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	<title>penultima giornata &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Cade il vincolo della città ospitante: col Genoa arbitra il genovese Ghersini</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2025 10:26:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Saturday Night Match Genoa-Atalanta, in programma nel prefestivo serale a differenza del resto del massimo campionato, a Marassi, è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/arbitro-Ghersini.jpg"><p>Il Saturday Night Match<strong> Genoa-Atalanta</strong>, in programma nel prefestivo serale a differenza del resto del massimo campionato, a Marassi, è notoriamente la partita più inutile del mondo. A due dal gong, infatti, nessuna delle due contendenti ha obiettivi residui: chi ospita è salvo, chi è ospitato già in Champions senza nemmeno la possibilità di perdere il gradino più basso del podio. E allora, ecco che cade il vincolo della corrispondenza della sezione arbitrale con la città ospitante: il designato è <strong>Davide Ghersini</strong> di <strong>Genova</strong>, quarant&#8217;anni compiuti lo scorso 9 aprile.&nbsp;</p>
<p>Va comunque sottolineato che tale vincolo è più d&#8217;opportunità che altro, considerando l&#8217;inesistenza di una regola ad hoc. Il bello è che Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, ultimo precedente sia per lui che per i bergamaschi il 4 marzo di due anni fa negli occhiali casalinghi inforcati con l&#8217;Udinese, con Ghersini giudice terzo aveva rischiato di essere <strong>cacciato</strong> anzitempo dalla panchina nerazzurra.</p>
<p>L&#8217;ha ricordato sul filo dell&#8217;ironia proprio l&#8217;allenatore da nove anni sotto le Mura Venete<em>&#8220;Dopo il <strong>Palermo</strong> ero quasi esonerato, poi ci furono le vittorie col Crotone e soprattutto col Napoli da cui cominciò davvero il mio percorso a Bergamo&#8221;</em>. A fischiare, quel <strong>21 settembre 2016</strong> non esattamente dimenticato, era appunto <strong>Ghersini</strong>. Alla sua prima Dea diretta. Un afoso mercoledì sera risolto dalla zampata finale di Nestorovski. Con Lazio (3-4) e Samp (2-1) s&#8217;era perso, alla vittoria col <strong>Torino</strong> aveva fatto seguito lo scivolone (3-0) di Cagliari con Alberto <strong>Paloschi</strong> a sbagliare il rigore del possibile 1-1. ne seguì un&#8217;animata conventicola tra mister, dirigenza e proprietà fino alle prime ore del mattino allo stadio cittadino.&nbsp;</p>
<p>Il genovese e si spera non troppo genoano di fede non è comunque&nbsp;così deleterio in termini di <strong>precedenti</strong>. Due vinte su quattro, la metà. Pronti: 2-1 bergamasco al <strong>Sassuolo</strong> negli ottavi di Coppa Italia il 21 dicembre 2017 (Cornelius, Toloi e autorete del medesimo) e terno sulla ruota di <strong>Benevento</strong> il 18 aprile 2018 (Freuler, Barrow e il Papu due minuti dopo il rigore sbagliato da <strong>Marten de Roon</strong>).</p>
<p>Abbastanza composita, dal punto di vista geografico, la squadra arbitrale. Assistenti sono Alex Cavallina di Parma e Thomas Miniutti di Maniago. L&#8217;assegnazione del ruolo di quarto ufficiale, se non altro, riequilibra un po&#8217; il tutto, visto che la livornese di nascita e sezione Maria Sole <strong>Ferrieri Caputi</strong> è bergamasca d&#8217;adozione per motivi di dottorato. Chiudono il cerchio il V.A.R. Davide Dionisi dell&#8217;Aquila e l&#8217;A.V.A.R. Gianluca Aureliano di Bologna.</p>
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		<title>Penultima giornata in contemporanea, a meno che Genoa-Atalanta sia ininfluente</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2025 14:50:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Lega di Serie A si attiene al principio della contemporaneità a geometria variabile. Ovvero, ha annunciato che tutte le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/Genoa-Atalanta-7.jpg"><p>La <strong>Lega di Serie A</strong> si attiene al principio della <strong>contemporaneità</strong> a geometria variabile. Ovvero, ha annunciato che tutte le partite della penultima giornata del massimo campionato, la trentasettesima, saranno disputate tutte domenica 18 maggio alla stessa ora (da decidere). Con due eccezioni, una delle quali riguarda proprio <strong>l&#8217;Atalanta</strong>, attesa a Marassi dal <strong>Genoa</strong>: che queste due partite, l&#8217;altra è&nbsp;Hellas Verona-Como, diventino <strong>ininfluenti ai fini del piazzamento</strong> in classifica. In questo caso verrebbero spostate a sabato 17 maggio, rispettivamente alle 20.45 e alle 18.00. Si decide tutto, ovviamente, all&#8217;indomani del posticipo dei bergamaschi con la Roma di lunedì 12 maggio in notturna.</p>
<blockquote><p>In ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare n. 3 del 3 luglio 2024 che prevede che le 10 gare della 37^ giornata del Campionato di Serie A Enilive possano essere distribuite in più blocchi rispettando la contemporaneità delle gare tra squadre con il medesimo interesse di classifica, si comunica di seguito la programmazione della 37^ giornata (gli orari e la programmazione televisiva verranno comunicati martedì 13 maggio 2025).<br />
Domenica 18 maggio 2025:<br />
CAGLIARI &#8211; VENEZIA<br />
FIORENTINA &#8211; BOLOGNA<br />
GENOA &#8211; ATALANTA *<br />
HELLAS VERONA &#8211; COMO **<br />
INTER &#8211; LAZIO<br />
JUVENTUS &#8211; UDINESE<br />
LECCE &#8211; TORINO<br />
MONZA &#8211; EMPOLI<br />
PARMA &#8211; NAPOLI<br />
ROMA &#8211; MILAN<br />
* Nel caso in cui la gara Genoa-Atalanta, all&#8217;esito delle gare della 36^ giornata, non avesse più necessità di contemporaneità con le gare della domenica, la stessa si disputerà sabato 17 maggio 2025 alle ore 20.45.<br />
** Nel caso in cui la gara Hellas Verona-Como, all&#8217;esito delle gare della 36^ giornata, non avesse più necessità di contemporaneità con le gare della domenica, la stessa si disputerà sabato 17 maggio 2025 alle ore 18.00.</p></blockquote>
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		<title>La BB14 senza Gallizzi cede allo Jadran Trieste</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2024 20:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Basket]]></category>
