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	<title>snowboard paralimpico &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Davide Epis, dall&#8217;incidente allo snowboard paralimpico: &#8220;Lo sport è ricominciare, viaggiare e conoscere&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 11:41:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nonostante un incidente in moto che l’ha portato a subire l’amputazione del piede sinistro, Davide Epis di Sedrina, giovane atleta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/salvi-panzeri-epis.jpg"><p><span style="font-weight: 400;">Nonostante un</span><b> incidente in moto</b><span style="font-weight: 400;"> che l’ha portato a subire l’amputazione del piede sinistro, <strong>Davide Epis</strong> di Sedrina, giovane atleta della nazionale italiana, 21 anni il prossimo luglio, ha continuato a praticare</span><b> sport</b><span style="font-weight: 400;">, arrivando ai massimi livelli nello</span><b> snowboard paralimpico</b><span style="font-weight: 400;">. Un </span><b>sorriso contagioso</b><span style="font-weight: 400;">, il suo, e una forza altrettanto contagiosa. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Ho avuto un </span></i><b><i>incidente in moto</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> quattro anni fa, a 16 anni. Una volta uscito dall’ospedale, ho iniziato a fare sport per riabilitazione, da lì ho visto che andavo abbastanza bene e ho continuato. Prima dell&#8217;incidente </span></i><b><i>andavo in skate</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> con discreti risultati, mentre con lo snowboard solo saltuariamente. Volevo uno sport in cui la presenza di una protesi potesse incidere e lo snowboard andava bene”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">Si racconta a tutto tondo Davide Epis in occasione del </span><b>44° convegno medico dedicato agli sport invernali</b><span style="font-weight: 400;">, promosso sabato 9 maggio a</span><b> San Pellegrino Terme </b><span style="font-weight: 400;">dal </span><b>Comitato Coppa Angelo Quarenghi</b><span style="font-weight: 400;">:</span><i><span style="font-weight: 400;"> “Pratico</span></i><b><i> snowboard cross e banked-slalom</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Ho iniziato ad andare da solo, filmandomi: avevo trovato il contatto dell’allenatore </span></i><b><i>Igor Fortin</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, che ora è il mio allenatore. Prima di diventarlo, mi chiese di fargli avere dei miei video per capire il mio livello. Una volta mandati, sono andato in</span></i><b><i> Trentino per conoscerlo</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> e fare un allenamento con i ragazzi della squadra B italiana, da lì ho iniziato a competere”. </span></i><span style="font-weight: 400;">Un percorso che chiede a Davide di spostarsi in </span><b>Nord Europa</b><i><span style="font-weight: 400;">. “Una volta entrati in squadra è necessario recarsi in Olanda, dove si possa fare una </span></i><b><i>classificazione della disabilità</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Qui si viene sottoposti ad una visita medica dove viene dichiarata la percentuale di disabilità fisica e, con questa, viene assegnata una categoria nella quale poi si gareggerà. Successivamente ho iniziato a </span></i><b><i>partecipare alle gare</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> e sono uscito a entrare nella </span></i><b><i>squadra A di snowboard</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, dove milito tuttora”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Davide ci spiega come funziona la sua disciplina: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Ci dividiamo tra </span></i><b><i>Coppa Europa</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> e </span></i><b><i>Coppa del Mondo</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> e di solito tutte le tappe sono all’estero. Abbiamo due categorie: snowboard cross, come quella praticata dai normodotati, dove si corre in 4 atleti su una pista con diversi salti e curve e solo i primi per ogni round passano al successivo. L’altro è banked slalom, è come lo slalom degli scii, ma abbiamo </span></i><b><i>curve fisicamente già costruite</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, si scende da soli e chi ci mette meno vince”</span></i><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Epis