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	<title>Ritorno &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Luca Percassi rompe il silenzio atalantino: &#8220;Con la Lazio ferita aperta, gol regolarissimo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 23:21:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di solito è di poche e misurate parole. Stavolta, visto il silenzio auto-impostosi da squadra e staff tecnico, compreso Raffaele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/f3232631-46e4-4778-98d8-a9dd56628766.jpeg"><p>Di solito è di poche e misurate parole. Stavolta, visto il silenzio auto-impostosi da squadra e staff tecnico, compreso <strong>Raffaele Palladino</strong>, ammonito per l&#8217;assenza di qualunque sanzione all&#8217;entrata a piedi uniti di Patric che ha messo fuori causa <strong>Bernasconi</strong>, ad alzare i toni è <strong>Luca Percassi</strong>, l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Davanti a tutti i microfoni, soltanto lui: <em>&#8220;Ci sono stati quasi cinque minuti di revisione. Nessuno ha visto il motivo dell&#8217;annullamento di un gol regolarissimo. Con la <strong>Lazio, in Coppa Italia</strong>, è una ferita che rimane aperta dalla finale di sette anni fa, il mani di Bastos su De Roon e la mancata espulsione col mancato rigore&#8221;</em>, il succo delle recriminazioni del CEO nerazzurro dalla memoria lunghissima.&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Di fronte a una grande prestazione della squadra e a un pubblico straordinario, che ha dimostrato di cosa Bergamo è capace nel calcio,&nbsp;siamo incappati in una pessima direzione arbitrale. L&#8217;annullamento del gol di <strong>Ederson</strong> è gravissimo. Nella dinamica del cross c&#8217;era pure un mani da rigore di Gila e non s&#8217;è capito cosa abbia visto Colombo su <strong>Krstovic</strong>, che ha nettamente e chiaramente anticipato il portiere&#8221;</em>, protesta il figlio del presidente Antonio.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Con la tecnologia attuale è veramente incomprensibile dover assistere a interpretazioni che non stanno né in cielo né in terra. Il bilancio della competizione ovviamente è buono, ma è una serata di forte rammarico per la conduzione arbitrale e non solo per il gol annullato, ma anche per una serie di falli fischiati contro o non fischiati a favore francamente incomprensibili&#8221;</em>, rincara la dose l&#8217;alto dirigente.</p>
<p>L&#8217;amaro in bocca è moltiplicato da un dominio non concretizzato nella semifinale di ritorno: <em>&#8220;Fare un gol più dell&#8217;avversario, soprattutto in una gara da dentro o fuori, è determinante. Non siamo riusciti a finalizzare nonostante una mole di occasioni da gol davvero importante. La <strong>Lazio</strong> ha fatto un tiro in porta. Il tema arbitrale ormai è abitudinario. Ci sono situazioni di campo difficili, ma lo strumento messo a disposizione dei direttori di gara deve semplificarne il lavoro. Non riusciamo a capire il motivo del richiamo del Var. Dispiace molto, soprattutto per la gente: si va via con l&#8217;amaro in bocca perché ci sono tutti gli strumenti per verificare gli episodi&#8221;</em>.</p>
<p>Infine, la rassicurazione che tra Zingonia e la New Balance Arena la voglia d&#8217;Europa è più forte dei torti subìti. <em>&#8220;Certo che non rinunceremo a nulla fino al secondo finale del campionato, siamo qui per regalare impegno e soddisfazioni al nostro pubblico, che è stato straordinario una volta di più</em> &#8211; chiude l&#8217;AD -. <em>Nelle ultime cinque partite daremo tutto. Sappiamo quello che stiamo vivendo: arrivare a giocare partite di questo livello è la dimostrazione di quanto buono stiamo facendo. Stavolta ne siamo usciti danneggiati. Come nella finale del 2019 all&#8217;Olimpico contro la stessa squadra: una ferita aperta, perché la storia si ripete&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Coppa Italia &#8211; Una sola insufficienza (e non parliamo dell&#8217;arbitro)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 23:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La palma del peggiore spetta di diritto all&#8217;arbitro-inventore del nuovo regolamento, ma nell&#8217;Atalanta battuta ai rigori dalla Lazio nella semifinale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5090e369-2d84-4e41-bcf9-67314a0466aa.jpeg"><p>La palma del peggiore spetta di diritto all&#8217;arbitro-inventore del nuovo regolamento, ma nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> battuta ai rigori dalla <strong>Lazio</strong> nella semifinale di ritorno di Coppa Italia c&#8217;è almeno l&#8217;insufficienza di <strong>Raoul Bellanova</strong>, cambio che non porta alcunché alla causa nel peraltro sterile assalto nei supplementari. Nervi poco saldi e fiducia più sfibrata dei muscoli, alla fine, ma dopo una sfida dominata.</p>
<p><strong>Carnesecchi </strong>6: parate zero fino al primo rigore ospite di Nuno Tavares, intercettato da par suo sul mancino a incrociare. salvato dal legno, gli altri due non li vede o quasi.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: bravo a proporsi e imporsi come primo regista, è puntuale dietro e penalizzato davanti solo da una direzione arbitrale quasi a senso unico (4’ pts <strong>Ahanor</strong> 7: chiude i varchi, e con l&#8217;asse Lazzari-Isaksen mica era scontato).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: semiperfetto su Ederson, si lascia scappare Romagnoli. Capita. Ma non è stato l&#8217;episodio da palla inattiva a indirizzare la partita.&nbsp;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: gladiatorio tra qualche amnesia in uscita e in appoggio (26’ st <strong>Kossounou</strong> 7: il cuore e il fisico oltre l&#8217;ostacolo, nel senso che non passa più anima viva nemmeno per scherzo, a differenza delle quattro cinque metà campo varcate dai laziali in modo potenzialmente pericoloso).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: a destra come a sinistra, ne inforna e ne sforna di ogni. Arriva alla lotteria finale, la cosa più crudele che esista, letteralmente sulle ginocchia.<br />
<strong>De Roon</strong> 6,5: il re delle seconde palle, sul gol validissimo scippato dalla sala di Lissone in combutta con Colombo è lui a innescare De Ketelaere (26’ st <strong>Pasalic</strong> 7: sul pezzo appena entrato, a freddo, in copertura come in proposizione. Uomo e giocatore speciale. I penalty sono un altro paio di maniche).<br />
<strong>Ederson</strong> 7: due fasi niente male, sempre di corsa, e la finale conquistata secondo regolamento. E nessun marellista rompa le balle sulla regola 12 e sul precedente Baschirotto vs Paleari.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: falciato da Patric, rimasto con la fedina immacolata per l&#8217;incompetenza del comasco dal fischietto (11’ st <strong>Bellanova</strong> 5,5: l&#8217;unico atalantino fuori fase, ovvero protagonista di un assalto tanto sterile quanto a gamba all&#8217;indietro in più occasioni. Calibra diversi palloni dentro, ma in modo approssimativo: anche se l&#8217;impegno è innegabile, la crisi tecnica è palese).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: regia, spinta e palloni al bacio, anche sul gol valido annullato alla revisione a bordocampo. Tira in porta una volta e lì è quasi sfiatato. Del penalty è superfluo parlare: la Dea, la finale numero sette, l&#8217;ha persa sul gol buono di Ederson e in ultima battuta su guanto-traversa di Motta contro Scamacca.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: di tre occasioni avrebbe potuto e dovuto convertirne almeno una. La sua idiosincrasia verso il trentuno dopo aver fatto trenta è un limite di tutta la squadra (26’ st <strong>Raspadori</strong> 7: gol irregolare? Zappacosta sarà avanti di un laccio. Entra di prepotenza nell&#8217;azione per impattarla subito).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 6,5: il regolarissimo borseggio sull&#8217;attrezzo sfuggito all&#8217;eroe della serata gli alza un voto altrimenti non al di là del passabile. Spazi pochi, profondità impossibile. Grande cuore, ma nel calcio bisogna anche essere figli di buona donna. Lui proprio non lo è (45’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: loffia dagli undici metri dopo avercela messa tutta, in primis quella sontuosa frustata in elevazione, per centrare la finale).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: non sbaglia le scelte. Poi, a lungo andare, trascinandosela verso i rigori, aver dovuto ribaltare per stanchezza incipiente la squadra come un calzino non ha giovato alla causa. Gli altri hanno avuto buon gioco a rinunciare a giocare a pallone.&nbsp;<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Colombo e Motta fanno volare l&#8217;Aquila: l&#8217;Atalanta fallisce la finale di Coppa Italia ai rigori</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:01:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia, semifinale di ritorno &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 22 aprile (ore 21) Atalanta &#8211; Lazio 2-3 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/68d1d95f-996a-4d66-9bd4-dc28df40a15d.jpeg"><p>Coppa Italia, semifinale di ritorno &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 22 aprile (ore 21)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Lazio 2-3 ai tiri di rigore (1-1, 0-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Scalvini 7 (4’ pts Ahanor 7), Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (26’ st Kossounou 7); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6,5 (26’ st Pasalic 7), Ederson 7, Bernasconi 7 (11’ st Bellanova 5,5); De Ketelaere 7, Zalewski 6 (26’ st Raspadori 7); Krstovic 6,5 (45’ st Scamacca 6,5). A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 40 Obric, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>LAZIO (4-3-3):</strong> Motta 10; Marusic 6 (22&#8242; st Lazzari 6,5), Gila 6,5 (32’ st Provstgaard 6,5), Romagnoli 7, Nuno Tavares 6,5; Basic 6 (32’ st Dele-Bashiru 6), Patric 5,5 (39’ st Cataldi 6), Taylor 5,5; Cancellieri 6,5 (22’ st Isaksen 6,5), Noslin 6, Zaccagni (cap.) 6 (13’ pts Pedro 6). A disp.: 72 Pannozzo, 99 Giacomone; 3 Lu. Pellegrini, 23 Hysaj, 21 Belahyane, 28 Przyborek, 27 Maldini, 19 Dia, 20 Ratkov. All.: Maurizio Sarri.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Colombo di Como 4 (Imperiale di Genova, Costanzo di Orvieto; IV Zufferli di Udine. V.A.R. Abisso di Palermo, A.V.A.R. Maresca di Napoli).<br />
<strong>RETE:</strong> 39’ st Romagnoli (L), 41’ st Pasalic (A).<br />
<strong>Sequenza dei rigori:</strong> Raspadori (A) gol destro spiazzante, Nuno Tavares (L) sinistro incrociato parato; Scamacca (A) destro incrociato parato, Cataldi (L) palo; Zappacosta destro centrale parato, Isaksen (L) gol sinistro spiazzante; Pasalic (A) destro incrociato parato, Taylor (L) gol sinistro incrociato spiazzante; De Ketelaere (A) sinistro incrociato parato.<br />
<strong>Note:</strong> prima della partita ricordato Mino Favini, responsabile del settore giovanile nerazzurro per 24 stagioni, alla vigilia del settimo anniversario della scomparsa. Citato Sead Kolasinac per la centesima presenza atalantina ottenuta con la Juventus (ora sono 102). Serata serena e temperata, spettatori Spettatori: 21.915 per un incasso di 636.607,66 euro. Ammoniti Kolasinac, Cancellieri, Scamacca e Lazzari per gioco scorretto, Palladino (all. A) al 12’ st e Sarri (all. L.) al 29’ st per proteste. Tiri totali 22-7, nello specchio 6-1, parati 5-, respinti/deviati 7-2, legni 1-0. Var: 2 (check gol di Ederson al 16’ st, annullato per palla contesta da Krstovic in possesso di Motta; check gol Raspadori al 5’ pts annullato per fuorigioco di Zappacosta). Corner 7-6, recupero 2’ e 7’, ts 1’ e 0’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Settima finale smarrita dal <strong>dischetto</strong>, gli altri si prendono l’undicesima. Un intreccio thrilling con l’arbitro protagonista in negativo, pure di una mancata espulsione di <strong>Patric</strong> per un’entrata assassina su <strong>Bernasconi</strong> costretto a uscire. <strong>Ederson</strong> in tap-in, ma il comasco Andrea Colombo a video vede un fallo-contesa di <strong>Krstovic</strong> sul portiere, poi capace di ergersi a eroe. <strong>L’Atalanta</strong>, dominatrice di buona parte del primo tempo e inferocita col controllo Var più beffardo del mondo trova la forza di replicare con <strong>Pasalic</strong> alla beffa sfiorata da Romagnoli, si vede ricacciare in gola la gioia fronte bozzuta di Jack <strong>Raspadori</strong> per l’offside di Zappacosta allo start dei supplementari per poi inchinarsi ai guantoni di Edoardo Motta, classe ‘05, proiettato tra i legni dai ko di Provedel e Furlanetto e bravo pure a portarla all’extra time deviando sul montante la zuccata di Scamacca. Sfiga orrida ma pure nervi saltati, alla fine, contro una Lazio cinica e pure oltre nella semifinale di ritorno di Coppa Italia a ruota del pari sul 2 all’andata il 4 marzo all’Olimpico.<br />