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		<category><![CDATA[B Interregionale]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo Basket 2014]]></category>
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					<description><![CDATA[Jadran Gostol Trieste &#8211; Bergamo Basket 2014 72-58 (16-13, 34-27, 51-39) JADRAN: Ban 13 (2/6, 3/6, 6 r., 5 ass.), [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/01/BB14-Ezio-Gallizzi-vs-Montebelluna.jpeg"><p><strong>Jadran Gostol Trieste &#8211; Bergamo Basket 2014 72-58 (16-13, 34-27, 51-39)</strong><br />
<strong>JADRAN:</strong> Ban 13 (2/6, 3/6, 6 r., 5 ass.), Batich 3 (1/2, 1/2 tl, 6 ass.), Pregarc 3 (1/1 da 3), Milisavljevic 21 (5/10, 3/9, 2/2, 5 r.), Bianchini 9 (3/5, 3/4 tl); Demarchi 12 (1/4, 3/4, 1/2), Jakin, Persi 1 (1/2 tl), Malalan (k) (0/1 da 2), Ignjatovic (0/1, 0/1, 1 st.), De Petris 2 (0/4 da 2, 2/2 tl), Radja 8 (3/7, 2/3 tl, 9 r.. Coach: Gianluca Pozzecco.<br />
T2 15/40, T3 10/21, TL 12/17. Rimbalzi 10-39 (Radja 9), assist 18 (Batich 6).<br />
<strong>BB14:</strong> Simoncelli (k) (0/8 da 3, 5 ass.), Piccinni (0/1 da 2), Neri 13 (3/8, 1/3, 4/5, 6 r., 2 rec.), Bedini 10 (2/9, 1/2, 3/4, 5 r., 3 rec.), Gianoli 10 (2/3, 6/12 tl, 12 r., 2 st., 3 ass.); Gallizzi N.E., Clementi 9 (4/9, 0/4, 1/3), Bellarosa N.E., Manto 12 (1/3, 2/5, 4/6, Sackey 4 (1/3, 0/1, 2/2). Coach: Gabriele Grazzini.<br />
T2 13/36, T3 4/23, TL 20/32. Rimbalzi 13-25 (Gianoli 12), assist 16 (Simoncelli 5).<br />
<strong>Arbitri:</strong> Bragagnolo di Codroipo e Bastianel di San Vendemiano (cronometrista Garano di Trieste, 24 secondi Policastro di Trieste, statistiche Mezgec e Coletti di Trieste).<br />
<strong>Note:</strong> parziali 16-13, 18-14, 17-12, 21-19. Timeout 3&#8217;56&#8221; B (11-1), 6&#8217;11&#8221; J (11-5), 16&#8217;04&#8221; J (29-19), 34&#8217;32&#8221; B (62-47). Fallo tecnico: Bedini 29&#8217;15&#8221; (49-37). Uscito per 5 falli: Bedini 35&#8217;56&#8221; (62-50).</p>
<p><strong>Trieste</strong> &#8211; La <strong>Bergamo Basket 2014</strong>, senza l&#8217;apporto del suo play titolare <strong>Ezio Gallizzi</strong>, cede il passo allo <strong>Jadran Trieste</strong> e si accinge a chiudere il girone D di serie B Interregionale domenica 18 febbraio alle ore 18 al Centro Sportivo Italcementi contro Oderzo. <em>&#8220;Una defezione nelle ultime ore che ci ha lasciato con la rotazione più corta nelle guardie</em> &#8211; il commento di coach Gabriele <strong>Grazzini</strong> -. <em>Riccardo <strong>Piccinni</strong> è partito in quintetto e in dieci minuti ha dato fiato a tutti gli altri. Ero assistente quando esordì in A2 contro l&#8217;Urania Milano: a breve ci lascerà per un&#8217;importante scelta di vita, il suo impegno è stato enorme&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico giallonero passa poi ad analizzare il match: <em>&#8220;La partita s&#8217;è decisa nei primi minuti, non siamo stati aggressivi come volevamo. Abbiamo sbagliato tanti tiri aperti e lo Jadran ci ha chiuso vicino a canestro anche grazie a una maggiore stazza. Non siamo stati difensivamente all&#8217;altezza e gli avversari hanno fatto il 48 per cento da tre con tiri decisivi ogni volta che stavamo rimontando: siamo arrivati a pochi possessi dal prenderla in mano, ma non c&#8217;è mai stato un vero cambio d&#8217;inerzia. Possiamo fare meglio nei tiri da sotto e resistere meglio ai contatti, perché la seconda fase che ci aspetta richiederà queste caratteristiche. Paghiamo centimetri e 1-2 giocatori d&#8217;esperienza in rotazione in meno, senza nulla togliere alla freschezza e all&#8217;entusiasmo dei nostri giovani. Contro Oderzo ci teniamo a riscattare la sconfitta dell&#8217;andata </em>(82-80, ndr)<em>, di pochi punti e pochissimi possessi&#8221;</em>.</p>
<p>La <strong>cronaca</strong>. In avvio Bianchini e un Ban a due dimensioni piazzano il parzialone (9-1, 3&#8242;), con Gianoli a insaccarne la metà dalla lunetta sotto di 4, chiuso da Milisavljevic per la prima sospensione. Il canestro su azione può attendere e intanto sia Neri che Sackey lucrano al 100% da dove vale 1 per il meno 6 a metà del primo minitempo. L&#8217;arresto di Clementi (6&#8217;43&#8221;) oltre la linea dei personali riduce ulteriormente il gap inaugurando la serie dal campo, imitato da Neri, prima che Radja e Manto facciano scorrere ulteriormente lo score e Neri rintuzzi da 2 l&#8217;allunghino di Pregarc sulla seconda bomba locale.</p>
<p>Da fuori Trieste è in gas anche allo start del secondo quarto col lungo Milisavljevic (19-13) e le distanze restano tali anche con il botta e risposta Neri-Demarchi a 8&#8242; dalla pausa luga. Per i gialloneri è la prima bomba, per Manto solo 1/2 ai liberi (22-17, ), per Milisavljevic un altro paniere dal dispari per poi acciuffare la doppia cifra personale sul +10 dei suoi a 5&#8217;09&#8221; da metà partita. Un giro dalla carità e c&#8217;è il massimo vantaggio, quindi Neri spezza in due la difesa servendo a Sackey un appoggio al tabellone, imitato da Simoncelli per Gianoli dopo un canestro di Radja. Bedini batte di fisico il figlio d&#8217;arte (31-23, 7&#8217;14&#8221;), di là l&#8217;altro lungo Bianchini ricuce il filo con la retina. Il medesimo fa 1/2 dalla carità come Gianoli e a fil di sirena è Manto a provare un riavvicinamento.</p>
<p>Il centro comasco mette subito due liberi nel terzo quarto prima di spendere il terzo fallo, raggiunto a metà frazioncina da Sackey, ma Bianchini e soprattutto Ban (43-31 dalla lunga, 5&#8217;42&#8221;) tengono Bergamo a un margine di sicurezza. A 3 e mezzo dall&#8217;ultima corsa di cronometro Clementi mette il secondo canestro del suo secondo tempo, ma lo Jadran scappa con Demarchi e il lungo più ispirato. De Petris scava il massimo solco (51-37) dopo un tecnico a Bedini, senza che Neri ammaini bandiera. L&#8217;ultimo periodo comincia con lo shootout Demarchi-Bedini, prosegue col nuovo massimo vantaggio di casa sul 56-42 e arriva al più 15 (62-47) grazie alla doppia tripla Milisavljevic-Ban a una manita cronometrica e mezzo dal gong. Manto ne estrae una seconda dal fodero dalla lunga contribuendo a tenere i cittadini sul pezzo fino alla fine insieme a Clementi, ma di là s&#8217;iscrive a referto anche il &#8220;dodicesimo&#8221; Persi per un successo meritato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Atalanta, addio alla Champions: l&#8217;Inter s&#8217;allena per la finale (3-2)</title>
