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	<title>Ritorno &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci da Miskolc &#8211; Sarri: &#8220;Qualificazione sottovalutata&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Belli o brutti non c&#8217;interessa&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 21:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit da consegnare alla generazione coeva e alla posterità, dal DVTK Stadion di Miskolc, lo recapita direttamente alla storia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-14-at-21.07.50-1.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit da consegnare alla generazione coeva e alla posterità, dal DVTK Stadion di Miskolc, lo recapita direttamente alla storia <strong>Marco Carnesecchi</strong>, la saracinesca umana di Rimini, l&#8217;uomo che vola meglio sull&#8217;erba che sulla sabbia o nel mare: <em>&#8220;Belli o brutti in questo momento non c&#8217;interessa, ci giochiamo una coppa europea&#8221;</em>. Il ritorno vittorioso del playoff contro l&#8217;<strong>Hapoel Tel Aviv</strong> di <strong>UEFA Conference League</strong> ha scatenato la vena dichiarazionistica dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, un&#8217;esondazione sopra le teste delle solite banalità.</p>
<p>Comincia <strong>Maurizio Sarri</strong>, il condottiero che vede ancora un collettivo troppo pensante: <em>&#8220;Dobbiamo velocizzare l&#8217;impostazione, non dobbiamo perdere palla tra le linee, ma questo passaggio del turno secondo me è sottovalutato. Chiunque contro questo avversario avrebbe rischiato di andare fuori”</em>. Il tecnico nerazzurro si regala subito la battutona: <em>“Ora io il giovedì vado a fare le partite, a casa ci resta mia moglie a vedersi i film…”</em>.</p>
<p>Potere delle dichiarazioni della vigilia, con quel &#8220;stare a guardare sul divano a metà settimana mi rompe&#8221;. <em>“Stasera la sofferenza è stata di un quarto d’ora, la fase di impostazione comincia ad avere le idee chiare e possiamo migliorare nella velocità oltre che negli ultimi quindici-venti metri. Ma la gara s’è riequilibrata in fretta e abbiamo battuto l’avversario più forte uscito dai sorteggi”</em>, prosegue l&#8217;uomo in panchina. <em>“L’Hapoel ha perso una volta sola in questo inizio di stagione, in campo ha una forza superiore alla nostra. Non siamo rimasti sorpresi dalle difficoltà che ci ha proposto</em> &#8211; l&#8217;analisi e la riflessione -. <em>Non m’è piaciuto aver perso quattro palloni in maniera banale nel primo quarto d’ora. La pressione alta manca d’intensità per essere efficace, ma non è mancato l’aspetto caratteriale che ora come ora ha la meglio su tutto il resto”</em>.</p>
<p><em>“L’avversario ha valori tecnici abbastanza elavati, un alto grado di organizzazione, vigore fisico&#8221;</em>, l&#8217;ovvio e il già detto nuovamente ribaditi come da costume sarriano. E i singoli? Tra i legni, vedi quello preso da Buskila all&#8217;ottantaduesimo, e la linea di fuoco, i giudizi non mancano: <em>“<strong>Carnesecchi</strong> dopo una partita di ordinaria amministrazione ha fatto un mezzo miracolo verso l’ottantacinquesimo. Un giocatore fondamentale per noi, un fenomeno. Quando in panchina ti giri e hai qualcuno di qualità, è facile passare per bravo a fare le sostituzioni. I segnali di miglioramento di <strong>Scamacca</strong> erano evidenti anche nell’ora contro il Sassuolo, quando del resto era stato decisivo <strong>Krstovic</strong> dopo essergli subentrato”</em>.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scamacca, Carnesecchi e Bellanova</strong><br />
Tra Sky Sport e zona mista condivisa, prima del portiere salva-uno a zero e del terzino sprint che ha ritrovato il posto dopo l&#8217;esordio in campionato, c&#8217;è il match winner <strong>Gianluca Scamacca</strong>: <em>&#8220;A me i colpi brutti di solito non riescono, solo quelli belli. Oggi però m&#8217;è venuto brutto&#8230; Un gol importante, conta solo quello&#8221;</em>, scherza. <em>“È stata una partita difficile contro una squadra tosta, che ha ritmo. Siamo andati in Europa ed è l&#8217;unica cosa che importa. La Conference League l&#8217;ho vinta al West Ham </em>(nel 2023, senza giocare neanche finale con la Fiorentina per lesione al menisco destro, NdR),<em> è una competizione molto combattuta ed è un trofeo che è giusto puntare a vincere. Noi ci tentiamo&#8221;</em>.</p>
<p>Il numero uno, invece, pardon il 29? Pronti, via: <em>“Portare alto il nome di Bergamo nelle coppe europee è la cosa più importante. Siamo in rodaggio: belli o brutti, andiamo nella League Phase. In questo momento la bellezza ci interessa zero”</em>, la premessa di Marco Carnesecchi, o forse la frase è in medias res, chi se ne importa. <em>&#8220;Gli avversari erano molto aggressivi, nel primo tempo ci hanno tolto il fraseggio ma le nostre qualità sono uscite alla distanza. Io ci ho messo una pezza e ho esultato, c’era tensione come giusto che fosse. <strong>Kossounou e Scalvini</strong> hanno bisogno di una voce e di una mano anche loro, perché sono giovani e non sono dei grandi comunicatori in campo. I portieri devono essere pessimisti e richiamare l&#8217;attenzione di chi hanno davanti: stimolare la loro concentrazione mi viene spontaneo, io coi compagni ci parlo volentieri, è il mio dovere&#8221;</em>. L&#8217;excipit è anch&#8217;esso un carico da novanta, non per l&#8217;originalità, bensì per quel carattere come base per una metamorfosi tattica completa come va predicando il mister: <em>&#8220;L’aspetto fondamentale in questa fase iniziale della stagione è cercare la migliore dimensione di noi stessi, senza sgonfiarci alle prime difficoltà. Non ci siamo disuniti e alla fine abbiamo saputo superare l&#8217;ostacolo&#8221;</em>.</p>
<p>Per <strong>Raoul Bellanova</strong>, ceduta la zolla domenica scorsa a Bergamo col Sassuolo a Davide Zappacosta, il ritorno da titolare dopo la prima di campionato da spettatore non pagante è stato da sudore e lacrmine. <em>&#8220;Abbiamo fatto davvero tanta fatica, ma del resto siamo alla terza partita in una settimana e fisicamente non è facile reggere. Ci siamo tolti un peso, l&#8217;importante era solo vincere. L&#8217;Europa rimane la cosa più importante per l&#8217;Atalanta e per Bergamo&#8221;</em>, il commento del quarto di destra di Parabiago. <em>&#8220;Per me questa è una grande squadra di grandi uomini che si aiutano tra loro. Abbiamo saputo soffrire tutti insieme, è uno dei nostri punti di forza</em> &#8211; la chiosa -. <em>L&#8217;Hapoel comunque ci ha messo in difficoltà perché ha qualità palla al piede, come s&#8217;era visto già all&#8217;andata. Con la difesa a quattro mi trovo a mio agio, anche se ovviamente devo badare tanto a difendere. Da quinto si hanno le spalle coperte, da quarto ha di più la palla e trovi più spazio partendo da dietro. Il 4-3-3 ci sta mettendo tutti alla prova. Quanto a me, voglio lasciarmi alle spalle l&#8217;annata difficile tra un infortunio e l&#8217;altro. Ora voglio giocare quanto posso in un ruolo in cui c&#8217;è tuttora un grandissimo giocatore&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle della qualificazione &#8211; Bernasconi e Scamacca creano, Carnesecchi conserva</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 20:55:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;eroe del giorno è Lorenzo Bernasconi, uno che si guadagna l&#8217;angolo a freddo e a freddo raccoglie la ribattuta di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Carnesecchi-ritiro.jpeg"><p>L&#8217;eroe del giorno è <strong>Lorenzo Bernasconi</strong>, uno che si guadagna l&#8217;angolo a freddo e a freddo raccoglie la ribattuta di pugno all&#8217;angolo a rientrare di <strong>Nicola Zalewski</strong>, certo non tra i migliori ma tra i più volenterosi sì. Strada spianata al guizzo di <strong>Gianluca Scamacca</strong> in una partita da X fisso sul piano meritocratico e, conseguentemente, alla nuova <strong>Atalanta</strong> di <strong>Maurizio Sarri</strong> che è poi quella vecchia con un altro abito, non ancora da misure sartoriali. La fase campionato di <strong>Conference League</strong> è agguantata: sorteggio venerdì all&#8217;una pomeridiana a Nyon.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: attento ai minimi dettagli, le pezze si misurano in unità doppia, su <strong>Alkukin</strong> e poi Buskila nel giro di due minuti. Vantaggio difeso a colpi di saracinesca ed ennesimo voto positivo. </p>
<p><strong>Bellanova</strong> 6: ripromosso titolare dopo l&#8217;estemporanea di campionato da titolare regalata a Zappacosta, si regala una prestazione da montagne russe con la fase difensiva certamente più senterella delle sovrapposizioni offensive a sgroppata continua.<br />
<strong>Kossounou</strong> 6,5: non si difende a uomo, ma con Boateng mica è zona. A volte si fa sorprendere, spesso abbassa la sbarra anche davanti agli altri.<br />
<strong>Scalvini</strong> 6,5: la prima impostazione gli spetta per superiorità tecnica, mentre in chiusura si fa preferire il compagno di linea. Se arriva Romagnoli, centrale sinistro di piede mancino, il centrodestra è suo. Kossounou? Hien? Mai avere la rosa corta, c&#8217;è Sarri, mica Gasperini o i suoi emuli Juric-Palladino.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: costringe Owusu ad abbassarsi per impostare e lanciare, mentre al di sopra della linea di mezzo denuncia il fiato corto (26’ st <strong>Bernasconi</strong> 7,5: a freddo la decide più lui che il match winner, tra angolo conquistato di forza ai danni del dirimpettaio e tiro sporco che vale il più luminoso degli assist. S&#8217;accende e accende, impatto mostruoso dopo due match tra Europa e serie A più no che sì). </p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6; costretto a giocare, inventare e concludere quasi da solo per tutto il primo tempo, alla lunga smarrisce le geometrie. Qualche palla persa (15’ st <strong>Pasalic</strong> 6: con lui la squadra e il reparto sono più equilibrati, ma lui oltre l&#8217;ordine, il compitino e uno stacco loffio non riesce a metterci).<br />
<strong>Gaetano</strong> 6: stavolta si tiene l&#8217;assist in canna, se la ritrova sui piedi in zolle iper-affollate e risulta meno lucido nello smistamento. Rincula come sempre, non oltrepassa la sufficienza.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: vagamente casinista, la fase offensiva scànsati proprio, quasi non la fa nemmeno. Però ha il carattere e la continuità fisico-atletica, la base per migliorare il resto. </p>
<p><strong>Zalewski</strong> 6: intermittente nel puntare l&#8217;uno contro uno in prima persona, tira due volte, ma addosso agli avversari. Meglio da fermo, anche se sul matchball non ha chissà quali meriti dalla bandierina sinistra, o in accompagnamento alle sovrapposizioni di Bellanova, sufficiente al suo pari (39’ st <strong>Cassa</strong> sv: se non arriva Rowe o chi per lui, Venezia resterà un miraggio. Ne ha già giocate due di più per questo&#8230;).<br />
<strong>Krstovic</strong> 5,5: se le linee strettissime anzi intasate gli tagliano la via della ritirata e della profondità, non gli resta che l&#8217;istinto che talora lo toglie dalla partita (26’ st <strong>Scamacca</strong> 7: veni, vidi, vici. Tocca pochissimi palloni, ma spalle alla porta, da uomo di dialogo di reparto e nell&#8217;ultima zampata trova subito il feeling a pelle).<br />
