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	<title>punta &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Scamacca di tacco e di punta: l&#8217;Atalanta batte il Cagliari, ma che strizza!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 21:56:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[15a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 13 dicembre (ore 20.45) Atalanta &#8211; Cagliari 2-1 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/531ae161-6f1d-43e1-9ae2-a287aa472328.jpeg"><p>15a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 13 dicembre (ore 20.45)<br />
<b>Atalanta &#8211; Cagliari 2-1 (1-0)</b><br />
<b>ATALANTA (3-4-2-1):</b> Carnesecchi 6; Kossounou 6,5 (34’ st Pasalic sv), Djimsiti 6,5 (9’ st Ahanor 6), Kolasinac 6,5; Zappacosta 6,5 (34’ st Samardzic 7), De Roon (cap.) 6, Ederson 6,5 (21’ st Musah 6), Bernasconi 6,5 (21’ st Zalewski 6,5); De Ketelaere 7, Lookman 6; Scamacca 8. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 42 Scalvini, 44 Brescianini, 70 Maldini, 90 Krstovic. All.: Raffaele Palladino 6,5.&nbsp;<br />
<b>CAGLIARI (4-4-2):</b> Caprile 6,5; Zappa 6 (13’ st Prati 6), Luperto 5,5 (43’ st Pavoletti sv), J. Rodriguez 5,5 (21’ st Idrissi 5,5), Obert 6; Palestra 6,5, Adopo 5,5 (42’ st Luvumbo sv), Deiola (cap.) 6, Folorunsho 7; S. Esposito 6,5, Borrelli 5,5 (13’ st Gaetano 6,5). A disp.: 24 Ciocci, 31 Radunovic; 23 Pintus, 18 Di Pardo, 4 Mazzitelli, 20 Rog, 27 Liteta, 9 Kilicsoy. All.: Fabio Pisacane 6,5.&nbsp;<br />
<b>Arbitro:</b> Di Marco di Ciampino 6,5 (Mondin di Treviso, Miniutti di Maniago; IV Mucera di Palermo. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. Fabbri di Ravenna).<br />
<strong>RETI:</strong> 11’ pt e 36’ st Scamacca (A), 30’ st Gaetano (C).<br />
<strong>Note:</strong> serata serena e non rigida, spettatori 21.695 per un incasso di 463.933,33 euro. Ammoniti Bernasconi, J. Rodriguez, per gioco scorretto, Gaetano per eccesso di esultanza. Tiri totali 16-8, nello specchio 7-1, parati 5-0, respinti/deviati 4-2. Var: 1 (check offside sul gol annullato al 94&#8242; a Luvumbo: Folorunsho in posizione irregolare sul lancio di Esposito). Corner 5-4, recupero 2’ e 5’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Daje de tacco, daje de punta! Perfino tirandosela dal destro sul sinistro. Incredibile. <strong>Gianluca Scamacca</strong> delizia la News Balance Arena per metterla subito in discesa per poi imbracciare la doppietta sotto le gambe di <strong>Caprile</strong> al secondo tentativo in uno, servito dallo scavino di <strong>Samardzic</strong>. La strizza per il pari di <strong>Gaetano</strong>, tocco sotto di destro sull’uscita di Carnesecchi lungo la combinazione da sinistra Folorunsho-Esposito, conosce un prosieguo da thrilling col gol del possibile 2-2 annullato a Luvumbo al 94’, ma la torre di Pavoletti è in posizione irregolare di un metro. Si torna a vincere a 13 giorni dal primo successo in campionato di Raffaele <strong>Palladino</strong>, da ex con la Fiorentina, da allenatore dell’<strong>Atalanta</strong>. Era importante spezzare un trend da mani nei capelli da 4 ko nelle ultime 5 uscite sul fronte interno, anche se non sono tutte rose e fiori. E Djimsiti, contro un <strong>Cagliari</strong> bravo solo a tratti e solo in ripartenza, s’è fatto male al flessore destro.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il doppio squillo di <strong>Lookman</strong> al settimo su filtrante dell’accentrato De Ketelaere, con Rodriguez a dargli spazio uscendo troppo alto, dà la sveglia alla sfida ma non al punteggio, perché Caprile chiude bene Lookman in uscita e il nigeriano calcia sull’esterno della rete il tap-in mancino con Obert appostato a difesa del palo. Rocambolesco il vantaggio poco oltre il decimo, quando il Pallone d’Oro d’Africa prende il fondo grazie alla sventagliata di Ederson e sullo scarico il tiro di Zappacosta al di là del vertice destro diventa l’assist per la correzione col “calcanhar de ouro” alla Socrates dell’uomo di Fidene. Al 18’ sbuca innocua la testa dell’ex Palestra sulla seconda palla concessa, ma i ritmi si cloroformizzano e le chances diventano più episodiche. Bella e puntuale la chiusura di Bernasconi ai danni del volto noto Palestra, un confronto tra esterni premiante per il mancino a piede forte vanificando il lancio basso di Esposito. Una lancetta e mezza scarsa più tardi, Brasile e Nigeria combinano nello stretto trovando l’opposizione di Luperto in corner dal quale (batte Bernasconi) svetta Djimsiti in mischia senza danni per i sardi (26’). Impasse ad alto rischio, invece, a una dozzina abbondante dall’intervallo, quando De Roon liscia di testa il traversone di Zappa e Kossounou rimedia alzando il muretto a secco addosso a Obert, pronto alla ribattuta.