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	<title>palo &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Un mancato offside dopo 4&#8242; e la cinica Juve di Vlahovic gela un&#8217;Atalanta non al meglio: si punta su Dublino</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2024 21:14:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta &#8211; Juventus 0-1 (0-1) ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 6; Djimsiti 5,5, Hien 5,5 (14&#8242; st Scalvini 6,5), De Roon (cap.) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240515-WA0063.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Juventus 0-1 (0-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Djimsiti 5,5, Hien 5,5 (14&#8242; st Scalvini 6,5), De Roon (cap.) 6 (20&#8242; st Toloi 6); Zappacosta 5,5 (14&#8242; st Hateboer 6), Pašalić 6 (14&#8242; st Miranchuk 6), Éderson 7, Ruggeri 6,5; Koopmeiners 5,5, De Ketelaere 5 (1&#8242; st Touré 6); Lookman 7. A disp.: 1 Musso, 31 Rossi; 43 Bonfanti, 20 Bakker, 25 Adopo. All.: Gian Piero Gasperini 6.<br />
<strong>JUVENTUS (3-5-2):</strong> Perin sv; Gatti 6,5, Bremer 7,5, Danilo (cap.) 6,5; Cambiaso 7 (36&#8242; st Weah sv), McKennie 6,5, Nicolussi Caviglia 6 (17&#8242; st Miretti 6), Rabiot 6,5, Iling-Junior 5,5; Vlahovic 7 (36&#8242; st Milik sv), Chiesa 6 (24&#8242; st Yildiz 6,5). A disp.: 1 Szczesny, 23 Pinsoglio; 24 Rugani, 33 Djalò, 12 Alex Sandro, 26 Alcaraz, 11 Kostic, 18 Kean. All.: Massimiliano Allegri 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Maresca di Napoli 5 (Bindoni di Venezia, Tegoni di Milano; IV Mariani di Aprilia. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. Di Paolo di Avezzano).<br />
<strong>RETE:</strong> 4&#8242; pt Vlahovic (J).<br />
<strong>Note:</strong> serata calda, spettatori 66.854 per un incasso 4 milioni e mezzo di euro. Ammoniti Hien e Djimsiti per gioco scorretto, Vlahovic e Toloi per proteste, Bremer per perdita di tempo. Espulso Allegri (all. J.) per proteste al 50&#8242; st. Occasioni da gol 9-6, tiri totali 13-9, parati 0-1, respinti/deviati 8-3, legni 1-1. Var: 4 (goal check-offside, penalty check Hien-Vlahovic, goal check-offside Vlahovic, penalty-offside Djimsiti-Milik). Corner 2-2, recupero 2&#8242; e 6&#8242;.</p>
<p><strong>Roma</strong> &#8211; Hai voglia a dire che non c&#8217;era <strong>Scamacca</strong>, se sei sotto tono. La corsa con l&#8217;uomo aggrappato per il vantaggio sotto la traversa, la spizzata di mezza tempia con lo stesso compagno a servirgliela battendo sul tempo il vecchio Toloi, entrato per forza maggiore, annullata per fuorigioco. La decide comunque <strong>Dusan Vlahovic</strong> e, non tirando in porta, i rimpianti qualche sponda per non esondare nel Tevere ce l&#8217;hanno, a dispetto di una maggiore pericolosità di chi ha perso. Nemmeno stavolta <strong>l&#8217;Atalanta</strong>, di fronte a una <strong>Juventus</strong> cinica ed estremamente solida, riesce a far sua la <strong>Coppa Italia</strong> al terzo assalto gasperiniano e al sesto totale. L&#8217;unico trofeo in bacheca del &#8217;63 rimane senza parenti e <strong>Dublino 2024</strong> equivarrà a un riscatto: con un piede e mezzo in Champions, vincere l&#8217;Europa League col Bayer Leverkusen avrebbe un sapore oltre l&#8217;impresa. Ma come nel 2019 al cospetto della Lazio, più che il 2021 contro lo stesso ostacolo, la squadra non è affatto parsa al meglio, in palla, determinata al punto giusto tranne in <strong>Lookman</strong> che non ha visto lo specchio lo stesso, fermo al <strong>palo</strong> in senso letterale, non è stata sufficiente nemmeno la moviola nettamente a favore, col forte sospetto di un regalone nella ripresa.</p>
