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	<title>settimo posto &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Palladino eguaglia il peggior record di Gasperini (59 punti): 1-1 a Firenze</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2026 21:02:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[38a serie A &#8211; Firenze, Stadio Artemio Franchi &#8211; venerdì 22 maggio (ore 20.45) Fiorentina &#8211; Atalanta 1-1 (1-0) FIORENTINA [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/7c9e3b37-5b01-454e-aee1-f111fe000259-1.jpeg"><p>38a serie A &#8211; Firenze, Stadio Artemio Franchi &#8211; venerdì 22 maggio (ore 20.45)<br />
<strong>Fiorentina &#8211; Atalanta 1-1 (1-0)<br />
FIORENTINA (4-3-3):</strong> Christensen 7,5 (42’ st Lezzerini sv); Dodò 5,5, Rugani 6,5 (22’ st Pongracic 6), Comuzzo 6, Gosens (cap.) 6 (30’ st Balbo 6); Fabbian 7, Mandragora 6,5, Brescianini 6,5 (22’ st Ndour 6); Harrison 6, Piccoli 6,5, Gudmundsson 5,5 (31’ st Solomon 6). A disp.: 42 De Gea; 29 Fortini, 44 Fagioli, 69 Puzzoli, 61 Braschi. All.: Paolo Vanoli 6,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Sportiello 5; Scalvini 6 (22’ st Djimsiti 6), Hien 5,5, Ahanor 5; Bellanova 5,5 (1’ st Zappacosta 7), De Roon (cap.) 6 (36’ st Scamacca 6), Pasalic 6, Musah 6,5; Samardzic 6 (17’ st De Ketelaere 6), K. Sulemana 6 (36’ st Vavassori sv); Raspadori 6. A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi; 23 Kolasinac, 40 Obric, 5 Bakker, 59 Zalewski, 13 Ederson, 90 Krstovic. All.: Raffaele Palladino 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Perri di Roma-1 7 (Votta di Moliterno, Pressato di Latina; IV Massa di Imperia. V.A.R. Di Bello di Brindisi, A.V.A.R. Serra di Torino).<br />
<strong>RETI:</strong> 39’ pt Piccoli (F), 37’ st aut. Comuzzo (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata estiva e serena, spettatori 19.606 di cui 65 atalantini nel settore ospiti per un incasso di 421.897 euro. Ammoniti K. Sulemana e Ahanor per gioco scorretto. Tiri totali 9-17, nello specchio 4-6, parati 3-6, respinti/deviati 1-2. Corner 3-3, recupero 1’ e 3’.</p>
<p><strong>Firenze</strong> &#8211; Di buono, forse, c’è solo l’esordio di Dominic <strong>Vavassori</strong>, tardivo dato che è un 2005, oltre alle occasioni accumulate ma non finalizzate. Se <strong>Roberto Piccoli</strong>, infatti, ci mette la zampata velenosa, per far segnare la Bergamo del pallone serve il compagno <strong>Comuzzo</strong>, che nell’anticipare <strong>Scamacca</strong> tramuta in autogol da punticino la corsa a perdifiato di <strong>Zappacosta</strong> nel corridoio di Musah. L’annata del subentrato novembrino a Ivan Juric, <strong>Raffaele Palladino</strong>, consegna <strong>l’Atalanta</strong> al peggior record degli ultimi dieci anni pareggiando <strong>i 59 punti di Gian Piero Gasperini, però allora fuori dalla zone coppe, nel 2021-2022</strong> alle spalle della stessa <strong>Fiorentina</strong> in vena di rompere le uova nel paniere a <strong>Conference League</strong> centrata lo stesso nella sconfitta di corto muso col Bologna. Sesto punto nelle ultime sette giornate, si badi bene: la rimonta dal tredicesimo posto s’è fermata praticamente dopo Pasquetta. Da quel tris a Lecce, poca roba: vinto solo a San Siro col Milan, ko con Juve, Cagliari e i felsinei rimasti ottavi, pari dal Gasp a Roma e col Genoa a Bergamo.</p>
