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	<title>stampa &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>&#8220;La penna va presa in mano sapendo da dove veniamo&#8221;. Luca Percassi e le critiche alla sua gestione. Ma poi gli parli del figlio Giovanni che gioca e arrossisce</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 14:47:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Altro che &#8220;Fate i bravi&#8221;. Quello è papà Antonio. Il presidente. Il figlio Luca, l&#8217;amministratore delegato, non la manda a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/2d419e85-63c4-44a1-b6b2-dff99334d53d.jpeg"><p>Altro che &#8220;Fate i bravi&#8221;. Quello è papà Antonio. Il presidente. Il figlio <strong>Luca</strong>, l&#8217;amministratore delegato, non la manda a dire durante il saluto di Natale ai mass media: <em>&#8220;È in questi momenti che si vede chi vuole bene all&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Significa proteggere Bergamo e volerle bene. Giusto criticare, ma quando si prende la penna in mano bisogna farlo con spirito positivo, ricordandoci da dove veniamo&#8221;</em>.</p>
<p>Chiamatelo appello o apostrofe, magari non strigliata perché non è il caso, il prenipotenziario nerazzurro non è proprio il tipo. La sua è la difesa d&#8217;ufficio di una piazza intera che non riesce ancora a digerire, di fatto, il distacco dal numero tutelare del novennio d&#8217;oro, Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. Un&#8217;eredità pesata come un macigno sulla panchina di Ivan <strong>Juric</strong>, e che scotta non poco anche tra le mani del nuovo che avanza, Raffaele <strong>Palladino</strong>. 2-2 in campionato senza pari, 3-0 in Champions cogli ottavi a vista.</p>
<p>Non è l&#8217;apologo della gestione di famiglia. È l&#8217;autodifesa di una terra che reclama il suo diritto alla grandezza pur restando umile.</p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo custodi del bene dell&#8217;Atalanta. L&#8217;obiettivo è mantenere un livello alto, ma ricordiamoci che scivolare indietro è un secondo.</p>
<p>Il 2025 è stato un anno straordinario, abbiamo vissuto emozioni fantastiche che potremo raccontare in futuro. A volte diamo per scontati il livello raggiunto, le competizioni che giochiamo, gli avversari che affrontiamo. Giusto criticare, ma c&#8217;è modo e modo: chi prende la penna in mano lo faccia con spirito positivo, sapendo da dove veniamo e cosa abbiamo vissuto.</p>
<p>Faccio l&#8217;amministratore da sedici anni e ricordo bene cosa c&#8217;era allora. Tutti hanno contribuito ai risultati raggiunti. In questi momenti si vede chi vuole bene l&#8217;Atalanta. Scivolare è un secondo, ne abbiamo esempi illustri nel nostro campionato. E volerle bene e proteggerla significa voler bene alla città&#8221;.</p></blockquote>
<p>Questo era per l&#8217;edizione rinnovata di &#8220;fate i bravi&#8221;. Il resto è il padrone di casa, casa dei partner invero, ChorusLife, che accoglie tutti e alla fine chiede se hanno mangiato bene, se hanno gradito il regalo e si intrattiene volentieri con chiunque abbia qualcosa da dirgli. Un complimento per il figlio <strong>Giovanni</strong>, ragazzone di buona gamba che sfreccia a tutta destra nella Primavera, ormai titolare stabile, con gol da battesimo del fuoco alla Pro Vercelli, quello no, non lo può gestire da manager. Viene fuori il padre che non sa dove nascondere l&#8217;orgoglio. Arrossisce e sorride, ma mica a denti stretti. Di gioia. <em>&#8220;Ricalcherà le orme del nonno e del papà?&#8221;</em>, la domanda. <em>&#8220;L&#8217;importante è che giochi e si diverta&#8221;</em>. Proprio come i mass media vedendo giocare la creatura di Antonio e sua. Una figlia, una madre e una sorella per tutti i bergamaschi. Ma dopo tutto si litiga un po&#8217;, si esce dal seminato e ci si rimbecca anche in famiglia, no? <strong>SF</strong> </p>
