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	<title>Zagabria &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>L&#8217;Atalanta giovedì ritrova il suo primo arbitro di Champions</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2024 09:53:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era il 18 settembre 2019 e un po&#8217; tutti ricordano come finì allo Stadion Maksmimir di Zagabria, quasi tutto scoperto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/Gil-Manzano.jpeg"><p>Era il 18 settembre 2019 e un po&#8217; tutti ricordano come finì allo <strong>Stadion Maksmimir</strong> di Zagabria, quasi tutto scoperto tranne il rettilineo più basso che ospita anche la tribuna stampa. Il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=bGMRFiPycJg">poker</a> (10&#8242; Leovac, 31&#8242;, 42&#8242; e 68&#8242; Orsic) sul gobbone dalla <strong>Dinamo</strong> padrona di casa, il benvenuto della <strong>Champions League</strong> all&#8217;<strong>Atalanta</strong> nel mondo dei sogni che comunque si sarebbe concluso nel quarto secco al &#8220;Da Luz&#8221; di Lisbona, ahinoi a porte chiuse per la pandemia, il 12 agosto dell&#8217;anno dopo col PSG in rimonta. Sia come sia, <strong>l&#8217;arbitro</strong> del ritorno della <strong>semifinale di Europa League</strong> col <strong>Marsiglia</strong> di <strong>giovedì 9 maggio</strong> alle 21 al Gewiss Stadion di Bergamo è lo stesso di quella serata agrodolce, dolce perché alla fin fine era l&#8217;esordio in una competizione vista in precedenza soltanto dal piccolo schermo: lo spagnolo quarantenne (candeline il 4 febbraio)&nbsp;<span class="official"><strong>Jesús Gil Manzano</strong>, recentemente impegnato a dirigere il derby Milan-Inter proprio nella coppa dalle grandi orecchie.</span></p>
<div class="prefix">Non era il battesimo del fuoco coi nerazzurri, precedentemente diretti in un&#8217;altra serata infausta, quella dell&#8217;eliminazione dall&#8217;<strong>Europa League</strong>, la prima manifestazione continentale dell&#8217;era di <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, ai sedicesimi, al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro il <strong>Borussia Dortund</strong>. 3-2 all&#8217;andata con vana dopèietta di Josip Ilicic per portarsi temporaneamente avanti 2-1, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7xvey3re_DE">1-1 al ritorno</a>, quell&#8217;uggioso <strong>22 febbraio 2018</strong> illusoriamente aperto da Rafael <strong>Toloi</strong> dopo 11 giri di lancetta e pareggiato dall&#8217;ex convalescente Schmelzer a 7&#8242; dal 90&#8242; in tap-in sul tiro di Reus carambolato tra mano e ginocchio di Etrit Berisha.&nbsp;</div>
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<div class="primary"><span class="official-title">Nel team arbitrale, un solo &#8220;intruso&#8221; in mezzo ai sudditi di re Felipe, il quarto ufficiale <span class="official">Mykola Balakin che è ucraino. Assistenti&nbsp;</span></span>Diego Barbero e&nbsp;Ángel Nevado&nbsp;<span class="official-countrycode">ESP;&nbsp; </span>Video Assistant Referee (V.A.R.)&nbsp;<span class="official">Juan Martínez Munuera e&nbsp;</span><span class="official-title">Assistente Video Assistant Referee (A.V.A.R.)&nbsp;</span><span class="official">Alejandro Hernández. L&#8217;<strong>OM</strong>, invece, con <strong>Gil Manzano</strong> ha tre precedenti, una vittoria in mezzo a due sconfitte, sempre in fase di girone, la prima in EL e le altre due in CL. 1-3 all&#8217;epoca di Rudi Garcia con la Lazio di Inzaghino il 25 ottobre 2018 (10&#8242; Wallace, 59&#8242; Caicedo, 86&#8242; Payet, 90&#8242; Marusic), 2-1 di André Villas-Boas all&#8217;Olympiacos Pireo il 1° dicembre 2020 (33&#8242; Camara, 55&#8242; e 75&#8242; Payet entrambi su rigore) e infine stesso risultato ma a sfavore a <strong>Francoforte</strong>, dai &#8220;gemellati&#8221; dell&#8217;Eintracht, il 26 ottobre di due anni fa quando sulla panchina sedeva l&#8217;attuale laziale Igor Tudor (3&#8242; Kamada &#8211; su passaggio del romanista Ndicka -, 22&#8242; Guendouzi, guarda caso adesso entrambi in biancoceleste, 27&#8242; Kolo Muani).&nbsp;</span></div>
