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	<title>Pierluigi Pizzaballa &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Quel mese di giugno che all&#8217;Atalanta ha cambiato la storia e la vita, da Pizzaballa a Gasperini: tutto in &#8220;Atalanta. Una vita da Dea&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 10:37:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Il critico-recensore cinematografico di Bergamo &#38; Sport è sempre e solo stato Giacomo Mayer, memoria storica dell&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/04/Atalanta.-Una-vita-da-Dea-parziale.jpg"><p>di<em><strong> Simone Fornoni</strong></em></p>
<p>Il critico-recensore cinematografico di Bergamo &amp; Sport è sempre e solo stato Giacomo Mayer, memoria storica dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> della cui vicenda dal secondo dopoguerra a oggi è uno dei pochi testimoni viventi con ben più di mezzo secolo di atalantinità militante, stavolta indegnamente sostituito dallo scrivente. Ma se il mestiere da giornalista cinefilo non s&#8217;improvvisa, la storia resta sempre e comunque fatta di date. E <em><strong>&#8220;Atalanta. Una vita da Dea&#8221;</strong></em>, diretto da <strong>Beppe Manzi</strong> e scritto con <strong>Massimo Vavassori</strong>, prodotto e distribuito da Nexo Studios col sostegno degli sponsor del club e delle Isitituzioni (Comune di Bergamo, Visit Bergamo e Confindustria Bergamo), non è banalmente né un docu-film come lo si presenta né un lungometraggio, bensì una piccola grande storia costruita mattone su mattone, oltre che dalla viva voce dei protagonisti, soprattutto dai momenti decisivi, quelli del cambio di svolta dal titolo di regina delle provinciali a regina d&#8217;Europa (League).&nbsp;</p>
<p>A contrassegnare questi passi verso la grandezza dell&#8217;espressione sportiva più pura e di sangue che Bergamo abbia mai avuto, anche se è a maggio (il 22, dell&#8217;anno scorso) che s&#8217;è fatta la storia alzando il trofeo sotto i cieli di Dublino in faccia al Bayer Leverkusen con la tripletta di Ademola Lookman, è <strong>giugno</strong>. La data di nascita del presidente <strong>Antonio Percassi</strong>, il 9, del 1953. Anche se nel film, proiettato ieri sera in anteprima a <strong>UCI Cinemas</strong> per squadra, società, partner e addetti ai lavori mentre dal 12 marzo sono in corso le prevendite on line per le proiezioni ufficiali <strong>da lunedì 14 a domenica 20 aprile</strong>, è l&#8217;unica che non si dice. Il 4, del 2010 il ritorno in sella, appunto, dell&#8217;uomo di Clusone, all&#8217;indomani dell&#8217;ultima retrocessione in B. Il 15, del 2016, la presentazione ufficiale di <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, l&#8217;artefice primo dell&#8217;epopea recente.&nbsp;</p>
<p>Ma il mese è lo stesso del primo trionfo, quello domestico, la prima Coppa, la Coppa Italia, ora non più figlia unica in bacheca. <strong>2 giugno 1963</strong>. Il giorno, il mese e l&#8217;anno di <strong>Pierluigi Pizzaballa</strong> e compagni, quel 3-1 al Torino a San Siro che l&#8217;indomani non fu festeggiato perché morì il <strong>Papa Buono</strong>, Giovanni XXIII, Angelo Giuseppe Roncalli da Sotto il Monte. Il pontefice bergamasco. E i bergamaschi, che per i morti hanno sempre avuto venerazione e rispetto, non erano, non sono né saranno mai gente che fa i caroselli quando un figlio amatissimo della loro terra sale a ricevere il premio dei giusti.</p>
<p>L&#8217;unico spoiler concesso a un&#8217;opera da andare a vedere e ammirare, con l&#8217;impresa di Dublino gratificata dalla colonna sonora originale del Maestro Andrea Brignoli: il gran portiere che fu e il grande tifoso-galantuomo che è, in &#8220;Atalanta. Una vita da Dea&#8221;, ammette di aver riconsiderato l&#8217;importanza di quel pezzo monumentale di storia, edificato anche con le sue mani portentose, solo con la conquista del primo trofeo internazionale 61 primavere dopo. Per tutti questi decenni, <strong>Pizzaballa, uno dei più grandi giocatori bergamaschi di sempre</strong>, non aveva dato peso a quel trofeo della coccarda. L&#8217;umiltà dei grandi, del resto, è il segreto di ogni successo, nella vita come nel calcio.</p>
