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	<title>Raffaele Palladino &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Obiettivo centrato&#8221;. Raspadori: &#8220;Stima per lui&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2026 19:39:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Col minimo sforzo e pure con la festa sotto la curva. Raffaele Palladino, dopo il ko di corto muso col [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/c26e0a6b-47e8-48df-a5d4-7bcd4b9b7ffd.jpeg"><p>Col minimo sforzo e pure con la festa sotto la curva. <strong>Raffaele Palladino</strong>, dopo il ko di corto muso col <strong>Bologna</strong>, rivendica una volta di più il lavoro in sella all&#8217;<strong>Atalanta</strong> settima e più o meno contenta: <em>&#8220;L&#8217;obiettivo era centrare la qualificazione europea associandola alla prestazione e al risultato positivo davanti ai nostri tifosi. Con lo scorrere dei minuti ho notato il calo di attenzione e tensione: non abbiamo capito quello che è successo sul fallo-non fallo da cui è nata la punizione della sconfitta, ho detto ai miei di stare tranquilli e abbiamo preso il gol</em> &#8211; le sue parole -. <em>La squadra era tredicesima e col cambio di allenatore ci sono tante difficoltà anche interne. C&#8217;era una situazione complessa, non facile da riprendere in mano. Abbiamo recuperato tanti punti alle squadre davanti a noi, abbiamo remato tutti dalla stessa parte. Al mio arrivo mi ero posto l&#8217;obiettivo di riportare l&#8217;Atalanta dove merita, in Europa, e l&#8217;ho fatto&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ringrazio i ragazzi, i tifosi e la società: questo è un grande risultato arrivato grazie a una grande rimonta. Non era affatto scontato. L&#8217;Atalanta va in Europa per la nona volta negli ultimi dieci anni, significa che è ambiziosa e che lo sarà sempre di più&#8221;</em>, rimarca il tecnico subentrato a <strong>Ivan Juric</strong> all&#8217;indomani dell&#8217;esonero del croato lo scorso 10 novembre. <em>&#8220;Si vince e si perde insieme. Mi dà soddisfazione aver riportato l&#8217;Atalanta dove merita. Il mio obiettivo era riportarla in Europa e l&#8217;ho centrato. C&#8217;è un rapporto bellissimo, di grande stima e cordialità con Antonio e Luca Percassi e Stephen Pagliuca. Mi sono sempre vicini, mi sostengono anche nelle difficoltà. Il pubblico mi ha fatto emozionare come i giocatori, il rapporto è magico all&#8217;interno dello spogliatoio. I tifosi mi hanno applaudito facendomi i cori, li ringrazio per tutta la vita&#8221;</em>, prosegue.</p>
<p>Sui cambi in corsa, magari poco comprensibili all&#8217;esterno, c&#8217;è una spiegazione come per tutto il resto: <em>&#8220;Volevo inserire Samardzic e Scamacca ma poi sono stato costretto a cambi forzati perché eravamo in emergenza. E&#8217; tornato Bakker in una posizione non sua, siamo felici del suo ritorno in campo. I cambi, comunque, sono in funzione di quello che vedo durante la partita, non certo messaggi alla società o a chiunque altro. Musah a sinistra ha fatto bene&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Giacomo Raspadori</strong>, il giocatore da spendere in sala conferenze nella pancia della New Balance Arena, non può certo evitare lo spot per l&#8217;uomo in panchina: <em>&#8220;Confermerei Palladino? La domanda è fuori luogo, la società ha dimostrato di sapere qual è il meglio per l&#8217;Atalanta. A gennaio il mister è stato decisivo per farmi venire qui: c&#8217;è grande stima reciproca con lui, ma il meglio per la maglia è un tema che spetta alla società&#8221;</em>. <em>&#8220;Il mio futuro sarà sicuramente qui, ho un contratto lungo e la società mi ha scelto. Ne sono orgoglioso</em> &#8211; spiega l&#8217;attaccante di Castel Maggiore -. <em>Ho trovato subito continuità nonostante l&#8217;imprevisto dell&#8217;infortunio che mi ha tenuto fuori per un po&#8217;. Anche stagioni difficoltose come questa fanno crescere: io sono e resto determinato per quel che verrà&#8221;</em>.</p>
<p>Un Jack in più calato nella partita col mister: <em>&#8220;Il traguardo che è stato raggiunto non è per niente scontato. E&#8217; stato un anno con delle difficoltà: dobbiamo essere orgogliosi della rincorsa, come ricorda sempre lui. Bisogna sempre cercare di spingersi oltre il limite: è la forza del gruppo e del club migliorarsi quotidianamente. Lo percepivo da avversario e me ne accorgo ogni giorno di più adesso che sono dentro&#8221;</em>. Infine, il peana per l&#8217;Europa acciuffata, anche se ai minimi termini: <em>&#8220;C&#8217;è entusiasmo per questa qualificazione, dietro c&#8217;è un grande lavoro. A me qualsiasi tipo di competizione dà gioia, perché significa assecondare la propria passione e giocare più partite. Ogni giocatore lo vuole&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino e la vigilia delle incognite: &#8220;Difesa bordeline, prima l&#8217;Europa e poi ci sediamo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2026 11:58:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[Una vigilia spesa tra l&#8217;oggi e il tavolo di confronto. Coi Percassi e probabilmente già Giuntoli.&#160;&#8220;Non dobbiamo farci distrarre dalle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/Raffaele-Palladino-alla-vigilia-del-Bologna.jpeg"><p>Una vigilia spesa tra l&#8217;oggi e il tavolo di confronto. Coi Percassi e probabilmente già Giuntoli.<em>&nbsp;&#8220;Non dobbiamo farci distrarre dalle voci dall&#8217;esterno, siamo concentrati sul presente e sull&#8217;obiettivo Europa che è fondamentale. Ci teniamo tutti, dai tifosi alla società&#8221;</em>. Il sabato in attesa del <strong>Bologna</strong>, <strong>Raffaele Palladino</strong> torna inevitabilmente sul suo futuro, all&#8217;<strong>Atalanta</strong> o no: <em>&#8220;L&#8217;amministratore delegato <strong>Luca Percassi</strong> ha parlato chiaro nei giorni scorsi. L&#8217;obiettivo è qualificarci alla Conference League, poi a fine stagione ci si siede con la società, con massimo rispetto e lealtà, cercando di capire se le idee combaciano per il bene dell&#8217;Atalanta. Ci sarà la massima chiarezza e apertura&#8221;</em>, il punto dell&#8217;allenatore mugnanese.</p>
<p><em>&#8220;A me <strong>l&#8217;Atalanta</strong> ha dato tanto, la famiglia Percassi mi ha dato l&#8217;opportunità, standomi vicino tra Antonio, Luca e Tony D&#8217;Amico, di allenare una grande squadra che faceva la Champions League. Senza sintonia e unione i risultati non sarebbero arrivati. Io ho cercato di dare tutto per questi colori e spero di aver lasciato qualcosa anche ai giocatori&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;La settimana è stata particolare per il reparto difensivo, perché abbiamo parecchie situazioni borderline. <strong>Hien</strong> squalificato, <strong>Kossounou</strong> infortunato alla coscia, mentre domattina saranno da verificare Scalvini, Djimsiti e Kolasinac. Può capitare che qualcuno debba adattarsi a una posizione diversa dal solito&#8221;,</em> precisa il mister sull&#8217;impatto dell&#8217;infermeria.</p>
<p><em>&#8220;Ho guardato la finale di <strong>Coppa Italia</strong> col dispiacere e il rammarico di chi avrebbe voluto giocarsela. Si tratta di un trofeo cui l&#8217;Atalanta teneva e continua a tenere in modo particolare</em> &#8211; aggiunge <strong>Palladino</strong> -. <em>Questa potrebbe essere la nona volta in Europa negli ultimi dieci anni. Numeri che fanno capire quanto il club sia ambizioso. La <strong>Conference League</strong> la conosco per averla fatta la scorsa stagione: ci sono trasferte lunghe che potrebbero stancare in prospettiva campionato, ma è una competizione europea molto importante&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Anche il <strong>Bologna</strong> è ancora in ballo per la qualificazione, non gli resta che venire qui a Bergamo a fare punti. Dovremo stare molti attenti. Con lo staff abbiamo analizzato i perché di certi risultati ad aprile non arrivati. Qualche infortunio di troppo, qualche giocatore rimasto fuori come anche De Ketelaere, ma le prestazioni ci sono state e i ragazzi hanno dato tutto. Le difficoltà sono alle spalle, domenica possiamo chiudere la pratica&#8221;.</p></blockquote>
<p><em>&#8220;Samardzic e Sulemana? Ho bisogno di tutti, anche perché domani siamo un po&#8217; in emergenza. La partita è fondamentale. Tutti devono sentirsi pronti alla causa. Lazar e Kamaldeen hanno trovato meno spazio ma sono i primi ad allenarsi bene. Devono sentirsi importanti, anche i cambi in corsa possono e devono fare la differenza. C&#8217;è modo di valutare anche Bakker e Musah; a fine stagione c&#8217;è chi ha tirato tanto e chi è più stanco, c&#8217;è bisogno dell&#8217;apporto di tutti&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Io cerco di migliorare il singolo ogni giorno. Fare l&#8217;allenatore non è solo preparare tatticamente le partite. Dando valore ai singoli si migliora tutta la squadra. Abbiamo giovani importanti che devono crescere: è stato fatto un ottimo lavoro anche coi meno giovani. Scamacca ha fatto 14 gol, Krstovic stesso ha un ottimo score, Raspadori sta facendo bene dopo un periodo di inattività, Zalewski è cresciuto, Scalvini è stato recuperato su ottimi livelli e continuità&#8221;</em>.</p>
<h3>&nbsp;</h3>
<blockquote><p>&#8220;Col Milan abbiamo dovuto modificare la difesa due volte, con le uscite successive di Scalvini e Kossounou in otto minuti. Non sono riuscito a fare il quinto cambio, per cui ci siamo dovuti abbassare e l&#8217;inerzia della gara è cambiata col Milan che aveva messo dentro tanti attaccanti. Non c&#8217;è piaciuto soffrire, ma per settanta minuti abbiamo giocato alla grande&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il Bologna è a sei punti da noi ed è un&#8217;ottima squadra con grande qualità davanti. Ha messo in difficoltà tante squadre, è uscita ai quarti di finale di Europa League con l&#8217;Aston villa. E&#8217; una partita difficilissima, noi siamo rimaneggiati in difesa&#8221;.</p>
<p>&#8220;Oltre a Obric abbiamo aggregato Navarro, un ottimo difensore anche lui che ha fatto benissimo nell&#8217;Under 23. Oggi devo fare la conta, fino a domattina non so dirvi chi sta bene e chi sta meglio. Domani capirò meglio se De Roon dovrà fare un ruolo più difensivo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Abbiamo perso troppi punti con avversarie della parte destra della classifica, ma ne abbiamo ottenuti tanti con quella della parte sinistra. Sta a me trovare la chiave giusta. Ci sono ragioni tattiche più che tecniche&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le parole a San Siro di Marco Carnesecchi, che s&#8217;è fatto portavoce di tutto l&#8217;ambiente Atalanta, mi hanno emozionato e toccato. Soprattutto perché dimostrano che si rema tutti dalla stessa parte&#8221;.</p></blockquote>
<p><em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino vuole restare: &#8220;Il destino non è nelle mie mani&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Ha grandi meriti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2026 22:04:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/ad0a1fbd-5383-4059-9a38-6f730356c08e.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto su <strong>Thiago Motta</strong> in panchina e Vincenzo Italiano come alternativa, si stanno facendo quasi grida assordanti. Di più: <strong>Raffaele Palladino</strong> parla al popolo nerazzurro e dice da che parte vuole stare. Senza usare il 3-2 pirotecnico al <strong>Milan</strong> come argomento a favore, anche se l&#8217;elogio e l&#8217;auto-elogio ci sta: “Non era scontata una prestazione perfetta contro una big che voleva fare punti. Il rammarico è di averne persi noi con squadre di medio-bassa classifica, ma non dimentichiamoci del tredicesimo posto da cui eravamo partiti al mio arrivo. Competiamo comunque per una posizione europea. Spero di essere apprezzato dalla società, ma il destino non è nelle mie mani”.</p>