Il primo squillo è al quinto col filtrante lungo di De Ketelaere per Krstovic che costringe Gila a una diagonale in tackle per il primo angolo. Zalewski, sul secondo pallone del fiammingo a rientrare, arriva con la tempia più che di fronte mancando il bersaglio due lancette più tardi. All’ottavo Krstovic si gira fiacco sul sinistro apertogli in verticale da Scalvini, trovando ancora lo spagnolo in traiettoria, quindi l’uscita a pesce di Motta sul cross di Ederson due metri dietro lo spigolo sinistro col polacco a telefonare il tap-in tra le braccia dell’ultimo ostacolo. I capitoli stanno corti e compatti, senza uscire dal guscio né tagliare del tutto le linee di passaggio. Il terzo tiro atalantino dalla bandierina, quella destra, produce il controcross di Bernasconi a rientrare per la svettata fuori misura del braccetto di Palazzolo sull’Oglio, il primo regista effettivo di una manovra tesa a sfruttare soprattutto la catena Zappacosta-CDK. Due tocchetti al ventesimo. Uno oltre, invece, il sinistro di volée ancora di Zalewski, alla terza chance personale, figlio di un recupero scivolato di Djimsiti su Noslin nel cerchio di centrocampo prolungato da Ederson per il crossone dell’arcenese spondato dal fiammingo: in traiettoria c’è ancora Gila, il quinto corner sfocia del sinistro alto di seconda del pendolino di Sora.<br />
Se verso metà frazione il terminale montenegrino spizza male la palla del cugino di secondo grado di Oliviero Garlini stavolta a piede invertito. Kolasinac, a un poker dalla respinta ciabattata di Scalvini sulla prima conclusione laziale di Cancellieri figlia di un errore in uscita, spende il giallo sull’ex Hellas (31’): Zaccagni coglie la testa di Basic, sfera in Curva Nord. Marusic si sgancia ottenendo corner da Ederson: niente di fatto, ma Aquila ad ali ora piuttosto spiegate. La ripresa inizia bruttina e confusa, compreso il contropiede di Ederson da difesa d’angolo prolungata da Zalewski con la fronte e addirittura Cancellieri a ripiegare. Manita cronometrica e porta ancora più lontana che non in precedenza. Al 6’ Krstovic la recupera a Patric chiudendo per il triangolo con De Ketelaere dritto a rimorchio sui guantoni di Motta (6’). Bernasconi fa l’allungo in recupero sempre sull’ala destra nemica per poi arrendersi a un falciaerba del barcelonista. Alla dozzina Noslin riceve da Tomic, ma il suo radente da fuori sbatte su Djimsiti, come lui del resto, per l’intero incontro. Scollinato il quarto d’ora, ecco il rientro del belga su appoggio di De Roon e la liftata fermata da Gila di mano, con Krstovic a recuperare palla per porgerla al piattone del brasiliano senza opposizione.<br />
C’è il controllo video per un possibile fallo del montenegrino, visto sul portiere più che sull’iberico, e il direttore di gara riesce nell’impresa di sanzionare l’inesistente. Al 29&#8242; protesta Noslin per un mani di Scalvini dopo un lancio in profondità, prima di aggirare anche Carnesecchi calciando a lato di sinistro la più incredibile delle occasioni. Ovvio che il comasco col fischietto chiuda gli occhi, in bambola com’è.<br />
Ederson dal fondo e al 38&#8242; De Ketelaere dal limite non sono un pericolo per Motta, di là Noslin in triangolo con Lazzari invece lo è per Pasalic costretto a rifugiarsi in angolo. Entra Cataldi e il terzo corner da sinistra dei romani, calciato da Zaccagni, produce il vantaggio di Romagnoli in girata mancina anticipando Djimsiti; passano due minuti, 4 al novantesimo, e il sinistro sporco di Pasalic è deviato in porta da Taylor su azione di Raspadori con scarico di Krstovic. Ederson apre il recupero incrociando fuori il sinistro molto defilato, al quinto di extra time Motta devia sulla traversa lo stacco di Scamacca su pallone morbido di Zappacosta dalla sinistra dell’area. Proprio il sorano è in posizione irregolare sul cross di De Ketelaere da lui spondato per l’insaccata di Raspadori sottoporta sempre in gioco aereo. Al 14’, invece, Super Mario riceve da Scamacca ma tira addosso a Raspadori. Nel secondo, il romano incoccia male in ascensore chiamatogli da Pasalic (4’). A un tris dalla lotteria dal dischetto, il marcatore laziale non arriva d’un amen sullo schema da sinistra di Tavares, poi la beffa delle beffe in quadruplice copia. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino vuole la Coppa Italia: &#8220;Fiducia da ripagare, sono io a dover dare qualcosa&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:10:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta e Raffaele Palladino sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-19.24.47.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> e <strong>Raffaele Palladino</strong> sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per ripiegare sulla rimonta coi 15 punti in palio residui in campionato. Questa è la <strong>semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Lazio</strong>, a Bergamo, vista dalla vigilia: <em>&#8220;Sono io a dover dare qualcosa in più ai tifosi per ripagare il loro affetto, sono io a dover ripagare la fiducia della società quantomeno centrando la finale. Questa non è solo la partita più importante, è &#8216;la partita&#8217;&#8221;</em>.</p>
<p>La premessa del tecnico s&#8217;accompagna alla rivendicazione del percorso. <em>&#8220;E’ a un mese dalla fine della stagione, si dà per scontato quanto s’è fatto ma guardandoci indietro dobbiamo andare orgogliosi della nostra scalata alla classifica. Siamo arrivati a giocarci una partita che può spostare i giudizi su tutta l&#8217;annata, ma non era scontato, dopo un inizio altalenante”</em>, prosegue l&#8217;allenatore nerazzurro.</p>
<p>Il fattore ambientale, a sentire il protagonista sulla tolda di comando, conterà più di tutto. <em>“Giocare davanti ai nostri tifosi, che domenica mattina allo stadio ci ha dato un forte abbraccio venendoci a caricare, ci rende molto motivati a guadagnarci la finale di Coppa Italia. Molti ragazzi hanno affrontato varie volte situazioni di questo tipo, per cui serve la maturità giusta”</em>.</p>
<blockquote><p>“La Lazio col Napoli ha giocato la migliore partita dell’anno, è allenata benissimo da un ottimo allenatore come Sarri, è un avversario impegnativo. Rispetto all’andata è come fossero due competizioni diverse, lo stato di forma all’epoca era l’opposto. Non serve come alibi, la Lazio ha recuperato tanti giocatori importanti e noi lo stesso: non conta la stanchezza fisica ma la mentalità.</p>
<p>In queste tre settimane abbiamo lavorato con continuità, fuori dalla Champions, anche sui dettagli, sui recupero degli infortuni pre e post Nazionali. Con Juve e Roma sono state ottime prestazioni, a Roma abbiamo retto sul piano fisico in crescendo nel secondo tempo. Conta la voglia di arrivare in finale, la personalità, il coraggio: i miei giocatori conoscono l’importanza di questa partita”.</p>
<p>I precedenti con la Lazio li abbiamo analizzati, come ti attaccano e come si difendono. In due giorni a disposizione per il piano gara non è semplice. Ma abbiamo conoscenze su che tipo di partita sarà: stiamo attenti soprattutto quando la Lazio è senza palla”.</p>
<p>Con la Roma Scalvini e Kolasinac sono andati fuori all’intervallo per problemi fisici, De Ketelaere è sfebbrato da tempo, oggi è al cento per cento. Sono tutti a disposizione, tranne Hien che è l’unico assente, ma vanno valutati secondo come rispondono domattina.</p>
<p>E’ come se fosse una partita secca, non ragioniamo su eventuali supplementari e rigori. Cercheremo di andare in campo con la nostra stessa mentalità: vorremmo rivivere una notte da Atalanta, come col Chelsea e il Borussia Dortmund.</p>
<p>Qui ho trovato una famiglia, una società sana, seria e che ti fa lavorare nel miglior modo possibile. E’ un sogno poter lavorare qui, li ringrazio perché Antonio e Luca Percassi e Tony D’Amico sono sempre presenti e pronti a darti sostegno. Spero di ripagare la fiducia almeno col raggiungimento della finale.</p>
<p>Prima di arrivare a Bergamo mi avevano detto che il popolo bergamasco avrebbe sempre apprezzato che io dessi il massimo per questo simbolo, per questi colori. Ho dato il massimo dal primo giorno, sono più io che devo dare ai tifosi che non il contrario, mi sento uno di loro, mi sento stimato e benvoluto.</p>
<p>Le sensazioni per il campionato sono che vogliamo fare una partita seria e importante, due vittorie e saremmo in Europa League. Ma sono positive, io sono una persona positiva e trasmetto positività. Per il campionato ci penseremo, ma credo sia ancora tutto aperto, il mio messaggio è che non molleremo fino alla fine provando ad arrivare in Europa anche lì. L’importante è dare tutto per non avere rimorsi dopo l’ultima partita.</p>
<p>Ci possono essere similitudini tra il nostro sistema di gioco e quello del Napoli, ma sono soltanto numeri, si può stare più alti e più bassi. L’idea potrebbe essere la stessa, noi a partita in corso spesso cambiamo perché non siamo vincolati a un solo modulo.</p>
<p>Abbiamo provato oggi i rigori facendo una sequenza, deve diventare un gesto ripetitivo perché nel corso di una stagione a molti capita di non tirarne mai. Ma speriamo di non doverci arrivare domani&#8230;</p>
<p>Non mi emoziono così facilmente. A parte i tifosi che mi fanno venire i brividi. Le partite vanno studiate e preparate bene. L’importante è la risposta dei ragazzi a richieste chiare: probabilmente è la sfida più importante della mia carriera, la sento di più perché viene dopo una rincorsa molto bella. </p>
<p>Percepisco la voglia di Coppa Italia dei giocatori che hanno già giocato due o tre volte la finale di Coppa Italia, sentono anche di aver ricevuto qualche torto in qualche finale.</p>
<p>Scamacca e Krstovic? Due centravanti forti sono una fortuna. Hanno superato venti gol messi insieme. Danno il massimo, non è detto che non possano giocare insieme.</p>
<p>La parola gruppo non è scontata né banale. Quando i miei ragazzi perdono, stanno male. E nello stare male trovano una reazione positiva e immediata. Carnesecchi si sentiva responsabile della sconfitta con la Juve e s’è rialzato subito: è una cosa che hanno dentro, innata.</p>
<p>La squadra sta crescendo ancora, poi non è detto che quando giochi bene vinci le partite, Roma e Juventus ne sono la testimonianza.</p>
<p>Questo gruppo ha vissuto serate importanti e anche sconfitte in finale. L’abbiamo preparata nei minimi dettagli. Mi auguro che la squadra faccia una grande partita”.</p></blockquote>
