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	<title>Riccardo Saponara &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Ilicic inventa e segna pure, Zapata da triplete: l&#8217;Atalanta disintegra il Lecce (7-2)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 15:56:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lecce – Atalanta 2-5 (2-2) LECCE (4-3-2-1): Gabriel 5,5; Donati 6, Lucioni 5,5, Rossettini 4,5, Calderoni 5; Majer 5,5 (18&#8242; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/PapuZapata-1024x700.jpg"><p><strong>Lecce – Atalanta 2-5 (2-2)</strong><br />
<strong>LECCE (4-3-2-1):</strong> Gabriel 5,5; Donati 6, Lucioni 5,5, Rossettini 4,5, Calderoni 5; Majer 5,5 (18&#8242; st Tachtsidis 6), Deiola 6,5, Barak 6; Mancosu (cap.) 5,5 (18&#8242; st Shakhov 5,5), Saponara 7; Lapadula 5,5. A disp.: 22 Vigorito, 97 Chironi, 6 Paz, 16 Meccariello, 3 Vera, 29 Rispoli, 39 Dell&#8217;Orco, 4 Petriccione, 28 Oltremarini, 35 Rimoli. All.: Liverani 5,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Gollini; De Roon, Caldara, Palomino; Hateboer, Pasalic, Freuler, Gosens; Gomez (cap., 24&#8242; st Malinovskyi); Ilicic (28&#8242; st Muriel), D. Zapata (40&#8242; st Tameze). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 55 Okoli, 7 Czyborra, 21 Castagne, 22 Bellanova, 90 Colley. All.: Gasperini.<br />
Arbitro: Massa di Imperia 7 (Schenone di Genova, Valeriani di Ravenna; IV Di Martino di Teramo. Var Nasca di Bari, AVar Longo di Paola).<br />
<strong>RETI:</strong> 17&#8242; pt aut. Donati (A), 22&#8242; pt D. Zapata (A), 29&#8242; pt Saponara (L), 39&#8242; pt Donati (L), 2&#8242; st Ilicic (A), 9&#8242; e 17&#8242; st D. Zapata (A), 43&#8242; st Muriel (A), 46&#8242; st Malinovskyi (A).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Hateboer, Palomino, Lucioni e Saponara per gioco scorretto. Var: 1. Occasioni 7-19, nello specchio 3-11, legni 0-1. Corner 2-11, recupero 1&#8242; e 2&#8242;.</p>
<p><strong>Lecce</strong> – In casa <strong>Atalanta</strong>, alla ripresa di <strong>Lecce</strong> dopo lo stop per Coronavirus, comandano il padrone del campo Josip <strong>Ilicic</strong> e un <strong>Duvan</strong> da triplete, bravi a sbancare il “Via del Mare” per tenersi il <strong>quarto posto</strong> a quota 48 a dispetto del doppio vantaggio iniziale rintuzzato da una pericolante mai doma. Fuochi d&#8217;artificio davanti con <strong>Muriel</strong> a chiudere il set e <strong>Malinovskyi</strong> a fissare lo score sull&#8217;incredibile 7-2, ma anche polveri bagnate dietro, dove la contemporanea assenza di Toloi e Djimsiti ha provocato qualche scompenso costringendo De Roon a riciclarsi terzo di destra.<br />
Primissimo spiraglio entro la cinquina cronometrica, quando Ilicic trova il mini corridoio per Zapata, stoppato da Lucioni. Lo sloveno prova a calare il 13 sul favore di ritorno, ma il controllo difettoso agevola il salvataggio in corner di Gabriel. Sull&#8217;angolo Pasalic schiaccia di testa senza che <strong>Palomino</strong> riesca a schiaffarla in porta di petto perché sulla linea compare Majer. Ancora un paio di tiri della bandierina del mancino di punta e i nerazzurri (17&#8242; e 22&#8242;) avrebbero virtualmente risolto la pratica in un amen: sul primo, procurato da un nuovo stop del capitano locale al colombiano, è <strong>Donati</strong>, solo omonimo (Giulio, non Massimo) dell&#8217;ex centrocampista cresciuto a Zingonia, a infilare con un maldestro colpo di testa la propria rete, mentre il secondo, col portiere brasiliano a dire di no alla stoccata proprio di Ilicic appena dentro l&#8217;area dalla sua mattonella, è pennellato alla perfezione sempre dalla sinistra per l&#8217;incornata in corsa e in tuffo di Duvan che elude Rossettini infilandosi ad altezza non impossibile sotto la traversa. Al 25&#8242; Gomez alza alle stelle il possibile tris servitogli su un piattino al limite dall&#8217;autore del bis, e in base alla dura legge del gol i salentini riaprono in breve una partita già morta stecchita, grazie all&#8217;imbeccata lunga di Deiola per Saponara dopo un multi-contrasto a centrocampo: Hateboer gabbato e conclusione a giro a scendere sul secondo palo.<br />
