gioca di squadra accompagnando le sovrapposizioni o aprendo le ripartenze (40’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: fa il suo tenendo sul chi vive una difesa molto malfunzionante per un buon terzo).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: la botta e via, ma non essendo un centravanti d&#8217;area tiene alta la palla e la squadra concedendo uno scarico perfetto per frazione (27’ st <strong>Krstovic</strong> 7: un destro alto, un liscio senza saltare e il rigore procurato rischiando la commozione cerebrale sul colpo dello scorpione di Bensebaini).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 8: alla luce dei fatti non sbaglia le scelte, anche se a voler fare i preziosi Kolasinac non avrebbe mai fatto passare Adeyemi.<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Napoli &#8211; Pasalic e Samardzic la coppia d&#8217;oro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:26:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Bernasconi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Non più di sette per un primo tempo così così, poi a Marco Carnesecchi che evita lo 0-2 si aggiungono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/66eedca4-c122-497b-a4d4-ca5507724079.jpeg"><p>Non più di <strong>sette</strong> per un primo tempo così così, poi a <strong>Marco Carnesecchi</strong> che evita lo 0-2 si aggiungono i goleador di giornata <strong>Mario Pasalic</strong> e <strong>Lazar Samardzic</strong>. Nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che ribalta il <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: Alisson e Vergara a fil d&#8217;intervallo non passano. Chi se ne frega del clean sheet, in un modo o nell&#8217;altro il riminese riesce sempre a essere decisivo. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: soffre Alisson il giusto, ma è davanti, a sostegno della manovra, che s&#8217;accende la luce verde (24’ st <strong>Djimsiti</strong> 6,5: spazzino senza affanno nel finale).<br />
<strong>Hien</strong> 6: il castello difensivo che crolla alla prima palla inattiva lo vede in ritardo. Poi se la cavicchia.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: un guerriero, dice Palladino. Duro a morire, si sfianca su chiunque gli capiti a tiro (39’ st <strong>Ahanor</strong> sv).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5,5: soffre Gutierrez ed è poco convinto negli inserimenti in gioco aereo, tanto che Milinkovic-Savic a momenti lo ringrazia (12’ st <strong>Bernasconi</strong> 7: crossa per il sorpasso puntando sempre l&#8217;uomo. Idolo).<br />
<strong>De Roon</strong> (cap.) 6,5: reuccio dei recuperi e delle seconde palle, a differenza di Dortmund non perde né il boccino né l&#8217;uomo.<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: aggancia Severo Cominelli sul podio a quota 65, al netto del bottino della mezzala nostrana nei campionati di guerra. Gol nel sangue o no, ci prova anche di piede, risultando una fonte di equilibrio nel gioco e nella manovra.<br />
<strong>Zappacosta</strong> 6: soffre a sinistra a piede invertito, ma giocando sempre non può avere il fiato delle mille rincorse. Una bella palla dentro per lo scarico di Scamacca a Super Mario. </p>
<p><strong>K. Sulemana</strong> 6: le occasioni bisogna anche essere bravi a procurarsele o a farsele dare sui piedi. Dovrebbe tenere meglio e di più quell&#8217;attrezzo di cuoio, ma fa il suo (1’ st <strong>Samardzic</strong> 7: ogni tanto gli esce il colpo di genio. A un metro e ottantaquattro, quando si salta, si possono fare danni anche se non si è centravanti).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: assist-gol dalla bandierina per pareggiarla e non poche ripartenze aperte.  <strong>Krstovic</strong> 5,5: ne azzecca poche, forse solo l&#8217;appoggio a Kamaldeen sulla paratona in angolo di zio Vanja (12’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: lotta, tiene alta la palla e la squadra, ci prova girandosi. Paradossalmente, però, occupa l&#8217;area meno della mezzala serba che risolve il match). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a cinque rispetto alla Champions League per far rifiatare anche Ederson, colpito da affaticamento muscolare, ma alla fine azzecca le contromosse. Non foss&#8217;altro perché Kamaldeen non la mette due volte su due e perde qualche pallone, mentre Samardzic senza far niente di che prima serve Scamacca in contropiede e poi s&#8217;incarica di chiuderla.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Dortmund &#8211; A difesa e in mezzo manca attenzione, ma davanti punge solo Krstovic</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 22:59:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta a Dortmund risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon Kossounou, fregato da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/cbd791c3-0efb-464f-9d25-ed1f45958ec4.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Dortmund</strong> risentono ovviamente del primo tempo mediocre e segnato dagli errori di Odilon <strong>Kossounou</strong>, fregato da Guirassy anche in versione assistman, e Marten de Roon che lascia Nmecha libero di scambiare con l&#8217;apripista nell&#8217;azione del raddoppio. Tra chi si salva spicca Nikola <strong>Krstovic</strong>, cambio all&#8217;intervallo dell&#8217;abulico Gianluca Scamacca: suo uno dei due tiri in porta atalantini nella seconda metà.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 6: incolpevole com&#8217;è, trovandosi uno scolapasta su due terzi della linea difensiva, non gli si potevano chiedere i soliti miracoli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Kossounou</strong> 5: si fa sovrastare e lasciare sul posto da Guirassy nelle azioni decisive per compromettere la qualificazione. Ma non s&#8217;è scelto da solo al posto di Scalvini. E il voto è la media tra il 3 del primo tempo e il 7 del secondo, dove gioca con autorevolezza sostenendo l&#8217;azione.&nbsp;<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: niente pezze in una retroguardia cambiata di nuovo senza un perché (1’ st <strong>Hien</strong> 6,5: a suo agio contro un centravanti che pure svaria molto, quindi teoricamente inadatto a lui. Invece è la zip che ci voleva per incernierare la patta). <strong>Kolasinac</strong> 6: non ce la fa a chiudere la diagonale sulla sbavatura doppia del due a zero, ma più di tutto, pur senza colpe specifiche, finisce sulle ginocchia. Generoso e solido, di grande levatura ed esperienza internazionale, ma anche segnato dagli acciacchi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 6: Svensson quando attacca lo mette in ambasce per modo di dire, perché sono i raddoppi impossibili su Guirassy a distogliere la sua attenzione. Davanti crossa per la prima conclusione nello specchio (27’ st <strong>Bellanova</strong> 6: praticamente ridotto a una fase sola, non trova linee di passaggio pulite ma solo lo scavalco della difesa per un ariete che non si trova).