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	<title>pagelle &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Le pagelle col Bologna &#8211; Squadra e prestazione mediocri: si salvano in pochi</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2026 19:17:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ritmi balneari, sangue agli occhi non pervenuto. L&#8217;ultima Atalanta formato casalingo del 2025-2026 si qualifica alla Conference League col minimo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/d951f413-6ee1-41e1-932d-cf6ebd96d5bb.jpeg"><p>Ritmi balneari, sangue agli occhi non pervenuto. L&#8217;ultima <strong>Atalanta</strong> formato casalingo del 2025-2026 si qualifica alla <strong>Conference League</strong> col minimo sforzo beccando gol dal Bologna sotto forma dell&#8217;ex Riccardo Orsolini e arrivederci al 20 e 27 agosto per il terzo turno di qualificazione: sorteggio il 3.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: l&#8217;unico a fare compiutamente il suo dovere fino in fondo, salva su Rowe e Castro ma di più non poteva umanamente fare.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 5,5: il lampo di Orsolini lo coglie in ritardo e stavolta nemmeno imposta con diligenza come al solito. Non si salva dalla mediocrità neanche lui, dopo essersi salvato dal fine stagione precoce per quella misteriosa distrazione alla caviglia a San Siro.</p>
<p><strong>Djimsiti</strong> 5,5: Castro non fa quasi niente, ma lui riesce quasi a perderselo sulla seconda occasionissima nel finale di primo tempo. La tendinite lo lascia stare, la disattenzione lo attanaglia.&nbsp;<br />
<strong>Ahanor</strong> 5,5: generoso nelle avanzante, comunque improduttive, quanto privo di misura in disimpegno. Pobega lo borseggia ed ecco la prima chance sull&#8217;asse Bernardeschi-Rowe.</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: dargli l&#8217;insufficienza dopo l&#8217;annata vissuta da protagonista sarebbe davvero da carogne. Non fa saltare sulla sedia né fa spellare le mani a nessuno, ma questo è un altro paio di maniche. Si lagna spesso con CDK: ruggine in catena? (43’ st <strong>Kolasinac</strong> sv).<br />
<strong>De Roon</strong> 5,5: il suo uomo sarebbe Pobega, il suo mestiere sarebbero le dighe e le seconde palle. Ebbene: è sfiatato e non da Europa (18’ st <strong>Pasalic</strong> 5,5: immobile davanti alla seccata volante dell&#8217;Orso, a momenti si salva col filtrante a quel montenegrino ingrato là davanti).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: palloni in profondità, in avanti e in area ne mette, anche se di suo non si eleva per brillantezza (18’ st Musah 5,5: riciclato a esterno sinistro senza un perché. O forse perché Bellanova stava spegnendo le 26 candeline una a una).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5,5: s&#8217;impegna, ma senza sangue agli occhi. Il problema vero è che, dovendo portare palla nove volte su dieci perché altrimenti nessuno lo farebbe, in area non lo si vede manco col binocolo (37’ st <strong>Bakker</strong> sv: bentornato).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: si agita molto, non sempre con costrutto. L&#8217;incisività sotto porta dovrebbe essere il ripasso estivo personalizzato (18’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: Ederson gliela tocca e Zappacosta gliela pennella, lui dimostra di esserci. La mira? Alla prossima occasione).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: ha un biondo davanti che lo ostacola nelle rincorse a perdifiato alla profondità perduta, però quando si ha la chance buona si va dritti e non ci si allarga dove Joao Mario può indurti a tirare di fretta. Skorupski, comunque, bravissimo. Nikola un (bel) po&#8217; meno.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: cambi giustificati con l&#8217;emergenza anche in campo, non soltanto in settimana per i postumi pesantucci (Kossounou ko, Djimsiti ancora infiammato, Kolasinac contuso) di San Siro. Il che non può impedirci di dichiarare fuori progetto, ove il mugnanese rimanesse, Bellanova e Samardzic, cui vengono preferiti Musah su un lato semisconosciuto e Bakker fuori posizione. Tutti stanchi alla meta, tra gambe, articolazioni, muscoli e pure idee: mettiamola così. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di San Siro &#8211; Carnesecchi ed Ederson sugli scudi, Palladino resiste alla morìa in difesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 21:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Ederson dos Santos]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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		<category><![CDATA[San Siro]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;otto pieno spetta a un Marco Carnesecchi paratutto a dispetto del finale da assedio e all&#8217;apripista Ederson, che poi la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/997cfa1a-22cf-4416-a359-150ca321e6ae.jpeg"><p>L&#8217;otto pieno spetta a un <strong>Marco Carnesecchi</strong> paratutto a dispetto del finale da assedio e all&#8217;apripista <strong>Ederson</strong>, che poi la sforna per il tris di <strong>Giacomo Raspadori</strong> sporcato dal ritorno di fiamma del <strong>Milan</strong>. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> risente della perdita di altri due difensori (caviglia destra di Scalvini, flessore destro di Kossounou) dopo il forfait (tendinopatria del retrocoscia sinistro), altrimenti di gol non ne avrebbe presi. Ecco le pagelle della San Siro molto più nerazzurra che rossonera.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 8: freddo su Leao e Saelemaekers, nella ripresa ne sfodera delle sue a raffica. A risultato presuntamente acquisito oppure no, non cambia: Nkunku, Fofana o chi per loro gli sbattono addosso almeno alle soglie delle follie finali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> 7: apre il corridoio per il vantaggio recuperando sempre dietro, fino a far spendere il giallo a Leao. Problemino alla caviglia destra, distorsione, e fuori (3’ st <strong>Kossounou</strong> sv, nemmeno il tempo di acclimatarsi; 18’ st <strong>Ahanor</strong> 5,5: va in confusione per dover difendere lo spigolo destro a piede invertito).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Hien</strong> 6,5: fa da ultimo baluardo davanti al portiere e ci riesce benissimo, quasi benedicendo la sindrome degli Hamstrings (tendinopatia del retrocoscia sinistro) che gli consente di riprendere il posto a Djimsiti. Enorme lo stop a Saelemaekers, poi nella rissa conclusiva perde i riferimenti e deve restare in trincea. Ammonizione assurda per fargli saltare il Bologna, che avrà mai fatto a Ricci?</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Kolasinac</strong> 6: autonomia francamente limitata dopo aver demolito Loftus-Cheek in uscita. In ambasce in una linea a tre, non salta o quasi sull’1-3 di Pavlovic.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 7: la crisi di Bellanova si spiega col suo rendimento, mostruoso per un classe ‘92 con non pochissimi pregressi medici che sa metterci lo zampino sempre e comunque. Leao lo ubriaca un attimino, ma dietro c’è comunque la scialuppa di salvataggio (10’ st <strong>Bellanova</strong> 5: un rimorchio a Krstovic che se la mangia, ma dietro non ci si raccapezza mai).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>De Roon</strong> 7: resta acquattato come un grande carnivoro e la coppia Ricci-Leao fa la fine della coppia di gazzelle sacrificali, per aprire il tre a zero firmato da Raspadori con l’apripista a rifinire. Arsenio Lupin.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Ederson</strong> 8: finalmente una fiondata laddove serve degna delle sue enormi qualità, più l’assist per metterla in ghiaccio. Era impossibile che cavasse d’impaccio quei tre dietro dopo una partita alle soglie della tenda a ossigeno.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Zalewski</strong> 7: a parte l’assolo del bis precoce sventatogli da Maignan, si distingue anche in chiusura, benché con discontinuità. Del resto è tornato a giocare sul lato per poter attaccare di fatto a quattro. Sporca a Fofana un pallone comunque pericoloso durante i sospironi nell’ultimo spicchio.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>De Ketelaere</strong> 7: stavolta arretra meno del solito per far salire gli altri, anche per via del blocco bassissimo e schiacciato di un Diavolo senza sale su coda e forcone. Non a caso per l’uno-due l’impostazione ha la sua firma. Certo, non tira, ma se ci pensa chiunque altro… (18’ st <strong>Pasalic</strong> 6: qualche buon pallone davanti a inerzia comunque virata).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Raspadori</strong> 7: si sacrifica anche in ripiegamento, mentre davanti perde un po’ le misure dopo essere stato coessenziale al vantaggio per riscoprirle in avvio di secondo tempo con quel mancino prepotente da 3-0. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Krstovic</strong> 7: sponde e gomiti alti, pare aver imparato a giocare benone dando le terga a quel rettangolo magico, ma quando è di fronte servono sempre i guantoni nemici a fermarlo. Almeno finché lui si mangia il poker, ma suvvia, ha lavorato abbestia da uomo-squadra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>All. Palladino</strong> 7,5: da un lato all’altro, aprendosi sempre il corridoio per attaccarlo a due o a tre insieme. E la miglior versione di molti, big o meno big. Il finale tremebondo è figlio della difesa scombinata perché decimata. C’è da sperare, anche solo per il galantuomo che ha ampiamente dimostrato di essere, che il ritrovamento della sua Atalanta ideale agli occhi della società non sia troppo tardivo. Dipenderà dalla Conference League, quindi da Inter-Lazio in Coppa Italia, dal presunto nuovo mago del mercato Cristiano Giuntoli, dal diesse Tony D’Amico o da chi altri? Thiago Motta e il suo blocco basso convincono davvero qualcuno? Vincenzo Italiano è meglio e più futuribile di lui? La Dea del prossimo futuro lui la vorrebbe costruire. Il desiderio vale una letterina ai Percassi sperando si travestano da Babbo Natale.&nbsp;<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></span></p>
