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	<title>vittime &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Il tributo dell&#8217;Atalanta alle vittime del covid e ai loro familiari: &#8220;Anche i nostri cari sognavano il trofeo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 12:47:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ stato lo stesso mister Gasperini in conferenza stampa dopo la vittoria dell’Europa League a ricordare le cicatrici che la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/06/IMG-20240601-WA0008.jpg"><p>E’ stato lo stesso mister Gasperini in conferenza stampa dopo la vittoria dell’Europa League a ricordare le cicatrici che la pandemia da <strong>Covid19</strong> ha lasciato nella città di Bergamo e nella sua comunità.<em> “Non riusciremo a togliere tutti quei dolori</em> &#8211; ha detto Gasperini &#8211; <em>ma a regalare un sorriso sì”</em>.</p>
<p>E così è stato: i <strong>tifosi</strong> atalantini hanno deciso di fare un tributo alle vittime del Covid19 esponendo lo striscione dell’<strong>Associazione dei familiari vittime Covid-19 #Sereniesempreuniti</strong> durante la sfilata del bus, venerdì 31 maggio, per le vie di una Bergamo vestita a festa per lo straordinario traguardo sportivo. Lo striscione è stato aperto dagli stessi giocatori sul pullman tra l&#8217;emozione generale. Sotto la scritta dei familiari, la toccante dedica: <em>&#8220;Questa coppa è anche per voi&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Siamo grati alla tifoseria per questo gesto che vale tantissimo</em> &#8211; commenta <strong>Cassandra Locati</strong>, presidente dell’Associazione nata a Bergamo che da oltre 4 anni porta avanti la memoria di quanto accaduto nella primavera del 2020 -. <em>La storica vittoria dell’Atalanta è dedicata a tutti i nostri papà, nonni, fratelli ma anche mamme, nonne e sorelle che tifavano la Dea e che sognavano di vivere la notte magica della finale&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Grazie Atalanta</em> &#8211; aggiunge Consuelo Locati, che con Cassandra ha perso, proprio a marzo 2020, papà Vincenzo, di Seriate, grande atalantino -. <em>Grazie ai giocatori, alla società e a Gasperini per aver ricordato tutti gli atalantini che non ci sono più fisicamente ma che restano sempre nei nostri cuori”</em>.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Più che l&#8217;Italia, a onorare Bergamo è stato Hateboer. Menandosi con Chiellini. E facendoci sperare in una nuova normalità</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 07:45:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Niente come il gioco del pallone, metafora della vita, tutti insieme per un obiettivo che varca la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/10/Hans-Hateboer-a-Bergamo-contro-lItalia-14-ottobre-2020.jpg"><p><strong>di <em>Simone Fornoni</em></strong><br />
Niente come il gioco del pallone, metafora della vita, tutti insieme per un obiettivo che varca la riga di porta e gonfia la rete oltre al nostro orgoglio e alle nostre speranze, rappresenta un raggio di luce in un cielo buio e minaccioso. Anche se a scorgere il sereno sono in pochi. Magari solo quelli che hanno potuto e possono assistervi. <strong>Italia-Olanda</strong> è finita 1-1 e gli Azzurri sono stati scavalcati in testa al girone 1 della Lega A di <strong>Nations League</strong> dalla Polonia, 3-0 alla Bosnia e 8 punti contro i 7 della Nazionale del ct Mancini e 6 degli Oranje. Il botta e risposta <strong>Lorenzo Pellegrini-Donny van der Beek</strong>, uno che forse con lo squalificato <strong>Marten de Roon</strong> non avrebbe neppure fatto il titolare, tra 16&#8242; e 25&#8242;, non deve aver entusiasmato più di tanto i <strong>mille</strong> scarsi sugli spalti del <strong>Gewiss Stadium</strong>, nella città eletta a simbolo della resistenza al <strong>Coronavirus</strong>.</p>
