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	<title>RDS &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Gasperini a ruota libera: &#8220;Vincendo diamo fastidio a chi lo fa in deficit, Bergamo mi riempie d&#8217;amore&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 10:49:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Quando abbiamo cominciato a vincere qualificandoci in Champions, quindi sedendoci al tavolo delle grandi, abbiamo dato fastidio. Perché abbiamo tolto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/09/Atalanta-Monza-Gasperini.jpg"><p><em>&#8220;Quando abbiamo cominciato a vincere qualificandoci in <strong>Champions</strong>, quindi sedendoci al tavolo delle grandi, abbiamo dato fastidio. Perché abbiamo tolto qualcosa a qualcuno, se non molto&#8221;</em>. Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, in una lunga intervista per <strong>Radio TV Serie A</strong> su RDS, tra i temi principali ha parlato del rapporto tra <strong>l&#8217;Atalanta</strong> e le <strong>big</strong>.</p>
<p><em>&#8220;C&#8217;è anche chi si era chiesto se fosse giusto che stessimo lì</em> &#8211; ricorda il tecnico nerazzurro alludendo all&#8217;ex presidente juventino Andrea Agnelli -. <em>Non possiamo competere con le grandi, che vincono facendo deficit, perché non possiamo permettercelo. Noi dobbiamo valorizzare per migliorare, vendere e poi investire: per fortuna qui ho dirigenti fenomeni che riescono a piazzare giocatori a prezzi prima impensabili&#8221;</em>.</p>
<p>Il <strong>Gasp</strong> traccia il solco tra la sua prima Dea, la migliore di tutte e l&#8217;attualità. <em>&#8220;Siamo arrivati a due minuti dalla semifinale di Champions, quando ormai eravamo il controllo contro <strong>Mbappé</strong>. Poi si fece male <strong>Freuler</strong> e prendemmo due gol in due minuti nel recupero. Rammarico per lo scudetto? Ci siamo stati vicini nell&#8217;anno del <strong>covid</strong>, che ci ha costretto a giocare senza pubblico da Valencia fino ad Amsterdam passando per Liverpool. Ma in quel periodo sapemmo regalare un sorriso e forse la speranza alla gente. <strong>Ilicic</strong> si isolò cominciando a star male proprio in quel momento da tutto e tutti, soffriva nel dover stare lontano dai suoi affetti&#8221;</em>.</p>
<p>A proposito, sul tanto chiacchierato rapporto con la proprietà: <em>&#8220;È fatto di grande affetto, <strong>riconoscenza</strong> e rispetto reciproci, e soprattutto condivisione di valori. Magari si possono avere giudizi differenti in tema di calcio. Ma ai giocatori che arrivano all&#8217;Atalanta la prima cosa che si chiede è di integrarsi subito in un ambiente con certi valori etici e di comportamento. Il campo, la tecnica e la tattica vengono dopo&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è tutto l&#8217;orgoglio del maestro di pallone che si racconta senza filtri. <em>&#8220;Ormai sono all&#8217;ottavo anno qui, sono il più longevo della serie A. Sono stato vicino alla Nazionale, Lippi mi chiamò ma poi la panchina se la prese Ventura. Fare 500 punti nel massimo campionato con una squadra che a malapena ne sfiorava cinquanta a stagione è un grande traguardo. Quello più avvicinabile, in termini di trofei, è la <strong>Coppa Italia</strong> che difatti abbiano sfiorato due volte&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Bergamo ha un grande senso di appartenenza e un legame speciale con la sua squadra di calcio</em> &#8211; prosegue Gasperini -. <em>Io cerco sempre di avere e portare idee diverse per migliorare la squadra. Poi per mantenerci dobbiamo vendere, l&#8217;ultimo è stato Hojlund, all&#8217;inizio erano stati Gagliardini, Caldara, Kessie e Conti. Ma a Bergamo vorrebbe vivere chiunque, è a misura d&#8217;uomo e col suo affetto non ti soffoca né ti mette pressione. Anche il <strong>Papu</strong>, per il cui caso sono dispiaciuto, pare sia lo sciroppo del bambino passato per doping, merita di tornare qui per il saluto che non ha potuto avere per colpe non sue, figlie della situazione particolare che s&#8217;era creata&#8221;</em>.</p>
<p>Infine, sulla sfida al <strong>Napoli</strong> di Walter <strong>Mazzarri</strong>: <em>&#8220;Ricordo i derby di Genova, quando la Sampdoria era stabilmente in Europa. Loro avevano Pazzini e Cassano, noi Motta e Milito. Un gran bel derby. Speriamo lo sia anche la partita di sabato&#8221;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gasp o non Gasp per un nuovo ciclo? Luca Percassi è netto: &#8220;All&#8217;Atalanta bisogna essere contenti di esserci&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 18:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[ciclo]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Percassi]]></category>
		<category><![CDATA[Radio TV Serie A]]></category>