<p><strong>ATALANTA. UNA VITA DA DEA: cos&#8217;è e come vederlo</strong><br />
Prodotto da Oki Doki Film, Officina della Comunicazione e Atalanta BC, e distribuito al cinema da Nexo Studios, ATALANTA. UNA VITA DA DEA è diretto da Beppe Manzi e scritto da Beppe Manzi e Massimo Vavassori. La distribuzione commerciale worldwide è affidata a Rai Com; Media Partner del film sono La Gazzetta dello Sport e RTL 102.5 come Radio Ufficiale. Il film è stato realizzato con il supporto di una rete di istituzioni costituita da Comune di Bergamo, Camera di Commercio, Confindustria Bergamo e Visit Bergamo.</p>
<p>Gold Sponsor del film è Cava Ghisalba, Main Sponsor sono Intesa Sanpaolo, Isocell Prefabbricati, Giambarini Group e Laston Pavitel Group. Hanno inoltre sostenuto il progetto Technix, Italpol Vigilanza, Heidelberg Materials, TenarisDalmine, Fra.Mar, RadiciGroup, Viktor e LineaVita.</p>
<p>La lista dei cinematografi che lo proiettano dal 14 al 20 aprile prossimi è reperibile <a href="https://www.nexostudios.it/movie/atalanta-una-vita-da-dea/#cercacinema">QUI</a>. In provincia di Bergamo, oltre a UCI Cinemas all&#8217;interno di Oriocenter, ci sono: il Capitol, Lottagono (oratorio di San Paolo Apostolo) e Cineteatro Boccaleone a Bergamo città; Anteo Spaziocinema a Treviglio, Multisala Iride a Costa Volpino, Aurora a Grumello al Monte, Cinema Branzi, Nuovo Cineteatro di Albino, Cinema Oratorio di Ardesio, Cineteatro San Fedele a Calusco d&#8217;Adda, Loverini di Gandino, Parrocchia San Filippo a Nembro, Auditorium San Zeno di Osio Sopra, Forzenigo di Villa d&#8217;Ogna (Bergamo), Sala della Comunità a Calcinate, Cinema Teatro Nuovo di Chiuduno, Garden a Clusone, Centrale di Leffe, Sala Della Comunità a Osio Sotto, Cinema Agorà a Petosino, Cineteatro Rivellini a Romano di Lombardia, Cinema Teatro Nuovo di Trescore Balneario, Cineteatro Cagnola di Urgnano, Trieste di Zogno, Cineteatro Gavazzeni di Seriate e Arcadia Stezzano ne Le Due Torri.</p>
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		<title>Pizzaballa e l&#8217;amarcord del &#8217;63: lo speciale Coppa Italia di SeilaTv (all&#8217;interno dell&#8217;articolo)</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2024 12:04:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono giorni di euforia a Bergamo per l’Atalanta, che si giocherà due finali in una settimana: il 15 maggio, a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/05/nelson-dida-gigi-pizzaballa-TIT_5600-1024x681.jpg"><p>Sono giorni di euforia a Bergamo per <strong>l’Atalanta</strong>, che si giocherà due finali in una settimana: il 15 maggio, a Roma contro la Juventus per la <strong>Coppa Italia</strong> e il 22 maggio, a Dublino contro il Bayer Leverkusen per l’Europa League. E dire che l’unico trofeo nerazzurro della storia è datato <strong>1963</strong>, precisamente il 2 giugno, quando <strong>Angelo Domenghini</strong> stese il Torino a San Siro: 3-1 con tripletta del lalliese.</p>
<p><strong>Seilatv</strong> dedica a quella storica finale uno speciale curato da <strong>Federico Biffignandi</strong>, già valente attaccante del calcio bergamasco tra le altre con Brembate Sopra e Loreto, ripercorrendo le tappe che portarono al successo e tracciando la Bergamo dell’epoca. Una vittoria mai festeggiata, perché dopo poche ore <strong>Papa Giovanni XXIII</strong>, il Papa bergamasco, morì. E se quest’anno, dopo 61 anni, la coppa venisse bissata? Cosa succederebbe? Rispondono Stefano Serpellini de L&#8217;Eco di Bergamo, il titolare di quel pomeriggio <strong>Pierluigi Pizzaballa</strong>, Monsignor Giulio Dellavite (segretario della Curia vescovile di Bergamo) e Giordano Signorelli di Tuttosport. L&#8217;accompagnamento musicale, alla chitarra, è della studentessa Gaia Carissimi.</p>
