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	<title>vicepresidente &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>L&#8217;ex atalantino Ghisleni al Mariano: &#8220;Un dalminese per rifare grande Dalmine&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 14:33:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da Zingonia a Dalmine, alla fine, non c&#8217;è tutta questa distanza, per chi si spostava dalla seconda alla prima per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-16.09.04.jpeg"><p dir="ltr">Da <strong>Zingonia</strong> a <strong>Dalmine</strong>, alla fine, non c&#8217;è tutta questa distanza, per chi si spostava dalla seconda alla prima per giocarci nel settore giovanile dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> fino alla <strong>Primavera</strong>. Poi un primo giro in prestito in <strong>serie C, al Piacenza</strong>, diciannovenne. Quindi, il ritorno alla base, il <strong>Taranto</strong>&nbsp;ancora tra i pro, l&#8217;Acireale e la Virtus CiseranoBergamo, in D, per darsi solo al <strong>rap</strong>. Fino al ritorno alle origini e al sangue, perché <strong>Niccolò Ghisleni</strong>, trequartista mancino di nobilissima formazione calcistica, ha scelto il <strong>Mariano</strong>, Prima Categoria.</p>
<p dir="ltr">Musica sullo spartito del <strong>Velodromo</strong> agli ordini del direttore d&#8217;orchestra Andrea <strong>Romano</strong>, ex delle giovanili dell&#8217;AlbinoLeffe e della Fiorente, scelto come tecnico, dunque, nella stagione alle porte: &#8220;<em>Abbiamo formalizzato ieri sera proprio allo stadio dopo un lungo corteggiamento, ho voluto farglielo vedere. Gli è piaciuto il progetto&#8221;</em>, ci racconta soddisfatto il direttore sportivo <strong>Cristian Ubbiali</strong>, ex team manager del Cologne e osservatore del San Pancrazio. Della frazione, pardon, del paese all&#8217;interno della <strong>città suburbana</strong> da ventiquattromila anime: <em>&#8220;Ho notato subito che dopo un paio d&#8217;anni di stop gli è tornata una gran voglia di giocare, un po&#8217; smarrita anche per via degli infortuni. I contatti datano da qualche tempo, quello che gli è servito per riflettere. Non lascia il rap e la <strong>musica</strong>, che sono ormai il suo mondo artistico e professionale, ma inizia un nuovo percorso con noi. Si tratta dell&#8217;ultimo di tredici acquisti, giovani esclusi. Niccolò ha soli 25 anni ed è motivatissimo: l&#8217;aspetto che più conta, perché delle doti tecniche è superfluo parlare, è un fuori categoria come altri che abbiamo ingaggiato. Ci sono parecchi dalminesi in squadra&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><strong>Ubbiali</strong> annuncia altre novità, nell&#8217;immediato, ma anche a breve e a medio termine. <em>&#8220;La prima maglia resta <strong>biancazzurra</strong> a strisce, com&#8217;è nella tradizione e nella storia del <strong>Mariano</strong></em> &#8211; le parole del ds -. <em>La seconda, un omaggio alla storia di <strong>Dalmine</strong>, è <strong>gialloverde</strong>. Nel Velodromo, appena rifatto a nuovo, sorgerà anche una <strong>palazzina</strong> con spogliatoi e palestra. E abbiamo già la domanda pronta per diventare, magari dalla prossima stagione, <strong>FC Dalmine</strong>. Anch&#8217;io ho sposato entusiasticamente il progetto ancor prima di sapere quale <strong>categoria</strong> avremmo disputato. Risale solo a poche settimane fa la formalizzazione della fusione col <strong>Villongo</strong>. Devo ringraziare dell&#8217;opportunità il mio tramite col club, il direttore generale <strong>Michele Bresciani</strong>, che mi ha portato immediatamente a vedere le strutture e il settore giovanile, e la famiglia presidenziale, <strong>Italo e Alessandro Accardi</strong>. Ho trovato una società preparata e ambiziosa, di persone appassionate e competenti con cui ho trovato sintonia da