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	<title>semifinale &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Tutto già scritto: ecco i danni della direzione di Coppa Italia a Bernasconi</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 11:33:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un intervento a falciaerba, totalmente gratuito e nemmeno sanzionato dal pessimo arbitro Andrea Colombo, intorno al decimo della ripresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/36539ad8-8461-46e1-b01a-cc30d982c905.jpeg"><p>Un intervento a falciaerba, totalmente gratuito e nemmeno sanzionato dal pessimo arbitro Andrea Colombo, intorno al decimo della ripresa di una semifinale di Coppa Italia già storta di suo per sviluppo ed esito finale. L&#8217;entrataccia del laziale Patric di mercoledì sera ha scritto di fatto i titoli di coda alla stagione di <strong>Lorenzo Bernasconi</strong>, esterno mancino dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, che a una seduta pomeridiana a Zingonia di distanza dal posticipo della trentaquattresima giornata di serie A lunedì 27 aprile a Cagliari (18.30) si ritrova alle prese con una diagnosi da mani nei capelli: <em>lesione di primo/secondo grado del legamento collaterale mediale del ginocchio destro</em>. </p>
<p>La prognosi del 2003 di Arcena dipenderà dall’evoluzione del quadro clinico-strumentale, ma è di entità tale da non consentire sulla carta un rientro per la fine del campionato. <strong>Isak Hien</strong>, invece, stamani al Centro Sportivo Bortolotti ha lavorato parzialmente col resto della squadra per la seconda volta di fila dalla distrazione muscolo-tendinea al bicipite femorale sinistro datata 26 marzo in Ucraina-Svezia. La pubalgia del terzo portiere <strong>Francesco Rossi</strong>, invece, pur in via di superamento potrebbe fargli rischiare la convocazione, che sarebbe la prima dal ritorno dei nazionali. Domenica sessione dopo pranzo e partenza da Orio al Serio per Elmas. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Luca Percassi rompe il silenzio atalantino: &#8220;Con la Lazio ferita aperta, gol regolarissimo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 23:21:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Di solito è di poche e misurate parole. Stavolta, visto il silenzio auto-impostosi da squadra e staff tecnico, compreso Raffaele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/f3232631-46e4-4778-98d8-a9dd56628766.jpeg"><p>Di solito è di poche e misurate parole. Stavolta, visto il silenzio auto-impostosi da squadra e staff tecnico, compreso <strong>Raffaele Palladino</strong>, ammonito per l&#8217;assenza di qualunque sanzione all&#8217;entrata a piedi uniti di Patric che ha messo fuori causa <strong>Bernasconi</strong>, ad alzare i toni è <strong>Luca Percassi</strong>, l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Davanti a tutti i microfoni, soltanto lui: <em>&#8220;Ci sono stati quasi cinque minuti di revisione. Nessuno ha visto il motivo dell&#8217;annullamento di un gol regolarissimo. Con la <strong>Lazio, in Coppa Italia</strong>, è una ferita che rimane aperta dalla finale di sette anni fa, il mani di Bastos su De Roon e la mancata espulsione col mancato rigore&#8221;</em>, il succo delle recriminazioni del CEO nerazzurro dalla memoria lunghissima.&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Di fronte a una grande prestazione della squadra e a un pubblico straordinario, che ha dimostrato di cosa Bergamo è capace nel calcio,&nbsp;siamo incappati in una pessima direzione arbitrale. L&#8217;annullamento del gol di <strong>Ederson</strong> è gravissimo. Nella dinamica del cross c&#8217;era pure un mani da rigore di Gila e non s&#8217;è capito cosa abbia visto Colombo su <strong>Krstovic</strong>, che ha nettamente e chiaramente anticipato il portiere&#8221;</em>, protesta il figlio del presidente Antonio.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Con la tecnologia attuale è veramente incomprensibile dover assistere a interpretazioni che non stanno né in cielo né in terra. Il bilancio della competizione ovviamente è buono, ma è una serata di forte rammarico per la conduzione arbitrale e non solo per il gol annullato, ma anche per una serie di falli fischiati contro o non fischiati a favore francamente incomprensibili&#8221;</em>, rincara la dose l&#8217;alto dirigente.</p>
<p>L&#8217;amaro in bocca è moltiplicato da un dominio non concretizzato nella semifinale di ritorno: <em>&#8220;Fare un gol più dell&#8217;avversario, soprattutto in una gara da dentro o fuori, è determinante. Non siamo riusciti a finalizzare nonostante una mole di occasioni da gol davvero importante. La <strong>Lazio</strong> ha fatto un tiro in porta. Il tema arbitrale ormai è abitudinario. Ci sono situazioni di campo difficili, ma lo strumento messo a disposizione dei direttori di gara deve semplificarne il lavoro. Non riusciamo a capire il motivo del richiamo del Var. Dispiace molto, soprattutto per la gente: si va via con l&#8217;amaro in bocca perché ci sono tutti gli strumenti per verificare gli episodi&#8221;</em>.</p>
<p>Infine, la rassicurazione che tra Zingonia e la New Balance Arena la voglia d&#8217;Europa è più forte dei torti subìti. <em>&#8220;Certo che non rinunceremo a nulla fino al secondo finale del campionato, siamo qui per regalare impegno e soddisfazioni al nostro pubblico, che è stato straordinario una volta di più</em> &#8211; chiude l&#8217;AD -. <em>Nelle ultime cinque partite daremo tutto. Sappiamo quello che stiamo vivendo: arrivare a giocare partite di questo livello è la dimostrazione di quanto buono stiamo facendo. Stavolta ne siamo usciti danneggiati. Come nella finale del 2019 all&#8217;Olimpico contro la stessa squadra: una ferita aperta, perché la storia si ripete&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Coppa Italia &#8211; Una sola insufficienza (e non parliamo dell&#8217;arbitro)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 23:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La palma del peggiore spetta di diritto all&#8217;arbitro-inventore del nuovo regolamento, ma nell&#8217;Atalanta battuta ai rigori dalla Lazio nella semifinale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5090e369-2d84-4e41-bcf9-67314a0466aa.jpeg"><p>La palma del peggiore spetta di diritto all&#8217;arbitro-inventore del nuovo regolamento, ma nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> battuta ai rigori dalla <strong>Lazio</strong> nella semifinale di ritorno di Coppa Italia c&#8217;è almeno l&#8217;insufficienza di <strong>Raoul Bellanova</strong>, cambio che non porta alcunché alla causa nel peraltro sterile assalto nei supplementari. Nervi poco saldi e fiducia più sfibrata dei muscoli, alla fine, ma dopo una sfida dominata.</p>
<p><strong>Carnesecchi </strong>6: parate zero fino al primo rigore ospite di Nuno Tavares, intercettato da par suo sul mancino a incrociare. salvato dal legno, gli altri due non li vede o quasi.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: bravo a proporsi e imporsi come primo regista, è puntuale dietro e penalizzato davanti solo da una direzione arbitrale quasi a senso unico (4’ pts <strong>Ahanor</strong> 7: chiude i varchi, e con l&#8217;asse Lazzari-Isaksen mica era scontato).<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: semiperfetto su Ederson, si lascia scappare Romagnoli. Capita. Ma non è stato l&#8217;episodio da palla inattiva a indirizzare la partita.&nbsp;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: gladiatorio tra qualche amnesia in uscita e in appoggio (26’ st <strong>Kossounou</strong> 7: il cuore e il fisico oltre l&#8217;ostacolo, nel senso che non passa più anima viva nemmeno per scherzo, a differenza delle quattro cinque metà campo varcate dai laziali in modo potenzialmente pericoloso).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: a destra come a sinistra, ne inforna e ne sforna di ogni. Arriva alla lotteria finale, la cosa più crudele che esista, letteralmente sulle ginocchia.<br />
<strong>De Roon</strong> 6,5: il re delle seconde palle, sul gol validissimo scippato dalla sala di Lissone in combutta con Colombo è lui a innescare De Ketelaere (26’ st <strong>Pasalic</strong> 7: sul pezzo appena entrato, a freddo, in copertura come in proposizione. Uomo e giocatore speciale. I penalty sono un altro paio di maniche).<br />
<strong>Ederson</strong> 7: due fasi niente male, sempre di corsa, e la finale conquistata secondo regolamento. E nessun marellista rompa le balle sulla regola 12 e sul precedente Baschirotto vs Paleari.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: falciato da Patric, rimasto con la fedina immacolata per l&#8217;incompetenza del comasco dal fischietto (11’ st <strong>Bellanova</strong> 5,5: l&#8217;unico atalantino fuori fase, ovvero protagonista di un assalto tanto sterile quanto a gamba all&#8217;indietro in più occasioni. Calibra diversi palloni dentro, ma in modo approssimativo: anche se l&#8217;impegno è innegabile, la crisi tecnica è palese).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: regia, spinta e palloni al bacio, anche sul gol valido annullato alla revisione a bordocampo. Tira in porta una volta e lì è quasi sfiatato. Del penalty è superfluo parlare: la Dea, la finale numero sette, l&#8217;ha persa sul gol buono di Ederson e in ultima battuta su guanto-traversa di Motta contro Scamacca.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: di tre occasioni avrebbe potuto e dovuto convertirne almeno una. La sua idiosincrasia verso il trentuno dopo aver fatto trenta è un limite di tutta la squadra (26’ st <strong>Raspadori</strong> 7: gol irregolare? Zappacosta sarà avanti di un laccio. Entra di prepotenza nell&#8217;azione per impattarla subito).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 6,5: il regolarissimo borseggio sull&#8217;attrezzo sfuggito all&#8217;eroe della serata gli alza un voto altrimenti non al di là del passabile. Spazi pochi, profondità impossibile. Grande cuore, ma nel calcio bisogna anche essere figli di buona donna. Lui proprio non lo è (45’ st <strong>Scamacca</strong> 6,5: loffia dagli undici metri dopo avercela messa tutta, in primis quella sontuosa frustata in elevazione, per centrare la finale).