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	<title>polemiche &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Perché l&#8217;Atalanta fa le fortune di Gasperini e viceversa e perché è ridicolo mettere l&#8217;una contro l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 09:01:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Apriti cielo. Nello squarcio che dall&#8217;infinito guarda giù sotto ai comuni mortali, riecco la litania del mister [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/12/IMG-20241222-WA0057-1.jpg"><p>di <em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p>Apriti cielo. Nello squarcio che dall&#8217;infinito guarda giù sotto ai comuni mortali, riecco la litania del mister contro la società. Gli occhiali inforcati col <strong>Cagliari</strong>, con un rigore negato per il mani di Augello sulla palla dentro di <strong>Toloi</strong> e un gol annullato a Brescianini senza alcuna carica, oltretutto di spalle, dello spondista Posch sul portiere altrui Caprile, sono bastati e avanzati ai commentatori della rete e in generale dell&#8217;etere da prosopopea per definire agli sgoccioli il rapporto tra <strong>Gian Piero Gasperini</strong> e l&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Motivazioni a sostegno della tesi, nemmeno originale e anzi un po&#8217; vecchiotta e frusta? Gli attaccanti che mancano e di cui l&#8217;allenatore, microfono alla mano, ha denunciato di <em>&#8220;soffrire tremendamente l&#8217;assenza&#8221;</em>.</p>
<p>Ha fatto pure nome e cognome, <strong>Ademola Lookman</strong>, <em>&#8220;quello dallo spunto in più che può far svoltare le partite&#8221;</em>, assente dalla vigilia di Barcellona e scusate se è poco, dichiarando il vero fino a prova contraria quando ha sottolineato che ormai per completare il reparto i centrocampisti adattati non solo concludono le partite, ma spesso devono iniziarle. Così hanno voluto il fato, leggi <strong>Scamacca</strong>, e un calciomercato dallo switch tra <strong>Zaniolo</strong>, evidentemente poco disposto a restare al prezzo di mercanteggiare un utilizzo alla giornata, e <strong>Maldini</strong>, quasi subito infortunatosi. Leggerci la volontà del club di accontentarsi solo dei soldi di un&#8217;altra qualificazione alla <strong>Champions League</strong> è oltre il ridicolo. Non è che a gennaio-inizio febbraio l&#8217;Everton o chi per esso ti regala il Beto Betuncal di turno solo perché sei rimasto con un centravanti solo, <strong>Mateo Retegui</strong>, che porta impressi i segni dell&#8217;usura nonostante venga spesso assoggettato a turnover a partita in corso. Non è che Bergamo abbia la calamita per i saldi di fine stagione, per cui improvvisamente tutte le punte valide con gol e assist in canna cambiano casacca a mo&#8217; di mercenari per cucire le toppe sui guai dell&#8217;infermeria nerazzurra. E poi i segnali di risveglio da tardo debuttante di <strong>Vanja Vlahovic</strong>, matchball sfiorato nel finale di un rimbalzino, ci stanno raccontando che forse una controfigura c&#8217;è, in carne e ossa.</p>
<p>Questa storiella della contrapposizione continua tra front office di Zingonia e manico della panchina, oltre che smentita sonoramente dall&#8217;interessato, e poco importa che la colpa sia sempre dei giornalisti come se fossero tutti uguali, è oltre i limiti dell&#8217;assurdo. Almeno quanto la bizzarra teoria che se gli uomini sono contati sia per volontà del Gasp stesso. Fandonie. Cretinate. Va bene la più volte dichiarata preferenza per la <strong>rosa corta</strong>, ma sono anni che la Dea è sovradimensionata di intere rampe di scale rispetto al <strong>Genoa</strong>, ovvero il precedente non plus ultra della carriera da responsabile tecnico dell&#8217;uomo che da nove stagioni sta facendo le fortune sportive di un progetto dall&#8217;asticella sempre alzata, ma nessun essere senziente rimarrebbe coi difensori e gli attaccanti contati apposta per doversi scervellare, raffazzonando anche il piano tattico ossia virando più o meno sottotraccia al 4-2-3-1, in sede di assegnazione di maglie e ruoli.</p>
<p>Il mister, anche se qualcuno fa tuttora orecchie da mercante, ha ripetuto fino alla nausea che in attacco le concorrenti erano numericamente al completo e lui invece no. Questo, in lingua italiana corrente, equivale a volerne fortemente un sesto. Invece il crac muscolare della pertica di Fidene gliene ha riconsegnati quattro. Colpa sua? Colpa di chi non è riuscito a prendergliene? Esiste davvero chi addebita all&#8217;una o all&#8217;altra parte la perversione di mettersi nei guai per dispetto alla presunta controparte? Il rapporto sarebbe agli sgoccioli proprio per questo?</p>