subito&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">E il neo dirigente incassa i complimenti di <strong>Alessandro</strong>, il vicepresidente, che ci contatta dalla <strong>Slovenia</strong>: <em>&#8220;Devo dire grazie al mio direttore sportivo per lo splendido lavoro che ha fatto una volta assunto l&#8217;incarico. In un mese intenso è riuscito a chiudere anche questo gran colpo&#8221;</em>. Il marianese <strong>Ghisleni</strong> è la ciliegina su una torta nuova per <strong>tredici</strong> fette oltre le cinque confermate, ovvero, nell&#8217;ordine, Luca <strong>Lodovici</strong>, Francesco Berardelli, Matteo <strong>Cassina</strong>, Stefano Dendena, Nicola Cassina, Alessandro <strong>Mirabile</strong>, Erik Lora, Matteo Delle Donne, Iacopo <strong>Epis</strong>, Simone Nardozza, Simone Peli&nbsp; e Riccardo Merati.</p>
<p dir="ltr">Ma a un big come <strong>Ghisleni</strong> come c&#8217;è arrivato il Mariano? <em>&#8220;Innanzitutto, <strong>Mariano</strong> è la finestra dell&#8217;impegno sportivo della mia famiglia con vista su tutta <strong>Dalmine</strong>, perché l&#8217;obiettivo è rappresentare la città intera</em> &#8211; spiega il vicepresidente -. <em>Niccolò non è stata esattamente un&#8217;idea, ma una possibilità che s&#8217;è presentata come naturale conseguenza di un rapporto personale consolidato nel tempo, dall&#8217;epoca degli scudetti vinti con la Primavera dell&#8217;Atalanta. A parte che tutti lo hanno sempre fermato per strada, lui magari per allenarsi col suo preparatore o recuperare da un infortunio mi chiamava per chiedermi l&#8217;utilizzo del campo gestito dalla società. Una stima reciproca fra dirigente locale e giocatore professionista&#8221;</em>.</p>
<p>Un colpaccio consentito dal salto doppio carpiato di livello: <em>&#8220;Non si trattava più di costruire un organico per vincere la Terza Categoria, ma di farlo per conservare il Regionale. Devo riconoscere a <strong>Cristian</strong> il lavoro straordinario nella scelta dei giocatori. La trattativa l&#8217;ha fatta lui. Quando mi hanno chiamato in vacanza per dirmi che era stata trovata la quadra per un giocatore di quel livello, mi sono sentito al settimo cielo&#8221;</em>, racconta <strong>Accardi</strong>.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;L&#8217;idea è fare di quest&#8217;annata alle porte un traghetto per riportare Dalmine dove merita. L&#8217;obiettivo minimo è la salvezza, ma come si suol dire non si scende in campo per perdere. L&#8217;aver giocato praticamente per tutte le realtà del calcio dalminese conferisce la giusta dimensione al mio impegno, che va oltre Mariano</em> &#8211; chiude il numero due societario -. <em>Ringrazio anche <strong>Michele Bresciani</strong> per aver portato qui Ubbiali. <strong>Niccolò</strong> è un bravo ragazzo. Dalle telefonate per stimolarlo a suon di &#8216;perché sei fermo? Non ti piacerebbe ricominciare?&#8217; si è passati alla fase dei contatti più intensi. Ho mediato tra diesse e giocatore. Da parte sua c&#8217;è sicuramente il sapore della sfida e della rivalsa: è un professionista che si rimette in gioco fra i dilettanti. Che si possa rimettere in vetrina significa mettere in vetrina tutta Dalmine. C&#8217;è un gruppo nuovo da amalgamare, non diamo niente per scontato&#8221;.<br />
<strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p dir="ltr"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Alessandro-Accardi-vicepresidente-Mariano.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-180174 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Alessandro-Accardi-vicepresidente-Mariano.jpeg" alt="" width="710" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Alessandro-Accardi-vicepresidente-Mariano.jpeg 710w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/Alessandro-Accardi-vicepresidente-Mariano-293x300.jpeg 293w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></a></p>
