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	<title>USG &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Insufficienze a raffica: Palladino, scommesse perse</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 00:04:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A rimetterci a livello di pagelle, stavolta, è anche l&#8217;allenatore Raffaele Palladino. Sarà anche vero, come ha riferito nel dopogara, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/LBE3632-e1769645047726.jpg"><p>A rimetterci a livello di pagelle, stavolta, è anche l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. Sarà anche vero, come ha riferito nel dopogara, che lui non ragiona sulla base del turnover dalla partita precedente o sulla base di titolari e riserve perché dispone di &#8220;una rosa importante&#8221;, ma otto cambi rispetto a <strong>Parma</strong> e sette rispetto all&#8217;Athletic Bilbao alla fin fine si sono rivelati troppi per riordinare le idee a cavallo della frittata da palla inattiva. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> è da bocciatura senza appelli. Si salvano in pochi, colpe specifiche o meno.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Sportiello</strong> 5,5: niente e nessuno può convincere del fatto che su quel tiro avrebbe potuto e dovuto fare di più.&nbsp;</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5: replica la prova disattenta già vista coi baschi sbucciando palloni in verticale e in orizzontale, senza intendersi col resto della linea. Se Scalvini sta andando bene, perché far giocare lui, evidentemente alle prese con le tossine della Coppa d&#8217;Africa? (29’ st <strong>Pasalic</strong> 6: entra e fa mucchio in un confronto dal tema tattico ormai irrilevante. Spizzate, sportellate, su e giù).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: inizia malissimo con quel retropassaggio, poi non si coordina con l&#8217;ivoriano. Salva un paio di situazioni, forse di più. Ma senza una prima punta contro, perde i riferimenti e buonanotte. Allora avrebbe dovuto giocare <strong>Djimsiti</strong>&#8230;<br />
<strong>Ahanor</strong> 6: in difesa non sempre capisce i tagli di Florucz, nel ribaltamento è tra i più fegatosi. Ma a parte una punizione a favore nel primo tempo, cosa poteva farci? Non ammaina bandiera. Minorenne e incolpevole, quindi sufficiente.</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: un blocco gli impedisce di seguire Khalaili nello schema del gol belga, ma per il resto è tra i pochi a seguire un minimo di costrutto. Crossa, fa le due fasi con Patris dirimpettaio anche se i problemi li crea Guilherme.<br />
<strong>Musah</strong> 5,5: dietro perde un pallone, nell&#8217;altra metà campo istintivamente s&#8217;allarga senza andare al dunque (7’ st <strong>De Roon</strong> 6: lo spirito e l&#8217;agonismo, parafrasando il mister, saranno pure quelli giusti, ma a parte proporsi e proporre per un attacco asfittico non è che dia chissà quale mano nemmeno lui. Il sangue agli occhi non gli manca, qualche energia forse sì. Zero responsabilità sul ko ed è già qualcosa per salvarsi dall&#8217;insufficienza).<br />
<strong>Ederson</strong> 6: non è la vera versione di se stesso, forse perduta irreparabilmente con le noie al ginocchio d&#8217;inizio stagione, ma neanche tra i colpevoli. La fascia da capitano gli spettava di diritto, ma non è un trascinatore, né può esserlo se scompagnato dal suo partner contestuale.&nbsp;<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: se Khalaili stravince il duello, è perché frega tutta l&#8217;Atalanta, non soltanto il dirimpettaio. Non perde comunque il boccino tranne sul borseggio nel primo spicchio di gara, comunque controllabile da Hien e Kossounou che invece lisciano. Da quella parte ne va preso uno più forte, non ci piove: applicarsi non basta.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5: poco più di tre quarti d&#8217;ora lordi nell&#8217;anno nuovo, contro Bologna, Torino e Bilbao, e rieccolo fallire la prova d&#8217;appello da titolare. Un tiro strozzato, qualche verticalizzazione timida, due ammolli in croce nel nulla o poco ci manca. Niente da fare, non è una punta né una mezzapunta. A Bergamo con le mezze ali non si gioca (7’ st <strong>De Ketelaere</strong> 5: tardivo anche se ottimo il pallone dal fondo per quello sprecone dell&#8217;ex Southampton. Il fiammingo entra e si ritrova a dover ricorrere all&#8217;uno contro uno quando esce lo specialista, l&#8217;altro intoccabile sulla trequarti larga. Non sempre le magie escono dalla lampada di Aladino. Non ce la fa ad accendersi, non è uno da partite sporche).<br />