<p>Il <strong>barzellettiere</strong> alla Gino Bramieri sarebbe divertente quell&#8217;attimo, se tutti non ne conoscessero le battute da un paio di generazioni. Quello, invece, dei pareri in libertà non richiesti, che ci si metta la firma o la faccia oppure no, comprese le prediche da don Muso Duro al turnover col ritorno dei playoff di Champions alle porte, lo spartiacque superdecisivo di un&#8217;annata che tutto sembra (podio in campionato senza fughe di Napoli e Inter) tranne che andata in vacca o con le quaglie, è il più deprimente e sconsolante di tutti. Tanto da mandare in depressione perfino chi scrive, che tifa Juventus. Ecco, relativizzare paragonando la situazione di casa propria, perché per i tifosi <strong>l&#8217;Atalanta</strong> è casa quanto lo è Bergamo coi suoi campanili e i parrocchiani dediti a dar credito ai più variopinti campanari, potrebbe essere un&#8217;efficace medicina. Gasperini contro i Percassi con Tony D&#8217;Amico preso in mezzo? Siamo non alle fantasie malate, ma alle parafilie. Come inventarsi un modo cretino per farsi del male.</p>
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		<title>Gasperini e i sassolini dalle scarpe: &#8220;Polemiche della stampa dannose, Zapata ha sbagliato a voler tirare il rigore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 22:15:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo &#8211; Dal &#8220;Pelé punto di riferimento della nostra generazione&#8221; al &#8220;diciassettenne di Zingonia molto promettente e sotto osservazione&#8221;, passando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/05/Atalanta-Salernitana-Gasperini-arrabbiato.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Dal <em>&#8220;<strong>Pelé</strong> punto di riferimento della nostra generazione&#8221;</em> al &#8220;<em>diciassettenne di Zingonia molto promettente e sotto osservazione&#8221;</em>, passando per un knock down alla stampa locale definita &#8220;zavorra&#8221; e un altro a <strong>Duvan Zapata</strong> &#8220;che ha sbagliato a voler tirare il rigore, perché bisogna giocare per la squadra senza sentirsi sotto pressione e rispettandone i valori&#8221;. Ne ha per tutti, in senso buono e tutto il suo contrario, <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, nel dopogara dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, ko di corto muso con l&#8217;<strong>AZ Alkmaar</strong> del fratellino d&#8217;arte Peer Koopmeiners. Ma il <strong>messaggio</strong> che emerge è uno solo, diretto come un gancio sul ring: <em>&#8220;Non è <strong>l&#8217;Europa</strong> l&#8217;obiettivo della squadra attuale. La strada da seguire è quella di sempre, <strong>valorizzare, vendere e reinvestire</strong>: per la prima volta, la scorsa stagione, che non siamo riusciti a rimanere in alto, ne sono conseguite polemiche che ci danneggiano&#8221;</em>, il monito dell&#8217;allenatore nerazzurro.</p>
<p><strong>GASPERINI E LA STAMPA.</strong> Non si placa il continuum di dissapori con i mass media, specialmente il gruppo editoriale più in vista del panorama bergamasco. <em>“Le mie scelte sono completamente diverse da quelle che leggo sui giornali. Non credo che l&#8217;Europa debba essere l&#8217;unico obiettivo di una società che in questi anni ha fatto <strong>plusvalenze enormi</strong> giocando contro squadre che hanno accumulato debiti enormi. S&#8217;è persa la misura della straordinarietà dei risultati degli anni passati. Oggi secondo me non si può dire che questa squadra debba andare in Champions o in Europa”</em>, ha rincarato la dose il Gasp. Che motiva la fiera rampogna verso il mondo dell&#8217;informazione infiorettandolo di casus belli vecchi e nuovi: <em>&#8220;Ho la sensazione che troppe cose distolgano l&#8217;attenzione dalla nostra reale dimensione: noi dobbiamo valorizzare i giovani. Era già assurdo considerare la scorsa stagione come un fallimento, quando sui casi da moviola contrari non sono mai stato appoggiato. All&#8217;inizio di questo campionato siamo stati nove-dieci giornate in testa: le polemiche fanno male alla squadra. Un allenatore può iniziare in ciclo altrove, la squadra continuerà a vivere. Ma finché qui ci sarò io, le scelte competeranno a me e a nessun altro&#8221;</em>. E ancora, sul turnover di Lecce con nove undicesimi di partenza cambiati rispetto al Napoli nel novembre scorso: <em>&#8220;Se faccio giocare Ruggeri, che in questo tour di amichevoli durante la pausa ha fatto benissimo. è perché intravvedo la possibilità di far crescere un giocatore. Pasalic, Zapata, Ederson, Malinovskyi e Djimsiti: i giocatori importanti erano tutti in campo. Allora per colpa di chi abbiamo perso?&#8221;</em>.</p>