<p>Dalla pancia di San Siro, il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a cui tanti vedono le valigie già in mano mantiene il consueto aplomb britannico:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“Abbiamo giocato di squadra in entrambe le fasi e di questo devo ringraziare chi va in campo. Imparo tutti i giorni dai giocatori, con cui c’è grande sintonia. Insieme abbiamo fatto un grande lavoro. Spero di continuare con loro, perché mi hanno dato tanto”</em>. Sui singoli, la difesa a spada tratta di un acquisto voluto da lui:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Raspadori</strong> è stato straordinario anche in fase di non possesso marcando Ricci. L’abbiamo messo apposto sul play per poi lasciarlo libero di attaccare nelle zone che gli piacciono di più”</em>. Un piano gara che piace alla gente che piace ai tifosi, visti i cori dedicati al mugnanese: <em>&#8220;Il loro apprezzamento mi emoziona. </em></span><em><span style="font-weight: 400;">Abbiamo applicato quanto preparato: siamo stati bravi ad avere pazienza nell’andare da un lato all’altro per poi bucare centralmente, sapevamo che ci sarebbe stato spazio sulla trequarti col 5-3-2 difensivo del Milan molto basso. Un avversario&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>fortissimo in transizione che non a caso ci ha messo in difficoltà nel finale&#8221;</em>. A venti scarsi dalla mezzanotte, una dichiarazione d&#8217;amore interessata e, perché no, sfrontata: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Il destino non è tutto nelle nostre mani, mercoledì prossimo il nostro tifo penderà dalla parte dell’Inter. Il settimo posto ci pensiamo noi a difenderlo&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><strong>Il Palladino-pensiero</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Non penso al futuro, penso a finire bene la stagione. Ho dato tutto per questi colori, credo di essere apprezzato da giocatori e tifosi, spero di esserlo anche dalla società a cui toccano le valutazioni a fine stagione. E’ l’Atalanta che merita attenzione, non Palladino.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La partita è stata preparata bene e siamo stati molto pericolosi davanti concedendo niente fino al 3-0. Questa è la risposta di un grande gruppo che rema dalla stessa parte al culmine di una settimana con qualche critica ricevuta. Ci sono grandi valori umani e tecnici: gli ultimi minuti ci dispacciono, chiuderla sul tre a zero sarebbe stato meritato ma ci sta anche vincere soffrendo contro una squadra di grandi individualità che alla fine mettendo tanti attaccanti ha segnato da palla inattiva e su rigore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi emozionano gli attestati di stima da parte dei ragazzi, io avevo preso questa squadra demotivata e con problemi. S’è creata subito magia. Loro hanno sempre dimostrato grande attaccamento e grande unione. Li ringrazio pubblicamente per la risposta sul campo. Io voglio sempre il bene loro, dell’Atalanta e dei tifosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Krstovic è un attaccante che attacca, difende, uno spirito, una voglia e una fame impressionanti. Dà il massimo fin dagli allenamenti, lotta anche quando sbaglia, si rimette a posto e vuole migliorarsi. Al mio arrivo s’è messo sotto a pedalare ed è migliorato al punto da riuscire a fare reparto da solo: può migliorare nella pulizia del gioco, nel gioco a due tocchi anche spalle alla porta.</p>
<p></span><strong>I giocatori: Carnesecchi elogia Palladino, Hien contento</strong></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">&#8220;Una prestazione incredibile che mancava da un po’. Siamo felicissimi per aver ritrovato una grande prestazione e pure dispiaciuti per aver pagato tanto in questo ultimo periodo, specialmente per il mio errore contro la Juventus in un ko che ci ha tagliato le gambe. Ma la grande vittoria di oggi corrobora il settimo posto.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Abbiamo fatto sembrare il Milan molto meno di una squadra da Champions</em> &#8211; il commento a DAZN di <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>N</em></span><em>el finale ci siamo abbassati un po’ e abbiamo sbagliato le pressioni. Era una battaglia annunciata, il Milan ci ha messi là provando a rimontare. Comunque questa vittoria è q</em><span style="font-weight: 400;"><em>ualcosa di grande. Se la meritava anche il mister, che ci ha dato una mano incredibile nella rimonta facendoci scalare tante posizioni: magari l’allenatore passa in secondo piano, ma ha i suoi grandi meriti, ci ha dato una grandissima mano&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>“Sono molto soddisfatto per essere tornato al meglio dopo un mese di infortunio, ho fatto mezzora col Genoa e sono contento di aver fatto tutta la partita stasera</em> &#8211; chiosa <strong>Isak Hien</strong> dalla sala conferenze del Meazza -. <em>Mi sentivo in forma, sono uscito bene anche su Saelemaekers. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Una vittoria che ci rende contenti, a differenza della stagione complessiva. Era importante dimostrare a tutti di essere una squadra forte: non è facile essere al top stagione dopo stagione. Questa che si sta concludendo può essere un passo indietro per farne due davanti&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Palladino e il futuro: &#8220;Voglio costruire il nuovo ciclo, quello di Gasperini è merito condiviso col club&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2026 11:47:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;era di Gian Piero Gasperini finisce ufficialmente, almeno sul piano dialettico, alla vigilia di Milan-Atalanta. &#8220;La squadra non me la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/791c2229-889d-4322-b2ec-70707da797df.jpeg"><p dir="ltr">L&#8217;era di <strong>Gian Piero Gasperini</strong> finisce ufficialmente, almeno sul piano dialettico, alla vigilia di<strong> Milan-Atalanta</strong>. <em>&#8220;La squadra non me la sono scelta io, comunque il confronto col passato è uno stimolo e basta. Tanti giocatori arrivano dai successi di <strong>Gasperini</strong> e le qualità umane e tecniche ci sono. I risultati del recente passato sono un merito da condividere con la società che l&#8217;aveva messo in condizione di operare al meglio come sta facendo con me. Il mio desiderio, però, è creare una squadra ambiziosa e forte, a mia immagine e somiglianza: non l&#8217;ho potuto fare essendo arrivato a novembre, io sento il calore dell&#8217;ambiente. Deciderà la società. Finora non ho ricevuto segnali. Anzi, decideremo insieme su come fare il mercato, sulla base di chi potrà servire, chi mi ha dato di più, chi di meno, chi va valorizzato&#8221;</em>.</p>
<p>Parola di <strong>Raffaele Palladino</strong>, che rimontando dal massimo stagionale possibile del settimo posto dà lo start a una nuova epoca almirantiana, ovvero il passato non si rinnega né si restaura:&nbsp;<em>&#8220;Io qui sto benissimo, dal mio arrivo ho trovato grande calore da tutto l&#8217;ambiente. Sono arrivato cinque mesi fa e orgoglioso di aver fatto risalire la squadra dal tredicesimo al settimo posto. In Coppa Italia siamo usciti in semifinale ai rigori.&nbsp;In Champions un gran bel percorso s&#8217;è interrotto col Bayern, dopo notti magiche come col Borussia Dortmund. Difendere il settimo posto significa aver fatto un&#8217;ottima stagione. C&#8217;era voglia d&#8217;Europa, un desiderio espresso subito fin dal mio arrivo. Anche se dipende dalla Coppa Italia e dalla Lazio&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il tecnico nerazzurro, tavoli di confronto per prolungare il rapporto oltre il 2027 o no, sembra certo della fiducia del club. <em>&#8220;Un mese fa la società, anche privatamente, ha speso belle parole per me e ne sono orgoglioso. Io devo lavorare sul campo finendo bene la stagione in queste ultime tre partite. Il mio desiderio è quello di costruire la prossima stagione una squadra forte e ambiziosa a mia immagine e somiglianza. Mi piacerebbe farlo. I tifosi vorrebbero avere un nuovo ciclo. Deciderà la società&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><strong>Il Milan e il futuro, i gol che mancano e la doppia punta: tutto Palladino</strong></p>
<blockquote>
<p dir="ltr">&#8220;Mi aspetto una partita bella contro una squadra forte che vuole fare punti. Dobbiamo mettere in campo qualità e voglia di dimostrare che questo mese, pur senza risultati a fronte delle prestazioni, ci tendiamo a portare a casa punti importanti per difendere la settima posizione.<br />
Conosco bene Allegri, dobbiamo mettere in difficoltà il Milan giocandoci a viso aperto.<br />
Nelle ultime tre partite va dato il massimo, anche se la qualificazione in Conference League dipende anche dall&#8217;esito della finale di Coppa Italia. Ci teniamo a fare una competizione europea. Sono cinque mesi che faccio valutazioni. La squadra non è stata costruita da me. Tutto dipenderà se faremo le coppe o no. Sceglierò i giocatori sulla base di chi mi ha dato di più, di meno, quali giovani abbiamo valorizzato perché l&#8217;abbiamo fatto.</p>
<p dir="ltr">Dell&#8217;Under 23 Obric, Levak e Vavassori più Manzoni si allenano spesso con noi. Conta la meritocrazia. Per la prossima stagione andranno fatte valutazioni anche sulla seconda squadra.</p>
<p>Chi fa i Mondiali sa di doverci arrivare nelle migliori condizioni possibili. Se non ci si allena duramente, non ci si arriva bene. E&#8217; un cane che si morde la coda.<br />
E&#8217; offensivo pensare che un giocatore non abbia stimoli. Facciamo un lavoro bellissimo e siamo pagati per questo. In allenamento danno tutti tutto. Abbiamo lavorato sull&#8217;attacco alla porte e sull&#8217;ultimo passaggio, spero che ne avremo benefici già domani.</p>
<p>L&#8217;ultimo mese ha un po&#8217; sporcato l&#8217;ottimo lavoro dei precedenti cinque. L&#8217;ultimo è stato la somma di determinate cose: le prestazioni ci sono state, ma c&#8217;è stato dispendio di energie fisiche e mentali. Fisicamente stiamo bene, abbiamo ritmo. Ma per me è generale questo calo in serie A.<br />
Con domattina abbiamo due allenamenti per decidere sulla doppia punta. A me piace, Scamacca e Krstovic hanno fatto più gol di tutti. O questo o il doppio trequartista.<br />
Preferisco giocare ogni tre giorni, lo condivido con Gasperini. Veder giocare le altre da casa non è bello, e poi più si gioca più si migliora. Scrivo spesso a Kompany, che mi ha fatto riflettere sui momenti in cui le squadre riescono a dare il meglio: ha ammesso che i suoi attaccanti contro di noi erano in stato di grazia mentre oggi fanno più fatica.</p>
<p>Meritiamo un finale diverso. Cinque mesi sono stati fatti benissimo. Dobbiamo sare segnali anche ai tifosi che meritano e ci sostengono.<br />
Negli anni passati i meriti di Gasperini vanno condivisi con la società, è stata una sintonia giusta per portare una squadra media a squadra ambiziosa e positiva. Il confronto stimola a dare di più e a migliorare la squadra. Vedo valori importanti e un gruppo in crescita, vedo l&#8217;ossatura come ottima base per ripartire in un futuro importante.<br />
Il dna dell&#8217;Atalanta è un po&#8217; venuto a mancare in certe partite, in cui non siamo stati noi, vedi Sassuolo, Cagliari, Genoa con cui siamo stati sotto ritmo. Ma con Juve, Roma e Lazio in casa la squadra ha dimostrato di essere l&#8217;Atalanta che vorrei sempre.</p>
<p>Ho tanti anni di esperienza in questo ambiente e riesco a concentrarmi su quello che devo fare. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte: l&#8217;obiettivo è dare il massimo, io vivo per l&#8217;Atalanta. Il primo giorno avevo detto che avrei voluto portare la squadra in Europa: per il settimo posto siamo ancora in lotta.<br />
Nell&#8217;ultimo mese e mezzo siamo mancati davanti, nella stoccata finale e gol dalla trequarti di campo. I 28 gol di Retegui e i 15 di Lookman persi da qualche parte bisogna trovarli.&nbsp;<br />
La mente non riesco a comandarla, io raccomando concentrazione su ciò che va fatto, altrimenti non si riesce a essere produttivi. Raspadori è forte, l&#8217;infortunio subito l&#8217;ha rallentato, sta migliorando nella condizione e nelle prestazioni. Ha il gol nelle gamba e voglia di dimostrare il suo valore.<br />
Il Milan difende a 3-5-2- ma a volte imposta a 4, sono imprevedibili e mobili. Bisogna capire i cambi d&#8217;uomo, quando difendere bassi e quando andare a prenderli alti. Dobbiamo essere squadra matura. Mi aspetto un Milan di grande temperamento, col&nbsp; Sassuolo la partita è stata sporcata dall&#8217;uomo in meno&#8221;.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Palladino e lo stress da doppia punta: &#8220;Scamacca con Ostigard ha perso&#8221;. Scalvini: &#8220;Bisogna riflettere sul calo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2026 22:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Chioma senza una virgola fuori posto, ma sul campo c&#8217;è qualcosa di disturbante. Raffaele Palladino lo evidenzia a due riprese, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/f0d5ae26-3f4f-45a7-af3a-6cf9a1d3d944.jpeg"><p>Chioma senza una virgola fuori posto, ma sul campo c&#8217;è qualcosa di disturbante. <strong>Raffaele Palladino</strong> lo evidenzia a due riprese, nel dopogara dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> dalla pancia della New Balance Arena. <em>&#8220;La scelta della doppia punta era in funzione del piano gara, contro un Genoa che viene a prenderti uomo a uomo. Potevamo fare meglio con <strong>Scamacca</strong>, che ha perso troppi duelli con Ostigard. <strong>Krstovic</strong>, invece, ha fatto bene e s&#8217;è ricavato spazi. Abbiamo cercato di produrre il più possibile&#8221;</em>. E ancora, quasi a mo&#8217; di avvertimento: <em>&#8220;Il riscaldamento nel primo tempo di <strong>Raspadori</strong> era un segnale per gente che un po&#8217; si risparmiava e non faceva quello che serviva in quel momento, compreso dare una mano a difendere. Nessuno si deve sentire titolare. Siamo una squadra forte allestita bene con tanti ruoli doppi&#8221;</em>.</p>