<strong>Lookman</strong> 5: non è sufficiente, per essere sufficiente, il secondo dei due tiri in porta atalantini nel primo tempo più brutto del mondo. Nei momenti belli avrebbe sterzato per provarci a giro. Altro segnale negativo per uno mai decisivo davvero dalla riappacificazione a oggi (6’ st <strong>K. Sulemana</strong> 4,5: appena vede il campo perde un possesso sanguinoso per poi cambiare scarpini. Attacca senza filo logico come il peggior Boga. Altro che Lookman-2. A parte che l&#8217;originale non avrebbe sbagliato quell&#8217;appoggio al 91&#8242; almeno per salvare la faccia).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: praticamente nel vuoto di idee gli tocca perfino fare da suggeritore o recuperatore alto, col risultato che appena vede l&#8217;area entra vagamente nel panico o non sa che pesci pigliare. Se non altro, ci dà dentro. In serie A sta incidendo, in Europa non può farlo (16’ st <strong>Scamacca</strong> 5: del suo backup a fargli difetto è la voglia. Non esiste sganciare un tiro addosso a Sykes in 33 giri di lancetta).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5: checché ne dica lui su titolari o riserve, senza Carnesecchi si prende gol, senza Djimsiti non ci si adatta a un attacco senza prima punta, senza De Roon non c&#8217;è leadership al di là delle prestazioni altalenanti e senza <strong>De Ketelaere</strong> non c&#8217;è gioco perché nessuno si prende la briga di crearne. Non c&#8217;entra tanto l&#8217;aver fallito le chance contro le due avversarie più deboli insieme allo Slavia Praga, con cui però il predecessore Ivan Juric aveva quantomeno inforcato gli occhiali. La formazione, stavolta, fatti e dati alla mano, è sbagliata. Ed è lui a sceglierla. Urgono decisioni anche sul mercato, perché c&#8217;è gente non all&#8217;altezza di coprire tre fronti o comunque non sempre. Se anche la rosa è lunga e profonda, ma Raspadori fino alla seconda fase non poteva entrare in lista Uefa, risulta composta lo stesso da una combinazione di giocatori non adattabili alle svariate situazioni. <em><strong>SF</strong></em></span></p>
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		<title>La vigilia di Palladino: &#8220;Leggerezza e determinazione per centrare un sogno&#8221;. Krstovic: &#8220;Ha acceso un clic&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 19:27:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dal vae victis dei romani al guai a pensarsi vincitori di Raffaele Palladino. Dall&#8217;Union Saint-Gilloise, mercoledì sera al Lotto Park/Stade [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/791c2229-889d-4322-b2ec-70707da797df.jpeg"><p>Dal vae victis dei romani al guai a pensarsi vincitori di <strong>Raffaele Palladino</strong>. Dall&#8217;<strong>Union Saint-Gilloise</strong>, mercoledì sera al Lotto Park/Stade Constant Vanden Stock di Bruxelles-Anderlecht, il tecnico si aspetta lo step in più dalla sua <strong>Atalanta</strong> sempre un po&#8217; altalenante. In palio, le residue speranze di centrare la qualificazione diretta agli ottavi di finale a dispetto del crollo nella classifica a 36 della Champions League dal quinto al tredicesimo posto per via della rimonta subìta una settimana da dall&#8217;Athletic Bilbao a Bergamo: <em>&#8220;Niente cali di attenzione, non possiamo pensare che le cose siano già fatte. Abbiamo visto cos&#8217;è successo, per dirne due, a <strong>Verona</strong> e a <strong>Pisa</strong>. Ci vuole leggerezza, sì, perché vogliamo giocarci fino all&#8217;ultimo un sogno che è lì, anche se non era il nostro obiettivo. Non superficialità: il confine è sottile. Se diamo qualcosa per scontato, succede quel che è successo anche col <strong>Bilbao</strong>. Non possiamo più permettercelo, tanto più in una fase cruciale della stagione dove entra nel vivo anche la Coppa Italia&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Se si abbassa la guardia s&#8217;incappa in situazioni delicate e difficili. Leggerezza sì, ma anche determinazione.&nbsp;Non bisogna fare calcoli andando in campo con la mentalità giusta per provare a vincere la partita. In Champions abbassare l&#8217;attenzione si paga caro&#8221;</em>, il mantra ripetuto dal mister alla vigilia dell&#8217;ottava e ultima giornata della League Phase. Sarebbe bastato anche solo un pari coi baschi per poter centrare comodamente la Top Eight vincendo nella capitale belga. Adesso, invece, bisogna affidarsi allo stellone e soprattutto ai <strong>calcoli</strong>, perché delle otto concorrenti a quota 13 punti, con <strong>PSG, Newcastle e Chelsea</strong> a occupare gli ultimi tre posti utili a evitare le forche caudine dei playoff, i bergamaschi hanno la differenza reti peggiore, appena +1.