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	<title>pala &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>UFFICIALE &#8211; Alessio Pala non è più l&#8217;allenatore del Sant&#8217;Angelo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2022 14:08:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tre sconfitte su quattro partite nel girone D di Serie D sono costate caro all&#8217;allenatore bergamasco Alessio Pala, esonerato dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/04/pala-alessio-rubrica.png"><p>Tre sconfitte su quattro partite nel girone D di Serie D sono costate caro all&#8217;allenatore bergamasco <strong>Alessio Pala</strong>, esonerato dal ruolo di guida tecnica del Sant&#8217;Angelo, formazione neopromossa in categoria. Il comunicato:</p>
<p><em>&#8220;A.S.D. Sant’Angelo 1907 comunica che, in data odierna, si è interrotto il rapporto di collaborazione con mister Alessio Pala e la sua vice Elena Rodolfi. Ad entrambi il club augura le migliori fortune per il futuro ringraziandoli per il lavoro svolto fino ad oggi&#8221;.</em></p>
<p>Contestualmente, il club lodigiano ha interrotto il rapporto di collaborazione anche con il direttore sportivo Jacopo Colombo.</p>
<p><strong>MDC</strong></p>
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		<title>LA RUBRICA DI MISTER PALA (5^ PUNTATA) &#8211; &#8220;Vedere calcio e non solo guardarlo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 13:48:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si chiude con questa puntata la rubrica esclusiva di mister Alessio Pala per Bergamo &#38; Sport. Il tecnico stavolta si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/04/pala-alessio-rubrica.png"><p>Si chiude con questa puntata la rubrica esclusiva di mister <strong>Alessio Pala</strong> per Bergamo &amp; Sport. Il tecnico stavolta si rivolge ai colleghi che si ritrovano ad allenare i ragazzi di 8-9-10 anni. Buona lettura!</p>
<p><em>&#8220;Ecco partendo dal tetto siamo arrivati alla base, là dove nascono i primi gruppi di ragazzi che intendono o provano ad iniziare un percorso calcistico. Si potrebbero inserire anche ragazzini di 6-7 anni, ma devono essere i più portati e con attitudini naturali per lo sport del calcio. Non ho mai allenato ragazzi di questa età, sporadicamente in qualche scuola calcio, l’unica esperienza e’ quella fatta al mio paese quando si mise insieme un gruppo di ragazzi che comprendevano però più annate. L’altra esperienza e’ stata visionando l’operato del maestro Bonifacio al campo militare di Bergamo e ascoltando le esperienze dei suoi collaboratori. Si tratta anche in questa fascia di distinguere la selezione per gruppi di livello professionistico da quella che si attua in ambito dilettantistico. A prescindere dal livello, bisogna avere un occhio (arte) e un istinto particolare, una predisposizione naturale nell&#8217;osservazione e nelle scelte prima ancora del semplice addestramento. Il primo concetto è quindi l’attitudine naturale che può avere il bambino nel rapporto con la palla. E’ madre natura che lo indica, così come una discreta predisposizione fisica, oltre ad un innato interesse. Semplificando, ci si immedesima nell&#8217;essere responsabile a fare nascere un gruppo di bambini nella scuola calcio in una società dilettantistica del nostro territorio in un comune di circa 5000 abitanti. Sono contrario a tutti gli stage estivi (che fanno tante società) perché lo scopo è solo di natura economica e non calcistica, così come il fatto di accogliere tutti quelli che vogliono iscriversi. Tutti i ragazzi hanno il diritto di fare sport e di giocare a calcio, ma da subito ci si accorge chi è portato e chi no. Quelli meno portati lo possono fare all&#8217;oratorio o al Csi. Altrimenti diventa tempo perso per le società e per gli istruttori. Già così, anche se a livello normale, si opera una piccola selezione. Anziché avere a disposizione 25-30 ragazzi e’ meglio partire con 12-13 più predisposti e completare poi i gruppi sia numericamente che qualitativamente. Il gesto tecnico “nasce” quando si ha un contatto con il pallone. Ecco, nell&#8217;addestramento individuale tutto con la palla, in modo anche libero e piano piano insegnare i primi fondamentali, accettando qualsiasi errore (normale) e poi dimostrarlo in modo corretto. I ragazzi imparano per imitazione. Fondamentale qualsiasi tipo di esercitazione, tecnica e di mobilità articolare. Ritengo importantissima la mobilità della caviglia, tappa fondamentale per costruire il gesto tecnico. L’insegnamento delle abilità, le finte, il dribbling, i cambi di senso e direzione, l’utilizzo degli arti superiori, e il contatto palla/testa facendo vincere loro la paura del gesto. Tante partitelle, libere, senza vincoli, anche se l’occupazione