<p><em><strong>SF</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci dall&#8217;Allianz Arena &#8211; &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi, perché il Bayern fa un altro sport&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 23:10:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6f071b8c-b3da-463a-911c-923373c2fec6.jpeg"><p>Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <strong>&#8220;Il <strong>Bayern Monaco</strong> gioca proprio un altro sport. Noi siamo l&#8217;unica italiana arrivata agli ottavi di finale e ne andiamo orgogliosi&#8221;</strong>, scuote la testa, senza abbassarla, <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Sky Sport</strong></em>. Ad <em><strong>Amazon Prime</strong></em>, invece, ha chiamato in causa le scelte tattiche in primis: <em>&#8220;Non cambierei niente, se potessi rigiocare queste due partite. Bisogna accettare la supremazia dell&#8217;avversario con molta umiltà. Abbiamo solo cercato di non snaturarci&#8221;</em>. E <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, gli fa eco: <em>&#8220;Non potevano misurarci col Bayern, è la squadra più forte del mondo&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I migliori in campo in questo turno di Champions League sono stati i <strong>tifosi</strong>. Adesso abbiamo campionato e Coppa Italia. Il mio record di 435 presenze in nerazzurro eguagliando <strong>Gianpaolo Bellini</strong>? Un grande onore per me rappresentare Bergamo in Europa, voglio continuare a farlo perché non intendo ancora smettere per fare l&#8217;allenatore. Il Bayern ci ha insegnato, come calcio italiano, movimenti e velocità: da noi siamo ancora statici e tattici quando affrontiamo le competizioni Uefa. Senza Musiala, Olise e Kimmich loro sono lo stesso i più forti. Da uno come Kane possiamo imparare tutto, anche l&#8217;umiltà&#8221; (<strong>Marten de Roon</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Non è bastata <strong>l&#8217;Atalanta</strong> nemmeno oggi contro una squadra molto forte. Abbiamo dato tutto sia all&#8217;andata che al ritorno, ma anche stasera hanno giocato una partita incredibile. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, negli ultimi metri invece potevamo fare scelte migliori. Contro di loro, quando hai la palla, devi fare molto bene. C&#8217;eravamo detti di voler difendere bene, ripartire e andare a far gol. Dal rigore in poi è stato difficile, anche perché quando il Bayern ha la palla la tiene sempre. I tifosi anche in casa avevano fatto una bolgia applaudendo nonostante la sconfitta per 6-1. Grazie mille a loro anche oggi, sono stati incredibili. Siamo una squadra forte che deve guardare avanti. In campionato, se vediamo cosa succede alle altre, possiamo recuperare. E c&#8217;è la Coppa Italia. L&#8217;Allianz Arena è uno degli stadi migliori del mondo ed è bellissimo per l&#8217;atmosfera&#8221; (<strong>Lazar Samardzic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Adesso ci concentriamo sul campionato e abbiamo anche la Coppa Italia. Il calcio italiano? Andrà meglio la prossima stagione, ma la riflessione si può fare stagione per stagione. Questa in Europa, o meglio in Champions, non è andata benissimo. Forse è anche questione di periodi.<br />
Sapevamo che era un&#8217;impresa quasi impossibile. In Champions League abbiamo comunque battuto squadre molto forti come il Chelsea e il Borussia Dortmund, ci portiamo a casa un grande percorso alzando il livello tecnico e fisico.<br />
Avevo chiesto alla squadra di andare orgogliosamente sotto il settore ospiti per ringraziare i nostri tifosi che ci avevano applaudito anche all&#8217;andata nonostante il 6-1 in casa. Sono contento se siamo riusciti a dar loro qualcosa.<br />
Abbiamo dato minutaggio a Ederson, De Ketelaere e stasera anche Raspadori. Abbiamo dato spazio a chi gioca meno come Bellanova e Samardzic, dai quali come da altri ho avuto risposte positive.<br />
Prendere tanti gol in queste due partite non ci ha fatto piacere, è il lato negativo degli ottavi di finale. Stasera e all&#8217;andata abbiamo capito che il livello del Bayern è più alto. Ne prendiamo atto, siamo inferiori sulla carta e lo siamo stati sul campo. In queste partite si capiscono i propri limiti: comunque siamo orgogliosi di essere stati l&#8217;unica italiana agli ottavi di finale di Champions&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;Atalanta saluta la Champions con onore, ma col Bayern non c&#8217;è mai partita: 4-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 22:11:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno &#8211; Monaco di Baviera, Allianz Arena &#8211; mercoledì 18 marzo (ore 21) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno &#8211; Monaco di Baviera, Allianz Arena &#8211; mercoledì 18 marzo (ore 21)<br />
<strong>Bayern Monaco &#8211; Atalanta 4-1 (1-0)<br />
BAYERN MONACO (4-2-3-1):</strong> Urbig 7; Stanisic 7 (27’ st Pavic 6), Kim 7, Tah 7, Bischof 6,5 (27’ st Gnabry 6); Goretzka 6,5, Pavlovic 7 (10’ st Ofli 6,5); Karl 7,5, Guerreiro 7,5 (38’ st Ito sv), Luis Diaz 8; Kane (cap.) 8 (27’ st Jackson). A disp.: 35 Bärtl, 37 Prescott, 2 Upamecano, 27 Laimer, 41 Manuba. All.: Vincent Kompany 7,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Sportiello 6; Kossounou 5,5, Hien 5,5, Scalvini 6,5 (38’ st Ahanor sv); Bellanova 7, Pasalic (cap.) 6,5, Ederson 6 (12’ st De Roon 6), Bernasconi 7; De Ketelaere 6 (12’ st Samardzic 6,5 ), K. Sulemana 5,5 (26’ st Raspadori 5,5); Scamacca 5,5 (26’ st Krstovic 6). A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 77 Zappacosta, 59 Zalewski. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>Arbitro: </strong>Bastien 6,5 (Francia &#8211; Zakrani, Berthomieu; IV Vernice. V.A.R. Dechepy, A.V.A.R. Garrett &#8211; Inghilterra).<br />
<strong>RETI:</strong> 26’ pt rig. e 9’ st Kane (B), 11’ st Karl (B), 25’ st Luis Diaz (B), 40’ st Samardzic (A)<br />
<strong>Note:</strong> serata fredda e invernale, spettatori 75 mila circa di cui 4 mila atalantini nel settore ospiti. Tiri totali 24-13, nello specchio 8-8, parati 4-7, respinti/deviati 8-0. Var: 3. Corner 5-3, recupero 3’ e 3’ .</p>
<p><strong>Monaco di Baviera</strong> &#8211; Il gioco delle torri Pasalic-<strong>Samardzic</strong> sull’ultimo schema buono da palla inattiva, un corner da sinistra, salva l’onore dell’<strong>Atalanta</strong>, strabattuta la seconda volta su due dal <strong>Bayern Monaco</strong> anche nel ritorno degli <strong>ottavi di finale di Champions</strong> League. Un grande Kane si procura il rigore per sbloccarla e raddoppia in avvio di ripresa, per poi lasciare spazio ai compagni Karl e Luis Diaz prima del gol della bandiera nerazzurro. 10 a 2 di computo complessivo, che riflette con esattezza la differenza di valori in campo, comunque tirando molto di più rispetto al quasi niente alla New Balance Arena. </p>
<p>Al quinto, il monologo in rosso sfocia nella spaccata di Guerreiro, terzino sinistro riciclato a sottopunta, sull’apertura di Karl rifinita da Kane: giusto un tuffetto per la presa bassa. Al nono Hien, impegnato in un bel duello col capitano di casa e della Nazionale d’Albione, alleggerisce di testa all’indietro su un allungo dello stesso portoghese finendo per favorire Luis Diaz, che però alza la mira a un passo dal palo alla destra di Sportiello. Alla sporca dozzina la prima conclusione in porta è una loffietta ancora di Guerreiro, andato a prendersi in lunetta la palla dalla catena di destra per poi provarci sullo scarico di Luis Diaz. Sportiello deve guardarsi le spalle anche dalla seccata al quarto d’ora di Pavlovic il cui sinistro è innescato da Kim ma pochissimo angolato. Due lancette e tocca a Bischof in scia a Karl, ma non è un granché. Al 22’ Scalvini, in caduta, usa il braccio sinistro per stoppare il tiro di Kane servito dal crossetto di Guerreiro: il Var porta al rigore, il guantipede di via Broseta la intercetta alla propria sinistra staccando i piedi dalla linea di porta e sulla ripetizione l’inglese lo spiazza aprendo il piattone. </p>
<p>La partita continua a esistere soltanto per ipotesi. Verso la mezzora De Ketelaere s’invola in mezzo ai due centrali difensivi locali, ma sul ribaltamento dal cerchio di Pasalic parte in posizione irregolare. E comunque riesce a non chiudere nello specchio lo stesso sul ritorno di Kim e Tah. A tredici dall’intervallo rimorchio davanti alla lunetta chiamato a Goretzka da Stanisic, con l’attrezzo a impennarsi. Karl al 38’ è al secondo tentativo personale a girello, un po’ egoista, privo di mira. Al 41’ il primo vero tiro verso la porta dei bergamaschi, da rimessa di Bernasconi spondata da Pasalic per il destro al volo svirgolatissimo di Scalvini. Va già meglio il secondo, quando lo stesso braccetto di Palazzolo sull’Oglio, a un poker dalla pausa, prolunga il cross di Bellanova verso il secondo palo, difeso da Urbig dall’assalto di Super Mario che forse avrebbe potuto fare di più che allungare il piede.</p>
<p>La ripresa d’avvia al quinto col recupero di Ederson su Guerreiro (ancora lui!) e ribalta per De Ketelare, il cui cross di piede debole viene incocciato al volo da Scamacca di mezza rovesciata: un rimbalzo di troppo sul terreno ne attutisce potenza, direzione e pericolosità. Va detto però che in capo a una coppietta d’orologio (7’) il portoghese che gioca dietro l’anglo-irlandese gira fuori col destro, non il suo piede, il suggerimento in break del difensore coreano ex Napoli. Poco più tardi Bellanova converge senza ferire col sinistro. Poi cala il sipario nel giro di poco. Colui che imbraccia la doppietta di giornata riesce a tirare da fermo appena dentro l&#8217;area verso l&#8217;incrocio opposto seppur attorniato da Hien e Sulemana, per poi dare il via all&#8217;affondo di Luis Diaz concluso da Karl per il 3-0 aprendo il piatto sinistro nell&#8217;angolino lontano. La Dea non vuole scavarsi ulteriormente la fossa e ne combina due buonissime. </p>
<p>Sulemana sugli sviluppi di una punizione di De Roon, 435 volte atalantino eguagliando il record di Bellini, si vede chiudere lo specchio da Urbig al quarto d’ora. Verso il ventesimo, Bernasconi calcia al volo nel gioco tra quinti alzando sopra la traversa. Al 24’ il jolly croato incorna centralmente il pallone di Bernasconi in asse con Scalvini. Al 25’ è poker quando Karl invita a nozze Luis Diaz, resiste al ritorno di Kossounou e supera l’ultimo ostacolo in lob. Tre minutini e il duello Bellanova-Urbig finisce sempre allo stesso modo. A dieci dal novantesimo Samardzic non la ridà a Krstovic tirando in bocca al ragazzo reduce dal trauma cranico proprio per lo scontro di otto giorni fa a Bergamo col montenegrino sul gol della bandiera di Super Mario. Si rivede Raspadori dopo lo strappetto del 15 febbraio dalla Lazio, ma forse si apprezzerà di più domenica col Verona.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Impresa pazzesca: poker sporco al Muro Giallo, Dea agli ottavi di Champions</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45) Atalanta &#8211; Borussia Dortmund [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5d1fe9a6-34d3-43fa-9cbe-61508ef9b79d.jpeg"><p>Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Borussia Dortmund 4-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 7), Hien 8, Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6); Zappacosta 8, De Roon (cap.) 8, Pasalic 8, Bernasconi 8; Samardzic 7, Zalewski 7,5 (40’ st K. Sulemana 6,5); Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 8.<br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 5,5; Emre Can (cap.) 5,5, Anton 6, Bensebaini 4; Ryerson 6 (25’ st Yan Couto 6), Jobe Bellingham 5,5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 6, Svensson 6; Beier 6,5 (15’ st Fabio Silva 5,5), Brandt 5,5 (15’ st Chukwuemeka 6,5); Guirassy 5,5. A disp.: 31 Ostrzinski, 33 Meyer; 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 6 Özcan, 20 Sabitzer, 40 Inacio, 27 Adeyemi. All.: Niko Kovac 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sanchez Martinez 6 (Spagna &#8211; Cabañero, Prieto; IV Martinez Munuera. V.A.R. Cuadra Fernandez, A.V.A.R. Del Cerro Grande).<br />