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: Nmecha lo lascia costantemente sul posto ed è libero di tessere la trama del bis (18’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: a destra non rende, ma non era una sfida da contropiede, soprattutto per come s&#8217;era messa nel primo tempo).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: il fratellino di Bellingham è quello che incide meno. Ci crede sempre, rincula bene e spesso, ma nemmeno lui sembra al meglio.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: Ryerson punge un tempo per poi partecipare alle barricate contro l&#8217;assedio atalantino comunque sterile nella ripresa.</p>
<p><strong>Pasalic</strong> 6: grande grinta e tigna, con ricerca delle verticalizzazioni un po&#8217; da predicatore nel deserto, ma la squadra migliora con lui nel motore anziché davanti. Capitano di riserva, fa meglio del titolare della fascia.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6; se nella prima metà cercano (quasi) solo lui qualcosa vorrà pur dire. Avrebbe dovuto puntare Reggiani di più dopo averlo indotto al fallo da giallo, ma i tedeschi raddoppiano anche coi laterali. Un tiro respinto nella ripresa e anche una (sola) palla persa (37’ st <strong>Samardzic</strong> 6: si dà da fare a linee di passaggio ormai ostruite trovando la terza e ultima palla verso la porta).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scamacca</strong> 5: non si sa se balli ancora l&#8217;anca come nel warm-up con la Cremonese, ma gli manca ancora la condizione. La voglia? Lasciamo perdere (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: maestro nel gegenpressing e nell&#8217;attacco alla profondità, trova il secondo dei tre tiri in porta nerazzurri, ma troppo da lontano. Combatte e trova muraglie. Se non altro tiene tutti sul pezzo, compresi i suoi).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: a conti, pardon, errori fatti, tre scelte sbagliate. Ma se Scalvini e Krstovic parevano i titolari naturali, c&#8217;è un De Roon che non ha retto il colpo del tour de force. Non dovrebbero esistere gerarchie di alcun genere. <em><strong>Effe</strong></em></span></p>
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		<title>Le pagelle dell&#8217;Olimpico &#8211; Carnesecchi e Zalewski i migliori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 20:24:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Bernasconi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
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					<description><![CDATA[Col solo neo della prestazione affannata e affannosa del primo sostituito Honest Ahanor, ritenuto evidentemente a rischio di rosso e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e96cc2af-3661-4a88-a989-42262c45674b.jpeg"><p>Col solo neo della prestazione affannata e affannosa del primo sostituito Honest <strong>Ahanor</strong>, ritenuto evidentemente a rischio di rosso e in difficoltà eccessiva contro Isaksen, <strong>l&#8217;Atalanta</strong> esce dall&#8217;Olimpico tarpando le ali all&#8217;Aquila laziale grazie a una prova di maturità volando alta solo quando serviva. <strong>Marco Carnesecchi</strong> ha blindato la porta, <strong>Nicola Zalewski</strong> ha fatto la parte del leone in un attacco francamente spuntato. I migliori sono proprio loro due.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7,5: il palo lo aiuta su Taylor nel primo tempo, poi soprattutto su Noslin, mettendoci anche Maldini sul doppio vantaggio, deve aiutarsi da sé. E come sempre fa per tre. Gli avversari hanno una paura folle di lui, che ha due mani come calamite per ogni pallone.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: meno in affanno rispetto al collega braccetto sostituito dopo mezzo tempo, si rimette in riga in un prosieguo comunque senza miracoli  (1’ st <strong>Kossounou</strong> 6,5: determinato e attento, quando è così vale due muri).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: messo un po&#8217; in crisi specie nel primo tempo dall&#8217;atipicità di Maldini, su azione comunque non gli concede davvero granché.<br />
<strong>Ahanor</strong> 5,5: errore in uscita, errore di posizione, boccino perso spalancando le praterie, giallo. Vuole spaccare il mondo, rischiava il secondo rosso pesante della stagione dopo quello di Como (25’ pt <strong>Kolasinac</strong> 7: a differenza del minorenne, le ali avversarie tendono a rimbalzargli addosso. Un killer duro ma corretto). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: più che con Nuno Tavares, che si ricava i suoi spazietti lo stesso, il duello è in raddoppio sull&#8217;attaccante esterno di riferimento. E Noslin, a parte quel colpo di mezza schiena preso chissà come da Carnesecchi, è quello che combina meno. Si procura il rigore ed è una gran cosa (38’ st <strong>Bellanova</strong> sv).<br />
<strong>De Roon</strong> 6,5: discreta gestione tra seconde palle, palle alte da fermo e ripartenze aperte. Sale di tono nella ripresa, perché Taylor nel primo tempo rischiava di far male.<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: freddissimo dal dischetto, in campo fa su e giù intervenendo anche nella paziente manovra da possesso e apertura per il due a zero.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7,5: pazzesco in propulsione, quando offre a Krstovic la palla che avrebbe potuto spianare la strada un bel po&#8217; prima, e applicatissimo sui quarti laziali che scivolano. Era la sua partita, nel senso che nessun altro in rosa ha le stesse caratteristiche, non solo difensive. L&#8217;assist per imbustare la pratica è suo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: tutto maluccio tranne il recupero su Tavares nell&#8217;azione che proietta Zappacosta a conquistarsi il rigore  (1’ st Raspadori 6,5: si danna l&#8217;anima mettendosi fuori causa per Dortmund. Generoso nel primo pressing come nell&#8217;aprire l&#8217;azione).