<p>Il serbo resiste al ritorno di <strong>Hien</strong>, che gli si aggrappa dopo che <strong>Djimsiti</strong> l&#8217;ha tenuto in gioco senza salire sul filtrante mancino di CambiAso in asse con Bremer e McKennie, mentre Chiesa è relegato nel ruolo di sottopunta che arretra a lavorare palloni. Il rischio di uno-due entro la doppia cifra di lancette è scongiurato soltanto dalla mira di <strong>Gatti</strong>, che se la ritrova troppo addosso sulla fronte lungo lo schema dalla bandierina sinistra di Nicolussi Caviglia spondato dall&#8217;americano.<br />
La squadra di Gasperini, che vira al tridente effettivo con <strong>De Ketelaere</strong> in mezzo agli altri due attacca soprattutto da mancina e la difesa bianconera deve restare sul pezzo per arginare Lookman, partito da terminale unica. Scollinato il decimo, infatti, si rivede la Bergamo del pallone, col <strong>nigeriano</strong> &#8211; poco prima murato da Danilo sllu svarione del fresco uomo assist avversario &#8211; lanciato da Ederson in area ma stretto fra Gatti e il perno brasiliano, che azzecca il 13 chiudendo anche <strong>Pasalic</strong>, inseritosi sul tocco il di lui connazionale Danilo senza dimostrare il rituale tempismo.</p>
<p>Madama molto sorniona e piuttosto ficcante, benché a intermittenza: a due tocchetti dal ventesimo il figlio d&#8217;arte suggerisce a rimorchio corto per <strong>Rabiot</strong> che se la allunga agevolando la presa di Carnesecchi. Nerazzurri comunque dalle ben poche idee e chiusi molto meglio rispetto al solito, perché Allegri non è di quelli che si vergognano ad abbassare il baricentro come una pericolante. Se i pochi varchi aperti non vengono puntati a dovere, poi, addio. Vedi lo stesso &#8216;Mola, che assistito dal jolly croato (scambiatosi anche lui di posizione in mediana) non trova di meglio dei piedi del capitano altrui (26&#8217;), e a una dozzina dalla pausa <strong>CDK</strong> che nonostante il rimpallo favorevole tra RoboKoop e Danilo <strong>calcia alto</strong> appena dentro i 16 metri sul ritorno di Bremer in scivolata. Errore non punito da Cambiaso, vanamente inseguito da De Roon (39&#8242;) per il sinistraccio nella curva dei tifosi atalantini, e lo sciupio continua anche sul versante gasperiniano con SuperMario, in spaccata di controbalzo nata dalla respinta area di Bremer sul cross di Djimsiti invitato da Zappacosta: stavolta in traiettoria c&#8217;è Gatti.</p>
<p><strong>Al rientro dal tunnel</strong> pochi si sorprendono della staffetta dell&#8217;esangue fiammingo con <strong>Touré</strong> che in un minuto si conquista il fallo di Bremer sulla trequarti avanzata. Koopmeiners allarga lo schema per Ruggeri che crossa di destro nel nulla o quasi. Seguono il gran recupero in orizzontale di Djimsiti su Chiesa, pescato da Vlahovic dalla sua metà campo, il traversone dello zognese che <strong>Zappacosta</strong>, preso in controptempo, impatta male di piede sul mancato intervento di Iling-Junor e soprattutto la chance per l&#8217;attaccante che guarda la porta, al sesto, infilatosi tra i due terzi di sinistra della retroguardia altrui: chi sbaglia ad allontanarla di destra, chi gli devia il destro dalla lunetta abbastanza per scongiurare il pareggio.</p>
<p>Poteva essere francamente rigore per il centravanti juventino alle soglie del decimo, quando si sbraccia con lo svedese che poi lo manda fuori campo, per sorvammercato toccandolo di ginocchio destro sul retro del sinistro, con una spinta vigorosissima sul rilancio di Rabiot. Al 12&#8242;, l&#8217;occasione accarezzata da Djimsiti sulla fronte imprecisa di Koopmeiners scatena l&#8217;ira da mini-rissa di Danilo contro l&#8217;albanese, reo di non aver buttato la palla in fallo laterale con Iling a terra.<br />
Dalla panchina si alzano allora <strong>Scalvini-Hateboer-Miranchuk</strong> per Hien-Zappacosta-Pasalic. Il primo, che consente a De Roon di riposizionarsi a metà del guado, suggerisce per El Bilal, prontamente giratosi per la respinta di Bremer che la impenna per il secondo angolo bergamasco (18&#8242;).</p>