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		<title>Tifosi Atalanta, insorge la politica. Belotti e Calderoli protestano con Croazia e Slovenia</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 18:08:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fabrizio Carcano La politica bergamasca si muove dopo la complicata trasferta in terra croata, e in terra slovena, della carovana [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/E7FAF92E-7D37-4496-A759-BF8BC8151A49-1024x768.jpeg"><p>Fabrizio Carcano</p>
<p>La politica bergamasca si muove dopo la complicata trasferta in terra croata, e in terra slovena, della carovana di bus di tifosi atalantini.<br />
Trattenuti mercoledì sera per ore alla frontiera croata, comportando il ritardo nell’ingresso allo stadio Maksimir a partita iniziata da oltre venti minuti, e poi al rientro scortati nel passaggio in Slovenia per oltre duecento chilometri senza da volanti della Polizia che hanno impedito soste agli autogrill, chiudendo le entrate nelle aree di soste.<br />
Un comportamento inaccettabile secondo il vice presidente del Senato, il bergamasco Roberto Calderoli, che ha alzato la voce nei confronti delle autorità di Zagabria e di Lubiana: “Quanto accaduto tra ieri sera e stanotte in territorio croato e sloveno mi lascia a dir poco sconcertato. I bus dei tifosi dell’Atalanta mercoledì sera vengono trattenuti per un tempo ingiustificato alla frontiera croata, impedendo a seicento tifosi bergamaschi che non creavano nessun turbamento dell’ordine pubblico, di poter vedere la partita dal primo minuto. Poi al rientro il ‘pessimo testimone’ passa alla polizia slovena che impedisce ai bus in transito sulla loro autostrada, bus scortati dalle volanti dei poliziotti sloveni, di poter effettuare una sosta chiudendo l’accesso a tutti gli autogrill per oltre duecento chilometri in un’autostrada a quell’ora, alle tre di notte, deserta.<br />
Due ore senza poter bere un caffè o fare una pausa.<br />
Centinaia di tifosi atalantini trattati non da cittadini europei, con diritto alla libera circolazione dentro la UE, ma da soggetti pericolosi in due Stati che eppure fanno parte dell’UE.<br />
Una richiesta di scuse, da parte della Farnesina, sarebbe auspicabile.<br />
Possono esserci giustificate esigenze di ordine pubblico (ma in Slovenia quali erano?) ma non devono essere abusate perché la libertà e i diritti del cittadino sono prioritari.<br />
Solidarietà ai tifosi dell’Atalanta e un ringraziamento per il loro comportamento corretto ed educato in questa trasferta.”</p>
<p>Ancora più dura la presa di posizione del deputato bergamasco Daniele Belotti, che ha inviato una lettera all’Uefa e all’ambasciatore italiano in Croazia: “Chiedo all’Uefa e all’ambasciata italiana a Zagabria di fare chiarezza su quanto subito ieri dai tifosi bergamaschi in occasione della partita di Champions League Dinamo Zagabria-Atalanta. Premesso che per l’appuntamento storico del debutto in Champions dell’Atalanta dopo 112 anni di storia non è stato riscontrato il minimo incidente da parte dei 3000 bergamaschi al seguito, di cui la maggior parte con una quarantina di pullman che hanno viaggiato per 10 ore, è assurdo e vergognoso che senza alcun motivo reale di ordine pubblico 11 bus con oltre 600 tifosi della Curva Nord siano stati bloccati alla frontiera sloveno-croata di Bregana (che dista solo 30 km da Zagabria) dalle 17,30 fino alle 20.30 e abbiano potuto fare il loro ingresso allo stadio solo a metà del primo temp, alle 21,25 – prosegue Belotti -. Il tutto motivato, pare, dal ritrovamento di alcune aste per bandiere e di un cavatappi. Seicento tifosi entusiasti di poter vivere un momento storico della propria squadra bloccati in frontiera per un cavatappi”.</p>