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		<title>Le pagelle col Genoa &#8211; Non punge nemmeno l&#8217;artiglieria pesante. Troppa sufficienza</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2026 22:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
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					<description><![CDATA[Neanche troppe insufficienze, nell&#8217;Atalanta che non piglia gol per la diciassettesima volta in stagione ma in compenso non sa più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/240431fd-188c-4dcc-aaf7-6a87c3acc67b.jpeg"><p>Neanche troppe insufficienze, nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non piglia gol per la diciassettesima volta in stagione ma in compenso non sa più segnare o quasi. Casomai, troppa sufficienza, a dispetto dell&#8217;assetto da guerra con l&#8217;artiglieria pesante <strong>Scamacca-Krstovic</strong> davanti accompagnati dal metro e novantadue di fantasia a sprazzi di Charles De Ketelaere. I due centravanti, nelle pagelle, restano sotto il sei. Il romano nemmeno ha tirato, il montenegrino ha avuto le occasioni ma non lo spunto, figuriamoci cattiveria e cinismo. Il meglio? Dalla difesa. Cioè da chi non è pagato per segnare. Non male il ritorno di <strong>Nicola Zalewski</strong> a quinto.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: ordinaria amministrazione senza eccessive preoccupazioni: Colombo gli fa il solletico, un po&#8217; meno Vitinha in avvio. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: il primo regista di una manovra comunque involuta, dietro cuce una bella pezza sul tentato sbrego di Ekhator.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: Colombo non è pericoloso nei pressi dell&#8217;area, lui è bravo a chiudere il varco al secondo tentativo di Vitinha e a non farsi attrarre fuori (12’ st <strong>Hien</strong> 6: training in campo, da cui mancava dal 26 marzo in Ucraina-Svezia, in vista della titolarità col Milan?)-<br />
<strong>Ahanor</strong> 6: da ex preferisce fiondarsi in avanti, ma è più anima che tecnica e tattica. Riesce perfino a tirare, non certo l&#8217;occasione della vita. Si farà. Ma se gioca sempre Kolasinac, anche su una gamba sola, come potrà mai crescere? </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: ormai, con le corse che si fa anche al posto di un Bellanova panchinato e in disarmo, rasenta la tenda a ossigeno. A discapito di misura e precisione, ovviamente (41’ st <strong>Musah</strong> sv).<br />
<strong>De Roon 6:</strong> finisce per annullarsi con Amorim, che De Rossi vede come migliore in campo(???) e invece, semplicemente, tiene la posizione spostandosi da Ederson per non rischiare la doccia precoce (31’ st <strong>Pasalic</strong> 6: avanti nell&#8217;ammucchiata finale a schemi saltati in padella come i surgelati, forse avrebbe avuto piacere a iniziare dalla trequarti vista la poca brillantezza altrui: un cross e un tiro smorzato).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: sulle montagne russe, una partita che è lo specchio dell&#8217;intera stagione fra alti e bassi. Arriva in area o imposta, ma magari cicca il controllo o si fa irretire nel tiro al bersaglio.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5:  spinge come un dannato nel ruolo che è stato suo nella gran parte del percorso da professionista. Certo, la lucidità negli ultimi metri è un&#8217;altra cosa. Ma è l&#8217;ultimo ad ammainare bandiera. E il mancato assist, sul legno, è suo. </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6: meglio nel primo tempo quando doveva cucire e arretrare potendo pure svariare, al cospetto di due prime punte pure, perché nella ripresa a parte un paio di sgasate e un tiraccio non riesce a produrre. La sua poca brillantezza, pur nella qualità totale che tutti gli riconoscono, è la cartina al tornasole della salute dell&#8217;intera rotazione (31’ st <strong>Samardzic</strong> 5,5: se non era questa la chance da sfruttare, quando? Apre bene per Zalewski sulla traversa di Raspadori, salvo farsi inghiottire dal nulla). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5,5: a ruota della doppietta di Cagliari, comunque vana, cicca la prova, nel senso che non conclude e s&#8217;innervosisce pure alla prima fischiata. La coesistenza con Krstovic può essere soltanto episodica, come nel 2-2 in rimonta con l&#8217;Udinese, ma nulla più (12’ st <strong>Raspadori</strong> 6,5: quantomeno si danna e si dà da fare come pochi, forse come nessuno. Va liberato di più al tiro, ma contro il blocco basso avrebbe avuto bisogno di un bazooka).<br />
<strong>Krstovic</strong> 5,5: si fa spazio senza sfruttare il poco che riesce ottenere anche dagli altri, vedi girata sul primo palo invece di provare a incrociare. Non è un supercampione e non era la partita da chiamata in profondità, ma il calcio va assecondato e non piegato alle caratteristiche dei singoli.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: le scelte, come altre volte, non convincono, per quanto rabberciate e riviste in corsa. Fa tornare Zalewski a tutta fascia ricavandone più spinta, ma davanti la chimica non sta producendo più le reazioni utili a combinare qualcosa di esplosivo. Sulemana bocciato come Maldini?<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle a Cagliari &#8211; Da De Roon a De Ketelaere, una marea di delusioni</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 19:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Le valutazioni dei singoli dell&#8217;Atalanta che affonda a Cagliari quasi rinunciando alla rincorsa al quinto o al sesto posto, preda [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5d0c1fac-4b6e-4554-affa-707e53e43e3c.jpeg"><p>Le <strong>valutazioni</strong> dei singoli dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che affonda a <strong>Cagliari</strong> quasi rinunciando alla rincorsa al quinto o al sesto posto, preda del Como di Fabregas e della Roma dell&#8217;ex <strong>Gasperini</strong> (61 a 54) a quattro giornate dalla fine, risentono ovviamente del livello tecnico ben inferiore dei killer di turno. Ma pure degli errori in serie in cui sono incappati i giocatori più rappresentativi. Il tutto nonostante la buona vena di Gianluca <strong>Scamacca</strong>, ovvero se gliela metti in area un attaccante di razza tende a segnare.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: ci arriva solo su Deiola nell&#8217;azione del raddoppio e in uscita su Belotti, ma sul tris cagliaritano non è in vena di miracoli. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 5,5: meriti non indifferenti nella rimonta e segnatamente sul 2-2, ma dietro viene meno sul primo gol, si fa sorpassare in sombrero da Folorunsho sul terzo e rischia anche di far prendere il quarto scivolando davanti al Gallo.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: considerando che la prima punta altrui ne fa un paio in nemmeno otto lancette, la sufficienza non può prenderla perché le pezze non ce le mette. 331 volte atalantino come Bonacina, chapeau. Sabato sera col Genoa lo supera.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: l&#8217;unico a tentare davvero di fare il mastino andando di recupero e d&#8217;anticipo (28’ st <strong>Kossounou</strong> 6: non osa, ma appoggia, avanza, ci prova). </p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5,5: partecipa allo schema da dai e vai con Scalvini per il pari, ma per il resto ne azzecca poche, anche nell&#8217;intesa in catena (11’ st <strong>Krstovic</strong> 5: ce ne ha una e se la fa intercettare).<br />
<strong>De Roon</strong> 4,5: leggerezza insostenibile sul 2-0 sardo, rincorsa nemmeno abbozzata sul matchball. Se non è all&#8217;altezza, o lo si cambia o non lo si schiera. Ha già dato più di tutto alla causa, niente e nessuno obbliga a schierarlo (28’ st <strong>Ederson</strong> 6: prova a dare alla manovra una direzione verticale).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: ci prova pure in acrobazia, mai domo, da mediano semovente. Non ha però la lucidità per fare trentuno dopo aver fatto trenta.<br />
<strong>Zappacosta 6</strong>: costretto a giocare a piede invertito perché evidentemente del mancino Bakker come vice Bernasconi non ci si può fidare, subisce una carica netta all&#8217;inzio dell&#8217;azione subitanea dell&#8217;uno a zero, ma fa sempre il suo (11’ st <strong>Zalewski</strong> 6: quarto di sinistra o ala aggiunta, appoggia e sbuffa, senza creare davvero). </p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 5: senza sangue agli occhi, l&#8217;insufficienza è perfino troppo generosa. Non sono partite da giocare di fino e a 45 metri dalla porta (32’ st <strong>Samardzic</strong> 6: sforna a ripetizione, ma se sta così largo di suo non può incidere).<br />
<strong>Raspadori</strong> 6,5: impegno e sudore ai massimi livelli, però non riesce a tirare che nel finale, una conclusione poco aperta e pulita, perché deve dannarsi al servizio del collettivo. Non ha l&#8217;uno contro uno di Lookman ed è nei duelli che la Dea è scesa dall&#8217;Olimpo. </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: almeno sbuffa, sgomita con un Mina che avrebbe spazientito anche Nostro Signore, appoggia e prende (bene) la mira. Doppia cifra secca in campionato, sesto gol in carriera al Cagliari, che è la squadra da lui più perforata, e quattordicesimo in stagione. Il problema è che nessuno o quasi lo mette in condizione di ferire.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: la remuntada finale è fallita. Non sarà colpa sua, ma è bell&#8217;e volata alle quaglie. Cambia senza rimediare a una certa confusione e alla tendenza ad arruffare davanti. Forse è troppo signore per un collettivo in cui comandano le vecchie volpi che non sono sempre all&#8217;altezza. Ma non è certo un difetto. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Coppa Italia &#8211; Una sola insufficienza (e non parliamo dell&#8217;arbitro)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 23:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