<p>Avrebbe potuto essere sanguinosa la ripartenza tra i due attaccanti allegriani, ma alla Dea bene non fa di sicuro perché l&#8217;uomo con la fascia al braccio nello stoppare il match winner ha la peggio e deve lasciare spazio all&#8217;italobrasiliano. Inerte sulla craniata del possibile bis ricacciato in gola al mattatore in black &amp; white dalla sala VAR sulla grande intuizione a rientrare di Cambiaso. Al 72&#8242; sarebbe stato il colpo di grazia, fuorigioco davvero millimetrico, e pure una beffa dopo il rigore in mischia alzato da <strong>Miranchuk</strong> su tracciante dal lato corto di <strong>Ruggeri</strong>. La base del palo nega a &#8216;Mola, rientrato sul destro all&#8217;intersezione della lunetta, un pareggio che sarebbe meritatissimo all&#8217;ottantesimo, sull&#8217;asse del recuperante Ederson con <strong>Koopmeiners</strong> e Ruggeri.</p>
<p>Il conto dei <strong>legni</strong> torna in parità al 38&#8242; con Miretti che colpisce vicino all&#8217;incrocio con un diagonale da erba a cielo davanti al vertice dell&#8217;area piccola. A metà recupero Ederson cozza sui guantoni di Perin, ennesima seconda palla sull&#8217;onda lunga della punizione a due col russo dalla trequarti destra mal rinviata due volte, ma l&#8217;azione non sarebbe stata valida per un fallo di non si sa chi su Danilo. Allegri festeggia il rosso per proteste con un accenno di spogliarello prima di imboccare il tunnel, l&#8217;Atalanta non era affatto al meglio e a questo punto in campionato il turnover ha l&#8217;obbligo di essere totale. Per Marten de Roon, infine, risentimento muscolare al flessore sinistro.</p>
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		<title>Atalanta ferma al palo col Genoa. Troppe stecche in campionato</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 18:59:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/03/IMG-20220313-WA0033.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Genoa 0-0</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Sportiello 6,5; Scalvini 6 (33&#8242; st Demiral sv), Palomino (cap.) 6,5, Djimsiti 6; Zappacosta 5,5 (12&#8242; st Hateboer 6), Koopmeiners 6, Pessina 6, Maehle 5,5 (1&#8242; st Boga 5); Pasalic 5,5 (46&#8242; st Mihaila sv); Malinovskyi 5,5 (11&#8242; st Toloi 6), Muriel 6,5. A disp.: 1 Musso, 31 Rossi, 13 Pezzella, 11 Freuler, 99 Cisse. All.: Gian Piero Gasperini 5.<br />
<strong>GENOA (4-2-3-1):</strong> Sirigu sv; Frendrup 6, Maksimovic 6,5, Ostigard 6,5, Vasquez 6,5; Galdames 7 (42&#8242; st Kallon sv), Badelj (cap.) 6,5; Melegoni 6, Amiri 5,5 (28&#8242; st Hernani 6,5), Portanova 5,5; Yeboah 6 (25&#8242; st Destro 5,5). A disp.: 1 Semper, 22 Marchetti, 5 Masiello, 13 Bani, 16 Calafiori, 18 Ghiglione. All.: Alexander Blessin 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Abisso di Palermo 6 (Palermo di Bari, Margani di Latina; IV Santoro di Messina. V.A.R. Nasca di Bari, A.V.A.R. Valeriani di Ravenna).<br />
<strong>Note:</strong> serata non rigida e serena, spettatori 9.140 per un incasso di 158.148,30 euro. Ammoniti Zappacosta e Toloi per gioco scorretto. Tiri totali 12-8, nello specchio 2-3, respinti/deviati 3-3, parati 2-3, legni 1-0. Corner 4-3, recupero 0&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> – Spettacolosa in Europa League, ferma al palo in campionato. Quello vero e quello metaforico della rituale inconcludenza, zavorrata dalla mancanza di precisione, contro una pericolante brava a chiudersi e non solo. L&#8217;Atalanta stecca col Genoa inforcandoci il secondo occhiale su due e può dire virtualmente addio ai sogni di quarto posto, a meno 4 giorni dal ritorno degli ottavi di finale di Europa League a Leverkusen: la Champions ormai è raggiungibile soltanto passando dalla sorella minore.<br />
