21ª giornata (2aR) Primavera 1 – Cercola, Stadio Giuseppe Piccolo – mercoledì 21 gennaio (ore 14)
Napoli Under 20 – Atalanta Under 20 3-1 (2-0)
NAPOLI (3-4-2-1):
Spinelli 6,5; Caucci 7, Eletto 6, Garofalo 6; Colella 6 (12′ st Olivieri 6), Cimmaruta 6,5, Lo Scalzo 7 (24′ st Genovese 6), D’Angelo (cap.) 7 (12′ st Smeraldi 5,5); Borriello 6 (36′ st De Chiara sv), Camelio 7 (24′ st Gorica 7); Raggioli 7. A disp.: Merone, De Luca, Nardozi, Iovine, Baridó, De Martino. All.: Dario Rocco 6,5.
ATALANTA (3-5-2): Anelli 5,5; Gobbo 5,5, Maffessoli 6, Ramaj (cap.) 6 (40′ st Curcio sv); Marrone 7 (30′ st G. Percassi 6), Artesani 7, Gerard Ruiz 7 (30′ st Colombo 6), Mencaraglia 5,5, Aliprandi 5,5 (1′ st Gasparello 6,5); Olijars 5 (9′ st I. Camara 6), Baldo 6. A disp.: E. Zanchi, Rinaldi, Parmiggiani, Bono, Isoa, Bilać. All.: Giovanni Bosi 6.
Arbitro: Maria Marotta di Sapri 5 (S. V. Martinelli di Potenza, Ferraro di Frattamaggiore).
RETI: 35″ pt D’Angelo (N), 44′ pt Lo Scalzo (N), 8′ st Artesani (A), 44′ st Gorica (N)
Note: ammoniti Mencaraglia, Cimmaruta, Lo Scalzo e Gerard Ruiz, per gioco scorretto. Espulso Mencaraglia per somma di ammonizioni (presunta manata sul volto volontaria) al 43′ pt. Tiri totali 9-13, nello specchio 5-3, parati 2-2, respinti/deviati 1-3. Corner 2-5, recupero 1′ e 3′.

Cercola (Napoli) – Meglio in dieci senza nulla da perdere che in undici preda delle solite battute a vuoto. Però non basta nemmeno così per fare risultato. Nicolò Artesani ingrana la quinta per riaprirla in inferiorità numerica, ma nonostante il punto sfiorato più volte la Primavera dell’Atalanta dal Napoli paga amnesie e decisioni arbitrali improvvide del primo tempo. Subito sotto nel punteggio ed entro l’intervallo anche di un uomo con raddoppio incorporato, a dispetto di una reazione tecnicamente e caratterialmente encomoabile nel finale il tris dei locali significa la terza sconfitta consecutiva a ruota di quelle con Lecce ed Hellas Verona riequilibrando a quota tre quelle in trasferta con quelle in casa. Domenica, a Zingonia, alle 11 del mattino arriva il Frosinone, col must di provare a riavvicinarsi alla quota playoff perdura: è a 32, all’altezza del Genoa, mentre si resta a 29 conservando una lunghezza di vantaggio sulla rotazione di Rocco.

Camelio pressoché dal fondo scodella per l’incornata subitanea di D’Angelo mettendola immediatamente in salita, a fronte di una Baby Dea contratta e insonnolita in quella che sembra una perenne fase di studio. Al settimo Anelli intercetta la palla dentro di Borriello sempre da destra, senza che Raggioli riesca a deviare in porta e Caucci a mirarla. Scollinato il ventesimo, il dritto per dritto al volo di Marrone nel gioco tra quinti con Aliprandi, poco prima protagonista della sbucciata sul cross di Gobbo, un controllo sbagliato più che un tiro, al culmine di una combinazione in navata. Poco dopo è Olijars, invece, ad allargare il destro incrociato dopo il lavoro in catena. A un tocchetto dalla mezzora, il pallone sempre dalla destra del braccetto destro nerazzurro per il terzo tempo di Baldo non trova la deviazione nello specchio. Un tocchetto dopo, l’uno contro uno marroniano respinto da Spinelli. Al 38′ Borriello fa ponte su Gerard Ruiz, ma l’assistman del vantaggio azzurro spreca tutto alzando il sinistro a giro; una cinquina cronometrica e la punizione di Artesani s’impenna.

Poi, la frettolosa cacciata di Mencaraglia, per secondo giallo causa presunta manata sul volto a Camelio, proprio quello sgambettato nemmeno un quarto d’ora prima a metà campo: volontarietà tutta da discutere, mica era una pigna alla Montero vs Di Biagio, eppure doccia anticipata e lungo lo schema dalla destra bis di Lo Scalzo nonostante un tiro assolutamente centrale, benché teso, forte e sotto la traversa. La ripresa, con Gasparello al posto di Aliprandi nel temporaneo 4-3-2 di Bosi, s’avvia con la palla leggermente lunga per Artesani da Gerard Ruiz, che poi al 6′ pennella da punizione per la svettata alta e fuori equilibrio di Maffessoli. Tutto bene, al contrario, sempre dal piede del regista catalano, stavolta uno scavetto, per inserimento e diagonale sinistro di Artesani a dimezzare lo score.

A questo punto il tecnico faentino toglie il lettone Olijars per aggiungere Ibrahim Camara, a segno per la prima atalantina in Primavera allo stadio “Aldo Olivieri” settimana scorsa, a una sorta di 5-3-1. Dea ormai padrona e per poco Baldo non gira in porta il pari in rimonta su cross di Marrone, controbalzo pericoloso che il portiere di casa riesce a intercettare al ventesimo scarso. Rintuzzata in angolo dalla difesa una fotocopia a palla bassa del gol dell’1-2, è il primo sostituto dei bergamaschi a mancare il 2-2 calciando oltre l’incrocio opposto dopo aver tagliato dalla corsia sull’invito a rimorchio di Gasparello dal lato corto destro.

Se il guineano non ha mira per dire trantatré, il dimezzatore del punteggio non è freddo abbastanza da sfruttare l’allungo di Baldo, perché Caucci con una diagonale aerea impedisce al suo cross a rientrare di raggiungere chicchessia. I Baby Ciucci si ridestano nel finale (42′) con Raggioli, fermato da Anelli, e Gorica che non centra la porta prima di farsi perdonare infilando l’estremo ospite in mezzo alle gambe sul tocco dentro del precedente. Gasparello sposta e tira al 3′ di recupero in lungolinea senza trovare il bersaglio. Effe