ha trovato nello snowboard </span><b>uno sport che lo appassiona</b><span style="font-weight: 400;"> e lo valorizza nella vita di tutti i giorni “</span><i><span style="font-weight: 400;">Dello snowboard mi piace il fatto che l’utilizzo di una protesi è abbastanza rilevante e </span></i><b><i>mi ha aiutato nella vita di tutti i giorni</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> per capire come utilizzarla meglio, anche solo nei movimenti che una persona amputata deve compiere per gestire la protesi. Volevo dimostrare a me stesso che dopo l’incidente</span></i><b><i> non era finita</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, volevo tornare a fare quello che già facevo. Ero un ragazzo abbastanza sportivo e</span></i><b><i> non volevo lasciarmi abbattere</i></b><i><span style="font-weight: 400;">”</span></i><span style="font-weight: 400;"> racconta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno</span><b> spirito combattivo</b><span style="font-weight: 400;"> che l’ha portato letteralmente a un giorno dall’</span><b>esordio olimpico</b><span style="font-weight: 400;">. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Sono stato convocato per le <strong>P</strong></span></i><b><i>aralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, ma il giorno prima delle qualifiche non ho potuto gareggiare per infortunio, ora la stagione è conclusa”.</span></i><span style="font-weight: 400;"> Lo snowboard ha veramente </span><b>cambiato l’esistenza</b><span style="font-weight: 400;"> di Davide: </span><i><span style="font-weight: 400;">“La vita da atleti è più impegnativa di quanto pensassi. Nel periodo estivo sono più libero, faccio palestra e nuoto, sto con la mia famiglia. In inverno diventa tutt’altra cosa, sono spesso via e ci sono momenti in cui diventa pesante viaggiare sempre, d’altro canto è l’aspetto bello, si vedono molti posti nuovi. Quando si fa una gara, magari si sta via una settimana e non si ha tanto tempo per visitare, magari si ha un giorno di tregua, ma non si fa i turisti”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È proprio l’aspetto sportivo a</span><b> emozionare maggiormente</b><span style="font-weight: 400;"> il nostro atleta. </span><i><span style="font-weight: 400;">“Il ricordo migliore è stata la</span></i><b><i> gara in Finlandia</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, nel gennaio 2025: il posto è meraviglioso, la Finlandia è un luogo speciale ed era la mia prima volta lì. Anche solo vedere l’aurora boreale è stato magico. Abbiamo fatto solo un giorno di gara perché la pista era ghiacciata, ma sono arrivato </span></i><b><i>secondo in Coppa Europa</i></b><i><span style="font-weight: 400;"> e non me lo aspettavo. Quando ero al cancelletto sapevo di essere tra i primi 4, ero già felice e quando è arrivato il secondo posto l’emozione è stata incredibile”</span></i><span style="font-weight: 400;"> e l’asticella non può che alzarsi:</span><i><span style="font-weight: 400;"> “Ora l’obiettivo è </span></i><b><i>entrare in Coppa del Mondo</i></b><i><span style="font-weight: 400;">, per il resto vedremo come andrà”.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&nbsp;</span><i><span style="font-weight: 400;">&#8220;La storia di Davide</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; spiega il </span><b>dottor Giampietro Salvi</b><span style="font-weight: 400;">, presidente del Comitato Coppa Quarenghi &#8211; </span><i><span style="font-weight: 400;">è la dimostrazione che anche nei momenti più sfortunati e tristi si può</span></i><b><i> ritrovare la voglia di andare avanti</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Nello sport, Davide ha trovato gli stimoli per continuare a fare quello che più gli piace e ha capito che non è necessario primeggiare con gli altri, ma prima di tutto con se stessi. Anche se non ci è dato sapere fin dove si può arrivare, è fondamentale conservare sempre la </span></i><b><i>fiducia nei propri mezzi</i></b><i><span style="font-weight: 400;">. Non importa da dove si parte, l’importante è non fermarsi e cercare sempre di migliorarsi nella vita come nello sport, per realizzare il proprio destino. Le difficoltà sono sfide in cui il nostro tempo va impiegato con coraggio e non sprecato inutilmente&#8221;.<br />
<strong>Effe</strong></span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
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