<p>Anche se il futuro resta un&#8217;incognita, tra prolungamento del contratto in scadenza comunque il 30 giugno <strong>2027</strong> e possibili spiragli verso Napoli, il mister sembra non voler abbandonare la tolda di comando. <em>&#8220;Dobbiamo difendere fino alla fine il settimo posto in tre belle partite con Milan, Bologna e Fiorentina. Sono felice del percorso dopo aver ripreso una situazione delicata: al mio arrivo erano tutti preoccupati, poi ne siamo usciti. Non sono felice perché puntavo a qualcosa di più del settimo posto: io sono ambizioso. Faremo le valutazioni con la società, a campionato concluso, per poter fare un&#8217;Atalanta ancora più forte&#8221;</em>.</p>
<p>Intanto, però, c&#8217;è l&#8217;ennesimo (mezzo) passo falso da giustificare e un&#8217;annata da ripercorrere. <em>&#8220;Nel secondo tempo col doppio trequartista siamo stati più pericolosi, riuscivamo ad andare meglio da una parte all&#8217;altra, ma purtroppo è un periodo in cui concretizziamo quanto produciamo. La squadra fa del proprio meglio, ma ci mancano l&#8217;ultimo passaggio e un po&#8217; di qualità negli ultimi metri</em> &#8211; continua il tecnico nerazzurro -. <em>Andare in vantaggio oggi in serie A è preferibile, perché si ha il potere di gestire meglio la partita. Andare a riprenderle di rincorsa non mi piace molto. Vedi a Cagliari, poi riprenderle è dura&#8221;</em>. Il mugnanese certamente non è soddisfatto: <em>&#8220;Nell&#8217;ultimo mese, a parte il primo tempo di Cagliari, le prestazioni le abbiamo fatte. Lì la prima mezz&#8217;ora l&#8217;abbiamo toppata. Con la Juve abbiamo perso immeritatamente, con la Roma siamo stati raggiunti, l&#8217;eliminazione ai rigori dalla Coppa Italia con la Lazio è stata immeritata&#8221;</em>. </p>
<p>Ma perché, disponendo di cinque punte pure e altri giocatori offensivi come Samardzic e Pasalic, non si segna? <em>&#8220;A fine campionato è fisiologica la stanchezza fisica e mentale, a maggior ragione chi fa più competizioni e ha più partite da giocare. Siamo arrivati scarichi, non vedo la squadra brillante di un mese e mezzo fa. Bisogna dare tutto fino alla fine.Il Genoa è una squadra pimpante e di gamba, noi come spesso ci accade abbiamo rischiato zero dietro ma manchiamo nell&#8217;ultimo passaggio e nel tiro. E&#8217; quello che fa la differenza in serie A&#8221;</em>, la spiegazione. Infine, sulle opzioni dalla panchina: <strong>&#8220;<strong>Musah</strong> era il giocatore fisico in mezzo per andare sulle seconde palle. <strong>Pasalic</strong> l&#8217;ho messo davanti perché ha il gol nel sangue. Abbiamo chiusto con cinque attaccanti, abbiamo provato a vincere in tutti i modi&#8221;</strong>.</p>
<p>Giorgio Scalvini, invece, è meno auto-assolutorio, anche se è Palladino stesso a confessare &#8220;che all&#8217;Atalanta sotto esame ci siamo tutti, io per primo&#8221;. <em>&#8220;Stiamo pagando la rincorsa che abbiamo dovuto fare per l&#8217;inizio non buono, ultimamente magari c&#8217;è un po&#8217; di stanchezza fisica e mentale. La partita con la <strong>Juve</strong>, giocata bene e persa, in cui meritavamo di più, probabilmente ci ha tagliato le gambe</em> &#8211; afferma il braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio -. <em>C&#8217;è qualcosa che non va, da analizzare in settimana col mister, ma l&#8217;atteggiamento e la mentalità sono quelli giusti. Anche la gente che ci incita sempre merita un finale di stagione migliore. I nostri tifosi sono fantastici e bisogna sempre ringraziarli. Un periodo non molto positivo ci sta, loro non ci fanno mai mancare nulla. In casa è un dover dare quel qualcosa in più proprio per loro. Mi dispiace, perché stavolta vincere era importante&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;La fase difensiva va meglio, ma avrei preferito prendere un gol e vincere. C&#8217;è sempre da migliorare. Abbiamo un&#8217;ottima intesa di reparto e di squadra. Mi sento meglio a giocare da difensore puro per inserirmi da dietro, me lo porto dietro dalle giovanili. Quest&#8217;anno ho sempre giocato nella stessa posizione&#8221;</em>, aggiunge il numero 42. Che chiude rinnovando l&#8217;autocritica: <em>&#8220;A livello di gioco stiamo mancando, facciamo più fatica rispetto a prima. Dobbiamo iniziare a pensarci su meglio, perché nelle ultime due giornate nonostante la squadra sia volenterosa c&#8217;è qualcosa che ha continuato a non andare per il verso giusto&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci dalla Unipol Arena &#8211; Palladino: &#8220;Ci manca il c***, chiediamo scusa ai tifosi&#8221;. Scamacca: &#8220;Che mal di testa&#8230;&#8221;</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/voci-dalla-unipol-arena-palladino-ci-manca-il-c-chiediamo-scusa-ai-tifosi-scamacca-che-mal-di-testa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=voci-dalla-unipol-arena-palladino-ci-manca-il-c-chiediamo-scusa-ai-tifosi-scamacca-che-mal-di-testa</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 19:47:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[spogliatoi]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità di Raffaele Palladino, dal &#8220;chiediamo scusa ai tifosi&#8221; alla disamina della partita persa a Cagliari che sa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/a6ddaeee-2dbb-4e55-b2cb-349b4917aff6.jpeg"><p>Le grandi verità di <strong>Raffaele Palladino</strong>, dal <strong>&#8220;chiediamo scusa ai tifosi&#8221;</strong> alla disamina della partita persa a <strong>Cagliari</strong> che sa di resa, passano dall&#8217;ultima dichiarazione dalla pancia della Unipol Arena. <strong>&#8220;Ultimamente c&#8217;è mancato un po&#8217; di culo&#8221;</strong>, la battuta da riso amaro poco prima di correre al pullman per imbarcarsi a Elmas, direzione Orio al Serio, dove dalla tarda mattinata di martedì è in programma la preparazione all&#8217;anticipo della trentacinquesima a Bergamo col Genoa di sabato sera.</p>
<p><em>&#8220;Sinceramente non riesco a capire come sia possibile una cosa del genere. Dare stimoli e fiducia dopo la batosta di mercoledì non è servito. Siamo partiti ad handicap</em> &#8211; la coda della conferenza stampa dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> -. <em>Poi, scusate il termine, c&#8217;è mancato un po&#8217; di culo: come nelle ultime sfide, arriviamo sempre lì e c&#8217;è un portiere che fa miracoli. Non concretizziamo quello che produciamo: abbiamo chiuso con cinque-sei attaccanti&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Chiediamo scusa ai tifosi per questa prestazione, volevamo tenere ancora viva la speranza per l&#8217;Europa. Il terzo gol preso è stato davvero sciocco, non abbiamo letto bene né difeso&#8221;</em>, il refrain cominciato nello studiolo di DAZN a bocce ferme.</p>
<blockquote><p>&#8220;I due attaccanti ci potevano stare. Oggi c&#8217;erano da giocare i duelli individuali davanti erd era giusto adottare questa soluzione. Ma dovevamo essere più cinici a fare più gol, a essere più bravi nelle conclusioni.<br />
La verità è che abbiamo preso gol nello spogliatoio, perché iniziare così ti taglia subito le gambe. Non siamo riusciti a recuperare le energie mentali dalla sconfitta di Coppa Italia. Mi dispiace, perché speravo che i ragazzi riuscissero a svoltare e a reagire come avevano fatto in tante altre occasioni.<br />
Chiediamo scusa ai tifosi per questa prestazione, volevamo tenere ancora viva la speranza per l&#8217;Europa e c&#8217;è tanto dispiacere per non esserci riusciti. Siamo stati molto sporchi nei primi trenta minuti concedendo due occasioni su entrambi i gol presi. C&#8217;è stata un&#8217;ottima reazione d&#8217;orgoglio contro un cagliari che ci spezzava il gioco con tanto agonismo e anche perdite di tempo.<br />
Prendere il terzo gol, così leggibile, è stato davvero sciocco. Poi loro si sono messi tutti dietro. Abbiamo avuto tante chances anche con Krstovic e Scamacca.<br />
Da quando sono arrivato abbiamo fatto una grande scalata dalla tredicesima posizione, la risalita è stata fatta. In questi ultimi cinque mesi abbiamo spinto tanto spendendo tante energie fisiche. Chi rincorre, quando incappa in battute d&#8217;arresto, sente le mazzate.<br />
Siamo arrivati corti come energie mentali in questo finale di stagione. Abbiamo cercato di azzerare la sconfitta di mercoledì toccando tutti i tasti, ma adesso la distanza è ampia. Fino all&#8217;ultimo secondo continueremo a lottare, adesso bisogna reagire subito col Genoa. All&#8217;Atalanta sto bene, ma non sono legato ai contratti e ai soldi: cerco solo di essere solo molto ambizioso e fare il massimo per l&#8217;Atalanta&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em>&#8220;Abbiamo sbagliato la prima mezzora per poi riprendere la partita. Abbiamo dato il massimo fino alla fine, ma è stata una partita un po&#8217; così ed è andata come s&#8217;è visto&#8221;</em>, il pensiero di <strong>Gianluca Scamacca</strong>, a quota dieci in campionato con la doppietta in Sardegna più i 3 in Champions e la mera unità in Coppa Italia. <em>&#8220;Con <strong>Krstovic</strong> ci troviamo bene, con l&#8217;Udinese nell&#8217;ultimo quarto di partita avevamo rimontato. Se sei in svantaggio, due punte le devi mettere. Quando è entrato Nikola abbiamo avuto più occasioni&#8221;</em>, il simil suggerimento al mister. <em>&#8220;Uscire in quel modo dalla Coppa Italia ci ha fatto male, ma oggi volevamo portare a casa i tre punti. Giocheremo alla morte le ultime quattro partite e dopo l&#8217;ultima vedremo a che punto saremo</em> &#8211; le conclusioni al microfono su due piedi -. <em>Sono in doppia cifra, ma penso che sia stato un anno di transizione dopo un&#8217;annata praticamente fermo. Quando si ha più continuità, si sta meglio anche fisicamente. Spero che il mio anno migliore sia il prossimo. Il duello con Mina è stato uno stimolo. Ognuno gioca a modo suo, non bisogna reagire e rimanere concentrati sulla partita&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Doppietta? La partita è stata da mal di testa. Non c’entrano gli strasichi della Lazio, sono serate senza logica, da montagne russe. Bisognava reagire subito e per rimetterla in piedi abbiamo fatto di tutto. Nel momento decisivo sarebbe bastata la freddezza per strappare almeno un pareggio.<br />
Abbiamo salutato i tifosi nel settore ospiti perché fanno migliaia di chilometri senza mollare mai. Siamo delusi soprattutto per non aver offerto loro lo spettacolo che meritano. Bisogna tornare a vincere col Genoa, se lo meritano, vanno ripagati.<br />
Il gol, anzi due, a freddo, sono difficili da spiegare. Abbiamo pagato l&#8217;essere entrati molli in campo all&#8217;inizio dei due tempi, qualcosa che si paga a caro prezzo. Rivedremo tutto con calma con Palladino senza accampare scuse. Credo ancora all&#8217;Europa&#8221; (<strong>Gianluca Scamacca</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Palladino e l&#8217;amarezza per la Coppa Italia: &#8220;Episodi decisivi, ora 15 punti per l&#8217;Europa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 11:15:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino, alla vigilia di Cagliari, è chiaro e netto: &#8220;L&#8217;amaro in bocca per la semifinale di Coppa Italia persa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/791c2229-889d-4322-b2ec-70707da797df.jpeg"><p>Raffaele <strong>Palladino</strong>, alla vigilia di <strong>Cagliari</strong>, è chiaro e netto: <em>&#8220;L&#8217;amaro in bocca per la <strong>semifinale di Coppa Italia</strong> persa con la <strong>Lazio</strong> ai rigori è tant0, per metabolizzarla ci sono voluti due giorni. Ci aspetta un finale di campionato da 15 punti e non molliamo, vedendo quello che faranno o perderanno quelle davanti. Ma dobbiamo essere più cinici e più imprevedibili: creiamo sempre tanto senza incidere sul risultato&#8221;</em>. Il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, inevitabilmente, è tornato su mercoledì e sulle sue conseguenze, non senza accendersi: <em>&#8220;In una partita del genere, con un avversario da blocco basso e ripartenze cui abbiamo concesso un solo tiro in porta in 120 minuti, gli episodi contano, e non solo quelli sul piano tecnico. Non sto qui a commentarli, ma se si va in vantaggio è chiaro che una sfida del genere alla fine la vinci. <strong>Bernasconi</strong> è fuori per il finale di stagione per un fallo deciso che non è nemmeno stato sanzionato&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;La mia squadra ha sempre reagito dopo le sconfitte. All&#8217;indomani dell&#8217;uscita dalla Coppa Italia è stata dura accettarla soprattutto per il modo in cui è arrivata. Ci sono voluti un paio di giorni per metabolizzarla. Ai ragazzi ho detto che il nostro focus è la prossima partita. Nel finale di stagione ci teniamo a reagire fin da Cagliari per dare un segnale anche alle concorrenti.</p>
