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	<title>Raimondi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, esame Udinese. Colantuono pensa alla conferma di Baselli</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Feb 2014 14:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo &#8211; Le solite parole in vista della trasferta di Udine. Bisogna cambiare passo, più cattiveria e determinazione.  E&#8217;  da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/AtalaPr-1024x732.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Le solite parole in vista della trasferta di Udine. Bisogna cambiare passo, più cattiveria e determinazione.  E&#8217;  da parecchi mesi che si sentono queste dichiarazioni, poi sul campo non cambia niente. Sconfitte ma soprattutto prestazioni incolori se non negative.  Per fortuna la classifica non è preoccupante ma il popolo atalantino non vuole essere preso in giro perché i risultati non sono adeguati . E non cominciamo con alibi di arbitraggi mediocri o punitivi. Che ci sono stati ma non solo per l&#8217;Atalanta. Udinese-Atalanta è un&#8217;altra partita complicata. I friulani hanno risolto, a suon di gol e di risultati, la loro crisi che li stava portando nei bassifondi, adesso fanno punti e segnano. Certo non è più l&#8217;Udinese della passate stagioni perché i miracoli non sono all&#8217;ordine del giorno nemmeno dalle parti della famiglia Pozzo ma Guidolin è riuscito a raddrizzare la rotta. Cosa che non è riuscita a Colantuono per quanto riguarda le partita giocate lontano da Bergamo: solo tante promesse ma pochi fatti.  Il tecnico si è dichiarato soddisfatto, 0-4 a parte, della partita col Parma. Beato lui. Resta il fatto che le ultime due partite non sono state particolarmente soddisfacenti del punto di vista tattico e tecnico. Vedremo che formazione manderà in campo al Friuli. Sono possibili cambiamenti. A cominciare dalla conferma di Baselli. Il giovane centrocampista atalantino, che è appetito dai grandi club, Juve e Fiorentina in particolare, partirà quasi certamente da titolare a fianco di Carmona, coppia di centrocampisti che si è salvata degnamente dal naufragio col Parma. Cigarini, quindi, può sedersi in panca anche perché sta attraversando un periodo non proprio brillante e fatica ad essere il leader di una squadra che, invece, ha bisogno come il pane di trascinatori. Vale anche per Denis ma lui non ha sostituti. Per la verità ci sarebbe Livaja ma il giovanotto continua a deludere.  E per ora solo Bonaventura e Moralez sono in grado di creare problemi agli avversari. Un po&#8217; poco.  In difesa scalpitano Lucchini e Del Grosso che potrebbero avvicendare Yepes e Brivio. Nell&#8217;Udinese ballottaggio in vista tra Nico Lopez e Bruno Fernandes  per affiancare Di Natale. Entrambi svelti e veloci. E la nostra difesa non è certo formata da fulmini di guerra.  Insomma un&#8217;altra partita con tante sofferenze da sopportare.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Stadio Friuli, domenica ore 15.00</strong></span><br />
<strong>Udinese (3-5-1-1):</strong> Scuffet; Naldo, Danilo, Domizzi; Widmer, Allan, Yebda, Lazzari, Basta; Nico Lopez; Di Natale. A disposizione: Kelava, Brkic, Douglas, Pinzi, Badu, Fernandes, Mlinar, Maicosuel, Zielinski, Muriel. All. Guidolin<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Raimondi, Baselli, Carmona, Bonaventura; Moralez; Denis. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Giorgi, Yepes, Cigarini, Brivio, Migliaccio, Estigarribia, Kone, Livaja, De Luca, Bentancourt. All. Colantuono.</p>
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		<title>Atalanta molle e sfiduciata, con l&#8217;Udinese servirà tutt&#8217;altro spirito</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 16:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Carlo K. Capitanio Cosa abbiamo visto domenica? Abbiamo visto una squadra sciatta, arruffata, senza idee. Doveva essere una partita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg2schelgol-1024x732.jpg"><p><strong>di Carlo K. Capitanio</strong><br />
