Il professor Silvano U. Tramonte, medico e anima dei Centri Tramonte di Milano e Stezzano, ci racconta, nella sua consueta rubrica, il perché del dramma Covid-19, perché si poteva evitare e l’importanza di un Piano nazionale contro la pandemia che, purtroppo, è mancato.
“Dopo gli articoli pubblicati in fretta e furia per spiegare in  termini chiari quello che stava succedendo e soprattutto distinguere il certo dall’incerto, oggi vorrei spendere due parole per tentare di capire uno dei moltissimi aspetti di questa vicenda che via via analizzeremo per capire i perché, numerosi e variegati, che ci hanno portato a vivere quello che oramai è diventato il Dramma Italiano da Sars-Cov-2. Uno dei perché che maggiormente c’induce a considerare tutto quanto avvenuto con estrema rabbia, resa più sopportabile solo dal fatto che gli errori italiani sono stati commessi più o meno da tutti gli altri paesi europei e non, è che quanto è successo non è affatto vero che fosse imprevedibile, ma è la più tragica dimostrazione dell’abitudine tutta nazionale di scrivere infinità di documenti protocollari sulla sicurezza considerata a 360 gradi di tutti e di tutto, attribuendo a questi documenti il potere esoterico di protezione totale come se, per il solo fatto di averlo scritto, un magico scudo si stendesse su di noi. Senza pensare affatto che quanto scritto siano solo istruzioni operative che bisognerebbe conoscere e mettere in pratica all’occorrenza. Fatto questo lungo preambolo, per dimostrare quanto in realtà non solo fosse prevedibile l’emergenza pandemica ma addirittura prevista ed attesa, vi riporto il testo ufficiale di una pagina dedicata su www.salute.gov.it:
“Dalla fine del 2003, da quando cioè i focolai di influenza aviaria da virus A/H5N1 sono divenuti endemici nei volatili nell’area estremo orientale e il virus ha causato infezioni gravi anche negli uomini, è diventato più concreto e persistente il rischio di una pandemia influenzale.  Per questo motivo l’OMS ha raccomandato a tutti i Paesi di mettere a punto un Piano pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo linee guida concordate. Il Piano nazionale di preparazione e risposta per una pandemia influenzale, stilato secondo le indicazioni dell’OMS del 2005, aggiorna e sostituisce il precedente Piano italiano multifase per una pandemia influenzale, pubblicato nel 2002. Esso rappresenta il riferimento nazionale in base al quale saranno messi a punto i Piani operativi regionali.
Il Piano si sviluppa secondo le 6 fasi pandemiche dichiarate dall’OMS, prevedendo per ogni fase e livello, obiettivi ed azioni.
Molte delle azioni individuate sono già state realizzate man mano che la situazione epidemiologica lo ha richiesto. Il Piano contiene, come allegato, le linee guida per la stesura dei Piani pandemici regionali. Le linee guida nazionali per la conduzione delle ulteriori azioni previste saranno emanate, a cura del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), come allegati tecnici al Piano e saranno periodicamente aggiornate ed integrate.
Data di pubblicazione: 13 dicembre 2007 , ultimo aggiornamento 15 dicembre 2016”
Il “PIANO NAZIONALE DI PREPARAZIONE E RISPOSTA AD UNA PANDEMIA INFLUENZALE” si compone di ben 75 pagine in cui sono elencati ed illustrati  tutti i passi ritenuti necessari per fronteggiare un’emergenza pandemica. Si. Proprio quella che ci ha colti totalmente impreparati a tutto scatenando la tragedia nazionale COVID19.
Ora, io mi chiedo, come mai nessuno si è preoccupato di leggere in documento governativo stilato e aggiornato e pronto da 17 anni proprio per non essere impreparati in evenienza del genere? Né, il governo, né la sua task force, né gli esperti, né l’ISS, né il ministero di salute pubblica? Ernesto Burgio ha tentato di farlo, ma nessuno gli ha nemmeno risposto. Ma la domanda vera è: se il 31 gennaio il governo ha dichiarato l’emergenza nazionale, perché non si è letto quel benedetto documento che era in suo possesso e che conteneva tutte le istruzioni del caso? Come diavolo è che nessuno ci ha pensato?”
Prof. Silvano U. Tramonte