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					<description><![CDATA[La palma del peggiore spetta di diritto all&#8217;arbitro-inventore del nuovo regolamento, ma nell&#8217;Atalanta battuta ai rigori dalla Lazio nella semifinale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5090e369-2d84-4e41-bcf9-67314a0466aa.jpeg"><p>La palma del peggiore spetta di diritto all&#8217;arbitro-inventore del nuovo regolamento, ma nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> battuta ai rigori dalla <strong>Lazio</strong> nella semifinale di ritorno di Coppa Italia c&#8217;è almeno l&#8217;insufficienza di <strong>Raoul Bellanova</strong>, cambio che non porta alcunché alla causa nel peraltro sterile assalto nei supplementari. Nervi poco saldi e fiducia più sfibrata dei muscoli, alla fine, ma dopo una sfida dominata.</p>
<p><strong>Carnesecchi </strong>6: parate zero fino al primo rigore ospite di Nuno Tavares, intercettato da par suo sul mancino a incrociare. salvato dal legno, gli altri due non li vede o quasi.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: bravo a proporsi e imporsi come primo regista, è puntuale dietro e penalizzato davanti solo da una direzione arbitrale quasi a senso unico (4’ pts <strong>Ahanor</strong> 7: chiude i varchi, e con l&#8217;asse Lazzari-Isaksen mica era scontato).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: semiperfetto su Ederson, si lascia scappare Romagnoli. Capita. Ma non è stato l&#8217;episodio da palla inattiva a indirizzare la partita.&nbsp;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: gladiatorio tra qualche amnesia in uscita e in appoggio (26’ st <strong>Kossounou</strong> 7: il cuore e il fisico oltre l&#8217;ostacolo, nel senso che non passa più anima viva nemmeno per scherzo, a differenza delle quattro cinque metà campo varcate dai laziali in modo potenzialmente pericoloso).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: a destra come a sinistra, ne inforna e ne sforna di ogni. Arriva alla lotteria finale, la cosa più crudele che esista, letteralmente sulle ginocchia.<br />
<strong>De Roon</strong> 6,5: il re delle seconde palle, sul gol validissimo scippato dalla sala di Lissone in combutta con Colombo è lui a innescare De Ketelaere (26’ st <strong>Pasalic</strong> 7: sul pezzo appena entrato, a freddo, in copertura come in proposizione. Uomo e giocatore speciale. I penalty sono un altro paio di maniche).<br />
<strong>Ederson</strong> 7: due fasi niente male, sempre di corsa, e la finale conquistata secondo regolamento. E nessun marellista rompa le balle sulla regola 12 e sul precedente Baschirotto vs Paleari.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: falciato da Patric, rimasto con la fedina immacolata per l&#8217;incompetenza del comasco dal fischietto (11’ st <strong>Bellanova</strong> 5,5: l&#8217;unico atalantino fuori fase, ovvero protagonista di un assalto tanto sterile quanto a gamba all&#8217;indietro in più occasioni. Calibra diversi palloni dentro, ma in modo approssimativo: anche se l&#8217;impegno è innegabile, la crisi tecnica è palese).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: regia, spinta e palloni al bacio, anche sul gol valido annullato alla revisione a bordocampo. Tira in porta una volta e lì è quasi sfiatato. Del penalty è superfluo parlare: la Dea, la finale numero sette, l&#8217;ha persa sul gol buono di Ederson e in ultima battuta su guanto-traversa di Motta contro Scamacca.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: di tre occasioni avrebbe potuto e dovuto convertirne almeno una. La sua idiosincrasia verso il trentuno dopo aver fatto trenta è un limite di tutta la squadra (26’ st <strong>Raspadori</strong> 7: gol irregolare? Zappacosta sarà avanti di un laccio. Entra di prepotenza nell&#8217;azione per impattarla subito).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 6,5: il regolarissimo borseggio sull&#8217;attrezzo sfuggito all&#8217;eroe della serata gli alza un voto altrimenti non al di là del passabile. Spazi pochi, profondità impossibile. Grande cuore, ma nel calcio bisogna anche essere figli di buona donna. Lui proprio non lo è (45’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: loffia dagli undici metri dopo avercela messa tutta, in primis quella sontuosa frustata in elevazione, per centrare la finale).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: non sbaglia le scelte. Poi, a lungo andare, trascinandosela verso i rigori, aver dovuto ribaltare per stanchezza incipiente la squadra come un calzino non ha giovato alla causa. Gli altri hanno avuto buon gioco a rinunciare a giocare a pallone.&nbsp;<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle a casa del Gasp &#8211; Attacco in giornata no, il riscatto di Carnesecchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco le pagelle dell&#8217;Atalanta, dalle polveri bagnate davanti e un po&#8217; in affanno dalla cintola in giù, nell&#8217;uno pari in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/d4b8324d-f66d-453f-a3bf-c5e882dcbe87.jpeg"><p>Ecco le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, dalle polveri bagnate davanti e un po&#8217; in affanno dalla cintola in giù, nell&#8217;uno pari in casa della <strong>Roma</strong> di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. Dopo la papera costato il ko casalingo sabato scorso con la Juve, Marco <strong>Carnesecchi</strong> trova la sua consueta dimensione di para(quasi)tutto nel prefestivo serale numero due di fila</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 7: dice no a Malen in ogni fase del match, a protezione di qualunque punteggio, e anche a Soulé. La traversa alta di Hermoso lo sorprende il giusto. Papera con la Juve a favore dell&#8217;ex Boga archiviata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> 5,5: soffre El Shaarawy e non è un gran segnale. Esce, pare, per una contusione (1’ st <strong>Kossounou</strong> 6,5: meglio e pure più propositivo. Tipico di chi è sceso nelle gerarchie e ove buttato in mischia sa di non poter sbagliare).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: un atipico come Malen se lo porta un po&#8217; a spasso, ma alla fin fine tiri pulitissimi non gliene strappa o giù di lì.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: fatica immane contro la catena romanista di destra, ma nessuno s&#8217;azzardi a dargli l&#8217;insufficienza (1’ st <strong>Ahanor</strong> 6,5: vedi il compagno subentrato a centrodestra, fa meglio del titolare nelle due fasi).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Bellanova</strong> 5,5: annata storta a ruota del paio, la prima nel Toro, da doppia cifra di assist. Non regge l&#8217;urto, o meglio non sempre, e non trova la misura di tocchi e sovrapposizioni davanti (9’ st <strong>Bernasconi</strong> 7: padrone della sinistra, garantisce equilibrio).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: costretto ad andare in seconda battuta sul terminale di casa, alla lunga ci spende troppe energie per conservare la lucidtà necessaria. Trovato l&#8217;acuto ma non il gol, ne risente a livello nervoso pur non commettendo errori sostanziali (35’ st <strong>Pasalic</strong> 6: jolly buono per ogni occasione e tutti gli utilizzi, non è che possa risolvere le fasi stracche a 31 anni).<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>De Roon</strong> 6: vince il duello con Cristante ma si perde lo spondista da 1-1 Rensch, su cui non accorcia. Non basta rimanere il re delle seconde palle e di quelle sporche, dopo aver spezzato il pane dell&#8217;assist per aprire il punteggio.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 6: sul piede debole contro una catena nemica a piede debole, fa ovviamente meglio quando l&#8217;uscita di Bellanova lo restituisce al lato preferito.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>De Ketelaere</strong> 5: gli alti e bassi sono il suo menù da sempre, ma in frangenti decisivi la mancanza di sangue agli occhi è un grave difetto (1’ st <strong>Zalewski</strong> 6: fare peggio del sostituito non sarebbe stato possibile, ma anche arruffarsi in soluzioni personali non depone a suo favore. Benino in palleggio, anche se era una sfida in cui andare al sodo).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: metà di sacrificio per chiudere il corridoio agli altri più che aprirlo ai compagni, metà di proposizione imperfetta. Ma come fa un attaccante a non tirare mai?&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Krstovic</strong> 6: imbrocca uno splendido uno a zero per poi soffrire la solitudine del bomber. Se il piano gara o il suo sviluppo naturale e fattuale è il contenimento, a cosa servirà mai un centravanti da profondità che gli altri dalla stessa maglia non gli regalano una volta che sia una?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>All.</strong> <strong>Palladino</strong> 6,5: non ha tutta questa ampia gamma di soluzioni, perché la sua rosa è stanca, provata da un&#8217;annata lunghissima con qualche delusione di troppo, all&#8217;inizio e adesso pure verso il gong. Sostituzioni non risolutive, ma anche lì non può farci molto. La squadra a gennaio ha perso Lookman e guadagnato Raspadori, che non sta incidendo di più. CDK andrebbe strigliato, ma il mugnanese è un signore e non è Gasperini.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></span></p>