<strong>Raspadori</strong> 5,5: benino la fase difensiva, in avanti lasciamo perdere. Facciamoci bastare, per adesso, la sveglia subitanea contro il Sassuolo da ex. Magari, da bolognese di provincia (Castel Maggiore), renderà al top anche col Bologna nel Monday Night (15’ st <strong>De Ketelaere</strong> 6: è un grattacapo in più per la fase difendente, ma deve ancora aggiustare il tiro e la misura. Varia la manovra di quel quid per renderla meno monotona, aprendo il gioco alla bisogna). </p>
<p><strong>All. Sarri</strong> 6,5: il processo di crescita sembra sempre allo stesso punto. Al jolly Elmas deve aggiungere un&#8217;ala pura alla Rowe, il buco di Ahanor va colmato con Romagnoli relegando Kolasinac a mero terzino sinistro.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Bernasconi la regala a Scamacca e all&#8217;Atalanta: sarà League Phase di Conference!</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 19:59:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[UEFA Conference League, playoff, ritorno (gara 2) &#8211; Miskolc, DVTK Stadion &#8211; giovedì 27 agosto (ore 20) Hapoel Tel Aviv [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/07/Bernasconi-ritiro-1.jpeg"><p>UEFA Conference League, playoff, ritorno (gara 2) &#8211; Miskolc, DVTK Stadion &#8211; giovedì 27 agosto (ore 20)<br />
<strong>Hapoel Tel Aviv &#8211; Atalanta 0-1 (0-0)<br />
HAPOEL TEL AVIV (4-2-3-1):</strong> Tzur 6; Coco 6,5, Mayembo (cap.) 6,5, Chico 6,5, Leidner 6; Falcao 6,5 (36’ st Ferber 6), Kraev 6,5 (32’ st Kancepolsky sv); Owusu 6 (21’ st Turiel 6,5), Alkukin 6,5, Altman 6,5 (32’ st Buskila 6,5); Boateng 6,5 (36’ st Dappa 6). A disp.: 1 Benyamini, 13 Baranes; 18 Archel, 20 Israelov, 21 Piven, 23 Lemkin, 10 Xande Silva. All.: Elyaniv Barda 6,5.<br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Carnesecchi 7; Bellanova 6, Kossounou 6,5, Scalvini 6,5, Kolasinac 6 (26’ st Bernasconi 7,5); Samardzic 6 (15’ st Pasalic 6), Gaetano 6, Ederson (cap.) 6; Zalewski 6 (39’ st Cassa sv), Krstovic 5,5 (26’ st Scamacca 7), Raspadori 5,5 (15’ st De Ketelaere 6). A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara; 40 Obric, 77 Zappacosta, 6 I. Sulemana, 15 De Roon. All.: Maurizio Sarri 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Schlager 6,5 (Germania &#8211; Waschitzki, Fritsch; IV Reichel. V.A.R. Cortus, A.V.A.R. Winter).<br />
<strong>RETE:</strong> 27’ st Scamacca (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata serena, spettatori 5.500 circa di cui 300 atalantini. Ammoniti Falcao, Mayembo, Coco e Chico per gioco scorretto, Turiel per simulazione. Tiri totali 11-13, nello specchio 3-4, parati 2-3, respinti/deviati 3-4, legni 1-0. Corner 7-6, recupero 2’ e 3’.</p>
<p><strong>Miskolc</strong> &#8211; Linee strettissime e profondità impossibile, possesso al rovescio e collettivo ancora troppo pensante, ma alla fine <strong>l’Atalanta</strong> nel ritorno dei playoff di <strong>Conference League</strong> a Miskolc contro <strong>l’Hapoel Tel Aviv</strong> alla seconda girandola di cambi indovina <strong>Bernasconi</strong> per <strong>Kolasinac</strong> e <strong>Scamacca</strong> per Krstovic, leggi tiro sporco e appoggio di interno piede della vittoria. Poi ci pensano <strong>Carnesecchi</strong> e il <strong>legno</strong> amico, ma venerdì alle 13 a Montecarlo è ancora sorteggio di una League Phase, gironi inclusi la settima volta negli ultimo otto anni a livello continentale.</p>
<p>Sarri prende tutti in contropiede con la formazione: rispetto alla prima di campionato col Sassuolo, Bellanova e Samardzic riprendono il posto a Zappacosta e Pasalic, ma soprattutto rispetto all’andata ci sono a sorpresa Kolasinac per Bernasconi come terzino sinistro e Krstovic prima punta anziché Scamacca.</p>
<p>Al terzo abbondante, dopo due leggerezze della metà sinistra della difesa, l’anticipo di testa di Kossounou per il secondo angolo di casa su Altman, altrimenti raggiungibile dal pallone di Owusu a rientrare. Spia di una difficoltà a interrompere il palleggio insistito altrui anche in area di rigore e dell’abitudine invalsa a esordio in A in corso a difendere troppo bassi. Al nono, il primo squillo di Ederson che attacca il secondo palo sulla manovra nel mezzo corridoio di destra culminata nell’ammollo di Samardzic, ma il brasiliano spizza soltanto. Al primo possesso di palla prolungato corrisponde anche la prima conclusione nello specchio, in realtà poco più d’una telefonata di Laki dai venti metri e rotti su appoggio di Bellanova al quarto d’ora. Ed è sempre il serbo il protagonista, anche se il suo tiro mancino da fermo, guadagnato in slalom con giallo a Falcao, scollinato il ventesimo, sorvola anche la traversa. Una lancetta ancora e la catena di destra con Bellanova sovrapposto chiama il montenegrino a rimorchio, sganciato da Mayembo. A un nulla dalla mezzora, il rischio serio arriva da Alkukin, col terminale ghanese ad aprirgli il piattone sinistro alto di poco dal limite dopo l’allungamento della squadra sul rilancio di Owusu.</p>
<p>Da fermo, però, si potrebbe pungere. Ederson dice trentatré col recupero a metà del guado, Zalewski lanciato da Gaetano ottiene il primo angolo e dalla battuta di Samardzic è Kolasinac a ostacolare, anticipandolo, lo stacco di Kossounou. Alle soglie del recupero, mezzo corridoio chiamato dall’ivoriano per Samardzic, lo slalom a piede invertito di Zalewski s’infrange su Falcao e l’ex Udinese spara altissimo. La ripresa comincia col secondo tiro dalla bandierina conquistato dal capitano atalantino su una deviazione e con la sciocchezza dell’ex Udinese che perde il boccino a favore di Kraev, con Altman per fortuna perdente nella spalla contro spalla del puntuale Odilon su tocco della sua prima punta. Krstovic (9’) calcia d’istinto sul rilancio dalle retrovie spondato dal polacco, tre minutini e lo schema da lontano crossato da Coco trova la doppia torre con schiacciata Kraev-Boateng che richiede il tuffo in presa di Carnesecchi. Entrano Pasalic e De Ketelaere per Samardzic e Raspadori, Zalewski da mancina si trova più a suo agio tanto da imbucare per il sinistro incrociato di Krstovic sporcato da Chico in fallo di fondo al 17’. Il belga cambia spesso il gioco, il croato svetta troppo da lontano due corsette oltre il ventesimo per fare male sul traversone bellanoviano.</p>
<p>La sostituzione doppia decisiva, vedi premessa, è in basso a sinistra e al centro della linea di fuoco. Sesto corner guadagnato dal caparbio Bernasconi, Tzur smanaccia sulla battuta da sinistra del polacco di Poli, l’arcenese tira e in traiettoria davanti all’area piccola spunta il ‘99 di Fidene. Una manita d’orologio e Chico svetta da azione d’angolo a sua volta, ma è una sponda bloccata alta dal riminese tra i legni. Ma mica è finita qui, perché al netto della centrata di Gaetano priva di angolazione a rimorchio di CDK ci sono le chance all’ottantesimo e un paio di minutini dopo di Alkukin e Buskila, due tiri mancini che trovano Carnesecchi, la seconda volta aiutato dalla Dea bendata e dalla base del palo su azione d’angolo allargata a sinistra dalla new entry offensiva Dappa. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le formazioni a Miskolc: CDK e Scamacca out</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 16:55:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta Maurizio Sarri ha colto in castagna qualche addetto ai lavori di troppo. Nikola Krstovic, nel ritorno dei playoff di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/8cb4cf91-7f8b-4263-bb19-cf32f250636c.jpeg"><p>Stavolta <strong>Maurizio Sarri</strong> ha colto in castagna qualche addetto ai lavori di troppo. <strong>Nikola Krstovic</strong>, nel ritorno dei playoff di <strong>Conference League</strong> a Miskolc nel terreno di casa designato dall&#8217;<strong>Hapoel Tel Aviv</strong>, ruba il posto a Gianluca Scamacca, mentre <strong>Charles De Ketelaere</strong> non riesce nello stesso intento nei riguardi di Nicola Zalewski. Altra novità non da poco, <strong>Sead Kolasinac</strong> alla sinistra della difesa al posto di Lorenzo Bernasconi.</p>
<p>Ecco le <strong>formazioni</strong> degli israeliani e dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Calcio d&#8217;inizio al DVTK Stadion alle ore 2o.</p>
<p dir="ltr"><strong>HAPOEL TEL AVIV</strong> (4-2-3-1): 22 Tzur; 97 Coco, 5 Mayembo (cap.), 4 Chico, 16 Leidner; 98 Falcao, 6 Kraev; 35 Owusu, 15 Alkoukin, 51 Altman; 9 Boateng. A disp.: 1 Benyamini, 13 Baranes; 18 Archel, 20 Israelov, 21 Piven, 14 Kancepolsky, 8 Ferber, 23 Lemkin, 10 Xande Silva, 11 Toriel, 27 Buskila, 44 Dappa. All.: Elyaniv Barda.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidato: nessuno.<br />
Indisponibile: nessuno.</p>
<p dir="ltr"><strong>ATALANTA</strong> (4-3-3): 29 Carnesecchi; 16 Bellanova, 3 Kossounou, 42 Scalvini, 23 Kolasinac; 10 Samardzic, 70 Gaetano, 13 Ederson (cap.); 59 Zalewski, 90 Krstovic, 18 Raspadori. A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara; 40 Obric, 47 Bernasconi, 77 Zappacosta, 6 I. Sulemana, 8 Pasalic, 15 De Roon, 17 De Ketelaere, 49 Cassa, 9 Scamacca. All.: Maurizio Sarri.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidato: nessuno.<br />
Indisponibili: Hien (non in lista Uefa), Kristensen, K. Sulemana (non in lista Uefa)<br />
<strong>Arbitro:</strong>&nbsp; Schlager (Germania &#8211; Waschitzki, Fritsch; IV Reichel. V.A.R. Cortus, A.V.A.R. Winter).&nbsp;<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Sarri indica la via della Conference: &#8220;Nessun alibi, oggi è impossibile dire se sia il primo obiettivo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 18:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci siamo. Giovedì 27 agosto, ore 20, DVTK Stadio di Miskolc, in Ungheria, 100 chilometri dalla slovacca Kosice che è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-26-21.38.27.png"><p>Ci siamo. Giovedì 27 agosto, ore 20, DVTK Stadio di Miskolc, in Ungheria, 100 chilometri dalla slovacca Kosice che è lo scalo più vicino ma a tiro di charter societario, mentre i comuni mortali se la sono vista coi ritardi di Budapest. L&#8217;Atalanta è al primo spartiacque stagionale, il <strong>playoff di ritorno di Conference League</strong>. La vigilia con l&#8217;<strong>Hapoel Tel Aviv</strong>, al netto delle voci di calciomercato <strong>Jonathan Rowe</strong> dal Bologna e Honest Ahanor (assente, adduttori ancora out) al <strong>Chelsea</strong>, è piena di incertezze, dubbi e timori soprattutto alla luce degli occhiali inopinatamente inforcati alla New Balance Arena il 20 scorso. </p>
<p><em>“Non so se la Conference può diventare il primo obiettivo stagionale. Se lo dicessi adesso, sarei bugiardo. Una volta dentro, sapremo se potremo dire la nostra. E’ una manifestazione cui teniamo, l’anno scorso mi ha pesato non disputare competizioni europee, mi sono un po’ rotto a stare a casa il giovedì… Il livello della competizione sicuramente s’è elevato”</em>, la premessa di Maurizio Sarri a ventiquattr&#8217;ore dall&#8217;ora X. <em>“Se avessi escogitato un sistema per superare la difesa dell’Hapoel, non la direi. E’ un avversario di buon livello, molto determinato, in ottima condizione fisica. Ci basiamo sulle difficoltà dell’andata. Servono testa e convinzione di potercela fare senza presunzione”</em>, continua l&#8217;allenatore dei bergamaschi.</p>
