E adesso scoppia la polemica sull’obbligo di vaccinarsi. Le cose non vanno bene, i conti non tornano. L’Italia è spaccata in due tra chi non vede l’ora di vaccinarsi e chi non vede l’ora cha a vaccinarsi siano gli altri, tra chi crede nel vaccino e chi invece lo guarda con sospetto. Colpa, come al solito, del problema governo e del suo modo sbagliato, oscuro, confuso e istrionesco di fare le cose. La mancanza di serietà e di trasparenza incombe su tutto e tutti. Ma vediamo esattamente come si pone la questione. Da un punto di vista giuridico i TSO (trattamenti sanitari obbligatori) sono previsti in taluni casi, e i vaccini, guarda un po’, ne sono l’esempio più lampante. Per fare che questo vaccino diventi obbligatorio è necessario che venga sancito con una vera e propria legge approvata in parlamento. Quando gli interessi della comunità prevalgono decisamente sulla libertà del singolo, il TSO è concepito e concepibile e il parlamento può confrontarsi sul problema e, se trova una maggioranza, promulgare una legge. Dunque niente di strano che un vaccino diventi obbligatorio, anzi. Ma c’è un però, e c’è un però proprio su “questo” vaccino. Nessun medico può sensatamente essere contrario ai farmaci allopatici, ma può essere contrario ad un certo farmaco e, soprattutto, ad un certo farmaco in certe condizioni. E così per i vaccini: io non sono contrario ai vaccini, né a quelli obbligatori né a quelli facoltativi, ma parliamo di vaccini sperimentati, noti, tradizionali. Quando è uscito il vaccino del papilloma, ho chiesto lumi e seguito le indicazioni del mio pediatra di fiducia. Ma qui il discorso è molto diverso: è un vaccino sperimentale con poca sperimentazione alle spalle, mancanza di dati importanti: non sappiamo nulla sulla teratogenicità (capacità di produrre malformazioni del feto) e di qui la controindicazione per le donne incinte o in allattamenti; non sappiamo se possiede la capacità di sterilizzare il vaccinato (impedire che sia contagioso sicché il vaccinato non si ammalerebbe ma potrebbe ammalare gli altri); non sappiamo quale sia veramente la sua efficacia dato che la si è calcolata utilizzando solo tampone molecolare e solo sui sintomatici (e il tampone ha una certa percentuale di falsi positivi e falsi negativi); non sappiamo che effetto avrà sulle categorie a rischio poiché sono state escluse dalla sperimentazione (tra cui ultra settantenni con pluripatologie che immagino saranno la maggioranza degli ospiti delle RSA) ma non saranno escluse dalla vaccinazione, anzi, saranno quelli che verranno vaccinati per primi dopo gli operatori sanitari e i pubblici ufficiali; effetti a breve, medio e lungo termine; eventuali modifiche epigenetiche; non sappiamo se la sua efficacia, oltre a quella immediata, sarà abbastanza durevole nel tempo, cioè non sappiamo quanto duri l’immunità che produce e se dura solo pochi mesi avremo il problema di non riuscire nemmeno a vaccinare il 60% della popolazione che i primi già dovranno essere rivaccinati rendendo utopico il raggiungimento dello scopo della vaccinazione obbligatoria e cioè l’immunità di gregge. Quanto esposto, e sono gli argomenti di più facile comprensione, mi rendono piuttosto perplesso di fronte alla ventilata possibilità che diventi obbligatorio. Troppe incertezze, troppi punti oscuri, troppe cose non chiarite. Difatti l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha rilasciato per questo vaccino un’autorizzazione condizionata. Vuol dire che riconosce che mancano dati importanti e l’autorizzazione è condizionata nel tempo e nello spazio alla presentazione dei dati mancanti. Tale autorizzazione si rilascia per motivi di emergenza. Dovremmo discutere se un virus che nel 95% dei casi (ma nemmeno questo dato è certo) resta asintomatico o produce una malattia paucisintomatica e nel restante 5% costringe al ricovero e di questo il 10% in terapia intensiva sia da considerare un’emergenza. Ci sono i morti, è vero ma soprattutto in categorie di persone molto a rischio che al decesso sono prossime e la cui età media supera gli 80 anni. Ma i contagi sono tantissimi, dobbiamo fermarli! No, non dobbiamo fermare i contagi perché i contagi asintomatici o paucisintomatici contribuiscono ad aumentare la percentuale degli immuni e raggiungere l’immunità di gregge. L’alto numero di contagi non è un problema, a meno che non lo si voglia far diventare tale per spaventare la gente e costringerla a vaccinarsi; il problema vero è dato dai pazienti che si ammalano gravemente. Ma sono coloro che già abbiamo considerato e per questi vogliamo scatenare una vaccinazione di massa obbligatoria con tutti gli incerti ed i rischi che abbiamo visto?