<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: gol super anche nella costruzione, ma che palla aveva dato nel primo tempo a Bernasconi, con cui s&#8217;intende a meraviglia, sul salvataggio sulla linea? Seconda stagionale dopo il 4-1 settembrino al Lecce. Adesso bisogna aumentare la media (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: minutaggio da gestione pura, non esattamente roba sua. Ma se la cavicchia). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 6: la rende a Zappacosta lungo il contropiede del rigore conquistato, tiene alta la squadra, ma&#8230; con quasi tutta la porta davanti, perché tirare proprio solo laddove Provstgaard poteva prendergliela?</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: fa strano pensare che sia stato un gentleman come lui a ridestare lo spirito guerriero, da battaglia campale su ogni fazzoletto di terreno, dei resti spompati dell&#8217;Atalanta gasperiniana che Juric non riusciva a trasformare in manicaretto. Miracolo cui non riesce nemmeno lui, per carità, sempre più risultatista che giochista.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle con la Cremonese &#8211; In cinque per il sette, Carnesecchi para ancora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Cremonese]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/df64f1b9-4593-4b62-9168-5a36d029a2a2.jpeg"><p>Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto le vittorie, <strong>Marco Carnesecchi</strong> ha cucito un altro miracolo dei suoi alla divisa di una stagione fin qui perfetta prima di capitolare al 94&#8242;. La parata con cui ha tolto l&#8217;incornata di Djuric da dentro il palo ha qualcosa di magico. Era il secondo di tre tiri nella sua porta di una <strong>Cremonese</strong> che ha tirato meno di un terzo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Per il resto, altri quattro si meritano il sette, a cominciare dal primo assistman Jack <strong>Raspadori</strong>, cui è mancato soprattutto il gol, Nicola Zalewski che ha spinto da ossesso e dulcis in fundo i marcatori di giornata, Nikola <strong>Krstovic</strong> e Davide Zappacosta.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: sul pezzo nonostante la semi disoccupazione. Il marchio dei grandi. Come abbia fatto a non far passare quel pallone non è dato saperlo.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: autorevolezza, anche troppa, nell&#8217;uscire palla al piede, con qualche riserva quando gli avversari si fiondano in area in sovrannumero.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: salva su Pajero, si vede negare la gioia del tris dall&#8217;offside di Kamaldeen rilevato al Var e poi non può mettere una pezza sul gol.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: finché c&#8217;è lui si rischia poco, anche se quella fasciatura sotto il ginocchio fa venire i brividi da sola e il nemico non ha certo dei maghi lì davanti (14’ st <strong>Kossounou</strong> 6: gran palla per Sulemana, sprecata, partecipazione al possibile tris negato dall&#8217;offside dello stesso ex Southampton e quello spiovente di Luperto un po&#8217; sulla coscienza).</p>
<p><strong> Zappacosta</strong> 7: battezza col primo acuto stagionale una prova sull&#8217;attenti nelle due fasi (13’ st <strong>Bellanova</strong> 6: accarezza invano la fronte a Super Mario senza fare molto di più).<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: l&#8217;uomo dei record, quarto per presenze totali e per gol nella storia societaria al lordo dei 5 gol del 1943/44 non riconosciuti (da chi?) a Cominelli, comanda le operazioni in scioltezza in un primo tempo da 8 con tanto di smazzata bassa e lunghetta per il 2-0. Poi, forse, palesa un po&#8217; di stanchezza al dunque.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: sempre nel vivo del gioco, estrae dal cilindro un paio di conclusioni dalla distanza che non fanno male. Passettino indietro dalla prova con la Juve nel quarto di Coppa Italia, ma è anche vero che non ha un backup.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: moto perpetuo, praticamente la fa da quarta punta con licenza di inserirsi spesso sulle seconde palle oltre che crossare e duettare. Dietro, ma non troppo, perde un pallone in croce (25’ st <strong>Bernasconi</strong> 6,5: gran contropiede, aperto e poi rifinito di tacco, in una delle innumerevoli chances atalantine per chiudere la pratica. Krstovic ed Ederson lo seguono, Samardzic sbaglia ancora mira).</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: di pura stima, perché se la qualità gli va riconosciuta, nondimeno continua a sbagliare troppo. Traversa o no, non ha il killer instinct d&#8217;area per poter fare da backup a CDK, già di suo tendente a stare poco nei 16 metri decisivi&nbsp; (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: la solita foga, solo senza la ciliegina sulla torta del gol come nel trofeo della coccarda il giovedì prima). <strong>Raspadori</strong> 7: il non-Lookman che fa il Lookman, più per lo scompiglio e la capacità di trovarsi coi compagni che nell&#8217;uno contro uno, arrischiato il giusto. Che pallonesse, e non solo per aprire il punteggio come una scatoletta di tonno (33’ st <strong>Musah</strong> 6: utilità multiruolo rivedibile).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7: sempre più convincente, stavolta appaga il palato anche da titolare. La mira non è infallibile, ma ci prova quando può, di testa o di piede, senza neanche esagerare. Nove al quoto (ma uno l&#8217;ha fatto in Coppa Italia col Lecce) come Scamacca, stavolta un po&#8217; acciaccatiello, ma il capocannoniere interno in campionato è lui col settebello.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: sistema sempre per benino i giocatori nei reparti e i reparti medesimi, convincendosi di non avere gerarchie prefissate anche se le palesa a ogni piè sospinto. Se De Roon e Ahanor non fossero stati dietro la lavagna del giudice sportivo, avremmo visto un&#8217;altra formazione. A Raspadori la fiducia è d&#8217;obbligo, perché lui sa farlo giocare per la squadra facendogli dimenticare di essere anche un po&#8217; solista. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Coppa Italia &#8211; In tanti dal sette in su, Palladino in primis</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:03:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Giorgio Scalvini]]></category>