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		<pubDate>Sat, 27 May 2023 20:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Inter &#8211; Atalanta 3-2 (2-1) INTER (3-5-2): Onana 6,5; D&#8217;Ambrosio 6 (38&#8242; st Darmian sv), Acerbi 7, Bastoni 7 (36&#8242; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/05/IMG-20230527-WA0018.jpg"><p><strong>Inter &#8211; Atalanta 3-2 (2-1)</strong><br />
<strong>INTER (3-5-2):</strong> Onana 6,5; D&#8217;Ambrosio 6 (38&#8242; st Darmian sv), Acerbi 7, Bastoni 7 (36&#8242; st De Vrij sv); Dumfries 6,5, Barella 7 (36&#8242; st Asllani sv), Brozovic 6,5, Calhanoglu 6,5, Dimarco 6,5 (25&#8242; st Gosens 6,5); Lukaku 8 (36&#8242; st Dzeko sv), Lautaro 7. A disp.: 1 Handanovic, 21 Cordaz, 12 Bellanova, 50 A. Stankovic, 43 Akinsanmiro, 42 Curatolo. All.: Simone Inzaghi 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Sportiello; Toloi, Djimsiti, Scalvini; Maehle (41&#8242; st Okoli), De Roon, Pasalic (16&#8242; st Lookman), Zappacosta; Koopmeiners, Ederson (24&#8242; st Muriel); Hojlund. A disp.: 1 Musso, 31 Rossi, 28 Demiral, 43 Bernasconi, 40 Colombo, 49 Falleni. All.: Gian Piero Gasperini.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Orsato di Schio 7 (Giallatini di Roma 2, Berti di Prato; IV Colombo di Como. V.A.R. Fabbri di Ravenna, A.V.A.R. Abisso di Palermo).<br />
<strong>RETI:</strong> 1&#8242; pt Lukaku (I), 3&#8242; pt Barella (I), 37&#8242; pt Pasalic (A), 32&#8242; st Lautaro (I), 47&#8242; st aut. Onana (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata uggiosa, spettatori 72.192. Ammonito Toloi per gioco scorretto. Tiri totali 20-11, nello specchio 11-3, parati 8-1, respinti/deviati 3-3, legni 0-1. Var: 2. Corner 9-7, recupero 2&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Sembrava strapersa senza averla nemmeno cominciata. E peccato per la sveglia tardiva di <strong>Muriel</strong>. La si è persa soltanto dopo i cambi nella <strong>ripresa</strong>, privi di impatto sostanziale anche perché limitati a livello di soluzioni. L&#8217;<strong>Atalanta</strong> saluta le residue speranze di agganciare la qualificazione alla <strong>Champions League</strong> partendo male a difesa alta all&#8217;eccesso, al cospetto di un&#8217;<strong>Inter</strong> dedita al training in direzione Istanbul. La <em><strong>LuLa</strong></em> colpisce col gigante d&#8217;ebano in 39 secondi, <strong>Barella</strong> piazza il tap-in dopo nemmeno tre giri di lancetta e finché <strong>Pasalic</strong> non la dimezza in mischia pareva scivolare sulla china della goleada, salvo ritorno di fiamma in extremis. Ora il sorpasso della Juventus è possibile, anche se alla peggio la squadra di <strong>Gasperini</strong> arriverà sesta all&#8217;ultimo atto casalingo contro il <strong>Monza</strong> dell&#8217;allievo del mister, Palladino.<br />
Pronti via, su un rilancio di <strong>Bastoni</strong> è <strong>Lukaku</strong> di spalle a chiamare lo scambio al compagno di linea che lo lancia il corridoio per il punto del vantaggio in aggiramento su <strong>Sportiello</strong>. Segue la dormita numero due col guardiano residente a Urgnano a dire di no due volte a <strong>Dimarco</strong>, rispettivamente su apertura e scarico in avanti del futuro autore del tris, ovvero come servirla su un piattino alla mezzala sarda in spaccata alta acrobatica a fil d&#8217;incrocio. Al 9&#8242; solo l&#8217;offside nega il tris alla Beneamata, dopo la sortita del perno ex Sassuolo, Milan e Lazio smorzata malaccio da De Roon proprio a favore di volée del turco. Calhanoglu devia in angolo la botta di <strong>Ederson</strong> a decina già scollinata, ma il lavoraccio tocca quasi sempre al prossimo milanista tra i legni che al 14&#8242; alza in angolo la traiettoria da fermo del mancino a tutta corsia altrui dal centrodestra, generata dallo sgambetto di <strong>Scalvini</strong> a Romelu appena a lato del vertice. Una sofferenza inaudita, perché la <strong>finalista</strong> della coppa dalle grandi orecchie vuole imbustarla lì, eppure mica ci riesce a dispetto di un forcing forsennato.<br />
Al quarto d&#8217;ora il secondo corner dell&#8217;ottomano invoglia <strong>Bastoni</strong>, peraltro ottimo nelle diagonali difensive, alla sponda pericolosa allontanata da Djimsiti; a un tiretto dal ventesimo l&#8217;apripista se la sistema sul piede prefrito ai venti metri cibattando senza troppa angolazione e tantomeno potenza. La Dea comincia lì. Due giri di lancetta e <strong>Zappacosta</strong>, raggiunto dalla scodellata di <strong>Maehle</strong>, si fa rimpallare dall&#8217;autore del bis assistito da Dumfries, anche se per vedere una conclusione bergamasca nello specchio tocca attendere la sbucata di <strong>Hojlund</strong> a metà frazione su imbeccata di Pasalic, senza scomporre Onana che respinge restando impassibile. La forza del terminale ex Sturm Graz c&#8217;è, meno da Koopmeiners (29&#8242;) che se la vede spostare all&#8217;ultimo da Acerbi. Ederson, oltre a essere nullo sulla trequarti, spiana la strada allo schema a due Dimarco (tacco)-Calhanoglu che spara a poche decine di centimetri dal primo palo, mentre a una sporca dozzina dalla pausa si assiste al doppio arrembaggio <em><strong>RoboKoop</strong></em>-Scalvini, piede (il portiere locale la stacca dal sette) di controbalzo dal limite dettato dall&#8217;apertura da mancina del danesino e svettata da battuta a rientrare dalla bandierina destra. Sulla <strong>quarta</strong> a favore, invece, sempre da quella zolla, il flipper testa-piede dei due terzi dalla difesa (perno e braccetto sinistro) con quella di Inzaghino (Acerbi la rinvia corta, unico errore di una gran serata) genera la sbucciata dal danesone corretta in porta in caduta dal jolly di centrocampo che riapre la pratica da centro area. Nessun esito dalla regìa per le contestazioni di <strong>D&#8217;Ambrosio</strong>, nell&#8217;occasione mancata diga insieme al belga, che dopo aver alzato l&#8217;inutile muretto a secco ci mette il piede quando il marcatore atalantino ha appena colpito la sfera.<br />