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 7: non sbaglia le scelte. Poi, a lungo andare, trascinandosela verso i rigori, aver dovuto ribaltare per stanchezza incipiente la squadra come un calzino non ha giovato alla causa. Gli altri hanno avuto buon gioco a rinunciare a giocare a pallone.&nbsp;<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Colombo e Motta fanno volare l&#8217;Aquila: l&#8217;Atalanta fallisce la finale di Coppa Italia ai rigori</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 22:01:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia, semifinale di ritorno &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 22 aprile (ore 21) Atalanta &#8211; Lazio 2-3 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/68d1d95f-996a-4d66-9bd4-dc28df40a15d.jpeg"><p>Coppa Italia, semifinale di ritorno &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 22 aprile (ore 21)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Lazio 2-3 ai tiri di rigore (1-1, 0-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Scalvini 7 (4’ pts Ahanor 7), Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (26’ st Kossounou 7); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6,5 (26’ st Pasalic 7), Ederson 7, Bernasconi 7 (11’ st Bellanova 5,5); De Ketelaere 7, Zalewski 6 (26’ st Raspadori 7); Krstovic 6,5 (45’ st Scamacca 6,5). A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 40 Obric, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>LAZIO (4-3-3):</strong> Motta 10; Marusic 6 (22&#8242; st Lazzari 6,5), Gila 6,5 (32’ st Provstgaard 6,5), Romagnoli 7, Nuno Tavares 6,5; Basic 6 (32’ st Dele-Bashiru 6), Patric 5,5 (39’ st Cataldi 6), Taylor 5,5; Cancellieri 6,5 (22’ st Isaksen 6,5), Noslin 6, Zaccagni (cap.) 6 (13’ pts Pedro 6). A disp.: 72 Pannozzo, 99 Giacomone; 3 Lu. Pellegrini, 23 Hysaj, 21 Belahyane, 28 Przyborek, 27 Maldini, 19 Dia, 20 Ratkov. All.: Maurizio Sarri.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Colombo di Como 4 (Imperiale di Genova, Costanzo di Orvieto; IV Zufferli di Udine. V.A.R. Abisso di Palermo, A.V.A.R. Maresca di Napoli).<br />
<strong>RETE:</strong> 39’ st Romagnoli (L), 41’ st Pasalic (A).<br />
<strong>Sequenza dei rigori:</strong> Raspadori (A) gol destro spiazzante, Nuno Tavares (L) sinistro incrociato parato; Scamacca (A) destro incrociato parato, Cataldi (L) palo; Zappacosta destro centrale parato, Isaksen (L) gol sinistro spiazzante; Pasalic (A) destro incrociato parato, Taylor (L) gol sinistro incrociato spiazzante; De Ketelaere (A) sinistro incrociato parato.<br />
<strong>Note:</strong> prima della partita ricordato Mino Favini, responsabile del settore giovanile nerazzurro per 24 stagioni, alla vigilia del settimo anniversario della scomparsa. Citato Sead Kolasinac per la centesima presenza atalantina ottenuta con la Juventus (ora sono 102). Serata serena e temperata, spettatori Spettatori: 21.915 per un incasso di 636.607,66 euro. Ammoniti Kolasinac, Cancellieri, Scamacca e Lazzari per gioco scorretto, Palladino (all. A) al 12’ st e Sarri (all. L.) al 29’ st per proteste. Tiri totali 22-7, nello specchio 6-1, parati 5-, respinti/deviati 7-2, legni 1-0. Var: 2 (check gol di Ederson al 16’ st, annullato per palla contesta da Krstovic in possesso di Motta; check gol Raspadori al 5’ pts annullato per fuorigioco di Zappacosta). Corner 7-6, recupero 2’ e 7’, ts 1’ e 0’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Settima finale smarrita dal <strong>dischetto</strong>, gli altri si prendono l’undicesima. Un intreccio thrilling con l’arbitro protagonista in negativo, pure di una mancata espulsione di <strong>Patric</strong> per un’entrata assassina su <strong>Bernasconi</strong> costretto a uscire. <strong>Ederson</strong> in tap-in, ma il comasco Andrea Colombo a video vede un fallo-contesa di <strong>Krstovic</strong> sul portiere, poi capace di ergersi a eroe. <strong>L’Atalanta</strong>, dominatrice di buona parte del primo tempo e inferocita col controllo Var più beffardo del mondo trova la forza di replicare con <strong>Pasalic</strong> alla beffa sfiorata da Romagnoli, si vede ricacciare in gola la gioia fronte bozzuta di Jack <strong>Raspadori</strong> per l’offside di Zappacosta allo start dei supplementari per poi inchinarsi ai guantoni di Edoardo Motta, classe ‘05, proiettato tra i legni dai ko di Provedel e Furlanetto e bravo pure a portarla all’extra time deviando sul montante la zuccata di Scamacca. Sfiga orrida ma pure nervi saltati, alla fine, contro una Lazio cinica e pure oltre nella semifinale di ritorno di Coppa Italia a ruota del pari sul 2 all’andata il 4 marzo all’Olimpico.<br />
Il primo squillo è al quinto col filtrante lungo di De Ketelaere per Krstovic che costringe Gila a una diagonale in tackle per il primo angolo. Zalewski, sul secondo pallone del fiammingo a rientrare, arriva con la tempia più che di fronte mancando il bersaglio due lancette più tardi. All’ottavo Krstovic si gira fiacco sul sinistro apertogli in verticale da Scalvini, trovando ancora lo spagnolo in traiettoria, quindi l’uscita a pesce di Motta sul cross di Ederson due metri dietro lo spigolo sinistro col polacco a telefonare il tap-in tra le braccia dell’ultimo ostacolo. I capitoli stanno corti e compatti, senza uscire dal guscio né tagliare del tutto le linee di passaggio. Il terzo tiro atalantino dalla bandierina, quella destra, produce il controcross di Bernasconi a rientrare per la svettata fuori misura del braccetto di Palazzolo sull’Oglio, il primo regista effettivo di una manovra tesa a sfruttare soprattutto la catena Zappacosta-CDK. Due tocchetti al ventesimo. Uno oltre, invece, il sinistro di volée ancora di Zalewski, alla terza chance personale, figlio di un recupero scivolato di Djimsiti su Noslin nel cerchio di centrocampo prolungato da Ederson per il crossone dell’arcenese spondato dal fiammingo: in traiettoria c’è ancora Gila, il quinto corner sfocia del sinistro alto di seconda del pendolino di Sora.<br />
Se verso metà frazione il terminale montenegrino spizza male la palla del cugino di secondo grado di Oliviero Garlini stavolta a piede invertito. Kolasinac, a un poker dalla respinta ciabattata di Scalvini sulla prima conclusione laziale di Cancellieri figlia di un errore in uscita, spende il giallo sull’ex Hellas (31’): Zaccagni coglie la testa di Basic, sfera in Curva Nord. Marusic si sgancia ottenendo corner da Ederson: niente di fatto, ma Aquila ad ali ora piuttosto spiegate. La ripresa inizia bruttina e confusa, compreso il contropiede di Ederson da difesa d’angolo prolungata da Zalewski con la fronte e addirittura Cancellieri a ripiegare. Manita cronometrica e porta ancora più lontana che non in precedenza. Al 6’ Krstovic la recupera a Patric chiudendo per il triangolo con De Ketelaere dritto a rimorchio sui guantoni di Motta (6’). Bernasconi fa l’allungo in recupero sempre sull’ala destra nemica per poi arrendersi a un falciaerba del barcelonista. Alla dozzina Noslin riceve da Tomic, ma il suo radente da fuori sbatte su Djimsiti, come lui del resto, per l’intero incontro. Scollinato il quarto d’ora, ecco il rientro del belga su appoggio di De Roon e la liftata fermata da Gila di mano, con Krstovic a recuperare palla per porgerla al piattone del brasiliano senza opposizione.<br />
C’è il controllo video per un possibile fallo del montenegrino, visto sul portiere più che sull’iberico, e il direttore di gara riesce nell’impresa di sanzionare l’inesistente. Al 29&#8242; protesta Noslin per un mani di Scalvini dopo un lancio in profondità, prima di aggirare anche Carnesecchi calciando a lato di sinistro la più incredibile delle occasioni. Ovvio che il comasco col fischietto chiuda gli occhi, in bambola com’è.<br />
Ederson dal fondo e al 38&#8242; De Ketelaere dal limite non sono un pericolo per Motta, di là Noslin in triangolo con Lazzari invece lo è per Pasalic costretto a rifugiarsi in angolo. Entra Cataldi e il terzo corner da sinistra dei romani, calciato da Zaccagni, produce il vantaggio di Romagnoli in girata mancina anticipando Djimsiti; passano due minuti, 4 al novantesimo, e il sinistro sporco di Pasalic è deviato in porta da Taylor su azione di Raspadori con scarico di Krstovic. Ederson apre il recupero incrociando fuori il sinistro molto defilato, al quinto di extra time Motta devia sulla traversa lo stacco di Scamacca su pallone morbido di Zappacosta dalla sinistra dell’area. Proprio il sorano è in posizione irregolare sul cross di De Ketelaere da lui spondato per l’insaccata di Raspadori sottoporta sempre in gioco aereo. Al 14’, invece, Super Mario riceve da Scamacca ma tira addosso a Raspadori. Nel secondo, il romano incoccia male in ascensore chiamatogli da Pasalic (4’). A un tris dalla lotteria dal dischetto, il marcatore laziale non arriva d’un amen sullo schema da sinistra di Tavares, poi la beffa delle beffe in quadruplice copia. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino vuole la Coppa Italia: &#8220;Fiducia da ripagare, sono io a dover dare qualcosa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 18:10:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta e Raffaele Palladino sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-21-at-19.24.47.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> e <strong>Raffaele Palladino</strong> sono pronti. Da dentro o fuori, da obiettivo, anzi due, da centrare e inseguire oppure per ripiegare sulla rimonta coi 15 punti in palio residui in campionato. Questa è la <strong>semifinale di ritorno di Coppa Italia con la Lazio</strong>, a Bergamo, vista dalla vigilia: <em>&#8220;Sono io a dover dare qualcosa in più ai tifosi per ripagare il loro affetto, sono io a dover ripagare la fiducia della società quantomeno centrando la finale. Questa non è solo la partita più importante, è &#8216;la partita&#8217;&#8221;</em>.</p>
<p>La premessa del tecnico s&#8217;accompagna alla rivendicazione del percorso. <em>&#8220;E’ a un mese dalla fine della stagione, si dà per scontato quanto s’è fatto ma guardandoci indietro dobbiamo andare orgogliosi della nostra scalata alla classifica. Siamo arrivati a giocarci una partita che può spostare i giudizi su tutta l&#8217;annata, ma non era scontato, dopo un inizio altalenante”</em>, prosegue l&#8217;allenatore nerazzurro.</p>