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		<title>Le pagelle con la Juventus &#8211; Patatrac Carnesecchi, ma luce quasi spenta nella ripresa</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 21:32:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta la responsabilità grava sulle spalle di Marco Carnesecchi, di norma il miglior portiere italiano e stasera protagonista in negativo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/a4fdddd1-62fb-49d2-9300-fff95be9fe37.jpeg"><p>Stavolta la responsabilità grava sulle spalle di <strong>Marco Carnesecchi</strong>, di norma il miglior portiere italiano e stasera protagonista in negativo del flipper che estromette quasi del tutto l&#8217;Atalanta dalla corsa al quarto posto e quindi all&#8217;ennesima qualificazione alla <strong>Champions League</strong>. Ma nemmeno Berat Djimsiti e <strong>Giorgio Scalvini</strong> sono del tutto esenti da colpe. E nella ripresa qualcuno di troppo è sembrato un po&#8217; estraniarsi dalla lotta.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5: colpa sua e fine della predica. Fa una bella uscita su Boga nel finale di primo tempo per poi spalancargli la strada verso l&#8217;ultimo posticino in quota Champions. </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: nell&#8217;episodio decisivo non rinvia perdendo l&#8217;equilibrio. Non è che un quasi gol come il palo del primo tempo possa fargli decollare il voto, anche se è uno dei pochi a crederci.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 5,5: a vuoto anche lui, di testa, sul fattaccio. Poi sfiora il pari, ma la manona nemica gl&#8217;impedisce il riscatto.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: farsi maltrattare da Holm non è da lui, ma non è che sul gol pesino chissà quali responsabilità in proprio (27’ st <strong>Ahanor</strong> 5,5: un suo rinvio tremebondo poteva costare lo 0-2). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6,5: non spazza sull&#8217;azione che precede il ko, ma spinge come un dannato senza poter mai godere di riposo (41’ st <strong>Bellanova</strong> sv).<br />
<strong>De Roon</strong> 6: senza infamia né lode, potrebbe alzare il livello dello scontro e invece per una volta è scolastico, da compiti a casa (27’ st <strong>Pasalic</strong> 6: se la cavicchia in un confronto che in mezzo non si gioca quasi mai)-<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: moto perpetuo, anche se il calo della ripresa ghermisce anche testa e gambe del brasiliano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: non tampona sul prodromo del gol by Conceicao, ma intendiamoci, era il portiere a non dover fare quello che ha fatto. Cala dopo un bel primo tempo.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6: quando la temperatura della contesa sale, lui s&#8217;eclissa un po&#8217;. Troppo a sprazzi, parte troppo da lontano per decidere.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: ne sbaglia una grossa subito, per poi pigiare il bottone in chiamata dell&#8217;ascensore di Scalvini. Tutto fermo al palo, ma iniziare con un non attaccante alla fine s&#8217;è pagato (10’ st <strong>Raspadori</strong> 6,5: almeno ci prova, quasi sempre in solitario, perché non c&#8217;è quasi nessuno che si butti dentro. A momenti otteneva un rigore, anche se Gatti tira indietro l&#8217;arto &#8211; abbastanza &#8211; in tempo). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: come al solito conclude non appena annusa aria di gloria, ma dopo non averla messa si smonta (27’ st <strong>Scamacca</strong> 5,5: entra in area solo per colpire di testa, senza mira. Non gli riesce la giocata o comunque non la trova. Aver saltato Verona e Lecce gli ha depositato ruggine addosso).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6: inizia con Krstovic un po&#8217; ramingo davanti, perché De Ketelaere si sforza di cucire e sta lontano dall&#8217;area la maggior parte del tempo, ma soprattutto Zalewski a vantaggio mancato si mette a giocare come uno che l&#8217;attacco non sa dove sia. Se nel primo tempo si ferma al palo giocando molto meglio della Juventus, nel secondo ai suoi basta un nonnulla per andare sotto senza essere pericolosi se non da palla inattiva. Non trova i correttivi giusti, quindi perde con una big tutt&#8217;altro che trascendentale. Ora deve puntare sulla Coppa Italia, il quarto posto è una chimera. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>AlbinoLeffe, spogliatoi e pagelle &#8211; Lopez: &#8220;Vediamo quello che ci riesce&#8230;&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 18:53:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
		<category><![CDATA[AlbinoLeffe]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Boloca]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Lopez]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Da salvezza matematica ai playoff, non c&#8217;è neanche il bisogno di distendere il passo. Dopo la mezza delusione di Lumezzane, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/ALBPER-59.jpg"><p>Da salvezza matematica ai playoff, non c&#8217;è neanche il bisogno di distendere il passo. Dopo la mezza delusione di Lumezzane, <strong>l&#8217;AlbinoLeffe</strong> centra i tre punti con altrettanti gol alla <strong>Pergolettese</strong> il Lunedì dell&#8217;Angelo. <em>&#8220;C&#8217;è la consapevolezza di un percorso in crescita esponenziale in questa seconda metà del campionato. Ci godiamo una vittoria molto meritata. Adesso vediamo quella che ci riesce&#8221;</em>, la premessa di <strong>Giovanni Lopez</strong> per provare a vedere nella sfera di cristallo fra Ospitaletto, la Triestina in casa e l&#8217;ultima di regular season a Sesto San Giovanni dall&#8217;Alcione voglioso di riposizionarsi al meglio nella griglia.</p>
<p><em>&#8220;Al direttore sportivo <strong>Obbedio</strong> ho ricordato, nell&#8217;esultanza finale, le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare e superare lungo tutta una stagione piena di problemi e di ostacoli. L&#8217;immagine più rappresentativa? <strong>Boloca</strong> è un anno che non gioca, ha preso palla e ha fatto coast to coast sul tre a zero. Un giocatore importante, come altri che spesso sono mancati, vedi Baroni. Chiediamo alle concorrenti, anzi a qualsiasi squadra, di fare a meno di sette titolari per volte e poi vediamo dove vanno&#8221;</em>, continua il tecnico romano.</p>
<p>C&#8217;è da parlare di molti singoli, a cominciare dal quasi diciassettenne: <em>&#8220;In realtà siamo migliorati tutti, nella fase offensiva come in quella difensiva, imparando a giocare più corti, compatti e aggressivi. Di squadra, insomma. <strong>Simonelli</strong> è un po&#8217; che si allena con noi e fisicamente è migliorato. I giovani devono stare con la prima squadra e poi gli si dà la possibilità di giocare. I ritmi però sono diversi e bisogna adattarcisi, alla fine Thomas era morto. Mi ha colpito da subito e finora è andato bene: 9 punti su 3 partite in casa in cui ha giocato&#8221;</em>.</p>
<p>Con <strong>Boloca</strong> s&#8217;è rivisto <strong>Ambrosini</strong>: <em>&#8220;Adesso i rientri sono fondamentali. Coi cambi all&#8217;ora di gioco il Vicenza ci ha vinto il campionato, una possibilità che noi purtroppo non abbiamo. Abbiamo fatto di necessità virtù. C&#8217;è <strong>Ferrarini</strong> che è un quinto e dalla finestra invernale è alla prima panchina</em> &#8211; ragiona <strong>Lopez</strong> -. <em>La difesa è cresciuta, <strong>Sciacca</strong> ci ha dato più solidità da gennaio, subiamo meno gol ma è l&#8217;insieme della squadra, più corta e aggressiva, a fare la differenza. I nostri difensori sanno anche segnare ed è una buona cosa. A proposito, a centrocampo abbiamo due record individuali raggiunti: Lombardi con cinque ha superato il suo personale insieme a Parlati con sette. Se non hai attaccanti di struttura che ti facciano salire, allora devi fare diversamente&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;Il saper soffrire è sempre stata cosa nostra. Magari ci è mancata un po&#8217; la forza mentale con una squadra quasi totalmente nuova e tanti infortuni. La mentalità, comunque, ora è diversa. Sono anche cresciuti i portieri: ne ho fatti giocare sette ruotandone tre possibilità titolari dando loro possibilità di sbagliare, adesso questi tre possono fare la partita senza errori</em> &#8211; la chiosa -. <em>Oggi ho visto un&#8217;ottima gara facendo gol, potevamo farne altrettanti come subirne. Ci godiamo il momento. Ho perso Agostinelli per squalifica. Astrologo ha problemi alla spalla per un contrasto, ma con quelli che siamo andiamo. <strong>Giannini</strong> è un elemento d&#8217;estrema qualità, e tre gol, per di più di fila, non li aveva mai fatti. Io vedo le qualità dei giocatori che loro non vedono. E&#8217; forte anche di testa, qualitativo nei passaggi, ma non lo sapeva. I giovani hanno mille turbe, sta a me fargliele passare. E tengo a fare gli applausi a tutti: abbiamo due punti in più con tre partite da giocare rispetto alla squadra di due anni fa quando c&#8217;erano Borghini, Doumbia e Zoma. Borghini l&#8217;abbiamo lanciato e oggi ha vinto il campionato a Benevento&#8230;&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Era fondamentale portare a casa il risultato per i playoff e sono contento del rientro dopo tanti mesi di stop. Potevo anche segnare ma ho preferito giocare la palla e il gol l&#8217;ha fatto Lombardi.<br />
Star lì a guardare giocare gli altri fa un po&#8217; rosicare fuori dal campo. Sono soddisfatto di essere tornato a dare una mano al gruppo.<br />
Il mister prima della gara ci ha chiesto di approcciare bene, era fondamentale. Io devo ancora riprendere la forma fisica per tenere i novanta minuti. Ho dato il massimo come tutti per centrare i tre punti.<br />
Mi allenerò al massimo mettendomi a disposizione, sarà Lopez a decidere se farmi tornare titolare o meno&#8221; (<strong>Gabriele Boloca</strong>).</p></blockquote>
<p><strong>Le pagelle con la Pergolettese</strong></p>
<p><strong>Baldi</strong> sv: nemmeno una parata, solo un&#8217;uscita bassa necessaria in 104 minuti.</p>
<p><strong>Sciacca</strong> 6,5: d&#8217;anticipo e rilancio, meno nei recuperi. Però, un difensore coi baffi, anche se ha la barbetta intera.<br />
<strong>Potop</strong> 7: il primo regista per come la stoppa e la recupera.<br />
<strong>Sottini</strong> 6: qualche sbavatura sulle seconde palle e un po&#8217; in ambasce nella ripresa. </p>
<p><strong>Barba</strong> 7: offre rimorchi e fa un mix tra diagonali e recuperi da urlo (44’ st <strong>Gabriele Boloca</strong> 7: una sgroppata che segna il punto di svolta, non solo personale).<br />