<p>La sveglia alla partita più esornativa della terra è il girellone mancino a scendere di <strong>Samardzic</strong> convergendo ma non troppo entro i venti metri nello scambio con Bellanova, ma il balzo di Christensen per toglierla dal secondo palo oltre il quarto è puntuale. Due lancette e Ahanor taglia per ricevere pan per focaccia da Sulemana lungo l’altra catena, ma la scivolata del volto noto Gosens e l’interposizione di <strong>Musah</strong> mettono fretta al diciottenne che impatta male tra tacco e suola. L’intesa è quel che è, con almeno sei undicesimi di riserve di partenza. L’ex Southampton non taglia sulla ripartenza rifinita da Pasalic, che poi opta per le vie centrali alle soglie del quarto d’ora servendo il serbo, la cui traiettoria frontale è vanificata dalla schiena di <strong>Raspadori</strong>. Quest’ultimo, scollinato il terzo effettivo di primo tempo, riceve dall’ala ghanese incrociando il sinistro a lato d’un soffio dall’area. </p>
<p>Tra 18’ e 19’, superlavoro per il <strong>portiere viola</strong>: a chiudere le chance in un fazzoletto dal limite è il mancato doppio assistman De Roon, ma l’ultimo ostacolo ha riflessi felini per toglierla dal sette al convergente <strong>Musah</strong>, schierato quinto di sinistra, dopo due cambi di fronte, dall’angoletto al nuovo tentativo del tuttosinistro ex Udinese al terzo tentativo personale di cui due nello specchio. Al 22’ scarso, l’uscita di Sportiello, protetto dalla diagonale di Scalvini, sull’assalto spizzata-tocco non controllato tra l’altro ex Piccoli e Fabbian. Nel nulla assoluto dei viola, la conclusione successiva è ancora del capitano olandese che si fa ingolosire dall’input dell’americano di Castelfranco Veneto in punta di navata: sfera alta, anche perché il rientro della mezzala destra di casa lo induce a liberarsene subito.</p>
<p>Se Marten dice trentatré per dimostrare comunque la salute della Dea di scorta, sei minuti più tardi il gol del sorisolese è il modo peggiore di farsi prendere in contropiede. Al netto del sinistro loffio eppure sfuggito alla riserva di Carnesecchi, Hien esce su Brescianini in scia al destro della punta di Castel Bolognese smorzata da Comuzzo lungo l’asse coi due centrocampisti, <strong>Ahanor</strong> si fa superare da una mezza finta con cambio di direzione e vabbè, poi la papera. Harrison la pennella per Fabbian, che Bellanova in qualche modo ostacola nel terzo tempo a lato non di poco (43’). Prima del recupero, duetto fra jugoslavi con mirino alzato all’eccesso per Super Mario. La <strong>ripresa</strong> inizia idealmente al sesto sul corridoio di sinistra, dove si buttano Sulemana che sfugge a Dodò, Musah, <strong>Raspadori</strong> che resiste a Comuzzo passandola da terra e <strong>Ahanor</strong> che su scarico del centrattacco nominale impegna Christensen con una discreta botta verso il secondo palo. </p>
<p>Alla doppia cifra d’orologio, gran tempismo di <strong>Sportiello</strong> in uscita sui piedi di Mandragora, inseritosi nella trama di Fabbian e del terzino destro brasiliano in viola con l’ex Genoa di qua ad andare a viole. L’accentrato Harrison calcia centralmente in piena lunetta (12’) sul borseggio nuovamente della mezzala destra locale a Musah, al primo errore della partita. A ruota, Zappacosta, subentrato a Bellanova all’intervallo, non controlla benissimo sull’allungo di Kamaldeen dal fondo favorendo la respinta di piedi del baluardo toscano per il primo angolo. <strong>Intorno 16’, però, bis sfiorato due volte</strong> dai Vanoli-boys, quando la punizione a giro alto dai 25 metri di <strong>Mandragora</strong> per fallo di Ahanor (spaesatissimo) su Gudmundsson viene staccata sotto il primo sette dal portiere atalantino che invece assiste impotente allo stacco alto di Rugani accompagnato dall’islandese dalla bandierina sinistra. Pasalic fa lo stesso, puntando sempre il ben più basso Dodò, senza sfruttare il cross al millimetro del laterale di Sora (19’), due minuti dopo l’ingresso di De Ketelaere. </p>