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		<title>Cosa resterà della prima trasferta di Champions</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 06:54:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È andata. Nel peggiore dei modi e dei risultati, ma l&#8216;Atalanta da Champions di Gian Piero Gasperini non si ferma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/20190918_201749-1024x614.jpg"><p>È andata. Nel peggiore dei modi e dei risultati, ma l<strong>&#8216;Atalanta</strong> da <strong>Champions</strong> di Gian Piero Gasperini non si ferma certo a Zagabria. Primo, perché non esiste una sola ragione valida per mollare gli ormeggi salpando verso il porto della rassegnazione. Negare l&#8217;evidenza è inutile. A pelo d&#8217;erba, specie nel primo tempo, si è sbagliato l&#8217;inimmaginabile, contro una <strong>Dinamo</strong> formato Spal-Torino-Genoa ma enormemente più accorta dietro, capace di stravincere sulle fasce, più efficace nel pressing alto e dotata della combo micidiale tecnica &amp; rapidità in avanti per aprire crepe nel muro nerazzurro.</p>
<p>Quello dei <strong>tremila</strong> nel South Stand dello Stadion Maksimir è forse il primo dei motivi per abbassare la testa e ripartire (nel pomeriggio allenamento a Zingonia) come se non fosse successo niente, come se non ci fosse un domani. Perché un terzo di quella muraglia colorata e sprigionante passione pura da tutti i pori, per inciso, si è smazzato due ore e venti di tiramolla con la polizia di <strong>frontiera</strong> croata che voleva rispedire a domicilio una ventina di pullman dei tifosi già alle sei del pomeriggio.</p>
<p>A parte l&#8217;onore da tenere alto sul pennone con la bandiera di <strong>Bergamo</strong> a sventolarci gagliarda, dando per scontato di dover sopportare l&#8217;onere di una competizione inedita fino alla vigilia che ora si trasforma in missione, per quanto impossibile possa sembrare all&#8217;indomani dello schiaffo a quattro dita, la ragione in più per non lasciarsi andare è il calendario. Quella griglia a maglie fittissime che costringe al tour de force senza concedere nemmeno il tempo necessario a pensare.</p>
<p>Un toccasana, perché a maniche rimboccate rimuginarci oltre il lecito rischierebbe di allargare la chiazza della delusione e dello sconforto fino a far assumere loro le dimensioni di un lago. La successione di impegni, al contrario, è un inno alla preparazione metodica, al serrare i ranghi, alla ricerca di soluzioni in campo senza affidarsi alle strategie da tavolino. Altre sei sfide attendono i Gasp-boys prima della seconda sosta per le nazionali. Domenica a Parma la Fiorentina, quindi infrasettimanale il 25 nella Roma giallorossa, il Sassuolo sabato 28, il secondo turno del Group Stage C a San Siro con lo Shakhtar il primo ottobre e il Lecce, il 6, per inaugurare il Gewiss Stadium con la Curva Nord rimessa a nuovo.</p>
<p>Un&#8217;ultima osservazione sull&#8217;uomo in sella, che signorilmente e sportivamente ha reso onore senza alibi né appelli alla superiorità dell&#8217;armata dei Diavoli di Nenad Bjelica. Il mister si è posto un dubbio che in realtà non lo è: chiuderci tatticamente per parare i colpi o proseguire col verbo del calcio propositivo provando a correre come e più di avversari di rango? L&#8217;Atalanta è diventata grande attaccando tutto e tutti a testa bassa. Rinunciare alla propria ragion d&#8217;essere solo per uno scivolone, adesso, sarebbe il colmo. Sotto coi Viola. A provare a fare blu gli ucraini ci si penserà poi.</p>
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		<title>Perché Zagabria non è diversa da Bergamo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 11:47:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è che la passione per il pallone si debba sempre tagliare per forza col coltello. Pure a queste latitudini, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/20190918_124555-1024x614.jpg"><p>Non è che la passione per il pallone si debba sempre tagliare per forza col coltello. Pure a queste latitudini, sota la sender brasca. Per il barbecue da tifo, rivolgersi allo Stadion <strong>Maksimir</strong>, please. Girellando per <strong>Zagabria</strong>, zero tensione e atmosfera <strong>Champions</strong> a livello dei binari del tram. L&#8217;unica vera differenza con <strong>Bergamo</strong>, quest&#8217;ultima, perché dalle nostre parti ce l&#8217;hanno levato di torno quando i nostri nonni avevano appena finito di sfornare figli. Le due città, rivali sul campo, a visitarle paiono proprio uguali. Oddio, diciamo simili.</p>