<p>Il fattore ambientale, a sentire il protagonista sulla tolda di comando, conterà più di tutto. <em>“Giocare davanti ai nostri tifosi, che domenica mattina allo stadio ci ha dato un forte abbraccio venendoci a caricare, ci rende molto motivati a guadagnarci la finale di Coppa Italia. Molti ragazzi hanno affrontato varie volte situazioni di questo tipo, per cui serve la maturità giusta”</em>.</p>
<blockquote><p>“La Lazio col Napoli ha giocato la migliore partita dell’anno, è allenata benissimo da un ottimo allenatore come Sarri, è un avversario impegnativo. Rispetto all’andata è come fossero due competizioni diverse, lo stato di forma all’epoca era l’opposto. Non serve come alibi, la Lazio ha recuperato tanti giocatori importanti e noi lo stesso: non conta la stanchezza fisica ma la mentalità.</p>
<p>In queste tre settimane abbiamo lavorato con continuità, fuori dalla Champions, anche sui dettagli, sui recupero degli infortuni pre e post Nazionali. Con Juve e Roma sono state ottime prestazioni, a Roma abbiamo retto sul piano fisico in crescendo nel secondo tempo. Conta la voglia di arrivare in finale, la personalità, il coraggio: i miei giocatori conoscono l’importanza di questa partita”.</p>
<p>I precedenti con la Lazio li abbiamo analizzati, come ti attaccano e come si difendono. In due giorni a disposizione per il piano gara non è semplice. Ma abbiamo conoscenze su che tipo di partita sarà: stiamo attenti soprattutto quando la Lazio è senza palla”.</p>
<p>Con la Roma Scalvini e Kolasinac sono andati fuori all’intervallo per problemi fisici, De Ketelaere è sfebbrato da tempo, oggi è al cento per cento. Sono tutti a disposizione, tranne Hien che è l’unico assente, ma vanno valutati secondo come rispondono domattina.</p>
<p>E’ come se fosse una partita secca, non ragioniamo su eventuali supplementari e rigori. Cercheremo di andare in campo con la nostra stessa mentalità: vorremmo rivivere una notte da Atalanta, come col Chelsea e il Borussia Dortmund.</p>
<p>Qui ho trovato una famiglia, una società sana, seria e che ti fa lavorare nel miglior modo possibile. E’ un sogno poter lavorare qui, li ringrazio perché Antonio e Luca Percassi e Tony D’Amico sono sempre presenti e pronti a darti sostegno. Spero di ripagare la fiducia almeno col raggiungimento della finale.</p>
<p>Prima di arrivare a Bergamo mi avevano detto che il popolo bergamasco avrebbe sempre apprezzato che io dessi il massimo per questo simbolo, per questi colori. Ho dato il massimo dal primo giorno, sono più io che devo dare ai tifosi che non il contrario, mi sento uno di loro, mi sento stimato e benvoluto.</p>
<p>Le sensazioni per il campionato sono che vogliamo fare una partita seria e importante, due vittorie e saremmo in Europa League. Ma sono positive, io sono una persona positiva e trasmetto positività. Per il campionato ci penseremo, ma credo sia ancora tutto aperto, il mio messaggio è che non molleremo fino alla fine provando ad arrivare in Europa anche lì. L’importante è dare tutto per non avere rimorsi dopo l’ultima partita.</p>
<p>Ci possono essere similitudini tra il nostro sistema di gioco e quello del Napoli, ma sono soltanto numeri, si può stare più alti e più bassi. L’idea potrebbe essere la stessa, noi a partita in corso spesso cambiamo perché non siamo vincolati a un solo modulo.</p>
<p>Abbiamo provato oggi i rigori facendo una sequenza, deve diventare un gesto ripetitivo perché nel corso di una stagione a molti capita di non tirarne mai. Ma speriamo di non doverci arrivare domani&#8230;</p>
<p>Non mi emoziono così facilmente. A parte i tifosi che mi fanno venire i brividi. Le partite vanno studiate e preparate bene. L’importante è la risposta dei ragazzi a richieste chiare: probabilmente è la sfida più importante della mia carriera, la sento di più perché viene dopo una rincorsa molto bella. </p>
<p>Percepisco la voglia di Coppa Italia dei giocatori che hanno già giocato due o tre volte la finale di Coppa Italia, sentono anche di aver ricevuto qualche torto in qualche finale.</p>
<p>Scamacca e Krstovic? Due centravanti forti sono una fortuna. Hanno superato venti gol messi insieme. Danno il massimo, non è detto che non possano giocare insieme.</p>
<p>La parola gruppo non è scontata né banale. Quando i miei ragazzi perdono, stanno male. E nello stare male trovano una reazione positiva e immediata. Carnesecchi si sentiva responsabile della sconfitta con la Juve e s’è rialzato subito: è una cosa che hanno dentro, innata.</p>
<p>La squadra sta crescendo ancora, poi non è detto che quando giochi bene vinci le partite, Roma e Juventus ne sono la testimonianza.</p>
<p>Questo gruppo ha vissuto serate importanti e anche sconfitte in finale. L’abbiamo preparata nei minimi dettagli. Mi auguro che la squadra faccia una grande partita”.</p></blockquote>
<p><em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Pedretti-Henry Camara, a Sassuolo la Primavera strappa il ticket per la finale di Coppa Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 16:20:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia Primavera, semifinale &#8211; Sassuolo, Stadio Enzo Ricci &#8211; mercoledì 8 aprile (ore 16) Sassuolo Under 20 &#8211; Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/66a15f1c-e489-49bd-a030-09e1443a628c.jpeg"><p>Coppa Italia Primavera, semifinale &#8211; Sassuolo, Stadio Enzo Ricci &#8211; mercoledì 8 aprile (ore 16)<br />
<strong>Sassuolo Under 20 &#8211; Atalanta Under 20 0-2 (0-1)<br />
SASSUOLO (3-4-2-1):</strong> Guri 6; Appiah 6 (12&#8242; st Benvenuti 6), Macchioni (cap.) 6, Vezzosi 5,5 (38&#8242; st Cardascio sv); Campani 6 (1&#8242; st Gjyla 6,5), Frangella 6,5, Acatullo 6,5, Costabile 6; Barry 5,5 (12&#8242; st Negri 7), Tampieri 5,5 (24&#8242; st Cornescu 6); Kulla 5,5. A disp.: Nyarko, Seminari, Amendola, Daldum, Petito, Barani. All.: Emiliano Bigica 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-5-2):</strong> Anelli sv; Isoa 6,5, Parmiggiani 7 (34&#8242; st Rinaldi sv), Ramaj (cap.) 7; Arrigoni 6,5, Artesani 7 (34&#8242; st Gasparello sv), Gerard Ruiz 7 (26&#8242; st Galafassi 7), Pedretti 8, Leandri 7; H. Camara 7,5 (34&#8242; st Cakolli sv), Baldo 7 (41&#8242; st Bono sv). A disp.: Leto, Cojocariu, Mungari, Aliprandi, S. Mouisse, Frascolla. All.: Giovanni Bosi 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Nigro di Prato 6 (Palermo di Pisa, Iuliano di Pisa).<br />
<strong>RETI:</strong> 34&#8242; pt Pedretti (A), 32&#8242; st H. Camara (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio soleggiato e caldo, spettatori 150. Espulso Bosi per proteste al 20&#8242; st. Ammonito Negri per proteste. Tiri totali 13-14, nello specchio 0-6, parati 0-4, respinti/deviati 5-4, legni 0-1. Corner 4-3, recupero 0&#8242; e 6&#8242;.</p>
<p><strong>Sassuolo</strong> (Modena) &#8211; L&#8217;<strong>undicesimo risultato utile di fila</strong> val bene la <strong>finale di Coppa Italia</strong>. Merito dei due flash della concretezza, per la <strong>Primavera dell&#8217;Atalanta</strong>, che ora attende l&#8217;esito dell&#8217;altra semifinale Juventus-Parma per poi pensare ai due lunedì di fila dal Milan e contro il Parma in campionato. A spianare la strada a <strong>Sassuolo</strong>, la seccata di <strong>Mattia Pedretti</strong>, neo diciottenne tiumplino dal Pesce d&#8217;Aprile figlio della diaspora del Brescia nel 2024, in tap-in, un colpo da biliardista a fil di legno alla sinistra dell&#8217;ultimo ostacolo. A chiuderla, il sinistro aperto da <strong>Henry Camara</strong> alla destra del portiere sul contropiede aperto da Parmigiani, che mette le mani avanti per farsi rimbalzare addosso Cornescu, e rifinito da <strong>Galafassi</strong> per la fuga per la vittoria. Il 29 la finalissima all&#8217;Arena Civica di Milano, per provare ad aggiungere una sorellina a quelle del 2000, 2001 e 2003.</p>
<p>Non è stato tutto rose e fiori, visto il bis precoce confezionato bene e sfiorato più volte, oltre al rischio incombente di prendere il pari entro l&#8217;ora di gioco. Se alla sporca dozzina scarsa Camara non può impattare la sfera smorzata a Gerard Ruiz, che poi al minuto 17 la tenta da calcio da fermo dopo la franata di Appiah addosso a Baldo ma al di qua del vertice sinistro di una metrata abbondante di fatto sembra sbagliare la centrata. Stessa cosa, benché a palla bassa, per Costabile al ventesimo, un diagonale sinistro che poteva essere un suggerimento per Kulla ove più preciso. L&#8217;inerzia, comunque, resta fra i tacchetti ospiti. Oltre metà frazione è Arrigoni a non riuscire ad agganciare la giocata di Baldo per il tentato rimorchio dalla sinistra dell&#8217;area, mentre al 25&#8242;, con Pedretti a sostegno, il cross di Ramaj a rientrare susseguente al duello del superbomber nerazzurro contro Campani frutta solo un corner. Il pomeriggio, di tanto in tanto, si colore anche di neroverde con Isoa a fare da barriera mobile su Barry (29&#8242;).</p>
<p>A più di undici dall&#8217;intervallo, la fiammata per sbloccarla. Merito dello scavino di Gerard Ruiz, della retrocarica di fronte del franco-guineano e della sponda creata di prima intenzione da Baldo col piedone a mo&#8217; di assist involontario di Vezzosi, impossibilitato a rinviare perché ostacolato dai compagni. Il regista catalano è in traiettoria sul conato di Acatullo dalla lunga, alle soglie del destraccio alle stelle di seconda di Vezzosi in coda al secondo tiro dalla bandierina di casa (38&#8242;). Il raddoppio, invece, a una manita dall&#8217;intervallo resta in canna al taglio di Artesani che verso la sinistra della lunetta non centra la porta sganciando il radente dritto su palla di Baldo. Da Frangella a Kulla, la mira di casa continua a essere altina (42&#8242;).</p>
<p>Il possibile due a zero conosce un altro atto al rientro dal tunnel, allorché Camara stacca sul pallone di Ramjaj da sinistra e Guri la toglie da sotto la traversa. Un minuto e quindici del secondo tempo. Non che il forcing atalantino s&#8217;arresti, se è vero che Macchioni deve chiudere Artesani sporcandogli il mancino (4&#8242;), Vezzosi fare lo stesso sulla pertica d&#8217;Oltralpe (6&#8242;) a protezione dell&#8217;uscita del proprio portiere e il palo impedisce all&#8217;apripista di imbracciare la doppietta chiamando indietro la sfera a Baldo dopo averlo proiettato sul fondo mentre la lancetta va verso la decina. Il destro chiuso sulla ribattuta in mischia è centrale, ma ha ancor più dell&#8217;incredibile l&#8217;alzata di testa da un foglio A4 di Gjyla, new entry alla pausa, sul sinistro a rientrare dalla destra dell&#8217;appena entrato Negri al 14&#8242;.</p>