<p>La partita contro la Lazio ci lascia tanto rammarico, è stata un&#8217;ottima prestazione concedendo un solo tiro in porta contro una squadra da blocco basso e ripartenze. Contro di noi succede spesso: dobbiamo insistere a trovare imprendibilità e cinismo in zona gol evitando di farci prendere in contropiede. Non siamo stati fortunati né cinici, sono sfide che si giocano sui dettagli. Siamo stati bravi a riprenderla tra episodi arbitrali che non sto qui a commentare e tutto il resto.</p>
<p>Ci dispiace per l&#8217;eliminazione, ma sottolineo che dal mio arrivo, dati alla mano, risultiamo quinti in classifica dietro Inter, Milan, Napoli e Juventus come punti ottenuti. L&#8217;inizio di stagione è stato altalenante. Ma la squadra ha avuto un grande percorso, non ho niente da recriminare dai miei ragazzi. Contro la Juventus è stata forse la miglior partita dell&#8217;anno, con la Roma ce la siamo giocata, con la Lazio pure. Le partite sono figlie di tanti episodi che ci sono andati contro, non solo tecnicamente: se vai in vantaggio, in partite del genere, poi le vinci&#8221;.</p>
<p><strong>Bernasconi</strong> è fuori per l&#8217;ultimo mese, purtroppo. Ha subìto un fallo deciso nemmeno fischiato, abbiamo perso un giocatore importante per il finale di stagione. Ci dispiace tanto, gli facciamo un grande in bocca al lupo. Le alternative sono Bakker, Zappacosta, Bellanova e Musah che a volte ha giocato come quinto.</p>
<p>Ci sono momenti in cui produci tanto e finalizzi meno di quanto meritato. Non credo tanto nella sfortuna, ma ci sta girando un po&#8217; male. Non riusciamo a incidere. Siamo il settimo migliore attacco, possiamo fare di più perché abbiamo le qualità per farlo. Siamo la terza miglior difesa ed è merito anche dei rientri degli attaccanti: si difende non solo in difesa. Do fiducia alle mie punte per cercare soluzioni diverse. Mi preoccuperei se non creassimo, ma creiamo tanto. Dobbiamo solo insistere&#8221;.</p>
<p>La soluzione del tiro da fuori è sacrosanta, ma se ne fanno pochi statisticamente in generale. Pasalic ha pareggiato da fuori. Ricordo Zappacosta e Zalewski a segno da fuori area. Serve maggior precisione.</p>
<p>Per il prolungamento del <strong>contratto</strong> non c&#8217;è una deadline. Sono arrivato qui con grande entusiasmo e impegno, ho un altro anno ma non sono legato alle durate. Dei soldi non m&#8217;importa nulla. Io mi affeziono alle società, alle persone e ai dirigenti. Vediamo a fine stagione quel che deciderà la società. E&#8217; importante il lavoro nel presente, non allungare di due, tre o quattro anni.</p>
<p>Siamo partiti da tredicesimi e abbiamo risollevato una situazione con varie problematiche. In Champions è stato un ottimo percorso, in Coppa Italia avremmo meritato la finale. In campionato un settimo posto è una posizione buona ma vogliamo di più: siamo distanti ma ambiziosi, bisogna crederci aspettandoci anche qualche passo falso davanti. Guardando le altre, però, il rischio è di distrarsi: facciamo filotto e vediamo che succede davanti.</p>
<p>Mi fa piacere che l&#8217;Atalanta negli ultimi dieci anni abbia il record del gioco effettivo. Vorrei che lasciassero giocare di più come in Premier League. Ai miei dico che bisogna giocare con più ritmo possibile, sarei per il tempo effettivo ma soprattutto per sensibilizzare squadre e giocatori contro le perdite di tempo. Il calcio è un gioco maschio e di contatto.</p>
<p>Vedo bene sia <strong>Krstovic</strong> che sta avendo più continuità in questo periodo sia <strong>Scamacca</strong>. Insieme hanno fatto 22-23 gol. Sono centravanti forti, ma non credo che si facciano più gol schierandoli insieme. Noi attacchiamo portando 7-8 giocatori in zona gol. Sarebbe meglio trovare soluzioni più in velocità: dobbiamo essere più bravi e precisi.</p>
<p>Ci aspettiamo un Cagliari dalle tante insidie, ha ottimi giocatori e un bravo allenatore come Pisacane che conosco bene, nonostante non sia in un buon momento. Ci aspetta uno stadio infuocato, noi dobbiamo reagire subito alla sconfitta con la Lazio anche se è arrivata ai rigori. Il campionato ci lascia ancora 15 punti a disposizione, crediamo di meritarci qualcosa in più&#8221;.</p></blockquote>
<p> <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Palladino vuole la Coppa Italia: &#8220;Fiducia da ripagare, sono io a dover dare qualcosa&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:10:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
		<category><![CDATA[vigilia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta e Raffaele Palladino sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-19.24.47.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> e <strong>Raffaele Palladino</strong> sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per ripiegare sulla rimonta coi 15 punti in palio residui in campionato. Questa è la <strong>semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Lazio</strong>, a Bergamo, vista dalla vigilia: <em>&#8220;Sono io a dover dare qualcosa in più ai tifosi per ripagare il loro affetto, sono io a dover ripagare la fiducia della società quantomeno centrando la finale. Questa non è solo la partita più importante, è &#8216;la partita&#8217;&#8221;</em>.</p>
<p>La premessa del tecnico s&#8217;accompagna alla rivendicazione del percorso. <em>&#8220;E’ a un mese dalla fine della stagione, si dà per scontato quanto s’è fatto ma guardandoci indietro dobbiamo andare orgogliosi della nostra scalata alla classifica. Siamo arrivati a giocarci una partita che può spostare i giudizi su tutta l&#8217;annata, ma non era scontato, dopo un inizio altalenante”</em>, prosegue l&#8217;allenatore nerazzurro.</p>
<p>Il fattore ambientale, a sentire il protagonista sulla tolda di comando, conterà più di tutto. <em>“Giocare davanti ai nostri tifosi, che domenica mattina allo stadio ci ha dato un forte abbraccio venendoci a caricare, ci rende molto motivati a guadagnarci la finale di Coppa Italia. Molti ragazzi hanno affrontato varie volte situazioni di questo tipo, per cui serve la maturità giusta”</em>.</p>
<blockquote><p>“La Lazio col Napoli ha giocato la migliore partita dell’anno, è allenata benissimo da un ottimo allenatore come Sarri, è un avversario impegnativo. Rispetto all’andata è come fossero due competizioni diverse, lo stato di forma all’epoca era l’opposto. Non serve come alibi, la Lazio ha recuperato tanti giocatori importanti e noi lo stesso: non conta la stanchezza fisica ma la mentalità.</p>
<p>In queste tre settimane abbiamo lavorato con continuità, fuori dalla Champions, anche sui dettagli, sui recupero degli infortuni pre e post Nazionali. Con Juve e Roma sono state ottime prestazioni, a Roma abbiamo retto sul piano fisico in crescendo nel secondo tempo. Conta la voglia di arrivare in finale, la personalità, il coraggio: i miei giocatori conoscono l’importanza di questa partita”.</p>
<p>I precedenti con la Lazio li abbiamo analizzati, come ti attaccano e come si difendono. In due giorni a disposizione per il piano gara non è semplice. Ma abbiamo conoscenze su che tipo di partita sarà: stiamo attenti soprattutto quando la Lazio è senza palla”.</p>
<p>Con la Roma Scalvini e Kolasinac sono andati fuori all’intervallo per problemi fisici, De Ketelaere è sfebbrato da tempo, oggi è al cento per cento. Sono tutti a disposizione, tranne Hien che è l’unico assente, ma vanno valutati secondo come rispondono domattina.</p>
<p>E’ come se fosse una partita secca, non ragioniamo su eventuali supplementari e rigori. Cercheremo di andare in campo con la nostra stessa mentalità: vorremmo rivivere una notte da Atalanta, come col Chelsea e il Borussia Dortmund.</p>
<p>Qui ho trovato una famiglia, una società sana, seria e che ti fa lavorare nel miglior modo possibile. E’ un sogno poter lavorare qui, li ringrazio perché Antonio e Luca Percassi e Tony D’Amico sono sempre presenti e pronti a darti sostegno. Spero di ripagare la fiducia almeno col raggiungimento della finale.</p>
<p>Prima di arrivare a Bergamo mi avevano detto che il popolo bergamasco avrebbe sempre apprezzato che io dessi il massimo per questo simbolo, per questi colori. Ho dato il massimo dal primo giorno, sono più io che devo dare ai tifosi che non il contrario, mi sento uno di loro, mi sento stimato e benvoluto.</p>
<p>Le sensazioni per il campionato sono che vogliamo fare una partita seria e importante, due vittorie e saremmo in Europa League. Ma sono positive, io sono una persona positiva e trasmetto positività. Per il campionato ci penseremo, ma credo sia ancora tutto aperto, il mio messaggio è che non molleremo fino alla fine provando ad arrivare in Europa anche lì. L’importante è dare tutto per non avere rimorsi dopo l’ultima partita.</p>
<p>Ci possono essere similitudini tra il nostro sistema di gioco e quello del Napoli, ma sono soltanto numeri, si può stare più alti e più bassi. L’idea potrebbe essere la stessa, noi a partita in corso spesso cambiamo perché non siamo vincolati a un solo modulo.</p>
<p>Abbiamo provato oggi i rigori facendo una sequenza, deve diventare un gesto ripetitivo perché nel corso di una stagione a molti capita di non tirarne mai. Ma speriamo di non doverci arrivare domani&#8230;</p>
<p>Non mi emoziono così facilmente. A parte i tifosi che mi fanno venire i brividi. Le partite vanno studiate e preparate bene. L’importante è la risposta dei ragazzi a richieste chiare: probabilmente è la sfida più importante della mia carriera, la sento di più perché viene dopo una rincorsa molto bella. </p>
<p>Percepisco la voglia di Coppa Italia dei giocatori che hanno già giocato due o tre volte la finale di Coppa Italia, sentono anche di aver ricevuto qualche torto in qualche finale.</p>
<p>Scamacca e Krstovic? Due centravanti forti sono una fortuna. Hanno superato venti gol messi insieme. Danno il massimo, non è detto che non possano giocare insieme.</p>
<p>La parola gruppo non è scontata né banale. Quando i miei ragazzi perdono, stanno male. E nello stare male trovano una reazione positiva e immediata. Carnesecchi si sentiva responsabile della sconfitta con la Juve e s’è rialzato subito: è una cosa che hanno dentro, innata.</p>
<p>La squadra sta crescendo ancora, poi non è detto che quando giochi bene vinci le partite, Roma e Juventus ne sono la testimonianza.</p>
<p>Questo gruppo ha vissuto serate importanti e anche sconfitte in finale. L’abbiamo preparata nei minimi dettagli. Mi auguro che la squadra faccia una grande partita”.</p></blockquote>
<p><em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Palladino: &#8220;Non è un&#8217;occasione sciupata, la partita più importante è con la Lazio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità di Raffaele Palladino, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua Atalanta, riassunte in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5a4b5f5a-daeb-4b2f-b170-3ce0ee93cee8.jpeg"><p>Le grandi verità di <strong>Raffaele Palladino</strong>, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua <strong>Atalanta</strong>, riassunte in due frasette: <em>&#8220;La semifinale di <strong>Coppa Italia</strong> con la <strong>Lazio</strong> per noi è la partita più importante dell’anno. Ce la giocheremo al meglio. Ma stasera non è che non abbiamo sfruttato l’occasione&#8221;</em>. Il pari e patta con la <strong>Roma</strong>, insomma, non è un dramma, anche se dal <strong>settimo</strong> posto con sole cinque giornate da giocare il sogno Champions rimarrà tale a meno di miracoli: <em>&#8220;Io ho visto due squa<span style="font-weight: 400;">dre con qualità, intensità e coraggio che hanno dato vita a una bella partita. A</span>bbiamo giocato con personalità e grande spirito, la partita è stata aperta sui due fronti e avremmo potuto raddoppiare. Ci prendiamo il punto che è il risultato giusto&#8221;</em>, la sentenza dell&#8217;uomo in panchina.</p>
<p>Niente bicchiere mezzo vuoto, nonostante il mero punticino nei due barrage per l&#8217;Europa: <em>&#8220;</em><span style="font-weight: 400;"><em>Non direi che abbiamo sciupato l&#8217;occasione, la distanza dalla <strong>Roma</strong> è invariata e abbiamo recuperato un punto al <strong>Como</strong>. Anche con la <strong>Juve</strong> era stata una grande prestazione, sono soddisfatto del nostro percorso e a fine partita ho ringraziato i miei giocatori&#8221;</em>, rimarca il mister. Qualche alibi sembra affiorare dal discorso a <em><strong>Sky Sport</strong></em> a bocce ferme: <em>&#8220;</em></span><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> ha preso un colpo all’anca ed era in ritardo sulle uscite, <strong>Kolasinac</strong> ha patito un leggero fastidio. Ho preferito sostituirli perché non voglio arrivare con infortunati al 22 aprile, le loro difficoltà sono state solo sul piano fisico.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>De Ketelaere</strong> veniva da due-tre giorni con un po’ d’influenza e non aveva la sua solita energia. Ho messo gente fresca e siamo stati più brillanti e propositivi nel secondo tempo, che è stato comunque equilibrato&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Soddisfazione per il mancato uomo-partita, che dopo aver aperto il punteggio non ha fatto granché: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong> ha alzato il livello anche di score personale, oggi mi serviva uno come lui perché doveva tenere a bada Ndicka. La Roma veniva a prenderci alti. <strong>Scamacca</strong> è uno che viene più incontro. Ma da qui alla fine ci saranno possibilità per entrambi, anche in coppia: dipende dalla situazione&#8221;</em>.&nbsp;</span></p>
