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	<title>Tullio Gritti &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Gritti il portafortuna (21 vinte su 31 panchine): &#8220;La nostra forza è la consapevolezza e il saper sempre cosa fare&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 22:54:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit al triplice fischio non assomiglia al consueto getto di idranti sul fioco dell&#8217;entusiasmo. Ora sono i fatti a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/02/Tullio-Gritti-12-e1733180062390.jpg"><p>L&#8217;ipse dixit al triplice fischio non assomiglia al consueto getto di idranti sul fioco dell&#8217;entusiasmo. Ora sono i fatti a parlare più che mai di un sogno possibile:<em> &#8220;Non ci siamo mai nascosti quando abbiamo avuto davanti traguardi importanti. La forza dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> è nella <strong>consapevolezza</strong>. Il saper sempre cosa fare in qualunque momento della partita, che giochino i titolari o gli altri&#8221;</em>. Parola di Tullio <strong>Gritti</strong>, alla <strong>trentunesima</strong> sostituzione del titolare della panchina Gian Piero <strong>Gasperini</strong> vincendo la sua ventunesima in casa della Roma, dopo averlo già fatto da subentrato all&#8217;Epifania del 2018. Guarda caso, anche in quell&#8217;occasione l&#8217;arbitro era <strong>Guida</strong> e aveva segnato <strong>De Roon</strong>, poi espulso come il suo tecnico, a ruota di Cornelius e prima del dimezzamento dello score di Dzeko.</p>
<p>Preistoria. Il milanese di Basiano cresciuto calcisticamente all&#8217;Ortica dove abitavano i nonni è alla decima vittoria su 17 con 5 pari da responsabile tecnico dal kick off, mentre da subentrato all&#8217;espulso Gasp il record recita 11-1-2. Transeat, c&#8217;è l&#8217;hic e il nunc di cui parlare: <em>&#8220;I tifosi invocano lo scudetto e ne hanno il diritto, di fronte a una squadra in una posizione bellissima che ha saputo meritarsi. Stavolta abbiamo saputo soffrire e colpire, contro una Roma che davanti ha fatto pochino mentre noi abbiamo saputo fare qualcosina di più&#8221;</em>, prosegue nel dopogara l&#8217;allenatore in seconda dei nerazzurri.</p>
<p><em>&#8220;Questa è la vittoria della consapevolezza, che ha raggiunto vertici importanti. Chiunque giochi sappiamo sempre come comportarci nelle varie fasi della singola partita, e sappiamo colpire anche non coi soliti interpreti</em> &#8211; l&#8217;analisi di Gritti -. <em>Abbiamo sofferto contro una squadra e dei giocatori forti che ha pagato un momento non buono. Siamo fortissimi perché siamo capaci di tener botta nei momenti di difficoltà e anche di sfruttare le poche occasioni che ci capitano. Vedremo dove saremo a due terzi del campionato: ogni anno sembra che l&#8217;Atalanta sia la più forte, secondo me ce ne sono state forti come adesso pur con giocatori diversi. Questa è sicuramente una delle più forti di questi nove anni&#8221;</em>.</p>
<p>Col Milan, venerdì a Bergamo, per il vice Gasp seconda tappa su due del trittico da concludere martedì prossimo ospitando il Real Madrid: <em>&#8220;Sì, tocca ancora a me stare ancora in piedi per un&#8217;ora e mezza. In campionato ci portiamo dietro il bagaglio di esperienze europeo: lì difficilmente trovi squadre arroccate, devi difendere e controbattere e l&#8217;intensità che ne deriva te la trascini anche in campionato. Zaniolo per noi è importante. Per un attaccante un gol è un plus, ma a parte i piccoli battibecchi finali che lasciano il tempo che trovano è andato a esultare sotto i nostri tifosi. A noi interessa che segni per noi&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p>La Lega di Serie A ha decretato <strong>Marten de Roon</strong> mvp del match:&nbsp;<em>&#8220;Non mi ricordo quando mi era già successo, siamo molto contenti di aver vinto una partita di grande equilibrio. Abbiamo avuto anche fortuna ma siamo rimasti uniti. C&#8217;è la serenità giusta per continuare su questa strada. Vincere a Roma è sempre bello, ma nonostante quello che cantano i tifosi rimaniamo coi piedi per terra. La fiducia aumenta, sono contento di aver evitato l&#8217;ammonizione che mi avrebbe fatto saltare il Milan&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p>Raoul <strong>Bellanova</strong>, dal canto suo, sottolinea la compattezza del collettivo: <em>&#8220;Ci siamo difesi benissimo giocando l&#8217;uno per l&#8217;altro, le vittorie arrivano anche così, con la solidità e la compattezza. Ci prendiamo volentieri questi tre punti che ci consentono di continuare il filotto all&#8217;inizio di una serie di sfide belle e difficili&#8221;</em>. Chiude <strong>Ederson</strong>, ottimo primo tempo e secondo di contenimento al netto del gol sbagliato solo davanti a Svilar: <em>&#8220;Quando si vince è facile vedere le cose belle, ma vogliamo andare ancora più su. Ci sono anche gli errori da correggere per migliorare. Ogni tanto arriveranno anche momenti meno positivi, che abbiamo già subito all&#8217;inizio del campionato: è bello sfruttare il momento, ma dobbiamo continuare a lavorare tanto come abbiamo sempre fatto. Ed è col lavoro che siamo arrivati dove siamo&#8221;</em>.&nbsp;</p>