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					<description><![CDATA[Marco Carnesecchi ne para una, Ederson si procura il rigore-apripista raddoppiando poi quasi sempre Coinceicao, Giorgio Scalvini giganteggia dietro e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/4a91228a-4fcd-45a9-961c-35c60a945d10.jpeg"><p>Marco <strong>Carnesecchi</strong> ne para una, <strong>Ederson</strong> si procura il rigore-apripista raddoppiando poi quasi sempre Coinceicao, <strong>Giorgio Scalvini</strong> giganteggia dietro e il centrattacco di riserva <strong>Nikola Krstovic</strong> completa l&#8217;opera del titolare-rompighiaccio mollando due assist per chiudere la pratica nel finale. Breve storia dei migliori o giù di lì in <strong>Atalanta-Juventus</strong>, quarto secco di Coppa Italia che spiana la strada ai bergamaschi verso la prima porta per l&#8217;<strong>Europa</strong>.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: due parate in tutta la partita, ma la prima al ventesimo su Conceicao è decisiva. Terrorizza gli attaccanti, non ci sono più dubbi.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7,5: anticipa o recupera chiunque gli capiti a tiro del trio bianconero davanti. Sempre più leader. E avanza quando può (31’ st <strong>Kossounou</strong> 6: compitino).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 7: non è il regista della difesa, è proprio un Muro alla Samuel. Entra pulito su tutti i palloni intercettati.<br />
<strong>Ahanor</strong> 6,5: sorpreso una volta da Conceicao al ventesimo snobbando la rimessa lunga di McKennie, ma resta l&#8217;unica amnesia di una partita gagliarda. Poi esistono pure i demeriti degli avversari.<br />
<strong>Zappacosta</strong> 7: a due fasi, seppur con la lingua in gola per lo sforzo prolungato, va a conquistarsela senza paura (26’ st <strong>Bellanova</strong> 7: al primo pallone buono sforna il vice assist della sicurezza).<br />
<strong>De Roon</strong> 6,5: frangiflutti da lettura nitida di prime e seconde palle, non si segnala per chissà cosa ma fa le cose giuste.<br />
<strong>Ederson</strong> 7,5; rigore procurato, ribaltamenti, raddoppi su Conceicao, le scelte giuste al momento giusto. E pazienza per quel solo tiro in porta vagamente frettoloso.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: spettatore non pagante sulla traversa dello juventino più pericoloso, confeziona il terzo gol recuperando altissimo il pallone in uscita a spiovente di Bremer.<br />
<strong>De Ketelaere</strong> 6,5: bravo a gestire, più che ad attaccare a testa bassa e a smistare. Suo l&#8217;innesco per Bellanova nella palla dentro del raddoppio e della sicurezza (38’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: incredibile che accetti un ruolo tutto sommato marginale e riesca lo stesso a incidere nella carne viva delle sfide).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: Palladino pretende il primo pressing dagli attaccanti laterali e lui non fa eccezione, ma una volta preso l&#8217;attrezzo tende a tenerlo troppo tra i piedi. Davanti non combina (30’ st <strong>Krstovic</strong> 7: sul pezzo a freddo, sgancia due assist per chiuderla).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: fa salire la squadra per modo di dire, in un primo tempo complicato. Generalmente dimostra di saper ragionare pur lontanissimo dall&#8217;area (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: veni, vidi, vici. Segna solo alla torinesi, ma non lo faceva dal tris al Torino del 21 settembre e dall&#8217;illusorio vantaggio proprio da Madama il 27). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7,5: le azzecca tutte anche in corso d&#8217;opera, tant&#8217;è vero che il bis e il tris portano la firma dei cambi.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Como &#8211; Monumento a Carnesecchi subito!</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 16:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[La sciocchezza è lo schiaffo del soldato, più che del vescovo alle Cresime, di Honest Ahanor a Perrone. La prodezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e36a59ee-fa56-464b-b68a-8c12bec458f2.jpeg"><p>La sciocchezza è lo schiaffo del soldato, più che del vescovo alle Cresime, di <strong>Honest Ahanor</strong> a Perrone. La prodezza di <strong>Marco Carnesecchi</strong> sul rigore di Nico Paz verso il centesimo, invece, non è certo la prima. Specie su Ramon, una volta per tempo, ma anche sullo stesso madridista che invero dal dischetto la mastica un pochino. Ecco le <strong>pagelle</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che esce indenne da <strong>Como</strong> nonostante l&#8217;inferiorità numerica praticamente dallo start.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 9: para tutto e anche di più, segnalandosi soprattutto sulla sterzata di Ramon, una sorta di Rodri-bis che in assenza di regista puro porta palla e in assenza di un finalizzatore ci prova più di tutti tranne Douvkikas, prima ancora che sul penalty.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: il pugnetto sullo slancio dell&#8217;ultimo stacco per contendere la palla a Ramon non è un peccato d&#8217;ingenuità, ma la naturale prosecuzione del movimento. Mai dimenticarsi del no clamoroso a Perrone nel finale del primo tempo. Esce alla Franco Baresi palla al piede. Gran partita, ma alla prossima manine lungo i fianchi come uno stoccafisso, eh?<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: poco contenitivo e con la tendenza a non acchiappare Douvikas che gli sfreccia davanti lungo tutta la larghezza dell&#8217;area, tiene comunque la posizione in trincea.<br />
<strong>Ahanor</strong> 3: lo schiaffo a Perrone, che l&#8217;avrà pure provocato, va bene, è roba da castigo. Ma glielo commina già il giudice sportivo, quindi nessuno infierisca. Le lezioni esistono per essere imparate e finora lui, da nemmeno maggiorenne, ne aveva date a tutti anche alla voce professionalità e determinazione.</p>
<p>Zappacosta 7: è tra quelli che corre più di tutti e pure il primo a scardinare la difesa di casa porgendo un bel pallone, quantunque sporcato, a Zalewski. Si era in 11 contro 11, poco più tardi il patatrac che lo costringe di fatto a fare il quarto. Grande abnegazione.<br />