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Un confronto senza vincitori tra i parigini e le Magpies al Parco dei Principi sarebbe più foriero di speranze. Se le due migliori cogli stessi punti si dividessero la posta in palo, il bottino pieno al Lotto Park qualificherebbe agli ottavi di finale diretti in almeno <strong>tre</strong> di questi casi: sconfitte di Real Madrid e Liverpool, non vittorie di Tottenham, Chelsea, Atletico Madrid, Barcellona, Sporting Lisbona e Manchester City. Se vincesse una delle due, al contrario, servirebbero quattro di queste combinazioni: sconfitte di Real Madrid e Liverpool, non vittorie di Tottenham, Chelsea, Atletico Madrid, Barcellona, Sporting Lisbona e Manchester City.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;L&#8217;importante è fare la nostra parte fino in fondo, sapendo che non dipende solo da noi. La prestazione conta. Si tratta di una prova importante contro una squadra che vuole fare punti perché ha ancora possibilità di qualificarsi</em> &#8211; aggiunge l&#8217;uomo in panchina -. <em>Abbiamo studiato tanto <strong>l&#8217;USG</strong>. Ha assenze, ma pure ottimi elementi, individualità importanti, giocatori di gamba che attaccano la profondità, sanno giocare dentro e verticale, sono fisici. Dipende dalla nostra voglia e dalla nostra mentalità&#8221;</em>. Quindi, lo spot che non t&#8217;aspetti: <em>&#8220;Non importa chi gioca dall&#8217;inizio, ma contano lo spirito e l&#8217;atteggiamento, tra cui rientra l&#8217;essere pronti a subentrare. La gestione dei ragazzi non è difficile, sono straordinari. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore: entra e trascina la squadra, perché è sempre vivo e ha il fuoco dentro&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il <strong>montenegrino</strong>, con l&#8217;aria di chi sente la partita, non sembra dare peso eccessivo al momento, leggi tre palloni nel sacco di fila per un totale di sei in campionato, sette compreso il gol della bandiera coi Leoni di Biscaglia, otto in stagione perché la prima vittima era stata la Juve Stabia in Coppa Italia in maglia Lecce e cinque nelle ultime cinque partite. Inversione delle gerarchie in vista? <em>&#8220;Nei primi sei mesi è cambiata tutta la mia vita e non era facile, negli ultimi mi è stata data fiducia. Ma sono felice sia che giochi 90 minuti che 5. Spero di vincere mercoledì e nei primi otto posti</em> &#8211; taglia corto <strong>Nikola</strong> l&#8217;ex salentino -.&nbsp;<em><strong>Scamacca</strong> e io abbiamo segnato due gol entrambi nelle ultime due partite: se la squadra vince e fa punti, fa lo stesso. Giocare 30, 60 e 90 minuti non cambia niente. A Bergamo non è come a Lecce, ci sono tanti giocatori forti davanti. All&#8217;Atalanta ci sono ventitré fenomeni. Sono felice sia con 5 minuti che con 90&#8243;</em>.</p>
<p dir="ltr">Tornando a Palladino, ecco gli accenni ai singoli e alle ricette per non devastarsi lo stomaco da un brutto imprevisto. <em>&#8220;<strong>Lookman</strong> è rientrato bene da 40 giorni in Coppa d&#8217;Africa. C&#8217;è bisogno di un po&#8217; di tempo per&nbsp; riprendere i ritmi nel lavoro e negli allenamenti, ma è a disposizione per scendere in campo dal primo minuto come tutti gli altri. Dopo il 4-0 al Parma ho scritto su Instagram &#8216;mentalità, spirito e squadra&#8217;. Lo spirito conta domani, se devo sceglierne una. Andare forte, avere l&#8217;atteggiamento giusto, fare le pressioni giuste, difendere e attaccare da squadra: appena manchiamo in quello, caliamo. E&#8217; un momento importante della stagione, dobbiamo stare con le antenne dritte. Servono freschezza, dinamismo e velocità dietro contro avversari molto verticali. Ho sei difensori molto forti che si completano alla perfezione tra esperienza, gioventù e qualità di gioco.&nbsp;Ho giocatori forti tecnicamente, fisicamente e caratterialmente. La crescita che mi aspetto è nella testa: lo step in più in determinati momenti della gara&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">La superstella attuale è chiamata a rimpinguare il bottino personale e di squadra. <em>&#8220;<strong>De Ketelaere</strong> è&nbsp; importantissimo, si sta esprimendo a livelli incredibili. Può dare ancora di più sotto il profilo del gol, riempire di più l&#8217;area. E&#8217; lo step finale che gli manca: è già incredibile e completo anche in fase di non possesso. Devo essere bravo io a portarlo a fare qualche gol e riempire di più l&#8217;area ragionando di più da attaccante&#8221;</em>. Infine, sulla gloria da appena ex quarantenne: <em>&#8220;Io come Mancini che alla mia età era in Champions League