<p>Oltre il ventesimo, sempre lo stesso terzino colpisce per primo in gioco aereo il tracciante di esterno proprio del fiammingo inducendo il vatreno a colpire pressoché di nuca. Al 32’ lo strappo di <strong>Sulemana</strong> a piatto destro aperto chiama Christensen alla sesta parata della serie e Hien spizza appena sull’azione da corner crossata dal belga. A dieci dal novantesimo, Fabbian incorna il traversone di Mandragora dalla bandiera destra e Sportiello sbraccia sopra la traversa. I fiorentini decidono comunque di farsi male da soli a ruota della vittoria all’inglese in casa della Juve. Bello il movimento traditore del romano alle spalle del difensore da patatrac. Meno lo sposta e tira col destro di Raspadori sul la di CDK. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Le verità di Luca Percassi: &#8220;Questa è la nostra dimensione, perché i mugugni?&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 19:04:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;annata dell&#8217;Atalanta? Luca Percassi, amministratore delegato, commenta a Sportitalia, dopo il successo della Primavera nella Coppa Italia di categoria, i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/750bd059-1e52-4cfe-b145-f412137f42dc.jpeg"><p dir="ltr">L&#8217;annata dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>? <strong>Luca Percassi</strong>, amministratore delegato, commenta a <em><strong>Sportitalia</strong></em>, dopo il successo della Primavera nella Coppa Italia di categoria, i vocii dei detrattori e degli ipercritici.&nbsp;<em>&#8220;Avvertiamo mugugni per l&#8217;attuale posizione in classifica. Noi continuiamo a lavorare stiamo coi piedi per terra. Il rammarico sarebbe maggiore se non ci fossimo espressi su certi livelli e non avessimo espresso il massimo impegno, ma non è questo il caso&#8221;</em>, il nocciolo delle sue parole.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Sappiamo che stagione è stata per la prima squadra. I risultati sono stati molto importanti per la nostra dimensione. Sento anche dell&#8217;amarezza per essere andati vicini a conquistare la finale di Coppa Italia. Siamo settimi e daremo tutto nelle ultime quattro giornate: per la dimensione che abbiamo, nonostante nel recente passato avessimo avuto soddisfazioni più grandi, è stata un&#8217;ottima annata&#8221;</em>.</p>
<p>Infine, sul trofeo alzato all&#8217;Arena Civica di Milano in faccia alla Juventus:&nbsp;<em>&#8220;Siamo contenti per un gruppo che è cresciuto molto e ha dato un motivo di soddisfazione a tutto il settore giovanile. L&#8217;Atalanta ha la sua storia nel vivaio e come famiglia rappresenta il presente e il futuro della società. Noi ci siamo cresciuti, rappresenta il nostro modo di essere e di fare. Non è fatto per vincere titoli, ma per formare, anche se quando il trofeo arriva ci dà molta gioia&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Le voci dei protagonisti della Coppa Primavera</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; stata una partita difficilissima e non abbiamo espresso il nostro miglior calcio, ma i ragazzi non hanno mai mollato e alla fine abbiamo fatto girare gli episodi a nostro favore. Sono due mesi che stiamo facendo un ottimo percorso: nel finale subentrano tante emozioni e non è stata la squadra vista nell&#8217;ultimo periodo. La Juve non ha chiuso il punteggio e ne abbiamo approfittato.<br />