Se a un poker dalla pausa il rammarico è per la torre del difensore classe 2003, che toglie di fatto l&#8217;occasione in gioco aereo al brasiliano e al croato prendendolo in controtempo sul crossetto del <em>vatreno</em>, in avvio di <strong>secondo tempo</strong> il palazzolese sbaglia l&#8217;appoggio (6&#8242;) per il suo centravanti in asse col laterale di Sora e sul ribaltamento <strong>Toloi</strong> deve allungare la gamba per evitare guai dal Toro di Bahia Blanca, ridestatosi dal lungo sonno al culmine della ripartenza di Barella rifinita dal partner d&#8217;attacco molto defilato. Lampi interisti, adesso. Calha-Bastoni per il puntero mancino, a mezza via (9&#8242;) tra l&#8217;allungo comunque sbagliato al bomber argentino (27 stagionali, 20 in A) e il diagonale con l&#8217;estremità giusta. Le avvisaglie di tiro al piccione si stagliano all&#8217;orizzonte di nuovo sotto forma di stop e tiro ancora del centrocampista ex Milan (11&#8242;), palmi aperti di uno Sportiello inizialmente fuori posizione. Purtroppo per Gasp il buon <strong>Rasmus</strong> stasera dorme (palla persa al 27&#8242;, spalle all&#8217;area, su contropiede Scalvini-Lookman). Maehle evita il corner sulla sortita di Gosens, ma De Roon la regala a Barella che per fortuna mastica alla mezzora. A ruota, il più grosso là davanti agevola il tracciante innocuo di Lautaro (31&#8242;), prove generali di 3-1 con tante grazie a Brozovic che gliela porge a porta ormai sguarnita, anche se buona parte dei meriti spetta al centrattacco col filtrante lungo da autostrada spalancata per il gioco a due. Asllani non chiude il sinistro generosamente innescatogli dallo scivolone del capitano in bianco sul traversone basso di uno degli ex di turno, il tedesco con l&#8217;8 sulle spalle all&#8217;ottantacinquesimo. Sulla palla del nigeriano da destra (42&#8242;) non c&#8217;e anima viva, Lucho però riserva al recupero (92&#8242;) i colpo a effetto riprendendo la muraglia Dzeko-De Vrij sul suo stesso calcio franco: la traversa e la manona del camerunese lo aiutano, ma che botta da fuori! La Lega Calcio sentenzia: è <strong>autorete.</strong> Pazienza. E se l&#8217;olandese non salvasse sul gioco a due dove il campo finisce tra il sovrapposto Okoli e &#8216;Mola spazzando in fallo di fondo in anticipo sull&#8217;abulico vichingo, chissà, un punticino ci stava.</p>
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		<title>Bernasconi, pari della speranza col Lecce: salvezza rinviata all&#8217;ultimo turno</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2023 16:34:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/05/Primavera-Atalanta-a-Lecce-e1684773156926.png"><p><strong>Lecce &#8211; Atalanta 1-1 (1-0)</strong><br />
<strong>LECCE (4-3-3):</strong> Borbei 6,5; Muñoz 6,5, Pascalau 6, Hasic (cap.) 6, Dorgu 6; Berisha 7, McJannet 6 (12&#8242; st Corfitzen 5,5), Samek 6,5 (42&#8242; st Borgo sv); Daka 6,5 (32&#8242; st Russo 6), Burnete 5,5, Salomaa 6 (42&#8242; st Bruhn sv). A disp.: Moccia, Leone, Abdellaoui, Bruns, Gueddar, Ciucci, Dos Reis, Minerva, Kljun, Davis. All.: Federico Coppitelli 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-5-2):</strong> Bertini 7; Del Lungo 6, Guerini 6, Regonesi 6; Palestra 7, Roaldsøy 5,5 (1&#8242; st Manzoni 6), Colombo 6, Chiwisa 5 (19&#8242; st Muhameti 6), Bernasconi 7; De Nipoti (cap.) 5,5, Vlahović 5 (20&#8242; st Falleni 6). A disp.: Pardel, Meloni, Ghezzi, Stabile, Perez, Tavanti, Bevilacqua, Tornaghi, Fiogbe. All.: Giovanni Bosi 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Marotta di Sapri 6 (Carella di L&#8217;Aquila, Chiavaroli di Pescara).<br />
<strong>RETI:</strong> 29&#8242; pt Berisha (L), 6&#8242; st Bernasconi (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio soleggiato, spettatori 150. Ammoniti Hasic, Daka, Bernasconi, Falleni, Burnete e Dorgu per gioco scorretto, Bosi (all. A., 38&#8242; st) per comportamento non regolamentare. Tiri totali 14-9, nello specchio 7-4, parati 4-3, respinti/deviati 5-3, legni 1-0.Corner 6-3, recupero 1&#8242; e 5&#8242;.</p>
<p><strong>San Pietro in Lama (Lecce)</strong> &#8211; <strong>Playout</strong> col Napoli o <strong>salvezza</strong> diretta, comunque distante ancora 2 punti col <strong>Cagliari</strong> impegnato all&#8217;ultima in casa del Frosinone fuori dai playoff e i nostri a ricevere l&#8217;Udinese retrocessa da tempo? Il pari sul campo del Lecce, capolista aritmetica da oggi, non spariglia le carte del prossimo futuro per la <strong>Primavera</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, non convincente né continua sul piano del gioco ma affamata abbastanza da tornare all&#8217;ovile con un punto buono per la speranza di evitare una coda a una stagione disgraziata. Se <strong>Berisha</strong> si mette in proprio facendo secchi all&#8217;intersezione destra della lunetta, insieme all&#8217;ultimo baluardo, i due terzi di sinistra del reparto di mezzo, il gioco da quinto a quinto consente a Bernasconi di piazzare il tocchettino del pari davanti all&#8217;area piccola. Tutto rinviato al prossimo weekend, quando i giallorossi faranno visita all&#8217;Hellas Verona salvo a differenza dei sardi, in vantaggio <strong>41 a 39</strong> a parità di scontri diretti e di quoziente reti (50 fatti, 56 presi). Epilogo comunque pazzesco.<br />
Il guizzo subitaneo di Salomaa (3&#8242;) favorito da un recupero alto del tagliante Dorgu, futuro firmatario di un conato estemporaneo a piede invertito (27&#8242;) dopo un aggancio incredibilmente fallito dal triplettista dell&#8217;andata (4-2 salentino) Burnete su palla d&#8217;oro dell&#8217;iperattivo Muñoz, è un sinistro fiacco al di qua dalla lunetta. Uno scherzo rispetto alla doppia chance di casa scollinato il decimo, un flipper innescato dalla catena di destra con rimpallo del sinistro di Samek sulla schiena di Palestra, autore a ruota del primo tentativo ospite col mancino da fuori senza misura sugli sviluppi di un&#8217;apertura dal lui stesso eseguita per lo svettante Chiwisa, e la fronte piena in disimpegno di Regonesi a fungere da assist per il tracciante al volo di Berisha che scheggia la base del legno alla sinistra di Bertini. L&#8217;occasione atalantina vera sarebbe la botta dal limite del centrocampista zambiano a due rintocchi dal ventesimo, aperta dallo schema a rientrare dall&#8217;out destro di Bernasconi, ma il terzino giallorosso ci mette letteralmente la faccia. Mattonella, tanto per gradire, sfornata dal pendolino milanese per l&#8217;entrata a forbice di Hasic.<br />