<p dir="ltr"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41-2.jpeg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-180175 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41-2.jpeg" alt="" width="964" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41-2.jpeg 964w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41-2-300x227.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41-2-768x580.jpeg 768w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41-2-200x150.jpeg 200w" sizes="(max-width: 964px) 100vw, 964px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41.jpeg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-180178 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41.jpeg" alt="" width="541" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41.jpeg 541w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-05-at-11.51.41-223x300.jpeg 223w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" /></a></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta tra 15 mila bandierine e la caccia ai tifosi ospiti: &#8220;Teppisti imbecilli da isolare&#8221;, tuona Calderoli</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 19:03:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Il vero Daspo lo applichi l&#8217;Atalanta a tifosi che non merita. Sono teppisti imbecilli e violenti&#8221;. Nella vigilia della rivincita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/11/Atalanta-United-bandierine-1.jpg"><p><em>&#8220;Il vero <strong>Daspo</strong> lo applichi <strong>l&#8217;Atalanta</strong> a tifosi che non merita. Sono teppisti imbecilli e violenti&#8221;</em>. Nella vigilia della rivincita di <strong>Champions</strong> League, mentre il club annuncia la distribuzione di <strong>15 mila bandierine</strong> per martedì sera fuori dal Gewiss Stadium, la politica bergamasca entra a gamba tesa sui lanciatori di monetine (a Pepe Reina, sabato contro la Lazio, al 91&#8242;) e alla ventina di assaltatori notturni del pub irlandese in pieno centro con due feriti, un tifoso del <strong>Manchester United</strong> contuso alla spalla e la cameriera ferita al volto dai cocci di vetro.</p>
<p>Lo fa attraverso il vicepresidente del <strong>Senato</strong>, il leghista <strong>Roberto Calderoli</strong>, che rivolge un plauso alla società dopo la ferma presa di posizione degli ultimi due giorni sui fatti da stadio dell&#8217;undicesima di campionato: <em>&#8220;La <strong>Questura</strong> faccia la sua parte e li individui, l’autorità giudiziaria faccia poi la sua con le sanzioni previste, ma soprattutto poi sia davvero <strong>l’Atalanta</strong> a fare da ‘Cassazione’: sono lieto che il club nerazzurro abbia già annunciato che questi pseudo tifosi non potranno più accedere allo stadio di Bergamo. Il vero Daspo lo applichi la società nerazzurra che non merita simili tifosi&#8221;</em>, il suo duro comunicato nel tardo pomeriggio.</p>
<p>Il questore di Bergamo, per adesso, ha <strong>daspato per 5 anni</strong>, con esclusione da ogni manifestazione sportiva, i <strong>tre fan atalantini</strong> ritenuti responsabili del lancio della moneta al portiere spagnolo dopo aver ricevuto dalla dirigenza della società tutta la collaborazione possibile anche attraverso i filmati delle telecamere interne. Sono B. L. e F. L., 20 e 28 anni, incensurati, e Z. G., 54 anni, già raggiunto da analogo provvedimento da Parma e riabilitato nel 2019. Avrebbero scagliato sul campo di gioco, dalla Curva Nord Pisani, anche altre oggetti. </p>
<p>Ma il clima di caccia all&#8217;uomo respiratosi per l&#8217;intero lunedì dopo l&#8217;aggressione in birreria continua a tenere banco. <em>&#8220;Da bergamasco sono spiaciuto nel vedere che un manipolo di imbecilli, di violenti, sabato ha tirato monete sul portiere della Lazio, colpendolo, e ieri notte abbia assaltato un pub irlandese in centro, ferendo una cameriera, dove si erano radunati alcuni tifosi inglesi del Manchester United. Questi teppisti non meritano di tifare l’Atalanta, che sta rendendo onore alla sua città su tutti i campi d’Europa, portando in giro con valore il nome di Bergamo&#8221;</em>, l&#8217;opinione di Calderoli. </p>
