È stata presentata oggi l’edizione 2026 di Unlock — Evasioni Artistiche, il festival civile dedicato a libertà, reinserimento e giustizia promosso da una rete di oltre 24 realtà del territorio bergamasco — cooperative sociali, associazioni, enti pubblici, sindacati, istituzioni penitenziarie. Dal 3 al 6 giugno 2026, diciassette eventi si svolgeranno tra Daste (via Daste e Spalenga 13, Bergamo) e la Cooperativa Sociale Areté (via Imotorre 28, Torre Boldone).

Il festival si apre mercoledì 3 giugno con il convegno «Aziende che scelgono. Persone che ricominciano», dedicato al lavoro come prima leva di reinserimento, e prosegue in serata nel giardino della cooperativa Areté con «Una Luce sul Carcere»: una cena pubblica per quattrocento commensali, un giardino illuminato da tante candele, un pianoforte a coda al centro e un menù ideato con i prodotti di ‘economia carceraria di Bergamo e di altre carceri italiane.

Giovedì 4 giugno alle 19:00 l’aperitivo Speaker Corner e alle 20:30 il convegno «Buttiamo via la chiave?» che vuole indagare i legami di una persona in esecuzione penale  e come le relazioni possano diventare la risorsa più potente per il reinserimento. Nel pomeriggio dello stesso giorno si svolge il RAT Award 2026, il contest video con e per i giovani come la serata musicale LOCK OFF. Rap per rompere le barre.

Venerdì e sabato il festival si sposta a Torre Boldone, nella meravigliosa cascina sede di  Cooperativa Areté: la Bottega dell’Economia Carceraria — con i prodotti dei laboratori delle realtà bergamasche — , le cene sul viale alberato con musica dal vivo, la performance «Meglio stare zitti?» nata dal laboratorio teatrale della Casa Circondariale di Brescia-Canton Mombello, e il sabato in chiusura il concerto della Legalhaze Band e il cinema all’aperto. Sabato mattina, in città, la Formazione Accreditata mette intorno a un tavolo le esperienze di supporto alla genitorialità degli istituti penitenziari di Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona grazie al progetto Terzo Tempo finanziato da Fondazione coi bambini. Nel corso del weekend si terrà anche un torneo di calcio: la squadra vincitrice otterrà il “pass” per partecipare alla XIII Edizione del quadrangolare “Oltre il muro” che l’UISP Bergamo organizzerà domenica 21 giugno all’interno del carcere di Bergamo, e che vedrà la partecipazione di alcuni detenuti. 

Le voci della presentazione

Marcella Messina

, Assessora alle Politiche sociali, longevità, salute e sport del Comune di Bergamo:

«Unlock affronta un tema che riguarda tutti: cosa facciamo per evitare che una pena diventi solo esclusione e ricaduta. La sicurezza di una città si costruisce anche fuori dalle mura, investendo in percorsi di lavoro, formazione, cultura e relazioni. È questa la logica delle politiche che, come Amministrazione, vogliamo sostenere dichiara l’assessore alle politiche sociali, salute e sport. Il valore di Unlock è mettere intorno allo stesso tavolo imprese, cooperative, istituzioni, cittadini e persone che stanno scontando una pena. Non è retorica: è dare concretezza al principio che nessuno si salva da solo e che la comunità ha la responsabilità di offrire percorsi per ricominciare. Quando un’azienda sceglie di assumere, quando una performance teatrale dà voce a chi di solito non ce l’ha, quando si parla di genitorialità e territorio, si fa prevenzione e si fa coesione sociale»

Elisabetta Donati, Dirigente del Settore Lavoro presso Provincia di Bergamo:

«Quando parliamo di persone ristrette o in esecuzione penale esterna, dobbiamo ricordare che il lavoro non è solo un’occupazione: è il cardine attorno a cui ruota il reale reinserimento sociale. Senza lavoro non c’è autonomia, e senza autonomia il rischio di recidiva resta altissimo. La forza del nostro intervento risiede nelle reti territoriali costruite negli anni, in collaborazione con le istituzioni carcerarie, il terzo settore ed il tessuto produttivo. È fondamentale sottolineare che l’inserimento lavorativo di persone provenienti dal circuito penale oggi vede sempre presente la cooperazione sociale, ma coinvolge sempre più spesso le aziende del settore privato, che dimostrano una crescente sensibilità e lungimiranza. A conferma di questo impegno, siamo orgogliosi di partecipare a un importante progetto sperimentale promosso da Regione Lombardia e Sviluppo Lavoro Italia, che ha promosso e reso possibile l’attivazione di uno Sportello Lavoro interno alla Casa Circondariale di Bergamo. Lo sportello interno non è solo “orientamento”, è “presa in carico precoce” e permette alle aziende “profit” di diventare attori protagonisti, per scardinare il pregiudizio che questo sia un tema solo per il non-profit.

Federica Bruletti, Segretario generale Fondazione della Comunità Bergamasca: “Unlock Festival interpreta in modo molto significativo una visione della cultura che condividiamo profondamente: una cultura capace di creare connessioni tra arte e dimensione sociale, generando occasioni di incontro, riflessione e partecipazione. Affrontare temi complessi come libertà, giustizia, reinserimento e fragilità attraverso linguaggi artistici e culturali significa offrire alla comunità e ai più giovani, in particolare, strumenti nuovi per comprendere la realtà e superare stereotipi e distanze. Per la Fondazione sostenere Unlock significa valorizzare un progetto che mette al centro le persone e riconosce nella cultura un potente motore di inclusione, consapevolezza e cambiamento sociale”.

Gino Gelmi, Associazione Carcere e Territorio Bergamo:

«Due buone ragioni per dare lavoro ai detenuti:

– per chi è fuori dal carcere il lavoro è vita, ma per i detenuti esso è vita e libertà perché senza lavoro non si accede alle misure alternative e quindi si resta in carcere non per ragioni giuridiche, ma sociali.

– dando lavoro a un detenuto si riduce la recidiva e quindi si contribuisce ad una maggiore sicurezza sociale.

Quindi quale migliore interpretazione della funzione sociale dell’impresa?»

In una dichiarazione fatta pervenire, Lucia Manenti, direttrice dell’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna (ULEPE) di Bergamo, ha aggiunto:

«Come laboratorio NEXUS vogliamo dare voce ai diversi attori di questi percorsi: una persona in esecuzione penale esterna, una famiglia, un amministratore locale, un avvocato ed un educatore a cui riferirsi per ascoltare e fare domande. A seguire, una chiacchierata con la direttrice del carcere di Bergamo, Ylenia Santantonio e un’educatrice museale di GAMeC su Carcere e Comunità con un accento su quest’ultima che va curata, informata, sensibilizzata, attrezzata per poter offrire un’alternativa (al Carcere) di qualità. Insieme. Le connessioni e le sinergie efficaci nel Territorio Bergamasco sono davvero ricche e preziose: sta a noi saperle valorizzare e raccontare alla cittadinanza anche attraverso un festival eclettico».

Unlock per l’edizione 2026 ha il sostegno di diverse realtà del territorio. Nello specifico si tratta di: Fondazione Comunità Bergamasca, Uniacque, Associazione Homo, Cereria Pernici, MP Elettrica.

Per consultare il programma completo e prenotare il proprio posto è possibile visionare il sito unlockofficial.it.
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