<strong>RETI:</strong> 5’ pt Scamacca (A), 45’ pt Zappacosta (A), 12’ st Pasalic (A), 30’ st Adeyemi (B), 53’ st rig. Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.403 per un incasso di 809.425,60 euro. Ammoniti Bensebaini ed Emre Can per gioco scorretto, Hien e Fabio Silva per reciproche scorrettezze. Espulsi Schlotterbeck e Scalvini dalla panchina al 50&#8242; st per proteste, Bensebaini per somma di ammonizioni (gioco scorretto) al 52’ st. Tiri totali 13-7, nello specchio 8-3, parati 4-2, respinti/deviati 1-2, legni 0-1. Var: 1 (check rigore al 94’ Bensebaini su Krstovic). Corner 5-1, recupero 1’ e 9’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Samardzic</strong> all’incrocio dal dischetto e saranno <strong>ottavi di finale di Champions League</strong>. Fatta giustizia dell’unica disattenzione sul 3-1 di <strong>Adeyemi</strong>. Cinque minuti per aprirla con <strong>Scamacca</strong>, <strong>Zappacosta</strong> per raddoppiarla di seconda dopo quaranta esatti con complicità della cresta iliaca spiazzante di Bensebaini e <strong>Pasalic</strong> per illudersi si averla chiusa dopo cinquantasette. Sta di fatto che <strong>l’Atalanta</strong> demolisce il <strong>Borussia Dortmund</strong> all’ultimo tuffo col poker sporco e venerdì saprà se dovrà giocare contro Arsenal o Bayern.</p>
<p>Al 4’ c’è già lo squillo di <strong>Zalewski</strong> in diagonale sinistro, suggerito da <strong>Kolasinac</strong> lungo il lancio del tuttofare croato e deviato in corner alla grande da <strong>Kobel</strong>. La seconda volta va meglio al centrattacco romano, lesto a deviare nel sacco dall’area piccola il radente aperto a Bernasconi dallo stesso polacco con la complicità della scivolata a vuoto di Bensebaini, di fatto un assist involontario. Che poi si fa giallare per la stesa di Zappacosta a cavallo di un paio di rinvii di Carnesecchi addosso a un avversario, prima Beier e poi Brandt. <strong>Hien</strong> tiene a bada il primo al quarto d’ora, sul sinistro a rientrare di <strong>Samarzdic</strong> arpionato in caduta dall’arcenese oltre il quarto d’ora invece c’è solo il secondo tiro dalla bandierina. Al 24’ la ritenta il <strong>polacco</strong> sempre con lo stesso piede, poco al di là del limite, su scarico dell’apripista raggiunto dal suo pendolino sinistro, ma l’estremo ospite è sempre sul pezzo. Un tris di lancetta ed ecco la testa di <strong>Guirassy</strong>, che devia sul fondo il cross a rientrare dettato a <strong>Beier</strong> dal lavoro di Ryerson, Jobe Bellingham e Svensson. I due marcatori del Westfalenstadion non ci prendono. Ampiezza totale, contromisure un po’ tardive. A tiro della <strong>mezzora</strong>, il primo vero acuto in giallo è di <strong>Brandt</strong>, inseritosi su filtrante del compagno di trequart lungo la conduzione di Nmecha per un sinistro in corsa che chiama il riminese alla protezione del legno di competenza.</p>
<p>Al 35’ <strong>Samardzic</strong> si fa fermare dal fratello d’arte sull’invito di Scalvini, due minutini e l’uscita prorompente di <strong>Hien</strong> carica il rientro sul destro di Zalewski che però s’impenna. Alle soglie del recupero, la smazzata di pugno di Kobel senza un perché sul piede del sorano che in lunetta calcia forte e teso di fronte a Bellingham, ma è il braccetto sinistro ospite a cogliere in controtempo l’ultimo ostacolo cadendo sulle ginocchia e facendo cambiare direzione all’attrezzo col fianco destro. Brivido dopo un poker al rientro in campo, ma San Marco da Rimini la prende comunque a Guirassy, giratosi sul destro in offside sulla palla dentro di Beier, sempre quei due. Al quinto <strong>Pasalic</strong> arriva al tiro fuori equilibrio sulla difesa del pallone scamacchiana dietro input del firmatario del bis, quindi <strong>De Roon</strong> colpisce l’estremo difensore tedesco sul la del serbo. All’ottavo, quasi come un contrappasso, il pericolo doppio <strong>Beier-Brandt</strong> col primo ad aprire il diagonale sul, anzi contro il palo lontano dopo il triangolo con <strong>Ryerson</strong> e il secondo a mancare il bersaglio col solo Scalvini davanti. Alla sporca dozzina l’azione da rimessa laterale con Bernasconi e Zalewski a sistemarla a De Roon per il traversone a rientrare deviato quanto basta di mezza tempia da Super Mario per calare il <strong>tris</strong> nei pressi del secondo palo.</p>
<p>I prussiani la riaprono lo stesso pareggiando il conto dei gol, col mancato assistman della tripla chance al 29’ a diventarlo per il sinistro verso l’incrocio di <strong>Adeyemi</strong> sull’onda lunga del primo angolo a favore. Prima, Guirassy incespica per poi impegnare Carnesecchi in <strong>uscita</strong>, Scalvini salva su Fabio Silva. A vuoto, di qua, Krstovic e soprattutto il match winner, che al 37’ non premia l’inserimento di Djimsiti dribblando Bensebaini per fare la barba al palo a sinistro aperto. Al quarto di ritorno Kobel esce sulla trequarti difensiva e serva Pasalic che crossa dentro per <strong>Krstovic</strong>: il montenegrino si tuffa di testa, Bensebaini lo colpisce con un calcio in fronte, di spalle, con la scuola dello scarpino (mica tanto ino) sinistro tanto da costringerlo a fasciatura e ricovero. Sanchez aveva dato corner, il Var lo convince del contrario e il mancinone del serbo battezza il sette.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Palladino chiama Bergamo a raccolta: &#8220;Col Borussia giochiamo in 23 mila&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Sull&#8217;1-0 al 90&#8242; vado in area&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 19:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di Raffaele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1f139cf5-c5a1-475f-b4a4-bfc778d1a9c1.jpeg"><p>Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di <strong>Raffaele Palladino</strong>: &#8220;<em>Voglio uscire dal campo senza rimpianti. L&#8217;impresa è difficile, perché rimontare due gol al Borussia Dortmund è una grande impresa. Ma ci crediamo tutti, dai giocatori alla città. Non giochiamo in 23, ma in 23 più 23 mila. Voglio tutto dal primo al centesimo minuto, voglio partite forte subito e non prendere gol al primo minuto come all&#8217;andata&#8221;</em>. Dal tecnico a <strong>Marco Carnesecchi</strong> è un attimo: <em>&#8220;Se siamo avanti uno a zero al novantesimo sul calcio d&#8217;angolo salgo in area a saltare di testa, ma prima magari chiedo consigli a qualcuno&#8230; Se serve, tiro anche il rigore, non come quinto ma come decimo&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">La vigilia del <strong>ritorno dei playoff di Champions League</strong> è una lunga preparazione alla mission impossibile in poche parole ma nettissime e categoriche:&nbsp;<em>&#8220;La partita col Napoli ci dà autostima, energia positiva e consapevolezza, perché abbiamo battuto una squadra di grande livello. Il <strong>Dortmund</strong> è di livello importante, sarà un&#8217;impresa non facile ma ci crediamo tutti, tra staff, giocatori, dirigenti e città. Godiamoci la serata senza pressioni, andiamo in campo in 23 più 23 mila&#8221;</em>, la sottolineatura del tecnico.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Abbiamo analizzato l&#8217;andata, dobbiamo fare meglio anche l&#8217;approccio. Non possiamo prendere gol al primo minuto, ce ne sono a disposizione cento. Dovremo stare attenti a tutto, dai dettagli ai piazzati. <strong>Kolasinac</strong> ed Ederson stanno bene entrambi, Sead è uscito col Napoli per un po&#8217; di fatica ed Ede non ha giocato per affaticamento.&nbsp;Se alleni bene la squadra puoi sopperire agli impegni su tre fronti. Più giochi, più cresci e hai possibilità di far giocare più giocatori gestendo le forze. Ho giocatori che fanno recupero e vita sana, sono bravi professionisti. Stiamo tutti bene e chiunque giochi si esprime al cento per cento. Le vittorie aiutano a cavalcare l&#8217;entusiasmo&#8221;</em>, ha proseguito Palladino.</p>
<blockquote><p>&#8220;In palio c&#8217;è un sogno che vorremmo si realizzare. Non è semplice rimontare due gol a una squadra di grande livello. Sono partite che ti fanno crescere come squadra e gruppo sotto tutti i punti di vista. Prendiamocela come grande esperienza. Se dovesse andar male ci concentreremo sulle altre due competizioni che sono altrettanto importanti per noi.<br />
Zappacosta può giocare a piede invertito, con l&#8217;infortunio di Bellanova ha giocato stabilmente a destra. Ha iniziato a chiudere di più l&#8217;azione, come io chiedo ai quinti. Può crescere sotto il profilo degli assist e dei gol, degli esterni sono soddisfatto.</p>
<p dir="ltr">Al mio arrivo non guardavo classifica e obiettivi, mi sono concentrato sul ridare autostima a giocatori forti. Il percorso è straordinario e dobbiamo continuare a farlo, perché il bello viene adesso. Le sconfitte con Napoli, Verona e Inter più il pareggio di Pisa sono state lezioni per farci crescere. La classifica è molto importante, questa partita di Champions arriva in un bel momento con tanta energie e voglio giocarmela senza rimpianti.</p>
<p dir="ltr">Il calcio italiano in Europa è sottovalutato. Le sconfitte in Champions hanno attirato commenti troppo negativi verso il nostro calcio, che dobbiamo tutelare. All&#8217;estero, invece, siamo molto rispettati. Possiamo ancora crescere . Il senso di rivalsa è dimostrare che quanto è stato detto e scritto è sbagliato.<br />
E&#8217; una partita aperta, ma dobbiamo partire forte e uscire dal campo senza rimpianti. Può succedere qualsiasi cosa.<br />
A prescindere da numeri e sistemi, cui non credo molto, credo nelle caratteristiche dei giocatori. Doppia punta e trequartista, o due trequartisti dietro, tra Sulemana, Pasalic, Samardzic e Zalewski. Dipende dal tipo di partita e dagli avversari. Sappiamo dove poter far male.<br />
Scamacca è carico, motivato e voglioso di dimostrare il suo valore con lo spirito e l&#8217;atteggiamento giusto. Ha bisogno di credere tanto in se stesso, è straordinario. Il piccolo infortunio prima della Cremonese l&#8217;ha rallentato un po&#8217;&#8221;.</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&nbsp;&#8220;Serve che lo stadio ci trascini con passione e grande forza, mentre noi non dobbiamo farci prendere dalla foga e dalla frenesia. Devo segnare per forza? Sull&#8217;uno a zero al novantesimo andrei volentieri a saltare. Preso dalla foga potrei farlo ma ascolterei i consigli&#8230; Per l&#8217;eventuale rigore? Se me la sentirò, non saprei, magari non come quinto.</p>
<p dir="ltr">Dipende se vogliamo lasciare il segno o vogliamo solo accontentarci. Dipenderà tutto da noi. Bisogna far rimangiare troppe parole a quelli che se la prendono con le italiane in Champions dicendo che il nostro calcio è di basso livello.</p>
<p dir="ltr">A Cremona era stato uno sfogo e poteva essere male interpretato. Ne siamo usciti con la forza del gruppo e col lavoro del mister: acqua passata, siamo in pista su tre fronti e vogliamo cavarne il massimo.</p>
<p dir="ltr">Kobel è un grandissimo portiere, gioca con la Nazionale svizzera e ha avuto una crescita esponenziale. Ha tutte le caratteristiche di mantenersi ad altissimi livelli.</p>
<p dir="ltr">La fascia da capitano è un sogno ma ho colossi bergamaschi davanti&#8230;<br />
Giochiamo anche per un senso di rivalsa, abbiamo letto tante cose che ci hanno dato fastidio. Ci sono troppe polemiche sulle italiane che sarebbero indietro, è una grandissima bugia perché un&#8217;italiana è andata in finale in Champions l&#8217;anno scorso.<br />
Sono felice anche perché m&#8217;è appena nata una bimba che mi dato grandissima forza. Mi sento bene, fresco, lucido nelle scelte, pieno di benessere. Alla Nazionale spero di poter dare anche solo l&#8217;un per cento di contributo, l&#8217;importante è il bene generale, a Bergamo il 26 marzo c&#8217;è una Nazione da difendere, non una squadra.<br />
In Champions con un&#8217;occasione ti fanno gol, in Italia c&#8217;è più tattica e ne servono di più. In Europa la qualità si alza.<br />
Buffon si rivede in me? Mi prendete in controtempo, non l&#8217;avevo letto. Gigi è idolo mio e di tanti ragazzi. Un esempio, vederlo in Nazionale è un orgoglio. Gli faccio una testa così con mille domande. Non vedo l&#8217;ora di ringraziarlo con un abbraccio&#8221; (<strong>Marco Carnesecchi</strong>).</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parole Giallonere alla vigilia</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo contenti del recupero di Emre Can e Schlotterbeck, faremo le nostre riflessioni ma sono a bordo sulla barca. Per una partita che si preannuncia intensa, dal 1&#8242; o in corso, ci daranno una mano. Avremo un sostegno enorme, è un peccato che qualche tifoso sia stato escluso. Avremo il sostegno necessario per una partita complicata.</p>