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		<title>Evviva Koopmeiners che sfonda il muro dell&#8217;ipocrisia. Altro che &#8220;attaccamento alla maglia&#8221;. E altro che &#8220;colpa della stampa che destabilizza&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 13:14:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni C&#8217;è stata la trattativa col Napoli, Juve e Premier League interessano &#8220;anche se lassù piove&#8221;. La bomba [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/12/Atalanta-at-Bologna-Koopmeiners-2.jpeg"><p><strong>di <em>Simone Fornoni</em></strong></p>
<p>C&#8217;è stata la trattativa col Napoli, Juve e Premier League interessano &#8220;anche se lassù piove&#8221;. La bomba a bocce ferme, quando meno te l&#8217;aspetti e quando il protagonista di turno deve recitare la parte di chi s&#8217;attacca alla bandiera patria per difenderla. <strong>Teun Koopmeiners</strong> ha riferito, dal ritiro della Nazionale dei Paesi Bassi, che noialtri incolti chiamiamo semplicemente Olanda, di voler lasciare l&#8217;<strong>Atalanta</strong> col consenso della Società, perché spera di far carriera lui in una big con qualche trofeo in palio e al contempo di portare tanti <strong>soldi in cassa</strong> a chi l&#8217;ha trattato come un&nbsp; re. Non servono i virgolettati, ma il senso è questo. Potete leggerlo ovunque. Che sia un fulmine a ciel sereno, ci sta. Che la cosa debba sorprendere chicchessia, nemmeno fossimo tutti caduti dal pero all&#8217;unisono e all&#8217;istante, eh no. Perché il mancino d&#8217;oro di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, <strong>capocannoniere</strong> della squadra pur essendo un centrocampista reinventato fra le linee e perfino all&#8217;ala quando si attacca una difesa a tre, s&#8217;è limitato in poche parole a prendere a sonore mazzate <strong>il muro dell&#8217;ipocrisia</strong> che soltanto l&#8217;ingenuità e la buona fede da tifosi può impedire di vedere. Sbattendoci il muso ogni volta e incazzandosi abbestia.</p>
<p>Innanzitutto, una premessa che sa di rivincita per chi di insulti se ne prende pure troppi per debito di <strong>professione</strong>. Finalmente, forse, davanti alla verità svelata in modo così sbrigativo e brutale da uno degli eroi della domenica, qualche curvaiolo smetterà una volta per tutte di accusare la <strong>stampa</strong> di voler &#8220;destabilizzare l&#8217;ambiente&#8221; o altre amenità simili, quando per riempire gli spazi e destare l&#8217;interesse del pubblico durante le fasi stracche e sonnolente da chiacchiera pallonara si parla e si scrive di <strong>calciomercato</strong>. Se lo si fa, nessuno s&#8217;inventa niente: sono i <strong>giocatori</strong> stessi, sguinzagliando procuratori e fedelissimi oppure le wags al bar di fiducia, a mettere in giro le voci e a piantare il seme dei dubbi che poi, a conti fatti, agiscono da sirene di richiamo per l&#8217;attenzione dei grandi club in cui si vorrebbe piantare la bandierina da conquistare nell&#8217;iperspazio. Sono comportamenti di schietta natura umana e professionale, da corsa all&#8217;oro, in un ambiente professionistico e professionalizzato al massimo, feroce prima ancora che <strong>concorrenziale</strong>. Dove i più forti, e soprattutto sgamati, ce la fanno a ottenere la cittadinanza del Paesi di Bengodi, mentre il resto della truppa continua a fare il fenomeno arrampicato sugli alberelli della cuccagna in provincia. Particina che, lo si creda o no, è un vestito destinato a stare stretto anche ai più magri e ai meno ingordi.</p>