<p><em>&#8220;Il dilemma per domani, vista la partita dal minutaggio incerto, è se <strong>De Ketelaere</strong>, giocatore di qualità che può darci qualcosa in più, debba partire o essere utilizzato dopo, in corso d&#8217;opera. All&#8217;andata non c&#8217;era, ha fatto mezzora col Sassuolo in campionato domenica scorsa, con noi s&#8217;è allenato poco anche perché ha avuto problemi all&#8217;adduttore</em> &#8211; prosegue il nuovo profeta della panchina -. <em>Se poi la difficoltà del mio lavoro fosse scegliere tra <strong>Scamacca</strong> e <strong>Krstovic</strong> in crescita netta, benvenute le difficoltà. Gianluca non ha perso un pallone, Nikola subentrandogli anche l&#8217;ultima volta è stato rigoroso. In uno Special Team potranno anche giocare insieme”</em>.</p>
<p>Il gioco, la prestazione: propedeutici giocoforza al risultato. <em>“A livello di mentalità sto cercando di costruire una squadra che imponga la partita. Col Sassuolo dopo mezzora non eravamo più in controllo e poteva succedere di tutto. La squadra mi sembra abbia messo un mattoncino a livello di condizione fisica, partita dopo partita, anche se giocare così spesso in questo periodo può costituire un problema”</em>. E ancora, sulle parole d&#8217;ordine fumose e generiche, il valdarnese dalla voce profonda e bassissima non si esime: <em>“Nel calcio il ‘dobbiamo gestire’ è qualcosa che non capisco. Glielo dici tu all’avversario? Se andiamo sopra o sotto e ci snaturiamo, la partita ce la complichiamo da soli. Soffriremo e sbaglieremo, ma saranno occasioni per crescere e fare qualcosa d’importante. Comunque la UEFA dovrebbe regolarizzazione queste situazioni, non consentire che una Nazione abbia già cominciato il campionato e un’altra no. Ma se non riusciamo a passare, sarà solo perché gli avversari saranno stati più forti di noi”</h3>
<p>.</p>
<p>A dare manforte alle convinzioni del mister, Giorgio Scalvini, veterano coi suoi 23 anni da compiere il prossimo 11 dicembre. Il 4-3-3 richiede adeguamenti, ma chi è in ballo deve ballare, in senso buono, senza cioè pestarsi i piedi coi compagni né scivolare in pista: <em>“Nella difesa a quattro mi trovo bene nonostante il cambiamento, sono due modi differenti di giocare. In partita pensiamo ancora un po’ a cosa fare, ma ci sta venendo sempre più automatico. Ci vorrà tempo per tutti, ma ci stiamo adattando a quello che chiede il mister. Più giochiamo e meglio ci sentiamo”</em>.</p>
<p><em>“Ogni partita ha la sua storia, anche se averne giocate di importanti anche nel passato può aiutarci. Domani sarà fondamentale, perché l’Atalanta merita di giocare in Europa, ce lo siamo guadagnato. Siamo molto carichi: sarà importante domani come alla prima di campionato, serve ma migliore versione di noi stessi</em> &#8211; avverte il palazzolese, da braccetto a centrale soprattutto di sinistra -. <em>All’andata ci hanno creato creato difficoltà specie in ripartenza perché hanno giocatori molto veloci. Si chiudevano bassi per ripartire. Ci abbiamo lavorato. Dobbiamo stare molto attenti alle insidie. L’Hapoel è una buona squadra”</em>. </p>
<p><em>“Io leader? Cerco di fare il mio. Tutti sono importanti, bisogna dare il massimo, sono in prima squadra da un po’ di anni, cerco di andare forte e creare un ambiente positivo come facevano i veterani quando ero più giovane</em> &#8211; la chiosa sull&#8217;effetto scalviniano e sarriano sullo spogliatoio -. <em>Sarri è molto convinto delle proprie idee e quindi ci trasmette molta fiducia. E’ molto tranquillo e pronto alla battuta. La sua convinzione ci infonde sicurezza. Con Djimsiti, che ringrazio sul piano tecnico e umano, giocatore e persona top, sono ancora in contatto. La caviglia sinistra nel primo tempo giovedì scorso mi s’era gonfiata, ma lo staff medico mi ha consentito di recuperare”</h3>
<p>.</p>
<p><strong>Le probabili formazioni (giovedì 27 agosto, ore 20, DVTK Stadion, Miskolc)</strong><br />
<strong>HAPOEL TEL AVIV</strong> (4-2-3-1): 22 Tzur; 97 Coco, 5 Mayembo, 4 Chico, 16 Leidner; 98 Falcao, 6 Kraev; 11 Turiel, 15 Alkoukin, 51 Altman; 9 Boateng. (1 Benyamini, 18 Archel, 20 Israelov, 21 Piven, 14 Kancepolsky, 8 Ferber, 23 Lemkin, 7 Korine, 10 Xande Silva, 27 Buskila, 35 Owusu, 44 Dappa). All.: Barda.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidato: nessuno.<br />
Indisponibile: nessuno.<br />
<strong>ATALANTA</strong> (4-3-3): 29 Carnesecchi; 16 Bellanova, 3 Kossounou, 42 Scalvini, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 70 Gaetano, 13 Ederson; 59 Zalewski, 9 Scamacca, 18 Raspadori. A disp.: 57 Sportiello, 95 Vismara; 40 Obric, 23 Kolasinac, 77 Zappacosta, 6 I. Sulemana, 8 Pasalic, 15 De Roon, 17 De Ketelaere, 49 Cassa, 90 Krstovic. All.: Sarri.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidato: nessuno.<br />
Indisponibili: Hien (non in lista Uefa), Kristensen, K. Sulemana (non in lista Uefa)<br />
<strong>Arbitro</strong>: Schlager (Germania &#8211; Waschitzki, Fritsch; IV Reichel. V.A.R. Cortus, A.V.A.R. Winter). </p>
<p><strong>Voci dall&#8217;Hapoel Tel Aviv</strong><br />
<em>&#8220;L&#8217;Atalanta è ancora favorita, entrambe le squadre devono vincere dopo lo zero a zero a Bergamo. Per me, per la rosa che ha, è la favorita per la vittoria finale della Conference League&#8221;</em>. Alla vigilia del ritorno dei playoff coi bergamaschi, <strong>Elyaniv Barda</strong>, tecnico dell&#8217;<strong>Hapoel Tel Aviv</strong>, ribadisce il già detto e l&#8217;ovvio. <em>&#8220;Sarà difficile e serve la partita perfetta anche se a campi invertiti abbiamo fatto bene molte cose: l&#8217;avversario ha cominciato il campionato con una vittoria. Per me resta favorito, anche grazie al lavoro di un allenatore come Maurizio Sarri&#8221;</em>.<br />
Ci sono due dubbi in casa Hapoel, l&#8217;ala destra Stav Turiel, assente alla New Balance Arena, e il centravanti titolare Emmanuel Boateng uscito anzitempo giovedì scorso. <em>&#8220;Un club di serie A vuole Turiel e ne siamo orgogliosi</em> &#8211; prosegue Barda riferendosi all&#8217;interessamento del Lecce -. <em>Valuteremo in allenamento se ci saranno lui e Boateng. Decideremo domattina&#8221;</em>. Confermato il 4-2-3-1 con la formazione dell&#8217;andata: unici ballottaggi palesi, Dappa al posto del ghanese al centro dell&#8217;attacco e Owusu, già sostituto di Turiel a Bergamo, alto a destra.</p>
<p>A metterci il carico da novanta, l&#8217;ala-sottopunta <strong>Omri Altman</strong>, la voce dei giocatori dell&#8217;<em>Operaio</em> della città più importante d&#8217;Israele. <em>“L&#8217;atmosfera si preannuncia elettrizzante, siamo felici che arrivino tanti tifosi a vederci da casa nostra. Anche a Bergamo avevano riempito il loro settore facendo un tifo incredibile. Quanto a noi, vogliamo vincere e passare alla League Phase”</em>. <em>&#8220;Non so se non aver ancora iniziato il campionato nazionale a differenza dell&#8217;Atalanta possa favorirci, potrebbe anche essere un fattore negativo</em> &#8211; chiude l&#8217;ex nazionale -. <em>Esserci riposati dopo la partita dell&#8217;andata è stato sicuramente importante, siamo prontissimi. I tifosi ci danno tanta energia, ci carichiamo a vicenda. Vogliamo fare ancora meglio, senza sapere quanti tempi si giocheranno&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em><br />
<strong>Foto atalanta.it</strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Atalanta, ecco chi parte per la Conference: la lista</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 12:21:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non c&#8217;è Alberto Manzoni rispetto all&#8217;andata, e per un Charles De Ketelaere che ha recuperato già in vista della partita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/a73c3a7b-ecf7-47ae-88ad-510edb65a203.jpeg"><p>Non c&#8217;è <strong>Alberto Manzoni</strong> rispetto all&#8217;andata, e per un <strong>Charles De Ketelaere</strong> che ha recuperato già in vista della partita col Sassuolo alla prima di campionato da subentrato c&#8217;è un <strong>Thomas Kristensen</strong> che lascia la difesa orfana di una preziosa pedina. In vista del ritorno con l&#8217;<strong>Hapoel Tel Aviv</strong> per i playoff di <strong>Conference League</strong>, oltre ai lungodegenti Isak <strong>Hien</strong> e Kamaldeen Sulemana, mancano il danese in riscatto condizionato dall&#8217;Udinese, causa distorsione alla caviglia sinistra della gara di andata (da sostituto al 26&#8242; di Giorgio Scalvini, stesso problema ma poi titolare domenica sera), e Honest <strong>Ahanor</strong> alle prese con la distrazione agli adduttori di destra ormai dal 12 agosto.</p>
<p>A seguire la lista dei 22 convocati per la trasferta ungherese. Charter in partenza alle 15 da Orio al Serio per Kosice, donde il trasferimento in corriera a Miskolc, dove alle 18.15 l&#8217;allenatore Maurizio <strong>Sarri</strong> e Scalvini sono in calendario per la conferenza della vigilia al DVTK Stadion.&nbsp;</p>
<p>&#8211; Bellanova Raoul (16)</p>
<p>&#8211; Bernasconi Lorenzo (47)</p>
<p>&#8211; Carnesecchi Marco (29)</p>
<p>&#8211; Cassa Federico (49)</p>
<p>&#8211; De Ketelaere Charles (17)</p>
<p>&#8211; de Roon Marten (15)</p>
<p>&#8211; Éderson (13)</p>
<p>&#8211; Gaetano Gianluca (70)</p>
<p>&#8211; Kolašinac Sead (23)</p>
<p>&#8211; Kossounou Odilon (3)</p>
<p>&#8211; Krstović Nikola (90)</p>
<p>&#8211; Obrić Relja (40)</p>
<p>&#8211; Pašalić Mario (8)</p>
<p>&#8211; Raspadori Giacomo (18)</p>
<p>&#8211; Samardžić Lazar (10)</p>
<p>&#8211; Scalvini Giorgio (42)</p>
<p>&#8211; Scamacca Gianluca (9)</p>
<p>&#8211; Sportiello Marco (57)</p>
<p>&#8211; Sulemana Ibrahim (6)</p>
<p>&#8211; Vismara Paolo (95)</p>
<p>&#8211; Zalewski Nicola (59)</p>
<p>&#8211; Zappacosta Davide (77)&nbsp;<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Luca Percassi rompe il silenzio atalantino: &#8220;Con la Lazio ferita aperta, gol regolarissimo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 23:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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					<description><![CDATA[Di solito è di poche e misurate parole. Stavolta, visto il silenzio auto-impostosi da squadra e staff tecnico, compreso Raffaele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/f3232631-46e4-4778-98d8-a9dd56628766.jpeg"><p>Di solito è di poche e misurate parole. Stavolta, visto il silenzio auto-impostosi da squadra e staff tecnico, compreso <strong>Raffaele Palladino</strong>, ammonito per l&#8217;assenza di qualunque sanzione all&#8217;entrata a piedi uniti di Patric che ha messo fuori causa <strong>Bernasconi</strong>, ad alzare i toni è <strong>Luca Percassi</strong>, l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Davanti a tutti i microfoni, soltanto lui: <em>&#8220;Ci sono stati quasi cinque minuti di revisione. Nessuno ha visto il motivo dell&#8217;annullamento di un gol regolarissimo. Con la <strong>Lazio, in Coppa Italia</strong>, è una ferita che rimane aperta dalla finale di sette anni fa, il mani di Bastos su De Roon e la mancata espulsione col mancato rigore&#8221;</em>, il succo delle recriminazioni del CEO nerazzurro dalla memoria lunghissima.&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Di fronte a una grande prestazione della squadra e a un pubblico straordinario, che ha dimostrato di cosa Bergamo è capace nel calcio,&nbsp;siamo incappati in una pessima direzione arbitrale. L&#8217;annullamento del gol di <strong>Ederson</strong> è gravissimo. Nella dinamica del cross c&#8217;era pure un mani da rigore di Gila e non s&#8217;è capito cosa abbia visto Colombo su <strong>Krstovic</strong>, che ha nettamente e chiaramente anticipato il portiere&#8221;</em>, protesta il figlio del presidente Antonio.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Con la tecnologia attuale è veramente incomprensibile dover assistere a interpretazioni che non stanno né in cielo né in terra. Il bilancio della competizione ovviamente è buono, ma è una serata di forte rammarico per la conduzione arbitrale e non solo per il gol annullato, ma anche per una serie di falli fischiati contro o non fischiati a favore francamente incomprensibili&#8221;</em>, rincara la dose l&#8217;alto dirigente.</p>