<p>Scollinata metà ripresa con Bosi cacciato dalla panchina e Artesani ad accentrarsi sulla fuga di Leandri senza affanno per il guantato locale, torna a riaffacciarsi Acatullo svirgolando sulla mischia innescata da Negri (25&#8242;) e allontanata in tuffo da Anelli, fin lì senza parate all&#8217;attivo, quasi al limite della propria area. Occhio alla combinazione Frangella-Kulla-Cornescu con Parmiggiani costretto alla chiusura in fallo di fondo un po&#8217; alla disperata e in caduta (29&#8242;) e al sinistro di Frangella appena da fuori che non s&#8217;abbassa sul tocco-scarico di Gjyla (31&#8242;). Il centrattacco fa bis, Frangella non la riapre oltre lo spigolo destro su input di Negri (37&#8242;), idem Cornescu sul tiro schemato di Cornescu (40&#8242;) anche per il disturbo di Rinaldi che l&#8217;induce ad alzare il sinistro dal lato dell&#8217;area piccola. A 2&#8242; dal 90&#8242; Leandri sbuca sul secondo palo per l&#8217;ascensore alle spalle di Rinaldi finendo al piano di sopra sull&#8217;ultimo schema d&#8217;angolo, al 5&#8242; di recupero Gasparello non imprime forza sul la di Galafassi dalla destra. Sotto di nuovo col campionato.</p>
<p><strong>SPOGLIATOI</strong> &#8211; <em>&#8220;Sotto la direzione di Francesco Palmieri e adesso Angelo Carbone il settore giovanile del <strong>Sassuolo</strong> sta proseguendo un grande lavoro e noi alla loro Primavera facciamo i complimenti perché se li merita&#8221;</em>. A SportItalia ha parlato il responsabile del settore giovanile dell&#8217;Atalanta, <strong>Roberto Samaden</strong>: <em>&#8220;Non ho rivisto l&#8217;episodio del 2-0, ma mi pareva fallo a favore del Sassuolo. Bisogna essere onesti, come bisogna ricordare che avevamo sfiorato il raddoppio più volte. Coi giovani va sottolineato quello che fanno, cerchiamo di smetterla di parlare degli arbitri per assecondare un cambiamento di mentalità</em> &#8211; afferma -. <em>Il bilancio della Primavera è positivo. Come società puntiamo allo sviluppo dei giocatori, anche se magari in termini di risultati lo sbocco dell&#8217;Under 23 può mettere talora in difficoltà l&#8217;Under 20 anticipando il passaggio al professionismo di qualche suo giocatore. Dicono che siamo un&#8217;isola felice ed è vero, ma dovrebbe essere la normalità. Tutti dovrebbero avere gli strumenti che la famiglia Percassi ci mette a disposizione: un centro sportivo, un programma di sviluppo di respiro europeo. A livello nazionale per i vivai servono i fatti senza aspettare altro tempo&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non dimentichiamoci che siamo <strong>l&#8217;Atalanta</strong>. E&#8217; giusto tornare a fare qualche finale come bei tempi. L&#8217;abbiamo guadagnata dopo una gara combattuta e bella, come quelle cui ci costringe spesso il Sassuolo negli ultimi anni</em> &#8211; chiosa l&#8217;allenatore nerazzurro <strong>Giovanni Bosi</strong> -. <em>Siamo stati bravi a segnare e difenderci abbastanza con ordine. E&#8217; un periodo che la squadra sta facendo buone prestazioni, la mia fiducia nel gruppo è tanta. Per l&#8217;espulsione mi dispiace, è stato stupido protestare, ma alla mia età ci casco ancora. Il nostro magazziniere storico </em>(Ferruccio Finardi, ci dicono da Zingonia, NdR)<em> ha visto la partita dall&#8217;ospedale perché ieri ha subito un intervento chirurgico: mi fa piacere dedicargli questa vittoria, so quanto ci tiene, si fa in quattro per tutti.</em><br />
<em>Abbiamo pagati con tanti infortuni il post Youth league andando un po&#8217; in difficoltà, ma non abbiamo perso la bussola e, recuperati i giocatori insieme alla condizione, adesso stiamo facendo molto bene. In campionato ci aspettano sei finali per andare più avanti possibile. L&#8217;obiettivo sono certamente i playoff, ma fino a qualche giornata fa c&#8217;era da temere di scivolare nei playout&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Bergamo si prepara alla Nazionale: dal 23 al 27 “Sfumature d’azzurro” al Donizetti</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 15:06:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una serie di cimeli per raccontare la storia della Nazionale Italiana di calcio, dai primi trionfi alle maglie di epoca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Teatro-Donizetti-1024x585.webp"><div class="elementor-element elementor-element-6d9567e3 e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="6d9567e3" data-element_type="container" data-e-type="container" data-settings="{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}">
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<p class="elementor-heading-title elementor-size-default"><span style="font-size: 16px;">Una serie di cimeli per raccontare la storia della <strong>Nazionale Italiana di calcio</strong>, dai primi trionfi alle maglie di epoca recente, preparandosi ad accoglierla. In occasione della <strong>semifinale playoff di qualificazione ai Mondiali il 26 marzo</strong> con l&#8217;<strong>Irlanda del Nord</strong>, oltre alla New Balance arena Bergamo apre all&#8217;Italia anche il foyer del <strong>Teatro Gaetano Donizetti</strong>, <strong>dal 23 al 27 marzo</strong>, con la mostra itinerante allestita dal <strong>Museo del Calcio di Coverciano</strong>, avvalendosi del supporto operativo dell&#8217;<strong>Atalanta Bergamasca Calcio</strong>.&nbsp;</span></p>
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<p>L&#8217;esposizione, a ingresso gratuito, sarà inaugurata <strong>lunedì 23 marzo</strong> alle 16.30, esattamente tre giorni e quattro ore e un quarto prima dell&#8217;incontro sul campo. Si chiama <strong>“Sfumature d’Azzurro”</strong> e presenta&nbsp;una selezione di cimeli provenienti dal&nbsp;<strong>Museo del Calcio</strong> di Coverciano. Tra essi, le Coppe del Mondo e d’Europa conquistate dall’Italia rispettivamente nel 1934, 1938, 1982, 2006, 1968 e 2021. C&#8217;è il patrocinio del <strong>Comune di Bergamo</strong>.&nbsp;</p>
<h3>Le Sfumature d’Azzurro</h3>
<p>Tra l&#8217;oggettistica esposta, il pallone della finale del Mondiale 2006 con la Francia e le maglie, tra gli altri, di <strong>Dino Zoff</strong>, Roberto Boninsegna, Fabio Capello, Gianluca Vialli,&nbsp;<strong>Roberto Baggio</strong>, Francesco Totti e&nbsp;<strong>Gianluigi Buffon</strong>. In mostra anche gagliardetti storici, tra cui quello della finale dell’Europeo 1968 tra Italia e Jugoslavia, oltre agli scarpini appartenuti a Pietro Anastasi, Paolo Rossi, Franco Causio, Alessandro Del Piero e Andrea Pirlo.</p>
<h3>Gli orari della mostra</h3>
<p>Appuntamento, dunque, al foyer del Teatro Gaetano Donizetti di fronte al Sentierone, all’angolo con largo Gianandrea Gavazzeni. Di seguito, giorni e orari di apertura ad accesso libero e gratuito.</p>
<p>Lunedì 23 marzo: dalle ore 17 alle 22<br />
Martedì 24 marzo: dalle ore 9 alle 17<br />
Mercoledì 25 marzo: dalle ore 9 alle 17<br />
Giovedì 26 marzo: dalle ore 9 alle 17<br />
Venerdì 27 marzo: dalle ore 9 alle 13</p>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Atalanta poco brillante ma combattiva in Coppa Italia: Musah strappa il 2-2 all&#8217;89&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 22:03:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia, semifinale di andata &#8211; Roma, Stadio Olimpico &#8211; mercoledì 4 marzo Lazio &#8211; Atalanta 2-2 (0-0) LAZIO (4-3-3): [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/1f3bea37-4de1-4c27-b695-881dd397f0e7.jpeg"><p>Coppa Italia, semifinale di andata &#8211; Roma, Stadio Olimpico &#8211; mercoledì 4 marzo<br />
<strong>Lazio &#8211; Atalanta 2-2 (0-0)<br />
LAZIO (4-3-3):</strong> Provedel 6; Marusic 5,5, Mario Gila 6, Romagnoli 6, Nuno Tavares 7; Dele-Bashiru 7, Cataldi 6, Taylor 6,5 (38’ st Belahyane sv); Isaksen 6 (19’ st Cancellieri 6), Maldini 6,5 (31’ st Dia 6,5), Zaccagni (cap.) 6 (31’ st Noslin 6). A disp.: 40 Motta, 55 Furlanetto; 4 Patric, 25 Provstgaard, 3 Lu. Pellegrini, 23 Hysaj, 29 Lazzari, 28 Przyborek, 9 Pedro, 20 Ratkov. All.: Maurizio Sarri 6,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Scalvini 6,5 (19’ st Kossounou 6,5), Hien 6,5, Kolasinac 6,5 (31’ st Ahanor 6,5); Zappacosta 6,5, De Roon (cap.) 6 (19’ st Musah 7), Pasalic 5,5, Bernasconi 6,5; Samardzic 6 (31’ st K. Sulemana 6,5), Zalewski 6; Krstovic 6 (40’ st Scamacca sv). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 19 Djimsiti, 5 Bakker, 16 Bellanova, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 6.<br />
Arbitro: Manganiello di Pinerolo 7 (Bindoni di Venezia, Tegoni di Milano; IV Sacchi di Macerata. V.A.R. Gariglio di Pinerolo, A.V.A.R. Guida di Torre Annunziata).<br />
<strong>RETI:</strong> 2’ st Dele-Bashiru (L), 6’ st Pasalic (A), 42’ st Dia (L), 44’ st Musah (A).<br />
Note: serata serena, spettatori 5 mila, di cui 104 nel settore ospiti, in buona parte invitati dal club ospitante per lo sciopero del tifo organizzato laziale. Ammoniti De Roon, Pasalic e Hien per gioco scorretto, Palladino (all. A.) e Sarri (all. L.) al 21’ st per proteste. Tiri totali 6-10, nello specchio 3-3, parati 1-1, respinti/deviati 1-2, legni -1. Var: 1 (revoca gol di Krstovic all’8’ su cross di Zappacosta in fuorigioco). Corner 1-4, recupero 2’ e 5’.</p>
<p><strong>Roma Capitale</strong> &#8211; Secondo gol di fila di <strong>Musah</strong>, di collo esterno entro lo spigolo sinistro in coda alla puntata di Ahanor scaricata da <strong>Sulemana</strong>, ma stavolta la Bergamo del pallone strappa almeno un pareggio. Due errori, non fossero bastati quelli in sagra col Sassuolo, potevano costare carissimi. Inizia <strong>Hien</strong> che esce troppo sul diretto avversario che fino al pieno inverno era suo compagno e Kolasinac impossibilitato a rincorrere Dele-Bashiru. Come andare sotto al primo tiro subìto. <strong>L’Atalanta</strong> nella <strong>semifinale d’andata di Coppa Italia</strong> in casa della <strong>Lazio</strong> in un Olimpico semivuoto acciuffa il pari subitaneo con <strong>Pasalic</strong>, che poi nel finale regala incredibilmente due volte il boccino agli avversari, prima rinviando dalla difesa a misura di Tavares e quindi stoppando di fatto il cross senza troppe pretese del portoghese a favore dell’appoggio comodo di Dia. L&#8217;americano, in combutta col neo azzurrabile e il ghanese, rimette le cose a posto.</p>