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La punta napoletana degli ospiti è costretta a girare al largo sganciandola da fuori, mentre l’apripista (39’) si vede negare la doppietta dall’ultimo ostacolo sulla verticalizzazione minima del fiammingo, così come Lookman il rompiaghiaccio personale su apertura del suo centrattacco sferrando il mancino ripreso poi da CDK: la palla s’impenna su Obert oltre la traversa (41’).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Se si va alla pausa col brivido in stacco aereo di Borrelli su pallone a rientrare dalla sinistra di Folorunsho, nella ripresa la coscia destra tradisce Djimsiti e, con Hien influenzato, deve subentrargli Ahanor da perno. Musah, sostituto di Ederson, ci prova di sinistro da fuori area senza successo al 23&#8242;: nel frattempo Pisacane ha già cambiato due moduli, dal tridente al terzetto anche dietro. Palla dentro dalla mancina di Folorunsho per Esposito e per la new entry altrui c’è il tocco sotto di destro del pari, ma l’ariete là davanti ne sa una più del diavolo come il suo allenatore. Il serbo da esterno a piede invertito sgancia lo scavino, la gambona del 9 serve a mandare fuori tempo Luperto e quindi a far secco il portiere nemico a gambe aperte. Due chances neutralizzate a Zalewski e finisce con un&#8217;altra apnea. <em><strong>SF</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’Atalanta regala Hojlund al Gasp il giorno del Patrono di Bergamo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 21:16:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Bergamo fa festa Sant&#8217;Alessandro, a Zingonia tutta l&#8217;Atalanta insieme all&#8217;allenatore Gian Piero Gasperini che ne ricava la sospirata punta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/08/maxresdefault.jpg"><p style="text-align: left;">A Bergamo fa festa Sant&#8217;Alessandro, a Zingonia tutta l&#8217;Atalanta insieme all&#8217;allenatore Gian Piero Gasperini che ne ricava la sospirata punta centrale di riserva, il futuro titolare potenziale. Il 26 agosto,&nbsp; festa patronale cittadina,&nbsp; è il giorno di Rasmus Hojlund, attaccante danese classe 2003 dello Sturm Graz, destinato a firmare per 4 anni dopo essere costato 17 milioni più 3 di bonus. Fino alla sessione invernale il centravanti mancino danese classe 2003 aveva militato nel FC Copenaghen.&nbsp;</p>
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		<title>200 volte col numero 10. Il Papu è l&#8217;Atalanta</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 11:14:37 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le celebrazioni, invero parche e sobrie, a mo&#8217; di comunicato sul sito ufficiale, sono di rito, anche se dopo una partita dominata e buttata via in pochi istanti come quella con la Lazio le rende vagamente insipide. La la <strong>duecentesima volta</strong> con la maglia <strong>numero 10</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> di Alejandro <strong>Gomez</strong> è qualcosa di talmente unico e speciale che vale la pena spenderci su qualche riga in più.&nbsp;</p>
<p>Statisticamente il Papu è andato a segno una partita su quattro, essendo a quota <strong>50</strong> nell&#8217;appuntamento col fondo del sacco, solitamente la cifra della carriera e della vita per chi sul passaporto professionale ha scritto attaccante. Ma il bonaerense naturalizzato italiano per matrimonio con la sua architetta Linda Raff, papà di Bautista, Costantina e Milo, a Bergamo è più di un <strong>capitano</strong> o una bandiera, o ancora un <strong>goleador</strong> di scorta, visto che il titolo di cannoniere interno con 16 palloni insaccati nel 2016-2017 pare irripetibile.&nbsp;</p>
<p><strong>Gomez</strong>, il fantasista-leader partito all&#8217;ala, ruolo che ricopriva fin da ventunenne immigrato nel Catania, arrivato in nerazzurro da esterno alto agli ordini di Stefano <strong>Colantuono</strong>, ha accompagnato per mano la fuoriuscita della Dea dalla dimensione abituale di ninfetta da salvezza nella scalata all&#8217;Olimpo del calcio. Finora quello nazionale, anche se a conti fatti con lui e Gian Piero Gasperini si è tornati in Europa dopo più di un quarto di secolo e l&#8217;attualità parla della primissima esperienza in Champions League.&nbsp;</p>