<p dir="ltr">Le chance per il passaggio del turno rimangono 50 e 50. Domani, come a Dortmund, dovremo mostrare il nostro calcio. Abbiamo visto come ha fatto l&#8217;Atalanta col Napoli. Dovremo essere bravi, di qualità e superare i nostri limiti. Non siamo venuti qui per tenere il risultato, non porterebbe a nulla. Bisogna amministrare il gioco per avere più chance di passare il turno. Bisogna giocare veloci e di qualità.</p>
<p dir="ltr">Samuele Inacio? Non ho percepito nulla. E&#8217; diligente e molto determinato, è una situazione particolare perché a Bergamo, a casa sua. E&#8217; abbastanza maturo e grandicello per pensare alla partita e non al resto.<br />
Samuele è stato con noi al Mondiale per club, ha grandissimo talento ed è satto educato benissimo e dipende sia dai genitori che dall&#8217;ambiente dell&#8217;Atalanta in cui è cresciuto. Ne conosciamo le qualità: so della tristezza a Bergamo per aver perso un giocatore del genere&#8221; (<strong>Niko Kovac, allenatore BVB</strong>).</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Il Borussia Dortmund è uno step in avanti per la mia carriera e ne sono felice. Fisicamente sono migliorato molto, arrivare a questo livello mi sta portando ancora più in alto, dal punto di vista tecnico mi sono adeguato al passo di questa squadra grazie allo staff e ai compagni. Ho un buon rapporto con tutti i compagni, Nmecha mi dà una mano perché parla anche inglese. Faccio affidamento su di lui come su tutti gli altri&#8221; (Jobe Bellingham, BVB).</p></blockquote>
<p> <em><strong>SF</strong></em></p>
<p><strong>Probabili formazioni</strong><br />
Atalanta (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 4 Hien, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 8 Pasalic, 7 K. Sulemana, 45 Vavassori, 90 Krstovic). All.: Palladino.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Musah, Scamacca.<br />
Indisponibili: De Ketelaere, Raspadori.</p>
<p>Borussia Dortmund (3-4-2-1): 1 Kobel; 23 Emre Can, 3 Anton, 5 Bensebaini; 26 Ryerson, 7 Jobe Bellingham, 8 Nmecha, 24 Svensson; 14 Beier, 10 Brandt; 9 Guirassy. (31 Ostrzinski, 33 Meyer, 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 2 Yan Couto, 6 Özcan, 17 Chukwuemeka, 20 Sabitzer, 21 Fabio Silva, 40 Inacio, 27 Adeyemi). All: N. Kovac.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: Adeyemi, Anton, Bensebaini.<br />
Indisponibili: Mane, Süle. </p>
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		<title>Da giovedì caccia ai biglietti di Champions del 25 febbraio col Dortmund: tutte le info</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 18:29:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[mercoledì 25 febbraio]]></category>
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					<description><![CDATA[Via alle ore 10 di giovedì 5 febbraio la caccia al biglietto per il playoff di ritorno di Champions League [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/tifosi-stadio-Atalanta-allenamento-13-agosto.jpeg"><p>Via alle ore 10 di <strong>giovedì 5 febbraio</strong> la caccia al biglietto per il playoff di ritorno di Champions League di <strong>mercoledì 25 febbraio</strong>. <a href="https://www.atalanta.it/news/ritorno-playoff-ucl-atalanta-borussia-dortmund-info-biglietti">QUI</a> le modalità e tutte le info necessarie. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> attende alla New Balance Arena di Bergamo, ore 18.45, il <strong>Borussia Dortmund</strong>, otto giorni dopo l&#8217;appuntamento alle 21 di martedì 17 febbraio al Signal Iduna Park. Si comincia, come sempre, con la fase di prelazione riservata agli abbonati della League Phase, ovvero della fase campionato a otto partite.</p>
<p>Il tempo per confermare il posto occupato nella prima fase della competizione continentale scade alle ore 19 di <strong>mercoledì 11 febbraio</strong>. Quindi, la <strong>prelazione abbonati-posti UEFA</strong>: quanti non potranno confermare il proprio posto nei settori Tribuna Onore e Tribuna Rinascimento (E03, Rinascimento G), riservati alla UEFA, avranno la possibilità di selezionarne un altro tra quelli disponibili alla vendita dalle 10 alle 19 del <strong>12 febbraio</strong>.</p>
<p>Dalle 10 del 13 alle 19 del 15 inizierà invece la <strong>Prelazione Dea Card</strong> riservata ai possessori di Dea Card in corso di validità, che potranno usufruire di una prelazione alle tariffe di vendita libera inserendo, durante la procedura di acquisto, il numero della propria tessera. <strong>Dalle 10 del 16 febbraio, infine, via alla quarta fase, l&#8217;unica post prelazioni, quella della vendita libera</strong> fino a esaurimento.</p>
<p>I <strong>tagliandi</strong> saranno acquistabili online e nei punti vendita Vivaticket abilitati su territorio nazionale. Ecco i <strong>settori dello stadio di Bergamo ed i relativi prezzi</strong>, ai quali vanno sommate le commissioni di servizio. I quattro prezziari per settore riguardano <strong>prelazione abbonati intero e Under 18</strong>, <strong>prelazione Dea Card/vendita libera intero e Under 18</strong>. <strong>Curva Nord Pisani/Curva Sud Morosini:</strong> euro 30, 25; 38, 30. <strong>Parterre Rinascimento:</strong> 45, 35; 60, 45. <strong>Tribuna Rinascimento:</strong> 70, 40; 90, 50. <strong>Tribuna Rinascimento G:</strong> 65, 40; 85, 50. <strong>Tribuna Ovest:</strong> 65, 40; 85, 50. <strong>Tribuna d&#8217;Onore:</strong> 100, 40; 130, 50. <strong>Pitch View:</strong> 95, 50 solo in prelazione Dea Card e vendita libera. <strong>Tribuna Vip con hospitality:</strong> 290 solo in prelazione Dea Card senza limite d&#8217;età. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Ufficiale: l&#8217;AlbinoLeffe prende Fabrizio Franchini dal Brusaporto</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 12:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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		<category><![CDATA[Virtus Bergamo]]></category>
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					<description><![CDATA[Cresciuto da piccolo calciatore in erba nella Virtus Bergamo, lanciato in grande stile dal Brusaporto e ora alla prima squadra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Franchini-AlbinoLeffe.jpg"><p>Cresciuto da piccolo calciatore in erba nella <strong>Virtus Bergamo</strong>, lanciato in grande stile dal Brusaporto e ora alla prima squadra dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> di cui aveva vestito la maglia fino alla Primavera 2 (30 con 1 rete) nel 2023-2024. Il club <strong>bluceleste</strong> ufficializza l&#8217;acquisizione a titolo definitivo di <strong>Fabrizio Franchini</strong> dal <strong>Calcio Brusaporto</strong>. Contratto fino al termine della stagione corrente con opzione di rinnovo automatico &#8211; al verificarsi di determinate condizioni &#8211; fino al 30 giugno 2027.</p>
<p>Per il ragazzo nativo di Alzano Lombardo, vent&#8217;anni compiuti lo scorso 30 novembre, ultimi 18 mesi da protagonista in gialloblù in Serie D (50 presenze coppa compresa, con 5 gol 2 assist a referto). A Zanica è gradito ritorno, perché dopo il biancorossoblù da bambino Franchini conta ben per sette annate di militanza nel vivaio del secondo club professionistico di casa nostra. </p>
<p>Un percorso Dagli Esordienti sino alla Primavera 2, con cui ha raggiunto il traguardo dei playoff &#8216;promozione&#8217; al termine del campionato di Primavera 2 2023/24. <em>&#8220;A Fabrizio &#8211; che indosserà la maglia numero 16 -, un grande bentornato da parte di tutta la famiglia AlbinoLeffe e un caloroso in bocca al lupo per il suo futuro a Zanica&#8221;</em>, chiosa la nota sul sito dell&#8217;AlbinoLeffe. <em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un mezzo lungo per un lungo: la Gruppo Mascio saluta Hogue e (ri)accoglie Jarvis Williams</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 14:26:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Basket]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastiani Rieti]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Mascio]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno scambio di basket-mercato in piena regola. La chiamano finestra di riparazione, ma l&#8217;ala grande Jarvis Williams per la Gruppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1038.jpeg"><p>Uno scambio di basket-mercato in piena regola. La chiamano finestra di riparazione, ma l&#8217;ala grande <strong>Jarvis Williams</strong> per la<strong> Gruppo Mascio Bergamo</strong> non è certo un mero correttivo agli esami di metà stagione così come non lo è per Rieti il centro USA che ha fatto il percorso inverso, <strong>Dustin Hogue</strong>. <span style="font-weight: 400;"><em>“Riportiamo in maglia Gruppo Mascio uno dei più forti americani visti sui parquet di A2, un giocatore di esperienza internazionale e già rodato nella nostra categoria. Siamo convinti che Williams, che ben conosco, sia il giocatore giusto, con la sua energia e il suo talento, per aiutare la nostra squadra a continuare a risalire in classifica”</em>, spiega il presidente dei bergamaschi <strong>Stefano Mascio</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta, infatti, a livello societario quindi di matricola, di un ritorno, essendo Williams transitato la scorsa stagione a <strong>Orzinuovi</strong> sotto la stessa ragionale sociale <strong>Blu Basket</strong>.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">Il 32enne mezzo lungo o lungo dinamico statunitense, 203 centimetri, vanta esperienze da professionista in Polonia, Turchia, Francia, Olanda, Israele e Lituania dove ha vinto un titolo nazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In Italia ha vestito i colori della Vanoli Cremona, di Orzinuovi, con cui la scorsa stagione ha viaggiato a 17,7 punti e 8 rimbalzi, e in questi primi mesi della RSR Sebastiani Rieti, a 12,6 punti e 4,5 rimbalzi. </span><span style="font-weight: 400;">Williams da oggi si aggrega alla Blu Basket Bergamo per esordire nella partita di domenica alle 18 all’Opiquad Arena di Monza contro la <strong>Valtur Brindisi</strong>.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">A fargli posto nel roster blu sarà Dustin Hogue, che il club ringrazia per l’impegno e la professionalità profusi in questi mesi in maglia blu.</span></p>
<p><strong>LA SCHEDA DI JARVIS WILLIAMS</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nato il 21 gennaio 1993 a Macon in Georgia, <strong>Reigarvius Jacquez ‘Jarvis’ Williams</strong> si è formato nel college&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">prima di Gordon State e a seguire alla Murray State University, dove ha collezionato nella prima stagione 18 punti e 11 rimbalzi e nel secondo anno 19 punti e 10 rimbalzi con una storica tripla doppia da 50 punti, 20 rimbalzi e 10 stoppate realizzata contro Macon State.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua carriera europea da professionista inizia nel 2015 in Polonia con 21 gare di campionato con maglia del WKS Slask Wroclaw risultando il miglior realizzatore del torneo per punti (17.2) e il quinto per rimbalzi (8.9), andando 20 volte in doppia cifra e nove volte anche in doppia doppia, disputando anche dieci incontri di FIBA Europe Cup a 14.3 punti e 9.2 rimbalzi. </span><span style="font-weight: 400;">Nel febbraio 2016 vola in Turchia al Tofas Bursa dove gioca nove incontri con 13.4 punti e 5.2 rimbalzi di media.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi un biennio in ProB francese prima con il Boulazac Basket Dordogne (15.7 punti e 6.7 rimbalzi) e il Caen Basket Calvados (16.4 punti e 6.2 rimbalzi). </span><span style="font-weight: 400;">Nel 2019 il ritorno in Polonia con l’Hydro Truck Radom, garantendo 14.9 punti e 6.6 rimbalzi. </span><span style="font-weight: 400;">A seguire l’esperienza in Olanda con il Leiden, dove, in 19 incontri disputati in stagione in Eredivisie, garantisce 18,1 punti e 8,2 rimbalzi, giocando anche 14 incontri di FIBA Europe con 15.1 punti e 8.9 rimbalzi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2020 inizia la sua esperienza italiana, partendo dalla Vanoli Cremona, in LBA, con 27 presenze a una media di 12.4 punti e 8.3 rimbalzi. </span><span style="font-weight: 400;">A seguire due stagioni in Lituania con il <strong>Rytas Vilnius</strong>, dove il primo anno conquista titolo nazionale lituano, con 10,9 punti e 6,1 rimbalzi, e nella seconda stagione chiude a 7.7 punti e 4.6 rimbalzi. </span><span style="font-weight: 400;">L’anno successivo, nel 2023-24, vola in Israele indossando la maglia dell’Hapoel Beer Sheva, con 5.9 punti e 5.9 rimbalzi. </span><span style="font-weight: 400;">La scorsa stagione di nuovo in Italia, in A2, a Orzinuovi, con la maglia Gruppo Mascio, segnando 640 punti in 38 partite, viaggiando ad una media di 17,7 punti, 8 rimbalzi e 3 recuperi a gara. <em><strong>Esseffe</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voluntas, Turco scalpita per il rientro: &#8220;Fissato per il calcio, mi manca il profumo della domenica&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 09:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Seconda]]></category>