<p>Si diceva dell&#8217;<strong>ipocrisia</strong>, un velo che nasconde alla vista la realtà così com&#8217;è, tipo che nessuno vuole stare fermo a cullarsi sugli allori alla periferia dell&#8217;impero quando può avere di meglio, nella vita come sul lavoro. Il <strong>numero 7</strong> nerazzurro mica fa eccezione, è un uomo come gli altri. Sa benissimo come gira il vento e, alla bisogna, come rigirare la frittata. Tant&#8217;è vero che ha subito la giustificazione pronta: <em>&#8220;Da voi sono stato benissimo, quindi attendo l&#8217;offerta e la valuto, sempre che vi faccia guadagnare molti soldi, così siamo contenti in due&#8221;</em>. Discorso sensato da professionista che conosce il suo valore con estrema precisione e sa come funziona la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Praticamente un via libera ai corteggiamenti, cui tra l&#8217;altro nemmeno un <strong>Luca Percassi</strong>, abituato a misurare le parole fino alle virgole, recentemente interpellato in uno degli innumerevoli prepartita, ha mai opposto chissà quali grandi muraglie. <em>&#8220;Per ora ce lo godiamo, più avanti si vedrà&#8221;</em>, la filosofia dei piani alti di Zingonia. Dove si vuole vedere la moneta prima di rinunciare al cammello. Nelle aziende che non abbiano il culo parato o prebende oltre la barzelletta per gonzi del fair play finanziario, o fai così o abbassi le serrande, non ce n&#8217;è.</p>
<p>L&#8217;amministratore delegato, come tutti gli altri ai posti di comando, sa cos&#8217;è l&#8217;Atalanta e cosa significhi per i bergamaschi. L&#8217;espressione esteticamente più compiuta dei valori di un popolo che si spacca la schiena per ottenere il meglio, che però va messo sul mercato, perché altrimenti sarebbe fatica sprecata, fine a se stessa. E perché i <strong>bilanci</strong> bisogna chiuderli facendo <strong>affari</strong>: mica siamo al mercato delle pulci o, peggio, alla fiera dell&#8217;idealismo. E allora, per carità, basta con la <strong>fiera dell&#8217;ipocrisia</strong>, che vela gli occhi e fa molto peggio al cervello, mandato in pappa dalle dichiarazioni scomode ma sincere, al cuore e all&#8217;anima. Anche del tifoso, soprattutto del <strong>tifoso</strong>. Perché se è vero che la <strong>maglia</strong> va sudata sempre, come sta impresso anche sul retrocollo delle amatissime casacchine nere e blu, <strong>l&#8217;attaccamento</strong> alla stessa finisce quando il giro di giostra si conclude. E si conclude all&#8217;approssimarsi del parco divertimenti, che si mangia il luna park rionale perché più attrattivo e internazionale.</p>
<p>Se pure Bergamo s&#8217;è fatta un nome aprendosi al mondo, sotto il segno del binomio aeroporto-squadra di calcio, e chi sostiene il contrario vive in un tinello o sulla Luna, il suo club più alto in grado non può essere mai un<strong> punto di arrivo</strong>. Se uno è bravo e può ambire a vincere senza dover sottostare a regole e limitazioni di chi è costretto a fare i conti della serva, si dà prima di pronunciare il fatidico sì a vita, cambia pretendente e sceglie possibilmente colei che gli consente di attaccare il cappello. Il mondo è ingiusto e i pesci piccoli restano nella boccia senz&#8217;acqua, qualora facciano la nuotata più lunga della pinna, mentre i grandi gruppi multimilionari possono spendere e spandere liberamente tenendosi il meglio o comprandoselo altrove. Dall&#8217;acquario dei dipendenti della Megaditta fantozziana a quello dei salariati più ricchi col pallone tra i piedi, non c&#8217;è poi tutta questa differenza. L&#8217;importante è saperla cogliere e accettarla. Altrimenti meglio darsi alla purezza quasi da baratto del tamburello, dove l&#8217;attrezzo va dove il braccio decide di indirizzarlo, non ci sono i burattinai col cachet in tasca e non sono in vendita nemmeno i sentimenti. E&#8217; l&#8217;amore che frega i tifosi. Ma bastano due paroline a disilluderli. Ci facciano il callo: sarà sempre così. Con Teun o senza, e quanti prima o dopo di lui&#8230; A proposito, adesso al primo passaggio o gol sbagliato lo fischieranno, accusandolo di destabilizzare l&#8217;ambiente?</p>