<p>L&#8217;amaro in bocca è moltiplicato da un dominio non concretizzato nella semifinale di ritorno: <em>&#8220;Fare un gol più dell&#8217;avversario, soprattutto in una gara da dentro o fuori, è determinante. Non siamo riusciti a finalizzare nonostante una mole di occasioni da gol davvero importante. La <strong>Lazio</strong> ha fatto un tiro in porta. Il tema arbitrale ormai è abitudinario. Ci sono situazioni di campo difficili, ma lo strumento messo a disposizione dei direttori di gara deve semplificarne il lavoro. Non riusciamo a capire il motivo del richiamo del Var. Dispiace molto, soprattutto per la gente: si va via con l&#8217;amaro in bocca perché ci sono tutti gli strumenti per verificare gli episodi&#8221;</em>.</p>
<p>Infine, la rassicurazione che tra Zingonia e la New Balance Arena la voglia d&#8217;Europa è più forte dei torti subìti. <em>&#8220;Certo che non rinunceremo a nulla fino al secondo finale del campionato, siamo qui per regalare impegno e soddisfazioni al nostro pubblico, che è stato straordinario una volta di più</em> &#8211; chiude l&#8217;AD -. <em>Nelle ultime cinque partite daremo tutto. Sappiamo quello che stiamo vivendo: arrivare a giocare partite di questo livello è la dimostrazione di quanto buono stiamo facendo. Stavolta ne siamo usciti danneggiati. Come nella finale del 2019 all&#8217;Olimpico contro la stessa squadra: una ferita aperta, perché la storia si ripete&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le pagelle di Coppa Italia &#8211; Una sola insufficienza (e non parliamo dell&#8217;arbitro)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 23:07:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
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					<description><![CDATA[La palma del peggiore spetta di diritto all&#8217;arbitro-inventore del nuovo regolamento, ma nell&#8217;Atalanta battuta ai rigori dalla Lazio nella semifinale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5090e369-2d84-4e41-bcf9-67314a0466aa.jpeg"><p>La palma del peggiore spetta di diritto all&#8217;arbitro-inventore del nuovo regolamento, ma nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> battuta ai rigori dalla <strong>Lazio</strong> nella semifinale di ritorno di Coppa Italia c&#8217;è almeno l&#8217;insufficienza di <strong>Raoul Bellanova</strong>, cambio che non porta alcunché alla causa nel peraltro sterile assalto nei supplementari. Nervi poco saldi e fiducia più sfibrata dei muscoli, alla fine, ma dopo una sfida dominata.</p>
<p><strong>Carnesecchi </strong>6: parate zero fino al primo rigore ospite di Nuno Tavares, intercettato da par suo sul mancino a incrociare. salvato dal legno, gli altri due non li vede o quasi.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: bravo a proporsi e imporsi come primo regista, è puntuale dietro e penalizzato davanti solo da una direzione arbitrale quasi a senso unico (4’ pts <strong>Ahanor</strong> 7: chiude i varchi, e con l&#8217;asse Lazzari-Isaksen mica era scontato).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: semiperfetto su Ederson, si lascia scappare Romagnoli. Capita. Ma non è stato l&#8217;episodio da palla inattiva a indirizzare la partita.&nbsp;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: gladiatorio tra qualche amnesia in uscita e in appoggio (26’ st <strong>Kossounou</strong> 7: il cuore e il fisico oltre l&#8217;ostacolo, nel senso che non passa più anima viva nemmeno per scherzo, a differenza delle quattro cinque metà campo varcate dai laziali in modo potenzialmente pericoloso).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: a destra come a sinistra, ne inforna e ne sforna di ogni. Arriva alla lotteria finale, la cosa più crudele che esista, letteralmente sulle ginocchia.<br />
<strong>De Roon</strong> 6,5: il re delle seconde palle, sul gol validissimo scippato dalla sala di Lissone in combutta con Colombo è lui a innescare De Ketelaere (26’ st <strong>Pasalic</strong> 7: sul pezzo appena entrato, a freddo, in copertura come in proposizione. Uomo e giocatore speciale. I penalty sono un altro paio di maniche).<br />
<strong>Ederson</strong> 7: due fasi niente male, sempre di corsa, e la finale conquistata secondo regolamento. E nessun marellista rompa le balle sulla regola 12 e sul precedente Baschirotto vs Paleari.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: falciato da Patric, rimasto con la fedina immacolata per l&#8217;incompetenza del comasco dal fischietto (11’ st <strong>Bellanova</strong> 5,5: l&#8217;unico atalantino fuori fase, ovvero protagonista di un assalto tanto sterile quanto a gamba all&#8217;indietro in più occasioni. Calibra diversi palloni dentro, ma in modo approssimativo: anche se l&#8217;impegno è innegabile, la crisi tecnica è palese).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: regia, spinta e palloni al bacio, anche sul gol valido annullato alla revisione a bordocampo. Tira in porta una volta e lì è quasi sfiatato. Del penalty è superfluo parlare: la Dea, la finale numero sette, l&#8217;ha persa sul gol buono di Ederson e in ultima battuta su guanto-traversa di Motta contro Scamacca.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: di tre occasioni avrebbe potuto e dovuto convertirne almeno una. La sua idiosincrasia verso il trentuno dopo aver fatto trenta è un limite di tutta la squadra (26’ st <strong>Raspadori</strong> 7: gol irregolare? Zappacosta sarà avanti di un laccio. Entra di prepotenza nell&#8217;azione per impattarla subito).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 6,5: il regolarissimo borseggio sull&#8217;attrezzo sfuggito all&#8217;eroe della serata gli alza un voto altrimenti non al di là del passabile. Spazi pochi, profondità impossibile. Grande cuore, ma nel calcio bisogna anche essere figli di buona donna. Lui proprio non lo è (45’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: loffia dagli undici metri dopo avercela messa tutta, in primis quella sontuosa frustata in elevazione, per centrare la finale).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: non sbaglia le scelte. Poi, a lungo andare, trascinandosela verso i rigori, aver dovuto ribaltare per stanchezza incipiente la squadra come un calzino non ha giovato alla causa. Gli altri hanno avuto buon gioco a rinunciare a giocare a pallone.&nbsp;<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Colombo e Motta fanno volare l&#8217;Aquila: l&#8217;Atalanta fallisce la finale di Coppa Italia ai rigori</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:01:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia, semifinale di ritorno &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 22 aprile (ore 21) Atalanta &#8211; Lazio 2-3 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/68d1d95f-996a-4d66-9bd4-dc28df40a15d.jpeg"><p>Coppa Italia, semifinale di ritorno &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 22 aprile (ore 21)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Lazio 2-3 ai tiri di rigore (1-1, 0-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Scalvini 7 (4’ pts Ahanor 7), Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (26’ st Kossounou 7); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6,5 (26’ st Pasalic 7), Ederson 7, Bernasconi 7 (11’ st Bellanova 5,5); De Ketelaere 7, Zalewski 6 (26’ st Raspadori 7); Krstovic 6,5 (45’ st Scamacca 6,5). A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 40 Obric, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>LAZIO (4-3-3):</strong> Motta 10; Marusic 6 (22&#8242; st Lazzari 6,5), Gila 6,5 (32’ st Provstgaard 6,5), Romagnoli 7, Nuno Tavares 6,5; Basic 6 (32’ st Dele-Bashiru 6), Patric 5,5 (39’ st Cataldi 6), Taylor 5,5; Cancellieri 6,5 (22’ st Isaksen 6,5), Noslin 6, Zaccagni (cap.) 6 (13’ pts Pedro 6). A disp.: 72 Pannozzo, 99 Giacomone; 3 Lu. Pellegrini, 23 Hysaj, 21 Belahyane, 28 Przyborek, 27 Maldini, 19 Dia, 20 Ratkov. All.: Maurizio Sarri.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Colombo di Como 4 (Imperiale di Genova, Costanzo di Orvieto; IV Zufferli di Udine. V.A.R. Abisso di Palermo, A.V.A.R. Maresca di Napoli).<br />
<strong>RETE:</strong> 39’ st Romagnoli (L), 41’ st Pasalic (A).<br />
<strong>Sequenza dei rigori:</strong> Raspadori (A) gol destro spiazzante, Nuno Tavares (L) sinistro incrociato parato; Scamacca (A) destro incrociato parato, Cataldi (L) palo; Zappacosta destro centrale parato, Isaksen (L) gol sinistro spiazzante; Pasalic (A) destro incrociato parato, Taylor (L) gol sinistro incrociato spiazzante; De Ketelaere (A) sinistro incrociato parato.<br />
<strong>Note:</strong> prima della partita ricordato Mino Favini, responsabile del settore giovanile nerazzurro per 24 stagioni, alla vigilia del settimo anniversario della scomparsa. Citato Sead Kolasinac per la centesima presenza atalantina ottenuta con la Juventus (ora sono 102). Serata serena e temperata, spettatori Spettatori: 21.915 per un incasso di 636.607,66 euro. Ammoniti Kolasinac, Cancellieri, Scamacca e Lazzari per gioco scorretto, Palladino (all. A) al 12’ st e Sarri (all. L.) al 29’ st per proteste. Tiri totali 22-7, nello specchio 6-1, parati 5-, respinti/deviati 7-2, legni 1-0. Var: 2 (check gol di Ederson al 16’ st, annullato per palla contesta da Krstovic in possesso di Motta; check gol Raspadori al 5’ pts annullato per fuorigioco di Zappacosta). Corner 7-6, recupero 2’ e 7’, ts 1’ e 0’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Settima finale smarrita dal <strong>dischetto</strong>, gli altri si prendono l’undicesima. Un intreccio thrilling con l’arbitro protagonista in negativo, pure di una mancata espulsione di <strong>Patric</strong> per un’entrata assassina su <strong>Bernasconi</strong> costretto a uscire. <strong>Ederson</strong> in tap-in, ma il comasco Andrea Colombo a video vede un fallo-contesa di <strong>Krstovic</strong> sul portiere, poi capace di ergersi a eroe. <strong>L’Atalanta</strong>, dominatrice di buona parte del primo tempo e inferocita col controllo Var più beffardo del mondo trova la forza di replicare con <strong>Pasalic</strong> alla beffa sfiorata da Romagnoli, si vede ricacciare in gola la gioia fronte bozzuta di Jack <strong>Raspadori</strong> per l’offside di Zappacosta allo start dei supplementari per poi inchinarsi ai guantoni di Edoardo Motta, classe ‘05, proiettato tra i legni dai ko di Provedel e Furlanetto e bravo pure a portarla all’extra time deviando sul montante la zuccata di Scamacca. Sfiga orrida ma pure nervi saltati, alla fine, contro una Lazio cinica e pure oltre nella semifinale di ritorno di Coppa Italia a ruota del pari sul 2 all’andata il 4 marzo all’Olimpico.<br />