Vediamo alcune posizioni (da Vaccino Covid, dai politici agli esperti: chi è favorevole e chi è contrario all’obbligo (sky.it)):

8/22©Ansa “Io lo farò, perché credo nella scienza e nei medici – spiega il ministro degli Esteri – Il vaccino anti Covid è l’unica arma che abbiamo per fermare il virus. Pian piano ci riporterà la nostra libertà: torneremo a sorriderci senza mascherina, ricominceremo a vivere le nostre giornate”

Non è detto, difatti nelle raccomandazioni contenute nelle istruzioni c’è quella di non abbandonare le norma prudenziali, mascherina e distanziamento. E perché? Perché non sappiamo se sterilizza impedendo i contagi davvero. Inoltre la scienza non è un fatto di fede ma di prove e certezze fondate sulle prove. La fede connatura un atto di accettazione verso qualcosa di cui non si sa nulla. Vogliamo considerare il vaccino obbligatorio come qualcosa di cui non si sa nulla?

9/22©Ansa Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri conferma dicendo che “adesso si punta alla non obbligatorietà”, ma aggiunge: “Non vorrei che ci si dovesse arrivare, perché significherebbe dover mettere una costrizione per colpa di pochi individui”

Se fossero pochi individui non si porrebbe nemmeno la questione. Se si arriverà all’obbligo sarà solo perché molti individui non avranno aderito.

11/22©Ansa Non ha dubbi invece il coordinatore del CTS Agostino Miozzo: “Medici, infermieri, personale sanitario: il vaccino anti Covid deve essere obbligatorio – ha dichiarato Miozzo a Il Messaggero – Lo stesso deve valere per chi lavora nelle Residenze sanitarie, dobbiamo difendere gli anziani”

Ma come, gli anziani non dovevano essere i primi ad essere vaccinati?

12/22©Ansa Anche Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute, ha detto di essere a favore di “una forma di obbligo se gli operatori sanitari non faranno il vaccino”

Se gli operatori sanitari non si vorranno vaccinare spontaneamente vorrà dire che proprio loro, gli addetti ai lavori, non hanno fiducia in quello che il governo pretende sia la soluzione ottimale.

17/22©Ansa

“I leader politici debbono dare il buon esempio – ha scritto Berlusconi in una lettera al Corriere della Sera – e possono farlo insieme. Questo non cancellerebbe ovviamente nessuna distinzione politica, anche in merito alla gestione di questa crisi, ma significherebbe che la politica sa anche unirsi per uno scopo alto e nobile. Dobbiamo fare noi per primi quello che chiediamo agli italiani di fare, per il bene di tutti”

Ecco, facciamolo!

13/22©Fotogramma Lorenzo D’Avack, presidente del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) ha detto invece: “Sarei abbastanza cauto rispetto all’ipotesi di obbligatorietà per il vaccino anti-Covid: ritengo che eticamente obbligare ad un trattamento sanitario debba rappresentare assolutamente un’eccezione”. Poi ha aggiunto che “in questa prima fase è fondamentale incentivare la propaganda a favore della vaccinazione. L’obbligo dovrebbe essere considerato come una extrema ratio”

Giusto. E incentivare la propaganda, prima di tutto, vuol, dire serietà, informazione e trasparenza. PRIMA COSA: istituire un osservatorio libero coi dati relativi ai vaccinati: numero dei vaccinati, numero delle reazioni avverse, tipologia di reazioni avverse, vaccinati divisi in categorie età, sesso. Condizioni fisiche, comorbilità. Visto che saremo le cavie coatte della fase IV allora considerateci persone e non topi da laboratorio. 

Dott. SU Tramonte