Il professor Silvano U. Tramonte, implantologo di fama mondiale e anima dei Centri Tramonte di Milano e Stezzano, ci racconta perché dobbiamo tornare a vivere, accentando i rischi che comporta il Covid-19

“Oggi mi figlia mi ha chiesto se poteva andare al ristorante con un’amica. Come padre, d’impulso, le avrei detto no, di aspettare ancora un po’, nonostante tutte le rassicurazioni che cerco di esprimere in questa rubrica, nelle quali, sia chiaro, credo fermamente. Ma il papà stenta ad applicare alla sua bambina le ragioni della ragione contro quelle del cuore. Perché quando ragioniamo col cuore certe ragioni non bastano più. Vero? Ma quali sono le ragioni del cuore, alle quali, evidentemente, non dobbiamo dare ascolto? E perché non dobbiamo dar loro ascolto se ci danno un tale segnale di pericolo? Diciamo subito che le ragioni del cuore sono molto chiare e indiscutibili: vorremmo, per i nostri cari e tanto più per i nostri figli, il rischio zero. Vorremmo saperli sempre al sicuro e fuori da ogni pericolo, di qualunque genere materiale o no che possa essere. Questo ci fa stare tranquilli e liberi di affrontare noi i pericoli e le lotte della vita. Ecco, vorremmo caricarci noi dei loro rischi, come quando erano piccoli. Ho detto i pericoli e le lotte della vita. Perché la vita è questa, una quotidiana lotta contro le difficoltà e i pericoli quotidiani. E noi non possiamo evitarli per noi, e lo sappiamo, per questo vorremmo evitarli a loro. Ma se la vita è questa, allora evitare ciò che la caratterizza, lotte e pericoli, significa evitare la vita. E questo è il punto della questione. Evitare la vita significa non viverla, fuggire da essa, nascondersi e privarsi di gioie e felicità che ugualmente la vita ci riserba, vivendola. E allora dobbiamo lasciare che la vivano, perché non possiamo offrir loro una vita a rischio zero. Il rischio zero non esiste, mai, per nulla e per nessuno. Possiamo dar loro gli strumenti per abbattere il rischio, per renderlo basso e accettabile, fornirgli gli strumenti per gestirlo, prevenirlo, contenerlo e l’abilità per affrontarlo. Ma non possiamo evitarglielo.

Ma il cuore ci si stringe e ci da un segnale di pericolo che non dobbiamo ascoltare. E non solo perché il rischio zero non esiste e dunque la vita tocca affrontarla, ma anche perché è solo affrontandola che possono imparare a viverla, bene, e a trarne le gioie che ne costituiscono il premio. Perché vivere la vita è acquisire esperienze, e le esperienze ci inducono ad elaborare nuove strategie, migliorare le nostre performances in tutti i sensi, vivere pienamente la vita ed essere felici. Così le ho detto sì. Con l’aggiunta di qualche raccomandazione ma l’ho lasciata libera. Le ho restituito quella libertà che ci è stata tolta malamente e per incapacità e per cui abbiamo invocato la costituzione e i diritti civili. Giustamente. Perché noi, vogliamo essere padroni della nostra vita. Come loro, i figli, della propria. E a noi resta la paura e accettarla è l’atto d’amore estremo che possiamo dedicar loro”.

Prof. Silvano U. Tramonte