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	<title>social &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>La felicità di Pasalic: &#8220;L&#8217;orgoglio e l&#8217;onore, trecento(uno) partite da atalantino&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 14:42:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;E sempre un grande onore per me, e mi rende veramente molto felice ed orgoglioso poter rappresentare Atalanta Bergamasca Calcio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250715-WA0059.jpg"><p><em>&#8220;E sempre un grande onore per me, e mi rende veramente molto felice ed orgoglioso poter rappresentare <strong>Atalanta Bergamasca Calcio</strong>, la città di Bergamo e tutti i tifosi. Farlo per 300 volte sul campo è qualcosa veramente speciale. Grazie a tutti e sempre forza Atalanta! Andiamo avanti&#8230;&#8221;</em>. Lo scrive <strong>Mario Pasalic</strong> sui social dopo la maglia numero 330 consegnatagli ieri prima del <strong>Lecce</strong> dal presidente Antonio Percassi.</p>
<h3>Pasalic, un Mario davvero Super</h3>
<p>Il trentenne centrocampista, capitano della Nazionale croata, coi salentini ha scollinato di una la tale quota di presenze in nerazzurro acciuffata a Parma il 30 agosto scorso prima della sosta, è l&#8217;ottavo atalantino di sempre per partite disputate dietro le 435 di Bellini, le 398 del compagno <strong>Marten de Roon</strong>, le 331 di Valter Bonacina, le 324 di Stefano Angeleri, le 323 di Cristiano Doni, le 313 di Rafael Toloi e le 305 di Livio Roncoli.</p>
<h3>L&#8217;alta fedeltà di chi gioca e segna</h3>
<p>Pasalic è anche al <strong>quinto posto complessivo della classifica dei gol</strong> segnati nella storia della società. Con le sue 60 marcature, al pari di Josip Ilicic, è dietro le 112 di Doni, le 82 di Duvan Zapata, le 68 di Luis Muriel, le 65 di Severo Cominelli e davanti alle 59 del Papu Gomez. L&#8217;attuale compagno di squadra <strong>Ademola Lookman</strong> è decimo con 52: prima del nigeriano, a 56 German Denis e Adriano Bassetto, con Poul Rasmussen a 54.</p>
<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FMarioPasalic%2Fposts%2Fpfbid02PviZudxQimhERt4BSU7MRwBKRMVjviFwJv6SxLSBEBZJKECs9M1pVimcfVZC59DJl&#038;show_text=true&#038;width=500" width="500" height="667" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share"></iframe><br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Perché l&#8217;Atalanta fa le fortune di Gasperini e viceversa e perché è ridicolo mettere l&#8217;una contro l&#8217;altro</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Feb 2025 09:01:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Apriti cielo. Nello squarcio che dall&#8217;infinito guarda giù sotto ai comuni mortali, riecco la litania del mister [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/12/IMG-20241222-WA0057-1.jpg"><p>di <em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p>Apriti cielo. Nello squarcio che dall&#8217;infinito guarda giù sotto ai comuni mortali, riecco la litania del mister contro la società. Gli occhiali inforcati col <strong>Cagliari</strong>, con un rigore negato per il mani di Augello sulla palla dentro di <strong>Toloi</strong> e un gol annullato a Brescianini senza alcuna carica, oltretutto di spalle, dello spondista Posch sul portiere altrui Caprile, sono bastati e avanzati ai commentatori della rete e in generale dell&#8217;etere da prosopopea per definire agli sgoccioli il rapporto tra <strong>Gian Piero Gasperini</strong> e l&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Motivazioni a sostegno della tesi, nemmeno originale e anzi un po&#8217; vecchiotta e frusta? Gli attaccanti che mancano e di cui l&#8217;allenatore, microfono alla mano, ha denunciato di <em>&#8220;soffrire tremendamente l&#8217;assenza&#8221;</em>.</p>
<p>Ha fatto pure nome e cognome, <strong>Ademola Lookman</strong>, <em>&#8220;quello dallo spunto in più che può far svoltare le partite&#8221;</em>, assente dalla vigilia di Barcellona e scusate se è poco, dichiarando il vero fino a prova contraria quando ha sottolineato che ormai per completare il reparto i centrocampisti adattati non solo concludono le partite, ma spesso devono iniziarle. Così hanno voluto il fato, leggi <strong>Scamacca</strong>, e un calciomercato dallo switch tra <strong>Zaniolo</strong>, evidentemente poco disposto a restare al prezzo di mercanteggiare un utilizzo alla giornata, e <strong>Maldini</strong>, quasi subito infortunatosi. Leggerci la volontà del club di accontentarsi solo dei soldi di un&#8217;altra qualificazione alla <strong>Champions League</strong> è oltre il ridicolo. Non è che a gennaio-inizio febbraio l&#8217;Everton o chi per esso ti regala il Beto Betuncal di turno solo perché sei rimasto con un centravanti solo, <strong>Mateo Retegui</strong>, che porta impressi i segni dell&#8217;usura nonostante venga spesso assoggettato a turnover a partita in corso. Non è che Bergamo abbia la calamita per i saldi di fine stagione, per cui improvvisamente tutte le punte valide con gol e assist in canna cambiano casacca a mo&#8217; di mercenari per cucire le toppe sui guai dell&#8217;infermeria nerazzurra. E poi i segnali di risveglio da tardo debuttante di <strong>Vanja Vlahovic</strong>, matchball sfiorato nel finale di un rimbalzino, ci stanno raccontando che forse una controfigura c&#8217;è, in carne e ossa.</p>