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					<description><![CDATA[“Siamo una provinciale conscia e orgogliosa di esserlo, non una big. Ma gli investimenti sostenuti anche in sede di calciomercato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/IMG-20230720-WA0012-e1691165772193.jpg"><p align="JUSTIFY"><em>“Siamo una <strong>provinciale</strong> conscia e orgogliosa di esserlo, non una big. Ma gli <strong>investimenti</strong> sostenuti anche in sede di calciomercato dimostrano che vogliamo <strong>competere ad alto livello</strong> in Italia e in Europa. Chi è all&#8217;<strong>Atalanta</strong> deve essere contento e dare il 100 per cento”.</em>&nbsp;<strong>Luca Percassi</strong>, amministratore delegato dell&#8217;Atalanta, a <em><strong>Radio Tv Serie A</strong></em> su RDS, al di là delle dichiarazioni di prammatica sulla Dea come grande famiglia sublimata dall&#8217;esperienza diretta della propria, manda un messaggio indiretto a Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, che nell&#8217;intervista pubblicata il 13 ottobre sulla <em><strong>Gazzetta dello Sport</strong></em> non s&#8217;era detto certo di rimanere alla guida all&#8217;apertura di un nuovo ciclo, non essendo ancora finito (secondo l&#8217;interessato) quello cominciato nell&#8217;estate del <strong>2016</strong>.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>“Certamente i risultati degli ultimi <strong>8 anni</strong> , in cui abbiamo vinto sui campi più prestigiosi anche in <strong>Champions League</strong>, si devono alla compattezza dell&#8217;ambiente, che cementa la vicinanza dei <strong>tifosi</strong> alla squadra attraverso la dirigenza e lo staff, e alla bravura dell&#8217;allenatore e dei giocatori. <strong>Gasperini</strong> non è mai stato in discussione: per noi le persone che lavorano meritano sempre fiducia, ma devono essere contente di essere qui. Noi siamo molto contenti di questi 8 anni, in cui abbiamo raggiunto risultati straordinari</em>”, ha rimarcato il CEO atalantino. Figlio riconoscente di un presidente al suo secondo soglio: <em>“In 14 anni ci sono stati soltanto tre allenatori, dapprima <strong>Colantuono</strong> che ci ha riportati subito in serie A nel 2011 e poi un signore come <strong>Reja</strong>, proprio perché nel nostro dna c&#8217;è la necessità di dare continuità al lavoro per raggiungere il massimo possibile</em> – le precisazioni dell&#8217;alto dirigente -. <em>Le dichiarazioni? Non sono solito commentarle, siamo in un momento cruciale della stagione tra campionato ed Europa League e rimaniamo concentrati su quello”</em>. E ancora, per rincarare la dose: <em>“Le persone devono essere contente di essere all&#8217;Atalanta, perché Bergamo è l&#8217;ambiente ideale per lavorare e per vivere: quando uno dà il 100 per cento viene sempre rispettato”</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;AD spiega i segreti del <strong>successo</strong> della formula. <em>“<strong>Bergamo</strong> è l&#8217;Atalanta, l&#8217;Atalanta e Bergamo e noi Percassi ne siamo consapevoli. Con l&#8217;introduzione dell&#8217;<strong>Under 23</strong>, un altro investimento cospicuo, offriamo un ulteriore step al percorso di crescita del nostro settore giovanile. Un ringraziamento al responsabile Roberto <strong>Samaden</strong>, ai direttori sportivi Lee Congerton e <strong>Tony D&#8217;Amico</strong> per aver messo a disposizione professionalità e risorse a favore del lavoro di Francesco <strong>Modesto</strong>&#8220;. </em>Sulla finestra estiva, solo soddisfazione per i vari Kolasinac, CDK e Scamacca:<em> &#8220;Che giocatori di una certa caratura ci scelgano è motivo d&#8217;orgoglio ma ci responsabilizza a dare l 100 per cento per vedere dove saremo nel corso della stagione. Le qualità importanti date in mano allo staff tecnico dimostrano la volontà di competere ad alti livelli. Mettiamoci anche lo stadio a km zero fatto con aziende bergamasche, di cui una nata lo stesso anno del club </em>(la Dalmine, nel 1907, NdR)<em>”</em>. Spazio pure all&#8217;arringa al megafono dal campo principale agli ultras sulle tribune quel famoso 20 agosto 2022: <em>&#8220;Quell&#8221;abbiamo tutti contro&#8217; va contestualizzato, era un modo per spronare la squadra e tutto l&#8217;ambiente in vista di un&#8217;annata che si preannunciava difficile&#8221;</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">Sul <strong>Gasp</strong>, un aneddoto: <em>“Era ancora tesserato per il <strong>Genoa</strong>, quindi rammento bene la telefonata al presidente Enrico <strong>Preziosi</strong>. Col via libera, organizzammo un primo incontro ed eccoci qui”</em>. Sul <strong>Percassi Antonio atto II</strong> (il primo dal 1990 al febbraio 1993, poi la cessione ai Ruggeri), poche e sentite parole: <em>&#8220;Dal <strong>2010</strong> in cui papà tornò presidente, ci siamo tolti tantissime soddisfazioni. Andiamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto in 14 anni. Una storia che continua, perché la mia famiglia sa cosa significa l&#8217;Atalanta</em> – la chiosa -. <em>Sono un <strong>figlio</strong> fortunatissimo, perché papà mi ha concesso grandissima autonomia personale e professionale fin dal primo momento. E so cosa voglia dire essere qui, avendo avuto la fortuna di fare la trafila nel vivaio. La prima telefonata della giornata e anche l&#8217;ultima sono di Antonio Percassi: &#8216;Come va l&#8217;Atalanta?&#8217;, &#8216;Cos&#8217;è successo oggi?&#8217;. Lui rappresenta il tifoso, perché vive la società e per la società come ogni bergamasco. L&#8217;obiettivo stagionale è essere noi stessi e dare 100 per cento in ogni partita: le cose si conquistano partita dopo partita”</em>.</p>
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