<strong>Agostinelli</strong> 6: giallo e squalifica, manca il vantaggio precoce e un disimpegno (16’ st <strong>Ambrosini</strong> 6,5: bentornato anche a lui).<br />
<strong>Mandelli</strong> 7: lucida regia da metronomo su due gambe&#8230; e due legni!<br />
<strong>Parlati</strong> 7,5: ingrana la settima, mai agguantata prima d&#8217;ora, al culmine di una partita di lotta e di governo lanciandosi in profondità nella prateria da lui stesso spalancata.<br />
<strong>Giannini</strong> 7: e dire che col naso integro di Ambrosini forse non avrebbe mai fatto il titolare in questo finalino del girone di ritorno.</p>
<p><strong>Simonelli</strong> 7: fa e non disfa, o personalmente o soprattutto a beneficio dei compagni, finché la benzina è in serbatoio. Il sessanta per cento dell&#8217;uno a zero è merito suo (16’ st <strong>Lombardi</strong> 7: raggiunge la cinquina in casella marcatori, mica male, al secondo tentativo).<br />
<strong>Sali</strong> 7: grande assist a mo&#8217; di postino, poi ne sbaglia uno ma azzecca l&#8217;imbucata della quasi sicurezza. Un po&#8217; a sprazzi, ma mica può far sempre pentole e coperchi (48’ st <strong>Sorrentino</strong> 6,5). </p>
<p><strong>All. Lopez</strong> 7: non perde mai il boccino della gestione, qualcosa di complicato ancor di più del piano tecnico-tattico perché a onta del paio di ritorno gliene mancano comunque tanti. Da Baroni a De Paoli passando per Gusu, Astrologo, Lupinetti e Ciko.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em><br />
<strong>Foto Tommaso Berardi/U.C. AlbinoLeffe</strong><br />
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		<title>Le pagelle di Lecce &#8211; Ederson a tuttocampo, ok CDK-Scalvini-Krstovic</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 16:22:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
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					<description><![CDATA[José Ederson Lourenco dos Santos è il migliore dell&#8217;Atalanta a Lecce. Magistrali i recuperi con ribaltamento di fronte, ivi compreso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/7c9419f4-67e9-42ac-a078-5399988bfbaa.jpeg"><p>José <strong>Ederson</strong> Lourenco dos Santos è il migliore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Lecce</strong>. Magistrali i recuperi con ribaltamento di fronte, ivi compreso il tre contro tre condotto per raddoppiare nella ripresa. Menzione d&#8217;onore per l&#8217;apripista <strong>Giorgio Scalvini</strong>, per il raddoppiatore Nikola <strong>Krstovic</strong> che sportella con chiunque e per il raffinato regista offensivo <strong>Charles De Ketelaere</strong> che consente di aprire lo score.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> sv: Gandelman lo salverebbe dalla Pasquetta da disoccupato, se non fosse in fuorigioco.  </p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7,5: autorevole dietro e autoritario per sbloccarla, ha inciso sulla corteccia la tacca decisiva per prendersi la sua brava leadership sul campo e sullo spogliatoio. Pensa un po&#8217;, l&#8217;aveva aperta anche a campi invertiti.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: spende il giallo su Cheddira senza accorgersene, anche perché forse nemmeno lo sfiora se non col pensiero, ma per il resto lo tiene abbastanza alla larga (25’ st <strong>Kossounou</strong> 6,5: per una volta, entra e non si deconcentra).<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: solido come una quercia, sulla scia del mezzo servizio in Nazionale per mangiarsi comunque i playoff a danno dell&#8217;Italia cala nella seconda metà quando evita di sganciarsi. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: il trentaquattrenne e forse forse il pendolino più forte che ci sia. Applicazione costante, salvo imprecisioni allo start, e vice assistman per l&#8217;uno a zero (25’ st <strong>Bellanova</strong> 6: due fasi senza far spellare le mani dagli applausi).<br />
<strong>De Roon</strong> 7: le seconde palle continuano a essere il suo regno esclusivo e assoluto (18’ st <strong>Pasalic</strong> 7: riceve lo scettro e scarica per il tris di Jack).<br />
<strong>Ederson</strong> 8: padrone della scena da subito, tra rinculi difensivi, recuperi, ribaltamenti, conduzione e qualche volta inserimenti non deve farsela spiegare da anima viva. Il gol l&#8217;avrebbe meritato e c&#8217;era sicuramente un rigore a favore, ma vabbè, pazienza.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: al solito impegno per assecondare sovrapposizioni e tagli, pur non trovando il traversone al bacio, aggiunge le diagonali difensive di stampo belliniano.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7,5: vede la porta una sola volta, quando Falcone riesce a chiudergli l&#8217;angolo, ma insieme al gioco la spalanca letteralmente ai compagni. Con un Ederson cinque centimetri più indietro avrebbe fatto triplo assist. Sontuoso quando carica la palla e la difesa altrui a testa bassa.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6,5: abnegazione in copertura e lavoro infame, ma mai sottotraccia. Non è più la sottopunta vera che era fino alla trasformazione mourinhiana in esterno, eppure se la cavicchia (18’ st <strong>Raspadori</strong> 7: veni, vidi, vici. Lotta, suggerisce, ispira, la sgancia pesantissima, imbecca Krstovic). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7,5: abbisogna di un bel po&#8217; di tempo e materiale utile per trasformarlo in oro, ma come sgomita, fa reparto e si fa trovare, nessuno (35’ st <strong>K. Sulemana</strong> sv). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7,5: interpretazione della gara perfetta, idem il riempimento delle caselle. Ora Juve e Roma, dopo aver dosato sapientemente il minutaggio dei punti fermi. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Verona &#8211; Zappacosta, il pendolino che non si ferma mai</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Hellas Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[La palma del migliore va al match winner, Davide Zappacosta. Perché di fronte all&#8217;Hellas Verona dei giovani, magari non di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/0945c6e3-9781-4799-b7f5-37351fc99865.jpeg"><p>La palma del migliore va al match winner, <strong>Davide Zappacosta</strong>. Perché di fronte all&#8217;<strong>Hellas Verona</strong> dei giovani, magari non di primissimo pelo, pur giunto alla fine sulle ginocchia come tutta l&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha rappresentato al meglio lo spirito e il senso della squadra bergamasca: il moto perpetuo del lavoro. L&#8217;11 giugno il sorano ne farà 34, eppure dà ancora la paga a tutti bagnando il naso alla concorrenza interna che a oggi, a dire il vero, non esiste neppure.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: su Belghali-Bowie e Orban, inutile girarci intorno, la pezza salvifica la cuce ancora lui sui troppi sbreghi di un secondo tempo a fiato cortissimo.  <strong></p>
<p>Scalvini</strong> 6,5: autorevole senza essere autoritario, gioca con la scioltezza di un veterano, pur pagando anche lui lo scotto delle fatiche improbe di un periodo impestato di impegni.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: da braccetto fatica un po&#8217; di più, anche perché le forze fresche della prima linea gialloblù, associate a un Belghali trasformato dalla virata a sinistra, puntano e puntano e puntano&#8230;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5 (31’ st <strong>Hien</strong> 6: entra da ex vagamente incerto e spaurito, salvo opporre opportunamente il gambone all&#8217;argerino sull&#8217;ultima palla buona). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: su e giù per la fascia destra, ma il voto è la media tra l&#8217;8 fino all&#8217;intervallo, quando la fa da castigamatti, e la sufficienza pura e semplice della seconda metà. Ce ne fossero, comunque.<br />
<strong>De Roon</strong> 6: standing ovation prima della standing ovation sotto la sola Curva Nord, ma non è che abbia particolarmente brillato. La fatica esiste per tutti, il 29 saranno 35 candeline e per soffiarci sopra bisogna riprendere parecchio fiato (43’ st <strong>Samardzic</strong> sv).<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: minutaggio nelle gambe di uno che nel primo tempo qualcosina in porta avrebbe anche potuto metterla. Due fasi benino, diciamo (18’ st <strong>Pasalic</strong> 6: sta tutto rintanato o quasi, si allarga per tamponare le falle in corsia bassa, non si propone né propone. Vabbè).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: Oyegoke entra e lo costringe subito sulla difensiva. Non è che gli si possano chiedere continuamente gli straordinari. Bellanova o, meglio, Bakker, laterale sinistro sul piede forte come usa dire il mister, sono proprio così in basso nelle gerarchie e nelle garanzie di rendimento?</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6,5: ricade nel vecchio difetto di non cercare l&#8217;area da uomo di raccordo e sostanziale regista offensivo, però l&#8217;azione del gol è a innesco made in Fiandre. Serve continuità, non può ridursi a fare lo stopper sulla trequarti difensiva quando il nemico stringe d&#8217;assedio (31’ st <strong>Musah</strong> 6: senza infamia né lode).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: utile nel primo tempo a riempire l&#8217;area senza quasi vederla, è stracco anche lui e si nota (18’ st <strong>Raspadori</strong> 5,5: in una fase di contenimento prolungata non serve a granché). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: torna nella versione non-la-metterei-nel-lago-d&#8217;Iseo-manco-a-pagarmi-oro, ma è coessenziale al vantaggio che poi resta l&#8217;unico gol. Da tre punti. Sbaglia più di piede che di testa, lì è bravino Montipò per quanto si potesse indirizzarla meglio.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6: scelte conservative dopo la Champions, quando magari sarebbero serviti un Ahanor e un Kamaldeen in più. Ma del Verona, parola sua, non si fidava affatto. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle dell&#8217;eliminazione dalla Champions &#8211; Serata (molto) meno brutta di quanto non dica il risultato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 00:03:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Bayern Monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo l&#8217;uomo in panchina, per il quale abitualmente i dopogara corrispondono a una teoria di ringraziamenti al mondo Atalanta e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/41fbb6dc-f143-49e3-a7c3-f6b16245d7e6.jpeg"><p>Secondo l&#8217;uomo in panchina, per il quale abitualmente i dopogara corrispondono a una teoria di ringraziamenti al mondo <strong>Atalanta</strong> e dintorni, dalla dirigenza ai tifosi passando da staff e giocatori, scolpire nel marmo di un 4-1 indiscutibile i giudizi sui singoli è una mission impossible almeno quanto aver pensato di poterla ribaltare. Ma l&#8217;ottavo di ritorno in casa del <strong>Bayern Monaco</strong> è stata comunque la bella copia del brogliaccio da calcio inutilmente e incautamente sfacciato del palcoscenico di casa. E se qualcuno le ha beccate, altri sono stati spine nel fianco.</p>