Lo start è a spron battuto, benché spaiato dalla necessaria precisione al dunque. Al 4&#8242; Malinovskyi reclama il mano di Ostigard sulla sua conclusione di seconda al culmine di un&#8217;azione iniziata da Zappacosta prima della botta alta di Pessina da fuori e a ruota ne ha già tentata un&#8217;altra, stavolta con una punizione molto defilata a destra che sorvola l&#8217;incrocio opposto. Il break ospite al 9&#8242;, invece, produce solo il cross di Amiri respinto da Sportiello che poi blocca senza difficoltà il tap-in di Maksimovic in elevazione quasi dal limite. Al 13&#8242; Djimsiti asseconda lo slalom di Muriel da sinistra, ma il colombiano calcia alto, imitato nove sinfonie cronometriche più tardi dal terminale ligure Yeboah che però prova il jolly da quasi trenta metri. Forse più pericolosa la stoccata al quarto d&#8217;ora di Galdames deviata in angolo da Palomino. Gasperini annusa puzza di brucio e cambia. Nel frattempo Pasalic s&#8217;è abbassato e tra le linee c&#8217;è Pessina, mentre in corsia Maehle si scambia di posizione con Zappacosta alla mezzora. Un poker di lancetta dopo ecco la telefonata dalla lunga dell&#8217;accentrato ex Melegoni, figlio di una palla persa di Scalvini in uscita nel tentativo di servire il brianzolo. Almeno gli altri inquadrano lo specchio, mica come Muriel che a otto dal riposo scheggia il legno esterno su apertura di SuperMario il borseggiatore.<br />
Verso la pausa, anche il piazzato alto di Amiri (40&#8242;), originato dalla scorrettezza sull&#8217;unica punta avversaria commessa da Zappacosta fuori dalla lunetta col sorano squalificato domenica prossima a Bologna per squalifica, e l&#8217;imbucata di Vasquez (42&#8242;) che sollecita la presa alta del residente di Urgnano sulla palla dal fondo di Frendrup. La riserva di Musso al 44&#8242; si prende un rischio atroce rinviando sul posteriore dell&#8217;italo-ghanese, il palazzolese stringe invece alla perfezione al rientro dal tunnel (6&#8242;) per impedire guai da Portanova in asse col terminale unico. Al decimo il monzese centra il centralone ex Napoli in combutta col croato. La virata al 4-2-3-1 speculare dura fino al doppio cambio, il festival dello sciupio prosegue imperterrito con Boga (17&#8242;) a passarla all&#8217;indietro al nulla sprecando il lancio del tucumano spizzato dal Ronaldito, e quindi con l&#8217;alzata da un passo di Pasalic (18&#8242;) su suggerimento di un Koopmeiners da accelerazione Formula 1-style. Una manita d&#8217;orologio e Pessina coglie il palo di testa a porta sguarnita, ma sulla sponda del solito compagno da corner del colombiano è in offside. Il Grigone sale in cattedra con una manciata di folate e prova pure a portarla a casa: conclusione strozzata di Hernani (28&#8242;), girata potente a lato dal limite dell&#8217;altra di Destro (30&#8242;) servito dal brasiliano e Frendrup, bloccato da un reattivo Sportiello (32&#8242;) su invito di Galdames, avanzato sulla trequarti. La risposta mancina di Hateboer (32&#8242;) appoggiato da Muriel è priva di angolazione, ma anche il primissimo tiro in porta atalantino di tutta la partita. Il puntero del calcio da salsa e da cumbia (41&#8242;) s&#8217;invola palla al piede trovando la deviazione decisiva di Ostigard, il cabezazo finale di Demiral al 2&#8242; di recupero sul cross del pendolino di Beerta è una torre nel Nulla e a Mihaila, raggiunto dal suo centrattacco, il tiro a giro rimane in canna.</p>
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		<title>Shomurodov spaventa l&#8217;Atalanta, il palo ferma Hateboer: occhiale col Genoa</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2021 19:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Genoa 0-0 ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Hateboer (43&#8242; st Maehle), De Roon, Freuler, Gosens; Malinovskyi (21&#8242; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/01/Hateboer-vs-Parma.jpg"><p><strong>Atalanta – Genoa 0-0</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Hateboer (43&#8242; st Maehle), De Roon, Freuler, Gosens; Malinovskyi (21&#8242; st Miranchuk); Ilicic (43&#8242; st Lammers), D. Zapata (12&#8242; st Muriel). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Sutalo, 13 Caldara, 17 Romero, 27 Depaoli, 40 Ruggeri, 32 Pessina. All.: Gian Piero Gasperini.<br />