<p>La gioia si spegne subita in gola a Krstovic, quattro punti di sutura in eredità da Bensebaini nell’episodio del rigore nel playoff di ritorno di Champions League col Dortmund, sulla spizzata a incrociare innescata all’ottavo a rientrare da Zappacosta, però in fuorigioco abbastanza evidente nell’atto di arpionare il rilancio di Scalvini. Alla dozzina svetta Pasalic, chiamato dallo schema di Samardzic dal centrosinistra procurato da Zakewski sul ripiegamento di Cataldi proprio in asse col croato: palla all’esterno dell’incrocio. Due palle perse dal braccetto destro ospite intorno al 16’ a favore di Zaccagni, la seconda è un fallo, prima da rilancio e quindi da scivolata per rimediare all’uscita non chiusa dal serbo, mentre i ritmi si balnearizzano. Scollinato il ventesimo, terza palla persa dall’ex Udinese sull’apertura del compagno di linea che precede il pallone basso di Zappacosta con lieve ritardo del terminale montenegrino sull’uscita bassa di Provedel (22’). Allo stesso modo finisce in mano a Carnesecchi l’imbucata di Isaksen per Maldini. A 22 lancette abbondanti dalla pausa, grande anticipo di Hien ai danni del figlio d’arte sull’invito dal fondo di Zaccagni. Scampati per un pelino all’affondo della catena di sinistra di casa al 28’, i bergamaschi sembrano rifiatare e hanno pure fortuna perché Isaksen, di seconda dopo una girata verso l’area di Dele-Bashiru respinta corta, colpisce in pieno il fresco ex di turno a mezzo metro dallo spigolo destro. Mezzora superata anche da Samardizc (34’) che da lontano, in coda al secondo angolo del polacco dalla destra, sul tocco in avanti di Bernasconi incrocia il preferitissimo mancino allargandolo in eccesso. </p>
<p>Lentezza e prevedibilità, ove addizionate di un minimo di sfortuna quando le accelerate fanno la loro comparsa qua e là, rasentano la prova mal digerita col Sassuolo che domenica ha lasciato i Palladino-boys al settimo posto. Al 41’, la faccia sotto la traversa ferma Zappacosta, proteso alla volée di controbalzo raggiunta dal traversone di Bernasconi sul rimpallo Zalewski-Taylor ripreso da Kolasinac. All’inizio del recupero sale in cielo ancora Super Mario dietro centrata dell’autore della precedente occasione, colpevole si fa per dire di aver schiacciato troppo l’attrezzo in caduta e stavolta imbeccato dallo smistamento del centravanti ex Lecce. Arrivati all’intervallo con Scalvini acciaccato sul contrasto di Zaccagni e col taglio appena ritardato della mezzala sinistra di casa su lancetto proprio del suo capitano, la ripresa si infiamma immediatamente col vantaggio di casa con l’inserimento centrale del rompighiaccio assecondato dal passaggio di ritorno maldiniano. Il croato, teoricamente dedito al duello con chi colpisce col colpo sotto, rimedia al volo di piattone sinistro sul duello Samardzic-Provedel, imbeccato da fuori dall’azione prolungata da Scalvini. Il sogno laziale è durato nemmeno un poker d’orologio.</p>
<p>Al 9’ il perno atalantino si fa seminare sul fondo dal primo assistman della serata, ma Kolasinac e Zappacosta aiutano la muraglia a reggersi in piedi. Al 14’ Kolasinac esce troppo profondo e Isaksen corre fino alla fascia alta fino a scaricare per il sinistro basso di Taylor che dalla distanza chiama il riminese tra i legni al tuffetto in corner. Si rischia, con Scalvini a bordocampo col ginocchio sinistro dolorante, perché Romagnoli prende il tempo a tutti sugli sviluppi della prima battuta dalla bandierina dei capitolino con Zaccagni a pennellarla. Zappacosta (19’) controlla e alza battendo Maldini ma non Provedel, anche perché la sfera dalla lunetta non s’abbassa, sul terzo angolo di Zalewski, dalla destra. Musah, appena entrato, si fa gabbare da Tavares che poi crossa addosso a Hien (23’); Cancellieri, consumata la seconda tranche di cambi sui due fronti, dice trentatré sui tabelloni pubblicitari a bordocampo. Bernasconi (36’) viene ostacolato da Cancellieri sul giropalla messo al centro da Zappacosta, quindi l&#8217;amnesia difensiva per parte con Marusic palesemente gabbato da Kamaldeen sul 2-2 dello statunitense, al Mapei Stadium sotto la traversa ma perdendoci e qui basso senza direzionarla granché. Sabato c&#8217;è l&#8217;Udinese, martedì un&#8217;altra alla New Balance Arena nell&#8217;ottavo di andata col Bayern in Champions League. Il livello va rialzato, però.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Palladino e Zalewski caricano l&#8217;Atalanta: &#8220;Alzare la Coppa Italia è un obiettivo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 17:39:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;esclusiva Sport Mediaset vale la lunghissima attesa per la messa in onda parziale dell&#8217;intervista a Raffaele Palladino, mentre c&#8217;è un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/2a854fa2-1f67-44a4-92b9-4f9b2708834e.jpeg"><p>L&#8217;esclusiva <em><strong>Sport Mediaset</strong></em> vale la lunghissima attesa per la messa in onda parziale dell&#8217;intervista a <strong>Raffaele Palladino</strong>, mentre c&#8217;è un <strong>Nicola Zalewski</strong>, romanista dentro almeno quant&#8217;è polacco, in forma integrale. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> con la <strong>Lazio</strong> mercoledì sera cerca il ticket per la settima finale di Coppa Italia della propria storia, col trofeo vinto nel 1963 a fare da apripista nella bacheca finora corroborata anche dall&#8217;Europa League di due anni fa.</p>
<p>La semifinale d&#8217;andata, senza <strong>De Ketelaere, Ederson</strong> e (salvo miracoli) <strong>Raspadori</strong>, è uno degli spartiacque stagionale per i nerazzurro: <em>&#8220;Ci teniamo molto alla Coppa Italia, è la strada più veloce per l&#8217;Europa. Alzare una coppa è un nostro obiettivo&#8221;</em>, le parole appena raccolte dal tecnico nerazzurro. <em>&#8220;Abbiamo di fronte un avversario dal dente avvelenato che conosciamo bene e abbiamo battuto di recente in campionato. Avrà voglia di batterci&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Sono due partite importantissime di una competizione a cui teniamo in modo particolare, considerando le tre finali negli ultimi sette anni</em> &#8211; chiude Palladino -. <em>Vorremmo arrivarci per la quarta volta: alzare una coppa è un sogno e un obiettivo. Mercoledì sera sarà una partita speciale che abbiamo caricato nel modo giusto&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;esterno polacco trasformatosi nel trequartista largo che è sempre stato nelle giovanili giallorosse, a segno insieme a Ederson nella vittoria all&#8217;inglese sempre all&#8217;Olimpico a San Valentino, sprona lo spogliatoio: <em>&#8220;Dovremo essere bravi ad archiviare la sconfitta col <strong>Sassuolo</strong>, rimanendo concentrati per 90 minuti, consapevoli che ci sarà anche la partita di ritorno&#8221;</em>. <em>&#8220;Incontriamo una grande squadra in grado di metterci in difficoltà. Ma vogliamo fortemente questa coppa. Il nostro percorso con Palladino è ripartito alla grande, siamo l&#8217;unica italiana rimasta in corsa in Champions League e non vogliamo certo fermarci qui&#8221;</em>, rimarca. <em>&#8220;Domenica col Sassuolo è stata una partita negativa: nei primi 15-20 minuti eravamo entrati bene, poi ci siamo spenti iniziando a sbagliare tecnicamente le giocate&#8221;</em>, la chiosa. A Zingonia la sessione post pranzo ha preceduto la partenza in aereo per la Capitale: si gioca alle 21 di mercoledì 4 marzo. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Verso la semifinale di Coppa Italia: al massimo recuperano in due</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 12:31:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Problemi muscolari persistenti per un Ederson sotto terapie, poche chances di recupero per Giacomo Raspadori (bicipite femorale sinistro lesionato in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/84ef83fa-9ab2-405a-bf5c-1400d8fa35f1.jpeg"><p>Problemi muscolari persistenti per un <strong>Ederson</strong> sotto terapie, poche chances di recupero per <strong>Giacomo Raspadori</strong> (bicipite femorale sinistro lesionato in campionato contro lo stesso avversario di dopodomani) e pressoché nessuna per <strong>Charles De Ketelaere </strong>(meniscectomia destra per la lesione al corno posteriore del menisco interno prima della Cremonese), tornato ad allenarsi a titolo individuale proprio come il pari ruolo di Castel Bolognese. Nella prima tappa di avvicinamento alla <strong>semifinale d&#8217;andata di Coppa Italia</strong>, mercoledì 4 marzo alle ore 21 allo Stadio Olimpico di Roma contro la <strong>Lazio</strong>, l&#8217;unica certezza dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> per adesso è il rientro in gruppo di <strong>Honest Ahanor</strong>, escluso dalle convocazioni col Sassuolo per una sindrome influenzale. Scarico per titolari e depositari di buon minutaggio, alla ripresa in tarda mattinata al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia.</p>
<p dir="ltr">Gianluca <strong>Manganiello</strong> della sezione di Pinerolo è l&#8217;arbitro designato per la supersfida, in occasione della quale il presidente di casa Claudio <strong>Lotito</strong> risponderà allo sciopero del tifo (per indurlo a cedere il club) invitando studenti e famiglie. Assistenti Daniele Bindoni di Venezia e Alessio Tegoni di Milano. Il quarto ufficiale è Juan Luca Sacchi di Macerata. Video Assistant Referee Matteo Gariglio di Pinerolo, A.V.A.R. Marco Guida di Torre Annunziata.</p>
<p dir="ltr">Otto successi su undici, più due sconfitte e un pari, il <strong>bilancio nerazzurro</strong> con il fischietto-analista finanziario, 44 anni compiuti lo scorso 28 novembre. In stagione, un solo precedente, il poker sporco al Lecce del 14 settembre 2025, Scalvini nel primo tempo, doppietta di De Ketelaere nel secondo inframezzata dal primo acuto di Zalewski, con N&#8217;Dri a marcare il punto della bandiera. Sempre sotto le Mura, un precedente coi salentini risolto da Lookman al 58&#8242; alla vigilia di San Silvestro 2023.</p>
<p dir="ltr">In precedenza, il 3-1 al Tardini di Parma il 23 novembre 2024: Retegui al 4′ di testa su cross di Bellanova, Ederson al 39′ sul la di Ruggeri e, nel secondo tempo, Cancellieri di sinistro (4′) con sigillo alla mezzora dell’ex separato in casa agostano di sinistro imbeccato da Cuadrado. Quanto alle partite non vinte con Manganiello a dirigere, il 3-2 subìto in rimonta a Empoli il 25 novembre 2018 in rimonta (Freuler, Hateboer, La Gumina; autorete di Masiello, Silvestre), gli occhiali interni con gli stessi toscani al ritorno il 15 aprile 2019 e, secondo e ultimo ko, a Firenze nell’ottavo di Coppa Italia il 15 gennaio 2020 (2-1; Cutrone, Ilicic e Lirola).</p>