E&#8217; una grande emozione, non è che fossimo tanto abituati a giocarci o ad alzare un trofeo. Vorrei condividere questo premio con tutti i colleghi allenatori dell&#8217;intero, ringraziando la società per le opportunità e le strutture che ci mette a disposizione.<br />
In ultimo, la dedica ai miei figli: Nicholas, Tommaso e Martina e Luca che da lassù avrà tifato per il suo papà&#8221; (<strong>Marco Zanchi</strong>, vice allenatore Under 20, facenti funzioni per la squalifica del responsabile tecnico <strong>Giovanni Bosi</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ce la siamo meritata lottando fino all&#8217;ultimo secondo. Ci abbiamo sempre creduto, ma la parte più interessante della stagione sta per iniziare adesso con la qualificazione ai playoff come obiettivo e poi la fase finale.<br />
Grazie allo staff e a chi ogni giorno ci sta accanto. E anche a Isaac, senza il suo gol non ci saremmo arrivati a giocarcela. Ma tutti meritano un applauso&#8221; (<strong>Alessandro Anelli</strong>, portiere).</p>
<p>&#8220;Il mio gol, come il risultato, è stato frutto di una grande partita. Il merito è della squadra, sinceramente, perché ci ha creduto fino alla fine. I tifosi sono stati l&#8217;uomo più in campo per la squadra, senza di loro non so come avranno fatto. Alessandro è il miglior portiere con cui abbia mai giocato e uno dei più forti in Italia&#8221; (<strong>Isaac Collins Isoa</strong>, difensore).</p></blockquote>
<p><em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Isolmant-Premac-Vittoria, Giordani settima in Friuli: compagne frenate da una caduta</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2025 16:18:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Arianna Giordani]]></category>
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					<description><![CDATA[Buon settimo posto per la talentuosa atleta piacentina Arianna Giordani nell’edizione numero 30 del “Giro della Provincia di Pordenone”, gara [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Isolmant-Premac-Vittoria-c-Foto-F.OSSOLA.jpg"><p>Buon <strong>settimo</strong> posto per la talentuosa atleta piacentina <strong>Arianna Giordani</strong> nell’edizione numero 30 del <strong>“Giro della Provincia di Pordenone”</strong>, gara nazionale riservata alla categoria open andata in scena nella mattinata di domenica 3 agosto sulle strade friulane di Valvasone Arzene (Pordenone). La manifestazione, curata dalla perfetta regia organizzativa dell’Associazione Ciclistica Dilettantistica Valvasone del presidente Michele Zilli, ha assegnato anche il venticinquesimo “Memorial Ligido Zilli Stella di Bronzo CONI”.</p>
<p>La giovane portacolori del team <strong>Isolmant &#8211; Premac &#8211; Vittoria</strong>, al primo anno nella massima categoria, è stata brava ad inserirsi nel drappello di una ventina di atlete rimaste al comando dopo la rovinosa caduta che a tre chilometri dalla conclusione ha ‘disintegrato’ il gruppo. A ‘deragliare’, purtroppo, anche il treno rossonero del team manager Giovanni <strong>Fidanza</strong>. Nella maxi caduta, infatti, sono finite a terra anche Emanuela <strong>Zanetti</strong>, seconda classificata lo scorso anno su queste stesse strade, Emma <strong>Redaelli</strong>, Marta <strong>Zanga</strong> ed Asia <strong>Zontone</strong>.</p>
<p>All’invito degli organizzatori friulani hanno risposto 139 atlete, che si sono sfidate per <strong>108 chilometri</strong> spalmati sul tradizionale circuito cittadino quasi completamente pianeggiante, lungo 13.500 metri, e ripetuto per otto volte. La gara si è animata poco prima del giro di boa, grazie all&#8217;azione ben orchestrata dalla friulana di Buja Asia <strong>Zontone</strong> (Isolmant &#8211; Premac -Vittoria) e dalla trevigiana Sara Luccon (Top Girls &#8211; Fassa Bortolo), entrambe reduci dal “Giro d&#8217;Italia Women UCI WWT”. Le due fuggitive di giornata, che hanno raggiunto un vantaggio massimo di una trentina di secondi sul gruppo, sono state riprese nel corso della penultima tornata.</p>