<blockquote><p>Ho chiesto all’Atalanta di poter essere ceduto durante la prossima estate, ma per lasciare Bergamo deve presentarsi un’opportunità davvero importante.<br />
Teun Koopmeiners, al &#8220;De Telegraaf&#8221;</p></blockquote>
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		<title>Gasperini e i sassolini dalle scarpe: &#8220;Polemiche della stampa dannose, Zapata ha sbagliato a voler tirare il rigore&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 22:15:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo &#8211; Dal &#8220;Pelé punto di riferimento della nostra generazione&#8221; al &#8220;diciassettenne di Zingonia molto promettente e sotto osservazione&#8221;, passando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/05/Atalanta-Salernitana-Gasperini-arrabbiato.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Dal <em>&#8220;<strong>Pelé</strong> punto di riferimento della nostra generazione&#8221;</em> al &#8220;<em>diciassettenne di Zingonia molto promettente e sotto osservazione&#8221;</em>, passando per un knock down alla stampa locale definita &#8220;zavorra&#8221; e un altro a <strong>Duvan Zapata</strong> &#8220;che ha sbagliato a voler tirare il rigore, perché bisogna giocare per la squadra senza sentirsi sotto pressione e rispettandone i valori&#8221;. Ne ha per tutti, in senso buono e tutto il suo contrario, <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, nel dopogara dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, ko di corto muso con l&#8217;<strong>AZ Alkmaar</strong> del fratellino d&#8217;arte Peer Koopmeiners. Ma il <strong>messaggio</strong> che emerge è uno solo, diretto come un gancio sul ring: <em>&#8220;Non è <strong>l&#8217;Europa</strong> l&#8217;obiettivo della squadra attuale. La strada da seguire è quella di sempre, <strong>valorizzare, vendere e reinvestire</strong>: per la prima volta, la scorsa stagione, che non siamo riusciti a rimanere in alto, ne sono conseguite polemiche che ci danneggiano&#8221;</em>, il monito dell&#8217;allenatore nerazzurro.</p>
<p><strong>GASPERINI E LA STAMPA.</strong> Non si placa il continuum di dissapori con i mass media, specialmente il gruppo editoriale più in vista del panorama bergamasco. <em>“Le mie scelte sono completamente diverse da quelle che leggo sui giornali. Non credo che l&#8217;Europa debba essere l&#8217;unico obiettivo di una società che in questi anni ha fatto <strong>plusvalenze enormi</strong> giocando contro squadre che hanno accumulato debiti enormi. S&#8217;è persa la misura della straordinarietà dei risultati degli anni passati. Oggi secondo me non si può dire che questa squadra debba andare in Champions o in Europa”</em>, ha rincarato la dose il Gasp. Che motiva la fiera rampogna verso il mondo dell&#8217;informazione infiorettandolo di casus belli vecchi e nuovi: <em>&#8220;Ho la sensazione che troppe cose distolgano l&#8217;attenzione dalla nostra reale dimensione: noi dobbiamo valorizzare i giovani. Era già assurdo considerare la scorsa stagione come un fallimento, quando sui casi da moviola contrari non sono mai stato appoggiato. All&#8217;inizio di questo campionato siamo stati nove-dieci giornate in testa: le polemiche fanno male alla squadra. Un allenatore può iniziare in ciclo altrove, la squadra continuerà a vivere. Ma finché qui ci sarò io, le scelte competeranno a me e a nessun altro&#8221;</em>. E ancora, sul turnover di Lecce con nove undicesimi di partenza cambiati rispetto al Napoli nel novembre scorso: <em>&#8220;Se faccio giocare Ruggeri, che in questo tour di amichevoli durante la pausa ha fatto benissimo. è perché intravvedo la possibilità di far crescere un giocatore. Pasalic, Zapata, Ederson, Malinovskyi e Djimsiti: i giocatori importanti erano tutti in campo. Allora per colpa di chi abbiamo perso?&#8221;</em>.</p>