<p><strong>Sportiello</strong> 6: incolpevole e pure preso di mira in un primo tempo che poteva finire con chissà quanto gol. Pur senza miracoli, è sempre attento.</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: a essere generosi. Avesse preso Luis Diaz, qualche volta&#8230;<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: perde il duello con Kane, che si diverte a gabbarlo per imbracciare la doppietta in avvio di ripresa e poi dare il la al tris, e tanto basta all&#8217;assegnazione dell&#8217;insufficienza. Perché il ragazzo del &#8217;99 è uno stopperone da duelli, altro non fa.<br />
<strong>Scalvini</strong> 6,5: torna a sinistra per il riposo del guerriero concesso a Kolasinac, senza affatto sfigurare soprattutto a sostegno. Non è che Karl con lui davanti inquadri così niditamente la porta. E sul 3-0 l&#8217;assist è del tagliante che fa fesso un altro nome del terzetto (38’ st <strong>Ahanor</strong> sv: la prima partita da neo cittadino italiano. Tra non molto ci sarà anche l&#8217;azzurro).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 7: privilegia la seconda fase del gioco, da ordine di priorità del piano gara. Si vede lontano un miglio che ha la voglia matta di dimostrare, in primis a se stesso, d&#8217;esser tornato il miglior assistman italiano. Ora, però, urgono continuità e cifre.<br />
<strong>Pasalic</strong> 6,5: timing d&#8217;inserimento oltre la media, adattabilità tattica idem, generosità pure. Gliene capitano due in gioco aereo e la seconda diventa l&#8217;assist per il gol della bandiera, a otto giorni dall&#8217;averlo segnato personalmente a Bergamo.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: uno spettacolo quando difende a blocco basso sulla sottopunta, Guerrero, nondimeno tra i migliori, per ribaltare il fronte (12’ <strong>st De Roon</strong> 6: spunti da fermo a uso dei compagni, un po&#8217; di caciara in mediana).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: la tenta anche di suo, dopo aver perso un brutto pallone nel primo tempo. Sulle fasce la Dea ha volato.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6 (12’ st <strong>Samardzic</strong> 6,5: quarto gol fuori confine per una riserva fino alla fine, a ruota di Bruges, Marsiglia e Borussia, due su tre da match winner. Da titolare non combina così tanto, preferisce il fuori copione).<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 5,5: Urbig gli sbarra il passo, lui dà costantemente la sensazione d&#8217;un&#8217;incompiuta. Versione stoccafisso allorché Kane decide che è il momento di imbracciare la doppietta (26’ st <strong>Raspadori</strong> 5,5: riassaggia l&#8217;ebbrezza di un rientro in realtà senza sapore né odore, perché di pallone dal suo ingresso sembra masticarne ben poco). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5,5: una mezza rovesciata in croce su palla del fiammingo. Troppo poco. E mastini di casa troppo ringhiosi (26’ st <strong>Krstovic</strong> 6). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: sempre a uomo nella zona, inteso come fase di non possesso, sceglie l&#8217;abbinata blocco basso &#038; 3-4-2-1 soffittando il 4-2-4 da pressing altissimo dell&#8217;andata. E ribadisce che i moduli non c&#8217;entrano. Non gli resta che rimontare posizioni UEFA in campionato. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Pagelle a San Siro &#8211; Ederson torna e riaccende la luce, Krstovic molto meglio di Scamacca</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Ederson]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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					<description><![CDATA[Le valutazioni individuali, di fronte a una reazione di rabbia, orgoglio e anche tecnica, dovrebbero lasciare il tempo che trovano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e3121709-6bb8-474c-87b7-f1b15c644c93.jpeg"><p>Le valutazioni individuali, di fronte a una reazione di rabbia, orgoglio e anche tecnica, dovrebbero lasciare il tempo che trovano. Ma nel pari e patta dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa dell&#8217;<strong>Inter</strong> capolista, benché impantani al settimo posto a ruota del solo punto nelle ultime due partite tra Sassuolo e Udinese, chi è entrato spesso ha fatto la differenza. Bene il ritorno di Ederson e De Ketelaere: il primo migliore in campo.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: la media tra la papera per andare sotto e la prodezza abituale per evitare il secondo gol contro.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: su Esposito poteva accorciare, però apre le transizioni che altri non sfruttano, lotta, sale a sostegno. Nella ripresa rischia tutto su Frattesi.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 7: la diga dietro il blocco basso, senza macchia né paura. Anche quando si sposta sul lato.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: carica sospetta da Dumfries, ma il check del Var dà e toglie. Dà l&#8217;idea, in ogni caso, di essere sulle ginocchia (20’ st <strong>Hien</strong> 7: Thuram, se la vede, lo fa solo per caso). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: classe 1992 e sul lato dà la paga a generazioni di pendolini. Figurarsi se l&#8217;azione del pari non parte dai suoi piedi. Magari fatica ad andare sempre su e giù, ma è il miglior laterale puro in Italia, il più bravo, il più continuo.<br />
<strong>De Roon</strong> 5,5: il frame della sua partita è l&#8217;autostrada aperta a Sucic. Non ne è scaturito alcunché? Non c&#8217;entra: il fatto è che da capitano arranca nel presidiare il territorio (31’ st <strong>De Ketelaere</strong> 6,5: prolunga con la magia la traiettoria per Sulemana nella manovrina da 1-1. Bentornato, stare senza per otto partite forse ha compromesso la rincorsa in campionato demolendo fisicamente i sostituti).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: doveva e poteva spezzare la trama, quando la capolista ha provato a mettere subito la freccia. Perde pure palla sulla chance di Thuram al rientro dal tunnel, ma poi getta il cuore oltre l&#8217;ostacolo, avanzando per poi arretrare tra un lotto di cambi e l&#8217;altro.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: l&#8217;uno contro uno con Dumfries non può premiarlo sempre e difatti non lo fa quasi mai, eppure la stava segnando</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5,5: non convince quasi mai da titolare. L&#8217;immagine della sua ennesima prova negativa da intoccabile è il contropiede a due con Zappacosta nella prima metà: lo apre di tacco e lo chiude con un cross destro privo di qualunque significato (7’ st <strong>Ederson</strong> 7,5: domina il reparto e la partita senza troppi fronzoli. Questo nonostante Bisseck all&#8217;inizio gli abbia dato il benvenuto facendogli assaggiare l&#8217;erba in uno dei tanti spintoni che l&#8217;arbitro Manganiello non ha mai pensato lontanamente di fischiare).<br />
<strong>Zalewski</strong> 5,5: stracco morto, come diceva al Perozzi il sor Antonio, il fornaio cornificato. Allora perché non fargli assaggiare un po&#8217; di panca? Non lega i reparti e non è che Zielinski con lui a marcarlo sia granché limitato neo movimenti (19’ st <strong>K. Sulemana</strong> 7: furbata totale, era fallo perché sbilancia Dumfries &#8211; il contatto di gambe, se c&#8217;è, è involontario e non provocato da lui &#8211; con quella manina. Però non sta a lui fischiarseli da solo. La voglia e l&#8217;apporto al punto sono da applausi). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5,5: ci prova due volte allo start, poi tende a scomparire un po&#8217;. Perché? (6’ st <strong>Krstovic</strong> 7,5: di questi tempi non succede che cicchi due mancini di fila. Uno se lo mangia, più che masticarlo. Con l&#8217;altro fa fuori il piatto di portata, ma a bocce ferme dice che è un peccato non aver potuto sbranare anche il secondo. Mentalità e presenza ai massimi livelli). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: stavolta, senza rinunciare al tema tattico, si limita, eufemismo, ad alzare il baricentro coi cambi e a tavolino. Dice di non rimpiangere nemmeno il 4-2-4 col Bayern nonostante l&#8217;imbarcata. Del resto gli mancavano tre big e domenica aggiunge Raspadori. Forse con l&#8217;organico al completo non ci sarebbe bisogno di essere coraggiosi.<br />
<strong>Esseffe</strong></p>