<strong>De Roon</strong> 6: spreca su Da Cunha l&#8217;ammonizione che gli farà saltare la Cremonese tra due lunedì. Per il resto, dighe senza far troppa diga e un recupero alto sulla chance da fuori per Ederson nella ripresa.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: utilità a scomparsa come i fari di una fuoriserie, ma anche assenza di strafalcioni che è già tanta roba di questi tempi.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: si beve la finta di Ramon prima dei botti finali, ma l&#8217;aveva precedentemente messa bene per l&#8217;ingrato Krstovic. </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6: buono in fase di possesso, ma non sono le sue partite. Troppa battaglia, palloni rarefatti. Ne sgancia lui uno buono a Kamaldeen (15’ st <strong>Krstovic</strong> 5,5: salta male sull&#8217;ammollo di Bernasconi. Non tiene la squadra alta e ci mancherebbe, impossibile, ma non si lancia che di rado in profondità).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: inizia sfiorando il vantaggio, poi la squadra rimane con 9 giocatori di movimento e serve qualcuno che chiuda la fascia (1’ st <strong>Bellanova</strong> 6,5: compito eseguito, sfornandone qualcuna; 41’ st <strong>Kossounou</strong> sv). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> sv: non si dà il voto per un tiro, anche se la sua punizione bassa e angolata non era mica male (18’ pt <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: corre a perdifiato nelle due direzione, peccando magari nell&#8217;ultimo passaggio. Al dunque trova il muro azzurro). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: fa di necessità virtù chiudendosi per sfruttare le corsie, ma anche in navata i suoi, benché debbano rinunciare al possesso e alla trazione anteriore, combinano qualcosina qua e là. Motivatore elegante. E risultatista obbligato. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Insufficienze a raffica: Palladino, scommesse perse</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 00:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[USG]]></category>
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					<description><![CDATA[A rimetterci a livello di pagelle, stavolta, è anche l&#8217;allenatore Raffaele Palladino. Sarà anche vero, come ha riferito nel dopogara, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/LBE3632-e1769645047726.jpg"><p>A rimetterci a livello di pagelle, stavolta, è anche l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. Sarà anche vero, come ha riferito nel dopogara, che lui non ragiona sulla base del turnover dalla partita precedente o sulla base di titolari e riserve perché dispone di &#8220;una rosa importante&#8221;, ma otto cambi rispetto a <strong>Parma</strong> e sette rispetto all&#8217;Athletic Bilbao alla fin fine si sono rivelati troppi per riordinare le idee a cavallo della frittata da palla inattiva. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> è da bocciatura senza appelli. Si salvano in pochi, colpe specifiche o meno.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Sportiello</strong> 5,5: niente e nessuno può convincere del fatto che su quel tiro avrebbe potuto e dovuto fare di più.&nbsp;</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5: replica la prova disattenta già vista coi baschi sbucciando palloni in verticale e in orizzontale, senza intendersi col resto della linea. Se Scalvini sta andando bene, perché far giocare lui, evidentemente alle prese con le tossine della Coppa d&#8217;Africa? (29’ st <strong>Pasalic</strong> 6: entra e fa mucchio in un confronto dal tema tattico ormai irrilevante. Spizzate, sportellate, su e giù).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: inizia malissimo con quel retropassaggio, poi non si coordina con l&#8217;ivoriano. Salva un paio di situazioni, forse di più. Ma senza una prima punta contro, perde i riferimenti e buonanotte. Allora avrebbe dovuto giocare <strong>Djimsiti</strong>&#8230;<br />
<strong>Ahanor</strong> 6: in difesa non sempre capisce i tagli di Florucz, nel ribaltamento è tra i più fegatosi. Ma a parte una punizione a favore nel primo tempo, cosa poteva farci? Non ammaina bandiera. Minorenne e incolpevole, quindi sufficiente.</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: un blocco gli impedisce di seguire Khalaili nello schema del gol belga, ma per il resto è tra i pochi a seguire un minimo di costrutto. Crossa, fa le due fasi con Patris dirimpettaio anche se i problemi li crea Guilherme.<br />
<strong>Musah</strong> 5,5: dietro perde un pallone, nell&#8217;altra metà campo istintivamente s&#8217;allarga senza andare al dunque (7’ st <strong>De Roon</strong> 6: lo spirito e l&#8217;agonismo, parafrasando il mister, saranno pure quelli giusti, ma a parte proporsi e proporre per un attacco asfittico non è che dia chissà quale mano nemmeno lui. Il sangue agli occhi non gli manca, qualche energia forse sì. Zero responsabilità sul ko ed è già qualcosa per salvarsi dall&#8217;insufficienza).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: non è la vera versione di se stesso, forse perduta irreparabilmente con le noie al ginocchio d&#8217;inizio stagione, ma neanche tra i colpevoli. La fascia da capitano gli spettava di diritto, ma non è un trascinatore, né può esserlo se scompagnato dal suo partner contestuale.&nbsp;<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: se Khalaili stravince il duello, è perché frega tutta l&#8217;Atalanta, non soltanto il dirimpettaio. Non perde comunque il boccino tranne sul borseggio nel primo spicchio di gara, comunque controllabile da Hien e Kossounou che invece lisciano. Da quella parte ne va preso uno più forte, non ci piove: applicarsi non basta.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5: poco più di tre quarti d&#8217;ora lordi nell&#8217;anno nuovo, contro Bologna, Torino e Bilbao, e rieccolo fallire la prova d&#8217;appello da titolare. Un tiro strozzato, qualche verticalizzazione timida, due ammolli in croce nel nulla o poco ci manca. Niente da fare, non è una punta né una mezzapunta. A Bergamo con le mezze ali non si gioca (7’ st <strong>De Ketelaere</strong> 5: tardivo anche se ottimo il pallone dal fondo per quello sprecone dell&#8217;ex Southampton. Il fiammingo entra e si ritrova a dover ricorrere all&#8217;uno contro uno quando esce lo specialista, l&#8217;altro intoccabile sulla trequarti larga. Non sempre le magie escono dalla lampada di Aladino. Non ce la fa ad accendersi, non è uno da partite sporche).<br />