<p>Col Papu, mano nella mano, da quel <strong>21 settembre 2014,</strong> battesimo del fuoco atalantino in casa contro la Fiorentina, un ko siglato dal futuro compagno Jasmin Kurtic, sono cresciuti tutti. Paedon, siamo cresciuti tutti. Dalla città a una provincia finalmente sprovincializzata e aperta a sfide internazionali. Dalla società alla squadra, con un organico da far paura, alimentato dall&#8217;appetito di ambizioni e atmosfere mai respirate in precedenza. È cresciuto lui in primis, il Papu. Sballottato sotto Edy <strong>Reja</strong> dall&#8217;artiglieria leggera del tridente, con German Denis boa e Maxi Moralez dall&#8217;altra parte, a un ruolo ancora indefinito sulla trequarti, quasi sempre schiacciato a sinistra per fare spazio agli innesti di gennaio (2016, non una vita fa) Alino Diamanti e Marco Borriello, quando si difendeva a quattro.</p>
<p>Seconda punta col Gasp, tre anni fa, salvo arretrare fra le linee nell&#8217;autunno scorso, complice una rivoluzione tattica decisa in nome degli equilibri, contro il Chievo, una cinquina sporca. Avercene. Aggiungiamoci anche 51 fra assist e rigori procurati, e avremo il campione ideale, da sangue agli occhi e da sangue versato per la causa fino all&#8217;ultima goccia. Sabato 19 ottobre, con la Lazio, ce l&#8217;ha avuto freddo abbastanza per punire Strakosha solo una volta su due, ma fin lì c&#8217;è arrivato sopportando i crampi. L&#8217;unico, inimitabile Papu Gomez.&nbsp;</p>
<p><em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Esterno e attaccante, quanti nomi per il Gasp</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Aug 2019 12:37:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sembra una lotta fra mancini per completare i due reparti che secondo Gian Piero Gasperini sono da rinforzare in vista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/GastonRamirezUdineseCalciovUCSampdoriaa-uG3Lrpbiul.jpg"><p>Sembra una lotta fra mancini per completare i due reparti che secondo <strong>Gian Piero Gasperini</strong> sono da rinforzare in vista dell&#8217;impegno in <strong>Champions League</strong>. Ma in ballo restano i due dell&#8217;attacco, perché nella lista dei laterali in cima c&#8217;è il franco-senegalese <strong>Youssouf Sabaly</strong>, destro naturale come Timothy Castagne e come il belga in grado di vangare entrambe le corsie. L&#8217;<strong>Atalanta</strong> sfoglia la margherita del calciomercato stando alla finestra, ma il doppio colpo in tema di <strong>quarto esterno</strong> (Arek Reca non resterà) e<strong> sesto attaccante</strong> prima o poi andrà piazzato.&nbsp;</p>
<p>Quali nomi usciranno allo scoperto? Per adesso, a livello di rumors, seppur piuttosto insistenti, c&#8217;è il derby per completare il reparto delle punte tra il sampdoriano <strong>Gaston Ramirez</strong> (&#8217;90:<em> nella foto in copertina</em>), in realtà un trequartista fatto e finito, e il solito sogno proibito dell&#8217;allenatore nerazzurro, quel <strong>Suso Fernandez</strong> (&#8217;93) che di stare tra le linee nel rombo del Milan by Marco Giampaolo ne ha già le tasche piene (nonostante il gol apripista ieri in Kosovo). Un <strong>blucerchiato</strong> ed un <strong>ex genoano</strong>, una stracittadina fra mancini puri e dotati di fantasia, col primo preferibile nei calci da fermo e il secondo molto più punta.</p>
<p>Se davanti di destripede rimane nei desiderata <strong>Diego Farias</strong> del Cagliari, più vicino idealmente al profilo richiesto dal Gasp in quanto seconda punta effettiva ma ormai accasatosi a Lecce, sulle corsie di tutti sinistri ormai non rimane anima viva. <strong>Luca Pellegrini</strong> è stato ripromesso al Cagliari, stavolta dalla Juventus, proprietaria del cartellino dopo aver ceduto alla Roma l&#8217;ex atalantino Leonardo Spinazzola. E <strong>Federico Dimarco</strong>, anche lui mancino, pare sia destinato a restare aggrappato alla casa madre dell&#8217;Inter, tornatovi com&#8217;è dopo i prestiti formativi di Empoli e <strong>Parma</strong>.</p>
<p>Un &#8217;99 e un &#8217;97 di talento che sfumano, peccato. Fra le poche certezze, almeno tre verità. Suso costa 30 milioni, il triplo di Ramirez. Sabaly costa 9. Infine, le dirette concorrenti o supposte tali dell&#8217;Atalanta mai e poi mai venderebbero quel che serve a Gasperini e ai Percassi. A meno che non contino solo i soldi, appunto. Pescare l&#8217;usato sicuro e già performante all&#8217;estero è comunque più economico che strappare i quasi chilometro zero nel Belpaese.</p>
<p><em><strong>S.F.</strong></em></p>
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