Cosa abbiamo visto domenica? Abbiamo visto una squadra sciatta, arruffata, senza idee.<br />
Doveva essere una partita arrembante contro un avversario alla nostra portata, potevano (e dovevano) essere quei 3 punti che ci avrebbero consentito di ambire a essere la “prima in classifica della parte destra del tabellone” o addirittura “finire nella parte sinistra”, come auspicato dal mister di Anzio nelle interviste degli ultimi giorni.<br />
E invece eccoci di nuovo in una mediocrità imbarazzante e a tratti preoccupante.<br />
Sia chiaro, la posizione in classifica non è in discussione (nonostante i 6 punti raccolti nelle ultime 5 gare), ma probabilmente solo perché ci sono delle squadre che giocano un calcio peggiore.<br />
Eppure le quattro sberle del Parma ieri hanno fatto parecchio male, anche perché sono andate a minare la base dei punti fatti fino ad ora: il ruolino di marcia della Dea è altalenante, tanto arrendevole in trasferta (solo 4 punti) quanto gagliarda e garibaldina fra le mura amiche (23 punti, mica pochi)&#8230; se iniziamo a perdere di schianto le partite contro una squadra che si può considerare al nostro stesso livello qualcosa non va.<br />
Domenica abbiamo visto un&#8217;Atalanta schierata come sempre, pronta a fare il compitino: davanti a Consigli due centrali esperti ma lenti, un centrale riciclato come terzino destro (Benalouane), un terzino sinistro. E poi un giovane regista dal futuro radioso (Baselli), un cagnaccio di centrocampo (Carlito Carmona), un umile faticatore della fascia (CR77), un trequartista esiliato sull&#8217;out sinistro (Giacomino Bonaventura). Davanti, un fantasista dal fisico minuto e dalle tante pause a supporto di un bisonte delle praterie argentine, pronto a fare a sportellate con i difensori avversari e fare molto più lavoro di quello che si vede.<br />
Solito schema, ordinato ma un po&#8217; quadrato e prevedibile.<br />
Il Parma non ha fatto niente di che per fare saltare il banco, ha giocato la sua partita senza particolare furore ma ha portato a casa 3 punti che lo proiettano al 6° posto in classifica e che puniscono in maniera esagerata l&#8217;Atalanta: fino al tragicomico autogol di Benalouane (impacciatissimo come non mai domenica, mai pericoloso in avanti e distratto in fase difensiva, forse per l&#8217;emozione di giocare contro la propria ex squadra) i nerazzurri avevano giocato al pallone, seppur con poche idee.<br />
Non era servito il gol a freddo di Molinaro (che indovina un tiro a voragine che sfiorando Stendardo batte un Consigli non piazzatissimo) ad abbattere la Dea, che aveva provato a rimontare, seppur a giri ridotti, ma l&#8217;appoggio di petto errato del numero 29 neroazzurro ha spento una luce che era comunque fioca.<br />
A iniziare da Sant&#8217;Andrea Consigli non al massimo della forma, passando per una retroguardia sofferente sulle folate di Biabany e di un Cassani particolarmente pimpante, neanche il centrocampo e l&#8217;attacco si sono dimostrati in palla: se Baselli pur giocando semplice qualche idea con la palla ce l&#8217;aveva e Bonaventura faceva con diligenza il tornante di sinistra, le geometrie sono mancate.<br />
Qualche cross dalla trequarti, un po&#8217; di palloni buttati nel mezzo del campo e poco insieme: Maxi Moralez dopo un paio di tentativi si è scoraggiato e ha iniziato a trotterellare per il campo, mangiandosi anche una buona occasione fornita da Denis.<br />
Dopo l&#8217;autogol, un&#8217;Atalanta demotivata cincischia per il campo, riducendo ancora di più le idee e le azioni: sembravano gli ultimi giorni di lavoro in una fabbrica che deve chiudere, con quel peso addosso di chi sa già che non c&#8217;è nulla da fare.<br />
Mestizia e facce lunghe, a nulla sono serviti gli innesti di Livaja e Di Luca a ravvivare la manovra: il Parma conquista una punizione in posizione decentrata, sulla sinistra e Cassano – fino a quel momento niente di che, di sicuro meglio del suo compagno d&#8217;attacco Palladino – trafigge Consigli per il 3 a 0.<br />