<p dir="ltr">Nel quartultimo incrocio, il 3-2 casalingo all’Udinese, il 3 aprile del 2021, doppietta di Muriel e Pereyra nel primo tempo, Zapata e Stryger Larsen nel secondo. Facendo il rewind, 4-1 a Benevento il 9 gennaio 2021, sempre senza pubblico per le restrizioni anti Covid-19 (Ilicic, Sau, Toloi, Zapata su assist dello sloveno e Muriel). Dall’esordio in avanti, 2-1 al Sassuolo il 10 settembre 2017 (Sensi, Cornelius, Petagna), il 25 agosto 2019 un 3-2 stavolta a favore in casa della Spal in rimonta (Di Francesco, Petagna, Gosens; doppio Muriel) e il 6-2 al Brescia a Bergamo il 14 luglio 2020 (Pasalic, Torregrossa, De Roon, Malinovskyi, Zapata; altri 2 di Pasalic, Spalek).&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Quanto ai <strong>capitolini</strong>, padroni di casa di gara 1 del penultimo atto del trofeo nazionale, il pinerolese ha sempre significato ricerca del risultato senza compromessi. Donde la decina piena di successi e le quattro sconfitte. Solo nell&#8217;anno appena trascorso, la metà dei ko: all&#8217;inglese il 9 novembre in casa dell&#8217;Inter, il 24 agosto stesso score a Como. Un 4-2 a Roma subìto per mano della Fiorentina il 15 maggio 2016 e il 3-1 sempre tra le mura amiche con la Salernitana il 30 ottobre 2022, invece, l&#8217;altra metà dei rovesci. Hanno, infine, detto bene ai biancocelesti il 2-1 in casa del Chievo nel 2017, il tris dal Sassuolo una rivoluzione terrestre più tardi, un 4-2 e un 2-1 (fuori) al Lecce a distanza di un quinquennio, 3-1 e 2-1 (idem) al Cagliari nel giro di un settennio, il 2-1 a Brescia nel 2020 pre Covid-19, il corto muso interno col Venezia, un 4-1 in casa del Genoa e un 2-1 a San Siro col Milan.<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;ex AlbinoLeffe Belli porta la Primavera dell&#8217;Atalanta in finale al &#8220;Mamma e Papà Cairo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 18:10:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alessandria, stadio Giuseppe Moccagatta &#8211; semifinale 1 &#8220;Memorial Mamma e Papà Cairo&#8221; Inter Under 20 &#8211; Alatanta Under 20 8-9 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-07-19.38.28.png"><p dir="ltr">Alessandria, stadio Giuseppe Moccagatta &#8211; semifinale 1 &#8220;Memorial Mamma e Papà Cairo&#8221;<br />
<strong>Inter Under 20 &#8211; Alatanta Under 20 8-9 d.c.r. (1-1; 1-0)</strong><br />
<strong>INTER</strong> (4-3-3): Taho 6,5; Dalla Mora 7 (42&#8242; st Conti sv), Garonetti 6,5, Nenna 6 (28&#8242; st Maye 6), Marello 7 (14&#8242; st Sorino 6); Venturini 6 (14&#8242; st Kartelo 6), Cerpelletti (cap.) 6,5, Virtuani 6,5 (13&#8242; st Putsen 6); Thiago Romano 5,5 (1&#8242; st El Mahboubi 6,5), Kurkulis 5,5 (13&#8242; st Dahlberg Strand 6), Zouin 7 (28&#8242; st Humanes Gomez 6,5). All.: Benny Carbone 6,5.<br />
<strong>ATALANTA</strong> (4-2-3-1): E. Zanchi 6,5; Gobbo 6,5, Rinaldi 6, Ramaj (cap.) 6,5, Leandri 7,5; Gariani 7 (38&#8242; st Belli 7), Mencaraglia 6,5 (26&#8242; st Mungari 6); S. Mouisse 8 (38&#8242; st Gerard Ruiz sv), Bono 7,5 (27&#8242; st Parmiggiani 6,5), Baldo 7 (27&#8242; st Steffanoni 6); H. Camara 5 (14&#8242; st Cakolli 6). All.: Giovanni Bosi 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Colombi di Livorno 5,5.<br />
<strong>RETI:</strong> 30&#8242; pt Dalla Mora (I), 1&#8242; st S. Mouisse (A).<br />
<strong>Note:</strong> ammonito Nenna e Putsen per gioco scorretto, espulso Rinaldi al 22&#8242; st per fallo su chiara occasione da gol. Corner 8-5, recupero 2&#8242; e 4&#8242;. Sequenza dei rigori: 1a serie Humanes (I) gol, Mungari (A) gol; Putsen (I) gol, Steffanoni (A) gol; El Mahboubi (I) gol, Ramaj (A) gol; Kartelo (I) gol, Gobbo (A) gol; Cerpelletti (I) gol, Cakolli (A) gol; a eliminazione Maye (I) gol, Gerard Ruiz (A) gol; Dahlberg Strand (I) gol, Leandri (A) gol; Sorino (I) traversa, Belli (A) gol.&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><strong>Alessandria</strong> &#8211; Era all&#8217;AlbinoLeffe, adesso ha portato in finale la <strong>Primavera dell&#8217;Atalanta</strong> alla quarta edizione del &#8220;Memorial Mamma e Papà Cairo&#8221;. Grazie al rigore decisivo, il nono della serie, di Manuel <strong>Belli</strong>, la <strong>Primavera dell&#8217;Atalanta</strong>, in grado di pareggiare con l&#8217;altrettanto ottimo ex Villa Valle Samir <strong>Mouisse</strong>, si sbarazza dei pari età dell&#8217;Inter campioni d&#8217;Italia nonostante il rosso a Rinaldi che ha costretto la squadra di Giovanni <strong>Bosi</strong> in inferiorità numerica negli ultimi 27 minuti abbondanti. Sotto con un bolide di seconda di Dalla Mora alla mezzora del primo tempo, i nerazzurrini al &#8220;Moccagatta&#8221; impattano in avvio di ripresa grazie all&#8217;azione in verticale impostata da <strong>Bono</strong> dalla trequarti verso destra e appoggiata da Gobbo per l&#8217;esterno cresciuto nei basso-valbrembanini. L&#8217;atto conclusivo contro granata o rossoneri venerdì alle 21.</p>
<p>Una sfida apertissima, pur senza occasioni granché eclatanti, che del nuovo corso dell&#8217;ammiraglia del settore giovanile di Zingonia ha messo in mostra fra gli altri lo svincolato dal Brescia <strong>Leandri</strong>, esterno poliedrico grazie al quale lo schieramento di partenza in fase di possesso è di fatto coinciso con un 3-4-3 iperoffensivo. Il primo squillo è del confermato Baldo da fuori (8&#8242;), mentre la spaccata di Romano come replica poco oltre il ventesimo non scompone Edoardo Zanchi. <strong>Mouisse</strong>, invece, comincia a seminare il panico entro il settebello cronometrico centrando un pallone allontanato da Garonetti che il succitato attaccante sparacchia dritto per dritto. Consumato lo svantaggio, in gioco aereo la mira bergamasca balla un po&#8217;, vedi Mencaraglia (32&#8242;) spuntando sull&#8217;angolo da sinistra di Bono, praticamente il regista avanzato, e Baldo che corregge però troppo addosso a Thao il traversone dell&#8217;ex Rondinella (38&#8242;).</p>
<p>Se nel finale di frazione Garonetti stroppa il subitaneo pareggiatore al rientro dal tunnel, in asse coll&#8217;onnipresente Bono, e Leandri ne spreca l&#8217;apertura in recupero con la telefonata mancina dal limite, il secondo tempo vede poca Beneamata-baby e parecchia Baby-Dea, a dispetto dell&#8217;episodio al 22&#8242; con Zouin strattonato al limite del lato corto di sinistra dell&#8217;attacco di casa dal centrale difensivo orobico, cacciato dall&#8217;arbitro fra la sua disperazione. Non era affatto una chiara occasione da gol. In precedenza, la palombella in terzo tempo proprio dell&#8217;ala interista (7&#8242;) su cross di Marello, il controllo con volée centrale da tuffetto per il portiere altrui costruita dall&#8217;autore del pari per Gariani al decimo e la svettata alta di Leandri (12&#8242;) su pallonessa di Bono. Al 24&#8242; Zouin mette fuori il mancino da centro area sugli sviluppi dello schema rimesso dentro da Garonetti, al 31&#8242; è invece <strong>Mungari</strong> per l&#8217;Atalanta a sbagliare il colpaccio di esterno sinistro, liberato da un disimpegno all&#8217;indietro errato, e al terzo di extra time a portarla ai tiri di rigore è Zanchi che intercetta lo slalom di El Mahboubi diretto al palo di competenza. Torino-Milan stasera vale a designare la seconda finalista. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Gasperini e la Supercoppa d&#8217;Arabia contro gli imbattibili: &#8220;Zaniolo? Ci sono anche Brescianini, Samardzic e Scalvini&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 13:53:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ryadh, day 2, prima della semifinale. &#8220;È la quarta volta che ci giochiamo un trofeo in nemmeno otto mesi dopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240522-WA0102.jpg"><p>Ryadh, day 2, prima della semifinale. <em>&#8220;È la quarta volta che ci giochiamo un trofeo in nemmeno otto mesi dopo la Coppa Italia, l&#8217;Europa League e la Supercoppa Europea. Precede un periodo complicato in Italia e in Champions, ci dà prestigio ma anche il risultato è importante&#8221;.</em> Gian Piero <strong>Gasperini</strong> chiude la vigilia della semifinale di <strong>Supercoppa Italiana</strong> coi mass media chiarendo come gli obiettivi si materializzino solo giocando, ma pure che potrebbe esserci spazio per le attuali <strong>seconde linee</strong>: <em>&#8220;<strong>Zaniolo</strong> titolare? Non solo lui, potrebbero esserlo anche Brescianini, <strong>Samardzic</strong> e Scalvini. Con Udinese, Juventus, Napoli, Sturm Graz, Como e Barcellona in 18 giorni, c&#8217;è bisogno di avere più alternative&#8221;</em>, rimarca il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>.</p>
<p>In conferenza stampa, insieme a lui, <strong>Marten de Roon</strong>. <em>&#8220;Non siamo gli stessi di agosto contro <strong>l&#8217;Inter</strong> che rimane la squadra italiana più forte. Tra l&#8217;altro a San Siro eravamo in emergenza in difesa perché eravamo partiti con me e Ruggeri</em> &#8211; spiega il centrocampista -. <em>Dobbiamo mettere la nostra intensità per non lasciare troppa libertà al centrocampo avversario. Di là ci sono olandesi come De Vrij e Dumfries con cui ho condiviso tante partite in Nazionale, ma una volta dataci la mano torneremo a parlarci solo dopo la partita. So che Wijnaldum è contento di giocare nella lega saudita: io sono felice a Bergamo e di portare il nome dell&#8217;Atalanta in giro per il mondo, ma nel calcio mai dire mai&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p>Diplomazia verso il Paese ospitante come patrimonio comune a capitano e mister: <em>&#8220;<strong>Ryadh</strong> l&#8217;abbiamo appena vista ieri sera dopo essere sbarcati, una città moderna e sorprendente. Abbiamo visto i cantieri e lo stadio, tutto molto bello. L&#8217;ideale per un trofeo&#8221;</em>, asserisce il Gasp. E sul campo? <em>&#8220;Negli ultimi tre anni è stata la sfida più difficile contro l&#8217;avversario più forte. Dobbiamo tenerci in partita senza subire gol presto come spesso ci è successo, perché quando va in vantaggio l&#8217;Inter non si fa riprendere e tutto diventa molto più complicato&#8221;</em>. Seconde linee o no, <strong>De Roon</strong> fa capire quanto bisogno (non) abbia di turnover passivo: <em>&#8220;Quando il mister mi fa riposare mi incazzo. Ho saltato l&#8217;Empoli per squalifica prima di Natale, mi basta e mi avanza per un bel po&#8217;&#8230;&#8221;</em>.</p>