Il primo squillo è al quinto col filtrante lungo di De Ketelaere per Krstovic che costringe Gila a una diagonale in tackle per il primo angolo. Zalewski, sul secondo pallone del fiammingo a rientrare, arriva con la tempia più che di fronte mancando il bersaglio due lancette più tardi. All’ottavo Krstovic si gira fiacco sul sinistro apertogli in verticale da Scalvini, trovando ancora lo spagnolo in traiettoria, quindi l’uscita a pesce di Motta sul cross di Ederson due metri dietro lo spigolo sinistro col polacco a telefonare il tap-in tra le braccia dell’ultimo ostacolo. I capitoli stanno corti e compatti, senza uscire dal guscio né tagliare del tutto le linee di passaggio. Il terzo tiro atalantino dalla bandierina, quella destra, produce il controcross di Bernasconi a rientrare per la svettata fuori misura del braccetto di Palazzolo sull’Oglio, il primo regista effettivo di una manovra tesa a sfruttare soprattutto la catena Zappacosta-CDK. Due tocchetti al ventesimo. Uno oltre, invece, il sinistro di volée ancora di Zalewski, alla terza chance personale, figlio di un recupero scivolato di Djimsiti su Noslin nel cerchio di centrocampo prolungato da Ederson per il crossone dell’arcenese spondato dal fiammingo: in traiettoria c’è ancora Gila, il quinto corner sfocia del sinistro alto di seconda del pendolino di Sora.<br />
Se verso metà frazione il terminale montenegrino spizza male la palla del cugino di secondo grado di Oliviero Garlini stavolta a piede invertito. Kolasinac, a un poker dalla respinta ciabattata di Scalvini sulla prima conclusione laziale di Cancellieri figlia di un errore in uscita, spende il giallo sull’ex Hellas (31’): Zaccagni coglie la testa di Basic, sfera in Curva Nord. Marusic si sgancia ottenendo corner da Ederson: niente di fatto, ma Aquila ad ali ora piuttosto spiegate. La ripresa inizia bruttina e confusa, compreso il contropiede di Ederson da difesa d’angolo prolungata da Zalewski con la fronte e addirittura Cancellieri a ripiegare. Manita cronometrica e porta ancora più lontana che non in precedenza. Al 6’ Krstovic la recupera a Patric chiudendo per il triangolo con De Ketelaere dritto a rimorchio sui guantoni di Motta (6’). Bernasconi fa l’allungo in recupero sempre sull’ala destra nemica per poi arrendersi a un falciaerba del barcelonista. Alla dozzina Noslin riceve da Tomic, ma il suo radente da fuori sbatte su Djimsiti, come lui del resto, per l’intero incontro. Scollinato il quarto d’ora, ecco il rientro del belga su appoggio di De Roon e la liftata fermata da Gila di mano, con Krstovic a recuperare palla per porgerla al piattone del brasiliano senza opposizione.<br />
C’è il controllo video per un possibile fallo del montenegrino, visto sul portiere più che sull’iberico, e il direttore di gara riesce nell’impresa di sanzionare l’inesistente. Al 29&#8242; protesta Noslin per un mani di Scalvini dopo un lancio in profondità, prima di aggirare anche Carnesecchi calciando a lato di sinistro la più incredibile delle occasioni. Ovvio che il comasco col fischietto chiuda gli occhi, in bambola com’è.<br />
Ederson dal fondo e al 38&#8242; De Ketelaere dal limite non sono un pericolo per Motta, di là Noslin in triangolo con Lazzari invece lo è per Pasalic costretto a rifugiarsi in angolo. Entra Cataldi e il terzo corner da sinistra dei romani, calciato da Zaccagni, produce il vantaggio di Romagnoli in girata mancina anticipando Djimsiti; passano due minuti, 4 al novantesimo, e il sinistro sporco di Pasalic è deviato in porta da Taylor su azione di Raspadori con scarico di Krstovic. Ederson apre il recupero incrociando fuori il sinistro molto defilato, al quinto di extra time Motta devia sulla traversa lo stacco di Scamacca su pallone morbido di Zappacosta dalla sinistra dell’area. Proprio il sorano è in posizione irregolare sul cross di De Ketelaere da lui spondato per l’insaccata di Raspadori sottoporta sempre in gioco aereo. Al 14’, invece, Super Mario riceve da Scamacca ma tira addosso a Raspadori. Nel secondo, il romano incoccia male in ascensore chiamatogli da Pasalic (4’). A un tris dalla lotteria dal dischetto, il marcatore laziale non arriva d’un amen sullo schema da sinistra di Tavares, poi la beffa delle beffe in quadruplice copia. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino vuole la Coppa Italia: &#8220;Fiducia da ripagare, sono io a dover dare qualcosa&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:10:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta e Raffaele Palladino sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-19.24.47.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> e <strong>Raffaele Palladino</strong> sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per ripiegare sulla rimonta coi 15 punti in palio residui in campionato. Questa è la <strong>semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Lazio</strong>, a Bergamo, vista dalla vigilia: <em>&#8220;Sono io a dover dare qualcosa in più ai tifosi per ripagare il loro affetto, sono io a dover ripagare la fiducia della società quantomeno centrando la finale. Questa non è solo la partita più importante, è &#8216;la partita&#8217;&#8221;</em>.</p>
<p>La premessa del tecnico s&#8217;accompagna alla rivendicazione del percorso. <em>&#8220;E’ a un mese dalla fine della stagione, si dà per scontato quanto s’è fatto ma guardandoci indietro dobbiamo andare orgogliosi della nostra scalata alla classifica. Siamo arrivati a giocarci una partita che può spostare i giudizi su tutta l&#8217;annata, ma non era scontato, dopo un inizio altalenante”</em>, prosegue l&#8217;allenatore nerazzurro.</p>
<p>Il fattore ambientale, a sentire il protagonista sulla tolda di comando, conterà più di tutto. <em>“Giocare davanti ai nostri tifosi, che domenica mattina allo stadio ci ha dato un forte abbraccio venendoci a caricare, ci rende molto motivati a guadagnarci la finale di Coppa Italia. Molti ragazzi hanno affrontato varie volte situazioni di questo tipo, per cui serve la maturità giusta”</em>.</p>
<blockquote><p>“La Lazio col Napoli ha giocato la migliore partita dell’anno, è allenata benissimo da un ottimo allenatore come Sarri, è un avversario impegnativo. Rispetto all’andata è come fossero due competizioni diverse, lo stato di forma all’epoca era l’opposto. Non serve come alibi, la Lazio ha recuperato tanti giocatori importanti e noi lo stesso: non conta la stanchezza fisica ma la mentalità.</p>
<p>In queste tre settimane abbiamo lavorato con continuità, fuori dalla Champions, anche sui dettagli, sui recupero degli infortuni pre e post Nazionali. Con Juve e Roma sono state ottime prestazioni, a Roma abbiamo retto sul piano fisico in crescendo nel secondo tempo. Conta la voglia di arrivare in finale, la personalità, il coraggio: i miei giocatori conoscono l’importanza di questa partita”.</p>
<p>I precedenti con la Lazio li abbiamo analizzati, come ti attaccano e come si difendono. In due giorni a disposizione per il piano gara non è semplice. Ma abbiamo conoscenze su che tipo di partita sarà: stiamo attenti soprattutto quando la Lazio è senza palla”.</p>
<p>Con la Roma Scalvini e Kolasinac sono andati fuori all’intervallo per problemi fisici, De Ketelaere è sfebbrato da tempo, oggi è al cento per cento. Sono tutti a disposizione, tranne Hien che è l’unico assente, ma vanno valutati secondo come rispondono domattina.</p>
<p>E’ come se fosse una partita secca, non ragioniamo su eventuali supplementari e rigori. Cercheremo di andare in campo con la nostra stessa mentalità: vorremmo rivivere una notte da Atalanta, come col Chelsea e il Borussia Dortmund.</p>
<p>Qui ho trovato una famiglia, una società sana, seria e che ti fa lavorare nel miglior modo possibile. E’ un sogno poter lavorare qui, li ringrazio perché Antonio e Luca Percassi e Tony D’Amico sono sempre presenti e pronti a darti sostegno. Spero di ripagare la fiducia almeno col raggiungimento della finale.</p>
<p>Prima di arrivare a Bergamo mi avevano detto che il popolo bergamasco avrebbe sempre apprezzato che io dessi il massimo per questo simbolo, per questi colori. Ho dato il massimo dal primo giorno, sono più io che devo dare ai tifosi che non il contrario, mi sento uno di loro, mi sento stimato e benvoluto.</p>
<p>Le sensazioni per il campionato sono che vogliamo fare una partita seria e importante, due vittorie e saremmo in Europa League. Ma sono positive, io sono una persona positiva e trasmetto positività. Per il campionato ci penseremo, ma credo sia ancora tutto aperto, il mio messaggio è che non molleremo fino alla fine provando ad arrivare in Europa anche lì. L’importante è dare tutto per non avere rimorsi dopo l’ultima partita.</p>
<p>Ci possono essere similitudini tra il nostro sistema di gioco e quello del Napoli, ma sono soltanto numeri, si può stare più alti e più bassi. L’idea potrebbe essere la stessa, noi a partita in corso spesso cambiamo perché non siamo vincolati a un solo modulo.</p>
<p>Abbiamo provato oggi i rigori facendo una sequenza, deve diventare un gesto ripetitivo perché nel corso di una stagione a molti capita di non tirarne mai. Ma speriamo di non doverci arrivare domani&#8230;</p>
<p>Non mi emoziono così facilmente. A parte i tifosi che mi fanno venire i brividi. Le partite vanno studiate e preparate bene. L’importante è la risposta dei ragazzi a richieste chiare: probabilmente è la sfida più importante della mia carriera, la sento di più perché viene dopo una rincorsa molto bella. </p>
<p>Percepisco la voglia di Coppa Italia dei giocatori che hanno già giocato due o tre volte la finale di Coppa Italia, sentono anche di aver ricevuto qualche torto in qualche finale.</p>
<p>Scamacca e Krstovic? Due centravanti forti sono una fortuna. Hanno superato venti gol messi insieme. Danno il massimo, non è detto che non possano giocare insieme.</p>
<p>La parola gruppo non è scontata né banale. Quando i miei ragazzi perdono, stanno male. E nello stare male trovano una reazione positiva e immediata. Carnesecchi si sentiva responsabile della sconfitta con la Juve e s’è rialzato subito: è una cosa che hanno dentro, innata.</p>
<p>La squadra sta crescendo ancora, poi non è detto che quando giochi bene vinci le partite, Roma e Juventus ne sono la testimonianza.</p>
<p>Questo gruppo ha vissuto serate importanti e anche sconfitte in finale. L’abbiamo preparata nei minimi dettagli. Mi auguro che la squadra faccia una grande partita”.</p></blockquote>