Come se non bastasse un fischiatissimo Schelotto segna il 4 a 0, giusto per ammazzare l&#8217;umore dei tifosi atalantini.<br />
Risultato squillante che non rispecchia però i valori in campo: se da una parte c&#8217;era una squadra – quella ducale – ben organizzata da Donadoni e di sicuro attenta, senza brillare comunque per gioco offensivo, in maglia neroazzurra c&#8217;era una squadra sicuramente molle e rassegnata al risultato ma che non gioca una partita così oscena da giustificare i 4 gol, cui forse è pesata particolarmente l&#8217;assenza di Cigarini a dettare i tempi in mezzo al campo.</p>
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		<title>Atalanta in anticipo a Firenze, rientrano Cigarini e Carmona</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 09:14:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Mayer Bergamo &#8211; “Adesso bisogna fare punti in trasferta”. Dichiarazione di Colantuono durante la conferenza-stampa di presentazione della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/cigadeniss.jpg"><p><strong>di Giacomo Mayer</strong><br />
<strong>Bergamo</strong> &#8211; “Adesso bisogna fare punti in trasferta”. Dichiarazione di Colantuono durante la conferenza-stampa di presentazione della partita Fiorentina-Atalanta e sottoscritta da tutto il popolo nerazzurro. Dopo l’exploit col Napoli, ci si aspetta qualcosina anche da una partita fuori casa. Per la verità, non è la prima volta che lo scriviamo e siamo in nutrita compagnia. Non solo, la pensa così anche Colantuono e non è la prima volta che afferma di un’inversione di tendenza da parte della squadra. Peccato che fino ad oggi, Chievo e Genoa a parte, è sempre successo il contrario: gli atalantini sono tornati a casa sconfitti e, spesso, senza attenuanti. Vedremo se a Firenze sarà la serata della svolta. Tra l’altro i precedenti sono nettamente sfavorevoli anche nel periodo nel quale la squadra viola lottava con l’Atalanta per salvarsi e l’ultimo successo al Franchi risale al 3 gennaio 1993: gol della vittoria di Carlo Perrone. Si è sempre fatto fatica a Firenze, figuriamoci adesso con la squadra di Montella a tre punti dalla Champions. Certo, la Fiorentina sta attraversando una fase della stagione non particolarmente brillante, ha perso a Cagliari e ha perso martedì a Udine nella semifinale di Coppa Italia ma in casa è difficile che sbagli una partita. Insomma Atalanta avvisata.  Sempre Colantuono ha dichiarato che la Fiorentina è un squadra di ottimi palleggiatori, quindi sarà opportuno rispondere con un gioco aggressivo e veloce. Proprio le doti che sono mancate all’Atalanta lontano dal Comunale. Vedremo, quindi, se sarà la volta buona. Montella farà esordire Diakitè, confermerà Anderson e ritroverà Quadrado. Nell’Atalanta rivedremo dal primo minuto Cigarini e Carmona. Gli altri nerazzurri saranno gli stessi di domenica pomeriggio a meno che torni Brivio a posto di Del Grosso e da quelle parti si farà vedere Quadrado.  Non dovrebbero esserci altre modifiche nello schieramento nerazzurro.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Stadio Franchi di Firenze, sabato ore 18.00</strong></span><br />
<strong>Fiorentina (4-3-3):</strong> Neto; Diakitè, Gonzalo, Savic, Pasqual; Borja Valero, Pizarro, Anderson; Quadrado, Matri, Vargas. A disposizione: Rosai, Compper, Roncaglia, Matias Fernandez, Bakic, Wolski, Joaquin, Ilicic, Matos. All: Montella.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli ; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Maxi Moralez; Denis. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Del Grosso, Lucchini, Nica, Estigarribia, Brienza, Kone, Giorgi, De Luca. All. Colantuono<br />
<strong>Arbitro:</strong> Guida.<br />
<strong>Televisione:</strong> Sky Calcio 1, Premium Calcio</p>