<p>Poco prima dello sprint conclusivo, con le atlete della compagine bergamasca in ottima posizione per giocarsi il trionfo, c&#8217;è stata la rovinosa caduta che di fatto ha condizionato il risultato finale. La sfortuna, però, non ha colpito <strong>Arianna Giordani</strong>, che ha potuto conquistare un brillante piazzamento in ‘top ten’. Il “Giro della Provincia di Pordenone &#8211; Memorial Ligido Zilli Stella di Bronzo CONI” era valido anche come prova inaugurale della quarta edizione della “Challenge Open Femminile Friuli Venezia Giulia &#8211; Trofeo Morfeo Gadget”, promossa dall’A.C.D. Valvasone e dall’A.S.D. Unione Ciclisti Sandanielesi. La seconda ed ultima prova, la quarta edizione della “Coppa Città di San Daniele Rosa”, andrà in scena domenica 5 ottobre a San Daniele del Friuli (Udine).</p>
<p><strong>ORDINE D’ARRIVO ELITE “GIRO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE &#8211; MEMORIAL LIGIDO ZILLI STELLA DI BRONZO CONI” A VALVASONE ARZENE (PN):</strong><br />
1) Siri Irma (Top Girls-Fassa Bortolo) Km 108 in 2h26’43” alla media di 44,167 Km/h<br />
2) Vallotto Giulia (Team Mendelspek e-work)<br />
3) Crestanello Lara (Born to Win Zhiraf BTC City Ljubljana)<br />
4) Reghini Chiara (Top Girls-Fassa Bortolo)<br />
5) Bortoli Virginia (Top Girls-Fassa Bortolo)<br />
6) Sklyarova Yelizaveta (Born to Win Zhiraf BTC City Ljubljana)<br />
<em><strong>7) Giordani Arianna (Isolmant-Premac-Vittoria)</strong></em><br />
8) Zambelli Alessia (Top Girls-Fassa Bortolo)<br />
9) Luccon Sara (Top Girls-Fassa Bortolo)<br />
10) Castagna Monica (Top Girls-Fassa Bortolo)<br />
<em><strong>Ufficio Stampa Team Isolmant Premac Vittoria 2025</strong></em><br />
<em><strong>© Foto Flaviano Ossola</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Inter degli ex atalantini vince la Coppa Italia e regala l&#8217;Europa all&#8217;Atalanta: Fiorentina ko</title>
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		<pubDate>Wed, 24 May 2023 21:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
		<category><![CDATA[settimo posto]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;erano Alessandro Bastoni, uscito al 58&#8242; per lasciare spazio a Stefan de Vrij, Robin Gosens, dentro dal 68&#8242; per Dimarco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/05/Olimpico-finale-Coppa-Italia-2023.jpg"><p>C&#8217;erano Alessandro <strong>Bastoni</strong>, uscito al 58&#8242; per lasciare spazio a Stefan de Vrij, Robin <strong>Gosens</strong>, dentro dal 68&#8242; per Dimarco e dal 3-1 in canna su spunto di Lukaku al 77&#8242; per il contrasto di Dodò, e Roberto Gagliardini, dall&#8217;83&#8217; per Calhanoglu. Di là, il solo Jack <strong>Bonaventura</strong>, pre-assistman del <strong>vantaggio</strong> di Nico Gonzalez al 3&#8242; in asse con Ikoné prima di servire a una ventina abbondante dalla fine il possibile 2 pari a Jovic, sbattuto addosso alla saracinesca Handanovic. Ma è <strong>l&#8217;Inter</strong> a spuntarla, alla fine, grazie alla doppietta di <strong>Lautaro</strong> Martinez, tra 29&#8242; e 37&#8242;, tutto nel primo tempo, diagonale basso e poi acrobazia pescato rispettivamente da Brozovic e da Barella, facendo svanire in faccia alla Fiorentina il sogno chiamato <strong>Coppa Italia</strong>. Nono trofeo della coccarda, secondo di fila e dopo aver già vinto la Supercoppa Italiana, per la compagine attualmente terza in regular season.</p>