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		<title>Verso la Supercoppa: l&#8217;arbitro ha un due su due per l&#8217;Inter. Tifosi a Zingonia domattina</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 15:22:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Terza volta per Daniele Chiffi nelle sfide infinite fra Inter e Atalanta, mentre la Curva Nord chiama i tifosi a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/09/Daniele-Chiffi.jpg"><p>Terza volta per <strong>Daniele Chiffi</strong> nelle sfide infinite fra <strong>Inter</strong> e <strong>Atalanta</strong>, mentre <strong>la Curva Nord chiama i tifosi a raccolta alle 11 di San Silvestro davanti al Centro Sportivo Bortolotti per il saluto alla squadra</strong>. Sarà lui, il neo quarantenne (14 dicembre) ingegnere gestionale padovano, a dirigere la prima semifinale di <strong>Supercoppa</strong> Italiana a Ryadh giovedì 2 gennaio 2025 alle ore 20 (22 locali). Nei due precedenti diretti fra le due contendenti, ahinoi, bottino pieno sempre ai meneghini. Scorrendo il nastro all&#8217;indietro, nel quarto di Coppa Italia il 31 gennaio 2023 risolto da Darmian a San Siro e ancor prima mel ko all’ombra della Maresana per 3-2 il <strong>13 novembre 2022</strong>, in occasione del rientro di&nbsp;<strong>José Palomino</strong>&nbsp;dalla sospensione per il doping (clostebol metabolita) che non era doping: autogol e gol dell’ex reprobo, score aperto dal dischetto da Lookman e ribaltato dalla doppietta di Dzeko.</p>
<p>Per i bergamaschi l&#8217;ultima delle sei vittorie con Chiffi a fronte di tre pari e altrettanti ko è stato il fragoroso <strong>5-1 casalingo al Genoa</strong> (visibile <a href="https://www.youtube.com/watch?v=riRNrXQLk5g">QUI</a>; 24&#8242;, 50&#8242; e su rigore 74&#8242; Retegui, 60&#8242; Ederson, 80&#8242; De Roon, 83&#8242; Ekhator). Ma anche ai nerazzurri del capoluogo di regione il precedente più fresco ha detto benissimo, il <strong>6-0 in casa della Lazio</strong> il 16 dicembre scorso per un bilancio di 8 vinte, 4 nulli e 2 perse con Milan e Juventus. Prima del 5 ottobre, il fischietto veneto era stato&nbsp;incrociato il primo ottobre del 2023 nello 0-0 interno con la Juventus.</p>
<p>Da queste parti, nondimeno, sarà sempre ricordato come l’arbitro del ritorno alla vita dopo il bagno di sangue del covid allora alla prima ondata. Anche se nell’occasione, per quella frasetta “andate a lavorare” al quarto ufficiale Marco Serra e al VAR Rosario Abisso, cacciò via l’idolo di Bergamo calcistica Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. Quel 4-1 sotto le Mura (Djimsiti, due incornate di Duvan Zapata, autogol di Bourabia e Bourabia per la punizione della bandiera al fotofinish) inferto al <strong>Sassuolo</strong>&nbsp;al solstizio d’estate del&nbsp;<strong>2020</strong> non ebbe praticamente spettatori se non gli addetti ai lavori che si contavano a manciate al Gewiss Stadium. C&#8217;era lo stesso direttore di gara il 18 agosto <strong>2022</strong> quando Giorgio <strong>Scalvini</strong> la risolse all&#8217;Olimpico contro la <strong>Roma</strong>.</p>
<p>Il primo dei tre scivoloni risale al 31 gennaio&nbsp;<strong>2021</strong> con la Lazio, sempre in casa: Marusic, Correa, Pasalic e Muriqi. Bene, invece, a <strong>Frosinone</strong>&nbsp;(Mancini e poker di Zapata) il 20 gennaio 2019, a&nbsp;<strong>Parma</strong>&nbsp;(Gervinho, Pasalic e doppietta di Duvan) il 31 marzo dello stesso anno e nel 2-1 corsaro nella Torino granata (Muriel, Belotti e allo scadere Piccoli) il 21 agosto 2021. Due i pareggi, l’1-1 casalingo con la Spal alla prima partita arbitrata il 5 novembre 2017, quando a Bryan Cristante rispose il futuro innesto di gennaio Luca Rizzo con Remo Freuler espulso (piede a martello su Viviani), e il 2-2 di Bologna l’antivigilia di Natale del 2020, doppietta di Muriel (dischetto e azione, 22′ e 23′) nel primo tempo e rimonta Tomiyasu-Paz nella ripresa.</p>
<p>La squadra, intanto, ha fissato per il primissimo pomeriggio di <strong>martedì</strong> 31 (a Orio c&#8217;è un charter alle 13, ma l&#8217;orario è suscettibile di variazioni; sette ore e mezza circa compresi due fusi orari per arrivare a destinazione) la partenza per la <strong>trasferta</strong> saudita. Capodanno a Ryadh, insomma. E saluto ai tifosi poco prima di abbandonare la sede alle 11, come nel messaggio diffuso e riportato qui sotto dai curvaioli stessi.</p>
<blockquote><p>In occasione della partenza della squadra per la fase finale della Supercoppa la tifoseria Atalantina chiama a raccolta tutti i tifosi.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è fissato per domani 31/12 alle ore 11h00 all&#8217;esterno del centro sportivo di Zingonia.</p>
<p>Sarà l&#8217;occasione per ringraziare tutta la squadra per questo fantastico 2024 e per caricarli in previsione della partita&nbsp;contro&nbsp;l&#8217;Inter.</p></blockquote>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/12/Chiffi-bilancio-Inter.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-160254 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/12/Chiffi-bilancio-Inter.jpg" alt="" width="594" height="525" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/12/Chiffi-bilancio-Inter.jpg 594w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/12/Chiffi-bilancio-Inter-300x265.jpg 300w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></a></p>
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		<title>L&#8217;Olanda s&#8217;illude, l&#8217;Inghilterra la ribalta col compagno di Zaniolo ai Villans: finale con la Spagna</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 21:07:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dieci minuti dal suo ingresso al posto del mostro sacro Kane, così come quello di Palmer per Foden da trequartista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Watkins-Inghilterra.jpeg"><p>Dieci minuti dal suo ingresso al posto del mostro sacro Kane, così come quello di Palmer per Foden da trequartista destro: palla dentro, De Vrij stile materasso e diagonale di piattone perfetto. Ollie <strong>Watkins</strong>, compagno all&#8217;Aston Villa del neo atalantino Nicolò <strong>Zaniolo</strong>, è il match winner per <strong>l&#8217;Inghilterra</strong> della semifinale numero 2 di Euro 2024 con <strong>l&#8217;Olanda</strong>, battuta in rimonta al 91&#8242;. Una partita spettacolare, contraddistinta nel primo tempo dal botta e risposta tra il destro sotto l&#8217;incrocio di Simons dalla lunetta al 7&#8242; e il rigore autoprocurato da Kane (18&#8242;, 3&#8242; di esame Var) per un&#8217;entrata assurda a gamba tesa di Dumfries mentre il centravanti del Bayern stava tirando dopo aver ripreso una percussione di Saka. Sabato alle 21 all&#8217;Olympiastadion di Berlino la favorita resta la <strong>Spagna</strong>.</p>
<p>Gran spettacolo a Dortmund, ma quasi tutto concentrato nella prima metà. Aperta al 13&#8242; dal tiro da fuori del futuro pareggiatore, un po&#8217; più protagonista del solito perché più concentrato nel trovare la porta e l&#8217;area, e pari in tutto, perfino nei legni. Alla mezzora l&#8217;esterno interista scheggia la traversa su angolo dell&#8217;apripista; 2&#8242; e il sinistro di <strong>Foden</strong> , già impegnato nella puntata dettata da Mainoo (23&#8242;) e allontanata dalla riga proprio da Dumfries, coglie il palo esterno alto.</p>
<p>Al rientro in campo qualche sussulto, senza essere granché. Al 20&#8242; Van Dijk si gira su una punizione dal lato di Veerman respinta dalla difesa, trovando Pickford attento; al 33&#8242; altro botta e risposta, stavolta tra l&#8217;aspirante doppiettista Simons che schiaccia troppo la conclusione aperta da Gakpo dalla destra, e Saka che insacca con l&#8217;assistman Walker però in fuorigioco su tocco di Foden. Quindi il finale che non ti aspetti. La rotazione di Gareth Southgate ha brillato nella gestione, oranje di Rambo Koeman invece stanchi e distratti dietro alla meta.</p>
<p><strong>Il tabellone dagli ottavi di finale (finale 14 luglio a Berlino: Spagna-Inghilterra – ore 21)</strong><br />
<em>Parte alta</em><br />
Spagna-Georgia 3-1 (19&#8242; pt aut. Le Normand, 39&#8242; Rodri, 51&#8242; Fabian Ruiz, 75&#8242; Nico Williams, 83&#8242; Dani Olmo), domenica 30 giugno a Colonia – ore 21<br />
Germania-Danimarca 2-0 (53&#8242; rig. Havertz, 68&#8242; Musiala), sabato 29 giugno a Dortmund – ore 21<br />
Quarti: Spagna-Germania 2-1 (51&#8242; Dani Olmo, 89&#8242; Wirtz, 119&#8242; Merino), 5 luglio a Stoccarda – ore 18</p>
<p>Portogallo-Slovenia 3-0 d.c.r. (Ilicic parato, Ronaldo gol, Balkovec parato, Bruno Fernandes gol, Vrbic parato, Bernardo Silva gol; al 13&#8242; pts rigore sbagliato da Ronaldo), lunedì 1° luglio a Francoforte sul Meno – ore 21<br />
Francia-Belgio 1-0 (85&#8242; aut. Vertonghen), lunedì 1° luglio a Düsseldorf – ore 18<br />
Quarti: Portogallo-Francia 3-5 d.c.r. (Dembelé gol, Ronaldo gol, Fofana gol, Bernardo Silva gol, Koundé gol, Joao Felix palo, Barcola gol, Nuno Mendes gol, Theo Hernandez gol), 5 luglio ad Amburgo – ore 21</p>
<p><strong>Semifinale:</strong> Spagna-Francia 2-1 (8&#8242; Muani, 21&#8242; Yamal, 25&#8242; Dani Olmo), 9 luglio a Monaco di Baviera – ore 21</p>
<p><em>Parte bassa</em><br />
Romania-Olanda 0-3 (20&#8242; Gakpo, 83&#8242; e 90&#8217;+3&#8242; Malen), martedì 2 luglio a Monaco di Baviera – ore 18<br />
Austria-Turchia 1-2 (1&#8242; e 59&#8242; Demiral, 66&#8242; Gregoritsch), martedì 2 luglio a Lipsia – ore 21<br />
Quarti: Olanda-Turchia 1-2 (35&#8242; Akaydin, 70&#8242; De Vrij, 31&#8242; Gakpo), 6 luglio a Berlino – ore 21</p>
<p>Inghilterra-Slovacchia 2-1 (25&#8242; Schranz, 90&#8217;+5&#8242; Bellingham, 1&#8242; pts Kane), domenica 30 giugno a Gelsenkirchen – ore 18<br />
Svizzera-Italia 2-0 (37&#8242; Freuler, 47&#8242; Vargas), sabato 29 giugno a Berlino – ore 18<br />
Quarti: Inghilterra-Svizzera 6-4 d.c.r. (1-1, 75&#8242; Embolo, 80&#8242; Saka; sequenza dei rigori Palmer gol, Akanji parato, Bellingham gol, Schar gol, Saka gol, Shaqiri gol, Toney gol, Amdouni gol, Alexander-Arnold gol), 6 luglio a Düsseldorf – ore 18</p>