<strong>Lookman</strong> 5: non è sufficiente, per essere sufficiente, il secondo dei due tiri in porta atalantini nel primo tempo più brutto del mondo. Nei momenti belli avrebbe sterzato per provarci a giro. Altro segnale negativo per uno mai decisivo davvero dalla riappacificazione a oggi (6’ st <strong>K. Sulemana</strong> 4,5: appena vede il campo perde un possesso sanguinoso per poi cambiare scarpini. Attacca senza filo logico come il peggior Boga. Altro che Lookman-2. A parte che l&#8217;originale non avrebbe sbagliato quell&#8217;appoggio al 91&#8242; almeno per salvare la faccia).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: praticamente nel vuoto di idee gli tocca perfino fare da suggeritore o recuperatore alto, col risultato che appena vede l&#8217;area entra vagamente nel panico o non sa che pesci pigliare. Se non altro, ci dà dentro. In serie A sta incidendo, in Europa non può farlo (16’ st <strong>Scamacca</strong> 5: del suo backup a fargli difetto è la voglia. Non esiste sganciare un tiro addosso a Sykes in 33 giri di lancetta).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5: checché ne dica lui su titolari o riserve, senza Carnesecchi si prende gol, senza Djimsiti non ci si adatta a un attacco senza prima punta, senza De Roon non c&#8217;è leadership al di là delle prestazioni altalenanti e senza <strong>De Ketelaere</strong> non c&#8217;è gioco perché nessuno si prende la briga di crearne. Non c&#8217;entra tanto l&#8217;aver fallito le chance contro le due avversarie più deboli insieme allo Slavia Praga, con cui però il predecessore Ivan Juric aveva quantomeno inforcato gli occhiali. La formazione, stavolta, fatti e dati alla mano, è sbagliata. Ed è lui a sceglierla. Urgono decisioni anche sul mercato, perché c&#8217;è gente non all&#8217;altezza di coprire tre fronti o comunque non sempre. Se anche la rosa è lunga e profonda, ma Raspadori fino alla seconda fase non poteva entrare in lista Uefa, risulta composta lo stesso da una combinazione di giocatori non adattabili alle svariate situazioni. <em><strong>SF</strong></em></span></p>
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		<title>Le pagelle col Parma &#8211; Krstovic entra e chiude con assist e gol</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:24:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. Nikola Krstovic, assist [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/836e7bf8-3d86-4e90-803e-e04df161fa75.jpeg"><p>Stavolta la palma del migliore spetta di diritto a colui che non ci prendeva mai o quasi. <strong>Nikola Krstovic</strong>, assist per la prima da nerazzurro di <strong>Giacomo Raspadori</strong> e tap-in per calare il poker sul <strong>Parma</strong>, è l&#8217;uomo-più di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> che prima di chiuderla ha vissuto qualche attimo di esitazione.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: salvifico per tenere gli occhiali inforcati a nove sinfonie scarse dal vantaggio, salvifico sul possibile dimezzamento. Benedyczak e Pellegrino ne hanno trovato uno forte. Il più forte, anche in prospettiva azzurra.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: lucido e sul pezzo fino a centrare l&#8217;ultimo pallone utile per rimpinguare il bottino. Turnover con vista coppa o no, in questo momento non esiste che faccia la riserva di Kossounou.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: preferito al suo sostituto di giornata in assenza di un centravanti classico, anche se il contraccolpo per la partita coi baschi non pare essere del tutto alle spalle (1’ st <strong>Hien</strong> 6: non sarà colpa sua, ma Pellegrino gli scappa una volta. Soffre a trovare il ritmo da cambio in corsa, di grossa cilindrata com&#8217;è, e le sue uscite palla al piede prendono in contropiede i compagni).<br />
<strong>Ahanor</strong> 7: ci mette lo zampino sia nell&#8217;azione del raddoppio che nella quaterna finale. Ribaltamenti di fronte fulminei, grande personalità. Al compimento dei diciott&#8217;anni, ovvero tra 28 giorni, potremmo ritrovarcelo pure in azzurro&#8230; se la cittadinanza italiana non gli allungherà l&#8217;attesa. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: la partita giusta per rifiatare restando sempre dentro la partita. Essere sul pezzo non significa essere per forza decisivi.<br />
<strong>De Roon</strong> 7: col capolavoro a rimorchio eguaglia i 23 gol di un altro famoso capitano, Glenn Stromberg, ma con parecchie partite in più (422 contro 273). Riscatta lo svarione costato il terzo gol dei Leoni della Biscaglia. Essere sul pezzo o essere nella storia? Va bene lo stesso. Chiude pure la visuale a Oristanio da libero aggiunto (34’ st <strong>Lookman 6</strong>: un pallone che il montenegrino non sfrutta e un disimpegno in orizzontale dall&#8217;area piccola. Mai banale).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: di stima, per il risultato alza-media di chi s&#8217;è visto di meno e perché gli avversari sono quello che sono. Commette l&#8217;errore di perdere sulla pressione di Troilo nella chance di Pellegrino la palla appena conquistata, poi sbuca dal limite sul piede dell&#8217;avversario e per questione di centimetri non era rigore.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: torna quinto dopo cinque match da mezzapunta sinistra e si guadagna il rigore. Stavolta non batte gli angoli così bene, ma va bene lo stesso (16’ st <strong>Bernasconi</strong> 6: i polmoni di riserva in una fase in cui serviva il quinto difensivo). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: sterzata da campionissimo per il bis e giocate grandeggianti anche di suola, ma a parte un tiro di personale e individualista non offre un tubo. Grande leadership e che segnino pure gli altri (28’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: che un Mister Utilità come lui debba aspettare il suo turno può apparire un controsenso. Invece è la misura della profondità attuale della rosa).<br />