La partita, nondimeno, non s&#8217;indirizza per il verso giusto. De Nipoti in capo a un tris d&#8217;orologio manca il controllo sul traversone del suo mancino di centrocampo, poi la corsa e il tracciante in diagonale dritto nell&#8217;angolo lontano della mezzala locale, ambedue incontrastati. La retroguardia altrui, due lancette più tardi, innesca Colombo e De Nipoti salvo respingerne le conclusioni, mentre in avvio di ripresa è Del Lungo a innescare Daka in navata per lo scarico sprecato dal mattatore a campi invertiti tra i guantoni di Bertini proteso in tuffo. Fallito il rigore al movimento del raddoppio, il contrappasso cala quasi subito grazie alla prevalenza dei laterali sui terzini di Coppitelli: il ragazzo di Buccinasco imbecca quello di Arcene dal lato corto e il piatto della scarpa non lascia scampo in mischia. A orologio doppio il braccetto destro atalantino schiaccia il nuovo traversone del compagno all&#8217;estrema, trovando però il saltello a sbracciata alta di Borbei che gli nega il sorpasso. Paurosa la collisione col basso ventre di Guerini sul legno nello spazzare, a Bertini battuto, l&#8217;allungo di Salomaa poco oltre il quarto d&#8217;ora in scia a Samek, pericolosa l&#8217;incursione del centravanti rumeno che però gira fiacco di sinistro al culmine della sortita di Dorgu verso il fondo (25&#8242;). Poco dopo l&#8217;offside frustra la remuntada alla new entry Falleni, raggiunto nel terzo tempo dall&#8217;ammollo del pareggiatore di giornata sull&#8217;onda lunga delle grandi manovre aperte dal finalizzatore mancato in collaborazione col compagno di reparto. Il terzo tiro nello specchio della Baby Dea è l&#8217;ammollino di testa da centro area di Del Lungo alla mezzora, accompagnato dal tuttosinistro autore del gol dalla bandierina destra. La situazione inattiva a 9&#8242; dal 90&#8242; non premia l&#8217;elevazione stavolta di Guerini, probabilmente una torre incompresa dai compagni, ma a 5&#8242; c&#8217;è solo da ringraziare il ragazzo in porta per la saracinesca calata sull&#8217;incornata di Hasic, servito dall&#8217;angolo destro da Berisha. </p>
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		<title>L&#8217;Atalanta non ha nemmeno la forza per giocarsela: scudetto al Milan, Bergamo fuori dall&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2022 18:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Milan &#8211; Atalanta 2-0 (0-0) MILAN (4-2-3-1): Maignan 6; Calabria (cap.) 6,5 (35&#8242; st Florenzi sv), Kalulu 6,5, Tomori 6,5, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/05/Spezia-Atalanta-Gasperini.jpg"><p><strong>Milan &#8211; Atalanta 2-0 (0-0)</strong><br />
<strong>MILAN (4-2-3-1):</strong> Maignan 6; Calabria (cap.) 6,5 (35&#8242; st Florenzi sv), Kalulu 6,5, Tomori 6,5, Hernandez 7; Tonali 6 (18&#8242; st Bennacer 6), Kessie 6; Saelemaekers 5,5 (9&#8242; st Messias 7), Krunic 6,5 (34&#8242; st Bakayoko sv), Leao 6,5; Giroud 5,5 (10&#8242; st Rebic 5,5). A disp.: 1 Tatarusanu, 83 Mirante, 13 Romagnoli, 46 Gabbia, 5 Ballo-Touré, 10 B. Diaz, 11 Ibrahimovic. All.: Stefano Pioli 6,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Musso 5,5; De Roon 6, Palomino 6 (35&#8242; st Demiral sv), Djimsiti 5,5; Hateboer 5,5 (35&#8242; st Scalvini sv), Koopmeiners 6, Freuler (cap.) 6, Zappacosta 6,5; Pasalic 6 (10&#8242; st Malinovskyi 6), Pessina 5 (25&#8242; st Boga 5); Muriel 5,5 (10&#8242; st Zapata 5,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Maehle, 20 Mihaila, 59 Miranchuk. All.: Gian Piero Gasperini 5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Orsato di Schio 5,5 (Preti di Mantova, Giallatini di Roma 2; IV Rapuano di Rimini. V.A.R. Irrati di Pistoia, A.V.A.R. Dionisi di L&#8217;Aquila).<br />
<strong>RETI:</strong> 11&#8242; st Leao (M), 30&#8242; st Hernandez (M).<br />
<strong>Note:</strong> mezza serata calda, spettatori 73.304. Ammoniti Giroud per proteste, Koopmeiners, Kessie, Malinovskyi e Bennacer per gioco scorretto. Tiri totali 9-11, nello specchio 6-2, respinti/deviati 3-3, parati 2-2. Var: 2. Corner 4-6, recupero 2&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Milano</strong> – Minuto 56: <strong>Leao</strong> spezza la parità e la partita, <strong>Atalanta</strong> virtualmente fuori dall&#8217;Europa e tricolore virtualmente cucito sul petto del Diavolo. Minuto 75: Boga la perde, Krunic accende <strong>Hernandez</strong> che si fa sessanta metri a scarta-birilli accentrandosi per raddoppiare e sancire contemporaneamente la fine vera e propria del ciclo di Gian Piero Gasperini. Sempre più ottavo a meno 1 da quota 60. I nerazzurri, a schieramento prudente, pagano il crollo fisico-atletico senza produrre granché né osare praticamente mai affossandosi sul campo del Milan campione d&#8217;Italia in pectore.<br />
A ruota di una partenza contratta <strong>Pasalic</strong> al decimo taglia verso il fondo riuscendo appena a deviare la palla di <strong>Zappacosta</strong> figlia della catena mancina con Freuler, mentre il futuro rompighiaccio attira i raddoppi di <strong>Palomino</strong> tendendo a girare molto al largo. La loffia dalla lunga di Tonali (18&#8242;) a tiro del muro tucumano su Hernandez non spaventa nemmeno i tabelloni pubblicitari e difatti il problema numero uno nerazzurro è <strong>Muriel</strong>, che tiene alta la squadra per ipotesi, smista male e scollinato il ventesimo si accascia toccandosi tra coscia e ginocchio sinistro. Il <em>cafetero</em> ha le gambe di marmo, altrimenti Calabria non potrebbe recuperarlo sul la del croato (27&#8242;) prima della girata acrobatica del suo perno sugli sviluppi del corner numero uno a favore, o Tomori frapporsi tra la sua convergenza da mancina e il possibile suggerimento all&#8217;avanzante <strong>Koopmeiners</strong> alla mezzora.<br />
Una loffietta al pari della sganciata radente di <strong>Saelemaekers</strong> a una decina dalla pausa al culmine di una variazione al copione del portoghese, buona solo per farsi annotare alla voce ipotesi di chances. Una ripartenza strozzata Freuler-Pasalic-Pessina libera il laterale di Sora alla delpierata a giro larga dal vertice di competenza (38&#8242;), mentre ha la mira altissima pure lo spauracchio della vigilia (42&#8242;) liberato dal terzino marsigliese e da Krunic venutigli a sostegno. Poco più tardi, il caso Var senza nemmeno il check sul contatto <strong>Djimsiti-Giroud</strong> lanciato lungo da Tomori: era al limite, niente decisione, giallo al francese per proteste.<br />