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		<category><![CDATA[Voluntas Osio]]></category>
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					<description><![CDATA[Più di un centinaio di gol, mai contati: &#8220;Al Bottanuco ne feci una trentina, diciassette in una sola stagione, alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Capitano-Voluntas-Osio.jpeg"><p dir="ltr">Più di un <strong>centinaio</strong> di gol, mai contati: <em>&#8220;Al <strong>Bottanuco</strong> ne feci una trentina, diciassette in una sola stagione, alla prima vera esperienza da titolare tra i senior. Non ho più lo spunto per giocare in fascia alta, ormai sono quasi una prima punta. Non tengo le statistiche, ma resto un fissato per il <strong>calcio</strong>. E non è ancora il momento di andare dietro l&#8217;area tecnica o a una scrivania&#8221;</em>. <strong>Michele Turco</strong> è il capitano non giocatore della <strong>Voluntas Osio</strong>, ma in autunno dovrebbe esserlo di nuovo a pelo d&#8217;erba: <em>&#8220;Adesso come adesso me la vedo in tribuna, per l&#8217;operazione al crociato destro a febbraio. Anche se a 36 anni è dura recuperare, non voglio rinunciare al <strong>profumo della domenica</strong>. Al campo, ai compagni, allo spogliatoio. Ho sempre avuto una voglia matta di calcio, che non sempre vedo nei ragazzi di adesso. Non sembra più una priorità. Io, invece, avevo voglia di arrivare. Non posso dirmi arrivato, ma me la godo ancora oggi. Dentro, sono un ragazzino&#8221;</em>.</p>
<p>La storia del <strong>salumiere</strong>&nbsp;che fa a fette gli avversari, <em>&#8220;un titolo dedicatomi all&#8217;epoca che mi fa sghignazzare, faccio da sempre il macellaio&#8221;</em> parte da molto lontano. <em>&#8220;Sono di <strong>Palermo</strong> e faccio un tifo d&#8217;inferno per la squadra della mia città. La vedo spesso in trasferta. Se riesco a liberarmi dagli impegni di lavoro, il 23 vado in <strong>Coppa Italia</strong> a Udine</em> &#8211; racconta l&#8217;eterno ragazzo con un accenno di pizzetto, prossimo ai 37 inverni il 25 gennaio -. <em>Dall&#8217;età di 13 anni sono a <strong>Osio Sotto</strong> insieme a tutta la mia famiglia. Torno giù almeno tre volte l&#8217;anno, ho centinaia di parenti compresi i cugini di secondo grado. Iniziai subito alla <strong>Voluntas</strong>, a 16-17 anni ero in <strong>Eccellenza</strong> con <strong>Domenico Moro</strong> allenatore. Grandissima squadra&#8221;</em>. Mietere successi è tanto, per il palermitano osiense, <strong>&#8220;ma ho abitato qualche tempo a Ciserano&#8221;</strong>, mica tutto: <em>&#8220;La voglia di <strong>scalare le categorie</strong> era fortissima, non la rivedo nei ventenni di oggi. Vinsi il campionato con la <strong>Juniores</strong>, poi avrei vinto la Seconda Categoria col <strong>Città di Dalmine </strong>di<strong> Danilo Paolati</strong>. Tra lì, dove sono stato il miglior giovane di Prima nel 2013, e la Voluntas, una storia di ritorni, nella seconda a cavallo dell&#8217;esperienza alla <strong>Stezzanese</strong>, sempre in <strong>Promozione</strong>. Spesso ha contato la chiamata e la volontà dei Direttori Sportivi: in rossoblù <strong>Sergio Airoldi</strong>, a Dalmine <strong>Filippo Ghisetti</strong> che mi metteva pure le scarpe nei rimborsi. Nel calcio i rapporti sono molto stretti, quasi viscerali, da grandi amicizie. Quando incontro qualcuno con cui ho condiviso il campo, le dimostrazioni reciproche d&#8217;affetto sono scontate. Mi fa piacere, è un modo per lasciare il segno&#8221;</em>.</p>
<p>La voglia matta che non passa mai: <em>&#8220;Un denominatore comune dei calciatori della mia generazione. Prendete <strong>Mattia Tintori</strong>, un bravissimo centrocampista offensivo di grande stazza: aveva smesso, ora che è diventato da poco papà per la seconda volta ha ripreso, all&#8217;<strong>Oratorio Stezzano</strong>, dove gli fanno fare la prima punta in una squadra che normalmente gioca senza. Ci hanno fatto pelo e contropelo in <strong>Coppa Lombardia</strong>: un collettivo di amici con un nocciolo duro che resiste e integra i nuovi, si potrebbero trovare bendati su quel fortino in sintetico che è l&#8217;altra loro forza. Con Mattia eravamo compagni al Città di Dalmine, ha un anno più di me&#8221;</em>. Storie passate, sempre vive nelle memoria: <em>&#8220;A proposito, è un peccato che una squadra rappresentativa di tutta la città non ci sia più. C&#8217;era anche il Dalmine Futura: niente da fare, un progetto unitario non regge&#8221;</em>. In compenso, resistono le frazioni: <em>&#8220;Proprio contro il <strong>Mariano</strong> e il <strong>Sabbio</strong> ho disputato spezzoni di due amichevoli precampionato, raccomandando agli avversari di non entrarmi troppo duro perché ero e sono di fatto in riabilitazione, un percorso di recupero che spero duri ancora non più d&#8217;un mese. Non è il caso di forzare&#8221;</em>. Quanto a interventi decisi, riaffiora subito un altro ricordo: <em>&#8220;Mamma mia, a Stezzano, <strong>Yuri Cortesi</strong>! Mai visto uno così cattivo, furbo, competitivo e smaliziato. Anche un leader, certo. Quella voglia di pallone che riconosco anche a me stesso. Non faceva sconti nemmeno a noi compagni in allenamento: dovessi incontrarlo di nuovo, lui che a 45 anni è ancora sulla cresta dell&#8217;onda, gli raccomanderei via whatsapp di andarci piano. Per fortuna siamo nel girone A&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Passata la bufera Covid-19, dopo le parentesi a <strong>Lallio</strong> e a <strong>Filago</strong> riecco l&#8217;alma mater: <em>&#8220;Da quattro anni con la fascia al braccio, non male. La società ovviamente non è più la stessa di allora. Abbiamo <strong>cambiato 14 giocatori</strong> e senza rimborsi non è facile trovarne di categoria. Ho dato una mano sul mercato al diesse <strong>Aden Usubelli</strong>, quello che mi ha richiamato alla Voluntas. Diciamo che l&#8217;anno scorso aspettative e promesse non sono state rispettate: la rivoluzione in rosa era scontata. Io non vedo l&#8217;ora di tornare a dare una mano: sono il capitano, vado per i trentasette, ma non ho alcuna intenzione di mollare&#8221;</em>. Prima la salute, poi di nuovo l&#8217;aroma proibito dell&#8217;erba, una droga per chi è tuttora al centro del progetto: <em>&#8220;Al <strong>Gorle</strong>, per dire, non andò bene per l&#8217;ernia al disco. Posso comunque dire di aver giocato coi gemelli <strong>Andrea e Nicola Guariglia</strong>. Gran coppia, eterozigoti e diversi anche di ruolo. Fosse poco. E con me, in quel club, si comportarono da veri signori, pagandomi perfino l&#8217;ozonoterapia&#8221;</em>.</p>
<p>La carriera da calciatore è fatta anche di rimpianti, anche se col senno di poi, di chi comunque non si sente certo un ex, le priorità cambiano e sono altre. <em>&#8220;Ai tempi dell&#8217;ottimo anno e mezzo alla <strong>Stezzanese</strong>, con <strong>Daniele Albini</strong> in panchina e <strong>Marco Di Costanzo</strong> in campo, fui a un passo dalla <strong>serie D, al Brusaporto</strong>. Non se ne fece nulla. La famiglia, da quando c&#8217;è, è al primo posto e non si discute</em> &#8211; il congedo di Turco, quello della voglia matta -. <em>Ma del profumo della domenica non posso fare a meno. Alla mia signora ripeto spesso, anche se non so quanto ne sia contenta, &#8216;potrei lasciare prima te del calcio&#8217;. Dopo tutto, con questa passionaccia sono riuscito a pagare quattro anni di mutuo. Io, il macellaio che vuole ritornare a fare a fette gli avversari&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-provincial-parade-miglior-giovane-LEco.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-170073 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-provincial-parade-miglior-giovane-LEco.jpeg" alt="" width="546" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-provincial-parade-miglior-giovane-LEco.jpeg 546w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-provincial-parade-miglior-giovane-LEco-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-provincial-parade-miglior-giovane.jpeg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-170074 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-provincial-parade-miglior-giovane.jpeg" alt="" width="546" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-provincial-parade-miglior-giovane.jpeg 546w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-provincial-parade-miglior-giovane-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Bottanuco.jpeg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-170075 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Bottanuco.jpeg" alt="" width="960" height="642" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Bottanuco.jpeg 960w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Bottanuco-300x201.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Bottanuco-768x514.jpeg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Voluntas.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-170076" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Voluntas.jpeg" alt="" width="891" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Voluntas.jpeg 891w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Voluntas-300x245.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Voluntas-768x628.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 891px) 100vw, 891px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-170077" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco.jpeg" alt="" width="960" height="642" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco.jpeg 960w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-300x201.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-768x514.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Citta-di-Dalmine.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-170078" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Citta-di-Dalmine.jpeg" alt="" width="960" height="642" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Citta-di-Dalmine.jpeg 960w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Citta-di-Dalmine-300x201.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-Citta-di-Dalmine-768x514.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-macellaio.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-170079 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-macellaio.jpeg" alt="" width="336" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-macellaio.jpeg 336w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Michele-Turco-macellaio-138x300.jpeg 138w" sizes="auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/MT-Stezzanese.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-170080 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/MT-Stezzanese.jpeg" alt="" width="331" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/MT-Stezzanese.jpeg 331w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/MT-Stezzanese-136x300.jpeg 136w" sizes="auto, (max-width: 331px) 100vw, 331px" /></a></p>
