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	<title>tifo &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Bruno &#8220;Biker&#8221; Arsuffi, l&#8217;Atalanta nel sangue: &#8220;La vittoria di Dublino con le mie figlie dedicata al mio papà&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2024 14:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutte le storie cominciano con “c’era una volta..” anche questa. C’era una volta un bambino che andava con il suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/Bruno-Biker.jpg"><p>Tutte le storie cominciano con “c’era una volta..” anche questa.<br />
C’era una volta un <strong>bambino</strong> che andava con il suo papà all’<strong>Atalanta</strong>, era la sua prima volta allo stadio, non al Comunale ma a San Siro, si giocava quella domenica pomeriggio contro il <strong>Milan</strong> di <strong>Rocco</strong>, di <strong>Rivera</strong>, di Pierino Prati e Bigon… Durante quel viaggio verso <strong>Milano</strong> il papà raccontava di come un anno prima che il bambino nascesse in quello stadio l’Atalanta alzò al cielo la sua <strong>Coppa Italia</strong>. Quel bambino era estasiato dai racconti del papà, cercava di immaginarsi attraverso le parole quella partita che non aveva potuto vedere perché ancora nei pensieri dei genitori, quegli invincibili eroi che avevano battuto il <strong>Torino</strong>… con 3 gol di <strong>Domenghini</strong>…<br />
La partita non andò esattamente come il bimbo e il papà si immaginavano, quella partita rimane tutt’oggi la partita con il maggior numero di gol segnati… fu un 9-3 umiliante, ma per quel bimbo <strong>i 3 gol dell’Atalanta erano tutto</strong>.</p>
<p>Nasce quel pomeriggio di ottobre un <strong>amore</strong> costante negli anni per questo bimbo, che nel frattempo diventava ragazzo e aveva la fortuna di andare a <strong>Genova</strong> a vedere i famosi spareggi contro il Cagliari per la serie A e via via negli anni successivi con i primi abbonamenti in curva Nord a cantare nei <strong>Commandos</strong> prima e nelle <strong>Brigate Nerazzurre</strong> poi…<br />
Unica costante della vita l’<strong>Atalanta</strong> che accompagna questo ragazzo fino alla scoperta della sua seconda passione, il Boss Bruce Springsteen, ma questa è un’altra storia.<br />
Tifare Atalanta era per pochi, la maggior parte degli amici e dei compagni di scuola erano tifosi di <strong>Milan</strong>, Juve o Inter… quando poi ci fu la <strong>retrocessione in serie C</strong> il poveraccio sapeva di aver toccato il fondo ma senza mai mollare la sua passione, anzi se possibile divenne ancora più forte… bisognava rialzarsi.</p>
<p>Il ragazzo si fa <strong>uomo</strong> negli anni sempre con le sue passioni, <strong>abbonato</strong> anche durante il servizio militare conosce poi quella che oggi è la mamma delle sue meravigliose creature. <em>”Io vado all’Atalanta”</em> le dice…<em>”e non ho intenzione di smettere”</em>. E non ha smesso.<br />
Unica parentesi con le <strong>bambine piccole</strong> dove allo stadio andava meno frequentemente, ma senza che l’amore per l’Atalanta passasse, anche perché Bergamo in quegli anni era spesso teatro di scontri che non ha mai compreso né condiviso.<br />
Poi le bimbe crescono fu il suo turno, tenendole per mano, di portarle all’<strong>Atalanta</strong>… condividendo quella passione che solo a Bergamo viene tramandata di padre in figlio… prima in serie B poi la promozione in A e le salvezze sofferte fino all’epoca <strong>Gasperini</strong> con le cavalcate in campionato e in Europa e le lacrime amare delle <strong>finali di Coppa Italia perse</strong>.<br />
E così come cominciano tutte le storie finiscono con la stessa frase <em>“e vissero tutti felici e contenti”</em> abbracciati in lacrime sugli spalti dello stadio mentre gli eroi di <strong>Dublino</strong> alzano la coppa. Quel bambino realizza anche il sogno di suo papà.<br />
<em><strong>Bruno Arsuffi</strong></em></p>
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		<title>La gioia Champions nella nottata dello sciopero del tifo. I Daspo per Firenze gridano vendetta</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 23:22:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Silenzio. Assordante, veritiero, surreale. San Siro il silenzio lo conosce solamente quando è vuoto, quando non ospita anima viva. Uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/tifosi-dea-a-manchester-1024x606.jpg"><p><strong>Silenzio</strong>. Assordante, veritiero, surreale. <strong>San Siro</strong> il silenzio lo conosce solamente quando è vuoto, quando non ospita anima viva. Uno <strong>stadio</strong> che per antonomasia brulica di vita, fervore e <strong>passione</strong> questa sera si è ritrovato a vivere una situazione insolita. <strong>Sciopero</strong> del <strong>tifo</strong>. Nella partita più importante, nella gara decisiva per la rimonta atalantina in <strong>Champions League</strong> i tifosi non hanno cantato. Ancora una volta, pur giocando la competizione calcistica più importante del mondo, le idee dei tifosi bergamaschi, i loro valori e le loro convinzioni non si sono piegate. Il popolo atalantino nel silenzio ha gridato a gran voce: “Noi non ci stiamo”. La tifoseria orobica non ha accettato in alcun modo i provvedimenti arrivati stamane per <strong>28 tifosi coinvolti</strong> nei presunti disordini di <strong>Firenze</strong>. Non una presa di posizione pacata quella dei supporters nerazzurri che hanno rinunciato a sostenere la Dea in un match fondamentale.</p>
<p>È importante sottolineare questo sacrificio per far capire la gravità di quanto avvenuto nei confronti non solo di una tifoseria, ma di una città intera. Tanto che il primo cittadino Giorgio Gori ha chiesto nuovamente chiarezza per quanto avvenuto a Firenze lo scorso 27 febbraio. Questa sera il silenzio ha raccontato la Verità. Tanti i punti che dovrebbero essere chiariti. Quanti presunti tifosi viola erano presenti al McDonald’s che gli atalantini avrebbero puntato prima di imboccare il casello dell’autostrada? Quali tifosi sono scesi dai pullman per cercare uno scontro con i rivali? Domande a cui la tifoseria atalantina vuole risposte. La testimonianza dell’autista del pullman fermato dalla polizia racconta un’altra verità. <em>“Nessuno è sceso dal pullman e i poliziotti appena entrati sul mezzo hanno iniziato a frullare i manganelli”.</em></p>
<p>Parole dure, parole che fanno rabbrividire. Ma i tifosi atalantini non lamentano solo questa situazione perché anche questa sera qualcosa non ha funzionato nella gestione dell’ordine pubblico. Ultras croati della <strong>Dinamo Zagabria</strong> infatti hanno avuto libertà di movimento tra le famiglie nerazzurre, le quali spaventate si sono rifugiate all’interno dello stadio. I pullman croati sono stati parcheggiati nel piazzale dello stadio come se appartenessero alla tifoseria di casa e così una fiumana di supporters della Dinamo sono scesi prendendo possesso della zona. Una gestione che ha portato ai tafferugli provocati dagli stessi croati all’ingresso del loro settore con lancio di fumogeni e cinghiate con gli agenti della celere. Il <strong>silenzio</strong>. Ascoltatelo il silenzio perché racconta verità che le parole non possono spiegare.<br />
<em><strong>Mattia Maraglio</strong></em></p>
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