Manca un amen alla mezzora e <strong>Lapadula</strong> dal vertice sinistro non pesca compagni (32&#8242;) per la gioia di Gollini, immobile e fuori dai pali sull&#8217;1-2. Al 35&#8242; Lucioni si rifugia in corner su Gosens, trovato dal perpetuo Josip; sugli sviluppi, da fuori De Roon prova la legnata che si spegne a lato. La beffa è vicina: sette dall&#8217;intervallo, l&#8217;omonimo dell&#8217;ex approfitta dell&#8217;assist (al terzo tentativo) dal lato sinistro del compagno precedentemente a segno e pareggia sul 2 con un rasoterra di potenza dall&#8217;intersezione della lunetta. Brividi bifronti fra 43&#8242; e 44&#8242;: no stress di Gabriel su Gosens dai 16 metri, ma è di là che il pericolo è da allarme rosso, con <strong>Barak</strong> a sprecare la sponda dell&#8217;unico attaccante leccese sparando ben oltre il montante. Poco più di un giro di lancetta nella ripresa e la Dea torna avanti: il numero 72 si sposa verso la mancina allungando per il <strong>Papu</strong>, sul cui sinistro respinto dall&#8217;uomo coi guanti il capocannoniere (15 solo in A) atalantino non si esibisce in un comodo tap-in, bensì in controllo di destro e appoggio in traffico niente affatto facile usando il piede giusto. La freddezza del fuoriclasse non è imitata da Pasalic, che scaraventa in curva il piattone a suo rimorchio (5&#8242;), e da Gosens, che al 7&#8242; manca di tempismo sulla sua girata. Per fortuna Lapadula di lì a poco non è da meno, consentendo a Gollini di uscire di piede sullo sciagurato retropassaggio di Caldara. Ed ecco il <strong>poker</strong>, da lustrarsi gli occhi: rifinitura del migliore in campo, Pasalic per l&#8217;uomo che imbraccia la doppietta acciuffando la decina col rigore in movimento davanti all&#8217;area piccola. Tripletta al 18&#8242;, di esterno destro al volo (Gabriel la tira fuori di scarpa oltre la linea), dopo una doppia combinazione con scavetto tra Gomez e Ilicic che gliela gira di prima con l&#8217;ennesima magia di una prestazione mostruosa. Di là l&#8217;italo-peruviano (23&#8242;) non ce la fa a riaprirla un&#8217;altra volta, anche perché un rimbalzo fasullo ne infiacchisce il conato tra le braccia del Gollo; di qua Malinovskyi dà il cambio al capitano e Muriel allo zoppicante Ilicic (toccato duro da Saponara). Lucioni smorza l&#8217;ucraino (31&#8242;), Gabriel dice di no al Ronaldito sull&#8217;asse lungo con Pasalic e l&#8217;altra new entry (34&#8242;) condito da scambio nello stretto e il temporaneo pareggiatore altrui (36&#8242;) a SuperMario, smarcato da Hateboer col Toro di Cali improvvisatosi rifinitore. Ultimi sussulti: volée imprecisa di Tachtsidis da schema da punizione (41&#8242;), Muriel in contropiede lanciato da Malinovskyi in combutta con Pasalic fa il sesto dopo aver colto il legno (il fuorigioco viene sbandierato e in seguito annullato dal Var) e Ruslan indovina il settebello nell&#8217;angolino sul vassoietto del croato al culmine di una sortita di Hateboer. 70 alla voce reti segnate in 25 gare di campionato, non male.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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