degli spazi sarà </em><em>intasata. Di solito il ragazzo più abile avrà sempre o spesso la palla, gli altri cercheranno di contrastarlo, si intravede quindi già il carattere e la personalità. Parlare poco (non ascoltano più di 5 minuti) ma farli sprigionare in modo naturale tutto il loro bagaglio tecnico e agonistico. Per farli divertire spesso si usano dei giochi (lo sparviero, l’attacco al castello, ecc), ci può stare ma non condivido pienamente. Non dico di essere specifici, ma almeno un minimo di terminologia appropriata sì, tanto dopo due anni sentiranno parlare di altro e non di attacco al castello!!! Giocare magari rotolando, con capriole, con funicelle o elastici, cercando anche di coordinare e muovere gli arti superiori in modo corretto. Sarà un caso ma quel gruppo che ebbi al mio paese (io ero ancora giocatore) ha continuato per anni a giocare, tutti arrivarono in prima squadra e alcuni andarono in categorie superiori. Non erano particolarmente dotati, ma avevano una grande motivazione, avevano interesse e soprattutto una gran voglia di imparare. Spesso mi sono fermato ad osservare dei cavalli mentre galoppano, usano gli arti in modo armonioso e sincronizzato, uno spettacolo. In più non ho mai visto (a parte i pony) uno di loro con la caviglia ‘grossa’, o meglio con i tendini e i muscoli che si inseriscono nella stessa troppo pronunciati. Anche questo potrebbe essere un piccolo indice di selezione fisica. Così come già nei bambini si osserva se sono portati allo sport del calcio o per altre attività. Grazie ai social siamo diventati meno pensatori e più copioni, usandoli anche nell&#8217;insegnamento ai piccoli calciatori (scienza) dimenticando l’arte del farsi capire in modo naturale. Ecco allora che si può percorrere la strada inversa, rovesciando l’insegnamento, almeno ogni tanto, quindi fare ragionare e sperimentare i bambini, anche se sbagliano, e da lì correggerli ed educarli allo sport del calcio, che è atipico, fantasioso, imprevedibile, ricco di variabili non sempre preventivate. Quando si propongono esercitazioni troppo codificate i ragazzi se la cavano con un ‘ like’ o con un pollice inverso, mentre se li facciamo ragionare loro si devono togliere dal mare fermo dei ‘si’ dei ‘no’ dei ‘ certo’ e si fanno una tempesta di domande che cercano risposte. Le risposte le devono dare gli istruttori in modo corretto e comprensibile&#8221;.</em></p>
<p><strong><em> In fede, Alessio Pala</em></strong></p>
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		<title>LA RUBRICA DI MISTER PALA (4^ PUNTATA) &#8211; &#8220;Vedere calcio e non solo guardarlo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2020 15:58:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prosegue la rubrica di mister Alessio Pala denominata &#8220;Vedere calcio e non solo guardarlo&#8221;, dove il tecnico si rivolge in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/04/pala-alessio-rubrica.png"><p align="JUSTIFY">Prosegue la rubrica di mister <strong>Alessio Pala</strong> denominata &#8220;Vedere calcio e non solo guardarlo&#8221;, dove il tecnico si rivolge in prima persona ai lettori sfruttando la sua grande esperienza accumulata nel settore, per essere un pò più preparati al momento in cui il calcio tornerà ad essere protagonista in tutte le categorie professionistiche e non. La quarta puntata, la penultima in programma, è focalizzata su un nuovo ramo dei settori giovanili, dai 12 ai 14 anni. Buona lettura!</p>
<p align="JUSTIFY"><em>&#8220;Il gioco del calcio offre, a differenza di tanti altri sport, divertimento immediato, buoni spazi, ampia possibilità di movimento e di gesti, possibilità di stare all&#8217;aria aperta in compagnia. Nel periodo puberale vi è un capovolgimento del fisico/bambino in fisico/adulto e tale crescita è diversa per ciascun ragazzo e per ogni segmento corporeo: il bambino bravissimo a 10 anni può diventare addirittura scarso nella pubertà e di questo bisogna essere consapevoli, senza fare drammi nè creare situazioni critiche. Il ragazzo in questa fase dovrà infatti rivedere e ricostruire da capo, adattandosi il proprio schema corporeo e tutte quelle coordinazioni che in precedenza (9/10/11) sembravano definitivamente stabilizzate. L’istruttore dovrà contribuire alla sicurezza personale del giovane calciatore, dovrà operare con continua e costante mediazione nei rapporti con l&#8217;ambiente esterno, per esempio i genitori. Ecco i genitori, un bel problema, soprattutto per quelli invadenti. Per trasmettere le proprie conoscenze tecniche, l’istruttore dovrà inviare dei messaggi ai giovani. Questi messaggi o insegnamenti, per un momento o per sempre, rimarranno in ‘aria’ in attesa di essere recepiti. La ricezione da parte degli allievi sarà sempre relativa alle