Quale è la vera paura da affrontare nella Fase2? Ce la spiega il professor Silvano U. Tramonte, implantologi di fama mondiale e anima dei Centri Implantologici di Milano e Stezzano

Oggi voglio parlare delle tanto attese linee guida per la fase 2. Sono linee guida improntate alla paura, alla mancanza di fiducia, ma soprattutto, ancora una volta, alla mancanza di un piano. Non si sa cosa fare e ci si limita solo all’assunzione di un atteggiamento pauroso. Nessuna difesa, nessuna azione logica. Siamo disposti a morire economicamente piuttosto che accettare il minimo rischio di vivere, di uscire allo scoperto. Allora vediamo. Il contagio è in calo, i morti sono in calo, oggi 153, i guariti continuano ad aumentare, le terapie farmacologiche funzionano, le terapie intensive si svuotano. Il dato veramente importante però non è l’andamento dei contagi e dei decessi quanto il fatto che abbiamo imparato a curare la COVID19, e non uccide più. Non più come prima certamente. Ora, noi non sappiamo bene ancora se e quanto il virus abbia perso forza di diffusione, se l’avanzare della stagione ci favorisca, se e quanto l’isolamento stretto abbia funzionato, ma sappiamo che oggi possiamo curarci e non ventilare forzatamente polmoni inerti e aspettare che il malato guarisca da sé. Se noi potessimo tornare indietro di due mesi con l’esperienza terapeutica che abbiamo ora quell’inferno che abbiamo visto non sarebbe accaduto. Ma non sarebbe accaduto nemmeno se avessimo adottato le misure che avremmo dovuto. Ora dunque sappiamo cosa avremmo dovuto fare e possiamo farlo e sappiamo come curarci e possiamo farlo. Poi abbiamo i test sierologici. Forse arriveranno i vaccini. Forse arriverà anche una cura specifica. Grasso che cola. Allora perché tutta questa paura di ripartire, perché queste linee guida appena appena più rilassate delle precedenti, perché le aperture scaglionate, e quell’eccesso di precauzioni imperative? Perché la paura è paura e se non è bilanciata dalla consapevolezza e dalla conoscenza, evolve in atteggiamenti irrazionali. La paura nasce dal non aver fatto nulla, dal non aver saputo cosa fare e dal continuare a non saperlo. E’ la paura dell’ignoranza, la paura dell’animale che teme il fuoco. E basta. Ma non è razionale e non è fondata su ragionevoli motivazioni. Noi stiamo affondando definitivamente l’economia nazionale per una semplice, banale, stupida, incomprensibile mancanza di azione. La cosa più semplice del mondo: dividere i sani dai malati, mandare a lavorare i sani con qualche precauzione ma rimettendo in funzione la macchina economica a pieno regime e non aver paura che qualcuno si ammali perché se si ammala, oggi lo curiamo. Come possiamo separare i sani dai malati? Coi test sierologici. Questo sarebbe stato il momento migliore: dopo due mesi di isolamento forzato, e dunque senza nessun pericolo di contatto infettivo, i negativi si possono considerare tutti sani e i positivi vengono avviati al percorso diagnostico. Questo, tra l’altro, avrebbe un grande significato sul piano dell’inquadramento epidemiologico del SARS-COV-2.  I test sono economici, hanno grande sensibilità e specificità anche maggiore. Non li vogliamo usare. Non capisco perché, ma va bene. Temiamo la seconda ondata? Ma sulla base di cosa? Non potrà più accadere niente di quanto accaduto due mesi fa: abbiamo i mezzi per contrastare il virus, curare i malati, identificare i negativi e i positivi. Dunque? Due cose: appena tutto si risolve questo governo d’incapaci si troverà a rispondere della sua incompetenza e della sua stupidità, dei morti che avrà permesso ci fossero e dei disastri economici e sociali che avrà causato. E fa come chi sta per annegare, si aggrappa e blocca chi potrebbe salvare baracca e burattini. Il vero pericolo della fase 2 non è il coronavirus ma, ancora una volta, la cattiva gestione. Ma se il contagio riparte? Ma ripartirà anche, in parte, ma davvero, oggi, si è ridimensionato tutto al livello di una normale influenza. Che qualche volta uccide qualcuno, ma non ha mai fermato una nazione”.

Prof. Silvano U. Tramonte