Nella consueta rubrica del professor Silvano U. Tramonte, implantologo di fama mondiale e fondatore dei Centri Tramonte di Milano e Stezzano, il professore milanese affronta il tema della correlazione tra Covid-19 e malattia di Kawasaki.
 
“Gli appassionati di moto non si agitino, non sarà un articolo sulle due ruote ma su una rara sindrome infantile che da giorni ormai viene associata alla COVID19.
La malattia di Kawasaki è una vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni), che a volte interessa le arterie coronariche, che tende a presentarsi in neonati e bambini tra 1 anno e 8 anni. Essa è caratterizzata da febbre prolungata, esantema, congiuntivite, infiammazione mucosa e linfoadenopatie (MSD). L’evoluzione della malattia può essere anche grave e arrivare fino al decesso ma per fortuna esiste una terapia. La mortalità negli USA si avvicina all’1%m senza terapia e si abbatte allo 0,175 con terapia. La causa della malattia è sconosciuta ma si sospetta che sia infettiva o autoimmune. Il collegamento col Coronavirus scatterebbe per la coincidenza dell’aumento importante della percentuale di casi di Kawasaki nel mondo, e anche in Italia, in concomitanza con la pandemia da SARS-COV-2. In realtà, queste notizie non dovrebbero, a mio avviso, nemmeno uscire dal circuito specialistico essendo la loro importanza limitata ad una diatriba tra esperti sull’etiologia, l’esatta classificazione della malattia, il corredo sintomatologico che la esprime e la precisione dell’inquadramento patogenetico. Ai genitori di bambini fino agli 8 anni di età dovrebbe interessare di più sapere che è una malattia che si cura bene e che in Italia tutti i casi di Kawasaki si sono risolti con successo. Io credo che nessun genitore che abbia un figlio che presenti febbre prolungata, esantema (le macchie sulla pelle), congiuntivite (infiammazione degli occhi), infiammazione delle mucose e gonfiore e dolore ai linfonodi, non lo porti subito dal pediatra, che non avrà difficoltà a sapere cosa fare. Che il coronavirus causi la malattia di kawasaki vera e propria o solo una sindrome che le assomiglia che importanza può avere se poi la terapia è sempre quella?
Ad ogni modo non lo sappiamo. E la mancanza di una etiologia patogenetica certa per la Kawasaki e rende molto difficile dirimere la questione: quella da coronavirus potrebbe essere una Kawasaki con sintomatologia non perfettamente sovrapponibile alla forma classica o un’entità clinica simile ma con precise differenze etiopatogenetiche che peraltro non siamo in grado di evidenziare dato che la causa della Kawasaki è ancora sconosciuta, ed essendo una patologia rara è anche scarsamente studiata. La COVID19 comporta un’infiammazione endoteliale che starebbe alla base della coagulazione intravasale disseminata e potrebbe anche essere che nei bambini di quell’età, con una certa predisposizione, il coronavirus possa scatenare la malattia di Kawasaki. Quando ne sapremo di più su questo virus forse scopriremo se può causare anche una Kawasaki, ma un dato è inconfutabile: il SARS-COV-2 è un virus neonato mentre la Kawasaki esiste dal 1967″.
Prof. Silvano U. Tramonte