<p>Ciò che più importa è che la mancata vittoria dei toscani non mette più in discussione il rapporto posizioni-qualificazioni europee in campionato a due giornate dal gong: <strong>l&#8217;Atalanta</strong>, per adesso <strong>quinta</strong> in attesa di affrontare proprio la Beneamata a San Siro (sabato sera, 20.45) e il Monza in chiusura di stagione, dopo un solo anno di purgatorio torna ufficialmente nelle competizioni UEFA. Quale delle tre sarà, lo deciderà la coda della serie A che si preannuncia al veleno. La squadra di Italiano punta sulla <strong>Conference</strong> League (atto conclusivo col West Ham; Roma-Siviglia, invece, in EL) per un posto in Europa League, i milanesi dell&#8217;altro ex Simone Inzaghi a far secco il City in finale di Champions.</p>
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		<title>AlbinoLeffe, un pari in rimonta che non fa male col Pontedera (2-2)</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 15:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[AlbinoLeffe]]></category>
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					<description><![CDATA[AlbinoLeffe – Pontedera 2-2 (0-0) ALBINOLEFFE (3-5-2): Savini 6; Canestrelli 6, Mondonico 6 (1&#8242; st Gusu 5,5), Riva 6,5; Borghini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/04/AlbinoLeffe-2-2-vs-Pontedera.jpg"><p><strong>AlbinoLeffe – Pontedera 2-2 (0-0)</strong><br />
<strong>ALBINOLEFFE (3-5-2):</strong> Savini 6; Canestrelli 6, Mondonico 6 (1&#8242; st Gusu 5,5), Riva 6,5; Borghini 6,5, Gelli 6, Nichetti 6, Giorgione (cap.) 7, Tomaselli 6 (32&#8242; st Petrungaro 6,5); Manconi 5,5 (47&#8242; st Ravasio sv), Cori 6,5 (37&#8242; st Galeandro sv). A disp.: 24 Paganessi, 31 Caruso (p), 2 Cerini, 10 Gabbianelli, 18 Piccoli, 20 Genevier, 27 Miculi, 29 Ghezzi. All.: Marco Zaffaroni 6,5.<br />
<strong>PONTEDERA (3-5-2):</strong> Sarri 6; Risaliti 5,5, Piana 6, Ropolo 6 (32&#8242; st Benericetti 6); Milani 6, Perretta 6, Caponi (cap.) 6,5, Benedetti 5,5 (41&#8242; st Giani sv), Vaccaro 6,5 (18&#8242; st Benassai 5,5); Magrassi 7, Stanzani 5,5 (18&#8242; st Semprini 6,5). A disp.: 12 Angeletti, 4 Bardini, 19 Pretato, 23 Matteucci, 24 Nero, 33 Rovai. All.: Ivan Maraia 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Kumara di Verona 6,5 (Lisi di Firenze, Colavito di Bari; IV Valentini di La Spezia).<br />
<strong>RETI:</strong> 17&#8242; st Borghini (A), 33&#8242; st Petrungaro (A), 41&#8242; st e 46&#8242; st rig. Magrassi (P).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Vaccaro per simulazione e Petrungaro per esultanza scomposta. Tiri totali 8-12, nello specchio 3-7, respinti/deviati 1-3, parati 2-5. Corner 3-4, recupero 1&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p>Gorgonzola (Milano) &#8211;  <strong>Borghini</strong>, forse il peggiore fin lì, fa da battistrada infilandone un&#8217;altra dopo Piacenza e <strong>Petrungaro</strong> imita Del Piero, ma il doppio vantaggio non basta a un <strong>AlbinoLeffe</strong> in vena di amnesie per inanellare contro il <strong>Pontedera</strong> la terza vittoria di fila. L&#8217;accesso ai playoff, a un <strong>Lecco</strong> di distanza dalla fine della regular season, dovrebbe avvenire da settima (ora a quota 54). Potrebbe essere stato dunque un antipasto del primo turno dei playoff.<br />