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		<title>Verso Torino-Atalanta: Colantuono applaude Ventura e avverte i suoi: &#8220;Dobbiamo iniziare a far punti in trasferta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jan 2014 15:03:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ZINGONIA &#8211; “Ventura è il veterano degli allenatori e i risultati parlano per lui. Forse noi due siamo poco reclamizzati, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_6229-1024x732.jpg"><p><strong>ZINGONIA &#8211;</strong> “Ventura è il veterano degli allenatori e i risultati parlano per lui. Forse noi due siamo poco reclamizzati, ma personalmente a me non cambia la vita finire sui giornali una volta di più o in meno”. La disfida tra due outsider della panchina, gente che alle dichiarazioni roboanti preferisce parlare coi fatti sul campo: così <strong>Stefano Colantuono,</strong> alla vigilia della spedizione della sua Atalanta nella tana del Torino.</p>
<p>Un avversario di tutto rispetto che equivale a un banco di prova importante dopo il bis di scontri diretti vinti fra le mura amiche: “Noi la classifica l&#8217;abbiamo aggiustata solo nelle ultime due partite contro Catania e Cagliari, loro di problemi non mi pare ne abbiano – prosegue il tecnico nerazzurro -. Dobbiamo tenere alta l&#8217;attenzione, basta un attimo per ritrovarsi là sotto. Anche se proprio in fondo in fondo non ci siamo mai stati. Sicuramente la costante del nostro campionato è soffrire e faticare”. Un Toro da prendere per le corna, e a questo giro sono decisamente appuntite: “Non la chiamerei una squadra rivelazione, perché la società si è mossa sul mercato estivo in maniera ottimale, rafforzandosi. Ha un&#8217;identità precisa e attaccanti di livello. Cerci e Immobile hanno tiro, velocità, tecnica: non a caso sono nell&#8217;orbita della Nazionale”. Attenti a quei due, dunque, ma la Dea deve battersi soprattutto con i propri limiti: “Non è una gara facile per tante sfaccettature, ma possiamo cogliere l&#8217;occasione per dare un segnale dopo aver dimostrato di sapercela giocare con chiunque a Bergamo. Bisogna iniziare a raccogliere punti in trasferta”. E all&#8217;orizzonte potrebbe profilarsi qualche grattacapo alla voce formazione: “Cigarini s&#8217;è allenato con noi ma è da valutare. Del resto anche Baselli in settimana ha avuto un piccolo problemino. Niente emergenza, comunque: siamo in ventuno al netto degli squalificati Migliaccio e Lucchini”.</p>
<p>Nella lista dei convocati spicca il ritorno di Consigli, che ha chiuso la varicella nel cassetto dei brutti ricordi e si appresta a rispedire tra i rincalzi l&#8217;imbattuto baby Sportiello. In mezzo alla difesa abili e arruolati Stendardo e Yepes, con le fasce assegnate senza discussioni a Benalouane &#8211; “L&#8217;abbiamo preso per fargli fare il terzino, mica possiamo cambiargli ruolo in corso d&#8217;opera” &#8211; e Brivio. A centrocampo quasi sicuri Baselli e Carmona in fase di costruzione e cucitura più Bonaventura a sinistra, mentre dall&#8217;altra parte c&#8217;è il ballottaggio tra Raimondi e Brienza. Ma la logica assegna la preferenza al sedrinese, visto l&#8217;impeto offensivo dei granata: “All&#8217;andata partimmo col 4-3-3, poi loro ci costrinsero a fare un altro tipo di partita. Nel secondo tempo passammo a tre dietro (Lucchini, sostituto di Kone, segnò il vantaggio di testa prima del raddoppio di Stendardo, NdR) coprendoci sulle corsie per poi chiudere con il 3-5-1-1. Ci andò bene”. Ultima battuta sul mercato, che a Zingonia parrebbe essersi chiuso con la partenza in prestito di Canini al Chievo: “Non mi piace parlarne. Finché la finestra rimane aperta e tu stai giocando, e questo vale anche per la sessione estiva, dà fastidio non sapere chi avrai a disposizione o no il giorno dopo”. <em><strong>si.fo.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Atalanta, iniziare a correre anche in trasferta battendo il Toro della super coppia Cerci-Immobile</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 18:14:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Matteo Bonfanti A Torino per iniziare a correre anche in trasferta. E’ questo l’obiettivo dell’Atalanta di mister Colantuono, reduce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/bg1maiok-1024x732.jpg"><p><strong>di Matteo Bonfanti</strong><br />