<p>Questa storiella della contrapposizione continua tra front office di Zingonia e manico della panchina, oltre che smentita sonoramente dall&#8217;interessato, e poco importa che la colpa sia sempre dei giornalisti come se fossero tutti uguali, è oltre i limiti dell&#8217;assurdo. Almeno quanto la bizzarra teoria che se gli uomini sono contati sia per volontà del Gasp stesso. Fandonie. Cretinate. Va bene la più volte dichiarata preferenza per la <strong>rosa corta</strong>, ma sono anni che la Dea è sovradimensionata di intere rampe di scale rispetto al <strong>Genoa</strong>, ovvero il precedente non plus ultra della carriera da responsabile tecnico dell&#8217;uomo che da nove stagioni sta facendo le fortune sportive di un progetto dall&#8217;asticella sempre alzata, ma nessun essere senziente rimarrebbe coi difensori e gli attaccanti contati apposta per doversi scervellare, raffazzonando anche il piano tattico ossia virando più o meno sottotraccia al 4-2-3-1, in sede di assegnazione di maglie e ruoli.</p>
<p>Il mister, anche se qualcuno fa tuttora orecchie da mercante, ha ripetuto fino alla nausea che in attacco le concorrenti erano numericamente al completo e lui invece no. Questo, in lingua italiana corrente, equivale a volerne fortemente un sesto. Invece il crac muscolare della pertica di Fidene gliene ha riconsegnati quattro. Colpa sua? Colpa di chi non è riuscito a prendergliene? Esiste davvero chi addebita all&#8217;una o all&#8217;altra parte la perversione di mettersi nei guai per dispetto alla presunta controparte? Il rapporto sarebbe agli sgoccioli proprio per questo?</p>
<p>Il <strong>barzellettiere</strong> alla Gino Bramieri sarebbe divertente quell&#8217;attimo, se tutti non ne conoscessero le battute da un paio di generazioni. Quello, invece, dei pareri in libertà non richiesti, che ci si metta la firma o la faccia oppure no, comprese le prediche da don Muso Duro al turnover col ritorno dei playoff di Champions alle porte, lo spartiacque superdecisivo di un&#8217;annata che tutto sembra (podio in campionato senza fughe di Napoli e Inter) tranne che andata in vacca o con le quaglie, è il più deprimente e sconsolante di tutti. Tanto da mandare in depressione perfino chi scrive, che tifa Juventus. Ecco, relativizzare paragonando la situazione di casa propria, perché per i tifosi <strong>l&#8217;Atalanta</strong> è casa quanto lo è Bergamo coi suoi campanili e i parrocchiani dediti a dar credito ai più variopinti campanari, potrebbe essere un&#8217;efficace medicina. Gasperini contro i Percassi con Tony D&#8217;Amico preso in mezzo? Siamo non alle fantasie malate, ma alle parafilie. Come inventarsi un modo cretino per farsi del male.</p>
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		<title>Magica Dea, una caduta serve a correre più forte di prima</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 20:20:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al termine dell&#8217;eliminazione bruciante, subita ai rigori al Parken di Copenaghen, Gian Piero Gasperini rilascia le consuete dichiarazioni alla stampa. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/02/coreografia-tifosi-atalanta.jpg"><p>Al termine dell&#8217;eliminazione bruciante, subita ai rigori al Parken di Copenaghen, <strong>Gian Piero Gasperini</strong> rilascia le consuete dichiarazioni alla stampa.</p>
<p>&#8220;Purtroppo le partite ad eliminazione diretta sono così. Qui contano freddezza e lucidità e sopratutto la voglia di segnare. Su 30 palle gol non siamo stati capaci di segnarne neanche una. Guardiamo avanti siamo una squadra che sa rialzarsi. La delusione è normale, ma i ragazzi sono sempre molto positivi e sapranno riprendersi. Non è facile giocare sei partite ad agosto con il caldo e i continui spostamenti. I ragazzi non si devono rimproverare nulla perché hanno fatto il possibile. Da domani penseremo a preparare il campionato senza nessun rimpianto. Il mio rammarico più grande è per la gente e per i giocatori. Andare a giocare in giro per l&#8217;Europa so cosa rappresenta. In queste due partite abbiamo creato molto e siamo stati anche bravi a difenderci quando erano gli altri ad attaccare. Loro stavano meglio, noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Ci è mancato solo segnare e questa è forse l&#8217;unica nostra colpa. L&#8217;obiettivo adesso? Non lo so, sicuramente fare del nostro meglio in campionato. Non starò sicuramente al vostro gioco per quanto riguarda chi gioca o chi non gioca. Ho tanti giocatori, ma posso schierarne 11. Io cercherò di dare il massimo, ma i giocatori sono scelti da me&#8221;.</p>
<p>Al termine del lungo incontro di ritorno il web ha espresso il suo parere unanime. Tanta delusione, tanto rammarico tra i tifosi. Un&#8217;Atalanta che fino a questo momento aveva incantato, facendo sognare tutti quanti, è caduta, o meglio scivolata, sul campo in territorio danese. I post dei tifosi sono colmi di tristezza. Tanti si astengono dal parlare perché privati di ogni parola. Cari tifosi è vero la sconfitta di questa sera fa male, molto male. Ma state pur certi che la nostra Atalanta si rialzerà. Non disperatevi, non perdete l&#8217;entusiasmo. La nostra Dea ritornerà a correre più forte di prima. Andiamo a riconquistarci l&#8217;Europa. Insieme.</p>
<p><strong>Mattia Maraglio</strong></p>
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