<strong>GENOA (3-5-2):</strong> Perin 6; Masiello 6 (11&#8242; st Goldaniga ), Radovanovic 6, Criscito 7; Zappacosta 6,5 (35&#8242; st Onguené sv), Zajc 6 (1&#8242; st Lerager 6), Badelj 6, Strootman 6,5 (11&#8242; st Behrami 6), Czyborra 6; Shomurodov 6, Pjaca 6,5 (23&#8242; st Pandev 5). A disp.: 22 Marchetti, 32 Paleari, 13 Bani, 90 Dumbravanu, 18 Ghiglione, 24 Melegoni, 65 Rovella. All.: Davide Ballardini 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Marinelli di Tivoli 5,5 (Ranghetti di Chiari, Sechi di Sassari; IV Serra di Torino. V.A.R. Giacomelli di Trieste, A.V.A.R. Preti di Mantova).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Goldaniga, Zappacosta e Gosens per gioco scorretto. Tiri totali 15-4, nello specchio 3-3, respinti 5-0, parati 3-3, legni 1-0. Corner 9-1, recupero 0&#8242; e 5&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> – La <strong>staffetta Zapata-Muriel</strong>? Se <strong>Ilicic</strong>&nbsp;non s&#8217;accende abbastanza, se gli altri ti hanno messo la strizza un paio di volte e se il legno ferma Hateboer al dunque, in una sfida dalla porta vista attraverso un mirino annebbiato, hai voglia a ripetere il solito giochino vincente davanti. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> sbatte contro un avversario abbordabilissimo per la seconda volta dal <strong>2-2 di Bologna</strong> del 23 dicembre scorso. Contro un <strong>Genoa</strong> bravo di rimessa, ficcante davanti e abile a tagliare le linee di passaggio sulla trequarti difensiva, inizia al piccolo trotto il <strong>trittico</strong> in chiusura di girone d&#8217;andata, destinato a proseguire a <strong>Udine</strong> e a San Siro col <strong>Milan</strong> tra mercoledì e sabato prossimi. Ma si deve e si può fare di più, a prescindere dalle scelte sui singoli e dai relativi avvicendamenti in corsa che hanno rispolverato <strong>Lammers</strong> al lumicino cronometrico.<br />
Al 2&#8242; <strong>Pjaca</strong> spezza subito la noia tagliando la difesa di casa verso destra ma sparando fuori da posizione decentrata senza incrociare, ma la fifa blu cala gelida sei giri di lancetta più tardi, quando Palomino non intercetta lo scavino di Strootman e <strong>Shomurodov</strong> calcia a lato di mancino all&#8217;intersezione della lunetta dell&#8217;area. I nerazzurri corricchiano e non trovano sbocchi, il <strong>croato</strong> ex Juve si gira sul destro (14&#8242;) e non spaventa Gollini. <strong>Zapata</strong>, in mezzo al nulla, ha l&#8217;occasione dall&#8217;area piccola sul primo angolo di Malinovskyi, corretto di tacco da <strong>Gosens</strong> e poi da Djimsiti: no stress per Perin, è una spaccata non potente né precisa. Allo scadere del minuto stesso, ecco la seconda palla concessa di testa in disimpegno da Badelj al tiro strozzato di <strong>Ilicic</strong>, in precedenza scodellatore da fermo (13&#8242;) arrestatosi sui pugni serrati dall&#8217;estremo avversario, col colombiano ad aprire il gioco da sinistra. Alla mezzora ancora Duvan semina panico nella difesa nemica, innescato da Gosens, ma dopo aver fatto fuori Radovanovic si porta quasi sul fondo senza poter far altro che servire la sfera all&#8217;uomo tra i legni.<br />
