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	<title>sala stampa &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Sarri e l&#8217;Atalanta protestataria: &#8220;Non siamo simpatici all&#8217;arbitro, ma abbiamo timori a giocare da dietro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 21:56:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maurizio Sarri chiude la serata capitolina paragonando l&#8217;Atalanta al monopoli. &#8220;Sei punti in tre giornate non sono male, solo che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/09/a95f93e8-e5eb-4127-8029-d753bf51c946.jpeg"><p>Maurizio <strong>Sarri</strong> chiude la serata capitolina paragonando <strong>l&#8217;Atalanta</strong> al monopoli. <em>&#8220;Sei punti in tre giornate non sono male, solo che ogni volta dobbiamo tornare dal via. Abbiamo patito l&#8217;arrivo a singhiozzo dei giocatori dopo il Mondiale, gli infortuni, gli arrivi negli ultimi giorni del Mondiale. La squadra ha timori a giocare da dietro, c&#8217;è un percorso completamente da fare&#8221;</em>. Il tecnico nerazzurro esprime anche i sentimenti di tutto lo spogliatoio dopo il ko subìto in rimonta in casa della <strong>Roma</strong>: <em>&#8220;Ci portiamo a casa un&#8217;incazzatura di livello nove. Nel primo tempo abbiamo sofferto la supremazia territoriale più che le occasioni nitide</em> &#8211; spiega nella sala stampa dello Stadio Olimpico -. N<em>ella ripresa abbiamo mancato anche il raddoppio, ma onestamente per come ha giocato la Roma avremmo potuto perdere 3-2. Nel finale non siamo riusciti ad alzarci&#8221;</em>.</p>
<p>Capitolo doppio, sul filo del disciplinare, per il giallo suo e il rosso a Gaetano a fine partita. <em>&#8220;Gaetano non ha detto nemmeno una parola, né all&#8217;arbitro né a nessun altro. Tutti me l&#8217;hanno detto, c&#8217;erano cinque persone dello staff nell&#8217;arco di tre metri e mi hanno ripetuto la stessa cosa. Errore arbitrale palese</em> &#8211; accusa Sarri -. <em>Quanto a me, ho solo detto &#8216;no&#8217; per un pallone che non era uscito, non altro. Mi ha ammonito, probabilmente non gli stiamo particolarmente simpatici. Tra l&#8217;altro Colombo ha detto &#8216;tre minuti e mezzo da adesso&#8217; e invece ha fatto giocare due minuti e quindici dopo il 2-1 di Soulé&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Mi sono sentito a mio agio perché ero nella mia panchina abituale. Dal punto di vista emotivo è una partita come le altre, non sono più alla Lazio. Dal punto di vista materiale no, eravamo contro i più forti che si giocheranno il titolo fino alla fine&#8221;</em>, il commento dell&#8217;allenatore nerazzurro sulle sensazioni dalla riga di gesso tratteggiata.</p>
<p>Niente esordio di <strong>Rowe</strong>, ma solo per Kessié: &#8220;Ho dovuto usare due cambi per altrettanti ragazzi che non ce la facevano ad arrivare alla fine. L&#8217;han chiesto Ederson e Kolasinac. Purtroppo Rowe non è potuto entrare&#8221;, ribadisce l&#8217;uomo sulla tolda di comando. <em>&#8220;In generale è stata una prestazione di tanta sofferenza contro la squadra più forte e in forma di questo periodo iniziale della stagione. Siamo stati un po&#8217; più accorti del solito</em> &#8211; l&#8217;analisi anche nel salottino di Sky -. <em>Abbiamo fatto bene la prima mezzora del secondo tempo, ma abbiamo pagato essere stati troppo bassi, forse eravamo anche stanchi fisicamente. Se aspetti basso un avversario di queste qualità tecniche, è chiaro che prima o poi ti fa male. Usciamo convinti che stiamo crescendo, anche se siamo ancora distanti dalla Roma&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Giorgio Scalvini</strong> vede anche lui una Dea in crescita e non fa un dramma del primo scivolone stagionale. <em>&#8220;Purtroppo siamo andati subito in difficoltà, la Roma è l&#8217;avversaria più forte in questo momento. Abbiamo retto e nella ripresa per 25 minuti abbiamo fatto meglio, mancando anche il due zero con Krstovic. Ci portiamo a