A Torino per iniziare a correre anche in trasferta. E’ questo l’obiettivo dell’Atalanta di mister Colantuono, reduce dalle  fondamentali vittorie a Bergamo contro Catania (2-1) e Cagliari (1-0). I sei punti conquistati negli ultimi due appuntamenti hanno rasserenato il popolo nerazzurro che, ipotecata la salvezza, ora sogna di vedere un po’ di bel gioco, il grande assente della Dea versione 2013-2014.  Ma contro i granata non sarà per niente facile. Perché il miglior Toro targato Ventura è squadra che non lascia giocare, grintosa e tignosa, che fa del pressing a tutto campo l’idea chiave per vincere le partite. E poi, in attacco, ha le due note più liete della stagione: l’ex nerazzurro Alessio Cerci, 9 reti, e Ciro Immobile, 10 gol e in stato di grazia continuo proprio per gli assist del gemello diverso che fa reparto con lui.<br />
Cerci, quindi, pericolo numero uno, talento completamente sbocciato dopo la buona annata 2012-2013, sempre alla corte di Ventura. I suoi colpi lo rendono un giocatore unico nel suo genere, quello della vecchia ala, sparita (o in via d’estinzione) in una nazione, la nostra, che ha avuto alcuni dei migliori rappresentanti del ruolo: il bergamasco Roberto Donadoni e, tornando indietro, Gigi Meroni, indiscusso idolo proprio dei granata. Sarà anche per questo che in settimana il presidente Cairo ha proposto al ragazzo cresciuto nel vivaio della Roma un contratto a vita. Nessuna risposta ad ora, ma le parole di un presidente innamorato non possono che far piacere.<br />
Cairo si coccola Cerci, ma anche Immobile (“il suo riscatto non sarà un problema, ne parleremo con la Juve al momento giusto”) e intanto il suo Toro scala la classifica e  sogna di centrare la qualificazione in Europa puntando sull’aiuto dei propri tifosi. Curve quindi a dieci o a quindici euro per l’assalto all’Atalanta che, come detto, non reciterà il ruolo di vittima sacrificale. Forte dei due successi e dopo aver salutato Canini (andato al Chievo), Colantuono presenterà una Dea quasi in formazione tipo. Tornerà Consigli tra i pali, poi il solito 4-4-1-1: Benalouane, Stendardo, Yepes e Brivio in difesa; Raimondi, Carmona, Cigarini (che sembra aver recuperato, ma Baselli resta in preallarme) e Bonaventura in mediana; Moralez tra le linee; Denis terminale offensivo.<br />
Fari puntati su Cr77 che domenica ha festeggiato le cento partite in Serie A ed ha parlato con i giornalisti in settimana, fotografando una squadra desiderosa di spiccare il volo anche lontano da Bergamo. E’ quello che è mancato, ma l’obiettivo è chiaro: “andiamo a Torino per trovare continuità”.</p>
<p><strong>Così in campo ore 15</strong><br />
<strong>Torino (3-4-1-2):</strong> Padelli; Makimovic, Glik, Moretti; Darmian, Vives, Farnerud, Pasquale; El Kaddouri; Cerci, Immobile. All.: Ventura.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Moralez; Denis. All.: Colantuono.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Tagliavento di Terni.</p>
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		<title>Milan-Atalanta 3-0: le pagelle nerazzurre. Maxi è il Kakà atalantino, la giornata nera del Tanque e dei due centrali difensivi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 17:18:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta Consigli 6,5: nessuna colpa sulle tre reti rossonere. Evita con una gran parata su Kakà (33’ del primo tempo) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_4714-1024x732.jpg"><p><strong>Atalanta</strong><br />
<strong>Consigli 6,5:</strong> nessuna colpa sulle tre reti rossonere. Evita con una gran parata su Kakà (33’ del primo tempo) e con un’altra prodezza su Balotelli (25’ della ripresa) un passivo ancora maggiore. Si conferma uno dei pochi punti di forza di una difesa nerazzurra che a San Siro va bocciata in toto.<br />
<strong>Benalouane 6,5:</strong> meglio quando attacca piuttosto che quando deve difendere. Trova un gran gol all’esordio con la maglia dell’Atalanta: stop e botta sul primo palo e Abbiati battuto. Rete regolarissima, ingiustamente annullata da un arbitro che sente un po’ troppo San Siro. Comunque un ottimo elemento (29’ st <strong>Brienza sv:</strong> entra quando il Milan dilaga, si applica come sempre, senza sfigurare).<br />
