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	<title>Sergi Gomez &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Mercato: Caceres, il difensore low cost</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 09:45:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Svincolato ed esperto. In più, dal rendimento sicuro. Martin Caceres, scaduto il contratto con la Lazio e reduce dalla Copa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/JuventusvsAtalantaBCSerieOSybE6KQmCfl.jpg"><p>Svincolato ed esperto. In più, dal rendimento sicuro. <strong>Martin Caceres</strong>, scaduto il contratto con la <strong>Lazio</strong> e reduce dalla Copa America con l&#8217;<strong>Uruguay</strong>, resta l&#8217;obiettivo di mercato per la difesa più avvicinabile dall&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Il centrale celeste, che alla bisogna può anche giocare da esterno, ha 32 anni e solo il dato anagrafico non corrisponde al consueto profilo dei target nerazzurri per rafforzare la rosa.</p>
<p>Caceres, nella seconda parte della scorsa stagione alla Juventus a titolo temporaneo, è comunque un giocatore che dà più garanzie di molti altri. Del resto non ci sono passo avanti per <strong>Sergi Gomez</strong> del Siviglia, l&#8217;elemento che pareva più vicino e raggiungibile, né segnali che portino dritto al nazionale turco Kaan <strong>Ayhan</strong> del Fortuna Düsseldorf. Non sarebbe ovviamente sgradito, in vista della Champions League, l&#8217;innesto di un <strong>laterale</strong>, specie a sinistra, corsia più scoperta perché l&#8217;unico mancino è Robin Gosens, con Arkadiusz Reca verso la cessione.</p>
<p>Lo juventino ex romanista Luca <strong>Pellegrini</strong> fa gola, ma potrebbe continuare a vestire la maglia del Cagliari in prestito, mentre per Diego <strong>Laxalt</strong>, che certo non dispiace al suo ex maestro Gian Piero Gasperini, la questione aperta è il prezzo, intorno ai 15 milioni. Cifra casomai da spendere per la punta tecnica e veloce richiesta dal tecnico, non per un milanista al passo d&#8217;addio che probabilmente si muoverà solo verso la fine delle operazioni. Intanto proprio il Gasp riparte dal gruppo della tournée britannica con un doppio allenamento oggi a Zingonia.&nbsp;</p>
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		<title>Atalanta: il cantiere Champions e gli esuberi</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2019 07:25:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gian Piero Gasperini, giovedì sera al Gewiss Stadium, sfilerà a pelo d&#8217;erba con la sua creatura ancora in fase di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/07/Atalanta-Renate-a-Clusone.jpg"><p>Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, giovedì sera al Gewiss Stadium, sfilerà a pelo d&#8217;erba con la sua creatura ancora in fase di cantiere aperto. Molto più della Curva Nord. Parola d&#8217;ordine, pardon imperativi da concretizzare a tavolino per un&#8217;<strong>Atalanta</strong> da <strong>Champions</strong>: un <strong>difensore</strong> centrale per mettere la toppa allo sbrego dell&#8217;addio di Gianluca <strong>Mancini</strong>, una seconda <strong>punta</strong> veloce e di qualità per coprire le spalle a Josip <strong>Ilicic</strong> e infine la potatura degli esuberi dalla rosa, magari per pescare riserve all&#8217;altezza in ruoli per cui il budget è giocoforza meno generoso. Società e tecnico stanno alla finestra per presentare quanto prima ai tifosi l&#8217;organico al completo. Mandando preferibilmente a giocare altrove chi si trova attualmente il passo sbarrato dal titolare di turno e dalla sua alternativa, se già c&#8217;è.</p>