casa la convinzione che avremmo potuto fare male a loro a nostra volta insieme alla consapevolezza che ci vuole ancora tanto lavoro. Per il 4-3-3 ci vuole tempo, anche se stiamo migliorando. Negli ultimi minuti faticavamo a salire di squadra. Io mi trovo sempre meglio nel nuovo sistema di gioco&#8221;</em>, assicura il difensore di Palazzolo sull&#8217;Oglio. Sempre più frai leader atalantini: <em>&#8220;Sono andati via Djimsiti e De Roon che hanno dato tanto all&#8217;Atalanta e anche a me. Io cerco di fare e di dare il mio aiutando i compagni quando li vedo in difficoltà&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Sarri: &#8220;Difendiamo troppo bassi e passivi, meglio sugli esterni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 22:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Faticaccia, ma anche sorrisi. Dopo tutto Laurienté ne ha sbagliati almeno un paio e l&#8217;Atalanta ne ha centrati altrettanti, contro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/f095f60d-151f-4408-afc7-af8eaa11105f.jpeg"><p>Faticaccia, ma anche sorrisi. Dopo tutto Laurienté ne ha sbagliati almeno un paio e <strong>l&#8217;Atalanta</strong> ne ha centrati altrettanti, contro l&#8217;uno solo del <strong>Sassuolo</strong>: <em>“Abbiamo preso tre punti, e nei primi 25-30 minuti siamo stati meno pensanti che con l&#8217;Hapoel, creando ai ritmi giusti. Ma è stata una partita di sofferenza sulla fase difensiva medio-alta. Siamo diventati troppo passivi quando Matic ha preso in mano il Sassuolo”</em>. </p>
<p>Il cappello di <strong>Maurizio Sarri</strong> alla prestazione all&#8217;esordio in campionato del suo 4-3-3 è in testa a una disamina molto articolata, in cui c&#8217;è il bello come il brutto: <em>“Bisogna integrare i nuovi e quelli tornati tardi dai Mondiali. Kristensen che ha problemi alla caviglia, De Ketelaere è con noi dal 3 agosto ed Elmas ha giocato nel finale nonostante mezzo allenamento sabato. Eljif è appena arrivato, l’abbiamo visto nel pomeriggio senza test massimali altrimenti non avrebbe potuto giocare. Da lunedì ci sarà un quadro più chiaro</em> &#8211; spiega il tecnico valdanese -. <em>Dobbiamo migliorare nell’essere rapidi e pericolosi, ma l’aspetto preoccupante è l’esserci abbassati. Difendere bassi e passivi è un problema. La capacità di rialzarci è un altro: se ci mettono nelle nostra area ci restiamo dei minuti e fatichiamo a uscire”</em>.</p>
<p>Reparto per reparto, qualcosa di meglio dal giovedì alla domenica il nuovo profeta l&#8217;ha visto: <em>“Il centrocampo per mezzora è stato di alto livello, poi ha sofferto la passività della squadra quando gli ospiti hanno cominciato a salire e premere. La staffetta <strong>Scamacca-Krstovic</strong> è dovuta al recupero dalle difficoltà delle ultime due stagioni con non pochi infortuni che limitano il minutaggio di Gianluca. Nikola ha ingressi dirompenti e la scelta è dovuta a quello. Mi ha convinto la prestazione di entrambi. Gli esterni d’attacco li ho visti meglio e con più iniziative di giovedì in Conference League. Ci hanno dato una grossa mano, Zalewski e Raspadori sono in crescita. Giacomo ha compiti difensivi superiori rispetto al passato ma i gol ce li può garantire dopo tanta fatica in precampionato: la sua fase difensiva, gol a parte, è stata di livello”</em>.</p>
<p>La battuta, per un toscano, è d&#8217;obbligo: <em>“La rimessa lunga di Carnesecchi la proviamo sempre, ma lo sviluppo con l’appoggio di testa all’indietro del difensore non potevamo certo studiarla. Non amo le palle lunghe, ma se ci si abbassa bisogna andare anche lunghi lottando sulle seconde palle, cosa che Samardzic ha fatto benissimo da subentrato”</em>. Ancora, sulle novità regolamentari: <em>“L’arbitro sulla regola dei 5 secondi sui rinvii ci ha messo davvero tanta pressione. E’ un adeguamento da fare. Giovedì 62 minuti di tempo effettivo, anche stasera dev’essere stato elevato. Eppure in Italia abbiamo il più basso in Europa”</em>. Infine, su chi è tornato titolare nel mini turnover (vedi Zappacosta per Bellanova) per massimizzare i carichi in vista di Miskolc (&#8220;Godiamoci i tre punti almeno fino alla ripresa degli allenamenti, poi penseremo ai playoff&#8221;: <em>“Pasalic incarna la cultura del lavoro tipica dell’Atalanta. Il gruppo a livello di professionalità è irreprensibile: Mario lo conoscevo ai tempi del Chelsea quando poi finì in prestito proprio a Bergamo, ha una carriera importante e lui a maggior ragione può esserlo per noi”</em>.</p>