<p><strong>Dalla pancia dell&#8217;Olimpico</strong> &#8211;</p>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo dimostrato quanto questa sfida fosse importante per noi. Ci sono state occasioni da una parte e dall&#8217;altro, <strong>Ederson</strong> avrebbe potuto fare due a zero, in genere in questi due sabati abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. La strada sarebbe quella sbagliata se si giocasse male, ma non è il nostro caso.<br />
La <strong>Roma</strong> ci ha accerchiato un po&#8217; facendosi abbassare nella nostra area coi nostri terzi in difficoltà, poi abbiamo fatto meglio nel secondo tempo. Proveremo a prenderne qualcuna davanti, ce la giocheremo fino alla fine: sono 4 punti sia dalla Roma che dal Como. Domenica abbiamo i nostri tifosi allo stadio per iniziare a preparare il match con la Lazio: una carica che ci serve, un affetto che ci aspettiamo.<br />
Il modello Atalanta è replicabile? Cura il settore giovanile, è attenta a tutti i dettagli e i particolari. Sono felice di lavorare qui, ma non so come si lavori nelle altre piazze.<br />
Siamo partiti ad handicap, le stagioni nascono anche così. Se fosse andata bene a Ivan Juric, oggi come oggi io non sarei qui. Abbiamo fatto una scalata, quando perdi con la Juve come hai perso ti crolla un po&#8217; il mondo addosso. La scalata continua fino alla fine, è una squadra che dà tutto fin dagli allenamenti e lo farà fino all&#8217;ultimo secondo&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong> dalla sala conferenze dell&#8217;Olimpico).</p></blockquote>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>I giocatori</strong> &#8211; Marco <strong>Carnesecchi</strong> è rammaricato per i due punti in più che servivano senza essere arrivati, ma ancor di più per quella saponetta costata i tre punti andati a Boga e alla Juventus sabato scorso: <em>&#8220;Non ho dormito per una settimana. Mi sento di aver deluso i miei compagni, sono stato veramente male. Per fortuna c&#8217;è stata quest&#8217;altra partita, più che per il premio di miglior giocatore&#8221;</em>, la premessa a bordocampo del portiere nerazzurro. <em>&#8220;Per me è stata una grandissima partita, p</em></span><em>otevano essere tre punti, peccato per il gol preso allo scadere del primo tempo. La svolta alla stagione può essere mercoledì. Siamo in corsa anche dal campionato: abbiamo un calendario forse più difficile delle altre. La via più breve all’Europa League è la Coppa Italia, visto che siamo un po’ indietro in campionato&#8221;</em>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;autocritica, in mezzo a tanti peana per una prova non al massimo se vista dal di fuori, è di <strong>Marten de Roon</strong>: <em>&#8220;E&#8217; mancata qualità in transizione e nell&#8217;ultimo passaggio, soprattutto nel primo tempo. Il secondo è stato molto equilibrato, la partita è stata di grande intensità&#8221;</em>. Di qui il suggerimento per la semifinale del trofeo nazionale contro l&#8217;altra capitolina: <em>&#8220;Con più qualità nel palleggio possiamo fare una grande partita mercoledì&#8221;</em>. C&#8217;è pure il compagno del quale assumere la difesa d&#8217;ufficio, da capitano: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Marco è stato il migliore, il nostro punto di forza. Non oggi, sempre. Non se la deve prendere con se stesso, è stato il protagonista della nostra stagione&#8221;</em>. Dulcis in fundo, i buoni propositi galleggianti sul mare di realismo: <em>&#8220;Quelle davanti sono lontane, ma bisogna crederci fino all’ultima giornata. Nella semifinale di Coppa Italia sarà tosta, abbiamo visto la Lazio col Napoli, ma è ovviamente un obiettivo che in questi anni abbiamo sempre coltivato&#8221;</em>.</span></p>
<p><em>“Mercoledì c’è il momento in cui ci si gioca tutto. Dal punto di vista del’atteggiamento abbiamo fatto una buona partita, ma con errore tecnico. Siamo mancate in alcune scelte finali </em>&#8211; l&#8217;ammissione, infine, di <strong>Giacomo Raspadori</strong> -.<em> Giocare qui non è mai facile. Davanti ai nostri tifosi, invece, ci giochiamo una fetta di un obiettivi importante. In campionato non è chiuso niente, se si aprirà uno spiraglio dovremo fiondarci. Stavolta c&#8217;era da anteporre il lavoro per la squadra ed è quello che ho fatto rispettando le consegne dell&#8217;allenatore. Se sono utile anche in fase difensiva, sono contento. Ma bisogna sempre lavorare per </em><em>fare il passo in più”. </em><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Gli obiettivi non cambiano, a volte il calcio è ingiusto&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 22:31:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta mastica amaro dopo il ko di corto muso con la Juventus che compromette la rincorsa alla Champions League. &#8220;A [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/96570745-1311-4270-886a-ee0fdd9e61d1.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> mastica amaro dopo il ko di corto muso con la <strong>Juventus</strong> che compromette la rincorsa alla Champions League. <em>&#8220;A volte il calcio è ingiusto, ma è un verdetto sportivamente da accettare. La Juve ha sfruttato la mezza occasione su un cross, nel forcing finale non siamo riusciti a pareggiarla. Abbiamo dato tutto e non posso dire niente alla squadra. Una partita straordinaria che va azzerata, pensiamo alla prossima perché non intendiamo mollare: i nostri obiettivi non cambiano, a <strong>Roma</strong> andiamo a battagliare e il mercoledì dopo c&#8217;è la semifinale di Coppa Italia con la Lazio&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>, a mo&#8217; di dichiarazione d&#8217;intenti.</p>
<p><em>&#8220;Non credo in riflessi negativi, quando cadiamo ci rialziamo: la forza della squadra è anche il mio carattere. Una sconfitta così va accettata, ma si vede poche volte in una stagione. Sono orgoglioso della grandissima prestazione dei miei ragazzi. Purtroppo quando hai l&#8217;inerzia a favore devi sbloccare la partita, devi essere cinico&#8221;</em>, rimarca il tecnico nerazzurro. Al netto del legno di <strong>Scalvini</strong> e della chance di <strong>Djimsiti</strong> di testa intercettata da Di Gregorio, senza contare l&#8217;errore iniziale di Zalewski, la Dea è sembrata un po&#8217; spuntata, anche se il mugnanese si coccola i suoi terminali: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong> e <strong>Scamacca</strong> hanno caratteristiche diverse, averne nello stesso ruolo è un vantaggio perché ti consente la scelte in base alla partita. Uno attacca più la profondità e attacca gli spazi, l&#8217;altro viene più a legare il gioco&#8221;</em>.</p>
<p>Un mezzo rimprovero, ai suoi, l&#8217;uomo in panchina lo fa. <em>&#8220;Andati sotto, abbiamo perso un po&#8217; di ordine contro il blocco basso della Juventus, che difendeva sotto la linea della palla. Avremmo dovuto dare più ampiezza, invece abbiamo perse linee di passaggio. Ogni giocatore cercava di fare quel qualcosa in più per recuperarla, ma in quei momenti si deve capire che nell&#8217;ultimo terzo di campo bisogna essere più ordinati</em> &#8211; l&#8217;analisi -. <em>Comunque dall&#8217;arrivo di <strong>Spalletti</strong> ho sempre visto una Juve dominante, ma oggi le abbiamo tolto il possesso palla, l&#8217;abbiamo messa in difficoltà, le abbiamo tirato più di venti volte battendo tredici calci d&#8217;angolo. Ci abbiamo messo davvero tanto per arrivare a questo scontro diretto. Ma sono partite che anche se avessero un&#8217;ora in più da giocare la palla non entrerebbe lo stesso&#8221;</em>.</p>
<p>Ancora, sui singoli: <em>&#8220;<strong>Raspadori</strong> purtroppo quando stava crescendo ha subìto un infortunio, nell&#8217;Atletico giocava poco e s&#8217;era dovuto mettere in condizione. Sta ritrovando continuità anche nel minutaggio, a Lecce ha segnato ma non deve avere l&#8217;ansia di far gol per forza. Sarà un&#8217;arma in più da qui a fine campionato&#8221;</em>. E sul caso non (ritenuto) da Var: <em>&#8220;Non parlo degli arbitri, su Gatti l&#8217;arbitro ha deciso così, non braccio ma angolo, e l&#8217;accettiamo. C&#8217;è poco da dire e analizzare, c&#8217;è un verdetto da accettare&#8221;</em>.</p>
<p>Anche <strong>Davide Zappacosta</strong> è in scia al mister nel sostenere che sarebbe bastato il cinismo da grande: <em>&#8220;Una Juve così chiusa ce l&#8217;aspettavamo anche alla vigilia, stava a noi essere determinati e decisivi in area di rigore. Ma va bene così, ci sono ancora tanti punti in palio&#8221;</em>, l&#8217;opinione del laterale. <em>&#8220;Quando gli avversari sono di questo livello, è chiaro che bisogna essere bravi anche nei dettagli. Essere andati in svantaggio dopo aver sfiorato più volte il gol nel primo tempo ci ha messo in difficoltà, proprio perché la Juventus s&#8217;è sempre saputa chiudere bene. Adesso andiamo a Roma a vincere, poi c&#8217;è la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Non molliamo niente&#8221;</em>. A Sky Sport, prima di sedersi in sala conferenze alla New Balance Arena, le grandi verità su un attacco che la scorsa stagione pendeva dalle labbra e dalle scarpe di Mateo Retegui: <em>&#8220;Anche <strong>Nikola Krstovic</strong>, anche se come centravanti è diverso, è un grande attaccante. Se segniamo meno, e stavolta c&#8217;è mancato il gol, non è certo colpa soltanto di un reparto&#8221;</em>. Tornando nella pancia del santuario cittadino del pallone: <em>&#8220;Dovevamo essere più incisivi dentro l&#8217;area, non c&#8217;erano spazi per provare la conclusione da fuori. Le occasioni ce le siamo create&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci dal Via del Mare: &#8220;Per il rush finale per l&#8217;Europa ci siamo anche noi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 17:36:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invertiamo l&#8217;ordine gerarchico delle dichiarazioni tra DAZN e pancia del &#8220;Via del Mare&#8221; per privilegiare la voce dei bergamaschi dell&#8217;Atalanta. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/721390c6-9b4a-45c9-85b1-32fa68826051.jpeg"><p>Invertiamo l&#8217;ordine gerarchico delle dichiarazioni tra DAZN e pancia del &#8220;Via del Mare&#8221; per privilegiare la voce dei bergamaschi dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. <em>&#8220;Siamo rientrati in corsa per l&#8217;Europa anche noi, adesso avremo due scontri diretti che possono farci vedere ancora la zona Champions. Il mister è contento, non era una partita facile da fare nostra. Ricevere la fiducia di chi ti schiera dal primo minuto fa sempre molto piacere, essere chiamati in causa significa dare il meglio, vale anche per me&#8221;</em>. Parola di <strong>Lorenzo Bernasconi</strong>, che precede l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> nelle preferenze delle voci dallo spogliatoio della trentunesima giornata, con Juve e Roma nel mirino.</p>