<p><strong>Semifinale:</strong> Olanda-Inghilterra 1-2 (7&#8242; Simons, 18&#8242; rig. Kane, 90&#8217;+1&#8242; Watkins), 10 luglio a Dortmund – ore 21</p>
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		<title>Le pagelle dell&#8217;anticamera della finale di EL: Lookman vede più lontano di tutti</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2024 22:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Musso sv: due parate su altrettante telefonate di Veretout, ma il voto non glielo vogliamo dare per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240509-WA0064.jpg"><p><strong>di <em>Simone Fornoni</em></strong></p>
<p><strong>Musso sv:</strong> due parate su altrettante telefonate di Veretout, ma il voto non glielo vogliamo dare per sottolinearne lo stato di disoccupazione in una semifinale Uefa. Un successo per tutti non aver praticamente mai subìto.</p>
<p><strong>Djimsiti 6,5:</strong> da destra a sinistra, pochi passaggi a vuoto ma soprattutto avversari tutt&#8217;altro che impegnativi.<br />
<strong>Hien 7,5:</strong> annulla Aubameyang e sbaglia una palla in uscita. Altro da dire non c&#8217;è.<br />
<strong>De Roon 7:</strong> gioca pulito, sia da braccetto poco volante che in mediana, fino a sprecare un giallo su Merlin.<br />
<strong>Zappacosta 6,5:</strong> continuo quanto abbottonato, non supera troppo la metà campo e per poco non ci scappava il bis precoce (31&#8242; st <strong>Hateboer sv</strong>).<br />
<strong>Ederson 6,5:</strong> il primo dei due gialli di giornata, su Veretout, dopo aver mandato in porta il suo pendolino destro (10&#8242; st <strong>Scalvini 6,5:</strong> avanza come da prassi sbagliando la misura dell&#8217;ultimo passaggio).<br />
<strong>Koopmeiners 7,5:</strong> benissimo in mezzo, con un quid in più poteva segnarne un paio.<br />
<strong>Ruggeri 7,5:</strong> grazie a una prestazione in crescendo bissa, perfino col piede sbagliato, la prodezza di Lisbona nel girone. Mamma mia quant&#8217;è cresciuto.</p>
<p><strong>De Ketelaere 8:</strong> tutto benissimo con gioia personale sfiorata, ma è ben più importante che abbia saputo essere un&#8217;ispirazione ambulante in ogni fase di una sfida cruciale (16&#8242; st <strong>Pasalic 6,5:</strong> cerca l&#8217;attacco in profondità, ormai è quasi un regista).<br />
<strong>Scamacca 7,5:</strong> incide anche senza segnare l&#8217;undicesima in tredici allacciate di scarpe e alla fine gli viene risparmiato il minutaggio consumato lunedì a Salerno (10&#8242; st <strong>Miranchuk 6:</strong> non conclude ma tiene palla).<br />
<strong>Lookman 8,5:</strong> perfetto, gol e assist nell&#8217;uno-due con quello che fino a due annetti fa pareva un terzinone al massimo (31&#8242; st <strong>Touré 7:</strong> alla terza palla toccata la fa da Re Mida del gol).</p>
<p><strong>All. Gasperini 8:</strong> azzecca la formazione e tutte le mosse rullando il nemico come ai bei tempi di Ilicic, Gomez, Zapata e Muriel tutti insieme appassionatamente. Forse ha perso in estro, ma guadagnandoci in solidità e killer instinct.</p>
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		<title>Lookman-Ruggeri-Touré, l&#8217;Atalanta cavalca il destriero della Storia: la finale è con le Aspirine</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2024 21:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Ademola Lookman]]></category>
		<category><![CDATA[El Bilal Touré]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
		<category><![CDATA[Marsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Ruggeri]]></category>
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		<category><![CDATA[Ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[semifinale]]></category>
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					<description><![CDATA[Atalanta &#8211; Olympique de Marseille 3-0 (1-0) ATALANTA (3-4-3): Musso sv; Djimsiti 6,5, Hien 7,5, De Roon (cap.) 7; Zappacosta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240509-WA0048.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Olympique de Marseille 3-0 (1-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-3):</strong> Musso sv; Djimsiti 6,5, Hien 7,5, De Roon (cap.) 7; Zappacosta 6,5 (31&#8242; st Hateboer sv), Ederson 6,5 (10&#8242; st Scalvini 6,5), Koopmeiners 7,5, Ruggeri 7,5; De Ketelaere 8 (16&#8242; st Pasalic 6,5), Scamacca 7,5 (10&#8242; st Miranchuk 6), Lookman 8,5 (31&#8242; st Touré 7). A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi; 43 Bonfanti, 53 Comi, 20 Bakker, 45 Palestra, 15 Adopo. All.: Gian Piero Gasperini 8.<br />
<strong>OM (3-5-2):</strong> Pau Lopez 6,5; Mbemba 5,5 (14&#8242; st Ounahi 6), Gigot (cap.) 6, Balerdi 6; Clauss 6 (27&#8242; st Moumbagna 5,5), Harit 6 (39&#8242; st Correa sv), Kondogbia 6, Veretout 6, Merlin 5,5 (27&#8242; st Luis Henrique 6); Ndiaye 5,5 (14&#8242; st Sarr 5,5), Aubameyang 5. A disp.: 12 Ngapandouetnbu, 36 Blanco; 18 Meité, 62 Murillo; 37 Soglo, 46 Lafont, 49 Daou. All.: Jean-Louis Gasset 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Gil Manzano 7 (Spagna &#8211; Barbero-Nevado, IV Balakin &#8211; Ucraina. V.A.R. Martinez Munuera, A.V.A.R. Hernandez) .<br />
<strong>RETI:</strong> 30&#8242; pt Lookman (A), 7&#8242; st Ruggeri (A), 49&#8242; st Touré (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata primaverile, spettatori 14.994 per un incasso di 700.564 euro. Ammoniti Ederson e De Roon per gioco scorretto. Occasioni da gol 15-5, tiri totali 17-6, parati 6-2, respinti/deviati 3-1, legni 2-1. Corner 3-0, recupero 0&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Adesso non resta che prendere le Aspirine per il verso giusto. Aviva Stadium, c&#8217;è il <strong>Bayer</strong> Leverkusen. Provenzali strabattuti, tritati. Sterzata e controsterzata per il destro sporco del vantaggio nell&#8217;angolino, bis nel sette. Il nigeriano di Londra Ademola <strong>Lookman</strong> e l&#8217;atalantino di Zogno Matteo <strong>Ruggeri</strong>. Il secondo su assist del primo. La gloria e la storia della Dea del calcio made in BG in due flash, alla mezzora e al cinquantaduesimo, per superare l&#8217;ostacolo <strong>Marsiglia</strong> e prendersi con Dublino 2024, il prossimo 22 maggio, la prima finalissima continentale della storia dell&#8217;<strong>Atalanta Bergamasca Calcio</strong>. Il 3-0 è di <strong>Touré</strong>, corsona su borseggio e piatto nell&#8217;angolo opposto al gong, la ciliegina sulla torta.</p>
<p>Al 4&#8242; la rimessa laterale a metà campo di Zappacosta consente a Lookman di aprire il corridoio destro a De Ketelaere, ma il susseguente scarico di Scamacca trova <strong>Koompeiners</strong> impreparato e così il pareggiatore dell&#8217;andata <strong>Mbemba</strong> può lavorare d&#8217;anticipo. Scollinato il quinto, il centravanti arretra per apire la fuga del mancino olandese, contrastato da Gigot con palla che finisce ancora al belga, troppo defilato a sinistra per centrare lo specchio: palo esterno scheggiato e basta. <strong>Hien</strong>, nel frattempo, non la fa vedere allo spauracchio Aubameyang, fermato con eleganza e tempismo sul la di Veretout (11&#8242;) provocato da un disimpegno corto. Sulla seconda palla in uscita sulla treqaurti difensiva, a mancina (Ruggeri-Koop), Clauss resta in agguanto a recuperare l&#8217;attrezzo, ma <strong>Ndiaye</strong>&nbsp; mira ai piccioni di sinistro da fuori area. La Bergamo del pallone, comunque, continua a comandare. Oltre il quarto d&#8217;ora, il ragazzone di Fidene allarga il diagonale servitogli dal fiammingo sul lato corto dell&#8217;area piccola; a tiro del ventesimo, l&#8217;accentrato <strong>Zappacosta</strong> riceve da Lookman e telefona centralmente dal limite a Pau Lopez. Al 25&#8242;, altra coppia di occasionissime: primo <strong>angolo</strong> di RoboKoop, da destra, la sfera resta lì e Scamacca la fgira di esterno sulla traversa, col tap-in di fronte di CDK salvato miracolosamente dall&#8217;ex portiere della Roma. Una situazione inattiva provocata da tutti e tre i protagonisti della stessa, con Kondogbia e Gigot a rimpallare il tentativo del limite del centrocampista-tiratore.</p>
<p>Due minuti e rotti prima dell&#8217;1-0 dettato da lontano da Charlesino con deviazione di Gigot in traiettoria, il tiraccio provenzale sempre da lontano con <strong>Kondogbia</strong> vanamente spalleggiato da Harit alto da fuori. Occhio al perno svedese, che qui aveva buttato via il disimpegno. Poi è l&#8217;ex giallorosso tra i pali altrui a evitare il bis di casa: al 34&#8242;, uscendo all&#8217;impazzata sul rompighiaccio, smarcato dall&#8217;assistman del gol ma scivolato e costretto a sfiorarla di mezza spalla, per poi chiudere il legno di competenza a Koopmeiners su scarico dal fondo del terminale gasperiniano, e due giri di lancetta più tardi le gambe a <strong>CDK</strong>, servito proprio dell&#8217;ariete romano. Lo stesso Gianlucone la spara fuori dal limite, imitato sull&#8217;esterno della rete da Zappacosta sul lungolinea di Ederson a un paio dall&#8217;intervallo.</p>
<p>Si rientra dal tunnel e per poco <strong>Ndiaye</strong> non fa pari prima del cinquantesimo: Clauss lo lancia, lui batte Djimsiti, invertitosi con De Roon, ma il pallonetto esce a Musso ormai fuori causa. Lo zognese, però, non si tiene in canna la punizione divina e sul passaggio di ritorno del primo marcatore dei suoi scarica un destro favoloso sotto l&#8217;incrocio opposto appena entrato nei sedici metri. Seconda in Europa dopo lo Sporting trafitto a casa sua nel girone, il solito, sacrosanto premio al lavoro del vivaio di Zingonia. Girandola di cambi e match addormentato, fino al montante alto di Veretout da fermo (18&#8242;) e alla sventagliata della new entry <strong>Pasalic</strong> per assecondare il tuttosinistro del Paese dei mulini a vento, stoppato dal play basso ospite nel tentativo di centrarla in mezzo all&#8217;area. Il cronometro dice <strong>sessantasei</strong>. Koop ci riprova all&#8217;ottanta trovando i pugni nemici, Musso ne para finalmente una in capo a due corsette cronometriche sulla punizione di Veretout. Replay al 91&#8242;, ma da 40 metri circa. Stress zero, anche perché <strong>El Bilal</strong> fa la fuga del tris mettendola nell&#8217;angolino, e festa fino a Porta Nuova.</p>
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