<p><strong>LO SPOGLIATOIO CHE ESULTA</strong> &#8211; <strong>Super Mario</strong>, di suo, incassa i complimenti senza tirarsi indietro. <em>&#8220;Mister Sarri e io ci siamo conosciuti nell&#8217;estate del 2018 durante la preparazione al Chelsea, poco prima di venire a Bergamo dove abbiamo scritto la storia in tutti questi anni</em> &#8211; la premessa del jolly croato -. <em>In precedenza cambiavo squadra a ogni giro di corsa e desideravo una stabilità che ho potuto trovare soltanto qui. E&#8217; il mio ambiente ideale, e poi torno a fare la mezzala che è il mio ruolo d&#8217;origine. Nell&#8217;adeguamento al nuovo sistema di gioco dovremmo essere tutti più rapidi senza abbassarci così tanto quando attaccati, ma i miglioramenti si vedono&#8221;</em>. Sulla partita, poche parole e ben distese, come i passi del vatreno a pelo d&#8217;erba: <em>&#8220;Potevamo chiuderla in anticipo, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per segnare il 2-0 prima e il 3-1 poi. Sull&#8217;uno a zero siamo stati troppo passivi, però non ci siamo disuniti e soffrendo siamo arrivati al 2-1</em> &#8211; l&#8217;analisi -. <em>Il pari l&#8217;abbiamo regalato noi abbassandoci troppo e finendo col regalare spazi che ci sono costati cari, anche se da palla inattiva. Sono comunque passi avanti rispetto a giovedì scorso: è cambiato sì il modulo, ma complessivamente niente, perché la disponibilità ad aiutare l&#8217;allenatore entrando nei suoi meccanismi non è in discussione&#8221;</em>.</p>
<p>Parola, da <em><strong>DAZN</strong></em>, ai due marcatori, perché se non segni manco vinci. <strong>Giacomo Raspadori</strong>: <em>&#8220;Partire bene è importante e l&#8217;abbiamo dimostrato. La prima di campionato davanti ai nostri tifosi, che ringrazio per il sostegno e per l&#8217;affetto che mi hanno tributato anche personalmente, non sarebbe potuto andare meglio di così. Ora sotto con giovedì, perché per l&#8217;Europa è un dentro o fuori&#8221;</em>. Un vantaggio subitaneo spaccando la porta con la grinta dell&#8217;ex: <em>&#8220;C&#8217;è ancora molto da lavorare e abbiamo ampi margini di miglioramento. Come esterno d&#8217;attacco a tre, anche se magari non è la mia posizione preferita, posso essere determinante pure ritagliandomi compiti di contenimento. La mentalità e la voglia della squadra sono anche le mie: io per raggiungere i risultati ho sempre lavorato duro&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Nikola Krstovic</strong>: <em>&#8220;Non importa chi inizia da prima punta tra Scamacca e me, conta solo vincere e riuscire a dare il mio aiuto alla squadra. Io ho sempre fame, anche di segnare, come stavolta. E sono contento di esserci riuscito per dare tre punti sofferti ma importanti all&#8217;Atalanta alla prima di campionato&#8221;</em>. E ancora, giusto per provare a spiegare l&#8217;essenza di una testa dura come il montenegrino che sa cambiare il volto agonistico a una partita non appena s&#8217;alza dalla panca: <em>&#8220;Io vado a duemila e do tutto ai compagni perché i compagni danno tutto per me</em> &#8211; chiosa -. <em>Per me è stato un inizio di serie A perfetto: abbiamo attaccato, creato e vinto giocando il nostro calcio dopo il calo alla metà del primo tempo e un inizio del secondo così così. Giovedi dall&#8217;Hapoel Tel Aviv andiamo per vincere e qualificarci alla League Phase di Conference League&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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