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		<title>La gioia di Tullio Gritti, il vice-amuleto: &#8220;Orgogliosi di aver scelto di non scegliere obiettivi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 22:34:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo &#8211; &#8220;Siamo così, la mentalità inculcata dal mister è stata assorbita dalla squadra. Abbiamo scelto di non scegliere obiettivi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/04/IMG-20240424-WA0065.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <em>&#8220;Siamo così, la mentalità inculcata dal mister è stata assorbita dalla squadra. Abbiamo scelto di non scegliere obiettivi e ce la giochiamo su tutti i fronti per vincere. Solo così puoi vincere ad Anfield e ricevere il premio di potercene giocare uno&#8221;</em>. <strong>Tullio Gritti</strong> e la terza volta per <strong>l&#8217;Atalanta</strong> gasperiniana alla ricerca della sorellina della mitica Coppa Italia del 1963, roba da vice che vive in simbiosi col suo comandante in campo:&nbsp;<em>&#8220;Un premio per tutti.&nbsp; <strong>L&#8217;Atalanta</strong> è quella che dà il massimo in qualsiasi competizioni giochi. Un plauso gigantesco ai ragazzi, stanno facendo cose straordinarie sotto gli occhi di tutti</em> &#8211; sottolinea il tecnico facenti funzioni delle due semifinali con la <strong>Fiorentina</strong> -. <em>Sono insieme a Gasperini da 17 anni, mi si è aperto il cuore e mi sono immedesimato in lui quando a metà tempo col Liverpool, al ritorno dei quarti di Europa League a Bergamo, i giocatori gli hanno risposto &#8216;non ci abbassiamo, continuiamo così&#8217;. Un attestato del genere è molto di più di uno scudetto, peccato che la gente non riesca a capirlo&#8221;</em>.</p>
<p>La gara 2 per strappare il ticket di Roma-Olimpico 2024 il prossimo 15 maggio contro la <strong>Juventus</strong>, stesso ostacolo di tre anni fa al Mapei Stadium di Reggio Emilia col pubblico al 50 per cento per le restrizioni anti-pandemiche, per il milanese di Basiano è solo un pretesto per glorificare le scelte e difendere il progetto. <em>&#8220;In campo andiamo sempre e solo per vincere contro chiunque. Eravamo convinti di andare ad Anfield a battere una delle più forti al mondo: l&#8217;abbiamo fatto giocando a calcio e meritandocela. Stavolta abbiamo battuto una squadra che ha fatto centocinquanta rinvii col portiere senza farle quasi passare la metà campo, senza concederle nulla. Una prestazione eccezionale di tutti: non c&#8217;è solo <strong>Scamacca</strong> che fa i numeri in rovesciata, c&#8217;è anche chi dà la palla a lui e agli altri. Di sicuro il migliore non è stato <strong>Carnesecchi</strong>, che ha quasi riposato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;I due minuti del Var sul 3-1 di <strong>Lookman</strong> , forse non valido o forse sì, li ho passati dicendo &#8216;boh&#8217; allo stesso Ademola che mi chiedeva spiegazioni e chiriamenti. Più passa il tempo, più puoi solo sperare che la prima decisione sia sbagliato. Ho provato una sensazione stupenda&#8221;</em>, rimarca Gritti. Che di un&#8217;altra cosa è certissimo: il nastro del traguardo, o dei traguardi, si centra passando dalla qualità. <em>&#8220;I cambi? Da quando ce ne sono cinque, ti aspetti sempre una svolta. Abbiamo tanti giocatori di qualità in panchina ed è giusto che quando entrino facciano quello che sanno fare. Si può giocare bene o male, ma se davanti hai gente che ti fa la giocata e te la butta dentro, magari vinci. Dai nostri attaccanti ci aspettiamo sempre tanto perché sappiamo che ne hanno le doti&#8221;</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gritti: &#8220;Toloi e Holm out, ma chi ha battuto il Liverpool non teme la Fiorentina&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 16:02:53 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/04/IMG-20240403-WA0051.jpg"><p><em>&#8220;Abbiamo purtroppo perso <strong>Holm</strong> e Toloi a <strong>Monza</strong>, per il resto dovremmo esserci tutti. Sono fiducioso di poter ribaltare la situazione, perché la squadra è matura e aver eliminato il <strong>Liverpool</strong> le dà ulteriore consapevolezza e autostima per competere contro chiunque&#8221;</em>. Così <strong>Tullio Gritti</strong>, vice facenti funzioni anche mercoledì sera al Gewiss Stadium di Bergamo nel ritorno contro la <strong>Fiorentina</strong>, per il quale dovrebbe essere recuperato in extremis Giorgio <strong>Scalvini</strong> al termine della rifinitura mattutina: <em>&#8220;Una partita difficile, ma i ragazzi sono prontissimi a raggiungere il primo dei traguardi, la finale di Coppa Italia, che darebbe già un grande lustro alla stagione&#8221;</em>, ha aggiunto, al canale YouTube del club nerazzurro.</p>
<p><em>&#8220;All&#8217;andata era stata una prestazione leggermente sotto tono da parte nostroa, bisogna fare qualcosa in più </em>&#8211; ha proseguito Gritti -. <em>Qualcosa abbiamo imparato: bisogna considerare che giochiamo davanti ai nostri tifosi che hanno dimostrato col Liverpool di poter trascinare la squadra a prestazioni importanti&#8221;</em>. Proprio l&#8217;eliminazione dei Reds ha caricato i nerazzurri: <em>&#8220;Sul fatto che i giocatori possano fare una grande partita, metto una mano sul fuoco: hanno dimostrato di saper andare oltre le tensioni del momento, hanno dimostrato contro un avversario strepitoso come il Liverpool di poter fare prestazioni importanti&#8221;</em>. </p>
<p>Sui viola, che partono dall&#8217;1-0 a favore del &#8220;Franchi&#8221; del 3 aprile: <em>&#8220;La Fiorentina la conosciamo, è molto ostica con giocatori di valore e dalle qualità singolarmente importanti</em> &#8211; chiude il vice allenatore dei bergamaschi -. <em>Sappiamo cosa verranno a fare. Per loro in casa o fuori non cambia molto. Riuscire a contenerli e poi a contrattaccare penso sia la cosa migliore: verrà fuori una bellissima partita&#8221;</em>.</p>
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		<title>Incontro fra mister in centro: Gorrini (Casnigo) con Gasp e Gritti</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 12:56:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un piacevole rendez-vous tra allenatori. Quello noto nel nostro calcio provinciale anche per i trascorsi da grande centravanti, e i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/04/Gorrini-Gasp-Gritti-e1713013603928.jpg"><p>Un piacevole rendez-vous tra allenatori. Quello noto nel nostro calcio provinciale anche per i trascorsi da grande centravanti, e i due eroi di Anfield. <strong>Giorgio Gorrini</strong>, tecnico del <strong>Casnigo</strong>, nel giro di commissioni preprandiali del sabato mattina, ha incrociato <strong>Gian Piero Gasperini</strong> e <strong>Tullio Gritti</strong>, allenatore e vice dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> reduce dal trionfo da tris in casa del Liverpool nel quarto di finale di andata di Europa League.</p>
<p>Un saluto, quattro chiacchiere su questioni di campo e di tifo, visto che <strong>Gorrini</strong>, provetto attaccante del <strong>Comun Nuovo Over 40</strong> attualmente infortunato alla mano destra, è stato fra i 2.140 trasfertisti in riva alla Mersey, e i due mister nerazzurri sono partiti alla volta del pranzo prefestivo al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia. Oggi e domenica si lavora in vista del <strong>Verona</strong>, mentre in Val Gadino i ragazzi di Giorgio, matematicamente salvi, ospitano il Villa d&#8217;Ogna di Giorgio Alberti che può ancora rincorrere i playoff nel girone C di Seconda Categoria.</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/04/Gorrini-facebook.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-148434" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/04/Gorrini-facebook.jpeg" alt="" width="749" height="639" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/04/Gorrini-facebook.jpeg 749w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/04/Gorrini-facebook-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" /></a></p>