La ripresa inizia con Calabria a sporcare, alzandola sopra la traversa, la nuova preghiera zappacostiana (2&#8242;), e Theo a mancare di poco il calcio franco del vantaggio (9&#8242;). Il patatrac è nel recupero di Kalulu su <strong>Pessina</strong> e nel lancione di Messias per la sgroppata verso destra con bomba dell&#8217;uomo più temuto in mezzo alle gambe di Musso. La reazione produce qualcosina dal duo tra <strong>Malinovskyi</strong> (squalificato per la trentottesima) e l&#8217;altro nuovo entrato <strong>Zapata</strong>, che se la sposta sul destro da dentro l&#8217;area trovando solo la curva (16&#8242;) per aprire poi all&#8217;eccesso la svettata da corner (27&#8242;). Il brasiliano ex Crotone la tenta dalla distanza (39&#8242;) su apertura dell&#8217;eroe del bis, Rebic prova l&#8217;incursione fermato definitivamente dal portiere argentino e all&#8217;ultimo (41&#8242;), dopo una botta dell&#8217;ivoriano sporcata, la doppia Zeta si aziona per la girata del colombiano: Tomori non stoppa (check sul braccio, non c&#8217;era), ma Maignan sì mettendoci il piedone. La passerella con l&#8217;Empoli, a meno di un suicido impossibile delle concorrenti alla passerella finale, varrà solo come saluto ai tifosi.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Zapata-Muriel per battere il Milan. Chi resta fuori tra Malinovskyi e Pasalic?</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2022 17:29:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Duvan Zapata è ufficialmente arruolabile domenica 15 maggio alle 18 a San Siro per tentare di prendersi l&#8217;Europa scucendo contestualmente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/04/Atalanta-Verona-Zapata-a-terra.jpg"><p><strong>Duvan Zapata</strong> è ufficialmente arruolabile domenica 15 maggio alle 18 a San Siro per tentare di prendersi l&#8217;Europa scucendo contestualmente mezzo (se non tutto) scudetto dalle maglie del <strong>Milan</strong> capolista (+2 sull&#8217;Inter). La buona nuova per <strong>l&#8217;Atalanta</strong> è rimbalzata dal fortino di Zingonia, come al solito chiuso e inavvicinabile da occhi indiscreti. Il colombiano, unico centravanti di fisico e di posizione nella rosa di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, in una partita da vincere a tutti i costi per smuovere l&#8217;impasse da terzetto a quota 59 punti con Fiorentina e Roma, che hanno gli scontri diretti a favore lasciando attualmente all&#8217;ottavo posto i nerazzurri, può quindi tornare a comporre la coppia col connazionale Luis <strong>Muriel</strong>.</p>
<p>Tornati a disposizione martedì pomeriggio, allo start della preparazione alla sfida ai rossoneri della penultima giornata, anche i difensori Giorgio <strong>Scalvini</strong> e Giorgio Cittadini, in caso di attacco &#8220;pesante&#8221; il problema sarà lasciar fuori uno tra Ruslan Malinovskyi e Mario <strong>Pasalic</strong>, titolari a La Spezia rispettivamente a fianco del Ronaldito e tra le linee. Il croato ha il vantaggio di essere l&#8217;elemento più duttile del lotto e oltretutto viene da una serie di 4 gol di fila a Venezia, Torino, Salernitana e appunto gli Aquilotti. Zero prospettive di rientro, invece, per Rafael Toloi (flessore destro) e Giuseppe <strong>Pezzella</strong> (distrazione all&#8217;adduttore destr): per loro il campionato è finito, ma lo si sospettava da un pezzo.</p>
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		<title>AlbinoLeffe, un pari in rimonta che non fa male col Pontedera (2-2)</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 15:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[2-2]]></category>
		<category><![CDATA[AlbinoLeffe]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Borghini]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Petrungaro]]></category>
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					<description><![CDATA[AlbinoLeffe – Pontedera 2-2 (0-0) ALBINOLEFFE (3-5-2): Savini 6; Canestrelli 6, Mondonico 6 (1&#8242; st Gusu 5,5), Riva 6,5; Borghini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/04/AlbinoLeffe-2-2-vs-Pontedera.jpg"><p><strong>AlbinoLeffe – Pontedera 2-2 (0-0)</strong><br />
<strong>ALBINOLEFFE (3-5-2):</strong> Savini 6; Canestrelli 6, Mondonico 6 (1&#8242; st Gusu 5,5), Riva 6,5; Borghini 6,5, Gelli 6, Nichetti 6, Giorgione (cap.) 7, Tomaselli 6 (32&#8242; st Petrungaro 6,5); Manconi 5,5 (47&#8242; st Ravasio sv), Cori 6,5 (37&#8242; st Galeandro sv). A disp.: 24 Paganessi, 31 Caruso (p), 2 Cerini, 10 Gabbianelli, 18 Piccoli, 20 Genevier, 27 Miculi, 29 Ghezzi. All.: Marco Zaffaroni 6,5.<br />
<strong>PONTEDERA (3-5-2):</strong> Sarri 6; Risaliti 5,5, Piana 6, Ropolo 6 (32&#8242; st Benericetti 6); Milani 6, Perretta 6, Caponi (cap.) 6,5, Benedetti 5,5 (41&#8242; st Giani sv), Vaccaro 6,5 (18&#8242; st Benassai 5,5); Magrassi 7, Stanzani 5,5 (18&#8242; st Semprini 6,5). A disp.: 12 Angeletti, 4 Bardini, 19 Pretato, 23 Matteucci, 24 Nero, 33 Rovai. All.: Ivan Maraia 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Kumara di Verona 6,5 (Lisi di Firenze, Colavito di Bari; IV Valentini di La Spezia).<br />
<strong>RETI:</strong> 17&#8242; st Borghini (A), 33&#8242; st Petrungaro (A), 41&#8242; st e 46&#8242; st rig. Magrassi (P).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Vaccaro per simulazione e Petrungaro per esultanza scomposta. Tiri totali 8-12, nello specchio 3-7, respinti/deviati 1-3, parati 2-5. Corner 3-4, recupero 1&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p>Gorgonzola (Milano) &#8211;  <strong>Borghini</strong>, forse il peggiore fin lì, fa da battistrada infilandone un&#8217;altra dopo Piacenza e <strong>Petrungaro</strong> imita Del Piero, ma il doppio vantaggio non basta a un <strong>AlbinoLeffe</strong> in vena di amnesie per inanellare contro il <strong>Pontedera</strong> la terza vittoria di fila. L&#8217;accesso ai playoff, a un <strong>Lecco</strong> di distanza dalla fine della regular season, dovrebbe avvenire da settima (ora a quota 54). Potrebbe essere stato dunque un antipasto del primo turno dei playoff.<br />