<p>I <strong>243</strong> con la fascia tricolore, i sindaci di quella che passa per la provincia più colpita anche se il triste primato sarebbe di Piacenza, e il personale medico-infermieristico invitati a presenziare hanno reso udibile anche in tv il loro sostegno. Ci mancherebbe altro, il <strong>calcio</strong> è pur sempre un raggio di luce nel buio, uno squarcio di evasione in mezzo alla narrazione quotidiana di segno catastrofista e alle minacce continue di misure draconiane e <strong>lockdown</strong> rivolte dalla classe dirigente ai cittadini, additati cretinamente a responsabili di una pandemia attualmente al 96 per cento di asintomatici (sani).</p>
<p>No, a dispetto della scelta della nostra città e della <strong>corona</strong> di fiori al cimitero per commemorare i morti di Covid-19, non è stato il Club Italia, in cui mercoledì sera a parte l&#8217;assistman delle illusioni <strong>Nicolò Barella</strong> e il firmatario del vantaggio giocava troppa gente svogliata per non dire di peggio, a onorare <strong>Bergamo</strong> e le sue <strong>6.238 vittime</strong> accertate della asserita peste dello start della decade. Lo è stato l&#8217;unico giocatore a rappresentare l&#8217;<strong>Atalanta</strong> a pelo d&#8217;erba. Uno che non è nemmeno italiano, ma ha scelto di essere <strong>bergamasco</strong>. Si chiama <strong>Hans Hateboer</strong>, è uno stantuffone del &#8217;94 senza una particolare predilezione per la tecnica pura (eufemismo) che dal <strong>2017</strong>, proveniente dal Groningen, ha messo radici da queste parti. E alla fine s&#8217;è abbracciato con l&#8217;ex Leo Spinazzola, un altro a cui il terreno di gioco era familiarissimo. Eccolo, lo squarcio di sereno che fende come una spada l&#8217;ingiustizia, le ansie e le preoccupazioni per le tenebre, il conto giornaliero di chi sta benissimo ma per ordine superiore va sputtanato come appestato e untore e infine il countdown verso una nuova carcerazione preventiva di chi non ha colpe, con l&#8217;unica consolazione che i protocolli ormai riveduti e corretti stavolta non bruceranno i polmoni a nessuno fino a farlo secco.</p>
<p>Ad altissima fedeltà, il tulipano volante, uno dei protagonisti della recente epopea aurea agli ordini di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. Anche se nello scorso <strong>Ferragosto</strong> le sue presunte dichiarazioni a un on line del suo Paese sembravano prefigurarne la <strong>cessione</strong>, figlia della convinzione di essere a <strong>fine ciclo</strong> come la Dea e del diritto a qualcosa di nuovo, al sapore di big. Niente di più falso: questo è già a<strong> due gol</strong>, e pure al volo, di piattone, sotto la traversa, in tre soli turni di campionato. Ha raddrizzato la fetta. E con quella bella casacca <strong>arancione</strong>, nella serata dedicata alla sua terra adottiva, come lo è per chiunque abbia il nerazzurro sul contratto, nelle gambe e nel cuore, <strong>ha onorato</strong> la sua Nazionale, la nostra, l&#8217;Atalanta, Bergamo e i <strong>bergamaschi</strong>.</p>
<p>Un popolo fiero per cui l&#8217;eleganza e la forma magari passano in sottordine rispetto al duro <strong>lavoro</strong> per emergere. Lui, Hans, ne mastica eccome. Basti guardare alle sportellate e alle <strong>legnate</strong> con Giorgione <strong>Chiellini</strong>, lo juventino, l&#8217;incarnazione del potere del pallone poco apprezzato qui che siamo alla periferia dell&#8217;impero: incrociato e menato abbastanza alla <strong>centocinquesima</strong> presenza azzurra, fino a rotolare per terra due volte, dopo 14 e quindi 76 minuti, beccato su costato, piede e polpaccio. Pazienza se i due cross in croce in tutta la partita, di sinistro a rientrare e di destro, uno per tempo, non abbiano inciso nella carne viva la difesa a quattro del Mancio. <strong>Hateboer</strong>, 33 sulla schiena nel club e 2 sotto Frank de Boer che ha voluto la <strong>difesa a cinque</strong>, ha corso su e giù dall&#8217;alfa all&#8217;omega. Da portatore d&#8217;acqua e malta, da umile muratore in una squadra che non manca di architetti (Depay, Frenkie de Long, Wijnaldum). E