40 secondi e <strong>Cori</strong> tenta l&#8217;acrobazia sulla solita palla di Giorgione dal centrosinistra, mentre alla cinquina è Gelli a murare il mancinone di seconda by <strong>Ropolo</strong>, salito a sostegno dell&#8217;apertura di gioco di Magrassi dal centrodestra in asse con la sua mezzala, con il futuro battistrada ad allontanare di testa. Sembra prevalere un atteggiamento conservativo, da pareggino che farebbe comodo a entrambe, vedi tentativo strozzato di Manconi dai venti metri in combinazione col partner d&#8217;attacco. Arduo, in mezzo al vuoto pneumatico di idee e ritmo, considerare l&#8217;ammollo dall&#8217;out di <strong>Perretta</strong> a rientrare come prima conclusione nello specchio, avendo la sostanza di una telefonata augurale, anche se in casa bluceleste la sveglia non suona: due giri di lancetta (23&#8242;) e dopo il contrasto dubbio al limite Mondonico-Milani c&#8217;è la battuta di dribbling del capitano altrui <strong>Caponi</strong> che ha il difetto di strozzare troppo il sinistro poco davanti al dischetto. Savini se la cava col tuffetto e al 26&#8242; grazie alla mira storta a volo d&#8217;angelo dell&#8217;eroe della domenica <strong>Magrassi</strong> a incocciare l&#8217;ammollo di Vaccaro. Al 32&#8242; ci prova quest&#8217;ultimo ciabattando sull&#8217;onda lunga dello schema da punizione di Benedetti ribattuto dalla difesa e tenuto vivo, di riffa e di sponda, dai due davanti più Piana, segno che l&#8217;inerzia reclama un padrone però restio ad avvinghiarla, perché al dunque non scavalca l&#8217;ombrello dell&#8217;imprecisione.<br />
Di qua il <strong>sannita</strong>, che sbatte contro la muraglia ospite (34&#8242;), manca l&#8217;imbucata per il bomber (37&#8242;), prima del la di Magrassi da sinistra nel recupero per l&#8217;inserimento dell&#8217;esterno sinistro toscano, caracollante tanto da beccarsi il giallo per simulazione sul contrasto con <strong>Giorgione</strong>. Al rientro dal tunnel <strong>Gelli</strong> sfugge al dirimpettaio dopo un contropiede imperfetto di Tomaselli dall&#8217;altro lato rifinito dal risolutore dell&#8217;andata Manconi (ieri 27 primavere), ma la sua botta da posizione defilata finisce in curva. La volta che il numero 7 esce dal guscio, c&#8217;è un fromboliere da quindicina incapace di oltrepassare le maglie fitte degli avversari (15&#8242;), ma per fortuna Cori apre indovinandola giusta per il disimpegno-cilecca abbozzato dal perno ospite, impeccabile fino al momento prima, e il match winner se la ritrova solo da calciare in porta. Al 28&#8242; <strong>Semprini</strong> svetta bene a correzione della palla di Milani, ma è lontano dal bersaglio e non angola, lasciando però l&#8217;errore più madornale al capitano dei bergamaschi che scollinata la mezzora si fa ipnotizzare da <strong>Sarri</strong>, a una quaterna cronometrica dal suo vassoietto per il destro a giro meraviglioso della new entry ex torinista che sigilla la pratica. Benedetti, sugli sviluppi del secondo corner dei suoi, alza il mirino da fuori. A riaprirla, come Benassai nell&#8217;1-2 a campi invertiti, è il tap-in di Magrassi sulla paratona in mischia di Savini, un&#8217;azione convulsa iniziata di tacco da Risaliti. <strong>Galeandro</strong>, di là, non l&#8217;arrotonda. Il portiere di casa ci arriva sulla punizione deviata di Caponi, ma <strong>Gusu</strong> alza la mano sulla sfera rimessa dal fondo di<strong> </strong>Piana e il doppiettista di turno dal dischetto buca le mani all&#8217;unico ostacolo. Il 9 maggio, avversario a parte, si giocherà davvero nel nuovo stadietto-gioiello di Zanica? Facciamo un tifo sfrenato perché ciò accada. Peccato solo per il vuoto spinto sugli spalti. </p>
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