40 secondi e <strong>Cori</strong> tenta l&#8217;acrobazia sulla solita palla di Giorgione dal centrosinistra, mentre alla cinquina è Gelli a murare il mancinone di seconda by <strong>Ropolo</strong>, salito a sostegno dell&#8217;apertura di gioco di Magrassi dal centrodestra in asse con la sua mezzala, con il futuro battistrada ad allontanare di testa. Sembra prevalere un atteggiamento conservativo, da pareggino che farebbe comodo a entrambe, vedi tentativo strozzato di Manconi dai venti metri in combinazione col partner d&#8217;attacco. Arduo, in mezzo al vuoto pneumatico di idee e ritmo, considerare l&#8217;ammollo dall&#8217;out di <strong>Perretta</strong> a rientrare come prima conclusione nello specchio, avendo la sostanza di una telefonata augurale, anche se in casa bluceleste la sveglia non suona: due giri di lancetta (23&#8242;) e dopo il contrasto dubbio al limite Mondonico-Milani c&#8217;è la battuta di dribbling del capitano altrui <strong>Caponi</strong> che ha il difetto di strozzare troppo il sinistro poco davanti al dischetto. Savini se la cava col tuffetto e al 26&#8242; grazie alla mira storta a volo d&#8217;angelo dell&#8217;eroe della domenica <strong>Magrassi</strong> a incocciare l&#8217;ammollo di Vaccaro. Al 32&#8242; ci prova quest&#8217;ultimo ciabattando sull&#8217;onda lunga dello schema da punizione di Benedetti ribattuto dalla difesa e tenuto vivo, di riffa e di sponda, dai due davanti più Piana, segno che l&#8217;inerzia reclama un padrone però restio ad avvinghiarla, perché al dunque non scavalca l&#8217;ombrello dell&#8217;imprecisione.<br />
Di qua il <strong>sannita</strong>, che sbatte contro la muraglia ospite (34&#8242;), manca l&#8217;imbucata per il bomber (37&#8242;), prima del la di Magrassi da sinistra nel recupero per l&#8217;inserimento dell&#8217;esterno sinistro toscano, caracollante tanto da beccarsi il giallo per simulazione sul contrasto con <strong>Giorgione</strong>. Al rientro dal tunnel <strong>Gelli</strong> sfugge al dirimpettaio dopo un contropiede imperfetto di Tomaselli dall&#8217;altro lato rifinito dal risolutore dell&#8217;andata Manconi (ieri 27 primavere), ma la sua botta da posizione defilata finisce in curva. La volta che il numero 7 esce dal guscio, c&#8217;è un fromboliere da quindicina incapace di oltrepassare le maglie fitte degli avversari (15&#8242;), ma per fortuna Cori apre indovinandola giusta per il disimpegno-cilecca abbozzato dal perno ospite, impeccabile fino al momento prima, e il match winner se la ritrova solo da calciare in porta. Al 28&#8242; <strong>Semprini</strong> svetta bene a correzione della palla di Milani, ma è lontano dal bersaglio e non angola, lasciando però l&#8217;errore più madornale al capitano dei bergamaschi che scollinata la mezzora si fa ipnotizzare da <strong>Sarri</strong>, a una quaterna cronometrica dal suo vassoietto per il destro a giro meraviglioso della new entry ex torinista che sigilla la pratica. Benedetti, sugli sviluppi del secondo corner dei suoi, alza il mirino da fuori. A riaprirla, come Benassai nell&#8217;1-2 a campi invertiti, è il tap-in di Magrassi sulla paratona in mischia di Savini, un&#8217;azione convulsa iniziata di tacco da Risaliti. <strong>Galeandro</strong>, di là, non l&#8217;arrotonda. Il portiere di casa ci arriva sulla punizione deviata di Caponi, ma <strong>Gusu</strong> alza la mano sulla sfera rimessa dal fondo di<strong> </strong>Piana e il doppiettista di turno dal dischetto buca le mani all&#8217;unico ostacolo. Il 9 maggio, avversario a parte, si giocherà davvero nel nuovo stadietto-gioiello di Zanica? Facciamo un tifo sfrenato perché ciò accada. Peccato solo per il vuoto spinto sugli spalti. </p>
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		<title>Gasp canta l&#8217;Aida: &#8220;Primo tempo all&#8217;indietro, ma il Papu non si ferma mai&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2020 20:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Papu Gomez]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[penultima giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Stadio Tardini]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Tantissime volte abbiamo recuperato, magari dopo essere partiti al rallentatore. Stavolta abbiamo giocato all&#8217;indietro l&#8217;intero primo tempo. Ma se il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/12/Papu-Gomez-esulta-1024x668.jpg"><p><em>&#8220;Tantissime volte abbiamo recuperato, magari dopo essere partiti al rallentatore. Stavolta abbiamo giocato all&#8217;indietro l&#8217;intero primo tempo. Ma se il <strong>Papu</strong> non si ferma mai tirando fuori il colpo di classe in più, e gli altri si riciclano in <strong>ruoli</strong> non loro&#8230;&#8221;</em>. A bocce ferme, a <strong>Parma</strong>, Gian Piero <strong>Gasperini</strong> è orgoglioso di averla ribaltata, soprattutto per come c&#8217;è arrivata la squadra: <em>&#8220;Nel finale poteva esserci il 2-2, ma nella ripresa globalmente abbiamo fatto bene. Abbiamo raggiunto l&#8217;obiettivo prioritario della <strong>Champions</strong>, agguantando un sacco di record storici per la società. Il secondo posto sarebbe la ciliegina sulla torta&#8221;</em>, è l&#8217;imperativo categorico del tecnico per il finale di campionato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>.</p>
<p>Il dopogara è un elogio unico al collettivo: <em>&#8220;La squadra è sempre stata capace di trovare motivazioni nuove, partita dopo partita. Pensiamo già alla partita con l&#8217;Inter all&#8217;ultima giornata: difficile di per sé, ma con uno storico piazzamento in palio per noi</em> &#8211; continua il <strong>Gasp</strong> -. <em>Una sconfitta ci avrebbe tagliato fuori dal nuovo obiettivo, anche perché la <strong>Lazio</strong> avrebbe potuto sorpassarci. Nel rush finale, così, rimane tutto in ballo&#8221;</em>. La nota stonata, davanti alle telecamere di Sky Sport, si chiama Josip <strong>Ilicic</strong>, alias il Grande Assente che potrebbe continuare ahinoi a esserlo anche col PSG il 12 agosto nei quarti di Lisbona: <em>&#8220;Il suo recupero è difficile, viviamo alla giornata. Certo, uno con le sue caratteristiche non è sostituibile, senza di lui ci manca qualcosa&#8221;</em>.</p>