da allenatore? Vivo molto il presente. Se guardo ai miei 31 anni era già due che seguivo i corsi da allenatore. Ho iniziato 5 anni prima del&nbsp;ritiro da giocatore. A 41 è un motivo d&#8217;orgoglio rappresentare l&#8217;Atalanta in Champions League. E&#8217; un lavoro che amo e faccio con grande passione. Ma non chiedetemi dove sarò tra altri dieci, non faccio programmi così a lungo termine&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il centravanti-backup che per mesi è rimasto fermo alla doppietta in casa del Torino il 21 settembre e non la metteva più fino al risveglio nell&#8217;anno nuovo, infine, merita la chiosa tutta per sé. <em>&#8220;Ma non parlate di me, parlate della squadra&#8230;&#8221;</em>, si schermisce. <em>&#8220;L&#8217;Atalanta è una squadra fortissima, mister <strong>Palladino</strong> ha acceso un clic e giochiamo sempre per vincere. Ci mancava solo un po&#8217; di fiducia. Ho segnato in Champions, ma non è che la mia carriera finisca qui. Chi fa l&#8217;attaccante è anche il primo difensore, nel calcio di oggi si deve correre tanto&#8221;</em>. Infine, tra umanità varia e rapporto coi pari ruolo: <em>&#8220;L&#8217;esultanza dopo aver segnato la ripeto perché è in onore di mia figlia, che me la chiede sempre</em> (mani aperte sulle tempie e linguaccia, NdR).&nbsp;<em>Appena arrivato <strong>Raspadori</strong> ho fatto subito gol. Un giocatore bravo, lo aspettiamo in Champions. Fargli un assist, come farlo a un compagno di reparto o di squadra, mi rende felice come quando a segnare sono io. Quando ho mandato Jack in porta col Parma ho esultato come se il gol l&#8217;avessi fatto io. Poi l&#8217;ho fatto davvero.&nbsp;Fare gol è il mio lavoro, è normale. Ma Non parlate sempre di me. Non firmo per 12 gol..&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
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		<title>Un paio di novità a Zingonia: un recupero per la Champions, il figlio d&#8217;arte alla Lazio</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 13:32:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per un Raoul Bellanova tornato parzialmente ad allenarsi in gruppo e atteso all&#8217;ultimo esame domattina al Centro Sportivo Bortolotti prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/69894886-edec-415f-bdf8-eba7a615b296.jpeg"><p>Per un <strong>Raoul Bellanova</strong> tornato parzialmente ad allenarsi in gruppo e atteso all&#8217;ultimo esame domattina al Centro Sportivo Bortolotti prima della partenza per Bruxelles, c&#8217;è un figlio d&#8217;arte che saluta <strong>l&#8217;Atalanta</strong> lasciando vuota anche la sua casella nella lista Champions. Contro l<strong>&#8216;Union Saint-Gilloise</strong> nemmeno l&#8217;ultima panchina per <strong>Daniel Maldini</strong>, che nelle sliding doors dell&#8217;antivigilia chiude dalla stessa finestra invernale da cui era entrato la sua esperienza in nerazzurro dopo <strong>3 gol</strong>, segnati tutti alla fine della scorsa stagione al Genoa e (doppietta) al Parma, in 22 presenze, divise a metà fra le due mezze stagioni.</p>
<p>L&#8217;attaccante milanese, figlio di Paolo, classe 2001, non è in lista neanche per martedì 29 gennaio alle 11 tra spogliatoio e campo principale di Zingonia. Si trasferisce alla <strong>Lazio</strong> a titolo di prestito oneroso a 1,5 milioni con altri 13,5 a saldo in caso di riscatto: a determinate condizioni, leggi obiettivi di squadra e presenze personali, l&#8217;opzione si trasformerà in obbligo d&#8217;acquisto per il club capitolino che gli ha già fissato le visite mediche.&nbsp;</p>
<p>In campo, invece, recupera il laterale di Parabiago citato in premessa, fermo dal quel 9 dicembre in casa col <strong>Chelsea</strong> per lo strappettino al bicipite femorale destro. Verosimilmente non è in condizione di andare oltre la panchina al <strong>Lotto Park-Stade Constant Vanden Stock</strong> ad Anderlecht, regione di Bruxelles Capitale, contro i belgi padroni di casa (di stanza al Joseph Marien, 9.500 spettatori contro i più di 21 mila dell&#8217;impianto referato a ospitare le competizioni Uefa). Mitchel Bakker, invece, prosegue il recupero allenandosi con la Primavera di Giovanni Bosi. Il tecnico Raffaele Palladino, dopo l&#8217;allenamento alle 11 di martedì 27 gennaio, ha in calendario la conferenza stampa dalla pancia dello stadio brussellese alle 18.45 insieme a <strong>Nikola Krstovic</strong>. Stamani allenamento tradizionale per riserve anche da poco minutaggio col Parma, come Ademola Lookman, e scarico per il grosso della squadra.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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