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		<title>Le pagelle col Bayern &#8211; Insufficienze a pioggia, si salvano in pochissimi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 22:29:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bayern]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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					<description><![CDATA[Inutile affondare il coltello nella piaga, ma l&#8217;Atalanta non ha funzionato né col 4-4-2 iperoffensivo ammirato nella rimonta all&#8217;Udinese di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/c488392e-02c0-4e34-986b-86e000b305e7.jpeg"><p>Inutile affondare il coltello nella piaga, ma l&#8217;<strong>Atalanta</strong> non ha funzionato né col <strong>4-4-2</strong> iperoffensivo ammirato nella rimonta all&#8217;<strong>Udinese</strong> di sabato scorso ferma al punticino né nella contro-virata al modulo prediletto. Col <strong>Bayern Monaco</strong>, nell&#8217;andata degli ottavi di finale di <strong>Champions League</strong>, c&#8217;è stata partita forse per otto minuti su novantaquattro lordi. E <strong>Mario Pasalic</strong> si salva dalle insufficienze a pioggia solo per averci creduto fino in fondo, regalando una gioia effimera alla Curva Nord Pisani.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: a momenti manco le vede partire, ma sul raddoppio di Olise lascia la sensazione di poter fare di più. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: uno dei pochissimi a ribaltare il fronte e a lavorare in catena, cosa non riuscita a sinistra (22’ st <strong>Bellanova</strong> 6: due discese e alla seconda si salva almeno l&#8217;onore), <strong>Hien</strong> 5: siamo alle solite, perché abituato com&#8217;è a seguire il centravanti nemico fino alla ritirata finisce per farsene sballottare qua e là a spasso per il campo. Non può funzionare a questi livelli.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5: ne azzecca pochine, con tutto il rispetto (10’ st <strong>Ahanor</strong> 5,5: gettato in pasto agli squali, del tipo che annuserebbero il sangue anche quando non c&#8217;è, ma è così che ci si forma il carattere).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 5: fa troppo bene il quinto a piede forte a sinistra per poter riuscire sempre da quarto. Basta un&#8217;ala che sia un attaccante da impostazione, gol e assist e cala immediatamente la tenebra.<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 5,5: le tenta di ogni nella prima metà per gabbare Leimer, ma o si limita a farlo ammonire oppure viene chiuso prima di guadagnare l&#8217;area oppure il fondo. (28’ st <strong>Samardzic</strong> 5,5: l&#8217;unico atalantino fischiato dal nocciolo duro dei tifosi. Una fuga da 1-6 precoce buttata alle ortiche, un sinistro sul muro).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: vede sfrecciargli davanti i pari reparto, in particolare ovviamente il dirimpoettaio Pavlovic, senza beccarlo mai.<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: solo per aver salvato l&#8217;onore, vedi premessa e pagelle precedenti. L&#8217;oroglio è salvo, contro Kimmich la guerra è stato un cumulo di blitz da si salvi chi può. E davanti spazi chiusi.<br />
<strong>Zalewski</strong> 5: non protegge la catena, che avendo due anelli non può permettersene di deboli. Palle perse dietro, palle buttate davanti (10’ st <strong>Musah</strong> 5,5: squalificato perché reclamava una rimessa in gioco celere da Kimmich a Champions già salutata). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: stavolta la testa la fa rischiare all&#8217;avversario nel finalino, il portiere Urbig. Ci crede sempre, arruffando conclusioni e spunti.<br />
<strong>Scamacca</strong> 5: se in assenza di De Ketelaere e Raspadori fa mancare anche la sua tecnica limpidissima, mancando la porta nell&#8217;unica chance, allora sono dolori (1’ st <strong>Djimsiti</strong> 5,5: una svettata alta, di quello che &#8211; non &#8211; combina in tamponamento meglio non parlare). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: la rischia e la sbaglia. Sa benissimo che il Bayern non è l&#8217;Udinese, ma evidentemente non se l&#8217;è sentita di rischiare l&#8217;uno contro uno. La ripresa dimostra che non ce ne sarebbe stato comunque. Pazienza, senza due attaccanti fondamentali il Borussia Dortmund s&#8217;è rivelato battibile e il Bayern no. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle con l&#8217;Udinese &#8211; In difesa si balla. Okappa i cambi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:27:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Udinese]]></category>
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					<description><![CDATA[Male il castello difensivo e le preventive, bene dalla cintola in su nonostante la poca concretezza globale. Le pagelle dell&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/9c8adede-ef93-45a9-b1ac-f5ea0deca7e1.jpeg"><p>Male il castello difensivo e le preventive, bene dalla cintola in su nonostante la poca concretezza globale. Le <strong>pagelle</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> contro <strong>l&#8217;Udinese</strong> risentono in positivo della capacità di reazione dimostrata dalla rotazione di <strong>Raffaele Palladino</strong>, più ampia di quanto ci si possa immaginare a onta della quadruplice defezione Scalvini-Ederson-De Ketelaere-Raspadori. In negativo, invece, per le amnesie dalla cintola in giù.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: come rivela il mister a bocce ferme, gli expected goals si contano sulle falangi d&#8217;un dito solo e a lui stavolta non tocca metterci alcuna pezza delle sue.</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: se non usa il fisico e il fondo atletico, è dal ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa che non sa come fare. Kristensen lo usa da materasso. Non si può consentire a chicchessia di passare dalla sua zolla come sul raddoppio friulano (12’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: largo nel 4-2-4 sostanziale o presunto di Palladino da rimontone, centra la palla giusta per riaprirla).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: da fermo denuncia qualche battuta a vuoto, come si vede sulla stantuffata-rompighiaccio di Kristensen. Davis, complessivamente, se lo porta a spasso una volta. Che è di troppo.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: guerriero indomabile, sullo 0-2 è l&#8217;unico che si salvi della fase difensiva ipoteticamente intesa. Mancava solo che infilasse la testa da solo nella ghigliottina. Nella metà campo nemica, invece, tanta foga non viene mai ripagata (43’ st <strong>Djimsiti</strong> sv).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5: timido, incerto, indeciso. Un sovrappiù che sta soffrendo un cambio che va per i trentaquattro e gira al doppio (12’ st <strong>Zappacosta</strong> 6,5: altra musica con lui a fare il terzino, pardon il quarto, d&#8217;ala, anche se a spezzare la catena devono pensarci altri).<br />
<strong>Musah</strong> 5,5: merita sicuramente una prova d&#8217;appello dopo averne segnati due di fila al Sassuolo e alla Lazio, ma c&#8217;è il sospetto che abbia bisogno di mordere il freno per rendere (1’ st <strong>De Roon</strong> 6,5: non ne fa giuste tantissime, ma il tocco per Krstovic nell&#8217;azione del pari sul 2 vale mezza partita).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6,5: non è che ci capisca molto neanche lui, che però come col Borussia Dortmund recupera un rinviaccio del portiere per dare il la a qualcosa di buono. Grande palla, poco prima dello 0-2, per Scamacca, fermo al palo.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: discesa libera più che slalom, si trova bene in catena e, anche se alla fin fine non decide alcunché, si conferma uno degli elementi più applicati e pure impermeabili alle variazioni al copione.&nbsp;</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5,5: con la qualità che si ritrova, ogni remo tirato in barca fa veramente incazzare. Non basta pennellare da fermo o pescare Scamacca una volta in croce per garantirsi il minutaggio da intoccabile in assenza di De Ketelaere (12’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: lavora come nessuno, come pochi quando sale la temperatura non la metterebbe nel lago d&#8217;Endine. Però entra nell&#8217;azione del punto e pure in quella che ne avrebbe potuti strappare un altro paio).<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 6: fa un gran rebelotto, con tutto il rispetto, perché mira a parte (e non è poco) si agita come un diavolo in un aspersorio senza troppo costrutto per la squadra e se stesso. Se non altro, tiene indaffarato chiunque gli si pari davanti.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 8: il legno interno prima di subire il raddoppio non lo scoraggia, ma il merito è anche dell&#8217;inserimento del doppio centravanti. Col montenegrino sono rose e fiori. Le spine se le conficca da solo chi dei due ha meno mira. Il profumo di doppietta e di 2-2, invece, il ragazzone ipertatuato di Fidene, grande giocatore in attesa di diventare un centravanti vero alla Harry Kane. Arrivederci alla sfida del 10 marzo.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: ruota bene gli uomini soprattutto alla luce del cambio di strategia, un po&#8217; come il martelletto per rompere il vetro sui mezzi pubblici in caso di mal parata. Temerario perché accetta la sfida quasi da mission impossible per come s&#8217;era messa, razionale e lucido perché una terza via comunque non esisteva. Se non cambi, scivoli, diceva il suo predecessore. Il profeta del novennio prima dell&#8217;interregno di Ivan Juric, s&#8217;intende.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Lopez: &#8220;L&#8217;uno a zero mi pompa&#8221;. Sali: &#8220;Do il meglio perché ho trovato il meglio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 22:43:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
		<category><![CDATA[AlbinoLeffe]]></category>
		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Sali]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Lopez]]></category>
		<category><![CDATA[match winner]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[spogliatoi]]></category>
		<category><![CDATA[Union Brescia]]></category>