<p><em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Allianz Arena &#8211; &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi, perché il Bayern fa un altro sport&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 23:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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					<description><![CDATA[Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6f071b8c-b3da-463a-911c-923373c2fec6.jpeg"><p>Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <strong>&#8220;Il <strong>Bayern Monaco</strong> gioca proprio un altro sport. Noi siamo l&#8217;unica italiana arrivata agli ottavi di finale e ne andiamo orgogliosi&#8221;</strong>, scuote la testa, senza abbassarla, <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Sky Sport</strong></em>. Ad <em><strong>Amazon Prime</strong></em>, invece, ha chiamato in causa le scelte tattiche in primis: <em>&#8220;Non cambierei niente, se potessi rigiocare queste due partite. Bisogna accettare la supremazia dell&#8217;avversario con molta umiltà. Abbiamo solo cercato di non snaturarci&#8221;</em>. E <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, gli fa eco: <em>&#8220;Non potevano misurarci col Bayern, è la squadra più forte del mondo&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I migliori in campo in questo turno di Champions League sono stati i <strong>tifosi</strong>. Adesso abbiamo campionato e Coppa Italia. Il mio record di 435 presenze in nerazzurro eguagliando <strong>Gianpaolo Bellini</strong>? Un grande onore per me rappresentare Bergamo in Europa, voglio continuare a farlo perché non intendo ancora smettere per fare l&#8217;allenatore. Il Bayern ci ha insegnato, come calcio italiano, movimenti e velocità: da noi siamo ancora statici e tattici quando affrontiamo le competizioni Uefa. Senza Musiala, Olise e Kimmich loro sono lo stesso i più forti. Da uno come Kane possiamo imparare tutto, anche l&#8217;umiltà&#8221; (<strong>Marten de Roon</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Non è bastata <strong>l&#8217;Atalanta</strong> nemmeno oggi contro una squadra molto forte. Abbiamo dato tutto sia all&#8217;andata che al ritorno, ma anche stasera hanno giocato una partita incredibile. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, negli ultimi metri invece potevamo fare scelte migliori. Contro di loro, quando hai la palla, devi fare molto bene. C&#8217;eravamo detti di voler difendere bene, ripartire e andare a far gol. Dal rigore in poi è stato difficile, anche perché quando il Bayern ha la palla la tiene sempre. I tifosi anche in casa avevano fatto una bolgia applaudendo nonostante la sconfitta per 6-1. Grazie mille a loro anche oggi, sono stati incredibili. Siamo una squadra forte che deve guardare avanti. In campionato, se vediamo cosa succede alle altre, possiamo recuperare. E c&#8217;è la Coppa Italia. L&#8217;Allianz Arena è uno degli stadi migliori del mondo ed è bellissimo per l&#8217;atmosfera&#8221; (<strong>Lazar Samardzic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Adesso ci concentriamo sul campionato e abbiamo anche la Coppa Italia. Il calcio italiano? Andrà meglio la prossima stagione, ma la riflessione si può fare stagione per stagione. Questa in Europa, o meglio in Champions, non è andata benissimo. Forse è anche questione di periodi.<br />
Sapevamo che era un&#8217;impresa quasi impossibile. In Champions League abbiamo comunque battuto squadre molto forti come il Chelsea e il Borussia Dortmund, ci portiamo a casa un grande percorso alzando il livello tecnico e fisico.<br />
Avevo chiesto alla squadra di andare orgogliosamente sotto il settore ospiti per ringraziare i nostri tifosi che ci avevano applaudito anche all&#8217;andata nonostante il 6-1 in casa. Sono contento se siamo riusciti a dar loro qualcosa.<br />
Abbiamo dato minutaggio a Ederson, De Ketelaere e stasera anche Raspadori. Abbiamo dato spazio a chi gioca meno come Bellanova e Samardzic, dai quali come da altri ho avuto risposte positive.<br />
Prendere tanti gol in queste due partite non ci ha fatto piacere, è il lato negativo degli ottavi di finale. Stasera e all&#8217;andata abbiamo capito che il livello del Bayern è più alto. Ne prendiamo atto, siamo inferiori sulla carta e lo siamo stati sul campo. In queste partite si capiscono i propri limiti: comunque siamo orgogliosi di essere stati l&#8217;unica italiana agli ottavi di finale di Champions&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;Atalanta saluta la Champions con onore, ma col Bayern non c&#8217;è mai partita: 4-1</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 22:11:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno &#8211; Monaco di Baviera, Allianz Arena &#8211; mercoledì 18 marzo (ore 21) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno &#8211; Monaco di Baviera, Allianz Arena &#8211; mercoledì 18 marzo (ore 21)<br />
<strong>Bayern Monaco &#8211; Atalanta 4-1 (1-0)<br />
BAYERN MONACO (4-2-3-1):</strong> Urbig 7; Stanisic 7 (27’ st Pavic 6), Kim 7, Tah 7, Bischof 6,5 (27’ st Gnabry 6); Goretzka 6,5, Pavlovic 7 (10’ st Ofli 6,5); Karl 7,5, Guerreiro 7,5 (38’ st Ito sv), Luis Diaz 8; Kane (cap.) 8 (27’ st Jackson). A disp.: 35 Bärtl, 37 Prescott, 2 Upamecano, 27 Laimer, 41 Manuba. All.: Vincent Kompany 7,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Sportiello 6; Kossounou 5,5, Hien 5,5, Scalvini 6,5 (38’ st Ahanor sv); Bellanova 7, Pasalic (cap.) 6,5, Ederson 6 (12’ st De Roon 6), Bernasconi 7; De Ketelaere 6 (12’ st Samardzic 6,5 ), K. Sulemana 5,5 (26’ st Raspadori 5,5); Scamacca 5,5 (26’ st Krstovic 6). A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 77 Zappacosta, 59 Zalewski. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>Arbitro: </strong>Bastien 6,5 (Francia &#8211; Zakrani, Berthomieu; IV Vernice. V.A.R. Dechepy, A.V.A.R. Garrett &#8211; Inghilterra).<br />
<strong>RETI:</strong> 26’ pt rig. e 9’ st Kane (B), 11’ st Karl (B), 25’ st Luis Diaz (B), 40’ st Samardzic (A)<br />
<strong>Note:</strong> serata fredda e invernale, spettatori 75 mila circa di cui 4 mila atalantini nel settore ospiti. Tiri totali 24-13, nello specchio 8-8, parati 4-7, respinti/deviati 8-0. Var: 3. Corner 5-3, recupero 3’ e 3’ .</p>
<p><strong>Monaco di Baviera</strong> &#8211; Il gioco delle torri Pasalic-<strong>Samardzic</strong> sull’ultimo schema buono da palla inattiva, un corner da sinistra, salva l’onore dell’<strong>Atalanta</strong>, strabattuta la seconda volta su due dal <strong>Bayern Monaco</strong> anche nel ritorno degli <strong>ottavi di finale di Champions</strong> League. Un grande Kane si procura il rigore per sbloccarla e raddoppia in avvio di ripresa, per poi lasciare spazio ai compagni Karl e Luis Diaz prima del gol della bandiera nerazzurro. 10 a 2 di computo complessivo, che riflette con esattezza la differenza di valori in campo, comunque tirando molto di più rispetto al quasi niente alla New Balance Arena. </p>
<p>Al quinto, il monologo in rosso sfocia nella spaccata di Guerreiro, terzino sinistro riciclato a sottopunta, sull’apertura di Karl rifinita da Kane: giusto un tuffetto per la presa bassa. Al nono Hien, impegnato in un bel duello col capitano di casa e della Nazionale d’Albione, alleggerisce di testa all’indietro su un allungo dello stesso portoghese finendo per favorire Luis Diaz, che però alza la mira a un passo dal palo alla destra di Sportiello. Alla sporca dozzina la prima conclusione in porta è una loffietta ancora di Guerreiro, andato a prendersi in lunetta la palla dalla catena di destra per poi provarci sullo scarico di Luis Diaz. Sportiello deve guardarsi le spalle anche dalla seccata al quarto d’ora di Pavlovic il cui sinistro è innescato da Kim ma pochissimo angolato. Due lancette e tocca a Bischof in scia a Karl, ma non è un granché. Al 22’ Scalvini, in caduta, usa il braccio sinistro per stoppare il tiro di Kane servito dal crossetto di Guerreiro: il Var porta al rigore, il guantipede di via Broseta la intercetta alla propria sinistra staccando i piedi dalla linea di porta e sulla ripetizione l’inglese lo spiazza aprendo il piattone. </p>
<p>La partita continua a esistere soltanto per ipotesi. Verso la mezzora De Ketelaere s’invola in mezzo ai due centrali difensivi locali, ma sul ribaltamento dal cerchio di Pasalic parte in posizione irregolare. E comunque riesce a non chiudere nello specchio lo stesso sul ritorno di Kim e Tah. A tredici dall’intervallo rimorchio davanti alla lunetta chiamato a Goretzka da Stanisic, con l’attrezzo a impennarsi. Karl al 38’ è al secondo tentativo personale a girello, un po’ egoista, privo di mira. Al 41’ il primo vero tiro verso la porta dei bergamaschi, da rimessa di Bernasconi spondata da Pasalic per il destro al volo svirgolatissimo di Scalvini. Va già meglio il secondo, quando lo stesso braccetto di Palazzolo sull’Oglio, a un poker dalla pausa, prolunga il cross di Bellanova verso il secondo palo, difeso da Urbig dall’assalto di Super Mario che forse avrebbe potuto fare di più che allungare il piede.</p>
<p>La ripresa d’avvia al quinto col recupero di Ederson su Guerreiro (ancora lui!) e ribalta per De Ketelare, il cui cross di piede debole viene incocciato al volo da Scamacca di mezza rovesciata: un rimbalzo di troppo sul terreno ne attutisce potenza, direzione e pericolosità. Va detto però che in capo a una coppietta d’orologio (7’) il portoghese che gioca dietro l’anglo-irlandese gira fuori col destro, non il suo piede, il suggerimento in break del difensore coreano ex Napoli. Poco più tardi Bellanova converge senza ferire col sinistro. Poi cala il sipario nel giro di poco. Colui che imbraccia la doppietta di giornata riesce a tirare da fermo appena dentro l&#8217;area verso l&#8217;incrocio opposto seppur attorniato da Hien e Sulemana, per poi dare il via all&#8217;affondo di Luis Diaz concluso da Karl per il 3-0 aprendo il piatto sinistro nell&#8217;angolino lontano. La Dea non vuole scavarsi ulteriormente la fossa e ne combina due buonissime. </p>
<p>Sulemana sugli sviluppi di una punizione di De Roon, 435 volte atalantino eguagliando il record di Bellini, si vede chiudere lo specchio da Urbig al quarto d’ora. Verso il ventesimo, Bernasconi calcia al volo nel gioco tra quinti alzando sopra la traversa. Al 24’ il jolly croato incorna centralmente il pallone di Bernasconi in asse con Scalvini. Al 25’ è poker quando Karl invita a nozze Luis Diaz, resiste al ritorno di Kossounou e supera l’ultimo ostacolo in lob. Tre minutini e il duello Bellanova-Urbig finisce sempre allo stesso modo. A dieci dal novantesimo Samardzic non la ridà a Krstovic tirando in bocca al ragazzo reduce dal trauma cranico proprio per lo scontro di otto giorni fa a Bergamo col montenegrino sul gol della bandiera di Super Mario. Si rivede Raspadori dopo lo strappetto del 15 febbraio dalla Lazio, ma forse si apprezzerà di più domenica col Verona.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Impresa pazzesca: poker sporco al Muro Giallo, Dea agli ottavi di Champions</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[4-1]]></category>