<p>In parole povere, al di là dei rumors sul catalano <strong>Sergi</strong> Gomez del Siviglia dietro e dell&#8217;oriundo Franco <strong>Cervi</strong> del Benfica davanti, ovvero un Papu Gomez mancino prima maniera, ala d&#8217;origine pronta a puntare il vertice, urgono <strong>due profili forti</strong> nei reparti chiave. Anzi, i migliori possibili. A patto che il <strong>mercato</strong> ne offra. C&#8217;è tempo fino al 2 settembre, ma arrivarci con l&#8217;acqua alla gola è vietatissimo, anche perché due giornate di campionato saranno già trascorse. Tardino per intervenire. Nella retroguardia il contraltare italiano all&#8217;iberico è il neroverde Mapei Gian Marco <strong>Ferrari</strong>. Il bianconero Daniele Rugani è fuori portata, anche se ha la fidanzata bergamasca (Michela Persico) che non disdegnerebbe il rientro in provincia. Non c&#8217;è una rosa di nomi così ampia. E il problema non è necessariamente la <strong>spesa</strong>: sono anni e anni che a Zingonia si fanno <strong>plusvalenze</strong>, dall&#8217;epoca dei Bonaventura, dei Baselli e degli Zappacosta, prima ancora di Gagliardini-Kessie-Conti-Caldara-Cristante-Bastoni-Petagna-Mancini.</p>
<p>Il nodo della questione è farseli dare, questi benedetti <strong>innesti</strong> che alla serra del Gasp, per farla crescere più rigogliosa, servono come l&#8217;acqua e il concime. Le rivalità di campanile e in parte di classifica, però, sono un freno a mano tirato da disinnescare. Per non parlare della pretesa di molti di venire a Bergamo per giocare subito da titolari. L&#8217;identikit del sovrappiù ideale per le bocche da fuoco si può sovrapporre a fattezze diffusissime nel panorama nazionale. Il Napoli ha Simone <strong>Verdi</strong> e Adam Ounas. Il Sassuolo Domenico <strong>Berardi</strong>. La Juventus, per sparare alto, Federico Bernardeschi e Douglas Costa. Il Milan <strong>Suso</strong>. La Roma <strong>Perotti</strong>, che al mister piacerebbe assai, al pari del precedente e dell&#8217;altro suo pupillo Iago <strong>Falque</strong>, che il Torino non gli cederebbe mai nella vita. La Samp Gianluca Caprari. Roba che chi ce l&#8217;ha di solito se la tiene stretta, a meno di non essere costretto a vendere.</p>
<p>Il campanile e le rivalità in alta quota o giù di lì, ecco gli ostacoli a rischio d&#8217;inciampo. Non resta che provare a cercare oltre confine, senza sbracare nella scelta per la frenesia. Giovanni <strong>Sartori</strong> e <strong>Luca Percassi</strong> hanno un compito delicatissimo, per il quale però con Luis <strong>Muriel</strong> e Ruslan <strong>Malinovskyi</strong> si sono dimostrati all&#8217;altezza strappandoli alla concorrenza quanto prima. E quelli che farebbero meglio a tentare in altri lidi la strada maestra dell&#8217;esperienza, del minutaggio e forse anche della gavetta? Sono sul tappeto. Quello che a lista completa fungerebbe da sesto difensore, Roger <strong>Ibañez</strong>. Il quarto laterale (qui il rimpianto è Cristian Ansaldi), Arkadiusz <strong>Reca</strong>. La sesta punta quando ci sarà la quinta, Musa <strong>Barrow</strong>. Uno tra i mediani, Matteo <strong>Pessina</strong> e Luca <strong>Valzania</strong>, a oggi il quinto e il sesto di un centrocampo abbastanza duttile, essendo l&#8217;ucraino e Mario Pasalic utilizzabili tra le linee in assenza del capitano. Tutta gente abbastanza desiderata al piano di sopra. E fuori dagli almeno diciassette titolari della rotazione su tre fronti. Si lavora sottotraccia, in entrata e in uscita, ma consci che il gong alle compravendite non è poi così lontano. Ah, dimenticavamo: se il <strong>Napoli</strong>, per Duvan <strong>Zapata</strong>, offre Arkadiusz <strong>Milik</strong> più robusto conguaglio, si può fare. Forse. O anche solo se presta il suo attaccante dopo aver pagato il nostro&#8230;</p>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, per l&#8217;erede di Mancini è derby Spagna-Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 09:37:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno ha il blaugrana dentro, anche se ha indossato quasi sempre quello della squadra B. L&#8217;altro ha meno nobiltà d&#8217;origine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/07/LionelMessiSergiGomezSevillaFCvsFCFqitRrSBBpql.jpg"><p>Uno ha il <strong>blaugrana</strong> dentro, anche se ha indossato quasi sempre quello della squadra B. L&#8217;altro ha meno nobiltà d&#8217;origine ma è abbastanza appetito lo stesso. <strong>Sergi Gomez</strong> lo spagnolo, pardon il catalano, o <strong>Gian Marco Ferrari</strong> l&#8217;emiliano doc? Il destro o il mancino? Il tormentone della finestra estiva del calciomercato è il derby latino della difesa. L<strong>&#8216;Atalanta</strong>, sacrificato Gianluca <strong>Mancini</strong> sull&#8217;altare della plusvalenza, deve trovargli un sostituto all&#8217;altezza senza perdere troppo tempo. Lo esige Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, allenatore cui non piace perdere i pezzi né farsene recapitare di inadatti a rifare il puzzle della formazione. La differenza potrebbero farla le 14 partite di Europa League disputate dal mastino di Arenys de Mar contro la casella vuota fuori confine del più casereccio dei due.</p>
<p>L&#8217;annata è la stessa, il <strong>1992</strong>. Nella retroguardia nerazzurra il solo a prediligere il piede sinistro è José Palomino, perno o presidio del vertice di competenza quando in mezzo al terzetto viene prescelto Berat Djimsiti. Ma sarebbe uno dei pochi appigli per preferire il parmigiano del <strong>Sassuolo</strong>, uno che ha fatto la gavetta prima di attingere alle vette della professione tanto da meritarsi una valutazione da doppia cifra. A differenza del rivale, infatti, Ferrari non ha alcuna esperienza internazionale. Prima del 2016 non aveva mai giocato nemmeno in serie A, arrivandoci col <strong>Crotone</strong> dopo essere cresciuto nel Parma e aver risalito la china dall&#8217;Eccellenza, affrontata diciassettenne nel Monticelli Terme. Crociati Noceto (Seconda Divisione, l&#8217;ex C2), Fiorenzuola (D), Renate e Gubbio (Prima Divisione, ex C1 e attuale C unica) le altre stazioni fino al 2014, la Sampdoria come antipasto al neroverde Mapei.</p>
<p>Di tutt&#8217;altra pasta <strong>Sergi Gomez Solà</strong>, 27 anni come la sua attuale alternativa, compiuti il 28 marzo anziché il 15 maggio, ma con almeno un poker di punti di vantaggio. In primis, è del <strong>Siviglia</strong>, il cui plenipotenziario ex romanista Ramon Monchi ha già concluso con Zingonia l&#8217;ottimo affare che risponde al nome di Luis <strong>Muriel</strong>. Secondariamente, proprio <em>El Ronaldito</em>, suo compagno per la prima metà della scorsa stagione, ne ha parlato benissimo:<em> &#8220;Forte di testa e in uno contro uno, bravo in palleggio&#8221;</em>. Terzo, costa pochino, 6 milioni e mezzo in tutto: al Celta Vigo, suo club per quattro stagioni, l&#8217;anno passato era stato pagato 4,5. Dulcis in fundo, ha il marchio <strong>Barcellona</strong>, essendoci cresciuto nonostante la sola partita in prima squadra, la Supercoppa spagnola del 2010 vinta proprio contro la sua squadra attuale, giocandola curiosamente a parti invertite nell&#8217;agosto 2018. Chi sarà il prescelto?</p>
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