soprattutto da eroe in prima fila capace di destare in chi lo osserva, anzi lo ammira, la speranza o forse l&#8217;illusione di una <strong>nuova normalità</strong>. Perché lotta per la causa e produce risultati, da buon bergamasco. Aveva fatto lo stesso, non a caso, il <strong>19 febbraio</strong>, con quella doppietta a San Siro di spaccata e di corsa nel poker sporco al <strong>Valencia</strong> nell&#8217;ottavo di andata in Champions League. Quattro giorni più tardi, ecco l&#8217;inizio del funesto <strong>conteggio</strong> di malati e morti dalle nostre parti. Grazie, Hans, obbligàti davvero.</p>
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		<title>Coronavirus, il comitato &#8220;Noi Denunceremo&#8221; presenta alla Procura di Bergamo le prime 50 denunce</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2020 09:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il comitato “Noi Denunceremo – Verità e Giustizia per le vittime di Covid-19” (nato dall&#8217;omonimo gruppo Facebook con 55 mila [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/05/noi-denunceremo.jpg"><p>Il comitato “Noi Denunceremo – Verità e Giustizia per le vittime di Covid-19” (nato dall&#8217;omonimo gruppo Facebook con 55 mila aderenti) ha istituito un primo Denuncia Day il prossimo 10 di giugno. A partire dalle 8.30 dello stesso giorno, il presidente del Comitato, insieme al consiglio direttivo ed alcuni parenti delle vittime, che si sono rivolte ai legali messi a disposizione dallo stesso, consegneranno alla Procura di Bergamo le prime 50 denunce relative alla gestione dell&#8217;emergenza coronaviurs delle quasi 200 inoltrate al comitato ed al vaglio degli avvocati preposti.<br />
Le denunce riguardano soprattutto: la mancata informazione dei pazienti e dei loro parenti dei rischi legati all’infezione soprattutto durante la prima fase dell’emergenza; l’assenza di DPI nelle strutture sanitarie; la mancanza di una medicina del territorio efficace e tempestiva per la gestione dei pazienti Covid a domicilio; la mancata chiusura dell’ospedale di Alzano Lombardo per permettere una gestione idonea dei pazienti Covid; la zona rossa mai arrivata in Val Seriana.<br />
Le parole del presidente del Comitato, <strong>Luca Fusco</strong>:<em> &#8220;Avevamo detto che avremmo denunciato e lo abbiamo fatto. Noi chiediamo giustizia per la gente di Bergamo e Brescia e non solo. E per giustizia intendiamo che si faccia luce punto per punto sulla gestione dell&#8217;emergenza, per capire chi ha sbagliato ed in che modo. Le province di Brescia e Bergamo hanno avuto più morti di coronavirus di interi Stati. Non possiamo fare finta che non sia successo nulla e semplicemente girare la testa dall&#8217;altra parte. La vita va avanti ma abbiamo il dovere di dare ai nostri padri, alle nostre madri ed alle nostre famiglie la giustizia che meritano dopo una vita onesta e di sacrifici. Nonostante la superficialità con cui l&#8217;intera classe politica ha trattato le nostre comunità, noi andremo fino in fondo a questa vicenda&#8221;.</em><br />
Il pool dei legali del comitato chiarisce che <em>“Questa è una prima fase del lavoro che si sta costruendo, nelle prossime settimane verranno depositate altre denunce che stanno continuando a pervenire all’indirizzo del Comitato. In questo momento si tratta di un’azione solo penale. Valutiamo un’eventuale azione civile per il futuro”.</em><br />
Le parole della giornalista <strong>Gessica Costanzo</strong>:<em> &#8220;Il lavoro d&#8217;inchiesta di Valseriana News ha contribuito a dare linfa alle indagini in corso che riguardano la gestione dell&#8217;ospedale di Alzano Lombardo, delle Rsa e le responsabilità sulla mancata zona rossa. Tutti devono fare la loro parte e ora tocca ai cittadini che sicuramente sono i più toccati da questo dramma. Collaborare con la magistratura è un dovere affinché si faccia luce sui gravi errori commessi durante l&#8217;emergenza&#8221;.</em></p>
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