<p><strong>IL GASP E LA FUCINA-ZINGONIA.</strong> Argomento, quello dello svecchiamento dell&#8217;organico, che offre il destro per rimarcare la necessità di attingere dal vivaio di casa. <em>“<strong>Ruggeri</strong> è l&#8217;unico mancino che abbiamo in questo momento, ha anche fatto assist importanti, ha solo vent&#8217;anni, non ha mostrato qualità straordinarie in prospettiva ma in questi mesi mi è piaciuto tanto: per profili come il suo ci vuole un po&#8217; di pazienza, il settore giovanile di Zingonia può essere in grado di coprire ruoli come il suo senza bisogno di andare sul mercato”</em>. Un elogio inatteso a Marco Palestra, pur senza nominarlo, dopo averlo gettato nella mischia nelle precedenti amichevoli internazionali: <em>&#8220;C&#8217;è questo diciassettenne, sempre in fascia, sotto osservazione, che sta dimostrando doti non comuni ed è sotto osservazione&#8221;</em>.</p>
<p><strong>GASPERINI E ZAPATA.</strong> Il Toro di Cali, invece, già al centro della &#8220;richiesta di chiarimenti alla Società&#8221; nel post Inter alle soglie della pausa, per aver sbuffato all&#8217;atto della sostituzione col naturale successore da prima punta <strong>Rasmus Hojlund</strong>, è destinatario dell&#8217;altra abbondante levata di sassolini dalle scarpe che il mago di Grugliasco s&#8217;è voluto concedere, senza bisogno di domande così penetranti. <em>“Un brutto segnale che <strong>Zapata</strong> abbia voluto tirare il rigore per forza, avevamo in campo due specialisti come Muriel e Koopmeiners. Un segnale di pressione percepita dall&#8217;esterno che non va affatto bene. Bisogna attaccarsi la maglia addosso e giocare per la squadra con più sentimento e carattere, rispettando i valori di quest&#8217;ambiente. Non abbiamo grande forza fisica e perciò fatichiamo a recuperare palloni, non abbiamo grande qualità e quindi soffriamo contro squadre come l&#8217;AZ che si esprimono bene su questi due piani. Ma lo spirito bisogna mettercelo sempre&#8221;</em>.</p>
<p><strong>GASP L&#8217;AMERICANO.</strong> Il mister ha poi fatto cenno alla trasferta di fine novembre di dirigenza e staff in quel di Boston a casa del co-chairman <strong>Stephen Pagliuca</strong>. <em>“Un incontro molto formativo, il mondo americano è molto diverso: se fai i risultati, guadagni. La gestione è molto simile a quella dei <strong>Percassi</strong>: nei <strong>Celtics</strong> l&#8217;ambiente è molto familiare, sono i contesti a essere diversi, dal pubblico al business. Non c&#8217;era niente da chiarire sulla linea da seguire per quanto mi riguarda, era già tutto molto chiaro”</em>.</p>
<p><strong>GASP E LE AMICHEVOLI.</strong> <em>“Le prime tre sono andate bene, globalmente abbiamo lavorato al meglio al netto dell&#8217;influenza che ha colpito via via alcuni giocatori. E&#8217; stato un buon periodo, l&#8217;organico è in buona condizione. <strong>Demiral</strong> s&#8217;è fermato quasi subito, nei primi giorni di allenamento della preparazione tardo-autunnale e invernale. <strong>Hateboer</strong> sta recuperando, Musso giovedì mattina ha avuto un infortunio domestico alla caviglia sinistra e ci vorrà qualche giorno: non so se rientreranno con lo Spezia alla ripresa del campionato. <strong>Pasalic</strong> è rientrato stamattina dopo aver smaltito l&#8217;influenza. Non sarà comunque un gennaio facile, soprattutto per le polemiche dall&#8217;esterno che ci condizionano. E ancora devo sentir parlare di fallimento per il sesto miglior piazzamento di sempre della storia atalantina. Per rispetto del pubblico daremo il massimo possibile. Ma non si può affermare che l&#8217;Europa sia l&#8217;obiettivo&#8221;</em>.</p>