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		<title>Emiliano Amadei, vicepresidente per passione: &#8220;Il calcio ad Azzano, una mission per la comunità&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2021 10:15:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Una società come la nostra ha senso per la sua funzione sociale preminente: teniamo i ragazzi occupati per la maggior [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/04/Emiliano-Amadei-vicepresidente-AZZANO-FG.jpg"><p><em>&#8220;Una società come la nostra ha senso per la sua funzione sociale preminente: teniamo i ragazzi occupati per la maggior parte della settimana, accompagnando il loro percorso di crescita anche umana. Se non la pensassi così, non farei parte del progetto mettendoci la faccia&#8221;</em>. <strong>Emiliano Amadei</strong>, <strong>vicepresidente</strong> dell&#8217;<strong>Azzano FG</strong>, è uno che whatsappa alle cinque del mattino per dirti che solo dopo cena potrà dedicare il tempo alle riflessioni sul presente e sul futuro della sua passione extra-lavorativa: <em>&#8220;E domenica</em> (oggi, Ndr) <em>si replica, sempre ben prima dell&#8217;alba. Da una settimana sono in ballo coi matrimoni, dopo più d&#8217;un anno di blocco delle cerimonie. Finalmente chi ha un&#8217;attività in proprio respira. Purtroppo il pallone deve aspettare. E non sarà una ripartenza in discesa&#8221;</em>. Flower designer a capo della fioreria di famiglia, vincitore della <strong>Coppa Italia di Federfiori</strong> a Firenze nel 2015, parte attiva in giro per l&#8217;Europa e per il mondo della nazionale di categoria, presidente dell&#8217;Unione Lombarda Fioristi di Ascom e dei commercianti locali, è uno per cui il paese è sempre stato il luogo degli affetti e della vita di comunità: <em>&#8220;Mio padre <strong>Romeo</strong>, insieme a <strong>Vittorino Schiavi</strong>, il papà di <strong>Luca</strong>, l&#8217;attuale presidente, fu tra i fautori della <strong>Polisportiva Azzanese</strong> e anche assessore allo sport. Risale a quei tempi la mia convinzione che il calcio è <strong>volontariato</strong> nei confronti delle famiglie, del posto che ti ha visto nascere e dove vivi o lavori: ho anche fatto le giovanili dell&#8217;<strong>Azzanese</strong> prima di smettere per studiare all&#8217;Istituto Tecnico Agrario, Agroalimentare e Agroindustria, di Gestione dell&#8217;Ambiente e del Territorio a Minoprio, nel Comasco&#8221;</em>, ricorda Emiliano, classe di ferro 1973.</p>
<p>C&#8217;è una punta di <strong>orgoglio</strong>, nel ricordare il grande salto alla <strong>dirigenza</strong>, quando la ragione sociale era diversa: <em>&#8220;Dopo la fine dell&#8217;era di <strong>Angelo Marchesi</strong> e Battista Bonacina alla presidenza, nel <strong>2010</strong> partecipai alla ricostruzione societaria coinvolgendo alcuni amici azzanesi tra cui <strong>Luca</strong>. Tutto partito dalla richiesta del campo per giocare il <strong>torneo del sabato</strong> tramite <strong>Riccardo Pergreffi</strong>, che adesso è vicepresidente insieme a me e col direttore generale <strong>Oliviero Garlini</strong> è un po&#8217; il probiviro, l&#8217;uomo di campo e di calcio di vecchia scuola che sa trovare le soluzioni a ogni problema, Ne è passata di acqua sotto i ponti: di quel gruppo originario, alla <strong>fusione</strong> con la <strong>Fiorente Grassobbio</strong> siamo rimasti Pegreffi, <strong>Paolo Piccinelli</strong> e io&#8221;</em>. Il <strong>giallorosso</strong> con una punta di blu significa rinnovamento nella continuità: <em>&#8220;Sono stato tra i rifondatori