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		<category><![CDATA[Karim Adeyemi]]></category>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45) Atalanta &#8211; Borussia Dortmund [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5d1fe9a6-34d3-43fa-9cbe-61508ef9b79d.jpeg"><p>Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Borussia Dortmund 4-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 7), Hien 8, Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6); Zappacosta 8, De Roon (cap.) 8, Pasalic 8, Bernasconi 8; Samardzic 7, Zalewski 7,5 (40’ st K. Sulemana 6,5); Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 8.<br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 5,5; Emre Can (cap.) 5,5, Anton 6, Bensebaini 4; Ryerson 6 (25’ st Yan Couto 6), Jobe Bellingham 5,5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 6, Svensson 6; Beier 6,5 (15’ st Fabio Silva 5,5), Brandt 5,5 (15’ st Chukwuemeka 6,5); Guirassy 5,5. A disp.: 31 Ostrzinski, 33 Meyer; 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 6 Özcan, 20 Sabitzer, 40 Inacio, 27 Adeyemi. All.: Niko Kovac 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sanchez Martinez 6 (Spagna &#8211; Cabañero, Prieto; IV Martinez Munuera. V.A.R. Cuadra Fernandez, A.V.A.R. Del Cerro Grande).<br />
<strong>RETI:</strong> 5’ pt Scamacca (A), 45’ pt Zappacosta (A), 12’ st Pasalic (A), 30’ st Adeyemi (B), 53’ st rig. Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.403 per un incasso di 809.425,60 euro. Ammoniti Bensebaini ed Emre Can per gioco scorretto, Hien e Fabio Silva per reciproche scorrettezze. Espulsi Schlotterbeck e Scalvini dalla panchina al 50&#8242; st per proteste, Bensebaini per somma di ammonizioni (gioco scorretto) al 52’ st. Tiri totali 13-7, nello specchio 8-3, parati 4-2, respinti/deviati 1-2, legni 0-1. Var: 1 (check rigore al 94’ Bensebaini su Krstovic). Corner 5-1, recupero 1’ e 9’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Samardzic</strong> all’incrocio dal dischetto e saranno <strong>ottavi di finale di Champions League</strong>. Fatta giustizia dell’unica disattenzione sul 3-1 di <strong>Adeyemi</strong>. Cinque minuti per aprirla con <strong>Scamacca</strong>, <strong>Zappacosta</strong> per raddoppiarla di seconda dopo quaranta esatti con complicità della cresta iliaca spiazzante di Bensebaini e <strong>Pasalic</strong> per illudersi si averla chiusa dopo cinquantasette. Sta di fatto che <strong>l’Atalanta</strong> demolisce il <strong>Borussia Dortmund</strong> all’ultimo tuffo col poker sporco e venerdì saprà se dovrà giocare contro Arsenal o Bayern.</p>
<p>Al 4’ c’è già lo squillo di <strong>Zalewski</strong> in diagonale sinistro, suggerito da <strong>Kolasinac</strong> lungo il lancio del tuttofare croato e deviato in corner alla grande da <strong>Kobel</strong>. La seconda volta va meglio al centrattacco romano, lesto a deviare nel sacco dall’area piccola il radente aperto a Bernasconi dallo stesso polacco con la complicità della scivolata a vuoto di Bensebaini, di fatto un assist involontario. Che poi si fa giallare per la stesa di Zappacosta a cavallo di un paio di rinvii di Carnesecchi addosso a un avversario, prima Beier e poi Brandt. <strong>Hien</strong> tiene a bada il primo al quarto d’ora, sul sinistro a rientrare di <strong>Samarzdic</strong> arpionato in caduta dall’arcenese oltre il quarto d’ora invece c’è solo il secondo tiro dalla bandierina. Al 24’ la ritenta il <strong>polacco</strong> sempre con lo stesso piede, poco al di là del limite, su scarico dell’apripista raggiunto dal suo pendolino sinistro, ma l’estremo ospite è sempre sul pezzo. Un tris di lancetta ed ecco la testa di <strong>Guirassy</strong>, che devia sul fondo il cross a rientrare dettato a <strong>Beier</strong> dal lavoro di Ryerson, Jobe Bellingham e Svensson. I due marcatori del Westfalenstadion non ci prendono. Ampiezza totale, contromisure un po’ tardive. A tiro della <strong>mezzora</strong>, il primo vero acuto in giallo è di <strong>Brandt</strong>, inseritosi su filtrante del compagno di trequart lungo la conduzione di Nmecha per un sinistro in corsa che chiama il riminese alla protezione del legno di competenza.</p>
<p>Al 35’ <strong>Samardzic</strong> si fa fermare dal fratello d’arte sull’invito di Scalvini, due minutini e l’uscita prorompente di <strong>Hien</strong> carica il rientro sul destro di Zalewski che però s’impenna. Alle soglie del recupero, la smazzata di pugno di Kobel senza un perché sul piede del sorano che in lunetta calcia forte e teso di fronte a Bellingham, ma è il braccetto sinistro ospite a cogliere in controtempo l’ultimo ostacolo cadendo sulle ginocchia e facendo cambiare direzione all’attrezzo col fianco destro. Brivido dopo un poker al rientro in campo, ma San Marco da Rimini la prende comunque a Guirassy, giratosi sul destro in offside sulla palla dentro di Beier, sempre quei due. Al quinto <strong>Pasalic</strong> arriva al tiro fuori equilibrio sulla difesa del pallone scamacchiana dietro input del firmatario del bis, quindi <strong>De Roon</strong> colpisce l’estremo difensore tedesco sul la del serbo. All’ottavo, quasi come un contrappasso, il pericolo doppio <strong>Beier-Brandt</strong> col primo ad aprire il diagonale sul, anzi contro il palo lontano dopo il triangolo con <strong>Ryerson</strong> e il secondo a mancare il bersaglio col solo Scalvini davanti. Alla sporca dozzina l’azione da rimessa laterale con Bernasconi e Zalewski a sistemarla a De Roon per il traversone a rientrare deviato quanto basta di mezza tempia da Super Mario per calare il <strong>tris</strong> nei pressi del secondo palo.</p>
<p>I prussiani la riaprono lo stesso pareggiando il conto dei gol, col mancato assistman della tripla chance al 29’ a diventarlo per il sinistro verso l’incrocio di <strong>Adeyemi</strong> sull’onda lunga del primo angolo a favore. Prima, Guirassy incespica per poi impegnare Carnesecchi in <strong>uscita</strong>, Scalvini salva su Fabio Silva. A vuoto, di qua, Krstovic e soprattutto il match winner, che al 37’ non premia l’inserimento di Djimsiti dribblando Bensebaini per fare la barba al palo a sinistro aperto. Al quarto di ritorno Kobel esce sulla trequarti difensiva e serva Pasalic che crossa dentro per <strong>Krstovic</strong>: il montenegrino si tuffa di testa, Bensebaini lo colpisce con un calcio in fronte, di spalle, con la scuola dello scarpino (mica tanto ino) sinistro tanto da costringerlo a fasciatura e ricovero. Sanchez aveva dato corner, il Var lo convince del contrario e il mancinone del serbo battezza il sette.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Palladino chiama Bergamo a raccolta: &#8220;Col Borussia giochiamo in 23 mila&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Sull&#8217;1-0 al 90&#8242; vado in area&#8221;</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/palladino-chiama-bergamo-a-raccolta-col-borussia-giochiamo-in-23-mila-carnesecchi-sull1-0-al-90-vado-in-area/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=palladino-chiama-bergamo-a-raccolta-col-borussia-giochiamo-in-23-mila-carnesecchi-sull1-0-al-90-vado-in-area</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 19:56:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di Raffaele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1f139cf5-c5a1-475f-b4a4-bfc778d1a9c1.jpeg"><p>Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di <strong>Raffaele Palladino</strong>: &#8220;<em>Voglio uscire dal campo senza rimpianti. L&#8217;impresa è difficile, perché rimontare due gol al Borussia Dortmund è una grande impresa. Ma ci crediamo tutti, dai giocatori alla città. Non giochiamo in 23, ma in 23 più 23 mila. Voglio tutto dal primo al centesimo minuto, voglio partite forte subito e non prendere gol al primo minuto come all&#8217;andata&#8221;</em>. Dal tecnico a <strong>Marco Carnesecchi</strong> è un attimo: <em>&#8220;Se siamo avanti uno a zero al novantesimo sul calcio d&#8217;angolo salgo in area a saltare di testa, ma prima magari chiedo consigli a qualcuno&#8230; Se serve, tiro anche il rigore, non come quinto ma come decimo&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">La vigilia del <strong>ritorno dei playoff di Champions League</strong> è una lunga preparazione alla mission impossibile in poche parole ma nettissime e categoriche:&nbsp;<em>&#8220;La partita col Napoli ci dà autostima, energia positiva e consapevolezza, perché abbiamo battuto una squadra di grande livello. Il <strong>Dortmund</strong> è di livello importante, sarà un&#8217;impresa non facile ma ci crediamo tutti, tra staff, giocatori, dirigenti e città. Godiamoci la serata senza pressioni, andiamo in campo in 23 più 23 mila&#8221;</em>, la sottolineatura del tecnico.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Abbiamo analizzato l&#8217;andata, dobbiamo fare meglio anche l&#8217;approccio. Non possiamo prendere gol al primo minuto, ce ne sono a disposizione cento. Dovremo stare attenti a tutto, dai dettagli ai piazzati. <strong>Kolasinac</strong> ed Ederson stanno bene entrambi, Sead è uscito col Napoli per un po&#8217; di fatica ed Ede non ha giocato per affaticamento.&nbsp;Se alleni bene la squadra puoi sopperire agli impegni su tre fronti. Più giochi, più cresci e hai possibilità di far giocare più giocatori gestendo le forze. Ho giocatori che fanno recupero e vita sana, sono bravi professionisti. Stiamo tutti bene e chiunque giochi si esprime al cento per cento. Le vittorie aiutano a cavalcare l&#8217;entusiasmo&#8221;</em>, ha proseguito Palladino.</p>
<blockquote><p>&#8220;In palio c&#8217;è un sogno che vorremmo si realizzare. Non è semplice rimontare due gol a una squadra di grande livello. Sono partite che ti fanno crescere come squadra e gruppo sotto tutti i punti di vista. Prendiamocela come grande esperienza. Se dovesse andar male ci concentreremo sulle altre due competizioni che sono altrettanto importanti per noi.<br />
Zappacosta può giocare a piede invertito, con l&#8217;infortunio di Bellanova ha giocato stabilmente a destra. Ha iniziato a chiudere di più l&#8217;azione, come io chiedo ai quinti. Può crescere sotto il profilo degli assist e dei gol, degli esterni sono soddisfatto.</p>
<p dir="ltr">Al mio arrivo non guardavo classifica e obiettivi, mi sono concentrato sul ridare autostima a giocatori forti. Il percorso è straordinario e dobbiamo continuare a farlo, perché il bello viene adesso. Le sconfitte con Napoli, Verona e Inter più il pareggio di Pisa sono state lezioni per farci crescere. La classifica è molto importante, questa partita di Champions arriva in un bel momento con tanta energie e voglio giocarmela senza rimpianti.</p>
<p dir="ltr">Il calcio italiano in Europa è sottovalutato. Le sconfitte in Champions hanno attirato commenti troppo negativi verso il nostro calcio, che dobbiamo tutelare. All&#8217;estero, invece, siamo molto rispettati. Possiamo ancora crescere . Il senso di rivalsa è dimostrare che quanto è stato detto e scritto è sbagliato.<br />
E&#8217; una partita aperta, ma dobbiamo partire forte e uscire dal campo senza rimpianti. Può succedere qualsiasi cosa.<br />
A prescindere da numeri e sistemi, cui non credo molto, credo nelle caratteristiche dei giocatori. Doppia punta e trequartista, o due trequartisti dietro, tra Sulemana, Pasalic, Samardzic e Zalewski. Dipende dal tipo di partita e dagli avversari. Sappiamo dove poter far male.<br />