<p><strong>GASPERINI E O REI.</strong> <em>&#8220;Oggi ognuno si fa la sua classifica sul più forte di tutti i tempi, mentre a quelli di Pelé eravamo tutti d&#8217;accordo. Il rimpianto è di non averlo ammirato abbastanza in televisione, perché erano trasmesse relativamente poche partite. Una leggenda che è stata il punto di riferimento della nostra generazione. Era sopra tutti, era il calcio&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Gasperini, frecciate alla stampa: &#8220;Col Milan è una festa, ma dipinge un clima depresso&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2022 12:18:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/02/Fiorentina-Atalanta-Gasperini-1.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> &#8211; <em>&#8220;Lo scrive anche la stampa di fuori, ma è quella locale che fa specie: la città ospita i campioni d&#8217;Italia in quella che dovrebbe essere una festa, è reduce dal 2-0 sulla <strong>Sampdoria</strong> e invece che condividere l&#8217;entusiasmo dell&#8217;ambiente e dei tifosi si continua a dipingere un clima triste e depresso&#8221;</em>. La frecciata di Gian Piero <strong>Gasperini</strong> ai mass media arriva alle 13.48 circa, a 18 minuti dallo start della conferenza stampa della vigilia pre <strong>Milan</strong>, a ruota di una convocazione ai giornalisti formulata con sole tre ore di preavviso: <em>&#8220;Con l&#8217;avversario di turno, che punta a rivincere lo scudetto come fatto meritatamente la scorsa stagione, sarà una chance anche per noi</em> &#8211; rimarca il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> -. <em>Non è l&#8217;avversario più comodo per invertire la tendenza dei risultati in casa. Comunque un modello da seguire in campo e fuori: ha sviluppato una grande qualità di gioco grazie a <strong>Pioli</strong>, ha saputo puntare decisamente su giovani di valore magari rinunciando a qualche grande nome&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;uomo in panchina ha modo anche di affrontare la querelle sul reparto d&#8217;attacco, confermando che c&#8217;è un giocatore con la valigia pronta ai piedi del letto: <em>&#8220;In avanti abbiamo più soluzioni, c&#8217;è anche Boga. Lookman lo abbiamo visto due martedì fa allo stadio anche in partitella, ha tecnica e velocità. Ala o attaccante puro? Definizioni sempre molto soggettive. E&#8217; uno che arriva dentro l&#8217;area</em> &#8211; spiega -. <em><strong>Malinovskyi</strong> era arrivato come uomo di centrocampo, negli anni inseguendo il vice Ilicic s&#8217;è adattato in un ruolo non suo facendo cose egregie. E&#8217; però giusto che l&#8217;Atalanta cerchi un elemento più offensivo, più idoneo, in sede di mercato. Qui lui ha dovuto adattarsi”</em>.</p>
<p>Il tema infermeria, invece, è destinato a tenere banco ancora per poco: <em>“A <strong>Ederson</strong> dobbiamo dare qualche giorno in più, domani sarebbe una forzatura. <strong>Demiral</strong> è più avanti di Zappacosta, era un problema di articolazioni e non muscolare. Davide ha bisogno di più rodaggio”</em>. Sul nuovo arrivato, parole di circostanza accompagnate da una battuta: <em>“Soppy fa il primo allenamento oggi, è un giocatore di fascia, molto giovane, un investimento per il futuro. Ne abbiamo tanti lì, mi pare sei, voleremo sulle ali: potremmo fare una doppia fascia, una sopra l&#8217;altra&#8221;</em>.</p>
<p>Infine, uno sguardo retrospettivo sulla prima giornata, vinta contro l&#8217;ultima compagine battuta nel 2022 tra le mura amiche in campionato: <em>&#8220;Della partita con la <strong>Sampdoria</strong> sono rimasto soddisfatto, invece leggo solo osservazioni, soprattutto per l&#8217;episodio al VAR giustamente lamentato dagli avversari. Ma noi abbiamo fatto di più e abbiamo meritato</em> -la chiosa -. <em>Ci vorranno almeno dieci giornate per delineare la classifica. Col Milan non è uno scontro diretto, ma di alto livello sicuramente. Non è decisivo nemmeno per indicarci gli obiettivi stagionali: saremo l&#8217;Atalanta migliore possibile. Ma il Milan gioca per lo scudetto, noi no&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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