<p>L&#8217;uomo in panchina è raggiante. <em>&#8220;Siamo stati maturi e bravi a non farci ingolosire, Di Francesco ha provato a prenderci in velocità ma alla lunga la nostra qualità è emersa. Non ci siamo fatti sorprendere in profondità: anzi, siamo stati bravi innanzitutto a difendere, specie nel primo quarto d&#8217;ora, quando il <strong>Lecce</strong> s&#8217;è reso pericoloso</em> &#8211; esordisce il mugnanese -. <em>Abbiamo attaccato senza farci ingolosire capendo quando e come c&#8217;era da farlo. Una prestazione e una vittoria che mi lasciano contento, tanto da concedere in regalo alla squadra una Pasquetta aggiuntiva: a Zingonia ci rivediamo mercoledì. Non era facile dopo il doppio impegno con le Nazionali, c&#8217;era da ricompattare la squadra&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;La cosa più importante è la testa, la determinazione, l&#8217;attenzione ai dettagli con cui si arriva alle ultime partite. Ho chiesto ai miei di stare sul pezzo, abbiamo anche annullato un&#8217;amichevole per farli riposare. Le letture e i dettagli stavolta hanno dimostrato che ci siamo. E non era semplice, visti i tanti rientri giovedì o venerdì dalle partite internazionali</em> &#8211; ragiona <strong>Palladino</strong> -. <em>L&#8217;avversario di turno aveva tanti buoni giocatori in mezzo al campo, abbiamo preso loro benissimo le misure. Sapevo che Lecce aspettarmi, l&#8217;abbiamo affrontato nella maniera giusta e gli auguro la salvezza. Il risultato di chi è al quarto posto </em>(il Como, 0-0 a Udine, ndr)<em> mi fa ben sperare, ma adesso abbiamo Juventus e Roma, serve stare sul pezzo sempre&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Una vittoria fuori casa al rientro dalla sosta per le Nazionali, da cui sono tornato vivendo giorni di grande amarezza per il mancato approdo dell&#8217;Italia ai Mondiali, è un buon segno. Siamo focalizzati su noi stessi, non sui risultati delle concorrenti che pure sono importanti. Adesso dipenderà soltanto da noi, dalla spinta che abbiamo dimostrato oggi</em> &#8211; rimarca <strong>Giorgio Scalvini</strong> -. <em>La posizione in classifica agevola la rincorsa a quelle più avanti. Ci siamo detti con Palladino che ci aspettano altre sette finali in campionato e la semifinale di <strong>Coppa Italia</strong>. Abbiamo recuperato terreno, ciò non toglie che dobbiamo andare ancora più forte. Il mister ci carica. Krstovic è un burlone e un simpaticone, un elemento positivo per il gruppo perché comunque dà il duecento per cento già in allenamento. Uno che appena si muove la palla fa la guerra. Forse ci mancano le goleade degli ultimi anni, però c&#8217;è equilibrio perché subiamo anche meno&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p>Pur all&#8217;asciutto, infine, c&#8217;è un Charles De Ketelaere soddisfatto. Non proprio a metà: <em>&#8220;L&#8217;allenatore mi spinge a cercare di più l&#8217;ingresso in area, perché a volte me ne dimentico. L&#8217;importante, per me, oltre agli assist per i compagni, è essere sempre stato dentro la partita. Per la Champions siamo rientrati anche noi, a premeva farlo bene dai recenti infortuni&#8221;</em>, chiosa il fiammingo. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; De Roon: &#8220;Mi sento legato dal quel 16 agosto 2015&#8221;. Palladino: &#8220;Champions lontana&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 18:02:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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		<category><![CDATA[Giorgio Scalvini]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutte le verità della e sull&#8217;Atalanta, stavolta, ora e per sempre, sono di Marten de Roon a fior di labbra. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/708c77e2-5c04-421b-aaab-ee0a8a3b0177.jpeg"><p>Tutte le verità della e sull&#8217;<strong>Atalanta</strong>, stavolta, ora e per sempre, sono di <strong>Marten de Roon</strong> a fior di labbra. <em>&#8220;Siamo una squadra piccola ma una grande famiglia, con la società e il presidente sempre presenti al campo. Come fui accolto io da <strong>Gianpaolo Bellini</strong>, che oggi ho voluto in campo ed è la vera bandiera avendo giocato qui tutta la vita, cerco di accogliere e integrare i <strong>Bernasconi</strong>, gli Ahanor e gli Scalvini, anche se Giorgio ormai fa il titolare da anni. Mi sono sentito legato fin da quella prima volta, il 16 agosto 2015, segnando in Coppa Italia al Cittadella&#8221;</em>.</p>
<p>Il dopopartita a pelo d&#8217;erba con l&#8217;<strong>Hellas Verona</strong> è tutto per il capitano. <em>&#8220;Una giornata piena di emozioni fin dal primo minuto con la coreografia della Curva Sud. Un traguardo bello e importante&#8221;</em>. E vuoi mettere la Nord? &#8216;Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità /<br />
436 volte grazie Marten!&#8217;, mentre la Sud prima dell&#8217;incontro ha esposto un suo disegno in mezzo alle scritte &#8216;Prima uomini&#8217; e &#8216;Poi campioni&#8217;. <em>&#8220;Nella &#8216;lettera&#8217; su Instagram ho detto che il viaggio non è ancora finito. Mi sento ancora bene: l&#8217;età sta arrivando, ma sono in gran forma e giocherò finché potrò essere protagonista&#8221;</em>.</p>
<p><strong>De Roon</strong>, dalla stagione 2015-2016 a dal 2017 a oggi, ha totalizzato anche 23 gol e 31 assist, da primatista atalantino in serie A con 332 partite e in Champions League con 43, ma ha voluto rendere omaggio al precedente recordman, sceso in campo con lui sotto i tifosi. <em>&#8220;Con Gianpaolo Bellini ci siamo sentiti ieri, è un signore, molto umile e timido, il mio primo capitano, è lui la bandiera dell&#8217;Atalanta perché ha giocato qui tutta la vita</em> &#8211; spiega il capitano nerazzurro, definito dallo speaker dello stadio di Bergamo simbolo di &#8216;grinta, leadership e senso di appartenenza&#8217; -. <em>L&#8217;Atalanta è una grande famiglia. Quello che lui, Migliaccio e Cigarini fecero con me, ovvero farmi sentire subito a casa, io cerco di farlo con Bernasconi, Ahanor e Scalvini, anche se Giorgio gioca da anni in prima squadra. Mi rende orgoglioso che la gente mi venga a dire che sono un esempio per i figli. Ringrazio la mia famiglia per essere sempre stata al mio fianco, come i tifosi. Sono contento che Bergamo mi abbia sempre apprezzato come uomo&#8221;</em>.</p>
<p>E ancora: <em>&#8220;La giornata e la serata più significativa è stata la vittoria di Liverpool nel quarto di Europa League, a parte Dublino dove rimpiango ancora di non aver potuto giocare. Ma è stato un percorso straordinario. L&#8217;Atalanta l&#8217;ho vista sempre con una famiglia, dove i ragazzini che arrivano si sentono subito accolti. C&#8217;erano, con me, Bellini, Cristian Raimondi, Migliaccio e Cigarini, che mi dettava le posizioni in campo invitandomi a far correre di più la palla. Ora penso a Bernasconi, Ahanor e Scalvini&#8221;</em>. </p>
<p>Il match winner <strong>Davide Zappacosta</strong>, a <em><strong>DAZN</strong></em>, s&#8217;è detto soddisfatto per la squadra e per sé, sottolineando a penna rossa il traguardo su cui tutti sperano all&#8217;ombra della Maresana: <em>&#8220;Noi cerchiamo sempre di esserci per la qualificazione alla Champions League. Come in questa partita, non facile dopo un periodo in cui abbiamo affrontato ottavi e quarti più la semifinale d&#8217;andata di Coppa Italia, stiamo dando il massimo anche stavolta per arrivare più in alto possibile. Lo spirito è continuare a farlo fino all&#8217;ultima partita&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico Raffaele Palladino, nel commentare la prova coi gialloblù ultimi in serie A e la prospettive stagionali, è netto, quasi tranchant: <em>&#8220;Sappiamo di voler entrare in Europa e di voler andare avanti in Coppa Italia, ma anche che la zona Champions League è lontana. In quasi quattro mesi abbiamo fatto una grande rimonta in classifica, da tredicesimi alle soglie delle posizioni che contano, dove come s&#8217;è visto c&#8217;è qualcuno che perde punti. Per questo ringrazio anche il personale di Zingonia che lavora dietro le quinte, oltre ai ragazzi per la prova difficile superata anche prima della sosta&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Era una partita che temevo, perché so che soffriamo le squadre che ci aspettano e ci prendono in transizione ripartendo veloci. Non a caso all&#8217;andata avevamo perso</em> &#8211; spiega l&#8217;allenatore nerazzurro -. <em>Il primo tempo è stato approcciato bene con le giuste mentalità, intensità e qualità. potevamo raddoppiare se fossimo stati più puliti negli ultimi metri. Nel secondo tempo qualche occasione l&#8217;abbiamo avuta, ma abbiamo tenuto in bilico il risultato rischiando qualcosina quando l&#8217;inerzia è passata dalla parte degli ospiti. Il calo fisico ci stava, ora c&#8217;è la pausa. Vanno recuperate le energie fisiche e mentali, perché gli ultimi due mesi sono decisivi: abbiamo fatto una grande scalata in campionato da continuare, abbiamo la semifinale di ritorno di Coppa Italia, ci sono otto finali tra cui gli scontri diretti con Juventus, Roma e Bologna&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Incrociamo le dita sperando non succeda nulla ai convocati in Nazionale. Era giusto far scendere in campo chi ha avuto meno minutaggio per infortuni in questo periodo, Ederson e De Ketelaere, che ne hanno ancora bisogno. Ede ne aveva ancora, Raspadori va in azzurro e speriamo che torni ancora meglio. Per De Roon è stato emozionannte l&#8217;abbraccio di squadra e tifosi, ha fatto la storia di questa società ed è l&#8217;allenatore in campo. Ha dato tanto a squadra e società, i tifosi hanno dato tanto a lui. Un cerchio perfetto&#8221;</em>, continua Palladino.</p>
<p><em>&#8220;Non ci dobbiamo porre limiti né obiettivi. Abbiamo otto finali e la semifinale di Coppa Italia. Davanti qualcuno perde dei punti, sappiamo che la Champions è lontana: dobbiamo spingere ancora tanto, se arriviamo bene agli ultimi due mesi con la mentalità giusta possiamo ambire a qualcosa d&#8217;importante</em> &#8211; chiude il mugnanese -. <em>Qualcosa in più di quanto stiamo facendo oggi, onestamente, sarebbe stato chiedere quasi l&#8217;impossibile. Di base voglio vincerle tutte, ma so che non può essere così. In campionato siamo lì, abbiamo riaperto tutto. C&#8217;è grande entusiasmo, il rammarico è aver perso dei punti in casa del Sassuolo. L&#8217;obiettivo è cercare di entrare in Europa. Sono felice di non aver preso gol, ultimamente ne avevamo preso qualcuno di troppo. Avevo timore della partita prima della sosta, vemivamo dalla trasferta in Champions con energie fisiche e mentali spese. Noi potevamo temere una squadra che ci aspetta e riparte in transizione&#8221;</em>.</p>
<p>Ancora, sulla semifinale palyoff di giovedì 26 marzo proprio a Bergamo con l&#8217;Irlanda del Nord: <em>&#8220;Dobbiamo essere più positivi verso noi stessi, nelle difficoltà ci si stringe forte e bisogna trasmettere energia positiva. Alla Nazionale si dà sostegno, se si vuole andare tutti quanti ai Mondiali, compresi quelli che tifano da casa. Credo che i bergamaschi la sosterranno con grande affetto e grande grinta. Io lo farò dallo stadio&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Potevamo evitare i rischi e qualche brivido, soprattutto nel finale di gara. Le partite in serie A non sono mai facili: prova ne sia che il Verona, anche se è ultimo in classifica, non è andato lontano dal pareggiare dopo aver cercato di segnarci in tutti i modo. Forse abbiamo pagato la stanchezza di mercoledì a Monaco di Baviera, ma sono settimane e settimane che avevamo una partita di Champions o Coppa Italia a metà settimana&#8221; (<strong>Giorgio Scalvini</strong> a DAZN).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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<p></a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DWL3QhqDG6I/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Marten de Roon (@martenderoon15)</a></p>
</div>
</blockquote>
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		<title>Voci dall&#8217;Allianz Arena &#8211; &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi, perché il Bayern fa un altro sport&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 23:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6f071b8c-b3da-463a-911c-923373c2fec6.jpeg"><p>Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <strong>&#8220;Il <strong>Bayern Monaco</strong> gioca proprio un altro sport. Noi siamo l&#8217;unica italiana arrivata agli ottavi di finale e ne andiamo orgogliosi&#8221;</strong>, scuote la testa, senza abbassarla, <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Sky Sport</strong></em>. Ad <em><strong>Amazon Prime</strong></em>, invece, ha chiamato in causa le scelte tattiche in primis: <em>&#8220;Non cambierei niente, se potessi rigiocare queste due partite. Bisogna accettare la supremazia dell&#8217;avversario con molta umiltà. Abbiamo solo cercato di non snaturarci&#8221;</em>. E <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, gli fa eco: <em>&#8220;Non potevano misurarci col Bayern, è la squadra più forte del mondo&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I migliori in campo in questo turno di Champions League sono stati i <strong>tifosi</strong>. Adesso abbiamo campionato e Coppa Italia. Il mio record di 435 presenze in nerazzurro eguagliando <strong>Gianpaolo Bellini</strong>? Un grande onore per me rappresentare Bergamo in Europa, voglio continuare a farlo perché non intendo ancora smettere per fare l&#8217;allenatore. Il Bayern ci ha insegnato, come calcio italiano, movimenti e velocità: da noi siamo ancora statici e tattici quando affrontiamo le competizioni Uefa. Senza Musiala, Olise e Kimmich loro sono lo stesso i più forti. Da uno come Kane possiamo imparare tutto, anche l&#8217;umiltà&#8221; (<strong>Marten de Roon</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Non è bastata <strong>l&#8217;Atalanta</strong> nemmeno oggi contro una squadra molto forte. Abbiamo dato tutto sia all&#8217;andata che al ritorno, ma anche stasera hanno giocato una partita incredibile. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, negli ultimi metri invece potevamo fare scelte migliori. Contro di loro, quando hai la palla, devi fare molto bene. C&#8217;eravamo detti di voler difendere bene, ripartire e andare a far gol. Dal rigore in poi è stato difficile, anche perché quando il Bayern ha la palla la tiene sempre. I tifosi anche in casa avevano fatto una bolgia applaudendo nonostante la sconfitta per 6-1. Grazie mille a loro anche oggi, sono stati incredibili. Siamo una squadra forte che deve guardare avanti. In campionato, se vediamo cosa succede alle altre, possiamo recuperare. E c&#8217;è la Coppa Italia. L&#8217;Allianz Arena è uno degli stadi migliori del mondo ed è bellissimo per l&#8217;atmosfera&#8221; (<strong>Lazar Samardzic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Adesso ci concentriamo sul campionato e abbiamo anche la Coppa Italia. Il calcio italiano? Andrà meglio la prossima stagione, ma la riflessione si può fare stagione per stagione. Questa in Europa, o meglio in Champions, non è andata benissimo. Forse è anche questione di periodi.<br />