<p>Sarà che tutto il mondo è paese. La Città dei Mille non è certo una capitale come quella che ne ospita la più famosa e chiacchierata espressione sportiva. Ma entrambe ne hanno una Alta e una Bassa. Perfino qui esiste la <strong>funicolare</strong>, anche se unica, orfana della San Vigilio locale che del resto non ha un Colle omologo da raggiungere evitando le scarpinate. Questa è la più corta della galassia, 66 metri. Il mercato con la ressa delle massaie, armate di trolley che ti rullano sulle scarpe, e le mercatanti che si fanno concorrenza sui prezzi guardando la rivale in cagnesco. Uguale.&nbsp;</p>
<p>I negozietti di simil artigianato locale. La serie di polo a scollo pattone spacciate per esclusive &#8220;ricamata a mano&#8221;, che non la indosserebbe manco la prozia. Fotocopia. Come ricalcare il posto dove vivi con la carta carbone. Anche da queste parti si staglia all&#8217;orizzonte del passante e del turista occasionale un centro carino, tra edifici storici e altri rimessi a nuovo o moderni tout-court. Da noi si erge la statua di Giuseppe Garibaldi, qui quella equestre di <strong>Josip</strong> <strong>Jelacic</strong>. Ognuno ha il proprio eroe nazionale da celebrare. La cattedrale qui è gotica ed è dedicata a Santo Stefano. Ma le differenze, davvero minime, finiscono qui.</p>
<p>Mettiamoci, toh, anche le fogge architettoniche degli edifici, tenendo conto che qui, l&#8217;est Europa più vicino che si può, si sono sovrapposte varie dominazioni, dai romani con l&#8217;Illirico (Provincia e/o Prefettura, chi se lo ricorda&#8230;) agli ungheresi all&#8217;Impero Austroungarico. Il Belvedere c&#8217;è anche qui. E ancora, le periferie che si commentano da sole, in contrasto stridente con tutto il resto.</p>
<p>L&#8217;euro, ecco, non adottato, e col cambio ti fregano sugli spicci, roba da lasciare il caffè sospeso al Bar moltiplicato per tre. Analogie e omologie si trovano il passo sbarrato dalla dannata moneta unica. Un dramma residuale. Alla fine chi vive di pane e calcio, ovunque si sposti, ritrova i colori e i sapori di casa. Quasi. Perché isterismi, ubbie da leadership terra terra da turismo da branco, rivalità di sangue e di lavoro, per fortuna, ce le siamo saggiamente lasciate Bergamo. Guai ai Filini e ai Calboni che sopravvivono ai Fantozzi.</p>
<p><em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p><a class="cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/20190918_105757.jpg"><br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73105" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/20190918_105757.jpg" alt="" width="648" height="1080" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/20190918_105757.jpg 648w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/20190918_105757-180x300.jpg 180w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/20190918_105757-614x1024.jpg 614w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /></a></p>
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		<title>Sbranali tutti magica Dea</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 13:32:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/LOM_9231-1024x665.jpg"><p>Se vi avessero detto che l&#8217;<strong>Atalanta</strong>&nbsp;un giorno avrebbe disputato la massima competizione europea ci avreste creduto? Io sinceramente sì. Un altro tifoso forse avrebbe annuito, ma consapevole che il suo assenso sarebbe stato probabilmente un altro dei suoi sogni utopistici e irrealizzabili. Come quelli che fai da ragazzo giocando alla PlayStation con gli amici: “Oggi giochiamo Atalanta-<strong>Manchester City</strong>. Vuoi vedere che gol ti faccio con <strong>Tiribocchi</strong>? Con <strong>Raimondi</strong> ti salto mezza squadra e la piazzo nel sette”. Tutto questo ad oggi non esiste più. Non esiste più da quando è arrivato un Signore, maestro di calcio, il Vate. Mister <strong>Gasperini</strong>, l’uomo mandato dalla Dea. L’uomo che non scende a compromessi. Mai e con nessuno. Dentro <strong>Petagna</strong>, <strong>Caldara</strong>, <strong>Conti</strong> e <strong>Spinazzola</strong>. Il primo a cadere è stato il <strong>Napoli</strong>. Nella conclusione di Petagna tutta <strong>Bergamo</strong> si è scossa, si è tolta di dosso anni di torpore. <strong>Serie C</strong>, <strong>Serie B</strong>, retrocessioni, contestazioni, giocatori svenduti. È bastata