<strong>Raspadori</strong> 7: teniamoci bassi non per essere stringati, ma per non farci scappare di aver scoperto il nuovo fenomeno. Grande punta lo è da sempre. Scambia col nazionale polacco per il penalty che la sblocca, ci prova quattro volte compresi due muri in corner e alla fine raccoglie il premio a tanti sforzi.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: ha un backup da 6 su 8 totali in campionato come lui, è freddo dal dischetto e partecipa alla manovra. La continuità nell&#8217;arco della partita, però, non chiediamogliela sempre (16’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: assist per il tris e poker in proprio, anche se non se l&#8217;è costruito certo da solo. Lanciato in profondità e colto nella corsa è imprendibile). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: turnover a tre rispetto alla ferita ancora aperta dell&#8217;Athletic Bilbao e Zalewski tornato a tutta fascia, ma la squadra gira meglio e al riparo da amnesie. Sembra aver trovato la quadra. Un&#8217;altra Pisa poteva essere dietro l&#8217;angolo, invece il manico non perde mai contatto con la saggina. E gli avversari sono spazzati via. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle con l&#8217;Athletic Bilbao &#8211; Difesa e De Roon ko, CDK fermo al palo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 23:36:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Athletic Bilbao]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta contro l&#8217;Athletic Bilbao risentono inevitabilmente degli errori individuali, anche plurimi, sul quarto d&#8217;ora fatale. Carnesecchi 6: non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cd8aa40e-80b3-4c95-b172-fc12cb62aa85.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> contro l&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> risentono inevitabilmente degli errori individuali, anche plurimi, sul quarto d&#8217;ora fatale.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: non ha colpe, ma se non ne deve parare nemmeno una significa che davanti a lui c&#8217;erano le statuine del presepio. </p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: Serrano gli sfreccia davanti per il sorpasso senza che lui ne intuisca nemmeno la presenza. </p>
<p><strong>Djimsiti</strong> 5: un armadio che non apre l&#8217;anta per fermare un centravanti fisicamente inferiore non di poco è un altro segnale d&#8217;allarme in mezzo al blackout. Ripresa in catalessi.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5: si fa fregare dal grande protagonista della ripresa. Come paralizzato. Non avesse sbucciato quella palla, parleremmo di ottavi diretti (31’ st <strong>Ahanor</strong> 6: per quanto in modo arruffato, almeno si dà da fare, sbuffa, ribalta il fronte e tira). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: dopo lo slalom del possibile bis frustrato dalla mancanza di angolazione, ma quantomeno a differenza delle punte lui entra e ci prova, ritarda la diagonale sul 2-1 di Serrano ammainando bandiera dopo un&#8217;ora e passa abbastanza alla grande (31’ st <strong>Samardzic</strong> 6: la palla in mezzo per il gol della vana speranza).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: come faccia uno della sua esperienza a regalare palla per la chiusura della pratica degli avversari non è dato saperlo. Non è sufficiente il lancio per Zappacosta ad alleviargli l&#8217;insufficienza. Chissà perché Juric, lasciandolo in panchina, alla fine ci ha rimesso il posto. Sta forse giocando globalmente meglio di quando in serie A la classifica languiva?<br />
<strong>Ederson</strong> 5,5: sottotono nella ripresa, ma non è che nel primo tempo, a parte farla girare nell&#8217;azione del vantaggio, avesse combinato chissà cosa. Così non serve neanche lui.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: sfiora il bis e non lo fa, sua colpa personale (37’ st <strong>K. Sulemana</strong> sv).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: si ferma al palo, nel senso che alle prime difficoltà si smonta da solo. Roba vista e rivista. Non basta rimettere la testa a posto alzandola nella manovrina del 2-3.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: il suo l&#8217;aveva fatto, assist compreso per schiodarla. Rientra, lotta, sgomita, prende una fracca di falli e di punizioni da posizioni favorevoli a schemi i più svariati. Perché togliere lui? (20’ st <strong>Lookman</strong> 6: entra nel secondo gol, ma l&#8217;uno contro uno è ancora appannato dalle fatiche marocchine). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 6,5: la apre e non può chiuderla per ragioni tuttora non chiare. C&#8217;era Boiro a tenere in gioco De Ketelaere, in fuorigioco di una scarpa? Bene spalle alla porta, un po&#8217; meno nel resto (21’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: fa il suo con caratteristiche penalizzanti in una partita dal simile svolgimento). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: non trova le contromosse alla virata tattica dei baschi con la sottopunta e Navarro a destra, che fa quel che gli pare. Era da togliere un De Ketelaere assolutamente sdraiato dal palo preso alle soglie dell&#8217;intervallo, non Zalewski. Domandona: perché insistere su De Roon ed Ederson quando ne azzeccano pochissime?<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Pisa &#8211; Carnesecchi tiene la barca a galla, dietro e in panchina mosse poco centrate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 22:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
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					<description><![CDATA[Forse cambiarne quattro rispetto al Torino non ha fatto benissimo all&#8217;Atalanta, sorpresa dal Pisa per quasi tutto il primo tempo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/ac9d9574-478b-4449-96a3-1e7491a5335d.jpeg"><p>Forse cambiarne quattro rispetto al <strong>Torino</strong> non ha fatto benissimo all&#8217;<strong>Atalanta</strong>, sorpresa dal <strong>Pisa</strong> per quasi tutto il primo tempo e a tratti anche nel secondo. Marco <strong>Carnesecchi</strong> il migliore davanti all&#8217;illusorio apripista Nikola <strong>Krstovic</strong>, che fa molto meglio di Gianluca Scamacca anche a sportellate. Un quarto dei cambi, Hien per Djimsiti, era obbligato dall&#8217;infortunio di Djimsiti, ma Musah per Zappacosta, Pasalic per Ederson e proprio il romano complessivamente non hanno migliorato il rendimento di squadra. Molto meglio con la virata al 4-2-3-1 al settantesimo, ma a discapito della tenuta difensiva. S&#8217;era in casa del fanalino di coda, dopo tutto. Non dovrebbe essere questione di moduli.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7,5: Touré e Meister fermati nel primo tempo, Moreo di testa e Piccinini nel secondo. La tocca appena sull&#8217;1-1, ma se non fosse per lui altro che settimo posto a meno 2 dal Como.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: sbaglia la zampata del vantaggio precoce nella ripresa, ma dietro finché c&#8217;è lui di testa la prende solo Moreo (25’ st <strong>Krstovic</strong> 7: terzo gol nella serie positiva di quattro. Non è Scamacca, anche perché sa di doversi tenere il posticino coi denti).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: l&#8217;ultimo arrivato Durosinmi s&#8217;infila tra lui e Ahanor. Buonanotte alla quarta di fila. Con Meister bel duello, l&#8217;ultimo l&#8217;ha perso.<br />