Scamacca è carico, motivato e voglioso di dimostrare il suo valore con lo spirito e l&#8217;atteggiamento giusto. Ha bisogno di credere tanto in se stesso, è straordinario. Il piccolo infortunio prima della Cremonese l&#8217;ha rallentato un po&#8217;&#8221;.</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&nbsp;&#8220;Serve che lo stadio ci trascini con passione e grande forza, mentre noi non dobbiamo farci prendere dalla foga e dalla frenesia. Devo segnare per forza? Sull&#8217;uno a zero al novantesimo andrei volentieri a saltare. Preso dalla foga potrei farlo ma ascolterei i consigli&#8230; Per l&#8217;eventuale rigore? Se me la sentirò, non saprei, magari non come quinto.</p>
<p dir="ltr">Dipende se vogliamo lasciare il segno o vogliamo solo accontentarci. Dipenderà tutto da noi. Bisogna far rimangiare troppe parole a quelli che se la prendono con le italiane in Champions dicendo che il nostro calcio è di basso livello.</p>
<p dir="ltr">A Cremona era stato uno sfogo e poteva essere male interpretato. Ne siamo usciti con la forza del gruppo e col lavoro del mister: acqua passata, siamo in pista su tre fronti e vogliamo cavarne il massimo.</p>
<p dir="ltr">Kobel è un grandissimo portiere, gioca con la Nazionale svizzera e ha avuto una crescita esponenziale. Ha tutte le caratteristiche di mantenersi ad altissimi livelli.</p>
<p dir="ltr">La fascia da capitano è un sogno ma ho colossi bergamaschi davanti&#8230;<br />
Giochiamo anche per un senso di rivalsa, abbiamo letto tante cose che ci hanno dato fastidio. Ci sono troppe polemiche sulle italiane che sarebbero indietro, è una grandissima bugia perché un&#8217;italiana è andata in finale in Champions l&#8217;anno scorso.<br />
Sono felice anche perché m&#8217;è appena nata una bimba che mi dato grandissima forza. Mi sento bene, fresco, lucido nelle scelte, pieno di benessere. Alla Nazionale spero di poter dare anche solo l&#8217;un per cento di contributo, l&#8217;importante è il bene generale, a Bergamo il 26 marzo c&#8217;è una Nazione da difendere, non una squadra.<br />
In Champions con un&#8217;occasione ti fanno gol, in Italia c&#8217;è più tattica e ne servono di più. In Europa la qualità si alza.<br />
Buffon si rivede in me? Mi prendete in controtempo, non l&#8217;avevo letto. Gigi è idolo mio e di tanti ragazzi. Un esempio, vederlo in Nazionale è un orgoglio. Gli faccio una testa così con mille domande. Non vedo l&#8217;ora di ringraziarlo con un abbraccio&#8221; (<strong>Marco Carnesecchi</strong>).</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parole Giallonere alla vigilia</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo contenti del recupero di Emre Can e Schlotterbeck, faremo le nostre riflessioni ma sono a bordo sulla barca. Per una partita che si preannuncia intensa, dal 1&#8242; o in corso, ci daranno una mano. Avremo un sostegno enorme, è un peccato che qualche tifoso sia stato escluso. Avremo il sostegno necessario per una partita complicata.</p>
<p dir="ltr">Le chance per il passaggio del turno rimangono 50 e 50. Domani, come a Dortmund, dovremo mostrare il nostro calcio. Abbiamo visto come ha fatto l&#8217;Atalanta col Napoli. Dovremo essere bravi, di qualità e superare i nostri limiti. Non siamo venuti qui per tenere il risultato, non porterebbe a nulla. Bisogna amministrare il gioco per avere più chance di passare il turno. Bisogna giocare veloci e di qualità.</p>
<p dir="ltr">Samuele Inacio? Non ho percepito nulla. E&#8217; diligente e molto determinato, è una situazione particolare perché a Bergamo, a casa sua. E&#8217; abbastanza maturo e grandicello per pensare alla partita e non al resto.<br />
Samuele è stato con noi al Mondiale per club, ha grandissimo talento ed è satto educato benissimo e dipende sia dai genitori che dall&#8217;ambiente dell&#8217;Atalanta in cui è cresciuto. Ne conosciamo le qualità: so della tristezza a Bergamo per aver perso un giocatore del genere&#8221; (<strong>Niko Kovac, allenatore BVB</strong>).</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Il Borussia Dortmund è uno step in avanti per la mia carriera e ne sono felice. Fisicamente sono migliorato molto, arrivare a questo livello mi sta portando ancora più in alto, dal punto di vista tecnico mi sono adeguato al passo di questa squadra grazie allo staff e ai compagni. Ho un buon rapporto con tutti i compagni, Nmecha mi dà una mano perché parla anche inglese. Faccio affidamento su di lui come su tutti gli altri&#8221; (Jobe Bellingham, BVB).</p></blockquote>
<p> <em><strong>SF</strong></em></p>
<p><strong>Probabili formazioni</strong><br />
Atalanta (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 4 Hien, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 8 Pasalic, 7 K. Sulemana, 45 Vavassori, 90 Krstovic). All.: Palladino.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Musah, Scamacca.<br />
Indisponibili: De Ketelaere, Raspadori.</p>
<p>Borussia Dortmund (3-4-2-1): 1 Kobel; 23 Emre Can, 3 Anton, 5 Bensebaini; 26 Ryerson, 7 Jobe Bellingham, 8 Nmecha, 24 Svensson; 14 Beier, 10 Brandt; 9 Guirassy. (31 Ostrzinski, 33 Meyer, 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 2 Yan Couto, 6 Özcan, 17 Chukwuemeka, 20 Sabitzer, 21 Fabio Silva, 40 Inacio, 27 Adeyemi). All: N. Kovac.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: Adeyemi, Anton, Bensebaini.<br />
Indisponibili: Mane, Süle. </p>
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		<title>Da giovedì caccia ai biglietti di Champions del 25 febbraio col Dortmund: tutte le info</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 18:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Biglietti]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[BVB]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[mercoledì 25 febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[New Balance Arena]]></category>
		<category><![CDATA[ore 18.45]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
		<category><![CDATA[prelazione abbonati League Phase]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[Via alle ore 10 di giovedì 5 febbraio la caccia al biglietto per il playoff di ritorno di Champions League [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/tifosi-stadio-Atalanta-allenamento-13-agosto.jpeg"><p>Via alle ore 10 di <strong>giovedì 5 febbraio</strong> la caccia al biglietto per il playoff di ritorno di Champions League di <strong>mercoledì 25 febbraio</strong>. <a href="https://www.atalanta.it/news/ritorno-playoff-ucl-atalanta-borussia-dortmund-info-biglietti">QUI</a> le modalità e tutte le info necessarie. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> attende alla New Balance Arena di Bergamo, ore 18.45, il <strong>Borussia Dortmund</strong>, otto giorni dopo l&#8217;appuntamento alle 21 di martedì 17 febbraio al Signal Iduna Park. Si comincia, come sempre, con la fase di prelazione riservata agli abbonati della League Phase, ovvero della fase campionato a otto partite.</p>
<p>Il tempo per confermare il posto occupato nella prima fase della competizione continentale scade alle ore 19 di <strong>mercoledì 11 febbraio</strong>. Quindi, la <strong>prelazione abbonati-posti UEFA</strong>: quanti non potranno confermare il proprio posto nei settori Tribuna Onore e Tribuna Rinascimento (E03, Rinascimento G), riservati alla UEFA, avranno la possibilità di selezionarne un altro tra quelli disponibili alla vendita dalle 10 alle 19 del <strong>12 febbraio</strong>.</p>
<p>Dalle 10 del 13 alle 19 del 15 inizierà invece la <strong>Prelazione Dea Card</strong> riservata ai possessori di Dea Card in corso di validità, che potranno usufruire di una prelazione alle tariffe di vendita libera inserendo, durante la procedura di acquisto, il numero della propria tessera. <strong>Dalle 10 del 16 febbraio, infine, via alla quarta fase, l&#8217;unica post prelazioni, quella della vendita libera</strong> fino a esaurimento.</p>
<p>I <strong>tagliandi</strong> saranno acquistabili online e nei punti vendita Vivaticket abilitati su territorio nazionale. Ecco i <strong>settori dello stadio di Bergamo ed i relativi prezzi</strong>, ai quali vanno sommate le commissioni di servizio. I quattro prezziari per settore riguardano <strong>prelazione abbonati intero e Under 18</strong>, <strong>prelazione Dea Card/vendita libera intero e Under 18</strong>. <strong>Curva Nord Pisani/Curva Sud Morosini:</strong> euro 30, 25; 38, 30. <strong>Parterre Rinascimento:</strong> 45, 35; 60, 45. <strong>Tribuna Rinascimento:</strong> 70, 40; 90, 50. <strong>Tribuna Rinascimento G:</strong> 65, 40; 85, 50. <strong>Tribuna Ovest:</strong> 65, 40; 85, 50. <strong>Tribuna d&#8217;Onore:</strong> 100, 40; 130, 50. <strong>Pitch View:</strong> 95, 50 solo in prelazione Dea Card e vendita libera. <strong>Tribuna Vip con hospitality:</strong> 290 solo in prelazione Dea Card senza limite d&#8217;età. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Ufficiale: l&#8217;AlbinoLeffe prende Fabrizio Franchini dal Brusaporto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 12:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
		<category><![CDATA[Serie D]]></category>
		<category><![CDATA[AlbinoLeffe]]></category>
		<category><![CDATA[Brusaporto]]></category>
		<category><![CDATA[centrocampista]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Franchini]]></category>
		<category><![CDATA[Ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[ufficiale]]></category>
		<category><![CDATA[Virtus Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[vivaio]]></category>
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					<description><![CDATA[Cresciuto da piccolo calciatore in erba nella Virtus Bergamo, lanciato in grande stile dal Brusaporto e ora alla prima squadra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Franchini-AlbinoLeffe.jpg"><p>Cresciuto da piccolo calciatore in erba nella <strong>Virtus Bergamo</strong>, lanciato in grande stile dal Brusaporto e ora alla prima squadra dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> di cui aveva vestito la maglia fino alla Primavera 2 (30 con 1 rete) nel 2023-2024. Il club <strong>bluceleste</strong> ufficializza l&#8217;acquisizione a titolo definitivo di <strong>Fabrizio Franchini</strong> dal <strong>Calcio Brusaporto</strong>. Contratto fino al termine della stagione corrente con opzione di rinnovo automatico &#8211; al verificarsi di determinate condizioni &#8211; fino al 30 giugno 2027.</p>
<p>Per il ragazzo nativo di Alzano Lombardo, vent&#8217;anni compiuti lo scorso 30 novembre, ultimi 18 mesi da protagonista in gialloblù in Serie D (50 presenze coppa compresa, con 5 gol 2 assist a referto). A Zanica è gradito ritorno, perché dopo il biancorossoblù da bambino Franchini conta ben per sette annate di militanza nel vivaio del secondo club professionistico di casa nostra. </p>
<p>Un percorso Dagli Esordienti sino alla Primavera 2, con cui ha raggiunto il traguardo dei playoff &#8216;promozione&#8217; al termine del campionato di Primavera 2 2023/24. <em>&#8220;A Fabrizio &#8211; che indosserà la maglia numero 16 -, un grande bentornato da parte di tutta la famiglia AlbinoLeffe e un caloroso in bocca al lupo per il suo futuro a Zanica&#8221;</em>, chiosa la nota sul sito dell&#8217;AlbinoLeffe. <em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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