una semplice cosa per creare un “mostro” assetato di vittorie e di bel calcio: è bastato il coraggio. <strong>Montecarlo</strong> 29 agosto 2019 <strong>Wesley Sneijder</strong> sorride mentre apre il bussolotto e mostra al mondo 111 anni di storia per la prima nel palcoscenico dei grandi, anzi grandissimi. <strong>Atalanta Bergamasca Calcio</strong>, oppure Mattia, Marcello, Vittorio, Giorgio, Rossana, Luigi, Riccardo: tutta Bergamo, tutti noi. Guardaci <strong>Champions League</strong> siamo arrivati. È stata una lunga corsa, polverosa e assai faticosa. Ma ci siamo lustrati il vestito, la casacca nerazzurra brilla sotto la luce dei riflettori. Ora parlano di noi nei notiziari, nelle analisi sportive e persino nei telegiornali nazionali. Prima per loro non esistevamo, eravamo una squadretta provinciale. Ora in <strong>Europa</strong> ci considerano. <strong>Goodison Park</strong> sta ancora ballando sotto i cori della movida bergamasca. A <strong>Dortmund</strong> ricordano il nostro grido: “Canta con noi pubblico”. Cantate, cantate siamo arrivati. Siamo nati dalla polvere, abbiamo dato linfa alle grandi squadre con i nostri talenti, ma ora siamo noi a farvi capire il significato della parola <strong>Calcio</strong>. Non scordiamo però le nostre origini. <strong>Davide</strong> ha battuto <strong>Golia</strong> con una fionda. Atalanta mantieni la tua mentalità di chi è partito dal basso e sbrana i tuoi avversari senza pietà con la fame di chi vuole tutto e subito. Tutto e subito. Troppi gli anni del fango, troppe le risatine di scherno alle tue spalle e troppo poca la considerazione della tua magnificenza dell’essere la più bella piccola realtà. Corri magica Dea senza paura dei signori d’Europa, corri e non voltarti: fagli mangiare la polvere. Lotta sospinta da una città intera, da persone che vivono per seguirti e che rinunciano alle ferie per abbonarsi e vivere la tua storia qualunque essa sia. Non farti intimorire da nessuno. Insieme abbiamo zittito il muro giallo di <strong>Dortmund</strong>, il <strong>Parc Olympique Lyonnais</strong> che non conosceva il nome del tuo capitano. I grandi si inchinano di fronte alla tua purezza. Ammaliali tutti magica Dea, stupisci il mondo, siediti sul trono e impera la tua voglia di rivalsa. Per <strong>Bergamo</strong>, per la tua gente, per la tua storia: signore e signori benvenuti questa è la <strong>UEFA Champions League </strong>e noi siamo l&#8217;<strong>Atalanta</strong>.</p>
<p><strong>Mattia Maraglio</strong></p>
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		<title>Contrordine Champions: per Zagabria 300 biglietti &#8220;liberi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2019 18:58:39 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/DinamoZagrebvSalzburgUEFAChampionsLeagueHYnBuNe3JPsl.jpg"><p>Le rimostranze di parte della tifoseria sulla scelta della <strong>Ovet</strong>, travel partner ufficiale, come <strong>canale</strong> <strong>unico</strong> di distribuzione dei <strong>biglietti</strong> per le <strong>trasferte di Champions League</strong> ha appena registrato una parziale marcia indietro dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Il dieci per cento dei 3.000 biglietti (quota aumentata, recita la nota sul sito ufficiale) destinati al settore ospiti dello <strong>stadio Maksimir</strong> per la partita d&#8217;esordio dei nerazzurri nel Group Stage C, <strong>mercoledì 18 alle ore 21</strong>, sarà ottenibile tramite <strong>vendita</strong> <strong>libera</strong>.</p>
<p><strong>300</strong> tagliandi acquistabili &#8211; per un massimo di 2 a persona &#8211; dunque al di fuori delle offerte Ovet, comprensive dei pacchetti viaggi (obbligatori), a cui il club nerazzurro ha deciso di affidarsi in esclusiva sulla base delle raccomandazioni Uefa. Spazio a VivaTicket&nbsp;<strong>dalle 12 di martedì 10 settembre alle 19 di mercoledì 11 settembre</strong>, salvo esaurimento biglietti (21 euro più commissioni). Lo stampabile generato on line verrà convertito in tagliando d&#8217;ingresso alla biglietteria del Gewiss Stadium di Bergamo solo <strong>giovedì 12 settembre</strong> dalle 12 alle 18.&nbsp;</p>
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