Sapevamo che era un&#8217;impresa quasi impossibile. In Champions League abbiamo comunque battuto squadre molto forti come il Chelsea e il Borussia Dortmund, ci portiamo a casa un grande percorso alzando il livello tecnico e fisico.<br />
Avevo chiesto alla squadra di andare orgogliosamente sotto il settore ospiti per ringraziare i nostri tifosi che ci avevano applaudito anche all&#8217;andata nonostante il 6-1 in casa. Sono contento se siamo riusciti a dar loro qualcosa.<br />
Abbiamo dato minutaggio a Ederson, De Ketelaere e stasera anche Raspadori. Abbiamo dato spazio a chi gioca meno come Bellanova e Samardzic, dai quali come da altri ho avuto risposte positive.<br />
Prendere tanti gol in queste due partite non ci ha fatto piacere, è il lato negativo degli ottavi di finale. Stasera e all&#8217;andata abbiamo capito che il livello del Bayern è più alto. Ne prendiamo atto, siamo inferiori sulla carta e lo siamo stati sul campo. In queste partite si capiscono i propri limiti: comunque siamo orgogliosi di essere stati l&#8217;unica italiana agli ottavi di finale di Champions&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci da San Siro &#8211; Palladino: &#8220;Il gruppo tira la carretta da 4 mesi&#8221;. I giocatori: &#8220;Grande spirito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Il segreto dell&#8217;Atalanta che non molla mai? &#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3675b940-f29e-4cbb-bf42-a55ad5227e3b.jpeg"><p>Il segreto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non molla mai? <em>&#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. Sudano la maglia, hanno gamba, cuore, coraggio. Però preferirei non dover sempre rincorrere: dobbiamo segnare prima, un aspetto da migliorare&#8221;</em>. Tra il solito peana allo spogliatoio e osservazioni da incontentabile, et voilà, <strong>Raffaele Palladino</strong> a commentare il pari e patta a San Siro dalla capolista.</p>
<p><em>“Tra <strong>Bayern</strong> e <strong>Inter</strong> era una settimana difficile contro due corazzate. M’è piaciuta la risposta della squadra soprattutto dal punto di vista mentale: non ci sono stati strascichi psicologici della pesante sconfitta di martedì, si sono rialzati tutti mettendoci intensità nonostante le scorie fisiche della partita di Champions, di martedì, spirito e grande energia. Chi è entrato ha migliorato il rendimento della squadra. Un gruppo che tira la carretta dando tutto&#8221;</em>, il concetto-base, ribadito a <em><strong>DAZN</strong></em>.</p>
<p>Sulla spinta <strong>Sulemana-Dumfries</strong> per pareggiarla e il presunto aggancio di piedi Scalvini-Frattesi per tenere almeno il punto, ecco la versione diplomatica dell&#8217;allenatore nerazzurro: <em>&#8220;Non ho visto gli episodi, non parlo mai degli arbitri. Marelli, molto bravo e tecnico, dice che non c’era nessuno dei due: noi ci fidiamo di lui&#8221;</em>. Lo sguardo è già proiettato a mercoledì prossimo: <em>&#8220;A Monaco andiamo col risultato compromesso, è una montagna da scalare contro una squadra di una forza e una tecnica impressionanti. L’obiettivo è essere competitivi dando spazio a chi ne ha avuto poco nella partita di andata. Faremo la nostra prestazione e vedremo, ma non è facile pensare di poter rimontare anche questa&#8221;</em>.</p>
<p>Dalla pancia del Meazza, ecco la giustificazione di un certo timore reverenziale nel primo tempo: <em>“L’Inter si sta giocando lo scudetto e il piano gara è stato fatto pensando a quello che loro hanno visto contro il Bayern Monaco. Quindi, blocco basso</em> &#8211; rimarca il mugnanese -. <em>Nel secondo tempo abbiamo alzato baricentro e pressione. Il resto l’hanno fatto i cambi. Il punto è meritato e a un certo punto la sfida si poteva vincere o perdere. Qualcosa di borderline, ma noi non rinunciamo alla nostra essenza. Dopo la partita siamo tutti a bravi a dire che si sarebbe potuta fare diversamente, tipo quando la perdi col Bayern. Lì volevamo giocarcela con coraggio, ma il livello ha fatto la differenza. Stavolta mi aspettavo scorie, invece i ragazzi si sono rialzati da grandi giocatori e da grande squadra, come se quattro giorni fa non fosse successo niente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i rientri decisivi da commentare: <em>&#8220;A me mancano tutti quando stanno fuori. <strong>Ederson</strong> e De Ketelaere ci sono mancati tanto. <strong>Pasalic</strong> e De Roon con Musah hanno tirato la carretta, adesso abbiamo un big in più lì in mezzo. Domenica aggiungiamo anche Raspadori</em> &#8211; sottolinea il tecnico dei bergamaschi -. <em>Siamo felici di aver recuperato Charles. I complimenti vanno rivolti allo staff medico, tra medici e fisioterapisti. A Jack mercoledì darò minutaggio, ove possibile. Bisogna stare attenti a centellinarlo, spero che anche la Nazionale possa essere felice che rientri&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa squadra non molla mai fino alla fine e rispecchia il mio carattere. Ma mi piacerebbe segnare prima, perché non è facile riprendere sempre le partite. Se stiamo bene fisicamente, possiamo giocarcela cercando di cambiare le cose. Mi gratifica che chi subentra dà il cento per cento&#8221;</em>, la chiosa palladiniana in tema elogio del dna atalantino.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Il primo tempo è stato tosto, poi chi entra deve e vuole sempre aiutare la squadra con lo spirito giusto. Abbiamo voluto il pareggio fortemente. Non vogliamo perdere le nostre caratteristiche, tra cui giocare con molto coraggio. Col Bayern è andata male, qui meglio&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ho preso palla, la mira, ho tirato e ho fatto gol. Non ho pensato a niente se non a segnare. E volevo, volevamo vincere. Abbiamo anche sbagliato l’ultima occasione perché volevamo fare il secondo gol. Per questa squadra io metto la testa in tutto per tutto, perché è un onore indossare questa maglia. Il primo tempo è stato tosto, ma il secondo bellissimo, siamo stati tutti bravi. Devo ringraziare il mister e i compagni, la loro fiducia mi dà molta felicità (<strong>Nikola Krstovic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Siamo umani anche noi, tenere alto il livello ogni tre giorni è faticoso. In tanti vorrebbero giocare le partite che dobbiamo affrontare noi: è la cosa più bella dell&#8217;essere calciatore. In allenamento ci prepariamo a dare il meglio di noi stessi nelle grandi occasioni come queste. Siamo un grande gruppo dove chi entra dà una grande mano. Tatticamente le scelte sono state dettate dal risultato col Bayern, quindi abbiamo lavorato, all&#8217;opposto, su letture difensive e comunicazione in campo. Infatti abbiamo parlato di più e ce la siamo passata meglio nei momenti giusti&#8221; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Rifarei il 4-4-2&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Bayern scioccante&#8221;. Pasalic: &#8220;Ingiocabile&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente musi lunghi in casa Atalanta dopo il ko tennistico col Bayern Monaco che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4b861d38-df3a-4f47-b9d1-aedf0533a7dd.jpeg"><p>Niente musi lunghi in casa <strong>Atalanta</strong> dopo il ko tennistico col <strong>Bayern Monaco</strong> che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione precoce dagli ottavi di <strong>Champions League</strong> già nella partita d&#8217;andata. Orgoglio salvo, e non solo per il gol della bandiera di <strong>Mario Pasalic</strong>, nelle dichiarazioni del dopogara: <em>&#8220;L&#8217;avversario è davvero di un altro livello. Superiore non soltanto a noi stavolta, ma alla gran parte della concorrenza in Europa. Abbiamo provato a sorprenderlo con un atteggiamento propositivo, ma non è andata come speravamo perché non siamo riusciti a scombinarne i piani</em> &#8211; afferma a Sky Sport il jolly croato -. <strong>Per aver raggiunto <strong>Muriel</strong> al terzo posto dei marcatori atalantini all time a 68 gol sono contento, ma non è servito a niente. Da professionisti dobbiamo accettare il verdetto del campo. E non sono così presuntuoso da dire che se fossimo partiti col 3-4-2-1 il risultato sarebbe stato diverso. Avevamo di fronte giocatori ingiocabili, è stata una batosta figlia di una superiorità indiscutibile davanti alla quale però possiamo solo toglierci il cappello. Non credo che subiremo alcun contraccolpo&#8221;</strong>.</p>
<p>Tema tattico, orgoglio e accettazione del verdetto trovano pienamente concorde l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. <em>&#8220;Col senno di poi riproporrei il 4-4-2 che in corso d&#8217;opera sabato scorso ci ha consentito di recuperare l&#8217;Udinese almeno sul 2-2. La doppia punta, l&#8217;avere questi riferimenti. La realtà è che il Bayern a tratti è stato ingiocabile e la differenza non l&#8217;hanno fatta le scelte di modulo, ma i valori in campo. Contro il 4-2-3-1 difendere a blocco basso avrebbe significato portarseli in casa, ma ad andarli a prendere alti poi ti attaccano la profondità. Questa è una squadra che alle difficoltà sa reagire e lo farà fin da sabato in casa dell&#8217;Inter: tra De Ketelaere, Scalvini, Ederson e Raspasori possiamo recuperare qualcuno, Giorgio di sicuro perché stasera non c&#8217;era solo perché squalificato&#8221;</em>, la premessa in sala conferenze.  </p>
<p><em>&#8220;Il risultato ci fa male, sarà una notte pesante dopo sei gol presi. Ma questa è una squadra  che reagisce: ai giocatori a fine partita ho detto, tiriamo su la testa, recuperiamo le energie e ributtiamoci in campionato. Mica avevamo la presunzione di arrivare in finale di Champions League: i nostri obiettivi sono campionato e Coppa Italia, le competizioni più importanti</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>I migliori in campo sono stati i tifosi che ci hanno applaudito dall&#8217;inizio alla fine. Una grande dimostrazione d&#8217;amore verso di noi: cercheremo subito di reagire, non dev&#8217;esserci un contraccolpo. Amore e sportività, dal nostro pubblico: non penso che altrove avrebbero applaudito il quinto gol avversario, come sul secondo di Olise&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Col senno di poi riproporrei questo 4-4-2 con queste due punte di peso. Una scelta fatta anche in funzione delle assenze, siamo corti davanti a causa della defezione prolungata di De Ketelaere e Raspadori, oltre a Ederson e Scalvini. Rimettendo il nostro sistema di gioco nel secondo tempo non è cambiato niente, dimostrazione palese che la differenza è stata di valori</em> &#8211; osserva Palladino -. <em>Giocare contro giocatori così forti individualmente ti alza il livello, perché gli altri avversari sono inferiori al Bayern. O si vince o si impara e da una grandissima squadra che andrà probabilmente fino alla fine di questa competizione noi abbiamo imparato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Con queste squadre bisogna stare attenti ai dettagli: sul calcio piazzato doveva esserci attenzione e più comunicazione. Alla squadra, che ha dato tutto sudando la maglia, non rimprovero nulla, anche sotto di sei sporcavamo le loro giocate e andavamo in transizione&#8221;</em>, la chiosa del tecnico. a fine partita ci hanno applaudito, qualcosa di impagabile.</p>