Il fantasista col 72 dipinto sulla schiena è ridotto ai flash, anche se si acceca da solo, come a un settebello dall&#8217;intervallo, quando De Roon la confeziona dal mezzo ad <strong>Hateboer</strong> e l&#8217;olandese volante allo slalom del suddetto, concluso a giro poco oltre l&#8217;incrocio. Ma è <strong>Gollini</strong>, coi piedi, a salvare l&#8217;occhiale, al quarantesimo, distendendosi sul tracciante della punta uzbeka, liberatasi sul rimpallo Zajc-Gosens. Se il primo tempo si chiude col muro di <strong>Criscito</strong> opposto a <strong>Toloi</strong>, raggiunto dalla sponda del Toro di Cali, nella ripresa nebbia totale del gioco fino allo scarico di Ilicic per il destraccio alto dell&#8217;italobrasiliano al 14&#8242;. Muriel, appena entrato, si trova l&#8217;attrezzo troppo sotto e sgancia sopra in curva in asse con Hateboer, rimpallato da Criscito, ma è al ventesimo che si sfiora l&#8217;1-0 col <strong>palo esterno</strong> dello stesso laterale, servito dalla torre di Djimsiti da fuori area sul campanile di Palomino. Luisito (23&#8242;) gira male di sinistro sul servizio di Freuler alzando anche il piazzato al 28&#8242;, con <strong>contatto dubbio di Behrami</strong> (24&#8242;) alle spalle di <strong>Miranchuk</strong>. Al 32&#8242; il tiro-cross di Gosens sull&#8217;uno-due con Muriel viene sventato in corner da Perin. Ci si prova fino alla fine: 38&#8242;, calcio franco da sinistra di Josip, testa all&#8217;indietro di Djimsiti e botta a fil di traversa di De Roon; quasi al 90&#8242;, petto di Goldaniga per fermare la coppia russo-colombiana. Pazienza, non tutte le ciambelle riescono col buco.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Zapata fermo al palo: la Colombia atalantina crolla con l&#8217;Uruguay (0-3). Pasalic per ora scampa al Covid</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 22:45:14 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/Muriel-e-Zapata.jpg"><p>Nel tris inflittole in casa a Barranquilla dall&#8217;<strong>Uruguay</strong> (fischio d&#8217;inizio alle 15.30 locale, 21.30 italiane), la <strong>Colombia</strong> degli atalantini Johan <strong>Mojica</strong>, Luis <strong>Muriel</strong> (out all&#8217;ora di gioco, subentrato Alfredo Morelos) e <strong>Duvan Zapata</strong> si ferma al palo di quest&#8217;ultimo al 4&#8242; della ripresa. Il colpo di <strong>testa</strong> del centravanti nerazzurro e <em>Cafetero</em>, accarezzato dal cross dello juventino Juan Cuadrado, si stampa sul palo e buonanotte. Nel primo tempo, al 28&#8242;, per il Toro di Cali anche una vana sponda su cross di Lerma per Mina.</p>
<p>Dal possibile 1-1 al bis dal dischetto di <strong>Suarez</strong>, dopo una cinquina cronometrica, punendo il fallo di Murillo sull&#8217;altro bianconero <strong>Bentancur</strong>, involatosi nel contropiede a due col mancato compagno dal discusso esame di italiano a Perugia sulla scorta di una palla persa da James, uno dei tre tenori del ct Carlo Queiroz. Ad aprire dopo appena 4 minuti e rotti il trionfo della <em>Celeste</em> dell&#8217;eterno Oscar Tabarez, <em>El Matador</em> <strong>Cavani</strong>, su errore di disimpegno all&#8217;indietro in spaccata di Yerry Mina, poi espulso per somma di gialli al novantesimo, con recupero del <em>colchonero</em> e l&#8217;assist del cagliaritano Nandez.</p>
<p>Di Núñez, al 28&#8242; della seconda metà, su passaggio dell&#8217;ex doriano Torreira, il gol da fuori per il 3-0 finale. Full time per due della Dea su tre, dunque, con la prospettiva di raddrizzare la barca delle qualificazioni ai Mondiali del Qatar (2022) della zona sudamericana (Argentina in testa a 7, <em>Orientales</em> a 6, Colombia a 4) martedì prossimo, 17 novembre, contro l&#8217;Ecuador a Quito (ore 22 italiane). Brutte notizie dal ritiro della <strong>Croazia</strong>: dopo la positività al <strong>Covid</strong>-19 di Domagoj Vida comunicatagli nell&#8217;intervallo dell&#8217;amichevole a Istanbul mercoledì sera, dai tamponi è risultato contagiato anche l&#8217;interista Marcelo Brozovic. Negativo come tutti gli altri, finora, <strong>Mario Pasalic</strong>, in teoria impegnato in <strong>Nations League</strong> sabato 14 novembre (in Svezia a Solna; Lega A, Girone 3) come i compagni Ruslan <strong>Malinovskyi</strong> (Germania-Ucraina, Girone 4; Lipsia) e Remo <strong>Freuler</strong> (Svizzera-Spagna, Girone 4; Basilea). </p>
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