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					<description><![CDATA[Una fuga per la vittoria da centrocampo fin dentro l&#8217;area e la seconda del girone A di serie C è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/ALBBRE-25.jpg"><p>Una fuga per la vittoria da centrocampo fin dentro l&#8217;area e la seconda del girone A di serie C è abbattuta. <em>&#8220;L&#8217;uno a zero mi pompa. Non voglio prendere gol e quelle più sofferte sono le più belle. Uno a zero e mi difendo&#8221;</em>.&nbsp; <strong>Giovanni Lopez</strong> esulta per la vittoria di corto muso del suo <strong>AlbinoLeffe</strong> sull&#8217;<strong>Union Brescia</strong> inseguitore (anche se un po&#8217; da lontano) del Vicenza:<em> &#8220;Abbiamo fatto la stessa partita vista sabato scorso con la capolista, poi <strong>Sali</strong>, un ragazzo straordinario, ha fatto una cosa straordinaria. Doveva fare la quinta punta ed è diventata la prima&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;attaccante-match winner raccoglie i complimenti del suo allenatore e rilancia: <em>&#8220;Non cambia le prospettive, ma questa vittoria aiuta molto. L&#8217;obiettivo della salvezza passa dal raggiungimento di una posizione comoda il primo possibile ed è primario</em> &#8211; commenta <strong>Giacomo, l&#8217;11, ex Varesina in D</strong>, alla prima stagione da professionista -. <em>All&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> è scontato dire che mi trovo bene, ci sono i mezzi e le persone per rendere al meglio, dal mister allo staff fino alla società. Ho trovato il meglio per dare il meglio: il mio obiettivo personale viene dopo quello di squadra. Per trovarmi a otto gol a questo punto avrei fatto la firma in estate. Contro <strong>Sorensen</strong> non è stato facile: Lopez mi invita a fare movimenti nello stretto e a non cercare il contatto con l&#8217;uomo, casomai posso prendere spazio e vantaggio nei primi metri&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il tecnico bluceleste esalta lo spirito di sacrificio dei suoi: <em>&#8220;Siamo stati dentro la sofferenza più nel secondo tempo che nel primo. Era quello che dovevamo fare contro una squadra moto forte con cui non potevamo competere sul piano fisico. Dovevamo concederci qualche ripartenza e qualche uscita. Ci trasciniamo problemi dall&#8217;inizio della stagione, a gennaio sono andate via due punte senza che siano state sostituite. Lanci non ne possiamo fare, di testa la prendiamo poco, siamo poco fisici soprattutto davanti. Siamo costretti a fare un gioco di manovra e di contropiede&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">&nbsp;4 punti in più rispetto all&#8217;andata, ovvero gli occhiali di Lecco e il bottino pieno con le ex Rondinelle, 16 a 12, ma a Zanica si vola rasoterra lo stesso: <em>&#8220;Le prospettive cambiano solo quando si raggiungono gli obiettivi primari, quelli minimi</em> &#8211; ribadisce Lopez in chiusura -. <em>Alla fin fine mancano due punti ai playoff, anche l&#8217;anno scorso a salvezza acquista abbiamo cambiato orizzonti. Non ci precludiamo nulla&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><strong>PAGELLE</strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Baldi 6:</strong> pressoché inoperoso.</p>
<p dir="ltr"><strong>Sciacca 6,5:</strong> bene a sostegno uscendo dalla trincea (16&#8242; st <strong>Baroni 6,5:</strong> minuti e applicazione nelle gambe). <strong>Potop 6,5:</strong> vince il duello con un Crespi che gli gira abbastanza alla larga. <strong>Sottini 7:</strong> imperioso dietro, ficcante da palla inattiva.</p>
<p dir="ltr"><strong>Garattoni 6,5:</strong> stringe bene al centro in copertura e da corner crea grattacapi (17&#8242; st <strong>Barba 6:</strong> mette minutaggio, brillantezza lontana). <strong>Astrologo 6,5:</strong> ordine e disciplina con traiettorie insidiose dalla bandierina (45&#8242; st <strong>Agostinelli sv</strong>). <strong>Mandelli 7:</strong> rincula a protezione, se ne guadagna qualcuna e rilancia in modo azzeccato sulla fuga per la vittoria di quel fenomeno davanti. <strong>Parlati 6,5:</strong> meglio nella fase arretrata, anche perché distendersi palla al piede sarebbe stata duretta. Quel raddoppio andava messo. <strong>Ambrosini 6,5:</strong> corse a perdifiato nel primo tempo, remi in barca nel secondo.</p>
<p dir="ltr"><strong>Simonelli 6:</strong> non sempre nel vivo della manovra, ma se non altro si sforza di tenere alte palla e squadra nella partita meno adatta (16&#8242; st <strong>De Paoli 7:</strong> punta? Un frangiflutti che si sacrifica in copertura e ribalta il fronte). <strong>Sali 7:</strong> l&#8217;erede di Momo Zoma fa il Momo Zoma, ovvero gran lavoro, appostamento e la prateria coi tre punti all&#8217;orizzonte facendola appena annusare a tutti per quasi quaranta metri di corsa, un po&#8217; meno palla al piede (39&#8242; st <strong>Sorrentino sv</strong>).</p>
<p dir="ltr"><strong>All. Lopez 7:</strong> di necessità virtù, riesce sempre a schierare un collettivo intelligente anche nell&#8217;istinto di sopravvivenza. Si finisce per concedere qualcosina solo a vantaggio calato nel sacco. Dopo due match si torna a segnare. E si sta facendo meglio dell&#8217;andata.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
<p dir="ltr"><strong>Foto Tommaso Berardi/U.C. AlbinoLeffe</strong></p>
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		<title>Le pagelle col Sassuolo &#8211; Deludono i big, che se ne lasciano scappare troppe</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[sassuolo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta perde in casa del Sassuolo a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/de34c058-92ce-4ebe-bfe5-b2830017cfee.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> perde in casa del <strong>Sassuolo</strong> a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un bel po&#8217; di <strong>insufficienze</strong> in pagella. Distratto anche Sead <strong>Kolasinac</strong> sul primo gol, dove però si fa fregare Mario <strong>Pasalic</strong>, oltre a Marco <strong>Carnesecchi</strong> apparso incerto. Da Davide Zappacosta, visibilmente stanco, la marcia in più nel secondo tempo. Bene <strong>Yunus Musah</strong> nell&#8217;assalto continuo con gol interrotto comunque da due-tre ripartenze di casa di troppo, di cui la prima finalizzata.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: coperto dallo scontro Thorstvedt-Pasalic sull&#8217;angolo della zampata di Koné, ci mette del suo sbilanciandosi da solo. Bene su un precedente colpo di testa della mezzala di casa, ma stavolta niente miracoli.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: sale a sostegno a più non posso facendosi fermare nel finale da guanto e traversa. Che jella. Ma dietro non si poteva fare di più? Laurienté, alla fine, era il suo uomo.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: il cartellino rosso gli porta via quasi subito l&#8217;avversario diretto, ma si trova a dirigere un reparto disattento nelle preventive quanto sulle palle inattive (30’ st <strong>Hien</strong> 6: incolpevole, anche perché entrato lui il Sassuolo poco ci manca se non sviene collettivamente a pelo d&#8217;erba per la faticaccia immonda).<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: avrebbe dovuto seguire Koné perché nel castello difensivo sul corner di Laurienté teoricamente, anzi in pratica, toccava a lui. Un guerriero anche nel proporsi ribaltando il fronte, non lo si può certo mettere in croce se troppi compagni ballano metaforicamente il liscio.</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 6,5: guadagna il fondo, procura e si procura occasioni, vedi quella schiacciata che Muric gli intercetta. La sostituzione alza il livello, ma è azzeccata? (1’ st <strong>Zappacosta</strong> 7: trascinatore se mai ce n&#8217;è uno, ne sforna a ripetizione, non proprio nel deserto ma in mezzo a una fittissima boscaglia neroverde).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: il migliore in campo è Thortsvedt, ovvero il suo uomo. Non nel castello difensivo sullo svantaggio nel primo tempo, ma in campo aperto sì. Come un casellante che non abbassa la sbarra. Non regge due partite di fila a livello di ritmo.<br />
<strong>Pasalic</strong> 5,5: anche se si fa fregare sull&#8217;uno a zero, prima e poi si getta all&#8217;assalto, sempre con altruismo. Ma un mancato assist sulla traversa  e inserimento a go-go non cancellano l&#8217;errore. Se Ederson non c&#8217;è, per lui sono fatiche supplementari. E col Borussia, gol a parte nel poker sporco, aveva spesso quasi tutto.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: non che non riesca a difendere, perché undici contro dieci gli si chiedeva una maggior precisione nella metà campo nemica. Dove sale spesso e volentieri, con qualche difficoltà a trovare la misura (1’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: quinto iperoffensivo, ala o attaccante aggiunto? Largo come sta, ne fa una giusta e un paio sbagliate regalando palla a quelli dalla maglia diversa).<br />
<strong>Samardzic</strong> 5,5: fiducia, alla lunga, mal ripagata, non perché non ci creda ma per il semplice fatto oggettivo che alla squadra non è servito. Né d&#8217;accelerata, né alla conclusione, né d&#8217;ultimo passaggio.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: il boia e l&#8217;impiccato sbagliando il non lecito prima di andare sotto. All&#8217;impegno e alla foga non corrisponde la necessaria pulizia al dunque, anche se lavoricchia benino in catena (22’ st <strong>Musah</strong> 6,5: imbuca quel che altri non erano andati nemmeno vicini dal farlo. Un consiglio per il prossimo turnover?). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5: non essendo mai stato un vero centravanti d&#8217;area, nell&#8217;area affollata non trova l&#8217;attrezzo o se lo vede passare davanti, indietro e di lato. Cilecca? Ma se manco tira&#8230; (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6: la sua qualità più grande e che se c&#8217;è da tirare, lui tira. Muric gliela prende. Pazienza). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: caso Ederson a parte (ma che cos&#8217;ha?), <em>&#8220;in mano all&#8217;area medica&#8221;</em>, stavolta non ne azzecca molte. Anzi, quasi nessuna. I più stremati del mercoledì di coppa c&#8217;erano tutti dal primo minuto. L&#8217;Atalanta di oggi non può permetterselo. <em><strong>Esse</strong></em> </p>
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