<strong>Ahanor</strong> 5,5: vedi sopra. Non convince nemmeno negli aiuti nel primo tempo uscendo vicino a Bernasconi. Perché non rimettere Kolasinac? L&#8217;esperienza la fa padrona, in situazioni del genere.</p>
<p><strong>Musah</strong> 6: sgroppa e anticipa, ma al dunque gli mancano bilanciamento e precisione nell&#8217;ultimo passaggio (11’ st <strong>Zappacosta</strong> 6: non che faccia granché meglio, ma almeno pratica l&#8217;altra metà campo più assiduamente).<br />
<strong>De Roon</strong> 6: traccheggia in mezzo, a parte un recupero alto a favore di Zalewski non fa. Ma non ha colpe.<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: in mediana si applica sentendosi però un leone in gabbia. Non incide pur non potendo affermare che deluda (11’ st <strong>Ederson</strong> 6,5: cambio di ritmo che avrebbe potuto essere decisivo. Nell&#8217;azione del vantaggio vede tutto alla perfezione).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: fatica tanto, ma Touré è un giocatore da folate e davanti si sveglia dal 18&#8242; alla mezzora segnalandosi più che altro in copertura in attesa del centimetro concesso.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: perde palla e il pari preso non può non pesare sulla sua coscienza. Aver servito un pallone di platino a Scalvini in mezzo a tanti slalom e puntatine, senza però vedere la porta in proprio, non può salvarlo dall&#8217;insufficienza.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: gioca e stragioca, garantisce spola ed equilibrio, ci prova quando nessuno la tentava nemmeno per ipotesi ed esce pure vagamente seccato. Certo, se deve fare lui le pentole e i coperchi&#8230; (36’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: entra nell&#8217;1-0 delle grandi illusioni).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5: non la vede quasi mai tranne sulla sbucciata in allungo ricevendo l&#8217;unico pallone buono di Musah (11’ st <strong>Raspadori</strong> 6: meglio tra le linee, perché da falso nueve contro una difesa fisica non può certo fare il fenomeno).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6: scelte non proprio centratissime, ma solo alla luce dei fatti. Il turnover, una parolaccia anche per l&#8217;ispiratore principe Gasperini, poteva pure avere un senso. Ma l&#8217;uomo di Grugliasco avrebbe rischiato di perderla riversandosi nella metà campo nemica. Troppo attendismo. Troppo Juric? Alla fine pesa l&#8217;errore del singolo che doveva tenerla, quella stramaledetta palla. Poi, vabbè, in un calcio estremamente livellato ci sta che un partitone di squadra dell&#8217;ultima in classifica non consenta altro che un gol e un punto. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Torino &#8211; Perché Carnesecchi in azzurro deve fare il secondo a Donnarumma?</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 23:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Nona partita stagionale senza gol presi per Marco Carnesecchi, nona vittoria su dodici partite della gestione di Raffaele Palladino. Le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/85435b3a-b46c-4382-8571-51049dee13f2-e1768088389578.jpeg"><p>Nona partita stagionale senza gol presi per <strong>Marco Carnesecchi</strong>, nona vittoria su dodici partite della gestione di <strong>Raffaele Palladino</strong>. Le pagelle partono dal primo, il migliore. All&#8217;insegna del tre, il numero perfetto, anche se il <strong>Torino</strong> dall&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha preso &#8220;solo&#8221; due gol, e dei suoi multipli.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7,5: attento e gelido nell&#8217;uno contro uno, risponde da campionissimo agli assalti di Maripan e Simeone nella ripresa. Donnarumma fino a quando dovrà fargli ombra in Nazionale? </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: maltrattato dagli avanti granata, che gli fanno ponte nella speranza che la schiena gli ceda, la tiene comunque dritta come la barra del suo rendimento (22’ st <strong>Musah</strong> 6; prende palla e cambia fronte da solo, ma contiene pochino).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: brutta ancata da Zapatone, ma niente fratture. Rischia per il muscolo obliquo Sul pezzo (44’ pt <strong>Hien</strong> 6: meno positivo e presente, contro un attacco senza una prima punta di riferimento fa sempre fatica).<br />
<strong>Ahanor</strong> 6,5: un&#8217;iradiddio a due fasi che nella ripresa s&#8217;accontenta di spazzare come impone il copione, molto cambiato, troppo per fare le stesse cose. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6,5: si ferma letteralmente al palo, ma sta giocando decisamente troppo in attesa che Bellanova si rimetta in sesto.<br />
<strong>De Roon</strong> 6: senza infamia né lode, appena il livello della contesa si alza soffre un po&#8217; l&#8217;innesto di un regista puro ma dinamicissimo come Ilkhan.<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: Vlasic gli scappa via per colpa di Samardzic che perde la boccia, ma una sola volta. E nel primo tempo aveva aperto l&#8217;autostrada per il raddoppio precoce del nazionale polacco.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: quinto di contenimento perfetto, si guadagna la pagnotta dell&#8217;assist con quel sinistro rotondissimo.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: all&#8217;inizio sembra accusare noie alla coscia destra, allora decide di incornare per portarla avanti. Regista raffinato (34’ st <strong>Samardzic</strong> 5,5: prima la spara ai dirigibili, poi regala palla a Coco e meno male che Vlasic ha la mira storta).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: bene ma non benissimo, quella palla di Ederson su cui lui fa gegenpressing ai danni di Vlasic era da saccagnare in porta (34’ st <strong>Pasalic</strong> 6,5: gol delizioso e da opportunista. Lacrime di gioia, papà Ivica da lassù l&#8217;avrà accompagnato al 2-0). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: non ci prende, non è utile così (22’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: chi se ne frega se la Gazzetta al fantacalcio non gli darà l&#8217;assist, lui entra e c&#8217;è). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: si ritrova con la grana Djimsiti, eppure non perde la trebisonda. Motivatore di lusso, non dispone di risorse infinite tra un Brescianini accasato alla Fiorentina e un Maldini nemmeno preso in considerazione. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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