<p><strong>IL GASP E LA FUCINA-ZINGONIA.</strong> Argomento, quello dello svecchiamento dell&#8217;organico, che offre il destro per rimarcare la necessità di attingere dal vivaio di casa. <em>“<strong>Ruggeri</strong> è l&#8217;unico mancino che abbiamo in questo momento, ha anche fatto assist importanti, ha solo vent&#8217;anni, non ha mostrato qualità straordinarie in prospettiva ma in questi mesi mi è piaciuto tanto: per profili come il suo ci vuole un po&#8217; di pazienza, il settore giovanile di Zingonia può essere in grado di coprire ruoli come il suo senza bisogno di andare sul mercato”</em>. Un elogio inatteso a Marco Palestra, pur senza nominarlo, dopo averlo gettato nella mischia nelle precedenti amichevoli internazionali: <em>&#8220;C&#8217;è questo diciassettenne, sempre in fascia, sotto osservazione, che sta dimostrando doti non comuni ed è sotto osservazione&#8221;</em>.</p>
<p><strong>GASPERINI E ZAPATA.</strong> Il Toro di Cali, invece, già al centro della &#8220;richiesta di chiarimenti alla Società&#8221; nel post Inter alle soglie della pausa, per aver sbuffato all&#8217;atto della sostituzione col naturale successore da prima punta <strong>Rasmus Hojlund</strong>, è destinatario dell&#8217;altra abbondante levata di sassolini dalle scarpe che il mago di Grugliasco s&#8217;è voluto concedere, senza bisogno di domande così penetranti. <em>“Un brutto segnale che <strong>Zapata</strong> abbia voluto tirare il rigore per forza, avevamo in campo due specialisti come Muriel e Koopmeiners. Un segnale di pressione percepita dall&#8217;esterno che non va affatto bene. Bisogna attaccarsi la maglia addosso e giocare per la squadra con più sentimento e carattere, rispettando i valori di quest&#8217;ambiente. Non abbiamo grande forza fisica e perciò fatichiamo a recuperare palloni, non abbiamo grande qualità e quindi soffriamo contro squadre come l&#8217;AZ che si esprimono bene su questi due piani. Ma lo spirito bisogna mettercelo sempre&#8221;</em>.</p>
<p><strong>GASP L&#8217;AMERICANO.</strong> Il mister ha poi fatto cenno alla trasferta di fine novembre di dirigenza e staff in quel di Boston a casa del co-chairman <strong>Stephen Pagliuca</strong>. <em>“Un incontro molto formativo, il mondo americano è molto diverso: se fai i risultati, guadagni. La gestione è molto simile a quella dei <strong>Percassi</strong>: nei <strong>Celtics</strong> l&#8217;ambiente è molto familiare, sono i contesti a essere diversi, dal pubblico al business. Non c&#8217;era niente da chiarire sulla linea da seguire per quanto mi riguarda, era già tutto molto chiaro”</em>.</p>
<p><strong>GASP E LE AMICHEVOLI.</strong> <em>“Le prime tre sono andate bene, globalmente abbiamo lavorato al meglio al netto dell&#8217;influenza che ha colpito via via alcuni giocatori. E&#8217; stato un buon periodo, l&#8217;organico è in buona condizione. <strong>Demiral</strong> s&#8217;è fermato quasi subito, nei primi giorni di allenamento della preparazione tardo-autunnale e invernale. <strong>Hateboer</strong> sta recuperando, Musso giovedì mattina ha avuto un infortunio domestico alla caviglia sinistra e ci vorrà qualche giorno: non so se rientreranno con lo Spezia alla ripresa del campionato. <strong>Pasalic</strong> è rientrato stamattina dopo aver smaltito l&#8217;influenza. Non sarà comunque un gennaio facile, soprattutto per le polemiche dall&#8217;esterno che ci condizionano. E ancora devo sentir parlare di fallimento per il sesto miglior piazzamento di sempre della storia atalantina. Per rispetto del pubblico daremo il massimo possibile. Ma non si può affermare che l&#8217;Europa sia l&#8217;obiettivo&#8221;</em>.</p>
<p><strong>GASPERINI E O REI.</strong> <em>&#8220;Oggi ognuno si fa la sua classifica sul più forte di tutti i tempi, mentre a quelli di Pelé eravamo tutti d&#8217;accordo. Il rimpianto è di non averlo ammirato abbastanza in televisione, perché erano trasmesse relativamente poche partite. Una leggenda che è stata il punto di riferimento della nostra generazione. Era sopra tutti, era il calcio&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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