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	<title>sala stampa &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Sarri: &#8220;Difendiamo troppo bassi e passivi, meglio sugli esterni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 22:19:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Faticaccia, ma anche sorrisi. Dopo tutto Laurienté ne ha sbagliati almeno un paio e l&#8217;Atalanta ne ha centrati altrettanti, contro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/f095f60d-151f-4408-afc7-af8eaa11105f.jpeg"><p>Faticaccia, ma anche sorrisi. Dopo tutto Laurienté ne ha sbagliati almeno un paio e <strong>l&#8217;Atalanta</strong> ne ha centrati altrettanti, contro l&#8217;uno solo del <strong>Sassuolo</strong>: <em>“Abbiamo preso tre punti, e nei primi 25-30 minuti siamo stati meno pensanti che con l&#8217;Hapoel, creando ai ritmi giusti. Ma è stata una partita di sofferenza sulla fase difensiva medio-alta. Siamo diventati troppo passivi quando Matic ha preso in mano il Sassuolo”</em>. </p>
<p>Il cappello di <strong>Maurizio Sarri</strong> alla prestazione all&#8217;esordio in campionato del suo 4-3-3 è in testa a una disamina molto articolata, in cui c&#8217;è il bello come il brutto: <em>“Bisogna integrare i nuovi e quelli tornati tardi dai Mondiali. Kristensen che ha problemi alla caviglia, De Ketelaere è con noi dal 3 agosto ed Elmas ha giocato nel finale nonostante mezzo allenamento sabato. Eljif è appena arrivato, l’abbiamo visto nel pomeriggio senza test massimali altrimenti non avrebbe potuto giocare. Da lunedì ci sarà un quadro più chiaro</em> &#8211; spiega il tecnico valdanese -. <em>Dobbiamo migliorare nell’essere rapidi e pericolosi, ma l’aspetto preoccupante è l’esserci abbassati. Difendere bassi e passivi è un problema. La capacità di rialzarci è un altro: se ci mettono nelle nostra area ci restiamo dei minuti e fatichiamo a uscire”</em>.</p>
<p>Reparto per reparto, qualcosa di meglio dal giovedì alla domenica il nuovo profeta l&#8217;ha visto: <em>“Il centrocampo per mezzora è stato di alto livello, poi ha sofferto la passività della squadra quando gli ospiti hanno cominciato a salire e premere. La staffetta <strong>Scamacca-Krstovic</strong> è dovuta al recupero dalle difficoltà delle ultime due stagioni con non pochi infortuni che limitano il minutaggio di Gianluca. Nikola ha ingressi dirompenti e la scelta è dovuta a quello. Mi ha convinto la prestazione di entrambi. Gli esterni d’attacco li ho visti meglio e con più iniziative di giovedì in Conference League. Ci hanno dato una grossa mano, Zalewski e Raspadori sono in crescita. Giacomo ha compiti difensivi superiori rispetto al passato ma i gol ce li può garantire dopo tanta fatica in precampionato: la sua fase difensiva, gol a parte, è stata di livello”</em>.</p>
<p>La battuta, per un toscano, è d&#8217;obbligo: <em>“La rimessa lunga di Carnesecchi la proviamo sempre, ma lo sviluppo con l’appoggio di testa all’indietro del difensore non potevamo certo studiarla. Non amo le palle lunghe, ma se ci si abbassa bisogna andare anche lunghi lottando sulle seconde palle, cosa che Samardzic ha fatto benissimo da subentrato”</em>. Ancora, sulle novità regolamentari: <em>“L’arbitro sulla regola dei 5 secondi sui rinvii ci ha messo davvero tanta pressione. E’ un adeguamento da fare. Giovedì 62 minuti di tempo effettivo, anche stasera dev’essere stato elevato. Eppure in Italia abbiamo il più basso in Europa”</em>. Infine, su chi è tornato titolare nel mini turnover (vedi Zappacosta per Bellanova) per massimizzare i carichi in vista di Miskolc (&#8220;Godiamoci i tre punti almeno fino alla ripresa degli allenamenti, poi penseremo ai playoff&#8221;: <em>“Pasalic incarna la cultura del lavoro tipica dell’Atalanta. Il gruppo a livello di professionalità è irreprensibile: Mario lo conoscevo ai tempi del Chelsea quando poi finì in prestito proprio a Bergamo, ha una carriera importante e lui a maggior ragione può esserlo per noi”</em>.</p>