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		<title>La delega-stampa di Gasperini a Gritti. Ma sono i fatti a dover parlare</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 12:15:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Premessa necessaria: Tullio Gritti mastica calcio come Gian Piero Gasperini, è simpatico e anche molto soft quando si tratta di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/05/Atalanta-Benevento-Gasperini-Gritti.jpg"><p>Premessa necessaria: Tullio <strong>Gritti</strong> mastica calcio come Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, è simpatico e anche molto soft quando si tratta di recriminare, vedi fallo di Praet su Djimsiti all&#8217;origine del gol-apripista di Sanabria e &#8220;rigore inesistente&#8221; del 2-2 sul contatto tra Freuler e lo stesso paraguaiano nel 4-4 rocambolesco nel recupero col Torino, anche perché la voce soffiata e vibrata del responsabile tecnico è sempre destinata a scatenare un putiferio. Nondimeno, la conferma della delega &#8220;fino alla prossima sconfitta&#8221; per le conferenze stampa postpartita del titolare della panchina al suo <strong>vice</strong> a decorrere dal ritorno alla vittoria, ahinoi effimero, di <strong>Venezia</strong>, potrebbe essere suscettibile di interpretazioni un po&#8217; malevole. Non per zavorrare ulteriormente dall&#8217;esterno la rincorsa dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> al sesto giro di giostra filato in Europa, già appesantita di suo dall&#8217;altalena di risultati nella seconda metà di stagione, ma perché normalmente a metterci la faccia e pure le parole a commento è chi sta sulla tolda di comando. A meno quattro (Salernitana, Spezia, Milan ed Empoli) dal gong il <strong>silenzio</strong> del capo riconosciuto, già aduso a chiudersi a riccio alla vigilia delle sfide, non può passare in cavalleria.&nbsp;</p>
<p>Così decidendo e facendo, invece, il profeta del calcio nerazzurro dall&#8217;estate del 2016 a oggi non fa altro che dare adito ai rumors, peraltro smentiti seccamente dai vertici societari e mai confermati nemmeno per scherzo dal pur possibilista e sibillino interessato (<em>&#8220;A bocce ferme ci si siede e si parla se non rompo troppo le scatole&#8230;&#8221;</em>), circa l&#8217;approssimarsi della fine di un rapporto che i tifosi vorrebbero eterno. Di eterno, del resto, da queste parti non c&#8217;è stato nemmeno il <strong>Papu</strong> Gomez, che era il nume tutelare della ninfa del pallone in coabitazione col suo mentore, salvo essersi escluso da solo anche per demeriti propri, ovvero l&#8217;essersi ammutinato in campo, per di più in Champions contro il Midtjylland, decadendo dalla scomoda particina di secondo gallo in un pollaio che non poteva permettersi una chioccia di troppo.</p>
<p>Lungi dal voler affermare che il vero artefice dell&#8217;internazionalizzazione dei nerazzurri, sdoganati da provinciale dagli orizzonti ristretti al pari dei sogni tra una sponda e l&#8217;altra del Morla a outsider bella e tignosa di livello europeo, voglia scantonare dalle responsabilità cui non s&#8217;è mai sottratto, la sua decisione di non comunicare al di fuori dello spogliatoio e dell&#8217;area tecnica lascia comunque perplessi. L&#8217;obbligo, per carità, non esiste, mica siamo nella <strong>Uefa</strong> che impone i protocolli altrimenti sono guai e multe. Ognuno fa quel che gli pare, specie se il club che lo paga è d&#8217;accordo o gli dà carta bianca in materia. Ma a celebrare i riti irrinunciabili del prima e del dopo devono essere i <strong>protagonisti</strong>, secondo una norma non scritta fra le tante di un mondo complesso, eppure d&#8217;impronta ancora popolare come il pallone, fonte di passione a dispetto della televisivizzazione che rende i tesserati alla stregua di vedette e starlette nonché dell&#8217;affarismo sempre più evidente in capo alle quote azionarie, ai nuovi equilibri dirigenziali e proprietari.</p>
<p>Stephen <strong>Pagliuca</strong>, il co-chairman, <em>primus inter pares</em> nella vicenda a due col presidente Antonio <strong>Percassi</strong>, da comproprietario dei Boston Celtics sa bene che nella Nba nessun coach o giocatore potrebbe rifiutarsi di dire la sua. Sempre che l&#8217;Atalanta, americana al 47,3%, non sia volutamente sempre più bergamasca nei fatti. I soli a dover contare e parlare, per una razza come la nostra, dedita alla pratica e all&#8217;apologia dell&#8217;etica del <strong>lavoro</strong>. Il problema è che i fatti non stanno parlando, o almeno hanno perso le corde vocali, visti i 17 punti in 15 partite nel girone di ritorno e le sole 4 vittorie al Gewiss Stadium (19 punti su 55) in campionato (Sassuolo, Spezia, Venezia e Sampdoria) ad aggiungersi alle altrettante tra Champions (Young Boys), Europa League (Olympiacos, Bayer Leverkusen) e Coppa Italia (i Lagunari). E non parlare europeo al prossimo giro di corsa significherebbe una sola cosa, il ridimensionamento. Altro che big aggiunta.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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