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		<title>Finalmente riecco Sportiello: triennale e un grande bentornato</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 12:04:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marco Sportiello]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta, svolte ieri le visite mediche di ritorno dal Milan, cui è stato strappato a titolo oneroso contestualmente all&#8217;arrivo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/Sportiello-Atalanta.jpeg"><div class="undefined unstyled__block" data-block="true" data-editor="2g4vt" data-offset-key="38tq-0-0">
<div class="public-DraftStyleDefault-block public-DraftStyleDefault-ltr" data-offset-key="38tq-0-0"><span data-offset-key="38tq-0-0">L&#8217;<strong>Atalanta</strong>, svolte ieri le visite mediche di ritorno dal <strong>Milan</strong>, cui è stato strappato a titolo oneroso contestualmente all&#8217;arrivo di Pietro Terracciano dalla Fiorentina, riabbraccia <strong>Marco Sportiello</strong>, portiere classe 1992 cresciuto nella società che laveva perso a parametro zero due estati or sono. <em>&#8220;Bentornato Marco!&#8221;</em> il titolo della notizia sui canali ufficiali del club di Zingonia, che l&#8217;ha visto crescere come uomo e calciatore per 137 presenze totali con 184 gol subìti in prima squadra dal 2013 al gennaio 2017 e poi ancora dal 2019 al 2023, giocando sotto Stefano <strong>Colantuono</strong>, Edy <strong>Reja</strong> e Gian Piero Gasperini.</span></div>
<div data-offset-key="38tq-0-0">&nbsp;</div>
<div class="public-DraftStyleDefault-block public-DraftStyleDefault-ltr" data-offset-key="38tq-0-0"><span data-offset-key="38tq-0-0">Inizialmente detronizzato da Etrit <strong>Berisha</strong> nella prima annata gasperiniana, era poi tornato dai prestiti a Fiorentina e Frosinone per fare da secondo a Pierluigi Gollini e Juan Musso. In precedenza, in uscita dal vivaio, i prestiti compartecipati a Seregno e Poggibonsi e quello secco al Carpi. Ha scelto la maglia numero 57 e ha stipulato con la società dei Pagliuca e dei Percassi un contratto triennale a 1,3 milioni a stagione.</span></div>
<div data-offset-key="38tq-0-0">&nbsp;</div>
</div>
<div class="undefined unstyled__block" data-block="true" data-editor="2g4vt" data-offset-key="de28p-0-0">
<blockquote>
<div class="public-DraftStyleDefault-block public-DraftStyleDefault-ltr" data-offset-key="de28p-0-0"><span data-offset-key="de28p-0-0">&#8220;Atalanta BC è lieta di comunicare di aver acquisito a titolo definitivo da AC Milan il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Marco Sportiello. Si tratta di un gradito ritorno. Tra le 137 presenze, anche la storica partita di Valencia valida per il ritorno degli ottavi di finale di UEFA Champions League 19/20 e il successivo quarto di finale con il Paris Saint Germain. Torna a Bergamo con un bagaglio d’esperienza importante con oltre duecento presenze in Serie A totalizzate finora in carriera (per l’esattezza 208 tra Atalanta, Fiorentina, Frosinone e Milan). La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club nerazzurro rivolgono un caloroso bentornato a Marco, augurandogli le migliori soddisfazioni – personali e di squadra – in maglia nerazzurra&#8221;.<br />
</span></div>
</blockquote>
</div>
<p><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/Sportiello-Luca-Percassi.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-168327 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/Sportiello-Luca-Percassi.jpeg" alt="" width="567" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/Sportiello-Luca-Percassi.jpeg 567w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/Sportiello-Luca-Percassi-234x300.jpeg 234w" sizes="auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px" /></a></p>
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		<title>Under 23, sconfitta indolore a Sassari: giovedì il sorteggio delle Final Four</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2025 20:07:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I turno playoff nazionali serie C, ritorno &#8211; Sassari, stadio &#8220;Vanni Sanna&#8221; &#8211; mercoledì 14 maggio (ore 20) Torres &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3969.jpg"><p>I turno playoff nazionali serie C, ritorno &#8211; Sassari, stadio &#8220;Vanni Sanna&#8221; &#8211; mercoledì 14 maggio (ore 20)<br />
<strong>Torres &#8211; Atalanta Under 23 2-1 (1-0)</strong><br />
<strong>TORRES (3-4-1-2):</strong> Zaccagno sv; Idda 6, Antonelli (cap.) 6,5, Fabriani 6,5; Zecca 6,5 (28&#8242; st Zambataro 6), Masala 6 (16&#8242; st Nanni 6), Brentan 6,5, Liviero 7; Mastinu 7 (23&#8242; st Casini 6); Zamparo 6,5 (16&#8242; st Scotto 6), Varela 7,5 (24&#8242; st Fischnaller 5,5). A disp.: Petriccione, Petricciuolo; Mercadante, Dametto, Frau, Diakite, Guiebre, Fois, Giorico, Carboni. All.: Alfonso Greco 6,5.<br />
<strong>ATALANTA U23 (3-4-2-1):</strong> Vismara 6; Bergonzi 5,5 (36&#8242; st Del Lungo sv), Obrić 5,5, Navarro 5,5; Scheffer 6, Gyabuaa 6, Pounga 6 (1&#8242; st Riccio 6), Bernasconi 6 (44&#8242; st Masi sv); Alessio 5,5, Cassa 5,5 (20&#8242; st Vavassori 5,5); Vlahović 5,5 (21&#8242; st De Nipoti 5). A disp.: Pardel, Dajčar; Tornaghi, Berto, Panada, Comi, Ghislandi, Ceresoli, Artesani, Lonardo. All.: Francesco&nbsp;Modesto 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Silvestri di Roma-1 6 (Cardona di Catania, Macripò di Siena; IV Di Francesco di Ostia Lido. V.A.R. Volpi di Arezzo, A.V.A.R. Vogliacco di Bari).<br />
<strong>RETI:</strong> 42&#8242; pt e 21&#8242; st Varela (T), 51&#8242; st Scheffer (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata uggiosa, spettatori 2.700. Ammoniti Masala, Navarro, Idda e Brentan per gioco scorretto. Tiri totali 16-3, nello specchio 5-1, parati 3-0, respinti/deviati 3-1. Var: 2 (check goal su fuorigioco al 36&#8242; e sul raddoppio al 66&#8242;). Corner 4-2, recupero 2&#8242; e 6&#8242;.</p>
<p><strong>Sassari</strong> &#8211; L&#8217;<strong>Atalanta Under 23</strong> ne prende uno per tempo a Sassari dalla <strong>Torres</strong>, dimezzando solo nel finale di seconda con la botta di <strong>Scheffer</strong> sulla punizione del redivivo Masi respinta dalla barriera, ma il settebello sporco dell&#8217;andata era ovviamente già una garanzia. Giovedì dall&#8217;urna, per tramite della manina di Felice Evacuo, dalle 11.30 in avanti, il sorteggio del resto del percorso dei playoff nazionali, altrimenti detti Final Four, a primo turno felicemente nel paniere grazie all&#8217;exploit caravaggino di domenica scorsa.</p>
<p>Al 17&#8242; Idda provoca il primo vero pericolo in area bergamasca, anticipato però da Bernasconi in gioco aereo che devia in corner la punizione crossata di Liviero dal centrodestra. In precedenza, in avvio, uno a zero di controbalzo in canna dello stesso suggeritore. Vismara deve scomodarsi a un tocchetto dal ventesimo per bloccare in presa bassa la schiacciata di Antonelli sul secondo angolo di casa, mentre in capo a un tris cronometro il controcross di Mastino dalla sinistra dell&#8217;area innesca il terzo tempo alto di Masala che di suo alza la mira da fermo al 27&#8242;. Ma di clamoroso c&#8217;è il gol sbagliato da Vlahovic che entro la lancetta successiva manca il vantaggio allargando il tocco sotto in corsa, sull&#8217;uscita dell&#8217;ultimo ostacolo al limite, dietro input lungo di Pounga.</p>
<p>La controreplica sassarese alla mezzora è una girata in caduta di Varela a rimorchio di Zamparo: Bergonzi è anticipato ma gli disturba la traiettoria, così come il crossman sulla palla di Varela sporcata dal predetto braccetto della Bassa (37&#8242;) con deviazione di Navarro e Gyabuaa. Ad attrezzo nel sacco, difatti, il Var opta per il fuorigioco di partenza, forse dello stesso assistman mancato che comunque si rifà a giro sotto l&#8217;incrocio dal limite al minuto 42. Scampato il rischio di raddoppio di testa ancora di Antonelli, per i rossoblù fanno tutto gli stessi quattro-cinque, sulla situazione inattiva da sinistra dell&#8217;ex superpro Mastinu, anni d&#8217;oro allo Spezia. Dal trequartista per l&#8217;apripista, a due e mezzo dal rientro dal tunnel, il possibile bis a porta non centrata.</p>
<p>Per i Deini, dentro Riccio per Pounga e gestione un po&#8217; tremebonda, visto che si rischia nuovamente, quasi subito, a trentanove dal novantesimo, sul colpo di nuca del tagliante Zecca, raggiunto dal tracciante alto di Fabriani. La new entry atalantina innesca Cassa con chiusura in fallo di fondo del perno di casa (9&#8242;). All&#8217;ora di gioco al netto dei recuperi, annullato un secondo gol, stavolta all&#8217;aspirante doppiettista che di sinistro appoggia sotto la traversa, per la carica di Zamparo a Vismara, impossibilitato ad abbrancare il traversone del pendolino sinistro. Al 19&#8242;, al contrario, la centrata da corner corto in movimento del laterale dall&#8217;altra parte richiede la smanacciata. Il due a zero è lo stesso inevitabile quando il doppiettista ora effettivo spinge dentro il pallone portogli dal suo trequartista dalla destra.</p>
<p>Al 33&#8242;, nel buio totale nerazzurro in kit biancotrasferta, la botta di seconda di Antonelli sugli sviluppi di uno schema arriva sporco e innocuo tra le braccia dell&#8217;estremo difensore ospite. Obric spinge (37&#8242;) sull&#8217;angolo da sinistra di Riccio. Al 3&#8242; di recupero il rientrante Masi, che non giocava dal 7 aprile scorso (4-1 alla Pro Patria in casa), viene anticipato secco da Nanni che al volo non riesce a correggere nel sacco su palla da destra dell&#8217;ex delle giovanili Eyob Zambataro. Allo scadere, anzi a recupero concesso ormai oltrepassato, la barriera locale innesca all&#8217;argentino simil-Retegui ma solo nel look la sassata da fuori a scavalco sotto il primo incrocio. Ora l&#8217;urna: Crotone, Giana, Pescara e Vis Pesaro le altre promosse; Vicenza, Ternana e Audace Cerignola le &#8220;big&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lookman entra tardi e sbaglia pure un rigore: l&#8217;Atalanta esce male dalla Champions, ora non resta che lo scudetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 22:08:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[1-3]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[espulsione Rafael Toloi]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
		<category><![CDATA[rigore sbagliato]]></category>
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					<description><![CDATA[Champions League, return match playoff knockout phase &#8211; Bergamo, Gewiss Stadium, martedì 18 febbraio (ore 21) Atalanta &#8211; Club Brugge [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/57f2cb4f-fd60-429f-9408-2a22991c13e0.jpeg"><p>Champions League, return match playoff knockout phase &#8211; Bergamo, Gewiss Stadium, martedì 18 febbraio (ore 21)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Club Brugge 1-3 (0-3)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Carnesecchi 5,5; Toloi (cap.) 5, Djimsiti 6, Kolasinac 5,5 (32&#8242; st Posch sv); Cuadrado 6,5 (30&#8242; st Bellanova sv), Ederson 5 (38&#8242; st Brescianini sv), De Roon 6, Zappacosta 7; Pasalic 5,5 (1&#8242; st Lookman 6,5); De Ketelaere 5, Retegui 5,5 (30&#8242; st Samardzic sv). A disp.: 28 Rui Patricio, 31 Rossi; 22 Ruggeri, 27 Palestra, 6 Sulemana, 44 Brescianini, 25 Cassa, 48 Vlahovic. All.: Gian Piero Gasperini 5,5.<br />