<p><em>&#8220;Il <strong>Bayern</strong> è qualcosa di scioccante, di incredibile, che ci ha messo in difficoltà in ogni fase del gioco con qualità nel passaggio finale, nell’assist e nel tiro. Per l&#8217;Atalanta è stata una serata veramente molto difficile, ma abbiamo avuto un pubblico che è un qualcosa di inspiegabile, perché non ha mollato un secondo</em> &#8211; conferma <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>E dire che comunque ai nostri avversari mancava uno che segna poco</em> (ride, NdR). <em>Avversari davvero incredibili, a cui possiamo solo dire bravi&#8221;</em>. <em>&#8220;Il pubblico è stato speciale, questa è una serata che ci deve unire ancora di più</em> &#8211; la tesi di <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano -. <em>Il Bayern era semplicemente troppo forte, ma il nostro <strong>pubblico</strong> vale il doppio. L&#8217;abbraccio sotto la Curva Nord è stato qualcosa di toccante, un affetto sconfinato che ormai conosco da undici anni. L&#8217;errore nostro, probabilmente, è di aver continuato a cercare di prendere alti gli avversari, mentre probabilmente ci sarebbe convenuto aspettarli più bassi per ripartire in contropiede. Per descrivere la superiorità del Bayern e le nostre difficoltà non si trovano parole adatte: la scelta di un approccio offensivo non ha pagato. Ora rifacciamoci in campionato a cominciare dall&#8217;Inter&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>La vigilia col Bayern: &#8220;Godiamocela, nel calcio tutto è possibile. Anche coi più forti&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 19:32:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ottavo di finale]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamocela senza fare sconti né conti. Specie quelli della serva: &#8220;Sarà una serata storica, magica, un sogno essere agli ottavi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Palladino-e-Pasalic-pre-Bayern.jpeg"><p>Viviamocela senza fare sconti né conti. Specie quelli della serva: <em>&#8220;Sarà una serata storica, magica, un sogno essere agli ottavi di finale contro una squadra così forte. Ma i sogni vanno vissuti a occhi aperti. L&#8217;avversario è il più in forma nei top 5 campionati d&#8217;Europa, forse il più forte della competizione&#8221;</em>. La premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong> è un diktat per la sua <strong>Atalanta</strong>, alle soglie dell&#8217;andata degli ottavi di finale di Champions League ospitando il <strong>Bayern Monaco</strong>: <em>&#8220;Domani i tifosi sono la nostra arma in più, la spinta, l&#8217;energia positiva. Con il Dortmund avevano risposto alla grande. Mi aspetto una partita difficilissima contro una squadra completa in ogni reparto, con giocatori che sanno legare il gioco: il 4-2-3-1 ti attira molto e poi attacca la profondità. Mi aspetto una bellissima partita, ci vogliono coraggio e attenzione ai dettagli&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Il Bayern è fortissimo e parte favorito, non so da quanti anni arrivano nelle prime posizioni. Nel calcio tutto è possibile, non vogliamo porci limiti ma cercare di confrontarci perché è un motivo di orgoglio e di crescita. Vogliamo goderci questa bellissima serata ragionando su 180 minuti. Se abbiamo poche chance di passare, quelle sono a casa nostra. Vanno fatte aumentare domani sera per poi andare a casa loro.<br />
Non recuperiamo De Ketelaere, Raspadori ed Ederson più Scalvini squalificato. Non voglio dare false notizie, ma con l&#8217;Inter dovremmo recuperare qualcuno.<br />
Non siamo tanto per cambiare modulo, m&#8217;interessano mentalità, spirito e personalità.<br />
Sulemana ha saputo aspettare e ora sta dimostrando le sue qualità, è un ragazzo serio, benvoluto dal gruppo. Sono tutti ragazzi molto seri, quelli che giocavano meno e poi hanno saputo sfruttare l&#8217;occasione: Musah, lo stesso Mario, Zalewski, Hien&#8230;</p>
<p>Si può studiare a video l&#8217;avversario, abbiamo cercato di farlo nel migliore dei modi. Piazzati, individualità, uno contro uno: abbiamo a disposizione anche la seconda partita per affrontarli ancora meglio.<br />
Ho ragazzi competitivi che vengono fuori nelle difficoltà. Hanno grande cuore, autostima: l&#8217;abbiamo visto domenica sotto due gol pareggiando col l&#8217;Udinese. Abbiamo fatto grandi rimonte col Napoli e col Borussia. Domani vogliamo giocarcela a viso aperto: cercheremo di tenere duro nelle difficoltà.<br />
Abbiamo studiato sia Neuer che Urbig, sono portieri che sanno giocare entrambi coi piedi, stanno spesso fuori dalla linea della porta per essere aggressivi sulle transizioni. L&#8217;assenza del primo non ci cambia niente.<br />
Scamacca deve continuare a fare gol, l&#8217;autostima dell&#8217;attaccante gira intorno a quello. E migliorare nell&#8217;intensità.<br />
Speriamo di non dover arrivare al secondo tempo per segnare due gol. Che veniamo fuori nei secondi tempi è un segnale positivo. Mi sono arrabbiato quando ho letto che i ragazzi avrebbero staccato la spina in campionato; se l&#8217;avessero fatto, non saremmo a questo punto.<br />
Faccio i complimenti a Kompany, è un grandissimo allenatore. Un orgoglio affrontarlo. Dobbiamo fare il nostro lavoro, non dobbiamo dimostrare niente a nessuno&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Un altro gol dopo quelli con Bruges, Chelsea e Dortmund non sarebbe male&#8230; Noi più esperti dobbiamo portare alla squadra il coraggio di giocarcela domani contro i favoriti della competizione. Godiamocela e mettiamoci tutto: rappresentiamo Bergamo ma anche il calcio italiano.<br />
Non ci siamo sentiti con Stanisic, siamo connazionali e grandi amici. E&#8217; un grande giocatore, non vedo l&#8217;ora di vederlo.<br />
Giocare in Champions contro avversari forti è il sogno di ogni bambino. Negli anni scorsi eravamo solo felici di andarci a giocare, ma abbiamo già fatto risultati contro le big d&#8217;Europa e vogliamo ripeterci domani sera.</p>
<p>Sto raccogliendo quanto seminato? Forse, ma mi sono sentito a casa da subito. Sono all&#8217;ottavo anno, significa che sono contento e mi trovo benissimo. Arrivai qui da prestito per l&#8217;ennesima volta, dopo due anni l&#8217;Atalanta mi ha comprato e sono orgoglioso di fare parte della sua storia&#8221;.<br />
E&#8217; più importante la testa, la mentalità, del ruolo da cambiare e ricoprire. Bisogna restare concentrati.</p>
<p>Mi ricordo Kane in Croazia-Inghilterra Under 21, nessuno immaginava che sarebbe arrivato a essere il più forte attaccante al mondo. Fa anche assist, corre, apre spazi agli altri, fa tanti gol. Un giocatore completo, sarà dura.<br />
Faccio il mio lavoro al meglio che posso. Mi sono sentito con Ivan Rakitic, ex grande calciatore e grande persona, nella Nazionale croata era sempre a disposizione dei giovani. Che lui mi faccia i complimenti è un onore.<br />
Eravamo in un momento brutto in classifica, era giusto cambiare qualcosa. Con Palladino sono tornate le vittorie, la spinta e la fiducia per ottenere i risultati&#8221; (<strong>Mario Pasalic</strong>).</p></blockquote>
<p><strong>La vigilia del Bayern</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Giochiamo contro una squadra molto forte dal punto di vista fisico, ci sono analogie con la nostra partita di Dortmund, difesa a tre, uso delle fasce e grande pressing. Hanno esperienza in Europa, avete visto tutti cosa ha fatto col Leverkusen un anno e mezzo fa. Magari sulla carta non risulta così rodata, ma non è assolutamente una squadra facile da affrontare.<br />
Kane ha superato a pieni voti l&#8217;allenamento, dobbiamo prendere una decisione. Vediamo come si sentirà nelle prossime ore. Che entri dal 1&#8242; o meno non è così decisivo, l&#8217;importante è che possa darci una mano.<br />
Non è la prima volta che ci portiamo ragazzi della giovanile, l&#8217;avevamo fatto col Leverkusen. Tah è un giocatore importante, ma devo guardare al collettivo e non ai singoli.<br />
Abbiamo delle possibilità che ci siamo guadagnate, vogliamo andare avanti. All&#8217;inizio il nostro obiettivo era essere competitivi su ogni fronte: è come se vedessimo un tunnel davanti a noi, non abbiamo paura e ci andiamo dentro.<br />
Non facciamo entrare i giornalisti al centro sportivo, ma le famiglie sì. Così abbiamo fatto alla vigilia, non è stato fatto apposta per l&#8217;Atalanta. Dobbiamo sì guardare ai risultati, ma alcuni ragazzi giocano anche per le loro famiglie.<br />
In Italia ovviamente si parla del livello del calcio italiano. L&#8217;Inter l&#8217;anno scorso l&#8217;ho vista, l&#8217;Atalanta pure. Ho visto grande talento, squadre allenate bene. L&#8217;Atalanta è un avversario dallo stile molto peculiare: sarà una partita avvincente, ha costruito un percorso molto positivo di cui può andare orgogliosa.<br />
Non penso che tra Bundesliga e serie A la differenza sia così grande. Ho grande rispetto per l&#8217;avversario, c&#8217;è continuità nel lavoro anche col nuovo allenatore. Dopo un regno così lungo non è garantito che possano andare sempre bene le cose, Palladino sta dando continuità con grande qualità aggiungendo qualcosa di nuovo. Per questo l&#8217;Atalanta gode di grande considerazione in Europa.<br />
Siamo abituati a essere favoriti, la gente lo dice. Non siamo obbligati ad accettare questo ruolo, ma non è questo a determinare i risultati. Chiunque può avere parole di encomio per quanto ha fatto la squadra di Bergamo. Non c&#8217;è nulla di impossibile nel calcio.<br />
Il Dortmund era venuto qui convinto di passare il turno e di dominare, sarà per l&#8217;atmosfera e i tifosi ma è stato del tutto differente. I tifosi italiani sono conosciuti per fare baccano, ma vi assicuro che l&#8217;Allianz Arena è peggio&#8230;<br />
Quello che piace di Luis Diaz è che ha numeri fantastici, ma è molto di più dei numeri. E&#8217; uno che ha creatività nel caos. Siamo un grande club non perché siamo il Bayern Monaco, non abbiamo meno fame degli altri. Luis Diaz dà l&#8217;impressione di essere pronto a dare e fare tutto.<br />
De Ketelaere lo vorrei vedere ai Mondiali come tifoso del Belgio. Lo seguo dal suo debutto al Bruges, passare al Milan è stata l&#8217;opportunità per il salto in avanti ma l&#8217;Atalanta è perfetta per la sua età, ha piede fantastico e grande corsa, la società è stata la più calzante per la sua carriera. Siamo contenti che non sia disponibile domani sera, ma mi auguro rientro per il percorso suo e della Nazionale&#8221; (<strong>Vincent Kompany</strong>, allenatore).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Sappiamo benissimo cosa possiamo aspettarci da una squadra forte come l&#8217;Atalanta. Saranno decisivi gli uno contro uno, serve andare a tutto gas. Diamo il massimo anche in allenamento e così faremo domani sera.<br />
Devo migliorare ancora molto per marcare le ali, ma il ruolo di terzino di per sé mi piace molto. Ci sono giocatori più veloci di me in quel ruolo, ma serve un approccio diverso rispetto a quello più fisico dei centrali. Mi adatto, sono a disposizione del mister.<br />
Il nostro portiere Jonas Urbig è fantastico, in tre anni e mezzo ha fatto un salto in avanti enorme di qualità. Purtroppo il piccolo fastidio impedisce a Neuer di essere con noi.<br />
L&#8217;Atalanta ha una grandissima aggressività dal minuto zero, non si tira mai indietro nell&#8217;uno contro uno. Hanno un gran gioco anche da altri punti di vista: ha grandissime individualità.<br />
La finale di Europa League del 2024 brucia ancora un po&#8217;, il Bayer non aveva fatto una grande partita e Lookman fu eccezionale sfruttando tutte le sue occasioni. Non voglio giocare come quella sera contro l&#8217;Atalanta, anch&#8217;io contribuii al risultato in negativo.<br />
Anche in Bundesliga affrontiamo squadre veloci e toste, ma anche l&#8217;Atalanta deve tenere noi in considerazione. Non si fanno calcoli iniziali: il calcio non esiste solo per i migliori sulla carta, bisogna saper prevelere sul campo.<br />
Non ho scritto nulla a Mario Pasalic, lo farò domani di persona, mi fa piacere rivederlo. Quanto al calcio, Kompany è un allenatore eccezionale anche a livello umano. Ognuno con lui conosce il proprio valore, lui sa gestire la squadra e si nota dalle prestazioni&#8221; (<strong>Josip Stanisic</strong>).</p></blockquote>
<p><strong>Probabili formazioni (martedì 10 marzo, ore 21 &#8211; New Balance Arena, Bergamo)</strong></p>
<p><strong>Atalanta</strong> (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 3 Kossounou, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 8 Pasalic, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Hien, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 46 Levak, 7 K. Sulemana, 25 Cassa, 45 Vavassori, 90 Krstovic). All.: Palladino.<br />
Squalificato: Scalvini.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Musah, Scamacca.<br />
Indisponibili: De Ketelaere, Ederson, Raspadori.</p>
<p><strong>Bayern Monaco</strong> (4-2-3-1): 40 Urbig; 44 Stanisic, 2 Upamecano, 3 Kim, 22 Guerreiro; 6 Kimmich, 45 Pavlovic; 17 Olise, 10 Musiala, 14 Luis Diaz; 9 Kane. (26 Ulreich, 37 Prescott, 4 Tah, 19 Davies, 27 Leimer, 8 Goretzka, 20 Bischof, 42 Karl, 7 Gnabry, 11 Jackson). All.: Kompany.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: Kimmich, Olise, Upamecano.<br />
Indisponibili: Ito, Kiala, Neuer.</p>
<p><strong>Arbitro:</strong> Eskås (Norvegia &#8211; Engan, Bashevkin; IV Kringstad. V.A.R. Tiago Martins &#8211; Portogallo, A.V.A.R. Higler &#8211; Paesi Bassi). <em><strong>Effe</strong></em></p>
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