<strong>Migliaccio 5:</strong> ha sulla coscienza il gol del 2-0, quando lascia Balotelli libero di servire Robinho e Kakà, soli e soletti a centro area. Il centrale non è il suo ruolo, la speranza nerazzurra è di rivedere al più presto, in mezzo alla retroguardia nerazzurra, qualcuno che lo faccia da più tempo. Con Giulio spostato a centrocampo come al 15’ della ripresa quando stradica un pallone in mediana e serve Denis che spreca malamente.<br />
<strong>Stendardo 5:</strong> timido e fuori posizione in occasione dei primi due gol del Milan. Marcatura facile facile sull’ombra di quello che un tempo era un buonissimo giocatore (Matri), poi entra Balotelli che se lo magna a ripetizione. L’immagine della partita al 25’ della ripresa quando il centravanti della nazionale lo salta a una velocità impressionante, facendolo sembrare un pupino della scuola calcio.<br />
<strong>Brivio 5:</strong> non trova le contromisure su uno scatenato Cristante che gli fa vedere i sorci verdi, colpendo una traversa e segnando la rete del 3-0 che chiude definitivamente la sfida di San Siro.<br />
<strong>Raimondi 6:</strong> soffre le folate offensive rossonere che partono dalla sua fascia. Meglio quando attacca come a fine primo tempo quando una sua bordata coglie il palo esterno della porta difesa da Abbiati.<br />
<strong>Carmona sv:</strong> paga il mal di schiena. Gioca una ventina di minuti, poi si arrende. Speriamo non sia niente di grave, il cileno appare tra i pochi davvero fondamentali (19’pt <strong>Baselli 5,5:</strong> così così nel solito equivoco tattico di questa stagione. Non è Migliaccio, ma il nuovo Ciga, continuare a fargli fare il randellatore (che lui comunque non fa) non è bello né per lui né per l’Atalanta).<br />
<strong>Cigarini 5,5:</strong> brutto primo tempo preso nella morsa dei centrocampisti rossoneri. Sale in cattedra a inizio ripresa, regalando un’apertura capolavoro al 14’ per Raimondi che però s’incarta sul più bello. Dopo il 2-0 scompare. Con lui l’Atalanta.<br />
<strong>Bonaventura 6:</strong> qualità da vendere. Se servito, accende la luce. Ma lo cerca solo Maxi Moralez, così la sua prova fa registrare un paio di bei dribbling su De Sciglio e altrettante corse a perdifiato, ma senza esito. Troppo poco per uno che ha i suoi mezzi tecnici (23’ st <strong>De Luca 6,5:</strong> a noi piace parecchio. Entra e sfiora il gol con un gran tiro. Gli nega la soddisfazione personale una prodezza di Abbiati. Da tenere, magari facendolo giocare un po’ di più dall’inizio).<br />
<strong>Moralez 7:</strong> a tratti imprendibile. Maxi è attualmente il top player dell’Atalanta. Come Kakà: non perde mai un pallone e sforna giocate sempre illuminanti. Chi lo ha al Fantacalcio si morde le mani per colpa di Denis: Moralez infatti regala al compagno di reparto due assist da capogiro (47’ e 55’) che il Tanque non sfrutta.<br />
<strong>Denis 5:</strong> la partita nera di German: rigore in movimento al 2’ della ripresa calciato fuori; palla solo da sbattere in rete una decina di minuti dopo, finita incredibilmente tra le mani di Abbiati; diagonale a lato al 60’ davanti al portiere rossonero. E l’Atalanta esce da San Siro con un 3-0 bugiardo. Se il Tanque ne avesse messa dentro almeno una (si era ancora sull’1-0 per il Milan), staremmo a parlare di un’altra partita.<br />
<strong>All. Colantuono 7:</strong> primo tempo col freno tirato, poi a inizio ripresa una bellissima Atalanta, mai vista tanto vispa in trasferta. Benalouane fa il pari, ma l’arbitro annulla ingiustamente, Denis si pappa tre gol, il Milan risorge e la chiude. Peccato. Soliti complimenti, ma non bastano. Domenica col Catania serve la stessa Dea dei primi 20’ del secondo tempo, ma meno sciupona davanti.<br />
<em><strong>Matteo Bonfanti</strong></em></p>
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