<p><strong>LO SPOGLIATOIO CHE ESULTA</strong> &#8211; <strong>Super Mario</strong>, di suo, incassa i complimenti senza tirarsi indietro. <em>&#8220;Mister Sarri e io ci siamo conosciuti nell&#8217;estate del 2018 durante la preparazione al Chelsea, poco prima di venire a Bergamo dove abbiamo scritto la storia in tutti questi anni</em> &#8211; la premessa del jolly croato -. <em>In precedenza cambiavo squadra a ogni giro di corsa e desideravo una stabilità che ho potuto trovare soltanto qui. E&#8217; il mio ambiente ideale, e poi torno a fare la mezzala che è il mio ruolo d&#8217;origine. Nell&#8217;adeguamento al nuovo sistema di gioco dovremmo essere tutti più rapidi senza abbassarci così tanto quando attaccati, ma i miglioramenti si vedono&#8221;</em>. Sulla partita, poche parole e ben distese, come i passi del vatreno a pelo d&#8217;erba: <em>&#8220;Potevamo chiuderla in anticipo, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per segnare il 2-0 prima e il 3-1 poi. Sull&#8217;uno a zero siamo stati troppo passivi, però non ci siamo disuniti e soffrendo siamo arrivati al 2-1</em> &#8211; l&#8217;analisi -. <em>Il pari l&#8217;abbiamo regalato noi abbassandoci troppo e finendo col regalare spazi che ci sono costati cari, anche se da palla inattiva. Sono comunque passi avanti rispetto a giovedì scorso: è cambiato sì il modulo, ma complessivamente niente, perché la disponibilità ad aiutare l&#8217;allenatore entrando nei suoi meccanismi non è in discussione&#8221;</em>.</p>
<p>Parola, da <em><strong>DAZN</strong></em>, ai due marcatori, perché se non segni manco vinci. <strong>Giacomo Raspadori</strong>: <em>&#8220;Partire bene è importante e l&#8217;abbiamo dimostrato. La prima di campionato davanti ai nostri tifosi, che ringrazio per il sostegno e per l&#8217;affetto che mi hanno tributato anche personalmente, non sarebbe potuto andare meglio di così. Ora sotto con giovedì, perché per l&#8217;Europa è un dentro o fuori&#8221;</em>. Un vantaggio subitaneo spaccando la porta con la grinta dell&#8217;ex: <em>&#8220;C&#8217;è ancora molto da lavorare e abbiamo ampi margini di miglioramento. Come esterno d&#8217;attacco a tre, anche se magari non è la mia posizione preferita, posso essere determinante pure ritagliandomi compiti di contenimento. La mentalità e la voglia della squadra sono anche le mie: io per raggiungere i risultati ho sempre lavorato duro&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Nikola Krstovic</strong>: <em>&#8220;Non importa chi inizia da prima punta tra Scamacca e me, conta solo vincere e riuscire a dare il mio aiuto alla squadra. Io ho sempre fame, anche di segnare, come stavolta. E sono contento di esserci riuscito per dare tre punti sofferti ma importanti all&#8217;Atalanta alla prima di campionato&#8221;</em>. E ancora, giusto per provare a spiegare l&#8217;essenza di una testa dura come il montenegrino che sa cambiare il volto agonistico a una partita non appena s&#8217;alza dalla panca: &#8220;Io vado a duemila e do tutto ai compagni perché i compagni danno tutto per me &#8211; chiosa -. Per me è stato un inizio di serie A perfetto: abbiamo attaccato, creato e vinto giocando il nostro calcio dopo il calo alla metà del primo tempo e un inizio del secondo così così. Giovedi dall&#8217;Hapoel Tel Aviv andiamo per vincere e qualificarsi alla League Phase di Conference League</p>
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