<p><iframe title="SPECIALE COPPA ITALIA: ATALANTA, 61 ANNI DOPO?" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ifznXxpve3I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta piange Cometti, grande romanese, eroe di coppe</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 10:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 2 giugno 1963, a Milano, c&#8217;era Pierluigi Pizzaballa. Era la finalissima di Coppa Italia col Torino, le sostituzioni non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/04/Zaccaria_Cometti_-_Atalanta_BC.jpeg"><p>Il 2 giugno 1963, a Milano, c&#8217;era Pierluigi <strong>Pizzaballa</strong>. Era la finalissima di Coppa Italia col Torino, le sostituzioni non esistevano e il secondo nemmeno poteva accomodarsi in panchina. Il 14 ottobre successivo, nello spareggio di <strong>Coppa delle Coppe</strong> a Barcellona con lo Sporting Lisbona, invece, tra i pali c&#8217;era lui, <strong>Zaccaria Cometti</strong>, volato via a parare nei cieli stamattina nella sua abitazione di Romano di Lombardia, a 83 anni, essendoci nato il 7 gennaio 1937. A strapparlo alla storia dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> e alla gloria, sempre il nemico di questi tempi tristi, lo stramaledetto <strong>Coronavirus</strong>.</p>
<p>Un eroe di coppe che precedette nella fama il grande rivale del ruolo, la figurina mancante, anche se per tanti anni la numero 1 spettò proprio al romanese Cometti, a lungo nello staff tecnico nerazzurro dopo il ritiro dal calcio giocato avvenuto a Trento in C nel 1972 dopo un biennio. Cresciuto nella Fiorita, società locale, fu nerazzurro dal 1957 al 1970 con 204 presenze: 177 in campionato, 11 in Coppa Italia, 6 in Coppa Rappan, 4 in Coppa dell’Amicizia, 5 in Mitropa Cup e 1 in Coppa delle Coppe, appunto, il 14 ottobre 1963, nello spareggio di Barcellona con lo Sporting Lisbona (3-1 per i portoghesi) del primo turno dopo l&#8217;infortunio patito da Pizzaballa nella gara di ritorno in Portogallo il 9 (stesso punteggio; 2-0 per i padroni di casa, invece, il 4 settembre a Bergamo).</p>
<p>Un attimo di gloria regalatogli da una lussazione al gomito del &#8220;Ligi&#8221;, mentre nella gara precedente, in corso d&#8217;opera, c&#8217;era dovuto andare l&#8217;attaccante argentino Salvador <strong>Calvanese</strong>. Cometti, tecnico nelle giovanili dal 1975 al 1977, fu quindi vice della prima squadra fino al 1990, da Titta Rota – allenando anche il grande rivale, tornato a fine carriera – a Emiliano Mondonico passando per Bruno Bolchi, Giulio Corsini, Ottavio Bianchi e Nedo Sonetti. La chiusura nel ’92, esclusivamente da preparatore dei portieri, sotto Bruno Giorgi che aveva sostituito Piero Frosio, prima dell’avvento di Marcello Lippi in panchina.</p>
<p>L&#8217;Atalanta Bergamasca Calcio, dal canto suo, ne commemora la grande figura attraverso una nota di cordoglio sul sito ufficiale. <em>&#8220;Atalanta in lutto per la scomparsa di Zaccaria Cometti. Bergamasco di Romano di Lombardia, Cometti è uno dei portieri cresciuti alla scuola di Carletto Ceresoli, gioca in Prima Squadra per 11 stagioni, diventa poi allenatore del vivaio, quindi allenatore in seconda ed infine, dal 1975 al 1990, allenatore dei portieri. In totale sono 38 anni: è un assoluto esempio di fedeltà ai colori nerazzurri</em> &#8211; si legge -. <em>Zaccaria Cometti fa parte dell’indimenticabile e storica Atalanta che il 2 giugno 1963 a San Siro supera in finale 3-1 il Torino conquistando la Coppa Italia. È da considerare tra gli atalantini di sempre. Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta partecipano al dolore dei familiari ai quali rivolgono le più sincere e commosse condoglianze&#8221;</em>. </p>
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