ad <strong>Azzano</strong> del calcio, a cui mi piace riferirmi come <strong>gioco</strong> nelle riunioni del club, coi genitori e coi ragazzi, facendo dal giardiniere al direttore sportivo passando per l&#8217;accompagnatore delle giovanili. Del manto erboso, in realtà, essendo del mestiere mi occupo tuttora. Ma adesso siamo ben più <strong>strutturati</strong>, allora c&#8217;erano meno risorse: come diesse <strong>Mirco Campi</strong>, Mirko Milesi e Pierantonio Marchesi vice dell&#8217;allenatore Mario Rozzoni, <strong>Ernesto Nani</strong> responsabile dell&#8217;attività agonistica. I nuovi, insomma. Siamo più <strong>attrattivi</strong> per il territorio. Siamo diventati <strong>Scuola Calcio Elite</strong>: se si perdono i vantaggi del vincolo sui giovani cresciuti da noi, la vera ricchezza per un&#8217;associazione sportiva dilettantistica, bisogna offrire più organizzazione e <strong>preparazione</strong>, proporre i formatori migliori sulla piazza&#8221;</em>.</p>
<p>Ora non è più l&#8217;<strong>Azzano Calcio 2010</strong>, il combustibile per riaccendere il sacro fuoco. C&#8217;è la <strong>Promozione</strong>, ad alti livelli, da gestire. Oltre a uno start post <strong>pandemia</strong> che più complicato non si potrebbe: <em>&#8220;Gli uomini chiave del nostro front office, quelli che nei summit societari ogni quindici giorni stanno fissando le tappe per ripartire, sono Campi, Nani e il responsabile del vivaio <strong>Domenico Moro</strong>. In molti faranno fatica: l&#8217;auspicio è che la Federazione ci venga incontro, mettendosi una mano sulla coscienza e un po&#8217; meno nel nostro portafoglio, se non proprio garantendoci un 2021-2022 a costo zero</em> &#8211; prosegue <strong>Amadei</strong> -. <em>Non nascondo, però, il cruccio che i genitori possano chiederci il pegno delle due stagioni saltate nonostante le <strong>quote</strong> pagate. Per motivi di forza maggiore tutte le componenti hanno speso soldi per due anni senza poter fare attività o quasi&#8221;</em>. Una delle due braccia destre dell&#8217;uomo al vertice ammette candidamente di non sentirsi sempre a suo agio: <em>&#8220;Sono prestato a questo mondo, anche perché resto legato a un&#8217;idea romantica del calcio. Quello dell&#8217;oratorio per me resta il più vero e autentico. Dai semiprofessionisti in poi, mi dicono amici che fanno i dirigenti in serie D, è un mercato delle vacche. Sarà che le mezze verità e i voltafaccia non mi piacciono: io vengo dal commercio, fatto di trattative e di un prezzo finale per prodotti e servizi che tale rimane&#8221;</em>.</p>
<p>Da esperto del settore, la missione del fiorista-dirigente calcistico non può che essere conseguente: <em>&#8220;Occorre <strong>sensibilizzare le realtà aziendali</strong> del territorio intorno al nostro progetto, avvicinandole passo dopo passo. Come un gruppo, una squadra che cresce: uno per tutti, tutti per uno. Idee e persone nuove, magari nell&#8217;ottica di un avvicendamento nell&#8217;organigramma nel prossimo futuro, sono le benvenute. Nessuno è eterno&#8221;</em>. Giusto un paio di <strong>princìpi</strong> di fondo lo sono: <em>&#8220;La <strong>sostenibilità</strong>, ovvero non fare mai il passo più lungo della gamba: in questo <strong>Luca Schiavi</strong> è il maestro, nonostante ogni tanto mi maledica per averlo coinvolto 11 anni fa</em> (ride, ndR)<em>. E ovviamente la <em>missione sociale</em>, il volontariato: ai tempi di mio padre lo era anche la politica. La gestione delle strutture del <strong>Centro Sportivo</strong> ne è un esempio: l&#8217;amministrazione comunale crede in noi, noi la stiamo ripagando. Oltre il pallone, il tennis, il volley, il parkour, gli Alpini: l&#8217;Azzano FG è il riferimento delle <strong>realtà associative</strong>&#8220;</em>.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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