<strong>CLUB BRUGGE (4-2-3-1):</strong> Mignolet 8; Seys 7, Ordóñez 6, Mechele 7, De Cuyper 6; Onyedika 5,5, Jashari 7; Talbi 8 (9&#8242; st Siquet 5,5), Vanaken (cap.) 7, Tzolis 7 (30&#8242; st Nielsen sv); Jutglà 7 (41&#8242; st Nilsson sv). A disp.: 29 Jackers, 2 Romero, 58 Spileers, 64 Sabbe, 10 Vetlesen, 21 Skoras, 17 Vermant. All.: Nicky Hayen 8.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Zwayer 6,5 (Germania &#8211; Kempter, Dietz; IV Badstübner. V.A.R. Dankert, A.V.A.R. Borošak &#8211; Slovenia).<br />
<strong>RETI:</strong> 3&#8242; e 27&#8242; pt Talbi (B), 48&#8242; pt Jutglà (B), 1&#8242; st Lookman (A).<br />
<strong>Note:</strong> Mignolet para il rigore a Lookman al 16&#8242; st. Serata rigida, spettatori 21.727 di cui 1.304 ospiti per un incasso di 937.294,55 euro. Espulso Toloi al 42&#8242; st per fallo di reazione. Ammoniti Kolasinac per fallo di mano, Onyedika, Tzolis e Djimsiti per gioco scorretto, De Cuyper e De Roon per comportamento non regolamentare. Tiri totali 27-7, nello specchio 10-4, parati 8-1, respinti/deviati 11-0, legni 2-0. Var: 3. Corner 14-0, recupero 3&#8242; e 7&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Lookman</strong>, il grande assente dalla vigilia di Barcellona, segna entro 40 secondi, ma è già maledettamente tardi. E non solo perché sbaglia il rigore che avrebbe potuto riaprirla. Soprattutto perché, lui in panchina, <strong>Talbi</strong> fa calare il gelo sul Gewiss Stadium dopo due lancette e rotte, raddoppia dopo tre chances di casa e un gol annullato a <strong>Retegui</strong> e fa tris a fil d&#8217;intervallo dopo aver assistito a un&#8217;altra girandola di occasioni fermate da legno e portiere. Nel finale <strong>Toloi</strong> reagisce con una sbracciata a tutta palla al provocatore a gioco fermo De Cuyper e viene cacciato. <strong>Brugge</strong> batte <strong>Atalanta</strong> la seconda volta su due, 3-1 a ruota del 2-1 col rigore da scandalo nel finale al Jan Breydelstadion: agli ottavi di Champions i vincitori trovano Lille o Aston Villa.</p>
<p>Poco più d&#8217;un minuto e Kolasinac corregge appena alto in stacco aereo sul primo palo il secondo corner di Cuadrado dalla destra. Contrappasso immediato: Vanaken da sinistra apre a Jutglà in navata, tocco per l&#8217;ala destra, assistman del rompighiaccio proprio del catalano a campi invertiti, che chiude bene il destro incrociato a bosniaco lontanissimo con palla che passa in mezzo alle gambe di De Roon. Al quinto stacca Djimsiti sul corner di Zappacosta stavolta da sinistra, ma Retegui nonci arriva e la porta non è corta abbastanza. Capitolo arbitri: anche Zwayer, dopo il ridicolo rigore all&#8217;andata, si mette a inventare il regolamento giallando Kolasinac per un controllo di mano assolutamente fortuito. Al 14&#8242; fra&#8217; Martino suona le campane a festa per il Chapita che dal limite gira a lato di sinistro in lungolinea. Tre minuti e la spaccata sempre mancina in porta dell&#8217;oriundo, servito da Cuadrado, viene vanificata dalla posizione irregolare. A tiro del ventesimo, invece, è sfortunato Ederson, pescato dal filtrante di De Ketelaere, nel rimpallo sull&#8217;uscita di Mignolet. E così a tre lancette dalla mezzora gli Hayen-boys, alla seconda avanzata di numero, chiudono anzitempo la pratica con tante grazie all&#8217;inconsistenza di Ederson in rincorsa e Toloi al dunque: Jashari affonda a sinistra offrendola a rimorchio a Tzolis su cui Carnesecchi respinge a pugni serrati, ma c&#8217;è in agguato ancora il superprotagonista, comodo comodo per il bis sotto la traversa.</p>
<p>Lo stanco giropalla nerazzurro sembra tipico di una squadra che non ci crede più, oltre che denunciare una singolare mancanza di idee, tanto che lo Zappacosta di turno deve inventarsi l&#8217;uno contro uno con Seys a (35&#8242;) col risultato di fiondarsi in area ad attrezzo ormai irraggiungibile. La deviazione di testa debole e centrale chiamata dal sorano a Pasalic al 37&#8242;, se non altro, è il primo tiro atalantino nello specchio. Il secondo è la stessa specialità di Cuadrado, che in pratica saggia solo la presa alta di Mignolet sul cross sempre del precedente respinto da Mechele nel duello aereo con Retegui al quarantesimo. Tre corsette cronometriche e una Dea sulle gambe lascia tirare da fuori Onyedika (alto); un&#8217;altra e Jutglà converge da destra senza chiudere bene il sinistro sul palo lontano. Al 1&#8242; di recupero sbuca ancora una fronte, quella di Zappacosta, che dal gioco tra quinti ricava solo una loffietta. Poi la ritenta lui che sull&#8217;uscita del portiere nemico prende il palo, Pasalic di testa se la vede parare a terra senza trattenuta sul pallone di CDK ed è Mechele, l&#8217;amicone di Charles, a salvare sulla linea da Cuadrado. Tutto propedeutico al contropiede con Vanaken a lasciare a Tzolis il compito di aprire il sinistro nell&#8217;angoletto del catalano.</p>
<p>Il nigeriano sbuca dal tunnel al posto del croato e subito segna in caduta assistito dal pendolino sinistro. Mira storta di Tzolis ed Ederson ed ecco all&#8217;undicesimo l&#8217;ennesimo caso da moviola, perché sul cross zappacostiano prolungato dalla torre di Retegui, prima ancora del fuorigioco e il gol di mano di Lookman sul palo di Ederson, c&#8217;è una trattenuta su Cuadrado da parte di Tzolis. Batte dal dischetto &#8216;Mola dopo oltre 4 minuti di Var e non angola praticamente per nulla. Al 19&#8242; ci provano i rapida successione le tre punte a partire dall&#8217;ex di turno col portiere ospite a salvare sopra la traversa su Retegui dopo il salvataggio di Seys sul nuovo entrato. Al settantesimo di nuovo Lookman dalla lunga, l&#8217;ultimo ostacolo ribatte per poi bloccare la seccata rasoterra di Kolasinac su scarico di Zappacosta dal fondo a ruota del decimo angolo (28&#8217;). Toloi perde la testa e sbraccia pesantemente il provocatore De Cuyper che l&#8217;aveva colpito con il pallone a gioco fermo. Finisce con qualche cartellino in più e la convinzione che oltre a lottare per lo scudetto non esiste proprio altro. Se non blindare il podio.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Gasperini e Zappacosta: &#8220;Calcio propositivo e fame, Kolasinac dal 1&#8242; e Lookman carta da giocare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 19:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Le novità annunciate erano due, ma diventano tre: &#8220;Perdiamo Hien per una noia all&#8217;adduttore in rifinitura, difficile pensare di recuperarlo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/01/b7bce717-20d0-4a86-bcf0-c707a8b8c45c.jpeg"><p>Le novità annunciate erano due, ma diventano tre: <em>&#8220;Perdiamo <strong>Hien</strong> per una noia all&#8217;adduttore in rifinitura, difficile pensare di recuperarlo la mattina della partita. <strong>Kolasinac</strong> gioca dal primo minuto, mentre per <strong>Lookman</strong> l&#8217;intenzione è farne la carta da giocare secondo necessità. Tutte le squadre forti ne hanno una e a noi da un mese a questa parte è mancata&#8221;</em>. Parola di <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, che insieme alla formazione dà anche la ricetta per qualificarsi agli ottavi di Champions League partendo dall&#8217;1-2 nel playoff di ritorno col <strong>Club Brugge</strong>: <em>&#8220;Servono attenzione e concentrazione, non possiamo pensare di risolverla in dieci minuti. Anzi, nel caso dobbiamo essere pronti a farne 120. I rigori? Ci pensavamo e c&#8217;eravamo preparati anche per il quarto di finale di Coppa Italia col Bologna. Conta molto, emotivamente, il momento in cui si tirano, anche se spero proprio di non doverci arrivare&#8230;&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Lookman e Kolasinac hanno recuperato e sono convocati, ma probabilmente perdiamo Hien. Due sì e uno no, il saldo rispetto alle ultime settimane è positivo.<br />
Tutta la squadra all&#8217;andata ha giocato un po&#8217; a metà strada e questo ci ha creato qualche problema in più. Dovremo fare una partita migliore, globalmente dovremo fare due scalini in più.<br />
Il fattore ambientale è importante, ma dovremo fare un&#8217;ottima gara. Il Bruges fa meglio in casa ma col Milan finché è rimasto in undici ha fatto bene, col Manchester City ha saputo anche essere duttile, con giovani di buona qualità. Dobbiamo essere molto attenti e molto precisi contro una squadra che mi ha fatto un&#8217;ottima impressione.</p>
<p>Dobbiamo cercare di vincerla innanzitutto per pareggiarla. Prendiamo le misure agli avversari cercando di fare il nostro gioco. Una partita che va vista nei 90 minuti se basta, altrimenti nei 120. Non è che dobbiamo fare tutto in 10 minuti.<br />
Non ho pensato a un cambio di modulo, mi pare sia quasi sempre andata abbastanza bene, non vedo motivi per cambiare. I riferimenti stavolta sono più tangibili perché ci siamo affrontati sul campo. Mercoledì corso eravamo sotto nella proposizione del gioco, ma adesso dell&#8217;avversario abbiamo una conoscenza maggiore. Da prendere con le pinze, ma fiduciosi di fare meglio.</p>
<p>Sul rigore s&#8217;è ampiamente detto tutto, dobbiamo pensare che il risultato è questo e quindi prima di tutto dobbiamo pareggiare la partita. Tutto ampiamente documentato, non faremo noi a far leva su quest&#8217;aspetto.<br />
Un paio di infortuni in rosa sono abbastanza normali, non lo sono invece le indisponibilità di Kossounou, Scalvini e Scamacca per tutta la stagione.<br />
I rigori? Li avevamo provati anche per la Coppa Italia. Conta anche il momento emotivo in cui ci si trova a dover calciare, provarli può essere sempre utile ma speriamo di non doverci arrivare&#8221; (<strong>Gian Piero Gasperini</strong>).</p></blockquote>
<p>Davide <strong>Zappacosta</strong>, invece, punta sulla tensione positiva direttamente dalle corde dell&#8217;anima dello spogliatoio che ancora vibrano di rabbia: <em>&#8220;Ci deve essere tanta voglia di rivalsa. Se portiamo in campo i valori anche morali che ci contraddistinguono, possiamo essere fiduciosi. La delusione va trasformata in energia positiva, di quel rigore s&#8217;è parlato più del dovuto&#8221;</em>, ha assicurato l&#8217;esterno, assistman del pari temporaneo di Mario Pasalic al Jan Breydelstadion.</p>
<blockquote><p>&#8220;L&#8217;esperienza può dare una mano, ma anche tanti ragazzi sono pronti a dare una mano perché sanno cosa possono dare. Sono le partite più belle da giocare, la tensione per me è sempre positiva perché ti porta a essere concentrato e dare qualcosina in più. Siamo pronti e faremo il massimo.<br />
Probabilmente adesso è la partita più importante della stagione contro una squadra molto organizzata che si difende bene e riparte con qualità. Ma le affrontiamo tutte allo stesso modo.<br />
Nelle ultime partite non è andata benissimo, io mi metto a disposizione dei compagni e poi è tutto collegato al lavoro di squadra. Il nostro gioco è mettere tutti nelle migliori condizioni possibili per fare la differenza. Conterà il collettivo.<br />
Affrontiamo una squadra che si chiude ma ha qualità. Probabilmente all&#8217;andata aveva più voglia di vincere, è stata più lucida e arrivava per prima sulla palla. La cattiveria, la voglia di portare a casa e il risultato sono gli ingredienti… (<strong>Davide Zappacosta</strong>)&#8221;.</p></blockquote>
<p>Atalanta (3-4-1-2): 1 Carnesecchi; 5 Posch, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 16 Bellanova, 13 Ederson, 15 De Roon,77 Zappacosta; 8 Pasalic; 17 De Ketelaere, 32 Retegui. In panchina: 28 Rui Patricio, 31 Rossi; 2 Toloi, 4 Hien, 7 Cuadrado, 22 Ruggeri, 27 Palestra, 6 Sulemana, 44 Brescianini, 24 Samardzic, 11 Lookman, 48 Vlahovic). All.: Gian Piero Gasperini.<br />
Diffidati: Ederson, Hien, Posch. Indisponibili: Kossounou, Maldini, Scalvini, Scamacca.</p>
<p>Club Brugge (4-2-3-1): 22 Mignolet; 65 Seys, 4 Ordonez, 44 Mechele, 55 De Cuyper; 15 Onyedika, 30 Jashari; 68 Talbi, 20 Vanaken, 8 Tzolis; 19 Nilsson. In panchina: 29 Jackers, 71 De Corte; 2 Romero, 58 Spileers, 14 Meijer, 41 Siquet, 64 Sabbe, 10 Vetlesen, 21 Skoras, 27 Nielsen, 9 Jutglà, 17 Vermant. All.: Nicky Hayen.<br />
Diffidati: Seys, Skoras, Vetlesen. Indisponibili: nessuno.</p>
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