<p>Dicevamo di <strong>Gomez</strong>? <em>&#8220;Il <strong>Papu</strong> non molla mai, è un bergamasco adottato, un giocatore che la classe da tirar fuori nei momenti di difficoltà per trovare la giocata. Uno che si fa trovare sempre pronto e soffre gli allenamenti, ma sa giocare bene ogni tre giorni ed essere decisivo. Non si ferma più, non lo fa mai&#8221;</em>. Quanto ai cambi di posizione, altra lode sperticata all&#8217;abnegazione dei nerazzurri: <em>&#8220;I ragazzi è giusto che si prendano i meriti, giocano ovunque serva, con De Roon e Gosens centrali di difesa sui lati. Questa è una vittoria che ci dà moltissima energia e fiducia&#8221;</em>.</p>
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		<title>La Primavera batte l&#8217;Inter ed è irraggiungibile in vetta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2019 12:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Amad Diallo Traore]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[penultima giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Primavera]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Piccoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Inter 2-1 (1-1) ATALANTA (4-2-3-1): Ndiaye 6; Zortea 7, Okoli 6,5, Heidenreich 6,5, Delprato (cap.) 6; Colpani 7, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/05/Primavera-Atalanta-Inter.png"><p><strong>Atalanta – Inter 2-1 (1-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-2-3-1):</strong> Ndiaye 6; Zortea 7, Okoli 6,5, Heidenreich 6,5, Delprato (cap.) 6; Colpani 7, Da Riva 7 (45&#8242; st Gyabuaa sv); Peli 7 (39&#8242; st Pina Gomes sv), Kulusevski 7,5, Cambiaghi 6,5 (26&#8242; st Traore 7); Piccoli 7. A disp.: Carnesecchi, Bergonzi, Milani, Ghislandi, Cortinovis, Kobacki, Colley. All.: Massimo Brambilla 7.<br />
<strong>INTER (4-3-1-2):</strong> Dekic 7; Zappa 6, Nolan (cap.) 6,5, Ntube 6,5, Corrado 5,5; Gavioli 6 (18&#8242; st Roric ), Pompetti 6 (36&#8242; st Demirovic sv), Schirò 6,5; Gianelli 6 (31&#8242; st Grassini sv); Colidio 6 (32&#8242; st Burgio sv), Salcedo 7 (18&#8242; st Mulattieri 5,5). A disp.: Pozzer, Stankovic (p), Colombini, Rizzo, Serpe, Attys, Vergani. All.: Armando Madonna 6.<br />
Arbitro: Miele di Nola 6,5 (Spiniello e Festa di Avellino).<br />
<strong>RETI:</strong> 21&#8242; pt Schirò (I), 43&#8242; pt Piccoli (A), 37&#8242; st Traore (A).<br />
<strong>Note:</strong> mattinata piovosa, spettatori 300. Ammoniti Da Riva e Colidio per gioco scorretto. Corner 16-3, recupero 0&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Zingonia</strong> – L&#8217;<strong>Inter</strong> batte il colpo, l&#8217;<strong>Atalanta</strong> risponde con due rintocchi e la vetta del campionato <strong>Primavera 1</strong> a una giornata dal termine (sabato si va in casa dell&#8217;Empoli) è un discorso chiuso. <strong>64 punti a 56</strong> ai danni della Beneamata campione d&#8217;Italia uscente: si va alle Final Four da dominatori ufficiali della stagione regolare. Un risultato ottenuto non senza faticare, pur avendo conservato un&#8217;indubbia supremazia territoriale e di manovra, grazie anche alla qualità e al valore aggiunto dei “prestiti” di ritorno alla prima squadra di Gian Piero Gasperini.<br />
I nerazzurrini si affidano soprattutto alla gamba di<strong> Zortea</strong>, che non a caso innesca l&#8217;estirada destra di <strong>Kulusevski</strong> (10&#8242;) deviata in angolo da <strong>Dekic</strong>, ci prova di suo dalla lunga con la palombella intercettata dall&#8217;attento estremo ospite (12&#8242;) prima che si abbassi nel sette e quindi chiama a rimorchio l&#8217;ingrato Cambiaghi che spara altissimo pur avendo azzeccato il taglio al ventesimo. Nemmeno un giro di lancetta ed ecco la beffa, con Salcedo a rifinire dalla lunetta per l&#8217;inserimento di <strong>Schirò</strong> concluso dal tocco sotto di sinistro in rete in mezzo alle gambe di Ndiaye nonostante il tentativo di recupero di Colpani. Il pari viene sfiorato di lì a un tris cronometrico, quando il numero 1 di Madonna si allunga sul tiro-cross di Peli e poi salva anche sull&#8217;estrema sinistra atalantina.<br />
A 11&#8242; dall&#8217;intervallo l&#8217;ala di Ghisalba pesca ancora il compagno dall&#8217;altra parte: pallone colpito di fronte in elevazione, ma sorvola il montante. Niente paura, la magia è dietro l&#8217;angolo: Kulusevski chiama il triangolo a <strong>Da Riva</strong> e serve in lungolinea <strong>Piccoli</strong>, già a segno nel ko in rimonta dell&#8217;andata al “Breda” (Persyn e Gavioli i marcatori interisti dopo il penalty sbagliato da Colpani), che scaraventa sotto la traversa la sfera non rinviata puntualmente dalla retroguardia avversaria. Alle soglie dell&#8217;intervallo la rasoiata di Salcedo, imbeccato da Gavioli, si allarga troppo sul secondo palo. La ripresa comincia col legno di competenza difeso egregiamente da Dekic sull&#8217;assalto dal vertice destro del 2000 svedese, poi la doppia chance al 16&#8242;: la seconda palla concessa da calcio dalla bandierina sforna il sinistro di Okoli che il corpaccione del centravanti indirizza sull&#8217;incrocio pieno, la ribattuta di mancino di Peli viene sventata da Nolan in scivolata. Al 27&#8242; il piedone lo mette Da Riva su sponda di Piccoli, al culmine del quindicesimo corner a favore: mira sballata. Idem la stoccata radente dal limite di Colpani (33&#8242;), servito all&#8217;indietro dal fondo da Kulu, e allora tocca risolverla alla new entry <strong>Traore</strong>, a un ottovolante dal novantesimo, quando Peli chiama il fantasista alla sovrapposizione e dal secondo legno appoggiarla a porta sguarnita è un giochetto. Al 43&#8242; l&#8217;urlo di gioia dell&#8217;aspirante doppiettista di Sorisole viene strozzato in gola dall&#8217;offisde, perché sul suo sinistro suggerito da Da Riva c&#8217;è la sbandierata dell&#8217;assistente, mentre al 2&#8242; di recupero è lui a imboccarla ai guantoni nemici sul filtrante del demiurgo del gioco atalantino. Superlavoro per Dekic, che un minuto più tardi deve distendersi per negare il 3-1 a Colpani su punizione.</p>
<p><em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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