motivazioni che gli stessi hanno nei confronti di ciò che si propone loro. Il concetto è io e la palla insieme agli altri, cioè una specializzazione iniziale. Perfezionare il bagaglio tecnico colmando e correggendo le lacune, esercitare la tecnica all’infinito, anche attraverso forme di gare molto varie, perfezionare l’apprendimento tattico in particolari situazioni di difesa e attacco. Per la preparazione fisica, tanta mobilità articolare, velocità, cominciare anche a introdurre alcune sedute di resistenza aerobica. Gli strumenti? Sono tanti, prima di tutto l’attrezzo principale, cioè il pallone. Da lì parte tutto. Poi gli spazi, i compagni, i tempi, le abilità, l’uno contro uno, e via di seguito. Con l’aiuto di un preparatore (se si ha la possibilità) tante corse speciali, come la corsa saltellata, quella laterale destra e sinistra, la corsa all&#8217;indietro, lo skip corto e lungo, la calciata dietro, la calciata saltata e galoppata. La forza generale meglio fatta a carico naturale, per esempio la forza elastica con la funicella e la forza esplosiva tramite esercizi di pliometria. Predisporre situazioni didattiche che permettano al giovane di evolvere e ampliare le proprie esperienze motorie, tecnico tattiche, considerando il calcio come un gioco, e soprattutto facendo sì che anche i giovani lo considerino in tal modo, senza caricarlo di eccessiva importanza. Anche qua va fatta una distinzione tra le selezioni professionistiche e non. In entrambi i casi quelli che devono emergere hanno doti naturali sotto tutti i punti di vista, e la selezione sarà naturale, chiaramente dopo avere fornito loro svariati strumenti. Porto alcuni esempi personali che hanno influito in modo determinante su tutto il mio percorso da giovane calciatore e non, e un’esperienza personale da allenatore particolare. Così penso sia stato per tutti. L’esempio massimo dell’istruttore capace di un settore giovanile è stato per me e per tantissimi il maestro Raffaello Bonifacio, che ebbi la fortuna di incontrare nei primissimi anni nel settore giovanile dell’Atalanta. Aveva ed ha tutto. Capacità, occhio nelle scelte (arte&#8230;), abilità nell’insegnamento, capacità di coinvolgere e stimolare, rispetto, educazione, modi, capacità di comprendere e intuire. Lo faceva sempre in modo corretto e pertinente, con tutti, per sempre riferimento mio e di tanti atri sotto tutti gli aspetti. Semplicemente un modello. Altra persona (e non riguarda il calcio) è stata la dottoressa Rampello, mia insegnante di ragioneria. Severa, pretenziosa, ma preziosa. Non ho mai fatto l’impiegato ma mi ha insegnato la materia in modo radicale (pur senza studiare tanto), ancora oggi ho ben presente tutto. Lei ha creato ragionieri molto più preparati dei dottori in economia e commercio. Così come in tutti i campi del lavoro i primi insegnamenti dei maestri capaci determinano il tutto. Significa che un buon istruttore in questa fascia fa la differenza poi per tutti i giovani calciatori, infatti siamo alla radice, là dove nasce tutto. Altra importante esperienza l&#8217;ho vissuta un paio di anni fa come allenatore particolare. Per due o tre mesi ho sostituito il compianto mister Emiliano Mondonico con i ragazzi in difficoltà della clinica di recupero a Rivolta d’Adda presieduta dal dott. Cerbizza. Bene è stata una grande soddisfazione, oltre all’affetto che nutrivo per loro, che dopo un certo periodo quei ragazzi fossero in grado di effettuare alcuni esercizi in modo corretto, sincronizzato e ragionato. E lo facevano da soli, con grande motivazione, con sfrenato entusiasmo e interesse, bellissimo. Se lo hanno fatto quei ragazzi, come non possono imparare e crescere i giovani calciatori, che hanno tutto per farlo? Quindi niente scuse, nè per gli istruttori nè per i ragazzi. In questa fascia di età (e non solo, per me anche nei grandi) uno strumento importantissimo, ma dimenticato, è l’utilizzo delle cosiddette ‘forche’. Semplicemente dei paletti a forma di iperbole o croce, con un filo a scendere che termina con attaccato un pallone. Con questo si può allenare tutta la tecnica, in modo armonico e differenziato, tutte le posture, i tempi, e in più diventa anche un buon lavoro fisico. Era stato inserito dal sottoscritto nel settore giovanile dell&#8217;AlbinoLeffe e vi garantisco che in poco tempo i ragazzi sono migliorati in modo esponenziale. Considerando che tutti i ragazzi hanno delle potenzialità, il compito dell’istruttore in questo periodo è semplicemente quello di portarli ad esprimere il proprio massimo, a prescindere delle attitudini naturali. Madre natura e alcune circostanze poi faranno il resto&#8221;.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>In fede, Alessio Pala</strong> </em></p>
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